Decine di segnalazioni dei cittadini ignorate. Poi esce un articolo su Roma fa Schifo e subito vanno a pulire

27 novembre 2014

Vi ricordate l'articolo sull'ara di Largo della Moretta che abbiamo pubblicato domenica scorsa? Se non ve lo ricordate eccovelo qua. Insomma sapete come è andata? L'articolo è uscito domenica, ha riportato tutto lo schifo di quest'area. Evidentemente qualcuno si è vergognato, ha alzato il telefono e ha fatto funzionare - solo per un istante - le cose. Et voilà. Tutto pulito già lunedi scorso (magari ora è già di nuovo scarabocchiato).
Come dite? Dovremmo essere felici perché la cosa sottolinea la nostra influenza? Ma manco per sogno, invece. La cosa sottolinea solo la cattiva fede e l'inefficienza dell'amministrazione. "Avevamo segnalato la situazione delle scritte vandaliche forse una decina di volte tramite esposti e altro" ci spiega Leonardo, l'autore delle foto, "ma sono venuti rapidi rapidi a pulire solo quando le immagini sono finite in prima pagina su Roma fa Schifo". 
Terzo mondo. Semplicemente modalità operative da terzo mondo. Quando decidiamo di uscirne?

Vedete anche voi questo accampamento abusivo in piena San Lorenzo? Ecco, sappiate che non esiste, è frutto della vostra immaginazione






Accampamento abusivo con tanto di auto senza targa a supporto lungo le Mura Aureliane a San Lorenzo. Una cittadina segnala alla mail sindaco@comune.roma.it, la mail viene girata alla Polizia Locale, la polizia locale "lavora" la pratica e risponde: siamo andati sul posto, ma non esiste nessun accampamento. Misteri nel Secondo Municipio o confini estremi e irraggiunti della scarsa voglia di lavorà?

"Non potete venire in trasmissione perché Roma fa Schifo è antisemita!". Marione e l'ultima mirabolante trovata di Te la do io Tokyo


Un paio di giorni fa avevamo annunciato la nostra presenza nella trasmissione di Te La Do Io Tokyo, il programma radiofonico del noto conduttore Marione che se ne uscì la settimana scorsa con affermazioni gravi, diffamatorie e strampalate per analizzare e dare una chiave di lettura al nostro lettissimo articolo sulle 10 discontinuità che stanno mettendo in difficoltà il sindaco Marino.
In quell'articolo - lungi dall'essere una difesa del sindaco che abbiamo attaccato per mesi e che continueremo a incalzare sempre di più - segnalavamo che la questione della Panda e delle multe era stata strumentalizzata da alcune aree del PD per sbarazzarsi di un sindaco che, volontariamente o più probabilmente involontariamente, stava mettendo in discussione alcuni affari loschi che tradizionalmente quella e altre parti politiche perpetravano ai danni della città da decenni. 

L'interpretazione di Marione di questo articolo è stata in estrema sintesi la seguente:
1. Abbiamo scritto "bene" del sindaco dopo aver incontrato il vicesindaco Nieri il quale ci ha dettato la linea.
Falso, mai nessun incontro con Nieri ci è stato. Mai parlato con il Vicesindaco in vita nostra. Anche perché consideriamo non tanto Nieri, ma quanto il mondo che ci gira attorno un acerrimo avversario della linea di questo blog. Nieri è in Campidoglio il garante di movimenti, antagonisti, okkupanti e altra masnada che noi consideriamo feccia. Brinderemo quando Nieri verrà sostituito con un altro vicesindaco e quando il mondo che gli fa riferimento verrà ricondotto alla legge. Ma al di là di questo pensare che ci facciamo dettare i testi da qualcuno la dice lunga su come Marione intenda il mondo dell'editoria, del giornalismo e dell'impegno civico. Secondo loro non puoi avere un'opinione, se ce l'hai e se questa opinione è netta e magari controcorrente bisogna andare a trovare cosa c'è sotto. Bisogna capire cosa ci guadagni...
Il riferimento è ad un incontro ("Roma incontra il web") organizzato per il giorno 19 tra la Giunta Comunale e i blog (Roma fa Schifo compresa). Ma sarebbe stato sufficiente guardare gli orari. L'articolo 'incriminato' è uscito al mattino, alle 8.30. E si tratta in tutta evidenza di un articolo ampio, sviluppato e realizzato nei giorni precedenti (molti giorni!). Mentre l'incontro tra la Giunta e i blog (durante la quale in ogni caso non c'è stato nessun contatto tra Roma fa Schifo e Nieri) si è svolto nel tardissimo pomeriggio. Dodici ore dopo!

2. Abbiamo in passato scritto "male" del sindaco e dell'amministrazione per poi poter passare all'incasso.
Una accusa davvero infamante. Questo modo di fare giornalismo si chiama racket. Criticare qualcuno non perché si è convinti delle critiche, bensì solo col fine di essere remunerati (in termini economici, in termini di potere o altro) per ammansirsi. Inutile dire quanto questo modo di operare ci faccia schifo e quanto sia lontanissima dalla nostra impostazione. Questo non ha impedito a Marione di accusarci, senza conoscerci, di scrivere male di qualcuno per poi ricattarlo. Forse l'accusa più ignobile che si possa fare ad un blog civico. 

3. Ci siamo comportati esattamente come si fa a Reggio Calabria.
Davvero. Ha detto proprio così. Testuale e registrato. Praticamente Marione, solo perché abbiamo osato analizzare una questione uscendo dalla vulgata diffusa, ci ha dato degli 'ndranghetisti. Se non ci credete ri-ascoltate quello che ha detto su di noi


Insomma viste le accuse assurde, in un articolo avevamo chiesto a Marione: invitaci in trasmissione come hanno fatto altre radio e vedrete che ci spiegheremo, vedrete che capirete che non adoperiamo il nostro blog come uno strumento di racket, vedrete soprattutto che non difendiamo strumentalmente nessun sindaco. La trasmissione molto cortesemente ci aveva effettivamente accordato l'invito. Ed eravamo convinti che si fosse potuto fare un confronto civile, duro e interessantissimo per i lettori. Ne sarebbe scaturito insomma un bel dibattito su posizioni diverse. ma in grado di generare energie e di rispettarsi nonostante gli stracci volati. E ci sarebbe stata data l'occasione di spiegare e circostanziare anche le accuse che avevamo rivolto al pubblico di questa trasmissione.



L'invito era fissato per oggi alle 12 in punto: avevamo chiesto, telefonicamente, di poter intervenire via fono ma ci era stato giustamente consigliato - per parità - di essere presenti in studio. Avevamo accettato. Oggi, alle 10 passate, meno di due ore prima della diretta, ci chiamano dalla trasmissione dicendo che c'è un problema, che c'è necessità di "calmare le acque", che la Comunità Ebraica ritiene il nostro blog "razzista" e che dunque la diretta va rimandata. Avete letto bene. Ovviamente siamo cascati dalle nuvole. Abbiamo addirittura sospettato di essere registrati e che la telefonata fosse una gag poi da mandare in onda. Abbiamo chiesto di smetterla di scherzare, ma l'interlocutrice dall'altra parte era serio. Praticamente ci è stato spiegato che il veto da parte della Comunità Ebraica era dovuto alla nostra posizione sugli urtisti, i venditori di paccottiglia turistica che sono piazzati davanti ad ogni monumento a Roma. Noi, come il Ministero, la Soprintendenza, il Comune e tutte le istituzioni, siamo favorevoli a spostarli e questo, secondo la trasmissione di Marione, dà fastidio a tal punto alla Comunità da spingerla a metter veti sugli ospiti. E' incredibile pensare che una trasmissione come questa, che passa come libera, sprezzante e felicemente spregiudicata, si faccia dettare l'agenda da Comunità, gruppi di pressione, poteri forti o altro.


Urtisti di fronte a Castel Sant'Angelo sui percorsi per non vedenti

Ma ovviamente non è così. Ovviamente la trasmissione ha ritenuto inopportuno confrontarsi con noi, chissà perché, e ha optato per inventarsi questa sciocchezza: non bastava dirci che non volevano più ospitarci e ciccia? Magari non aspettando così, magari non avvisandoci due ore prima per un appuntamento preso 6 giorni fa. Tra l'altro mettendo in cattiva luce la Comunità Ebraica stessa. Figuriamoci, infatti, se un'istituzione storica, seria, autorevole come la Comunità Ebraica si mette a porre veti sugli ospiti di... Marione! Questo ci hanno voluto far credere insultando la nostra (e soprattutto la vostra) intelligenza. Ovviamente abbiamo chiesto insistentemente evidenze: c'è una mail? C'è un documento ufficiale? C'è un comunicato stampa della Comunità Ebraica che indica Roma fa Schifo come ospite inopportuno in una radio privata sulla quale la Comunità stessa avrebbe non si sa perché qualche voce in capitolo? Chi è la persona - nome e cognome - dirigente della Comunità che ha segnalato l'inopportunità di ospitarci? E con che mezzo l'ha segnalata? Naturalmente nulla di tutto ciò è stato prodotto. Ergo, tutto inventato. Abbiamo insistentemente chiesto informazioni e spiegazioni visto che eravamo sinceramente intenzionati a partecipare e a confrontarci e l'avremmo fatto con piacere e spirito civico: ci hanno detto che nello staff di Marione c'è un conduttore di religione ebraica e che c'è un "grande polverone" e che se noi avessimo conosciuto meglio la trasmissione avremmo capito (?). Questa l'unica spiegazione. Ma conoscere meglio cosa? Siamo andati ospiti in cento radio a parlare dei temi di Roma fa Schifo ed è la prima volta che veniamo messi in guardia sulla religione dei componenti dello staff radiofonico. Che senso ha?
Abbiamo insistito e la risposta è stata che la cosa era "delicata" e andava trattata come cosa delicata. E che dovevamo pazientare un paio di giorni affinché le acque si calmassero... Chiariamo: la voce femminile dall'altra parte del telefono è sempre stata cortese e non ha mai sostenuto di essere a favore di queste astratte accuse di razzismo, ma ha confermato di trovarsi in difficoltà a dar seguito all'invito suo malgrado. Indicando di avere qualche giorno di pazienza.

Ce ne dicono di tutti i colori, come i nostri lettori sanno, nell'arco della stessa giornata ci sono centinaia di persone che ci danno dei comunisti, centinaia di persone che ci danno dei fascisti, ma è la prima volta che ci capita di prenderci degli antisemiti. Non si finisce mai di imparare da chi opera buttandola sempre in burletta o in caciara.

Decidete voi se questa storia è più surreale, è più ridicola o è più inquietante. Noi propendiamo per la terza ipotesi. E francamente siamo molto seccati di essere stati presi in giro in questa maniera. Partecipare ad una trasmissione radiofonica (ci era stato assicurato tanto tempo) e liberare incontri, appuntamenti, riunioni per far spazio ad un impegno è qualcosa di oneroso per tutti. Ogni impegno chiaramente può saltare, per carità, ma con motivazioni serie e non con sciocchezze di questa bassezza. Peccato, soprattutto per gli ascoltatori di Marione: delle due l'una, o la loro trasmissione si fa dettare gli ospiti da entità esterne e misteriose, o la loro trasmissione si inventa scuse patetiche per censurare ospiti non graditi dopo averli ingiustamente infangati. Tertium non datur. Questione chiusa e promettiamo di non parlarne mai più e rassicuriamo tutti: non siamo ne 'ndranghetisti ne antisemiti.

Sempre più bancarellopoli. Lo schifo arriva addosso a Porta del Popolo, dove c'erano i librai ecco i venditori di scarpe da ginnastica







Quello che sta succedendo, ogni giorno sempre di più, nell'universo della bancarellopoli romana è un mistero. Anzi no, nessun mistero: semplicemente l'amministrazione è in balia dei 12mila esercenti su suolo pubblico che rendono Roma un caso unico a livello mondiale. Davvero mondiale. Invece di considerare, tuttavia, questo un grave problema quale è, la città sembra orientata al quieto vivere. Ma nel quieto vivere chi sta quieto subisce e chi invece vuole curare i propri interessi la fa franca.
Il fatto che di fronte a Porta del Popolo, in un luogo storicamente, architettonicamente e paesaggisticamente delicatissimo, alcuni banchi dedicati ai libri si siano trasformati in raccapriccianti bancarelle di scarpe col consueto furgonaccio in divieto di sosta è solo un goccia che fuoriesce da un vaso pieno, da anni, fino all'orlo.
Quali sono i progetti? Perché non si interviene in maniera strutturale? Davvero si pensa che si possa continuare così a lungo? Non è che - al di là di qualche tentativo, pur lodevole per quanto riguarda urtisti e camion-bar - l'amministrazione appare troppo debole e rinunciatiaria nei confronti di interessi coriacei e compatti?
Ignazio Marino è stato eletto per rappresentare un momento di forte discontinuità rispetto al passato. Vuole lasciarci, dopo cinque anni, una città con le stesse (anzi con più) bancarelle che ha trovato nel 2013? Sarebbe ridicolo. Significherebbe non aver capito il problema e non aver intuito una delle vere cause (non una generica "crisi") di dissesto economico del tessuto commerciale della città. Per quale motivo la città di Roma deve sopportare nelle sue strade - in cambio praticamente di nulla, tra l'altro - format commerciali da primo dopoguerra? Inesistenti altrove? Degradate e degradanti? Assessore Marta Leonori se ci sei batti un colpo.

Alfio Marchini stecca la prima. Vuole fare lo sgambetto all'amministrazione, ma viene pizzicato con decine di manifesti abusivi. E stasera su Le Iene...

26 novembre 2014


https://twitter.com/Ale_Onorato/status/534387639051616257

Buffo, triste e misterioso il caso dei manifesti di Alfio Marchini usciti le scorse settimane per attaccare l'amministrazione Marino. Una amministrazione che merita critiche a tutto spiano, intendiamoci, ma che va criticata a ragion veduta, nel merito delle scelte poco coraggiose (rispetto alla gravità della situazione) che sta facendo. Senza il populismo che trasudava dalla campagna promozionale di Marchini. Altrimenti la cura (Marchini) diventa peggiore del male (Marino).
Ma partiamo dall'inizio. In centro tutti manifesti regolari, pagati, vidimati e timbrati. A tal punto che, pur non condividendo i toni della campagna, abbiamo scritto (lo trovate nella time line del nostro profilo) un bel tweet di elogi a Marchini: "bravi, raro vedere una campagna politica tutta regolamentare". 

Purtroppo siamo stati smentiti a strettissimo giro perché in molti quartieri i manifesti abusivi si sono sprecati. Molti di questi sanzionati dall'Ufficio Affissioni con i classici cartelli. Insomma Alfio Marchini, senz'altro in buona fede, vuole fare il sindaco di Roma ma non riesce neppure a controllare i suoi attacchini e i suoi collaboratori. 
Peccato perché la campagna - e, badate, non è poco - aveva una bella grafica. In una città che fa del cattivo gusto il denominatore minimo comune anche sulla comunicazione politica. Qui non era male invece. Peccato per i temi improntati al più becero populismo: il problema delle auto non è sosta selvaggia e troppe auto per abitante ma la striscia blu che costa troppo; il problema dei bus non è una evasione tariffaria che ucciderebbe qualsiasi azienda, ma i km di linee tagliati e via così. Visti i temi Marchini se l'è meritata questa magra figura. Magra figura che non sarà affatto mitigata, anzi, da un servizio su tutta questa storia (partita dai nostri tweet a Alessandro Onorato, primario esponente del movimento politico di Marchini) che andrà in onda questa sera a Le Iene.
Insomma non emerge il motivo per cui una campagna regolare è stata affiancata da una campagna abusiva e pirata. Un errore di comunicazione? Difficile. Uno sbaglio del Comune? Improbabile. Una precisa indicazione di fare alcuni manifesti regolari e poi tutti gli altri affiggerli così alla menopeggio abusivamente? Mah. Anche noi quando abbiamo chiesto conto a Alessandro Onorato (come dimostrano i documenti qui sopra) ci abbiamo capito fino ad un certo punto. Voi che dite?

ShareThis