Ecco come i romani reagiscono all'arrivo della raccolta porta a porta. Però poi la colpa è dei politici, no?

31 luglio 2015




Salve, sono un cittadino del VI municipio di Roma. All'interno del mio quartiere, dall'introduzione della raccolta differenziata porta a porta, si sono create diverse discariche abusive, soprattutto in prossimità delle campane per la raccolta del vetro.
Le foto che vi invio in particolar modo si riferiscono a quelle di Via Cavuccio, di fronte al civico 23, nel quartiere Fosso San Giuliano.

Giudicate voi... Questa situazione si protrae ormai da più di un anno. Ho effettuato segnalazioni più volte sia al municipio VI che al comune telefonicamente e via email. Ogni tanto l'area viene ripulita in modo approssimativo ma il problema si ripresenta già dal giorno seguente!

Ora siamo al collasso con queste temperature, l'aria è diventata irrespirabile costringendoci a non aprire più le finestre che danno su quel tratto di strada, sono notevolmente aumentati topi ed animali randagi, che per di più spargono i rifiuti per tutte le vie limitrofe che per giunta non vengono mai pulite mancando marciapiedi o tombini per la raccolta delle acque meteoriche. Possibile che non si riesca ad intervenire in modo deciso in quest'area per contrastare questa perenne discarica abusiva a pochi metri della abitazioni di noi cittadini?

Non ci si può rassegnare di fronte a questo immenso degrado! E' fondamentale ripulire l'area e bonificarla quanto prima, ma è necessario anche attivare dei deterrenti: per esempio video-sorvegliando l'area oppure multando alcuni di quei cittadini che quotidianamente sversano rifiuti di ogni tipo qui, così come prescritto  dalla legge.

Inutile sottolineare che gli interventi sopra consigliati si ripagherebbero da soli, sia economicamente che a livello di salute pubblica!
Lettera Firmata

Gestione trasporti sciagurata. Smantellano la ferrovia Roma-Giardinetti e mettono autobus al suo posto. Fermateli


A partire da lunedì prossimo, 3 agosto, la tratta Centocelle-Giardinetti della ferrovia Termini Laziali-Giardinetti verrà disattivata: i treni viaggeranno solo tra Centocelle e via Giolitti e viceversa. Lo ha deciso l’Atac per preparare l’intervento di realizzazione del nuovo capolinea della ferrovia nei pressi della stazione Parco di Centocelle della metro C, in corrispondenza dell’incrocio tra via Casilina e viale Palmiro Togliatti. 
Gli utenti, quindi, non potranno più prendere il trenino alle stazioni Togliatti, Grano, Alessandrino, Torre Spaccata, Torre Maura, Tobagi e, ovviamente, Giardinetti. 
In alternativa, si potranno utilizzare la metro C e la linea di bus 106, che collega Grotte Celoni a Parco di Centocelle. La zona è anche servita dalle linee 213, 313 e 450.
Fino a qui il comunicato ufficiale dell'Agenzia della Mobilità che, in piena estate, uccide gran parte della linea Roma-Giardinetti. Altra sciagurata e folle decisione delle istituzioni. La storica linea Giardinetti-Laziali che, per chi non lo sapesse anni or fa collegava la Stazione Termini con Fiuggi è prossima al definitivo smantellamento.
Emblema in negativo delle politiche scellerate sul trasporto pubblico loclae. Una linea che quasi cento anni fa era considerata una linea modello, una linea che percorreva circa 100 km è stata nel tempo completamente abbandonata per oggi essere dismessa.
Non ha senso! Non può essere! Con l’apertura della Metro C l'ammodernamento del trenino, della linea, delle banchine e delle relative vetture e magari con allungamento della stessa da Giardinetti a Tor Vergata si poteva quasi del tutto eliminare il traffico di autobus. Risparmiando in manutenzione e in inquinamento. Ovviamente implementando i controlli sui passeggeri ad oggi assenti. Insomma con l'arrivo della Metro C questa linea poteva essere via via più strategica, non più inutile come ci stanno facendo credere. Tra l'altro le frequenze sono ben migliori rispetto a quelle, ridicole, della Metro C.
Le scellerate politiche portano invece alla riduzione della linea e al rafforzamento dei bus di superficie! Che senso ha? Abbiamo appena "guadagnato" circa 20 km di metropolitana (di cui 10 in superficie) e perdiamo 9 km di linea del ferro... Che senso ha, ad esempio, ridurre ed eliminare la linea di ferro e rafforzare invece il 105, 106 e 107 che effettuano percorso analogo o similare alla Metro C? Si deve fare esattamente il contrario! E la storia della sovrapposizione delle linee è risibile. E' pieno di esempi, in tutta Europa, di linee metropolitane che hanno il 'supporto' di linee in superfici. E comunque provate oggi ad andare da Torre Spaccata a Porta Maggiore col trenino e provate domani a fare la stessa cosa con la Metro C. Venti minuti di più perduti e molta più gente che, alla fine, prenderà l'auto.

Inoltre se dismissione sarà, sarà una dismissione alla romana: nessun progetto sulle banchine e sui binari esistenti, nessuna pianificazione su cosa fare del sedime ferroviario? Si potrebbe utilizzare l'area per ciclabili, preferenziali, per il verde, per valorizzare il Parco Archeologico di Centocelle abbandonato, ma nulla è pianificato, nulla è condiviso, non esiste un sito, un profilo Twitter, una pagina Facebook ufficiale che si occupi del progetto come accade in tutto il mondo. 
Lettera Firmata

"Torno da Los Angeles e ho a che fare col parcheggio Atac dell'Auditorium...". A proposito di malattia dei romani per l'auto

30 luglio 2015
Mi chiamo Lorenzo Mazzè. Sono nato e vissuto a Roma fino a 4 anni fa quando mi sono trasferito a Los Angeles. Ovviamente torno spesso per venire a trovare la mia famiglia e i miei amici. L'altra sera un mio caro amico mi invita ad andare a vedere lo spettacolo di Gigi Proietti alla Cavea dell'Auditorium.

Arrivo con largo anticipo in zona Auditorium per paura di non trovar parcheggio. Arrivato scopro con gioia che l'auditorium sembra dotato di un bel parcheggio multipiano che rende la vita più vivibile e ordinato per quanto riguarda i luoghi con grande affluenza (almeno in USA). Mi sento a casa, ma già un brivido strano mi passa sulla schiena quando entro in una delle entrate, forse perché poco segnalate, forse perché buie, forse perché sulla macchinetta che eroga il biglietto per l'entrata c'e un bel cartello con scritto: "La cassa Accetta solo monete o banconote da 20€". Entro nel parcheggio e scopro che le indicazioni non sono molto chiare, ma essendo totalmente vuoto (!!!) confido di trovare posto molto vicino all'acceso per l'Auditorium. Cerco... e alla fine mi posteggio molto vicino ad una porta con scritto Foyer pensando: che bello mi sembra di essere a casa, finalmente un po di civiltà nelle opere relativamente moderne, i soldi che spenderò per il parcheggio saranno totalmente ripagati dalla comodità!

Esco dalla macchina e comincio a cercare l'accesso al foyer... non c'è nessun accesso al foyer. Bisogna uscire dal parcheggio dalla stessa rampa da cui si entra e arrivare al teatro dall'entrata principale, cosa che mi ritrovo a fare, e noto anche che in realtà solo il parcheggio coperto era vuoto, ma che le persone e le macchine c'erano eccome: parcheggiate alla rinfusa dovunque fuori dal parcheggio regolare. 

Vado al bar prendo un aperitivo e mi preoccupo di rimediare una banconota da 20€ per dopo. Alla fine dello spettacolo rifaccio la strada per il parcheggio col bigliettino e i 20€ in mano... Scopro che per tutto il parcheggio non c'è una cassa funzionante tranne quella del piano B, e che il parcheggio era sì vuoto, ma comunque un centinaio di persone (una minima frazione rispetto a quelle presenti nella struttura) vi avevano parcheggiato, ed erano tutte in fila alla cassa B che accettava solo monete e banconote da 20€. Potete immaginare il delirio: la fila che si estendeva per le scale...
Arrivato alla cassa, dopo 30 min scopro che intanto devo pagare di più a causa della fila, e che la mia sosta costa 8€. 

Dunque infilo la banconota: ovviamente le monete di resto non vengono erogate, contrariamente a quanto annuncia il display. Niente ricevuta per un rimborso, niente personale che si preoccupa del consumatore... niente di niente.

Torno a casa avendo pagato dunque 20€ per un servizio che non c'e stato. Mi sono sentito derubato. Tutto questo, insieme a tutto il resto, fa diminuire sempre più la voglia e il tempo da passare nella mia amata città
Continuate così.
Lorenzo Mazzé


*Caro Lorenzo, 
questo attiene a quella che noi chiamiamo la malattia dei romani per l'auto. Il parcheggio interrato  una cosa residuale, una cosa che usa qualche imbecille, qualche debole, qualche sfigato. Il romano verace che va all'Auditorium ha tutto il parcheggio che vuole sui marciapiedi del Villaggio Olimpico, o nel mitico spartitraffico giusto all'ingresso del Parco della Musica, lato Palazzetto, che ha una portata di diverse dozzine di auto. O ancora verso Villa Glori lungo la strada e nelle rotatorie, anche se è divieto, tanto non controlla nessuno e le strade sono fatte alla romana, ovvero pensate con lo spazietto apposito per fermarsi in divieto disturbando, ma non bloccando, la circolazione. Una roba diabolica. Ma il romanovero è così: tra dare 2 euro al parcheggiatore abusivo gestito dalla camorra e darli ad un parcheggio interrato indovina cosa preferisce? Se togli la possibilità di questa sosta abusiva, brutta e pericolosa avrai la rivoluzione, se lasci invece in abbandono il parcheggio interrato nessuno protesterà.
-RFS

A Roma si parcheggia male perché mancano i posti. Anche il neoassessore Stefano Esposito crederà a questa idiozia?









 Il neo assessore ai trasporti Stefano Esposito è di Moncalieri, piemontese doc, ma ha cominciato alla perfezione in autentico stile romano. "Mica ha ammazzato nessuno" ha detto difendendo il dipendente Atac che, realizzando un filmato contro la sua azienda, si è posto ovviamente e giustamente nelle condizioni di essere sospeso. E' l'atteggiamento romanaro che ha devastato questa città e ci ha portato alla situazione in cui siamo.
"Eh che voi che sia". "Aho, ma io devo da lavorà". "Guarda che i probbblemi so arrrtri eh". "Pensate ai probbblemi veri". "Il vero probbblema nun semo noi, ma...". "Nun do fastidio a nisuno". E così via all'infinito per ogni cosa, dalla più piccola alla più grande.

Una cosa grande, anzi grandissima, e un'autentica ossessione per chi a Roma fa l'assessore ai trasporti è il rapporto assolutamente malato dei romani con la loro automobile privata. Qualcosa di assurdamente patologico che porta a giustificare qualsiasi schifezza. Dal parcheggio furbo fino ad arrivare a 300 morti ammazzati l'anno, che manco una vera guerra.

Chissà se guardando queste immagini e questo video l'assessore esclamerà: "ehvabbè ma mica questi hanno ammazzato nessuno, e che fastidio te danno". Detto in piemontese. Tristezza.

Disastro a Furio Camillo. Dopo i brutti fatti nella stazione Metro nulla è cambiato, nulla è migliorato

29 luglio 2015
















Dopo la disgrazia avvenuta qualche settimana fa a Furio Camillo (la morte del piccolo Marco), avendo visto i funzionari della Metro correre in fretta e furia al fine di cambiare tutti i neon della stazione e per pulire la stessa a destra e a manca onde evitare che i giornalisti vedessero le reali condizioni di degrado e sporcizia, mi sono illuso che si provvedesse anche ad una svelta ri-pavimentazione del marciapiede... ma niente!

Dovete infatti sapere che da quando vivo a Roma, 5 anni, ho sempre visto invariata la pavimentazione di viale Furio Camillo, nella sua triste e pericolosa situazione di dissesto dei mattoni. Essendo molto profondi e semovibili, tipo tante catapulte sotto i piedi, è frequente che ci si inciampi, spesso con conseguente caduta. Un conto è che tu sia un giovincello dalle robuste carni, ed il massimo che ti possa capitare è rimbalzare da terra.  Un conto è se sei però una vecchietta dalle fragili ossa, per cui non puoi permetterti il lusso di cadere, ed inciampare potrebbe esserti fatale. Ebbene: la probabilità che questo accada è molto elevata e cresce sempre di più: a occhio e croce attualmente un 60% dei mattoni sono in dissesto, e quando ci cammini sopra ti danno la sensazione di stare in precario equilibrio come sopra un windsurf.
Qualche mese fa, forse in segno di (intelligente) protesta, qualcuno durante la notte si è prodigato nel prelevare i mattoni e porli ai bordi del marciapiede, dove questo si conclude con una pista ciclabile nera (e non rossa... sarà per motivi politici?) peraltro utilizzata consuetamente come parcheggio di motorini, scatoloni, monnezza, nonché corridoio di passeggio di molti pedoni che, evidentemente, non ne conoscono la funzione. Ebbene, prelevando gli spessi mattoni sono divenute ben visibili delle vere e proprie voragini, scandalose. Se non facevi la gimcana rischiavi di caderci dentro. Evidentemente a qualcuno è stato imposto di ricoprire tutto in poche ore, e possibilmente se avessero individuato gli artefici di questa azione, anziché dargli una medaglia al valore, magari gliel'avrebbero fatta pagare cara.
Ma non è tutto: da qualche giorno, in più punti del marciapiede, stazionano circa tre transennamenti interni, come quelli che mettono per strada quando implodono dei mini sinkhole, dei vuoti profondi sull'asfalto. Sono di colore arancione, pure ben vistosi. Fotografarli è un gioco da ragazzi.

La domanda è: quanti anni dobbiamo ancora aspettare prima che una pavimentazione ordinaria e decente possa essere compiuta? Dobbiamo aspettare il morto pure sopra il marciapiede? O sino a che ciò non accada, sottovaluteremo il problema con un consueto italiano "evvabbe dai..."?

Paolo

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