Magie&follie della Lista Marchini: ecco come puoi votare anche un candidato che non si candida

30 maggio 2016
A qualcuno, e in primis ai responsabili della Lista Marchini che se la sono presa più del dovuto, il nostro potrebbe apparire accanimento. Ma così non è. Non può essere insomma colpa nostra se l'ex candidato civico libero dai partiti ad un certo punto ha deciso di imbarcare tutto e il contrario di tutto pur di raggranellare qualche voto in più. Non è colpa di Roma fa Schifo se alleandosi con Forza Italia e La Destra, Alfio abbia così legato il suo nome al peggio del peggio della immondizia politica della città (non che il PD, SEL e quant'altri siano da meglio intendiamoci...). Non è neppure colpa nostra se, come raccontiamo ancora oggi, perfino nelle liste che portano il suo nome si trovino cadute di stile che è eufemistico definire tali.

E se accanimento c'è, è semmai quello dei nostri lettori che continuano imperterriti a segnalarci anomalie su anomalie che, per una schiacciante percentuale, riguardano la candidatura di Marchini. 

L'ultima storia non sappiamo ancora se collocarla nella colonna delle cose comiche o delle cose drammatiche. Sembra un remake del film "Fascisti su Marte" Sta volta "Fascisti su Montemario" visto che ci troviamo in vetta al Municipio 14. Fabio Felice Molinaro, già consigliere municipale, titolare di licenze per la vendita ambulante, la cui famiglia è vicinissima alla famiglia Tredicine ("i Tredicine del futuro" secondo Repubblica), ha dato il suo nome al giovane Stefano Oddo. Sì proprio così, se sulla scheda elettorale rosa nel XIV Municipio scrivete Molinaro, il voto per alias andrà a Stefano Oddo! 
Si usa sostanzialmente lo stratagemma del soprannome, previsto per legge, per inserire una denominazione che soprannome non è, ma che è invece il cognome di tutt'altra persona. Persona che per vari motivi non si candida. In parallelo è quello che ha fatto Tredicine nel VII Municipio: ne lui ne sua sorella hanno avuto la possibilità di candidarsi, ma non dandosi per vinti hanno riempito il quartiere di manifesti in cui indicavano chi votare. Molinaro ha fatto di più, è l'unico candidato che gli elettori possono votare pur non essendo in lista: sorge il dubbio, tutto ciò è regolare? Si può forzare fino a questo punto la norma che consente di indicare un alias?
Molinaro e Oddo
Stefano Oddo è un consigliere municipale uscente, nel suo profilo Facebook oltre all'infaticabile impegno sul territorio, sono frequenti e non nascosti i riferimenti ad un certo neofascismo, a Montemario è il "podestà" indiscusso della sede storica di via Assarotti del vecchio Movimento Sociale, il mondo di potere che gira attorno, tra gli altri, aiTredicine improvvisamente decide di puntare su di lui e diventa "alias Molinaro": il tutto sotto l'egida e la regia di Andrea Augello, vera testa d'uovo del consenso a Roma che vuole provare con Marchini il blitz che gli riuscì (le conseguenze le stiamo ancora pagando) con Gianni Alemanno. Un king maker di razza che è tra i responsabili dell'arrivo in pancia alla Lista Marchini di personalità di così alto lignaggio (un altro responsabile è Luciano Ciocchetti, altro portatore di soggetti di altissima qualità nelle liste del povero Marchini...).
Intanto il profilo Facebook di Fabio Felice Molinaro è quasi commovente, aiuta due giovinetti nella tremenda campagna elettorale, li supporta negli sforzi, poi però comunque dice: "tranquilli, c'è Molinaro".

Quanti voti riuscirà a prendere Oddo? Supererà le circa 800 preferenze della volta scorsa? Il trucchetto per sommare i voti di due candidati funzionerà? Verrà ancora una volta eletto? Quanti consiglieri riuscirà ad eleggere la Lista Marchini, alleatasi con questi personaggi, nel Municipio XIV? Quanto peso specifico questo sottobosco riuscirà a conferire, nel mondo che gira attorno a Marchini (ancor di più ad un Marchini eventualmente sindaco), a Andrea Augello? Risposte tra una settimana, brividi già fin da oggi.

La grande idiozia delle telecamere che controllano le corsie preferenziali. Giachetti lo capirà mai?

29 maggio 2016

Tra i tantissimi progetti urbanistici che possono migliorare (peggiorare è quasi impossibile) la mobilità e la possibilità di spostarsi dei cittadini romani ce ne sono alcuni (tram, metropolitane, ridisegno del carico e scarico delle merci) che necessitano di tempo e tanti investimenti, mentre ce ne sono altri facili da fare, realizzabili in pochi giorni e con pochissimi fondi.

Tra questi ultimi progetti, oltre alle ciclabili leggere, ci sono le corsie preferenziali protette. Le corsie preferenziali a Roma non solo soltanto in numero ridicolo, ma nella maggior parte dei casi sono occupate dalle auto private non essendo fisicamente protette. La situazione si è aggravata molto a partire dagli anni 2009\2010 quando la Giunta Alemanno, inventandosi una presunta pericolosità dei cordoli per gli scooteristi (una scusa ridicola e che anzi valorizza e tutela chi supera il limite dei 50km orari e chi vive la strada come una pista da slalom speciale), ha smantellato tutti i cordoli montati negli anni precedenti. E' stato il delirio. La corsia al fianco della preferenziale è stata a quel punto invasa dalla sosta selvaggia visto che tanto le auto in doppia fila potevano essere evitate sgattaiolando sulla preferenziale e tagliando così la strada a autobus e tram. Risultato: aumento sconsiderato del traffico, della congestione e della pericolosità. E abbassamento fisiologico della velocità commerciale dei mezzi pubblici. Altro che restituire mezz'ora di tempo al giorno ai romani come dice di voler fare Giachetti.


E la cosa assurda è che proprio Giachetti, dal quale ci si aspetterebbe una parola chiara su questo problema, è evasivo e propone soluzioni pasticciate che, sotto sotto, puntano alla conservazione dello status quo inaccettabile che gli utenti del trasporto pubblico vivono oggi, di fatto perpetuando l'idea di città impostata da Alemanno.

L'unico rimedio alla situazione disperata delle preferenziali contenuto nel programma di Giachetti riguarda il loro controllo con le telecamere, ma chiunque conosca la reale conformazione del problema sa bene che questa soluzione non risolverebbe alcunché: da Via Eritrea a Viale Libia passando per Viale Marconi e Via Principe Eugenio è evidente che il problema non sono tanto le auto che usano (o si fermano) la preferenziale, il problema sono semmai le auto che si fermano nella corsia adiacente obbligando chi transita a invadere la corsia riservata.


Ne deriva, come capirebbe anche un bambino, che piazzare delle telecamere a proteggere le preferenziali penalizzerebbe e sanzionerebbe non i veri autori dell'infrazione, ma le vittime di questi ultimi. Una bella beffa. Peraltro una bella beffa a pagamento visto che una telecamere prevede un costo di installazione, una richiesta di autorizzazione al Ministero (tempi lunghi), un costo di manutenzione e una persona che, dall'altra parte, controlla cosa succede. Costi enormi, tempi dilatati e efficacia pari a zero per un problema che si potrebbe risolvere semplicemente con un cordolo esattamente come accade a Parigi o a Madrid. 
Per avere maggiore chiarezza ieri sera, su Twitter, abbiamo interpellato sull'argomento Stefania Di Serio che Roberto Giachetti ha indicato come assessore alla mobilità. Con nostra grande sorpresa e delusione anche lei ha vagheggiato di telecamere. La soluzione passepartout che tanto non si può fare perché costa assai, che tanto non si può fare perché richiede un sacco di tempo, che così non dà fastidio a nessuno e non fa perdere voti e, semmai si facesse, sanziona gli innocenti e non i colpevoli. A nulla è valsa la gran quantità di utenti Twitter che ha cercato di spiegare alla Di Serio quali sciocchezze stesse dicendo. Ovviamente le telecamere non sono da trascurare, ma servono soltanto nelle situazioni in cui si rischia che la preferenziale venga utilizzata impropriamente da chi non ne ha titolo (Via Nazionale, Via Nomentana...), ma la schiacciante maggioranza dei problemi non riguarda quell'infrazione, bensì riguarda l'infrazione di chi occupa in seconda fila la strada adiacente la preferenziale e obbliga chi transita a passarci sopra per evitare le auto in divieto.

D'altro canto nel programma di Giachetti non c'è nessuna menzione neppure verso una lotta seria all'evasione su tram e autobus. Lotta che passa esclusivamente (esclusivamente!) dall'implementazione di un biglietto solo elettronico e da una salita dalla porta anteriore con controllo da parte dell'autista (se qualcuno non paga, non si parte). 

Purtroppo senza questi piccoli accorgimenti (preferenziali protette, lotta all'evasione) qualsiasi discorso sul miglioramento di Atac è totalmente campato in aria. Si tratta degli indizi che ci dicono che, in assenza di ulteriori precisazioni, la ricetta di Giachetti è quella della assoluta conservazione dello status quo, ovvero quello della città col peggior trasporto pubblico d'occidente. Forse chi si muove solo in scooter non si rende conto del danno in termini di civiltà, produttività, economia, turismo che queste scelte scellerate provocano.

Il grande studio su Atac della Fondazione Einaudi e le opinioni dei candidati. Il testo da leggere

28 maggio 2016

Pubblichiamo con piacere questo studio uscito in questi giorni perché è perfettamente on time con il momento elettorale e perché si fa carico di riflettere sui programmi dei candidati proponendo ricette e soluzioni (che ormai sappiamo peraltro a memoria, salvo non riuscire a trovare nessuno che le metta in pratica). Sempre nella consapevolezza tuttavia che queste perfette indagini tecniche non riescono a fotografare a pieno una realtà che davvero supera ogni fantasia: tra biglietti falsi, mense aziendali gestite dai sindacati, distacchi sindacali assurdi e dipendenti che sono anche fornitori per milioni e milioni di euro con tanto di gomme bucate inventate per gonfiare le fatture. Ad ogni modo una lettura importante. 

Denuncio con IoSegnalo ma invece di intervenire mi telefonano per chiedermi di smettere

27 maggio 2016

Scrivo per raccontare la mia ultima esperienza con la grande innovazione del servizio IoSegnalo ma soprattutto del risvolto che hanno avuto le mie ultime segnalazioni.
Fin da prima che fosse istituito il servizio di IoSegnalo, ero un assiduo "segnalatore" via twitter dei vari malcostumi e delle enormi inciviltà che quotidianamente il popolo del romanaro medio ("Aho, io c'ho la maghina, pago le tasse, e la devo poté parcheggià ndo me pare") commettono soprattutto con il loro mezzo di trasporto preferito.
Da quando è nato IoSegnalo, servizio geniale e devo dire estremamente efficiente almeno dal mio punto di vista, ho fatto centinaia se non migliaia di segnalazioni, la gran parte inerenti a soste selvagge, sui marciapiedi, alle fermate Atac, su strisce pedonali, discese per disabili, parcheggi riservati e passi carrabili.
Oggi, dopo le mie ennesime segnalazioni inerenti sempre le stesse vie e le stesse tipologie di infrazioni (evidentemente sti romanari co le maghine proprio non lo vogliono capire che nella società civile ci si comporta, appunto, in maniera civile) ricevo una telefonata da parte del comando dei vigili urbani della zona dove solitamente segnalo (evito appositamente di indicare la zona, dato che vivo proprio qui...)
Con mio grande rammarico non ho attivato la registrazione della telefonata, altrimenti ve l'avrei girata più che volentieri.
Sostanzialmente, il comandante di zona, mi invitava a "limitare" le mie segnalazioni adducendo le solite problematiche di carenza di personale e l'impegno da parte delle poche pattuglie a disposizione su fronti ben più importanti di "parcheggi in divieto di sosta" o similari.
Ad onor del vero, il tono del mio interlocutore è stato sempre, per tutta la durata della lunga telefonata, molto cordiale e mai minaccioso (e ci mancherebbe...) anche se spesso sentivo sotto la sua voce qualcun altro che lo invitava ad insistere sul fatto che segnalavo troppo.
Il colmo di tutto è stato quando, per avvalorare la sua tesi di scarsa disponibilità di personale (che sottolineo, io non metto in dubbio, d'altronde anche io vivo in questa città e mi rendo conto benissimo delle enormi difficoltà che la attanagliano), ha sottolineato anche il fatto che oltre ad essere pochi sono anche in là con l'età...
Questo mi ha lasciato più perplesso di tutto il resto. Che già per certi versi mi lasciava basito.
Ho provato a controbattere che la scarsità di personale per via della mancanza di possibilità di assunzione da parte del Comune in un certo senso potrebbe essere anche aiutata dalle centinaia di multe che loro stessi potrebbero fare (e in parte fanno), chiudendo una volta per tutte questo circolo vizioso di "mancanza di denaro-mancanza di personale".
Dopo quasi 15 minuti di chiacchierata in cui mi ha menzionato le varie problematiche del corpo dei vigili urbani, MafiaCapitale e i suoi danni, il ribadirmi più e più volte che non hanno modo di evadere tutte le richieste che gli arrivano (sottolineando comunque la correttezza da parte mia dell'utilizzo dello strumento IoSegnalo), è rimasto quasi senza parole in attesa di una mia risposta affermativa riguardo al fatto che avrei limitato le mie segnalazioni.
Risposta che da parte mia è arrivata sostenendo che avrei forse segnalato solo le infrazioni più gravi.

Al termine della telefonata sono rimasto diverso tempo a pensare al fatto che non è possibile che venga messo a disposizione uno strumento del genere quando poi, però, non si è in grado di gestirlo.
Non voglio mettere in dubbio la buona fede del comandante di zona (anche se la seconda voce di sottofondo qualche perplessità me la farebbe venire), ma alla luce delle recenti vicende segnalate anche su questo sito (una su tutte il ragazzo chiamato dai vigili al Pigneto per lo stesso mio motivo) mi chiedo chi è che sta sbagliando: noi a segnalare "troppo" (che poi cosa significhi "troppo" non mi è ancora chiaro), loro che non ce la fanno (o non ce la vogliono fare) o qualcun altro in alto che ci ha dato in mano uno strumento senza però valutare l'effettiva efficienza da parte del proprio corpo di vigili.

Chiedo cortesemente di non mostrare il mio nome o qualsiasi cosa riporti al mio nome, dato che (è estremamente chiaro) continuerò a segnalare con le mie credenziali.

Lettera Firmata


*Ci si domanda quante multe potrebbero fare i nostri amati vigili utilizzando il tempo che invece investono in telefonate e riunioni con la cittadinanza per cercare di far passare la voglia ai cittadini di contribuire e di partecipare. Le quotazioni dell'omertà, ci dispiace per voi, sono in ribasso e la gente è stufa di subire prepotenze, cattiverie e sciatteria: non smetteranno di segnalare. Anzi questo modo di fare serve solo a fare aumentare le segnalazioni e la voglia di sollecitare la città a funzionare. 
Quanto a noi siamo orgogliosi di continuare ad essere voce di chi viene intimidito. Cari Comandanti e cari dipendenti del Comune che non riuscite a confrontarvi civilmente con chi banalmente vi chiede di lavorare sodo: evitate. Perché tanto è abbastanza matematico che finite su Roma fa Schifo...
-RFS

Come si sta muovendo il clan Tredicine per le elezioni del 5 giugno?

26 maggio 2016

Uno poteva pensare che almeno nell'anno successivo dell'arresto, dei domiciliari e dell'inserimento del suo nome - ma soprattutto del suo cognome - all'interno delle "liste" di Mafia Capitale, il buon Giordano Tredicine (e il suo vasto clan familiare) si sarebbe stato buono, avrebbe saltato un turno. E invece niente da fare. E invece attivismo e campagna elettorale esattamente come se nulla fosse accaduto. Nell'indifferenza generale, degli elettori e dei media.
La prima mossa, essendo lui incandidabile, è stato puntare sulla sorella, Ilaria Tredicine, già fatta eleggere nella scorsa consiliatura nel parlamentino del VII Municipio. La famiglia Tredicine ci ha provato ma ad un certo punto c'è stato un contrattempo: lo staff di Alfio Marchini, che nel frattempo era diventato il candidato sindaco di Forza Italia, ha posto un veto considerando davvero eccessiva e controproducente la presenza di un candidato con quel cognome. E così Ilaria è saltata. Se guardate qua sotto vedete addirittura i "santini" stampati prima della trombatura-preventiva quando la sorella di Giordano era certa di essere in lista. Ad un certo punto i "santini" sono stati cambiati e a Tredicine, nel VII Municipio, si è sostituito Pace.

Nella buca della posta il 10 maggio 2016

Nella buca della posta il 18 maggio 2016

Anche l'attività dei patronati (e delle feste in piazza) non si è fermata e benché sia tassativamente vietato, ecco i manifesti fuori dal "Patronato Tredicine", un luogo dove, dicono i maligni ma noi non ci crediamo perché queste cose in una città occidentale e civile non succedono, si dà una mano agli anziani a fare il 730 in cambio di un voto. Dentro al patronato ci sono le gigantografie di Giordano Tredicine, fuori i manifesti ci aiutano a capire che il cavallo su cui si punta per il Comune è tal "Gentile".



Ma la cosa incredibile sono onestamente i manifesti in giro per la città. Forse non capita neppure nelle tradizionali regioni di mafia italiane (la Sicilia, la Calabria, la Campania...) che individui plurimputati al processo Mafia Capitale - e non più agli arresti domiciliari solo per decorrenza dei termini di custodia cautelare - diano in maniera così plateale indicazioni di voto tra l'altro affiggendo in maniera abusiva e spendendosi per far votare quello e quell'altro. A noi appare un affronto non soltanto alla città tutta, ma in primis a Piazzale Clodio.



Tutto questo va a vantaggio di chi? Ma è chiaro, sono tutti voti che compongono il calderone che cerca di portare al ballottaggio Alfio Marchini, la candidatura che mille volte più di ogni altra si è caratterizzata in queste ultime settimane come un collettore di quella che noi in maniera figurata e parlando in generale senza nessuno riferimento specifico a persone singole abbiamo chiamato "immondizia politica" raccontandola qui e ancora qui. Sarà importante evitare accuratamente di votare per questo candidato e per le liste che lo sostengono. Chi vuole votare a destra ha la possibilità di farlo tranquillamente mettendo la X su Giorgia Meloni. È fondamentale che Marchini e le liste che lo sostengono arrivino quarti, il più in basso possibile, in modo che i candidati di cui avranno diritto in Assemblea e nei parlamentini municipali saranno pochi visto che in buon numero si tratta di gente che ogni cittadino onesto vorrebbe tenere alla larga dalle stanze dove si decide la sorte della città che vivranno i nostri figli.

Poi ci sarà tempo per analizzare i motivi del suicidio politico di Alfio Marchini, quello "libero dai partiti", uomo che sapeva benissimo a quali personaggi si sarebbe affiancato accettando il sostegno di Silvio Berlusconi e di Francesco Storace. Uomo che sta facendo vergognare in primis quella parte di città sana che aveva deciso di sostenerlo.

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