Lo Stadio della Roma non si farà più: hanno vinto i poteri forti(quelli veri)

18 febbraio 2017

Come sciacalli, come avvoltoi, come iene ridono i finti ambientalisti romani che su queste pagine smascheriamo da sempre. Ieri, dopo tre anni di misterioso silenzio e fuori tempo massimo rispetto ad una Conferenza dei Servizi che solo per le paturnie del fu Berdini è stata prorogata, la Soprintendenza ha fatto sapere di aver intenzione di porre un vincolo sulla tribuna dell'Ippodromo di Tor di Valle (quella della foto qua sopra) e anche su tutta la pista.
Per come funzionano le atroci leggi italiane questo significa lo stop al progetto: nel nostro paese non decidono gli eletti, le strategie di sviluppo e di visione non le fa chi amministra scelto dal popolo, no, decidono i burocrati, i funzionari, gli azzeccagarbugli. Teleguidati chissà da chi (magari da ributtanti associazioni) e mai validati dal giudizio popolare e elettorale.



Le iene e gli avvoltoi sghignazzano benché loro per primi avrebbero fatto carte false per bloccare la costruzione di un ippodromo ("di cementoohh") in un'area golenale del Tevere. Purtroppo o per fortuna nel 1959, quando venne inaugurato Tor di Valle, i finti ambientalisti prezzolati che affondano il coltello nel burro dell'ignoranza e dell'analfabetismo funzionale diffuso non c'erano e la città si sviluppava senza paure, anche con progetti arditi come la tribuna sospesa di Julio Lafuente per le corse di cavalli previste durante la Grande Olimpiade di Roma 1960. 






Già, proprio le Olimpiadi, tanto avversate per il 2024 perché causa di "colate di cemento", oggi si scoprono meritevoli della tutela artistica dei loro manufatti. Delle due l'una: le Olimpiadi possono essere utili a costruire capolavori o sono disastri urbanistici? E se servono a realizzare capolavori - visto che grazie ad un "capolavoro" si potrà dire addio al progetto dello Stadio - allora perché demonizzarle?



Oggi quel manufatto, diroccato, pericolante e abbandonato, nell'ambito di una folle esaltazione e tutela malata del rudere, viene considerato intoccabile. Benché la Soprintendenza sapesse del progetto da tre anni e mai avesse ipotizzato alcun vincolo (precisamente la Soprintendenza sa della demolizione dal mese di maggio 2014, successivamente in conferenza dei servizi preliminare - ovvero luglio 2014 - non diede alcuna prescrizione, misterioso no!?). Oggi il Ministero guidato da Dario Franceschini, marito di una consigliera comunale del Pd a Roma, decide che quell'area non può essere trasformata, che deve essere congelata sotto un vincolo, che tra l'altro è anche un vincolo indiretto dunque la pista dell'ippodromo è talmente rilevante a livello artistico che non solo non può essere toccata, ma non può avere nel suo intorno nessuna edificazione, bisogna preservarne la visibilità. Di una pista per cavalli e della sua tettoia...



Sostanzialmente la Soprintendenza di Stato certifica che l'area di Tor di Valle non potrà avere nessuno sviluppo e nessuna trasformazione ne oggi ne mai. La stazione rimarrà diroccata, il fosso di Vallerano continuerà a mettere a rischio la vita di decine di migliaia di cittadini ad ogni pioggia, la ferrovia Roma Lido resterà ancora la peggiore d'Italia e i micidiali sottovia della Magliana non potranno essere stappati.
A questo punto dovremmo anche rinunciare al progetto di Campidoglio 2 (comunque dimenticato dall'amministrazione, che evidentemente preferisce pagare decine di milioni di fitti passivi) visto che tutta l'area sta intorno ad un progetto altrettanto importante di Julio Lafuente: l'ex Air Terminal, da alcuni anni trasformato in supermercato senza che la Soprintendenza abbia avuto alcunché da dire.




L'unico impegno per le persone oneste, normali e per bene deve essere, senza sosta ne esitazione, quello di cercare una strada dignitosa per scappare da questa città o per lo meno per far scappare quanto prima i propri figli. Arriveremo al punto che, in presenza di un progetto finalmente di trasformazione e riqualificazione dei campi rom, qualche funzionario delle belle arti ci spiegherà che ormai sono villaggi e modelli abitativi esistenti da anni e dunque da tutelare e da conservare e lo stesso ci spiegherà degli sfasci abusivi sulla Togliatti ("industrie ancestrali di sussistenza che è impensabile cancellare"), dei sopralzi abusivi in centro e delle mille tettoie d'amianto. Questi sono gli studiosi in Italia e da loro è condizionata la nostra vita, la nostra possibilità di trovare un lavoro, di svolgere una esistenza dignitosa.



Inutile dirvi, perché lo avete capito tutti quanti, che lo straordinario edificato di Lafuente - già oggi e da anni abbandonato - crollerà a breve: è abbandonato! Dunque il vincolo servirà solamente a confermare la tara mentale e la necessità di una radicale riforma (e complimenti ai figli di mater ignota che hanno votato NO al Referendum, regalandoci altri cent'anni di sta immondizia) di tutto il comparto oggi fallimentare della tutela dei beni culturali.


Ma il merito ormai non conta nulla, conta solo la necessità assoluta, anche oltre la decenza e al di là del ridicolo, di tutelare gli interessi dei poteri forti (quelli veri, non Pallotta e Parnasi, sfigati pieni di debiti). Anche arrivando a mettere un vincolo indiretto su un rudere e su un campo abbandonato pieno di mignotte, discariche di amianto e sversamenti abusivi dovunque dopo aver taciuto avendo saputo della relativa demolizione tre anni prima! Ai tempi della Giunta Marino queste zozzerie sarebbero state difficili da far passare, oggi c'è invece il più totale via libera. E al massimo, come tanti hanno detto, "si troverà un'altra area". Indovinate un po' quale... Ogni normodotato ha capito che progetti di respiro europeo come lo sviluppo di Tor di Valle sono stati uno dei tanti motivi che ha portato alla fine di Ignazio Marino. Portare avanti un progetto come Tor di Valle significava normalizzare la situazione dello sviluppo urbanistico a Roma, normalizzarlo avrebbe significato interrompere i mille rivoli di potere e di denaro che da decenni connettono costruzioni e partiti. 





Fuggite da questa città prima che si a davvero troppo tardi, in alternativa riciclatevi guide turistiche: il capolavoro intoccabile di Julio Lafuente a Tor di Valle attirerà talmente tanti visitatori che garantirà un lavoro e un reddito anche a voi. 

A monte di tutto questo il pensiero e la riflessione deve guardare fuori, fuori dal nostro pollario atroce e ridicolo. Pensate agli investitori internazionali. A chi rischia in proprio, a chi investe, a chi porta i soldi che poi permettono a tutti noi di avere uno straccio di stipendio che non sia parassitismo statale.
Ebbene cosa pensano queste persone guardandoci da lontano? Cosa vedono? 
Vedono un grande progetto di sviluppo urbanistico, finalmente come se ne fanno in tutta Europa. Un developer che fa nel 2014 una conferenza dei servizi preliminare, con tutti gli attori, gli attori danno sostanziali via libera o silenzi assensi. Dopo 3 anni di progettazione (pagata decine di milioni) uno di questi attori si alza e si accorge che vuole mettere un vincolo totale sull'area: non si può toccare neppure un filo d'erba. Quando aveva saputo, 3 anni prima, che tutto sarebbe stato demolito e trasformato non aveva fatto una piega. 
Chi altro verrà ad investire in questa città? Dovendo anche masochisticamente scegliere di portare benessere e risorse private in Italia, i grandi investitori sceglieranno Roma o Milano? A Roma i grandi investimenti non devono arrivare, non devo affluire, non devono neppure avvicinarsi: perché altrimenti rischiano di oscurare il losco capitalismo locale. In un contesto opaco e ostile solo la losca economia locale può sopravvivere e con lei solo l'economia mafiosa e criminale, tutto il resto fugge o muore. Come piace tanto ai nostri finti ecologisti...

83 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Teniamoci l'ippodromo, ci faremo il museo King, Soldatino e D'Artagnan.
Cialtroni del cavolo. E' meglio la monnezza vero?

Anonimo ha detto...

eh eh....hai voluto fà la guerra a Marino Tonè? Sti 4 cialtroni erano la migliore alternativa possibile, nevvero? Bravo!

Anonimo ha detto...

"Fuggite da questa città"....LI MORTACCI LORO DE STE MERDE...come se fosse facile, il valore degli immobili è crollato, non si riesce neanche più a vendere casa e scappare senza rimetterci l'osso del collo!!! siamo i topi sulla nave che affonda

Damosedafa ha detto...

Finalmente hanno legalizzato malagrotta 2.0
Potevano cambiare l'altezza delle torri, il colore delle torri, il numero delle torri, il numero degli alberi, ecc

Anonimo ha detto...

Ma se i terreni non appartengono a due o tre di quei palazzinari romani allora nn se pò fà. Parola di Roberto Carlino.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo. Questa è veramente la fine. Di ogni idea di sviluppo, possibilità di investimento, rilancio di immagine. E' finita.

Anonimo ha detto...

Che poi, io da apocrifo quale sono una domanda me la pongo: se l'ippodromo diverra' area protetta e quindi visitabile in virtu' dell'archeologia industriale, chi lo andra' a visitare non sara' esposto a rischio esondazione?

Anonimo ha detto...

Erano anni infatti che ai gestori del blog, ai tifosi della Roma e a chi aveva imparato a scrivere riqualificazione e densificazione veniva detto che le tribune dell'ippodromo sono un capolavoro ingegneristico ma niente. Al grido di "o Liebeskind o morte" dicevano di avere ragione loro. Ed ecco il risultato.

Anonimo ha detto...

Ma di cosa vi lamentate? Avete detto voi di votare Raggi, ora ve la tenete.

Anonimo ha detto...

La soprintendenza si è già già espressa in merito, sia nell'ambito della procedura di attribuzione dell'interesse pubblico, sia in fase di cds, con pareri entrambi POSITIVI con prescrizioni. Cambiare radicalmente posizione a due settimane dalla conclusione di un iter durato due anni puzza di abuso d'ufficio lontano un miglio, e non credo che i pareri PROTOCOLLATI E UFFICIALI possano essere sostituiti dall'inizio di una procedura di EVENTUALE vincolo della durata di 120 giorni, che potrebbe anche concludersi con un nulla di fatto. E' chiaramente una mossa politica del prode Francheschini (compagno della capogruppo del PD in Campidoglio, De Biase), per mettere in difficoltà la giunta comunale. Dal punto di vista legale hanno infatti le mani legate come prima, dato che di fatto nulla è cambiato, dal punto di vista mediatico invece è un potentissimo grimaldello da utilizzare contro i 5S "amici degli speculatori", che approverebbero il progetto in barba alla soprintendenza. Quando il M5S era contrario, PD e grancassa mediatica spingevano a favore, il partito "del SI" contro il partito "del NO", ora che pare si sia arrivati ad un accordo improvvisamente si è ribaltato tutto. Basta leggere i giornali, Repubblica in testa, dove letteralmente da un giorno all'altro sono passati dalla sponsorizzazione entusiasta alla demonizzazione dello stesso progetto. Veramente delle dinamiche VOMITEVOLI, come vomitevoli sono i personaggi ridicoli, da una parte e dall'altra, che stanno infierendo su una città in difficoltà come Roma, per logiche puramente propogandistiche. Quello che è certo è che a NESSUNO di questi soggetti interessa NULLA della città e di chi vi abita, se ne avessero un minimo tornaconto farebbero saltare in aria anche un ospedale.

Alessandro Corsi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Veramente la Soprintendenza dipende da Franceschini(pd)

Anonimo ha detto...

Ah ah ah! Poveri porci lucida natiche dei banchieri!
Ma allora la soprintendenza esiste!
C'era di che dubitarne...
Se le guerre pd - 5 stelle portano a queste notevoli conseguenze, bene così.
E' l'ultimo veto antipalazzinari che si ricordi dai tempi di Cederna.
Ah ah ah, poveri maiali piagnucolosi...speriamo che questo veto salti a forza di calunnie e diffamazioni, sennò la mancetta caltman Sachs sto mese ve la sognate.
La soprintendenza "dipende" da franceschini perché renzi l'ha riempita di clientes, altrimenti dovrebbe sulla carta costituire il contraltare autonomo agli abusi dell'esecutivo.

Anonimo ha detto...

Ma benvenga il pilone tra le ruote dell'ingranaggio diabolico dei cementieri e che rosichino una volta per tutte i tifosi del profitto privato ad ogni costo!!! "Il tifo o febbre tifoide è una malattia infettiva acuta a sintomi generali e locali (intestino) provocata da un germe che le è specifico, il bacillo di Eberth-Gaffky”. Il tifo dunque è una malattia. Nel caso dello scontro sullo “Stadio” a Roma possiamo affermare che è “la” malattia che colpisce da decenni la Capitale, una patologia che si fonda sul dominio pressoché assoluto della rendita fondiaria e della speculazione sul mattone.
Questa malattia ha fatto sì che Roma si espandesse nel suo territorio nella più totale deregulation (termine caro, carissimo ai capibastone di questo blogghe) urbanistica, complicando enormemente le opere di urbanizzazione e l'organizzazione di servizi efficienti, costruendo case e palazzi per il doppio della sua popolazione residente, consumando chilometri quadrati di terreni, lucrando con le banche sull'invenduto usato come garanzia per i finanziamenti da investire altrove. Questa malattia ha permesso che fossero sempre i padroni del mattone a decidere dove, cosa e quanto costruire rispetto ad ogni altra considerazione di utilità pubblica. Per le giunte del passato (quelle democristiane) è stato il lasciapassare per il “Sacco di Roma”. Più recentemente, la giunta Veltroni ha sancito il carattere strutturale e inguaribile di questa malattia inventandosi gli accordi in compensazione (altro cavallo di battaglia dei tonelloidi) che hanno consentito di costruire a volontà in cambio di qualche opera o servizio pubblico nell'area dell'edificazione. E' questo l'ambiente in cui questa malattia continua a riprodursi nella Capitale. La questione del nuovo Stadio per la Roma (e non “della” Roma, è bene precisare), sta tutto dentro questo status patologico. A negare o a non voler vedere come stanno le cose, è solo il tifo da stadio, meno grave del bacillo di Eberth-Gaffky, ma altrettanto dannoso. Eppure i fatti sono noti e visibili, in qualunque grafica che non mostri solo lo Stadio occultando i grattacieli, i centri commerciali, gli edifici connessi al progetto presentato al Comune di Roma dal costruttore rampante Parnasi (vicino al Pd) e dalla cordata del presidente della Roma, Pallotta. In questa cordata possiamo trovare banche d'affari come Goldman Sachs, Rotschild, la Starwood Capital (socia di Pallotta) ed anche Unicredit. Il risultato è che le cubature previste per lo Stadio, nel progetto, rappresentano solo il 14%. Tutto il resto, l'86%, consiste in una colata di cemento, palazzi, negozi etc. su cui Parnasi e la cordata finanziaria di Pallotta potrebbero fare soldi a palate vendendo, affittando, ipotecando, dandoli come garanzia per ottenere altri finanziamenti magari da investire chissà dove.
Per avere una idea precisa, il Piano regolatore del Comune prevedeva per l'area 112mila metri quadrati, il progetto Parnasi/Pallotta/banche ne chiede 234mila (più del doppio). Totale: 900mila metri cubi di cemento di cui solo 136mila costituirebbero lo Stadio per la Roma. Non solo. Lo Stadio non sarà di proprietà della Roma, ma della cordata di costruttori e banche alla quale la Roma dovrà pagare l'affitto (si parla di 2milioni di euro l'anno).
Le chiacchiere dunque stanno a zero. Se si vuole fare lo Stadio per la Roma è sufficiente costruirlo per 136mila metri cubi e sull'estensione indicata dal Piano regolatore (duole dirlo, ma la Juventus ha fatto così). Se invece si vuole perseverare nella malattia che affligge Roma da decenni, si pieghi anche questa volta la testa davanti all'arroganza dei palazzinari e delle banche.

Dario ha detto...

Curioso pubblicare le foto di qualche discarica - rimovibile con un paio di ruspe - per dimostrare che a Tor Di Valle è necessario costruire. Curioso che l'abbandono dell'Ippodromo sia addebitato a chi lo vuole proteggere.
La verità è che quell'area è tenuta nel degrado dai proprietari che ci vogliono costruire sopra, e hanno tutto l'interesse a che si degradi ancor di più. Che le attività dell'Ippodromo sono state sospese proprio da chi voleva farci uno stadio al suo posto.
Senza le mire della speculazione, l'Ippodromo sarebbe in funzione, e l'area un minimo curata. Non occorre essere un urbanista per accorgersi che un quartiere di uffici a Tor di Valle avrebbe significato il blocco di tutto il quadrante sud, e dei collegamenti con Ostia.
C'è un antefatto a questa storia, e lo racconta Italo Insolera nel suo Roma Moderna: negli anni '50 si provò a costruire uno stadio sull'Appia, che i palazzina volevano edificare totalmente. Riuscirono persino a far benedire il progetto a PioXII. Poi, per fortuna, fu fermato in tempo, e oggi abbiamo l'Appia, libera dal cemento.
Semplicemente Roma ha altri problemi che costruire uno Stadio. Prima si toglie di mezzo questo non-problema, prima si torna a parlare di Roma, quella vera. Che questo blog, pur benemerito, abbia sposato la causa dello Stadio, è un fatto stravagante.

Anonimo ha detto...

La capitolazione a costruttori e banche l'aveva già esibita la giunta Marino, approvando una delibera che definisce l'intero progetto come “di interesse pubblico”, sancendo così nuovamente la totale mistificazione su un interesse privato prevalente rispetto a ogni clausola di carattere ambientale, urbanistica, sociale. L'assessore all'urbanistica della giunta comunale di Roma, Paolo Berdini, ha provato a rigettare questa linea, anche in base al mandato consegnatogli dai comitati che si oppongono a questa ennesima speculazione e che vedono tra questi anche molti cinquestelle che oggi appaiono improvvisamente silenti. I poteri forti e anche i quaquaraquà da tastiera si sono scatenati con ogni mezzo possibile contro di lui, anche ricorrendo alla trappola di una finta intervista con giudizi ruvidi ma di buonsenso sulla Raggi (dall'audio si capisce che è una chiacchierata e non una intervista), una leggerezza che lo ha costretto a presentare le dimissioni. I giornali riferiscono però di colloqui riservati e accordo segreto prima di Natale tra uno dei “quattro amici al bar”, l'ex vice sindaco del M5S, Daniele Frongia, con il rampante palazzinaro Parnasi. L'obiettivo sarebbe un compromesso sulla riduzione delle cubature “profittabili” con il via libera al progetto. Se questo sarà l'esito, assisteremo ancora una volta alla prevalenza degli interessi privati sulle scelte per la città e al perpetuarsi di quella logica della “compensazione a perdere” varata dal modello Veltroni. Una conferma in più che la discontinuità con il passato evocata dalla giunta Raggi sta diventando una presa per i fondelli verso le aspettative dei tanti che le hanno consentito di diventare sindaco. L'assessore Berdini ha dunque fatto bene a mantenere le dimissioni per non diventare una foglia di fico per le contraddizioni della nuova amministrazione. Se da un lato è amaro constatare come l'estirpazione del dominio dei poteri forti su Roma rischia di perdere una occasione per dare un segnale finalmente in controtendenza, dall'altro è la conferma che il settore sociale e culturale che si espresso con la giunta Raggi non è assolutamente in grado di praticare la rottura necessaria con i poteri forti. Va da sé che se questa contraddizione è vera, altre ipotesi di governo della città e altri soggetti sociali devono a questo punto assumersi la responsabilità di ingaggiare la sfida per estirpare questa malattia dal futuro di Roma e dare così qualche dispiacere al Corriere della Sera, ai padroni del mattone e ai loro complici mascherati, amici o nemici del Pd che siano.

Anonimo ha detto...

Un deus ex-machina che fa comodo a molti, se non a tutti.

Anonimo ha detto...

Tutti questi pizzini lanciati al vento! Tutto quel cemento che ribolle invano della vaschetta! Tutti quei romeni pronti a dondolarsi dalle impalcature costretti a tornare ai furti in appartamento! Tutti quei giornalisti inutilmente prezzolati per perseguitare i dissidenti!
Veramente dinamiche vomitevoli, concordiamo.
Ci sarà in più da sottolineare un problema linguistico: quando si argomenta più si generalizza e più si è in mala fede.
Dire LE Olimpiadi non vuol dire niente.
UNA Olimpiade di decenni fa poteva forse avere anche una funzione positiva, in un contesto urbanistico meno disastrato dell'attuale.
In una città e in un hinterland ormai devastati da caltagirone e colleghi, coi piani regolatori completamente deformati dal pd per andare incontro alle esigenze dei palazzinari, e con una periferia monstrum sorta esclusivamente per garantire commesse ai ladri, gli stadi, le olimpiadi, le metropolitane, e pure i musei, i residence e ogni prospettiva di cantiere, sono solo il periodico sacrificio urbano da garantire all'ara dello speculatore.
E sarà ora di finirla, visto cosa hanno fatto questi schifosi non solo a Roma, ma all'Italia intera, sull'orlo del fallimento.

Anonimo ha detto...

PERCHE LO STADIO NO E GLI ABUSIVISSIMI STABILIMENTI BALNEARI SI?

Anonimo ha detto...

il messaggio della sopraintendenza e' chiaro: non e' stato corrotto nessuno quindi non si puo fare.

Anonimo ha detto...

Solo nel 2015 caltagirone e i suoi hanno abbattuto 5 CASALI ANTICHI SULL'APPIA.
Qualunque altro cittadino per una cosa del genere sarebbe sotto processo.

Anonimo ha detto...

H. 2.31
Per farsi regalare a nessun titolo ettari di terreno pubblico, ossia nostro, ossia mio e tuo e loro, e per farsi dire sì dagli organi di tutela, parnasi non è che ha corrotto qualcuno, deve aver strappato assegni per mandare idealmente in pensione tutta la giunta marino e tutta Via Cavalletti.
Poi per avere 50 cm di suolo per vendere collanine pretendono il bando.

Anonimo ha detto...

E che vuol dire? Si sono adeguati al mood della decrescita (in)felice facendo quello che sanno fare meglio (anzi l unica cosa che sanno fare) Ostacolare lo sviluppo. Un ottima accoppiata con i cinque stalle non c'è che dire. Però redazione vi ricordo che avete fatto endorsement per questa gente.

Anonimo ha detto...

2.41 anche non facendo endorsement il pd non avrebbe mai potuto vincere, la hanno praticamente servita sul vassoio ai 5 stelle (grazie a una ritorsione di renzi sul gruppo Marino).

Anonimo ha detto...

IL PD, IL CEMENTO E LA NDRANGHETA. LO STRANO CASO DI MARCO MINNITI
Il pd ha riesumato l'imbarazzante s-progetto del Ponte sullo stretto di Messina e ha collocato a gestire il governo, oltre a una spudorata congerie di incapaci e di analfabeti, anche una perla dell'etica come minniti, che fino a l'altro ieri comprava i voti dalla ndrangheta e oggi dà lezioncine all'anti-mafia.
Ecco a voi minniti, simbolo del marciume che nasce morto e perciò non muore mai, che più si sputtana e più fa carriera, e la cui parabola spiega bene il viscerale amore del pd per il cemento.
Ecco in che grinfie il pd mette la Difesa e la Giustizia.
Leggete, leggete, leggete come si fa a tormentare i politici grazie ai media, ai servizi segreti e ai politici al soldo della mafia:

http://www.censurati.it/2000/11/24/minniti-e-quel-favore-molto-stretto/

http://www.strettoweb.com/2014/06/bufera-sul-pd-a-minniti-i-voti-della-ndrangheta-don-rocco-musolino-lo-appoggiava-per-averlo-fatto-uscire-dal-carcere/149926/

Anonimo ha detto...

Capito cos'è la "crescita felice"?
Nient'altro che lo "sviluppo" del sistema pd grazie il quale ci troviamo le istituzioni invase da mafiosi, e così il mondo del lavoro.
Per completezza di informazione, è da seguire il comico congresso del pd, ancora in corso, dove proporzionato alla nullità degli argomenti, mutuati dalle cazzate quotidiane di bergoglio, sta il roboante tono retorico di tutti gli interventi, con cui si cerca di camuffare la straziante esibizione di un'associazione a delinquere in forma di partito.
Incredibile poi che ai servizi segreti, dove dovrebbe andare solo il fior fiore dei tecnici e delle forze dell'ordine, vadano veramente i peggiori squilibrati d'
Italia, basta vedere che facce da pirla, ultimo agli onori della cronaca il 5 stelle tofano.

Anonimo ha detto...

Se vuoi garantito il lavoro, devi smettere di far arrivare badilate di negri.
Secondo emma bonino "ne servono" 161000 all'anno, "o anche di più"!
Perché "gli italiani non vogliono più fare i fiorai o i muratori". Non è che la mafia delle multinazionali sta espellendo gli italiani dal mercato del lavoro. E' che non c'hanno voglia.
Capito, i radicali? In Italia ci servono più negri. E più stadi della Roma.
Ammazza ammazza, è tutta una razza.

Anonimo ha detto...

Il fondamento della democrazia è la separazione dei poteri.
Dire che la soprintendenza deve dare le sue valutazioni in base alla tua idea della crescita e dello sviluppo, è un principio da dittatura sudamericana.
Come quando si dice che un giudice non deve arrestare un imprenditore perché sennò danneggia l'economia.

Vadim Nardone ha detto...

Ma se il blocco viene dalla soprintendenza cosa c'entra la giunta o la raggi? Il progetto era stato portato in atto da marino e bloccato ora dalla soprintendenza, gli stessi che hanno bloccato metro c, gli stessi che hanno cacciato marino.
Il PD!!!

Anonimo ha detto...

Perché Roma fa schifo ha il dente così avvelenato per una stadio che si può fare anche da un'altra parte?

Anonimo ha detto...

Perché da un'altra parte lo stadio te lo paghi, qui hanno ottenuto in concessione gratuita un intero quadrante di Roma da cementificare in libertà, il che equivale al decollo delle sue quotazioni ipotecarie.
Comunque tonelli ha proprio ragione, basta economia losca e mafiosa, ci vuole aria fresca e fedine penali integre.
Come dire, parnasi, unicredit e rotschild.
La soprintendenza non è un'entità monodiretta, di volta in volta ci sono funzionari e circostanze condizionanti diverse, come in ogni istituzione.
Se la soprintendenza non fosse collusa, metro C non sarebbe nemmeno cominciata. Ma è bastato sistemare in soprintendenza i consulenti di caltagirone, tramite le nomine del pd, e i problemi di veto sono stati presto risolti.
Lo chiamano conflitto di interessi, ed è uno dei motivi per cui il metodo delle nomine va presto eliminato.

Anonimo ha detto...

Ma quanto è vergognosa questa cosa?
Al netto delle considerazioni specifiche sul progetto stadio (anche per me le cubature sono eccessive). Ma puoi uscirtene con questa corbelleria del "vincolo architettonico" a DUE SETTIMANE dalla chiusura della Conferenza dei Servizi quando hai il progetto in mano da DUE ANNI!! Ma che figura ci fa questa città? Ma perché mai uno straniero dovrebbe venire a investire qui quando assistiamo a queste scenette imbarazzanti?

Anonimo ha detto...

Un bel campo nomade non ce lo toglie nessuno....anzi...una bella moschea...

Anonimo ha detto...

Notare bene. Tonelli richiama la mancata riforma costituzionale per abbinarla allo sfascio delle soprintendenze.
Che c'entra?
La riforma costituzionale non era che un passo avanti verso la riduzione di un sistema democratico al solo esecutivo. Lo scopo era quello di consolidare il potere dei governi golpe disposti dalle lobbies internazionali al posto di quelli eletti.
Le soprintendenze, che nascono per tutelare il bene pubblico dalla stupidità, dall'ignoranza e dall'interesse privato, sono state progressivamente esautorate di ogni potere dalle scimmie prima dal governo prodi, grazie alle belle trovate a firma ronchey, poi del governo Berlusconi, grazie all'osceno codice urbani, e poi soprattutto da quelle del governo monti, letta e renzi, che sono arrivati a dichiarare la dipendenza degli organi di tutela dalle prefetture, e la regola del silenzio assenso, il che equivale a dire che le soprintendenze non esistono più.
Con che risultato ai fini della tutela, non interessa qui dirlo alle bertucce filo-palazzinare.
Non interessa che la tutela, un primato in cui gli italiani si distinguono da secoli, una scienza che gli italiani hanno inventato, una struttura teroica che ha consentito la salvaguardia di un immenso patrimonio senza pari al mondo; ma interesserà come grazie a questo sistema lo stato sia stato messo oltremodo in ginocchio.
Infatti:
- prima lo stato disponeva di personale artigiano e tecnico interno, con specializzazione altissima.
Ora deve pagare inaffidabili e tangentizi restauratori e imprenditori privati, che costano cento volte tanto e rendono mille volte meno, quando non fanno danni irreversibili al patrimonio.
- Prima lo Stato disponeva del potere di gestire a proprio profitto i propri siti. Adesso spende milioni di euro per pagare gli oneri concessori e di manutenzione degli spazi offerti in gentile omaggio ai privati. Vedere il caso dei demagogici spettacolini allestiti all'interno dei musei, con introiti e finanziamenti a emeriti carneadi privati, e personale e spese a carico della soprintendenza.
- Prima lo Stato manteneva i siti museali usufruendo in toto dei ricavi. Oggi li regala a Caltagirone.
- E così prima lo Stato disponeva di un immenso patrimnio immobiliare da quotare in borsa. Oggi lo ha regalato alle banche e ai loro scagnozzi abusivi, ed è costretto a pagare affitti salatissimi ai paalzzinari.
Questa è l'idea di "produttività" del pd e di romafaschifo.

Anonimo ha detto...

Non si potrebbe riqualificare Tor Di Valle e il suo ippodromo, farne magari un museo e spostare il progetto dello stadio da altra parte? credo che per il 2237 quando gli Alieni invaderanno Marte sarà tutto pronto e Totti tirerà gli ultimi palloni in porta

Anonimo ha detto...

Sarei contento anche se a bloccare questa megaporcata intervenissero gli extraterrestri: lo “Stadio della Roma” è solo un cavallo di Troia per permettere al costruttore Parnasi, che già si è fatto comprare per 263 milioni di euro dalla Provincia di Roma, cioè a spese nostre, un inutile grattacielo dietro il Centro Commerciale Euroma2 di realizzare la più grande speculazione edilizia del XXI secolo in un’area che secondo il Piano Regolatore è addirittura inedificabile (e pensare che questo blog si scaglia come un ossesso contro le associazioni che non pagando affitti o occupando posti abbandonati causerebbero un danno alla comunità... SVEGLIAAAAAA!!!! che i danni veri li fanno questi). Ecco i numeri: l’intera superficie dello stadio, più i campi di allenamento, più il Nike Store e la Hall of Fame, occuperanno una superficie di circa 49.000 metri quadrati, solo un settimo della superficie interessata alla colossale operazione del “Business Park” che ammonta a 345.000 metri quadrati!, sui quali sono previsti 977.000 metri cubi di edificazioni a destinazione “direzionale” e un centro commerciale. In cambio di questa abnorme concessione edilizia il costruttore darà ai romani poche briciole consistenti in qualche opera di viabilità insufficiente a smaltire il traffico che si genererà in quel quadrante già saturo: tanto per fare un esempio, il prolungamento della metro B fino a Tor di Valle di una (una!) stazione, mentre il resto della ferrovia Roma-Lido rimane com’è ora! e l’adeguamento della via del Mare/via Ostiense solo fino al GRA! tagliando fuori 200.000 abitanti da Vitinia a Ostia! Opere che evidentemente servono più al “Business Park” che ai romani. Per di più, il costruttore del “Business Park” pagherà solo una parte dei costi di queste opere(tte), mentre ben 125 milioni di euro sono a carico del pubblico cioè a carico nostro. E così il cerchio si chiude: lorsignori per pochi spiccioli si sono comprati il diritto di realizzare nel IX Municipio la più grande speculazione edilizia della città. I Consiglieri Municipali hanno incredibilmente riconosciuto “l’utilità pubblica” di questa operazione. Noi cittadini avremo un intero quadrante di città devastato, cementificato, asfaltato e dovremo pure pagare una parte delle spese!!! Dov’è l’utilità pubblica in tutto ciò? E un’altra cosa è stata chiesta chiesta ai nostri Consiglieri Municipali: impedire al Comune di Roma ogni altra edificazione nel territorio del Municipio se prima non vengono sanate le innumerevoli ferite che la dissennata politica urbanistica di questi ultimi dieci anni ha inferto al nostro territorio: le “torri delle finanze” all’Eur trasformate in ruderi (la gente le chiama “Beirut”) e lasciate lì da anni; il cantiere dell’acquario in abbandono con annesso sventramento dei giardini del Laghetto dell’Eur; il velodromo demolito con l’esplosivo e lo spazio circostante chiuso e abbandonato; i cantieri dei Punti Verde Qualità fermati (giustamente) dalla Magistratura e dopo anni ancora lasciati ai rovi, ai topi e alle immondizie; etc. etc. etc. Ma come è possibile tollerare tutto questo? Una città al collasso, sporca, congestionata, le periferie abbandonate, l’immondizia per le strade, allagamenti a ogni temporale… e quelli che dovrebbero pensare al bene pubblico, al nostro bene!, regalano ai signori del cemento l’ennesimo sacco della città!

Anonimo ha detto...

I romani tornano in possesso di Tor di Valle. Adesso bisogna ridurre a zero gentaglia come pallotta e parnasi e gli elkann e i rotschild, grazie al lavoro della magistratura internazionale e soprattutto grazie a una oculata politica di boicottaggio negli acquisti.
No alla fiat, la macchina disegnata da uno che va a trans, e prodotta da un usurpatore, laureato con 91/110 in e-bay.
Roba che è più specializzato il senegalese che vende bonghi a via sannio.

Bat21 ha detto...

febbraio 18, 2017 3:21 PM Una democrazia funziona se la pubblica amministrazione fa il suo dovere e inventarsi sciocchezze per bloccare un progetto dando un assist ad una forza politica non è certo roba da democrazia sviluppata. Lo sapete quale sarebbe l impatto della costruzione di tutto questo mega progettone per tutto il Lazio? 1,5 volte quello che ha significato l Expo per la Lombardia (hanno fatto analisi molto interessanti sul tema). Continuiamo così e vedrete che il fallimento sarà inevitabile. Complimenti a tutti per non rendervi conto che il muro dell insostenibilità è vicinissimo. È' un peccato perché non tutta Italia fa schifo come Roma e il mezzogiorno come dimostrano i 50 mld di avanzo commerciale

Anonimo ha detto...

mannaggetta, dispiace.

bat21 ha detto...

http://www.ilfoglio.it/cronache/2017/02/07/news/stadio-della-roma-no-comune-danno-per-la-citta-119110/ ecco il danno che verrà fatta all economia laziale e italiana. Mi auguro di veder tagliati i trasferimenti alla città di un importo analogo, cosi giusto per far capire ai decrescenti cosa sarà il paese con la loro dottrina

Anonimo ha detto...

Quando la "speculazione edilizia" non prevede una selva di palazzine tutte brutte e tutte uguali senza servizi, senza strade, senza scuole, senza parchi, senza infrastrutture, senza trasporti in pieno agro romano ma prevede la riqualificazione di un'area già edificata e ad oggi fatiscente con tutti i servizi annessi, un impianto sportivo all'avanguardia, una nuova centralità che darà lavoro e porterà indotto e il tutto all'interno di un parco fluviale che prima NON esisteva per me finisce di chiamarsi "speculazione", anche qualora Pallotta dopo dovesse arraffare tutto il malloppo di paper-dollari e scappare alle Bahamas. In una città afflitta da imbecillaggine acuta,
dove tutti si lamentano che non c'è lavoro, non ci sono slanci, non ci sono opportunità...
...ma se arriva un investimento sostenibile (dove PRIMA ci si deve occupare dei servizi urbani necessari per la popolazione )tutti gli danno addosso per partito preso.

CITTA' FOTTUTAMENTE MINISTERIALE, CON CULTURA MINISTERIALE
PARACULATA E PARASSITARIA , CULOCOPERTA, FANCAZZISTA, SCIOPERATA.

Anonimo ha detto...

L'hai votata. Hai invitato a votarla.
Hai detto che la rivoteresti.
si può sapere di che cazzo ti lamenti?

Anonimo ha detto...

Lettera scritta da Margherita Eichberg su richiesta di Italia Nostra, ossia di Caltagirone. Tutto torna.

https://archiwatch.it/2017/01/31/italia-nostra-vincolo-tribune-tor-valle/

http://www.abitarearoma.net/italia-nostra-ha-deciso-di-conferire-il-titolo-di-socio-onorario-a-francesco-caltagirone/#.WKh37zvhCUk

bat21 ha detto...

Ma quale Pd. Il blocco arriva perché non ci sono frizioni di nessun tipo ad impedirlo. Questa e' farina del sacco dei decrescezionisti. Non rigirate la frittata.

cittadino residente ha detto...

Verissimo, ma chi se ne frega dello stadio. Gli spettatori degli stadi italiani diminuiscono sempre di piú, da ottantamila si e' passati a trentamila (con squadra al vertice) e saranno sempre meno. Basta e avanza il Flaminio. Pensiamo piuttosto a fare qualche nuova linea di tram per andare al lavoro la mattina o a far circolare.qualche autobus in piú, visto.che la.situazione sta peggiorando e nessuno ne parla.

lele ha detto...

Caro RFS,
sono quasi sempre d'accordo con te. Ma sul progetto dello stadio no. Oggettivamente, è indifendibile. Quell'area deve essere sistemata, deve diventare un grande parco, magari con la struttura del vecchio ippodromo trasformata (potrebbe essere una tribuna per uno sport altro rispetto al calcio, oppure un locale notturno, o diventare uffici). Non dico no ad una trasformazione. Ma il progetto stadio + grattacieli non è possibile lì. E' talmente palese! Lo stadio si faccia, ma altrove. Roma è piena di aree pubbliche e private ben collegate da ristrutturare, dove convogliare ingenti investimenti privati. Lì, semplicemente, no.

Anonimo ha detto...

Bene così: avanti verso il sol della decrescita!

Anonimo ha detto...

Che disdetta!

gino ha detto...

Hai mille ragioni !!!

gino ha detto...

Franceschini chi??

Anonimo ha detto...

secondo me stanno pensando a farlo a Tor Vergata

Anonimo ha detto...

Non so se è legalmente possibile, ma spero vivamente che il 3 marzo, nella seduta finale della Conferenza, il rappresentante dello Stato rigetti questa buffonata del "vincolo architettonico", altrimenti ci rideranno dietro fin su Marte...

keyshid ha detto...

Ma la zona è alluvionale per costruire grattacieli.
E' uno schifo immondo,ma non idonea per pesanti fondazioni,come NON lo è la Fiera di Roma,dove i capannoni sprofondano.
Ma ad 1 km in linea d'aria ci sono le cave di Via della Magliana,Lì ci puoi costruire pure 10 Stadi,e grattacieli alti 1 Km.
Stai a due passi dall'Aeroporto e dal GRA,hai già il Marriott Hotel e lo Sheraton.
No problemi di traffico,no problemi idrogeologici,no problemi d'impatto ambientale.
Terreni di scarsissimo valore acquistabili a poco prezzo......
Nessun problema di permessi e cubature.
Anzi la Euro Commercial ci voleva fare un mega centro commerciale,con lo stesso Parnasi,idea poi abbandonata perchè NON c'è mercato.
Siamo troppo poveri.
A Tor di Valle meglio che il Ministro ,con i soldi suoi ,ci faccia un bel parco,fruibile a tutti.

Anonimo ha detto...

e te chi sei? roberto carlino?

Anonimo ha detto...

Io sinceramente non vi capisco.
Giusto il parco, giusta la riqualificazione, giusta la voglia di vivere una città migliore.

Con lo stadio avevate la possibilità di avere tutto ciò.

nella situazione attuale che possibilità avete? avere un vecchio ippodromo abbandonato in una steppa paludosa in stile chernobyl?

Anonimo ha detto...

Parole sante. Sarebbe interessante potersi concentrare su investimenti più urgenti e preservare ogni centimetro di territorio non cementificato. Piuttosto pensiamo ad un serio piano di riqualificazione e demolizione partendo dai prodotti più imbarazzanto delle speculazioni passate.

Anonimo ha detto...

La parola o meglio l'azione spetta agli abitanti di decima, visto che sono lì da anni, voi sapete quello che dovete fare!...tutti gli altri parlano a vanvera!

Anonimo ha detto...

Uniche due domande legittime sullo stadio a Tor di Valle: (1) rischio idrogeologico oppure no? (2) costi aggiuntivi per il comune a costruzione terminata? Se non c'è il rischio idrogeolico e per il comune di Roma non c'è la fregatura di costi nascosti a costruzione ultimata, allora che lo stadio si faccia e si recuperi un pezzo di città inutile. E se il costruttore alla fine ci guadagna un casino di soldi buon per lui e indirettamente per tutta Roma.

Anonimo ha detto...

stiamo indietro signori stiamo indietro.
Nei paesi sviluppati se si pagano le tasse tornano indietro servizi, e di qualità.

Trasporto pubblico, spazi urbani, riciclaggio dei rifiuti, efficienza energetica, tutto ovviamente corredato di infrastrutture degne.

Qui invece si tutelano le cattedrali nel deserto... ... e possibilmente pagate dai contribuenti.

Anonimo ha detto...

Che poi è il colmo: in un paese dove si vive sul calcio non si riesce neppure a costruire un nuovo stadio. No: si deve continuare ad usare quello attuale, tra l'altro rompendo il cazzo a tutti i residenti che hanno la sfortuna di viverci intorno, ogni volta che ci sono partite.

Romoletto ha detto...

Il ministero dei beni culturali ha detto no allo stadio...chi è il ministro dei beni culturali? Franceschini del PD...scopa!

Anonimo ha detto...

parlare a cazzo...ignorare che la legge attribuisce a questa paladina della decrescita felice, il potere di avviare un iter (di questo si sta parlando) senza che il titolare del dicastero possa fare qualcosa che non sia contra legem. O forse si chiede al ministro di mettere il bavaglio a una a cui la legge da questi poteri? Parlate a cazzo quando cercate di affibbiare responsabilità politiche a una parte politica quando è chiaro come il sole che sono questi impiastri a 5 stelle che vogliono portare tutti alla miseria.

Biagio Palumbo ha detto...

All'autore dell'articolo:
"figli di mater ignota che hanno votato NO al Referendum" lo dici a quella cagna bastarda di tua madre!

aster flamm ha detto...

.....😂😂😂😂sei fuori, cosa c'entra la giunta se è la sovrintendenza che sta bloccando tutto....

Anonimo ha detto...

SE VUOI LO STADIO, PAGATELO. CERTO NON TE LO DEVO PAGARE IO.
Mi pare che ormai abbiamo capito tutti il meccanismo.
Tutti quelli che ripetono con cantilena psicotica le stesse frasi fatte e senza senso (sviluppo, decrescita felice, investitori, slancio), ossia la neolingua che rovescia la realtà sintetizzandola in un grumo emotivo che dovrebbe aggirare l'argomentazione, sono i sicari pagati di quel sistema che da anni si cerca di fotografate a livello giudiziario, gestito da un'associazione a delinquere di politici, imprenditori e militari che manipolano la vita nazionale con la violenza verbale e fisica.
Con questo metodo vessatorio e nonnista ci stanno imponendo la miseria europeista, la barbarie migratoria, la destituzione della sovranità e l'asservimento dello Stato a banche e multinazionali.
Gli eletti devono fare ciò che hanno promesso in campagna elettorale, se ciò non confligge con la Legge. E la Legge prevede che organi tecnici valutino in autonomia la legalità delle iniziative politiche.
Grazie al Cielo.
Se vuoi lo stadio pallotta, te lo devi pagare, e devi pagare salato quel suolo pubblico che vuoi sottrarre alla pubblica fruizione.

Anonimo ha detto...

Ho votato 5 stelle .. ma no credo che lo farò più.. Perchè se si mettono contro una nuova società che cerca di fare qualcosa di nuovo a Roma, mi fa pensare che sono dalla parte dei soliti ignoti...

Diego ha detto...

Le cose non stanno esattamente cosi'come annunciato dal titolo del post.
Il 3 marzo c'è la conferenza dei servizi il cui potere decisionale, in questa fase, scavalca quello della sovrintendenza. Dunque se c'è la volontà politica lo stadio si fa, altrimenti, la società sportiva Roma puo'legittimamente ricorrere ai tribunali, indipendentemente dall'iter iniziato dalla sovrintendenza.

Anonimo ha detto...

Ma zingaretti e Franceschini non hanno nulla da dire? PD diviso tra guerre interne ...stessa cosa 5s ...e noi ci teniamo sto schifo di tdv protetto dalla sopraintendenza....cambiate nome al forum ...Romacapitaledellamafia.

Anonimo ha detto...

Francamente non comprendo il suo ragionamento. Pallotta e soci hanno comprato recentemente i terreni dai precedenti proprietari al giusto prezzo(sono ben felici dell'operazione infatti), costruirebbero a spese loro lo stadio e le infrastrutture connesse, per un controvalore superiore di molto agli oneri di legge. Rischio idrogeologico non c'è, anzi si annullerebbe anche quello dei quartieri limitrofi. Il consumo di suolo sarebbe ridotto, consentendo la creazione di un parco grande come Villa Borghese. In cambio bisognerebbe solamente "sopportare" la visione di 3 grattacieli progettati da uno dei più grandi architetti del mondo. Io proprio non riesco a vedere niente di male nell'operazione.

Anonimo ha detto...

mafiosi al pd, mafiosi al pdl, e al m5s na manica di incapaci (e pure un po mafiosetti)...

Anonimo ha detto...

Ho letto da qualche parte che se questi burocrati fossero vissuti durante il Rinascimento, sicuramente figure come Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Bernini, Brunelleschi ecc. non avrebbero avuto la possibilità di far conoscere la loro genialità, impossibilitati da un miope stuolo di funzionari dediti alla difesa dello statu quo.
In tutto il mondo vi sono mega progetti di grattacieli, edifici commerciali, stadi, centri di aggregazione costruiti utilizzando milioni di metri cubi di cemento. E quando andiamo all'estero si rimane strabiliati dall'audacia di certe costruzioni. Invece a Roma no. Tutto deve essere fermo, morto. Tutto per la paura della corruzione, della "speculazione".
Ma credete che a costruire edifici nel mondo siano tutte Onlus? E' normale che i costruttori ci guadagnino come fanno tutti gli imprenditori del mondo. la vera speculazione è quando, a fronte di prezzi alti, si utilizzano materiali scadenti e progetti rischiosi. Per il resto, come la corruzione, qual è il problema se c'è la giunta pentastellata? Loro possono garantire l'iter in trasparenza.
Invece no. la parola d'ordine è immobilismo. Perché se ti muovi rischi l'invischiamento e quindi è meglio stare fermi.
Così tutto si ferma: no alle Olimpiadi, alla metro C (però si vorrebbe lo snellimento del traffico e lo stop al trasporto privato), no allo stadio.
Se vi fate un giretto a Londra, vi rendereste conto che i nuovi stadi, vengono costruiti anche a ridosso delle case. Vi immaginate se a Roma avessero progettato di costruire il nuovo stadio a Testaccio, lì dove era prima? Apriti cielo!
Leggo molti commenti di esperti di urbanistica ed economia. Sinceramente il livore in essi contenuto mi da l'idea di una prevenzione ideologica più che logica.
Per quanto attiene poi alla procedura istruita dalla sopraintendente, non si può parlare di evolversi del giudizio o di avvicendamenti di tecnici: solo 12 giorni fa, nell'ultima direttiva impartita, si parlava ancora di smantellamento delle strutture dell'ippodromo da effettuare con le dovute cautele!
Forse, se la nostra sopraintendente utilizzasse lo stesso zelo per cercare di proteggere Villa Pamphili o Villa Ada, ben più importanti e centrali anziché pontificare su un terreno ormai adibito a discarica pubblica a 15 km dal centro, forse il cittadino romano ne avrebbe giovamento.

cavaliere nero ha detto...

bene ottimo, senz altro c é lo zampino di qualche antipatico ostacolatore passacarte amico dei comitati di quartiere ma se non altro l ultimo quadrante del tanto difeso, anche da questo blog o no?, agro romano é preservato dall ultima colata di cemento, bruttura e tristezza che accomuna le ultime azioni dei palazzinari romani ( malafede, bufalotta, romanina,eur2,laurentina,collattina...paradisi a 15 minuti da Roma ...) a proposto lorsignori di questo blogggghe come mai non avete mai parlato del quartiere i60 su grotta perfetta e dei suoi 400k metri cubi di cemento previsti sul fosso delle tre fontane e su inestimabili ritrovamenti romani oltreché di un'operazione su un quadrante di città assolutamente sprovvisto di metro e treno ?vale la pena ricrodrVi che grotta perfetta ha la stessa larghezza che le conferirono i romani secoli fa, o comunque non é cambiata da 60 anni a questa parte.Scusate vero é che é prevista una bella tangenziale pronta a raggiungere l inferno di metallo del raccordo , ah che bello.Vi ricordo che per dare lavoro a roma non esiste solamente il capitale fondiario e gli amici dei proprietari terrieri e le banche.Hai voglia a Roma a lavorare: ma avete mai visto lo stato del tevere dei suoi argini, ponti da roma nord a sud? ma certo é più facile far speculazione.ite ite, sanza meta ma da un' altra parte, come disse brancaleone da norcia ai suoi rivali.

Anonimo ha detto...

D'accordo su tutto, ma non sull'esito del referendum. Sono proprio i fautori delle finte riforme costituzionali che ci hanno portato a questo punto; la soprintendente non è certo in quota 5stelle!!!

Anonimo ha detto...

già l hanno fatto con il Forlanini.

Giovanni Micalizzi ha detto...

I vincoli della soprintendeza risalogno al 2014 come si evince da questo articolo del corriere del 2016 https://goo.gl/48EP8x
Per me è assurdo ma non risale a questi giorni come sostiene l'articolo da voi pubblicato

Anonimo ha detto...

Ora mi aspetto la stessa attenzione per strutture abbandonate da anni come lo Stadio Flaminio, il Velodromo e tante altre con tanti bei progetti di riqualificazione finalizzti ad una pubblica utilità

Anonimo ha detto...

ognuno ha le sue 'idee', vuoi da tifoso di clan palazzinari mafioseggianti, vuoi da ideologie per clan politici non meno mafioseggianti dei primi, ecc.,
cmq, è una vera guerra di potere tra poteri o - per meglio dire terra-terra, assistiamo ad una vera guerra tra bande dove la stessa ... 'aggiustizia' non appare proprio limpida ed imparziale.
Potremmo avere un quadro molto più completo leggendo anche le 'elecubrazioni' di un certo Beha,
www.olivierobeha.it/primopiano/2017/02/se-tiri-il-gomitolo-stadio-viene-giu-tutto
potremmo fare tutti i dovuti riscontri che ci pare,
ma poi il tifo - sia pallonaro o politiko - prevarrà!!
E il conto salato in soldoni lo pagheranno i soliti noti,
... quegli scimmi.uniti e dementi dei roman_ioti!!

Anonimo ha detto...

Articolo SACROSANTO. E dietro c'è probabilmente qualche "manina" di personaggi potenti nel mondo delle costruzioni... Che SCHIFO DI CITTA!

Anonimo ha detto...

Hai mai sentito parlare dell'area Continassa ceduta alla Juve dal Comune di Torino (giunta Fassino...) per un prezzo modico (se non ridicolo) al metro quadro con cubature raddoppiate rispetto al bando iniziale, dove la squadra degli Agnelli farà esattamente ciò che descrivi tu per l'area dello Stadio per la Roma: cioè speculazione travestita da 'valorizzazione dell'area'? PS Superfluo sottolineare che la destinatazione dell'area era già stata assegnata ad altro soggetto che dovrà farsene unavragione...

Anonimo ha detto...

febbraio 21, 2017 2:02 AM
C'è una differenza sostanziale tra Roma e Torino: Torino senza la Juve (leggi Fiat) non è nulla, Roma senza le due squadre di calcio forse starebbe meglio...

Anonimo ha detto...

Concordo con la denuncia e l'indignazione per la rinuncia al progetto, ma con questa assurda difesa dell'ex sindaco Marino hai veramente rotto il cazzo.

Joe ha detto...

Complimenti per l'analisi. Gran bel lavoro. Purtroppo sono tempi in cui la ragione serve a poco. Quando passerà l'ubriacatura a 5 stelle resteranno solo le macerie.

Emiliano ha detto...

Articolo insensato... lo stadio e' stato fatto? Il Movimento lo aveva detto con certi criteri lo stadio si fara'!!! Quante cazzate vi bevete...... Avanti M5S e la sua coerenza senza compromessi

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