Vi sembrerà incredibile ma la vicenda rifiuti ce la spiega meglio di tutti Matteo Orfini

27 luglio 2016

Come sapete il blitz della assessora Paola Muraro in Ama a noi è piaciuto. Non siamo d'accordo con chi vede uno scontro, noi l'abbiamo vissuto invece più come un confronto tra gente - per una volta - competente. Due ore di alto livello, da ascoltare con piacere, anche per scoprire che la narrazione di un Fortini messo al muro da una Muraro arrembante non risponde al vero: l'incontro è finito in pareggio, basta seguirlo. Ma con contenuti, ripetiamolo, elevanti e interessanti per il cittadino che stava a sentire (cittadino, non tifoso politico come tanti che hanno affollato il live Facebook). Abbiamo pensato agli anni di Alemanno e abbiamo pensato a questo incontro fatto, mutatis mutandis, tra Fabio De Lillo (l'assessore all'ambiente era lui) e Franco Panzironi (il capo di Ama era lui). E abbiamo soppesato la differenza. Ma al di là della forma, che, ribadiamo, ci è piaciuta (al netto del fatto che la diretta è stata proiettata sul profilo Facebook di un partito privato e non di una pagina pubblica, cosa grave), c'è la sostanza. E la sostanza l'abbiamo capita il giorno successivo, con Manlio Cerroni (che è uno dei motivi per cui la città sta messa come sta messa) a esultare per essere tornato centrale nelle strategie della città. Una chiave di lettura chiara di quanto sta succedendo l'abbiamo trovata - incredibile, no? - in uno scritto di Orfini che in raro momento di lucidità ci spiega la faccenda in maniera così trasparente che abbiamo deciso semplicemente di copincollare il suo racconto. Seguirà un'altro testo, questa volta di Sergio Rizzo oggi sul Corriere della Sera. Per finire le nostre conclusioni con delle domande a Orfini. E così abbiamo detto la nostra, immodestamente, pure sulla querelle rifiuti.

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Ora vi racconto una storia.
A Roma c'è l'emergenza rifiuti. Non è la prima volta. Le ragioni sono molte, ma in questo caso il problema è chiaro e non è nuovo. I camion dell'Ama arrivano al Tmb di Malagrotta, impianto di Colari (cioè Cerroni) e restano fuori. Perché non vengono fatti entrare? Sono troppi per essere trattati adeguatamente, direte voi.

E invece non è così. La ragione è che la società adduce difficoltà logistiche. Così i camion restano lì, saltano i turni e nella città si accumulano rifiuti. Non è la prima volta che accade, come dicevo. In questi casi l'amministrazione chiede alla prefettura di intervenire per far smaltire senza intoppi "logistici" i rifiuti, intervenendo su chi gestisce l'impianto (Colari).

L'amministrazione Raggi fa una scelta diversa. Il neo assessore Muraro si presenta come un'invasata all'Ama e in diretta streaming chiede ai vertici dell'azienda di risolvere attivando il tritovagliatore di Rocca Cencia.Si potrebbe far notare che il movimento 5 stelle ha fino a ieri fatto battaglie durissime contro la gestione del ciclo dei rifiuti a Rocca Cencia, ma per un momento lasciamo stare la polemica.

Il fatto grave è che il tritovagliatore costa, non risolve perché comunque i rifiuti andranno poi portati in un Tmb. E non si capisce perché un assessore invece di chiedere che la prefettura estenda gli orari previsti per il conferimento dei rifiuti così da superare gli intoppi logistici, si inventa una soluzione non conveniente e impone all'Ama di metterla in pratica.

Vi do qualche indizio.

Primo indizio: Il tritovagliatore è di proprietà di Colari (anche se ceduto in affitto). Come il Tmb di Malagrotta. Se il Tmb di Colari rallenta, il tritovagliatore di Colari risolve. E i cittadini pagano.

Secondo indizio: Colari (cioè Cerroni) è la società con cui la allora non ancora nominata neo assessore e Vignaroli - deputato grillino - si incontrarono in segreto (altro che streaming).
Convocando a quell'incontro i vertici Ama, senza alcun titolo per farlo. Con l'aggravante che Vignaroli è vice presidente di una commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e quindi dovrebbe tenersi mille miglia lontano da riunioni operative con i soggetti su cui dovrebbe vigilare.

Ora forse abbiamo capito meglio le ragioni di quell'incontro e il quadro che emerge è ancora più allarmante.
Onestamente ho dei dubbi che il comportamento dell'assessore sia corretto. L'obiezione dei vertici Ama che per affidare a quello specifico impianto il trattamento dei rifiuti servirebbe una gara mi pare abbastanza sensata.
Ma la cosa che davvero fa impressione è questa commistione impropria tra interessi privati, amministrazione e parlamentari grillini.È tutto molto poco chiaro e per niente trasparente.

Non so quanto Virginia Raggi sia consapevole di quello che fanno i suoi collaboratori. Su questi temi non ha speso una parola. Oggi si è solo limitata a rivendicare l'assunzione delle maestre come primo risultato della sua amministrazione, ignorando che quel risultato è dovuto a un atto del governo a cui i grillini si sono opposti in parlamento. Fossi in lei lascerei stare la cattiva propaganda e cotrollerei meglio come i suoi assessori gestiscono i dossier più delicati. Perché stanno accadendo cose davvero inquietanti.
MATTEO ORFINI

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Rifiuti, la consulente Muraro e il suo smemorato «videoblitz» contro l’Ama

Ha incolpato il presidente Daniele Fortini in diretta streaming e a sua insaputa, della sporcizia in città. Ma lei ha lavorato 12 anni per la stessa azienda con responsabilità elevatissime: era infatti il vero dominus degli impianti

Una cosa va riconosciuta a Paola Muraro: la rapidità con cui si è adeguata al linguaggio del nuovo potere cittadino. Semplicemente magistrale il blitz su facebook con visibilio dei meet-up grillini, per inchiodare il presidente dell’Azienda municipale ambiente Daniele Fortini incolpandolo, a sua insaputa in diretta streaming, della sporcizia in città. Una cannonata sulla Croce rossa.

In tutto questo, però, c’è una cosa che non capiamo: come ha fatto l’assessora all’Ambiente ad accorgersi di tutto questo solo ora. La Paola Muraro che oggi accusa l’Ama di non saper fare il proprio lavoro, non è forse la stessa Paola Muraro che per 12 (dodici) anni è stata a libro paga dell’Ama stessa? E non con un incarico qualsiasi: pur essendo un consulente esterno, era infatti il vero dominus degli impianti. In tutto e per tutto assimilabile a un dirigente interno con responsabilità elevatissime.

Un fatto piuttosto singolare, considerando che non esiste altra azienda dove una funzione del genere sia affidata a un esterno. Di più: lo stesso consulente da oltre un decennio. Durante il quale non si può sostenere che la pulizia della capitale sia andata straordinariamente migliorando. Chissà se la pensava così anche Alessandro Filippi, che aveva rilevato alla direzione generale dell’Ama quel Giovanni Fiscon che era stato coinvolto nell’inchiesta di Mafia capitale. Sappiamo però di sicuro che Filippi aveva nominato un altro consulente di propria fiducia e si stava apprestando ad affidare il compito di sovrintendere gli impianti a un interno.

E il contratto di Paola Muraro, in scadenza a giugno 2016, non era stato rinnovato. Dopo dodici anni, con Fortini presidente l’attuale assessora che lunedì l’ha messo alla berlina aveva perso l’incarico. Questo è un fatto. Fortini uscirà di scena il 4 agosto. E Filippi non c’è più da mesi, quando è stato fatto fuori grazie alle pressioni della destra. La sua colpa? Aver licenziato 41 assunti di Parentopoli. Paola Muraro invece è tornata in campo, e molto più potente di prima. Se poi sono vere le cose udite in quella diretta streaming, tornerà in auge con i suoi impianti anche il novantenne Manlio Cerroni, che per mezzo secolo ha gestito la spazzatura romana e adesso è in lite con il Comune.

Ora aspettiamo di conoscere la strategia della giunta Raggi per risolvere il problema dei rifiuti, anche se non scorgiamo all’orizzonte il minimo segnale. Per la serie «il nuovo che avanza», a dispetto delle dichiarazioni, non mancherebbe che la riapertura della discarica di Malagrotta, chiusa da Ignazio Marino. In diretta streaming, naturalmente.
SERGIO RIZZO

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Fermo restando che consideriamo l'articolo di Sergio Rizzo un po' troppo complottista (diremmo un po' troppo grillino, se non fosse paradossale) sebbene molto interessante anche perché permettere di introdurre la importantissima figura di Filippi, torniamo su Orfini.

Caro Orfini, visto che - come tu perfettamente tratteggi e dici tra le righe - a Roma per 40 anni si sono gestiti i rifiuti in maniera criminale e solo e soltanto Ignazio Marino si è opposto a questa pratica, come mail il partito di cui sei presidente invece di tutelare, spalleggiare, difendere contro ogni attacco e a qualsiasi prezzo Marino, lo ha ostacolato fin dal primo minuto? Si sapeva perfettamente che Marino doveva essere sacrificato perché stava pestando i piedi (forse troppi tutti assieme) a chi aveva ridotto una capitale europea ad una caricatura di se stessa. E allora perché sorprendersi oggi? Avete cacciato con metodi spicci e accampando scuse ridicole (bottiglie di vino, Fiat Panda in divieto, vacanze estive troppo lunghe...) l'unico sindaco che nella storia aveva provato a disarticolare le camorre che si sono spolpate e si stanno spolpando questa città quando sapevate alla perfezione che l'esperimento di Marino, con tutti i suoi difetti, una volta interrotto avrebbe portato ad una restaurazione come sta avvenendo - non solo nei rifiuti - oggi. E dunque siete stati voi i primi ispiratori di questa restaurazione, perché allora fare oggi le anime belle?

Se poi la situazione oggi è così grave come tu la descrivi in maniera assolutamente convincente e verosimile, come mai l'opposizione PD in Aula Giulio Cesare non apre bocca. In quale località di villeggiatura si sta abbronzando la vostra capogruppo in Consiglio Comunale la quale dal primo giorno della passata consiliatura non ha fatto altro che sabotare il sindaco Marino? Se il M5S, per un motivo o per un altro, sta riconsegnando la città al racket che l'ha massacrata per decenni e se lo sta facendo con pratiche inaudite (le ultime danno perfino un Vignaroli come probabile capo di Ama!), perché i vostri consiglieri non sono in piazza? A parti inverse i grillini quello avrebbero fatto! Perché l'unica forma di protesta è il post Facebook che abbiamo copincollato qui sopra?

Concludiamo con una postilla. In tutta questa vicenda i geni dei sindacati e lo strabismo degli osservatori a tutti i livelli sta cogliendo l'ennesimo risultato assurdo: le colpe dei disagi che Ama somministra alla città sembrano essere di tutti: politici, dirigenti, amministratori, presidenti, gestori privati di impianti. Perfino della cattiva sorte. Di tutto fuorché di una massa di dipendenti svogliati, non controllati, improduttivi al massimo e in troppo elevata percentuale desiderosi più di trovare il modo di sfangare la giornata piuttosto che onorare con orgoglio i colori dell'azienda che gli permette di vivere con dignità. Ci sarebbero così tanti giovani vogliosi di lavorare e di sacrificarsi per davvero là fuori...

Non solo Point Break. Tutta Roma Est condannata al declino dai centri sociali

26 luglio 2016

Continuano le nostre indagini nei territori. Laddove la sciagura che rappresenta la selezione della classe dirigente del Movimento 5 Stelle si appalesa con enorme evidenza. Come abbiamo più volte sottolineato non c'è cattiveria più grande che il M5S abbia fatto alla città di quella di scegliere per i territori una classe dirigente di inaudita mediocrità, di dubbia moralità, selezionata in maniera indecorosa. Abbiamo parlato tantissimo del XIV Municipio in questi giorni, ma la situazione - sebbene non grave come nel territorio della Raggi - è assurda un po' dovunque. Oggi tentiamo di fare il punto, grazie a questa lettera di un cittadino che ci chiede di restare anonimo, sul V Municipio, il territorio dove si è svolto la scorsa settimana lo sgombero del palazzo occupato Point Break (lo abbiamo raccontato qui e qui) e dove il Municipio ha reagito non a favore della legalità, ma a favore dei furbetti che l'avevano violata.

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Le reazioni allo sgombero dello studentato abusivo e occupato Point Break continuano a svolgersi perfettamente in linea con i soliti copioni movimentisti, ma questa volta sono sintomatiche per aiutare a comprendere una nuova geografia del potere e dei suoi accordi a livello locale.  

Ad esempio  le dichiarazioni del presidente del Municipio V Boccuzzi riportate da Roma Today nel consueto stile fantasioso a cui ci sta abituando il M5S,  prevedono addirittura un premio per gli occupanti sgomberati a cui il municipio si è offerto di trovare dei posti letto nell'ostello della gioventù, a pagamento dei contribuenti.

Giovanni Boccuzzi

Per quanto i servizi per il diritto allo studio erogati dalla Regione Lazio possano essere insufficienti, sarebbe interessante comprendere in che modo gli occupanti del Point Break si siano adoperati, prima di giungere al gesto estremo dell'occupazione, per accedere alle agevolazioni e ai sostegni esistenti. Il problema è che questi sono pensati per coloro che all'università ci vanno veramente, sono in regola con gli esami e magari hanno anche un reddito familiare che non gli consente di pagare un affitto, neanche in zone per cui per andare all'università  si deve prendere l'autobus (vuoi mettere Point Break? è a due passi!). (http://www.regione.lazio.it/rl_istruzione_giovani/?vw=contenutidettaglio&id=606)

Le dichiarazioni del presidente Boccuzzi però illuminano su una variante territoriale che declina nel Municipio V la linea enunciata dall'assessore Berdini:  il rapporto movimenti antagonisti e Movimento 5 Stelle in campagna elettorale si era manifestato inizialmente come una non belligeranza ufficiale che poi si è trasformata gradualmente e internamente in esplicito sostegno che ha coinvolto anche una buona parte dell'elettorato di SEL che nei movimenti e nelle occupazioni pensava di aver costruito un feudo elettorale.
 
Ex Snia: solo a Roma ex spazi industriali totalmente abbandonati per non irritare i capricci dei centri sociali

Nel Municipio V esiste infatti una delle occupazioni più potenti e politicizzate della città, capace di permeare ed orientare le dinamiche locali, cresciuta grazie alla protezione dell'ex assessore Nieri che non ha mai fatto mancare sostegno e protezione. Il CSOA Snia si trova al centro di un'area nevralgica per Roma: all'inizio della Prenestina al posto di una delle più grandi fabbriche dell'anteguerra destinata da PRG a verde e servizi esiste oggi una parte di capannoni industriali dismessi, un parco pubblico, delle aree a verde non attrezzate compresa quella del famoso laghetto e degli edifici comunali che ospitano gli occupanti del centro sociale occupato. Considerata la centralità dell'area, a due passi da stazione e università, nel tempo ci sono stati moltissimi progetti per ripensarne l'uso, la gran parte dei quali a fini speculatori fortunatamente mai realizzati. Il proprietario della parte privata è inoltre uno degli esponenti delle dinastie immobiliari romane, il famigerato Daniele Pulcini al momento impegnato nel processo di Mafia Capitale per gli alloggi per gli sfrattati che affittava al Comune a prezzi esorbitanti grazie ad un giro di tangenti, oltre alle altre disavventure giudiziarie davvero impressionanti che lo connotano come un personaggio spregiudicato. 

In questa area l'unica realtà pubblica e comunale è il Parco delle Energie nato da un progetto del Dipartimento Tutela ambiente e realizzato solo in minima parte a causa dei progressivi definanziamenti di tutte le opere che dovevano terminarlo ad opera delle giunte di Polverini e Alemanno. Questa situazione deprimente (parco incompleto, continui attacchi da parte di speculatori che hanno tentato in sequenza di realizzare nell'area verde vincolata paesaggisticamente un centro commerciale, delle piscine olimpioniche e quattro grattacieli per il progetto alemanniano Relitti Urbani) più volte denunciata dalle istituzioni locali e dagli occupanti del csoa costituiti in una moltitudine di sottocomitati, è oggi, nell'era Raggi-Berdini la cartina di tornasole di quello che possiamo immaginare per il futuro di questa città. 


I progetti virtuosi, oltre al parco, infatti prevedevano in origine l'utilizzo dell'ex area industriale privata per residenze universitarie e per la creazione di un polo didattico de La Sapienza. Tutto questo risale all'era pre-rettore Frati il quale, una volta eletto ha abbandonato il progetto perché preso da altri interessi ma anche sull'onda delle contestazioni dei comitati legati al Csoa che non potevano tollerare che una quota delle cubature ristrutturate potesse essere destinata alla creazioni di alloggi universitari per tutti e non solo per loro e per i loro amichetti, perché questo avrebbe contemplato il partenariato con il Pulcini proprietario dell'area secondo un meccanismo di compensazione. Questo elemento è sintomatico del fatto che, bloccando ogni processo in maniera ideologica, anziché gestirlo e controllarlo, si favoriscono poi i percorsi meno lineari che portano i nostri imprenditori nostrani comunque ad arricchirsi a suon di tangenti e i nostri movimenti a fare il loro porco comodo su aree pubbliche che dovrebbero dar servizi a tutti e che invece vengono da loro occupate illegalmente.

Da queste esperienze di lotta in chiave antispeculativa e sempre antistituzionale, sono nati vari comitati che da una parte esercitano con toni purtroppo violenti e a colpi di manifesti abusivi, un'azione di pressione e monitoraggio su prassi amministrative che non sono sempre limpide e convincenti (vedi No cemento a roma est per la questione della costruzione di un supermercato LIDL che in effetti presenta elementi di opacità). Ma servono anche a fare una delimitazione di campo a tutela di altri interessi che mirano ad una gestione privatistica e spregiudicata di beni che dovrebbero essere comuni e che alla fine sono gestiti da piccole mafie molto rumorose ad agguerrite. 

Questi comitati sono antistituzionali ma in grado di garantirsi politicamente in modo tale da poter espandere le loro attività nel corso del tempo, occupando in sequenza lo stabile immenso dove ha sede il CSOA, un edificio in bioedilizia del Dipartimento Tutela ambiente dove realizzano in tranquillità centri estivi per bambini abusivi ma a pagamento, l'intera area del laghetto dove sono detentori delle chiavi e organizzano eventi e visite guidate. Tutelano a modo loro il territorio dalle speculazioni, ma il fine non è il bene comune, piuttosto trasformarlo in una loro proprietà, bloccando tutte le possibili evoluzioni e trasformazioni e soprattutto opponendosi, in nome dei meriti ottenuti sul campo, a qualsiasi forma di gestione pubblica dell'area. Il loro motto infatti va contro il "privato", ma anche contro il "pubblico". "Ne pubblico ne privato: comune". Laddove comune significa loro!
Da sempre tollerati in nome di un rapporto ambiguo con l'amministrazione che disprezzano ma con cui cercano anche di legittimarsi, in nome magari forse una cessione definitiva dell'area a loro beneficio. Non si spiegano infatti le numerose iniziative istituzionali da loro organizzate cercando di accogliere nell'area, spacciandosi come formali assegnatari di un posto che non è il loro. Hanno tratto in inganno addirittura la  Soprintendenza Archivistica per il Lazio presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha  autorizzato il trasferimento dell’Archivio storico della fabbrica Viscosa presso i  locali occupati della Casa del Parco delle Energie.

Hanno flirtato con SEL con Alemanno e ora con il M5S con Boccuzzi e Berdini. l sogni che avevamo potuto intravedere con Caudo di poter pensare ad una trasformazione strategica, a vantaggio di tutti e soprattutto dei nostri figli, di porzioni di città prive di destinazione e abbandonate al degrado come quella dell'ex Snia, sono destinati ad infrangersi davanti ai segnali che Berdini manda attraverso Boccuzzi di voler tutelare le minoranze furbe, dritte, scaltre e politicizzate in barba agli interessi di un'intera città.

Il tutto in una giunta municipale che non brilla per composizione, dove il presidente, dipendente bancario, è arrivato a nominare come assessore al bilancio il suo capo (della banca Unicredit dove lavora!) e dove l'Assessore all'ambiente Emilio Giacomi, berdiniano puro e legato alle associazioni che gravitano attorno all'ex-Snia non ha ancora mai preso servizio (andate sul suo profilo Facebook, è in vacanza da settimane e posta foto pacioso dalla sua villeggiatura infischiandosene - da Assessore all'ambiente - del problema rifiuti) si esplicita una dinamica che ormai è prassi corrente.

Quale? Innanzitutto l'interruzione del faticoso ma necessario percorso di decentramento: con delle classi locali così palesemente inadeguate è impensabile che il governo centrale permetta ai territori l'autonomia che servirebbe loro per essere gestiti al meglio. Di questo sono consapevoli tutti gli esponenti comunali che grazie alla rigida gerarchia interna hanno gioco facile a sopprimere ogni forma di delega. 

Inoltre il consenso delle frange ideologiche trova una convergenza con l'approccio anti istituzionale del M5S che non si fa nessun problema a stravolgere le regole democratiche e di trasparenza per perseguire i propri fini. Dalla nomina dei parenti perché sono bravi, al posto letto in ostello per gli  occupanti, ai patti con Cerroni, alla difesa dei camion bar e delle bancarelle, ogni azione può essere giustificata in nome di un rapporto spregiudicato con il potere, armato di ignoranza e soprattutto di tanta tanta arroganza.

L'atteggiamento di SEL che con il comunicato del capogruppo Stefano Veglianti  particolarmente benevolente anche in sede di approvazione delle linee programmatiche del Cinque Stelle, si mette in sintonia con il suo ex elettorato e con il presidente Boccuzzi inoltre ci illumina su quello che potrebbe essere uno scenario futuro: se la sinistra, con un PD completamente imbelle, non è capace di prendere delle posizioni coerenti e democratiche, il campo libero rimane alla destra, ai palazzinari e agli abusivi con buona pace di chi sperava il contrario. 
Lettera Anonima


*Bella lettera, equilibrata e severa allo stesso tempo. Ci aiuta in una delle nostre battaglie. Spiegare ai romani - o almeno a quella piccola parte di romani illuminati che ci segue - che i centri sociali, nonostante per quarant'anni siano stati raccontati in un certo modo in questa città - non sono il bene, ma sono il male. Sono sopraffazione, furbizie, angherie, bullismo, prevaricazione, odio del bene comune e degli interessi pubblici, collettivi e condivisi. E', oggi a Roma, il vero fascismo. Non a caso i centri sociali fascisti, come Casa Pound, adottano le stesse logiche, copiate e mutuate, dai centri sociali sedicenti "di sinistra". 
Il tutto ha conseguenze difficilmente immaginabili e rispetto alle quali questa lettera ci va anche fin troppo leggera...
Non pensiamo - cadremmo anche noi nella trappola dell'ideologia - che Roma Est sia in declino a causa esclusivamente dei centri sociali. Ci sono anche altri problemi e alcuni sono ben più grossi. Stiamo solo dicendo che queste realtà non sono una soluzione, ma sono parte del problema. E come parte del problema andrebbero gestite. Purtroppo se siamo diventati tutti più poveri, se nessuno al mondo si sogna neppure lontanamente di investire in questa città, se non esistono opportunità e non abbiamo alcuna visibilità su cosa ci riserva il futuro lo dobbiamo anche a loro.
Chi lo spiega al presidente del V Municipio il quale, come molti nel M5S, sta ingannando i suoi elettori che, se volevano votare un movimentista, avrebbero votato il candidato di Fassina o di Sel?
-RFS

Ma lo sapete che a Roma è vietato aprire un bed&breakfast? Scherzi di Zingaretti

25 luglio 2016

Nell'agosto 2015, del tutto inaspettato e senza un'opportuna consultazione delle parti coinvolte, è stato emanato dalla Regione Lazio il nuovo regolamento regionale n.8 del 2015 sulle strutture ricettive extralberghiere.
Sin da subito contro questo Regolamento, sono stati mossi dei rilievi da più parti, per esempio secondo l'AGCM, le norme regionali erano lesive della concorrenza e del mercato.
L'autorità infatti ha chiesto alla Regione Lazio di modificare il Regolamento al fine di rimuovere gli effetti distorsivi che le norme avrebbero potuto creare sul mercato dell'ospitalità.

“In un Paese normale, un’amministrazione che riceve da un’Autorità indipendente di settore una segnalazione tanto puntuale e motivata nella quale le si spiega che un provvedimento appena varato viola una sequenza interminabile di norme di legge e minaccia di restringere la concorrenza in un settore nevralgico per l’intero Paese come quello turistico – per di più a ridosso di un evento di portata straordinaria come il Giubileo – dovrebbe prenderne atto, correggere il proprio provvedimento e ringraziare sentitamente l’Autorithy per averle aperto gli occhi. In un Paese normale sì, in Italia no.”(così Guido Scorza da“Il Fatto Quotidiano” del 21/01/2016)

Infatti la Regione Lazio ricevuta la ramanzina dall'AGCM ha risposto all'Autorità che non riteneva che il nuovo Regolamento ledesse i principi del libero mercato e addirittura che essendo le strutture non imprenditoriali quelle più criticate dall'Autority, questa non si dovesse interessare a tali strutture in quanto queste non sono imprese turistiche e quindi ricadono al di fuori della competenza del Garante.

Immaginiamo abbiano fatto un salto sulla sedia nella sede dell'AGCM, ma sicuramente non si sono persi d'animo e, costretti dalla risposta della Regione Lazio, hanno presentato ricorso al TAR del Lazio per l'annullamento degli articoli già precedentemente criticati.

Il TAR ha accolto in toto la tesi dell'AGCM ed ha cancellato articoli e commi del Regolmento n. 8/2015 ritenuti lesivi della concorrenza, ma non solo, il TAR ci è andato abbastanza pesante, infatti oltre a condannare la Regione Lazio al pagamento delle spese processuali, nella motivazione ha calcato la mano, definendo discriminatorie ed irrazionali le norme emanate dalla Regione Lazio che pretendono di distinguere tra strutture imprenditoriali e non soltanto dai giorni di apertura della struttura.

Al momento attuale le conseguenze di questa pronuncia sono che nel Lazio è impossibile aprire una struttura “Casa Vacanze” o “Bed & Breakfast” non imprenditoriale. Si è creato un vuoto normativo che ancora oggi non è stato colmato e che di fatto sta paralizzando il settore dell'ospitalità non imprenditoriale creando anche un grave danno al Pil regionale. Infatti non solo si danneggiano i proprietari di immobili che desiderino iniziare un'attività di questo tipo ma si danneggiano di riflesso anche i settori delle compravendite immobiliari e dell'edilizia delle ristrutturazioni e chissà quanti altri settori legati a questo tipo di attività (ristoranti, bar, lavanderie, etc ) e facenti parte dell'indotto.

La Regione Lazio, da parte sua, fa sapere che sta lavorando su un Regolamento di modifica delle norme abrogate e proprio di recente, il 14 luglio, l'Agenzia Regionale del Turismo della Regione Lazio,con prot. 372762, diramava chiarimenti agli Uffici SUAP e SUAR di tutti i Comuni del Lazio con il quale statuiva che “Allo stato attuale poiché le SCIA per “Case e Appartamenti per Vacanze non imprenditoriali” o “Bed & Breakfast non imprenditoriali”, con inizio attività dal 14/6/2016 in poi, non possono essere assentite, si suggerisce a codesti Uffici di emettere provvedimenti di “sospensione” di tali pratiche, senza tuttavia consentire l'inizio delle relative attività, nelle more dell'approvazione delle modifiche al Regolamento regionale n. 8/2015.”

Ci auguriamo che questa volta la Regione voglia emanare delle norme in accordo con l'Autorità Garante per il Mercato e la Concorrenza e che voglia ascoltare le parti coinvolte e cioè i proprietari di immobili e di strutture recettive non imprenditoriali e le società che aiutano l'incontro on line di domanda e offerta, come ad esempio i vari siti internet Airbnb, HomeAway, Booking, etc, ma abbiamo i nostri dubbi. Arriverà, con ogni probabilità, un altro regolamento calato dall'alto e non partecipato ma ci resta la speranza di qualche buona Autorità pronta a vigilare sull'operato della politica regionale al fine di tutelare i pazzi che ancora decidono di aprire un'attività a Roma e nella Regione Lazio.

D'altro canto l'ente amministrato da Nicola Zingaretti, dietro ad una parvenza molto smart tutta wi fi e start up non è la prima volta che sorprende per retrogradi approcci anti concorrenziali a strenua difesa delle cricche e delle cancrene che distruggono la libera impresa e la qualità. Si pensi alla melina che sta facendo il Consiglio Regionale per non approvare la Legge Quadro sul commercio che potrebbe minimamente mettere in discussione lo strapotere degli ambulanti a Roma. E si pensi a cosa si sta facendo sulla direttiva Bolkestein.

Tornando ai bed&breakfast è inutile sottolineare come l'attuale normativa, assurda e restringente, vorrebbe tutelare al massimo la lobby degli hotel, ma in realtà non ci riesce. Poiché in presenza di leggi ridicole, un sacco di gente le viola e preferisce stare nell'illegalità. Tanto più se si è inflessibili - al punto da bloccare tutto - per chi sta nelle norme e totalmente ciechi nei confronti di chi invece aggira. I tantissimi b&b abusivi, infatti, pur pubblicando i loro dati online sui grandi siti internazionali, non vengono controllati praticamente mai.

20 foto da Via Giovanni Conti. Una strada di un km trasformata in discarica

























Oramai, i nostri lettori se ne saranno accorti, tendiamo a non far più articoli sulla spazzatura, le discariche abusive, gli sversamenti, i cassonetti ricolmi e i marciapiedi infrequentabili causa monnezza. Non è più cosa, come si dice, notiziabile. Sarebbe una notizia il contrario, sarebbe una notizia una città pulita. 
Però qui si esagera e allora questo caso forse merita una fotogallery. Via Giovanni Conti è una strada di un chilometro che collega il Viadotto dei Presidenti con Via di Monte Cervialto. La potresti controllare tutta con una telecamera e scoprire facilmente chi si comporta in maniera così incivile da trasformare una strada nel cuore della zona urbanizzata della città in una di quelle strade-discariche che tanti anni fa si vedevano negli hinterland della provincia di Caserta.

Peraltro è molto strano perché l'attuale assessore all'ambiente aveva assicurato che la città sarebbe stata tutta pulita per mercoledì 13 luglio. Dunque o queste foto sono molto vecchie, o ha detto una sciocchezza senza neppure scusarsi per averla detta. 

Il marito della Raggi non si calma: "togliete il like a Roma faSchifo!". Qualcuno lo aiuti

24 luglio 2016

Tra i mille problemi che Virginia Raggi è costretta ad affrontare, circondata com'è da poche persone valide e da tantissimi ciarlatani a tutti i livelli, gli ci mancava pure l'attivismo sfigato e patetico del marito Andrea Severini. 
Per carità, Andrea Severini va innanzitutto capito: è stato lui a inventarsi l'animale politico Virginia Raggi, è stato lui a plasmare altri personaggi che oggi, nel suo territorio, hanno potere e visibilità. Lui in cambio non ha nulla e gli tocca tutti i giorni andare a lavorare come regista a Radio Dimensione Suono.


Non ha voce in capitolo, non ha nessun incarico, non ha poteri decisionali se non indiretti, non ha neppure una moglie - se vogliamo dar credito alle voci di una separazione tra i due - ed è costretto a interloquire con Virginia scrivendole imbarazzanti (per lui, ma soprattutto per lei che di tutto ha bisogno fuorché di essere importunata pubblicamente su fatti privati) letterine d'amore digitali. Una situazione spiacevole che può far compiere degli errori. Severini però dimostra di non avere la minima capacità di contenersi, il minimo contegno. Sia dal punto di vista politico-amministrativo (il caos davvero vergognoso che sta accadendo nel XIV Municipio che abbiamo raccontato stamani e che raccontiamo da settimane è in parte ascrivibile fors'anche alla sua gestione da mediocre Richelieu de Monte Mario), sia dal punto di vista appunto. personale. Già una volta siamo stati costretti a denunciarne l'aggressività e le minacce rivolteci tramite messaggi via Facebook, ora il nostro è salito di livello e ci ha dedicato direttamente un post del suo blog. Qui c'è il link diretto e sotto riportiamo il testo originale.


Questo post è dedicato a quelle persone che ormai si sono esposte e che hanno gettato la maschera di finti difensori del bene pubblico!

Queste persone non fanno altro che sputare veleno sul Movimento e sui portavoce che ogni giorno combattono per riportare Roma di nuovo al suo splendore.

Pubblicando solo articoli non di denuncia ma di attacco frontale al Movimento.

Dal 05 Giugno, conto, in un “famoso” blog, che fa schifo come il suo nome, ben 15 post contro Virginia Raggi, la sua giunta, i portavoce eletti e i suoi attivisti.

Addirittura hanno avuto il coraggio di pubblicare messaggi privati, in violazioni delle più elementari regole di tutela di corrispondenza privata, pur di screditare il lavoro immenso dei nostri portavoce.

Dico al gestore di questo blog e dei gossippari che Roma non fa schifo, e lo sapete perchè?

Perchè ci sono proprio tanti cittadini che cercano di migliorarla tutti i giorni, non necessariamente del Movimento e sicuramente non siete voi.

Perchè puntare il dito è più facile che mettersi in prima linea.

Roma è bella come queste persone, che combattono e mettono un bel pezzo della loro vita a disposizione di altri.

Invito, le persone che conosco, che per sbaglio hanno ancora il like o che seguono queste pagine, di fare una buona cosa, lasciamoli soli, togliamo il like, non seguiamoli più, ora, tanto abbiamo capito chi sono. Non abbiamo bisogno delle loro menzogne.

A riveder le stelle, anche senza loro!
Nel testo traspare tutto il nervosismo di chi è messo alle strette. Il post è datato 14 luglio. In quei giorni Andrea Severini intravedeva magari la possibilità di diventare assessore al XIV non contento di atteggiarsi a Gianniletta del presidente Alfredo Campagna, candidato perché suo compagno di scuola. Una possibilità, quella dell'assessorato, che Severini si sarebbe meritato (molto più di altri, ben meno intelligenti di lui, poi nominati) ma che in quei giorni sfumava sia per questioni di opportunità ("sei il marito del sindaco, sei troppo esposto, non ti tocca nulla, ci dispiace") sia a causa dei nostri articoli che raccontavano la pozzanghera di malapolitica che si stava (e si sta) creando nel XIV Municipio. Ecco dunque l'ennesimo sfogo. Non una reazione al nostro post dedicato ai suoi messaggi, che risaliva a 10 giorni prima, ma una rappresaglia dovuta piuttosto ai nostri articoli sulla gestione sconsiderata della politica grillina nel XIV Muncipio, a tal riguardo una nostra nota tra le più efficaci risaliva proprio al giorno prima rispetto al post di Severini. Ecco spiegato il motivo della arrabbiatura e del veleno. E poi guardate che rappresaglia. Che argomentazioni. Che sintassi, peraltro. Il Severini, alla maniera di Emilio Fede, non cita mai il nome del suo "avversario", ammicca soltanto. Che fine strategia comunicativa. Il Severini poi (estensore di lettere d'amore che dà dei "gossippari" a noi...), non dice le cose chiare, manda avvertimenti, manda pizzini. "Sappiamo chi siete adesso". Ah si, Severini? E chi siamo? Puoi specificare? Perché ci chiami "finti difensori del bene pubblico? Noi siamo difensori del bene pubblico per davvero, non per finta. E lo dimostriamo tutti i giorni da una decina d'anni, ancor prima che tu diventassi attivista dei Gruppi d'Acquisto Solidali.
Nel testo - gli errori di grammatica e sintassi sono tutti di Severini e li abbiamo lasciati - il marito della sindaca si rammarica per le nostre critiche. Come tutti i grillini privi delle necessarie capacità celebrarli per elaborare problemi complessi, Severini godeva quando criticavamo Alemanno, godeva quando criticavamo Marino e ora ci considera "schifosi" perché critichiamo il suo partito. Una visione del mondo semplicemente tarata.


Si tranquillizzi, il Severini: finché qualcuno - magari suo compagno di partito - non riuscirà ad instaurare un regime totalitario chiudendo le voci di libertà e di dissenso, noi come abbiamo sempre fatto continueremo ad esercitare il nostro diritto di critica. Dicendo male del sindaco quando fa male e dicendone bene quando fa bene. Le altre banalità frutto del più smaccato analfabetismo funzionale, peraltro patrimonio lessicale di un movimentismo involuto, fatto di frasi fatte e di filastrocche ripetute a memoria, si sublimano nell'azione principale, nell'atto di ribellione più feroce e coraggioso che un attivista può esercitare: "togliete il like se non lo avete già fatto". Ecco la strategia. Non rispondere alle critiche, non metterci alle strette se abbiamo sbagliato e dimostrare, con i contenuti, che stiamo esagerando, che stiamo dicendo il falso, che stiamo incalzando il Movimento in maniera eccessiva. Non spiegare quali sono le "menzogne" (così dice) che scriviamo. No. E' sufficiente togliere il like. Nella citrulla convinzione che un lavoro editoriale e una voce di informazione si misuri in like su Faceobook (e perché non in followers su Twitter, per dire?) e nella sbagliata e fascista idea di poter indicare ai propri lettori cosa leggere e cosa no. Peraltro è evidente a tutti che il modo più efficace per danneggiare il nostro blog è amministrare bene la città: contribuisci a sistemare Roma, Severini, invece che a fare ulteriore cagnara e vedrai che con una città bene amministrata questo blog perderà ruolo, perderà interesse, perderà senso. Finché ci saranno schifezze, come quelle che state facendo voi a rottadicollo nel XIV Municipio e non solo, i like continueranno a crescere ogni giorno nonostante le fatwe...

Ma immaginatevi voi se il marito di Chiara Appendino a Torino facesse una sortita simile. Si permettesse di scrivere sul suo blog una roba di questo tipo nei confronti di una voce neppure di dissenso bensì serenamente di critica verso la sua moglie sindaca. Verrebbe giù l'amministrazione. A Roma invece vale tutto e tutto è possibile. Vi è una mancanza totale di ritegno, una mancanza totale di rispetto verso gli elettori, un livello di arroganza del potere, di prevaricazione e di ineleganza unico. 


Severini si occupi di sistemare il XIV Municipio, invece di scrivere sciocchezze sul suo blog, visto che la situazione è vergognosa e disperata. Dopodiché se ritiene che abbiamo scritto "menzogne" ci mandi una bella lettera (non insulti e minacce di "vederci per strada", come ha fatto la scorsa volta) con tutta la sua versione dei fatti, la sua storia, il suo racconto. E la pubblicheremo volentieri per controbilanciare le mille schifezze riguardanti il suo territorio che abbiamo ricevuto e pubblicato dagli sconvolti abitanti dello stesso. Noi per primi speriamo che nulla sia vero onestamente, perché sarebbe spaventoso. 
In ogni caso, anche se non vorrà accettare il nostro invito, se la smetta di comportarsi da adolescente immaturo perché tutto questo, oltre a renderlo ridicolo, mette in difficoltà sua moglie che nelle fattispecie è il sindaco di tutti noi. E nessuno ha intenzione di vederla trascinata in fatti patetici che non dipendano direttamente da lei. Insomma, Severini, datte na bella calmata!

PS. A tutti coloro che interpretano la politica come e peggio di un tifo calcistico o di un credo religioso integralista: date ascolto a Severini e togliete il like alla nostra pagina. Anche perché, come molti di voi si saranno accorti, chi non lo ha fatto di sua sponte è finito bloccato per mano nostra. Squadrismo e fondamentalismo di destra, di sinistra, di centro e grillino non ne accettiamo.

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