Le ultime di Paolo Berdini. Nuovo video con affermazioni da non credere

5 dicembre 2016
Lo hanno detto e ripetuto molti analisti politici: dopo il Referendum, indipendentemente dal risultato, per il caos di Roma sarà il redde rationem e finalmente i vertici del partito a Cinque Stelle prenderanno in mano la situazione.

Noi ci auguriamo che tra le tante correzioni che saranno fatte e indicazioni che verranno date a Virginia Alemanno, ci sia anche qualcosa su Paolo Berdini. L'assessore all'urbanistica - uno dei ruoli più significativi e strategici - si rivela un giorno dopo l'altro semplicemente imbarazzante. Una figura che è passata dal folklore all'autentica sciagura: l'auspicio è che qualcuno lo fermi. 

Questa necessità salirà ancor più forte anche nelle vostre priorità dopo aver seguito questa ennesima perla del nostro. Si tratta di un intervento che l'assessore ha fatto all'Alexis Occupato, uno spazio illegale che alcune persone hanno sottratto illecitamente ai legittimi proprietari (Acea, dunque tutti noi fessi) perché "era in centro" e per farci 10 appartamenti per chi si sente terribilmente più furbo di coloro che ogni mese si fanno in quattro per pagare l'affitto. Lo spazio rischia un sacrosanto sgombero e l'assessore all'urbanistica invece di disegnare una città che catalizzi risorse, combatta la disoccupazione e offra spazi a chi non ce la fa, sostiene chi occupa illegalmente. 

Lo fa con un discorso indifendibile in tutto e per tutto, all'insegna della mancanza di rispetto, della consueta cafonaggine istituzionale, dei soliti tristi intercalari (avete fatto caso che questo signore ripete sempre la nenia "basta con questo giochino", una pena e un fastidio infinito) e della sostanziale volgarità. Ascoltatelo con noi e seguiteci nel nostro analizzarlo pezzo a pezzo. 


SU OTTANTAMILA MQ NON C'E' UN MQ DI VERDE
Come iniziare meglio? Tanto per gradire Berdini va in un centro sociale abusivo e illegale e spala sterco su chi? Ma sugli investitori che, in attesa da 6 mesi di una sua firma per una mera variante, vorrebbero investire dall'altra parte della strada 3 o 400 milio di euro per trasformare gli Ex Mercati Generali. E' una storia incredibile che abbiamo raccontato qua. Secondo voi è possibile al mondo una cosa del genere? Un assessore all'urbanistica che va a prendere applausi e ad allisciare il pelo di chi ruba immobili peraltro di proprietà comunale e che sbeffeggia chi invece vuole investire stando nelle regole.
Naturalmente se entriamo nel merito sono le solite fandonie. Il progetto degli Ex Mercati è dotato di un sacco di piazze e spazi pubblici (oggi preclusi perché in attesa del via libera di Berdini tutto è abbandonato e gli investitori parlano di andare a portare i loro soldi altrove), sono prevista piantumazioni di centinaia di alberi ma non certo di parchetti o boschetti visto che la soprintendenza è stata chiara e non vuole piante che impallino la visuale sui padiglioni storici degli Ex Mercati che gli imprenditori sono chiamati a restaurare.

FARE 150 NEGOZI NEGLI EX MERCATI SIGNIFICA FAR MORIRE TUTTA VIA OSTIENSE E CIRCONVALLAZIONE OSTIENSE
Tecnicamnete è terrorismo della peggior specie, gravissimo perché pronunciato da un rappresentante delle istituzioni cittadine: spaventare le persone ignoranti, una delle cose più meschine del mondo per chi amministra la cosa pubblica. Le stesse emerite idiozie erano proferite quando aprì Eataly all'Ostiense. "Una struttura di queste dimensioni farà chiudere tutti i ristoranti nei dintorni e tutte le gastronomie". Beh, quello che è successo nell'area di Ostiense e del Porto Fluviale è oggi di fronte a tutti: la sfida lanciata da Eataly è stata colta da decine di imprenditori e l'area si è trasformata ospitando tantissimi progetti gastronomici (alcuni anche di elevata qualità), laddove prima c'erano locali sfitti o offerta scadente: ricchezza, tasse, tanti posti di lavoro. Ovviamente esattamente il contrario di quanto sostiene Berdini. Oggi il commercio riprovevole di Via Ostiense e della Circonvallazione Ostiense (stuprata da 45 bancarelle una più inguardabile dell'altra) non ha nulla da tutelare, deve solo cambiare e radicalmente. E' chiarissimo anche ad un bambino, ma non ad un politicante di quart'ordine in cattiva fede, che un grande centro di commerciale di qualità e con servizi oltre che con tantissimi parcheggi potrà essere da stimolo e da sollecito, non da ostacolo, per i commercianti circostanti. Altro che morire come dice il nostro terrorista. 

L'ARCHITETTO DI MILANO, BOERI, FA PARTE DI UNA FAMIGLIA IMPORTANTE
Dopo una serie di farneticazioni su Viale Marconi e su Via Negri, nel continuo insistito atteggiamento di prendere per i fondelli gli sviluppatori francesi degli Ex Mercati, Berdini manca di rispetto anche a Stefano Boeri. Non solo architetto, ma anche suo collega a Milano durante la giunta Pisapia. "Architetto di Milano" appartenente ad una "famiglia importante". Un modo furfantesco di parlare, mandando pizzini a destra e a sinistra, alludendo, dando di gomito, parlando a nuora perché suocera intenda. "Una famiglia importante". Ma cosa significa? Che Boeri è importante grazie al padre, allo zio, al fratello? Può spiegare? Una delle figure politiche più squallide e melliflue che abbiamo visto calcare gli scranni capitolini da quando ci occupiamo di Roma. 



SCELLERATA TRASFORMAZIONE URBANA DI PORTA GARIBALDI
Per parlare male di Stefano Boeri, Berdini definisce "scellerata" la trasformazione urbanistica di Porta Nuova che lui ignorantemente chiama "Porta Garibaldi". Berdini - fateci caso - si rivolge  sempre a dei totali ignoranti, e se ne approfitta raggirandoli: quando parla a persone competenti non si permette di dire certe enormità, ma quando ha di fronte gente che non sa nulla, affonda il colpo in maniera scorretta, ridicola e patetica. Ma per fortuna ci sono le registrazioni video (non quella di qualche giorno fa purtroppo, quando fuori da una conferenza fece un panegirico di Francesco Gaetano Caltagirone e delle sue società). Ovviamente anche in questo caso la verità è l'opposto: si tratta di uno dei progetti più straordinari d'Europa, le torri di Boeri sono state premiate dovunque al mondo: informatevi. Ma non credete a noi o alle foto qua sopra, andate a Milano, passeggiate sotto questi edifici, parlate con le persone che vivono li intorno e dopodiché saprete cosa il nostro assessore all'urbanistica, quello che ha in mano lo sviluppo futuro della città dove abiteranno i vostri figli, considera "scellerato". Per noi resta solo scellerato chi ha selezionato questo individuo per umiliare ogni giorno la capitale del paese. 

I GIORNALISTI INGINOCCHIATI
Berdini si lamenta che dopo la riunione coi costruttori, questi ultimi avrebbero chiamato un "giornalista inginocchiato" per fargli scrivere un articolo contro Berdini stesso. Allora l'articolo cui l'assessore allude (perché lui manda pizzini, non dice mai, non fa mai nomi, fa allusioni) è questo, il giornalista inginocchiato è Paolo Boccacci e noi speriamo tanto che Paolo Boccacci quereli prontamente Paolo Berdini per questa accusa vergognosa. 

IL RAGAZZO CHE HA FATTO I GIARDINI VERTICALI
Ancora uno sberleffo vergognoso a Stefano Boeri, una personalità che aveva a Milano lo stesso ruolo che Berdini ha a Roma. Le due capitali del paese che si prendono a  pizze senza nessun motivo. Meschinità e basta. 

DOBBIAMO SFONDARLI CON UNA VALANGA DI NO
Berdini trova squallidamente l'applauso facile sul referendum senza rinunciare ad un frasario aggressivo, patetico, censurabile. 

DOBBIAMO PUNTARE AD UNA SOCIETA' CHE NON AMBISCE AD ACCRESCERE LA PROPRIA CONDIZIONE ECONOMICA
Qui non commentiamo.

IL LIBERO MERCATO E' UNA AMARA MEDICINA
Manco qui commentiamo!

COMINCEREMO A DARVI SOLDI
Dopo una serie di follie contro il sistema capitalistico, il liberalismo e il libero mercato, housing sociale e case popolari, Berdini però parla di soldi (prima disprezza il mercato e poi parla di soldi: ne consegue che i soldi si possono fare solo con le tasse e non collaborando coi privati, una posizione micidiale per tutti noi) e cosa fa? Promette ai rappresentanti del centro sociale occupato dei finanziamenti, delle mance, delle mazzette istituzionali. Gli promette una parte dei soldi destinati all'emergenza abitativa. Senza bando, senza merito, solo perché lo hanno invitato a parlare. Solo perché sono illegali. Insomma se voi invece di aspettare la vostra casa popolare o invece di darvi da fare per trovare un lavoro e pagarvi un affitto (magari a 2 ore di treno dal centro, altro che "abbiamo occupato perché era comodo e in centro") puntate un edificio dismesso e ve lo rubate, non solo avrete il plauso delle istituzioni, ma anche i soldi. E una volta ottenuti i soldi "non ci potranno essere sgomberi". Lo dice chiaro e tondo Berdini. 


Ovviamente nel contesto di maggiore prepotenza, sopraffazione e violenza che sono le occupazioni a Roma (un autentico racket per molti versi), gli applausi scrosciano fragorosi ad ogni passaggio. Noi che pensiamo che questa persona rappresenti una minaccia enorme per la città non smetteremo mai di farlo notare. 

Peggio de Storace! L'assurda campagna affissioni abusive del Movimento 5 Stelle

3 dicembre 2016
Forse non basta più l'appellativo Virginia Alemanno, con la quale chiamiamo e chiameremo la nostra sindaca impegnata ormai da sei mesi a dar compimento, corpo e concretezza al programma elettorale della peggiore destra affarista e lobbista che ha distrutto la città. Forse a breve l'appellativo dovrà essere cambiato in Virginia Storace, Storace come il Francesco che diventò presidente della Regione dopo una campagna di affissioni abusive come non si ricordava nella storia, che amministrò il Lazio facendo danni che ancora oggi ci portiamo dietro (pensate alla legge sul commercio, che comunque Zingaretti si sta dimostrando non in grado di riformare) e che poi in seguito, pur caduto politicamente in disgrazia, continuò a incartare la città di affissioni illegali rivendicandone la scelta.

Quello che è successo in queste ore è surreale e inquietante. Il Movimento 5 Stelle, noto per non fare nessuna affissione elettorale (neppure quelle regolari), non solo ha stampato manifesti a tutta callara, ma li ha anche affissi in maniera completamente pirata, a caso, sulle orripilanti plance del Comune. Probabilmente affidandosi ad una delle tante ditte capitoline della mafietta degli attacchini, tutto in nero, tutto illegale, tutto pirata. Provate a chiedergli la ricevuta della stampa, la fattura delle affissioni. Provate...

Si tratta di una delle tantissime mutazioni genetiche che a Roma il Movimento 5 Stelle sta subendo e proponendo alla città. Da un movimento di protesta anti sistema, ad un partito politico squallido a tal punto da prendere solo il peggio di tutte le parti politiche combattute: affarismo, tutela delle mafie e delle lobbies, illegalità diffusa, trasparenza zero.

Ma questo penoso episodio dovrebbe aiutarci anche ad andare avanti e a considerare il ruolo di questi supporti elettorali. E a farci qualche domanda. La prima domanda è: perché il M5S non si è impegnato per cambiare i regolamenti (o le prassi?) che presumibilmente obbligano a perforare mezza città con queste mostruose installazioni? E poi: perché in altre città questo schifo non c'è o comunque c'è in misura molto ridotta? Perché a Roma la qualità estetica e la sicurezza (pezzi di metallo arruzzonito e tagliente dovunque, in attesa che qualcuno si faccia male davvero) di queste strutture è così precaria? Perché si conficcano nei marciapiedi, spaccando anche quelli appena rifatti, invece di appoggiarli su piedistalli?

A giudicare dalle immagini la risposta al perché tutto è stato lasciato così com'era prima è semplice: perché loro per primi volevano utilizzarli. Prima ancora dell'abusivismo pentastellato, sono le plance stesse ad essere uno scandalo. Certo è difficile dire che le elimini o le riformi quando sei stato il primo ad abusarne. Siamo partiti che erano gli unici a non fare manifesti elettorali cartacei, siamo giunti allo scenario che li vede unici a farli. Le oscene plance, infatti, a questo giro non sono state usate quasi da nessuno. Poi è arrivato il mega giro di affissioni abusive targato Movimento 5 Stelle, il partito che governa la capitale del paese che incarta di cartaccia illegale la capitale del paese. Qualcuno ci spiega?

Filmato fondamentale. Ambulanti abusivi e regolari sono la stessa identica cosa

1 dicembre 2016
Lo diciamo da tanto, ma poi trovarsi a firmarlo è un'altra cosa. All'inizio il video voleva documentare soltanto lo schifo cui è sottoposta - come tutta la città - anche l'area della Balduina. Qualcosa di semplicemente incredibile: in uno dei quartieri più affluenti della città, con case che costano più che nell'Upper West di New York City, le signore bene camminano su marciapiedi di catrame tra auto in sosta selvaggia, cumuli di immondizie e spazzatura svolazzante dovunque. Non c'è un istante del filmato in cui non si vede qualche schifezza. E pensare che siamo nel Municipio di Virginia Alemanno, l'area della città governata da un genio assoluto come il presidente Campagna: di lui, del suo Consiglio, della sua Giunta abbiamo parlato milleduecento volte.

Ovviamente schifo chiama schifo e dunque la strada, già fiaccata dalle assurde bancarelle autorizzate dal Comune, è umiliata da decine di ambulanti abusivi che si fanno dei banchetti con cassette della frutta o pezzi di cartone. Scene che non si vedono neppure al Cairo, se parliamo di quartieri residenziali. 

Ma come mai, ci siamo sempre chiesti sapendo perfettamente la risposta, gli ambulanti cosiddetti "regolari" non si incavolano se hanno a fianco uno stuolo di ambulanti abusivi che - non pagando tasse, dipendenti, concessioni, licenze, bolli e suolo pubblico - gli fanno così una terribile concorrenza sleale? 

La risposta è semplice: ambulanti regolari e ambulanti irregolari sono spesso la stessa cosa. Sono gestiti dalle stesse persone, dalle stesse famigghie, dalle medesime organizzazioni. I fornitori sono gli stessi, i dipendenti sono intercambiabili, la merce è la medesima. Inquietante. 


Lo abbiamo sempre detto, questa volta lo abbiamo documentato: per scoprirlo dovete seguire il video con particolare attenzione. Al secondo 20 osservate l'ambulante abusivo che poggia le cassette con le quali ha appena smontato il suo banchetto tra i cassonetti (sa che nessuno gliele ritirerà e che domani il suo banchetto sarà pronto lì da rimontare). Fa fagotto, mette insieme la merce non venduta, la chiude in un paio di elegantissime borse: una di plastica celeste, una di un supermercato. Parlotta con una persona che sembra gestire tutto il suk e poi si avvia. Dopo qualche secondo ci supera, osservatelo e seguitelo. Dopo poco arriva al furgone (il classico furgone degli ambulanti romani posteggiato in sosta abusiva) e, aprendo lo sportello, lo usa come suo magazzino. Quel furgone, insomma, presumibilmente afferente ad una bancarella autorizzata (ma poi sarà davvero così?) è utilizzato come magazzino anche dai tanti abusivi che circondano quella bancarella. Dovrebbero essere la concorrenza più spietata alla bancarella stessa, ma lei invece di denunciarli e di farli andare via da un territorio dove lei dovrebbe essere l'unica a offrire merce in vendita, li aiuta. Un comportamento che farebbe insospettire anche un bambino ma che non desta nessuna preoccupazione all'amministrazione e alla magistratura. Sia mai che poi, indagando su queste cose, emergano i racket allucinanti che stanno dietro all'ambulantato romano. O magari si poltrebbe scoprire che sono solo gentilezze tra vicini di marciapiede...


Inutile ripetere, ma lo facciamo lo stesso, che questo assurdo incubo, questo profondo orrore, si può provare a sistemare solo applicando e sfruttando tutte le opportunità che vengono dalla Direttiva Bolkestein. Riuscirà questa amministrazione a farlo o questo treno - che passa solo una volta - transiterà invano?

Votare SI unica strada seria se si vuole il bene di Roma. Spieghiamo perché

30 novembre 2016
Ci sono oggettivamente moltissimi motivi per votare SI al referendum costituzionale. Si può votare sì perché tutto sommato dopo il sì ci saranno delle novità e l'Italia ha un disperato bisogno di novità; si può votare sì perché, seppur omeopatica e largamente insufficiente (speriamo ve ne siano altre in seguito, ma ci saranno solo se vincerà il sì), la riforma affronta e punta a risolvere alcuni problemi incancreniti da secoli; si può votare sì perché a dispetto del controverso personaggio Renzi il governo sta muovendosi bene e molti ministri sono persone in gamba e competenti che stanno portando avanti riforme concrete e amministrando a dovere la cosa pubblica; si può votare sì perché si è schifati dallo schieramento del no all'interno del quale si va dal vetero fascismo di Forza Nuova al neo fascismo dei 5 Stelle transitando attraverso Gasparri, Quagliarello, Brunetta, Salvini e Berlusconi. Si può votare sì perché ormai, arrivati a questo punto, un paese immobile è comunque peggio di un paese se cambia, perfino se nel cambiamento fa degli errori. E si può votare sì, infine, per evitare la presumibile e assolutamente plausibile catastrofe economica che seguirà alla malaugurata vittoria del no.

Dall'altro lato della barricata, poi, le obiezioni che vengono mosse da chi invece sostiene il no o sono inconsistenti, o sono pura disinformazione (sapete quelli della "deriva autoritaria", del "non sceglieremo più i nostri senatori" e iodiozie immonde su questo stile?) oppure sono piccoli oggettivi difetti che però, messi sulla bilancia, perdono su tutta la linea rispetto ai pregi della proposta di riforma. Per tacere poi - ma non bisognerebbe tacerne affatto! - della violenza verbale (per ora verbale) con cui vengono portate avanti le motivazioni del no e che troverete facilmente nei commenti a questo post e al relativo lancio Facebook.

Non è questa la sede per entrare nel merito della riforma (merito che comunque rimane il primo motivo per scegliere uno schieramento piuttosto che l'altro), ma adempiamo al nostro ruolo di blog cittadino per analizzare i cascami che questo voto potrebbe avere sulla città di Roma.

A ROMA E' UN VOTO SULL'AMMINISTRAZIONE
Fin qui a livello nazionale. Poi però c'è una partita locale. Ogni città con la sua storia e ogni sindaco o amministrazione locale pronta a contare come, sul proprio territorio, si saranno divisi gli elettori. 

Inutile dire che a Roma il voto sarà anche un plateale giudizio politico della città nei confronti dell'amministrazione. Abbiamo convintamente invitato i nostri lettori a votare Raggi nelle passate amministrative e lo rifaremmo anche alla luce di quanto sta capitando. Non c'era secondo noi nessuna alternativa e il discreto progetto (non più che discreto) messo in piedi da Roberto Giachetti non poteva cancellare l'onta di quanto era successo pochi mesi prima nei confronti di Ignazio Marino.

Essendo dunque stati i primi supporter di questa amministrazione in tempo di elezioni ed avendo noi per primi fatto lo sforzo di contestualizzare e rendere lineare e ben spiegata la necessità civile di votare Raggi (e avendo da sempre intrapreso una battaglia polemica contro Matteo Renzi per come ha gestito la Capitale del paese che governa), abbiamo a fortiori tutta la autorevolezza per dire che oggi, dopo sei mesi, la situazione è catastrofica a tal punto che una reazione da parte dell'elettorato si rende assolutamente necessaria. 

MANDARE UN MESSAGGIO AL CAMPIDOGLIO
Il referendum costituzionale dà insomma ai cittadini romani la insperata  e formidabile possibilità di recapitare un messaggio chiarissimo al Campidoglio. Siete soddisfatti di quanto sta succedendo, siete felici del comportamento di chi amministra, siete orgogliosi dei vostri eletti in consiglio comunale e nei municipi, avete delle risposte da parte di queste persone oppure sono sparite, siete entusiasti dei miliardi e miliardi di euro di ammanco (e decine di migliaia di posti di lavoro) che le decisioni di Paolo Berdini hanno provocato, vi fa piacere il livello di opacità e di omertà che regna in ogni dove, avete intenzione di premiare chi sta gestendo in questo modo la manutenzione delle strade, l'illuminazione pubblica, la raccolta dei rifiuti, il traffico, il commercio, il dramma dell'immigrazione, l'abusivismo? 

Beh se tutto questo vi piace e vi sentite felici allora non dovete fare altro che votare un bel NO. La Giunta e il Consiglio si sentiranno apprezzati e continueranno a comportarsi così, in questa maniera raccapricciante che non ha paralleli in nessuna altra città d'Italia e d'Europa. Anzi probabilmente rincareranno ulteriormente il loro atteggiamento forti di una conferma popolare. I fratelli Marra saranno ancora più forti, la Muraro diverrà intoccabile, Berdini continuerà a desertificare la città dove prima o poi dovranno operare i vostri figli, Paolo Ferrara proporrà dopo quella sul referendum mozioni sulla fame nel mondo e sulle scie chimiche, tutto e il contrario di tutto pur di affrontare i problemi veri. Mentre altri consiglieri seguiteranno a tramare giorno e notte a favore delle lobbies, dai bancarellari, dei cartellonari e di tutte le metastasi maligne che stanno uccidendo la città da decenni e che hanno trovato nei Cinque Stelle degli inediti alleati: quell'economia - parassita se non addirittura criminale - secondo chi governa oggi è l'unica che merita tutela. Nel frattempo, come sta succedendo in questo istante mentre voi leggete, i migliori imprenditori e i migliori talenti scapperanno dalla città lasciando qui solo operatori economici para criminali, gli unici capaci di sopravvivere in una atmosfera così ostile. In una sorta di selezione della specie al ribasso: via tutti quelli onesti, dentro solo i furfanti. Se l'atmosfera che si respira a Roma vi piace votate insomma NO con convinzione, al contrario un'affermazione in città del SI potrebbe sperabilmente cambiare le cose.

La sindaca potrebbe aprire gli occhi e capire che sta sbagliando, la giunta potrebbe essere rimpastata eliminando gli elementi impresentabili, nei municipi si potrebbe decidere di iniziare a lavorare seriamente perché quello che sta succedendo sui territori è perfino difficile da raccontare. Si potrebbe perfino decidere finalmente di nominare il Capo di Gabinetto o il Ragioniere Generale...

VOTARE SI PER IL BENE DI ROMA
Insomma al di là di ogni considerazione nazionale e parlando solo per il bene della nostra città, occorre recandosi alla cabina elettorale avere bene a mente che votare NO significa dire che vi piace Berdini, che vi piace la Muraro, che vi piace Andrea Coia, Paolo Ferrara, che vi piace quello che sta succedendo nel XIV Municipio o nel V Municipio, significa dire che vi sta bene Raffaele Marra, significa che considerate giusto quello che si sta facendo in Atac dove Linda Meleo arriva a vette di idiozia mai sperimentate pur di cercare di difendere l'assenteismo, significa dare forza alla capacità di questa amministrazione di intessere connivenze con tutto il peggio di questa città, dai sindacati alle burocrazie passando dalle lobbies economiche peggiori. Votare NO significa dare ragione alla Raggi che, prima donna sindaco, non si presenta alla mega manifestazione sulla violenza sulle donne e invece non si perde nessuna delle sempre più miserabili manifestazioni flop a Cinque Stelle.

Mettere una convinta croce sul SI equivale a mandare un messaggio inequivocabile a tutte queste persone e fargli capire che la pazienza, qualora mai ci fosse stata, è esaurita. Il voto di domenica sarà scorporato per collegi e per sezioni e, oltre al risultato nazionale, ci sarà un risultato locale. Si vedrà insomma come i romani - non solo gli italiani - voteranno. E le conseguenze saranno immediate. I voti per il NO saranno uguali, superiori o inferiori alla percentuale dei voti che ha totalizzato la sindaca nelle recenti elezioni? Dovete solo decidere se la imbarazzante spazzatura amministrativa che sta governando la città oggi vi va benissimo così o se volete sollecitarne un miglioramento, un cambiamento, una evoluzione, una presa di coscienza.

Acquisti di Natale fatene solo al centro commerciale o fuori Roma. Un video spiega perché

29 novembre 2016

Camion bar trasformati in negozi di pelletteria scadente, autovetture parcheggiate che diventano espositori per merce venduta da clandestini abusivi, marciapiedi infrequentabili a causa degli ambulanti "regolari", insegne dei negozi nascoste dai mutandari, banchetti improvvisati che vendono ogni genere di articoli di fronte a negozi che pagano cifre allucinanti d'affitto e di tasse. Panciere, mutandoni, pigiama. Il tutto in un contesto fetente di sosta selvaggia, illuminazione scarsa e tetra, illegalità diffusa e oceani di munnezza, furgoni che rendono la strada fisicamente separata dai suoi marciapiedi e catalizzano sui passaggi pedonali il tanfo dei gruppi elettrogeni.

C'è il centro, poi c'è Prati, poi ci sono le consolari. Ma la zona di Piazza Bologna non è assolutamente da meno quando si parla di shopping signorile, di case alto borghesi e di atmosfera affluente. Peccato che negli ultimi anni gli ambulanti abbiano completamente cambiato i connotati a quest'area che dovrebbe essere, per le caratteristiche che ha, totalmente a bancarella-zero. Questo video cerca di mostrarvi come è ridotta la altrimenti bellissima Via Ravenna.

Pare che ancora una buona percentuale di romani non provi alcun raccapriccio e alcuna vergogna a passeggiare (farsi largo nella immondizia loro lo chiamano "passeggiare") in questo contesto. Poi ci sono tutti gli altri che hanno capito e che non ce la fanno. Hanno smesso di uscire, di comprare cose in città, di fare una normale passeggiata. Rimandano a quando sono fuori città o ricorrono ai centri commerciali: lì non c'è abusivismo alcuno, non c'è puzzo di marcio e di fetenzie, non c'è evasione fiscale, lavoro nero, l'illuminazione e la sicurezza sono più che decenti e i si può rilassare 10 minuti senza stare sempre calati in questa atmosfera sciatta e angosciante che rende brutto chi la vive.

Ecco come siamo ridotti. A fare l'elogio dei centri commerciali, luoghi atroci ma molto meno atroci di come è stata ridotta la città di Roma. Comprare in questo contesto significa soltanto complicità. Non portate soldi in queste strade. Non li portate alle bancarelle, non li portate agli abusivi, non li portate neppure ai commercianti normali. Nessuno ha ancora capito perché non si ribellano, perché non bloccano le strade e non impugnano i forconi. 
E badate che il video non rende assolutamente bene. 

Naturalmente una delle strade per risolvere questo stato di cose è la Direttiva Bolkestein, l'unico strumento che può permettere all'amministrazione comunale di pianificare e di decidere: "nel Secondo Municipio, così come nel Primo gli spazi per gli ambulanti saranno zero". Chiaro che se se ne vanno le orripilanti bancarelle regolari, coi loro furgoni e il loro tanfo di cherosene, poi se ne vanno (o è più facile controllarli) anche gli abusivi che si accodano solitamente laddove c'è già degrado commerciale. Questo è il ragionamento che questa amministrazione è nelle condizioni di fare, ma si pensa ad approvare riforme per sostenere il NO alla riforma della Costituzione. 

Uno stato di cose a cui tutti dovremmo ribellarci. Un modo per farlo è modulare i propri consumi: non spendete una lira in queste strade finché non saranno sistemate. Portate i vostri soldi altrove, o fuori Roma o ai centri commerciali. 

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