Come si ben sa, uno degli autentici drammi di Roma e una delle più schiette cause del suo declino è l'atteggiamento dell'imprenditoria privata. Un misto di cialtronaggine e incapacità manageriale priva di visione e di qualità che lavora, quasi sempre, contro (contro!) i propri interessi.
Tutto questo è vero, ma sono anche vere, concrete e corpose le eccezioni. Ci sono molti casi, insomma, di imprenditoria di qualità e di impegno autentico e sano che mettono ancor più in evidenza la maggioranza di commercianti ed esercenti sciatti e ciarlatani.
Ancora più vero però è un postulato: a Roma i commercianti\imprenditori faranno anche pietà, ma la parte pubblica è perfino peggio. Come in una gara ad essere più pressappochisti, superficiali, cazzari.
Centocelle è un caso emblematico in questo senso. Nell'ex impenetrabile quartiere orientale fatto di degrado e simbolo stesso di lontananza e marginalità, gli imprenditori si sono oggettivamente mossi tanto. Da ormai 10 anni una imprenditoria quasi sempre giovane, quasi sempre sana (si iniziò con Pro Loco di Vincenzo Mancino e poi a cascata tanti altri bellissimi nomi) ha via via colonizzato il quartiere favorendone una gentrificazione moderata, all'insegna di impegno e serietà.
E tu comune, che ormai da svariati anni hai un quartiere difficile e distante che diventa una nuova centralità e da solo (da solo!) si gentrifica grazie alle idee di tanti piccoli e piccolissimi imprenditori che fai? La cosa più ovvia che farebbe qualsiasi amministrazione da qualsiasi parte del mondo è procedere ad una riqualificazione di alcune aree del territorio. Fare alcune piccole isole pedonali, riqualificare le strade principali del quartiere, realizzare qualche pista ciclabile e se possibile istituire o manutenere meglio le aree verdi.
A Centocelle tutto questo non è stato fatto neppure minimamente. A fronte dell'impegno dei privati, il Comune ha voltato le spalle al netto della costruzione della Metro C. Zero riqualificazioni urbane, zero progetti. Le strade principali del quartiere sono oggi come erano 20 o 40 anni fa. Anzi peggiori. Tor de Schiavi (da qui il video) è piena di cartelloni abusivi da far paura (la riforma del comparto, iniziata da Marino, è stata bloccata dai 5 Stelle per tutelare il racket dei cartellonari), lo spartitraffico invece di ospitare verde, ciclabili o corsie preferenziali è pieno di auto in sosta abusiva. Via dei Castani, da par suo, è piena di esercizi commerciali che andrebbero valorizzati ma pare di stare a Bucareste nel 1982, col tranvetto che passa in mezzo alla strada dovendo fare a spallate con le mille auto in sosta selvaggia.
Basterebbe la riqualificazione di queste due strade per sprigionare in quest'area nuovi investimenti a questo punto non solo commerciali ma anche immobiliari, alberghieri e quant'altro. Me nessuno ha questa lucidità e questa visione che pure il sindaco di Civitavecchia o di Frascati avrebbero...
Tutto questo è vero, ma sono anche vere, concrete e corpose le eccezioni. Ci sono molti casi, insomma, di imprenditoria di qualità e di impegno autentico e sano che mettono ancor più in evidenza la maggioranza di commercianti ed esercenti sciatti e ciarlatani.
Ancora più vero però è un postulato: a Roma i commercianti\imprenditori faranno anche pietà, ma la parte pubblica è perfino peggio. Come in una gara ad essere più pressappochisti, superficiali, cazzari.
Centocelle è un caso emblematico in questo senso. Nell'ex impenetrabile quartiere orientale fatto di degrado e simbolo stesso di lontananza e marginalità, gli imprenditori si sono oggettivamente mossi tanto. Da ormai 10 anni una imprenditoria quasi sempre giovane, quasi sempre sana (si iniziò con Pro Loco di Vincenzo Mancino e poi a cascata tanti altri bellissimi nomi) ha via via colonizzato il quartiere favorendone una gentrificazione moderata, all'insegna di impegno e serietà.
E tu comune, che ormai da svariati anni hai un quartiere difficile e distante che diventa una nuova centralità e da solo (da solo!) si gentrifica grazie alle idee di tanti piccoli e piccolissimi imprenditori che fai? La cosa più ovvia che farebbe qualsiasi amministrazione da qualsiasi parte del mondo è procedere ad una riqualificazione di alcune aree del territorio. Fare alcune piccole isole pedonali, riqualificare le strade principali del quartiere, realizzare qualche pista ciclabile e se possibile istituire o manutenere meglio le aree verdi.
A Centocelle tutto questo non è stato fatto neppure minimamente. A fronte dell'impegno dei privati, il Comune ha voltato le spalle al netto della costruzione della Metro C. Zero riqualificazioni urbane, zero progetti. Le strade principali del quartiere sono oggi come erano 20 o 40 anni fa. Anzi peggiori. Tor de Schiavi (da qui il video) è piena di cartelloni abusivi da far paura (la riforma del comparto, iniziata da Marino, è stata bloccata dai 5 Stelle per tutelare il racket dei cartellonari), lo spartitraffico invece di ospitare verde, ciclabili o corsie preferenziali è pieno di auto in sosta abusiva. Via dei Castani, da par suo, è piena di esercizi commerciali che andrebbero valorizzati ma pare di stare a Bucareste nel 1982, col tranvetto che passa in mezzo alla strada dovendo fare a spallate con le mille auto in sosta selvaggia.
Basterebbe la riqualificazione di queste due strade per sprigionare in quest'area nuovi investimenti a questo punto non solo commerciali ma anche immobiliari, alberghieri e quant'altro. Me nessuno ha questa lucidità e questa visione che pure il sindaco di Civitavecchia o di Frascati avrebbero...






















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