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Allucinante a San Paolo. La stazione della Metro B trasformata in magazzino per la bancarella

23 luglio 2019








Vi ricordate le promesse di pulirla, riqualificarla, riportarla ad un minimo di dignità a beneficio dei tanti pendolari e cittadini che ancora a Roma si autoinfliggono l'umiliazione di prendere i mezzi pubblici? 
Ebbene ecco invece le condizioni della stazione San Paolo della Metro B. C'era stato anche lo sgombero della enorme bancarella perché pericolosa, abusiva e perché parandosi davanti all'uscita di sicurezza garantiva la morte del sorcio agli eventuali passeggeri in fuga in caso di emergenza, esplosione, incendio.
Nulla di fatto, non solo la bancarella è tornata al suo posto (del resto dopo pochi giorni sono tornate anche quelle su Viale Trastevere, nonostante il grande battage mediatico che raccontava il loro spostamento), ma ora utilizza la stazione come deposito per i suoi scatoloni. 
Si fa enorme fatica a credere che questa sia la stazione di una città occidentale, in pieno centro storico, a servizio di una delle basiliche più importanti della cristianità a livello mondiale. 
Naturalmente per il presidente del Municipio Ciaccheri i problemi sono altri. Anzi i suoi amici dei centri sociali di zona contribuiscono al degrado riempiendo ogni santo giorno le pareti di manifesti abusivi.

Il nuovissimo presidente dell'VIII Municipio e le affissioni abusive

25 giugno 2018


Per un giorno, almeno per un giorno, potremmo starcene tranquilli e goderci (oddio, c'è poco da godere) il sistema di potere di Virginia Raggi che si sfalda ancor prima di essersi strutturato. Che si sbriciola nei municipi dove il Movimento 5 Stelle neppure riesce ad arrivare ai ballottaggi dopo 2 anni di assurdo malgoverno. Probabilmente questo ciclo di amministrazione basato su bugie, clientele sfrenate e su una classe politica priva sia di competenze che di visione finirà molto presto, e potremmo compiacercene (anche perché siamo stati i primi, e sovente anche gli unici, a smontare i castelli di bugie che venivano e vengono goffamente edificati ogni giorno). E invece no, e invece l'indole di rompiscatole non ci abbandona neppure ora.

Anche perché se la classe dirigente "nuova" che si propone come alternativa si comporta in maniera vecchia e superata allora non va bene, allora c'è qualcosa che non è chiaro, allora c'è qualcuno che non ci ha capito niente. Allora è inutile combattere l'attuale sistema.

E così in attesa di poter apprezzare (o, speriamo di no, criticare) l'operato del grande prof. Giovanni Caudo neopresidente del III Municipio, ci concentriamo ancora una volta sull'VIII, territorio controverso di cui abbiamo parlato di recente. Nel constatare che per lo meno Amedeo Ciaccheri dopo la sua vittoria elettorale non ha nominato, come aveva paventato, assessore Paolo Berdini e che all'assessorato al commercio è andata una figura di garanzia e competenza come Leslie Capone (già braccio destro di Marta Leonori), non possiamo evitare però di notare quanto abbiamo visto negli scorsi giorni nel territorio di Garbatella e dintorni.

E così approfittiamo per tornare a parlare dei micidiali bandoni elettorali. Catafalchi di metallo arruzzoniti con i quali a Roma si fa ancora una campagna elettorale che profuma dei peggiori anni Cinquanta, quelli del pressappochismo dettato dai pochi mezzi del dopoguerra. Oggi è ancora così: pali conficcati nei marciapiedi o nelle aree verdi, pannelli di metallo taglienti e ossidati, manifesti affissi sopra da ditte che lavorano in nero con apette Piaggio, scope e colla tossica che cola pericolosa sull'asfalto o nelle aiuole. Uno scenario ridicolo se confrontato a qualsivoglia campagna elettorale in Europa, in Giappone, in Nord America. Terzo mondo, sottosviluppo.

Quando vai a governare e trovi il sottosviluppo hai due scelte: o combatterlo cercando di evolvere il territorio che sei chiamato ad amministrare, oppure adeguarti e sfruttarlo a tuo favore. A quanto ci è sembrato, Ciaccheri ha optato per la seconda scelta. 

Un presidente di Municipio che si presenta come nuovo, giovane e di alternativa rispetto alla cialtronaggine grillina avrebbe dovuto come primo atto richiedere l'immediata rimozione dei bandoni elettorali (vinte le elezioni, la campagna elettorale è terminata!) e avrebbe dovuto consequenzialmente pianificare un sistema più civile per le prossime elezioni.
Ciaccheri, uomo dei centri sociali, che ha fatto invece? Lo vedete dalle immagini. E' partito con un ulteriore giro di affissioni giocoforza abusive riempiendo i bandoni e utilizzandoli per dire grazie ai suoi elettori. Un modo di interpretare la comunicazione politica vecchio di 70 anni, concepibile solo a Roma. Immaginate un presidente di un borgo di Londra o di un arrondissement di Parigi che riempie il proprio territorio di cartacce abusive appiccicate con la scopa e con la colla da qualche dittuncola di attacchini per ringraziare della vittoria elettorale appena conseguita. Sarebbe ipotizzabile? 

Hai un problema, hai un'anomalia sul tuo territorio e invece di risolverlo lo strumentalizzi? Ma dove al mondo...?

La speranza è che questa sia l'unica critica che saremo costretti a rivolgere a Ciaccheri, anche se le forsennate posizioni su Ex Fiera, Piazzale dei Navigatori o Mercati Generali non lasciano ben sperare.

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