L'incresciosa e misteriosa storia della querela di Paola Taverna contro Roma fa Schifo

23 giugno 2017

In primis bisogna spiegare cosa sia il fenomeno Soffokati. Si tratta di un gruppo di tassinari romani molto arrabbiati e esasperati che stanno fuori dai sindacati tassinari tradizionali e che sono nati anche con interessanti funzioni civiche (il taxi service per orientare i consumatori a Termini o a Fiumicino e salvarli dagli abusivi) e che ultimamente hanno avuto una deriva aggressiva e violenta. 

Merlo, Taverna e Raggi durante i festeggiamenti per la vittoria di quest'ultima alle Comunali
I Soffokati - lo stesso gruppo che ha ricoperto la città degli orribili adesivi abusivi bianchi con scritta nera che invitano in inglese i clienti a prendere solo "white taxi" e non "illegal black cab" - si sono distinti nelle lotte contro la norma Lanzillotta a favore di Uber qualche mese fa e le loro gesta sono state raccontate da molti giornali (ma Lorenzo D'Albergo scrisse un lungo articolo anche sul Venerdì) e da un inquietante servizio di Piazza Pulita a firma del sempre ottimo Salvatore Gulisano

Pasquale Merlo (ma in realtà il suo nome è tutt'altro come si impara cliccando qui), capo dei Soffokati

I Soffokati sono da sempre vicini, anzi vicinissimi, al Movimento 5 Stelle (sono stati loro a ricoprire i loro taxi di simboli elettorali durante le passate comunali) e in particolare a Paola Taverna. Il leader dei Soffokati, che si fa chiamare Il Merlo e che è l'individuo ritratto in tutte queste foto oltre che, in performance atletiche di lotta greco-romana e in dialoghi raggelanti, nel filmato de La7, è immortalato in decine di scatti a fianco a Paola Taverna e in questo filmato (qui l'originale) augura assieme alla deputata pentastellata gli auguri di buon Natale a tutti i tassisti e in particolare ai Soffokati che, a detta della Taverna stessa, sono "la stessa cosa" del Movimento 5 Stelle. 



In passato, in alcuni articoli e tutto sommato innocui post Facebook abbiamo affrontato la faccenda: qui introducendo il filmato de La 7, qui denunciando i continui vandalismi che, ad opera dei Soffokati, la città sta subendo e ancora qui denunciando ancora i vandalismi e sottolineando la vicinanza dei Soffokati a Paola Taverna.


Alcuni Soffokati, tra cui Merlo, con la Taverna
Anche solo sfogliando le foto e i video di questo post e i relativi commenti (qui sotto il Merlo, capo dei Soffokati, ci spiega che è stato invitato proprio da Paola Taverna, che lui chiama nella sua pagina Facebook quasi sempre "la leonessa" alla festa immediatamente successiva alla vittoria elettorale di Virginia Raggi) vi sembrerà davvero strano sapere cosa contenevano le mail inviateci dagli avvocati di Paola Taverna l'altro ieri.


"E’ assolutamente falso che il gruppo dei c.d. “Soffokati” siano il sindacato del Movimento 5 stelle, che tale gruppo sia sostenuto dal Movimento 5 stelle o che, addirittura, sia vicino alla Senatrice Taverna.
Mai nessun collegamento tra un gruppo eversivo come quello dei Soffokati e il movimento 5 stelle è stato neanche mai immaginato, né tantomeno in nessun modo risultano rapporti tra tale gruppo e la mia assistita".

Parole testuali, mail arrivata al nostro indirizzo il giorno 21 giugno per la nostra totale incredulità. Non solo insomma gli avvocati della Taverna parlano dei Soffokati come di un gruppo eversivo (ma se erano tali perché la Taverna ci ha bazzicato insieme per anni?), ma dichiarano di non conoscerli, di non averli mai sostenuti, di non aver avuto mai nessun rapporto. 
Ci sono decine di foto, ci sono i video in cui la Taverna dichiara che il Movimento è la stessa cosa con i Soffokati dicendo "vi voglio bene" e poi arrivano i suoi avvocati che negano tutto, dicono di cancellare tutto, dicono che il Movimento e i Soffokati non c'entra niente e ancor meno c'entra la Taverna stessa. A noi è sembrato davvero surreale.



A nulla sono valse le nostre rimostranze: abbiamo inviato il file del video in cui la Taverna dichiarava che Movimento e Soffokati sono la stessa cosa, abbiamo inviato le foto, abbiamo inviato altri articoli di stampa. Nulla. La richiesta veniva ribadita: togliete tutto altrimenti vi quereliamo. Chiaramente per chi guadagna 15 mila euro al mese e ha l'immunità parlamentare minacciare querela contro semplicissimi cittadini che hanno avuto solo la colpa di aver pubblicato notizie vere (sebbene imbarazzanti) è gioco facile. Anche quando si è costretti a negare l'evidenza con questa sfacciataggine e arroganza.
"Tali affermazioni" ha scritto l'avvocato riferendosi agli articoli anzi ai meri post Facebook linkati di sopra,"oltre che non vere, sono altamente infamanti e mortificanti per la ​mia cliente, il cui nome è stato espressamente associati a soggetti che, per protesta, stanno riempendo i muri di Roma con graffiti, deturpandoli. Gli articoli in esame integrano pertanto una lesione gravissima alla reputazione, all’immagine e all’identità personale e politica della Senatrice, con evidenti ricadute negative sul suo prestigio e sulla sua credibilità politica: ricadute negative la cui gravità è acuita dal ruolo di credibilità politica: ricadute negative la cui gravità è acuita dal ruolo di Onorevole della Repubblica ricoperto dall’esponente.
Alla luce di tutto quanto sopra esposto, Vi diffido formalmente a voler rimuovere gli articoli sopra indicati entro e non oltre il termine essenziale di 1 giorno dalla ricezione della presente con l'avvertimento che, in mancanza, saremo costretti a presentare formale atto di querela chiedendo la punizione di tale comportamento e di chi si è reso responsabile di tanto gravi offese, lesive della personalità della mia cliente, la quale sin da ora si riserva di agire per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito, da parametrare in base alla gravità delle notizie diffuse acuita dall’attribuzione di fatti determinati, al ruolo istituzionale, alla reputazione e immagine dell’esponente, alla estensione della diffamazione e alla qualità del veicolo dell’informazione".

Capito il ragionamento? Il danno di immagine la Taverna non se l'è fatto da sola, frequentando (anche ovviamente a fini di tornaconto elettorale) gente infrequentabile. No. Il danno gliel'abbiamo fatto noi semplicemente raccontando la cosa. Per questo ci meritiamo di pagare cifre che si prefigurano altissime.

Ennesima foto di Taverna e Merlo
Ovviamente prima di raccontare ai nostri lettori questa ennesima assurdità abbiamo fatto qualche ragionamento. Poi abbiamo optato per pubblicare. In primis, come abbiamo fatto in passato, per chiedere il vostro aiuto visto che siamo entrati in una fase di durissimi attacchi giudiziari nei nostri confronti. Questa nuova tipologia di amministratori non è disposta a incassare, gestire o rispondere alle critiche: loro querelano. Guadagnano bene, hanno immunità e avvocati asserviti e sanno perfettamente - come spiegava ottimamente Grillo qui nel 2009 prima che il suo diventasse un Movimento fascisteggiante - che la querela è un arma impeccabile per tappare la bocca a chi è scomodo. Minacci qualcuno e magari ottieni anche che notizie incontrovertibili vengano censurate dalla rete, Taverna ci ha provato e sta volta no ci è riuscita ma poi gli avvocati vanno pagati e se Taverna non ha alcun problema a farlo noi si: enormi. Ecco perché vi facciamo sapere di nuovo che questo è il link dove effettuare le donazioni che utilizziamo UNICAMENTE per pagare i legali che ci danno una mano. E comunque trovate il bottone qui a fianco a destra. In questo momento i procedimenti da gestire che vedono interessati i giudici di Piazzale Clodio ad indagare contro Roma fa Schifo sono ben TRE. Tutti ovviamente per diffamazione e tutti intentati, non possiamo dire altro e i dettagli arriveranno a tempo debito, per motivi politici... I rischi di rinvio a giudizio sono enormi, ma i costi si sono già generati perché i nostri avvocati stanno già lavorandoci sopra per cercare di capire. A questi tre procedimenti si potrebbe aggiungere la querela della Taverna che ci accusa di aver pubblicato la verità... Insomma a differenza della vituperata "vecchia politica" (ricordatevi cosa non abbiamo detto contro Alemanno, giusto per fare un esempio, per non dire del PD) questi "nuovi" e "onesti" amministratori pubblici vogliono, semplicemente, farci chiudere. Questo è.

I Soffokati con Di Maio
Ma al di là di utilizzarlo come "scusa" per chiedervi un aiuto per la sopravvivenza di un blog che speriamo vi stia a cuore e che (purtroppo!) è rimasto sostanzialmente l'unica voce libera su uno scenario che si sta radicalizzando verso una deriva totalitaria, quello che ci interessa è anche riflettere sull'accaduto. Insomma, perché siamo arrivati a questo punto? Cosa c'è dietro? 

Il Merlo, capo dei Soffokati
Agli avvocati di Paola Taverna abbiamo chiesto spiegazioni senza ottenere nulla in cambio. Solo la filastrocca che sostanzialmente diceva: o togliete quanto vi chiediamo di togliere oppure vi quereliamo. Ma perché Paola Taverna, amica da anni di Merlo e "stessa cosa" coi Soffokati per sua stessa ammissione in video lo scorso Natale, ora ci dice tramite i suoi legali che lei non ha nulla a che fare con questi signori? 

Merlo, capo dei Soffokati
La Taverna si è resa conto del profilo poco, diciamo così, istituzionale dei Soffokati e ha compreso che non è più il caso di essere assimilabile a loro e vuole far dimenticare alla rete il passato? Legittimo, ma poteva dirlo con chiarezza.

Gli avvocati che ci hanno scritto in realtà hanno millantato di essere gli avvocati della Taverna e non lo sono? In tal caso abbiamo tutti gli estremi per consentire a Taverna di, questa volta sì, querelarli per millantato credito. [questa ipotesi è ovviamente scherzosa&ironica]

La Taverna ha saputo che stanno uscendo magari dalla Procura delle faccende riguardanti i Soffokati e Merlo e non vuole che la sua autorevolezza politica riceva schizzi di fango quando il fango inizierà a girare? 

Se Paola Taverna ci dice la verità e ci spiega non solo siamo disposti a pubblicare qui le sue ragioni così come abbiamo pubblicato le sue minacce e le sue dichiarazioni in spregio di ogni verità buon senso, ma siamo anche disposti a dimenticare questo ennesimo assurdo caso di arroganza del potere. 
Onestamente combattiamo la politica (quella cattiva, purtroppo maggioritaria) da 10 anni e mai ci era successo di subire autentiche angherie di questa natura. Una forma di autentico bullismo che speriamo non si ripeta. Intimidazioni di quart'ordine che dovrebbero fare paura ancor prima di fare schifo. A tutti. Organi di informazione pubblicano verità pacifiche, ma se poi queste verità non sono più in linea con quanto decide il partito o le togli o ti becchi la querela. Secondo noi è spaventoso e ricorda anni bui.

Sesso imperiale nel bel mezzo dei Fori durante il Gay Pride. Il video

21 giugno 2017
E naturalmente si accettano scommesse. Chi sono i due spavaldi del Foro di Traiano? A che nome, ma soprattutto a che sesso, rispondono i due protagonisti assoluti della trombata più imperiale che si sia mai vista? 

Siamo ai Fori Imperiali, appunto. Sabato 10 giugno, esterno giorno: è la giornata del Roma Pride. Pieno di gente in giro a rivendicare i diritti della comunità gay, lesbica, trans ecc. La manifestazione si svolte a pochissimi metri. Loro però scendono qualche gradino, trovano chiuso il cancello di metallo che dà sulla parte recentemente restaurata del Foro, si accomodano, si spogliano (o erano già mezzi nudi?) e iniziano a darci dentro. Naturalmente nel bel mezzo dell'area archeologica più importane del mondo. Si vede che l'atmosfera del Pride favoriva all'abbassamento dei freni inibitori. O qualcuno aveva perso una scommessa? O è stato un colpo di fulmine? E quando scappa, scappa...


Si accettano scommesse, dunque. Chi sono? Uomo lui e trans lei? Trans lui e trans lei? Gay lui, etero lei? Oppure addirittura semplicemente etero lui e etero lei, alfieri di una normalissima pecorina d'ordinanza eterosex sebbene un pelo fuori contesto e magari polemici contro i mille gusti sessuali diversi rappresentati nella vicinissima manifestazione: un improvvisato etero pride.



Sarà quel che sarà, ma intanto stiamo di fronte all'ennesimo episodio di sesso in pieno giorno in piena città. Che in confronto l'immigrato che se la spassava immerso nella monnezza è nulla ché qui siamo nel cuore turistico della città, nella zona che dovrebbe essere più controllata, videosorvegliata, sicura. Durante una manifestazione delicata e dunque, sperabilmente, piena di forze dell'ordine. E invece niente, Roma continua a comunicare totale libertà, anarchia ma non poetica, solo sregolata e sciatta. Che di per se, nonostante il caldo, può essere anche sexy e liberatoria, ma che poi ci fa capire una cosa sola: la città è fuori controllo, non ha il rispetto di nessuno, non mette paura a nessuno, non ha una autorità minimamente credibile. Credibilità zero. Da quando ti devi astenere dal buttare una cartaccia a terra a quando devi pensarci due volte prima di tirare fuori l'uccello e metterti a scompare esattamente come un riccio. Tutto si può fare. Tanto chi ti dice qualcosa? E allora godetevi quest'altro video, onestamente più triste che divertente...


*Sfruttiamo la presumibilmente buona visibilità che avrà questo contenuto per perorare la causa di chi sta lottando per la pedonalizzazione di Gay Street, ovvero del tratto di Via di San Giovanni in Laterano pedonalizzata durante l'era Marino e oggi tornata un volgarissimo parcheggio a cielo aperto*

La farsa del bando dell'Estate Romana strangola il mondo della cultura a Roma

Si schiatta di caldo ma per il Dipartimento Cultura di Roma Capitale non è ancora estate. Il solstizio è oggi, ma niente. Il bando per l'Estate Romana si sta rivelando una farsa, l'ennesimo flop (amministrativo, più che politico, visto che più che le scelte della Giunta a non funzionare sono gli uffici). Le manifestazioni dovrebbero partire il 30 giugno, ma ancora nessuno tra gli operatori che hanno fatto richiesta (non tanto per i soldi - che non ci sono - ma per ottenere gli spazi e le aree pubbliche) non hanno ricevuto ancora alcuna risposta. Tutto questo sta comportando una perdita economica enorme per tutti visto che le manifestazioni non si organizzano in una settimana e che se si vogliono fare cose di qualità (preoccupazione che il Campidoglio non sembra avere) occorre fermare le date con mesi e mesi di anticipo, anticipare denaro, avere leva finanziaria e una grande certezza su tutto.
La gestione del bando sta mandando a gambe all'aria fior di aziende, società, piccole associazioni culturali, teatranti, artisti. Abbiamo raccolto molte testimonianze e le abbiamo messe insieme in questo testo. Non consideratelo in quanto tale perché è un collage di tanti spunti, tutti reali e tutti simili tra loro. Una manifestazione vale l'altra, una casistica e tipologia vale l'altra tanto per tutti è così.

A questi operatori verrà dato un sostanziale via libera il 29 giugno e verrà chiesto il 30 giugno di iniziare una stagione teatrale, di aver montato palchi e strutture, di aver pre-venduto i biglietti, aver convinto e trovato munifici sponsor, aver acquistato gli spazi pubblicitari su giornali e affissioni e quant'altro. Una semplice e volgare pazzia. Non la prima, non l'ultima. Ovviamente trovare qualcuno che ti viene a dire "abbiamo sbagliato, scusateci" sarà impossibile. Ma leggiamoci le testimonianze, ribadiamolo: vere, di chi ci ha creduto e di chi sta rimanendo strangolato a causa dell'inefficienza dell'amministrazione. Senza dimenticarsi che, in un quadro simile, è semplicemente impensabile che al bando partecipino realtà qualificate da fuori Roma. Perché se per un romano la situazione è folle, per chi non è abituato alle cose di questa città, la situazione è meramente inaccettabile.

***

Io avrei fatto parte del Roma Fringe Festival, che è un Festival di teatro molto interessante che si tiene all'aperto d'estate, giunto alla sua 6a edizione. Avevo già partecipato in altre occasioni con miei spettacoli, e anche quest'anno un mio spettacolo aveva passato la selezione.

In teoria il Festival doveva svolgersi da metà giugno a fine luglio.
Poi ci hanno comunicato che sarebbe stato solo luglio a causa dei ritardi del Comune.
Intanto il tempo passava, e non ci comunicavano il calendario ufficiale: quindi io per esempio avevo speso un po' di soldi per creare il sito internet dedicato, per organizzare la promozione, per comprare la scenografia... pensando "vabbè, ora diranno il calendario e posso partire e rientrare".

Dopodiché ieri la triste scoperta: il direttore artistico del Festival (persona molto seria e professionale) ci scrive scusandosi, dicendo che purtroppo la manifestazione non avverrà a luglio. Avverrà forse (forse!) a settembre, a questo punto sperando nella collaborazione di qualche privato.

Copio-incollo la parte della sua mail in cui spiega cosa sia successo: "Sia io, che i miei collaboratori, da persone di teatro, sappiamo quanto sia importante organizzarsi con il calendario e quanto il tempo possa essere prezioso in generale. Purtroppo chi è incaricato alla gestione culturale della Capitale evidentemente non sembra conoscere queste dinamiche. In questi giorni aspettavamo i risultati del Bando dell'Estate Romana, indicati entro il ponte del 2 giugno e ancora non pubblicati, non tanto per gli eventuali fondi ma per lo spazio pubblico richiesto e necessario per fare il festival. 
I risultati del bando dell'Estate Romana a oggi non sono usciti e non si può organizzare un evento di tale portata in meno di due settimane, senza una comunicazione adeguata (naturalmente, prima dell'eventuale assegnazione non se ne può parlare, anche giustamente). 
Personalmente, lavorando e avendo a che fare anche con le realtà internazionali, parlando di queste cose e della mala gestione culturale italiana con cui ogni giorno mi scontro, vengo visto come un marziano, come un indigeno di qualche tribù primitiva".

Ora: io non so quali altri spettacoli oltre al mio erano stati selezionati. Però potrei giurare che anche tutti gli altri, come me, avevano anticipato soldi e si erano tenuti liberi tutto luglio rifiutando la partecipazione ad altre manifestazioni. E questo vale per tutte le altre manifestazioni caratteristiche della Estate Romana, sono tutte allo stesso punto, con tutte storie analoghe alla mia. Centinaia e centinaia di persone in questa situazione assurda: in trappola. Altri esempi? A bizzeffe: a Piazza Vittorio, per il cinema, ci sono 300mila euro di attrezzature e noleggi fermi e bloccati in attesa di risposta. Immaginatevi quanti milioni, moltiplicando le quasi 200 adesioni, sono bloccati, quanti investimenti in difficoltà, quanta gente ingiustamente in ansia che dovrebbe pensare a produrre e a creare e invece pensa alle scartoffie e ai ritardi ingiustificabili.

Siamo gente di spettacolo, ma pure noi lavoriamo: è brutto pensare che lavorerai a luglio, arrivare al 17 giugno e poi sentirti dire che spiacente, non lavori.

Ed è un altro capitolo della mala gestione del Comune, della totale incuria e incapacità che la caratterizza.

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Forse non è chiaro lo schema: il Comune ha pubblicato un avviso, la gente ci ha scommesso e ci ha lavorato, chi era sicuro di farcela non ha preso impegni, l'avviso è scaduto il 16 maggio, i risultati dovevano arrivare non oltre il 2 giugno, siamo al 21 giugno e non si sa un catzo (forse i risultati provvisori, provvisori!, usciranno oggi e quelli definitivi chissà quando). Okkay? Quando arriveranno i risultati probabilmente si scoprirà che molte manifestazioni non riusciranno ad aver luogo perché avvisate troppo tardi, si parla soprattutto di quelle manifestazioni che non hanno ancora un'area assegnata (si salvano coloro che hanno accordi con altri enti ad esempio le bancarelle sulle banchine del Tevere, di competenza regionale, o il Cinema America che per avere San Cosimato ha fatto accordi col Municipio I e così via). E si scoprirà soprattutto che molti, anzi praticamente tutti, viste le condizioni hanno proposto programmazioni e cartelloni scadentissimi, rinunciatari, minimali. Roba piccola, insignificante. Una notizia positiva? Il bando questa volta è triennale: per il 2018 e per il 2019 questa vergogna potrebbe non ripetersi.

12 mesi in 24 punti. Il disastro Raggi che nessuno avrebbe potuto prevedere

19 giugno 2017
In queste ore, visto che ricorre un (orribile) anno dall'inizio della amministrazione Raggi e si rincorrono classifiche e riflessioni, ci preme più di ogni altra cosa sgombrare il campo dall'equivoco che sta sempre di più girando, che sempre di più si legge e si ascolta: "non hanno fatto niente", stiamo uscendo da "un anno di nulla". 
Un anno di nulla un bel ciufolo! Questi hanno fatto eccome. Questi "nuovi" amministratori, totalmente privi di scrupoli e abili nel sotterfugio e nella menzogna oltre ogni dignità, hanno messo in piedi in soli 12 mesi un meccanismo di presa del potere, di gestione delle clientele, di favori alle lobbies ed ai portatori di voti che fa impallidire tutta la vecchia politica.
Nonostante una amministrazione pessima e dannosa, infatti, le critiche alla Raggi sono circoscritte, la piazza tace, i sondaggi non sono buoni, certo, ma son solo sondaggi e si sa che il cittadino medio è criticone per definizione e quando gli si chiede se le cose vanno bene risponde di "no" automaticamente.

La realtà è un'altra: a Roma il Movimento 5 Stelle si è accomodato al potere, si è alleato a doppio filo con tutte le più micidiali cricche che hanno depresso, ucciso e trafitto la città negli ultimi decenni. Tutta questa immondizia amministrativa, sociale, civile e imprenditoriale si è riconosciuta in questi "ragazzi meravigliosi", li ha blanditi e facilmente li ha conquistati. Su uno sfondo di zero idee, zero visione e zero prospettive l'amministrazione sta lavorando solo per le cricche, per le lobbies, per le mafiette che hanno devastato Roma. Pancia a terra e giorno dopo giorno il M5S costruisce così il suo sistema di potere (immaginatevi cosa potrebbero fare su scala nazionale) che si sovrappone in parte alla zella alemanniana, in parte all'approccio sbardelliano di qualche decennio fa e in parte alle connivenze del PD che Marino, purtroppo fallendo, ha cercato di abbattere. Da tutta la vecchia politica il M5S ha preso sistematicamente il peggio, distillandolo. Questo è il quadro.
In questo quadro abbiamo cercato sinteticamente di mettere in fila (disponibili ad aggiungere capitoli ascoltando i vostri consigli e indicazioni) quello che in soli 12 mesi l'amministrazione è riuscita a mettere in piedi. Una sequela di scelte forsennate che costeranno crisi, declino e povertà per molti anni a venire e che sarà difficile se non impossibile risanare anche qualora a breve dovesse arrivare una amministrazione degna di questo nome. Tutto si svolge in un clima di ostilità medievale, di opacità totale (trasparenza, questa sconosciuta: vi ricordate le riunioni e le commissioni in streaming?), di bugie e negazione della realtà. Nell'ambito della più clamorosa contravvenzione delle promesse elettorali (vi ricordate l'audit sul debito? Provate a chiedergli perché non lo fanno...).

1. NOMINE

Si fa fatica anche a tenere il conto di questo teatro. Marra, Romeo, Muraro (e Raggi) tutti pluri indagati, qualcuno già rinviato a giudizio e con i processi in arrivo se ne vedranno delle belle. La chat dei "4 amici al bar" e il dossieraggio contro De Vito. La Muraro, Lo Cicero (ve lo ricordate?), Berdini, Minenna (ve lo ricordate?) e l'assessore al bilancio che venne nominato per una sola settimana mentre assessori cruciali come quelli ai lavori pubblici e casa non sono mai stati scelti. E intanto manca ancora il Capo di Gabinetto. E intanto il numero dei collaboratori supera ormai quello delle Giunte precedenti. 

2. OLIMPIADI 2024

Come successo per altre città degradate e bisognose di rilancio (e come è stato per Milano nel 2015), l'obbiettivo 2024 poteva essere un traguardo in virtù del quale riprogettare il riscatto della città e darsi un termine, una luce in fondo al tunnel. Rinunciando l'amministrazione ha dato un messaggio terrificante e spaventoso. E' partito tutto da lì: se le aziende scappano, se l'atmosfera è quella di una depressione mai vista prima è partito tutto da lì. Una amministrazione che dice ai suoi cittadini di non essere in grado. E che certifica che neppure dopo anni e anni ci sarebbero stati i margini per organizzare eventi complessi. Un terribile segnale che è arrivato chiaro alle aziende che da quel momento hanno deciso di lavorare per abbandonare la città: nessuno vuole stare in un contesto urbano che non crede in se stesso e che auto-dichiara di non essere all'altezza.
PS. Era stato promesso dalla sindaca il referendum, ovviamente se n'è persa traccia. 

3. STADIO DELLA ROMA E PROGETTO TOR DI VALLE

Un progetto di riqualificazione urbana, ambientale, architettonica, urbanistica di grandissima qualità trasformato in una volgare speculazione edilizia alla romana. E' la scelta che mostra la vera faccia, raccapricciante, dei Cinque Stelle capitolini. A raccontarlo fuori da Roma la gente non ci crede. Ovviamente perdita economica netta, opere pubbliche smarrite, posti di lavoro decimati, miglioramenti architettonici zero (si edificheranno palazzine perché i palazzi alti - che erano torri firmate da un grandissimo architetto - secondo la Sindaca "disturbano il panorama", peccato che sia un panorama di favelas, discariche, steppe abbandonate e palazzine abusive), una valanga di soldi pubblici che pagheranno le opere che Marino faceva pagare ai privati e poi, in definitiva, un progetto che così com'è non potrà essere approvato dalla Conferenza dei Servizi. E dunque nulla si farà.

4. REGOLAMENTO AMBULANTI

Uno dei peggiori racket della città, quello degli ambulanti, risarcito del consenso dato ad alcuni soggetti parte del Consiglio durante le elezioni. L'amministrazione ha approvato una normativa che regala (regala!) la città ai mutandari, ai camion bar, ai caldarrostari. I 5 Stelle sono stati eletti per risolvere questo problema e invece - pur di tutelare le lobbies e le cricche - lo hanno alimentato e incrementato consegnandolo alle prossime generazioni
Ci si prepara al ritorno in forze della Festa della Befana a Piazza Navona: Marino era riuscito a sottrarre una delle piazze più belle del mondo all'immondizia imprenditoriale che la umiliava. Ora questo racket tornerà.

5. CARTELLONI

La riforma incardinata da Marta Leonori durante la Giunta Marino avrebbe portato, se quella amministrazione non fosse stata interrotta, a regolari bandi per l'assegnazione degli spazi e, in cambio, servizi urbani di qualità come toilette pubbliche e bike-sharing. L'amministrazione pentastellata sta ritardando (sempre in alleanza col PD e le destre, perché in commissione commercio si lavora ogni giorno così) in maniera artificiosa le attività. Le associazioni che hanno lottato dal 2010 sono così disperate che stanno preparando un convegno a riguardo per il prossimo 26 giugno: partecipate. 

6. VERDE E AMBIENTE

Situazione largamente fuori controllo. Fieno alto un metro e mezzo in ogni parco. Sta partendo con vigore la stagione degli incendi. Ville storiche e parchi aperti la notte perché è stata fatta scadere le concessione senza rinnovarla: tutto trasformato in favela e bidonville con costi enormi di manutenzione per chi dovrà metterci mano poi. Flop anche per il "piano foglie" e per quello caditoie, intanto da tutti i campi rom si alzano ogni pomeriggio colonne di fumo tossico nero che saranno l'incubo sanitario per le prossime generazioni cui stiamo regalando una esistenza oncologicamente pesantissima. In tutto questo scenario l'assessore Montanari si presenta come una macchietta, con siparietti tipo: "topi? Io a Roma non li ho mai visti...".

7. FARMACIE COMUNALI

Simona Laing scelta per curriculum da Ignazio Marino e da Francesca Danese aveva in pochissimo tempo rimesso in sesto le uniche farmacie comunali italiane che perdevano soldi invece di guadagnarne. Nuove farmacie, farmacie aperte la sera, farmacie aperte d'agosto, bilancio in attivo dopo secoli. Ovviamente ad alcuni sindacati la cosa non andava giù, anche perché alcuni iscritti erano stati pizzicati dalle telecamere a rubare farmaci e immediatamente licenziati dalla Laing. Con metodi spicci Laing è stata cacciata, i dipendenti furfanti sono stati reintegrati.

8. ATAC


Al di là dei 150 nuovi bus (acquistati da Ignazio Marino), un disastro su tutta la linea. Rettighieri stava rimettendo in sesto l'azienda, per questo è stato giubilato. I nuovi dirigenti incolori e in litigio tra loro hanno consentito ai sindacati di riprendersi in mano l'azienda: restaurazione totale, piani ferie gestiti in maniera ridicola, mensa e dopolavoro tornati al sindacato, iniziativa anti-evasione totale flop. Le conseguenze sulla qualità del servizio sono evidenti a tutti e non c'è bisogno alcuno di approfondire. I dati sulla vendita dei biglietti sono spaventosi quasi quanto i continui incendi dei bus e non è un problema di area urbana visto che nello stesso intervallo di tempo Cotral e Trenitalia salgono. 

9. PIANO ROM E IMMIGRAZIONE

Anche qui l'amministrazione non ha mancato di vendere fumo parlando della "chiusura" di due campi, ma presentando un piano che in realtà - bastava leggere e approfondire - parlava dello spostamento di solo il 10% della popolazione. In realtà il recente attivismo dell'amministrazione contro i rom e contro gli stranieri ha un solo obbiettivo: recuperare il voto della parte più razzista e xenofoba degli elettori. 

10. AMA

Muraro (!) ha deciso di fare fuori Fortini che aveva impostato un piano industriale ambizioso ma credibile per Ama. I nuovi dirigenti si sono distinti solo per la lotta che hanno fatto per ottenere il massimo numero di benefit possibili in contratto. Il nuovo piano industriale di Ama è deludente e toglie la speranza di avere una azienda autonoma e economicamente in salute, le ideologie grilline poi impediscono la realizzazione degli impianti e uno dei primi atti di Raggi è stato lo stop al centro di Rocca Cencia che avrebbe mitigato lo schifo attuale. Nel frattempo i peggiori sindacati si sono ripresi le redini della società con le conseguenze che potete apprezzare sulle condizioni della città. Le ricorrenti emergenze rifiuti (la penultima a inizio maggio, nell'ultima ci siamo dentro) determinano spese assurde per pulizie straordinarie. Ovviamente si è tornati agli affidamenti diretti.

11. TAXI

Il settore Taxi a Roma deve essere largamente riformato e le licenze devono aumentare molto. Invece di lavorare in questo senso, la Sindaca si è fatta immortalare in piazza all'urlo di "sono con voi" rivolto alla frangia più violenta e fascista degli ultras tassinari. Una scena penosa e molto simbolica.

12. NUOVI CDA

Marino aveva eliminato i CdA delle società partecipate e municipalizzate. L'attuale amministrazione li ha reintrodotti tutti e tra giugno e luglio ci saranno così centinaia e centinaia di nomine lautamente retribuite che contribuiranno a mettere a tacere dissensi e malumori, ovviamente l'evidenza pubblica è assolutamente fasulla e si procede invece nell'ambito del più rigoroso manuale Cencelli (tot consiglieri sono di Raggi, tot sono di Lombardi, tot sono di Colomban...). Un sistema di gestione del potere e del consenso micidiale. Poi a livello nazionale la "coerenza": quando qualcuno chiede a Di Maio dove troverà i soldi per il reddito di cittadinanza la risposta è sempre la stessa, "dai CdA delle Municipalizzate che ci costano 9 miliardi l'anno di poltrone agli amici degli amici". Appunto. Appena hanno avuto responsabilità di governo in un grande ente locale li hanno reintrodotti tutti. L'unico vero grillino era Marino...

13. MANUTENZIONE DELLE STRADE

Nessun serio piano se non qualche stanziamento spot di milioni di euro che necessariamente saranno soldi buttati. Nessun provvedimento strutturale per questo problema annoso della città, solo stupidi hashtag. Le strada intanto sono così ammalorate che il Comune, nella sua ipocrisia senza fine, ha messo limiti a 30 o a 10 all'ora in alcune strade per evitare di dover poi gestire il risarcimento danni a quanti necessariamente si fanno male. 

14. POLIZIA MUNICIPALE

Finalmente la Giunta Marino, dopo anche nostra lunga insistenza, aveva nominato ai vertici dei Vigili non un Vigile, ma una persona esterna. Questo stava generando dei cambiamenti notevoli. Appena arrivati, i grillini hanno mandato via il bravo Raffaele Clemente e tutto è tornato come prima: addio a IoSegnalo, addio al taccuino elettronico, addio allo Street Control, addio al piano anti corruzione. In compenso sblocco per 300 nuove assunzioni...

15. PEDONALITA'

Zero nuove pedonalizzazioni. Tutte le aree pedonali sono trasformate in parcheggio. Addirittura si è di fatto annullata la pedonalizzazione dei Fori, vanto della Giunta Marino: ormai tutti passano perché non c'è alcun controllo a Piazza Venezia. Saltata anche la pedonalizzazione di Via di Ripetta nel tratto che fiancheggia l'Ara Pacis così come il tratto di Via del Corso tra Venezia e Chigi: ormai passano tutti ed è il caos.

16. PULLMAN TURISTICI

Situazione fuori controllo grazie alla totale incapacità dell'assessorato alla immobilità del Comune. Le telecamere per la ZTL dei pullman erano pronte a giugno 2016 quando la giunta si è insediata, sono state accese solo a gennaio 2017. Fanno delle multe di entità ridicola che spesso i bus decidono di prendere e di mettere nel business plan. Infatti le multe sono molte. Inoltre la ZTL è presidiata da telecamere solo per una quota minima di varchi, gli altri sono a ingresso libero. Nessun piano sull'installazione delle telecamere mancanti. Intanto le strade più delicate della città sono dei lunghi cordoni di torpedoni che impediscono una normale mobilità, devastano il fondo stradale, umiliano i monumenti..

17. CICLABILITA'

Zero nuove ciclabili in un anno intero! Francamente non ci sono scuse. Ad agosto 2016 l'amministrazione, senza condividere con nessuno e senza alcuna evidenza pubblica, nomina un improbabile delegato alla ciclabilità che, senza aver fatto nulla (ma avendo incassato un lauto stipendio) si dimette nel silenzio generale di tutti a maggio 2017. La città è oggi senza delegato alla ciclabilità.
In compenso il bike-sharing, ovvero il principale strumento per diffondere la ciclabilità urbana, è bloccato a causa del blocco della riforma dei cartelloni (vedi punto 5.)

18. NUOVE METROPOLITANE

Dopo 12 mesi ancora siamo in attesa di una parola definitiva su quale sia la strategia su Metro C. Si ferma, si prolunga, si prosegue, si cambia costruttore? Non si sa. E nulla si sa sulla Metro D. Non pianificare metropolitane nuove oggi significa condannare a morte la città domani.

19. TORRI EUR

Un progetto di riqualificazione urbana di qualità progettato dall'ex assessore Giovanni Caudo. Con uno stratagemma e una semplice determina dirigenziale l'assessore Berdini ha fatto saltare il progetto e ha consentito a Telecom di sfilarsi. Ci terremo la "Beirut" dell'Eur chissà per quanti anni ancora. Con conseguenze gravi sull'Eur, sul suo appeal, sulla Nuvola di Fuksas inoltre, che in queste condizioni non può svilupparsi.

20. RICORSO CONTRO IL PARCO ARCHEOLOGICO

Semplicemente inquietante il ricorso contro il Parco Archeologico del Colosseo fatto dal Comune (una istituzione pubblica) contro il Ministero (una istituzione pubblica). Un fatto gravissimo che, in nome di sciocche ideologie, avrà conseguenze dure per la città. 

21. EX FIERA

E' stata approvata la delibera che riduce le cubature anche di questo progetto. Il risultato è che ora il lotto non è più appetibile per nessun investitore e l'ex recinto fieristico, collocato in zona super strategica, invece di essere un'opportunità di sviluppo, ricchezza e lavoro, rappresenterà un problema di abbandono, occupazioni e degrado.

22. EX MERCATI GENERALI

Un progetto capace di generare trasformazione urbana, di offrire molti soldi alla città in termini di oneri di concessione e di produrre molti posti di lavoro. Basta una firma, da mesi. Per motivi ideologici e di stupidità diffusa la firma non si appone. Sui litigi a riguardo ci è perfino cascata la giunta dell'VIII Municipio.

23. VIII MUNICIPIO

Non ne parla nessuno, ma per la prima volta una Giunta di un Muncipio è caduta lasciando dopo pochi mesi dalle elezioni un intero territorio senza guida. Come se fosse la cosa più normale del mondo. Non si contano poi attriti e frizioni anche in altri municipi: il tutto è dovuto alla qualità mediamente fetente della classe dirigente che i Cinque Stelle hanno fatto eleggere nei municipi. 

24. CENTURIONI

Nessuna reazione al mero pronunciamento del Tar che ha dato il via libera ai centurioni (e al ritorno dei risciò) al Colosseo e ai Fori. Sarebbe bastata una nuova ordinanza, ma l'assessorato al commercio dice che se ne deve occupare l'assessorato alla cultura, e l'assessorato alla cultura non fa niente. La città è oggi tornata nell'incubo di questi pagliacci con la scopa in testa che infastidiscono i turisti e palpeggiano le turiste.


Abbiamo indicato, e lo rivendichiamo anche perché lo rifaremmo, di votare per Raggi in occasione delle scorse elezioni. Sapevamo tutti l'inesperienza, l'incapacità, l'ingenuità. Nessuno però poteva immaginare quanto si è verificato. Sfortunatamente non c'era all'epoca alcuna alternativa credibile. E la cosa grave è che, nonostante il disastro Raggi, nessuna alternativa credibile c'è oggi. E così dunque al netto di inchieste giudiziarie e fuoco amico, ci terremo Raggi non cinque, ma dieci anni...

Ma davvero ancora non avete firmato i referendum Radicali su Atac? Ora è il momento

18 giugno 2017

Ma davvero ancora non avete firmato per i referendum Radicali sul trasporto pubblico e su Atac? Innanzitutto dovete ricordarvi che se questo paese è un pelo più civile di quel che sarebbe potuto essere, lo dovete in gran parte al lavoro dei Radicali negli ultimi quarantacinque anni di storia repubblicana. Per cui massima considerazione e riconoscenza.

In questo caso i Radicali di Roma e nazionali hanno centrato uno dei problemi principali della città. Che risponde al nome di Atac. Inutile nascondercelo: Atac non è riformabile. Le sue condizioni non sono recuperabili sia per l'impostazione di governance sia per la qualità imbarazzante delle risorse umane che sono state inserite negli anni al suo interno.

Le varie amministrazioni che si sono susseguite infatti (con la sola eccezione dei due anni di Marino) hanno utilizzato l'azienda sia come pozzo senza fondo per finanziarsi illegalmente, sia come sfogatoio per piazzare clientes e lacché riempiendola di individui inquietanti invece che di professionisti. Ovviamente Atac è anche piena di persone per bene e capaci, ma queste purtroppo non sono la maggioranza come accade in tutte le altre aziende di trasporti del mondo. Tutto ciò ha conseguenze atroci sul servizio erogato ai cittadini come possiamo vedere ogni giorno. A causa di un sindacato mediocre (gli stessi capi dei sindacati sono entrati in azienda con i metodi clientelari di cui sopra, dunque sono i primi a battersi per ostacolare qualsiasi riforma meritocratica) è stato impossibile per chiunque migliorare l'azienda in maniera graduale e con spirito riformista.



L'attuale amministrazione è riuscita nell'intento di fare peggio di tutte perché ha preso l'azienda in un momento particolare, durante il quale i manager-con-le-palle scelti durante l'amministrazione di Ignazio Marino stavano finalmente mettendo le manine nella poltiglia. Invece di incoraggiare questa pulizia che stava germinando, il Movimento 5 Stelle ha fatto di tutto per ostacolarla e per restaurare il potere criminale dei sindacati e dei peggiori dipendenti e dirigenti su Atac. L'Atac ha così inanellato il suo peggior anno in assoluto, con le risorse umane che, in più, si sentono tutelate e coperte dal potere politico nella loro nullafacenza, nella loro incapacità, nella loro impreparazione. Il tutto, come si faceva un tempo, in cambio di alcune decine di migliaia di voti. 

Una strada per superare questo stato di cose è stata impostata dai Radicali coi referendum di cui troverete maggiori informazioni qui. Si tratta solo di buon senso visto che l'unica strada, per il trasporto pubblico locale a Roma, è aprire tramite regolare bando di gara il trasporto della città (che è una risorsa economica enorme, se ben sfruttata) alla partecipazione di grandi ditte - sperabilmente internazionali - che vengano qui a gestire finalmente in maniera seria il comparto. Un vantaggio enorme per milioni di utenti e di turisti, uno svantaggio forse solo per poche migliaia di parassiti e per il sistema che attorno al parassitismo romano campa e bivacca.



Da qui derivano le reazioni che negli ultimi giorni i Radicali stanno subendo. Durante lo sciopero di venerdì alcuni facinorosi sono andati sotto la sede del partito ad insultare e a minacciare il segretario Riccardo Magi con il solito fare romano del "aho viè gggiù". Dopodiché uno dei banchetti regolarmente autorizzati per la raccolta di firme è stato smantellato all'Università La Sapienza come potete vedere in questo video.


Quando un'iniziativa è presa di mira dai peggiori "lavoratori" e quando viene addirittura attaccata con violenza dai Fascio-Movimenti della raccapricciante sinistra universitaria allora significa che la cosa sta iniziando a dar fastidio davvero a chi deve dar fastidio. Ovvero ai parassiti e al loro milieu "culturale". A coloro che da anni, e sempre di più, ci costringono a non avere un trasporto pubblico semplicemente normale, come accade in tutte le città occidentali. A coloro che contribuiscono ad umiliare ogni giorno centinaia di migliaia di lavoratori (solitamente i più fragili, perché i ricchi prendono a maghina) e quei pochi turisti che ancora puntano a visitare la città in modo autonomo e civile al di fuori della logica dei bus turistici.

Ecco perché ora, più che mai, è il momento di firmare. Non si tratta in tutta evidenza solo di una battaglia per un trasporto pubblico civile, che con Atac non si potrà mai avere, ma si tratta di un battaglia culturale molto più ampia. E i referendum sono appoggiati, oltre che da tanti professionisti in tutta Italia, anche da quella piccola parte di Roma civile a cui sempre ci riferiamo: Umberto Croppi, Walter Tocci e altri nomi che potrete trovare facilmente sul sito.

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