Amarcord. Ve la ricordate la scuola de I Ragazzi della Terza C? Ecco come è ridotta. Più o meno come sono ridotte tutte le scuole a Roma

22 agosto 2014












Oddio, non che negli anni Ottanta quando venne girato il notissimo telefilm, le cose andassero particolarmente meglio. Ma di certo non era questa la situazione e il livelli di abbandono. Anche qui, dopo 30 anni, si è andati a ritroso invece di migliorare. E' assolutamente impensabile che spazi dedicati alla formazione dei giovani siano lasciati preda di vandalismo e violenza in questo modo. Si può fare la didattica più di qualità del mondo, ma se poi il contesto è questo non serve assolutamente a nulla. E i risultati sono evidenti purtroppo.

Tutto il centro storico ridotto a mercatino abusivo. Turisti assillati, forze dell'ordine stanno a guardare. Tante "bellissime" foto



























L'altro giorno sono andato in centro per ammirare la nuova area pedonale di p.zza di Spagna tanto sponsorizzata dal vostro amato sindaco. Devo ammettere che l'ho trovata fantastica: pulita, senza ambulanti ma soprattutto controllata.
Poi ho deciso di farmi un giro per le stradine secondarie per arrivare a fontana di Trevi prima e a P.zza del Pantheon poi... bhe, credo di non esagerare se vi dico che sembrava di stare a Marrakech!
Ambulanti di ogni genere e forma, dai venditori di borse, occhiali e altre falsità, ai suonatori di fisarmonica per finire ai rom con i pappagallini!! Vogliamo parlare dei vigili a due passi da tutto e che non intervenivano neanche mentre davanti i loro occhi avvenivano le vendite?
Non ho parole, è una vergogna. Cambierà mai questa situazione? Ho fatto alcune foto almeno potete rendervi conto.

Flavio

E a Via Sistina si cancellano le strisce pedonali per lasciare spazio all'ambulante che vende cappelli e valigie. Foto incredibili alle quali dobbiamo far fare il giro del mondo

21 agosto 2014

Via Sistina è stata progettata nel quattrocento da papa Sisto V Peretti. O meglio fatta progettare a Domenico Fontana. Si chiamava Strada Felice un tempo dal nome del papa, Felice Peretti appunto. Un pontefice che, nel Sedicesimo secolo, regnò per pochissimi anni, ma che incise in maniera pazzesca sulla città progettando questo asse incredibile che esiste ancora e che collega in maniera diretta e e lineare Trinità de' Monti con Santa Croce in Gerusalemme. Le strade hanno nomi diversi: Via Santa Croce in Gerusalemme, Via Carlo Alberto, Via del Viminale, Via delle Quattro Fontane, Via Sistina... ma è sempre la stessa strada, lo stesso clamoroso progetto urbanistico. Ora si chiama Via Sistina proprio in onore a lui: Sisto. 
Quel che facciamo noi di questa storia, invece di costruirci sopra una narrazione che, da sola, ci potrebbe regalare turismo, dignità, orgoglio e qualità, la lasciamo divorare dallo schifo. Come quello che vediamo in queste foto che non sono un fotomontaggio. Ormai su Via Sistina non puoi neppure più disegnare le strisce pedonali. Vengono prima le bancarelle. Non ambulanti di qualità che vendono artigianato e danno lustro al luogo, attenzione, ma venditori di cianfrusaglie vergognose, cappelli e valigie made in China. Ma il territorio è loro, non dei cittadini, non dei turisti, neppure del Codice della Strada e dunque dello Stato. E' loro. Se hai un tavolino all'aperto che genera lavoro, gettito fiscale, soddisfa i turisti ed è la norma in tutta Europa allora ti sguinzagliano contro 50 vigili urbani, se invece hai una bancarella che genera solo degrado e concorrenza sleale verso il commercio vero, allora ti puoi pure sostituire alla segnaletica verticale nella zona più urbanisticamente importante del mondo.
La bancarella vista da Google Street View, data 2012
Forse è il primo caso di attraversamento pedonale ostentatamente cancellato per far posto ad una bancarella. Guardate che fine fanno le strisce all'angolo con Via Zucchelli (la strada dove l'amministrazione ha grandi progetti per l'area attualmente dell'Ama che dovrebbe trasformarsi in musei, appartamenti ecc per un grande sviluppo nel centro storico): il Comune non è riuscito a disegnarle e poi le ha cancellate e poi ha disegnato una nuova linea di delimitazione della carreggiata. Legalmente, insomma, non si può attraversare qui e chi traversa e si fa male può rivalersi sicuramente sull'amministrazione. 
La mitica Strada Felice, pensata nel '500 e ancora oggi al suo posto nonostante gli spregi del Comune di Roma, è quella strada che ti permette, spalle all'Abside di Santa Maria Maggiore, di vedere, in maniera lineare, l'obelisco di Trinità de' Monti. Questo è il patrimonio che ci stiamo svendendo per due lire.
Una cosa che grida vendetta. L'autorizzazione (tutta da verificare) di una allucinante bancarella vale di più del Codice della Strade e della sicurezza dei pedoni, dei non vedenti, dei disabili, delle mamme con passeggino? Perché? Chi lo ha deciso? Chi?

Ecco perché l'Atac non funziona e ci impedisce di avere un servizio degno di questo nome. Un racconto dall'interno

Qualche noiosa digressione è necessaria per capire il meccanismo della costruzione dei turni e della ciclazione dei riposi.
I riposi sono facili da capire. Settimanali a scalare: lun e dom - dom - dom - sab e dom - sab e dom - sab - ven - gio - mer - mar, poi si ricomincia lun e dom e via discorrendo. Questi sono dei capisaldi, ognuno ha la sua ciclazione ed è distribuita in modo da garantire lo stesso numero di presenze.
Costruzione dei turni, cerco di farla semplice: viene istituita una linea, viene deciso quanti bus devono esserci in servizio, vengono calcolati i tempi di percorrenza (spessissimo male, dando troppo poco tempo), in base a questi dati viene elaborato un turno macchina (a che ora esce e rientra dal deposito e le partenze dai capilinea di ogni singolo bus), questi turni macchina vengono suddivisi finalmente in turni guida, cioè negli orari di inizio e fine turno giornalieri degli autisti.

VENIAMO AL DUNQUE
Per l’Atac la quantità di servizio da erogare è nota anno per anno, mese per mese, settimana per settimana, giorno per giorno. Stando in contatto diretto con il Provveditorato agli studi, col Comune e coi Municipi sanno in anticipo le date di apertura e chiusura delle scuole, le date degli eventi programmati, e la quantità di servizio richiesto dal Comune stesso.
Questi importantissimi dati sarebbero sufficienti per fare una programmazione “svizzera” almeno annuale o stagionale. Per programmazione intendo sia la reale capacità di offerta che l’assegnazione dei turni agli autisti.
Al primo gennaio sanno già quanti autisti gli occorreranno il 25 ottobre alle 13:16 ad esempio.

INVECE NO, FANNO FINTA DI CONOSCERE LA QUANTITÀ DI SERVIZIO DA EROGARE SOLO LA SETTIMANA PRIMA.

Di norma - di norma! - i turni agli autisti vengono assegnati il giovedì, settimana per settimana, tranne i riposi che sono già noti. Spessissimo uno o due giorni dei turni assegnati vengono lasciati vuoti, tecnicamente si chiamano “variazione mattina” o “variazione pomeriggio”, ciò significa che quel turno verrà reso noto solo il giorno prima alle 13:00 e che fino a quell’ora si rimarrà nella totale incertezza se disdire o meno gli impegni presi, o se il giorno dopo ci si dovrà alzare alle 2:30 o se si andrà a dormire alle 2:00.
Dicevo, il giovedì vengono resi noti i turni della settimana successiva affiggendoli in rimessa e pubblicandoli online su apposita area riservata del sito Atac. Spesso invece vengono resi noti il venerdì, a volte addirittura il sabato!

Va considerato anche che gli autisti non hanno l’istituto dei permessi giornalieri o a ore, e che i singoli giorni di ferie molto raramente vengono concessi. Viene da se che l'unico modo per gestire gli impegni privati e famigliari è il cambio turno consensuale tra colleghi, o cambio singolo concesso dall’azienda.
Su questo punto del cambio turno va detta una cosa fondamentale: se è stato concesso o meno, si sa solo il giorno prima alle ore 13, come per i suddetti turni in variazione.

PERCHÈ?
È puro sfruttamento che non porta a nessun giovamento concreto per l’azienda o per il servizio offerto ai cittadini. In questo modo cercano in maniera imbarazzante di sopperire alla cronica carenza di autisti aumentando all’ennesima potenza la flessibilità oraria e abbattendo, anzi, azzerando, la possibilità di assentarsi in maniera regolare.
Così poi possono fare i loro comunicati stampa (in realtà quasi dei veri e propri lanci di agenzia precotti), dove l’azienda si fa bella dichiarando di fare il possibile per combattare l’assenteismo sciorinando numeri a vanvera nei quali alcune redazioni giornalistiche senza scrupoli si lanciano ad occhi chiusi.
Come l’ultimo articolo de Il Messaggero, dove si parla di 970 autisti al giorno assenti su un totale di 6000, scordandosi di dire che almeno 650 stanno a casa per il sacrosanto riposo settimanale, e i restanti, per motivi vari, tra cui i rari giorni di ferie concessi. E poi, infine, qualcuno pure per malattia.
Si, per malattia. Beh? Che sono robot gli autisti? No, si ammalano pure loro, sono persone come tutti gli altri ma che svolgono un impiego gravoso e stressante, classificato dallo Stato come lavoro usurante. E non lo è certo solo ai fini pensionistici, ma anche per tutti gli altri aspetti della loro quotidianità lavorativa: aggressioni fisiche e verbali, discopatie, virus, batteri, problemi neurologici, psicologici, proctologici, urologici, ginecologici, alle vie respiratorie per lo smog… Ne voleste di malattie legate a questo lavoro.

LA REALTÀ È UN’ALTRA
Un’azienda di trasporto pubblico, specie se così nota e importante, deve essere più accorta ai grandi numeri. Ma non lo è.
Quando dichiara di quanti autisti dispone si fa un autogol pazzesco: 6000 autisti su un totale di circa 11600 dipendenti. Ma vi sembra logico? Proporzionato?
Con questi numeri io che faccio l’autista dovrei avere il mio impiegato personale - personale! - che mi fa i turni, le buste paga, il 730, le richieste di ferie, che mi avvisa quando scade la patente, mi prenota la visite al cup e mi chiama l’agenzia di viaggi. Ma invece… Non scherziamo!

È un’azienda che produce chilometri o che produce uffici da riempire? Si fa servizio pubblico ai cittadini con gente che guida gli autobus in strada o si crea lavoro totalmente inutile?
Circa 6000 autisti + 480 macchinisti + 1600 meccanici e operai fanno circa 8080 persone addette alla produzione in prima linea.
Levati circa 80 bigliettai e soli 130 miseri verificatori (che andrebbero almeno triplicati), rimangono per arrivare al totale dell'organico quasi 3400 addetti a non si sa bene a fare cosa. Alcuni sono importanti, come gli ispettori e gli addetti ai capolinea, ma sono numeri piccoli.
Quindi la realtà è che gli autisti insieme ai macchinisti e ai tranvieri sono si la maggioranza, ma invece dovrebbero essere la quasi totalità.

LO SQUILIBRIO OCCUPAZIONALE ALL’INTERNO DELL’AZIENDA È LA CAUSA DEI DISSERVIZI.

Si fanno le nozze coi fichi secchi, perciò sulla carta si creano turni macchina come se le strade fossero autostrade con bus superveloci, con la conseguenza che così in fase di progettazione di una linea servono teoricamente meno autisti. Invece poi si saltano corse di continuo perché i tempi di percorrenza sono solo teorici, per non parlare dei bus che si rompono per carenza di operai a fare manutenzione.
Ma quello che c’è in strada lo sappiamo tutti, ad iniziare dalle zero preferenziali istituite negli ultimi anni e dai cordoli smontati. Le conseguenze di questa gestione miope ed incompetente la paghiamo tutti. Tutti insieme, cittadini e lavoratori dell'Atac.


*Ci saranno senz'altro mille altre sfaccettature e storie da raccontare. E questa, dichiaratamente, è una storia vista da una sola prospettiva, quella di un autista. Resta il fatto che la sensazione più evidente è di avere a che fare con un'azienda nella quale i dirigenti o sono incapaci o per qualche motivo (sindacati? politica?) non riescono ad incidere. Una azienda non governata internamente. In cui neppure si riesce a fare un piano ferie civile o una turnazione decente. Gli stessi dirigenti che dovrebbero far tornare in strada gli ausiliari al traffico, oggi ridottissimi, recuperando tante risorse dalle strisce blu per poterle investire sul trasporto pubblico. Gli stessi dirigenti che dovrebbero chiedere a gran voce l'istituzione di chilometri e chilometri di altre preferenziali, ma soprattutto la protezione delle esistenti, oggi realizzate solo sulla carta. Gli stessi dirigenti che, a proposito di conducenti, dovrebbero imporre agli autisti romani di fare ne più e ne meno quel che fanno i loro parigrado in tutto il resto del mondo: controllare il biglietto. Si parla di 120 milioni l'anno di evasione. Anche solo recuperarne un quarto darebbe respiro all'azienda, darebbe risorse per assumere altro personale, darebbe incentivi e premi economici agli autisti stessi. Cosa si aspetti a cambiare completamente registro non si sa...
-RFS


E questi sarebbero artisti o vandali da arrestare? Massacrato di graffiti anche lo storico idrometro di Ripetta

20 agosto 2014









Queste foto sono state scattate il 13 agosto 2014 a Ponte Cavour dove sarebbe possibile ammirare il vecchio idrometro di Ripetta, incastonato nei muraglioni, a testimonianza di come venivano misurate le piene del Tevere; il degrado non è solo ambientale, ma anche culturale: quale mente può pensare di imbrattare con la vernice spray una testimonianza storica e quale amministrazione può pensare di lasciare in questo stato un luogo pubblico.
Luciano Capeccioni ed Ilaria Rocca

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