I nostri "pro" e "contro" sullo Stadio della Roma. Qui tutte le slides della presentazione in Assemblea Capitolina

19 dicembre 2014

















Dopo aver seguito in diretta streaming la relazione (che a noi è parsa eccellente) dell'Assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo sul Nuovo Stadio della A. S. Roma e sul quartiere direzionale che gli nascerà attorno abbiamo rubacchiato qualche slide che Carteinregola ha pubblicato qui, con l'obbiettivo di aprire un po' di dibattito anche qui. A partire dai nostri pro e contro ai quali vorremmo si aggiungano anche i vostri. 


PRO

Semplicemente centinaia e centinaia di nuovi posti di lavoro. Chi protesta per affossare il progetto dello stadio è lo stesso che protesta perché "non c'è lavoro". Per cui...

Fondamentale che, oltre a Dan Meis, architetto dello stadio, vengano coinvolti altri studi importanti per gli edifici e le torri che si prevedono nel business park: si parla di Daniel Libeskind e sarebbe un'occasione più unica che rara avere in città una realizzazione di questo importante architetto.

Chi parla di tutela del verde, dell'agro romano o di altre fandonie non sa di cosa parla. Oggi l'area interessata all'intervento è un appezzamento abbandonato alla prostituzione, agli accampamenti abusivi, agli sversamenti illegali di amianto e altri rifiuti.

Finalmente, in un contesto di fuga di cervelli e di capitali, un grande investimento straniero a Roma. Va tutelato.

Trasporto su ferro ben impostato. Si può fare meglio, ma i cambiamenti chiesti dal Comune vanno nel senso giusto e ricalcano le nostre idee pubblicate in tempi non sospetti addirittura 2 anni fa (leggi qui) in particolare per quanto riguarda la stazione Magliana della FR1 che infatti verrà valorizzata. 

Importante e significativo il verde nel progetto. Se tutto andrà bene qui nascerà un parco, si è promesso videosorvegliato, più grande di Villa Borghese.

Chi si oppone al progetto parla di "regalo ai costruttori", "colata di cemento", "cattedrale nel deserto" e "speculazione edilizia". Tutti termini che, visto come ragionano a Roma i professionisti del no-a-tutto, ci fanno propendere per il sì a questo progetto!


CONTRO

Chi andrà in questi uffici? Tutti questi spazi direzionali servono alla città? Quali grandi multinazionali, visto che tutte stanno fuggendo da Roma, saranno interessate a prendere casa qui?

Perché se si fa un quartiere non lo si fa a tutto tondo? Il nuovo quartiere di Tor di Valle sarà invece un posto che dopo le 18 diventerà no man's land, terra di nessuno. Perché? Semplice, perché non c'è residenzialità di alcun tipo. Non si potevano prevedere case popolari, housing sociale, studentati? 

La parte trasportistica è enormemente migliorata, ma il prolungamento della Metro B lo consideriamo un pateracchio. La B ha frequenze ridicole, fino a 30 minuti di attesa in questi giorni, con le biforcazioni, come quella tra Piazza Bologna e Jonio, i tempi aumentano ancora. Perché dunque non puntare tutto sulla trasformazione in metro (magari con un re-branding e una intitolazione tipo Metro E) della Roma-Lido? Gli investimenti dovrebbero andare tutti li. 

Troppi i parcheggi a raso. In questo posto la gente deve venire coi mezzi pubblici, non con la macchina. Perché dedicare poi ettari e ettari di prezioso terreno ai parcheggi a raso? Perché non fare strutture apposite interrate o in altezza? Ci auguriamo quanto meno che i parcheggi siano a pagamento, per invogliare le persone ad utilizzarli con parsimonia.

38 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

"Non si potevano prevedere case popolari, housing sociale, studentati?"

No, ex legge stadi, il residenziale è vietato.

Anonimo ha detto...

L'importante e' che il tutto non sia sfruttato dalla solita mafia palazzinara per giustificare l'ennesima colata di cemento con casermoni stile nord coreani come e' avvenuto a Tor Pagnotta......

Anonimo ha detto...

La legge non prevede costruzioni residenziali, quindi NO, non si poteva fare per legge.

Anonimo ha detto...

Non vi preoccupate per quanto riguarda i lavori pubblici ci pensa il nuovo assessore di Marino quello che come ha scritto il Messaggero ' magna tanto per il partito ma qualcosa gli rimane attaccato' POVERA ROMA

Anonimo ha detto...

"Colata di cemento" c'è al secondo commento. Mancano "Speculazzzione" e "Cattedrale ner deserto" e chiudiamo il cerchio dei commenti romanari per l'argomento "nuove infrastrutture". Datevi da fare.

Marco ha detto...

Sul secondo "contro" già altri hanno risposto.

Sul primo "contro" direi che se le multinazionali fuggono da Roma è oltre a tutti i motivi spesso esaminati su questo blog, banalmente per mancanza di spazi adeguati. BNL-BNP Paribas una nuova sede se la sta costruendo.
Consideriamo il prestigio di una torre di 100m di Liebskind, in un business park di nuova costruzione, dotato di infrastrutture adeguate... è una cosa che a Roma semplicemente non esiste.

Inoltre diverse realtà multinazionali sono già rappresentate nel CDA dell'AS Roma (Starwood, Chanel, Disney/Shamrock), la squadra ha un contratto decennale di sponsorizzazione tecnica con Nike e uno triennale con la stessa Disney che punta a rinnovare, ed è alla ricerca di un main sponsor che dia anche il nome allo stadio (si parla di Etihad).
Non è detto che tutte queste società prendano casa nel business park, ma facile che nel suo "riempimento" avrà anche un ruolo il legame di alcune di loro con l'AS Roma.

Signor Smith ha detto...

Vogliamo ricordare che lo Stadio ed i suoi annessi non sono e non saranno di proprietà della A.S. Rona calcio, ma della Società che possiede il pacchetto di controllo della Roma calcio? Così, tanto per parlare di qualcosa...

Anonimo ha detto...

"Vogliamo ricordare che lo Stadio ed i suoi annessi non sono e non saranno di proprietà della A.S. Rona calcio, ma della Società che possiede il pacchetto di controllo della Roma calcio?"

Questo cambia TOTALMENTE le cose! Dobbiamo fermare tutto!

Anonimo ha detto...

Splendido progetto,speriamo che vada tutto bene.Ma l'edilizia popolare sarebbe la ciliegina sulla torta.VI chiedo per cambiare l'articolo 18 ci mettono tre mesi e per cambiare delle leggi idiote non lo possono fare?.
L'edilizia popolare e' assolutamente necessaria.

Anonimo ha detto...

I posti di lavoro ci sarebbero pure se venisse costruito in un luogo più adatto, così come i progetti di architetti famosi non sono certo possibili solo se viene costruito lì, e anche la tutela dell'investimento.
Il discorso sulle condizioni attuali della zona è stato ampiamente confutato ed è una obiezione ridicola. Stai offrendo il destro a qualsiasi speculatore che in futuro non dovrà far altro che lasciare andare in malora i suoi terreni per poi offrirsi come salvatore della patria.
Se i terreni interessati dal progetto sono privati non è colpa del comune se sono diventati quello che sono.
In quanto al parco, essendo tu, mi pare, quello che si oppone al giardinetto di via giulia perché diventerebbe il solito accampamento di barboni, mi diverte questo entusiasmo per il parco. Videosorvegliato!!! Figuriamoci, Roma è piena di telecamere e si vede a quanto servono. Immagina quanto serviranno in un parco in una zona che, come dici, dopo le 18 sarà no man's land. Guarda Villa Borghese com'è tenuta e avrai un anticipo della fine che farà il parco.

E mano male che ti stanno venendo i dubbi su quanto sarà utile la quantità enorme di nuovi uffici in una città dove gli uffici si svuotano. Dubbi che dovresti farti venire anche in altri progetti visto che ogni tanto spunta fuori qualcuno che in cambio di un pezzo di strada o di un giardinetto tira su palazzi per uffici.

E ora prima che arrivi quello de "lo sviluppooooo" o il romanista coi paraocchi, preciso che non sono contrario allo stadio della Roma ma piuttosto alla posizione scelta e soprattutto al contorno, che sarà pure imbellettato da Libeskind e Meis ma resta un quartiere vero e proprio. Purtroppo la legge stadi è la solita italianata pensata coi piedi.

Se poi alla fine verrà realizzato come è previsto allora la cosa basilare è eliminare l'allungamento della B1 e trasformare la Lido in metro, aggiungendo ulteriori binari se è il caso. Sarebbe l'unica soluzione per assorbire senza disastri l'aumento di traffico e servirebbe anche per migliorare enormemente il trasporto nel settore sud di Roma che ora è al collasso. Visto che ultimanente incontri il sindaco fatti sentire su questo che è il punto fondamentale.

Anonimo ha detto...

@Signor Smith Prima di parlare di qualcosa sarebbe il caso di informarsi e studiare.
Poi potremmo dire che mettere lo stadio e le opere compensative nel bilancio della Roma ne causerebbe il fallimento immediato... e che il modello proprietario che verrà seguito è lo stesso di altre migliaia di società sportive di tutto il mondo, e come tante altre cose, solo a Roma non si può fare, solo a Roma è un problema.

Anonimo ha detto...

Meglio investire sui mezzi pubblici: più metro, più tram e più bus!!

Marco ha detto...

Anonimo 11:29, però se uno parla di "imbellettare" vuol dire che non capisce il punto fondamentale... la differenza tra una torre progettata da Liebskind in un contesto nuovo e con infrastrutture adeguate, e un palazzo per uffici progettato da un geometra, costruito al risparmio e calato in un'area della città senza parcheggi e senza mezzi pubblici è PROPRIO che la prima si riempie, il secondo resta vuoto.
E' normale che sia così, crisi o non crisi.

Rolando ha detto...

L'idea di diramare la linea B della metro mi sembra una minchiata pazzesca. In un paese normale si avrebbe preso l'occasione al volo per trasformare in metropolitana l'attuale orrida e sottosviluppata ferrovia Roma-Ostia. La struttura già esiste, basterebbe soltanto potenziarla. Sto parlando del collegamento con il mare della città capitale d'Italia, quindi non di una cosuccia da poco...
La diramazione della linea B sarebbe accettabile solo nel caso in cui si rispettasse il contratto di servizio che prevede una frequenza/treni di uno al minuto, in modo di assicurare il collegamento con l'EUR e Laurentina con frequenza due minuti.
Purtroppo la mente eccelsa che ha partorito questa corbelleria si sta giò fregando le mani (perdonatemi il verbo infelice) in prospettiva delle tangenti prossime venture...

Anonimo ha detto...

Peccato ci sia una clausola che prevede il legame indissolubile tra proprietà della società e proprietà dello stadio, oltre al fatto che non si poteva fare altrimenti, visto che una squadra che ha un fatturato di 150mln di euro annui, non credo possa accollarsi un debito da 1mld di euro

Maurizio V. ha detto...

Decisamente contrario. Non allo stadio in sé, e nemmeno, in linea di principio, alla localizzazione. Ma sono contrario al fatto che per costruire uno stadio di una società privata si dà il permesso di stravolgere il Piano Regolatore con la costruzione di di 336.000 mq di attività commerciali e uffici. Arrivando così all'assurdo che questo progetto cosiddetto stadio, in realtà, comporterà costruzioni che per il 13% (49.000 mq) sono relative allo stadio e alle attività della A.S. Roma e per l'87% (336.635mq) relative ai costruttori.
Non sono quindi contrario per principio al 13%, ma all'87%. Quanto ai lavori pubblici relativi (metropolitane e altro): non prendiamoci in giro. Oggi tutte le misure proposte non servono a nulla. Domani non serviranno tanto a quelle due ore settimanali di partita, ma a quei 336.000 mq di uffici e negozi che rimarranno al costruttore.
Così, a occhio e croce, dato che ormai gli spazi per impiegato si restringono e nessuno ha più di 10 mq a disposizione, vuol dire che quegli uffici saranno in grado di ospitare teoricamente circa 30.000 lavoratori.
Riassumiamo: si decide di costruire uno stadio che rimarrà, alla fine, proprietà privata non della AS Roma, ma del proprietario della AS Roma. Dato che costruire uno stadio costa, e che costa realizzare parcheggi e cose del genere, allora si chiede il permesso (in barba al Piano Regolatore) di costruire una cittadella per 30.000 lavoratori. A questo punto si pone il problema di collegare non lo stadio per due ore alla settimana, ma quella cittadella, proprietà di privati, di 30.000 lavoratori che quotidianamente andranno al lavoro. In buona sostanza: queste opere cosiddette pubbliche servono principlmente a valorizzare gli uffici che rimarranno in proprietà dei costruttori. Dove sta l'interesse pubblico in tutto questo? Si spacciano per pubbliche opere che servono esclusivamente a valorizzare una proprietà privata.
Come se non bastasse, si pone il problema di come verranno riempiti questi uffici. E la risposta è semplice: svuotando l'Eur, che già oggi è in crisi acuta di vocazione.
Conclusione finale: è una gigantesca speculazione privata che viene spacciata come opera pubblica. Comporta lo stravolgimento del Piano Regolatore, impatti pesanti su altre aree direzionali (in primis l'Eur) senza che vi sia un effettivo ritorno pubblico. Le cosiddette opere pubbliche sono in realtà opere necessarie allo sviluppo della cittadella dei 30.000 impiegati e, una volta realizzate, comporteranno un ulteriore incremento del valore della proprietà privata. Nulla contro di essa, o contro il profitto privato, anzi, ma non lo si spacci per interesse pubblico.

Anonimo ha detto...

Assolutamente favorevole, sono passato pochi giorni fa a Tor di Valle e devo dire che la zona è completamente abbandonata. La valorizzazione derivante dagli investimenti dello stadio porterà benefici a tutta la zona. Il caso di Torino (lo Juventus stadium) è li a dimostrarlo: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/13_novembre_29/stadio-modello-juve-investimento-redditizio-l-ad-bianconeri-soldi-stanno-gia-rientrando-37777f9e-58c8-11e3-ade8-6dbcc0d06561.shtml

Anonimo ha detto...

@11:44 AM

Non sono contro la buona architettura, ci mancherebbe. Sono contro i sogni di gloria. Decine di migliaia di posti per lavoratori in ufficio in una città dove le aziende chiudono e di uffici vuoti ce ne sono quanti vuoi. Senza contare il fatto che dubito se li potranno permettere le piccole aziende che sono la maggioranza del tessuto lavorativo della città. E vedremo che succederà con le medie. In quanto alle grandi aziende magari straniere, speri forse che sbarcheranno in massa in un paese in crisi solo perché c'è il bel grattacielo? Collegato poi male alla città perché se insisteranno con il prolungamento della B invece di trasformare la Lido saranno dolori (per non parlare del traffico auto).

p.s: anche i palazzi sono progettati da architetti e non da geometri. Ma non basta scrivere architetto per avere un capolavoro.

Anonimo ha detto...

Mi ero dimenticato una cosa: chi guarda le cose superficialmente pensa all'agro romano non coltivato e fa in confronto con un parco ben tenuto e dice che il parco è meglio. Ma a parte che a Roma i parchi sono ormai tutti accampamenti di senzatetto e sono tenuti da schifo, l'agro romano è importante non solo per l'agricoltura, quando c'è, ma anche per la fauna selvatica. Anche in quell'ansa ci sono presenze importanti in questo senso.

Guido Costantini ha detto...

Direi che uno deve sempre ricordare cosa è adesso quel luogo. Io metterei nel testo dell'articolo un bel link all'immagine satellitare:

https://www.google.it/maps/place/Rome/@41.8254393,12.4313072,1715m/data=!3m1!1e3!4m2!3m1!1s0x132f6196f9928ebb:0xb90f770693656e38

Guido Costantini ha detto...

@11.29
"I posti di lavoro ci sarebbero pure se venisse costruito in un luogo più adatto, così come i progetti di architetti famosi non sono certo possibili solo se viene costruito lì, e anche la tutela dell'investimento."


Stupiscici: quale sarebbe il luogo più adatto?

Anonimo ha detto...

Anonimo 12:34, giustissima la distinzione che fai tra agro romano e parco, sotto il profilo faunistico e non solo. Però ti inviterei a osservare l'area dall'alto, con google maps...

Mettiamo da parte il fatto che a ovest tra il tevere e via della magliana ci sono solo campi, perché poi arriva quello che giustamente dice "prima o poi costruiranno su tutto con la scusa che più in la è pieno de campi", lo hanno già fatto.

A nord e a sud dell'area però ci sono delle vere e proprie riserve naturali... la tenuta dei Massimi a nord e la r.n. Laurentino Acqua Acetosa a sud.
In che stato sono? Sono fruibili, sono davvero protette, i romani e i turisti possono sfruttarle, possono viverle? Le conoscono?
Che ne pensano i 5 stelle, italia nostra, SEL ecc?

A me tutta questa preoccupazione per un'area che diventerà sì un parco "attrezzato", ma che ad oggi è totalmente abbandonata, in presenza proprio nello stesso quadrante di spazi come questi che andrebbero valorizzati, mi sa di malafede da parte delle varie associazioni e partiti.

Anonimo ha detto...

L'obiezione migliore è quella della fauna selvatica
Le volpi ormai girano indisturbate al centro di roma, e il problema è la fauna selvatica, adesso
marco1963

Rolando ha detto...

Concordo in pieno con Maurizio V. La sua analisi è molto lucida e circostanziata. Si fa davvero molta fatica a vedere l'interesse pubblico in questa operazione.R

Fabrizio S ha detto...

Un paio di precisazioni...
1) Chi parla di "regalo ai costruttori" è Il Messagero.... di proprietà, guarda un po', di un costruttore! E, chissà perché, le "fantastiche" zone di Tor Vergata che vengono proposte da quel "giornale" sono di proprietà dello stesso costruttore! Sarà un caso?
2) Sulla speculazione non c'è neanche da parlarne.... la Juventus lo stadio se l'è fatto con i soldi pubblici e comunque ha costruito intorno 40 mila metri cubi di commerciale, la Roma fa tutto con soldi privati e REGALA 200 milioni di euro di investimenti in opere pubbliche (teorici, di più se i costi si dovessero alzare), con la clausola che lo Stadio non potrà essere inaugurato prima della fine di TUTTE le infrastrutture
3) Si parla di uffici vuoti. Trovatemi un ufficio vuoto in una zona servita bene dai mezzi (leggi: con una fermata della metro e una del treno a meno di 500 metri) e ti faccio una statua. Mio padre lo cerca da tre anni e non l'ha ancora trovato!
Qui non si parla di semplici uffici, ma di uffici "d'autore" - molto più richiesti, in tutto il mondo - collegati al meglio con il centro con i mezzi... chi me li paragona ai casermoni di Tor Vergata o di roma est è un'idiota, perché non basta neanche solo la malafede.

Tornando all'articolo, non sono d'accordo sul primo "contro", quello degli uffici, perché che si trovi qualcuno non ho dubbi e perché non è certo un progetto a breve termine un investimento privato da 1.2 miliardi (di base).
Sono d'accordo invece sull'edilizia popolare - che con fondi e menti private si sarebbe potuta fare davvero bene anche a Roma e di uno Studentato ne abbiamo maledetto bisogno, ma purtroppo è contro la legge - e sul prolungamento della Metro B, molto meno utile rispetto ad una trasformazione della Roma - Lido, ma in quel caso il Comune avrebbe dovuto mettere molti soldi, che Marino aveva promesso non avrebbe messo, e probabilmente sarebbe stato ancora più difficile far approvare il tutto, soprattutto perché il Comune i soldi per rifare (anche solo parzialmente) la Roma - Lido non ce li ha...

bat21 ha detto...

Ma se non hai nulla contro il profitto privato dove e' il problema? Non capisco dove sia lo scandalo se si crea valore laddove ora e' zero e se si creano le condizioni di lavoro e sviluppo e crescita. Sono proprio le cose che dovremmo spasmodicamente cercare. Se i privati sponsor del progetto avranno fatto male i loro calcoli saranno loro a subirne le conseguenze se sarà stato corretto l investimento ci avremo guadagnato tutti.

Anonimo ha detto...

il progetto di questo stadio esteticamente fa vomitare, fa schifo.

era bello il "Sensi" questo si che valeva la pena di essere fatto:

http://www.romafriends.it/258/images/stadio_roma2.gif

Anonimo ha detto...

3000 posto di lavoro, un' opera che riqualifica un quadrante mortificato da degrado campi Rom e sorci, un'opera che si allaccia all'Eur alla nuova fiera di Roma all'Aeroporto con Ethiad che significa investimenti senza mafiosi.
Se poi confondi l'agro romano con Tor di Valle...lascia perde il crack damme retta.

roberto ha detto...

e' l'ennesicma colata di cemento . roma e' piena di stadi , olimpico marmi farnesina flaminio. tutti sottoutilizzati . e' solo un favore alle solite cricche del cemento. stanno devastando roma con opere che non finiscono . i mercati generali, la nuvola, l'acquario , i grattacieli all'eur, largo perosi, il traforo di acilia. le strade sono tutte buche. pensate a mantenere cio' che gia' esiste invece di creare altri mostri.

Anonimo ha detto...

@9:53 PM
Non c'è niente da confondere. L'ansa di Tor di Valle nella parte non costruita è agro romano.

@dicembre 19, 2014 5:51 PM
La fauna selvatica non sono solo le volpi e i topi.

Anonimo ha detto...

@Fabrizio S
Mi pare che i terreni su cui verrà costruito lo stadio sono anch'essi di un costruttore.
Sembra quindi che a Roma non è il comune a fare un piano urbanistico degno di questo nome e a proporre ai costruttori le zone migliori per la città ma questi ultimi comprano terreni dove gli fa comodo e ci disegnano sopra i progetti. Il comune prende quello che gli portano, fa varianti, deroghe, e cerca di limitare i danni. E ci tocca vedere un sindaco che chiede aiuto ai tifosi. Zero pianificazione e molta improvvisazione. Molto italiano tutto questo.
Se poi pensi che una zona già al collasso coi trasporti fra qualche anno con l'enorme aumento del numero delle persone che ci dovranno andare sarà ben servita e quindi gli uffici andranno a ruba...
Magari ci possiamo ritrovare qui quando sarà il momento per tirare le somme.

Anonimo ha detto...

@Guido Costantini

Un luogo dove non ci sono criticità idrogeologiche, dove i trasporti non sono problematici come lo sono ora in quel quadrante della città (e come lo saranno poi perché una derivazione della B lasciando la Lido nelle condizioni di oggi è un suicidio) e dove non c'è il rischio di edificare una superficie grande come un quartiere che sarà frequentata solo durante il giorno.
Se si parla tanto di riqualificazione, c'è gran parte dell'est di Roma che sta messo peggio di quell'ansa del Tevere.

Maurizio V. ha detto...

Per bat21.
Nulla contro il profitto privato e meno che mai contro la creazione di valore. Sono contrario quando la creazione di valore è sottrazione di altri valori. Quei 30.000 impiegati che andranno a lavorare lì sono persone che oggi già lavorano a Roma, molti all'Eur. Oggi l'Eur è in crisi: la nuvola che non viene finita perché nessuno vuole acquistare l'albergo che è di essa parte integrante. I palazzi di fronte, ex ministero oggi soprannominati Beirut, in quelle condizioni perché mancano i compratori. L'ex palazzo IMI senza affittuari. L'ex Banco di Roma oggi Unicredit che a breve si trasferirà. Per tacere del degrado qui documentato molte volte, di prostituzione, spaccio eccetera. IN questo contesto tu (retorico, non sei tu, bat21) vai a prevedere una nuova città di 30.000 lavoratori a 2 Km (scarsi) di distanza. Ovvio che questo avrà ripercussioni sull'Eur, che sarà vieppiù spopolato, e su altri centri direzionali sparsi qua e là a Roma. Quei lavori non creano 30.000 posti di lavoro impiegatizio (fosse così avrei molto meno da obiettare) ma attirano, in una cornice moderna e più funzionale, 30.000 impiegati oggi dislocati altrove. E chi si dovrà occupare di riqualificare gli uffici abbandonati? Chi dovrà fare attenzione perché non ci siano nuovi casi exInpdap? Ovviamente il pubblico.
Quindi i profitti che si creeranno saranno privati, le perdite pubbliche.

Maurizio V. ha detto...

Per Fabrizio S.

Quelle opere non sono un regalo, ma sono la condizione perché si sviluppi e sia attraente la cittadella per i 30.000 impiegati che ogni giorno (e non due ore alla settimana) dovranno recarsi lì. Oggi non c'è nessun interesse a creare una stazione di metropolitana a Tor di Valle perché non c'è nessuno che ci va. Né c'è tutto questo interesse per eventi una volta alla settimana. Ci sarà invece necessità quando sorgerà la città degli uffici che, ovviamente, non saranno della AS Roma.
A Torino andò diversamente: lo stadio fu fatto con soldi privati, e infatti è proprietà della Juventus. Quanto ai 49000 mc di attività commerciali, nessuno ha mai messo in discussione che lo stesso debba avvenire anche qua: fanno parte di quel 13% di cui parlavo prima di costruzioni comunque legate alla Roma, siano esse stadio, ristoranti, negozi come il Nike store o centri di allenamento. Quello di cui si discute è di una città di 30.000 impiegati che nulla hanno a che vedere con la Roma. Ovviamente a Torino il Comune ha solo autorizzato la costruzione di stadio e edifici comunque legati alla squadra.

bat21 ha detto...

Ecco Maurizio questo e' un intervento veramente ragionato ed interessante. Tu hai il dubbio che il beneficio complessivo per la società sia nullo o negativo. Purtroppo non sono in grado di convalidare o confutare la tua affermazione, non ho conoscenza approfondita della questione. Però solo dal punto di vista intuitivo se si verificherà lo svuotamento di Eur come dici tu avverrà perché queste nuove aree saranno piu interessanti per motivi infrastrutturali e perché i nuovi edifici sono più funzionali. Le città vivono ed evolvono e aree diverse sono sempre in competizione tra loro. Non mi pare che ci sarebbe un danno globale se si verificasse un riequilibrio delle presenze nei vari quartieri

Maurizio V. ha detto...

Sì, bat21, ho esattamente questo fortissimo dubbio: che, alla fine, la collettività ci rimetterà. Ci sarebbero anche altre cose da dire, perché la questione ha molti aspetti. La metro, per esempio. Dato che si tratta di un prolungamento, verranno mandati a Tor di Valle treni che ora arrivano a Laurentina (come già succede oggi per Rebibbia/Conca d'Oro). Con il risultato che chi prende la metro all'Eur sarà penalizzato perché passeranno meno treni. Per mantenere i ritmi attuali bisognerà acquistare più treni. A spese di chi? Collettività. Rinnovo Ferrovia Lido che si chiede nell'articolo di RfS, e che diventerà ancora più urgente con la costruzione della città uffici. A spese di chi? Collettività.
E sono solo due esempi, per non parlare della manutenzione stradale straordinaria che sarà richiesta negli anni successivi e di tanti capitoli di spesa di questo genere.
Saranno moderni e funzionali questi uffici? Credo di dì, ma credo anche che buona parte del loro appeal sarà la convenienza. Perché bene o male sono molto decentrati, in riva al Tevere e prossimi al Raccordo Anulare, con la vista (e l'olfatto) sul depuratore Acea distante pochi metri. (A proposito: credo che il ponentino si sentirà molto bene). Ovvio che i prezzi non saranno quelli del Centro o dell'Eur che, nonostante la crisi ha un suo certo "fascino".
E poi, ultimo discorso. Roma ha atteso un Piano Regolatore per mezzo secolo. Finalmente è stato approvato (2008) e e subito, come successo in passato a TUTTI i piani regolatori approvati da Porta Pia in poi, viene stravolto in nome di un'emergenza (nel senso che emerge una novità). Se passa questo principio, prepariamoci, nei prossimi anni, ad altri assalti alla diligenza. Inutile dire che il Piano appena approvato non prevedeva per nulla la costruzione di uffici in quel quadrante di Roma, meno che mai in tale quantità. E anche questo è un danno alla collettività.

Anonimo ha detto...

"Rinnovo Ferrovia Lido"

Questa è davvero l'unica cosa fondamentale per Roma in generale e tutto il quadrante sud-ovest in particolare da fare in quella zona. Sarebbe da farsi comunque ed è qui che andavano chiesto al costruttore compensazioni, non la derivazione della metro.
Fermo restando che il progetto di stadio e grattacieli d'autore avrebbe avuto molto più senso ad est accanto ai quartieri disastrati che già esistono, e non incastrato a Tor di Valle.

Lorik ha detto...

vi siete scordati di aggiungere ai PRO che forse quando ci sarà una partita della roma non si bloccherà più la tangenziale e tutte le vie limitrofe

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