Un ragazzino che pare uscito da Gomorra. Nuovi scippatori in metro, il video

23 novembre 2017
Notare i vigilanti che si mettono sempre sotto le scale per evitare rogne e far finta di non vedere. Si mettono lì a dare indicazioni ai passeggeri, a volte utilizzando il loro cellulare per calcolare il percorso ai turisti. Chissà se questo rientra nelle loro mansioni... 

La biondona è nuova, le altre sempre le stesse compreso il ragazzino. Che è molto pericoloso. Sembra uscito da Gomorra sembra...

Continuiamo a filmare, lo dico a tutti gli altri utenti della metro che come me cercano di reagire a questo scempio. E siamo sempre di più. Coraggio. Reagire e documentare.
Eugenio

Navona 2015. I risultati furono uguali ad oggi, ma si mossero Cantone, Codacons, Procura. Oggi tutti zitti

22 novembre 2017
Presi tra le bugie di oggi (la sindaca a DiMartedì si è davvero superata, oltre ogni vergogna) e i disservizi di domani, i cittadini dell'Urbe tendono giustamente a dimenticarsi di tutto e di più. 

Se parliamo di Piazza Navona e se misuriamo le (scarse, purtroppo) reazioni allo scandalo delle assegnazioni per 9 anni delle concessioni, non dobbiamo però dimenticarci di quanto accadde non quaranta, non venti, ma semplicemente 2 anni fa. Nel 2015. All'epoca la Fiera era ancora sotto l'egida del Primo Municipio. Ignazio Marino era appena saltato per aria, c'era il commissario ma i municipi rimanevano in essere. Sabrina Alfonsi e i suoi erano tutti impegnati ad "andare avanti", come da slogan, e volevano fortemente dimostrare di essere in grado di organizzare la manifestazione. Fecero un bando, noi lo criticammo (sebbene contenesse un provvidenziale disciplinare di qualità), e ovviamente il bando venne vinto dai soliti noti. Esattamente come oggi, circa la metà dei posteggi disponibili furono appannaggio dello stesso gruppo familiare.

Dopo un anno di stop si prospettava una Befana che tornava indietro agli anni di Alemanno tra cineserie e porchetta. Solo, al limite, con qualche banco in meno grazie alle prescrizioni di Vigili del Fuoco e Soprintendenza. 

L'opinione pubblica si sollevò. I giornali fecero articoli a ripetizione (oggi il Corriere della Sera è stato capace di ignorare totalmente la faccenda), si mosse il Codacons (oggi?), si mosse la politica, i Verdi che oggi tacciono annunciarono che avrebbero occupato la piazza evitando il montaggio dei banchi, i pasionari della prima ora (qualcuno ha sentito Nathalie Naim? O la virago del centro storico Viviana Di Capua?) ma soprattutto mosse un passo Raffaele Cantone e la sua autority anticorruzione. Tronca si rese conto che la cosa puzzava e non poco e il bando venne sospeso. Gli ambulanti si incatenarono nei palazzi per ottenere le loro concessioni, ma nulla si poté fare. I risultati erano talmente positivi che dopo la pubblicazione del nuovo bando, qualche mese fa, i Tredicine fecero ricorso (ricorso oggi ignobilmente sbandierato da Meloni e da Coia) per ritornare a quei risultati e far valere il bando del 2015. 
Il punto è che oggi i risultati sono gli stessi identici e nessuno apre bocca. A quest'ora, ma due anni fa, già l'Anac aveva inviato alla Procura della Repubblica di Roma le carte segnalando l'anomalia di un bando vinto praticamente da un unico gruppo familiare. E la Procura aveva già aperto un fascicolo. Oggi il silenzio più profondo. E voi ancora credete alla filastrocca dei 5 Stelle bersagliati dalla stampa?

E pensare che la situazione è anche più grave ora rispetto ad allora. Perché se all'epoca la anomalia si era ingenerata a seguito di un bando di gara ordinario pubblicato dall'ente titolare della manifestazione, questa volta il blitz politico è stato davvero allucinante. Per arrivare all'obbiettivo di regalare la Piazza a chi poi ha vinto, gli amministratori a 5 Stelle hanno fatto le corse contro il tempo, bloccando l'aula per giorni, pur di approvare una riforma del commercio che conteneva il cambio di titolarità della Fiera della Befana, dal Municipio al Comune. A quel punto altra corsa contro il tempo per scrivere e pubblicare il bando con tanto di errori formali poi corretti in corsa. Poi giorni e giorni per analizzare le candidatura per successivamente  addivenire (rendendo noti i risultati in una data strategica e facendoli seguire da un'altra notizia importante in modo da distogliere l'opinione pubblica) ad una graduatoria scandalosa.

Insomma perché con una situazione grave si era mosso il mondo due anni fa mentre con una situazione ancor più grave e anomala tutto tace due anni dopo? 


P.S. In questi giorni alcuni spregiudicati politici pentastellati, vergognandosi in cuor loro di quanto sta accadendo, ripetono il mantra: "si ma quest'anno i criteri erano stringenti, e se non li rispetteranno noi controlleremo e toglieremo le concessioni". E' una bugia, una tra le tante. Sarà impossibile e impensabile controllare prodotto per prodotto, confezione per confezione, articolo per articoli per capire se si tratti davvero di prodotto biologico, per saggiarne la tracciabilità e per certificarne la provenienza. Ci vorrebbe, ogni giorno e a ogni ora, un esercito di vigili urbani che mancano anche per occuparsi di cose molto ma molto più grave. Aprire le gabbie dello zoo, fare uscire le tigri in giro per la città e poi spiegare che comunque ci saranno per le strade un po' di guardiaparco per evitare che i cittadini vengano sbranati. Chi ci casca?

Ecco le graduatorie. Piazza Navona regalata ai Tredicine per 9 anni

20 novembre 2017
Stiamo parlando di una amministrazione la cui spudoratezza, spregiudicatezza e sfacciataggine è, per la prima volta nella storia della politica forse, considerata un valore, un punto di merito, un vanto. Ci fu un tempo in cui i politici compivano le peggiori nefandezze ma per farle si nascondevano, giustamente si vergognavano, cercavano di passare sottotraccia. 

Oggi a Roma avviene l'inverso esatto. Ogni ignobile schifezza viene fatta non solo alla luce del sole, ma ostentata. E così capita non solo che fai un bando scritto su misura - dopo 3 anni di salvifico stop - al fine di regalare per 9 anni (per nove anni!) la fiera della Befana di Piazza Navona ai soliti noti che l'hanno umiliata, vilipesa e resa un posto da cui scappare negli ultimi decenni, ma capita oltretutto che fai uscire la graduatoria indovina un po' quando? Immediatamente dopo le elezioni, in clamoroso ritardo certo, ma in modo da non perdere neppure mezzo voto. In modo da raggirare anche quel tot di elettori che col cavolo ti avrebbero votato ieri se avessero saputo a tempo debito di questa ennesima novità. Una strategia che, come abbiamo spiegato stamattina nel nostro articolo di commento sulle elezioni di Ostia, punta solo al risultato finale: prendere il potere, metterlo al sicuro, rassicurare le lobbies che questo potere garantiscono e che portano i pacchetti di voti misurabili. Tutto questo si fa a dispetto di ogni cosa, in spregio ad ogni buon gusto e buon senso e ovviamente disprezzando la città, le sue prospettive, i suoi giovani, il suo futuro. Finché ce n'è, si divora. Tanto quando verrà giù tutto ci saranno altri. Uno si domanda "con quale faccia arrivano a questo livello?". E non riesce a darsi una risposta.

Città che - laddove il Natale si trasforma (pensate ai mercatini natalizi di Milano, sotto i grattacieli di CityLife o a Piazza Gae Aulenti) in un'opportunità di riqualificazione e crescita economica dovunque - ripiomba oggi indietro di 10, 20 o 30 anni. 
Cosa è successo? Con un bando scritto su misura (lo avevamo spiegato alla perfezione qui circa 2 mesi fa) le postazioni disponibili per la Fiera della Befana di Piazza Navona - il più importante mercatino di Natale di Roma -  sono state regalate (davvero regalate) ai soliti gestori di sempre. Gestori che durante gli anni di Marino, dopo decenni di scempi, erano finalmente stati allontanati. Il trucco è stato semplice: eliminare qualsiasi possibilità di competizione sulla qualità, lasciando tuttavia un piccolo vantaggio sulla anzianità. Ed il gioco, come avevamo facilmente previsto, è stato fatto. 


Le graduatorie parlano chiaro: dovete considerare che i cognomi Molinaro, Tredicine, Francheschelli, Cirulli e anche Zappalà e Adduocchio fanno parte di fatto della stessa famiglia allargata o dello stesso gruppo imprenditoriale allargato. Questo raccontano da decenni le cronache cittadine. Manco nella vendita di palloncini c'è stato spazio per un opportuno cambio di interlocutori dopo anni di dominio. Il monopolio più totale e inscalfibile.

Loro non hanno fatto niente di male intendiamoci: hanno partecipato ad un bando scritto su misura per farli vincere ed hanno giustamente vinto. Sono degli imprenditori e si sono comportati di conseguenza: il Comune doveva migliorare il livello dell'imprenditorialità coinvolta e ha deciso di non farlo. D'altro canto il loro primato era inscalfibile: se non mi dai modo di competere davvero sulla qualità, anche solo mezzo punto di vantaggio iniziale dato in base alla anzianità diventa algebricamente insormontabile. Questo il gioco ignobile che il Movimento 5 Stelle (in special modo con i consiglieri comunali che più si sono dimostrati vicini agli interessi delle lobbies degli ambulanti, dei bancarellari, dei mutandari, dei caldarrostari) ha messo in campo subdolamente ma, come dicevamo, neppure troppo subdolamente. Perché all'epoca dell'onestà queste porcherie si fanno davanti a tutti, tanto poi bastano due post e una menzogna per rimettere a posto la narrazione e tutti ci credono. Tanto poi l'opposizione tace e acconsente e l'opposizione interna non esiste: ché in un partito normale, occidentale, democratico dopo una cosa di questa gravità hai mezzo consiglio comunale che si dimette dalla vergogna, che spiega che non in suo nome si può arrivare a questi livelli.

La lista che pubblichiamo qua sopra (con gli assegnatari decisi oggi 20 novembre) è drammatica. Disegna una città che non solo non riesce ad andare avanti, ma che guarda indietro aggrappandosi agli elementi peggiori della sua storia passata. E' drammatica perché ci toglie gli ultimi, minimi, residui grammi di speranza. Un risultato devastante. Un inganno e un raggiro profondo nei confronti di centinaia di migliaia di elettori che hanno votato Raggi proprio affinché questo genere di esiti fosse superato. Non solo la situazione non è migliorata, ma è gravemente peggiorata (pensate al Colosseo oggi e ai Fori circondati di micidiali risciò e di assurdi e violenti centurioni, tutte lobbettine riesumate dall'attuale amministrazione) e si stanno inanellando dei danni che diffonderanno le loro mefitiche conseguenze anche tra lustri e lustri, quando Raggi sarà per fortuna bella e che dimenticata.

Facciamo un rapido rewind. Grazie alla Giunta Marino e al lavoro di Marta Leonori (in alleanza con il Primo Municipio) la Fiera della Befana venne sospesa nel 2014. Il livello era diventato qualcosa di ignobile e Marino non faceva sconti. L'anno successivo, a causa di questo e altri mille strappi rispetto allo statu quo criminale della città, Marino già non c'era più. Nel 2015 si tentò di fare un bando (nel frattempo il Primo Municipio era passato inspiegabilmente dalla parte dei peggiori ambulanti) che per fortuna, visti i risultati (esattamente uguali a questi qui sopra) venne impugnato subito e annullato dall'allora commissario Francesco Tronca. Nel 2016 il Movimento 5 Stelle le tentò tutte per realizzare la Festa ridandola agli stessi operatori allontanati giustamente da Marino due anni prima. Ma non si fece in tempo. Nei mesi successivi però la connivenza e la collusione pentastellata arrivò al punto di forzare i tempi dell'approvazione di una norma generale sul commercio che però, a mo' di polpettina avvelenata, conteneva un passaggio che sfilava al Primo Municipio le competenze sulla Fiera e le assegnava al Comune. Comune che in fretta e furia cucì un bando addosso agli interessi dei bancarellari (Roma fa schifo qui e qui racconto e spiegò quel frangente). Oggi i risultati auspicati da Giunta e Consiglio: per 9 anni, per mezza generazione, Piazza Navona sarà condannata a stare nelle mani dei soliti commercianti. Commercianti di non adeguato livello che non meritano un palcoscenico simile. 
Chi è giovane non avrà speranze di vedere una festa della Befana civile nella sua fanciullezza, chi è vecchio rischia di morire prima di vederla riqualificata. Una roba amarissima.

In tutto questo scenario riprovevole l'assessore al commercio, probabilmente schifato come noi, reagisce a suo modo: invece di combattere conto lo schifo, si eclissa e fa come le tre scimmiette. Adriano Meloni è ormai a Roma uno o due giorni a settimana. Non tocca palla: chi gestisce il potere a Cinque Stelle e chi manutiene la più squallida e spregiudicata macchina del consenso che si sia mai vista in città dopo i tempi di Sbardella non può permettersi sbavature. Intanto i profili social dei consiglieri pentastellati inneggiano al cambiamento e all'Effetto Raggi. L'Effetto Raggi è tutto in questa lista qui sopra. Racconta una città che effettivamente fa effetto. E che, potete scommetterci, riempirà con grandi folle la "finalmente" rinata fiera della Befana...

Buone notizie da Ostia. Ora sul litorale tutto può finalmente restare com'è

Anni e anni di commissariamento buttati nel cesso. Partecipazione zero, disinteresse totale, classe dirigente scadente a dir poco. E Ostia oggi (indipendentemente da come è andato il voto, perché come vedremo che non sarebbe cambiato nulla a risultati inversi) si ritrova punto e daccapo. Dopo aver gettato dalla finestra un sacco di tempo e con i problemi che invece di essersi avviati alla soluzione si sono incancreniti; con giornalisti presi a testate, sedi di partito incendiate, auto delle troupe televisive con le gomme squarciate.

E con un governo che per definizione non affronterà ne risolverà i problemi alla base di tutto questo.

Ma quali sono, anzi quale è, il problema alla base? L'articolo che con maggior lucidità ne delinea i contorni è uscito su La Stampa ed è firmato dal sempre impeccabile Mattia Feltri. Nell'articolo, che consigliamo a tutti di leggere, Feltri centra il problema in pieno. E spiega che la questione giostra attorno non tanto al patetico folklore di Casapound, alle palestre occupate o alle case popolari il cui abbandono ha fatto nascere una genìe di criminali-zingareschi che in qualsiasi metropoli del mondo non avrebbero spazi neppure per rubare le autoradio quanto piuttosto lungo la infinita teoria di stabilimenti.

Il mare. Ecco il punto. Decine di chilometri di coste stupende massacrate dalla commistione tra pessima politica e pessima imprenditoria. Una risorsa unica. Che potrebbe generare miliardi per la collettività facendo di Roma la metropoli più ricca d'Europa e che invece generano sì miliardi, ma per una determinata cerchia di figure. Disposte a tutto pur di non mollare l'osso.

Ma se la politica locale è, comprensibilmente o incomprensibilmente, incapace di riprendersi in mano il timone dello sviluppo civile ed economico del territorio, esistono per fortuna degli organi superiori che possono togliere tutti dall'imbarazzo. L'Europa ad esempio. In questo senso la Direttiva Bolkestein è stata salutata come strategica e cruciale per chiunque l'abbia approfondita. Oggi chi lavora grazie al mare lucra in maniera pesantissima su un bene che è di tutti trasformandolo in proprio, sfruttandolo economicamente, non dando nulla indietro a nessuno (la concessione è praticamente gratis, le tasse sono a piacere). Miliardi di risorse che non solo il territorio non vede, ma che il territorio paga con la ridicola trasformazione del lungomare in lungomuro. Grazie alle Direttive europee finalmente le spiagge potrebbero essere messe a bando, non si interromperebbe lo sfruttamento economico (e non siamo di certo noi a volerlo interrompere) ma diverrebbe più legittimabile: le spiagge saranno sì sempre gestite da privati ma questi privati saranno obbligati a determinati investimenti, saranno grandi aziende (non piccoli potentati locali in affari con i politici) e dunque assai facilmente controllabili dai cittadini e dalla magistratura, e soprattutto vincerà la possibilità di gestire un arenile soltanto chi offrirà di più: la parte pubblica incasserà un sacco di soldi da poter reinvestire sul territorio. Sono soldi che oggi restano nelle tasche dei balneari. 

Questa anomalia che genera tutto il male e il brutto di Ostia non si sposterà di un centimetro. Il Movimento 5 Stelle, che ha vinto elezioni a cui nessuno è andato a votare per disperazione o disgusto e che hanno visto alle urne solo le persone che avevano appunto un diretto interesse nella partita, è totalmente contrario a livello nazionale e a livello locale a questa evoluzione in chiave europea. I leader nazionali del Movimento hanno manifestato in piazza contro la Direttiva Bolkestein e dunque a favore di cricche, poteri forti e lobbies. Il Movimento 5 Stelle è l'unico partito italiano che può permettersi di avere un candidato primo ministro che è sceso in piazza a protestare a fianco della dinastia Tredicine. La collateralità, come fa intendere chiaramente anche Feltri nel suo articolo, tra M5S e balneari non si discute. Ma del resto è la stessa mossa che il Movimento 5 Stelle ha fatto per quanto riguarda i bancarellari, i tassinari, i dipendenti comunali, gli impiegati delle municipalizzate, i cartellonari e qualsiasi altra lobbies capace, a fronte non importa di cosa in cambio, di portare voti con le orecchie. 

Quello è l'unico obbiettivo: raggiungere e mantenere il potere purchessia. Non importa le conseguenze, non importa a prezzo di cosa, non importa la qualità del tuo consenso e la pulizia dei voti che ti arrivino. Non importa cosa lascia non dico alla prossima consiliatura, ma alla prossima generazione. Visione zero, strategia zero, occupazione del potere fine a se stesso. Obbiettivo è solo scalzare la pessima politica di prima: scalzare la pessima politica con altra pessima politica. 

45 foto e tante considerazioni&confronti sulla metropolitana di Dubai

18 novembre 2017











































Di ritorno, da poco, da una settimana di vacanza negli Emirati Arabi Uniti, tra Dubai e Abu Dhabi, vi mando delle foto da me tutte scattate a Ottobre 2017, relative alla meravigliosa, incredibile e futuristica metro di Dubai.
Tra tutte le metro viste per il Mondo, credo che questa, per bellezza, efficenza, pulizia ed economicità (ebbene si, è economica più della nostra... basti pensare che con 3 euro circa, ti porta dal centro all'aeroporto... ed il tratto è di quelli lunghissimi).
Praticamente entra quasi nell'Aeroporto Internazionale (altro luogo da meraviglia e sogno).
E' strutturata su due linee, copre distanze enormi. Per una parte va sottoterra, per poi proseguire in sopraelevata... inutile dire che sia uno spettacolo, vedere quando attraversa i grattacieli illuminati di notte oppure baciati dal sole... mi sono sentito come Harrison Ford in Blade Runner.
E' recente inaugurata nel 2009 la linea rossa e nel 2011 la linea verde. Ora ne hanno in mente di costruire un'altra linea in poco tempo.
I convolgi sono completamente meccanizzaniti senza guidatore.
Le stazione tutte provviste di aria condizionata ed ermeticamente separate dal caldo esterno.
Le banchine hanno vetri anti suicidi ed incidenti.
Inutile dire che non ho mai trovato in terra un mozzicone di sigaretta o un foglio di carta... è tirata completamente a lucido. Con inservienti ovunque in ogni ora che rassettano e spolverano come se stessero servendo la casa di un Emiro.
Le stazioni in interni ed esterni, sono da fantasicenza. Strutture avveniristiche, banchine di marmi e in laminati. Stazioni proggettate dai più grandi designer reclutati in tutto il mondo.
Ovunque vi è una vigilanza discreta e gentile.
All'interno i convogli sono tirati a lucido. I sedili puliti e senza un graffio.
I tornelli sono essenziali, bassi, senza gabbie. Qui nessuno si sognerebbe di superarli senza biglietto. Le leggi sono ferree, dure. La gente ha grande senso civico e di rispetto.
Mi ha anche colpito è la separazione dei convogli in tre distinti settori: quelli riservati alle donne; quelli di gold class; quelli per tutti gli altri.
In metro non vi sono bambini urlanti, saltimbanchi, venditori di cianfrusaglie, mendicanti o cantanti. Nessuno infastidisce nessuno.
Le fermate della metro hanno strutture tubolari e in vetro che collegano con grattacieli, centri commerciali e strade, tutte perfettamente insonorizzate e climatizzate.
I treni passano automatizzati passano a cadenze massime di 3 minuti. Inutile dire che non sgarrano di un secondo.
Led luminosi e informazioni sonore scandiscono orari e arrivi.
Non ho troto un graffito in tutta la città. Figurarsi nella metro.....
Si è in un sogno. In una terra che sembra lotana miliardi di chilometri dallo schifo immondo che ogni giorno debbo sorbirmi, da abbonato annuale, nella fatiscente e lugubre metro romana...
Quando sono tornato in Italia ho capito che dovevo rimettere il mio orologio 200 anni indietro.

P.S. una precisazione per tutti quelli che diranno: "aho nun cè nessuno... nun se vede nessuno nelle foto... è vota anagabido, li vanno tutti sulle Ferrari..."
Errore, è  frequentatissima, ma dato che è vietato fotografare le persone aspettavo che andassero via per scattare le foto e bisogna tenere  in considerazione, che visto che i convogli passano spessissimo tutto il giorno, non si crea MAI una ressa o si viaggia stipati come bestie come accade qui...
Cristiano Oliverio

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