È possibile confrontare il trasporto pubblico romano con quello di Helsinki? No, ma noi lo facciamo ugualmente qui

23 settembre 2014









La stazione di Huopalahti, mia frequente destinazione, dista 6 km. dalla stazione centrale ad Helsinki i treni locali, della ferrovia locale gestita dalla VR, Ferrovie dello Stato, che collegano la capitale ad alcune zone del suo hinterland urbano, si susseguono molto puntuali a distanza di 5-10 minuti, non diversamente dalla Metropolitana della città, sono o sembrano nuovi e pulitissimi, silenziosi e veloci, con cestelli per i rifiuti, le stazioni, e l’interno dei treni stessi, sono dotate di monitor con informazioni ed orari su arrivi e partenze. I monitor nei treni riportano anche temperatura esterna e velocità in tempo reale. Transitano spesso controllori e bigliettai (funzioni diverse). Le stazioni sono dotate di ascensori funzionanti e le scalinate anche di binari particolari per transito di carrozzine per bambini o per invalidi. Mai visti imbrattamenti vandalici né sui treni né nelle stazioni, peraltro ben sorvegliate.
La tessera o il biglietto si convalida accostandola all’epicentro di un apparecchio. Alcune carrozze hanno spazi particolari per carrozzine e biciclette.
In un treno da me preso che era partito dalla stazione con un ritardo di 4 minuti, ho ascoltato in un altoparlante molto chiaro le scuse dei conduttori per il ritardo ed una ampia spiegazione dello stesso.
Per non affondare la piaga con gli autobus urbani; si sale solo davanti, si convalida il titolo di viaggio sempre accostandolo all’apparecchio posto tra autista e porta, o lo si acquista dall’autista stesso. Non ho visto portoghesi. Contengono un tascone per il quotidiano free press e cestini per rifiuti. Idem per i tram.
Lungi da me il fare paragoni, stante la abissale distanza di cultura del servizio pubblico ma anche dell’utente, ma devo dire che prendevo questi treni o bus anche quando non ne avevo particolare bisogno per disintossicarmi dallo squallore, sporcizia, inettitudine, sciatteria e chi più ne ha più ne metta, della nostra Roma Nord di matrice ATAC.
Amministratore delegato e direttore ATAC vadano a fare un viaggio di studio di 2-3 giorni per vedere ed imparare di persona, ma, mi raccomando, non per sprecare denaro in hotel di lusso et similia. Se vogliono, glielo organizzo io con i contatti opportuni. Gli costerà senza dubbio meno delle inutili e costose consulenze che l’ATAC usa, o usava, spero, distribuire ai suoi ‘clientes’.
Lappo

per chi voglia approfondire e per l’ATAC:

La terra dei fuochi è qui da noi. Un documentario pazzesco sui rifiuti tossici a Roma. Prendetevi venti minuti per guardarvi Anello di Fumo. Poi parliamone




Non solo i roghi nei campi nomadi ("purtroppo non ci possiamo fare niente" dice il rom per bene "quando la comunità è grande si deve accettare"), ma anche sversamenti abusivi, discariche illegali, interramenti di rifiuti tossici. Un documentario tremendo, premiatissimo per fortuna, ci spiega perché Roma è una città avvelenata che porterà molti di voi a contrarre tumori e altre malattie a causa di questa situazione. Cosa altro deve succedere per farvi ribellare? Come vi ripetiamo da mese e come questo documentario certifica: vi stanno uccidendo!

Retake Roma a Montesacro. “Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”

22 settembre 2014




“Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”
Questo è stato il motto che ha guidato i ragazzi e le ragazze dei gruppi di Monte Sacro, Conca d’oro e Tiburtina e i genitori e bambini di via Cesare Fani durante il retake che ha riqualificato il parco giochi all’angolo tra via Cesare Fani e via Iacobini.
E’ stata una giornata molto intensa per tutti i partecipanti per via del caldo e dell’enorme mole da lavoro da svolgere. E’ stata una vittoria, anche se i lavori si sono fermati a metà perché dopo dieci ore la stanchezza li ha sopraffatti.
Il prossimo appuntamento sarà nella seconda settimana di ottobre; i ragazzi sperano di riuscire a coinvolgere altre persone in questo importantissimo lavoro di riqualificazione.
Nel frattempo tutti i bambini della zona potranno nuovamente giocare in un pulitissimo parco giochi!

Tornati mille volte gli accampamenti, nonostante mille ridicoli sgomberi. Quindici foto da Valle Aurelia e Monte Ciocci















Foto Fabio S.

Sgomberati il 10 novembre 2011, il 3 febbraio 2012, il 9 agosto 2012, l'11 aprile 2013, il 5 settembre 2013, il 12 giugno 2014, il...

Sul fronte di Via Albalonga si combatte la guerra sulla trasformazione di questa città: si cambia se cambia l'arredo urbano

Autista Atac sposta le protezioni per passare e lasciarla vinta ad un stupida Mini in sosta selvaggia

Abbiamo iniziato questa attività di "sensibilizzazione via blog" nel lontano - lontanissimo! - 2007. Una delle cose che abbiamo ripetuto fino allo sfinimento, tanto da convincere anche tante (sempre troppo poche) persone, è che la città, per quanto riguarda traffico e sosta, la si può trasformare solo e soltanto con un adeguamento dell'arredo urbano su standard europei. Nel 2007 ci pigliavano per matti, nel 2008 ci pigliavano per matti, nel 2009 ci pigliavano per matti e così via. Intanto la città non migliorava, anzi continuava a peggiorare (pensate all'eliminazione dei cordoli delle preferenziali, follia alemanniana). Poi piano piano qualcosa si è iniziato a muovere, qualcuno si è convinto, i nostri reportage hanno fatto proseliti e sempre più gente ha iniziato a capire. Anche perché non c'era nulla da capire, c'era - e c'è! - solo da copiare ciò che si fa correntemente dovunque al mondo fuorché da noi. E, sovente, anche dovunque in Italia. 


Per il miracolo, tuttavia, perché di miracolo si tratta, si dovrà aspettare fino al settembre 2014. E' successo a Via Albalonga, proprio una delle strade-simbolo della sosta selvaggia a Roma, una strada tipicamente romana: di dimensioni insensate, con marciapiedi stretti e nessun servizio (ciclabili, preferenziali, complanari zero!) e dunque massacrata dalle auto buttate in mezzo alla rinfusa. Per risolvere, in questi casi, occorre aggiungere servizi alla strada in modo da ridurre le carreggia a 3,50 metri per senso di marcia. Con 3,50 metri - è la dimensione indicata come linea guida dal Ministero dei Trasporti - è infatti impossibile fermarsi in doppia fila senza bloccare il traffico. A Via Albalonga, grazie all'impegno della Polizia Locale guidata da Raffaele Clemente e al Gruppo VII guidato da Lorenzo Botta, si è proceduto con lucidità in questo senso. E' la prima volta che capita a Roma. La carreggiata è stata fisicamente separata, divisa in due carreggiate distinte, nello square centrale si è deciso di realizzare un parcheggio per motorino. Il risultato è nella foto qui sotto e non merita neppure commenti.



Si tratta dunque solo di migliorare un dispositivo sperimentale che può seriamente essere un modello per migliaia di altre strade a Roma. Si sconfigge la doppia fila, si risolve il problema della sosta dei motorini (aumentando le multe per chi posteggia sul marciapiede), si fluidifica il traffico e con pochi costi si riportano le dimensioni delle carreggiate a misure adeguate. 
A Via Albalonga i problemi non mancano tuttavia. Le dimensioni della strada sono sbagliate: 3,76 metri invece di 3,50. Questo dà spazio alla sosta selvaggia, specie quando a causa dei posteggi a spina si crea un po' di spazio ulteriore dal lato degli stalli. A margine della chiacchierata che, opportunamente, i capi dei vigili si sono fatti con i cittadini (e con tanta gente prezzolata dai commercianti, mandata in strada a sbraitare sciocchezze) pare sia emerso che le corsie verranno ridotte e che ovviamente lo spartitraffico diventerà non troppo tardi in normale marciapiede, speriamo perché nel frattempo gli "amici" di Atac remano contro e invece di "porre il problema" si divertono a spostare le barriere in plastica per passare anche in presenza di doppia fila. Una cosa da una parte assurda e dall'altra una dimostrazione che il sistema funziona: una strada urbana che funziona è quella strada dove in presenza di sosta abusiva la circolazione si ferma, non gira attorno alla sosta abusiva con pericolosi slalom, scavalcamenti di carreggiata. Fondamentale lavorare ancora meglio sugli incroci, ad esempio, dove si creano troppi spazi e dove i soliti incivili si fermano in maniera illegale e pericolosa. Insomma dobbiamo con tutta la forza tifare per questa soluzione perché va in maniera netta e lucida nella direzione corretta. Con gli accorgimenti necessari finalmente in questa strada si potrà transitare in sicurezza, si potrà trovar meglio posteggio (il traffico se togli la sosta selvaggia diminuisce e diminuisce anche la gente che si reca qui solo perché "tanto un buco se trova", se i buchi non si trovano più quel cittadino che magari faceva 400 metri in macchina evita e li fa a piedi, in bici o in un altro modo. Ecco perché a Via Albalonga dopo aver mandato via la doppia fila sono pure aumentati i posti regolari), finalmente le immondizie potranno essere ritirate e i bus non dovranno cambiare il percorso. E soprattutto molto di questo potrà essere replicato in altre strade - e sono tante - delle dimensioni di Via Albalonga. 


*** report ***


Incontro con Polizia Roma Capitale per discutere le recenti modifiche sperimentali su via Albalonga
Roma, 19 Settembre 2014
Giardini di Piazza dei Re di Roma

Quella di venerdì è stata una giornata da ricordare, anche e soprattutto per la sua importanza civile. Chi di noi non ha mai lamentato l’ “assenza delle istituzioni” nel confronto con i cittadini? Bene, questo incontro fortemente voluto dai vertici di Polizia Roma Capitale nelle persone del Comandante Generale dott. Raffaele Clemente e del Comandante U.O. Appio Lorenzo Botta, ci ha dimostrato come invece qualcosa stia cambiando nel dialogo tra amministrazione e cittadinanza. E non si tratta di comparsate, come quelle a cui siamo stati abituati negli anni, soprattutto in odore di elezioni. I Comandanti e i loro collaboratori si sono trattenuti a lungo in piazza cercando di dare risposte concrete e invitando tutti a dire la loro. Il tutto in un clima di massima serenità. Crediamo che al di la delle posizioni e delle opinioni di ciascuno, tutte legittime e degne di essere ascoltate, nessuno dei presenti sia tornato a casa scontento o insoddisfatto. C’era la necessità di spiegare direttamente il senso di questa modifica sperimentale. Parlando anche della visione di Città da cui nasce.
Quello che abbiamo sprezzato maggiormente è stato il tentativo, secondo noi riuscito, di mediare le posizioni di ciascuno, residenti e commercianti, posizioni che seppure apparentemente diametralmente opposte sono -secondo noi- in realtà molto più vicine di quanto non sembri. Semplificando, e perdonateci per la grossolanità dell’esempio, il residente vorrebbe una strada tranquilla, senza auto in sosta selvaggia, sicura, dove si possa comodamente camminare sul marciapiede, parcheggiare avendo al sicurezza di non dover fare un pellegrinaggio per trovare il padrone dell’auto parcheggiata dietro “giusto un minuto” o peggio suonare il clacson fino allo sfinimento. Il residente vorrebbe che i servizi funzionassero in maniera regolare (passaggio e fermata dei mezzi pubblici, svuotamento dei secchioni dell’immondizia). Il residente vorrebbe insomma un luogo ospitale, tranquillo (che non vuol dire deserto o, peggio, isolato) e civile. Il commerciante invece (sempre semplificando) vorrebbe giustamente trarre il massimo profitto dalla sua attività commerciale, vorrebbe che i suoi clienti aumentassero, vorrebbe investire parte del suo guadagno per offrire “qualcosa di più”. E soprattutto, non vorrebbe sentirsi vessato, preso di mira. Eh, si. Perché dare la colpa ai commercianti di quanto abbiamo visto negli ultimi anni specie su questo tratto di via Albalonga (e non situiamo dicendo che non ci siano delle loro responsabilità) si è tramutato in una specie di alibi che non fa assolutamente piacere a nessuno. Avete mai preso un aperitivo, un gelato in una area interamente pedonale o comunque senza caos? Quale era il valore aggiunto di questo luogo al di la della qualità di quello che stavate mangiando? Avete mai fatto una passeggiata per negozi in uno dei tanti Outlet Village ai margini della città? Bello passeggiare in un luogo dove puoi vedere negozi e vetrine entrare e uscire senza avere l’assillo dell’automobile. Dove magari invece di un caffè preso al volo con l’ansia che “se passano me fanno la multa” magari entri, ti siedi e fai una colazione come si deve, (se hai tempo ovviamente). 
Ecco qua il punto di incontro. Creare un luogo, anzi trasformarlo perché nel nostro caso partiamo da una base incredibilmente bella (il quadrante Albalonga-Re di Roma-Cerveteri-Etruria non ha urbanisticamente parlando proprio nulla da invidiare a un isolato parigino) in un posto piacevole per camminare o sostare, ricco di attività commerciali gradevoli, libero dal caos generato dalla sosta selvaggia che invece allontana tanti potenziali clienti, turisti o semplici visitatori. 
Già perché ditemi voi quale idiota verrebbe a passeggiare, prendere un gelato, scegliere un vestito, sedersi su una panchina in una situazione come questa qui sotto. 
Piuttosto mi faccio 30 km ad andare e 30 a tornare e vado in un centro commerciale all’aperto. Almeno sono sicuro che trovo posto, passeggio e mangio con tranquillità, faccio compere senza dover spostare l’auto ogni 10 minuti o stare in attesa dei vigili che passano. 
Allora mediare, tra le posizioni di residenti e commercianti vuol dire spiegare perché si è deciso di cominciare da questo tratto di strada a proporre una nuova idea di città e di viabilità. 
La riduzione di carreggiata serve a creare un flusso costante di veicoli in modo da impedire loro di parcheggiare in “doppia fila”. Se ti fermi, blocchi tutti. Ti fermi solo se trovi un posto per la tua automobile o il tuo motociclo (a proposito….qualcuno ricorda i marciapiede orridamente ingombri di moto e motorini?….adesso c’è un parcheggio, provvisorio certo, al centro della carreggiata…). Nessuno rimane bloccato nella propria auto parcheggiata regolarmente. Il traffico non si blocca o non subisce rallentamenti a causa dello “sparpagliamento selvaggio” sulla carreggiata. L’autobus può passare e fermarsi in sicurezza alle fermate, così come possono transitare i mezzi di soccorso. I secchioni possono essere vuotati con facilità. Qualcuno ieri si è lamentato che “c’avevamo ‘na strada tanto bella e tanto larga…”. Bella lo è ancora, larga pure. Bisogna vedere larga per farci cosa…
Insomma, l’idea che strade più larghe facilitino lo scorrimento dei veicoli in città è falsa. Funziona sulle autostrade, dove infatti si scorre senza fermarsi. In città ogni spazio superfluo è uno spazio regalato alla vostra perdita di tempo. Prendete via Appia Nuova o via Tuscolana. Quanto sono larghe??? Immense. E quante volte avete maledetto la fila o il caos che vi stava facendo fare tardi? Vi siete mai chiesti su quante corsie effettivamente viaggiavate? Una. Perché l’altra e anche un pezzettino della vostra erano occupate da auto, camion, pullman. Fermi. 
E infatti il traffico a via Albalonga non è aumentato in queste due settimane di sperimentazione, semmai ogni tanto si è bloccato perché qualcuno ancora si ostina a non capire il meccanismo…
Altra lamentela sentita ieri: la riduzione del numero di parcheggi. Falso. Prendete una foto su google maps e confrontala con la situazione attuale. Facile no?! Semmai sono state ricavate in questo tratto due aree per il carico-scarico merci, che i commercianti però dovrebbero difendere come l’oro. 
Clemente e Botta hanno dato rassicurazioni sulla durata di questa fase sperimentale, mettendoci la loro faccia. Anche a chi si ostinava a dire “tanto lo sappiamo come vanno a finire queste cose…”. Liberi di crederci o no, per carità, però avere almeno un interlocutore che si assume la responsabilità di quello che sta facendo ci pare davvero una novità senza precedenti. 
Ma insomma, se non si parcheggia più in doppia e tripla fila dove dovrebbero mettere l’auto   i visitatori delle attività commerciali? Ah, bella domanda. 
A parte che spostarsi in automobile è una opzione di mobilità e non un diritto acquisito (mentre in questa città il cittadino spesso ha dimostrato che con l’automobile si può entrare quasi dentro un negozio), dobbiamo trovare delle soluzioni. Ci sono nell’area almeno tre parcheggi con cui sarebbe possibile per gli esercizi commerciali stipulare delle convenzioni, sia di giorno che di notte. E poi ci sarebbe quell’immenso spiazzo abbandonato della caserma Zignani, in fondo a via Albalonga, dove la realizzazione di un parcheggio scoperto davvero a costi bassissimi sarebbe una manna dal cielo. Parcheggio a pagamento, si intende. Anche di questo abbiamo parlato ieri con Polizia Roma Capitale che si è detta disposta ad appoggiare questa possibilità. Sempre a patto che i residenti per primi si muovano in questo senso. 

Altra posizione emersa venerdì: “ma questi muretti di plastica bianchi e rossi sono proprio brutti e rovinano la strada”. Ci congratuliamo che siano usciti fuori tutti questi architetti, urbanisti ed esteti, un po’ come quando piove e poi escono le lumache. Certo che non sono belli a vedersi, ma in questa fase crediamo vada valutata l’idea, non la sua realizzazione che è -sottolineamo ancora una volta per chi non avesse compreso bene- provvisoria. Doptutto cosa è più brutta una strada tappezzata di auto, moto e motorini in ogni centimetro quadrato oppure uno spartitraffico che funziona e che impedisce alle auto di fermarsi illegalmente?
Insomma, dopo una lunga discussione durata più di due ore, possiamo dire che tre concetti sono passati: 
L’assenza di sosta selvaggia non genera cali nel profitto dei commercianti e se anche così fosse, beh… sostare in doppia o tripla fila è una infrazione del codice della strada che può inoltre essere perseguito penalmente come limitazione della libertà altrui e violenza privata (Art. 610 cpp) o interruzione di pubblico servizio (Art. 340 cpp). Quindi avanzare richieste assurde del tipo “se ci levate la sosta selvaggia noi falliamo” (sentite venerdì, ndr) non sta ne in cielo ne in terra. 
Che le sanzioni da sole non bastano se l’obiettivo è quello di rendere il quartiere più bello, fruibile e sicuro. Serve una progettazione attenta e scrupolosa, serve una idea forte dietro. Serve un modo per far capire alle persone che una altra idea di Città è possibile. 
Che un quartiere a misura di cittadino (residente o non residente) invoglia a usare gli spazi e i loro servizi. Questo a beneficio di tutti, residenti e commercianti. 
Detto questo, la misura sperimentale messa in atto necessita di alcune modifiche per renderla ancora più efficace. Soprattutto anche le vie limitrofe a via Albalonga dovranno essere prese in considerazione, così come la piazza. Anche di questo di è discusso ieri.
Noi siamo stati contenti di essere intervenuti e di aver ascoltato l’opinione di tutti. 
Detto questo, Cittadini Re di Roma continuerà ad appoggiare questa sperimentazione e a vigilare sulla sua efficacia, cercando il dialogo al posto della contrapposizione. 
Cogliamo l’occasione per ringraziare ancora una volta tutti quelli che sono intervenuti ieri auspicando un partecipazione al confronto sempre maggiore. 
Cittadini Re di Roma

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