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"Non sembra Roma". La piazza di Casal Bertone che ci spiega come si fa una piazza

19 settembre 2016








Vi è talmente piaciuto l'articolo "non sembra Roma" pubblicato ieri che oggi abbiamo subito sentito l'esigenza di replicare. Roma è in condizioni così disperate che è difficile soffermarsi sulle cose buone, visto che sono circondate e umiliate dalla zella, ma è altrettanto vero che quelle poche cose buone vanno non solo valorizzate, ma utilizzate come pietra di paragone per capire come fare e per sottolineare i mille sbagli compiuti dove bene non si è fatto. 
Di tanto in tanto, insomma, ci sforzeremo di "parlare bene" della città, ma con lo scopo esclusivo di dar degli elementi di vergogna a chi continua a pensare male, a realizzare male, a progettare male. 

Piazza Santa Maria Consolatrice, autentico ombelico di Casal Bertone, quartiere simbolo di una periferia che solo con un briciolo di buona volontà potrebbe diventare centro e meglio del entro, ci viene in perfetto aiuto in questo senso. 

Andateci a qualsiasi ora della mattina o del pomeriggio. In mezzo alla settimana o nel weekend. Andateci e diteci. Se non potete andarci guardate queste foto e provate ad analizzarle. L'atmosfera del piccolo centro di provincia nel cuore della città, ed è una vittoria, non provincialismo. Fanno lo stesso Londra e New York, perfino. I bambini che giocano, i vecchi che chiacchierano, le famiglie. Tutte le generazioni in una piazza. Lo spazio per il verde, l'area per i giochi, l'arredo urbano funzionale, tantissimi minori che giocano in sicurezza non minacciati da mezzi a motore. Il simbolo del relax. La bacheca di quartiere, le biciclette, la piazza intestata ad un valoroso partigiano locale. E le sedie a rotelle. Non le vedete mai a Roma, Roma sembra la città con meno disabili al mondo. In realtà ne è piena ma sono tutti segregati in casa perché la città è povera di spazi per loro fruibili come questo.

Degrado e vandalismo sono marginali se non assenti. Anche perché la piazza non è abbandonata a se stessa, ma è collegata alle attività commerciali circostanti e presidiata (quante volte lo abbiamo detto???) da un chiosco che da una parte è bar, dall'altra è tabaccheria e edicola. 
Pensate alla differenza tra questa piazza, realizzata una decina d'anni fa e dunque tutt'altro che nuova nonostante l'aspetto impeccabile, e Piazza Testaccio, progettata a pene di segugio dal Primo Muncipio. Lì l'area pedonale è un'isola centrale, non collegata, mal fruibile, non attaccata ai palazzi. Qui l'isola pedonale è vera, non è circondata dalle lamiere, si collega ai palazzi, ai negozi, alla chiesa. Agli elementi che fanno una comunità di quartiere. 

Ci sono tutte le cose di cui predichiamo tutti i giorni: le attività commerciali di qualità nelle aree verdi, l'eliminazione delle auto, la manutenzione in qualche maniera affidata ai privati, il conflitto di interesse sano tra i vandali che vogliono appropriarsi del territorio e gli operatori economici che tanto più guadagnano quanto più hanno un territorio libero dai vandali. E tutto questo funziona in maniera solo apparentemente spontanea. Andate a fare una passeggiata nel cuore di Casal Bertone, non sembra Roma!

"Non sembra Roma". Inaugura un parking interrato e le strade cambiano aspetto, il video

18 settembre 2016
"Non sembra Roma". Basta questa espressione a capire il mood che impregna fino al midollo il cittadino medio che vive nella nostra città. La sciatteria è normale, la cura e la qualità sono anomalie che ci fanno sentire un po' a disagio. Il romano quando vede qualcosa di curato, di sistemato, di attento, di fatto con amore e con rispetto guarda con circospezione, con sospetto. Ci deve essere qualcosa sotto. Se un bar non è sgarrupato, trasandato, un po' sporco e residuato degli anni Ottanta o Settanta c'è qualche cosa che non torna, sarà troppo caro?, vorranno fregarci? "Non sembra Roma". Ogni cosa bella "non sembra Roma". Fateci caso.

Se andate a Piazza dei Re di Roma tutte le traverse (e la piazza compresa, col giardino centrale ormai requisito da alcune mandrie impazzite di ratti che si sono impossessati del territorio e lo difendono con fierezza) sono immerse nel sottosviluppo più nero. Via Aosta, Via Appia, Via Cerveteri, non parliamo di Via Albalonga. Provate però a fare un giro, magari di sera come abbiamo fatto noi per andare a mangiare qualcosa nel nuovo e buonissimo fast food Alchimia, e soffermatevi su Largo Vercelli, su Via Pinerolo (solo la parte iniziale putroppo) e su Via Vercelli (anche qui purtroppo solo la parte iniziale, verso la rotonda della piazza). Ebbene concentratevi e guardate che roba. Lo esclamerete anche voi: "non sembra Roma!".

Panchine ben posizionate, illuminazione finalmente di caratura europea, arredi urbani corretti, gente rilassata seduta a leggere e a parlare, marciapiedi non di catrame ma di selciato e betonella, para pedonali anti sosta selvaggia, aiuole piuttosto curate, dimensioni delle carreggiate corrette tanto che la sosta selvaggia è pressoché inesistente e questo comporta ad una migliore pulizia delle strade che appaiono linde, elementi in acciaio e in cristallo ben curati e manutenuti benché inaugurati ormai da diversi mesi. 

Cosa-diavolo-è-successo-qui? Quanto-accidenti-ha-speso-il-Comune-o-il-Municipio-per-ottenere-questo-risultato? Non ha speso nulla. Anzi il Comune ha incassato dei soldi dalla ditta che in questo spicchietto di città ha realizzato un parcheggio interrato. Oltre ad offrire sosta finalmente regolare, la ditta ha riqualificato tutta la superficie con materiali di qualità e ha inoltre versato alcuni milioni di euro nelle casse dell'amministrazione. Non è una operazione a costo zero, è una operazione in guadagno. E ci piacerebbe oggi parlare con quella parte dei cittadini - per fortuna minoritaria ma sempre ignobilmente meritevole di ogni nostra reprimenda - che era contraria a questa soluzione. Cosa ne pensano ora? Cosa dicono oggi che affacciandosi alla finestra hanno (unici a Roma!) una visione europea e occidentale come se si fosse a Vienna, a Madrid o a Parigi? Intervenite nei commenti, spiegateci il vostro punto di vista se ne avete il coraggio e se non vi vergognate come ladri. Intanto sulla loro abbandonata Pagina Facebook si può navigare e scoprire, dalle immagini, come era Largo Vercelli prima della riqualificazione. Un luogo da vomito. Che tuttavia tanti cittadini difendevano dalla "speculazione" del parcheggio...

A Via Albalonga era prevista una cosa esattamente comparabile, ma le proteste violentissime dei cittadini (alimentate da alcune pasticcerie che campano grazie alla doppia fila e preferiscono non avere una strada arredata in maniera civile) hanno consigliato di interrompere il progetto. In realtà ci si è messa anche una disavventura giudiziaria della ditta che aveva in carico quella concessione, ma se ci fosse stata la vera volontà di trasformare anche quella strada si poteva procedere e cambiare la ditta riassegnando la concessione. 

Benché ci siano solo vantaggi a costruire parcheggi interrati (gli unici a svantaggiarsene sono coloro che vivono la città stuprandola con le proprie auto in sosta abusiva), vantaggi che abbiamo spiegato diffusamente qui, ancora non è chiara la strategia di questa amministrazione a riguardo. Ancora non è visibile la strategia e la visione. 
Intanto quelle poche aree nelle quali i parcheggi si sono realizzati nonostante le criminali proteste dei comitati no-pup (da Piazza Cavour a Piazzale delle Muse passando da Piazza Gentile da Fabriano) sono e uniche zone della città dove ti senti in Europa e non in una qualche degradata metropoli centroasiatica.
E' del tutto evidente che un piano urbano parcheggi che replichi questo modello in ennemila zone della città potrà portare solo ordine, riqualificazione, pulizia, sicurezza, ricchezza, posti di lavoro e tanti tanti soldi nelle tasche dell'amministrazione. 

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