Visualizzazione post con etichetta uber. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta uber. Mostra tutti i post

A Roma una nuova metropolitana. Nasce la linea U: 8 fermate. Verrà realizzata in sole 2 settimane

25 novembre 2015

Dopo aver combattuto e vinto la battaglia contro i taxi (che infatti si sono ridotti o ad andare dall'avvocato o a rincorrere producendo app e similia), Uber adesso esagera e punta al terreno del TPL, del trasporto pubblico locale.
Lo fa in maniera sperimentale, ma come può essere sperimentale qualcosa di realizzato da una azienda che a livello globale fattura qualcosa come 25 miliardi di euro. Una sperimentazione, insomma, molto orientata al business, al marketing ed alla progettualità futura.

La piattaforma si chiamava Uber Giubileo, ma poi il progetto ha preso il nome ufficiale di Linea U e i volantini della nuova "linea metropolitana", travestiti da operai e ingegneri, ne hanno distribuito in questi giorni i volantini in giro per la città. 

Di cosa si tratta? Semplice: di un progetto di realizzazione virtuale (ma poi, per due settimane, del 10 al 24 dicembre, funzionerà davvero in superficie con tariffa fissa e pulmini a far da spola) di una linea di metropolitana con, come punto di partenza, una raccolta crowdsourced dei bisogni dell'utenza. 


Ti colleghi al sito della Linea U, ti registri, disegni la tua linea metropolitana e questi dati si sommano assieme agli altri. Le stazioni più gettonate costituiranno la linea che per davvero entrerà in funzione dal 10 dicembre e che proporrà l'idea possibile, alternativa al trasporto pubblico, del contributo che Uber può dare alla mobilità urbana. Ci sono fior di pronunciamenti di Parlamenti e di Authority a favore dell'arrivo di Uber (e di altri operatori simili) a vantaggio di una mobilità più integrata che dia più opportunità agli utenti, ma anche agli operatori. In definitiva le authority, ancor prima dei tassisti, hanno capito che Uber è una opportunità, non una minaccia, per i tassisti stessi. La Linea U è una 'scusa' per trasmettere quali possano essere le chance delle nuove tecnologie rispetto ai trasporti urbani, chance ampiamente ignorate dalla a dir poco pessima gestione di chi amministra il TPL a Roma.

È quello che abbiamo sostenuto noi dal primo minuto sottoscrivendo anche un accordo con Uber: chiunque nuovo utente si registri può utilizzare il nostro codice e partire già con 40 euro (da spendere in 2 corse) sul proprio conto Uber. Una opportunità che ha convinto ad abbonarsi svariate centinaia di cittadini. Provate, qui le istruzioni.

La querelle Uber-Taxi vista dal lato dell'economia. Della serie: "tassisti, meglio che vi rassegnate"...

7 ottobre 2015

Riceviamo da un lettore e volentieri pubblichiamo, anzi sotto chiosiamo pure. Ne approfittiamo per ricordare ai nostri lettori che ancora non abbiano testato Uber che è ancora attiva la promozione a nostro nome che permette di avere le prime due corse gratuite fino a 20 euro per un totale di 40 euro. Un bell'incentivo a provare la app anche se, ad onor del vero, ormai trovare una black car Uber a Roma è diventata una impresa ardua se non impossibile. Tra minacce, intimidazioni, ritorsioni legali e macchina del fango Roma è tornata nel medioevo delle città occidentali. Precisiamo, poi, che per questa "pubblicità" ad Uber (pubblicità che abbiamo fatto anche a Scooterino, a Car2Go, a Enjoy ecc ecc) non prendiamo purtroppo il becco di un quattrino. Anzi, invitiamo Uber - visto quanto parliamo bene di lei - a sponsorizzarci per davvero! 

Sono un lettore del blog e, viste le tante polemiche che ogni post su Uber e taxi scatena, volevo cercare di spiegare il perché ci sono tante persone, come me, che vedrebbero positivamente un evoluzione del mercato e il conseguente rafforzamento di un disincentivo all’uso e possesso dell’auto privata, specie in una città che vanta record nel numero di automobili per abitanti.


Il mercato dei taxi è spesso usato dai libri di testo di economia come esempio delle inefficienze causate da regolamentazioni e restrizioni al libero mercato: l’offerta è limitata con licenze, i prezzi prestabiliti, e degli standard garantiti. Il risultato più apparente è quello di avere spesso code, ovvero ciò che terrorizza gli economisti dai tempi dell’Unione Sovietica in quanto sintomo dell’impossibilità della domanda e dell’offerta di fare il loro naturale corso. Liberalizzando quindi, ci direbbero gli esperti, si permetterebbe a gente disoccupata o sottoccupata di aumentare l’offerta, abbassare i prezzi, e aumentare il numero della gente che fa uso di taxi.


In passato, una liberalizzazione di questo tipo sarebbe stata, però, abbastanza problematica, in quanto avrebbe potuto non garantire un adeguato livello del servizio e la sicurezza dei consumatori, oltre a favorire l’evasione (aspetto forse più caro ai legislatori, se vogliamo essere cinici). Con l’avvento di internet questo tipo di liberalizzazione è non solo auspicabile ma necessaria e inevitabile.


Per quanto riguarda la sicurezza, il sistema di feedback e recensioni e le regole ferree di una grande azienda, che ha tutto l’interesse a preservare la propria immagine, hanno dimostrato di poter garantire degli standard ottimi. Al contrario dei taxi tradizionali, ogni passaggio è automaticamente registrato: in caso di problemi, si può immediatamente risalire a ora, percorso, e nomi di autista e passeggero. Non a caso Uber fa 1 milione di servizi al giorno e le notizie di casi problematici, per quanto gonfiati il più possibile, si possono contare sulle dita di una mano. (Idem per Airbnb e per altri esempi di sharing economy contrastati da lobby preesistenti, che usano la scusa della sicurezza per difendere la propria posizione). Lo stesso si può dire per la qualità del servizio: mentre prima aveva un senso che il tassista dovesse passare qualche esame e dimostrare di conoscere la città, ora con il gps questo bisogno non c’è più (e comunque il sistema di recensioni controlla anche questo aspetto).


Con il pagamento online, il quale è richiesto e imposto al mercato dallo stesso consumatore in quanto più comodo e sicuro, anche il problema dell’evasione viene meno. Per contrastare l’evasione nel settore basterebbe quindi accertarsi che tutti i pagamenti avvengano in maniera digitale, per poi richiedere alle aziende i dati relativi agli autisti e confrontarli con quanto dichiarato per eventuali controlli. (Come ha fatto lo stato irlandese con Airbnb: senza creare un pastrocchio legislativo come quello romano con la nuova legge regionale su case vacanze e bnb; gli è bastato richiedere i dati dei pagamenti dalla compagnia  e controllare se è stato tutto dichiarato)


Aumentando l’offerta e facendo diventare il servizio più economico e alla portata di tutti, lo stato potrebbe destinare parte dell’aumento delle entrate in qualche forma di compensazione per i soldi investiti dai tassisti nelle licenze. Uso il termine “investire” non a caso: collocare un capitale per l’acquisto di un’attività che determini una rendita non è un investimento. E come tale è soggetto a rischio di mercato: come i possessori di negozi di noleggio di videocassette hanno, in gran parte, fallito a causa di Netflix, Youtube, Sky on demand e compagnia bella, così anche il taxi tradizionale può diventare obsoleto, e la licenza perdere di valore. E' una cosa normalissima: non risulta che i possessori di videonoleggio abbiano bloccato le strade per far sì che venisse oscurato Netflix. La compensazione quindi non sarebbe un qualcosa di dovuto, ma un qualcosa volto ad aiutare un gruppo della popolazione che ha subito un danno economico.


Non si può in ogni modo bloccare l’evoluzione del mercato per difendere gli investimenti di poche persone. Quando, in un futuro non troppo lontano, non ci sarà neanche bisogno di autisti per guidare le macchine, permettendo a Uber o ad altre compagnie di offrire il servizio a prezzi irrisori, ci ostineremo a difendere un servizio obsoleto e con prezzi ridicoli? E se pensate che parli di fantascienza vi consiglio di cercare su Google “Uber self-driving cars”: la compagnia sta già testando a Pittsburgh le sue macchine che si guidano da sole, senza autisti. Prima di fare l’ovvia obiezione luddista dell’aumento della disoccupazione, bisognerebbe notare che questo è il corso naturale dell’economia e dello sviluppo tecnologico il quale, per ora, ha esclusivamente migliorato il nostro stile di vita, spostando la forza lavoro verso mansioni più produttive senza diminuire l’occupazione.


Molti dei commentatori pensano sia assurdo che un blog come Roma fa schifo, fermo difensore della legalità, supporti realtà come Uber (o Scooterino) che hanno forse degli aspetti legali ancora non contemplati dai legislatori. Divertente è vedere nei commenti come molti denuncino il falso paradosso e l’ipotetica “marchetta”, ignorando l’impostazione del blog, che io condivido, sul promuovere qualunque cosa porti meno romani ad usare e possedere una macchina. Questi non capiscono che insistere sulla legalità di start up innovative, che portano un ovvio beneficio alla comunità, a discapito forse di una piccola minoranza, significa non conoscere la storia di tante aziende nate negli ultimi 10-15 anni: Paypal, Youtube e Airbnb sono solo alcune delle tante ex start up che operavano inizialmente in maniera semi illegale. La cosa è semplicemente il sintomo dell’incapacità dei legislatori, specialmente qui in Italia, di tenere il passo con lo sviluppo tecnologico ed il cambiamento dei bisogni della gente.


Siamo quindi di fronte ad una lobby che vuole continuare ad operare un cartello mantenendo delle barriere al mercato, sia economiche che legislative, non permettendo la libera competizione e gli enormi benefici che essa porterebbe alla collettività in termini di miglioramento di servizio e abbassamento dei costi. Come succede spesso in questi casi, le potenziali perdite sono concentrate in un gruppo limitato di persone, mentre gli eventuali benefici si distribuiscono uniformemente sulla collettività, rendendo la lobby molto più agguerrita nel difendere lo status quo che noialtri nel pretendere un cambiamento. Dobbiamo quindi, anche nel nostro piccolo, capire l’entità del danno che stanno causando ogni giorno alla nostra città e cercare di essere agguerriti quanto loro.
Erik 


*Erik,
sei fin troppo duro con i tassisti, eh! Il tuo discorso fila dal punto di vista economico, non fa una grinza e lo condividiamo. Ci limitiamo a fare qualche osservazione per noi però fondamentale. In primis vogliamo dare atto allo sforzo di alcune cooperative, in particolare la romana 3570, di svecchiarsi: la app IT Taxi è davvero una bella novità. Certo non ci sono dietro gli investimenti milionari che servono a mettere in piedi una app seria come quella di Uber a livello tecnologico, ma la buona volontà c'è tutta ed è lodevole. Chi scrive usa IT Taxi spesso e volentieri. 
Ma al di là di questo aspetto c'è qualche altra cosa di assai importante: noi non crediamo, infatti, che Uber danneggi "una minoranza" come la chiami tu, ovvero i tassisti. Noi crediamo al contrario che qualsiasi offerta alternativa di trasporto convinca le persone, sempre più persone, ad abbandonare l'auto di proprietà. Questo significa, anche, più clienti potenziali per i taxi. Ecco perché il car sharing, il bike sharing, Uber, Scooterino (così come il contrasto alla sosta selvaggia, l'implementazione di nuove ztl e isole pedonali) sono degli alleati incredibili per la categoria dei tassisti. L'unico nemico dei tassisti è l'auto privata, se un cittadino è in giro con la sua auto privata tutto potrà fare (incluso violare le norme del Codice della Strada) meno che prendere un taxi. Se un cittadino invece è in giro a piedi, col bike sharing, con Uber o con altro potrà sempre, a seconda di come si mette la giornata, trasformarsi in un cliente taxi.
In moltissimi paesi, ad esempio, i tassisti hanno compreso che Uber è una risorsa e non un problema. Forse tra mille anni - visto il livello intellettuale - lo capiranno anche i nostri. Nel frattempo noi cerchiamo di comprimere il millennio insistendo e ribadendo.
-RFS

Blocco di UberPOP? Per ora sì, ma UberBLACK è ancora attivo: ecco come abbonarsi e aver 40 euro gratis grazie al nostro blog

21 giugno 2015

COME FARE PER ABBONARSI AD UBER ED AVERE I PRIMI 40 EURO DI CORSE GRATIS

Pensate se negli anni Novanta le Poste Italiane avessero impugnato l'arrivo dell'e-mail chiedendo al giudice di impedire ai cittadini di comunicare attraverso mezzi "non autorizzati" e obbligandoli a continuare a mandarsi missive cartacee.

Pensate se le agenzie di viaggio avessero fatto chiudere Booking.com o se Outlook Express avesse chiesto la soppressione di Gmail dieci anni fa. Pensate a qualsiasi innovazione che ha disrupted il mercato e immaginatevi se fosse stata interrotta in nome della conservazione. Come saremmo ridotti oggi? I produttori di macchine da scrivere avrebbero fatto secchi i produttori di computer? Le linee aeree tradizionali avrebbero fermato le low cost? I venditori di ghiaccio, che affollavano le nostre città prima della guerra, avrebbero fatto ricorso per l'arrivo dei frigoriferi elettrici in nome di qualche cavillo e di qualche leggina interpretabile che in Italia si trova sempre?

E' quello che sta succedendo nel mondo dei taxi. Una delle corporazioni peggiori perché da una parte difende con le unghie e con i denti vecchi privilegi inesistenti (difendono il valore di licenze che in realtà valore non dovrebbero avere, perché assegnate gratuitamente) e dall'altra offre un servizio altamente scadente. Questa corporazione sta cercando in tutti i modi di fermare l'avanzata della tecnologia e del progresso. Di arrestare la società della condivisione e la sharing economi. Provano con una cucchiaino a svuotare il mare. Ovvio che non ci riusciranno, ma intanto disturbano. E in un paese con una legislazione medievale tra ricorsi, TAR e azzeccagarbugli si possono creare bei danni e cercare di procrastinare il cambiamento.

Non è la nostra opinione, intendiamoci, è l'opinione anche dell'Autority per i Trasporti, giusto per dirne una. Che ha detto, in maniera molto chiara, che "Uber è una realtà in tutto il mondo e che le leggi devono adeguarsi alla realtà". I taxi, insomma, avranno gioco molto difficile a continuare ad appellarsi ai regi decreti degli anni Quaranta. Una strategia che è perduta in partenza, inutile, patetica.

Per reagire alla assurda sospensione del servizio UberPOP (non c'era a Roma, purtroppo, e speriamo che venga attivato non appena la sospensione verrà annullata), vi invitiamo ad abbonarvi ad Uber sfruttando una fantastica promozione che l'azienda ha messo a disposizione dei lettori di Roma fa Schifo e che, in questi mesi, è stata utilizzata da più di un migliaio di cittadini. Chiedete a loro!

COME FARE PER ABBONARSI AD UBER ED AVERE I PRIMI 40 EURO DI CORSE GRATIS

Liberalizzazioni insabbiate dal Governo? 2 corse Uber da 20 euro gratis per i lettori di Roma fa Schifo che iniziano ad usare la app. Sfruttate la convenzione e fateci sapere

26 febbraio 2015


Torniamo a parlare di Uber. Roma è forse, paradossalmente e sorprendentemente, l'unica città italiana che sta vivendo l'integrazione contemporanea della mobilità su gomma in maniera sana e serena. O per lo meno relativamente sana e serena rispetto alle altre metropoli del paese. Rispetto a Milano, ad esempio, dove la capa di Uber viene minacciata e vive sotto scorta; rispetto anche a Torino dove la locale assurda lobby dei tassisti (la stessa che ha impedito addirittura un collegamento ferroviario - pur in presenza di ferrovia - tra l'aeroporto e la città) è andata fuori di cervello per quattro auto di UberPop sebbene poi la cosa abbia avuto eccellenti cascami in termini di concorrenza (leggete) a tutto vantaggio degli  utenti. 

A Roma tutto questo non sta accadendo. I tassisti forse hanno capito che Uber è e può essere anche loro alleato. Se utilizzo Uber per andare da una parte poi dovrò tornare a casa ad un certo punto e non avrò con me la mia vettura privata. Ne consegue che potrò ri-prendere Uber, ma, magari non trovandolo, potrò anche rivolgermi al taxi. Utilizzare modelli innovativi di mobilità (Uber, ma anche Car2Go, car-sharing, Enjoy, blablacar e autonoleggi. E speriamo presto un bike-sharing) è un vantaggio per tutti gli operatori della mobilità nessuno escluso. Taxi in primis. 

Certo i taxi hanno in questa fase a Roma un problema che si chiama tariffe. La domanda che abbiamo sempre fatto è: meglio fare 20 corse da 10 euro guadagnando 200 o fare 5 corse da 20 euro guadagnando 100? Prendi il taxi la sera e, con gli assurdi aumenti dell'era alemanniana alle tariffe, ti puoi fare il segno della croce. Ecco dunque che in alcuni momenti della giornata Uber, con le sue limousine lunghe un tot, è addirittura più economico del taxi. Così come è più economica la corsa, ad esempio, per Ciampino. Ne abbiamo fatta una qualche giorno fa e i risultati li vedete qui sotto nella ricevuta che ci è arrivata. Sì perché Uber, è una delle caratteristiche più interessanti, ti manda ogni volta che fai una corsa una ricevuta via mail in cui hai tutti i dati. Ovvio che, in questo modo, nessuno è interessato a imbrogliare il cliente che, in caso contrario, può mostrare al servizio di supporto un percorso non corretto e riceve rimborso. Semplici tecnologie 2.0 che non capiamo come mai i taxi tardino ad implementare a loro volta.


Insomma se vi invitiamo a testare Uber (grazie alla convenzione che abbiamo fatto con l'azienda e che permette a chiunque si abboni di fare le due prime corse gratuitamente) non è per dare addosso ai taxi - anche se il fatto che il Governo abbia insabbiato il processo di liberalizzazione del settore ci ha deluso non poco -, anzi tutt'altro. E' semmai per condividere una serie di oggettivi vantaggi:

- auto di lusso, pulite, spaziose
- zero contanti, tutto su carta di credito
- zero possibilità di essere buggerati
- costi uguali o addirittura inferiori ai taxi
- abbigliamento dell'autista consono e niente radio sintonizzata sulle emittenti daaaroma e daaalazie
- e poi se qualche autista sgarra - e a volte capita - basta mettergli un bel voto basso a fine corsa e Uber gli fa passare la voglia grazie al sistema di feedback
- una app avanzata e funzionalissima che funziona in tutto il mondo
- la possibilità, facendo abbonare altre persone, di guadagnare corse gratis
- la possibilità di avere le corse pagate da altri (in caso di codice promozione di un evento, di un convegno, di una fiera) o di condividere il costo della corsa se la si fa in tanti

Insomma, coerentemente con il nostro spirito di spingere i nostri lettori ad una mobilità più sana vi spingiamo a provare e vi diamo l'opportunità di farlo gratis. Noi usiamo Uber da più di un anno e la soddisfazione è pressoché totale, in Italia e all'estero. E' uno degli elementi che ci ha permesso di rinunciare completamente all'auto di proprietà, risparmiando, alla fine dei conti, un sacco di soldi. 

IN ALTO, NELLE IMMAGINI, TROVATE LE ISTRUZIONI DI COME PROFITTARE DELLA PROMOZIONE. A QUESTO LINK TROVATE ULTERIORI ELEMENTI. FATECI SAPERE COSA NE PENSATE. 

Uber adesso costa meno del taxi! Ecco alcuni motivi per cui ci piace e perché può essere strategico in una città come Roma. (Però ci piace anche il taxi, beninteso)

1 novembre 2014

Allora questa è una ricevuta Uber risalente a ieri notte. Sì, una ricevuta. Perché Uber - il servizio di autonoleggio che si prenota via app - non ti rilascia le ricevute con la pubblicità del locale per spogliarelli CicaCicaBum, anzi non ti rilascia proprio niente, ma quando sei salito su casa, dopo la corsa in una vettura di extra lusso, ti arriva una mail con questo contenuto. 
Analizziamola. C'è l'orario di inizio e di fine della corsa. Ci sono i chilometri precisi percorsi. C'è il link all'assistenza, il nome dell'autista, il link per vedere tutto lo storico delle corse che hai fatto precedentemente. Di più: c'è la mappa con il percorso che l'autista ha effettuato. Se una volta aperta la mail ci si accorge che l'autista ha per qualche motivo fatto una strada più lunga del dovuto, si manda una mail all'assistenza e l'assistenza, verificando l'effettivo errore, riaccredita sul conto Uber dell'utente l'importo in eccesso. Non sono possibili furti, raggiri o frodi: ci rendiamo conto che valore abbia questo aspetto? Enorme! E poi c'è tutto il dettaglio dei costi, precisissimo, e come si compone. La parte fissa, la parte variabile in base alla distanza e la parte variabile in base al tempo. Insomma una corsa da Porta Pia a Porta Maggiore costa 9 euro tondi tondi. Alle 23 passate. Quanto costerebbe, con gli assurdi aumenti dell'ultimo periodo, una corsa della stessa durata, di notte, su un taxi? Dopo le 22 la tariffa fissa del taxi è 6,50€. E poi da 6,50€ si parte a conteggiare. Quanto avremmo speso prendendo un taxi a Porta Pia? Qualcuno ipotizza un calcolo? Dunque Uber caro? Proprio no! E abbiamo pure trovato traffico causa Halloween...
Inoltre, come vedete, la corsa costa 9 euro ma viene addebitato effettivamente zero euro sulla carta di credito. Perché? Semplice, perché Uber ti permette di fare tu in prima persona marketing e passaparola tra i tuoi conoscenti e questo passaparola ti viene remunerato con dei crediti. Se convinci un amico a usare il servizio e se effettivamente questo amico si trova bene e lo usa, tu guadagni tot euro per aver portato un cliente sulla piattaforma. Oltre a questo ci sono tutta una serie di promozioni, sconti, iniziative che utilizzando queste piattaforme tecnologiche è facile implementare.

Il nostro autista Uber ieri sera ci ha raccontato di aver portato tantissimi ragazzi ai vari party del 31 ottobre previsti in città. Prenotare un'auto con lo smartphone è evidentemente visto come qualcosa di meno vintage che telefonare per avere un taxi, specie in una città dove, a causa della scarsità di taxi in rapporto a luoghi come New York e Londra, è difficilissimo alzare il braccio e fermare una vettura. Ma poi c'è anche il fattore risparmio (abbiamo visto che con le nuove tariffe Uber costa meno) e la possibilità di dividersi il costo della corsa direttamente tramite app, addebitandola non necessariamente sul conto di chi l'ha pagata. Insomma utilizzo semplice e intelligente della tecnologia. Che speriamo contagi anche gli operatori di taxi tradizionali i quali grazie a questa concorrenza potranno e dovranno svecchiarsi anche loro con vantaggi per tutti. Su Uber, per dire, se un guidatore non si comporta bene e ha delle recensioni cattive (ad ogni corsa si fa una recensione con un giudizio da una a cinque stelle) da parte degli utenti, viene estromesso dal servizio. Ne consegue che praticamente nessun autista di Uber osa fare il cretino, è chiaro no? E quanto vale per voi - per noi tantissimo - la possibilità di uscire dal mezzo senza dover mettere mano al portafoglio, senza preoccuparsi di avere i contanti, senza sentirsi dire che la carta di credito non è accettata, senza dover avere spicci, mance ecc!? Un'altro vantaggio? La app funziona a livello internazionale. Dunque che voi siate a Londra, a Parigi o a New York potete aprirvi la vostra app Uber e prenotarvi un'auto senza ulteriori abbonamenti o registrazioni.

Questo blog, come più volte specificato, è contrario all'utilizzo smodato del mezzo privato. Punta ad una mobilità paragonabile a quella delle altre città occidentali. Dunque ogni servizio che offra questa possibilità è il ben venuto. Il servizio taxi in primis chiaramente, ma anche tutti gli altri servizi (Car2Go, Enjoy, Car Sharing, BlaBlaCar e Uber appunto) che permettono di spostarsi senza dover possedere, manutenere, pagare o guidare una vettura propria. Ecco perché Uber non può essere visto in concorrenza con il servizio taxi ma anzi in sinergia. Grazie alla crescita e all'aumento di questi servizi innovativi sarà sempre maggiore il numero di persone invogliate a abbandonare l'assurdo possesso dell'auto privata. Queste persone, finalmente libere dalla proprietà dell'auto, saranno persone che volta per volta, a seconda delle convenienze e delle necessità si andranno a cercare per ogni loro spostamento un servizio adeguato. E questo servizio adeguato sovente sarà il servizio taxi. Ecco perché Uber, come tutti gli altri servizi, devono essere vissuti dai tassisti come alleati, non come nemici. I nemici sono semmai coloro che aprono le ztl alle 18, sono coloro che non sanzionano chi posteggia al venerdì o al sabato sera nelle isole pedonali e sui marciapiedi (se si continua a offrire sosta gratuita e abusiva impunita sarà difficile convincere le persone che la macchina è un mezzo scomodo e inadeguato!), sono coloro che non realizzano nuove corsie preferenziali e che non proteggono quelle già esistenti.

Ricordiamo a tutti coloro che ancora non ce l'hanno e che vorranno provare Uber, che grazie ad un accordo tra noi e la divisione romana della società americana ci sono a disposizione per chiunque di voi che si abboni qualcosa come 40 euro. Ovvero 20 euro per la prima e 20 euro per la seconda corsa. Insomma potete provare il servizio gratuitamente facendovi scorrazzare per le prime due volte a gratis su limousine di gran lusso. Tutte le istruzioni e il codice promozionale da utilizzare sono qui. E poi fateci sapere il vostro parere.

Il punto non è sponsorizzare un servizio a svantaggio di un altro. Anzi speriamo di poter raggiungere accordi anche con altri servizi per poter avere condizioni vantaggiose per convincere i nostri lettori ad utilizzarli. Il punto è invece convincervi a dotare il vostro smartphone di una serie di opportunità, oggi finalmente disponibili (sta nascendo anche una app, per ora esistente solo a Milano ma a nostro avviso potenzialmente rivoluzionaria, che permette di avere prezzi e disponibilità dei parcheggi privati attorno all'utente), che permettano di rinunciare alla vettura privata. La nostra anomalia sono le 80 auto ogni 100 abitanti, il doppio delle città civili (e non è solo perché abbiamo scarsi mezzi pubblici, intendiamoci). Uber, Car2Go, Enjoy e altri strumenti permettono di combattere questa anomalia: usateli tutti, in maniera integrata. Funziona!

40 euro gratis per tutti i lettori di Roma fa Schifo che vorranno testare Uber. Uno strumento di mobilità utile, da scoprire, da provare

3 marzo 2014

*Attenzione, da giugno 2016 la convenzione è passata da 40 a 20 euro*

Buone notizie per i lettori di Roma fa Schifo più attenti alle novità e appassionati di mobilità urbana che intendono provare una nuova proposta di cui molti di voi avranno senz'altro sentito parlare. In seguito ad un accordo con Uber, infatti, siamo nelle condizioni di offrire a ciascuno di voi fino a 40 euro (20 per ogni corsa) di spostamenti gratis sulle limousine di questo servizio internazionale, presente in oltre 70 città in 31 paesi, che da qualche tempo è sbarcato anche in Italia a Milano (con grande successo e conseguenti grandi polemiche da parte dei tassisti) e a Roma.

Ma di che si tratta? Cosa è Uber?
Si tratta di un servizio che, mediante una app scaricabile su iOS, Android o BlackBerry, permette a ciascuno di avere un autista personale in cambio di pochi euro per ogni viaggio. Macchine pulite e di gran lusso, cortesia, pulizia, trasparenza nelle tariffe (alla fine di ogni corsa arriva a casa una ricevuta con anche la mappa del percorso oltre che la velocità media e il tempo impiegato al secondo) e nessuna necessità di avere con se denaro contante: si paga con carta di credito, ma non serve neppure passarla nel pos dell'auto, semplicemente la app la prende dalla registrazione dell'utente. Un po' come quando comprate un film su iTunes o una app su App Store. E poi Uber spesso è gratis. Come? E' pieno di manifestazioni che per essere meglio raggiungibili 'comprano' corse a Uber e poi le regalano ai propri visitatori: basta - come farete con il nostro promo code 'romafaschifo' - inserire nel sistema un codice promozionale e quella corsa sarà gratuita o scontata. E poi ogni volta che si riesce a far iscrivere un amico al servizio, si guadagnano crediti (e dunque euro) per le corse successive.

Insomma Uber è un po' più caro dei taxi normali, ma alla fine, viste anche tutte le promozioni, la spesa risulta uguale se non addirittura inferiore. Con una qualità però davvero elevata, che spicca ancor di più in una città che tollera ancora troppi, davvero troppi, tassisti non all'altezza. Per tacere dei truffatori. 



Su Uber alla fine di ogni corsa si vota il proprio driver e il driver vota il passeggero. Così i passeggeri iscritti che creano problemi vengono eliminati dal servizio e lo stesso accade per i driver che non hanno un punteggio ottimo. La cosa più bella di Uber? La trasparenza e lo sfruttamento della tecnologia: ti punti sulla mappa e chiami l'auto e il sistema ti calcola quanto ci impiegherà, quando la prenoti puoi seguirla sulle mappe del telefonino per vedere dall'alto a che punto è, se devi andare da una parte all'altra puoi impostare i due indirizzi e avere il preventivo della corsa, se siete in due e volete 'steccarvi' il costo della corsa con Uber lo potete fare, tutti i comandi sono dentro all'app.

Ma come si comincia? Ecco.




Noi in redazione utilizziamo Uber già da un pezzo (assieme ai nostri piedi, alle bici, ai motorini, al car sharing e ai taxi è uno degli strumenti che ci ha permesso - da anni - di vivere bene senza possedere l'automobile, cosa che centinaia di romani potrebbero fare e non fanno), ecco perché ve lo consigliamo. Ed ecco perché quando Uber ci ha offerto di regalarvi 2 corse da 20 euro in cambio di questo post promozionale non ce lo siamo fatto dire due volte. 
Fateci sapere. Ecco il link.

ShareThis