Ma lo sapete che a Roma è vietato aprire un bed&breakfast? Scherzi di Zingaretti

25 luglio 2016
Nell'agosto 2015, del tutto inaspettato e senza un'opportuna consultazione delle parti coinvolte, è stato emanato dalla Regione Lazio il nuovo regolamento regionale n.8 del 2015 sulle strutture ricettive extralberghiere.
Sin da subito contro questo Regolamento, sono stati mossi dei rilievi da più parti, per esempio secondo l'AGCM, le norme regionali erano lesive della concorrenza e del mercato.
L'autorità infatti ha chiesto alla Regione Lazio di modificare il Regolamento al fine di rimuovere gli effetti distorsivi che le norme avrebbero potuto creare sul mercato dell'ospitalità.

“In un Paese normale, un’amministrazione che riceve da un’Autorità indipendente di settore una segnalazione tanto puntuale e motivata nella quale le si spiega che un provvedimento appena varato viola una sequenza interminabile di norme di legge e minaccia di restringere la concorrenza in un settore nevralgico per l’intero Paese come quello turistico – per di più a ridosso di un evento di portata straordinaria come il Giubileo – dovrebbe prenderne atto, correggere il proprio provvedimento e ringraziare sentitamente l’Autorithy per averle aperto gli occhi.
In un Paese normale sì, in Italia no.”( così Guido Scorza da “Il Fatto Quotidiano” del 21/01/2016 )



Infatti la Regione Lazio ricevuta la ramanzina dall'AGCM ha risposto all'Autorità che non riteneva che il nuovo Regolamento ledesse i principi del libero mercato e addirittura che essendo le strutture non imprenditoriali quelle più criticate dall'Autority, questa non si dovesse interessare a tali strutture in quanto queste non sono imprese turistiche e quindi ricadono al di fuori della competenza del Garante.



Immaginiamo abbiano fatto un salto sulla sedia nella sede dell'AGCM, ma sicuramente non si sono persi d'animo e, costretti dalla risposta della Regione Lazio, hanno presentato ricorso al TAR del Lazio per l'annullamento degli articoli già precedentemente criticati.



Il TAR ha accolto in toto la tesi dell'AGCM ed ha cancellato articoli e commi del Regolmento n. 8/2015 ritenuti lesivi della concorrenza, ma non solo, il TAR ci è andato abbastanza pesante, infatti oltre a condannare la Regione Lazio al pagamento delle spese processuali, nella motivazione ha calcato la mano, definendo discriminatorie ed irrazionali le norme emanate dalla Regione Lazio che pretendono di distinguere tra strutture imprenditoriali e non soltanto dai giorni di apertura della struttura.



Al momento attuale le conseguenze di questa pronuncia sono che nel Lazio è impossibile aprire una struttura “Casa Vacanze” o “Bed & Breakfast” non imprenditoriale. Si è creato un vuoto normativo che ancora oggi non è stato colmato e che di fatto sta paralizzando il settore dell'ospitalità non imprenditoriale creando anche un grave danno al Pil regionale. Infatti non solo si danneggiano i proprietari di immobili che desiderino iniziare un'attività di questo tipo ma si danneggiano di riflesso anche i settori delle compravendite immobiliari e dell'edilizia delle ristrutturazioni e chissà quanti altri settori legati a questo tipo di attività (ristoranti, bar, lavanderie, etc ) e facenti parte dell'indotto.



La Regione Lazio, da parte sua, fa sapere che sta lavorando su un Regolamento di modifica delle norme abrogate e proprio di recente, il 14 luglio, l'Agenzia Regionale del Turismo della Regione Lazio,con prot. 372762, diramava chiarimenti agli Uffici SUAP e SUAR di tutti i Comuni del Lazio con il quale statuiva che “Allo stato attuale poiché le SCIA per “Case e Appartamenti per Vacanze non imprenditoriali” o “Bed & Breakfast non imprenditoriali”, con inizio attività dal 14/6/2016 in poi, non possono essere assentite, si suggerisce a codesti Uffici di emettere provvedimenti di “sospensione” di tali pratiche, senza tuttavia consentire l'inizio delle relative attività, nelle more dell'approvazione delle modifiche al Regolamento regionale n. 8/2015.”



Ci auguriamo che questa volta la Regione voglia emanare delle norme in accordo con l'Autorità Garante per il Mercato e la Concorrenza e che voglia ascoltare le parti coinvolte e cioè i proprietari di immobili e di strutture recettive non imprenditoriali e le società che aiutano l'incontro on line di domanda e offerta, come ad esempio i vari siti internet Airbnb, HomeAway, Booking, etc, ma abbiamo i nostri dubbi. Arriverà, con ogni probabilità, un altro regolamento calato dall'alto e non partecipato ma ci resta la speranza di qualche buona Autorità pronta a vigilare sull'operato della politica regionale al fine di tutelare i pazzi che ancora decidono di aprire un'attività a Roma e nella Regione Lazio.


D'altro canto l'ente amministrato da Nicola Zingaretti, dietro ad una parvenza molto smart tutta wi fi e start up non è la prima volta che sorprende per retrogradi approcci anti concorrenziali a strenua difesa delle cricche e delle cancrene che distruggono la libera impresa e la qualità. Si pensi alla melina che sta facendo il Consiglio Regionale per non approvare la Legge Quadro sul commercio che potrebbe minimamente mettere in discussione lo strapotere degli ambulanti a Roma. E si pensi a cosa si sta facendo sulla direttiva Bolkestein.

Tornando ai bed&breakfast è inutile sottolineare come l'attuale normativa, assurda e restringente, vorrebbe tutelare al massimo la lobby degli hotel, ma in realtà non ci riesce. Poiché in presenza di leggi ridicole, un sacco di gente le viola e preferisce stare nell'illegalità. Tanto più se si è inflessibili - al punto da bloccare tutto - per chi sta nelle norme e totalmente ciechi nei confronti di chi invece aggira. I tantissimi b&b abusivi, infatti, pur pubblicando i loro dati online sui grandi siti internazionali, non vengono controllati praticamente mai. 

20 foto da Via Giovanni Conti. Una strada di un km trasformata in discarica

























Oramai, i nostri lettori se ne saranno accorti, tendiamo a non far più articoli sulla spazzatura, le discariche abusive, gli sversamenti, i cassonetti ricolmi e i marciapiedi infrequentabili causa monnezza. Non è più cosa, come si dice, notiziabile. Sarebbe una notizia il contrario, sarebbe una notizia una città pulita. 
Però qui si esagera e allora questo caso forse merita una fotogallery. Via Giovanni Conti è una strada di un chilometro che collega il Viadotto dei Presidenti con Via di Monte Cervialto. La potresti controllare tutta con una telecamera e scoprire facilmente chi si comporta in maniera così incivile da trasformare una strada nel cuore della zona urbanizzata della città in una di quelle strade-discariche che tanti anni fa si vedevano negli hinterland della provincia di Caserta.

Peraltro è molto strano perché l'attuale assessore all'ambiente aveva assicurato che la città sarebbe stata tutta pulita per mercoledì 13 luglio. Dunque o queste foto sono molto vecchie, o ha detto una sciocchezza senza neppure scusarsi per averla detta. 

Il marito della Raggi non si calma: "togliete il like a Roma faSchifo!". Qualcuno lo aiuti

24 luglio 2016

Tra i mille problemi che Virginia Raggi è costretta ad affrontare, circondata com'è da poche persone valide e da tantissimi ciarlatani a tutti i livelli, gli ci mancava pure l'attivismo sfigato e patetico del marito Andrea Severini. 
Per carità, Andrea Severini va innanzitutto capito: è stato lui a inventarsi l'animale politico Virginia Raggi, è stato lui a plasmare altri personaggi che oggi, nel suo territorio, hanno potere e visibilità. Lui in cambio non ha nulla e gli tocca tutti i giorni andare a lavorare come regista a Radio Dimensione Suono.


Non ha voce in capitolo, non ha nessun incarico, non ha poteri decisionali se non indiretti, non ha neppure una moglie - se vogliamo dar credito alle voci di una separazione tra i due - ed è costretto a interloquire con Virginia scrivendole imbarazzanti (per lui, ma soprattutto per lei che di tutto ha bisogno fuorché di essere importunata pubblicamente su fatti privati) letterine d'amore digitali. Una situazione spiacevole che può far compiere degli errori. Severini però dimostra di non avere la minima capacità di contenersi, il minimo contegno. Sia dal punto di vista politico-amministrativo (il caos davvero vergognoso che sta accadendo nel XIV Municipio che abbiamo raccontato stamani e che raccontiamo da settimane è in parte ascrivibile fors'anche alla sua gestione da mediocre Richelieu de Monte Mario), sia dal punto di vista appunto. personale. Già una volta siamo stati costretti a denunciarne l'aggressività e le minacce rivolteci tramite messaggi via Facebook, ora il nostro è salito di livello e ci ha dedicato direttamente un post del suo blog. Qui c'è il link diretto e sotto riportiamo il testo originale.


Questo post è dedicato a quelle persone che ormai si sono esposte e che hanno gettato la maschera di finti difensori del bene pubblico!

Queste persone non fanno altro che sputare veleno sul Movimento e sui portavoce che ogni giorno combattono per riportare Roma di nuovo al suo splendore.

Pubblicando solo articoli non di denuncia ma di attacco frontale al Movimento.

Dal 05 Giugno, conto, in un “famoso” blog, che fa schifo come il suo nome, ben 15 post contro Virginia Raggi, la sua giunta, i portavoce eletti e i suoi attivisti.

Addirittura hanno avuto il coraggio di pubblicare messaggi privati, in violazioni delle più elementari regole di tutela di corrispondenza privata, pur di screditare il lavoro immenso dei nostri portavoce.

Dico al gestore di questo blog e dei gossippari che Roma non fa schifo, e lo sapete perchè?

Perchè ci sono proprio tanti cittadini che cercano di migliorarla tutti i giorni, non necessariamente del Movimento e sicuramente non siete voi.

Perchè puntare il dito è più facile che mettersi in prima linea.

Roma è bella come queste persone, che combattono e mettono un bel pezzo della loro vita a disposizione di altri.

Invito, le persone che conosco, che per sbaglio hanno ancora il like o che seguono queste pagine, di fare una buona cosa, lasciamoli soli, togliamo il like, non seguiamoli più, ora, tanto abbiamo capito chi sono. Non abbiamo bisogno delle loro menzogne.

A riveder le stelle, anche senza loro!
Nel testo traspare tutto il nervosismo di chi è messo alle strette. Il post è datato 14 luglio. In quei giorni Andrea Severini intravedeva magari la possibilità di diventare assessore al XIV non contento di atteggiarsi a Gianniletta del presidente Alfredo Campagna, candidato perché suo compagno di scuola. Una possibilità, quella dell'assessorato, che Severini si sarebbe meritato (molto più di altri, ben meno intelligenti di lui, poi nominati) ma che in quei giorni sfumava sia per questioni di opportunità ("sei il marito del sindaco, sei troppo esposto, non ti tocca nulla, ci dispiace") sia a causa dei nostri articoli che raccontavano la pozzanghera di malapolitica che si stava (e si sta) creando nel XIV Municipio. Ecco dunque l'ennesimo sfogo. Non una reazione al nostro post dedicato ai suoi messaggi, che risaliva a 10 giorni prima, ma una rappresaglia dovuta piuttosto ai nostri articoli sulla gestione sconsiderata della politica grillina nel XIV Muncipio, a tal riguardo una nostra nota tra le più efficaci risaliva proprio al giorno prima rispetto al post di Severini. Ecco spiegato il motivo della arrabbiatura e del veleno. E poi guardate che rappresaglia. Che argomentazioni. Che sintassi, peraltro. Il Severini, alla maniera di Emilio Fede, non cita mai il nome del suo "avversario", ammicca soltanto. Che fine strategia comunicativa. Il Severini poi (estensore di lettere d'amore che dà dei "gossippari" a noi...), non dice le cose chiare, manda avvertimenti, manda pizzini. "Sappiamo chi siete adesso". Ah si, Severini? E chi siamo? Puoi specificare? Perché ci chiami "finti difensori del bene pubblico? Noi siamo difensori del bene pubblico per davvero, non per finta. E lo dimostriamo tutti i giorni da una decina d'anni, ancor prima che tu diventassi attivista dei Gruppi d'Acquisto Solidali.
Nel testo - gli errori di grammatica e sintassi sono tutti di Severini e li abbiamo lasciati - il marito della sindaca si rammarica per le nostre critiche. Come tutti i grillini privi delle necessarie capacità celebrarli per elaborare problemi complessi, Severini godeva quando criticavamo Alemanno, godeva quando criticavamo Marino e ora ci considera "schifosi" perché critichiamo il suo partito. Una visione del mondo semplicemente tarata.


Si tranquillizzi, il Severini: finché qualcuno - magari suo compagno di partito - non riuscirà ad instaurare un regime totalitario chiudendo le voci di libertà e di dissenso, noi come abbiamo sempre fatto continueremo ad esercitare il nostro diritto di critica. Dicendo male del sindaco quando fa male e dicendone bene quando fa bene. Le altre banalità frutto del più smaccato analfabetismo funzionale, peraltro patrimonio lessicale di un movimentismo involuto, fatto di frasi fatte e di filastrocche ripetute a memoria, si sublimano nell'azione principale, nell'atto di ribellione più feroce e coraggioso che un attivista può esercitare: "togliete il like se non lo avete già fatto". Ecco la strategia. Non rispondere alle critiche, non metterci alle strette se abbiamo sbagliato e dimostrare, con i contenuti, che stiamo esagerando, che stiamo dicendo il falso, che stiamo incalzando il Movimento in maniera eccessiva. Non spiegare quali sono le "menzogne" (così dice) che scriviamo. No. E' sufficiente togliere il like. Nella citrulla convinzione che un lavoro editoriale e una voce di informazione si misuri in like su Faceobook (e perché non in followers su Twitter, per dire?) e nella sbagliata e fascista idea di poter indicare ai propri lettori cosa leggere e cosa no. Peraltro è evidente a tutti che il modo più efficace per danneggiare il nostro blog è amministrare bene la città: contribuisci a sistemare Roma, Severini, invece che a fare ulteriore cagnara e vedrai che con una città bene amministrata questo blog perderà ruolo, perderà interesse, perderà senso. Finché ci saranno schifezze, come quelle che state facendo voi a rottadicollo nel XIV Municipio e non solo, i like continueranno a crescere ogni giorno nonostante le fatwe...

Ma immaginatevi voi se il marito di Chiara Appendino a Torino facesse una sortita simile. Si permettesse di scrivere sul suo blog una roba di questo tipo nei confronti di una voce neppure di dissenso bensì serenamente di critica verso la sua moglie sindaca. Verrebbe giù l'amministrazione. A Roma invece vale tutto e tutto è possibile. Vi è una mancanza totale di ritegno, una mancanza totale di rispetto verso gli elettori, un livello di arroganza del potere, di prevaricazione e di ineleganza unico. 


Severini si occupi di sistemare il XIV Municipio, invece di scrivere sciocchezze sul suo blog, visto che la situazione è vergognosa e disperata. Dopodiché se ritiene che abbiamo scritto "menzogne" ci mandi una bella lettera (non insulti e minacce di "vederci per strada", come ha fatto la scorsa volta) con tutta la sua versione dei fatti, la sua storia, il suo racconto. E la pubblicheremo volentieri per controbilanciare le mille schifezze riguardanti il suo territorio che abbiamo ricevuto e pubblicato dagli sconvolti abitanti dello stesso. Noi per primi speriamo che nulla sia vero onestamente, perché sarebbe spaventoso. 
In ogni caso, anche se non vorrà accettare il nostro invito, se la smetta di comportarsi da adolescente immaturo perché tutto questo, oltre a renderlo ridicolo, mette in difficoltà sua moglie che nelle fattispecie è il sindaco di tutti noi. E nessuno ha intenzione di vederla trascinata in fatti patetici che non dipendano direttamente da lei. Insomma, Severini, datte na bella calmata!

PS. A tutti coloro che interpretano la politica come e peggio di un tifo calcistico o di un credo religioso integralista: date ascolto a Severini e togliete il like alla nostra pagina. Anche perché, come molti di voi si saranno accorti, chi non lo ha fatto di sua sponte è finito bloccato per mano nostra. Squadrismo e fondamentalismo di destra, di sinistra, di centro e grillino non ne accettiamo.

Ultime dal XIV, Municipio più pazzo di Roma. Giunta fantasma e assessore okkupatore


Pubblichiamo l'ennesimo articolo sul XIV Muncipio. È il territorio dove tutto avviene e dove le contraddizioni di questi primi mesi di amministrazione a Cinque Stelle sono più evidenti e macroscopiche.  La trasparenza zero, la parentopoli, i conflitti di interesse, le occupazioni abusive e illegali diventate tollerabili - anzi diventati base per la costruzione di consenso e potere politico, come sempre - solo perché fatte dagli amici degli amici, le liste di candidati compilate senza il minimo rispetto degli elettori, un presidente di municipio che ha l'unico merito di essere stato compagno di classe del marito del Sindaco (che a sua volta viene da questo territorio per residenza e storia politica), degli assessori imbarazzanti e una Giunta nominata di nascosto e non comunicata ai cittadini neppure con un post sui social (la abbiamo scoperta per caso). Il tutto nel quadro della ormai classica frode elettorale del Movimento 5 Stelle a Roma. Prendere i voti di tutti (il 70% dei suffragi) e portarli in dote alle frange estreme e antagoniste. Guardate le pagine Facebook degli eletti nella Giunta di Alfredino Campagna, guardate i loro profili Twitter. Si tratta di personalità folkloristiche di un estremismo politico da liceo, da occupazione di scuola, da manifestazione per non essere interrogati. Gente che ha tutto il diritto di fare politica, ma che è minoritaria, che non rappresenta il 67% del territorio. Queste scelte si ritorceranno contro al Movimento in maniera lancinante: il voto dato ai grillini è un voto di cambiamento di stampo europeo, non è un voto verso una deriva centrosocialara post adolescenziale che ha sempre fatto solo danni e che è più conservatrice di un voto a Forza Italia, e invece così lo si sta strumentalizzato. Nel XIV e non solo.


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E niente... Alfredino (al secolo Alfredo Campagna) con la pressione che i recenti articoli gli avranno messo, non comunica più nemmeno su Facebook, è isolato, non parla, non scrive, voci di corridoio lo danno nervoso, spaesato, in un ruolo che non gli appartiene, sotto tutela serrata del minidirettorio locale del XIV formato Marco Terranova Service Magnager di Aci (ripescato con 422 voti al Comune dopo l'abdicazione di Frongia come primo dei non eletti e subito poltronato come Presidente della Commissione Bilancio - una cosetta da nulla - a dispetto del suo titolo di studio da maturità scientifica), Andrea Severini in Raggi (compagno di classe delle superiori di Alfredino, dopo bocciatura), Andrea Maggi in Daga (factotum dell'ex lavanderia).

Ci si sarebbe aspettati, alla faccia della trasparenza, che Alfredino pubblicasse la lettera in cui l'Ufficio di Collocamento gli annunciava l'assunzione in Atac senza passare per alcun concorso, ed in fondo che male ci sarebbe se qualcuno vincesse qualche milioncino al Superenalotto e magari per una verifica fiscale dovesse presentare copia della ricevuta della vincita? Ehssì, il 6 al Superenalotto e la chiamata diretta per l'assunzione in un posto pubblico a tempo indeterminato su chiamata dall'ufficio di collocamento hanno le medesime possibilità di avvenimento...

Ma Alfredino nostro teme che qualcuno insista a chiedergli conto anche della sua lettera a Il Messaggero in cui chiedeva la rettifica di un articolo in cui veniva raccontato che due suoi consiglieri appena eletti si erano miseramente dimessi prima di iniziare, dicendo che loro per quattro spicci non se la sentivano proprio... esiste questa lettera? Non sarebbe proprio un bell'inizio per un rappresentante delle istituzioni mentire sapendo di mentire. Anche perché quelle dimissioni annunciate dal Messaggero e smentite dal presidente Alfredino, sono poi in realtà avvenute.

La Ex Lavanderia al massimo della sua capacità di mobilitazione popolare

Nel celeberrimo video virale in cui chiamato a declamare le prime tre cose da fare nei primi 100 giorni, Alfredino se ne ricordava solo una (rifare il sito del Municipio in ossequio alla trasparenza). Ma manco quella sta portando a termine. Trasparenza? Zero!
Non esiste un sito internet municipale del M5S, il profilo Facebook m5s XIV Municipio ha un calendario eventi di luglio vuoto, bianco, nullo, le due assemblee per gli attivisti dopo l'elezione hanno un ordine del giorno vago, non si parla di incarichi, di assessori, di staff, di nomine.
Esiste un Regolamento scritto di questo fantomatico gruppo di attivisti?! Perché non è in rete? 

Ma andiamo avanti Alfredino, il tuo Presidente del Consiglio Municipale, tale Paolo Morbioli, piccolo imprenditore agricolo ed immobiliare, Veneto di Castelsampiero non ha pubblicato il suo certificato di Laurea alla Sapienza come chiesto amichevolmente nei precedenti articoli; la vicepresidente Boschetti non abbiamo ancora avuto lumi se sia casalinga, disoccupata o bancarellara, i roghi tossici continuano estenuanti, la pista ciclabile è da chiudere prima che qualcuno si faccia male sul serio, l'Ex Lavanderia ha appena concluso una sagra con tanto di osteria abusiva.

Ma poi c'è la Giunta. L'ultimissimo Municipio in assoluto a "presentarla". E vedremo il perché delle virgolette. Non bastava un Consiglio fatto con una lista in cui 10 candidati su 18 erano riempilista (e infatti due si sono dimessi subito, ivi compreso l'avvocato del Sindaco!), ora ci manca anche una Giunta fatta come vi racconteremo.
Segnaliamo la super-mamma salvaciclisti Valeria Pulieri (rappresentante di quell'attivismo biciclettaro fondamentalista, squadrista e pericloso; il motivo per cui a Roma non si è riusciti mai a considerare la bicicletta come un mezzo di trasporto, ma solo come un grimaldello ideologico), calabrese, alla quale Andrea Severini in Raggi e Marco Terranova neo presidente della Commissione Bilancio al Comune si complimentano per il suo incarico da Assessore già il 15 Luglio. E lei sentitamente ringrazia anche per la delega (ambiente) inclusa nel pacchetto e messa tra parentesi per immaginiamo non troppo interesse...
Certo farla anche VicePresidente del Municipio però... non sarebbe stato opportuno inserirla in lista visto che sono stati inseriti solo 18 candidati sui 24 disponibili? Almeno si sarebbe misurato il reale peso elettorale della figura. 

Ma dicci un pò, Alfredino, Andrea Severini in Raggi, Marco Terranova ed Andrea Maggi contano uno, due, tre, quattro, cinque o dieci? Sono capibastone o cosa? Non si era detto che uno vale uno? E come mai già sanno delle nomine quando la Giunta non è stata ancora presentata? Fanno parte di un minidirettorio? Chi li ha nominati e dove?

E il tuo consigliere neoeletto Fabrizio Salomone, geometra, ti ha detto che è socio dello Studio di architettura e urbanistica A+4? Perché te lo chiediamo? Semplice: magari si è dimenticato di dirti che il tuo prossimo Assessore ai Lavori Pubblici, l'abruzzese Michele Menna è anche lui un socio dello stesso Studio A+4. Si rischia che poi i cittadini facciano due più due, eh... Tanto più che tutti sono buoni amici del presidente della Commissione Lavori Pubblici in Campidoglio. Insomma non c'è qualche lievissimo conflitto d'interessi? Succede, anche in buona fede, quando invece di persone di qualità e esperienza si nominano amici e amici degli amici.

Lavori pubblici, Mobilità. Ma allora sapete già la misteriosissima Giunta del XIV Municipio, ci dirà qualche lettore. Ebbene sì. Proprio mentre stava per uscire questo articolo, abbiamo scoperto l'incredibile, Alfredino ci ha tenuto nascosta la giunta fino ad oggi solo perché ha faticato le proverbiali sette camicie per imparare i nomi a memoria: finalmente c'è riuscito e domani, un triste lunedì mattina di fine luglio, la presenterà. Leggendola con attenzione per evitare la seconda del famoso video virale. 

Ma chi ci sarà in giunta? Il Conte Dracula alla Croce Rossa con delega alle scorte di sangue? Non si può definire altrimenti la surreale nomina di Andrea Maggi, factotum dell'Ex Lavanderia ad assessore alle Politiche Sociali con delega alle politiche abitative. Uno schiaffo alle persone oneste, a quelle che dalla mattina alla sera si spaccano ancora la schiena, che pagano le tasse. Maggi è una figura assimilabile al pensiero - un autentico cancro della città, come tante volte vi abbiamo raccontato - dei movimenti, degli antagonisti, degli estremisti. È parte dei gruppi Roma Comune, Decide Roma, Dinamopress (quelli che si inventarono in una autentica macchina del fango di stampo camorristico che Roma fa Schifo era l'ufficio stampa segreto della Metro C, fandonia che in questi giorni - casualmente - torna a girare sui social), Coordinamento Romano per l'Acqua Pubblica (avete capito perché Raggi è costretta su Acea a dire idiozie cui manco lei crede?) e quant'altro, un lascito diretto degli ambienti vetero-rifondaroli dai quali, oltre dieci anni fa, nacque l'occupazione illegale della Ex Lavanderia; ora egli gestirà i circa 11 milioni di euro all'anno che il Municipio 14 investe sul sociale. Chissà se poi in questo territorio, ex Italicum, ci sarà il collegio elettorale della sua compagna Federica Daga e dunque chissà se gli 11 milioni all'anno andranno realmente a chi avrà bisogno o andranno anche a chi potrà costruire il consenso in vista delle elezioni nazionali che poi sono il principale interesse del Movimento Cinque Stelle dopo la vittoria a Roma.

Virginia Raggi nel 2012, ancor prima di diventare consigliera comunale, spiega come funziona il GAS RivoluzioMario proprio in un'assemblea alla Ex Lavanderia. Se tifi per l'onestà e la legalità perché, tra tanti posti disponibili, utilizzarne proprio uno occupato illegalmente su cui pendono condanne? Qui il video, a partire dal minuto 1:40

Questa nomina dimostra come grazie al M5S un centro sociale abusivo (fior di inchieste, indagini e pure condanne) che okkupa impunemente un bene pubblico, di proprietà di tutti, e ci fa business e ci declina il consenso, si sia impadronito del Municipio, del Comune, e abbia una deputata e consiglieri regionali quantomeno "amici"... Il percorso fatto dalla Ex Lavanderia è emblematico e sarà da studiare. Da qui, in questo spazio abusivo e illegale, è nata Virginia Raggi, in primis come attivista dei Gruppi di Acquisto Solidali. Idem per quanto riguarda suo marito Andrea Severini, ancor prima di lei (in questo video di tanti anni fa metteva al primo posto la trasparenza, alla faccia). Sempre qui è nato Maggi, ora assessore alle politiche abitative pur occupando uno stabile di proprietà pubblica dove si fanno attività commerciali senza autorizzazione, dove si scrocca il fisco, dove si rubano le utenze, stesso dicasi per Federica Daga. Sottobosco di Rifondazione Comunista o giù di lì (non Raggi, ma gli altri sì) che intuiscono come sotto il simbolo della falce e del martello non vinceranno mai e allora attorno al 2009\2010 si camuffano. In tutta Europa gli spazi occupati abusivamente vengono sgomberati e restituiti alla collettività, qui diventano lobby di potere inespugnabili e luogo di esperimenti politici di gran successo.

Chi scrive si appella a Beppe Grillo. Sicuramente non conosce la storia personale di Andrea Maggi, dell'Ex Lavanderia e probabilmente non ha mai visto il video di candidatura alle Parlamentarie di Federica Daga (compagna di Maggi), la convinzione è che se leggesse, scenderebbe di corsa a Roma, direzione Municipio XIV per mettersi a piangere davanti al mostro che ha generato: la Giunta di Alfredino e Dracula...

Ci si appella anche alle opposizioni, se ci siete battete un colpo... la speranza è che capiscano la gravità di avere un fautore di occupazioni di beni pubblici come Assessore, e che al momento della sua nomina abbandonino l'aula ed in futuro non partecipino a nessun incontro con Dracula Maggi fin quando l'Ex Lavanderia non abbandonerà il Padiglione 31 okkupato e fin quando non lo restituirà alla collettività (non prima di aver saldato le bollette). Vedremo domani i vari Fratelli d'Italia, Forza Italia e PD come si comporteranno. Molto dipende anche da loro.
Paolo


*Ringraziamo Paolo e chiosiamo con una sola domanda: i residenti del XIV Municipio - e gli elettori vecchi e nuovi del Movimento 5 Stelle - che stanno tutti ammalandosi di cancro a causa dei roghi tossici del territorio, cosa pensano di tutte queste manfrine di preciso?
-RFS

"Camion bar? Li lascio in centro: danno lavoro". Parla Andrea Coia, capo Commissione Commercio

23 luglio 2016

Da quando le elezioni si sono svolte è successo troppo spesso: avere quel senso come di addormentarsi e ritrovarsi in un incubo. Pensi che i vecchi meccanismi siano dimenticati, sei convinto che le parole d'ordine siano totalmente cambiate, sei certo che gli atteggiamenti, le tiritere, le cantilene, gli antichi refrain ripetuti ossessivamente per coprire inguacchi e magagne non li ascolterai più. E invece avviene il contrario. Non solo tutto come prima, ma tutto peggio di prima.

Ci si poteva aspettare una fase di difficoltà, ma non ci si poteva aspettare scenari di questo tipo. Hai voglia a dire "sono appena arrivati, lasciali lavorare e poi comunque sono meglio di quelli prima che hanno distrutto tutto". Già, ma come si fa a tollerare se chi arriva raccontandosi come 'nuovo' ripete a pappagallo li stessi identici concetti, le stesse identiche assurdità di chi c'era prima e perfino pure peggio?


È la storia di queste prime settimane di governo a Cinque Stelle nella città di Roma. Si fatica, onestamente, a crederci. Le bugie, il politichese, la trasparenza zero, i parenti, gli incontri carbonari, l'assessore che dice che i camion bar servono per dissetarsi, l'assessora che dice che a Roma sono i pedoni indisciplinati a generare la congestione del traffico. E così via. È un incubo da cui vorremmo svegliarci, vorremmo accorgerci che è tutto falso, che in realtà le cose non stanno andando come appare, che in realtà non abbiamo eletto delle persone che si stanno rivelando nella migliore delle ipotesi deludenti e nella peggiore profondamente colluse (a livello di visione politica) con chi c'era prima.


L'ultimo che si aggiunge alla lista è Andrea Coia, del quale, tra i tanti casini di questi giorni, ci era sfuggita la dichiarazione di inizio settimana relativa all'ambulantato e ai camion bar. Per certi versi sono frasi ancora peggiori di quelle di Adriano Meloni: l'assessore al commercio disse che col caldo i camion bar servivano comunque a dissetarsi, una idiozie sesquipedale. Meloni però parlava senza sapere, da gran naif; Andrea Coia conosce invece perfettamente i meccanismi, fa politica da anni in un Municipio difficile come il Settimo e è perfettamente conscio di cosa si parla quando si parla di ambulantato a Roma. E dunque le sue dichiarazioni sono trenta volte più preoccupanti di quelle di Meloni. Coia, inoltre, e il particolare è agghiacciante, ha rilasciato queste dichiarazioni come le prime dichiarazioni nel ruolo di presidente della Commissione Commercio dell'Assemblea Capitolina.


Ma di quali dichiarazioni stiamo parlando? Andiamo a vederle e commentiamole.
"Bisogna preservare il decoro del patrimonio culturale, ma dobbiamo capire che andare a vietare completamente ogni esercizio all'interno del centro città ha un impatto occupazionale che va valutato con attenzione. Preservare decoro e lavoro non è facile ma noi intendiamo farlo". E già qui ti vengono i brividi su per la schiena perché questo è esattamente l'atteggiamento, la scelta terminologica, l'impostazione di ragionamento che hanno avuto tutti i predecessori di Coia, politicamente o finanziariamente venduti al racket degli ambulanti. Ma Coia non si è fermato qui ed è andato avanti. Con la dichiarazione che segue.
"Non è nostra intenzione concedere licenze a pioggia, ne' andare a cancellare tutte, ma fare un riordino, tenendo contro che se dietro una parte dei camion bar ci sono i Tredicine, dietro molti altri c'è spesso una famiglia che lavora".
Magari - come fece Meloni - Coia messo alle strette dai suoi elettori inferociti dirà di essere stato travisato. Ma se per Meloni c'era tanto di video, qui ci sono agenzie stampa ufficiali. Abbiamo chiesto più volte via Twitter a Coia di smentire queste affermazioni. Abbiamo sinceramente sperato che fosse stato equivocato. Così non è. Ci sono termini che fanno raggelare chi segue questa battaglia da anni. "Riordino". Sembrano delle dichiarazioni di Davide Bordoni o di Orlando Corsetti, peccato che vengono da chi si presenta come rappresentante del vento nuovo. 
Gravissimo che si distingua in camion bar di Tredicine e camion bar di altre famiglie. Come se ai Tredicine si debba e si possa fare la guerra e a tutti gli altri no. Il problema non sono i Tredicine (tra l'altro anche loro sono una "famiglia", eccome!) ed è assurdo che un pubblico rappresentante si scagli contro quello o quell'altro imprenditore facendone pure il cognome. Il problema è riformare radicalmente un settore. Una cosa che Coia dimostra di non voler fare. 


Famiglie dietro ai camion bar? Ovviamente non è vero. Si tratta di un business che viene gestito diversamente, chi ha accumulato in passato fior di licenze ora le affitta, e dentro ai furgoni più che lavoro c'è sovente sfruttamento. Se queste famose famiglie campano grazie ai camion bar, dunque, campano di rendita sulle spalle del Comune (che cede suolo pubblico in cambio di spicci) e dunque di tutti noi. Nessuna famiglia bisognosa, dunque, ma holding imprenditoriali che lucrano depauperando il bene comune standosene al confine della legge. Il Movimento Cinque Stelle ha stravinto le elezioni per spazzare via. Ma facciamo il gioco di Coia e facciamo finta che effettivamente un camion bar (quale? Possiamo saperne almeno uno?) dia lavoro ad una famiglia. Bene. Ma per quale motivo quella famiglia deve valere di più delle tante famiglie che a causa di quello stesso camion bar vanno in rovina? Quel camion bar oltre a generare degrado (dunque meno turismo, dunque meno investimenti, dunque meno posti di lavoro), genera concorrenza sleale verso gli esercizi commerciali circostanti. Negli ultimi anni sono decine i negozi che a Roma hanno chiuso a causa della concorrenza e del degrado portato dagli ambulanti che hanno cambiato i connotati di intere strade commerciali (dall'Appia a Cola di Rienzo) rendendole inservibili per lo shopping. A quel lavoro - forse perché regolare e non in nero - però Coia non pensa: si prospettano 5 anni particolari per gli imprenditori onesti in questa città... Anzi per le persone oneste in generale se è vero come è vero che i rappresentanti a Cinque Stelle, da Coia per arrivare al Presidente del V Municipio, fanno a gara a dimostrare vicinanza, solidarietà e tutela a chi sta fuori dalle norme o a chi le ha strumentalizzate: si parte dai camion bar e si arriva ai teppisti occupatori abusivi di palazzine al Pigneto, tanto per stare alle cronache delle ultime ore. Per chi si comporta in maniera disonesta o prepotente, massima tutela e massima attenzione. Per chi sta nelle regole e rispetta il prossimo evitando di prevaricare e fare il furbo, le consuete umiliazioni.


Coia pensa alle famiglie. Pensa al lavoro degli ambulanti, solo al loro. Incurante delle conseguenze. Nonostante, poi, il settore sia in piena fase di riforma e nonostante il prossimo anno grazie alla direttiva Bolkestein tutto potrebbe cambiare. Ma c'è un limite alla ricerca del consenso a tutti i costi? Esiste una opposizione in Consiglio Comunale in grado di contrastare le enormità di un presidente di commissione commercio come questo? Avete capito ora perché l'ostracismo a Marino era così duro, perfino sulle sue cene al ristorante? Perché stava mettendo in riga questi settori, queste anomalie solo romane, che oggi tornano a riprendere in pugno la città.

Chissà quale razza di lavoro di lobbing certi gruppi economici romani devono fare per convincere perfino gli alfieri dell'onestà e della novità. Per convincere perfino gente che pur di tenere salde le questioni di principio è capace di rinunciare a decine di migliaia di posti di lavoro  e investimenti. La faccenda dello Stadio è solo uno tra i mille esempi: lì un eccellente investimento privato genererebbe decine di migliaia di posti di lavoro, ma quei posti possono essere messi in discussione ridicolizzando il progetto senza neppure averlo mai letto, mentre per togliere due bancarelle e liberare il centro dallo schifo bisogna fare una "riflessione". Anche la Camorra e la Mafia danno lavoro e campano famiglie, e questa è la retorica che storicamente è stata utilizzata per legittimarne l'esistenza nel Mezzogiorno d'Italia. Anche il progetto di centro commerciale e spazi residenziali a Palazzo Raggi a Via del Gambero (l'omonimia col sindaco è casuale) avrebbe fatto campare bene tante famiglie oggi disoccupate, però il primo atto della nuova Giunta è stato annullare questo progetto e bocciarlo perché non granché compatibile col Piano Regolatore. Pure portare a Roma da Londra l'Agenzia Europea del Farmaco porterebbe tanti posti di lavoro, molto migliori, ma questa cosa si può trascurare e ignorare, alle bancherelle invece si dedicano i primi pensieri.
Gli ambulanti sono compatibili col Piano Regolatore? Esiste un Piano Regolatore dell'ambulantato? Sono compatibili col Codice della Strada (che, ricordiamolo, è una legge dello stato) e con mille altre norme?

Davvero il Movimento pensa di potere andare avanti a lungo tra queste contraddizioni? Davvero pensa di poter reggere molto basandosi questa fregatura, su questo inganno elettorale? Inganno, sì. Noi stessi abbiamo indicato di votare il Cinque Stelle sulla base di quanto fatto nella consiliatura precedente: negli ultimi 3 anni alla Commissione Commercio, ad esempio, c'era Enrico Stefano che si batteva per una città più europea e civile. Oggi ci troviamo invece come presidente un tizio che parla la stessa lingua dei tempi della Giunta Alemanno e che magari - lo diciamo per mera ipotesi - è stato indottrinato a ripetere certi concetti in qualche riunione carbonara modello Vignaroli-Cerroni. Davvero i pentastellati pensano che la pazienza delle loro centinaia di migliaia di elettori che aspettano una radicale discontinuità col passato sia infinita e che questi inganni non vengano smascherati?

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