#romadicebasta, ma a che cosa? Peggio di Raggi c'è solo chi protesta a casaccio contro la Raggi

15 ottobre 2018
I romani hanno un enorme problema non facilissimo da risolvere: la loro ignoranza crassa, diffusa, ostentata, rivendicata, autocompiaciuta. Sono impreparati su tutto e considerano questo un pregio di cui vantarsi. Non conoscono nulla di nulla, ma vogliono esprimersi considerando il loro giudizio, scevro da qualsiasi approfondimento, valevole quanto quello di chi ha studiato e approfondito quella o quell'altra questione. 
Gli ignoranti ci sono in tutte le città del mondo, beninteso, ma la sensazione (complicata da dimostrare, invero, ma papabile) è che a Roma la percentuale sia decisamente maggiore: sopra il livello di guardia e tollerabilità. Inoltre a Roma di fronte ad un ceto d'insipienti assai attivo e rumoroso, s'oppone silente e mesta la vasta e inutile schiera dei cittadini preparati e aggiornati. Chi nulla sa sbraita facendo un caos dannato, chi è aggiornato al massimo parla sottovoce e viene guardato storto da chi sta in mezzo a questi due poli in posizione neutrale.

Il romano ignorante si trova sempre a disagio nella sua città. Si trovava a disagio con Alemanno e sbraitava, si trovava a disagio con Marino e sbraitava, si trova a disagio con Raggi e sbraita. Essendo ignorante non sa precisamente perché si trova a disagio, ma sa che sta male. Peraltro è ovvio: è impossibile stare a proprio agio in una città così piena di ignoranti. 

Oggi il romano ignorante vede strade malridotte, monnezza dovunque, traffico impazzito, mezzi pubblici che non passano, aree verdi e ville in abbandono: costerna, s'indigna e non s'impegna. Il romano ignorante non approfondisce, non studia, non cerca di comprendere cosa c'è dietro ai problemi e quali potrebbero essere le relative soluzioni: semplicemente protesta. Come un bebè che frigna.

Ultimamente, dopo mesi e mesi di #marinodimettiti, il romano ignorante ha preso a ripetere a pappardella un rotondo #raggivattene. Con lo stesso principio. Il romano ignorante non si rende conto che il primo problema della città è lui stesso e utilizza, di volta in volta, il sindaco come capro espiatorio pur di non assumersi le proprie enormi responsabilità. Secondo il romano ignorante bisognerebbe cambiare un sindaco grossomodo ogni 4 mesi.

L'aspetto più atroce del romano ignorante è che protesta contro i problemi, ma quando arrivano le soluzioni protesta contro le soluzioni. La profonda stupidità senza speranza di questa particolare tipologia antropologica è tutta qui. Ed è questo gioco al massacro che tiene la città bloccata. Le persone protestano contro la monnezza, ma se fai gli impianti di incenerimento o di biocompostaggio protesta contro gli impianti di biocompostaggio; le persone protestano contro il traffico ma se scavi parcheggi interrati e aumenti il costo delle strisce blu protestano contro queste misure; le persone si lagnano dei mezzi che non passano mai ma se finalmente realizzi qualche cordolo per proteggere le corsie preferenziali protestano contro quella scelta. L'ignoranza genera questo tipo di surreali situazioni e impedisce qualsiasi progresso piccolo o grande. L'unica è stare immobile. Ed è la strada che sovente i sindaci sono portati a scegliere.

Da questa situazione si esce soltanto con la comunicazione e un approccio, come dire, didattico ai problemi. Spiegando ai romani ignoranti e stupidi (o almeno alla piccola parte di loro disposta ad ascoltare) quanto sciocche sono le loro battaglie e le loro proteste miopi, facendo capire loro - anche usando strumenti nuovi (video tutorial, grafici, clip animate, perché i romani ignoranti vanno considerati dei malati o meglio dei tossicodipendenti da disintossicare) - cosa sono i problemi che gli generano tutto questo disagio, come sono stati affrontati altrove, come sono stati risolti, quale è la strada per affrontarli e superarli. Cercando di illustrargli che protestare contro le soluzioni alla stessa stregua che protestare contro i problemi non ha alcun senso.

Inutile dire che una situazione come questa (centinaia di migliaia di persone fondamentalmente stupide, ignoranti, esasperate dal disagio e convinte nel loro profondo che lo studio e l'approfondimento delle questioni sia roba da sfigati) è facilmente strumentalizzabile e oggi siamo alla vigilia di una goffa strumentalizzazione che si concretizzerà il prossimo 27 ottobre in Piazza del Campidoglio.

Per quel giorno è convocato da una auto costituitasi organizzazione web un sit in di protesta contro il sindaco e l'amministrazione. L'hashtag, indispensabile per il romano ignorante, è #romadicebasta. Purtroppo però non si capisce a cosa questa Roma vogliosa di protestare voglia urlare "basta".  Qualsiasi tentativo di comprendere gli obbiettivi di questa protesta si è scontrato contro un autentco muro di gomma. La più grande manifestazione contro la giunta grillina che rischia di catalizzare l'attenzione di decine di migliaia di partecipanti è totalmente priva di programma e spina dorsale. La pars destruens monopolizza quella costruens. In ossequio al populismo più bieco, non c'è l'ombra di una proposta, di un progetto, di una soluzione. Si dice basta contro la mancanza di progetti, contro il degrado, contro la sporcizia, contro i mezzi pubblici che non funzionano, ma non si sviscerano i problemi, non si spiega a chi scende in piazza a protestare quali sarebbero le soluzioni per ovviare.

Facciamo l'esempio di Atac. Una delle soluzioni per risolvere i guai finanziari di questa azienda è quella di valorizzare a livello urbanistico e sviluppare le preziosissime aree di città di proprietà di Atac e oggi abbandonate. Si tratta di lotti pregiati nel cuore di quartieri molto richiesti come l'Appio Latino (deposito di Piazza Ragusa) o Prati - Della Vittoria (deposito Piazza Bainsizza). Va da se che cambiando la destinazione d'uso di questi spazi e facendo partire grandi operazioni immobiliari, il valore di questi cespiti potrebbe innalzarsi fino a centinaia di milioni di euro (oggi invece il Comune punta a svenderli). Le persone che il 27 ottobre manifesteranno in piazza tuttavia sono le stesse persone che hanno più volte manifestato per evitare la trasformazione e la vendita delle ex rimesse, spingendo affinché restassero spazi abbandonati o tutt'al più si imbarcassero in improbabili progettualità di tipo museale\sociale\civico. Protestano contro il problema e poi protestano anche contro la soluzione. Una popolazione del genere è la popolazione più pericolosa che ci può essere perché è una popolazione che si diverte a farsi del male da sola, altro che dare la colpa al sindaco...

Se andate sui gruppi Facebook dove il sit in si sta strutturando e per così dire organizzando trovate istanze di ogni tipo. Davvero tutto e il contrario di tutto. Ci sono alcuni cittadini preparati e consapevoli e poi ci sono quelli che protestano a prescindere e quelli che protestano - come abbiamo spiegato - contro le soluzioni invece che contro i problemi. Negli ultimi giorni non si contano i messaggi contro le preferenziali, tanto per dirne una. Ma ci sono anche quelli convinti che il nuovo Stadio coi tre grattacieli era una speculazione e quelli che vogliono abbattere il Corviale perché interrompe il flusso del vento ponentino... 
E così la manifestazione che nasce contro le nefandezze (tantissime) della Giunta Raggi, rischia di trasformarsi in una manifestazione contro le poche cose corrette fatte dalla Giunta Raggi. In una manifestazione senza programma e senza linea, di fatti, chi ci può escludere che si infiltrino gruppi di potere interessati? Il 27 in Campidoglio, tanto per fare un esempio, potrebbero esserci i boss dei pullman turistici, arrabbiati per la riforma del settore che entrerà in vigore dal 1 gennaio. E senz'altro - lo sappiamo per certo dalle pagine sui social della manifestazione - ci saranno i commercianti di Viale Libia che non possono più contare sulla doppia-fila-economy di fronte ai loro locali. E così via...

Qualcuno potrà obbiettare che, al di là dei contenuti, un segnale dal basso dell'insofferenza della città verso l'amministrazione è comunque qualcosa. Qualcosa magari capace di dare una sveglia alla Giunta o di accelerarne la fine. Non è così: e se lo diciamo noi che per due anni - durante i quali la città sembrava come ipnotizzata nella sua malata lobotomia sonnecchiante - siamo stati gli unici e i soli a combattere questi ciarlatani al governo, vi potete fidare. Non conta dire che vuoi cambiare rotta se non indichi con precisione e dettaglio qual è la rotta che vuoi intraprendere in alternativa. E oltretutto una protesta confusa, senza obbiettivi, senza progetti, senza richieste chiare di percorrere determinate strade piuttosto che altre non può far altro che rinforzare il sindaco e la sua squadra. È solo con temi e progetti precisissimi (su municipalizzate, lavori pubblici, gestione degli ambulanti, problema dei cartelloni, balneari, burocrazia, sviluppo immobiliare, grandi eventi, verde pubblico, arredo urbano, manutenzione stradale, cultura, gestione dell'housing sociale, legalità, rifiuti...) che puoi mettere davvero in difficoltà chi amministra male, non certo con una protesta vaga ed esclusivamente basata sull'esasperazione di una mandria di ignoranti felici di esserlo. In quest'ultimo caso finisci probabilmente per rinforzare chi è oggetto della protesta che non ne sarà minimamente scalfito. 

Insomma, peggio della Raggi c'è solo chi manifesta a casaccio contro la Raggi.

Non passate su quel tratto di Via Nazionale. Sta venendo giù un muro

12 ottobre 2018



Villa Aldobrandini è un colpo al cuore. Una villa in una delle zone più centrali e straordinarie della città che potrebbe essere un autentico gioiello prezioso e che invece è abbandonata, cadente, marcia, coi graffiti e gli spazi coperti, che potrebbero essere sale da the elegantissime o bar ricercati (ai cui gestori magari affidare la manutenzione perfetta di tutto il parco) che versano in rovina, chiuse.

Le conseguenze di tutto questo si stanno riversando anche sull'esterno, non solo sull'interno di questa stupenda villa ormai infrequentabile. Le lastre di travertino, a manutenzione zero, stanno subendo l'attacco dei soliti ailanti, alberi che ormai si stanno impossessando della città e presto mieteranno altre vittime grazie alla capacità che hanno di sconocchiare fondamenta e mura. In poche parole, simbolo di questo triste abbandono, le degli enormi pezzi di marmo stanno per rovinare a terra, su un marciapiede dove passano persone. Così, come se fosse la cosa più normale del mondo.

E pensare che come abbiamo scritto tantissime volte (ad esempio qui e qui) salvare le aree verdi da questo terrificante esito è la cosa più facile del mondo. Basterebbe volerlo.

Il post che vi spiega perché la città è piena di rifiuti ingombranti

10 ottobre 2018



Aggiungi didascalia
Io odiavo gli zozzoni.
Io odiavo gli incivili.
Ora non li odio più, li capisco... sopratutto gli zozzoni di Roma.
Il #cambiamento è anche questo.
Abituarsi allo schifo.
Un bel #cambiamento.

Sapete perché lo fanno?
Sapete perché a Roma ci si diventa zozzoni e incivili?
😔
Ad agosto la mia tv ultra "pd", comprata immoralmente da #unieuro mi ha lasciato.


Avevo una forte tentazione di lanciarla dalla finestra ma il mio senso civico mi ha spinto a telefonare ad Ama e al comune di Roma per lo smaltimento.
Tra le altre cose paghiamo profumatamente nella bolletta il servizio del ritiro a domicilio degli ingombranti.
Ho scaricato App, mandato mail, telefonato, rimandato mail, ricaricato la richiesta 3 volte...ultima volta il 15 settembre.

Dopo tre mesi ancora nulla.
Così stamattina dopo tre mesi di attesa ho preso la macchina e sono andato ad un centro di raccolta.
Non si poteva buttare nulla perché era tutto colmo.
La mia tv alla fine l'hanno accettata.
Una signora che fino a stamattina non era zozzona risalendo in macchina ha detto:" io lo lascio sotto casa, non lo riporto su il divano."
Allego foto per documentare cambiamento. Ciao Virginia Raggi.
Va tutto bene.
Mi sto abituando.

SALVATORE COSTA

***

ALTRA TESTIMONIANZA
Domenica 7 Ottobre, invece di andare al mare, ho deciso di smontare una vecchia e pesante cyclette per portarla ad un centro raccolta Ama. Dopo un’ora di lavoro ho caricato i pezzi, pesanti, sulla macchina e mi sono avviato verso il centro della Laurentina. Chiuso per lavori, colpa mia che non mi ero informato; proseguo per quello di Mostacciano. Aperto ma praticamente non riceveva quasi nulla... men che meno gli ingombranti. Mentre torno verso casa sento l’intervista del Sindaco Raggi a Radio Radio che in diretta mi spiega i mirabolanti progetti per lo smaltimento rifiuti a cui stanno “lavorando”. Non so come sono riuscito a non buttare il tutto in mezzo alla prima strada. Premetto che abitando a Vallerano sono oggetto del servizio di raccolta porta a porta.
Servizio inaccettabile:
  • Raccolta plastica e carta avviene con ritardi biblici
  • Carta raccolta con furgoni aperti che seminano per il quartiere quanto da noi religiosamente “differenziato”
  • Immondizia che staziona per giorni davanti ai portoni   
Per non parlare dello stato dei parchi, delle scuole appena costruite, delle strade…
Mi consolo sapendo che pago le tasse più alte di Italia e sognando di poter abbandonare la “capitale” del terzo mondo.
Emilio Meccheri


*Una città dove non ha più alcun senso stare. Non commentiamo oltre perché non c'è davvero nulla da commentare. Dentro questa storia c'è tutto, basta saperla leggere. Aggiungiamo solo che un altro importante motivo che spiega lo sversamento di rifiuti ingombranti in giro è spiegabile con le tante organizzazioni furfantesche di svuota-cantine e sgombero-appartamenti. Proprio quelle che riempiono di adesivi e numeri di cellulare i cassonetti o i cancelli dei palazzi. Ma bloccare le utenze telefoniche è sempre stato considerato impossibile dai magistrati...
RFS

Ecco perché è stato ammazzato dal suv sulla corsia preferenziale. La nostra videoanalisi

9 ottobre 2018
Ormai è una lagna, una noia, una ripetitività micidiale. Tuttavia, come spieghiamo anche nel video, questi episodi tendono ad essere messi da parte e la cosa ci fa particolarmente rabbia. E i morti si susseguono con un ritmo micidiale: quando possiamo andiamo dove il sinistro è avvenuto e proviamo a abbozzare una analisi. Dunque eccoci: analisi sul posto dell'incidente avvenuto domenica riguardante il signore inglese di 72 anni ucciso sulla corsia preferenziale. 

Il video dice tutto sulla nostra posizione. Guarda caso esce sempre - sempre! - fuori che la colpa è del layout delle strade e dell'arredo urbano assolutamente scellerato e inquietante della nostra città: questo sia che l'attraversamento pedonale sia avvenuto nel senso ipotizzato dal video, sia che sia avvenuto nel senso contrario perché il marciapiede lato aventino (lato palazzi) ad un certo punto all'altezza dei magazzini dei Cavalieri di Malta finisce. Scompare. Obbliga il pedone o a camminare in mezzo alla strada o, appunto, ad attraversare. Insomma grazie a strade disegnate in maniera ridicola, cucite attorno alle esigenze delle auto come se fossimo negli anni Sessanta, la percorribilità pedonale tra Bocca della Verità e Piazza dell'Emporio praticamente non esiste! 

Non resta che chiedere e leggere il vostro parere a riguardo nei commenti qui o nel relativo post Facebook. 

Viceprefetto De Francesco morto a Via Cavour. Il video assurdo 24 ore dopo

7 ottobre 2018
Lo facciamo sempre e lo faremo sempre. Dopo un grande incidente, che si svolge proprio per dimostrare le cose che diciamo ogni giorno, torniamo sul luogo del "delitto" dopo un determinato intervallo di tempo per capire se le cose sono cambiate. In luglio lo abbiamo fatto una settimana dopo la porte di Caterina Pangrazi a Corso Vittorio, ora lo abbiamo fatto dopo 24 ore esatte a Via Cavour dopo la morte di Giorgio De Francesco, viceprefetto.

Il video dice tutto dunque nel testo non aggiungiamo molto. La strada anche oggi, 24 ore dopo, era in totale abbandono. La segnaletica invisibile. Tutti i mezzi a motore prevaricavano i pedoni in maniera prepotente, neppure il rispetto del recentissimo evento luttuoso (non un fiore, sul punto dell'incidente) ha potuto nulla nel cambiare il comportamento assurdo che ha a Roma chi utilizza il mezzo privato.


Il video dimostra che dare la colpa ai "pullman-bisonti", come è di moda a Roma, non ha alcun senso. Non sono loro il problema sebbene siano troppi e vadano ridotti e possibilmente eliminati o quasi dal cuore della città. Il problema è come è fatta la strada, il problema è la scelta di lasciare auto in sosta (spesso in doppia sosta) ai lati delle strade, il problema è la segnaletica assurda e l'arredo urbano da anni Cinquanta, tutto fermo da sessant'anni, un attraversamento con questa configurazione sarebbe illegale e fuori norma dovunque al mondo. Senza dente di attacco per migliorare la visibilità, senza illuminazione notturna dedicata (qui di notte la situazione è molto peggiore di quella che vedete in questo video, che fa paura ma è girato nel momento di minore traffico in assoluto), senza salvagente centrale per spezzare l'attraversamento in due parti più piccole e più gestibili per chi attraversa e per chi deve avere la visibilità per dare precedenza. 


La tristezza profonda di vedere oggi un attraversamento che è costato la vita ad una persona totalmente non presidiato dai vigili. Ormai non fanno neppure la scena il giorno dopo. E solo nel nostro video guardate quante persone rischiano la vita. 


Dove sta il bar che ha aggredito Striscia La Notizia? Ecco dove

4 ottobre 2018

Avete presente il clamoroso video realizzato da Striscia La Notizia su un bar romano che applicava tariffe "speciali" per i turisti orgoglioso di farlo al grido di "so romano e faccio come mi pare"? Chiaramente la trasmissione di Canale 5 non ha menzionato nome e indirizzo dell'esercente, noi però siamo convinti che sia opportuno farlo anche per mettere in guardia più consumatori possibile e per identificare quanto più un esempio negativo per tutti gli altri esercenti: ecco come non comportarsi.

In realtà la cosa ha un profilo esilarante e comico anche. Lo si evince andandosi a leggere le recensioni di questo bar che tra l'altro ha anche provato la sorte cambiando profilo. Prima era qui, quando si chiamava Illy Cafe, e poi invece qui. Sempre a quanto pare sotto l'improbabile insegna "Bar Amore". Regalatevi dieci minuti di puro divertimento e mettetevi alla lettura.


Ci tenevamo a dire che il posto sta a Via Cavour 252, ma soprattutto ad invitarvi alla lettura delle recensioni su TripAdvisor, davvero da non perdere. Pura letteratura. Del genere letterario del grottesco fanno parte invece non solo le reazioni dei titolari alla troupe di Striscia, ma il fatto che una città dimostri di non avere gli strumenti per evitare danni di immagine incredibili come questo. Un autentico bacillo malvagio che contamina ogni giorno centinaia e centinaia di turisti facendo crollare il percepito diffuso su Roma. Ma voi avete sentito qualche dichiarazione dell'assessore al commercio dopo la messa in onda del servizio? (A proposito, com'è che si chiama l'assessore al commercio?)

Sempre più inquietante: le idee dei Tredicine diventano narrazione istituzionale della Giunta Raggi

2 ottobre 2018
Senz'altro i lettori di questo e degli altri blog civici si ricorderanno la faccenda "Festa dei Nonni", una ricorrenza internazionale a però Roma cavalcata anni addietro esclusivamente da una figura politica. Una delle tante manifestazioni strumentali dei Tredicine (c'erano anche la Festa della Famiglia, la Festa delle Donne e via sproloquiando squallidamente) svoltesi specialmente nel quadrante sud est di Roma per raggranellare consensi verso la parte più debole, attaccabile e fragile dell'elettorato. 
Si riempivano i muri di affissioni totalmente abusive firmate da Giordano Tredicine (tutto era organizzato dalla famiglia con lo scopo di creare in Giordano il riferimento politico alto, con mire parlamentari), si organizzava la festicciola, si somministravano gratis ai malcapitati vecchietti i prodotti dei camion bar e degli altri prestigiosissimi esercizi commerciali detenuti dal network (una volta la somministrazione di alimenti scaduti venne raccontata anche dai giornali) e si chiedeva in cambio il voto. 

Poi purtroppo o per fortuna Giordano Tredicine venne arrestato nelle more delle faccende di Mafia Capitale. Tutti avevamo pensato che il combinato disposto degli arresti e dell'arrivo degli honestissimi grillini al governo avrebbe segnato la fine di questa dinastia. O obbligati a diventare commercianti di stampo europeo o obbligati a cambiare lavoro. E invece tutto il contrario: grazie all'innato clientelismo grillino i Tredicine sono tornati in auge dopo gli anni (per loro) neri di Marino. Addirittura sono riusciti a riprendersi - grazie al lavoro di Andrea Coia, consigliere grillino che con le sue scelte ne ha favorito clamorosamente gli interessi - la Festa della Befana di Piazza Navona.

Oggi una coincidenza clamorosa sulla pagina Facebook della Sindaca. La Festa dei Nonni, da idea populista, di facile acchiappo e velatamente clientelare di Giordano Tredicine, si tramuta in narrazione istituzionale della città. Se solo Virginia Raggi conoscesse la città, se solo fosse circondata da persone che conoscono la città, avrebbe fortemente evitato un riferimento a quella festa che fino ad oggi a Roma è stata solo un motivo di strumentalizzazione. Non a favore dei nonni, ma solo col pensiero alle loro scelte elettorali. Il feeling tra questa amministrazione e gli anni più bui di questa città non si interrompe mai.

Evviva le nuove preferenziali. Siamo andati a provare Viale Libia: il video

28 settembre 2018
Non potevamo esimerci e lo abbiamo fatto. Siamo andati a fare la primissima prova su strada della corsia preferenziale finalmente protetta a Viale Libia. E abbiamo deciso di pubblicare tutto subito, in modo tale che oggi la nostra voce risulti chiara in una giornata assurda e surreale in cui una parte della cittadinanza (ma la possiamo chiamare così?) capitolina protesta contro le preferenziali, contro la velocizzazione del rapporto pubblico e in definitiva contro la civiltà in generale. 

Dicevamo, siamo stati a Viale Libia. Mezzo: uno scooter. Nel video andiamo verso su, verso Corso Trieste insomma oppure verso giù, verso la Tangenziale. Su e giù. Orario? Ore 21. Siamo stati buoni, negozi chiusi, strada semi deserta. Eppure la doppia fila c'era lo stesso. Incredibile. A riprova di un fatto chiaro: dove la strada è lasciata in abbandono, senza separazioni fisiche, c'è il caos, le persone traversano in mezzo alla carreggiata senza curarsi delle strisce. Con i cordoli le cose cambiano radicalmente, la strada ha un ordine, la percezione di sicurezza è più alta, è più facile rispettare le norme per tutti, inclusi i pedoni. Certo la presenza di una preferenziale tangente alla sosta delle auto non aiuta affatto, nel senso che basta una macchina parcheggiata con il 'culo' un po' più sporgente che immediatamente si blocca la corsia. Questo è un problema. Le carreggiata e la adiacente preferenziale dovrebbero essere più separate dalla sosta e strade come Viale Libia e Viale Eritrea meriterebbero, come Corso Trieste, un parco nello square centrale, non un parcheggio. 


Per il resto cosa dire: preferenziali dovunque. Speriamo che questo pacchettino di preferenziali che ci stanno dando soddisfazioni in queste settimane si moltiplichi, perché ce n'è bisogno dovunque. Le preferenziali devono aumentare, molto, e quelle che ci sono vanno protette. Cosa aspettiamo ad esempio a risolvere il problema di Viale Regina Margherita? E Corso Vittorio Emanuele? E Via Nazionale dove la preferenziale è usata esclusivamente (esclusivamente!) come corsia di carico e scarico per le merci? E così via...

Allucinante a Ponte Lungo. Fotografa casottino Atac addobbato così e viene aggredito dal personale

27 settembre 2018

Stazione Ponte Lungo, pomeriggio di sabato 22 settembre. Esco dai tornelli e noto la solita barricata di fogliacci e schifo vario attaccata ai vetri del box di stazione, in questo caso spiccano le buste per l'immondizia di colore giallo usate come tendine... Qui ho visto tante volte queste immagini, ma stavolta siamo oltre.

Alla vista delle buste purtroppo non riesco a trattenermi ed ho la malsana idea di chiedere spiegazioni all'addetto presente al box con la speranza di scorgerlo in qualche pertugio lasciato libero dai fogli appiccicati. Non senza difficoltà noto una presenza umana all'interno del box nel lato opposto alla foto e mi dirigo da quella parte.
Mi affaccio e vedo un uomo con divisa Atac seduto, sicuramente per puro caso con le spalle perfettamente in linea con la parete tappezzata, a guardare un video calcistico dal suo smartphone.

Approfitto della cosa e ricordando che nel pomeriggio c'era una partita di campionato chiedo educatamente aggiornamenti sul risultato. Il tizio prima fa finta di non sentire e vedere, poi, scocciato dall'essere stato disturbato da uno che con il suo abbonamento annuale contribuisce a pagargli lo stipendio, mi fa vedere lo smartphone attraverso il vetro per dimostrarmi che non stava vedendo la partita. In effetti stava vedendo un video dalla pagina Facebook "Oh My Goal"...
A quel punto chiedo spiegazioni sulle buste dell'immondizia attaccate al vetro e capisco subito che non è stata proprio una buonissima idea. Si alza, apre il vetro a scorrimento del box e poi inizia un vero e proprio show che riassumo con alcune sue esternazioni:

- "Famme er video, daje famme er video. Tanto lo so che sei te quello che fa i video. Famme er video che poi te sfonno" (mai fatto un video, è impossibile farlo viste le barricate che tirano su: è inutile. Le barricate sono allestite proprio per impedire ai cittadini di documentare la loro nullafacenza).
- "Daje metti a mano quanmezzo, daje mettice er dito che te lo trancio" (detto aprendo e chiudendo sbattendo il vetro a scorrimento del box di stazione, con il serio rischio di spaccarlo).
- "E buste nun lo attaccate io e poi fattelicazzitua vattene a lavorà. Io sto a lavorà machecazzovoi" (questa è immancabile).
- "Io è dalle 3 di notte che sto a lavorà" (Atac fa fare turni di 15 ore ai suoi impiegati?).

Il tutto urlando e strillando anche tante altre affermazioni difficilmente decifrabili con occhi inniettati di sangue e con il serio rischio di farsi venire un infarto...
Visto il suo comportamento chiedo il suo nome e mi risponde sbattendo il badge sul vetro del box (con il nome e la matricola ben nascosta) mentre urla: "io so Sbracaculi Ferdinando e mo daje famme vede che fai".

Quello che faccio è mandare le foto del box a Roma fa Schifo che le pubblica citando il profilo twitter @infoatac. Poco dopo @infoatac pubblica le foto del box ripulito. Questo lunedì mattina ripasso alla stazione e il box è di nuovo nelle medesime condizioni di sabato con all'interno sempre lui: "Sbracaculi Ferdinando"...
È tutto inutile, bisogna solo scappare. In questa città comandano e vivono bene solo gli Sbracaculi Ferdinando. Tutti gli altri devono subire le loro angherie, le loro minacce, la loro prepotenza, le conseguenze della loro nullafacenza. Però la Quintavalle (probabilmente a ragion veduta, intendiamoci!) viene licenziata eh. Lei sì... Ricordatevi sempre che a breve c'è il referendum per mettere a bando il trasporto pubblico a Roma. Non ve lo dimenticate. A quel punto potrebbe aprirsi la possibilità di avere una azienda seria, internazionale, a gestire i nostri bus e le nostre metro. Pensate che svolta. Pensate la goduria di vedere questi Sbracaculi doversi cercare un lavoro vero...
MARCO B.

PS. Vi prego, non pubblicate per intero il mio cognome, sia mai che Sbracaculi mi viene a sbracare il...




Situazione del box sabato 22 settembre

Situazione del box sabato 22 settembre dopo il tweet a @infoatac e la successiva pulizia

Situazione del box lunedì 24 settembre

Chi decide di tenere i mercati rionali come bidonville? Il caso di San Giovanni di Dio

24 settembre 2018




Sono moltissimi i mercati rionali a Roma. Incredibilmente ancora utilizzati (per quanto?) da un pubblico che però sta andando in smaltimento. L'età media dei clienti è altissima e questo significa che via via questi luoghi pittoreschi andranno morendo vittime della loro pittoreschezza.

Si salvano soltanto pochissimi luoghi che hanno saputo rinnovarsi, a partire dal Mercato di Testaccio che è stato capace di trasformarsi in un'attrazione turistica senza però snaturare il suo spirito verace. Un autentico miracolo che fa onore a chi lo ha gesto (anche se in gran parte non lo ha gestito nessuno ed è stato spontaneo).
Uno dei mercati più grandi, a servizio di uno dei quartieri più popolosi, è quello di Piazza San Giovanni di Dio. Attualmente una immensa favela maleodorante dove è semplicemente assurdo e impensabile considerare che si venda cibo. Se l'Italia fosse un paese normale, dove le regole si rispettano, questo mercato sarebbe chiuso da deceni: contravviene a decine e decine di norme e gli operatori vivono a contatto con degrado, sporcizia, volatili in un contesto che sarebbe inaccettabile per una discarica, figurarsi per una rivendita di alimenti.

Tutti sanno che bisogna fare qualcosa ma nessuno fa niente. Stupidità e ideologia anche qui vincono. Un progetto di riqualificazione pesante in finanza di progetto è evidentemente mal visto dagli operatori così come dal pubblico (la gente, a Ponte Milvio, quando il mercato venne riqualificato, iniziò a frequentarlo malvolentieri, perché aveva perso il suo sapore: i romani vivono troppo a loro agio nel degrado non c'è niente da fare) e così come la politica non vogliono risolvere il problema.

Ogni nuova edificazione è considerata speculazione e allora si resta in strutture che marciscono ogni giorno di più. La cosa fa particolarmente rabbia perché il mercato di Piazza San Giovanni di Dio sarebbe facilissimo da riqualificare. La grande piazza, infatti, è esattamente divisa in due. In una parte c'è un caotico parcheggio di auto e furgoni buttati alla rinfusa, nell'altra metà i banchi del mercato. Una eventuale partenza dei lavori terrorizza gli operatori che temono di dover interrompere per mesi o anni l'attività. Ma basta guardare la piazza dall'alto per capire che si potrebbe tranquillamente ovviare a questo. Gli operatori potrebbero lavorare nei loro box durante il cantiere che interesserebbe l'altra metà della piazza; una volta terminati i lavori potrebbero traslocare in poche ore macchinari, banchi, merce e attrezzature. 

Non si perderebbe neppure un giorno di lavoro e in più il mercato si troverebbe finalmente sul fronte di strada, esattamente di fronte alla fermata del tram (grande bonus) e la piazza - come come moltissime "piazze" a Roma piazza non è, perché è solo uno slargo polveroso e puzzolente - finalmente non costituirebbe più l'interruzione urbanistica al percorso pedonale di Circonvallazione Gianicolense. Oggi chi proviene a piedi da Largo Ravizza e va verso il Casaletto passa in un vuoto urbano che sarebbe colmato dal nuovo fronte di mercato proprio sulla strada. Coadiuvato poi da un parcheggio interrato e da edifici sopra (modello mercato di Testaccio, che sopra i banchi ha un albergo e altri servizi). 
Come dite? Non ci sono i soldi? Ah, allora non avete capito: il progetto in questione non chiede risorse al Comune o al Municipio, bensì le elargisce. E' un progetto che fa guadagnare la parte pubblica, non le richiede di investire. Poi, al posto dell'attuale mercato, una piazza vera (vera!) non una bidonville come oggi. Un giardino vero, con delle attrezzature vere, con dei chioschi di ristoro veri al servizio del mercato stesso e del quartiere. Dunque si possono fare nuovi posti di lavoro, si può fare urbanistica di qualità, si può fare un oggetto di rilevanza architettonica per dare dignità e identità ad un quartiere che non ha in questo momento dignità ne tanto meno identità. Oppure si può lasciare tutto così, mercati rionali dalle sembianze di slum indiani, come non avviene neppure nel Terzo Mondo.

ShareThis