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Arrivare a Fiumicino la sera. Semplicemente un incubo

2 gennaio 2022


Vorrei portare all’attenzione la terribile situazione dei trasporti tra l’aeroporto di Fiumicino e Roma, che dopo le 23 sono vergognosamente inesistenti. 

Sono tornato con un volo da Budapest e sono atterrato poco dopo le 23. Quello che ci si aspetta è che un aeroporto internazionale abbia svariati mezzi per raggiungere la capitale d’Italia, ma ho scoperto a mie spese che non è cosi! 

Il primo treno per termini è alle 6, gli autobus (di linea e privati) passano solo a partire dalla mattinata, non c’era nulla di car sharing, e in poche parole l’unico modo che si ha per raggiungere Roma sono loro... i taxi. E qui viene il bello. 

All’uscita del Terminal 3 si trovano degli abusivi che con un atteggiamento aggressivo si litigano i poveri turisti da spennare come avvoltoi sul cadavere, e gli rifilano delle fregature vomitevoli. Davanti a me un tassista abusivo urlava in faccia a chiunque provasse a sindacare che 80 euro non era il prezzo corretto per la corsa, ma lui con fare aggressivo diceva che “quelli dii taxi bianchi dicono le cazzate, portamoo qua quello che te dice ssi prezzi che ce penso io!!! nun ce stanno e tariffe fisse è notte costa de più, meno de 80 euro nun lo trovi se vuoi sali senno o dormi qua o vattene co quessi dii taxi bianchi!”…non ho mai visto una situazione simile in nessun aeroporto europeo. 

Una signora straniera era talmente impaurita e pallida in viso che se l’è data a gambe. Il bello è che i tassisti regolari sono sotto scacco di questi soggetti che con fare mafioso decidono chi lavora e chi no. Se parli con i tassisti regolari ti spiegano che hanno paura. Non è possibile che le uniche alternative per chi arriva a Roma dopo le 23 (non le 4 di mattina… le 23!) sia dormire come i clochard alla stazione aspettando le 6, o pagare 60 euro e prendersi insulti strattonamenti e urli in faccia da questi banditi. 

Ovviamente non si faccia di tutta l’erba un fascio, i tassisti regolari e onesti ci sono, e io sono riuscito a trovarne uno che mi facesse pagare col pos (si, perché poi una volta trovato il taxi, devi sperare anche che ti faccia una ricevuta o ti faccia pagare col pos, cosa molto ma molto complicata). Eppure dentro l’aeroporto ci sono Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri, e chi più ne ha più ne metta… possibile nessuno faccia niente su questa situazione vergognosa che perdura da anni? Possibile che nessuno si occupi della carenza di trasporto delle persone da e verso l’aeroporto? 

Solo per fare un confronto, l’aeroporto di Budapest distava dalla città di una 30ina di km, e c’erano taxi, Uber, navette private che ti portano sia nei punti centrali sia davanti la porta (a partire da 6 euro), autobus di linea ogni 10 minuti (3 euro) treni e metro, il tutto disponibile in qualunque orario. Possibile che un turista che viene a visitare e a portare economia a Roma debba essere umiliato in questa maniera? Personalmente mi sono vergognato come un cane a vedere quella gente trattata in quel modo...

LETTERA FIRMATA

Cosa sono quei trenini di NCC neri che si stanno divorando la città? E come combatterli?

31 marzo 2018
La città è definitivamente trasfigurata da questi soggetti. Si tratta di NCC neri, con vetri oscurati, tutti quanti modello VITO della Mercedes. E qui vi spieghiamo perché sono un cancro, una cancrena maledetta da estirpare. E perché creano danni a tutti, in primis a voi che state leggendo.


A Roma c'è una normativa sui bus turistici, è una normativa fallace, è una normativa che deve essere molto inasprita (e speriamo che lo sia quanto prima, l'amministrazione ci sta lavorando anche se con poca convinzione). Dal momento che c'è una legge, c'è anche chi trova l'inganno. Specie a Roma. Questi furgoncini neri sono appunto l'inganno. Tu tour operator hai 30 turisti, magari coreani o giapponesi (i principali clienti di questo scempio) da portare a Fontana di Trevi? Puoi fare due scelte. La prima è una scelta regolare: affittare un bus, pagare le dovute tasse, sottostare alle relative normative (tipo max 15 minuti di sosta nello stallo) e procedere. Chiedi ai turisti 50 euro a persona per il tour di mezza giornata, e te ne rimangono come margine di guadagno mettiamo 20.
In alternativa puoi fare un'altra scelta, purtroppo sempre per lo più legale, ma che ti permette di mantenere i 50 euro a persona ma su questi lucrare 30 o 35 euro di margine di guadagno netto.


Come fare? Semplice. Chiamare un "trenino". Il "trenino" è in gergo una pattuglia di NCC Vito Mercedes neri con vetri oscurati (tutte licenze di paesi remoti dell'entroterra laziale, molisano, umbro, campano; che praticamente non potrebbero lavorare a Roma o quasi e che fanno una concorrenza ignobile ai taxi) che caricano i turisti e li portano a fare il giro delle attrazioni, sostando in sosta selvaggia nei luoghi più impensati. Sul belvedere Cederna al Circo Massimo, sotto il Palazzo delle Esposizioni, su Via San Gregorio, attorno al Pantheon infilandosi dappertutto anche dove i bus non potrebbero mai arrivare. Ogni giorno è un calvario e questa vergogna contribuisce a caos, congestione, traffico, inquinamento non solo, come abbiamo già scritto, facendo concorrenza ai taxi (ma loro bloccano le città solo contro Uber, che invece gli porta anche nuovo lavoro, contro questi che glielo rubano nada), ma anche e soprattutto generando per il Comune un danno erariale considerevole togliendo denari alle casse che non vengono rimpinguate dai pullman. Più van VITO in giro significano, infatti, meno pullman e dunque meno tasse perché i pullman pagano un permesso mentre i "trenini" entrano dove vogliono (anche a Via dei Fori Imperiali eh!) senza preavviso, senza pagare nulla, senza permettere al Comune di avere un quadro di quante vetture entrano e quante escono e dunque uscendo anche dal computo statistico. Una assoluta malattia da curare con forza. 

Un autentico cancro, come dicevamo sopra, che andrebbe combattuto fortemente prima che uccida il paziente. E invece l'amministrazione sembra non intenzionata a fare nulla. Intervenire si potrebbe ovviamente, sia nella nuova normativa sul bus turistici sia con una delibera ad hoc che normi la possibilità di accesso a vetture NCC superiori ai 6 posti. La norma lascerebbe fuori le normali auto NCC ma colpirebbe queste vetturone pericolose, aggressive e super cafone (provate ad avere a che spartire con qualcuno dei loro autisti e poi ci raccontate, forse...) a 8 posti. 

Ma col Natale, il turismo e l'allerta terroristica hanno risolto il problema dei taxi abusivi a Fiumicino?

10 dicembre 2017
Beh ragazzi c'è il ponte della Madonna, si avvicinano le festività natalizie, la città è presa d'assalto dai turisti e oltretutto c'è un allerta terroristica che levete. Dunque, voglio dire, le zone sensibili saranno presidiate in maniera maniacale, qualsiasi presenza che possa creare disagio, anomalie e disordine repressa. No?
Ad esempio, ci siamo detti, quale è la situazione dei tassinari\ncc abusivi a Fiumicino? Mica ci saranno ancora quei personaggi che, facendo una specie di muraglia, una specie di forca caudina, all'uscita degli arrivi internazionali importunano i turisti (preferiti quelli orientali) offrendo servizi "taxi" che taxi non sono? Mica ci saranno ancora? Mica staranno lì con quelle facce da avanzi di galera raccontandosi cose assurde e coatte tra di loro ("come hai fatto te sei accodato l'altro giorno che t'era scaduto il bijetto?" "eh si, quanno ce stanno e du sbare aperte te ce metti a cavallo e poi esci...", ascoltate) e cercando, quando je vie voglia, di abbordare qualche turista inconsapevole che così avrà il suo coerente ben venuto con la città?

Cioè voglio dire, almeno l'aeroporto sarà controllato. Adr avrà messo i suoi uomini. E la Finanza i suoi. E se possibile anche la Polizia o i Carabinieri. Insomma mica lasceranno i turisti-eroi che ancora decidono di venire a Roma alla mercè di questi furfanti?



Per rispondere a queste domande pubblichiamo due video che ci sono arrivati questo finesettimana. Due video tra i tanti che i nostri lettori ci hanno inviato, indignati come al solito e più del solito. E a voi i commenti come di consueto. 

Paola Taverna scrive a Roma fa Schifo: "non vi querelo più". Lettera incomprensibile

24 giugno 2017

Ieri abbiamo pubblicato un lungo resoconto su una strana minaccia di querela che alcuni avvocati, che si sono presentato a nome e per conto di Paola Taverna ci avevano indirizzato. La cosa è stata utile per ripercorrere tutta la storia abbastanza inquietante dei Soffokati capitanati da tale Pasquale Merlo (ma in realtà il suo nome è tutt'altro come si impara cliccando quiqui e qui), che si fa chiamare Il Merlo. Una storia tipica romana di strafottenza, sopraffazione, arroganza e legami imbarazzanti con la politica che, secondo noi, aveva visto eccessiva vicinanza con il Movimento 5 Stelle. Come sempre facciamo ovviamente tutto questo lo avevamo suffragato con prove incontrovertibili.

Quest'oggi Paola Taverna ci ha scritto (questa volta di suo pugno, senza avvocati di mezzo) chiedendoci di pubblicare. Con piacere riportiamo le sue parole e aggiungiamo, sotto, le nostre considerazioni attendendo anche quelle dei nostri lettori.

Io non mi nascondo e non rinnego mai quello che ho fatto. Rivendico e sono orgogliosa del lavoro fatto al fianco e per la categoria dei tassisti, che rifarei oggi. Ma non sono disposta a veder strumentalizzare una battaglia fatta per le giuste rivendicazioni di una categoria, né dalla categoria stessa né da una testata. 
Ciò che contesto è l’associazione che è stata fatta sul vostro sito tra la mia persona, oltre che il M5S, e singole supposte azioni discutibili attribuite ad alcuni degli appartenenti a questa categoria    
e di più alle idee personali di alcuni di questi.
La richiesta di correzione di quanto pubblicato nasce esclusivamente da questi profili proprio perché da me non condivisi e quindi non corrispondenti al vero.
Da quando sono stata eletta ho sporto poche denunce, sempre controvoglia perchè la magistratura ha cose più importanti di cui occuparsi, e solo quando non vi erano alternative. Per questo anziché presentare direttamente querela, come era nei miei diritti, ho preferito cercare un dialogo che, onestamente, speravo più costruttivo. 
Questa volta però la querela non ci sarà, almeno non la mia. Mi basta quanto emerso dal vostro lungo post, chiarito da queste mie brevi righe. 
Ho visto con piacere le foto con Emidio, a cui vanno i miei auguri di una veloce guarigione, visto che ho avuto notizia che pochi giorni fa è stato investito. 
Quelle foto mi fanno ricordare la battaglia sacrosanta per il "taxi service" e per la dignità della categoria dei tassisti dopo lo scandaloso emendamento della Lanzillotta. 
Eventuali idee dei singoli o altre loro presunte azioni, cosi come le vostre personali valutazioni delle stesse, non sono da me condivise né supportate e pertanto, in correttezza, vi invito a non associarle alla mia persona. 
Paola Taverna

Ci ha fatto piacere ricevere queste considerazioni perché innanzitutto prefigurano una querela in meno. Una buona notizia considerando quante altre querele strumentali e arroganti dobbiamo gestire sempre provenienti da anime del Movimento 5 Stelle. Ma al di là della non-querela, purtroppo tutte le faccende emerse nel nostro precedente articolo non vengono spiegate.

1. Perché alla Taverna non piace essere associata a dei gruppi quando lei per prima ha dichiarato ai quattro venti la sua vicinanza? Inoltre se i Soffokati, come la Taverna ha ammesso non più tardi dello scorso dicembre, sono "la stessa cosa" del Movimento 5 Stelle perché Taverna non li invita a smettere di comportarsi in maniera incivile (stanno incartando la città di affissioni abusive e graffiti dovunque) invece di prendersela coi blog?

2. Come può pensare la Taverna, ormai una politica navigata, di potersi avvicinare a delle battaglie (magari per ottenere un legittimo tornaconto elettorale e di consenso) e poi però prendere le distanze dai singoli protagonisti delle battaglie stesse? Come può insomma la Taverna pensare di poter avere la botte piena e la moglie ubriaca? Questo atteggiamento è tuttavia diffuso nel Movimento 5 Stelle e succede anche a Roma. Ad esempio nel mondo dell'ambulantato: i grillini si schierano sistematicamente a favore delle lobbies bancarellare, ma non vogliono sentirselo dire. Anche Andrea Coia ha minacciato querela semplicemente perché abbiamo detto la verità, ovvero che sta lavorando per favorire una delle peggiori cosche della città. Anche la vecchia politica lavorava per favorire le cricche e i portatori di voti, ma almeno non lo negava. Almeno non negava l'evidenza. Negare l'evidenza è possibile con certa moscissima stampa italiana e ancor più romana, ma finché ci saranno certi blog e certi osservatori indipendenti non sarà agevolissimo farlo.

3. Taverna dice che di solito non fa querela perché (e siamo molto d'accordo con lei) pensa che i magistrati debbano concentrarsi su ben altro. Ma se così è allora perché ha dato mandato ai suoi legali di minacciarci senza mezzi termini assicurandoci una querela se non avessimo tolto non parte dei contenuti ma tutti (così chiedevano gli avvocati)? Lo ha dunque chiaramente fatto solo per intimidire sfruttando il potere dovuto dalla sua nomina parlamentare e non perché credeva davvero di procedere o di avere i numeri per farlo? E lo ammette con questa trasparenza? Chapeau...

4. Se Taverna ritiene, come dice in questa sua lettera, che ci siano gli estremi per la querela perché non procede? Per quale motivo ha deciso di non andare avanti visto che i suoi legali erano così risoluti? Ma soprattutto: quali sarebbero questi estremi?

5. La Taverna, tramite i suoi avvocati, ha scritto che i Soffokati sono eversivi (oltre ad altri epiteti). In che senso? Eversione in cosa? In questa lettera poi sembra invece non rinnegarne la vicinanza. Dunque rivendica di essere vicina agli eversivi? O gli avvocati avevano esagerato?

6. Nella lettera scritta dai suoi avvocati Taverna sosteneva che mai, neppure lontanamente, i Soffokati e il M5S hanno avuto dei rapporti. Questa è una clamorosa menzogna, come mai Taverna l'ha fatta scrivere ai suoi legali e come mai non ce la spiega?

7. Durante la prossima campagna per le Politiche o per le Regionali Paola Taverna farà iniziative elettorali e politiche a fianco dei tassisti? E se sì, anche a fianco dei Soffokati dopo averli definitivi "eversivi"?

8. Cosa ha spinto davvero Paola Taverna a farsi letteralmente massacrare su Roma fa Schifo quando noi, da parte nostra, neppure ce la saremmo considerata di striscio? Per quale motivo una azione così goffa?

In generale a noi la lettera sembra molto confusa, in alcuni passaggi poco comprensibile e poco approfondita.  E soprattutto poco concreta: la classica toppa che è peggio del buco per certi versi. E' un peccato perché ci sarebbe piaciuto saperne di più. Quando Taverna vorrà saremo sempre qui per pubblicare i suoi contenuti, nel frattempo ci limitiamo a consigliarle, anche per i prossimi step della sua carriera politica, di evitare le facili scorciatoie di consenso e le cattive compagnie prediligendo un percorso istituzionale e di qualità lontano da populismi sempliciotti ormai indifendibili e facilissimi da smascherare. 
Schierarsi assieme alle lobbies, alle cosche, alle cricche, alle caste che da anni tengono bloccata l'economia d'Italia (dagli ambulanti ai tassinari, dai dipendenti pubblici ai peggiori sindacati, tutto l'elettorato insomma del M5S) è la traiettoria più immediata, ma è anche quella che paga solo nel breve periodo. E quella, oltre tutto, che fa ancor più del male ad un paese allo stremo. Da un movimento nuovo tutti ci saremmo aspettati scelte esattamente opposte.

I taxi scioperano per il diritto di continuare a evadere. Servizio de Le Iene spiega tutto

23 marzo 2017

Durante l'ennesima giornata di scioperi del servizio (pubblico!) dei taxi è molto utile prendere spunto dai disagi per approfondire, capire, entrare dentro al problema.
La vulgata - in cui sta cadendo anche il Governo, ma d'altronde la capacità di questa categoria di spostare voti e clientele politiche è emblematica - vuole i poveri tassisti sotto attacco delle "multinazionali" colpevoli di opporre concorrenza sleale e evasione fiscale. 

Nulla di più assurdo. Uber e le altre "piattaforme tecnologiche" rispetto alle quali i tassisti sono terrorizzati portano più lavoro, non meno lavoro, al settore. Dunque non c'è rischio di lavorare meno, anzi più sono presenti piattaforme tecnologiche (Uber, car sharing) meno la gente si serve della loro vettura privata e più diventerà anche cliente dei taxi.

Ma l'obbiettivo dei taxi non è lavorare di più, l'obbiettivo dei taxi è continuare ad evadere. Continuare ciò a garantirsi due cose: la prima è il valore della licenza - una cosa completamente illegale: prendi una licenza a costo zero dal Comune e la trasformi in un patrimonio in virtù del monopolio in cui operi -, la seconda è una provvista di incassi al nero spaventosa che ogni anno doppia il dichiarato. Ovviamente ci sono anche dei tassisti onesti, ma il racconto impeccabile che Le Iene hanno fatto sul settore spiega in maniera clamorosamente chiara quale è la partita in gioco.

Le "piattaforme tecnologiche", infatti, rendono tracciabile al millimetro un lavoro che oggi è oscuro e aleatorio e che permette ai titolari delle licenze di dichiarare quanto vogliono. La retorica del tassinaro che guadagna 1200 euro al mese è cancellata dal costo delle licenze: nessuno si comprerebbe un lavoro sborsando fino a 200mila euro per poi guadagnare, faticando anche sodo, 1200 o anche 1500 euro al mese. 

La verità è altrove e Le Iene la spiegano alla perfezione. Chiediamo ai lettori di prendersi 20 minuti per vedere il filmato. Chiediamo ai tanti tassisti che ci seguono (molti anche amici e utili sentinelle sul territorio per chi come noi pubblica segnalazioni) di smentire quanto detto. Ci riusciranno? 

Intanto evviva Uber (qui le modalità per iscriversi con lo sconto-Romafaschifo per non pagare le prime corse) e evviva tutte le altre piattaforme che interpretano il futuro della mobilità in maniera innovativa, tracciabile e tecnologica combattendo contro le lobbies medievali che non sono soltanto monopolio, ma anche immenso grumo di evasione fiscale: ovvero di furto a tutti noi. Con in beneplacito del quasi-ricostituito Partito Nazionale Fascista, ovvero la compagine politica di maggioranza nel paese, ovviamente dalla parte delle peggiori corporazioni. Tutto e il contrario di tutto purché porti voti e porti consenso.

Lo sciopero selvaggio dei taxi è ancor più inquietante di quanto sembri

20 febbraio 2017
Perché in questi giorni in tutta Italia, ma essenzialmente e soprattutto a Roma e a Milano, i tassisti stanno protestando in maniera selvaggia dimostrando ancora una volta da una parte di vivere protetti da chissà quali poteri forti politici e dall'altra di non meritare una licenza di pubblico servizio?

Ma perché i tassisti protestano in maniera così animata. Perché sono convinti che alcuni accorgimenti contenuti nel decreto Milleproroghe, in via di approvazione in Parlamento, siano un vantaggio per Uber. Si tratta in realtà di una sacrosanta proposta di Linda Lanzillotta di togliere una clausola ad una vecchie norma di una decina d'anni fa che - su pressione di Alemanno e di Gasparri, sempre loro eh - obbligava gli NCC (Noleggio Con Conducente) a tornare al loro garage ogni volta prima di ripartire con la corsa successiva. Un procedimento ridicolo, macchinoso e pure anticostituzionale e anticoncorrenziale cui infatti nessun Governo ebbe il coraggio di far seguire da decreti attuativi. LA norma tuttavia c'era e veniva strumentalizzata dai tanti avvocati senza scrupoli dei tassinari che, sommergendo i noleggiatori di denunce, ogni tanto ottenevano qualche condanna. Condanna che significava la perdita della licenza e dunque del lavoro da parte del decapitato. Il tutto in nome di una legge ingiusta e incostituzionale che ora giustamente l'amministrazione statale vuole abrogare. 

Oltre che incostituzionale quella legge era assurda perché pensata esclusivamente per i problemi, tutti locali e non presenti in altre città d'Italia, della situazione romana. A Roma il numero delle licenze di taxi è bassissimo (lo si tiene basso in modo che chi ha la licenza ha un titolo che vale molto, come nel protezionismo fascista o nel corporativismo medievale), ancor più artatamente basso è il numero delle licenze NCC: poche centinaia. Sebbene il mercato richieda in maniera spasmodica questa tipologia di servizio. Per non inimicarsi i tassinari, capaci di spostare pacchetti di voti come fa la criminalità organizzata quando decidere di sostenere quella o questa compagine politica, le amministrazioni comunali non hanno mai adeguato l'offerta di licenze alle richieste del mercato. Benché così facendo il Comune di Roma, in crisi finanziaria cronica, avrebbe potuto incamerare milioni di euro. 

Ne è conseguito che il mercato si è in qualche maniera autoregolamentato e le licenze che il Comune di Roma non rilasciava sono state rilasciate dai comuni circostanti dell'hinterland giù giù fino al basso Lazio o l'alta Campania. Un caos che è nato però come risposte alle mancanze del Comune di Roma. Per punire questi noleggiatori che lavorano a Roma pur avendo la licenza di altri comuni (ma lo fanno per il semplice fatto che a Roma c'è un mercato cui nessuno intendeva dare risposta pur di mantenere privilegio a chi nel mercato c'era già entrato) Gianni Alemanno si inventò una norma che li obbligava alla fine di ogni turno a tornare nel garage di partenza. Ma se questa norma aveva un senso corporativo e squallido a Roma, mancava completamente di senso in altri contesti italiani dove il problema della scarsità di licenze e delle licenze "burine" non esiste. Oggi giustamente questa cagata si cerca di eliminarla...

Il problema, rispetto a tutto questo se lo caliamo nel contesto romano, è che i tassisti (sovente i peggiori) teleguidano una parte della politica romana. Proprio teleguidano ("noi chiediamo, loro fanno") e questo è inquietante. Visto che i teleguidati sono di ogni colore politico, ma visto anche che i Cinque Stelle sono teleguidati al 100%, la cosa si fa imbarazzante visto che ora i Cinque Stelle sono al governo della città. Ecco perché a fronte di uno sciopero selvaggio criminale e violento, nessun rappresentante del Comune si è sognato neppure lontanamente di difendere la città, i turisti, la sua immagine e i tanti tassisti seri che vorrebbero tornare a lavoro ma che non possono farlo, come vedremo a causa di ronde e intimidazioni. 

Riavvolgiamo il nastro agli anni della Giunta Marino. Le opposizioni a Cinque Stelle proposero una mozione assurda che venne ben presto trasformata in una delibera del Comune (a riprova che quando bisogna tutelare le lobbies che portano voti, clientele e consenso si è sempre tutti d'accordo, Cinque Stelle inclusi) che poi ovviamente il TAR annullò senza colpo ferire. Peccato che la cosa portò milioni e milioni di danno erariale all'amministrazione. 

Ma oggi, con i Cinque Stelle appunto al governo, la situazione è ancora più complicata e assurda. Uno dei leader maximi della protesta è tale Pasquale Merlo; ieri è apparso  un articolo sul Messaggero dove lo stesso soggetto dice che non stanno scioperando selvaggiamente ma che invece sono "in agitazione".
In realtà  si tratta di uno sciopero forzato da alcuni facinorosi che stanno facendo delle ronde, con tanto di intimidazioni e minacce contro i crumiri. Il video qui è stato trovato nella pagina di Merlo e fa capire chiaramente di cosa stiamo parlando. 

All'elezione della Sindaca Raggi, Pasquale Merlo postava così. Sottolineando che ci sarebbero stati problemi per i "buri" ossia gli ncc con Autorizzazione non del Comune di Roma. In questo post dove Merlo spiega il sistema che lega i ras dei tassinari alla politica e ai sindacati: "noi chiediamo, loro rispondono". In questo video si spiega che i SoffoKati (il gruppo di tassisti oltranzisti) e il M5S sono in realtà "una cosa sola". E in quest'altro post c'è di mezzo pure Luigi Di Mario. Con ogni probabilità poco dopo l'uscita di questo articolo tutti i link saranno disattivati, ma intanto ci proviamo.
SoffoKati è un gruppo di tassisti oltranzisti, una sorta di autonomi pentastellati dei tassinari, hanno a quanto dicono loro stessi partecipato anche agli scontri violenti di Parigi contro Uber di qualche tempo fa. Il gruppo SoffoKati su Facebook è segreto ma basta consultare chi sono i membri, pur non potendo leggere i contenuti, per capire quale sono gli orientamenti politici. Da qui le domande a Linda Meleo, Enrico Stefano, Virginia Raggi:

- cosa pensate della violenza che alcuni tassisti stanno inferendo alla città ormai da giorni?

- che rapporto avete col gruppo dei SoffoKati?

- che rapporto avere con Pasquale Merlo?

- cosa state facendo per risolvere il problema? Quali azioni avete messo in piedi per ripristinare il servizio pubblico?

- cosa pensare dei farabutti che obbligano i colleghi a scioperare?

- pensate che lo sciopero (sebbene selvaggio) sia un diritto o un dovere da imporre con la violenza?

Video. Invasione taxisti abusivi. Ecco come accalappiano i turisti e dove li portano

9 ottobre 2016
Scoccati i 100 giorni di governo per una nuova amministrazione arrivano i primi esami da passare o meno. E' poco tempo, ma è normale. Perché in oltre tre mesi, per di più con tutto il consenso popolare a favore, i giornali attendisti e la classica luna di miele coi cittadini, di certo non puoi risolvere problemi strutturali ma cambiare la direzione di intervento sì. E senz'altro puoi risolvere i problemi che strutturali non sono ma che sono dovuti soltanto a incapacità, collusione, scarsa organizzazione, priorità sbagliate.

Tra questi problemi uno dei più fastidiosi e odiosi è la piaga degli abusivi a Fiumicino e a Ciampino. Le immagini di oggi riguardano il principale aeroporto della città. Cosa è successo dopo 100 giorni di cambio radicale di governo in città? Le cose sono, finalmente, radicalmente cambiate? Si è compreso e condiviso il danno enorme di una situazione che vede i turisti vittime di una continua mattanza che non ha eguali in nessun aeroscalo al mondo?


Le immagini parlano chiaro. Sabato pomeriggio, ore 14.45 circa, Terminal 3, arrivi internazionali. Tralasciamo le immagini interne al terminal, c'è talmente tanto caos che neppure è possibile distinguere gli sciami di sciacalli abusivi dal resto dei passeggeri. Al minuto 0.24 gente addirittura stravaccata sui muretti, giusto per dire "qui è zona nostra". Portiamoci all'uscita del terminal, laddove c'è la fila dei taxi. Prima dell'uscita il varco è presidiato da un gruppo di abusivi. Seguite il ragazzo con il piumino nero, appare al minuto 0.45. Non vi fate distrarre dai tanti altri abusivi che gli ronzano intorno e che cercano di togliere corse dalla fila di persone che regolarmente attendono di salire sul taxi con l'obbiettivo di accaparrarsele. Il ragazzo ad un certo abborda una coppia di turiste con i loro grandi valigioni. In un modo o nell'altro le convince. Attraversano la strada, salgono sulla rampa. L'ultimo fotogramma del video è lui che entra trasportando le due valigione nel grande parking silo numero D. Dove diavolo le starà portando? Dove diavolo sarà questa famigerata macchina che lui chiama "taxi"? Se è un taxi autorizzato e regolare perché sta parcheggiato nel parcheggio delle auto private? E soprattutto: come diamine possono pensare queste due signore di avere a che fare con una situazione normale? A quest'ultima domanda è facile però dare una risposta che in buona parte scagiona le povere vittime: non succede nulla del genere da nessuna altra parte al mondo, dunque ci può essere abituata a viaggiare, gente non abituata a viaggiare, ma senz'altro non ci sarà mai gente abituata a ritrovarsi in un contesto romano di tale assurda illegalità.


Dopo 100 giorni il nuovo governo della città, nominato per cambiare questi problemi annosi e per porre mano a questioni incancrenite da decenni non ha fatto nulla. Neppure ne ha parlato. C'è un fior di assessore al turismo che non sembra interessato al problema. E, si badi bene, non stiamo parlando di un problema strutturato, che necessita anni per essere risolto (i cartelloni, le bancarelle, i tavolini, i mercati rionali), no: stiamo parlando di un problema di abusivismo puro. Ovvero basta accordarsi con il ministero degli interni, piazzare due poliziotti a turno a presidiare l'area e via. Magari evitando, come è successo in passato, che le forze dell'ordine si facciano corrompere dai ras dell'abusivismo e inizio a chiudere non uno ma due occhi.
Il Movimento 5 Stelle qui dimostra anche l'incapacità politica di tutelare le proprie lobbies elettorali, che infatti si stanno decisamente inalberando. Questa situazione è un danno diretto alla categoria dei tassisti i quali, dopo aver votato in massa per la Raggi, forse si aspettavano un'attenzione diversa.

Ma la chiave di volta di questa storia la potete capire ascoltando il ragionamento che il ragazzo col piumino fa all'inizio del video. Nelle prime inquadrature. Ascoltate con attenzione. Si sta lamentando animatamente perché un gruppo di persone non si è limitata a rifiutare la sua corsa abusiva dicendogli solo un garbato "no" come pretenderebbe lui, ma gli ha risposto male, gli ha risposto come chiediamo a tutti i cittadini di rispondere agli abusivi: "sparisci, non prendiamo passaggi da chi sta nell'illegalità!".

Sentite come è arrabbiato, offeso, impermalito. "Io mica dico che me devi di de sì, però nun me risponne male no. A prossima volta ncarcionculo. Dimme de no e basta...". Si sente padrone del territorio e non concepisce neppure che qualcuno metta in discussione il suo ruolo. Dei cittadini che, con una battuta o una rispostaccia, almeno si ribellano nel loro piccolo all'invasione di abusivismo e illegalità sono solo "una manica de str...".

Continuate a fare video (grazie al lettore Patrizio per averci inviato questo) e continuate a rispondere male. In attesa che qualcuno si decida di governare questa città è l'unica cosa che possiamo fare. 

Sul quanto siete cretini, abitando a Roma, a possedere ancora un'auto di proprietà

30 giugno 2016

Certo che avere oggi a Roma una vettura di proprietà significa essere davvero imbecilli eh. Chiaramente questo non vale per quelle persone a cui l'auto, per tanti motivi (basta banalmente abitare in una periferia poco servita; scelta che molti improvvidamente e non considerando i costi per la mobilità hanno fatto), serve per davvero. Ma per davvero, per davvero, per davvero. Perché per tutti gli altri, che posseggono una maghena di proprietà pur non avendone assoluta e stringente necessità, sono davvero degli inguaribili sfigati. 

Nessuno vuole affermare che l'auto non vada usata. Anzi. Nell'economia degli spostamenti urbani è fondamentale che vi sia un mix sano di mezzi di cui servirsi. Molto si può fare a piedi (una specie di onta per i romani), altrettanto, anzi di più, si può fare in bicicletta (senza dimenticare la grandiosa opportunità che danno le pieghevoli). Poi ci sono i mezzi pubblici, che funzionano male ma che qualche esigenza - seppur potrebbero fare molto meglio - la soddisfano. Certo vanno sviluppati e non mortificati come fa il nostro assessore all'urbanistica che sostiene di volere bloccare la Metro C. E poi ci sono i servizi nuovi, che hanno cambiato la faccia e il paradigma stesso della mobilità urbana. 

Li conoscete tutti, ma vanno menzionati e valorizzati perché sono in aumento, si stanno strutturando e rendono sempre più idiota chi, potendone fare a meno, ancora si tiene sul groppone un'auto che alla fine costa 500 euro al mese e che dunque è il vero motivo per cui le famiglie non arrivano alla fine del mese.


Partiamo dai classici Enjoy e Car2Go, servizi di car sharing a flusso libero che coprono una fascia vasta della città, che permettono di avere abbonamenti validi in tutto il resto del mondo nelle città ove i servizi sono attivi, che costano pochissimo, che non hanno spese di benzina, assicurazione, manutenzione, parcheggio. Hanno cambiato la vita a tantissimi cittadini. Da qualche giorno Enjoy mette a disposizione anche degli scooter: si apre la app, si individua lo scooter più vicino, lo si prenota, ci si avvicina, lo si apre, si prendono chiavi e casco e si parte. Si arriva dall'altra parte della città, lo si posteggia, con l'app si fa il rilascio e si paga automaticamente una cifra che difficilmente arriverà ai 5 euro. 


Ma i servizi di car sharing a flusso libero non sono finiti qui perché da qualche mese è arrivato anche Share N Go che mette a disposizione delle vetturette disegnate in Italia (la società punta all'espansione mondiale, ma è di Livorno!) ma realizzate in Cina e dotate di una trazione totalmente elettrica. Funzionano anche queste molto bene, costano poco e inquinano zero. Come le Car2Go sono a due posti. Non dimentichiamo poi che, seppur purtroppo un po' macchinoso ma comunque utile per determinati utilizzi, c'è il car sharing "comunale", gestito dall'Agenzia per la Mobilità e impostato sulla piattaforma di IoGuido. A Milano, poi, che a differenza di Roma beneficia di un capillare sistema di bike-sharing decisivo per cambiare le abitudini a tanti cittadini, sta arrivando anche il quarto operatore di car sharing: Drive Now. Solitamente dopo Milano queste realtà arrivano anche a Roma, speriamo. Certo è che bisogna aprire il mercato e fare bandi - come ha fatto appunto Milano - e dovrà essere un compito del nuovo assessore ai trasporti se mai verrà nominato un giorno.


Intanto l'infomobilità ha fatto passi da gigante e i mezzi pubblici, seppur sgangherati, sono ben segnalati da app tipo Moovit. È fondamentale questo servizio perché migliaia di romani subiscono disservizi da Atac, ma altre migliaia hanno dei servizi magari comodissimi e sotto casa ma non-lo-sanno, perché a Roma i mezzi non funzionano a prescindere per la vulgata del romano medio. Ci sono poi delle app geniali che hanno ingegnerizzato il concetto di "passaggio". Non serve più alzare il pollicione, ma basta aprire lo smartphone e sapere come usarlo in maniera intelligente. Il caso più eclatante si chiama BlaBlaCar che vi toglie anche la scusa di "devo avere la macchina perché una volta al mese devo andare a Perugia a trovare nonna". Apri la app, trovi altri che fanno lo stesso tragitto, condividi la tratta con loro salendo sulla loro macchina e smezzi il costo della benzina. Un geniale imprenditore - ovviamente straniero - si è inventato una cosa simile ma solo dentro la città di Roma e solo coi motorini, si chiama Scooterino ed è l'ennesima riprova che oggi spostarsi è un obbiettivo che si può e si deve raggiungere a prescindere dal possedere un mezzo per farlo. 


Dice: ma io il finesettimana, una o due volte al mese, vado fuori Roma, a farmi una vacanzetta nelle Marche o in Maremma, e allora me serve amaghina pure se durante la settimana non la uso mai. Cavolata! Se ti serve la macchina una o due volte al mese dal venerdì alla domenica sai cosa devi fare? Andare da Hertz, Europcar, Maggiore, Avis, Sixt e altri e te l'affitti. Ormai costa 20 euro al giorno e hai ogni volta una vettura nuova, controllata, sicura. Senza pensare a manutenzione, officine, tagliandi, scadenze e altro. 

E non dimentichiamo che in città ci sono i taxi. Sissignori, i taxi. Hanno tanti difetti a Roma, ma spesso sono sempre meglio che girare come idioti per venti minuti a cercare posteggio. Tra l'altro oggi, grazie ad applicazioni come MyTaxi e ItTaxi, è molto più facile prenotarli, aspettarli, tracciarli, pagarli senza toccare i contanti e facendo tutto al volo via PayPal. Sta cambiando tutto, svegliatevi. C'è poi anche Uber, altro attore fondamentale di questa rivoluzione che deve convincere decine di migliaia di romani a vendere la propria auto e sperimentare come si sta bene senza (risparmiando un sacco di soldi e guadagnandoci enormemente in salute). Tutti conoscete Uber e sapete come funziona, non tutti sapete che il nostro blog ha una convenzione con la società californiana e dunque se abbonandovi per la prima volta inserite il codice ROMAFASCHIFO avete 20 euro gratis per la prima corsa. Qui scoprite come funziona e anche qui ci ringrazierete. 

Insomma, chiaramente ci sarà sempre chi avrà bisogno della propria macchina, chi avrà addirittura convenienza a possederla, chi si farà i suoi conti e deciderà che cambiare abitudini è troppo complicato o oneroso. Ma è assurdo che con tutto quello che sta succedendo la percentuale dei possessori di vetture private non diminuisca. In una enorme percentuale di casi a non cambiare abitudini adeguandovi ai tempi perdete tempo e perdete soldi. Tanti, in entrambi i casi. E il tutto per stupidità, mancanza di aggiornamento e informazione, pigrizia. Poi non vi lamentate se uno vi considera dei cretini! Scaricate queste app, abbonatevi, utilizzate e poi fateci sapere. 

Quella nota mafia dei tassisti a Termini e a Via Giolitti che anche il 3570 fatica a prendere sul serio

9 aprile 2016

Qualche giorno fa segnalavo alla Cooperativa 3570 quello che capitava alla Stazione Termini dove 10 tassisti con regolare licenza (tutte elencate rigorosamente), fuori turno si erano imposti con la forza davanti a tutti gli altri taxi scegliendosi i clienti da prelevare e minacciando gli altri tassisti che impauriti e silenziosi non facevano nulla.
Si trattava di una scena vergognosa che spesso si ripete a Termini specialmente quando sono presenti le licenze in questione. Il metodo? Quello tipico mafioso, dove in modo evidentemente associativo e con l’ uso della minaccia vengono imposte regole diverse dalla legalità.
Si tenga presente che questi signori sono gli stessi che si posizionano a via Giolitti (in violazione del regolamento) per prelevare i clienti a loro piu graditi o che si avvalgono di “tassisti abusivi” acchiappini per accaparrare i clienti all’interno della stazione (specialmente stranieri con bagagli) per poterli spennare.
Con la mia segnalazione chiedevo alla cooperativa di denunciare i loro colleghi essendone note le licenze e le identità visto che li la questione è di tipo penale e non più amministrativa; tuttavia la risposta del 3570 è stata quella sotto riportata.
Vi prego aiutatemi a sensibilizzare la Municipale affinché si ponga fine a questa mafia di pochi tassisti disonesti, anche perché a Termini ora ci sono delle telecamere che registrano tutti e nessuno ha più l’alibi di affermare che non sapeva...


Non bastava lo sciopero e le targhe alterne ieri. Ecco come mi ha trattata un tassista a Via Nazionale

5 dicembre 2015

Ecco la mia storia. Ieri mattina volevo prendere un taxi per andare a lavoro visto lo sciopero. Vado alla fermata di via nazionale e salgo su un taxi, il conducente mi chiede dove vado e io rispondo che vado all'Eur. 
Lui mi dice non può portarmi. 
Gli faccio notare che è un servizio pubblico e non dovrebbe rifiutarsi, lui dice che non sta lavorando... gli chiedo allora perché sostasse alla fermata e perché mi avesse fatto salire, sbuffa e decide di portarmi sottolineando che mi sta facendo "un favore". 
Il tutto si svolge mentre sta parlando al telefono senza auricolare, continua anche quando la macchina è in moto.


Nei paraggi della stazione si ferma per chiedere a delle persone in strada se vanno all’aeroporto, perché, visto che andiamo verso l’Eur avrebbe preso pure loro, loro rifiutano, lui continua a parlare al telefono. Quando finisce la sua telefonata gli faccio notare che non può prendere altri clienti mentre sono a bordo e comunque dovrebbe prima chiedermelo, gli faccio anche notare che non può parlare al telefono senza auricolare. 

Comincia a dirmi che devo stare calma, che sono troppo aggressiva e che non posso scaricare i miei problemi su di lui, che lui ha da fare e mi sta portando a destinazione per farmi un piacere e io non devo fare storie. Mi dà del “tu” per tutta la corsa, anche quando chiedo di non rivolgermi la parola, mi dice che devo sta calma che “so na regazzina”. Arriviamo a destinazione mi dà una ricevuta senza dati della sua licenza o conducente. La sua licenza è la 4205.
Lettera Firmata

La querelle Uber-Taxi vista dal lato dell'economia. Della serie: "tassisti, meglio che vi rassegnate"...

7 ottobre 2015

Riceviamo da un lettore e volentieri pubblichiamo, anzi sotto chiosiamo pure. Ne approfittiamo per ricordare ai nostri lettori che ancora non abbiano testato Uber che è ancora attiva la promozione a nostro nome che permette di avere le prime due corse gratuite fino a 20 euro per un totale di 40 euro. Un bell'incentivo a provare la app anche se, ad onor del vero, ormai trovare una black car Uber a Roma è diventata una impresa ardua se non impossibile. Tra minacce, intimidazioni, ritorsioni legali e macchina del fango Roma è tornata nel medioevo delle città occidentali. Precisiamo, poi, che per questa "pubblicità" ad Uber (pubblicità che abbiamo fatto anche a Scooterino, a Car2Go, a Enjoy ecc ecc) non prendiamo purtroppo il becco di un quattrino. Anzi, invitiamo Uber - visto quanto parliamo bene di lei - a sponsorizzarci per davvero! 

Sono un lettore del blog e, viste le tante polemiche che ogni post su Uber e taxi scatena, volevo cercare di spiegare il perché ci sono tante persone, come me, che vedrebbero positivamente un evoluzione del mercato e il conseguente rafforzamento di un disincentivo all’uso e possesso dell’auto privata, specie in una città che vanta record nel numero di automobili per abitanti.


Il mercato dei taxi è spesso usato dai libri di testo di economia come esempio delle inefficienze causate da regolamentazioni e restrizioni al libero mercato: l’offerta è limitata con licenze, i prezzi prestabiliti, e degli standard garantiti. Il risultato più apparente è quello di avere spesso code, ovvero ciò che terrorizza gli economisti dai tempi dell’Unione Sovietica in quanto sintomo dell’impossibilità della domanda e dell’offerta di fare il loro naturale corso. Liberalizzando quindi, ci direbbero gli esperti, si permetterebbe a gente disoccupata o sottoccupata di aumentare l’offerta, abbassare i prezzi, e aumentare il numero della gente che fa uso di taxi.


In passato, una liberalizzazione di questo tipo sarebbe stata, però, abbastanza problematica, in quanto avrebbe potuto non garantire un adeguato livello del servizio e la sicurezza dei consumatori, oltre a favorire l’evasione (aspetto forse più caro ai legislatori, se vogliamo essere cinici). Con l’avvento di internet questo tipo di liberalizzazione è non solo auspicabile ma necessaria e inevitabile.


Per quanto riguarda la sicurezza, il sistema di feedback e recensioni e le regole ferree di una grande azienda, che ha tutto l’interesse a preservare la propria immagine, hanno dimostrato di poter garantire degli standard ottimi. Al contrario dei taxi tradizionali, ogni passaggio è automaticamente registrato: in caso di problemi, si può immediatamente risalire a ora, percorso, e nomi di autista e passeggero. Non a caso Uber fa 1 milione di servizi al giorno e le notizie di casi problematici, per quanto gonfiati il più possibile, si possono contare sulle dita di una mano. (Idem per Airbnb e per altri esempi di sharing economy contrastati da lobby preesistenti, che usano la scusa della sicurezza per difendere la propria posizione). Lo stesso si può dire per la qualità del servizio: mentre prima aveva un senso che il tassista dovesse passare qualche esame e dimostrare di conoscere la città, ora con il gps questo bisogno non c’è più (e comunque il sistema di recensioni controlla anche questo aspetto).


Con il pagamento online, il quale è richiesto e imposto al mercato dallo stesso consumatore in quanto più comodo e sicuro, anche il problema dell’evasione viene meno. Per contrastare l’evasione nel settore basterebbe quindi accertarsi che tutti i pagamenti avvengano in maniera digitale, per poi richiedere alle aziende i dati relativi agli autisti e confrontarli con quanto dichiarato per eventuali controlli. (Come ha fatto lo stato irlandese con Airbnb: senza creare un pastrocchio legislativo come quello romano con la nuova legge regionale su case vacanze e bnb; gli è bastato richiedere i dati dei pagamenti dalla compagnia  e controllare se è stato tutto dichiarato)


Aumentando l’offerta e facendo diventare il servizio più economico e alla portata di tutti, lo stato potrebbe destinare parte dell’aumento delle entrate in qualche forma di compensazione per i soldi investiti dai tassisti nelle licenze. Uso il termine “investire” non a caso: collocare un capitale per l’acquisto di un’attività che determini una rendita non è un investimento. E come tale è soggetto a rischio di mercato: come i possessori di negozi di noleggio di videocassette hanno, in gran parte, fallito a causa di Netflix, Youtube, Sky on demand e compagnia bella, così anche il taxi tradizionale può diventare obsoleto, e la licenza perdere di valore. E' una cosa normalissima: non risulta che i possessori di videonoleggio abbiano bloccato le strade per far sì che venisse oscurato Netflix. La compensazione quindi non sarebbe un qualcosa di dovuto, ma un qualcosa volto ad aiutare un gruppo della popolazione che ha subito un danno economico.


Non si può in ogni modo bloccare l’evoluzione del mercato per difendere gli investimenti di poche persone. Quando, in un futuro non troppo lontano, non ci sarà neanche bisogno di autisti per guidare le macchine, permettendo a Uber o ad altre compagnie di offrire il servizio a prezzi irrisori, ci ostineremo a difendere un servizio obsoleto e con prezzi ridicoli? E se pensate che parli di fantascienza vi consiglio di cercare su Google “Uber self-driving cars”: la compagnia sta già testando a Pittsburgh le sue macchine che si guidano da sole, senza autisti. Prima di fare l’ovvia obiezione luddista dell’aumento della disoccupazione, bisognerebbe notare che questo è il corso naturale dell’economia e dello sviluppo tecnologico il quale, per ora, ha esclusivamente migliorato il nostro stile di vita, spostando la forza lavoro verso mansioni più produttive senza diminuire l’occupazione.


Molti dei commentatori pensano sia assurdo che un blog come Roma fa schifo, fermo difensore della legalità, supporti realtà come Uber (o Scooterino) che hanno forse degli aspetti legali ancora non contemplati dai legislatori. Divertente è vedere nei commenti come molti denuncino il falso paradosso e l’ipotetica “marchetta”, ignorando l’impostazione del blog, che io condivido, sul promuovere qualunque cosa porti meno romani ad usare e possedere una macchina. Questi non capiscono che insistere sulla legalità di start up innovative, che portano un ovvio beneficio alla comunità, a discapito forse di una piccola minoranza, significa non conoscere la storia di tante aziende nate negli ultimi 10-15 anni: Paypal, Youtube e Airbnb sono solo alcune delle tante ex start up che operavano inizialmente in maniera semi illegale. La cosa è semplicemente il sintomo dell’incapacità dei legislatori, specialmente qui in Italia, di tenere il passo con lo sviluppo tecnologico ed il cambiamento dei bisogni della gente.


Siamo quindi di fronte ad una lobby che vuole continuare ad operare un cartello mantenendo delle barriere al mercato, sia economiche che legislative, non permettendo la libera competizione e gli enormi benefici che essa porterebbe alla collettività in termini di miglioramento di servizio e abbassamento dei costi. Come succede spesso in questi casi, le potenziali perdite sono concentrate in un gruppo limitato di persone, mentre gli eventuali benefici si distribuiscono uniformemente sulla collettività, rendendo la lobby molto più agguerrita nel difendere lo status quo che noialtri nel pretendere un cambiamento. Dobbiamo quindi, anche nel nostro piccolo, capire l’entità del danno che stanno causando ogni giorno alla nostra città e cercare di essere agguerriti quanto loro.
Erik 


*Erik,
sei fin troppo duro con i tassisti, eh! Il tuo discorso fila dal punto di vista economico, non fa una grinza e lo condividiamo. Ci limitiamo a fare qualche osservazione per noi però fondamentale. In primis vogliamo dare atto allo sforzo di alcune cooperative, in particolare la romana 3570, di svecchiarsi: la app IT Taxi è davvero una bella novità. Certo non ci sono dietro gli investimenti milionari che servono a mettere in piedi una app seria come quella di Uber a livello tecnologico, ma la buona volontà c'è tutta ed è lodevole. Chi scrive usa IT Taxi spesso e volentieri. 
Ma al di là di questo aspetto c'è qualche altra cosa di assai importante: noi non crediamo, infatti, che Uber danneggi "una minoranza" come la chiami tu, ovvero i tassisti. Noi crediamo al contrario che qualsiasi offerta alternativa di trasporto convinca le persone, sempre più persone, ad abbandonare l'auto di proprietà. Questo significa, anche, più clienti potenziali per i taxi. Ecco perché il car sharing, il bike sharing, Uber, Scooterino (così come il contrasto alla sosta selvaggia, l'implementazione di nuove ztl e isole pedonali) sono degli alleati incredibili per la categoria dei tassisti. L'unico nemico dei tassisti è l'auto privata, se un cittadino è in giro con la sua auto privata tutto potrà fare (incluso violare le norme del Codice della Strada) meno che prendere un taxi. Se un cittadino invece è in giro a piedi, col bike sharing, con Uber o con altro potrà sempre, a seconda di come si mette la giornata, trasformarsi in un cliente taxi.
In moltissimi paesi, ad esempio, i tassisti hanno compreso che Uber è una risorsa e non un problema. Forse tra mille anni - visto il livello intellettuale - lo capiranno anche i nostri. Nel frattempo noi cerchiamo di comprimere il millennio insistendo e ribadendo.
-RFS

Foto ributtanti. Ecco come i tassisti sono costretti a lavorare a Ciampino

11 agosto 2015
















Dei taxi a Ciampino si fa un gran parlare in relazione al gruppo di camorristelli disonesti che infangano tutta la categoria raggirando romani e turisti, ma non si parla mai non solo dei tassisti onesti (good news is no news), ma anche delle condizioni degli "uffici" di supporto al "polmone" ovvero l'area dove i tassisti devono aspettare per poi inserirsi nell'area di carico dell'aeroporto.
Gli uffici - che dovrebbero essere messi a disposizione da Adr - versano nelle condizioni fatiscenti rispetto alle quali siamo abituati (sono fatiscenti entrambi gli aeroporti della città), ma che non finiscono mai di stupirci...

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