Via Taranto, La Spezia e Castrense. Quello che ci piace e quello che non ci piace

19 luglio 2017
Grandi movimenti attorno alla Stazione San Giovanni della Metro C che si appresta, pur con ritardi allucinanti, a diventare un importantissimo nodo di scambio del disastrato sistema di trasporti pubblici della città: l'unico luogo in cui le metropolitane cittadine si incrociano oltre che a Termini. 

La Commissione Trasporti ha presentato un ampio piano di revisione della sosta e della viabilità con anche qualche investimento per la riqualificazione urbana. Cambiano un po' i flussi, Via La Spezia diventa a senso unico con un bel tratto di corsia preferenziale, Via Taranto pure diventa in parte a senso unico (dalla parte opposta) e intanto Viale Castrense diventa piccola piccola, lasciando tanto spazio al verde. Nel complesso un buon lavoro: "i lavori partiranno in autunno e finiranno quando aprirà la stazione della Metro C di San Giovanni" dicono dalla Commissione ammettendo di fatto amplissimi ritardi sull'apertura della stazione stessa, prevista solo qualche mese fa per ottobre. Se ne riparlerà nel 2018 inoltrato. Ma intanto vediamo le cose che ci piacciono e non ci piacciono di questo progetto: finalmente qualcosa di concreto su cui parlare dopo 13 mesi di amministrazione.

VIA LA SPEZIA CON LA PREFERENZIALE

Bene una preferenziale qui. Peccato che ci sia un istmo in cui si interrompe e dunque i bus non vanno in velocità fino a Piazzale Appio ma hanno una strozzatura che con ogni probabilità si poteva evitare facendo continuare la preferenziale. 
Grande problema con le bici: sebbene la preferenziale a scendere sarà accessibile anche per le bici (per legge si può fare se è superiore ad una certa larghezza) ci sarà un sacco di gente che si farà il pezzo contromano in direzione opposta (verso Lodi): è vero che c'è la rinnovata Viale Castrense (vedi sotto) assai potabile per chi si muove in bici, ma perché non prevedere una bike line contro flusso?

VIALE CASTRENSE VERDE

Molto bene. La strada si restringe, si toglie la sosta (attenzione all'arredo urbano però, altrimenti sai quante macchine con due ruote sopra e due ruote sotto al marciapiede!), si allarga l'area verde e si collega con la più grande area verde su Viale Carlo Felice. Davvero un buon lavoro che conferma la visione del "parco delle Mura Aureliane". Da non dimenticare tuttavia che a causa della situazione dei bandi e del caos diffuso, il Parco di Viale Carlo Felice - che così andrà ad aumentare la sua superficie - è abbandonato dalla città. Per fortuna da qualche mese un'associazione di cittadini volontari se ne occupa, altrimenti il parco sarebbe inservibile e forse chiuso con le catene come tanti altri parchi simili. 

VIA TARANTO A SENSO UNICO

Uno stradone imbarazzante. Ma perché qui dovrebbe esserci questa autostrada californiana a quattro corsie con tra l'altro sosta su entrambi i lati (e dunque sosta selvaggia!)? Con addirittura la sosta che cambia da spina di pesce a stalli in linea contribuendo al caos. Nessun arredo urbano (i marciapiedi restano gli stessi) e dunque sosta selvaggia libera in curva e sulle strisce pedonali. La grande opportunità di mettere mano a Piazza Imola (un gioiellino, ma abbandonato) viene mancata. E non c'è nessuna chance per chi si muove in bici: dovete da morì!

Chi ha altri spunti, li aggiunga nei commenti. 

Come Roma è riuscita a rovinare uno straordinario concerto degli U2. Le testimonianze

17 luglio 2017
A noi sembra tutto normale. Che un grande evento internazionale si tramuti in caos, sopraffazione, umiliazione degli utenti, nullafacenza degli addetti preposti, spregio di chi viene da fuori per passare una serata da noi. E enorme occasione per ogni profittatore di, appunto, approfittarsene.
Per Roma questo è normale. E che non ce lo sai, e che ce voi fa, e che je voi dì, eh ma è sempre stato così. E così via. Ma per chi viene da fuori, per chi vive in altre città italiane, tutto questo, per fortuna, è anomalia bella e buona.
E chi riscontra un'anomalia a Roma cosa ti fa? Scrive a Roma fa Schifo naturalmente! Ebbene allora eccoci qui a gestire una valanga di segnalazioni da parte di decine e decine di cittadini colpevoli solo di aver deciso di venire a Roma per assistere ad un indimenticabile concerto rock.
Quello che si porteranno a casa sarà soltanto il senso di una disorganizzazione totale, di un disinteresse assoluto per la cura degli ospiti, della sciatteria che qui a Roma ben conosciamo, dell'atteggiamento banditesco delle solite lobbies che, complice da sempre chi amministra, si continuano a rosicchiare la città. 
Abbiamo raccolto una parte delle testimonianze e le abbiamo elencate qui di seguito. Nella convinzione che tanto per i romani che le leggeranno tutto apparirà ordinario, lineare, spiegabile: aho ma è normale, c'è sta un sacco deggente quindi è ovvio che è ncasino aho... Peccato che sia ovvio solo a Roma e che in nessuna altra città al mondo disservizi simili siano plausibili e accettabili.


PARTIAMO DALL'INIZIO
In direzione dell'Olimpico. Sono costretto pertanto a raggiungere lo stadio Olimpico con i mezzi, arrivati a piazzale Flaminio noto con stupore dei taxi parcheggiati in attesa di clienti, alla mia richiesta di pagare con il bancomat ricevo risposta negativa da parte di tutti, l'ultima vettura parcheggiata era del 3570, so che sono obbligati ad accettare le carte e infatti l'autista acconsente. A bordo mi spiega candidamente che i suoi "colleghi" erano a caccia di turisti o forestieri per portarli allo stadio a tariffe gonfiate... Come avvoltoi.

LASCIATI DALLA PARTE OPPOSTA
Io non sono molto pratica di Roma e soprattutto della zona stadio. All'andata siamo arrivati in taxi che ci ha lasciato vicino ad una pompa di benzina davanti ad un vialone che porta allo stadio (ricordo che sulla sinistra a circa metà viale ci sono i palazzi del coni) , una volta arrivati al cancello dopo aver fatto circa 500 m a piedi sotto il sole ci dicono che dobbiamo tornare indietro per tutto il viale e fare il giro dello stadio perché da quell'ingresso si entrava solo x il prato mentre noi avevamo i posti in tribuna Tevere...


USCITA NELL'ABBANDONO
Sessantamila persone (probabilmente qualcosa in più) lasciate a piedi: nessuna traccia di mezzi pubblici di rinforzo. Una marea umana costretta ad utilizzare i pochi autobus notturni della domenica.. .moltissimi, compreso chi scrive, raggiungono (a piedi) piazzale Flaminio.

50 EURO ALL'NCC
All'uscita è stata una vera e propria odissea. Premetto che abbiamo assistito a centinaia di concerti in varie città (essendo di Milano la maggior parte a San Siro) e quindi per esperienza usciamo sempre un po' prima della fine del concerto ed abbiamo fatto la stessa cosa anche quella sera. Ci siamo incamminati e dopo un bel po' di strada abbiamo attraversato un ponte (credo il ponte della Musica) e ci siamo fermati sul lungotevere Flaminio a cercare un mezzo x tornare a casa. Beh è passata più di un'ora e niente. Nessun taxi, nemmeno a chiamarlo. Fermate dei bus fuori dallo stadio affollate in un modo impressionante, strade tutte chiuse, sembrava di essere in un posto dimenticato dal mondo. Noi avevamo l'hotel in Via della Conciliazione e sinceramente dopo la giornata a camminare sotto il sole non ce la sentivamo di andare a piedi. Abbiamo trovato un NCC libero.. voleva 50 euro per fare 5 km.
Chiaramente non abbiamo accettato. La nostra salvezza sono state due signore di passaggio che impietosite dalla nostra storia ci hanno accompagnati in hotel con la loro auto. D'ora in avanti solo San Siro per i concerti...

ABUSIVI DOVUNQUE
Camion bar, porchettari, bibitari e ambulanti abusivi... il top è la coppia che vende ciambelle e bombe fritte davanti alla municipale!

A PIAZZALE FLAMINIO
A piazzale Flaminio troviamo l'ennesimo girone dantesco, centinaia di persone in attesa del notturno N1 e altrettante in attesa di taxi...

A LUNGOTEVERE CADORNA
Stavo aspettando uno dei vari autobus che erano stati previsti all'uscita dal concerto, precisamente a Lungotevere Cadorna! Il concerto è finito alle 23.30, i primi autobus che sono passati non si sono nemmeno fermati da quanto erano pieni! Da mezzanotte e mezzo in poi non ne è passato nemmeno più uno, nonostante il display segnasse "in arrivo". Neppure i taxi era disponibili in zona! Alla fine all'1 tutte le persone alla mia stessa fermata si sono dovute incamminare a piedi fino alla fermata di Ottaviano, che ovviamente alla fine era... chiusa!

ODISSEA PIU' LUNGA DEL CONCERTO
Nel mio caso sono riuscita a trovare un taxi a Via cola di Rienzo... ritorno a casa (zona Termini) ore 2.30! È durata più l'odissea Stadio Olimpico-Termini che il concerto! Mai più.

IN SEI + IL GUIDATORE IN UN'AUTO
Un taxi ci ha preso in sei. In sei. In sei più lui. Per arrivare a San Giovanni ci ha chiesto una tariffa a persona: 15€. Gli abbiamo dovuto dare 90 euro.

L'ATTEGGIAMENTO DEGLI SCIACALLI CHE SOLO A ROMA CHIAMIAMO TAXI
Cerco di fermare un taxi accorgendomi che nonostante sembrassero quasi tutti liberi (con la luce accesa) c'erano sempre dei passeggeri all'Interno... l'unico taxi che sono riuscito a fermare (ero arrivato ormai a piazzale della Marina) mi ha chiesto € 35 per portarmi a piazza Bologna.

LA NORMALITA' A LARGO CHIGI
Noi abbiamo deciso di proseguire la camminata per arrivare a Largo Chigi (dallo Stadio a Largo Chigi a piedi!) nella speranza di ottenere una parvenza di normalità e uscire dall'incubo. La situazione non varia molto fino al materializzarsi di un tassista gentile e sorridente, con la radio sintonizzata sulla musica classica che mi ha riconciliato con il genere umano...

Un bando per una Befana di qualità a Piazza Navona è possibile. Lo faranno?

15 luglio 2017
Siamo nel pieno dell'estate, fa un caldo che si crepa e dunque la difficoltà nel pensare alla città che sarà il prossimo inverno (peggio ancora il prossimo Natale & Capodanno) è evidente.
Ma è proprio oggi che si fanno i giochi per le prossime feste comandate. Ed è proprio approfittando della bonaccia d'agosto (che non riguarderà il nostro blog, statene certi) che alcuni colpi di mano potranno passare inosservati ed indolori.

ORA LA BEFANA LA DEVE ORGANIZZARE IL COMUNE Come ricorderete il vomitevole Regolamento Coia sugli ambulanti è stato fatto passare in fretta e furia tra maggio e giugno proprio per dare il tempo agli uffici di fare quest'anno un bando per far ripartire la Festa della Befana di Piazza Navona. Tutti hanno notato la rapidità e tutti l'hanno spiegata in questo modo. D'altro canto Coia già ci provò nel Natale-Befana 2016/2017 per fortuna non riuscendoci: ma il Natale e la Befana del 2017/2018 segneranno "finalmente" il ritorno alla raccapricciante piazza piena di tanfo di fritto, bancarelle trash, gruppi elettrogeni e decine di altri insulti ad una delle piazze più belle del mondo.
Coia è riuscito con il suo vergognoso Regolamento a togliere l'organizzazione della fiera di Piazza Navona alle competenze del Municipio I per assegnare l'incombenza al Comune. E dunque quest'anno per la prima volta l'amministrazione dovrà pubblicare il bando (che assegnerà Piazza Navona per 10 anni!) e sebbene il Dipartimento Attività Produttive sia composto (anche) da gente seria, il rischio che lo faccia nel cuore dei mesi estivi e in qualche pagina nascosta del meraviglioso sito comunale è non è da escludersi.

DIECI ANNI DI BANCHI E NORME SULL'ANZIANITÀ La posta in palio è enorme: la fiera giustamente e grazie all'intervento, all'epoca, della Giunta Marino, non si svolge da anni perché si era trasformata in un letamaio irripetibile, insicura per vie di fuga e normative, illegale, contraria a qualsiasi criterio di qualità, vomitevole quanto a cibo. I bandi che si sono provati a pubblicare negli anni successivi hanno sempre trovato ostacoli e questa volta le dinastie di bancarellari, forti di un rapporti incredibile che sono riuscite a costruirsi con l'amministrazione, sono certe di riprendersi in mano il grande malloppo.

Tanto più che Coia nel suo imbarazzante Regolamento (lo stesso che obbliga a determinati colori per i camion bar, casualmente gli stessi colori dei camion bar di proprietà di alcune note famiglie dell'ambulantato romano!) ha indicato che i criteri per assegnare le licenze sono quelli delle atroci leggi regionali di epoca Storaciana: ovvero l'anzianità di servizio.

C'È UN MODO PER FARE LA QUALITÀ? Ma dunque non ci sono scappatoie rispetto ad un ritorno a Piazza Navona degli operatori che per decenni hanno devastato questa fiera e hanno umiliato architetture storiche e beni culturali? 

In realtà con un pizzico di volontà politica si potrebbe fare tutto, per fino selezionare operatori realmente di qualità  escludendo una volta per tutte chi appare marchianamente non in grado di produrre una proposta gastronomica e commerciale in linea con l'altissimo livello che certe location si meriterebbero. Basterebbe che l'amministrazione - e qui parliamo dell'assessore Meloni, visto che il "suo" dipartimento deve scrivere il bando - dicesse quel che è vero: ossia che Piazza Navona è un luogo di tale rilievo storico artistico che gli operatori che ci dovranno fare affari devono essere a loro volta livellati verso l'alto. Indiscutibilmente. Dovunque al mondo sarebbe una cosa normale, a Roma non lo è. A Roma anche se sei il più scadente commerciante della città, puoi concorrere (e se hai i giusti agganci vincere) per portare i tuoi prodotti scadenti e totalmente inidonei nella piazza più bella della città. Costruendo così la tua carriera, le tue relazioni e la tua "anzianità" poi da spenderti in bandi e evidenze pubbliche che considerano la presenza su piazza più importante della oggettiva qualità della proposta. E così l'alleanza a doppio nodo tra le filosofie politiche di Storace e della peggiore destra corporativa e clientelare e del Movimento 5 Stelle può fare disastri. Ammenoché, appunto, non ci si svegli. Ammenoché non vi sia un sussulto civile all'ultimo momento.

ASSEGNARE IL 60% DEI VOTI SOLO A OPERATORI DI ALTISSIMO LIVELLO  Cosa può fare il Comune? Consideriamo che l'anzianità di piazza, considerata da molti come elemento per vincere facile, assegna il 40% dei punti. Non il 50%, non il 51%, il 40% "soltanto"! Resta il 60%. C'è un modo infallibile per depotenziare quel 40% che leggi sbagliate - strumentalizzate dai pentastellati - regalano a chi ha il "merito" di aver operato (male, bene? Non importa!) in Piazza Navona negli anni passati: il modo è potenziare il restante 60%. Se il restante 60% tu lo assegni esclusivamente avendo in testa un criterio di qualità, puoi avere fior di operatori (ricordiamocelo: visto che si parla di una fiera possono parteciparvi solo ambulanti, non qualsiasi commerciante come sarebbe giusto) che raggiungono 60 punti su 100 grazie alla loro qualità (pur prendendo zero punti nella parte sull'anzianità) e avere altri operatori che restano fermi a 40 perché magari fanno questo mestiere da anni ma lo fanno male e non possono dimostrare la loro qualità. 

Questo è quello che ogni cittadino lucido e dotato di buon senso si aspetterebbe da una amministrazione a 5 Stelle. Non certo un lavorìo sconsiderato e senza sosta per tutelare lobbies e cricche romane ogni oltre logica dignità.

Ma come si selezione un ambulante in base alla qualità? Come fai a scommettere sul livello di questi soggetti evitando semplicemente di basarti sulle loro promesse?

DUE MODI PER FILTRARE OGGETTIVAMENTE SOGGETTI DI QUALITÀ Ci sono due modi: il primo riguarda la storia aziendale delle imprese che proveranno a partecipare al bando; il secondo riguarda la storia aziendale dei loro fornitori. Non dimentichiamo che stiamo parlando di cibo: tu sei un ambulante? Bene. Fai panini? Bene. Questi panini sono fatti con un pane industriale di quart'ordine o artigianale magari realizzato da un forno rinomato? Bene. Dimostramelo con le fatture. Fammi vedere, con le regolari bolle, dove hai comprato il pane negli ultimi 12 mesi. Fammi veder dove hai comprato la verdura negli ultimi 12 mesi. Fammi capire se i tuoi fornitori sono soggetti qualitativamente selezionati e livellati verso l'alto come Piazza Navona si merita (e dimostramelo con la loro rassegna stampa, i loro punteggi sulle guide, le loro menzioni in organi di informazione specializzati). Non me lo puoi dimostrare? Zero punti. Me lo riesci a dimostrare? Punteggio pieno. 

Ricordiamoci che il bando dovrebbe essere aperto ad operatori di tutta Italia. Significa mettere sul tavolo la capacità da parte di Roma di attrarre investitori e operatori da tutto il paese: ambulanti di eccellenza di Milano, di Firenze, di Venezia, siciliani... Basta avere una licenza per il commercio e somministrazione su area pubblica e tutti, in presenza di un bando scritto in maniera seria, possono diventare concorrenti dei nostri abominevoli ambulanti romani, far loro concorrenza e, sperabilmente, spazzarli via esclusivamente sul piano della oggettiva qualità del prodotto a tutto vantaggio del consumatore finale. 

E poi, dicevamo, la storia aziendale. Sei un ambulante? Ti chiami Pinco pallino? Fammi vedere dove hanno parlato di te, fammi vedere se hai punteggi sulle guide gastronomiche, fammi vedere se ci sono blog qualificati o organi di informazione internazionali che ti hanno citato. Attenzione, solo citazioni positive però perché i tanti "empori" che ammorbano il panorama dei food truck romani sono spesso citati dalla stampa internazionale, sì, ma solo per raccontare quanto la loro presenza sia assurda e allucinante. Peccato che poi l'amministrazione voglia premiarli. E se il concetto di rassegna stampa vi sembra qualcosa di astratto per un operatore ambulante, andate a chiedere a gente come Zoe o Mordi&Vai al Mercato di Testaccio, a gente come Ape Romeo e Mozao: c'è chi ha collezionato fior di articoli sul New York Times e chi invece sul New York Times ci va perché simbolo di degrado, mafia, prepotenza. Possibile che l'amministrazione degli honesti spinta per tutelare questi ultimi a scapito degli operatori seri e qualificati?

UN BANDO CHE CAMBI DAVVERO PIAZZA NAVONA È POSSIBILE
Ecco dunque facilmente dimostrato come un bando scritto con tutti i crismi possa smitizzare e togliere quasi tutta la rilevanza alla famosa e temutissima "anzianità". Ammenoché qualcuno non metta l'anzianità al 51% (ma sarebbe addirittura incostituzionale), tutto si può fare perché sul piano della qualità gli attuali operatori "anziani" sono destinati a prendere zero e a soccombere in tutto o in parte. 

Ricordatevi di questo articolo quando leggerete di una Piazza Navona regalata per 10 anni ai solidi squallidi operatori di sempre e quando scoprirete che i consiglieri grillini, in coro, ripeteranno che "per colpa delle leggi vigenti non si poteva fare diversamente". E' vero l'esatto contrario. L'amministrazione è totalmente sovrana delle sue scelte, può compierle (se le sa scrivere con dovizia) come e dove vuole e può portare la città dove meglio crede. O verso la qualità e la meritocrazia a vantaggio di tutti o verso la clientela, la sciatteria, il declino, la prepotenza a vantaggio di pochi.

Tutte le città del mondo, come dimostrano le foto pubblicate in questa pagina (esclusa la prima, ahinoi) organizzano mercatini di Natale puntando tutto sulla qualità. Questo si tramuta in fattore di richiamo turistico alto e di ricchezza. Per quale motivo Roma deve continuare a sottostare al ricatto e alla dittatura di alcune prepotenti famiglie di mediocri ambulanti che non sarebbero degni della più anonima piazza di estrema periferia?

Annullata per burocrazia All'Ombra del Colosseo. Avrebbe riqualificato Colle Oppio

14 luglio 2017
Avevano avuto una bella idea gli imprenditori culturali dell'Associazione Castellum che tra le altre cose promuovono da anni il progetto All'Ombra del Colosseo. Perduta la possibilità di realizzarlo al Celio (quell'area oggi è abbandonata, pericolosa, cadente), hanno proposto quest'anno per il bando dell'Estate Romana una location perfetta per le esigenze della città: Colle Oppio. Significava riqualificare un'area oggi in condizioni disperate, trasformata in favela, bidonville pericolosa, preclusa ad un utilizzo normale da parte di cittadini e turisti. Purtroppo non avevano fatto i conti con le assurdità della burocrazia capitolina e sulla capacità di inserirsi in queste inefficienze da parte di chi ha deciso di ostacolare la loro manifestazione. Il risultato sono investimenti polverizzati, una riqualificazione attesissima che non avverrà, artisti che devono rimodificare i loro calendari...

Abbiamo rivolto a Federico Bonesi di Castellum una intervista. 


Il bando dell'Estate Romana è stato assegnato da giorni ormai. Anche se in clamoroso ritardo (infatti tutti gli operatori, da Piazza Vittorio a Villa Ada, sono nei pasticci). Ma perché voi non siete partiti? Ci aspettavamo molto dalla vostra proposta. Non avete avuto il permesso di edificare da parte della Soprintendenza?
No. Anzi. Nonostante Colle Oppio sia un importante Parco Archeologico la Soprintendenza ha capito il valore della nostra proposta. 

E allora? 
E allora è il Comune...

Ah. Dunque?
Dunque non hanno, dopo giorni e giorni, deliberato due cose che avevamo chiesto: procrastinare l'apertura del Parco di Colle Oppio dalle 21 alle 24 e la sospensione del divieto di sosta sulle aree di parcheggio. 

Non vi hanno risposto?
Esatto. Tutto tace. Zero risposte. 

Quindi?
Quindi pur avendo tutti i permessi abbiamo deciso di non cantierizzare. Perché avremmo aperto una manifestazione in un'area chiusa al transito.

Ma quindi avete vinto il bando, avete passato le forche caudine della Soprintendenza, avete i permessi per edificare un'area di socialità e cultura nel bel mezzo di Colle Oppio e non lo potete fare per via di una banale e scontata scartoffia?
Esattamente. 

Ci spieghi in che cosa consisteva questa manifestazione che qualcuno negli uffici si è messo a quanto pare in testa di ostacolare?
La manifestazione All'Ombra del Colosseo così come progettata ed approvata dalla selezione pubblica dell'Estate Romana prevedeva circa 60 spettacoli tra cabaret, stand up e teatro comico. Tutte le sere, dalle 21:45 alle 23:30 circa. A margine dell'allestimento di un teatro all'aperto di circa 500 posti avremmo organizzato una specie di foyer con un classico servizio di bar gastronomia.

In che zona?
Dovendo spostarci dal Parco del Celio, quest'anno inibito dal Municipio per eventi culturali, scegliemmo la parte meno frequentata e più degradata del già disastrato parco del Colle Oppio, ovvero il triangolo "verde" (si fa per dire) compreso tra Viale del Monte Oppio ed il muro di Via delle Sette Sale. Area che già abbiamo bonificato con l'aiuto dei volontari del Servizio Civile Nazionale della Castellum ed una cooperativa di tutela del verde, raccogliendo 3 camion di rifiuti e sfalciando circa 6000 metri quadri di erba incolta e per lo più secca ed esposta ad incendi estivi. Inutile dire che l'erba non è ricresciuta, ma l'immondizia è nuovamente lì, insieme ai soliti bivacchi...

Quanti posti di lavoro avreste creato se non vi avessero ostacolato?
Su questo aspetto non amo sparare numeri e fare retorica. E' evidente che essendo una manifestaizone estiva e temporanea non avrebbe risolto la vita a nessuno, ma va comunque detto che tra personale direttamente impiegato e lavoratori dell'indotto, tra artisti, tecnici, allestitori, operatori sorveglianza e bar, parliamo di circa 20 posti fissi stagionali e circa 300 legati ai servizi tecnici ed artistici.

Ci spieghi di nuovo cosa manca per aprire?
Non manca alcuna pratica per la verità! Il punto è che dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni previste, seppur in ritardo e dovendo spostare la partenza rassegna dal 6 al 15 luglio, ci siamo resi conto che la banale ed ovvia richiesta di posticipare la chiusura dei cancelli del parco del Colle Oppio dalle 21 attuali al termine della manifestazione (verso l'1:00) rendendoci disponibili noi anche alla responsabilità di questo servizio di apertura e chiusura con nostro personale, non trovava riscontro alcuno.

Chi doveva farlo?
Presumo il Dipartimento Cultura, che ha accordi interni con il Gabinetto del Sindaco per ottenere tutte le autorizzazioni. Da una parte ci dicono che è il Municipio a mettersi di traverso, se poi vai dal Municipio ti spiegano che loro non hanno nulla in contrario. Il risultato è il solito stallo kafkiano romano. Per cui si ferma tutto: non possiamo stare in sospeso con gli artisti, con le date, con le tournée, con i fornitori...

Ma se rinunciate a tutto non rischiate di perdere anche il diritto per i prossimi due anni? Il bando dura tre anni...
E infatti alla fine faremo una piccola rassegna, negli ultimi 10 giorni di agosto e nei primi dieci di settembre. Una cosa piccola, minimale, senza la possibilità di guadagnare nulla (anzi rimettendoci, ma almeno non perdendo l'opzione su 2018 e 2019), senza i progetti sociali e di riqualificazione e senza i posti di lavoro di cui dicevamo sopra. E Colle Oppio rimarrà nelle condizioni riprovevoli in cui è oggi fino al 19 agosto quando avrebbe potuto respirare per almeno questa estate.



L'unica verità è che a Roma piuttosto di far lavorare degli imprenditori, piuttosto di far girare economie, lavoro e ricchezza, piuttosto che vedere che qualcuno "ce guadagna" (non importa assolutamente se in maniera lecita o meno), molti preferiscono che posti magici come Colle Oppio restino così come lo vedete in queste immagini. Questa mentalità, malata e criminogena, va considerata per quello che è: un cancro. E come tale va curata. Rapidamente.

14 motivi per cui le multe prese a Portonaccio ve le dovete pagà. Tutte!

13 luglio 2017

Naturalmente in totale controtendenza rispetto a tutto il racconto cittadino e a tutta la stampa romana ribadiamo i concetti per cui chi sbaglia deve pagare, per cui il perdonismo è alla base del disastro che questa città sta vivendo, per cui la legge non ammette ignoranza. Sempre dalla parte di chi le norme le ha rispettate, mai dalla parte di chi non le ha rispettate e poi chiede pietà. Sappiamo perfettamente che le sanzioni sono a rischio a causa dei ricorsi, qui abbiamo elencato un po' di punti in virtù dei quali speriamo che chi è transitato sulle corsie riservate agli autobus debba sorbirsi la sanzione prevista.

Ci auguriamo che con i soldi incassati il Comune monti altre telecamere perché - come si vede - sono l'unico modo per far venire i problemi al pettine. Ci auguriamo altresì che la magistratura non volti le spalle ancora una volta alla legalità e alla rigida applicazione delle norme. Ci auguriamo che i giudici non vogliano ancora una volta tutelare i furbi o i distratti umiliando chi ha prestato attenzione e si è comportato civilmente. A Roma rispettare le norme e avere scrupolo alla guida è cosa da sfigati e da poveracci, questo stato di cose deve cambiare e questi sono gli spartiacque.

Stiamo parlando della preferenziale di Via di Portonaccio. Cosa è successo? Qui c'era una preferenziale, nessuno se la filava, nel 2010 (negli anni d'oro di Alemanno Capitale), venne declassata e eliminata. Oggi è stata finalmente ripristinata e per di più dotata di telecamere. Nonostante tutto i cittadini hanno continuato a passarci sotto, incuranti di segnaletica e notizie pubblicate ovunque, ora che per posta arrivano le multe si stanno coalizzando per farsele togliere, in barba a chi ha rispettato le norme. Qui i nostri 14 punti per cui hanno a nostro parere torto.


1. La nuova preferenziale è stata iper comunicata su ogni mezzo possibile e immaginabile. Da quelli cartacei a quelli digitali, se n'è parlato per settimane, forse per mesi.

2. La nuova preferenziale è stata attiva per ben due settimane giorni senza fare multe, proprio per consentire ai cittadini di abituarsi.

3. Il fatto che la segnaletica orizzontale fosse sbiadita non rileva. E comunque vince la segnaletica verticale come il Codice della Strada insegna.

4. Il fatto che la segnaletica verticale fosse collocata in un contesto caotico è vero, ma riguarda tutte le strade di Roma e non implica una illiceità della segnaletica. Semplicemente c'è caos perché le strade di Roma sembrano strade dell'India più povera e malconcia.

5. Anche se la segnaletica fosse stata ancor più evidente, resa il fatto che i romani quando guidano non guardano i segnali, non si curano minimamente del codice della strada, ignorano ancora cosa vogliano dire i cartelli. Dunque cosa sarebbe cambiato?

6. Anche la ZTL centrale ebbe la stessa sorte: fu istituita negli anni Novanta e per anni e anni i cittadini la ignoravano: entravano tutti. Iniziarono a rispettarla esclusivamente dopo il montaggio delle telecamere e dopo le prime salate multe. A Roma funziona così, non è una novità.

7. Anche oggi, dopo il can can incredibile e quasi di livello nazionale che è successo sulla preferenziale, le persone ancora passano liberamente: motorini e auto transitano sotto le telecamere come nulla fosse. Perché tutto sommato il romano è così, lo sappiamo benissimo se ci guardiamo negli occhi con un po' di sincerità, ed è così proprio perché nessuno lo ha mai fatto pagare come invece accade dappertutto al mondo. E questo è tutto sommato un atteggiamento stra-italiano: faccio come mi pare, tanto poi c'è il condono. Questa storia deve finire e il Movimento 5 Stelle è stato mandato ad amministrare la città proprio per cambiare verso a questo modo di vedere il mondo, vuole tradire anche a questa aspettativa dopo averne tradite tantissime in questo anno?

8. Molti cittadini (ci sono dei racconti esilaranti in questo senso) hanno provato nelle settimane passate a fermare gli automobilisti in fermata al semaforo dicendogli di non andare avanti, avvisandoli che c'era la telecamere. "Aho ma nunmecacarcatzo ahooo, ma chesssadddì, ma nvedi stencefalidigo io lllà ce so sempre passato". Queste le reazioni. Qualche cittadino che in buona fede voleva salvare qualcuno ha rischiato pure di prenderle. Ora noi dovremmo condonare queste persone.

9. Ci sono decine di migliaia di persone che da quando è stata annunciata e attivata la telecamera hanno cambiato le loro abitudini di vita quotidiana, hanno modificato i loro percorsi, si sono organizzati per non incappare nella multa. Ora mettiamo queste persone, che si sono comportate in maniera civile, sullo stesso piano di chi se n'è fregato. E' giusto?

10. Le responsabilità che vengono addebitate al consigliere comunale Enrico Stefàno sono risibili e patetiche. La politica dà la linea e detta la visione (in questo caso la visione è corretta: più corsie preferenziali, mezzi pubblici più rapidi e più sexy per chi li deve usare o per chi desidera scegliere di usarli mollando il mezzo privato), il resto lo attuano i tecnici dei dipartimenti e, in questo caso, dell'Agenzia della Mobilità. Dunque se qualcosa è stato fatto male (e non ci risulta) non è con un rappresentante politico che bisogna prendersela.

11. Il Consiglio Comunale ha sbagliato ad approvare un ordine del giorno che impegna la Sindaca a verificare che tutto fosse apposto. Quell'ordine del giorno potrà essere strumentalizzato in caso di ricorsi da parte dei multati, coadiuvandoli. Ma purtroppo in Consiglio Comunale ci sono rappresentanti alemanniani di Fratelli d'Italia e dunque queste sono le conseguenze...

12. In ogni caso le multe NON possono essere eliminare (men che meno in "autotutela" come chiedono i multati, senza sapere neppure quando e come si usa l'istituto dell'autotutela), si tratterebbe di un danno erariale e quindi significherebbe non solo mettere a rischio giudiziario chi dovesse firmare la delibera, ma soprattutto scaricare su tutti i cittadini l'atteggiamento menefreghista di poche persone. E poi eliminarle fino a che giorno visto che appunto le persone, incuranti, insistono a passare? E poi cosa vieterebbe di innescare una valanga di ricorsi anche su altre corsie preferenziali telecamerizzate (Amba Aradam a salire, Via Nazioknale)? Tutti potrebbero dire "non abbiamo visto la segnaletica", tra l'altro in alcuni casi la segnaletica è perfino inferiore rispetto a Portonaccio.

13. Molti cittadini hanno già pagato le multe. Riconoscendo di aver fatto un errore. Hanno ricevuto il verbale e hanno pagato il giorno dopo e zitti. Come la mettiamo con questi signori se le multe dovessero essere eliminate? Si conferma che chi si comporta in maniera regolare è un cretino?

14. Spesso i multati arrabbiati mostrano un cartello effettivamente coperto dalla vegetazione di un albero mal potato. E' vero. Ma nello stesso punto, sull'altro marciapiede, quello di destra, c'è un chiarissimo cartello che ribadisce il concetto. E poi c'è comunque il cartello in prossimità della telecamere, quello davvero non si può non vedere. E' vero che una volta che l'hai visto praticamente non puoi tornare indietro per carità, ma questo significa prendere UNA multa, non TRENTA come molti hanno fatto facendo FINTA di non sapere e di non vedere. Chi fa finta di non vedere e di non vedere non merita la tutela ne dell'amministrazione ne della magistratura. Punto e basta. 

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