Via Taranto, La Spezia e Castrense. Quello che ci piace e quello che non ci piace

19 luglio 2017
Grandi movimenti attorno alla Stazione San Giovanni della Metro C che si appresta, pur con ritardi allucinanti, a diventare un importantissimo nodo di scambio del disastrato sistema di trasporti pubblici della città: l'unico luogo in cui le metropolitane cittadine si incrociano oltre che a Termini. 

La Commissione Trasporti ha presentato un ampio piano di revisione della sosta e della viabilità con anche qualche investimento per la riqualificazione urbana. Cambiano un po' i flussi, Via La Spezia diventa a senso unico con un bel tratto di corsia preferenziale, Via Taranto pure diventa in parte a senso unico (dalla parte opposta) e intanto Viale Castrense diventa piccola piccola, lasciando tanto spazio al verde. Nel complesso un buon lavoro: "i lavori partiranno in autunno e finiranno quando aprirà la stazione della Metro C di San Giovanni" dicono dalla Commissione ammettendo di fatto amplissimi ritardi sull'apertura della stazione stessa, prevista solo qualche mese fa per ottobre. Se ne riparlerà nel 2018 inoltrato. Ma intanto vediamo le cose che ci piacciono e non ci piacciono di questo progetto: finalmente qualcosa di concreto su cui parlare dopo 13 mesi di amministrazione.

VIA LA SPEZIA CON LA PREFERENZIALE

Bene una preferenziale qui. Peccato che ci sia un istmo in cui si interrompe e dunque i bus non vanno in velocità fino a Piazzale Appio ma hanno una strozzatura che con ogni probabilità si poteva evitare facendo continuare la preferenziale. 
Grande problema con le bici: sebbene la preferenziale a scendere sarà accessibile anche per le bici (per legge si può fare se è superiore ad una certa larghezza) ci sarà un sacco di gente che si farà il pezzo contromano in direzione opposta (verso Lodi): è vero che c'è la rinnovata Viale Castrense (vedi sotto) assai potabile per chi si muove in bici, ma perché non prevedere una bike line contro flusso?

VIALE CASTRENSE VERDE

Molto bene. La strada si restringe, si toglie la sosta (attenzione all'arredo urbano però, altrimenti sai quante macchine con due ruote sopra e due ruote sotto al marciapiede!), si allarga l'area verde e si collega con la più grande area verde su Viale Carlo Felice. Davvero un buon lavoro che conferma la visione del "parco delle Mura Aureliane". Da non dimenticare tuttavia che a causa della situazione dei bandi e del caos diffuso, il Parco di Viale Carlo Felice - che così andrà ad aumentare la sua superficie - è abbandonato dalla città. Per fortuna da qualche mese un'associazione di cittadini volontari se ne occupa, altrimenti il parco sarebbe inservibile e forse chiuso con le catene come tanti altri parchi simili. 

VIA TARANTO A SENSO UNICO

Uno stradone imbarazzante. Ma perché qui dovrebbe esserci questa autostrada californiana a quattro corsie con tra l'altro sosta su entrambi i lati (e dunque sosta selvaggia!)? Con addirittura la sosta che cambia da spina di pesce a stalli in linea contribuendo al caos. Nessun arredo urbano (i marciapiedi restano gli stessi) e dunque sosta selvaggia libera in curva e sulle strisce pedonali. La grande opportunità di mettere mano a Piazza Imola (un gioiellino, ma abbandonato) viene mancata. E non c'è nessuna chance per chi si muove in bici: dovete da morì!

Chi ha altri spunti, li aggiunga nei commenti. 

Come Roma è riuscita a rovinare uno straordinario concerto degli U2. Le testimonianze

17 luglio 2017
A noi sembra tutto normale. Che un grande evento internazionale si tramuti in caos, sopraffazione, umiliazione degli utenti, nullafacenza degli addetti preposti, spregio di chi viene da fuori per passare una serata da noi. E enorme occasione per ogni profittatore di, appunto, approfittarsene.
Per Roma questo è normale. E che non ce lo sai, e che ce voi fa, e che je voi dì, eh ma è sempre stato così. E così via. Ma per chi viene da fuori, per chi vive in altre città italiane, tutto questo, per fortuna, è anomalia bella e buona.
E chi riscontra un'anomalia a Roma cosa ti fa? Scrive a Roma fa Schifo naturalmente! Ebbene allora eccoci qui a gestire una valanga di segnalazioni da parte di decine e decine di cittadini colpevoli solo di aver deciso di venire a Roma per assistere ad un indimenticabile concerto rock.
Quello che si porteranno a casa sarà soltanto il senso di una disorganizzazione totale, di un disinteresse assoluto per la cura degli ospiti, della sciatteria che qui a Roma ben conosciamo, dell'atteggiamento banditesco delle solite lobbies che, complice da sempre chi amministra, si continuano a rosicchiare la città. 
Abbiamo raccolto una parte delle testimonianze e le abbiamo elencate qui di seguito. Nella convinzione che tanto per i romani che le leggeranno tutto apparirà ordinario, lineare, spiegabile: aho ma è normale, c'è sta un sacco deggente quindi è ovvio che è ncasino aho... Peccato che sia ovvio solo a Roma e che in nessuna altra città al mondo disservizi simili siano plausibili e accettabili.


PARTIAMO DALL'INIZIO
In direzione dell'Olimpico. Sono costretto pertanto a raggiungere lo stadio Olimpico con i mezzi, arrivati a piazzale Flaminio noto con stupore dei taxi parcheggiati in attesa di clienti, alla mia richiesta di pagare con il bancomat ricevo risposta negativa da parte di tutti, l'ultima vettura parcheggiata era del 3570, so che sono obbligati ad accettare le carte e infatti l'autista acconsente. A bordo mi spiega candidamente che i suoi "colleghi" erano a caccia di turisti o forestieri per portarli allo stadio a tariffe gonfiate... Come avvoltoi.

LASCIATI DALLA PARTE OPPOSTA
Io non sono molto pratica di Roma e soprattutto della zona stadio. All'andata siamo arrivati in taxi che ci ha lasciato vicino ad una pompa di benzina davanti ad un vialone che porta allo stadio (ricordo che sulla sinistra a circa metà viale ci sono i palazzi del coni) , una volta arrivati al cancello dopo aver fatto circa 500 m a piedi sotto il sole ci dicono che dobbiamo tornare indietro per tutto il viale e fare il giro dello stadio perché da quell'ingresso si entrava solo x il prato mentre noi avevamo i posti in tribuna Tevere...


USCITA NELL'ABBANDONO
Sessantamila persone (probabilmente qualcosa in più) lasciate a piedi: nessuna traccia di mezzi pubblici di rinforzo. Una marea umana costretta ad utilizzare i pochi autobus notturni della domenica.. .moltissimi, compreso chi scrive, raggiungono (a piedi) piazzale Flaminio.

50 EURO ALL'NCC
All'uscita è stata una vera e propria odissea. Premetto che abbiamo assistito a centinaia di concerti in varie città (essendo di Milano la maggior parte a San Siro) e quindi per esperienza usciamo sempre un po' prima della fine del concerto ed abbiamo fatto la stessa cosa anche quella sera. Ci siamo incamminati e dopo un bel po' di strada abbiamo attraversato un ponte (credo il ponte della Musica) e ci siamo fermati sul lungotevere Flaminio a cercare un mezzo x tornare a casa. Beh è passata più di un'ora e niente. Nessun taxi, nemmeno a chiamarlo. Fermate dei bus fuori dallo stadio affollate in un modo impressionante, strade tutte chiuse, sembrava di essere in un posto dimenticato dal mondo. Noi avevamo l'hotel in Via della Conciliazione e sinceramente dopo la giornata a camminare sotto il sole non ce la sentivamo di andare a piedi. Abbiamo trovato un NCC libero.. voleva 50 euro per fare 5 km.
Chiaramente non abbiamo accettato. La nostra salvezza sono state due signore di passaggio che impietosite dalla nostra storia ci hanno accompagnati in hotel con la loro auto. D'ora in avanti solo San Siro per i concerti...

ABUSIVI DOVUNQUE
Camion bar, porchettari, bibitari e ambulanti abusivi... il top è la coppia che vende ciambelle e bombe fritte davanti alla municipale!

A PIAZZALE FLAMINIO
A piazzale Flaminio troviamo l'ennesimo girone dantesco, centinaia di persone in attesa del notturno N1 e altrettante in attesa di taxi...

A LUNGOTEVERE CADORNA
Stavo aspettando uno dei vari autobus che erano stati previsti all'uscita dal concerto, precisamente a Lungotevere Cadorna! Il concerto è finito alle 23.30, i primi autobus che sono passati non si sono nemmeno fermati da quanto erano pieni! Da mezzanotte e mezzo in poi non ne è passato nemmeno più uno, nonostante il display segnasse "in arrivo". Neppure i taxi era disponibili in zona! Alla fine all'1 tutte le persone alla mia stessa fermata si sono dovute incamminare a piedi fino alla fermata di Ottaviano, che ovviamente alla fine era... chiusa!

ODISSEA PIU' LUNGA DEL CONCERTO
Nel mio caso sono riuscita a trovare un taxi a Via cola di Rienzo... ritorno a casa (zona Termini) ore 2.30! È durata più l'odissea Stadio Olimpico-Termini che il concerto! Mai più.

IN SEI + IL GUIDATORE IN UN'AUTO
Un taxi ci ha preso in sei. In sei. In sei più lui. Per arrivare a San Giovanni ci ha chiesto una tariffa a persona: 15€. Gli abbiamo dovuto dare 90 euro.

L'ATTEGGIAMENTO DEGLI SCIACALLI CHE SOLO A ROMA CHIAMIAMO TAXI
Cerco di fermare un taxi accorgendomi che nonostante sembrassero quasi tutti liberi (con la luce accesa) c'erano sempre dei passeggeri all'Interno... l'unico taxi che sono riuscito a fermare (ero arrivato ormai a piazzale della Marina) mi ha chiesto € 35 per portarmi a piazza Bologna.

LA NORMALITA' A LARGO CHIGI
Noi abbiamo deciso di proseguire la camminata per arrivare a Largo Chigi (dallo Stadio a Largo Chigi a piedi!) nella speranza di ottenere una parvenza di normalità e uscire dall'incubo. La situazione non varia molto fino al materializzarsi di un tassista gentile e sorridente, con la radio sintonizzata sulla musica classica che mi ha riconciliato con il genere umano...

Un bando per una Befana di qualità a Piazza Navona è possibile. Lo faranno?

15 luglio 2017
Siamo nel pieno dell'estate, fa un caldo che si crepa e dunque la difficoltà nel pensare alla città che sarà il prossimo inverno (peggio ancora il prossimo Natale & Capodanno) è evidente.
Ma è proprio oggi che si fanno i giochi per le prossime feste comandate. Ed è proprio approfittando della bonaccia d'agosto (che non riguarderà il nostro blog, statene certi) che alcuni colpi di mano potranno passare inosservati ed indolori.

ORA LA BEFANA LA DEVE ORGANIZZARE IL COMUNE Come ricorderete il vomitevole Regolamento Coia sugli ambulanti è stato fatto passare in fretta e furia tra maggio e giugno proprio per dare il tempo agli uffici di fare quest'anno un bando per far ripartire la Festa della Befana di Piazza Navona. Tutti hanno notato la rapidità e tutti l'hanno spiegata in questo modo. D'altro canto Coia già ci provò nel Natale-Befana 2016/2017 per fortuna non riuscendoci: ma il Natale e la Befana del 2017/2018 segneranno "finalmente" il ritorno alla raccapricciante piazza piena di tanfo di fritto, bancarelle trash, gruppi elettrogeni e decine di altri insulti ad una delle piazze più belle del mondo.
Coia è riuscito con il suo vergognoso Regolamento a togliere l'organizzazione della fiera di Piazza Navona alle competenze del Municipio I per assegnare l'incombenza al Comune. E dunque quest'anno per la prima volta l'amministrazione dovrà pubblicare il bando (che assegnerà Piazza Navona per 10 anni!) e sebbene il Dipartimento Attività Produttive sia composto (anche) da gente seria, il rischio che lo faccia nel cuore dei mesi estivi e in qualche pagina nascosta del meraviglioso sito comunale è non è da escludersi.

DIECI ANNI DI BANCHI E NORME SULL'ANZIANITÀ La posta in palio è enorme: la fiera giustamente e grazie all'intervento, all'epoca, della Giunta Marino, non si svolge da anni perché si era trasformata in un letamaio irripetibile, insicura per vie di fuga e normative, illegale, contraria a qualsiasi criterio di qualità, vomitevole quanto a cibo. I bandi che si sono provati a pubblicare negli anni successivi hanno sempre trovato ostacoli e questa volta le dinastie di bancarellari, forti di un rapporti incredibile che sono riuscite a costruirsi con l'amministrazione, sono certe di riprendersi in mano il grande malloppo.

Tanto più che Coia nel suo imbarazzante Regolamento (lo stesso che obbliga a determinati colori per i camion bar, casualmente gli stessi colori dei camion bar di proprietà di alcune note famiglie dell'ambulantato romano!) ha indicato che i criteri per assegnare le licenze sono quelli delle atroci leggi regionali di epoca Storaciana: ovvero l'anzianità di servizio.

C'È UN MODO PER FARE LA QUALITÀ? Ma dunque non ci sono scappatoie rispetto ad un ritorno a Piazza Navona degli operatori che per decenni hanno devastato questa fiera e hanno umiliato architetture storiche e beni culturali? 

In realtà con un pizzico di volontà politica si potrebbe fare tutto, per fino selezionare operatori realmente di qualità  escludendo una volta per tutte chi appare marchianamente non in grado di produrre una proposta gastronomica e commerciale in linea con l'altissimo livello che certe location si meriterebbero. Basterebbe che l'amministrazione - e qui parliamo dell'assessore Meloni, visto che il "suo" dipartimento deve scrivere il bando - dicesse quel che è vero: ossia che Piazza Navona è un luogo di tale rilievo storico artistico che gli operatori che ci dovranno fare affari devono essere a loro volta livellati verso l'alto. Indiscutibilmente. Dovunque al mondo sarebbe una cosa normale, a Roma non lo è. A Roma anche se sei il più scadente commerciante della città, puoi concorrere (e se hai i giusti agganci vincere) per portare i tuoi prodotti scadenti e totalmente inidonei nella piazza più bella della città. Costruendo così la tua carriera, le tue relazioni e la tua "anzianità" poi da spenderti in bandi e evidenze pubbliche che considerano la presenza su piazza più importante della oggettiva qualità della proposta. E così l'alleanza a doppio nodo tra le filosofie politiche di Storace e della peggiore destra corporativa e clientelare e del Movimento 5 Stelle può fare disastri. Ammenoché, appunto, non ci si svegli. Ammenoché non vi sia un sussulto civile all'ultimo momento.

ASSEGNARE IL 60% DEI VOTI SOLO A OPERATORI DI ALTISSIMO LIVELLO  Cosa può fare il Comune? Consideriamo che l'anzianità di piazza, considerata da molti come elemento per vincere facile, assegna il 40% dei punti. Non il 50%, non il 51%, il 40% "soltanto"! Resta il 60%. C'è un modo infallibile per depotenziare quel 40% che leggi sbagliate - strumentalizzate dai pentastellati - regalano a chi ha il "merito" di aver operato (male, bene? Non importa!) in Piazza Navona negli anni passati: il modo è potenziare il restante 60%. Se il restante 60% tu lo assegni esclusivamente avendo in testa un criterio di qualità, puoi avere fior di operatori (ricordiamocelo: visto che si parla di una fiera possono parteciparvi solo ambulanti, non qualsiasi commerciante come sarebbe giusto) che raggiungono 60 punti su 100 grazie alla loro qualità (pur prendendo zero punti nella parte sull'anzianità) e avere altri operatori che restano fermi a 40 perché magari fanno questo mestiere da anni ma lo fanno male e non possono dimostrare la loro qualità. 

Questo è quello che ogni cittadino lucido e dotato di buon senso si aspetterebbe da una amministrazione a 5 Stelle. Non certo un lavorìo sconsiderato e senza sosta per tutelare lobbies e cricche romane ogni oltre logica dignità.

Ma come si selezione un ambulante in base alla qualità? Come fai a scommettere sul livello di questi soggetti evitando semplicemente di basarti sulle loro promesse?

DUE MODI PER FILTRARE OGGETTIVAMENTE SOGGETTI DI QUALITÀ Ci sono due modi: il primo riguarda la storia aziendale delle imprese che proveranno a partecipare al bando; il secondo riguarda la storia aziendale dei loro fornitori. Non dimentichiamo che stiamo parlando di cibo: tu sei un ambulante? Bene. Fai panini? Bene. Questi panini sono fatti con un pane industriale di quart'ordine o artigianale magari realizzato da un forno rinomato? Bene. Dimostramelo con le fatture. Fammi vedere, con le regolari bolle, dove hai comprato il pane negli ultimi 12 mesi. Fammi veder dove hai comprato la verdura negli ultimi 12 mesi. Fammi capire se i tuoi fornitori sono soggetti qualitativamente selezionati e livellati verso l'alto come Piazza Navona si merita (e dimostramelo con la loro rassegna stampa, i loro punteggi sulle guide, le loro menzioni in organi di informazione specializzati). Non me lo puoi dimostrare? Zero punti. Me lo riesci a dimostrare? Punteggio pieno. 

Ricordiamoci che il bando dovrebbe essere aperto ad operatori di tutta Italia. Significa mettere sul tavolo la capacità da parte di Roma di attrarre investitori e operatori da tutto il paese: ambulanti di eccellenza di Milano, di Firenze, di Venezia, siciliani... Basta avere una licenza per il commercio e somministrazione su area pubblica e tutti, in presenza di un bando scritto in maniera seria, possono diventare concorrenti dei nostri abominevoli ambulanti romani, far loro concorrenza e, sperabilmente, spazzarli via esclusivamente sul piano della oggettiva qualità del prodotto a tutto vantaggio del consumatore finale. 

E poi, dicevamo, la storia aziendale. Sei un ambulante? Ti chiami Pinco pallino? Fammi vedere dove hanno parlato di te, fammi vedere se hai punteggi sulle guide gastronomiche, fammi vedere se ci sono blog qualificati o organi di informazione internazionali che ti hanno citato. Attenzione, solo citazioni positive però perché i tanti "empori" che ammorbano il panorama dei food truck romani sono spesso citati dalla stampa internazionale, sì, ma solo per raccontare quanto la loro presenza sia assurda e allucinante. Peccato che poi l'amministrazione voglia premiarli. E se il concetto di rassegna stampa vi sembra qualcosa di astratto per un operatore ambulante, andate a chiedere a gente come Zoe o Mordi&Vai al Mercato di Testaccio, a gente come Ape Romeo e Mozao: c'è chi ha collezionato fior di articoli sul New York Times e chi invece sul New York Times ci va perché simbolo di degrado, mafia, prepotenza. Possibile che l'amministrazione degli honesti spinta per tutelare questi ultimi a scapito degli operatori seri e qualificati?

UN BANDO CHE CAMBI DAVVERO PIAZZA NAVONA È POSSIBILE
Ecco dunque facilmente dimostrato come un bando scritto con tutti i crismi possa smitizzare e togliere quasi tutta la rilevanza alla famosa e temutissima "anzianità". Ammenoché qualcuno non metta l'anzianità al 51% (ma sarebbe addirittura incostituzionale), tutto si può fare perché sul piano della qualità gli attuali operatori "anziani" sono destinati a prendere zero e a soccombere in tutto o in parte. 

Ricordatevi di questo articolo quando leggerete di una Piazza Navona regalata per 10 anni ai solidi squallidi operatori di sempre e quando scoprirete che i consiglieri grillini, in coro, ripeteranno che "per colpa delle leggi vigenti non si poteva fare diversamente". E' vero l'esatto contrario. L'amministrazione è totalmente sovrana delle sue scelte, può compierle (se le sa scrivere con dovizia) come e dove vuole e può portare la città dove meglio crede. O verso la qualità e la meritocrazia a vantaggio di tutti o verso la clientela, la sciatteria, il declino, la prepotenza a vantaggio di pochi.

Tutte le città del mondo, come dimostrano le foto pubblicate in questa pagina (esclusa la prima, ahinoi) organizzano mercatini di Natale puntando tutto sulla qualità. Questo si tramuta in fattore di richiamo turistico alto e di ricchezza. Per quale motivo Roma deve continuare a sottostare al ricatto e alla dittatura di alcune prepotenti famiglie di mediocri ambulanti che non sarebbero degni della più anonima piazza di estrema periferia?

Annullata per burocrazia All'Ombra del Colosseo. Avrebbe riqualificato Colle Oppio

14 luglio 2017
Avevano avuto una bella idea gli imprenditori culturali dell'Associazione Castellum che tra le altre cose promuovono da anni il progetto All'Ombra del Colosseo. Perduta la possibilità di realizzarlo al Celio (quell'area oggi è abbandonata, pericolosa, cadente), hanno proposto quest'anno per il bando dell'Estate Romana una location perfetta per le esigenze della città: Colle Oppio. Significava riqualificare un'area oggi in condizioni disperate, trasformata in favela, bidonville pericolosa, preclusa ad un utilizzo normale da parte di cittadini e turisti. Purtroppo non avevano fatto i conti con le assurdità della burocrazia capitolina e sulla capacità di inserirsi in queste inefficienze da parte di chi ha deciso di ostacolare la loro manifestazione. Il risultato sono investimenti polverizzati, una riqualificazione attesissima che non avverrà, artisti che devono rimodificare i loro calendari...

Abbiamo rivolto a Federico Bonesi di Castellum una intervista. 


Il bando dell'Estate Romana è stato assegnato da giorni ormai. Anche se in clamoroso ritardo (infatti tutti gli operatori, da Piazza Vittorio a Villa Ada, sono nei pasticci). Ma perché voi non siete partiti? Ci aspettavamo molto dalla vostra proposta. Non avete avuto il permesso di edificare da parte della Soprintendenza?
No. Anzi. Nonostante Colle Oppio sia un importante Parco Archeologico la Soprintendenza ha capito il valore della nostra proposta. 

E allora? 
E allora è il Comune...

Ah. Dunque?
Dunque non hanno, dopo giorni e giorni, deliberato due cose che avevamo chiesto: procrastinare l'apertura del Parco di Colle Oppio dalle 21 alle 24 e la sospensione del divieto di sosta sulle aree di parcheggio. 

Non vi hanno risposto?
Esatto. Tutto tace. Zero risposte. 

Quindi?
Quindi pur avendo tutti i permessi abbiamo deciso di non cantierizzare. Perché avremmo aperto una manifestazione in un'area chiusa al transito.

Ma quindi avete vinto il bando, avete passato le forche caudine della Soprintendenza, avete i permessi per edificare un'area di socialità e cultura nel bel mezzo di Colle Oppio e non lo potete fare per via di una banale e scontata scartoffia?
Esattamente. 

Ci spieghi in che cosa consisteva questa manifestazione che qualcuno negli uffici si è messo a quanto pare in testa di ostacolare?
La manifestazione All'Ombra del Colosseo così come progettata ed approvata dalla selezione pubblica dell'Estate Romana prevedeva circa 60 spettacoli tra cabaret, stand up e teatro comico. Tutte le sere, dalle 21:45 alle 23:30 circa. A margine dell'allestimento di un teatro all'aperto di circa 500 posti avremmo organizzato una specie di foyer con un classico servizio di bar gastronomia.

In che zona?
Dovendo spostarci dal Parco del Celio, quest'anno inibito dal Municipio per eventi culturali, scegliemmo la parte meno frequentata e più degradata del già disastrato parco del Colle Oppio, ovvero il triangolo "verde" (si fa per dire) compreso tra Viale del Monte Oppio ed il muro di Via delle Sette Sale. Area che già abbiamo bonificato con l'aiuto dei volontari del Servizio Civile Nazionale della Castellum ed una cooperativa di tutela del verde, raccogliendo 3 camion di rifiuti e sfalciando circa 6000 metri quadri di erba incolta e per lo più secca ed esposta ad incendi estivi. Inutile dire che l'erba non è ricresciuta, ma l'immondizia è nuovamente lì, insieme ai soliti bivacchi...

Quanti posti di lavoro avreste creato se non vi avessero ostacolato?
Su questo aspetto non amo sparare numeri e fare retorica. E' evidente che essendo una manifestaizone estiva e temporanea non avrebbe risolto la vita a nessuno, ma va comunque detto che tra personale direttamente impiegato e lavoratori dell'indotto, tra artisti, tecnici, allestitori, operatori sorveglianza e bar, parliamo di circa 20 posti fissi stagionali e circa 300 legati ai servizi tecnici ed artistici.

Ci spieghi di nuovo cosa manca per aprire?
Non manca alcuna pratica per la verità! Il punto è che dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni previste, seppur in ritardo e dovendo spostare la partenza rassegna dal 6 al 15 luglio, ci siamo resi conto che la banale ed ovvia richiesta di posticipare la chiusura dei cancelli del parco del Colle Oppio dalle 21 attuali al termine della manifestazione (verso l'1:00) rendendoci disponibili noi anche alla responsabilità di questo servizio di apertura e chiusura con nostro personale, non trovava riscontro alcuno.

Chi doveva farlo?
Presumo il Dipartimento Cultura, che ha accordi interni con il Gabinetto del Sindaco per ottenere tutte le autorizzazioni. Da una parte ci dicono che è il Municipio a mettersi di traverso, se poi vai dal Municipio ti spiegano che loro non hanno nulla in contrario. Il risultato è il solito stallo kafkiano romano. Per cui si ferma tutto: non possiamo stare in sospeso con gli artisti, con le date, con le tournée, con i fornitori...

Ma se rinunciate a tutto non rischiate di perdere anche il diritto per i prossimi due anni? Il bando dura tre anni...
E infatti alla fine faremo una piccola rassegna, negli ultimi 10 giorni di agosto e nei primi dieci di settembre. Una cosa piccola, minimale, senza la possibilità di guadagnare nulla (anzi rimettendoci, ma almeno non perdendo l'opzione su 2018 e 2019), senza i progetti sociali e di riqualificazione e senza i posti di lavoro di cui dicevamo sopra. E Colle Oppio rimarrà nelle condizioni riprovevoli in cui è oggi fino al 19 agosto quando avrebbe potuto respirare per almeno questa estate.



L'unica verità è che a Roma piuttosto di far lavorare degli imprenditori, piuttosto di far girare economie, lavoro e ricchezza, piuttosto che vedere che qualcuno "ce guadagna" (non importa assolutamente se in maniera lecita o meno), molti preferiscono che posti magici come Colle Oppio restino così come lo vedete in queste immagini. Questa mentalità, malata e criminogena, va considerata per quello che è: un cancro. E come tale va curata. Rapidamente.

14 motivi per cui le multe prese a Portonaccio ve le dovete pagà. Tutte!

13 luglio 2017

Naturalmente in totale controtendenza rispetto a tutto il racconto cittadino e a tutta la stampa romana ribadiamo i concetti per cui chi sbaglia deve pagare, per cui il perdonismo è alla base del disastro che questa città sta vivendo, per cui la legge non ammette ignoranza. Sempre dalla parte di chi le norme le ha rispettate, mai dalla parte di chi non le ha rispettate e poi chiede pietà. Sappiamo perfettamente che le sanzioni sono a rischio a causa dei ricorsi, qui abbiamo elencato un po' di punti in virtù dei quali speriamo che chi è transitato sulle corsie riservate agli autobus debba sorbirsi la sanzione prevista.

Ci auguriamo che con i soldi incassati il Comune monti altre telecamere perché - come si vede - sono l'unico modo per far venire i problemi al pettine. Ci auguriamo altresì che la magistratura non volti le spalle ancora una volta alla legalità e alla rigida applicazione delle norme. Ci auguriamo che i giudici non vogliano ancora una volta tutelare i furbi o i distratti umiliando chi ha prestato attenzione e si è comportato civilmente. A Roma rispettare le norme e avere scrupolo alla guida è cosa da sfigati e da poveracci, questo stato di cose deve cambiare e questi sono gli spartiacque.

Stiamo parlando della preferenziale di Via di Portonaccio. Cosa è successo? Qui c'era una preferenziale, nessuno se la filava, nel 2010 (negli anni d'oro di Alemanno Capitale), venne declassata e eliminata. Oggi è stata finalmente ripristinata e per di più dotata di telecamere. Nonostante tutto i cittadini hanno continuato a passarci sotto, incuranti di segnaletica e notizie pubblicate ovunque, ora che per posta arrivano le multe si stanno coalizzando per farsele togliere, in barba a chi ha rispettato le norme. Qui i nostri 14 punti per cui hanno a nostro parere torto.


1. La nuova preferenziale è stata iper comunicata su ogni mezzo possibile e immaginabile. Da quelli cartacei a quelli digitali, se n'è parlato per settimane, forse per mesi.

2. La nuova preferenziale è stata attiva per ben due settimane giorni senza fare multe, proprio per consentire ai cittadini di abituarsi.

3. Il fatto che la segnaletica orizzontale fosse sbiadita non rileva. E comunque vince la segnaletica verticale come il Codice della Strada insegna.

4. Il fatto che la segnaletica verticale fosse collocata in un contesto caotico è vero, ma riguarda tutte le strade di Roma e non implica una illiceità della segnaletica. Semplicemente c'è caos perché le strade di Roma sembrano strade dell'India più povera e malconcia.

5. Anche se la segnaletica fosse stata ancor più evidente, resa il fatto che i romani quando guidano non guardano i segnali, non si curano minimamente del codice della strada, ignorano ancora cosa vogliano dire i cartelli. Dunque cosa sarebbe cambiato?

6. Anche la ZTL centrale ebbe la stessa sorte: fu istituita negli anni Novanta e per anni e anni i cittadini la ignoravano: entravano tutti. Iniziarono a rispettarla esclusivamente dopo il montaggio delle telecamere e dopo le prime salate multe. A Roma funziona così, non è una novità.

7. Anche oggi, dopo il can can incredibile e quasi di livello nazionale che è successo sulla preferenziale, le persone ancora passano liberamente: motorini e auto transitano sotto le telecamere come nulla fosse. Perché tutto sommato il romano è così, lo sappiamo benissimo se ci guardiamo negli occhi con un po' di sincerità, ed è così proprio perché nessuno lo ha mai fatto pagare come invece accade dappertutto al mondo. E questo è tutto sommato un atteggiamento stra-italiano: faccio come mi pare, tanto poi c'è il condono. Questa storia deve finire e il Movimento 5 Stelle è stato mandato ad amministrare la città proprio per cambiare verso a questo modo di vedere il mondo, vuole tradire anche a questa aspettativa dopo averne tradite tantissime in questo anno?

8. Molti cittadini (ci sono dei racconti esilaranti in questo senso) hanno provato nelle settimane passate a fermare gli automobilisti in fermata al semaforo dicendogli di non andare avanti, avvisandoli che c'era la telecamere. "Aho ma nunmecacarcatzo ahooo, ma chesssadddì, ma nvedi stencefalidigo io lllà ce so sempre passato". Queste le reazioni. Qualche cittadino che in buona fede voleva salvare qualcuno ha rischiato pure di prenderle. Ora noi dovremmo condonare queste persone.

9. Ci sono decine di migliaia di persone che da quando è stata annunciata e attivata la telecamera hanno cambiato le loro abitudini di vita quotidiana, hanno modificato i loro percorsi, si sono organizzati per non incappare nella multa. Ora mettiamo queste persone, che si sono comportate in maniera civile, sullo stesso piano di chi se n'è fregato. E' giusto?

10. Le responsabilità che vengono addebitate al consigliere comunale Enrico Stefàno sono risibili e patetiche. La politica dà la linea e detta la visione (in questo caso la visione è corretta: più corsie preferenziali, mezzi pubblici più rapidi e più sexy per chi li deve usare o per chi desidera scegliere di usarli mollando il mezzo privato), il resto lo attuano i tecnici dei dipartimenti e, in questo caso, dell'Agenzia della Mobilità. Dunque se qualcosa è stato fatto male (e non ci risulta) non è con un rappresentante politico che bisogna prendersela.

11. Il Consiglio Comunale ha sbagliato ad approvare un ordine del giorno che impegna la Sindaca a verificare che tutto fosse apposto. Quell'ordine del giorno potrà essere strumentalizzato in caso di ricorsi da parte dei multati, coadiuvandoli. Ma purtroppo in Consiglio Comunale ci sono rappresentanti alemanniani di Fratelli d'Italia e dunque queste sono le conseguenze...

12. In ogni caso le multe NON possono essere eliminare (men che meno in "autotutela" come chiedono i multati, senza sapere neppure quando e come si usa l'istituto dell'autotutela), si tratterebbe di un danno erariale e quindi significherebbe non solo mettere a rischio giudiziario chi dovesse firmare la delibera, ma soprattutto scaricare su tutti i cittadini l'atteggiamento menefreghista di poche persone. E poi eliminarle fino a che giorno visto che appunto le persone, incuranti, insistono a passare? E poi cosa vieterebbe di innescare una valanga di ricorsi anche su altre corsie preferenziali telecamerizzate (Amba Aradam a salire, Via Nazioknale)? Tutti potrebbero dire "non abbiamo visto la segnaletica", tra l'altro in alcuni casi la segnaletica è perfino inferiore rispetto a Portonaccio.

13. Molti cittadini hanno già pagato le multe. Riconoscendo di aver fatto un errore. Hanno ricevuto il verbale e hanno pagato il giorno dopo e zitti. Come la mettiamo con questi signori se le multe dovessero essere eliminate? Si conferma che chi si comporta in maniera regolare è un cretino?

14. Spesso i multati arrabbiati mostrano un cartello effettivamente coperto dalla vegetazione di un albero mal potato. E' vero. Ma nello stesso punto, sull'altro marciapiede, quello di destra, c'è un chiarissimo cartello che ribadisce il concetto. E poi c'è comunque il cartello in prossimità della telecamere, quello davvero non si può non vedere. E' vero che una volta che l'hai visto praticamente non puoi tornare indietro per carità, ma questo significa prendere UNA multa, non TRENTA come molti hanno fatto facendo FINTA di non sapere e di non vedere. Chi fa finta di non vedere e di non vedere non merita la tutela ne dell'amministrazione ne della magistratura. Punto e basta. 

Sotto al Campo Testaccio non ci sarà più un parcheggio. Ecco perché è un errore

12 luglio 2017
Fateci caso, quando fanno qualche genialata di quelle serie, la fanno sempre tutti d'accordo. Ieri l'Aula Giulio Cesare ha votato praticamente all'unanimità l'espunzione di Campo Testaccio dal Piano Urbano Parcheggi. Lì, sotto il campo che fu il glorioso stadio della Roma negli anni Trenta, non si farà più un parcheggio interrato.

La Roma ci giocò fino al '40, poi le tribune vennero smantellate, il campo diventò un orto di guerra, poi venne restaurato nel 2000 e poi finalmente messo nella lista delle aree da riqualificare con il Piano Urbano Parcheggi. Come Piazzale delle Muse, come Piazza Gentile da Fabriano, come Largo Vercelli, come Viale XXI Aprile, come Piazza Cavour. Investimenti privati e benefici pubblici, con soldi freschi nelle casse del Comune. Questa è l'opportunità che dà realizzare parcheggi interrati. A Roma questa questione strategica non è chiara e la costruzione di parcheggi sotterranei è subita dai cittadini e dagli amministratori come un male necessario, come un dente dolorante da farsi togliere non appena ce n'è un buon motivo.

Qui si è fatto proprio così. L'area è stata consegnata, la burocrazia si è messa in mezzo, i lavori non sono riusciti a partire e il Comune si è messo a litigare coi costruttori. La storia è ben sintetizzata in questo bell'articolo di Repubblica di 4 anni fa. Ebbene già 4 anni fa si favoleggiava di un nuovo Campo Testaccio presto riqualificato, presto verdeggiante, presto di nuovo attivo finalmente tolto di mano ai cattivi costruttori del parking. Con la solita retorica insopportabile dell'orgoglio del quartiere e dei bei tempi andati. Come se un'area urbanisticamente disperata (non solo Campo Testaccio, ma tutta la zona circostante con la imbarazzante bidonville di carrozzieri, marmisti e "artigiani" che su Via Caio Cestio va da Via Zabaglia a Via Marmorata e che un bel progetto chiamato Urban Ground voleva finalmente mettere in discussione).

La società che aveva ottenuto il permesso di costruire non ce l'ha fatta? Ha subito la crisi? Non ha ottenuto i finanziamenti dalle banche? Non riesce a pagare gli interessi? Non considera l'operazione più economicamente valida? Bene. Non deve capitare (bisogna fare in modo che non capiti e si può fare con fidejussioni e altro), ma può capitare. E se capita si toglie la concessione a chi la ottenuta e la si rimette in palio al migliore offerente: chi vuole realizzare oggi un parcheggio sotto al campo in tempi rapidi e con qualità? Chi offre di più al Comune per farlo? Chi dà migliori garanzie affinché tutto su realizzi non solo a costo zero per l'amministrazione ma con un ricavo consistente per l'erario pubblico e dunque per tutti?

Il primo obbiettivo non dovrebbe essere quello di lisciare il pelo alla retorica cittadina di bassa lega o favorire ideologie e narrazioni facili, il primo obbiettivo dovrebbe essere quello di ricavare risorse in ogni luogo che risorse può generare. Altrimenti, senza soldi, tutto decade, tutto deprime, tutto muore: dietro a Campo Testaccio, da settimane e a quanto pare fino a Settembre, tutto il grandissimo Parco della Rimembranza è chiuso perché ci sono degli alberi pericolanti e zero euro per controllarli. E le nuove politiche pubbliche a cosa puntano: a nuova spesa, a zero partnership coi privati, a impiegare risorse erariali che, semplicemente, non esistono se non nello storytelling politico di quart'ordine di questi mesi. 

E invece cosa si è fatto? Invece ora dopo una estenuante battaglia legale per decidere di chi è la colpa e di chi la responsabilità di ripristinare i luoghi, ieri l'area è stata definitivamente espunta dal Piano Urbano Parcheggi. Ne ora ne mai qui ci sarà un parcheggio.

Peccato che valorizzare il sottosuolo (i problemi archeologici sono marginali e anzi sono una opportunità, come il grande parcheggio del Mercato di Testaccio dimostra, non certo un ostacolo) sia l'unica e la sola strada per reperire risorse utili a riqualificare la superficie. Oltre che a togliere auto dalle strade stoccandole finalmente sottoterra dove stanno in tutto il mondo e magari usando i soldi ricavati per trasformare le strade circostanti (si pensi a Via Zabaglia) oggi ridotte a autostrade terzomondiali squallide e fatiscenti.

Viceversa il Campo Testaccio o resterà abbandonato per anni e anni ancora. Oppure otterrà dei soldi pubblici per una forzata riqualificazione dirigista con progetti fantasiosi ("facciamoci il Museo del Calcio a Roma" ha chiesto ieri un consigliere comunale di Fratelli d'Italia in spregio del ridicolo) togliendo risorse preziose ad altri cespiti: qualche asilo in meno, qualche centro anziani in meno, qualche manutenzione stradale in meno, qualche potatura o manutenzione del verde in meno per fare degli investimenti che potevano e dovevano essere effettuati da privati. 

Quando ci sono progetti qualificanti e di respiro europeo (come Tor di Valle) l'amministrazione li blocca. Quando le cose sono incanalate su una china assurda e folle, come per Campo Testaccio, l'amministrazione va in totale continuità con le amministrazioni precedenti di destra e di sinistra. 
Per chi aspetta un cambiamento è una trappola asfissiante. E sugli stadi della Roma siamo a due errori gravi su due.

Nuove pedonalizzazioni a Monti. Perché i Radicali non fermano Nathalie Naim?

9 luglio 2017
Difficilmente troverete in rete un organo di informazione indipendente che abbia una diffusione e dei numeri pari ai nostri e che allo stesso tempo sia così favorevole alle battaglie radicali a Roma. Si tratta molto spesso di iniziative impopolari, di nicchia, poco appassionati per le masse informi della sottocittadinanza romana. Ma si tratta di progetti giusti e da perseguire e ai quali cerchiamo di dare il massimo supporto e visibilità. Il referendum sul trasporto pubblico è solo l'ultimo di questi (a proposito, firmate!).

Ma la nostra vicinanza ai Radicali ci permette anche di avere una autorevolezza aggiuntiva e sincera quando siamo costretti (capire di rado per fortuna) ad essere critici nei loro confronti. Riguardo al Primo Municipio siamo stati concordi coi Radicali quando decisero oltre un anno fa di mettere nelle loro liste Nathalie Naim, combattiva consigliera della Lista Civica per Marino che era stata censurata dal PD perché un po' troppo scomoda. Ma se le battaglie di Naim contro ambulanti o cartelloni sono sacrosante, lo sono molto meno quelle contro i tavolini all'aperto o addirittura quelle a favore delle autovetture. 

Qui di seguito, a tal proposito, la mail che Naim sta inviando a tutti i suoi referenti ed elettori in riferimento al progetto di Isola Ambientale del Rione Monti che l'amministrazione sta giustamente portando avanti. Abbiamo deciso di pubblicare tutta la terroristica missiva spedita da Naim e di commentarla parola per parola. Nella speranza però che il suo partito, grazie al quale Naim può sedere in consiglio municipale, si muova e faccia capire alla consigliera che una battaglia anti pedonalizzazioni e pro-macchine è quanto di più lontano dagli ideali radicali ci possa essere. 

***

Informazioni sull’imminente, previsto stravolgimento della mobilità nel Rione Monti con progetto del Comune.
Cari amici di Monti, a  seguito di faticosi accessi agli atti  al Comune sono riuscita ad ottenere copia della documentazione sul progetto di fattibilità  di pedonalizzazione e revisione della viabilità  e sosta del  Rione Monti e sono venuta a conoscenza del fatto che ha avuto luogo il 5 giugno  una riunione convocata dal Comune con tutti gli Uffici competenti  che hanno espresso parere positivo,  in presenza della Polizia Locale, delle Soprintendenze, ATAC, AMA, Dipartimento Mobilità e lavori Pubblici. ecc. 
In allegato l’ultimo  progetto di giugno in questione a firma del Dipartimento Mobilità e Trasporti.  Dobbiamo reagire prima che sia troppo tardi. Aspetto vostre considerazioni!
Lascia basiti leggere sul verbale  tali benestare (anche della Polizia Locale che aveva per due volte espresso parere negativo per gravi ripercussioni) a interventi che sono  contro ogni buon senso  e corretta regola della viabilità, addirittura pericolosi in alcune parti. Fra l’altro gli interventi riguardano vie locali  di competenza del Municipio secpondo il Regolamento del Decentramento Amministrativo (solo  pedonalizzazioni , ZTL e sosta tariffata competenza Dipartimento con parere obbligatorio del Municipio).

Stiamo parlando del tentativo da parte della città di porre rimedio a strade caotiche, piene di auto posteggiate alla rinfusa, in cui i pedoni sono costretti a camminare in mezzo alla carreggiata in modo promiscuo a auto che sfrecciano tra bambini in bici, anziani, disabili in carrozzella e mamme col passeggino. Però secondo la Naim mettere a posto questo schifo è "pericoloso"...

Il  verbale della riunione a firma del dirigente del Dipartimento Mobilità  si legge anche che viene riportato agli Uffici presenti nel corso della riunione  che gli artigiani sarebbero favorevoli alla pedonalizzazione di via Madonna dei Monti e limitrofe a condizione  che si apra Via dell’Agnello. Avendo chiesto ai singoli artigiani ho riscontrato invece la contrarietà totale. La stessa Agenzia per la Mobilità avrebbe detto loro che la pedonalizzazione avrebbe comportato la morte delle loro attività.
Il Dipartimento mi ha informata che l’intento è di procedere da subito  con le pedonalizzazioni e rimozione della sosta entro il mese di luglio, l’intervento però  è un po’ slittato nel tempo solo per problemi organizzativi di personale.
Per gli altri interventi quali la ZTL aggiuntiva  e altri invece serve un progetto esecutivo,  una conferenza di servizi. Sarebbero fatti in un secondo tempo.

Il progetto  prevede quanto segue:
1) Via Madonna dei Monti  Via del Pozzuolo, Via dei Neofiti, pedonalizzazione integrale con rimozione di tutti i posti auto.  Le vie interessate dalle pedonalizzazioni e allargamenti di marciapiedi sono quelle in cui  i tavolini vengono regolamentati con i piani di massima occupabilità del Municipio.  In Via di Tor Millina il piano è stato impugnato a seguito della pedonalizzazione e ora la via è piena di tavolini non per niente tali progetto è stato richiesto da ristoratori.

Ammesso e non concesso che vengano date delle autorizzazioni delle osp (speriamo di sì, i tavolini all'aperto sono la norma in tutto il mondo e rappresentano economia sana, posti di lavoro, eccellenti servizi per i turisti e i cittadini oltre che presidio del territorio) la domanda che un amministratore serio dovrebbe fare è che questi tavolini siano belli, paghino il giusto per contribuire alla riqualificazione, che siano regolari, che paghino le tasse, che arredino con qualità le strade, che siano in numero corretto, che rispettino la quiete. Non certo che per scongiurarli si lasci lo spazio alle auto parcheggiate! Via Madonna dei Monti oggi è un volgarissimo parcheggio a cielo aperto e stiamo parlando di una delle strade più belle della città: pensare che possa diventare pedonale con caffe, sale da the e ristoranti ad arredarla con tavolini in ferro battuto, piante, coperture di qualità è semplicemente un sogno. E la lotta va fatta sulla qualità dei dehors (e chi sgarra o fa schifezze deve pagare carissimo), non certo contro ai dehors.

2) Via Leonina, pedonalizzazione  del tratto da Via dell’Angeletto a Salita dei Borgia. Il tratto  da Salita dei Borgia a Piazza della Suburra diventa doppio senso di marcia a vista.  Rimozione di tutti i posti auto, difficoltà di accesso al garage Palatino  centinaia di posti auto e al  parcheggio sotterraneo al civico 23 con 11 box per auto e depositi merci,  impossibilità di lavorare per il riparatore di motorini, per l’albergo Duca D’Aosta.  Follia totale prevedere il doppio senso a vista in un vicolo con traffico di centinaia di veicoli che escono dai parcheggi sotterranei a  pochi metri dalle centinaia di persone che escono dalla metro .  Nessun ragionamento sulla sicurezza è stato fatto con ogni evidenza.

Il "riparatore di motorini"! Questi socondo Naim sono gli "artigiani" del centro storico che vanno tutelati. Da quante centinaia di anni sta lì il "riparatore di motorini"? Naim pur di contrastare la ristorazione (poco importa se di qualità o camorrista, per lei sono tutti uguali) propugna e individua come modello la classica officina romana, er meccanico che occupa intere piazza con distese di auto o moto appena aggiustate o da aggiustare. Un modello di sviluppo economico e di servizio che ovviamente non esiste in nessun centro storico del mondo. Trovateci un "riparatore" di motorini a Vienna, a Londra o in città piene zeppe di motorini come Parigi. Trovatecelo e dateci le coordinate di Google Maps...Il senso unico alternato a vista come è ovvio e notorio è elemento di sicurezza, non certo di insicurezza stradale. E' una delle forme di controllo della velocità più diffuse, mezza Londra è concepita così nelle strade interne. Naim dovrebbe viaggiare un po' di più...

3) Via Urbana pedonalizzata  nel tratto da Via dei Ciancaleoni  a Via Panisperna (guarda caso proprio dove  alcuni firmatari volevano le OSP) e il resto doppio senso di marcia a vista con carreggiata unica!  Rimozione di tutti i posti auto.

E menomale! Tavolini di ristoratori di qualità al posto di auto parcheggiate. C'è da esultare e non si capisce perché  un amministratore non lo faccia. Qui si sta procedendo semplicemente come si è proceduto in tutti i centri cittadini del mondo civilizzato in presenza di vicoli e rioni storici. Dove sta il problema? Forse c'è un grosso equivoco nel chi ha pensato che la pubblica strada fosse il proprio parking privato: ebbene non è così nella maniera più assoluta. La strada serve a fare ben altro e se proprio si vuole possedere un'auto privata abitando a Monti (follia, questa sì) allora ci sono i box da affittare. 

4) Via Panisperna rimozione dei posti auto e palettatura della via, tranne il tratto da Via Santa Maria Maggiore a Via Palermo già gravato da molto traffico di attraversamento nonostante sia classificato come viabilità locale, che è considerato escluso dall’Isola Ambientale e dove per forza di cose graverà maggior traffico per causa della chiusura di Via Urbana.

Ha ragione Naim: anche il restante tratto di Via Panisperna dovrebbe essere risistemato e non tenuto fuori dall'isola ambientale in qualche modo. Ma intanto il progetto riqualifica un pezzo significativo di Via Panisperna oggi infrequentabile, dove è impossibile girare a piedi, dove è impensabile uscire di casa per un disabile. Dove sta il problema di mettere i paletti per salvaguardare i percorsi pedonali di legge? Ce lo può spiegare Naim? Ogni volta che Naim ripete in questa mail fatta su misura per spaventare i cittadini "rimozione di posti auto", si parla di posti auto abusivi. Chiaro? A-bu-si-vi e irregolarissimi. Bene fa l'amministrazione a toglierli e dovrebbe farlo il prima possibile. 

5) Via dei Serpenti, verranno allargati i marciapiedi nel tratto adiacente a Piazza della Madonna dei Monti per proseguire l’area pedonale, ormai  fulcro della movida romana il marciapiede all’angolo di via Cimarra diventerà una nuova piazza.  L’allargamento sarà sufficiente per prevedere il rilascio automatico di occupazioni di suolo pubblico senza soluzione di continuità e probabilmente le attività di somministrazione presenti nella via dove il piano di massima occupabilità ora non prevede tavolini si trasferiranno in questo tratto per ottenerli. Verranno tolti 36 posti auto.  Chiudendo l’accesso a Via Leonina il traffico si riverserà ulteriormente su Via dei Serpenti in cui l’allargamento dei marciapiedi creerà inevitabili  imbuti di traffico.  Parte di Via leonina Via dell’Angeletto e Via del Boschetto con via dei Serpenti diventerebbe il ricircolo di traffico dell’area vista la chiusura al traffico del tratto di  Via Leonina fino a Salita dei Borgia.

Ehggià! Al posto di una strada raccapricciante, caotica, pericolosa, infrequentabile per i pedoni, per le biciclette, per i bambini, per gli anziani e per i turisti arriveranno allargamenti di marciapiedi, percorsi sicuri e piazzette laddove c'erano macchine parcheggiate alla rinfusa. E ci lamentiamo perché arrivano i tavolini? Ma sul serio? La movida a Monti è un problema? Probabilmente sì, ma la soluzione sono controlli, sanzioni, telecamere, presidi oppure la soluzione sono marciapiedi stretti e pericolosi e auto parcheggiate laddove potrebbe esserci del commercio di qualità a creare offerta e ricchezza? Non può essere seria Nathalie Naim a scrivere robe simili: perché i Radicali non intervengono? 

6) Via degli Annibaldi previsti  parcheggi messi  a spina su un lato allo scopo di recuperare qualche posto auto .  Anche qui il traffico divenuto  da autostrada , a seguito della chiusura dei Fori si troverà inevitabilmente  imbottigliato visto che attualmente nelle ore di punta vi sono due file di auto parallele e che il parcheggio a spina ne consentirebbe una sola , qundi  maggior e   congestione del traffico con ripercussioni su quello di via dei Serpenti e via Cavour da cui proviene.

Secondo noi Via degli Annibaldi va "usata" per togliere tutte le auto in sosta e farci passare una corsia preferenziale che permetta la pedonalizzazione totale e completa (dunque anche ai mezzi Atac) dei Fori Imperiali e della Piazza del Colosseo. Per cui anche noi non siamo d'accordo con questa misura ma per motivi profondamente diversi rispetto a Naim che ha paura di una congestione degli Annibaldi a causa del minore spazio in carreggiata, un problema che non esiste o che esiste per pochissimi minuti di rush hour della giornata. 

7) Via dei Capocci, Via degli Zingari Via Clementina , Via Cimarra servirebbero come ricircolo del traffico e come bacini di sosta (anche e soprattutto irregolare) . Proprio queste vie dove fra poco più di un anno dovrebbe aprire la scuola Angelo Mai di cui manca solo un lotto che i dipartimenti comunali si sono impegnati a terminare.

Vero. Anche queste strade andrebbero palettate salvaguardando i percorsi pedonali, allontanando le auto dai palazzi (o aspettiamo che qualcuna esploda e venga giù  un edificio?) e dunque riducendo anzi eliminando i posti auto abusivi. Ma se così è, perché nelle strade in cui si fa esattamente questo la Naim protesta? Ma allora  ha ragione chi dice che è solo una protesta strumentale fatta solo per piantar grane: dove si combatte la sosta selvaggia la Naim dice che è scandaloso far saltare posti auto, dove la si lascia la Naim dice che è un problema perché c'è un bacino di sosta selvaggia...

8) Via dell’Agnello verrebbe aperta per consentire l’accesso- attraversando via Madonna dei Monti- a Via Baccina tramite via del Grifone. Non si tiene in alcun conto il fatto che sia stata chiusa per due motivi, che la stretta via  costituisce un passaggio usuale di centinaia di bambini anche in passeggino o non accompagnati  che vanno o tornano dal quadrante delle cinque  scuola dall’altro lato di Via Cavour  e che a seguito di numerosi incidenti fu chiusa. Fu anche chiusa per evitare il continuo entrare di auto non autorizzate contromano.  Sebbene sia stata installata la ZTL in Via Cavour, la carreggiata è talmente larga che chiunque puo’ aggirare il varco e entrare nel rione da via dell’Agnello.  Quindi comporterebbe pericolo di incidente per i  bambini scolari  e ingresso di numerose auto senza permesso che andrebbero a gravare sulle poche vie già trafficatissime e in assenza di posti auto quindi in divieto di sosta.

Fermo restando che Via dell'Agnello nella configurazione definitiva va riaperta per consentire una trasversale interna alla zona pedonale della Madonna dei Monti, alcune perplessità su questo ambito sono anche nostre, anche perché qui non è prevista alcuna telecamera. 

9) Quadrante  delle scuole dall’altro lato di Via Cavour, la riprova della falsità di ciò che viene spacciato per “Isola Ambientale” è il fatto che gli utenti più deboli della strada ne siano non solo esclusi ma anche penalizzati.  L’area inclusa fra Via Cavour e Via dei Fori Imperiali  e via degli Annibaldi  è esclusa dall’Isola Ambientale. Troviamo qui la presenza di cinque scuole di cui una materna, elementari, medie, e due licei oltre a edifici residenziali,  Gli stretti vicoli di questo quadrante verranno assediati dalle auto in cerca di sosta, un altro progetto pervenuto prevede di togliere tutte le protezioni dei percorsi casa scuola  di tutta la materna, con doppio senso di marcia davanti alla scuola Vittorino da Feltre e rimozione dei parapedonali a protezione della zona pedonale di fronte la scuola materna in Largo Gaetana Agnesi. Cio’ allo scopo di pedonalizzare l’area antistante il Colosseo.  Oltre alla follia di  tali interventi che vanificano tutto il lavoro fatto per mettere in sicurezza gli scolari, basterebbe spostare un varco in Via Salvi per  impedire che quell’area davanti al Colosseo e le scuole siano  un porto di mare con libero accesso per ogni veicolo.

Pedonalizzare Largo Agnesi è un progetto bellissimo e speriamo che questa amministrazione possa portarlo avanti (certo poi se non togli i centurioni e se fai sesso virtuale coi camion bar e i bancarellari tutto diventa molto più complicato, intendiamoci), ma sul resto ha ragione Naim: tutto quel quadrante diciamo "a sud" di Via Cavour va sistemato e l'isola ambientale ci deve essere anche lì.


11) Limite di 30 Km orari nell’area interessata dall’Isola Ambientale:  già vigente dal 2006 mai rispettato e impossibile ottenere verifiche.

Mbe? Facciamolo rispettare. Chiediamo l'installazione di telelaser per questo. Ormai la tecnologia consente anche strumenti molto piccoli e non impattanti. Naim faccia una battaglia su questo e saremo con lei. 

12) Via Salita del Grillo, Via Panisperna diventerebbero ancora di piu’ autostrade.  In Via Panisperna verrebbe rimossa la sosta con apposizione di parapedonali  fino a Via Milano.  Il tratto di Via Panisperna più gravato che porta da via Cavour a Via Milano è escluso dall’Isola Ambientale e vengono previsti numerosi stalli per il carico e scarico merci dei camion che riforniscono i locali delle vie pedonalizzate cosi anche in Via Cavour tratto da Via Santa Maria Maggiore  fino a Via dei Fori.

Si tratta di considerazioni false e terroristiche suffragate da nulla. Tutta il progetto (che anzi secondo noi è molto perfettibile perché lascia tante strade interne all'Isola Ambientale ancora troppo dedicate al parcheggio - sovente caotico - delle vetture private) è volto alla diminuzione drastica del traffico. Nessuna autostrada dunque. Ma d'altro canto dicevano lo stesso quando Marino dopo 40 anni di chiacchiere decise in poche settimane di pedonalizzare i Fori. Voi avete notizie di morti e feriti? Noi abbiamo solo notizie di turisti che, pur in una esperienza atroce che si vive a Roma venendola a visitare, almeno hanno trovato una novità di altissimo livello e indimenticabile. 


13) Va da se che le vie adiacenti a quelle pedonali come Via Baccina diverrebbero più trafficate e subirebbero una  trasformazione commerciale  e sociale.

Va da se un ciufolo! Va da se invece che la gente saprà bene che a Monti non si viene più in auto, che non ci sono posteggi, che non ci sta più "er buco dove fermasse du minuti in doppia fila a Via dei Serpenti" e per cui il traffico sarà inferiore, non superiore. Non dimentichiamo che Via Urbana è stata "pedonalizzata" causa cantiere per un anno e i disastri di cui parla Naim non si sono verificati. Siamo dunque reduci da una lunga sperimentazione. Poi Naim e i suoi pochi elettori parlarono di un disastro dovuto ai paletti e alla perdita di posti auto sulla stessa Via Urbana, ebbene la palettazione è stata poi fatta e nessuna tragedia è avvenuta. Tutta fuffa, signori, tutta fuffa!

ZTL:  è prevista una seconda ZTL  dalle h 20 alle h 3, senza varchi elettronici, accessi controllati dai Vigili che come TUTTI ben sanno non ci sono.   In seguito forse dovrebbero esser messi dei varchi elettronici : è dal 2009 che aspettiamo quello in largo Magnanapoli che assicurerebbe il rispetto della ZTL notturna che di fatto non abbiamo mai avuto.
Sicuramente studiando il progetto possono essere fatte altre considerazioni e vi prego di inviarmele.

Qui ha ragione Naim. Bisogna mettere le telecamere. Pensare che qui vengano i Vigili a controllare è una beffa visto che non viene controllata neppure più la pedonalizzazione dei Fori (entrano cani e porci come abbiamo dimostrato) o l'ingresso di Via del Corso da Piazza Venezia e che non c'è un vigile in giro. 


Io penso che non dobbiamo consentire  questo scempio che devasterebbe il nostro rione, sia sotto un punto di vista di cattiva mobilità  sia facendolo diventare in poco tempo la brutta copia di Trastevere  e delle traverse pedonali del Pantheon con tavolini ovunque, bancarelle, venditori di merce contraffatta degrado di ogni genere e scomparsa di ogni attività che non sia food alcool o souvenir.  Occorre opporsi nel minor tempo possibile con proteste di strada e stendardi da esporre sui palazzi per rendere visibile la nostra contrarietà .
 E’ importante anche che il Municipio alla cui parte tecnica è stato chiesto parere, esprima il proprio dissenso  il prima possibile. Ne abbiamo parlato con l’Assessore del Municipio Anna  Vincenzoni.
Un caro saluto

Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image001.jpg@01D04C31.73972C60
Nathalie Naim
Presidente della Commissione Bilancio, Personale, Regolamenti, Affari Generali, Decentramento.
Componente delle Commissioni Commercio; Contrasto dell’Abusivismo Commerciale e Edilizio; Trasparenza; Elette.
Capogruppo Lista Radicali
Municipio Roma 1 Centro
Via della Greca 5-00184 Roma
Cell 3338993200
Tel 0669601941
Fax0669601940

Naim saluta con un caro saluto grondante terrorismo urbanistico. Come avete avuto modo di vedere con grande onestà intellettuale abbiam sottolineato le cose per le quali la critica ha senso e talvolta ragione, mentre abbiamo smontato senza pietà le parti che senso non hanno, che sono maggioritarie e significative. Speriamo dunque che l'amministrazione non si fermi davanti a sciocche polemiche e che porti avanti con velocità questo progetto. 

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