Guido Improta se ne va, le notizie in merito non solo non
sono state smentite, ma sono state confermate dall’interessato. È, dice lui,
una scelta personale. E c’è da comprenderlo: Improta, non abituato come altri a
rubare per arrotondare, non è personaggio che possa accontentarsi degli
stipendi semplicemente ridicoli che un assessore a Roma percepisce. E le
dimissioni di improta, anche se nessuno vi proporrà questo ragionamento, devo
interrogare anche su questo. Altro che costi della politica da abbassare e
stipendi da auto-tagliarsi come sono soliti blaterare i grillini: la questione
è esattamente inversa, occorre che gli enti pubblici si accaparrino i
collaboratori migliori sul mercato e che li paghino per quanto valgono, magari
associando parte dello stipendio ai risultati come fa qualsiasi azienda privata
che si rispetti.
Improta, oltre agli altri motivi, se ne va anche per questo:
è un manager reputato, un tecnico di alto profilo, un dirigente pubblico e un
grand commis che non può stare a 3mila euro al mese avendo responsabilità che
manco un ministro. E allora, ovviamente, come già annunciato in principio, ciao
ciao.
Veniamo ora ai 2 anni di Improta assessore. E qui vengono le
luci e ombre. Luci per aver avuto in quel ruolo una persona di alto profilo
(gli assessori precedenti erano Aurigemma e Marchi, ve li ricordate? Cosa fanno
ora? Dove sono questi personaggi politici di così gran lignaggio dall’aver
meritato una poltrona così importante e strategica per la città), luci per aver
finalmente visto approvato il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU; non ci
soddisfa nei contenuti, ma almeno la città anche qui è tornata alla legalità),
luci per aver avuto sempre una sensazione di qualità da parte di un assessore –
e non è banale – che ha sempre dichiarato di voler sfavorire il traffico
privato come si fa in tutto il mondo civile, occidentale ed evoluto. Ombre per
aver visto trascurati tantissimi ambiti cruciali come i parcheggi interrati e
la ciclabilità. E a partire da qui ecco le 10 mosse che chiediamo al nuovo
assessore.
1. PREFERENZIALI
Fondamentali. E l’orizzonte non può essere quello del PGTU
di Guido Improta che le porta da 100 a 140 km. Occorre una cura da cavallo se
si vuole rendere funzionante il trasporto pubblico in questa città: gli autobus
devono andare per loro conto, distinti e distanti dal traffico urbano: chi
vuole imbottigliarsi in auto continui pure a farlo, ma non può imbottigliare
anche taxi, tram e bus. Ecco perché le preferenziali non solo devono aumentare
(a scapito della sosta, ad esempio), ma devono essere ben protette sia da
telecamere sia da cordoli. Cordoli che la follia di Alemanno eliminò e che
Improta, in due anni, non è riuscito a ripristinare rispondendo, anzi, alle
interrogazioni (del M5S) che gli chiedevano conto, che secondo lui tutto
sommato andava bene così. Senza fare tante, tante, tante altre preferenziali e
senza proteggerle adeguatamente separandole dal traffico privato i mezzi a Roma
non saranno mai appetibili come dovrebbero e continuerà sempre ad esserci la
scusante per chi utilizza l’auto: eh ma i mezzi non funzionano e sono lenti e
poco puntuali. Certo, senza preferenziali protette sarà sempre così.
2. ASSERVIMENTO SEMAFORICO
Vi sembrerà una piccolezza, ma non lo è. Abbiamo fior di
tramvie moderne (quella del 2, quella dell’8), ma nonostante le promesse
iniziali di quando vennero realizzate, i tram che vi passano sopra devono
aspettare i semafori come vetture private qualsiasi. L’8 parte dal capolinea di
Piazza Venezia e dopo 20 metri si ferma a Via D’Araceli perché magari trova il
rosso. E’ una pazzia. Il tram, quando cammina, deve avere i semafori che gli
diventano verdi via via, non interrompendone mai la corsa. Il tram si deve
fermare solo alle sue fermate, non ai semafori per dar precedenza al traffico
privato. Percorsi come quello del 2 e dell’8 diventerebbero per davvero metropolitane
di superficie con un minimo investimento: ci vuole solo un pizzico di coraggio
per sfavorire e penalizzare – come si fa in tutto il mondo – il traffico
privato.
3. CICLABILITÀ
La grande delusione del biennio di Improta (e di Marino, va da se!). Non si è fatto un cacchio di nulla. Ne sul territorio, ne negli uffici. Zero bike-sharing (anche se qui
dipende molto da come evolverà la faccenda dei cartelloni), zero ciclabili e si cerca di utilizzare armi di distrazioni di massa come la sciocchezza del GRAB. Intanto in alcune zone (vedi Via Labicana) è pure peggio di prima. Il
nuovo assessore si dovrà convincere che disegnare una città a misura di bici
(oltre che di pedoni, ovviamente) è condizione sufficiente (oltre che
necessaria) per risolvere gran parte dei problemi della città. Anche quelli che
sembrano lontani da questioni relative alla mobilità.
Prendete la nuova ciclabile di Via Portuense: grazie a
questa ciclabile e a come ha modificato la carreggiata stradale si risolvono
automaticamente (e a costo praticamente zero) tutta una serie di questioni.
Innanzitutto la strada è più sicura, poi si scoraggia di molto la sosta in
doppia fila e infine si rende la strada enormemente più facilmente pulibile per
l’Ama. A Roma tutte le carreggiate sono sbagliate per dimensioni: sono fatte,
insomma, alla romana ovvero prevedono lo spazio per la sosta e anche lo spazio
per la sosta selvaggia. Sono disegnate affinché anche in presenza di auto in
doppia fila il traffico non si interrompa, ma si rallenti solamente. Questo
significa che praticamente su ogni strada c’è spazio per fare una ciclabile
leggera e questo potrebbe rivoluzionare la città con una spesa minima (è
sufficiente ridisegnare la segnaletica) cambiando profondamente le abitudini
dei cittadini, non solo di quelli che prendono la bici. E la cosa potrebbe –
ecco perché andrebbe fatta in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente –
regalarci una città infinitamente più pulita.
4. PARCHEGGI INTERRATI
Roma muore di lamiere. Una percentuale enorme delle strade e
delle piazze è coperta di lamiere. A dispetto di ciò che si crede diffusamente,
in città c’è una sovrabbondante disponibilità di sosta e questo spinge anche
chi non ne avrebbe assoluto e profondo bisogno, a possedere un’auto o un’auto
in più a famiglia. “Tanto un buco si trova”. Un buco gratis, s’intende. La
sosta interrata e in struttura risolve questo problema, porta le strade e le
piazze a riqualificarsi (si pensi a Piazza Cavour, Piazza Gentile da Fabriano,
Piazzale delle Muse), restituisce tantissimi soldi in termini di oneri
concessori al Comune, genera posti di lavoro e fa ripartire il mercato dell’edilizia
e sprona molte famiglie a rinunciare alla seconda o alla terza auto avendo meno
posto disponibile allo stato brado per posteggiarle. Un vantaggio gigantesco
per la città, per la sicurezza stradale, ma anche per le famiglie stesse che
oggi, senza rendersene conto, investono una percentuale sconcertante nel
proprio reddito in auto che usano una volta a settimana se non una volta al
mese.
I PUP (da realizzarsi magari su una piattaforma diversa,
riformata rispetto al vecchio piano PUP approvato tanti anni fa. E soprattutto
all’insegna della trasparenza e al merito) sono a costo zero per l’amministrazione,
ma danno una enormità di vantaggi. Alcuni stupidi comitati sono contrari (il
loro scopo, mai dichiarato ma evidente, è quello di continuare a poter vivere
avendo due o tre auto a famiglia posteggiate gratuitamente sotto casa, magari
al posto dell’aiuola, magari sul marciapiede, magari sulle strisce, cosa
impossibile se grazie ad un parcheggio si riqualifica la sezione stradale e l’arredo
urbano) e dunque è necessario un assessore che con lucidità e visione sappia
mettersi contro questi sparuti cittadini, spiegando agli altri i grandi
vantaggi di una politica che porta le auto sottoterra e direzione l’utilizzo
del suolo pubblico per altre funzioni a ben maggiore valore aggiunto:
preferenziali, ciclabili, verde, pedonalità…
Realizzare parcheggi in project financing (addirittura prescindendo dalla loro reale necessità in termini trasportistici, perché una infrastruttura che ti riqualifica un quadrante è valida comunque, pure se per assurdo rimanesse vuota) porta soldi al comune, porta riqualificazione urbana, porta posti di lavoro, rende le strade più sicure. Davvero vogliamo rinunciare a questa miniera d'oro solo per non pestare i piedi a qualche decina di egoisti raggruppati in rumorosi comitati? Sindaco e (nuovo) assessore ci dimostrino che Roma sta cambiando...
5. STRISCE BLU
Meritoriamente Improta aveva eliminato il sistema folle
delle strisce blu impiantato dagli anni assurdi di Alemanno: gli abbonamenti
erano spariti e il costo era aumentato a 1,50. Il Tar ha assurdamente cassato
la decisione a causa di un ricorso del solito Partito della Macchina, ma ora,
grazie all’approvazione del PGTU, il provvedimento può essere rapidamente riproposto
recependo le indicazioni del Tribunale Amministrativo e il nuovo assessore deve
fare questo come suo primo atto. La cosa crea in una prima fase un po’ di
impopolarità, ma se si ha paura di questo genere di impopolarità significa che
non è vero che si vuole cambiare la città facendola arrivare a livelli europei.
Qui un nostro articolo dello scorso anno in cui spiegavamo i contorni della nostra posizione a riguardo.
Qui un nostro articolo dello scorso anno in cui spiegavamo i contorni della nostra posizione a riguardo.
6. CONGESTION CHARGE
Il PGTU, sul modello di Londra e di Milano, prevede la
Congestion Charge: chi entra nell’anello ferroviario in auto sarà costretto a
pagare o comunque avrà dei crediti esauriti i quali dovrà pagare. Sarà una
delle sfide principali del nuovo assessore e lo incoraggiamo a non
indietreggiare. A Milano si è dimostrato già come Area C (consigliamo, per
omogeneità nazionale, di chiamare la cosa allo stesso modo anche a Roma) ha
avuto dei benefici sull’ambiente, la salute, la congestione e il traffico.
7. SVILUPPO DEL FERRO
È vergognoso e disumano che metropolitane vecchie e nuove
vengano devastate da vandali imbrattatori ogni giorno. Ed è pericolosissimo costatare come nei depositi
Atac ci si possa intrufolare con la massima facilità: e se lo fa un adolescente
imbecille significa che lo può fare anche un malintenzionato, un folle o,
magari, un terrorista. Ci aspettiamo dal nuovo assessore che ci faccia
viaggiare in metropolitane pulite (dentro e fuori) e sicure. Oltre che in
metropolitane puntuali, visto che ormai i tempi di attesa hanno raggiunto il
livello del Regionale per Foligno…
Ma questa è l'estetica e la sicurezza. Poi si passa allo sviluppo della rete. Il che significa che vogliamo avere una città che non solo inizia subito a progettare e realizzare i nuovi tram previsti anche nel bilancio 2015 del Comune (i famosi soldi che l'assessore Scozzese ha stanziato ma che gli uffici, pieni di incapaci e raccomandati, non riescono a spendere perché tra nullafacenza e insipienza ci vogliono anni per mandare avanti banali pratiche), ma che dimostra coraggio sulle metropolitane. La Metro C deve arrivare risolutamente fino a Prati e anche oltre. Senza prescindere dalla fermata Chiesa Nuova. E poi bisogna mettersi a progettare la Metro D senza tentennamenti e trasformare in Metro la Roma-Lido (questo deve essere il trasporto per il nuovo Stadio, non un tronchettino della B). Inoltre gli accordi con le Ferrovie dello Stato vanno portati avanti senza tentennamenti: chiusura dell'Anello Ferroviario, realizzazione delle stazioni Pigneto e Zama, frequenza delle FR...
8. INDIRIZZI PRECISI SU ATAC
Il nuovo Assessore, come Improta, avrà la titolarità dell’indirizzo
sull’azienda partecipata Atac. Fermo restando che siamo convinti della
necessità di un fallimento della stessa e di una assegnazione del servizio
previo bando internazionale, nel frattempo non ci dispiacerebbe un assessore
che indicasse con precisione ad Atac come operare per uscire dalle secche. In
primis ci piacerebbe poter costatare una lotta senza quartiere all’abusivismo.
Ad oggi nessuno paga gli autobus e molti evadono la metropolitana. I controlli
non bastano e non sono efficienti. Cosa occorre? Semplice: si entra tutti
davanti e si paga davanti all’autista, poi si accede al bus. Si fa così a
Londra o a New York. Basta copiare. Atac non solo potrebbe recuperare decine e
decine di milioni di euro, ma potrebbe garantire ai propri utenti una
esperienza decisamente più gradevole di viaggio: oggi viaggiate stretti come
sardine perché la metà delle sardine
sono lì in quanto non paganti. Se fossero forzate a pagare magari non ci
sarebbero.
8a. SCUOLABUS
Uno sviluppo - anche in seno ad Atac o comunque alla società che si occuperà del trasporto a Roma in futuro - di una seria rete di scuolabus anche per bambini piccoli (quelli che non possono di certo prendere il bus da soli) la consideriamo una cosa ultrastrategica per tutta una serie di motivi che abbiamo già in passato elencato qui e che restano tutti validi.
8a. SCUOLABUS
Uno sviluppo - anche in seno ad Atac o comunque alla società che si occuperà del trasporto a Roma in futuro - di una seria rete di scuolabus anche per bambini piccoli (quelli che non possono di certo prendere il bus da soli) la consideriamo una cosa ultrastrategica per tutta una serie di motivi che abbiamo già in passato elencato qui e che restano tutti validi.
9. SOSTA (SELVAGGIA)
Ci auguriamo tanto che il nuovo Assessore ai trasporti e alla mobilità comprenda che il primo vulnus per la mobilità a Roma è la sosta selvaggia. A Roma non c'è traffico, a Roma c'è congestione dei flussi veicolari dovuta alla sosta. A Roma non ci sono mezzi pubblici lenti, a Roma ci sono mezzi pubblici bloccati nel traffico, traffico creato dalla sosta. A Roma si va in giro in macchina perché si sa che tanto un buco per fermarla lo si trova, se questi 'buchi' li togliamo decine di migliaia di persone rinunzieranno all'auto rendendo tra l'altro la vita più facile a quelli che, veramente, non ne possono fare a meno. Questo ragionamento nella città di Mafia Capitale non è stato mai fatto. Ma se si parte con questa impostazione mentale, tutto quanto viene di conseguenza: è solo un problema di lucidità e visione. E solo successivamente di controllo e di corretto arredo urbano. Dopodiché tutto vien da se, basta volerlo. Basta vederlo.
10. CARICO E SCARICO MERCI
E' un mondo assurdo a Roma. Governato da padroncini e dittuncole di autostrasporto che al confronto Buzzi e Carminati sono meno pericolosi di un reverendo di provincia. Insomma: ci vuole tanto, tanto coraggio per smontare un sistema allucinante che consente a chiunque, con qualunque fatiscente mezzo, di consegnare in qualsivoglia negozio (al grido di "aho stamo a lavorààà") a qualsiasi ora fermandosi in qualsiasi posto. Non accade nulla del genere al mondo.
9b. FERMATE TRASPORTO PUBBLICO (in collaborazione con assessorato ai lavori pubblici)
Con un semplice progetto di arredo urbano a costo zero (anzi a guadagno per il Comune) la città potrebbe finirla di vivere l’umiliazione di fermate del trasporto pubblico all’interno delle quali si parcheggia abusivamente. Uno scempio che può finire seguendo questo progetto che giace nei cassetti capitolini da anni e anni...
9c. ROTAZIONE SETTIMANALE PER PULIZIA STRADE (in collaborazione con assessorato all'ambiente)
Un progetto, anche qui, a costo davvero zero e risolutivo. Non solo per tenere più pulite le strade. Implementare ciò che è norma dovunque ovvero il divieto settimanale di sosta sulle strade per consentirne la pulizia è strategico. Perché? Perché in un battibaleno toglie dalle strade le decine di auto abbandonate o para-abbandonate. E, oltre a questo, perché determina un elemento di disturbo per la sosta in strada e dunque un elemento che può convincere molti a abbandonare il possesso dell'auto privata: se una famiglia ha tre vetture (e magari le utilizza poco) continuerà a possederle finché qualcosa non cambierà nello scenario, la pulizia delle strade obbligherebbe quella famiglia a spostare ogni settimana le tre auto e a trovar loro posteggio da qualche altra parte: una seccatura che si affronta solo se queste vetture servono per davvero, ma proprio per davvero. Ecco il motivo per cui tutte le città civili, grandi e piccole (anche in Italia!), utilizzano questo metodo. Aggiungeteci, poi, che la cosa scongiurerebbe in parte gli allagamenti che umiliano la città ad ogni pioggerellina: gli scarichi si intasano a causa della sporcizia tra auto e marciapiede, sporcizia che non si riesce a pulire se non togliendo le auto. Dunque vantaggi per tutti, seccature solo per chi ha scambiato la città per il suo proprio garage...
9c. ROTAZIONE SETTIMANALE PER PULIZIA STRADE (in collaborazione con assessorato all'ambiente)
Un progetto, anche qui, a costo davvero zero e risolutivo. Non solo per tenere più pulite le strade. Implementare ciò che è norma dovunque ovvero il divieto settimanale di sosta sulle strade per consentirne la pulizia è strategico. Perché? Perché in un battibaleno toglie dalle strade le decine di auto abbandonate o para-abbandonate. E, oltre a questo, perché determina un elemento di disturbo per la sosta in strada e dunque un elemento che può convincere molti a abbandonare il possesso dell'auto privata: se una famiglia ha tre vetture (e magari le utilizza poco) continuerà a possederle finché qualcosa non cambierà nello scenario, la pulizia delle strade obbligherebbe quella famiglia a spostare ogni settimana le tre auto e a trovar loro posteggio da qualche altra parte: una seccatura che si affronta solo se queste vetture servono per davvero, ma proprio per davvero. Ecco il motivo per cui tutte le città civili, grandi e piccole (anche in Italia!), utilizzano questo metodo. Aggiungeteci, poi, che la cosa scongiurerebbe in parte gli allagamenti che umiliano la città ad ogni pioggerellina: gli scarichi si intasano a causa della sporcizia tra auto e marciapiede, sporcizia che non si riesce a pulire se non togliendo le auto. Dunque vantaggi per tutti, seccature solo per chi ha scambiato la città per il suo proprio garage...
10. CARICO E SCARICO MERCI
E' un mondo assurdo a Roma. Governato da padroncini e dittuncole di autostrasporto che al confronto Buzzi e Carminati sono meno pericolosi di un reverendo di provincia. Insomma: ci vuole tanto, tanto coraggio per smontare un sistema allucinante che consente a chiunque, con qualunque fatiscente mezzo, di consegnare in qualsivoglia negozio (al grido di "aho stamo a lavorààà") a qualsiasi ora fermandosi in qualsiasi posto. Non accade nulla del genere al mondo.












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