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Una città che umilia le sue eccellenze è una città che ha deciso di suicidarsi

5 maggio 2018




Glass è un ristorante gastronomico, uno dei migliori della città, senz’altro il migliore a Trastevere dove quasi tutto il resto dell’offerta commerciale è definibile come ripugnante. E' un miracolo di per se nella città dove il benchmark del cittadino medio, da sempre, è "consijame dove se magna tanto e se sspenne poco". Infatti lavora in gran parte con clientela internazionale e di fuori Roma. 
La chef, Cristina Bowerman, è una celebrità internazionale. È proprio la chef ad aver pubblicato queste immagini nei giorni passati sui suoi profili social.
 
In tutto il mondo eccellenze simili vengono tutelate, costituiscono l'ossatura, la spina dorsale, l'architettura identitaria e l'architrave di un racconto di città. Da noi vessate, umiliate, ridicolizzate, brutalizzate dalle norme e dai politicanti oltre che dalle autorità preposte ad applicarle. Ma cosa è successo? Perché stiamo snocciolando sto ennesimo pippone? Vediamo i fatti. Questo locale aveva sul davanti un piccolo e grazioso dehors come si vede nella prima foto, niente a che spartire con la porcheria che fanno tutti gli altri locali del circondario allestiti con scritte volgari, colori pacchiani e tavolini abusivi. Qui c'era un dehors elegante e pulito, che pagava fior di tasse al Comune.

Il Comune però ha deciso che non andava bene e, in virtù non si sa di quale malattia mentale diffusa, ha varato una cosa abominevole che si chiama Piano di Massima Occupabilità. Una scusa per togliere tavolini all'aperto a chi li aveva per dar ragione all'ideologia marcia di certi politici secondo i quali gli imprenditori della ristorazione devono schiattare. Ogni riferimento a Nathalie Naim (e non solo a lei ovviamente, visto che i seguaci di queste follie sono decine) è puramente casuale.

Un Piano di Massima Occupabilità descrive un territorio, dice che in quel territorio devono sparire tutti o quasi i tavolini. Poco importa se tu sei sul confine di quel territorio e dall'altra parte della strada il tuo concorrente, a differenza tua, può continuare ad avere tavolini mentre tu devi rinunciarci avviandoti al fallimento. Una politica di gestione delle occupazioni di suolo pubblico semplicemente criminale, che esiste solo a Roma e che fa male a tutti: al Comune perché perde soldi, agli imprenditori perché perdono fatturato, ai cittadini perché diminuiscono le opportunità professionali (fare il cameriere è una professione, fuori da Roma. E molto seria, di soddisfazione e remunerativa) per loro e per i loro figli, ai turisti perché c'è meno spazio per loro per portarsi a casa una bella esperienza gastronomica seduti all'aperto. Da una parte hai perdita erariale, perdita di business, perdita di giro d'affari, perdita di posti di lavoro, degrado per le strade, aumento della sosta selvaggia. Dall'altra hai solo l'ideologia imbecille di qualche politicante così soddisfatta. Si capisce chiaramente il motivo per cui Roma si comporti in un modo completamente opposto, riguardo ai tavolini all'aperto, di tutte le altre città. Stiamo parlando dell'unica città vetero castrista, chavista, leninista, marxista, terzomondista in cui ogni attività è mirata ad ostacolare la libera impresa privata, specie se operata da persone oneste e di qualità (si chiude un occhio solo per i criminali, loro possono fare cosa vogliono, specie se poi sono disposti a portare voti). Ma la cosa più atroce è che l'impostazione di cui sopra è riuscita a diventare standard, normalità: a Roma è strano il contrario. A Roma se dici che i privati, specie quelli bravi, è giusto che guadagnino e facciano fortuna, sei guardato come un matto. Sei guardato come un matto da tutti, di destra e di sinistra, dei Parioli e di Tor Bella Monica. E' un esperimento antropologico che tra 40 anni verrà studiato, ma noi ora ci siamo dentro e per chi non ci sta capendo nulla sono spallucce, per chi ha capito cosa succede è un incubo vero. Ma vero. 

Ma torniamo ai tavolini. Qui non parliamo neppure di tavolini all'aperto tra l'altro. Parliamo di un dehors "di servizio" pagato come se fosse usato per somministrare ma in realtà lasciato lì per arredo, per non avere sosta selvaggia davanti, o magari per consentire ai clienti di uscire a fumare in un ambiente accogliente. Niente: piano di massima occupabilità, via il dehors di Glass.

Risultato: auto e motorini al poto di piante e tavolini. Il locale umiliato, invisibile dalla strada, difficilmente raggiungibile da disabili e utenza debole. A un altro imprenditore di eccellenza, come accade sempre più spesso, a cui sta salendo la voglia di andare a investire in città normali lasciando posti delicatissimi come Trastevere alla ndrangheta dei localari che si è divorata già tutte le strade circostanti e che non fa una piega: loro i piani di massima occupabilità non li rispettano, perché se un imprenditore serio fa quello che gli dicono le norme anche se le norme sono autentica immondizia, un imprenditore banditesco fa sempre come gli pare. Specie quando con piccole azioni di corruzione ci si può garantire l'impunità.

Questo è solo un caso, ma ce ne sono migliaia, tutti simili. Di più: i casi sono sempre meno e non perché diminuisca l'assurdo amministrativo, no, ma perché proprio diminuisce chi anche solo si azzarda a fare impresa. Il problema, ed è micidiale, si sta risolvendo alla base. Non ci sono più imprenditori in gamba che hanno problemi a operare a Roma, ci sono semplicemente imprenditori in gamba che decidono di NON operare a Roma. Significa la morte, e non solo in senso figurato. Due anni fa la città ha votato in massa il Movimento 5 Stelle affinché queste storie allucinanti, impensabili altrove, diventassero un mero ricordo. Il risultato è che le storie allucinanti si sono moltiplicate, sono aumentate a dismisura, sono diventate la norma. 

Qualcuno deve pur venire a salvarci. L'amministrazione deve smettere di torturare la città. Il sindaco si deve dimettere e il governo deve nominare un serio commissario con una seria squadra per lavorare urgentemente alla messa in pristino della normalità e per avviare le riforme necessarie a porre Roma al livello di tutte le altre capitali occidentali. Urgentemente. Viceversa significa che la città ha deciso di suicidarsi: è il primo caso del genere nella storia dell'uomo. 

Svelato il mistero. Ecco perché a Roma i fiorai stanno aperti tutta la notte

12 novembre 2017
Qualche anno fa gettammo l'amo per raccogliere un po' di pareri, oggi invece chiudiamo il cerchio e diamo la risposta definitiva ad una delle tante leggende metropolitane della città.

Roma, in funzione della sua diffusa ignoranza che fa rima con analfabetismo diffuso, sciatteria, gusto dell'impreparazione e superstizione, è solita alimentare leggende metropolitane ridicole. Il celebre vento ponentino fermato dalla costruzione del Corviale, la ditta di riscossione dei parcometri di porprietà della moglie di un ex sindaco, Roma fa schifo nata per sostenere mediaticamente l'impresa para-criminale della Metro C e via così. Spesso per incapacità di intendere e di volere, ma altrettanto spesso per interesse a calunniare e a mettere in difficoltà qualcuno. 

Anche i fiorai sono stati protagonisti di questo andazzo: stanno aperti tutta la notte perché servono a spacciare, questa la diceria, da sempre. Basta poco per comprendere che la cosa non sta in piedi, ma ai romani non importa: loro nelle fandonie si sentono rassicurati perché se credi ad una sciocchezza, quale essa sia, non devi impegnare il cervello a lavorare per individuare la verità e puoi applicarlo a pensare alla prossima partita daaroma o daalazie. Chiunque invece volesse far girare le rotelle capirebbe che di spacciatori sono pieni i quartieri della movida cittadina e nessuno di loro si sognerebbe mai di far bottega in posti facilmente identificabili, illuminati, controllabili con una sorveglianza o con una semplice telecamere. La "professione" dello spacciatore necessita di requisiti esattamente opposti: bisogna essere camuffabili, mobili, agili, senza sede. 

Ma allora perché a Roma esci alle 4 del mattino e i fiorai sono tutti aperti? Perché questo non succede in altre città italiane e europee? Innanzitutto bisogna analizzare la conformazione di questo mercato: nelle altre città i fiorai sottoforma di chiosco sono pochi e limitati, in alcune città non ce n'è nessuno. A Vienna, Londra, Berlino o Parigi se vuoi aprire un fioraio affitti un negozio e lo allestisci per vendere fiori. A Roma, in questa specie di sottoeconomia da dopoguerra, i fiorai chissà perché dovevano stare su suolo pubblico, dentro baracche in lamiera o in plastica. E così si è andati avanti negli anni: nessuno ha pensato che questo layout commerciale dovesse essere superato. Tutto ciò ha portato alla morte per concorrenza sleale dei fiorai veri, i grandi artigiani, quelli delle composizioni stupende che vedi quando passeggi nei centri storici o nei quartieri dello shopping delle grandi metropoli occidentali. A Roma si contano sulle dita di una mano perché nessuno è in grado di competere con esercizi commerciali che non pagano l'affitto (per tacere di manodopera e, come vedremo, occupazione di suolo pubblico). Dunque Roma risulta già di per se anomala: se Londra e Parigi avessero dozzine e dozzine di fiorai-in-chiosco forse anche lì li vedremmo aperti h24.

Ma al problema di sistema si aggiunge un problema logistico, sempre causato da una impostazione del sistema: l'impunità, la corruzione di chi deve controllare e la sciatta tendenza al quieto vivere fa di Roma un posto dove nessuno ha conseguenze se viola le regole. E i fiorai-in-chiosco di regole ne violano e tante. La prima, la più importante, riguarda il suolo pubblico. Hai 6 mq di concessione? Paghi tasse per 6 mq? Bene, ne occupi 18, o 24, o una trentina. Il risultato? Non sei assolutamente nelle condizioni di riporre tutta la merce nel chiosco quando sarebbe più conveniente chiudere che tenere aperto per mancanza di clienti (chessò, dopo le 23 di sera). 


E allora eccolo il motivo, facilmente sgamato da un bel servizio di Fanpage (qui il video) cui abbiamo avuto l'onore di collaborare nel nostro piccolo. Nel documento non solo ci si accorge che non c'è alcuno spaccio nei chioschi, ma si percepisce chiaramente il motivo per cui non conviene chiuderli la notte: meglio pagare qualche decina di euro un immigrato che controlla il chiosco aperto ma di revanche rubare metri quadri e metri quadri di suolo pubblico per esporre la merce illegalmente. E poi se arriva qualche multa la si paga. Perché a Roma se rubi suolo pubblico (che è una cosa da galera, come concezione) al massimo rischi un paio di multine una volta ogni sei mesi, giusto per fare statistica. Mica ti sequestrano l'attività, mica ti ritirano la licenza rimettendo all'asta la tua concessione, nooo. Nell'ottimo filmato di Fanpage solo un esercente, probabilmente egiziano, risulta avere la chiara e lucida intenzione di rispettare la città e il vicinato. Tutti gli altri, per lo più romani, se ne fregano perché qui ormai è "tutta una furberia".


In definitiva i chioschi dei fiori non stanno aperti per spacciare droga, semmai lo facessero il reato sarebbe tutto sommato molto meno grave delle illegalità che effettivamente compiono: squalificare interi pezzi di città, alterare il mercato, provocare centinaia di posti di lavoro persi in uno dei settori più straordinari dell'artigianato (quello dei fioristi, che a Roma non hanno cittadinanza), esercitare quella che è l'azione più squallida e meschina nel commercio: la concorrenza sleale. Dove i furbi e le furberie vincono e gli onesti periscono. 

Si mettessero a smerciare hashish epperò rispettassero le norme che li regolano, avremmo meno danni sociali... Ma infondo, sia gli spacciatori che i fiorai, a Roma vengono digeriti con la frase che ben conoscete: ma lasciatelì sta, devono campà, stanno a lavorà, e poi nun danno fastidio a nessuno aho. No?

Tavolini invece del posto disabili. Un altro caso assurdo in centro storico

25 maggio 2017

Dopo quasi un anno di amministrazione a dir poco latitante, il centro storico è ridotto ad una sorta di grande parco divertimenti decadente, anzi decaduto, ad uso e consumo di un turismo di qualità sempre più infima. 

Si ha la netta sensazione che la volontà sia quella di allontanare i pochi residenti che ancora resistono e lasciare il centro nelle mani di gestori di B&B abusivi, ristoranti di mediocrissima qualità, negozi di paccottiglia nei punti più prestigiosi e così via. 


Eppure qualcuno ancora cerca di resistere al degrado oramai "legalizzato" nell'assenza totale di controlli, provando caparbiamente a segnalare piccoli e grandi abusi. Uno degli ultimi in ordine di apparizione riguarda l'attività di ristorazione in Via dei Filippini 4/7 che con grande arroganza e disinvoltura si è incredibilmente appropriata di almeno due posti macchina piazzando i propri tavolini in barba a qualsiasi concessione, autorizzazione e sicurezza per i clienti. Ecco le foto che documentano la situazione. Alle mie rimostranze il gentile e raffinato gestore ha risposto "Ahò .. manco le machine ce ponno parcheggià".
Ilaria


*Onestamente come la pensiamo lo sapete: secondo noi in quel preciso punto i tavolini stanno molto meglio delle macchine. Il punto è che i tavolini devono essere autorizzati (e bisogna essere in grado di darle queste autorizzazioni, anche in deroga al Codice della Strada - che non ha senso per i centri storici - e non di negarle a prescindere o con metodi patetici come i Piani di Massima Occupabilità) e che devono pagare fior di miliardi perché non esiste che tu guadagni come uno sceicco dando in cambio le briciole al Comune che di guadagnare ti ha permesso cedendoti il suo suolo pubblico. 

Il tutto in un contesto di grande trasparenza per cui, come succede a New York, ogni esercente ha un cartello sulla vetrina che indica quanti tavolini può mettere fuori, quante sedie, quando è stata chiesta l'autorizzazione, quando scade e un bel codice QR da cliccare per chi vuole saperne di più o segnalare anomalie. Chi non ha il tagliando e ha tavolini è abusivo e deve schiattà, ma proprio schiattà.


Dovunque in Europa e in Occidente i tavolini all'aperto oltre ad essere un servizio formidabile per cittadini e turisti, oltre ad essere un elemento distintivo di disegno della città (ma a Roma ci piacciono le piazze trasformate in parcheggi, cimiteri di lamiere), oltre a consentire lo sviluppo e la crescita economica e l'aumento dei posti di lavoro, sono un introito cospicuo e irrinunciabile per gli enti pubblici che grazie a quei soldi possono pulire le strade, manutenerle, renderle sicure, illuminate e controllate. 
Tutto questo a Roma non accade. Roma è la patria del compromesso al ribasso: io non ti do' i permessi, tu stai abusivo, io non ti dico nulla, però non esigi da me il fatto che io sia capace, preparato, onesto, aggiornato. Così ci "guadagniamo" tutti: tu hai i tavolini ma non paghi la tassa, io ho il tuo consenso però non devo neppure sbattermi per guadagnarmelo e meritarmelo. Quindi l'imprenditore ha la scelta davanti a se: o la povertà e il fallimento, o l'abusivismo e la connivenza con la pessima politica.
La notizia - queste immagino lo dimostrano - è che non è cambiato nulla dopo un anno di amministrazione di "ragazzi meravigliosi", coraggiosi, rivoluzionari e soprattutto honesti. Ma sapete che vuol dire nulla? Ecco nulla. Tutto come prima. I prepotenti e i paraculati godono, gli imprenditori onesti (quelli senza la acca) portano i loro denari altrove, a Milano o all'estero. 

PS. Dopo aver letto un nostro articolo di esattamente un anno fa, la Sindaca in un convegno durante la campagna elettorale promise esattamente di implementare la gestione newyorkese delle OSP. La promessa è rimasta tale e non se n'è parlato più.
-RFS

Riflessioni su Piazza della Cancelleria. Davvero il problema sono i tavolini sui posti disabili?

31 marzo 2017
Qualche settimana fa non si parlava d'altro. Lo scandalo micidiale dei tavolini del ristorante sistematicamente piazzati, a Piazza della Cancelleria, sui posti per disabili. Ah che scempio, ah che oltraggio, in una piazza così straordinariamente tenuta, così ben manutenuta, così ordinata, pulita, piena di legalità e impeccabile come si può tollerare, come può essere concepibile una faccenda simile?
In questo video abbiamo dimostrato che così non è. Anzi abbiamo dimostrato che l'odiosissimo atto del ristoratore è in realtà perfettamente coerente con il contesto, assolutamente in linea con tutto il resto che avviene in un luogo che dovunque sarebbe un salotto straordinario da lasciare a bocca aperta e che invece solo a Roma appare come un fastidioso, illegale, prepotente, maleodorante letamaio.
Una riflessione che ovviamente vale per mille altri luoghi della nostra città, anche perfino più importanti artisticamente, architettonicamente, paesaggisticamente e storicamente della pur importantissima Piazza della Cancelleria

Video. Come se niente fosse. Dopo la grande retata tutto come prima sui tavolini ai Fori Imperiali

30 marzo 2016

Vi ricordate? E' passato pochissimo tempo: era il 9 marzo scorso. E finalmente, dopo decenni e decenni, qualcuno si accorse che i dehors dei ristoranti a Largo Corrado Ricci, affacciati sui Fori Imperiali, alle spalle del Foro di Nerva, sulla Basilica di Massenzio, erano totalmente abusivi. 

Largo Corrado Ricci è il crocevia paesaggistico, urbanistico, architettonico più significativo del mondo. Connette l'area archeologica urbana più strabiliante del pianeta con i vicoli e le torri medievali di Monti e con la Roma umbertina di Via Cavour. A metà strada tra Piazza Venezia e Colosseo. Un unicum planetario che dovunque sarebbe un salotto, un gioiello. Qui è una fetecchia di spiazzo utile a fare le inversioni a U con la macchina, con le transenne in metallo provvisorie da due anni ovvero da quando i Fori sono diventati pedonali, con auto e furgoni parcheggiati dovunque perché l'arredo urbano è zero e nonostante l'ampiezza dell'area non esistono i marciapiedi, con le torri medievali transennate e abbandonate, con i ristoranti dal cibo ignobile e, appunto, i dehors abusivi e poi i benzinari con la Porsche del titolare parcheggiata dentro alla stazione di servizio. Uno scenario da quarto mondo che finalmente poteva un minimo cambiare. 

Esultammo infatti quel 9 marzo quando venimmo a sapere che qualcuno nella Polizia Municipale si era svegliato (o qualcuno aveva smesso di ungere, o chi veniva unto era andato in pensione, chissà...) e aveva sequestrato tutto. Ci scrivemmo pure un articolo esaltando il lavoro dei Vigili

Dopo qualche giorno tutto tornò come prima, salvo un dehors che risulta ancora sequestrato. Il video è già vecchio di un paio di settimane. Tutto come sempre: ettari di pergolato come se fossimo in qualche osteria della Sabina negli anni 60. Tavolini consentiti? Ombrelloni regolamentari? Nulla di fatto. Ci avevamo quasi creduto. 

Le mostruose verande dei ristoranti vista-Fori a Largo Corrado Ricci erano tutte abusive. Oggi i sequestri

9 marzo 2016










Questa mattina la Polizia Locale di Roma Capitale, gruppo Trevi, è intervenuta in Largo Corrado Ricci, angolo via dei Fori Imperiali, per porre i sigilli ad alcuni chioschi e gazebo abusivi, installati abusivamente davanti alle attività di somministrazione.

Il luogo, cuore archeologico della città antistante al Foro Romano, è soggetto a vincolo paesaggistico, e le concessioni per gli esercenti commerciali autorizzano solo il posizionamento di tavolini e ombrelloni a ridosso delle aiuole del giardino.
In questo caso i responsabili avevano creato progressivamente dei veri e propri ambienti chiusi per centinaia di mq. costruendo sopra il suolo, originariamente giardino con ghiaia, pavimentazione con massetto in cemento, installando poi grandi coperture laterali, impianti elettrici e di riscaldamento non solo con stufe a bombola, ma con un vero impianto a gas, installato anche mediante scavi interrati.
Le strutture, completamente prive di autorizzazioni, sono state poste sotto sequestro dai vigili del gruppo Trevi. I titolari responsabili sono stati denunciati penalmente per occupazione di suolo demaniale e inottemperanza al Codice ai Beni Culturali e Paesaggistici, nonché per invasione di terreni e abuso edilizio: riguardo alla parte amministrativa sono state elevate altre sanzioni per l'ampliamento della superficie di somministrazione, in molti casi superiore a quanto concesse: il Municipio poi deciderà ulteriori sanzioni accessorie in base alla relazione degli agenti, che successivamente notificherà ai responsabili una intimazione del ripristino dello stato dei luoghi.
Il panorama tornerà fruibile ai turisti e ai cittadini, che assieme ai monumenti potranno vedere solo tavoli, sedie e ombrelloni autorizzati in aree delimitate. 
Questo tipo di interventi, voluti dal Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca, continuano per combattere gli abusi e ripristinare il decoro in città. 


*Fin qui il comunicato stampa appena diramato dalla Polizia Locale. E poi dice che i commissari non servono. Tronca è moscio a dir poco ma la sua moscezza è sempre mille volte più volitiva della connivenza di qualsiasi primo cittadino preoccupato di perdere voti, sotto ricatto dai suoi consiglieri comunali, prudente contro i centri di pressione, potere o consenso che magari gli hanno garantito o gli garantiranno in futuro l'elezione. E dunque si vanno a mettere le manine laddove per decenni nessuno le metteva. In tutto questo non si spiega per quale motivo proprio sul mondo dei cartelloni, che vale 100 volte di più quello delle occupazioni di suolo pubblico anche solo banalmente in termini economici, speriamo che Tronca anche li apponga la necessaria e imprescindibile fimetta.
Intanto abbiamo Largo Corrado Ricci, una delle zone simboliche della città, che - pur dotata ancora di ben due benzinai (si, signori, a Roma ci sono due benzinai dentro ai Fori Imperiali, per are rifornimento ammirando le Colonne del Tempio della Pace, la Basilica di Massenzio e l'augusto retro del Foro di Nerva), verrà forse liberata dalla immondizia di cui era stata abusivamente ricoperta. 

Resta importante, ma questa sarà la partita del prossimo sindaco, una riforma globale e seria delle occupazioni di suolo pubblico. Anche per superare le follie ideologiche dell'attuale Giunta al governo nel I Municipio. I tavolini all'aperto ci sono in tutto il mondo e costituiscono una ricchezza per la città e un servizio apprezzatissimo dai turisti. Si tratta di gestirli, di trasformarli da problema in opportunità, di dare regole chiare per tutelare gli imprenditori per bene che fanno qualità e che decidono di rispettare le regole mettendo all'angolo i disonesti e chi somministra schifezze ai turisti. Oggi è esattamente l'inverso: bene che inizi a funzionare la repressione, importante affiancarla allo sviluppo.
-RFS

Video. La malattia solo romana contro i tavolini. A Piazza Navona al posto loro solo degrado, sosta selvaggia e monnezza

11 settembre 2015

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di tavolini all'aperto, di Viale Aventino e del fatto che se un tavolino disturba pedoni, disabili e mamme con il passeggino venga probabilmente - a parità di abusivismo - più tollerato di un tavolino che compie il sacrilegio di togliere posto alle auto. Come se la vocazione dei nostri centri storici sia, immancabilmente, quella di un enorme, sconfinato, puzzolente parcheggio a cielo aperto. 

Nella zona di Piazza del Fico, Tor Millina, Via della Pace i tavolini sono la cosa più normale del mondo. Se queste strade fossero a Londra, a Madrid, a New York o a Berlino sarebbero piene di tavolini anche perché i tavolini generano gettito per l'amministrazione, contribuiscono all'erario generale, garantiscono posti di lavoro e danno un servizio impareggiabile ai turisti.

Se un turista passa una serata seduto al Bar del Fico si può innamorare di questa città, può parlarne bene ai suoi amici, può decidere di tornarci. Se un turista transita velocemente da una Piazza del Fico ridotta a sfasciacarrozze abusivo quelle sensazioni benefiche e positive non le riceve, con tutte le conseguenze del caso.

Prima dell'estate siamo ripassati nell'area in questione, interessata da interventi massicci di eliminazione dei tavolini da parte di Municipio e Polizia Municipale. Se (nella parte finale del video) gli abusivi incalliti di Via di Tor Millina qualche tavolo lo hanno ripristinato, nelle altre aree la cosa che si è provocata è molto semplice: tolti i tavolini sono arrivate le auto in divieto, la spazzatura e le mini discariche, e i parking abusivi di scuteroni. 

Il centro storico è massicciamente peggiorato. E' diventato un luogo più spiacevole dove è sgradevole passeggiare. Un posto dove sempre meno persone per bene e di qualità vanno a passare del tempo e dove per conseguenza la concentrazione di gentaglia si eleva a potenza. Il tutto con una perdita secca di introiti per il Comune, di tasse per lo stato, di indotto turistico e di posti di lavoro. Davvero complimenti, una grandiosa strategia. 

Video. La trasformazione di Viale Aventino. Ettari e ettari di tavolini sul marciapiede. Sono tutti regolari?

9 settembre 2015
Avete visto cosa è diventata Viale Aventino? Era una strada depressa e derelitta, un istmo di passaggio tra i grandi nodi trasportistici e di traffico della Piramide e del Circo Massimo. Poi, qualche anno fa, la "riqualificazione" della strada. Una riqualificazione tra virgolette, come sempre a Roma, perché il marciapiede è stato allargato ma non a sufficienza per scoraggiare o, meglio, stroncare, la doppia fila. Perché la ciclabile che era obbligatoria per legge (non si può fare una manutenzione straordinaria senza prevedere percorsi ciclabili) non è stata fatta: ed ecco perché molti ciclisti, non avendo scelta, occupano il marciapiede.

La riqualificazione ha richiamato investimenti. E' un nostro mantra: cambia l'arredo urbano e tutto verrà a cascata. In questo caso rifare un pochino i marciapiedi ha portato imprenditorialità, trasformazioni, qualche volta (non sempre) qualità commerciale, bar, ristoranti, alberghi, gelaterie e tanti, tanti posti di lavoro. 

Il rovescio della medaglia? I marciapiedi sono spariti dietro una coltre informe, disordinata, caotica e infinita di tavolini all'aperto. Come sapete noi siamo smaccatamente a favore dei tavolini all'aperto. Crediamo che creino problemi, certo, ma siamo convintissimi che i vantaggi superino di molto gli svantaggi. Certo è che questi tavolini, tra i vantaggi che creano appunto, devono versare le tasse di occupazione di suolo pubblico. Gli imprenditori devono potere arricchirsi, lavorare, assumere, servire al meglio turisti e cittadini, ma devono contribuire anche al benessere pubblico con una tassa. Questi tavolini lo fanno? Non lo sappiamo.

Ciò che sappiamo, però, è che a questi tavolini non verrà tolto un capello. Non vedrete l'ombra di un vigile urbano prenderli a calci come invece è successo in centro vicino a Piazza Navona. Non vedrete blitz mattutini o notturni della Polizia Municipale, non leggerete di proposte di borchie, strisce verdi o quant'altro. Perché? Semplice: questi tavolini non tolgono neppure mezzo posto auto. Tolgono spazio ai pedoni, agli anziani, ai disabili, alle mamme con passeggino e anche alle bici che, a causa di una strada non a norma, sono costrette a percorrere il marciapiede per salvarsi la vita. Ma non torcono un capello alle auto, alla doppia fila, agli scooteroni. Anzi questa sovrabbondanza di posti a sedere all'aperto, unita ad una strada disegnata male e con dimensionamenti delle carreggiate "alla romana" (qui basterebbe una sola corsia, e invece ne sono state fatte due, di cui una costantemente occupata dalla doppia fila pericolosa e prepotente) porta il Viale a ospitare decine di auto in sosta abusiva pur in presenza di altrettante decine di posti liberi a pochi passi.

La nostra segnalazione risale al 27 agosto e IoSegnalo fa da testimone. Ma nessuna notizia di particolari azioni della Polizia Locale. Gli esercenti di Viale Aventino (sia quelli che pagano regolarmente il suolo pubblico sia quelli che hanno piazzato sul marciapiede tavolini abusivi) stiano tranquilli comunque: finché toglieranno posto alle persone e non alle auto nessuno dirà loro nulla.

"Siete cattivi: costringete gli imprenditori onesti a scappare da Roma". La lettera aperta di un ristorante che non vuole fare abusivismo a Ignazio Marino

28 giugno 2015

Roma è l'unica città che fa una guerriglia costante ai tavolini all'aperto. Il risultato di questa guerriglia, che Roma fa Schifo è l'unico organo di informazione cittadina a raccontare in maniera diversa ed a individuare come un enorme problema di visione, è duplice: da una parte porta le aziende poco serie a stare nell'abusivismo, dall'altra porta le aziende serie a soffrire ed a chiudere.

Questi sono i risultati di primo livello. Il risultato di secondo livello, invece, è il degrado della città: tavolini para-abusivi dall'aspetto orrendo (nessuno investe su dehors che da un momento all'altro possono esserti tolti o che ti possono essere revocati anche se regolari se l'amministrazione decide di approvare una norma, come la follia dei Piani di Massima Occupabilità) e spazi pubblici che vengono invasi da altri elementi - per lo più autovetture, ma anche commercio ambulante più o meno abusivo - quando sarebbero perfettamente vocati per i tavolini. 

Tutto questo mentre tutte le altre grandi città occidentali, nessuna esclusa, puntano - pur non avendo le bellezze da godere stando all'aperto e il clima favorevole che ha Roma - sui dehors come servizio per i turisti, come volano per l'economia e dunque per il gettito fiscale, per la crescita dei posti di lavoro. La nostra città, per squallide questioni ideologiche (e anche a causa di una classe imprenditoriale orrenda, nel mondo della ristorazione), si perde tutto questo.

Questa lettera da parte di un ristorante di buona qualità situato a pochi metri dal Colosseo (circondato invece da decine di ristoranti mediocri) spiega davvero tutto. Spiega a quale calvario sono sottoposti gli imprenditori che provano, nell'immondo scenario romano, a stare nella legalità.




Leggete che roba: il Comune qui rinuncia a posti di lavoro, a gettito fiscale, rinuncia a dare sicurezza ai pedoni ed ai turisti, rinuncia a combattere la sosta selvaggia, rinuncia ai versamenti di tassazione dell'occupazione di suolo pubblico. E, facendolo, non ha neppure il coraggio di rispondere di no dando la sicurezza a quell'operatore di non poter crescere (permettendogli magari di scegliere di andare da altre parti della città o, meglio, di chiudere e riaprire all'estero): semplicemente oppone il silenzio. Al massimo chiede nuovi progetti, come se gli architetti fossero gratis. Tutti sanno come si risolvono queste cose negli uffici, nei municipi e nei dipartimenti del Comune di Roma. Si risolvono con le mazzette anche se la lettera di Caffè Propaganda, elegantemente, non lo dice. 
Tutti i locali circostanti, locali quasi sempre di pessimo livello che ricoprono di vergogna la città e lasciano un ricordo orrendo nella mente dei turisti (pensiamo ai ristoranti su Piazza del Colosseo) hanno i tavolini all'aperto, Caffè Propaganda che è il ristorante migliore della zona no: forse perché ha la colpa di tener pulito, pagare le tasse e segnare i dipendenti. A perderci non sono solo loro, ma tutta la città.
Dietro a Caffè Propaganda ci sono soci che hanno creato posti - andateli a visitare, andateci a mangiare - come Litro al Gianicolo e il nuovissimo Banco a Via Ostiense. In tutti i casi posti di grande cura, di grande garbo e di qualità enormemente sopra la media. Banco, ad esempio, ha appena aperto e si è occupato di riqualificare un pezzetto altrimenti marcio e degradato di Via Ostiense con giardini verticali ed un'opera di street art. Questi imprenditori per il Comune di Roma sono il fumo negli occhi: perché generalmente non si fanno ricattare col rito della mazzetta. E dunque sono personaggi poco profittevoli, poco sexy per l'amministrazione: è gente per lo più onesta, destabilizzante per la città di Roma.

Gli imprenditori di Propaganda si rivolgono al Sindaco Marino. Ovviamente la cosa non è così semplice: questo genere di impostazione mentale il Comune di Roma ce l'aveva prima di Marino (non a caso il calvario di Propaganda conta più di tre anni e mezzo e Marino c'è da due anni) e ce l'avrà dopo. Sia, come abbiamo detto, per motivi ideologici, sia perché tenere tutto bloccato serve ad una parte dell'apparato cittadino che così può lucrare sul dividendo enorme della corruzione. Se io dico no a tutti, posso dire qualche a chi mi foraggia. Questo il ragionamento di una frangia dei vigili, questo il ragionamento di una frangia della Sovrintendenza e di una frangia degli uffici e dei funzionari cittadini. E', semplicemente, Mafia Capitale. Quella cosa che fa fuggire gli imprenditori onesti e rende la città un posto povero, degradato, miserabile e squallido. E' una tipologia di Mafia Capitale che fa più danni della Mafia Capitale di Buzzi e Odevaine, loro pare abbiano sottratto 100 o 200 milioni. Qui stiamo parlando di danni per miliardi, da moltiplicarsi per ogni anno. Qualche mese fa, e questo vi dice tutto sulla malattia mentale con la quale sono vissuti a Roma i tavolini all'aperto, abbiamo sentito una consigliera del Primo Muncipio affermare: "meglio non riqualificare Piazza del Colosseo anche se pagano i privati, perché poi rischiamo che con i marciapiedi più larghi ci mettono qualche tavolino in più". A Roma (e in particolare oggi nel Primo Municipio, amministrato in maniera sciocca) siamo - per stupidità, per ideologia o per cattiva fede, a seconda dei casi - nella stessa condizione del marito che, tradito dalla moglie, decide per dispetto di tagliarsi il pisello. Geniale...

***


Lettera Aperta al Signor Sindaco Supremo Ignazio Marino:Buongiorno signor Sindaco dopo 3 anni e 7 mesi , dopo 4 progetti diversi presentati costati tantissimi soldi tra consulenti urbanistici e avvocati le chiediamo anzi la preghiamo di sbloccare la richiesta per i tavoli esterni al nostro locale... Tutti i locali del Rione Celio hanno i tavoli esterni tranne noi... Lei capisce Signor Sindaco in estate che danni ci crea? Noi diamo lavoro a circa 22 persone tra chef, barman, runner, lavapiatti, addetti alle pulizie, segretaria d'ufficio, tutto personale regolarmente segnato, muoviamo l'economia di circa 35 fornitori italiani divisi tra food e beverage con materie prime scelte e molte di queste a km zero dando forza al nostro territorio laziale, siamo nelle più importanti guide internazionali dando un servizio di alta qualità alla nostra città, rispettiamo gli orari, la pulizia e il buon rapporto con il vicinato... perché dobbiamo subire questa prepotenza da parte del Comune Di Roma?
Perché la Sovrintendenza capitolina non esprime un parere? Ci siamo anche offerti di rifare a nostre spese il marciapiede inesistente all'esterno diroccato, distrutto da buche e sanpietrini divelti, dove non ci sono nemmeno le rampe di accesso per i disabili, dove le macchine con i lori musi parcheggiano dentro il nostro locale sfiorando le vetrine e ostruendo il passaggio dei tantissimi turisti che vengono a visitare il Colosseo dato che siamo a 300 metri dal monumento più importante della città in Via Claudia 15, infatti la cosa bella signor Sindaco che non siamo nemmeno davanti al Colosseo siamo verso il Celio, non catturiamo turisti in esterno noi siamo un bistrot elegante e riservato.
Caro signor Sindaco noi troviamo tutto questo assurdo e purtroppo essendo delle persone oneste non facciamo nulla di abusivo... ma voi state costringendo gli imprenditori onesti a scappare da questa città per investire in altri posti magari all'estero dove la politica è vicina a chi investe e da lavoro a tante persone, qui sembra che noi siamo i vostri nemici da combattere, qui non c'è rispetto per chi lavora dalla mattina alla sera voi siete cattivi... si siete cattivi non ci sono altre parole per definire tutto questo menefreghismo, questa è soltanto pura cattiveria. 
Perché la Sovrintendenza capitolina non esprime un parere? Ci siamo anche offerti di rifare a nostre spese il marciapiede inesistente all'esterno diroccato, distrutto da buche e sanpietrini divelti, dove non ci sono nemmeno le rampe di accesso per i disabili, dove le macchine con i lori musi parcheggiano dentro il nostro locale sfiorando le vetrine e ostruendo il passaggio dei tantissimi turisti che vengono a visitare il Colosseo dato che siamo a 300 metri dal monumento più importante della città in Via Claudia 15, infatti la cosa bella signor Sindaco che non siamo nemmeno davanti al Colosseo siamo verso il Celio, non catturiamo turisti in esterno noi siamo un bistrot elegante e riservato.
Caro signor Sindaco noi troviamo tutto questo assurdo e purtroppo essendo delle persone oneste non facciamo nulla di abusivo... ma voi state costringendo gli imprenditori onesti a scappare da questa città per investire in altri posti magari all'estero dove la politica è vicina a chi investe e da lavoro a tante persone, qui sembra che noi siamo i vostri nemici da combattere, qui non c'è rispetto per chi lavora dalla mattina alla sera voi siete cattivi... si siete cattivi non ci sono altre parole per definire tutto questo menefreghismo, questa è soltanto pura cattiveria.Da parte di tutto lo staff del Caffè Propaganda Via Claudia 15 Rione Celio

A Piazza Farnese i tavolini abusivi si tolgono con l'esercito, le auto abusive si tollerano. Per noi è una follia totale. Per voi?

26 giugno 2015






Sgomberati arredi abusivi a Piazza Farnese
E’ di 23 tavoli, 75 sedie, 3 ombrelloni con le relative piantane e 1 struttura metallica con doppio ombrellone il bilancio della rimozione forzosa di questa mattina eseguita dalla Polizia Locale, I Gruppo Trevi e task force del Comando Generale, a un bar di Piazza Farnese, che si era allargato all’esterno del suo locale con una occupazione di suolo pubblico non autorizzata. Questa è una delle tante operazioni che tutti i giorni vedono impegnati i caschi bianchi, di concerto con il I municipio, nella lotta al tavolino selvaggio, con lo scopo di restituire porzioni di territorio alla città, arginando le prepotenze e  gli abusi  di chi vuole fare cassa utilizzando mezzi illeciti a danno di coloro che vivono nel rispetto delle regole  e della legalità.

Fin qui il comunicato stampa di ieri della Polizia Municipale. Qua sotto, invece, le foto dell'altro ieri sera a Piazza Farnese. 18 auto posteggiate alla rinfusa. Come accade tutti i giorni, tutte le notti, tutte le sere. Basterebbe questo parallelo per capire il discorso che vogliamo fare e che ripetiamo ormai da anni, unici a livello cittadino (nessuno ragiona sui tavolini con l'impostazione che abbiamo dato noi, e francamente non si capisce perché). Nel centro di Roma, ormai da mesi, si continuano a togliere i tavolini abusivi (bene, anche se logica vorrebbe di capire se le situazioni si possono sanare, visto che vengono tolti tavolini da luoghi che sono perfettamente fit ad ospitare tavolini) facendo spazio alle auto (male, malissimo). E' una roba che non ha cittadinanza in nessuna capitale europea: perché qui si continua in questo modo? Noi francamente non riusciamo a capirlo. La sosta selvaggia imbruttisce la città, invoglia le persone ad usare l'auto anche quando non ne avrebbero bisogno, umilia l'esperienza dei turisti, non c'è da nessuna parte del mondo; i tavolini all'aperto ci sono in tutto il mondo, qualificano l'esperienza dei turisti, portano posti di lavoro e gettito fiscale e tasse nelle casse dell'amministrazione. Questi ultimi si penalizzano, la prima si favorisce. Che gioco è?








Aristocampo: "ecco perché abbiamo cancellato le strisce a Campo de' Fiori". La replica del locale di Piazza della Cancelleria

25 giugno 2015





Quanto successo in questi giorni ha l’obbligo di essere chiarito e motivato.
L’attacco mediatico scatenatosi nei confronti del nostro locale (e soprattutto dei loro esercenti) di Piazza della Cancelleria (Campo de' Fiori) circa la segnalazione avvenuta su Roma fa Schifo ha una logica giornalistica d’impatto, ma risulta priva di fondamento.
Sono 12 anni che il nostro locale è situato in questa piazza e trovare improvvisamente i nostri spazi esterni occupati dalle strisce bianche destinate ai parcheggi per cicli e motocicli, per giunta realizzate in maniera abusiva e prive di qualsiasi delibera municipale, ha scatenato l’inevitabile reazione di gestori e personale; reazioni che possono essere indubbiamente censurabili ma emotivamente comprensibili.
Per questo motivo, in risposta a chi ha voluto infangare il nostro nome in merito a tale episodio, Aristocampo ha deciso di rendere pubblica l’autorizzazione per Occupazione Suolo Pubblico concessa dal Municipio 1 dall’anno 2003 (e ad oggi mai disdetta), ed il pagamento effettuato delle rate degli ultimi tre anni.
Abbiamo subito un grave danno di cui siamo vittime. In queste ore si sta affrontando il problema nelle sedi opportune, ma abbiamo comunque ritenuto doveroso informarvi circa la nostra determinata opposizione, contestando quest’azione immotivata ed autoritaria.
Grazie per la Vostra attenzione,

Ufficio Stampa Aristocampo

*C'è da dire, cari amici dell'Aristocampo, che la campagna mediatica ve la siete fatta da soli. Hanno rimosso i vostri tavolini: è giusto? E' sbagliato? Se è giusto zitti, se è sbagliato fate ricorso. Ma voi avete optato per un'altra soluzione: avete montato i tavolini sopra la segnaletica e poi, nottetempo, l'avete proprio cancellata. "Emotivamente comprensibile"? Forse sì, ma comunque profondamente sbagliato...
Detto ciò passiamo al merito e ai vostri documenti. Dai quali si evince una cosa molto semplice: dieci anni fa l'amministrazione comunale di Roma immaginava a Piazza della Cancelleria  dei tavolini all'aperto, oggi l'amministrazione comunale immagina a Piazza della Cancelleria un volgarissimo parcheggio a cielo aperto. Nel quale è impossibile camminare, con parcheggiatori onnipotenti e auto sulle strisce pedonali. Lo ribadiremo domani pubblicando un video da noi girato proprio dopo il blitz in Piazza della Cancelleria. E lo ribadiremo ancora una volta domani pomeriggio pubblicando ciò che tra ieri e oggi è successo a Piazza Farnese: vedrete!
E', probabilmente, un problema di visione al di là dei regolamenti, al di là delle leggi: la visione di Sabrina Alfonsi, presidente del Primo Muncipio, è che le piazze storiche della città devono essere dei parcheggi di automobili e motorini. Tutto il resto, tutto quello che toglie posto alle auto posteggiate (anche abusivamente, su di loro non si fanno campagne stampa o blitz a fucili spianati), deve morire, sparire.
Dunque, cari Aristocampi, siamo più dalla parte vostra di quanto potete immaginarvi: la nostra visione di Piazza della Cancelleria è uno slargo con una piccola strada al centro per il solo transito delle auto, ai lati ampi marciapiedi protetti, zero auto posteggiate, tavolini all'aperto (con arredi curati e omogenei) e dunque tanti posti di lavori, turisti contenti, rispetto per gli straordinari beni culturali che affacciano sulla Piazza e quattrini che - come dimostrano le vostre ricevute - entrano nelle tasche dell'amministrazione. 
Amministrare, infatti, con la visione che il Primo Municipio ci sta dimostrando fa perdere all'erario un sacco di soldi. Soldi che poi dobbiamo rifondere tutti con tasse e con servizi mancanti. Questa politica folle, inedita da qualsiasi altra parte del mondo sui tavolini all'aperto sottrae al Comune una quantità immensa di risorse: chi si prende la responsabilità di fronte ai cittadini e di fronte - chissà - alla Corte dei Conti?
-RFS

Video incredibile. A Piazza della Cancelleria i ristoratori cancellano segnaletica con la vernice per rimettere tavolini abusivi. E minacciano chi fa il video

19 giugno 2015

Invio queste foto e questo video a testimonianza di quello che si sta perpetrando a Piazza della Cancelleria a Roma. Come noto "Lievito e farina" è recentemente finito sui giornali perché aveva messo i tavoli nel nuovo parcheggio riservato ai disabili.
Ebbene ieri sera (a cavallo tra il 18 e il 19 giugno) passo verso la mezzanotte e mezzo davanti all'Aristocampo tra Piazza della Cancelleria e Campo dei Fiori e vedo che hanno messo i tavoli sopra le strisce del parcheggio motorini. Le foto mostrano dove sono le strisce per i motorini e dove sono i tavoli. 




Più tardi verso chiusura dei locali intorno alle 3 del mattino, vedo che i camerieri dell'Aristocampo escono dal locale con pennelli e vernice nera. E cominciano a verniciare le strisce del parcheggio dei motorini di nero. 
Quando ci hanno scoperto che filmavamo, convinti della loro totale impunità e abituati a decenni di lassismo, ci hanno anche minacciato di spaccarci il telefono come si sente nell'ultima parte del filmato...
AC


*Caro lettore (giocoforza anonimo),
Non siamo affatto d'accordo con il progetto del Municipio e del Comune di togliere tavolini e di mettere al loro posto autovetture e motorini. La qualità della Piazza invece di migliorare, peggiora ulteriormente. Ciò detto e ciò premesso il livello di impunità, anarchia e prepotenza che questi ristoratori palesano è semplicemente impressionante: fa bene il Comune a riportare la legalità e a non transigere più a differenza di come si è fatto negli ultimi decenni: un caso simile di illegalità, trasportato in qualsiasi altro paese, si tradurrebbe in una perdita immediata della licenza da parte degli interessati che, questo è certo, non potrebbero fare più, mai più, questo mestiere. Ma qui siamo in Italia e difficilmente tutto questo, gravissimo, verrà considerato seppur minimamenete grave... 
Vorremmo tuttavia che una riqualificazione degli spazi urbani e degli spazi comuni della città passi da arredi urbani, verde, pedonalità, ciclabili, preferenziali non certo da un aumento della sosta in superficie di auto e moto che non fa altro che peggiorare le nostre strade e le nostre piazze. Anche perché se Piazza della Cancelleria la riqualifichi per davvero, con marciapiedi e percorsi pedonali protetti, è molto più difficile intervenire in maniera illegale visto che i marciapiedi e i paletti non li puoi cancellare alle 3 del mattino con un tratto di pennello... E invece il Primo Muncipio continua ad operare, pure lui come questi signori, col pennello: basti guardare Via del Pellegrino, "riqualificata" e subito occupata da auto in sosta abusiva. Se il Municipio è il primo ente a consentire occupazioni improprie di suolo pubblico e a favorire la creazione di un ambiente illegale, allora poi sorprendersi di questo video allucinante è più difficile...
Questo ci teniamo sempre a ribadirlo anche in presenza di documenti pazzeschi come questo.
E intanto speriamo in un provvedimento rigidissimo, in caso contrario, in caso di ulteriore lassismo e morbidezze, altri imiteranno questi geniali imprenditori...

-RFS

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