Vi do case popolari ma voi state buoni. Svelato il patto segreto di Alemanno coi movimenti

24 febbraio 2017
“Considerato che…
Il sindaco di Roma e l’Assessore alla Casa, al fine di scongiurare il rischio che le tensioni sociali esistenti attorno al problema abitativo possano degenerare in veri e propri problemi di ordine pubblico… ha definito un programma di alloggi da realizzare e rendere disponibili…
…che la situazione di Via Cesare De Lollis per n. 85 nuclei familiari è stata risolta con l’assegnazione di alloggi popolari;
Che altri 4 nuclei familiari provenienti da Via Bruno Pellizzi sono stati recentemente inseriti negli alloggi ERP destinati ad anziani in località Lunghezzina.
Che si ritiene utile far fronte alla situazione di emergenza… attraverso l’assegnazione delle seguenti abitazioni ERP: “accordo di programma CAM (20 alloggi), ATER Via Tagliacozzo (10 alloggi), ATER in località Casal Monastero (40 alloggi)…”



A prima vista, questo enunciato burocratico potrebbe dirvi poco. In realtà, si tratta della parte centrale e più esplicita di un documento scandaloso e finora riservatissimo, cioè dell’accordo a suo tempo stipulato tra la Giunta Alemanno e la parte più estrema e violenta del cosiddetto “movimento di lotta per la casa”.
Il “protocollo d’intesa”, datato 24 luglio 2012 e che porta la firma dell’allora Direttore del Dipartimento Politiche Abitative Maurizio Bianchini e dei leader dei “movimenti” Luca Fagiano e Paolo Di Vetta, in sintesi si presenta come un patto inquietante con cui il Comune di Roma, in deroga a qualsiasi norma, si impegna ad assegnare un tot di case popolari a una lista di persone segnalata dai “movimenti” i quali, in cambio, gli promettono di “fare i bravi” liberando alcuni palazzi occupati.
Il documento è autentico (vengono riportati firme, timbri e numeri di protocollo). Eppure è così esageratamente osceno che si fatica a ritenerlo vero… E' emerso nell'ambito di un ricorso al TAR vinto da un occupante cui è stata data ragione perché la sua presenza in una casa popolare in realtà ottemperava il protocollo. Saputo dell'esistenza di un protocollo è stato semplice chiederne copia e scoprire l'esistenza di un patto indecente.
In sintesi, spieghiamo il meccanismo
Per poter ottenere una casa popolare (ERP), in teoria occorre presentare domanda e attendere pazientemente il proprio inserimento in graduatoria. In base al punteggio ottenuto, ad ognuno viene poi attribuita una “posizione”, che varia a seconda della propria documentata condizione di disagio. In genere, i pochi fortunati che riescono ad ottenere casa sono costretti a tempi di attesa infiniti (a volte di decenni).
Il patto siglato tra Alemanno e i movimenti prevedeva, per le famiglie di occupanti da loro segnalate, la possibilità di ottenere immediatamente (“con urgenza”) gli alloggi senza fare domanda e bypassando del tutto questa antipatica e obbligatoria trafila…
Case regalate ai movimenti quindi, in cambio di una promessa “pace sociale” - e dunque dietro un ricatto bello e buono - e del rilascio di alcuni immobili occupati abusivamente da anni.
Nel testo si citano 89 nuclei familiari ai quali questo regalo era già stato concesso (a 4 di loro, con l’assegnazione di alcuni appartamenti ufficialmente “destinati ad anziani”!) ed altri 37 ai quali si prevedeva di regale altri alloggi nel giro di pochi mesi. Si tratta di persone che, in nome di questo patto, si è consentito che passassero davanti a tutti coloro che umilmente aspettavano il  loro turno.
In un passaggio, viene citato un palazzo “in zona Casal Monastero”, che in passato è  stato oggetto di varie inchieste giornalistiche (da La7 al Corriere). Ci si chiedeva: “perché il Comune lascia vuoti decine di appartamenti, nonostante ci siano migliaia di persone in graduatoria e che da anni attendono una casa popolare”?
Oggi sappiamo perché: quelle case erano state promesse agli amici di Fagiano e di Di Vetta, con buona pace di chi attendeva il proprio turno il lista d’attesa.
Nello stipulare il loro “patto molotov-ribbentrop” de noantri, Alemanno e i kompagni  non avevano però fatto i conti con il nuovo direttore del dipartimento politiche abitative.
Succede infatti che il successore di Bianchini, Aldo Barletta - che iddio lo salvi e lo tuteli perché è rimasto l'unico argine allo strapotere di movimenti che non sono altro che la vera mafia romana - decida di impedire la messa in opera dell’accordo, rifiutandosi di autorizzare l’indebita assegnazione alle famiglie segnalate dai movimenti.
Oggi quelle case risultano ancora vuote e ciò, se da un lato è conferma l’onestà di Barletta (che non si è piegato al diktat), dall’altro rappresenta un’ammissione di debolezza del Comune, che è incapace di assegnare quegli appartamenti a chi ne ha realmente (realmente!) diritto cioè alle persone in graduatoria.
Questa vicenda schifosa è solo la punta di un iceberg di illegalità e di favoritismi che per anni sono stati perpetrati a danno della città e soprattutto della sua parte più fragile e bisognosa. Dietro il paravento dell’”emergenza” si continuano a nascondere gli interessi di un esercito di prepotenti, di parassiti e di veri e propri banditi, che ancora conserva il potere di tenere in ostaggio la capitale d'Italia, impedendole di normalizzare secondo diritto e giustizia i suoi gravi ma assolutamente risolvibili problemi sociali.

La latitanza politica della nuova giunta, ha ora permesso ai businessman dell’emergenza di riprendere fiato, dopo aver visto le streghe sotto la consiliatura di Marino…
Alla magistratura il compito di valutare eventuali profili di illegalità formale.
A chi legge è invece concessa la facoltà di giudicare moralmente questi personaggi, che si sono resi protagonisti di questo scientifico e inconfessabile sistema di prepotenza e di ingiustizia.

La Rustica Uir. La stazione ferroviaria più strategica di Roma è abbandonata

23 febbraio 2017
Entrata in funzione nel 2005, con circa 22.000 mq di area parcheggio, illuminata a giorno da centinaia di lampioni, servita da 1 treno ogni 15 -20 minuti per il centro di Roma (Tiburtina) e Tivoli - mete raggiungibili entrambe in meno di 20 minuti! - posta a 500 metri dall’uscita 15 del Grande Raccordo Anulare e malgrado ciò snobbata e completamente, amaramente, desolatamente e inspiegabilmente abbandonata.
Potrebbe essere uno degli snodi di scambio più importanti della città, una roba al pari di Anagnina, con oltre 600 posti auto disponibili e gratuiti a 500 metri dall’uscita del GRA, a meno di 1km dall’uscita dell’A24, collegata a pochi metri dal parcheggio dalla fermata del 447 con le limitrofe zone di Tor Sapienza, la Rustica e Tor Cervara fino alla metro Rebibbia; in uno dei tratti del GRA più congestionati di Roma. Eppure chiusa, sbarrata da enormi barriere jersey di cemento a impedirne l’acceso
















Non si riesce a trovare una sola unica motivazione per cui una risorsa così importante, cosi strategica possa essere lasciata abbandonata e nell’incuria più totale tanto da diventare supermercato a costo zero di materiale per il vicino campo nomadi e zona franca per losche figure che utilizzano gli spazi chiusi per intrattenere le loro attività di dubbia correttezza e legalità.
Tale condizione è completamente ingiustificata poiché la stazione di per se è perfettamente funzionante, dotata di ascensore per i disabili, cartellonistica, illuminazione ecc., si trova proprio di fronte a un grande comando della Guardia di Finanza, 20 metri dall’ipermercato “Metro” e dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate, in una zona che senza subire alcun clamoroso intervento strutturale, potrebbe accogliere migliaia di pendolari e decongestionare il quadrante autostradale e stradale di Roma est.
In qualsiasi città europea questo sarebbe un polo logistico, di business, pieno di attività commerciali e percorso da tantissimi impiegati, colletti bianchi, lavoratori intenti o a venire qui a lavorare oppure a lasciare qui la loro vettura privata per proseguire su ferro fino al cuore della città. Non serve essere un fine urbanista, un ingegnere dei trasporti o un genio per capirlo.
Ma d’altro canto a Roma ci sono situazioni ancora peggiore. Con la fame di trasporto che c’è e con le enormi lande desolate di quartieri dormitorio completamente privi di mezzi su ferro e dunque tagliati fuori dalla vita sociale della città (salvo per chi è disposto a passare ore e ore al giorno in auto), la Capitale d’Italia si permette il lusso di chiudere e di lasciare in completo abbandono fior di stazioni ferroviarie nel cuore della città: Roma Casilina, Roma Val D’Ala e infine Vigna Clara, stazione pronta ma bloccata da un ennesimo idiota ricorso al TAR intentato da alcuni residenti inqualificabili preoccupati del… rumore dei treni. Mezza città bloccata per colpa loro e l’amministrazione zitta. Come su tutto il resto. 

Via Teano. Uno spaventoso pezzo di Roma abbandonata dentro Roma

22 febbraio 2017












Scrivo per segnalare una situazione che sta giungendo seriamente al limite. Un limite già ben delineato dal degrado diffuso nella città ma che nel V Municipio assume dei contorni agghiaccianti, L'area verde non attrezzata che risulta privata, delimitata da via Teano, via Prenestina, via Telese e via Maddaloni (in riferimento con la Ortofotografia qui sotto).

Ho eseguito, in data 17/01/2017, dopo continue chiamate a Polizia Municipale, Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco, un Esposto al Comando della Polizia Municipale ed al Presidente del V Municipio per la situazione in cui versa l'area e che risulta meglio descritta nella copia dell'esposto stesso che Vi trasmetto in allegato.

Spero che possiate render nota la situazione tramite il vostro blog, perché sono mesi che siamo letteralmente imprigionati da rumori, fumi derivanti dai roghi di rifiuti giornalieri e quant'altro disagio e pericolo porti vivere a ridosso di un campo rom.



Nel file pdf dell'esposto ho "censurato" i miei dati, pertanto siete liberi di rendere noto, qualora vogliate o lo riteniate opportuno, l'esposto stesso.

Purtroppo lo stesso esposto non ha sortito alcun effetto e l'area, dal momento dell'esposto fino ad oggi, è stata ulteriormente riempita di rifiuti.
Mario

*E' la solita storia. Pezzi di città abbandonati, esattamente guardacaso come a Tor di Valle. Per burocrazia, per follia progettuale, per ideologia (no alle golade de cemendo, sì a terreni privati che così restano nel più totale abbandono, pericolosi, spaventosi). E così la città cresce a macchia di leopardo, si edifica solo sui terreni dei più potenti, dei più ammanicati. E tra un quartiere e l'altro, tra un gruppo e l'altro di case, ingestibili brownfields che si riempiono di discariche abusive, roghi tossici, campi illegali, autentici villaggi. In questo punto qualche mese fa si è consumato uno stupro gravissimo. In attesa del prossimo delitto in nome di una mentalità malata che considera "area verde" ciò che è solo squallido abbandono. E' una cosa che succede soltanto a Roma. Non ci sono paragoni in nessuna altra città occidentale. Ma nel V Municipio i problemi sono altri: bisogna pensare a come ricompensare l'appoggio elettorale della mafia dei movimenti e dei centri sociali, lavorando pancia a terra per dar loro pezzi di città pubblica in risarcimento. Come ad esempio il Cinema Aquila...
-RFS

Cosa altro deve fare prima di dimettersi l'imbarazzante consigliere Angelo Diario?

21 febbraio 2017

Nella settimana tragica in cui Michele, un giovane grafico 30enne si è tolto la vita per assenza di prospettive lavorative e futuro, lasciano interdetti le parole del kompagno Consigliere Comunale Angelo Diario del M5S.
Fuori da ogni regola del Codice degli Appalti, fuori dal buon senso in primis e poi fuori dal vivere civile e dal corretto utilizzo della propria funzione pubblica, Angelo Diario ha richiesto con quello che può apparire a prima vista un banale post su Facebook, il lavoro volontario e gratuito di un grafico per realizzare dei pittogrammi da associare alle discipline sportive praticate negli impianti di Roma Capitale. Il post è stato poi farcito da una polemica ridicola contro il precedente Sindaco Marino, “reo” di aver pagato il lavoro di una agenzia grafico ben 20'000 euro (praticamente nulla rispetto alle tariffe del settore) per realizzare un precedente logo di Roma Capitale. Se si analizza il post del kompagno Consigliere Angelo Diario, l'abominio che emerge è basato su queste gravissime considerazioni:

1)      la schiavitù è stata abolita.
2)      il lavoro, qualunque esso sia, si paga sempre.
3)      Roma Capitale non può meritare che un tizio con 500 voti messo così come poi leggeremo a fare il Presidente di una Commissione, raccatti figure professionali con un post su Fb tra gli amici degli amici.
4)      Non si può pensare di amministrare Roma Capitale come se si gestisse la squadretta della parrocchia, chiedendo regalie e favori agli amici degli amici.
5)      Negli impianti sportivi di Roma Capitale ad occhio e croce vengono praticate una cinquantina di discipline sportive, 50 pittogrammi “gratis et amor dei” non sono pochi...

Dopo il post si scatena la bufera sui social e siti di informazione rilanciano, i grafici di tutta Italia imbufaliti tempestano i profili del kompagno Consigliere Angelo Diario che dopo poche ore pubblica delle prime scuse che sanno molto di arrampicata sugli specchi, “in ufficio si parlava, il marito grafico, non ho saputo trasmettere lo spirito...” ma se andiamo a ben leggere la situazione assume carattere ridicolo, diventa teatrino ed addirittura a nostro modo di vedere assume aspetti inquietanti per un esponente del Movimento dell'onestà.... ma 50 pittogrammi li farebbe davvero il marito della donna (dipendente, consulente, collaboratrice pagata, volontaria...) citata nelle ridicole scuse pubblicate in piena bufera scatenata sui social dopo il vergognoso post? Chi è questa donna?

Pubblicare nome e cognome suo e del marito a questo punto sono il minimo che il kompagno Consigliere Angelo Diario dovrebbe fare, ad onore della trasparenza e per evitare che qualche paladino dell'antionestà inizi a pensare visti i precedenti poco simpatici ”tuo marito fa il lavoro gratis ed a te ti triplico lo stipendio...”.

Queste prime scuse che sanno molto di bambino dell'asilo beccato dalla maestra a prendere la cioccolata di nascosto naturalmente fanno ulteriormente peggiorare la situazione sui social ed arrivati a sabato notte, il kompagno Consigliere Angelo Diario taglia la testa al toro, elimina il post!
Ma Beppe Grillo non diceva che internet non dimentica? Il gesto qualifica il personaggio per quello che è, un miracolato che con 500 voti ricopre un'importante e decisiva carica pubblica, che senza aver mai gestito un impianto sportivo comunale, senza aver mai gestito una mal ridotta palestra scolastica municipale, senza aver mai dovuto affrontare nel concreto i problemi di presidi, bidelli, istruttori pontifica su regolamenti, norme, burocratizzando lo sport, svilendo la passione. Non si parla mai di sviluppo, lavoro o prospettive, solo di regolamentazione, cavilli, procedure, carte, incartamenti.

Domenica mattina i grafici di tutta Italia, ormai agguerriti, si accorgono che il prode kompagno Consigliere Angelo Diario ha eliminato il post incriminato ed allora decidono di invadere i suoi profili social chiedendogli conto del gesto, tagliare è un po' scappare?
Ad ora di pranzo, evidentemente consigliato dall'alto, dopo montagne di insulti ed improperi, il kompagno Consigliere Angelo Diario fa un nuovo post di scuse bislacche, confuse, parla di errore comunicativo, in tanti commentano sui social e chiedono a gran voce di vergognarsi e di dimettersi anche e soprattutto in rispetto di Michele.

 




L'unica a difendere il kompagno Consigliere Angelo Diario è tale Giunia Dany, dipendente comunale applicata alla Commissione Sport che insulta direttamente i cittadini che hanno osato esternare lo schifo che provano per il post dell'esponente M5S. Licenziarla in tronco e mandarla a cercare lavoro sarebbe quello che accadrebbe in un paese civile...

 

Ma chi è il kompagno Consigliere Angelo Diario?
Nei numerosi resoconti dal “Municipio delle Vergogne”, il suo nome è spesso venuto fuori e per chi volesse approfondire qui trova tuttala storia. In sintesi è un dipendente al Ministero delle Finanze, tuttora presidente della ASD Fulmini e Saette associazione di podisti che gestisce con la moglie, ricercatrice alla Sapienza, a fargli da vicepresidente e spicca come atleta di punta direttamente dall'Ex Lavanderia drakula Maggi, assessore okkuparolo del M5S al Municipio XIV (l’ultimo suo post Facebook parla dei “danni della legalità” a Roma. Alla faccia del partito degli onesti). Oggi con poco più di 500 voti raccimolati in tutta Roma, qualche podista, qualche collega del ministero, i condomini, qualche famigliare, si ritrova Presidente della Commissione Sport di Roma Capitale, senza alcuna precedente esperienza amministrativa, anzi alcuni tentativi con proposte “singolari” che misurano lo spessore erano stati fatti, sono infatti lontani ma così vicini i tempi in cui in compagnia dell'amico Andrea Severini in Raggi organizzava il dimenticabilissimo Monte Mario Bike Tour, gite in bici tra attivisti grillini della prima ora del tutto paragonabili alla Coppa Cobran di fantozziana memoria. Insieme provarono pure a fare il pane sociale in un forno abbandonato al Santa Maria della Pietà con il risultato che la Asl recintò immediatamente il locale. E come dimenticare l'iniziativa per orti condivisi (sempre insieme ad Andrea Severini in Raggi con il supporto del formidabile Alfredino Campagna) “We Zapp!” che nonostante la bandiera di Cuba sullo foto di sfondo di un articolo finito addirittura sul giornale naufragò tra le scartoffie municipali?

 

Almeno la birra artigianale fatta in casa e promossa negli stand abusivi all'Ex Lavanderia gli riesce bene. Lui che per riqualificare l'area del Santa Maria della Pietà ha sempre la soluzione giusta, purché non finisca nelle luride (testuale) manacce dei privati... improvvisamente Donna Virginia diventa Sindaco e tre commissioni vengono date ai fedelissimi provenienti dal Municipio XIV, Marco “me lo magno” Terranova viene ripescato e poltronato con 422 voti e la maturità scientifica alla fondamentale Commissione Bilancio, Donatella Iorio archietetta che non esercitava più la professone per sua stessa dichiarazione ma insegnante viene messa alla presidenza della Commissione Urbanistica a tenere a bada con pessimi risultati Berdini, il Kompagno Consigliere Angelo Diario andrà alla Presidenza della Commissione Sport con i risultati sopra esposti.

 

Essere pezzenti è il futuro, elemosinare il lavoro sarà il domani, oggi tocca ai grafici, domani a chi?
Intanto se qualcuno a seguito di avviso pubblico per 2'000 euro IVA ed imposte incluse vuole organizzare la festa finale del Carnevale al Municipio XIV, promuovere l'evento, pagare la Siae, le imposte per le affissioni, la tassa per l'occupazione del suolo pubblico, la tipografia, e magari fare pure qualcosa è un benefattore oppure trova artisti, giocolieri, musicanti, trampolieri a gratissss...

 

Non contento di aver passato una settimana d’inferno (ma forse a lui non importa alcunché), il buon Diario ha continuato e dopo il pronunciamento della Soprintendenza sulla ormai celebre tettoia di Tor di Valle cosa ti ha fatto? Ma semplice: se n’è uscito con un tweet ridicolo rilanciato poi con orgoglio su Facebook e altrove. Anche qui autentico diluvio di polemiche e insulti tanto che - sempre nottetempo come fanno solo le persone coraggiose e affatto vigliacche - il post è stato rimosso.

Quale sarà la prossima?
Paolo

Lo sciopero selvaggio dei taxi è ancor più inquietante di quanto sembri

20 febbraio 2017
Perché in questi giorni in tutta Italia, ma essenzialmente e soprattutto a Roma e a Milano, i tassisti stanno protestando in maniera selvaggia dimostrando ancora una volta da una parte di vivere protetti da chissà quali poteri forti politici e dall'altra di non meritare una licenza di pubblico servizio?

Ma perché i tassisti protestano in maniera così animata. Perché sono convinti che alcuni accorgimenti contenuti nel decreto Milleproroghe, in via di approvazione in Parlamento, siano un vantaggio per Uber. Si tratta in realtà di una sacrosanta proposta di Linda Lanzillotta di togliere una clausola ad una vecchie norma di una decina d'anni fa che - su pressione di Alemanno e di Gasparri, sempre loro eh - obbligava gli NCC (Noleggio Con Conducente) a tornare al loro garage ogni volta prima di ripartire con la corsa successiva. Un procedimento ridicolo, macchinoso e pure anticostituzionale e anticoncorrenziale cui infatti nessun Governo ebbe il coraggio di far seguire da decreti attuativi. LA norma tuttavia c'era e veniva strumentalizzata dai tanti avvocati senza scrupoli dei tassinari che, sommergendo i noleggiatori di denunce, ogni tanto ottenevano qualche condanna. Condanna che significava la perdita della licenza e dunque del lavoro da parte del decapitato. Il tutto in nome di una legge ingiusta e incostituzionale che ora giustamente l'amministrazione statale vuole abrogare. 

Oltre che incostituzionale quella legge era assurda perché pensata esclusivamente per i problemi, tutti locali e non presenti in altre città d'Italia, della situazione romana. A Roma il numero delle licenze di taxi è bassissimo (lo si tiene basso in modo che chi ha la licenza ha un titolo che vale molto, come nel protezionismo fascista o nel corporativismo medievale), ancor più artatamente basso è il numero delle licenze NCC: poche centinaia. Sebbene il mercato richieda in maniera spasmodica questa tipologia di servizio. Per non inimicarsi i tassinari, capaci di spostare pacchetti di voti come fa la criminalità organizzata quando decidere di sostenere quella o questa compagine politica, le amministrazioni comunali non hanno mai adeguato l'offerta di licenze alle richieste del mercato. Benché così facendo il Comune di Roma, in crisi finanziaria cronica, avrebbe potuto incamerare milioni di euro. 

Ne è conseguito che il mercato si è in qualche maniera autoregolamentato e le licenze che il Comune di Roma non rilasciava sono state rilasciate dai comuni circostanti dell'hinterland giù giù fino al basso Lazio o l'alta Campania. Un caos che è nato però come risposte alle mancanze del Comune di Roma. Per punire questi noleggiatori che lavorano a Roma pur avendo la licenza di altri comuni (ma lo fanno per il semplice fatto che a Roma c'è un mercato cui nessuno intendeva dare risposta pur di mantenere privilegio a chi nel mercato c'era già entrato) Gianni Alemanno si inventò una norma che li obbligava alla fine di ogni turno a tornare nel garage di partenza. Ma se questa norma aveva un senso corporativo e squallido a Roma, mancava completamente di senso in altri contesti italiani dove il problema della scarsità di licenze e delle licenze "burine" non esiste. Oggi giustamente questa cagata si cerca di eliminarla...

Il problema, rispetto a tutto questo se lo caliamo nel contesto romano, è che i tassisti (sovente i peggiori) teleguidano una parte della politica romana. Proprio teleguidano ("noi chiediamo, loro fanno") e questo è inquietante. Visto che i teleguidati sono di ogni colore politico, ma visto anche che i Cinque Stelle sono teleguidati al 100%, la cosa si fa imbarazzante visto che ora i Cinque Stelle sono al governo della città. Ecco perché a fronte di uno sciopero selvaggio criminale e violento, nessun rappresentante del Comune si è sognato neppure lontanamente di difendere la città, i turisti, la sua immagine e i tanti tassisti seri che vorrebbero tornare a lavoro ma che non possono farlo, come vedremo a causa di ronde e intimidazioni. 

Riavvolgiamo il nastro agli anni della Giunta Marino. Le opposizioni a Cinque Stelle proposero una mozione assurda che venne ben presto trasformata in una delibera del Comune (a riprova che quando bisogna tutelare le lobbies che portano voti, clientele e consenso si è sempre tutti d'accordo, Cinque Stelle inclusi) che poi ovviamente il TAR annullò senza colpo ferire. Peccato che la cosa portò milioni e milioni di danno erariale all'amministrazione. 

Ma oggi, con i Cinque Stelle appunto al governo, la situazione è ancora più complicata e assurda. Uno dei leader maximi della protesta è tale Pasquale Merlo; ieri è apparso  un articolo sul Messaggero dove lo stesso soggetto dice che non stanno scioperando selvaggiamente ma che invece sono "in agitazione".
In realtà  si tratta di uno sciopero forzato da alcuni facinorosi che stanno facendo delle ronde, con tanto di intimidazioni e minacce contro i crumiri. Il video qui è stato trovato nella pagina di Merlo e fa capire chiaramente di cosa stiamo parlando. 

All'elezione della Sindaca Raggi, Pasquale Merlo postava così. Sottolineando che ci sarebbero stati problemi per i "buri" ossia gli ncc con Autorizzazione non del Comune di Roma. In questo post dove Merlo spiega il sistema che lega i ras dei tassinari alla politica e ai sindacati: "noi chiediamo, loro rispondono". In questo video si spiega che i SoffoKati (il gruppo di tassisti oltranzisti) e il M5S sono in realtà "una cosa sola". E in quest'altro post c'è di mezzo pure Luigi Di Mario. Con ogni probabilità poco dopo l'uscita di questo articolo tutti i link saranno disattivati, ma intanto ci proviamo.
SoffoKati è un gruppo di tassisti oltranzisti, una sorta di autonomi pentastellati dei tassinari, hanno a quanto dicono loro stessi partecipato anche agli scontri violenti di Parigi contro Uber di qualche tempo fa. Il gruppo SoffoKati su Facebook è segreto ma basta consultare chi sono i membri, pur non potendo leggere i contenuti, per capire quale sono gli orientamenti politici. Da qui le domande a Linda Meleo, Enrico Stefano, Virginia Raggi:

- cosa pensate della violenza che alcuni tassisti stanno inferendo alla città ormai da giorni?

- che rapporto avete col gruppo dei SoffoKati?

- che rapporto avere con Pasquale Merlo?

- cosa state facendo per risolvere il problema? Quali azioni avete messo in piedi per ripristinare il servizio pubblico?

- cosa pensare dei farabutti che obbligano i colleghi a scioperare?

- pensate che lo sciopero (sebbene selvaggio) sia un diritto o un dovere da imporre con la violenza?

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