6 motivi per cui Virginia Raggi NON si deve dimettere anche se condannata

20 ottobre 2018
Il processo Marra procede con velocità e come tutti sappiamo il 10 novembre ci sarà la sentenza. Secondo i diktat per Movimento 5 Stelle, in caso di condanna il sindaco dovrebbe dimettersi all'istante e Virginia Raggi in alcune dichiarazioni pubbliche sembra aver confermato questa impostazione che è stata ribadita anche da altri autorevoli componenti del suo partito come Roberta Lombardi: se la sindaca verrà condannata se ne deve andare.
In primo luogo speriamo che la sindaca venga assolta. Non perché ci stia particolarmente simpatica Virginia Raggi - che è stato un sindaco nefasto (forse il peggiore in assoluto) le conseguenze delle cui scelte pagheremo per quarant'anni - ma perché sarebbe opportuno che Raggi caschi per i suoi demeriti politico-amministrativi e per le sue scelte forsennate, non per le sue risibili vicende giudiziarie. A dispetto delle nostre speranze, tuttavia, le possibilità di una condanna sono elevatissime. In questo caso ci auguriamo che si possa fare qualcosa in alternativo di una immediata dimissione. Speriamo che la sindaca resista, che i consiglieri si coalizzino per rimanere e sostenerla ancora nonostante la violazione delle ridicole norme del ridicolo partito casaleggino. Assurdo e ridicolo infatti che un cittadino, eletto da centinaia di migliaia di persone, debba perdere i propri diritti politici per una condanna in primo grado quando i gradi di giudizio in Italia sono tre. 
Ma vediamo i motivi per cui non ci farebbero esultare le dimissioni di Virginia Raggi a metà novembre. Procediamo per punti per venire in contro alle capacità medie di concentrazione dei nostri concittadini...


1. ENTITÀ DEL REATO
Il reato di cui è accusata Virginia Raggi è grave, ma non gravissimo. Ha detto una bugia rendendo delle dichiarazioni in aula giudiziaria. Una bugia, punto. È dunque accusata per falso. Ci piacerebbe che si parlasse delle mille dannosissime bugie che Virginia Raggi e i suoi hanno detto in questi anni per portare avanti delle scelte populiste e dannosissime, non della piccola menzognetta che ha detto per proteggere Marra. Il reato è robetta, è nulla rispetto agli autentici crimini politici che questa giunta ha perpetrato e continua purtroppo a perpetrare. Cadere per un reatuccio rischia di far scomparire i ragionamenti su tutto il resto e farà passare alla storia una giunta caduta per mano giudiziaria e non per demeriti politici che sono immensi. Alimentando peraltro il vittimismo grillino.

2. ASSENZA DI ALTERNATIVE
Una caduta della giunta è poi fuori luogo in questo momento perché non esistono alternative credibili (Carlo Calenda, dove caxxo sei?). In questi anni l'opposizione non ha fatto nulla, la destra non ha apparecchiato piattaforme programmatiche, la Lega pensa solo al consenso da quattro soldi e non al progetto e la classe dirigente è totalmente inesistente. La società civile non ha fatto nulla di nulla e l'unica cosa che è uscita fuori è la manifestazione raffazzonata del prossimo 27 ottobre all'insegna di un populismo quasi peggiore di quello pentecatto. Qui ne abbiamo parlato

3. VANTAGGIO PER SALVINI E MELONI
Non ci vuole un analista politico del New York Times per capire che una caduta della giunta in questo preciso momento finirebbe per avvantaggiare enormemente la compagine salviniana che a Roma potrebbe prendersi tutto e  fondersi con quella meloniana. Esiste qualcuno convinto che queste persone potrebbero essere migliori dei pessimi grillini? Tornerebbe la Roma di Alemanno, ve la ricordate? Una città degli anni Dieci del Duemila amministrata con la mentalità degli anni Sessanta del Novecento. Tra l'altro senza alcun nome e alcun leader se non la Meloni stessa, sempre di più immersa nella sua stucchevole retorica ciarlatana. Una ex giovane promessa della politica ridottasi a parlare di cous cous e maiale nelle mense delle scuole. Un abisso rispetto ai sindaci delle altre grandi città occidentali: pensate a Anne Hidalgo o a Sadiq Khan... 

4. VANTAGGIO PER M5S O OPZIONE BERGAMO
Ma un esito siffatto della mediocre esperienza Raggi lascerebbe spazi anche al Movimento 5 Stelle. Un conto cadere per demeriti politici, un conto cadere per una risibile faccenda giudiziaria. A molti pentecatti resterà l'amaro in bocca: "se ci avessero fatto governare 5 anni, avremmo fatto bene", penseranno in molti. Pronti così a ridare di nuovo fiducia ad un'opzione casaleggina. Insomma l'esperienza non si potrebbe dire realmente chiusa e conclusa e si rimarrebbe aperti a ipotetiche e suggestive ulteriori opzioni pentastellate in purezza (il ritorno di Alessandro Di Battista, tanto per dire) e opzioni pentastellate misto-civiche (il discutibilissimo e mellifluo vicesindaco Luca Bergamo è lì pronto a prendersi tutto l'ex consenso pentastellato mescolandoci la immondizia politica che a Roma ruota attorno ai centri sociali, agli okkupatori di professione, ai "movimenti" banditeschi che da anni condizionano la vita civile di una città trasformandola in vita incivile). 

5. STOP AI POCHI PROGETTO AVVIATI
Inutile dire che uno stop brusco esattamente a metà strada della giunta finirebbe per mandare a gambe all'aria anche i seppur pochi progetti avviati. Si tratta prettamente di progetti riguardanti la mobilità, dove l'unico soggetto del partito di Casaleggio dotato di qualche capacità e sopratutto visione amministrativa - Enrico Stefàno - ha fortemente contribuito a mettere in cantiere piste ciclabili, pedonalizzazioni, allargamento della ztl, riforme dei pullman turistici, ampie riqualificazioni, nuove tramvie, ripensamento delle politiche della sosta. Si tratta di poco, molto poco rispetto alle necessità, ma anche questo poco potrebbe fermarsi definitivamente proprio ora (vedi le nuove corsie preferenziali) qualche briciolina di risultato sta atterrando sul territorio.

6. ASSENZA DI UN ASSETTO NORMATIVO PER RISPONDERE ALLA SITUAZIONE
Ultimo ma non ultimo. Che facciamo cadere a fare una giunta se ancora non abbiamo riformato la governance della città che è il vero problema alla base della situazione riprovevole in cui ci troviamo? Roma deve diventare un distretto federale, il suo sindaco deve essere scelto in maniera diversa da oggi, deve essere una sorta di ministro nominato dal Governo, deve avere dei poteri totalmente diversi da oggi, deve acquisire deleghe che oggi sono assurdamente in capo alla Regione Lazio. Per arrivare a questo risultato occorrono 12 anni di commissariamento (qui abbiamo spiegato per filo e per segno) che oggi sono impossibili perché non previsti dalla norma, anni durante i quali il nuovo assetto di governo della città deve essere discusso e approvato. Nel frattempo commissariamento duro con un commissario con due attributi così e una squadra di sottocomissari con due attributi ciascuno ancora più grossi, ma questo non è all'ordine del giorno e nessuno è interessato a effettuare una forzatura simile. 
Probabilmente ci vorrebbe una legge speciale, ci vorrebbe una riforma della costituzione condivisa da tutte le forze politiche per cambiare le fattezze all'Ente Roma Capitale. Un afflato riformista che oggi non esiste. Dunque si finirebbe per avere qualche mesetto di commissariamento debole per poi andare a elezioni a primavera, alla prima finestra utile. 

E si ricomincerebbe da capo: un sindaco improbabile come quello che abbiamo ora, assessori imbarazzanti, un consiglio comunale fatto da consiglieri inquietanti e collusi, una classe dirigente raccapricciante sia a livello politico che a livello tecnico, una burocrazia impossibile da affrontare, problemi che dovunque hanno risolto che qui sembrano insormontabili per decenni e le solite lobbies arraffone ad avvantaggiarsi del caos. Non ha alcun senso, dunque, che questa amministrazione cada. Che arrivi fino a scadenza naturale. A quel punto verrà giudicata e, se ci sarà una alternativa che ora non esiste (Carlo Calenda dove caxxo sei un'altra volta!?), verrà sostituita.

Milano nel 2008 e nel 2018. 9 confronti fotografici semplicemente sbalorditivi

18 ottobre 2018
Non si fa che parlare di Milano. Talvolta - anche da parte nostra - sembra che il confronto col capoluogo lombardo venga fatto a sproposito. In maniera puramente strumentale. Eccessiva. La realtà è un'altra. La realtà è che la capitale del nord probabilmente si merita tutte le attenzioni che ha soprattutto per come è riuscita a modificare se stessa. Diciamolo: 10 o 15 anni fa Milano era una città triste, senza un grande ruolo globale a parte qualcosa su design e moda, sostanzialmente bruttina. Non solo oggi è una città gradevole, entusiasmante e a tratti molto bella, ma ha delle progettualità di sviluppo nei prossimi ulteriori 15 anni davvero affascinanti. Insomma può ulteriormente migliorare e anche molto. Non potendo prevedere il futuro però quello che ci resta è un confronto con il passato oggi reso possibile da una particolare funzione del servizio di Google Street View. Da qualche tempo è possibile andare indietro nel tempo e, dato un particolare luogo della città, osservare come è evoluto nell'ultimo decennio ovvero da quando le telecamerine di Google girano sulle attrezzatissime Google Car. Paolo Robustelli della Cuna è la persona a cui dobbiamo questo interessante progetto fotografico. Ed è la sua voce, o meglio il suo scritto, che descrive punto per punto (ma l'analisi potrebbe espandersi su 100 altri luoghi) quello che è avvenuto a Milano in questi anni. La riflessione su una pagina come la nostra è: provate a fare lo stesso su Roma. Non solo non troverete nuovi edifici, nuove architetture, spazi abbandonati tramutati in aree piacevoli, nuovo arredo urbano, ma in praticamente ogni punto significativo troverete una situazione che è radicalmente peggiorata. Un caso più unico che raro a livello globale. 
1-La Cattolica/(Sant'Ambrogio)-1km dal Duomo. Finalmente completato credo per Expo dopo un cantiere infinito per il parcheggio sotterraneo.

2-Il Portello-4km dal Duomo. Ex area industriale Alfa Romeo, poi riconvertita a Fiera Milano City, nella parte più a Nord è stato creato un graziosissimo parco con una collina elicoidale, nuovo residenziale, quindi una grande piazza pedonale sopraelevata con le sedi di alcune società come il Milan, collegati da un lungo ponte pedonale sospeso.


3-La Darsena/(Navigli)-2km dal Duomo. Una cantiere-piaga aperta per almeno un decennio, risistemata velocemente per Expo, ricreata la Darsena, diversi percorsi pedonali tutt'intorno, peccato per i palazzi alle spalle che son sempre quelli, non certo dei gioielli.




4-L'isola-2km dal Duomo. Parte del progetto Porta Nuova/Garibaldi di Hines/Coima. Area popolare, ex luogo della "mala", era un luogo/non luogo, immobile da decenni. Qui sorto il Bosco Verticale (Boeri), la sede Google, la casa della memoria, razionalizzate le strade e i parcheggi, fermata metro M5; rimangono alcuni vecchi palazzi terribili, una sede Unipol in costruzione da anni, detta il Rasoio, abbastanza contestabile, ma si suppone che il rinnovamento continui. Sul confine fra Isola e Garibaldi aprirà a fine ottobre 2018 un parco di medie dimensioni, la Biblioteca degli alberi.


5-Le Varesine-2km dal Duomo. Parte del progetto Porta Nuova/Garibaldi. Area dimenticata e da dimenticare fin dagli anni '50, quando la storica stazione ferroviaria fu dismessa e arretrata all'odierna Porta Garibaldi, in parte utilizzata per un Luna Park fino agli anni '70. Poi il buio totale. Ora grattacielo Diamantone, torri Solea, Aria, Solaria, sede Samsung, villette residenziali. In fase di completamento il verde in via della Liberazione e diverse piste ciclabili. La piazza sopraelevata Alvar Aalto è collegata a Garibaldi da un ponte pedonale su via Melchiorre Gioia.



6-La Fiera-3km dal Duomo. Il recupero della ex Fiera di Milano, la vecchia "Campionaria", semiabbandonata da circa 30 anni, è partito bene, ha avuto una fase di pausa poi un'accelerata negli ultimi 4 anni. Al di là del giudizio estetico sui nuovi Curvo, Storto, Dritto, residenze per vip, gradevole la risistemazione di piazza Giulio Cesare e la restituzione di ampie aree cementificate a verde pubblico.

7-Via Paolo Sarpi/(Chinatown)-2km dal Duomo. Cica 10 anni fasi narra che il Comune cercò di colpire i traffici dei Cinesi in questa lunga e popolare via di Milano chiudendola al traffico. Il risultato è stato una via che diventa sempre più piacevole percorrere, le cui vecchie case sono in costante rinnovamento.

8-Via Soperga/(Loreto)-4km dal Duomo. Un piccolo esempio di come con poco si sia cambiato aspetto e decoro a un piccolo insignificante slargo.





9-Corso Como/Piazza Gae Aulenti/(Garibaldi)-2km dal Duomo. Parte del progetto Porta Nuova/Garibaldi. Corso Como, direttamente dalla Milano da bere degli anni '80, ripavimentato in maniera oscena (è ancora così)circa 20 anni fa, si apriva sul nulla assoluto di fronte alla stazione Garibaldi. Un'ampia area di deserti/parcheggi/strade agghiaccianti, orfana del semifallito piano urbanistico "quartiere direzionale" degli anni 50/60. Le torri occupate da Unicredit (Pelli) sono affascinanti, la piazza sopraelevata altrettanto, uno dei luoghi attualmente più fotografati di Milano. Ancora in divenire, a breve inizierà la costruzione della torre Unipol, diversi palazzi stile anni 70/80 recladdati (un bell'esempio le ex torri FS, Massimo Roj), molto rimane da rifare soprattutto la stazione Garibaldi, ancora un'incognita il vicino cavalcavia Bussa. Da poco completata la sede della fondazione Feltrinelli/Microsoft (Herzog & de Meuron), ideale ricostruzione delle mura spagnole di porta Volta, e credo a breve un'area verde retrostante.

#romadicebasta, ma a che cosa? Peggio di Raggi c'è solo chi protesta a casaccio contro la Raggi

15 ottobre 2018
I romani hanno un enorme problema non facilissimo da risolvere: la loro ignoranza crassa, diffusa, ostentata, rivendicata, autocompiaciuta. Sono impreparati su tutto e considerano questo un pregio di cui vantarsi. Non conoscono nulla di nulla, ma vogliono esprimersi considerando il loro giudizio, scevro da qualsiasi approfondimento, valevole quanto quello di chi ha studiato e approfondito quella o quell'altra questione. 
Gli ignoranti ci sono in tutte le città del mondo, beninteso, ma la sensazione (complicata da dimostrare, invero, ma papabile) è che a Roma la percentuale sia decisamente maggiore: sopra il livello di guardia e tollerabilità. Inoltre a Roma di fronte ad un ceto d'insipienti assai attivo e rumoroso, s'oppone silente e mesta la vasta e inutile schiera dei cittadini preparati e aggiornati. Chi nulla sa sbraita facendo un caos dannato, chi è aggiornato al massimo parla sottovoce e viene guardato storto da chi sta in mezzo a questi due poli in posizione neutrale.

Il romano ignorante si trova sempre a disagio nella sua città. Si trovava a disagio con Alemanno e sbraitava, si trovava a disagio con Marino e sbraitava, si trova a disagio con Raggi e sbraita. Essendo ignorante non sa precisamente perché si trova a disagio, ma sa che sta male. Peraltro è ovvio: è impossibile stare a proprio agio in una città così piena di ignoranti. 

Oggi il romano ignorante vede strade malridotte, monnezza dovunque, traffico impazzito, mezzi pubblici che non passano, aree verdi e ville in abbandono: costerna, s'indigna e non s'impegna. Il romano ignorante non approfondisce, non studia, non cerca di comprendere cosa c'è dietro ai problemi e quali potrebbero essere le relative soluzioni: semplicemente protesta. Come un bebè che frigna.

Ultimamente, dopo mesi e mesi di #marinodimettiti, il romano ignorante ha preso a ripetere a pappardella un rotondo #raggivattene. Con lo stesso principio. Il romano ignorante non si rende conto che il primo problema della città è lui stesso e utilizza, di volta in volta, il sindaco come capro espiatorio pur di non assumersi le proprie enormi responsabilità. Secondo il romano ignorante bisognerebbe cambiare un sindaco grossomodo ogni 4 mesi.

L'aspetto più atroce del romano ignorante è che protesta contro i problemi, ma quando arrivano le soluzioni protesta contro le soluzioni. La profonda stupidità senza speranza di questa particolare tipologia antropologica è tutta qui. Ed è questo gioco al massacro che tiene la città bloccata. Le persone protestano contro la monnezza, ma se fai gli impianti di incenerimento o di biocompostaggio protesta contro gli impianti di biocompostaggio; le persone protestano contro il traffico ma se scavi parcheggi interrati e aumenti il costo delle strisce blu protestano contro queste misure; le persone si lagnano dei mezzi che non passano mai ma se finalmente realizzi qualche cordolo per proteggere le corsie preferenziali protestano contro quella scelta. L'ignoranza genera questo tipo di surreali situazioni e impedisce qualsiasi progresso piccolo o grande. L'unica è stare immobile. Ed è la strada che sovente i sindaci sono portati a scegliere.

Da questa situazione si esce soltanto con la comunicazione e un approccio, come dire, didattico ai problemi. Spiegando ai romani ignoranti e stupidi (o almeno alla piccola parte di loro disposta ad ascoltare) quanto sciocche sono le loro battaglie e le loro proteste miopi, facendo capire loro - anche usando strumenti nuovi (video tutorial, grafici, clip animate, perché i romani ignoranti vanno considerati dei malati o meglio dei tossicodipendenti da disintossicare) - cosa sono i problemi che gli generano tutto questo disagio, come sono stati affrontati altrove, come sono stati risolti, quale è la strada per affrontarli e superarli. Cercando di illustrargli che protestare contro le soluzioni alla stessa stregua che protestare contro i problemi non ha alcun senso.

Inutile dire che una situazione come questa (centinaia di migliaia di persone fondamentalmente stupide, ignoranti, esasperate dal disagio e convinte nel loro profondo che lo studio e l'approfondimento delle questioni sia roba da sfigati) è facilmente strumentalizzabile e oggi siamo alla vigilia di una goffa strumentalizzazione che si concretizzerà il prossimo 27 ottobre in Piazza del Campidoglio.

Per quel giorno è convocato da una auto costituitasi organizzazione web un sit in di protesta contro il sindaco e l'amministrazione. L'hashtag, indispensabile per il romano ignorante, è #romadicebasta. Purtroppo però non si capisce a cosa questa Roma vogliosa di protestare voglia urlare "basta".  Qualsiasi tentativo di comprendere gli obbiettivi di questa protesta si è scontrato contro un autentco muro di gomma. La più grande manifestazione contro la giunta grillina che rischia di catalizzare l'attenzione di decine di migliaia di partecipanti è totalmente priva di programma e spina dorsale. La pars destruens monopolizza quella costruens. In ossequio al populismo più bieco, non c'è l'ombra di una proposta, di un progetto, di una soluzione. Si dice basta contro la mancanza di progetti, contro il degrado, contro la sporcizia, contro i mezzi pubblici che non funzionano, ma non si sviscerano i problemi, non si spiega a chi scende in piazza a protestare quali sarebbero le soluzioni per ovviare.

Facciamo l'esempio di Atac. Una delle soluzioni per risolvere i guai finanziari di questa azienda è quella di valorizzare a livello urbanistico e sviluppare le preziosissime aree di città di proprietà di Atac e oggi abbandonate. Si tratta di lotti pregiati nel cuore di quartieri molto richiesti come l'Appio Latino (deposito di Piazza Ragusa) o Prati - Della Vittoria (deposito Piazza Bainsizza). Va da se che cambiando la destinazione d'uso di questi spazi e facendo partire grandi operazioni immobiliari, il valore di questi cespiti potrebbe innalzarsi fino a centinaia di milioni di euro (oggi invece il Comune punta a svenderli). Le persone che il 27 ottobre manifesteranno in piazza tuttavia sono le stesse persone che hanno più volte manifestato per evitare la trasformazione e la vendita delle ex rimesse, spingendo affinché restassero spazi abbandonati o tutt'al più si imbarcassero in improbabili progettualità di tipo museale\sociale\civico. Protestano contro il problema e poi protestano anche contro la soluzione. Una popolazione del genere è la popolazione più pericolosa che ci può essere perché è una popolazione che si diverte a farsi del male da sola, altro che dare la colpa al sindaco...

Se andate sui gruppi Facebook dove il sit in si sta strutturando e per così dire organizzando trovate istanze di ogni tipo. Davvero tutto e il contrario di tutto. Ci sono alcuni cittadini preparati e consapevoli e poi ci sono quelli che protestano a prescindere e quelli che protestano - come abbiamo spiegato - contro le soluzioni invece che contro i problemi. Negli ultimi giorni non si contano i messaggi contro le preferenziali, tanto per dirne una. Ma ci sono anche quelli convinti che il nuovo Stadio coi tre grattacieli era una speculazione e quelli che vogliono abbattere il Corviale perché interrompe il flusso del vento ponentino... 
E così la manifestazione che nasce contro le nefandezze (tantissime) della Giunta Raggi, rischia di trasformarsi in una manifestazione contro le poche cose corrette fatte dalla Giunta Raggi. In una manifestazione senza programma e senza linea, di fatti, chi ci può escludere che si infiltrino gruppi di potere interessati? Il 27 in Campidoglio, tanto per fare un esempio, potrebbero esserci i boss dei pullman turistici, arrabbiati per la riforma del settore che entrerà in vigore dal 1 gennaio. E senz'altro - lo sappiamo per certo dalle pagine sui social della manifestazione - ci saranno i commercianti di Viale Libia che non possono più contare sulla doppia-fila-economy di fronte ai loro locali. E così via...

Qualcuno potrà obbiettare che, al di là dei contenuti, un segnale dal basso dell'insofferenza della città verso l'amministrazione è comunque qualcosa. Qualcosa magari capace di dare una sveglia alla Giunta o di accelerarne la fine. Non è così: e se lo diciamo noi che per due anni - durante i quali la città sembrava come ipnotizzata nella sua malata lobotomia sonnecchiante - siamo stati gli unici e i soli a combattere questi ciarlatani al governo, vi potete fidare. Non conta dire che vuoi cambiare rotta se non indichi con precisione e dettaglio qual è la rotta che vuoi intraprendere in alternativa. E oltretutto una protesta confusa, senza obbiettivi, senza progetti, senza richieste chiare di percorrere determinate strade piuttosto che altre non può far altro che rinforzare il sindaco e la sua squadra. È solo con temi e progetti precisissimi (su municipalizzate, lavori pubblici, gestione degli ambulanti, problema dei cartelloni, balneari, burocrazia, sviluppo immobiliare, grandi eventi, verde pubblico, arredo urbano, manutenzione stradale, cultura, gestione dell'housing sociale, legalità, rifiuti...) che puoi mettere davvero in difficoltà chi amministra male, non certo con una protesta vaga ed esclusivamente basata sull'esasperazione di una mandria di ignoranti felici di esserlo. In quest'ultimo caso finisci probabilmente per rinforzare chi è oggetto della protesta che non ne sarà minimamente scalfito. 

Insomma, peggio della Raggi c'è solo chi manifesta a casaccio contro la Raggi.

Non passate su quel tratto di Via Nazionale. Sta venendo giù un muro

12 ottobre 2018



Villa Aldobrandini è un colpo al cuore. Una villa in una delle zone più centrali e straordinarie della città che potrebbe essere un autentico gioiello prezioso e che invece è abbandonata, cadente, marcia, coi graffiti e gli spazi coperti, che potrebbero essere sale da the elegantissime o bar ricercati (ai cui gestori magari affidare la manutenzione perfetta di tutto il parco) che versano in rovina, chiuse.

Le conseguenze di tutto questo si stanno riversando anche sull'esterno, non solo sull'interno di questa stupenda villa ormai infrequentabile. Le lastre di travertino, a manutenzione zero, stanno subendo l'attacco dei soliti ailanti, alberi che ormai si stanno impossessando della città e presto mieteranno altre vittime grazie alla capacità che hanno di sconocchiare fondamenta e mura. In poche parole, simbolo di questo triste abbandono, le degli enormi pezzi di marmo stanno per rovinare a terra, su un marciapiede dove passano persone. Così, come se fosse la cosa più normale del mondo.

E pensare che come abbiamo scritto tantissime volte (ad esempio qui e qui) salvare le aree verdi da questo terrificante esito è la cosa più facile del mondo. Basterebbe volerlo.

Il post che vi spiega perché la città è piena di rifiuti ingombranti

10 ottobre 2018



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Io odiavo gli zozzoni.
Io odiavo gli incivili.
Ora non li odio più, li capisco... sopratutto gli zozzoni di Roma.
Il #cambiamento è anche questo.
Abituarsi allo schifo.
Un bel #cambiamento.

Sapete perché lo fanno?
Sapete perché a Roma ci si diventa zozzoni e incivili?
😔
Ad agosto la mia tv ultra "pd", comprata immoralmente da #unieuro mi ha lasciato.


Avevo una forte tentazione di lanciarla dalla finestra ma il mio senso civico mi ha spinto a telefonare ad Ama e al comune di Roma per lo smaltimento.
Tra le altre cose paghiamo profumatamente nella bolletta il servizio del ritiro a domicilio degli ingombranti.
Ho scaricato App, mandato mail, telefonato, rimandato mail, ricaricato la richiesta 3 volte...ultima volta il 15 settembre.

Dopo tre mesi ancora nulla.
Così stamattina dopo tre mesi di attesa ho preso la macchina e sono andato ad un centro di raccolta.
Non si poteva buttare nulla perché era tutto colmo.
La mia tv alla fine l'hanno accettata.
Una signora che fino a stamattina non era zozzona risalendo in macchina ha detto:" io lo lascio sotto casa, non lo riporto su il divano."
Allego foto per documentare cambiamento. Ciao Virginia Raggi.
Va tutto bene.
Mi sto abituando.

SALVATORE COSTA

***

ALTRA TESTIMONIANZA
Domenica 7 Ottobre, invece di andare al mare, ho deciso di smontare una vecchia e pesante cyclette per portarla ad un centro raccolta Ama. Dopo un’ora di lavoro ho caricato i pezzi, pesanti, sulla macchina e mi sono avviato verso il centro della Laurentina. Chiuso per lavori, colpa mia che non mi ero informato; proseguo per quello di Mostacciano. Aperto ma praticamente non riceveva quasi nulla... men che meno gli ingombranti. Mentre torno verso casa sento l’intervista del Sindaco Raggi a Radio Radio che in diretta mi spiega i mirabolanti progetti per lo smaltimento rifiuti a cui stanno “lavorando”. Non so come sono riuscito a non buttare il tutto in mezzo alla prima strada. Premetto che abitando a Vallerano sono oggetto del servizio di raccolta porta a porta.
Servizio inaccettabile:
  • Raccolta plastica e carta avviene con ritardi biblici
  • Carta raccolta con furgoni aperti che seminano per il quartiere quanto da noi religiosamente “differenziato”
  • Immondizia che staziona per giorni davanti ai portoni   
Per non parlare dello stato dei parchi, delle scuole appena costruite, delle strade…
Mi consolo sapendo che pago le tasse più alte di Italia e sognando di poter abbandonare la “capitale” del terzo mondo.
Emilio Meccheri


*Una città dove non ha più alcun senso stare. Non commentiamo oltre perché non c'è davvero nulla da commentare. Dentro questa storia c'è tutto, basta saperla leggere. Aggiungiamo solo che un altro importante motivo che spiega lo sversamento di rifiuti ingombranti in giro è spiegabile con le tante organizzazioni furfantesche di svuota-cantine e sgombero-appartamenti. Proprio quelle che riempiono di adesivi e numeri di cellulare i cassonetti o i cancelli dei palazzi. Ma bloccare le utenze telefoniche è sempre stato considerato impossibile dai magistrati...
RFS

Ecco perché è stato ammazzato dal suv sulla corsia preferenziale. La nostra videoanalisi

9 ottobre 2018
Ormai è una lagna, una noia, una ripetitività micidiale. Tuttavia, come spieghiamo anche nel video, questi episodi tendono ad essere messi da parte e la cosa ci fa particolarmente rabbia. E i morti si susseguono con un ritmo micidiale: quando possiamo andiamo dove il sinistro è avvenuto e proviamo a abbozzare una analisi. Dunque eccoci: analisi sul posto dell'incidente avvenuto domenica riguardante il signore inglese di 72 anni ucciso sulla corsia preferenziale. 

Il video dice tutto sulla nostra posizione. Guarda caso esce sempre - sempre! - fuori che la colpa è del layout delle strade e dell'arredo urbano assolutamente scellerato e inquietante della nostra città: questo sia che l'attraversamento pedonale sia avvenuto nel senso ipotizzato dal video, sia che sia avvenuto nel senso contrario perché il marciapiede lato aventino (lato palazzi) ad un certo punto all'altezza dei magazzini dei Cavalieri di Malta finisce. Scompare. Obbliga il pedone o a camminare in mezzo alla strada o, appunto, ad attraversare. Insomma grazie a strade disegnate in maniera ridicola, cucite attorno alle esigenze delle auto come se fossimo negli anni Sessanta, la percorribilità pedonale tra Bocca della Verità e Piazza dell'Emporio praticamente non esiste! 

Non resta che chiedere e leggere il vostro parere a riguardo nei commenti qui o nel relativo post Facebook. 

Viceprefetto De Francesco morto a Via Cavour. Il video assurdo 24 ore dopo

7 ottobre 2018
Lo facciamo sempre e lo faremo sempre. Dopo un grande incidente, che si svolge proprio per dimostrare le cose che diciamo ogni giorno, torniamo sul luogo del "delitto" dopo un determinato intervallo di tempo per capire se le cose sono cambiate. In luglio lo abbiamo fatto una settimana dopo la porte di Caterina Pangrazi a Corso Vittorio, ora lo abbiamo fatto dopo 24 ore esatte a Via Cavour dopo la morte di Giorgio De Francesco, viceprefetto.

Il video dice tutto dunque nel testo non aggiungiamo molto. La strada anche oggi, 24 ore dopo, era in totale abbandono. La segnaletica invisibile. Tutti i mezzi a motore prevaricavano i pedoni in maniera prepotente, neppure il rispetto del recentissimo evento luttuoso (non un fiore, sul punto dell'incidente) ha potuto nulla nel cambiare il comportamento assurdo che ha a Roma chi utilizza il mezzo privato.


Il video dimostra che dare la colpa ai "pullman-bisonti", come è di moda a Roma, non ha alcun senso. Non sono loro il problema sebbene siano troppi e vadano ridotti e possibilmente eliminati o quasi dal cuore della città. Il problema è come è fatta la strada, il problema è la scelta di lasciare auto in sosta (spesso in doppia sosta) ai lati delle strade, il problema è la segnaletica assurda e l'arredo urbano da anni Cinquanta, tutto fermo da sessant'anni, un attraversamento con questa configurazione sarebbe illegale e fuori norma dovunque al mondo. Senza dente di attacco per migliorare la visibilità, senza illuminazione notturna dedicata (qui di notte la situazione è molto peggiore di quella che vedete in questo video, che fa paura ma è girato nel momento di minore traffico in assoluto), senza salvagente centrale per spezzare l'attraversamento in due parti più piccole e più gestibili per chi attraversa e per chi deve avere la visibilità per dare precedenza. 


La tristezza profonda di vedere oggi un attraversamento che è costato la vita ad una persona totalmente non presidiato dai vigili. Ormai non fanno neppure la scena il giorno dopo. E solo nel nostro video guardate quante persone rischiano la vita. 


Dove sta il bar che ha aggredito Striscia La Notizia? Ecco dove

4 ottobre 2018

Avete presente il clamoroso video realizzato da Striscia La Notizia su un bar romano che applicava tariffe "speciali" per i turisti orgoglioso di farlo al grido di "so romano e faccio come mi pare"? Chiaramente la trasmissione di Canale 5 non ha menzionato nome e indirizzo dell'esercente, noi però siamo convinti che sia opportuno farlo anche per mettere in guardia più consumatori possibile e per identificare quanto più un esempio negativo per tutti gli altri esercenti: ecco come non comportarsi.

In realtà la cosa ha un profilo esilarante e comico anche. Lo si evince andandosi a leggere le recensioni di questo bar che tra l'altro ha anche provato la sorte cambiando profilo. Prima era qui, quando si chiamava Illy Cafe, e poi invece qui. Sempre a quanto pare sotto l'improbabile insegna "Bar Amore". Regalatevi dieci minuti di puro divertimento e mettetevi alla lettura.


Ci tenevamo a dire che il posto sta a Via Cavour 252, ma soprattutto ad invitarvi alla lettura delle recensioni su TripAdvisor, davvero da non perdere. Pura letteratura. Del genere letterario del grottesco fanno parte invece non solo le reazioni dei titolari alla troupe di Striscia, ma il fatto che una città dimostri di non avere gli strumenti per evitare danni di immagine incredibili come questo. Un autentico bacillo malvagio che contamina ogni giorno centinaia e centinaia di turisti facendo crollare il percepito diffuso su Roma. Ma voi avete sentito qualche dichiarazione dell'assessore al commercio dopo la messa in onda del servizio? (A proposito, com'è che si chiama l'assessore al commercio?)

Sempre più inquietante: le idee dei Tredicine diventano narrazione istituzionale della Giunta Raggi

2 ottobre 2018
Senz'altro i lettori di questo e degli altri blog civici si ricorderanno la faccenda "Festa dei Nonni", una ricorrenza internazionale a però Roma cavalcata anni addietro esclusivamente da una figura politica. Una delle tante manifestazioni strumentali dei Tredicine (c'erano anche la Festa della Famiglia, la Festa delle Donne e via sproloquiando squallidamente) svoltesi specialmente nel quadrante sud est di Roma per raggranellare consensi verso la parte più debole, attaccabile e fragile dell'elettorato. 
Si riempivano i muri di affissioni totalmente abusive firmate da Giordano Tredicine (tutto era organizzato dalla famiglia con lo scopo di creare in Giordano il riferimento politico alto, con mire parlamentari), si organizzava la festicciola, si somministravano gratis ai malcapitati vecchietti i prodotti dei camion bar e degli altri prestigiosissimi esercizi commerciali detenuti dal network (una volta la somministrazione di alimenti scaduti venne raccontata anche dai giornali) e si chiedeva in cambio il voto. 

Poi purtroppo o per fortuna Giordano Tredicine venne arrestato nelle more delle faccende di Mafia Capitale. Tutti avevamo pensato che il combinato disposto degli arresti e dell'arrivo degli honestissimi grillini al governo avrebbe segnato la fine di questa dinastia. O obbligati a diventare commercianti di stampo europeo o obbligati a cambiare lavoro. E invece tutto il contrario: grazie all'innato clientelismo grillino i Tredicine sono tornati in auge dopo gli anni (per loro) neri di Marino. Addirittura sono riusciti a riprendersi - grazie al lavoro di Andrea Coia, consigliere grillino che con le sue scelte ne ha favorito clamorosamente gli interessi - la Festa della Befana di Piazza Navona.

Oggi una coincidenza clamorosa sulla pagina Facebook della Sindaca. La Festa dei Nonni, da idea populista, di facile acchiappo e velatamente clientelare di Giordano Tredicine, si tramuta in narrazione istituzionale della città. Se solo Virginia Raggi conoscesse la città, se solo fosse circondata da persone che conoscono la città, avrebbe fortemente evitato un riferimento a quella festa che fino ad oggi a Roma è stata solo un motivo di strumentalizzazione. Non a favore dei nonni, ma solo col pensiero alle loro scelte elettorali. Il feeling tra questa amministrazione e gli anni più bui di questa città non si interrompe mai.

Evviva le nuove preferenziali. Siamo andati a provare Viale Libia: il video

28 settembre 2018
Non potevamo esimerci e lo abbiamo fatto. Siamo andati a fare la primissima prova su strada della corsia preferenziale finalmente protetta a Viale Libia. E abbiamo deciso di pubblicare tutto subito, in modo tale che oggi la nostra voce risulti chiara in una giornata assurda e surreale in cui una parte della cittadinanza (ma la possiamo chiamare così?) capitolina protesta contro le preferenziali, contro la velocizzazione del rapporto pubblico e in definitiva contro la civiltà in generale. 

Dicevamo, siamo stati a Viale Libia. Mezzo: uno scooter. Nel video andiamo verso su, verso Corso Trieste insomma oppure verso giù, verso la Tangenziale. Su e giù. Orario? Ore 21. Siamo stati buoni, negozi chiusi, strada semi deserta. Eppure la doppia fila c'era lo stesso. Incredibile. A riprova di un fatto chiaro: dove la strada è lasciata in abbandono, senza separazioni fisiche, c'è il caos, le persone traversano in mezzo alla carreggiata senza curarsi delle strisce. Con i cordoli le cose cambiano radicalmente, la strada ha un ordine, la percezione di sicurezza è più alta, è più facile rispettare le norme per tutti, inclusi i pedoni. Certo la presenza di una preferenziale tangente alla sosta delle auto non aiuta affatto, nel senso che basta una macchina parcheggiata con il 'culo' un po' più sporgente che immediatamente si blocca la corsia. Questo è un problema. Le carreggiata e la adiacente preferenziale dovrebbero essere più separate dalla sosta e strade come Viale Libia e Viale Eritrea meriterebbero, come Corso Trieste, un parco nello square centrale, non un parcheggio. 


Per il resto cosa dire: preferenziali dovunque. Speriamo che questo pacchettino di preferenziali che ci stanno dando soddisfazioni in queste settimane si moltiplichi, perché ce n'è bisogno dovunque. Le preferenziali devono aumentare, molto, e quelle che ci sono vanno protette. Cosa aspettiamo ad esempio a risolvere il problema di Viale Regina Margherita? E Corso Vittorio Emanuele? E Via Nazionale dove la preferenziale è usata esclusivamente (esclusivamente!) come corsia di carico e scarico per le merci? E così via...

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