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Video. Con le chiappe al vento di fronte al Cupolone di San Pietro (ancora una modella nuda)

30 novembre 2018






Molti staranno lì a cercare di fare i confronti, del resto la sagoma è molto simile. La modella di questo video che si denuda e si fa fotografare con alle spalle la Cupola di San Pietro in Vaticano è o non è la stessa che ieri mattina si è messa in posa, sempre spogliata di tutti i vestiti, nella Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini a Piazza Navona (qui le foto)?


Insomma o c'è un servizio fotografico hot in corso (chissà dove lo vedremo pubblicato) che prevede una modella integralmente svestita e collocata tra le bellezze più iconiche della città, oppure c'è una vera e propria moda, una mania, una nuova tendenza. 

Sta di fatto che nella sola giornata di ieri questo è il secondo contenuto di questo tipo. In pieno giorno, arrivano, lei si spoglia nuda, lui la fotografa per il tempo necessario, se ne vanno senza subire il minimo controllo, la minima sanzione, senza preoccuparsi di nulla. 

Le riflessioni su quali siano i significati di tutto questo le abbiamo già abbozzate nell'articolo di ieri. La novità che pubblichiamo oggi ci fa riflettere però sulle condizioni assolutamente selvagge delle banchine del Tevere. Valorizzate in maniera straordinaria in tutto il mondo (basti pensare alla Senna a Parigi), le banchine a Roma sono totalmente abbandonate alla spazzatura, alle sterpaglie, alle erbacce (ormai divenute alberi) e ai mille accampamenti abusivi. Sotto ogni ponte ci sono tende di tipo canadesi abitate da personaggi aggressivi e violenti coi loro cani, discuterci - come è successo - significa farsi ammazzare dopo essere spinti nel fiume.
In questo contesto di totale anarchia spogliarsi e mettersi con le natiche in prospettiva sul Cuppolone è davvero il male minore, è semplicemente coerente con il contesto. Un contesto che manga un messaggio non scritto a chiunque, cittadino o turista, il messaggio della sciatteria e del pressappochismo. Fa un po come caxxo ve pare, tanto non succede niente... 

Immaginate qualsiasi altra grande città-con-fiume in Europa e immaginatevi una scena simile. A Londra sul Tamigi, a Vienna sul Danubio. Lì ti riprendono le telecamere di sorveglianza e poi devi spiegare in commissariato cosa stai facendo, qui al massimo ti riprendono i telefonini dei cittadini (come quelli di Roma ieri oggi che ci hanno mandato questo video) e nella peggiore delle ipotesi esci su Roma fa Schifo.

Video sconfortante. Parcheggio Tiburtina = macchina svaligiata. L'equazione non ammette eccezioni

1 ottobre 2016




Segnalo questo problema che non sembra interessare a nessuno. Né ai nostri amministratori, né alle forze dell'ordine.
Vi è mai capitato di parcheggiare l'auto per prendere un treno alla stazione Tiburtina? E’ un cimitero di lunotti e vetri rotti! E' il parcheggio dove i ladri vengono tranquillamente a fare la spesa: ogni volta che lascio la mia auto mi domando se la ritroverò integra.



Questa cosa va ormai avanti nella totale indifferenza da anni. Ma hanno ragione loro! Hanno ragione i ladri, evidentemente. Chi glielo impedisce? Nessuno fa nulla. 

E pensare che forse bastrebbero delle telecamere a scoraggiare il ripetersi continuo di sinistri. E si potrebbe anche mettereil parcheggio (utilissimo!) a pagamento: onestamente lo preferirei piuttosto che stare col cuore in gola tutte le volte.
Lettera Firmata


*Foto e video davvero scoraggianti, ma se ci pensate è il solito compromesso al ribasso. E' l'impostazione che regola in tutti gli ambiti, non certo soltanto in quello della sosta delle vetture, il rapporto tra i cittadini e gli amministratori: io ti faccio fare quello che ti pare senza chiederti nulla (parcheggiare gratis nel parcheggio della stazione, solo a Roma!), ma tu in cambio accetti i disagi, il degrado, accetti insomma che io non faccia nulla, che io non mi impegni per mantenere il decoro e l'ordine e la legalità. Accetti, in cambio di risparmiare qualche spicciolo, che io non lavori affatto. Ragionateci e pensare chi ci guadagna e chi ci perde in questo livellamento verso il basso. Ci guadagna il cittadino che risparmia qualche decina di euro all'anno o ci guadagna l'apparato che consente a centinaia di persone di prendere lauti stipendi senza guadagnarseli?
-RFS

Ecco la cooperativa incendiata per far sparire le carte di Mafia Capitale. A Roma si può perché non c'è videosorveglianza in città

1 luglio 2015







Incendio chirurgico quello della cooperativa di Viale Castrense. Se la guardi da fuori (un bellissimo edificio apparentemente degli anni Dieci o Venti che non si sa perché è stato devoluto al mondo limaccioso delle coop romane invece di essere reso in altro modo produttivo e utile alla collettività) non vedi nulla, nulla percepisci. Eppure all'interno qualche giorno fa è divampato l'incendio. Che è andato ad abbrustolire ed a carbonizzare proprio alcune prove di Mafia Capitale sulle quale, a quanto riportano organi di stampa, la Procura stava indagando.

Ora non si capisce come la Procura, indagando su alcuni importanti documenti, li lasci a marcire, accessibili a tutti (benché in una struttura posta sotto sequestro), e non li acquisisca agli atti. 

Anche perché, ed è di questo che volevamo parlare, a Roma non è che bastano dei sigilli per tenere isolato uno stabile. Soprattutto perché questa si avvia ad essere una delle poche città occidentali dove il territorio non è controllato da una seria rete di telecamere a circuito chiuso (e ad alta risoluzione). Tecnologicamente ormai si può, ma non si fa. Sia per sciatteria sia per motivi ideologici (la privacy e l'impostazione stracciona di mezza città che urlerebbe allo "stato di polizia"). E così i reati si continuano a compiere senza colpo ferire. Si dà fuoco alle prove e nessuno sa chi è stato, nessuno ha una ripresa video, nessuno può risalire al picciotto che ha aiutato la mafia a difendersi occultando dei docuementi; si arrota e si uccide il ciclista sulla ciclabile e non c'è un video per capire la dinamica dell'incidente; si stupra una ragazzina a Piazzale Clodio e proprio grazie a qualche immagine (sebbene non chiara, farraginosa) si sta riuscendo a fare terra bruciata attorno al bruto.

Da considerare, poi, che un sistema di CCTV (camere a circuito chiuso) sul modello londinese, non solo è utile a rintracciare i colpevoli dei reati, ma è ancor più utile per prevenire i reati stessi, ridurli. Se sai di essere ripreso e, al 99% acciuffato e identificato, devi essere proprio molto, ma molto, ma molto motivato per fare un reato. Chi non lo è rinuncia in partenza. Non lo abbiamo ancora capito: per cialtroneria e ideologia. 

Appello al presidente dell'XI Municipio Maurizio Veloccia. Sistemiamo Lungotevere Gassman e togliamo i rischi per le bici

13 novembre 2013




Così si presenta ogni santissima sera la pista ciclabile\pedonale sul marciapiede di Lungotevere Vittorio Gassman. Ad una certa altezza c'è un centro sportivo (bocce, calcetto): i frequentatori del centro fanno sport, ma evidentemente non possono fare 30 metri in più per posteggiare l'auto regolarmente negli appositi spazi che, in questa zona poco frequentata di sera, sono sempre liberi (e nel caso non lo fossero la disponibilità di parcheggi a pagamento è sconfinata). Preferiscono parcheggiare sulla ciclabile e sul marciapiede in modo da rendere impossibile la vita sia a chi transita in bicicletta sia a chi si sposta a piedi: umiliando queste categorie di persone. Tra l'altro la strada, il Lungotevere intitolato al grande mattatore, è una zona 30 dove i 30 km all'ora non li rispetta nessuno, ma proprio nessuno nessuno.
L'appello al minisindaco Veloccia dunque è duplice, anzi triplice.

1. Vigili a multare la sosta selvaggia. Esistono i vigili che fanno multe alle auto in sosta selvaggia nell'XI Municipio?

2. Autovelox fisso su questa strada che dovrebbe essere un'oasi per pedoni e ciclisti e invece è una pista dove raggiungere tranquillamente i 110km orari.

3. Intervenire nei lavori di risistemazione esterni al Ponte della Scienza, in corso proprio in questi giorni, per far sì che le risistemazioni riguardino anche l'area verde (presumibilmente comunale) che i clienti del circolo hanno scambiato per parcheggio privato, in modo che la sosta venga finalmente impedita fisicamente

Non guasterebbe, inoltre, giusto per venire incontro alla giustissima impostazione del nostro nuovo capo della Polizia Municipale, procedere ad un'ottima videosorveglianza in zona. Si tratta di aree poco frequentate, potenzialmente pericolose, gli arredi del nuovo parco di accesso al Ponte della Scienza sono stati già pesantemente vandalizzate. E le telecamere, come dice Clemente, potrebbero servire a fare le multe.

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