Tre torri firmate da un grande nome dell'architettura internazionale. Un giardino videosorvegliato. Gli imbarcaderi per arrivare in battello. Finalmente uffici di qualità che avrebbero interrotto l'esodo delle multinazionali dalla città. Soldi privati per ponti, bonifiche, riqualificazione idrogeologica, metropolitane, treni. Tutto questo secondo molti era speculazione, era colata di cemento, era violenza contro la "natura" in una narrazione falsa secondo cui l'ansa fluviale di Tor di Valle (di questo stiamo parlando) era raccontata come un paradiso naturale.
Si tratta in realtà di una sconfinata e ingestibile discarica abusiva piena di situazioni al limite, da un giorno all'altro arriverà la notizia anche qui di un nuovo caso Desirée (pieno di prostituzione da far paura), con casolari un tempo agricoli oggi occupati da sbandati e criminali.
Questa mentalità secondo cui tutto è speculazione, tutto è da bloccare, nessun cambiamento è da salutare con gioia e aspettativa ha permesso alla peggior sindaca di sempre di veleggiare sull'entusiasmo popolare nel bloccare tutto, nel modificare il progetto, nel trasformare il più bel piano di sviluppo urbanistico d'Italia in una volgare speculazione edilizia. Di più: il Comune ci ha messo sopra dei supervisor che si sono poi rivelati disonesti e imbroglioni. E tutto si è trasformato nel pantano in cui siamo ridotti oggi.
Ci sarebbero stati i cantieri adesso, se non avessero fermato Marino. Ci sarebbero stati i cantieri e migliaia di operai specializzati, geometri, ingegneri, carpentieri. Invece guardate cosa c'è. Però ora nessuno protesta, nessuno grida allo scandalo, neppure la Soprindentenza, quella delle tribune dell'ippodromo da proteggere.

Foto di Giulia Carpignoli


























































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