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Pensate cosa potrebbe essere Ostia se non fosse amministrata da romani...

8 febbraio 2018
Recentemente Ostia, il lido di Roma, è venuto alla ribalta delle cronache per ragioni non del tutto commendevoli.
Secondo me dovremmo rivalutare alcuni aspetti di Ostia e di Roma in generale e per questo vorrei riportare quanto di triste e regressivo ho visto questa estate in un'altra località balneare all’estero.
La località, pur avendo una storia molto antica, ha oggi una impronta moderna, ma al di là delle parole qualche foto può essere esplicativa della terribile situazione.
Fin dall’800 la località aveva fra la spiaggia e la città un giardino alberato lungo circa un chilometro percorso da un viale pedonale, che creava una ferita e una separazione fra la città e la riva del mare. Le amministrazioni locali, passate ed attuali, hanno avuto la folle idea di estenderlo per svariati altri chilometri e di aggiungere una pista ciclabile, privando i cittadini del sacrosanto diritto di parcheggiare vicino all’ombrellone, e costringendoli a lasciare l’auto in regolari parcheggi a pagamento e a camminare sotto il sole!
Qualche foto che documenta lo scempio:





Da queste foto, oltre a vedersi l’inumano trattamento riservato ai bagnanti costretti a camminare e impossibilitati dal parcheggiare la maghina a vista bagnasciuga, è possibile dedurre l’altra grande limitazione alla libertà economica e d’impresa: gli unici esercizi commerciali sono quelli degli stabilimenti o della città; sul viale non è presente neanche una bancarella dove poter acquistare indispensabili generi di sussistenza ed eleganti capi di abbigliamento.
Il giardino è inoltre intervallato da aree giochi per bambini e mini palestre all’aperto. Altra abnorme limitazione delle libertà fondamentali: parrebbe che nessun abitante di questa sfortunata località abbia il sacrosanto diritto di vandalizzare giochi e palestre, né di adornarli di pregevoli espressioni artistiche con lo spray, né tantomeno di abbandonare ovunque cartacce, rifiuti e bottiglie di birra.
Credo che questa repressione dei fondamentali diritti umani sia dovuta ad una inspiegabile frequenza di contenitori (peraltro sempre vuoti) dall’uso misterioso nonché dall’assidua ed inquietante presenza di personaggi in divisa preposti all’osservanza di queste barbare regole.



Per non parlare dell’arenile. Già provati dalla camminata fra il parcheggio regolamentare e il mare, i bagnanti devono subire lo sconcio di trovare ombrelloni e sdraie tutti uguali, anziché avere la libertà di portarsi ombrelloni, sdraie e frigobar da casa.

Se poi vuoi un caffè o una bibita anziché avere la libertà di poterla acquistare in un baracchino abusivo di lamiera, sei costretto ad accomodarti o nello stabilimento balneare con tavolini e sedie o su pontili attrezzati. Dove peraltro accettano carta di credito e rilasciano ricevuta. Inaudito.


Tutta la parte balneabile è poi delimitata da boe che separano le imbarcazioni da diporto dai bagnanti. Anche qui il povero possessore di motoscafo o moto d’acqua, oltre ad essere obbligato a prendere il largo solo in un delimitato punto autorizzato, non può scaricare la moto d’acqua dal rimorchio del suv parcheggiato direttamente in spiaggia, e non ha nemmeno la sacrosanta libertà di sfrecciare a suo piacimento a 10 metri dalla riva in mezzo a festosi e felici bagnanti.
Anche questo è costantemente controllato da occhiuti uomini in divisa che pattugliano la costa su una motovedetta: un vero clima di terrore!



E infine che dire dell’edilizia?
In questa sventurata città la libertà di costruire abusivamente secondo la vena artistica del geometra locale, di chiudere una semplice verandina, di fare una sopraelevazione posticcia, di piazzare i condizionatori sulle facciate dei palazzi, insomma il piccolo abuso di necessità figlio dell’italico genio, sembra essere negata. Le persone sono obbligate a vivere in condomini costruiti da architetti. E i palazzi degradati della seconda metà del XX secolo vengono addirittura demoliti e sostituiti da grattaceli: non è questa un’altra feroce violazione delle libertà individuali?



Addirittura alcune di queste costruzioni non hanno nessun uso abitativo, e sciupano terreno con costruzioni il cui unico scopo sembra essere estetico.


Per quale assurda ragione una amministrazione locale sensata dovrebbe sprecare del terreno in riva al mare antistante al porto, che potrebbe essere utilmente utilizzato come parcheggio (o anche come sfasciacarrozze, o come deposito di materiali edili) e invece vi costruisce una torre di metallo che si illumina la notte, con in cima un ristorante panoramico e un piccolo museo del folklore locale, e poi pretendere addirittura il biglietto per salirci sopra con l’ascensore?
E infine adibisce lo spazio sottostante a zona di passeggio con vialetti e aiuole?
Totalmente assurdo.
In alcuni casi poi l’antico, il XX° secolo e il moderno si fondono nello stesso luogo, probabilmente su suggerimento di un urbanista folle, senza che questo sollevi sacrosante sollevazioni popolari in nome della tutela della palazzina anni ’40.

Ebbene nonostante tutte queste brutture e atteggiamenti illiberali e repressivi, la località è, inspiegabilmente, frequentata da migliaia di turisti che arrivano persino e soprattutto da paesi esteri confinanti. Mha.
Ah, dimenticavo, la sventurata località balneare è Batumi sul Mar Nero, Georgia, Caucaso, ex Unione Sovietica.
Che tristezza.
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Al di là di tutto quello che non riesco a mostrare con le foto è la percezione di un costante tentativo, pur in una situazione di partenza più difficile della nostra, di migliorare, e contemporaneamente l’orgogliosa percezione che i passi in avanti siano una apertura di credito verso il futuro. Si percepisce però che questo sviluppo avviene all’interno di un contesto ordinato e regolamentato, non lasciato al caso e alla prepotenza. E questo in tutti gli aspetti della vita cittadina.
Provo a fare qualche esempio, riferito a Batumi, ma sovrapponibile alle altre mete turistiche georgiane.
1.       Esiste una piazza in pieno centro (che paradossalmente chiamano proprio Piazza, con il termine italiano) che è stata costruita (o ricostruita, non saprei) con i portici per alloggiare bar e ristoranti (i cui tavolini occupano d’estate l’intera piazza) nonché alberghi e case di abitazione. Su un lato della piazza c’è un palco dove suonano dal vivo.
Ebbene:

·         si consumano bevande esclusivamente seduti ai tavolini, non esiste che qualcuno cammini bevendo da una bottiglia di vino o consumi della birra in un bicchiere di plastica fuori da un negozio di alimentari.
·         c’è un palco nella piazza da cui si suona dal vivo: alle 10 di sera la musica pop lascia spazio ad un sommesso pianobar che intorno alla mezzanotte cessa del tutto, tant’è che gli alberghi intorno ne traggono beneficio e non danni.
·         L’unico venditore che ho visto è una cortese signora che, nel pomeriggio, dipinge dal vivo e vende le sue realizzazioni.
·         Il tutto avviene in un contesto di relax e di calma: niente ubriachi, niente posteggiatori abusivi, niente motorini e macchinette smarmittate, nessuna macchina parcheggiata sui marciapiedi.

È forse superfluo, ma aggiungo che la piazza era sempre strapiena di persone e tutte le centinaia di tavoli erano occupati.

2.       In tutti i ristoranti/trattorie dove siamo stati a Batumi si notava lo sforzo di rendersi accessibili ai turisti: i menù sono in genere scritti in inglese, russo e a volte in turco. Prima di ordinare sai già cosa mangerai e quanto spenderai: cose incomprensibili fuori dall’Italia come pane e coperto sono assenti.
Naturalmente lo street food, che da noi alimenta degrado, sporcizia e lavoro irregolare, non esiste.

3.       I negozi di abbigliamento o di scarpe, anche i più semplici, spesso propongono, oltre ai soliti capi internazionali, tutta una serie di prodotti, a volte anche molto costosi, di stilisti locali. Mai viste bancarelle di stracci sui marciapiedi.

4.       Ugualmente le enoteche, con personale che si esprime in inglese, propongono accanto a prodotti internazionali, generalmente francesi, vini georgiani che negli ultimi anni hanno una qualità paragonabile ai migliori vini europei. Ovviamente non vendono birre fredde da asporto.

5.       Nessun negozio di paccottiglia per turisti: evidentemente nessuno dei turisti che affolla la località sente la necessità di una torre di Pisa in plastica cinese. I cosiddetti souvenir avevano comunque una loro dignità artigiana. Presenti comunque alcuni negozi antiquari e gallerie d’arte.
Ora si tratta di fenomeni che possono apparire fra loro slegati, ma che in realtà vanno tutti nella stessa direzione: cercare di attirare un turismo civile e consapevole e, perché no, benestante. Un turismo che alimenti la ricchezza e la crescita della città.
Sono fenomeni che cercano di realizzare un ambiente che, al contrario, non attiri un turismo che consuma, logora le città e alla fine distrugge sé stesso e le città che le ospita. Mi riferisco al turismo alcolico, al turismo dello sballo, della movida e del casino a tutti i costi, che alla fine scaccia il turismo stesso e lascia le città impoverite e imbruttite.
Con quasi 3,5 milioni di turisti stranieri il piccolo e periferico paese caucasico trae dal turismo straniero il 7% del Prodotto Nazionale Lordo (https://gnta.ge/statistics/ ).
In Italia (con la maggiore concentrazione del mondo di patrimonio artistico, culturale e culinario) il peso del turismo arriva al 10,2%, percentuale che però va dimezzata considerato che la quota di stranieri su turismo complessivo è solo del 49%. (http://www.enit.it/it/studi.html )

Che tristezza un'altra volta.
Paolo

Buone notizie da Ostia. Ora sul litorale tutto può finalmente restare com'è

20 novembre 2017
Anni e anni di commissariamento buttati nel cesso. Partecipazione zero, disinteresse totale, classe dirigente scadente a dir poco. E Ostia oggi (indipendentemente da come è andato il voto, perché come vedremo che non sarebbe cambiato nulla a risultati inversi) si ritrova punto e daccapo. Dopo aver gettato dalla finestra un sacco di tempo e con i problemi che invece di essersi avviati alla soluzione si sono incancreniti; con giornalisti presi a testate, sedi di partito incendiate, auto delle troupe televisive con le gomme squarciate.

E con un governo che per definizione non affronterà ne risolverà i problemi alla base di tutto questo.

Ma quali sono, anzi quale è, il problema alla base? L'articolo che con maggior lucidità ne delinea i contorni è uscito su La Stampa ed è firmato dal sempre impeccabile Mattia Feltri. Nell'articolo, che consigliamo a tutti di leggere, Feltri centra il problema in pieno. E spiega che la questione giostra attorno non tanto al patetico folklore di Casapound, alle palestre occupate o alle case popolari il cui abbandono ha fatto nascere una genìe di criminali-zingareschi che in qualsiasi metropoli del mondo non avrebbero spazi neppure per rubare le autoradio quanto piuttosto lungo la infinita teoria di stabilimenti.

Il mare. Ecco il punto. Decine di chilometri di coste stupende massacrate dalla commistione tra pessima politica e pessima imprenditoria. Una risorsa unica. Che potrebbe generare miliardi per la collettività facendo di Roma la metropoli più ricca d'Europa e che invece generano sì miliardi, ma per una determinata cerchia di figure. Disposte a tutto pur di non mollare l'osso.

Ma se la politica locale è, comprensibilmente o incomprensibilmente, incapace di riprendersi in mano il timone dello sviluppo civile ed economico del territorio, esistono per fortuna degli organi superiori che possono togliere tutti dall'imbarazzo. L'Europa ad esempio. In questo senso la Direttiva Bolkestein è stata salutata come strategica e cruciale per chiunque l'abbia approfondita. Oggi chi lavora grazie al mare lucra in maniera pesantissima su un bene che è di tutti trasformandolo in proprio, sfruttandolo economicamente, non dando nulla indietro a nessuno (la concessione è praticamente gratis, le tasse sono a piacere). Miliardi di risorse che non solo il territorio non vede, ma che il territorio paga con la ridicola trasformazione del lungomare in lungomuro. Grazie alle Direttive europee finalmente le spiagge potrebbero essere messe a bando, non si interromperebbe lo sfruttamento economico (e non siamo di certo noi a volerlo interrompere) ma diverrebbe più legittimabile: le spiagge saranno sì sempre gestite da privati ma questi privati saranno obbligati a determinati investimenti, saranno grandi aziende (non piccoli potentati locali in affari con i politici) e dunque assai facilmente controllabili dai cittadini e dalla magistratura, e soprattutto vincerà la possibilità di gestire un arenile soltanto chi offrirà di più: la parte pubblica incasserà un sacco di soldi da poter reinvestire sul territorio. Sono soldi che oggi restano nelle tasche dei balneari. 

Questa anomalia che genera tutto il male e il brutto di Ostia non si sposterà di un centimetro. Il Movimento 5 Stelle, che ha vinto elezioni a cui nessuno è andato a votare per disperazione o disgusto e che hanno visto alle urne solo le persone che avevano appunto un diretto interesse nella partita, è totalmente contrario a livello nazionale e a livello locale a questa evoluzione in chiave europea. I leader nazionali del Movimento hanno manifestato in piazza contro la Direttiva Bolkestein e dunque a favore di cricche, poteri forti e lobbies. Il Movimento 5 Stelle è l'unico partito italiano che può permettersi di avere un candidato primo ministro che è sceso in piazza a protestare a fianco della dinastia Tredicine. La collateralità, come fa intendere chiaramente anche Feltri nel suo articolo, tra M5S e balneari non si discute. Ma del resto è la stessa mossa che il Movimento 5 Stelle ha fatto per quanto riguarda i bancarellari, i tassinari, i dipendenti comunali, gli impiegati delle municipalizzate, i cartellonari e qualsiasi altra lobbies capace, a fronte non importa di cosa in cambio, di portare voti con le orecchie. 

Quello è l'unico obbiettivo: raggiungere e mantenere il potere purchessia. Non importa le conseguenze, non importa a prezzo di cosa, non importa la qualità del tuo consenso e la pulizia dei voti che ti arrivino. Non importa cosa lascia non dico alla prossima consiliatura, ma alla prossima generazione. Visione zero, strategia zero, occupazione del potere fine a se stesso. Obbiettivo è solo scalzare la pessima politica di prima: scalzare la pessima politica con altra pessima politica. 

Le ridicole elezioni a Ostia che è la maggior risorsa economica della città (vademecum da leggere)

26 ottobre 2017
Gentile redazione,
Buongiorno, mi chiamo Max e lavoro da vari anni nel settore alberghiero per conto di una grande catena americana. Faccio avanti e indietro tra una struttura che sta a Fiumicino ed un altra al centro storico di Roma, incontro circa un centinaio di turisti al giorno e sapete cosa vedo ogni volta? Occasioni perse per il litorale (municipio X).
Tra poco ci sono le elezioni municipali, e tra vecchi bavosi arraffoni (come li chiamate i vecchi trombati dai partiti?Anche quelli "honesti"?) e giovani rincoglioniti (come li chiamate dei giovani che ancora usano slogan degli anni 70? e quelli che invece usano gli slogan degli anni 20?) nessuno sembra voler elaborare delle soluzioni intelligenti per rilanciare il territorio. C'è chi è andato sul Corriere della Sera, chi su "la7" e chi addirittura si è fatto intervistare da "El Pais". 
Io ho scritto io un vademecum con alcuni suggerimenti, che vorrei possano essere spunto di riflessione sia per chi il territorio lo vive, ma anche per chi non lo conosce, (infatti ritengo che il litorale sia l'emblema dell'incompentenza al governo). Mi piace pensare che questo territorio un giorno possa trasformarsi in una benestante località di livello europeo, le potenzialità ci sono tutte e anche di più, ma le persone devono cominciare a interrogarsi su cosa sia utile e su cosa invece sia solo fuffa politica.
Qualcosa era stato accennato già in un vostro articolo pubblicato il 4/6/17 a proposito di Ostia, ma questa volta porto dati ufficiali dettagliati, numeri alla mano, delle occasioni di possibile rilancio che non vanno perse. Si parla di rilancio, turismo, riqualificazione, edilizia alberghiera, disincentivo dell'automobile e ciclabilità.

Spero che possiate pubblicarlo. So che siete intasati dalle richieste e dagli articoli, ma dato che i politicanti hanno avuto la possibilità di vendere fumo grazie alla stampa nazionale, vorrei che si sappia che ci sono cittadini (tanti) che sanno che le possibilità di miglioramento esistono. Se non potrete pubblicarlo mi piacerebbe comunque avere un vostro feedback. Io non rappresento nessun partito, movimento, lista civica, sono semplicemente un lavoratore del settore piu sottosviluppato (ma che potrebbe essere il più redditizio) qui a Roma.
MAX

***


Si avvicinano le elezioni municipali e vengono proposti i programmi più disparati: da chi vuole tornare al Ventennio a chi vuole un futuro bolivariano, passando per  vari trombati marcescenti dei partiti classici (di cui oggi fa parte anche il M5S) . Molti hanno affrontato il tema del “sociale” in maniera nebbiosa ed ideologica ma nessuno ha parlato di rilancio territoriale in termini concreti.

La realtà è che l’unica maniera di uscire dal degrado e creare integrazione, parola di cui i candidati amano riempirsi la bocca, è rilanciare l’economia locale attraverso vigorosi investimenti privati, in maniera da far esprimere al Municipio X tutte le sue potenzialità e trasformarlo in una zona dinamica e  trainante dell’economia romana così da ridargli la sua importanza turistica e culturale. Solo con una spinta economica portentosa è possibile dare dignità alla vita di quasi 270 mila persone (che pagano le stesse tasse di chi vive ai Parioli) e regalare una buona esperienza a vari milioni di persone che vengono a Roma purtroppo solo per visitare un paio di musei. 

IL CONTESTO
Dall’altra parte del fiume, a Fiumicino, sono in essere la costruzione di un porto commerciale ed il raddoppio del primo scalo aeroportuale italiano, infatti  anche le grandi aziende cominciano ad investire nell’area (la IBM a breve sposterà la sua sede italiana nei pressi della nuova fiera). Alla stessa maniera il turismo sta crescendo anche a Roma ed in futuro la capitale sarà sempre piu raggiungibile grazie a voli sempre più economici (dal 2018 saranno una realtà anche i voli intercontinentali low-cost come quelli delle compagnie “Norwegian” e “Level”). Sempre nel centro della capitale, lentamente ma costantemente nascono nuove realtà turistiche e punti di interesse di alto livello. Inoltre è in essere il progetto dello stadio di  Tor di Valle, anch’esso in grado di far avvicinare migliaia di persone al litorale. 
In questa situazione il Municipio X deve risolvere alcuni nodi principali per rendere il suo territorio attrattivo, ossia: i trasporti, il turismo e gli eventi.  Inoltre è necessaria una visione lungimirante che serve per proiettare tutto il Municipio X in un possente sistema economico “litoraneo” con attenzione particolare per Ostia e Ostia antica. 

TRASPORTI
Il rilancio dell’area municipale (sia a livello turistico che di vivibilità per i suoi abitanti) è sostanzialmente subordinato ai miglioramenti trasportistici. E’ prioritario potenziare la Roma-Lido (visto il catchment portarla al livello di una metro), ma bisogna creare anche collegamenti (meglio se su ferro) con Fiumicino e migliorare i collegamenti tra i quartieri del municipio stesso. 
Le soluzioni esistono e perfino sul portale del PUMS sono state proposte un’infinità di linee tram/bus  tra l’area municipale e fiumicino ed altre mille per i collegamenti  interni al municipio. 
Dato che è nota l’importanza dei collegamenti con Roma, bisogna sottolineare l’importanza di quelli per fiumicino. Gran parte della popolazione del  X municipio è impiegata (o è fruitrice) nell’indotto aeroportuale e nei centri commerciali di Parco Leonardo e Parco da Vinci.
L’unica possibilità per queste persone di muoversi è quella di riversarsi con l’auto privata verso Viale dei Romagnoli e sul Ponte della Scafa, intasando quest’arteria (che serve sia chi deve andare a Roma, sia chi deve recarsi sulla Portuense o sulla Roma Civitavecchia) con grande inquinamento ed incidenti mortali. Quartieri come Nuova Ostia, Dragona e Dragoncello, collegati direttamente con Fiumicino (essendo a poco meno  di 200m in linea d’aria basterebbe un ponte) diventerebbero strategici sia a livello abitativo sia a livello turistico (un hotel a Dragona sarebbe a una fermata dagli scavi di Ostia Antica, a 3 fermate dal mare, a 20 minuti da Roma e a 10 minuti dall’aeroporto, godendo perché no di un argine del fiume ciclabile). 
Una volta disincentivato l’uso dell’auto, i quartieri potranno (e dovranno) sviluppare tutto il loro potenziale ciclopedonale, migliorando di grande misura la qualità della vita e diventando una calamita per il turismo (vantaggi che otterrebbe finalmente anche Fiumicino). Completa l’opera un piano importante di parcheggi interrati, ossia l’unico modo di nascondere le auto e ridare spazi dedicati ai cittadini tra l'altro incassando oneri. Qualcuno potrebbe obiettare che il trasporto pubblico non rientra nelle competenze della giunta municipale, è vero, ma quale municipio può far sentire la voce di 270 mila persone? 

IL TURISMO
Come mostrano i dati di Federalberghi (che è solita fare lacrime da coccodrillo, anche se il suo impegno per il miglioramento della città è piuttosto discutibile) il turista medio a Roma soggiorna al più 3 giorni, quanto basta per vedere i monumenti principali.
Perché? Perché Roma non viene vissuta, a parte visitare e guardare (i monumenti più conosciuti) ad oggi non si può fare altro. 
Mancano gli spazi e mancano gli eventi. Proprio in quest'ottica si può ripartire da Ostia. Inoltre Ostia risulterebbe anche un hub giovanile/familiare, per tutti i nuclei familiari e gli individui che una camera al centro di roma non possono permettersela (provate a vedere da marzo a ottobre quanto costa una camera a Roma), creando un nuovo prodotto turistico complementare a quello del centro, in grado di rilanciare la città intera.
Il Municipio X dispone di potenzialità enormi, potenzialità che qualsiasi realtà europea trasformerebbe in oro, ma che invece da noi, per lotte intestine alla politica, per sudditanza ideologico/elettorale, e a volte semplicemente per corruzione (hanno detto che non è mafia...) sono rimaste nell’inerzia del degrado e dell’incuria.

Decine di chilometri di spiagge e di lungomare, il sito archeologico piu grande del pianeta ed il più vicino alla capitale del turismo italiano, enormi parchi verdi, le rive di un fiume, un porto turistico e sconfinati spazi che possono essere adibiti agli eventi. Tutto ciò va organizzato, tutto ciò va pubblicizzato. Tutto ciò, dobbiamo ripeterlo, può creare un prodotto turistico nuovo in grado di rilanciare Roma  stessa

EDIFICAZIONE ALBERGHIERA
La maniera migliore per portare il turismo direttamente nel municipio è avere edificiazione turistica in cambio di riqualificazione, cominciando dai grandi spazi e dalle strutture fatiscenti/inutilizzate o inutilmente situate in zone di interesse.
Che cosa significa? Significa semplicemente che bisogna togliere i vincoli paesaggistici (specialmente quello riguardante l’altezza!) ed architettonici e far si che qualsiasi edificio possa essere convertito/ricostruito come struttura ricettiva, spingere affinché il demanio permetta l’edificazione turistica in tutti i terreni edificabili/già edificati, in cambio della riqualificazione dei dintorni dell’edificio (così come succederà per l’edificio che verrà riqualificato a Piazza Verdi o l’ex stazione di Trastevere).  Quali sarebbero gli effetti?
Le strutture ricettive già esistenti potrebbero espandersi in altezza, mentre edifici in disuso come la “Colonia Vittorio Emanuele” potrebbero trasformarsi da casermoni fatiscenti a grandi strutture turistiche, portando lavoro e benessere. Lo stesso destino lo meriterebbe l’ex “Enalc hotel”, posizionato a due passi dalla metro, di fronte al mare e a pochi passi dalla pineta. L’ufficio tecnico, inutilmente situato sulla spiaggia, potrebbe trasformarsi in grande hotel balneare. In egual modo una cascina di ostia antica potrà convertirsi in hotel in grado di ricevere grandi gruppi che possono visitare gli scavi,il borgo, andare a Roma o andare a fare un tuffo ad ostia, per poi tornare a casa direttamente dallo scalo di Fiumicino situato a pochi minuti. 
A Dragona, quella che era una villetta di borgata potrà diventare una grande struttura ricettiva per gli scali aeroportuali o gli eventi fieristici (il giorno che ci sarà ponte che collegherà direttamente con Fiumicino) situata anche a poche fermate dagli scavi, dal mare, dal costruendo stadio, ed ovviamente da Roma.
Gli edifici e gli spazi situati nel Municipio X risultano molto più economici all’acquisto di quelli presenti verso il centro di Roma, sarebbe quindi dovere del comune e della giunta, spingere per un edificazione alberghiera contattando direttamente le grandissime catene alberghiere, che hanno da una parte i capitali pronti da investire in situazioni di sviluppo proprio come queste e dall’altrà sono già in grado di muovere grandi masse di turisti essendo collegati alle grandi agenzie turistiche ed alle linee aeree. Nel momento in cui si crea una “massa critica” di strutture ricettive, si crea una catena economica basata sui servizi accessori (trasporti, distribuzione, ristorazione, lavanderie, impiantistica, manutenzione, pulizie) ma si crea anche un indotto importante basato sull’enogastronomia, sull’intrattenimento e sulla cultura. Sono decine di migliaia di posti di lavoro ora tenuti sotto vetro, immobili. Le grandi catene alberghiere (a differenza della piccola e obsoleta imprenditoria locale) hanno tutto l’interesse ad avere un quartiere riqualificato e sono pronte a rilanciarlo appena ne hanno la possibilità.

CICLABILITA' 
I dati del settore parlano chiaro. “Il cicloturismo genera in Europa un indotto economico di 44 miliardi, con 2 milioni di viaggi e 20 milioni di pernottamenti, (secondo le rilevazioni dell’Enit, agenzia nazionale del turismo), In Italia ha un valore potenziale di 3,2 miliardi e sta crescendo a un ritmo costante. La ciclopedonalizzazione del lungomare di Ostia, oltre 10km di percorso ciclabile approfittando della brezza marina, sarebbe un’attrattiva a se stante di Roma, un grande punto di aggregazione. Oggi il tratto ricorda una tangenziale ed è necessario che venga ciclopedonalizzato in maniera da poter essere fruibile con il flusso turistico sia romano che internazionale . Bisogna utilizzare una delle due corsie dedicate alle auto (si utilizzera quella vicino al mare, l’altra è comunque larga circa 13 metri, abbastanza da essere divisa nuovamente in 2 corsie per ogni senso di marcia). Alla stessa maniera va ciclopedonalizzato l’argine fluviale, il quale rilancerebbe tutta l’area di ostia antica/dragona e perché no potrebbe arrivare fino a tor di valle(nella foto un argine ciclopedonale in Baviera) rilanciando la nautica fluviale e le attività enogastronomiche annesse. Alla stessa maniera, molti quartieri del X municipio, Ostia in primis, gia dispongono degli spazi per poter ospitare vere e proprie arterie ciclopedonali ,la ciclabilità è richiesta a gran voce dai cittadini e sul PUMS si possono osservare svariate proposte in tal senso. Da valutare con molta attenzione anche l’idea di un boardwalk( presente in molte località marittime) che attraversi tutte le dune di castel porziano. Le grandi catene alberghiere sarebbero più che contente di contribuire alla costruizione di queste opere, perché contribuirebbero alla valorizzazione delle loro stesse strutture con grandi guadagni.       

OSTIA ANTICA
A mezz’ora dal centro di Roma, è presente la più grande città di età imperiale visitabile. Ostia Antica insieme a Pompei è il sito archeologico più grande del pianeta con un'area di 150 ettari  e ne è stato riportato alla luce solo il 40% , più della metà della città è ancora sepolta. Mentre la sovrintendenza è impegnata a difendere a spada tratta vecchie tribune fatiscenti a Tor di Valle, Ostia antica è abbandonata e fa numeri da museo rurale, la classifica del ministero dei beni culturali parla chiaro:
E’ evidente che il sito sia visitato forse da una sola classe per ogni scuola di Roma più qualche turista esterno. Gli scavi di Ostia Antica sono talmente poco conosciuti che per molti turisti è più facile affrontare un tragitto di circa 3 ore e raggiungere Pompei. Questa situazione inaccettabile dimostra quanto siano stati totalmente incompetenti gli assessori al turismo passati e presenti.
E’ necessario cercare sponsor ed investitori in grado di provvedere alla manutenzione, al rilancio e all’espansione del sito archeologico, magari mettendolo a gara europea aprendo la gestione a grandi società che già svolgono questo compito in altri paesi (come i concessionari francesi che mantengono i parchi archeologici). Chi si occupa del territorio si deve battere perché questo gioiello archeologico venga rispettato (ad oggi non c’è nessun controllo di sicurezza sugli scavi, la segnaletica è marcia e si può tranquillamente camminare nei ruderi)  ma venga anche visitato dal numero di turisti che merita. Almeno quanti ne fa Pompei.  Il sito archeologico rappresenta il vero volano di tutta l’area di Ostia Antica, per renderlo più attrattivo bisogna pubblicizzarlo sia a livello globale che locale, creare volantini illustrativi da distribuire in tutte le strutture ricettive di Roma e dintorni e pubblicizzarlo nei principali portali turistici online, ma anche sulle riviste stampate.
Ostia Antica, il quartiere attuale, ad oggi non sfrutta assolutamente il suo potenziale turistico. La sua posizione è forse la migliore poiché permetterebbe ai grandi gruppi di turisti di visitare gli scavi, vivere il borgo, raggiungere il mare o il centro di Roma con il treno, ma lavorare anche con lo scalo aeroportuale. E’ necessario perciò che vengano costruite strutture adeguate (come spiegato nel punto sopra), le quali si riempiranno non appena il sito archeologico avrà la luce che merita.

PROMOZIONE TURISTICA E COMUNICAZIONE
Prendete una guida su Roma, anzi andate sul portale turistico fatto dal comune: DA VOMITO, giudicate con i vostri occhi, ci sono brevi descrizioni, Ostia Antica non è menzionata, non ci sono indicazioni su come raggiungere i punti di interesse ne cosa sia presente nei dintorni. Stranamente però sono presenti ottime indicazioni su come raggiungere gli stabilimenti balneari (comprensivi di numeri di telefono). 
Chi si occupa di turismo nel municipio deve contattare direttamente le grandi agenzie turistiche come TUI, COOK, PRICELINE, CTRIP, agenzie che hanno già sottomano milioni di clienti fidelizzati e promuovere il territorio (previa riqualificazione dello stesso ovviamente), le sue attrazioni e le sue strutture ricettive. E’ molto importante promuovere Ostia anche sui portali  del settore e sulla stampa. Qualche candidato alle prossime elezioni è andato sul Corriere della Sera, qualcuno addirittura su El Pais per dire che combatterà il degrado, avranno anche le palle di andare di invitare “History Channel” e “National Geographic”, oppure la Zdf (tv tedesca) per promuovere gli scavi di Ostia Antica e le Spiagge?

EVENTI , SPORT E CULTURA
Una fitta calendarizzazione di eventi, festival e rassegne è la chiave per rilanciare il turismo e l’economia. Oltre alle spiagge, Ostia dispone di svariate aree che possono ospitare tranquillamente grandi eventi. Di seguito  un elenco di parchi e piazze abbastanza grandi da poterli ospitare.
Per capire le dimensioni, basti pensare che un campo da calcio regolamentare ha una superficie di 7140mq,  Piazza Duomo a Milano 12700mq, Piazza San Giovanni a Roma  42700mq

-Piazzale Magellano e Piazza Sirio: almeno 29.200 mq  (potrebbe ospitare eventi fino a 60.000 persone,  lo spazio situato difronte la stazione della metro “stella polare”, è la zona che tipicamente ospita gli air show )

-Parco XXV Novembre: ca 23.000mq (potrebbe ospitare eventi  da ca 40000 persone, situato a poca distanza dalla stazione lido centro e stella polare)

-Parco Pallotta: ben 50.000mq (L’area può ospitare comodamente 80000 persone, la zona perfetta per un grande festival)

 -Parco dei Fusco: oltre 14.500 mq (a pochi passi dalla stazione Lido centro e Lido nord per giunta)

-Parco Via Sandolini: 10.000mq (situato difronte alla stazione Castel Fusano e a due passi dal mare).

-Parco dei Ravennati: ca 10.000mq (situato  a pochi passi dalla stazione di Ostia Antica)

-Pontile di Ostia : ca 8.000mq la piazza antistante fino all’inizio del pontile (raggiungibile a piedi da Lido centro, non è molto ampio ma sicuramente è molto scenografico affacciandosi direttamente sul mare)

Con un po di proattività , una giunta municipale potrebbe organizzare eventi anche in terreni privati come l’area antistante il Cineland (21.000mq) o quella presente nel parco del canale dello stagno (ca 20.000mq)
Chi si occupa del municipio  deve entrare in contatto con le grandi agenzie di eventi, con le federazioni sportive, con le associazioni culturali e con qualsiasi entità che proponga iniziative interessanti, in maniera da ottenere il maggior numero di rassegne, concerti e tornei sportivi così da portare la linfa vitale degli eventi nel territorio, linfa vitale che può finalmente riattivare la vita culturale del Municipio e quindi di tutta Roma. Imperativo inoltre, che la movida torni ad Ostia come da tradizione.

CONCLUSIONI
Sono stati analizzati solo pochi aspetti di un Municipio, alcune potenzialità inespresse da sviluppare.  Si capisce subito che Roma  ha i numeri perché tutte le aree possano vivere decorosamente e i propri cittadini crescere in prosperità invece di pietire soldi al governo (vero Calenda?). Vanno superate le ideologie, vanno superati i clientelismi (gli investimenti sono bloccati non solo perché si è ideologicamente contro ai privati, ma anche perché se tutto è inospitale per i grandi investitori, vincono i piccoli investitori locali, gli imprenditori-prenditori), va fatto ciò che è giusto per il benessere della cittadinanza.
Serve una visione a lungo termine, una visione dinamica. Il destino di 270 mila persone il 5 novembre è appeso un filo. Ridente località turistica oppure dormitorio fatiscente ad uso e consumo degli stabilimentari? 

Chi si occuperà del territorio dovrà vedere oltre, dovrà saper programmare e progettare lo sviluppo armonico di questa città, perché senza sviluppo non c’è integrazione sociale. La scelta è tra vivere il futuro risolvendo problemi concreti o morire miseramente nell’atrofizzazione burocratica di chi campa parlando in politichese. Il minisindaco dovrà essere proattivo e ottenere soluzioni con tutti gli attori del caso (dal Comune di Roma fino alla Comunità europea).

La desolazione che ti avvolge quando vai al mare a Ostia. Una testimonianza

24 luglio 2017
Scrivo per esprimere il mio dissenso, ma soprattutto il senso di impotenza che abbiamo nei confronti del malaffare e dell'incapacità di governare questa città.

La faccio breve: domenica, unico giorno libero io e la mia compagna decidiamo di andare al mare ad Ostia (abitiamo a 5 km) in una spiaggia libera attrezzata ben servita che negli anni passati frequentavamo spesso.

Arriviamo e notiamo lungo tutto il tratto di lungomare fino al porto un senso di abbandono e degrado più totale. Nessun servizio di bar, nessun servizio di spiaggia ne tantomeno un qualsiasi tipo di servizio per passare una giornata di mare da persone civili.

Unico servizio per i bagnanti era quello del salvataggio con i cani. La cosa che però mi ha lasciato più amareggiato è stato il fatto di trovare un servizio di lettini e ombrelloni non autorizzato da parte di alcuni nomadi e una signora italiana. Questi signori, padroni della spiaggia, avevano tappezzato tutto l'arenile adiacente al salvataggio 6 con il loro lettini ed ombrelloni. Ovviamente per non farci mancare nulla, sulla spiaggia era presente un bbq fantastico dove alcuni personaggi poco raccomandabili arrostivano e vendevano in tutta tranquillità pannocchie, mentre altri tre "imprenditori della domenica" si accingevano con un carrello della spesa del supermercato vicino, ad allestire una bancarella di bibite.

Ora io mi domando, ma per quale motivo siamo arrivati a tutto ciò? A causa del commissariamento del Municipio non sono state rinnovate le concessioni per le spiagge?

Ah dimenticavo, i bagni a disposizione dei bagnanti sono bagni chimici messi qua e la sul lungomare.

La mia giornata di mare è andata a finire con un nulla di fatto, visto questo scempio me ne sono andato a casa a prendere il sole in giardino. Cosi, con questo modo di governare, si sta demolendo definitivamente il litorale romano, e credo che ci vorranno decenni prima di tornare a periodi rosei per l'economia. Ieri, da commerciante, sono tornato a casa con una tristezza di una profondità inaudita.
Lettera Firmata

*Caro amico,
ne abbiamo parlato qualche settimana fa qui arrivando grosso modo alle tue stesse conclusioni. Una depressione senza confini... Ma perché? Chiediamo agli altri nostri lettori di raccontare la loro esperienza sul litorale della città durante l'appena concluso fine settimana...
-RFS

Ponte del 2 giugno a Ostia. Tristezza e depressione invece di sviluppoe ricchezza

4 giugno 2017

In questi giorni di ponte e di inizio di stagione estiva cerchiamo di provare ad applicare il nostro ragionamento su faccende che riguardano quel che resta o quel che sarà del richiamo e dell'appeal turistico della nostra città.
Ogni giorno parliamo del dramma che i turisti sono costretti a vivere in centro tra trasporti inesistenti, scippi, sporcizia, commercianti truffaldini e servizi da sesto mondo. Oggi proviamo a guardare non al centro ma alla periferia. Perché purtroppo "periferia"sono considerati a Roma luoghi di assoluto prestigio e richiamo che però sono lontani dalle Mura Aureliane, che si tratti dell'Eur o delle Riserve Naturali così come, e di questo parliamo, del litorale e delle decine di chilometri di spiagge di cui Roma è dotata senza quasi neppure saperlo.

Non sono molti infatti i turisti che si capacitano del fatto che Roma è una città di mare in tutto e per tutto. Con una quantità e una qualità di arenili e spiagge che, da sola, potrebbe sostenere tutta l'economia cittadina se solo fosse valorizzata a dovere dal punto di vista del turismo stagionale così come di quello convegnistico e climatico.


La pianificazione urbanistica alla romana, invece, ha optato per realizzare sul mare micidiali quartieri dormitorio, sfilze di case popolari e tanta tanta edilizia da paese sottosviluppato. Le conseguenze negli anni sono state immediate: droga, spaccio, degrado, mafia, speculazione degli arenili invece che sviluppo turistico. 

In questi giorni Ostia, paradossalmente, si svuota. E' tutto pieno se ci vai un sabato "normale" di maggio o di giugno, ma se c'è un ponte, si svuota! Se ci vai a luglio, è vuota. Se ci vai ad agosto, vuotissima. L'unica località di mare in Europa che ha la sua bassa stagione d'agosto. 

Ma se è comprensibile che i romani vadano altrove quando hanno da investire qualcosa in più di una giornata da-mattina-a-sera, occorre sottolineare che il vero vulnus qui è il flusso inverso, ovvero non romani (magari stranieri) che stiano qui e che si servano della presenza del mare per prolungare la loro presenza a Roma oggi ridotta a due miserabili notti utili soltanto a "sfruttare" la città lasciandosi alle spalle macerie invece di risorse. 
Per trasformare il turista da problema a risorsa, per far sì che le aree di visita non siano sempre le solite tre o quattro (dove poi magari siamo costretti a mettere il numero chiuso), occorre far sì che la gente resti più giorni. E' complicato per tutte le città, per Roma dovrebbe essere facile perché Roma ha il mare. Non ce l'ha Londra, non ce l'ha Parigi, ce l'ha solo Barcellona (e infatti informatevi su come lo usa!).


La famiglia tipo smette di venire due giorni e mezzo a Settembre, ma finalmente viene una settimana o dieci giorni a luglio. Prenota in un albergo nuovo fronte mare a Ostia. A piedi ha la stazione della metro che in 30 minuti porta in centro a Roma. Un giorno si fa il mare, un giorno si va in città. Oppure si va in città al mattino e nel pomeriggio si scende per un tuffo. Oppure si sta in spiaggia e poi, quando fa meno caldo, si sale in città per passeggiata, cena e ritorno in hotel dopo pranzo. Oppure si sta al mare e poi verso le 18 si va agli Scavi di Ostia Antica (qualità archeologica tra le più assolute al mondo, ma turisticamente in abbandono) per un aperitivo e un concerto di notte. I tour operator avrebbero di che sbizzarrirsi.


Questo potrebbe riguardare decine e decine di migliaia di persone contemporaneamente tanto più che Ostia si trova a pochi km in linea d'aria da Fiumicino. Parlare di condizione favorevole è dire poco. Ci si lamenta che non ci sono soldi, che c'è crisi, si chiedono risorse al Governo centrale obbligando tutti i cittadini italiani a pagare le incapacità romane, ma la realtà è che se solo si mettessero in modo economie territoriali come questa, Roma non avrebbe problemi ad essere la città più benestante d'Europa. Un potenziale economico semplicemente sconfinato che aspetta solo di essere organizzato e attivato. Per farlo bisogna fare alcuni passaggi. In primis bisogna finalmente spianare la strada ai poteri forti del grande capitale internazionale, della inprdnditoria sana, dei fondi di investimento: per ora ci si è occupati solo di tutelare i poteri marci invece. E camorristi.


Bisogna edificare nuove architetture, possibilmente di eccellente qualità, e alberghi; ma questa è considerata speculazione edilizia in Italia e ancor di più a Roma, meglio lasciare le palazzine e le baraccopoli.

Bisogna scavare parcheggi interrati per togliere auto dalla strada; ma a Ostia parcheggiare gratis a tre metri dalla sabbia è un diritto costituzionale e il concetto di Lungomare è sostituito dal concetto di striscia-d'asfalto-e-aiuole-spelacchiate-ad-uso-di-chi-va-in-maghina-allo-stabilimento.

Bisogna moltiplicare le corse ferroviarie e trasformare la Roma-Lido in metropolitana iper moderna; ma quando è stato possibile per interessamento di grandi società straniere è stato tutto fermato perché a Roma i servizi pubblici sono serbatoi di voti, non fabbriche per generare qualità e benessere.

Bisogna demolire quasi tutta l'attuale attrezzatura balneare fatta di muri, casupole, stabilimenti inadeguati e cemento e inoltre bisogna assegnare questi pezzi di demanio a società serie, strutturate e dimensionalmente capaci di interloquire con il pubblico; ma si è sempre preferito non infastidire la lobby dei balneari.


Bisogna contrastare l'abusivismo che rende spiacevole l'esperienza in spiaggia e i turisti che vengono a portarci i loro soldi meritano di essere tutelati al massimo e mai infastiditi da alcuni; ma le leggi italiane di fatto non lo consentono e neppure la mentalità italiana lo consente.

Bisogna costruire altre marine (in Spagna ce n'è una ogni 10 km mentre noi abbiamo solo il Porto di Roma) per sviluppare il turismo nautico che è ricco e porta risorse; ma i porti turistici sono lo spauracchio per la mentalità ambientalista al contrario che ha devastato l'Italia negli ultimi 40 anni.


Bisogna muoversi per sviluppare, non per censurare, la vita notturna; ma qui da noi si preferisce procedere per divieti che servono soltanto a spostare in altri paesi e altre città chi spende e chi investe lasciando qui da noi solo sciatteria, abbandono e degrado. Oltre che abusivismo perché in un contesto in cui tutto è vietato, campa alla grande solo chi ha la forza (perché mafioso o corruttore) di operare nell'illegalità.

Aggiungete voi altri "bisogna". Noi, dopo aver constatato che in un anno di governo rivoluzionario nulla è stato non solo fatto me neppure lontanamente ragionato, pensato, ipotizzato, pianificato da questa amministrazione (il massimo è il capogruppo di maggioranza - sul serio! - che gira per le spiagge libere ad aprire i cassonetti per dimostrare che sono stati svuotati; gente che sarebbe fuori luogo perfino a fare il vicebenzinaio sull'Ostiense, figurati ad amministrare una capitale occidentale), ci limitiamo a inserire nel testo qualche immagine di Barcellona: guardate che brutta speculazione e mercificazione. Vuoi mettere come siamo meglio noi.
Lì il recupero del male e il definitivo boom economico della città partì 25 anni fa grazie alle Olimpiadi. Guarda un po', le Olimpiadi...

Le immagini del reparto nascite dell'ospedale di Ostia

10 settembre 2016


Non vi è alcuna speranza, salvo sparute eccezioni, che bambini che nascono in questo contesto diventino persone normali, civile, occidentali, oneste. Alcuna speranza. Così come non vi è alcun ospedale, nessun reparto nascite in tutto il pianeta ridotto in questa maniera.

A Roma, invece, tutta questa volgarità, tutto questo egoismo, tutta questa violenza scambiata per affetto, tutta questa aggressività e ignoranza scambiata per folklore è cosa normale. Cosa pittoresca al più. Non succede solo a Ostia, succede in tanti ospedali in città.  

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