Insomma o c'è un servizio fotografico hot in corso (chissà dove lo vedremo pubblicato) che prevede una modella integralmente svestita e collocata tra le bellezze più iconiche della città, oppure c'è una vera e propria moda, una mania, una nuova tendenza.
Sta di fatto che nella sola giornata di ieri questo è il secondo contenuto di questo tipo. In pieno giorno, arrivano, lei si spoglia nuda, lui la fotografa per il tempo necessario, se ne vanno senza subire il minimo controllo, la minima sanzione, senza preoccuparsi di nulla. Le riflessioni su quali siano i significati di tutto questo le abbiamo già abbozzate nell'articolo di ieri. La novità che pubblichiamo oggi ci fa riflettere però sulle condizioni assolutamente selvagge delle banchine del Tevere. Valorizzate in maniera straordinaria in tutto il mondo (basti pensare alla Senna a Parigi), le banchine a Roma sono totalmente abbandonate alla spazzatura, alle sterpaglie, alle erbacce (ormai divenute alberi) e ai mille accampamenti abusivi. Sotto ogni ponte ci sono tende di tipo canadesi abitate da personaggi aggressivi e violenti coi loro cani, discuterci - come è successo - significa farsi ammazzare dopo essere spinti nel fiume.
In questo contesto di totale anarchia spogliarsi e mettersi con le natiche in prospettiva sul Cuppolone è davvero il male minore, è semplicemente coerente con il contesto. Un contesto che manga un messaggio non scritto a chiunque, cittadino o turista, il messaggio della sciatteria e del pressappochismo. Fa un po come caxxo ve pare, tanto non succede niente... 
Immaginate qualsiasi altra grande città-con-fiume in Europa e immaginatevi una scena simile. A Londra sul Tamigi, a Vienna sul Danubio. Lì ti riprendono le telecamere di sorveglianza e poi devi spiegare in commissariato cosa stai facendo, qui al massimo ti riprendono i telefonini dei cittadini (come quelli di Roma ieri oggi che ci hanno mandato questo video) e nella peggiore delle ipotesi esci su Roma fa Schifo.






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