Foto scattate in via Gela, nell'arco di 50 metri, il 25 maggio 2017
Foto del sequestro del 23 maggio messa a confronto con una di un cassonetto del 25 maggio
Dalla foto pubblicata dall'Assessore allo Sviluppo Economico Adriano Meloni ci è subito balzato agli occhi che il sequestro ha riguardato due tipi di adesivi. Uno riporta il numero di un certo CLAUDIO (3386715053) e uno di un certo FABIO (3471937542).
Fa abbastanza ridere leggere nel comunicato del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale che "i due sono stati sanzionati e obbligati a rimuovere tutto quello che avevano precedentemente affisso". Sulla sanzione neanche ci esprimiamo, se la pagano chiudiamo il blog domani stesso ma sul rimuovere tutto, beh, ecco le foto.
L'unico modo per risolvere questo problema è poter disporre, da parte della Polizia Locale, della possibilità immediata di sequestrare l'utenza telefonica incriminata. Una possibilità che viene inspiegabilmente negata dalla magistratura. Come al solito le normative nazionali italiane si dimostrano incapaci di star dietro ai reali bisogni che provengono dal territorio. Roma ha delle caratteristiche specifiche (la immondizia mafiosetta dei traslocatori che svuotano le case a due lire, vendono quel che c'è da vendere in mercati illegali e il resto lo sversano ammucchiandolo per le strade - da lì materassi e televisori... - è una roba che esiste solo qui) e deve avere delle normative specifiche se vuole risolverle.
PS guardate che paura si era messo CLAUDIO (3386715053) nel 2014... Duemilaquattordici!


























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