"Il Comune favorisce le lobbies e dà addosso ai piccoli imprenditori". E' la lamentela di ogni settore, dal commercio al dettaglio ai cartelloni passando dal cancro degli ambulanti e dal bubbone delle spiagge. Quando non sanno come metterla, giù fanno terrorismo in questo modo. E lo stanno facendo, esattamente alla stessa maniera, anche gli operatori dei pullman e dei torpedoni. Insomma i pulmanari romani che sono uno dei motivi per cui la città è diventato un posto atroce dove stare.
Il Comune, che dovunque sta procedendo con regolamenti che puntano a imbonirsi il consenso delle mafiette (ambulanti e cartelloni appunto), qui invece procede risoluto con una normativa che appare piuttosto di impatto e, pur non affrontando il problema degli Open Bus, punta a risolvere in maniera radicale una serie di problemi e, cosa più importante, punta a fare quello che ogni buona amministrazione dovrebbe sempre fare: trasformare il problema in opportunità. Nello specifico, detto semplice semplice, puntare a che dal disagio dei pullman provenga perlomeno un significativo entroito. Io cittadino ho la mia città un po' sfregiata, ma almeno sono consapevole che quei mostri stanno pagando l'asilo di mio figlio e me ne faccio una ragione. Così si amministra.
Qualche giorno fa, tra le proteste plateali e illegali degli operatori (molti sono stati fermati dalle autorità giudiziarie) il piano è passato in Giunta (solo in Giunta, attenzione...). Intendiamoci: non è che Linda Meleo si è inventata grandi cose, il suo piano si appoggia su quello di Marino del 2014 e sul PGTU scritto dall'assessore Guido Improta, tuttavia il passo in avanti non è male: sostanzialmente viene impedito ai bus di entrare in alcune delicate aree della città e vengono eliminate alcune scandalose aree di sosta. Qualche mese fa, quando il testo era ancora in fase di strutturazione, le guide turistiche (associazione AGTAR) fecero girare 13 punti in virtù dei quali erano contrarie alla nuova normativa. Per spiegare il nostro punto di vista ci appoggiamo a questi punti chisandoli uno a uno.
1) Nel mondo del turismo i pacchetti di viaggio si fanno con oltre un anno di anticipo. Pretendere di approvare ora un piano pullman che per il 2018 cambia gli accessi al centro (cosa che influisce sugli itinerari) e aumenta del 1700% i costi rispetto a quanto preventivato dai Tour Operator, significa non solo mettere in una situazione economica insostenibile tutte le ditte che hanno fatto i preventivi, ma dimostrare un'assoluta incompetenza di fronte alle agenzie internazionali. Se si vogliono introdurre gli aumenti, vanno decisi ora per il 2019. Ma per il 2018 la situazione non può essere modificata a Ottobre 2017.
In parte è ragionevole questo punto. Ma bisogna dire che stiamo parlando, per il nostro modo di vedere (poi sarà una superstizione, chissà) di operatori che avevano e hanno dei margini di guadagno da traffico di organi. Senz'altro attutiranno il colpo con quanto accumulato in passato...
2) Se il divieto dell'area ZTL ai pullman turistici fosse dovuto alla volontà di migliorare la vivibilità del centro storico, allora si dovrebbe fare un piano serio per limitare finalmente anche:
- il carico e scarico merci a ogni ora e dovunque;
- i permessi delle auto che entrano nelle zone a traffico limitato;
- gli open bus a due piani.
Invece si colpisce solo un tipo di mezzi e solo una categoria di utenti: i turisti che vengono con i gruppi organizzati e che decidono di spostarsi in pullman.
Verissimo, ma che razza di ragionamento è? L'amministrazione sta lavorando anche su carico e scarico e sull'area C per le auto. Ma bisogna smetterla con questo benaltrismo della serie "si e allora gli altri?". Le città non si amministrano con questo approccio. Sbagliato anche il concetto di "colpire". Qui nessuno colpisce nessuno, qui si cerca di tornare alla normalità e al civile utilizzo delle strade. Che sono di tutti, non degli operatori pullmanari.
3) Perché, se i "bisonti" - come li chiama la stampa - danno tanto fastidio al traffico del centro storico, si è deciso di eliminare solo i pullman turistici ma non i tantissimi Open Bus di alcune grandi società, tra cui Opera Romana Pellegrinaggi? Quei bus enormi continueranno a girare in tutto il centro storico.
Eppure gli Open Bus:
- sono a due piani e ben più grandi di quasi tutti i pullman.
- hanno già ora il vantaggio di fermate in punti molto più vicini ai monumenti e che sono vietati agli altri pullman, come si evince dalla mappa con i percorsi di uno dei vari tipi di Open Bus.
- girano continuamente per Roma, in tondo, anche se con poche persone a bordo.
- fanno esclusivamente un tipo di giro panoramico per cui procedono sempre lentamente.
- sono volti esclusivamente ai turisti individuali, cioè a quei turisti che avrebbero altre alternative di spostamento che i gruppi non hanno, quali i taxi e al limite i mezzi pubblici (per quanto pessimi è comunque più facile prendere un mezzo pubblico per una coppia che per un gruppo di 30 persone).
Quindi tra le due categorie sono gli Open Bus quelli che creano maggiormente traffico e rallentamenti.
Eppure, il Comune non ha minimamente pensato di limitarli. Perché?
Giusto. Speriamo che sia una delle novità introdotte dalla discussione in Aula del provvedimento. Chiaramente il tema è delicato: è impossibile far stare gli Open Bus fuori dalle zone monumentali perché nascono proprio per far vedere i monumenti, ma il servizio che effettuano deve avere un costo molto maggiore sia per gli utenti sia per gli operatori. Così si alza il livello e si seleziona. Se vuoi fare il giro di Roma in quel modo devi pagare una cifra blu, così solo se sei molto motivato lo fai davvero. Tutto ha un costo, ma la città deve smettere di svendersi perché questo serve solo a aumentare il degrado e ad attirare un turismo mediocre o a far diventare mediocre il turismo non appena mette piede in città.
4) Nel leggere il Piano Meleo, emerge che lo scopo è la "sostanziale riduzione del traffico veicolare privato" e "avere un uso quasi esclusivo di mobilità pedonale, ciclabile e del trasporto pubblico". Il problema è che si considera un pullman a noleggio ad uso di 20-50 persone alla stessa stregua di un'auto privata. Mentre quel pullman risolve un grosso problema di spostamento di un notevole numero di persone, che a Roma non avrebbero altrimenti altre possibilità di muoversi facilmente.
Per i gruppi, soprattutto quando stranieri, il pullman non è un lusso extra ma uno strumento fondamentale della visita di Roma.
Ma non è vero. Tutti possono spostarsi in maniera alternativa. Specie in una città dove il tempo è sempre bello e gradevole. Assurdo non considerare affatto la modalità pedonale. Assurdo pensare che per visitare il Palatino si debba parcheggiare il bus a Via di San Gregorio (di fronte all'entrata dell'attrazione) e non si possa farlo alle Terme di Caracalla chiedendo ai turisti di fare 10 minuti a piedi. Il turismo diminuirà perché alcune fasce di turisti vogliono comodità totale? Bene: diminuirà quella (quella!) fascia di turismo, ma magari ne arriverà un'altra. Ad esempio arriverà quel turismo che oggi non viene più perché considera patetico il Palatino completamente circondato di lamiere. Ed è senz'altro un turismo migliore, a maggior capacità di spesa, che sostiene commercio e ristorazione di livello (quando parliamo dei ristoranti che a Roma esistono solo perché i pullmanari, in cambio di stecche, ci portano i clienti? Stiamo parlando di una ristorazione para-criminale), che degrada meno, che va a dormire in alberghi di qualità e non a Colleferro a 45 euro a notte (così, anche qui, chi organizza fa la stecca) e così via... Quando dicono "diminuiranno i turisti", noi rispondiamo "bene!". Perché ne arriveranno di altri migliori finalmente. Gli stessi che oggi stanno alla larga da Roma anche a causa di come è gestito il turismo di massa.
5) Roma ha un centro storico troppo grande per essere percorso interamente a piedi. Già ora i punti di carico/scarico per i pullman sono molto limitati e i turisti sono costretti a camminare per chilometri. Chiudere completamente ai pullman l'intera area ZTL Centro Storico, che a Roma è ben ampia, significa precludere il centro storico a intere categorie che non hanno la capacità fisica di camminare a lungo.
Moltissimi turisti sono persone in età avanzata, alcuni hanno problemi motori, per non parlare del fatto che in estate (che corrisponde all'alta stagione) le temperature di Roma mettono a dura prova qualsiasi persona anche in buona salute. E comunque visitare Roma non deve essere una tortura, né uno sport, né una prova di resistenza. Il turismo deve rimanere un piacere; stancante spesso, ma un piacere.
Una visione caricaturale di Roma. Se ci sono persone davvero non in grado di affrontare una vacanza organizzata, vorrà dire che verranno a Roma con una vacanza privata, singolarmente, con la loro vettura, con il Frecciarossa e poi via coi taxi e così via. Questa lettura patetica del turismo non attacca onestamente... Il turismo deve essere un piacere anche per i tanti turisti che vengono e non vogliono vedersi la città ostaggio dei bisonti, oppure quel turismo non conta e conta solo il turismo organizzato magari con pure la dimostrazione delle batterie di pentole a bordo? Ma a proposito di centri storici grandi: a Venezia come vi regolate? A Firenze?
6) Per tutti coloro che non riusciranno a percorrere a piedi l'intero centro storico della città, il Comune pensa follemente di far usare i mezzi pubblici. Eppure gli stessi giornali che lamentano la presenza dei pullman, ogni giorno su un'altra pagina denunciano il disastro dei mezzi pubblici romani. Dove si intende caricare i turisti? Il 30% dei flussi turistici a Roma - cioè 17 milioni di arrivi, per un totale di 40 milioni di presenze annue - si calcola che siano trasportati dai pullman di linea. Dove li farebbe viaggiare l'Assessore Meleo, visto lo sfascio dell'ATAC?
Se Atac è allo sfascio (e lo è!) bisogna lottare per sistemare Atac, non lottare per sostituire Atac con mezzi di trasporto anomali. Altro ragionamento da parrucchiere per le nostre guide turistiche... Se il livello della contestazione alla riforma Meleo è questo stiamo freschi.
7) Si dica ai Romani che è proprio grazie ai pullman di linea che finora non si sono ritrovati milioni di turisti sugli autobus e sulle metro di Roma. Perché quando a volte alcuni gruppi di turisti salgono sui mezzi ATAC, per i Romani è un incubo, perché un gruppo di turisti che entra su un autobus riempie completamente il mezzo e per tutte le fermate successive impedisce ai cittadini di usare quella vettura. I Romani dovrebbero essere informati che se questo piano pullman venisse approvato, milioni di turisti sarebbero costretti a salire sui mezzi del centro impedendo ai Romani di utilizzarli.
Questi provvedimenti andranno a danneggiare non solo gli operatori del turismo, ma i cittadini romani che col turismo non c'entrano nulla e che si ritroveranno i mezzi pubblici più inutilizzabili e pieni che mai.
Qui siamo al terrorismo. La verità è che i turisti si muovono in orari che non impattano sugli spostamenti pendolari dei romani o impattano pochissimo. Inoltre le guide turistiche non considerano una cosa: non esiste solo il turismo organizzato in gruppi, anzi il 70% del turismo è fatto da persone normali che non hanno bisogno di mettersi in un branco per visitare una città ma che si costruiscono per conto loro il proprio viaggio. Su queste persone Roma dovrebbe puntare: sono visitatori migliori e portano molte più risorse. E stanno andando via proprio perché disturbati da un turismo di massa gestito in maniera becera.
8) E se i turisti dovessero usare i mezzi pubblici, qualcuno ha pensato al problema di tutti quei gruppi da 20-30-40-50 persone che non entreranno in un solo autobus e dovranno distribuirsi in 2 o 3 vetture? A parte l'attesa degli autobus romani che potrebbe far arrivare l'ultima parte del gruppo dopo 30 minuti dalla prima, i turisti che non parlano italiano e non conoscono Roma, come faranno a scendere alla fermata giusta? La guida salirà con una parte del gruppo e si perderà il resto dei viaggiatori. Pensate davvero che gli stranieri vogliano passare le vacanze perdendosi sui bus o alle varie fermate? Quando invece il percorso in pullman per arrivare a destinazione è ovviamente parte integrante della visita guidata.
In compenso il piano Meleo farà la felicità dei borseggiatori di tutta Roma, che approfitteranno dei turisti stipati sui mezzi pubblici.
Questo punto purtroppo non merita neppure una seria risposta. Sotto ad un certo livello non è giusto scendere: tutti problemi reali, intendiamoci, ma non è basandosi su queste contingenze che si disegna una normativa. Non si scrivono le leggi girando attorno ai problemi, si risolvono i problemi.
9) Vista l'improponibilità degli attuali mezzi pubblici, qualcuno parla di "navette", senza avere la minima cognizione della materia: ci siamo già passati nel Giubileo del Duemila, quando il Comune istituì i “J-bus” che si rivelarono un servizio inaffidabile e disorganizzato, del tutto inadeguato alla mole di visitatori. Non a caso l'esperimento fu accantonato quando ci si rese conto del disastro provocato. Per di più significa sostituire inutilmente bus ad altri bus, senza senso, solo per il puntiglio di voler far usare un mezzo pubblico invece di uno privato.
Siamo al consueto approccio romano: visto che le cose sono andate male vent'anni fa, andranno sempre male. In nessuna città si ragiona così. Noi diciamo che bisogna ragionare diversamente: visto che in passato le soluzioni non hanno funzionato, lavoriamo affinché ora funzionino.
10) Per avere un'idea di quanto siano scollati dalla realtà gli ideatori di questo piano pullman, ecco alcune perle tra le nuove regole previste:
- i turisti che arrivano con i bagagli potranno essere accompagnati in albergo col pullman solo se alloggiano in strutture con più di 50 stanze. Gli altri sono pregati di incollarsi i bagagli e andare a piedi. La nuova specialità sportiva romana sarà la mezza maratonina con trolley sul sanpietrino.
- per scaricare i passeggeri nell'area del Colosseo, bisognerà prenotare un orario, che verrà assegnato in base alla disponibilità. Peccato che ai gruppi per entrare al Colosseo venga assegnato uno slot orario, anche questo in base alla disponibilità. Quindi ci troveremmo con orari non coincidenti, uno per il pullman e uno per l'accesso al monumento, magari a distanza di ore l'uno dall'altro.
Sono misure che puntano a fare quello che la normativa deve fare: disincentivare, disincentivare, disincentivare un modo non adeguato di spostarsi. Lo puoi fare, ma è più scomodo. Come le strisce blu o la Ztl: puoi continuare a spostarti in auto, ma ti metto degli ostacoli così lo farai solo se davvero (davvero!) ti serve. Idem per il piano bus, che dunque è assai corretto.
11) A Roma si vuole godere dei proventi del turismo ma nessuno è disposto a subire i lati negativi che questo comporta. I turisti non sono importanti solo per chi lavora nel settore vero e proprio: portano introiti fortissimi ai ristoranti, ai bar, ai negozi, ai musei. La famosa tassa di soggiorno imposta dal Comune e che nelle promesse avrebbe dovuto andare a finanziare servizi per il turismo, finanzia da anni anche gli stipendi degli impiegati comunali. Il Comune pretende che i turisti camminino per chilometri in alta stagione sotto il sole di Roma, vietando loro di usare un veicolo che pagano a loro spese, ma non fornisce neanche i bagni pubblici, il minimo che una città dovrebbe avere (in verità non solo per i turisti): a Roma tutti i bagni pubblici sono chiusi da così tanto tempo che se ne è perso il conto.
Sui ristoranti abbiamo già detto sopra. L'impatto che questo turismo organizzato ha sulla ristorazione romana è vergognoso. Decine e decine di ristoranti furfanteschi tenuti in piedi solo grazie ad accordi da "5 euro a pax" con i pullmanari. Qui le guide turistiche fanno come le tre scimmiette, raccontando come idilliaca una realtà che è un abominio costante e quotidiano e che sfregia e stupra, invece di sostenere come fa invece il turismo non organizzato, il commercio della città. Questo tipo di turismo è il motivo per cui alcune strade (la strada che porta dalla sosta dei bus turistici a Fontana di Trevi ad esempio) sono state totalmente trasfigurate e rese invivibili, il motivo per cui la ristorazione di qualità fatica sempre a prendere piede e così via. Giusta l'osservazione sui bagni pubblici: sono previsti nella riforma dei cartelloni se mai il Comune farà i bandi...
12) Bisogna ricordare che il turismo non è solo quello mordi e fuggi, ma è fatto anche di turismo di lusso che porta enormi introiti alla capitale. E tali turisti, se viaggiano in gruppo, si spostano sui pullman a noleggio, certo non li si costringerà mai a prendere i mezzi pubblici della capitale. Se Roma vuole fare una politica seria di contrasto del turismo mordi e fuggi, non è certo vietando in toto i pullman che può farlo.
Turisti di lusso che viaggiano in pullaman? Ma sul serio? Se così fosse (e purtroppo non è) questi turisti non avranno nessun problema a pagare le tariffe aumentate che il Comune richiede: se son ricconi, che paghino salato tanto cosa gli cambia?
13) Basti ricordare come esempio il turismo congressuale, che ha bisogno di pullman turistici per spostarsi: Roma non sarà mai credibile come città che si candida ad implementare tale tipo di eventi e turismo, se porta avanti politiche proibizionistiche come il piano Meleo.
Obiezione suggestiva e strumentale. Il turismo congressuale, che se avessimo una amministrazione seria sarebbe al primo punto dell'agenda, si svolge fuori dall'area interessata dalla riforma Meleo. Ma poi quale turismo congressuale viene in una città dove se sei un ricco congressista e hai 3 ore per visitare il cuore del centro storico ti ritrovo in mezzo a selve di puzzolenti lamiere?
14) In queste condizioni, perché gli stranieri dovrebbero ancora venire a Roma nei prossimi anni, se questo è il trattamento che il Comune riserva loro? Una cattiva immagine della città si riflette a caduta non solo sui gruppi ma su tutto il turismo. Quando il numero dei turisti crollerà e saranno in tante le categorie a risentirne, la Giunta M5S dovrà spiegare perché ha scelto di portare avanti una politica volta a scoraggiare e diminuire i turisti.
Un centro storico che finalmente si libera del giogo dei bus turistici darebbe all'esterno una cattiva immagine? In che senso? Il punto poi non riguarda mail il numero dei turisti. Ma la loro qualità. Il turista che spende 1000 euro al giorno è uno come è uno il turista che alloggia a Frosinone, entra col pullman, mangia un gelato chimico e torna a Frosinone e lascia alla città 5 euro se va bene. Contano sempre uno, ma uno vale 200 rispetto all'altro! E tutto questo forse il Comune sembra averlo capito. E la cosa va valorizzata anche perché solitamente il Comune non capisce un ciufolo, dunque la notizia vale doppio.
Il Comune, che dovunque sta procedendo con regolamenti che puntano a imbonirsi il consenso delle mafiette (ambulanti e cartelloni appunto), qui invece procede risoluto con una normativa che appare piuttosto di impatto e, pur non affrontando il problema degli Open Bus, punta a risolvere in maniera radicale una serie di problemi e, cosa più importante, punta a fare quello che ogni buona amministrazione dovrebbe sempre fare: trasformare il problema in opportunità. Nello specifico, detto semplice semplice, puntare a che dal disagio dei pullman provenga perlomeno un significativo entroito. Io cittadino ho la mia città un po' sfregiata, ma almeno sono consapevole che quei mostri stanno pagando l'asilo di mio figlio e me ne faccio una ragione. Così si amministra.
Qualche giorno fa, tra le proteste plateali e illegali degli operatori (molti sono stati fermati dalle autorità giudiziarie) il piano è passato in Giunta (solo in Giunta, attenzione...). Intendiamoci: non è che Linda Meleo si è inventata grandi cose, il suo piano si appoggia su quello di Marino del 2014 e sul PGTU scritto dall'assessore Guido Improta, tuttavia il passo in avanti non è male: sostanzialmente viene impedito ai bus di entrare in alcune delicate aree della città e vengono eliminate alcune scandalose aree di sosta. Qualche mese fa, quando il testo era ancora in fase di strutturazione, le guide turistiche (associazione AGTAR) fecero girare 13 punti in virtù dei quali erano contrarie alla nuova normativa. Per spiegare il nostro punto di vista ci appoggiamo a questi punti chisandoli uno a uno.
1) Nel mondo del turismo i pacchetti di viaggio si fanno con oltre un anno di anticipo. Pretendere di approvare ora un piano pullman che per il 2018 cambia gli accessi al centro (cosa che influisce sugli itinerari) e aumenta del 1700% i costi rispetto a quanto preventivato dai Tour Operator, significa non solo mettere in una situazione economica insostenibile tutte le ditte che hanno fatto i preventivi, ma dimostrare un'assoluta incompetenza di fronte alle agenzie internazionali. Se si vogliono introdurre gli aumenti, vanno decisi ora per il 2019. Ma per il 2018 la situazione non può essere modificata a Ottobre 2017.
In parte è ragionevole questo punto. Ma bisogna dire che stiamo parlando, per il nostro modo di vedere (poi sarà una superstizione, chissà) di operatori che avevano e hanno dei margini di guadagno da traffico di organi. Senz'altro attutiranno il colpo con quanto accumulato in passato...
2) Se il divieto dell'area ZTL ai pullman turistici fosse dovuto alla volontà di migliorare la vivibilità del centro storico, allora si dovrebbe fare un piano serio per limitare finalmente anche:
- il carico e scarico merci a ogni ora e dovunque;
- i permessi delle auto che entrano nelle zone a traffico limitato;
- gli open bus a due piani.
Invece si colpisce solo un tipo di mezzi e solo una categoria di utenti: i turisti che vengono con i gruppi organizzati e che decidono di spostarsi in pullman.
Verissimo, ma che razza di ragionamento è? L'amministrazione sta lavorando anche su carico e scarico e sull'area C per le auto. Ma bisogna smetterla con questo benaltrismo della serie "si e allora gli altri?". Le città non si amministrano con questo approccio. Sbagliato anche il concetto di "colpire". Qui nessuno colpisce nessuno, qui si cerca di tornare alla normalità e al civile utilizzo delle strade. Che sono di tutti, non degli operatori pullmanari.
3) Perché, se i "bisonti" - come li chiama la stampa - danno tanto fastidio al traffico del centro storico, si è deciso di eliminare solo i pullman turistici ma non i tantissimi Open Bus di alcune grandi società, tra cui Opera Romana Pellegrinaggi? Quei bus enormi continueranno a girare in tutto il centro storico.
Eppure gli Open Bus:
- sono a due piani e ben più grandi di quasi tutti i pullman.
- hanno già ora il vantaggio di fermate in punti molto più vicini ai monumenti e che sono vietati agli altri pullman, come si evince dalla mappa con i percorsi di uno dei vari tipi di Open Bus.
- girano continuamente per Roma, in tondo, anche se con poche persone a bordo.
- fanno esclusivamente un tipo di giro panoramico per cui procedono sempre lentamente.
- sono volti esclusivamente ai turisti individuali, cioè a quei turisti che avrebbero altre alternative di spostamento che i gruppi non hanno, quali i taxi e al limite i mezzi pubblici (per quanto pessimi è comunque più facile prendere un mezzo pubblico per una coppia che per un gruppo di 30 persone).
Quindi tra le due categorie sono gli Open Bus quelli che creano maggiormente traffico e rallentamenti.
Eppure, il Comune non ha minimamente pensato di limitarli. Perché?
Giusto. Speriamo che sia una delle novità introdotte dalla discussione in Aula del provvedimento. Chiaramente il tema è delicato: è impossibile far stare gli Open Bus fuori dalle zone monumentali perché nascono proprio per far vedere i monumenti, ma il servizio che effettuano deve avere un costo molto maggiore sia per gli utenti sia per gli operatori. Così si alza il livello e si seleziona. Se vuoi fare il giro di Roma in quel modo devi pagare una cifra blu, così solo se sei molto motivato lo fai davvero. Tutto ha un costo, ma la città deve smettere di svendersi perché questo serve solo a aumentare il degrado e ad attirare un turismo mediocre o a far diventare mediocre il turismo non appena mette piede in città.
4) Nel leggere il Piano Meleo, emerge che lo scopo è la "sostanziale riduzione del traffico veicolare privato" e "avere un uso quasi esclusivo di mobilità pedonale, ciclabile e del trasporto pubblico". Il problema è che si considera un pullman a noleggio ad uso di 20-50 persone alla stessa stregua di un'auto privata. Mentre quel pullman risolve un grosso problema di spostamento di un notevole numero di persone, che a Roma non avrebbero altrimenti altre possibilità di muoversi facilmente.
Per i gruppi, soprattutto quando stranieri, il pullman non è un lusso extra ma uno strumento fondamentale della visita di Roma.
Ma non è vero. Tutti possono spostarsi in maniera alternativa. Specie in una città dove il tempo è sempre bello e gradevole. Assurdo non considerare affatto la modalità pedonale. Assurdo pensare che per visitare il Palatino si debba parcheggiare il bus a Via di San Gregorio (di fronte all'entrata dell'attrazione) e non si possa farlo alle Terme di Caracalla chiedendo ai turisti di fare 10 minuti a piedi. Il turismo diminuirà perché alcune fasce di turisti vogliono comodità totale? Bene: diminuirà quella (quella!) fascia di turismo, ma magari ne arriverà un'altra. Ad esempio arriverà quel turismo che oggi non viene più perché considera patetico il Palatino completamente circondato di lamiere. Ed è senz'altro un turismo migliore, a maggior capacità di spesa, che sostiene commercio e ristorazione di livello (quando parliamo dei ristoranti che a Roma esistono solo perché i pullmanari, in cambio di stecche, ci portano i clienti? Stiamo parlando di una ristorazione para-criminale), che degrada meno, che va a dormire in alberghi di qualità e non a Colleferro a 45 euro a notte (così, anche qui, chi organizza fa la stecca) e così via... Quando dicono "diminuiranno i turisti", noi rispondiamo "bene!". Perché ne arriveranno di altri migliori finalmente. Gli stessi che oggi stanno alla larga da Roma anche a causa di come è gestito il turismo di massa.
5) Roma ha un centro storico troppo grande per essere percorso interamente a piedi. Già ora i punti di carico/scarico per i pullman sono molto limitati e i turisti sono costretti a camminare per chilometri. Chiudere completamente ai pullman l'intera area ZTL Centro Storico, che a Roma è ben ampia, significa precludere il centro storico a intere categorie che non hanno la capacità fisica di camminare a lungo.
Moltissimi turisti sono persone in età avanzata, alcuni hanno problemi motori, per non parlare del fatto che in estate (che corrisponde all'alta stagione) le temperature di Roma mettono a dura prova qualsiasi persona anche in buona salute. E comunque visitare Roma non deve essere una tortura, né uno sport, né una prova di resistenza. Il turismo deve rimanere un piacere; stancante spesso, ma un piacere.
Una visione caricaturale di Roma. Se ci sono persone davvero non in grado di affrontare una vacanza organizzata, vorrà dire che verranno a Roma con una vacanza privata, singolarmente, con la loro vettura, con il Frecciarossa e poi via coi taxi e così via. Questa lettura patetica del turismo non attacca onestamente... Il turismo deve essere un piacere anche per i tanti turisti che vengono e non vogliono vedersi la città ostaggio dei bisonti, oppure quel turismo non conta e conta solo il turismo organizzato magari con pure la dimostrazione delle batterie di pentole a bordo? Ma a proposito di centri storici grandi: a Venezia come vi regolate? A Firenze?
6) Per tutti coloro che non riusciranno a percorrere a piedi l'intero centro storico della città, il Comune pensa follemente di far usare i mezzi pubblici. Eppure gli stessi giornali che lamentano la presenza dei pullman, ogni giorno su un'altra pagina denunciano il disastro dei mezzi pubblici romani. Dove si intende caricare i turisti? Il 30% dei flussi turistici a Roma - cioè 17 milioni di arrivi, per un totale di 40 milioni di presenze annue - si calcola che siano trasportati dai pullman di linea. Dove li farebbe viaggiare l'Assessore Meleo, visto lo sfascio dell'ATAC?
Se Atac è allo sfascio (e lo è!) bisogna lottare per sistemare Atac, non lottare per sostituire Atac con mezzi di trasporto anomali. Altro ragionamento da parrucchiere per le nostre guide turistiche... Se il livello della contestazione alla riforma Meleo è questo stiamo freschi.
7) Si dica ai Romani che è proprio grazie ai pullman di linea che finora non si sono ritrovati milioni di turisti sugli autobus e sulle metro di Roma. Perché quando a volte alcuni gruppi di turisti salgono sui mezzi ATAC, per i Romani è un incubo, perché un gruppo di turisti che entra su un autobus riempie completamente il mezzo e per tutte le fermate successive impedisce ai cittadini di usare quella vettura. I Romani dovrebbero essere informati che se questo piano pullman venisse approvato, milioni di turisti sarebbero costretti a salire sui mezzi del centro impedendo ai Romani di utilizzarli.
Questi provvedimenti andranno a danneggiare non solo gli operatori del turismo, ma i cittadini romani che col turismo non c'entrano nulla e che si ritroveranno i mezzi pubblici più inutilizzabili e pieni che mai.
Qui siamo al terrorismo. La verità è che i turisti si muovono in orari che non impattano sugli spostamenti pendolari dei romani o impattano pochissimo. Inoltre le guide turistiche non considerano una cosa: non esiste solo il turismo organizzato in gruppi, anzi il 70% del turismo è fatto da persone normali che non hanno bisogno di mettersi in un branco per visitare una città ma che si costruiscono per conto loro il proprio viaggio. Su queste persone Roma dovrebbe puntare: sono visitatori migliori e portano molte più risorse. E stanno andando via proprio perché disturbati da un turismo di massa gestito in maniera becera.
8) E se i turisti dovessero usare i mezzi pubblici, qualcuno ha pensato al problema di tutti quei gruppi da 20-30-40-50 persone che non entreranno in un solo autobus e dovranno distribuirsi in 2 o 3 vetture? A parte l'attesa degli autobus romani che potrebbe far arrivare l'ultima parte del gruppo dopo 30 minuti dalla prima, i turisti che non parlano italiano e non conoscono Roma, come faranno a scendere alla fermata giusta? La guida salirà con una parte del gruppo e si perderà il resto dei viaggiatori. Pensate davvero che gli stranieri vogliano passare le vacanze perdendosi sui bus o alle varie fermate? Quando invece il percorso in pullman per arrivare a destinazione è ovviamente parte integrante della visita guidata.
In compenso il piano Meleo farà la felicità dei borseggiatori di tutta Roma, che approfitteranno dei turisti stipati sui mezzi pubblici.
Questo punto purtroppo non merita neppure una seria risposta. Sotto ad un certo livello non è giusto scendere: tutti problemi reali, intendiamoci, ma non è basandosi su queste contingenze che si disegna una normativa. Non si scrivono le leggi girando attorno ai problemi, si risolvono i problemi.
9) Vista l'improponibilità degli attuali mezzi pubblici, qualcuno parla di "navette", senza avere la minima cognizione della materia: ci siamo già passati nel Giubileo del Duemila, quando il Comune istituì i “J-bus” che si rivelarono un servizio inaffidabile e disorganizzato, del tutto inadeguato alla mole di visitatori. Non a caso l'esperimento fu accantonato quando ci si rese conto del disastro provocato. Per di più significa sostituire inutilmente bus ad altri bus, senza senso, solo per il puntiglio di voler far usare un mezzo pubblico invece di uno privato.
Siamo al consueto approccio romano: visto che le cose sono andate male vent'anni fa, andranno sempre male. In nessuna città si ragiona così. Noi diciamo che bisogna ragionare diversamente: visto che in passato le soluzioni non hanno funzionato, lavoriamo affinché ora funzionino.
10) Per avere un'idea di quanto siano scollati dalla realtà gli ideatori di questo piano pullman, ecco alcune perle tra le nuove regole previste:
- i turisti che arrivano con i bagagli potranno essere accompagnati in albergo col pullman solo se alloggiano in strutture con più di 50 stanze. Gli altri sono pregati di incollarsi i bagagli e andare a piedi. La nuova specialità sportiva romana sarà la mezza maratonina con trolley sul sanpietrino.
- per scaricare i passeggeri nell'area del Colosseo, bisognerà prenotare un orario, che verrà assegnato in base alla disponibilità. Peccato che ai gruppi per entrare al Colosseo venga assegnato uno slot orario, anche questo in base alla disponibilità. Quindi ci troveremmo con orari non coincidenti, uno per il pullman e uno per l'accesso al monumento, magari a distanza di ore l'uno dall'altro.
Sono misure che puntano a fare quello che la normativa deve fare: disincentivare, disincentivare, disincentivare un modo non adeguato di spostarsi. Lo puoi fare, ma è più scomodo. Come le strisce blu o la Ztl: puoi continuare a spostarti in auto, ma ti metto degli ostacoli così lo farai solo se davvero (davvero!) ti serve. Idem per il piano bus, che dunque è assai corretto.
11) A Roma si vuole godere dei proventi del turismo ma nessuno è disposto a subire i lati negativi che questo comporta. I turisti non sono importanti solo per chi lavora nel settore vero e proprio: portano introiti fortissimi ai ristoranti, ai bar, ai negozi, ai musei. La famosa tassa di soggiorno imposta dal Comune e che nelle promesse avrebbe dovuto andare a finanziare servizi per il turismo, finanzia da anni anche gli stipendi degli impiegati comunali. Il Comune pretende che i turisti camminino per chilometri in alta stagione sotto il sole di Roma, vietando loro di usare un veicolo che pagano a loro spese, ma non fornisce neanche i bagni pubblici, il minimo che una città dovrebbe avere (in verità non solo per i turisti): a Roma tutti i bagni pubblici sono chiusi da così tanto tempo che se ne è perso il conto.
Sui ristoranti abbiamo già detto sopra. L'impatto che questo turismo organizzato ha sulla ristorazione romana è vergognoso. Decine e decine di ristoranti furfanteschi tenuti in piedi solo grazie ad accordi da "5 euro a pax" con i pullmanari. Qui le guide turistiche fanno come le tre scimmiette, raccontando come idilliaca una realtà che è un abominio costante e quotidiano e che sfregia e stupra, invece di sostenere come fa invece il turismo non organizzato, il commercio della città. Questo tipo di turismo è il motivo per cui alcune strade (la strada che porta dalla sosta dei bus turistici a Fontana di Trevi ad esempio) sono state totalmente trasfigurate e rese invivibili, il motivo per cui la ristorazione di qualità fatica sempre a prendere piede e così via. Giusta l'osservazione sui bagni pubblici: sono previsti nella riforma dei cartelloni se mai il Comune farà i bandi...
12) Bisogna ricordare che il turismo non è solo quello mordi e fuggi, ma è fatto anche di turismo di lusso che porta enormi introiti alla capitale. E tali turisti, se viaggiano in gruppo, si spostano sui pullman a noleggio, certo non li si costringerà mai a prendere i mezzi pubblici della capitale. Se Roma vuole fare una politica seria di contrasto del turismo mordi e fuggi, non è certo vietando in toto i pullman che può farlo.
Turisti di lusso che viaggiano in pullaman? Ma sul serio? Se così fosse (e purtroppo non è) questi turisti non avranno nessun problema a pagare le tariffe aumentate che il Comune richiede: se son ricconi, che paghino salato tanto cosa gli cambia?
13) Basti ricordare come esempio il turismo congressuale, che ha bisogno di pullman turistici per spostarsi: Roma non sarà mai credibile come città che si candida ad implementare tale tipo di eventi e turismo, se porta avanti politiche proibizionistiche come il piano Meleo.
Obiezione suggestiva e strumentale. Il turismo congressuale, che se avessimo una amministrazione seria sarebbe al primo punto dell'agenda, si svolge fuori dall'area interessata dalla riforma Meleo. Ma poi quale turismo congressuale viene in una città dove se sei un ricco congressista e hai 3 ore per visitare il cuore del centro storico ti ritrovo in mezzo a selve di puzzolenti lamiere?
14) In queste condizioni, perché gli stranieri dovrebbero ancora venire a Roma nei prossimi anni, se questo è il trattamento che il Comune riserva loro? Una cattiva immagine della città si riflette a caduta non solo sui gruppi ma su tutto il turismo. Quando il numero dei turisti crollerà e saranno in tante le categorie a risentirne, la Giunta M5S dovrà spiegare perché ha scelto di portare avanti una politica volta a scoraggiare e diminuire i turisti.
Un centro storico che finalmente si libera del giogo dei bus turistici darebbe all'esterno una cattiva immagine? In che senso? Il punto poi non riguarda mail il numero dei turisti. Ma la loro qualità. Il turista che spende 1000 euro al giorno è uno come è uno il turista che alloggia a Frosinone, entra col pullman, mangia un gelato chimico e torna a Frosinone e lascia alla città 5 euro se va bene. Contano sempre uno, ma uno vale 200 rispetto all'altro! E tutto questo forse il Comune sembra averlo capito. E la cosa va valorizzata anche perché solitamente il Comune non capisce un ciufolo, dunque la notizia vale doppio.


























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