45 foto e tante considerazioni&confronti sulla metropolitana di Dubai

18 novembre 2017











































Di ritorno, da poco, da una settimana di vacanza negli Emirati Arabi Uniti, tra Dubai e Abu Dhabi, vi mando delle foto da me tutte scattate a Ottobre 2017, relative alla meravigliosa, incredibile e futuristica metro di Dubai.
Tra tutte le metro viste per il Mondo, credo che questa, per bellezza, efficenza, pulizia ed economicità (ebbene si, è economica più della nostra... basti pensare che con 3 euro circa, ti porta dal centro all'aeroporto... ed il tratto è di quelli lunghissimi).
Praticamente entra quasi nell'Aeroporto Internazionale (altro luogo da meraviglia e sogno).
E' strutturata su due linee, copre distanze enormi. Per una parte va sottoterra, per poi proseguire in sopraelevata... inutile dire che sia uno spettacolo, vedere quando attraversa i grattacieli illuminati di notte oppure baciati dal sole... mi sono sentito come Harrison Ford in Blade Runner.
E' recente inaugurata nel 2009 la linea rossa e nel 2011 la linea verde. Ora ne hanno in mente di costruire un'altra linea in poco tempo.
I convolgi sono completamente meccanizzaniti senza guidatore.
Le stazione tutte provviste di aria condizionata ed ermeticamente separate dal caldo esterno.
Le banchine hanno vetri anti suicidi ed incidenti.
Inutile dire che non ho mai trovato in terra un mozzicone di sigaretta o un foglio di carta... è tirata completamente a lucido. Con inservienti ovunque in ogni ora che rassettano e spolverano come se stessero servendo la casa di un Emiro.
Le stazioni in interni ed esterni, sono da fantasicenza. Strutture avveniristiche, banchine di marmi e in laminati. Stazioni proggettate dai più grandi designer reclutati in tutto il mondo.
Ovunque vi è una vigilanza discreta e gentile.
All'interno i convogli sono tirati a lucido. I sedili puliti e senza un graffio.
I tornelli sono essenziali, bassi, senza gabbie. Qui nessuno si sognerebbe di superarli senza biglietto. Le leggi sono ferree, dure. La gente ha grande senso civico e di rispetto.
Mi ha anche colpito è la separazione dei convogli in tre distinti settori: quelli riservati alle donne; quelli di gold class; quelli per tutti gli altri.
In metro non vi sono bambini urlanti, saltimbanchi, venditori di cianfrusaglie, mendicanti o cantanti. Nessuno infastidisce nessuno.
Le fermate della metro hanno strutture tubolari e in vetro che collegano con grattacieli, centri commerciali e strade, tutte perfettamente insonorizzate e climatizzate.
I treni passano automatizzati passano a cadenze massime di 3 minuti. Inutile dire che non sgarrano di un secondo.
Led luminosi e informazioni sonore scandiscono orari e arrivi.
Non ho troto un graffito in tutta la città. Figurarsi nella metro.....
Si è in un sogno. In una terra che sembra lotana miliardi di chilometri dallo schifo immondo che ogni giorno debbo sorbirmi, da abbonato annuale, nella fatiscente e lugubre metro romana...
Quando sono tornato in Italia ho capito che dovevo rimettere il mio orologio 200 anni indietro.

P.S. una precisazione per tutti quelli che diranno: "aho nun cè nessuno... nun se vede nessuno nelle foto... è vota anagabido, li vanno tutti sulle Ferrari..."
Errore, è  frequentatissima, ma dato che è vietato fotografare le persone aspettavo che andassero via per scattare le foto e bisogna tenere  in considerazione, che visto che i convogli passano spessissimo tutto il giorno, non si crea MAI una ressa o si viaggia stipati come bestie come accade qui...
Cristiano Oliverio

Cosa si sta facendo sui parcheggi interrati tra sciocchezze dei No Pup e debolezza a 5 Stelle?

15 novembre 2017
Cosa sta succedendo sul discorso parcheggi interrati? Cosa sta facendo l'attuale giunta sui PUP? Quali sono le novità. Purtroppo molto poche in realtà, benché l'unica strada per sistemare realmente le nostre vie e piazze sia la valorizzazione del sottosuolo (lo dimostrano luoghi come Piazza Cavour, Piazza Gentile da Fabriano o Viale XXI Aprile che grazie ai parking interrati risultano oggi essere gli unici luoghi vagamente europei della città), benché questo possa portare risorse nelle casse del comune, riqualificazione urbana a costo zero e tanti posti di lavoro, questa amministrazione ha deciso di non decidere. Tutto viene lasciato marcire nel nulla. Senza dire un sì o un no.

L'unica mossa che era stata fatta, giustamente, era quella di reinserire nella delibera sui PUP alcuni interventi (il parcheggio di Lungotevere Castello, quello sotto al Quirinale...) che ai tempi della Giunta Marino erano stati improvvidamente tolti assieme ad altri che effettivamente non erano fattibili. Con quelli giustamente da togliere avevano inserito, chissà perché, anche altri parcheggi la cui espunzione avrebbe esposto il Comune a pesanti ritorsioni legali. L'amministrazione a 5 Stelle, invece, probabilmente ben consigliata dall'avvocatura, ha ripristinato alcune eliminazioni pensate da Guido Improta (e poi per fortuna mai approvate) e le ha ri-aggiunte nella delibera. 

Peccato che ieri, mentre la delibera finalmente ripulita (ovvero predisposta per eliminare solo i parcheggi realmente da eliminare) stava per approdare in aula, Repubblica ha ritenuto di uscire con un articolo imbottito di sciocchezze No-Pup senza il minimo contraddittorio. Pensiero unico di chi si diverte a combattere la sosta regolare e sotto terra (come si fa in tutto il mondo) invece che la sosta irregolare. 
Fregandosene che in tutte le zone citate dalla polemica le uniche piazze civili siano quelle interessate dagli stessi interventi che si pretende di combattere, i No-Pup sono a quanto pare riusciti a "alzare er casino" e a far rimandare la delibera che, infatti, ieri non è passata. Solo mancanza di tempo tecnico o caos alzato da chi vuole cercare di eliminare dei progetti che invece sarebbero interessantissimi e utili per la città solo per meri motivi ideologici?
Oggi è un posto raccapricciante. Ma se si fosse fatto il parcheggio interrato Via Enrico Fermi sarebbe stata così. Ci sarebbero state centinaia di persone in più a lavoro nel cantiere e il Comune avrebbe avuto un sacco di soldi in più in cassa. E invece hanno vinto i No Pup

Chiaro poi, come dicono giustamente i No-Pup e su quello siamo d'accordo, che l'attuale piano Pup è molto scadente e deludente e che non è giusto continuare così: i parcheggi devono essere pianificati dal pubblico (non proposti dal privato) e le aree pubbliche devono essere messa a regolare bando in modo tale che davvero vinca chi offre di più, chi dà più garanzie in termini di riqualificazione. Ma questo riguarda tutti i nuovi (nuovi!) progetti, non le antiche concessioni che purtroppo si debbono mandare avanti così. Il problema lì semmai è che delibere o non delibere tutti i progetti sono fermi, nel pantano: l'ufficio parcheggi del Comune è praticamente rimasto sguarnito e le ditte non riescono a farsi autorizzare i progetti se non dopo anni e anni. Ci sono decine di ottimi progetti che potrebbero dare una vera svolta alla città sia in termini economici che di riqualificazione che sono bloccati, magari in attesa di una firma. Questa è la vera emergenza, non fare dello sciocco terrorismo sul parcheggio dentro alla collina del Quirinale, capace magari di togliere dalle strade lo scandalo dei pullman turistici in sosta selvaggia... O contro il parcheggio di Lungotevere Castello che insieme a quello di Via Giulia è nelle condizioni di togliere decine e decine di auto dagli straordinari vicoli del cuore della città.

In tutto ciò gli unici ad avere una idea chiara siamo noi, che vogliamo una città europea dove le auto stanno sotto terra e dove la superficie è dedicata a pedonalità, spazi verdi, arredo urbano e qualità, e i No Pup che vogliono una città così com'è sempre stata. Rispetto a questi due poli quale è il parere di chi amministra la città non è, dopo un anno e mezzo, dato sapersi... Nel mentre, la delibera è ferma.

(foto in alto: il parcheggio che si sta realizzando dentro l'ex Poligrafico di Piazza Verdi)

Raddoppio della Tiburtina. Un calvario inenarrabile che va avanti dal 2002

Cara Roma fa Schifo,
Tra gli innumerevoli scandali denunciati ogni giorno dal vostro blog, credo che un posto d’onore possa meritarlo l’opera di allargamento della Via Tiburtina che fornisce a mio avviso, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l’esatta misura di cosa significhi vivere in una città come Roma. Infatti, se è stimato in 15 anni il tempo che i cinesi impiegarono ad erigere 5000 km di Muraglia, a noi pendolari della Tiburtina non basteranno altrettanti anni per vedere 6 chilometri di Tiburtina allargati.
L’opera ciclopica prese forma all’inizio del 2002, quando all’Amministrazione comunale di Roma fu affidata la progettazione preliminare dell’allargamento dei 6 chilometri compresi tra Rebibbia e Setteville. Il progetto definitivo fu approvato nella Conferenza dei Servizi del 6 dicembre 2004, con una durata prevista dei lavori di 36 mesi. Nel Maggio 2006, l’assessore comunale ai lavori pubblici D’Alessandro inaugurava la prima fase dei lavori, che sarebbero in realtà iniziati due anni dopo a causa di una serie di rinvii dovuti a contenziosi giuridici.

Oggi, a quasi 10 anni dall’inizio dei lavori, la situazione è quella che potete vedere nelle foto. Intere porzioni del tracciato sono ancora in fase di avanzamento (per non dire di abbandono) e la fine dei lavori, annunciata nel corso degli anni per il 2009, 2011, 2013, inizio del Giubileo e fine del Giubileo, appare oggi ancora molto lontana. Per giunta, il bel progetto iniziale che prevedeva due corsie centrali protette, dedicate al solo trasporto pubblico e predisposte per l’elettrificazione di linee express, fu modificato da una variante che introdusse preferenziali laterali non protette che oggi possiamo apprezzare nei pochi tratti ultimati, con le loro continue interruzioni a raso in corrispondenza di semafori ed immissioni e molto amate anche dal traffico privato. Senza contare che nel Novembre 2008, l'allora assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ghera annunciava una serie di modifiche e migliorie al progetto, come ad esempio la pista ciclabile, e dichiarava che per l'intervento sul cavalcavia del Raccordo Anulare, l'Anas sarebbe andata a gara nel 2010 con un contratto da 35 milioni di euro. Ovviamente oggi non c’è alcuna pista ciclabile ed il cavalcavia è ancora com’era, rappresentando già adesso un collo di bottiglia in entrambi i sensi di marcia.

Un’ultima nota di colore. Nel 2007, tre anni dopo l’approvazione del progetto “Allargamento Tiburtina”, Londra approvava il progetto della nuova Elisabeth Line, una linea ferroviaria di 136 chilometri, in larga parte sotterranea, dal costo di 15 miliardi di sterline (oltre un punto di pil italiano). Gli scavi sotto la città sono iniziati nel 2009. Si tratta di una delle opere più complesse mai realizzate in Europa, tanto che la BBC ne ha seguito i lavori, facendo poi un bellissimo documentario in tre puntate che consiglio a tutti di vedere. La Elisabeth Line, detta anche Cross Rail, aprirà nel 2018, quando a Via Tiburtina faremo ancora lo slalom tra i picchetti, in attesa di qualche delibera comunale da sbloccare.
Luigi Cereoli

Fonti (tutte on line):
Progettare Sicurezza – n. 1/2-2006 – pagg. 34 – 42

Ordinanza del Sindaco di Roma N° 360 del 6 Dicembre 2010

La Repubblica — 20 Maggio 2006 - Raddoppio Tiburtina, via ai lavori
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/05/20/raddoppio-tiburtina-via-ai-lavori.html

La Repubblica, 22 Novembre 2008 - Tiburtina, via al raddoppio da Rebibbia a Settecamini http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/11/22/tiburtina-via-al-raddoppio-da-rebibbia-settecamini.html
Elisabeth Line – Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/Crossrail_%28ferrovia%29

ShareThis