Roma fa Schifo che parla bene di Andrea Coia? Roma fa Schifo che elogia l'uomo che ha restituito Piazza Navona al racket degli ambulanti, l'uomo che sta facendo le carte false per ritardare la riforma dei cartelloni? Ebbene sì. Come i nostri lettori più attenti sanno alla perfezione qui siamo nell'unico luogo di dibattito della città dove si vive distanti da atteggiamenti da setta fondamentalista, da credo religioso, da spirito di parte.
E se Coia (e il suo partito) fa qualcosa di buono, noi diciamo bravo perfino a lui.
Oggi è una giornata importante, un precedente significativo. Per la prima volta dopo le grandi manovre di Marino e Leonori che, non dimentichiamolo mai, liberarono tutta l'area centrale e archeologica da urtisti e camion bar spostandoli in luoghi più appropriati, si attua un grande spostamento di ambulanti. Oggi la Tuscolana (purtroppo solo la parte dal Quadraro in giù, quella più periferica) viene liberata dalle bancarelle. Ebbene sì...
Il Municipio retto da Monica Lozzi col supporto della Commissione Commercio del Comune retta appunto da Andrea Coia e poi con l'operatività del Dipartimento Attività Produttive sovrainteso da Adriano Meloni hanno lavorato per svariati mesi fino a raggiungere oggi l'obbiettivo. Un obbiettivo che ci auguriamo sia un precedente per tutte le strade commerciali della città e che non si fermi solo a Via Tuscolana. In attesa dell'applicazione della Direttiva Bolkestein e della conseguenze diminuzione delle concessioni, le attuali concessioni atterrate anche venti o trenta'anni fa sulla Tuscolana per motivi imperscrutabili, vengono finalmente ricollocate in un luogo adeguato, per la precisione in uno spartitraffico pedonale a Subaugusta, vicino al capolinea dei bus Atac e alla fermata della metro.
L'impatto positivo è clamoroso (e onestamente è ben spiegato in video da Lozzi e Coia). Si liberano i marciapiedi, si tolgono i micidiali furgoni in doppia fila, si dà respiro ai negozianti che così non avranno più la loro vetrina e la loro insegna coperta da una micidiale bancarella di pijamas, mutande, pentolame o panciere. Il principio è chiaro e deve essere la guida anche per altre iniziative, speriamo prossime: le bancarelle devono stare nei mercati. Se stanno su suolo pubblico e non nei mercati, vanno accorpate. Se sono già accorpate, vanno spostate in aree dove non danno fastidio agli altri commerci, ai monumenti, alle aree di pregio. Qualcosa di simile si sta facendo anche a Ponte Milvio in queste settimane e auguriamoci che tutti i Municipi seguano l'esempio del VII e si muovano. In particolare il Primo e il Secondo, devastati da un inquinamento commerciale surreale e inammissibile.
Da non trascurare poi l'aspetto trasportistico di un provvedimento che Coia aveva già proposto, quando era consigliere proprio nel VII Municipio, già durante la passata consiliatura. Visto che doppia fila chiama doppia fila (spesso "grazie" ad un furgon-bancarellaro in mezzo alla strada seguono altre macchine malamente parcheggiate che ne sfrutta il "cono d'ombra"), ci sarà probabilmente già da oggi meno sosta selvaggia sulla Tuscolana - passaggio di street control sempre bene accetto eh! - e poi questa novità renderà più agevole (anzi renderà semplicemente fattibile, prima non lo era) la realizzazione della prevista corsia ciclabile lungo questo tratto di Tuscolana. Non dimentichiamoci che altre bancarelle, purtroppo non ancora delocalizzate come queste, stanno ostacolando la realizzazione di veri e propri assi trasportistici fondamentali per la città. Un esempio? L'orripilante banco a Piazza Esedra angolo Via Delle Terme di Diocleziano...
Naturalmente gli ambulanti stanno resistendo, insultando, lagnandosi, sbraitando come sono soliti fare, con tanto di patetici manifesti all'insegna del benaltrismo ("ahooo, i probbblemi so arrrrtri") e della mistificazione dei problemi (il problem non è "l'abusivismo", il problema sono proprio le autorizzazioni, date in maniera assurda, negli anni Ottanta, aumma aumma).
Ci auguriamo che Comune e Municipio non solo non mollino sulla Tuscolana, ma che procedano a soluzioni similari dovunque in città. Le grandi arterie commerciali, più o meno storiche e più o meno pregiate, devono essere liberate dalle bancarelle in maniera radicale. Gli stalli devono essere aggregati in cluster e spostati in aree apposite, meno esteticamente impattanti, decentrate. Chi proprio vuole comprare una mutanda sintetica, un calzino, una pentola o una trapunta bancarella-style se la può senza meno andare a cercare qualche metro più in là senza fermarsi lungo i marciapiedi bloccando il traffico, perfino quello pedonale.
Inutile dire, in chiusura, che gli auspici di questo blog, cheppure saluta come positiva la novità descritta, vanno nella direzione di una risoluzione dei problemi, e non di un loro spostamento di qua e di là. Le licenze degli ambulanti vanno soppresse (e questi ultimi indennizzati, se ne hanno diritto, in qualche modo: posti nei mercati, licenze taxi...) e questa dovrebbe essere la strada maestra. Ecco perché non si può che essere favorevoli alla Direttiva Bolkestein.
E se Coia (e il suo partito) fa qualcosa di buono, noi diciamo bravo perfino a lui.
Oggi è una giornata importante, un precedente significativo. Per la prima volta dopo le grandi manovre di Marino e Leonori che, non dimentichiamolo mai, liberarono tutta l'area centrale e archeologica da urtisti e camion bar spostandoli in luoghi più appropriati, si attua un grande spostamento di ambulanti. Oggi la Tuscolana (purtroppo solo la parte dal Quadraro in giù, quella più periferica) viene liberata dalle bancarelle. Ebbene sì...
Il Municipio retto da Monica Lozzi col supporto della Commissione Commercio del Comune retta appunto da Andrea Coia e poi con l'operatività del Dipartimento Attività Produttive sovrainteso da Adriano Meloni hanno lavorato per svariati mesi fino a raggiungere oggi l'obbiettivo. Un obbiettivo che ci auguriamo sia un precedente per tutte le strade commerciali della città e che non si fermi solo a Via Tuscolana. In attesa dell'applicazione della Direttiva Bolkestein e della conseguenze diminuzione delle concessioni, le attuali concessioni atterrate anche venti o trenta'anni fa sulla Tuscolana per motivi imperscrutabili, vengono finalmente ricollocate in un luogo adeguato, per la precisione in uno spartitraffico pedonale a Subaugusta, vicino al capolinea dei bus Atac e alla fermata della metro.
L'impatto positivo è clamoroso (e onestamente è ben spiegato in video da Lozzi e Coia). Si liberano i marciapiedi, si tolgono i micidiali furgoni in doppia fila, si dà respiro ai negozianti che così non avranno più la loro vetrina e la loro insegna coperta da una micidiale bancarella di pijamas, mutande, pentolame o panciere. Il principio è chiaro e deve essere la guida anche per altre iniziative, speriamo prossime: le bancarelle devono stare nei mercati. Se stanno su suolo pubblico e non nei mercati, vanno accorpate. Se sono già accorpate, vanno spostate in aree dove non danno fastidio agli altri commerci, ai monumenti, alle aree di pregio. Qualcosa di simile si sta facendo anche a Ponte Milvio in queste settimane e auguriamoci che tutti i Municipi seguano l'esempio del VII e si muovano. In particolare il Primo e il Secondo, devastati da un inquinamento commerciale surreale e inammissibile.
Da non trascurare poi l'aspetto trasportistico di un provvedimento che Coia aveva già proposto, quando era consigliere proprio nel VII Municipio, già durante la passata consiliatura. Visto che doppia fila chiama doppia fila (spesso "grazie" ad un furgon-bancarellaro in mezzo alla strada seguono altre macchine malamente parcheggiate che ne sfrutta il "cono d'ombra"), ci sarà probabilmente già da oggi meno sosta selvaggia sulla Tuscolana - passaggio di street control sempre bene accetto eh! - e poi questa novità renderà più agevole (anzi renderà semplicemente fattibile, prima non lo era) la realizzazione della prevista corsia ciclabile lungo questo tratto di Tuscolana. Non dimentichiamoci che altre bancarelle, purtroppo non ancora delocalizzate come queste, stanno ostacolando la realizzazione di veri e propri assi trasportistici fondamentali per la città. Un esempio? L'orripilante banco a Piazza Esedra angolo Via Delle Terme di Diocleziano...
Naturalmente gli ambulanti stanno resistendo, insultando, lagnandosi, sbraitando come sono soliti fare, con tanto di patetici manifesti all'insegna del benaltrismo ("ahooo, i probbblemi so arrrrtri") e della mistificazione dei problemi (il problem non è "l'abusivismo", il problema sono proprio le autorizzazioni, date in maniera assurda, negli anni Ottanta, aumma aumma).
Ci auguriamo che Comune e Municipio non solo non mollino sulla Tuscolana, ma che procedano a soluzioni similari dovunque in città. Le grandi arterie commerciali, più o meno storiche e più o meno pregiate, devono essere liberate dalle bancarelle in maniera radicale. Gli stalli devono essere aggregati in cluster e spostati in aree apposite, meno esteticamente impattanti, decentrate. Chi proprio vuole comprare una mutanda sintetica, un calzino, una pentola o una trapunta bancarella-style se la può senza meno andare a cercare qualche metro più in là senza fermarsi lungo i marciapiedi bloccando il traffico, perfino quello pedonale.
Inutile dire, in chiusura, che gli auspici di questo blog, cheppure saluta come positiva la novità descritta, vanno nella direzione di una risoluzione dei problemi, e non di un loro spostamento di qua e di là. Le licenze degli ambulanti vanno soppresse (e questi ultimi indennizzati, se ne hanno diritto, in qualche modo: posti nei mercati, licenze taxi...) e questa dovrebbe essere la strada maestra. Ecco perché non si può che essere favorevoli alla Direttiva Bolkestein.


































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