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Il racconto di una giornata di scippi sotto la metro. Sembra un film, è tutto vero

28 giugno 2017

22 giugno 2017, ore 12:30. Scendo a Termini per prendere la metro A verso Flaminio e appena arrivo in banchina incrocio tre borseggiatrici (di cui due con pancione: finto? Vero?). Tentano un borseggio e come faccio sempre avverto ad alta voce gli altri passeggeri. In tutta risposta loro mi insultano al solito modo: figlio di puttana, frocio, mio padre si scopa tua moglie (queste ultime due offese un po' in contrasto tra loro) ecc...

Loro partono con il treno, io non ho fretta ed attendo il prossimo. Nell'attesa ne arrivano altre tre. Solito modo, si aggirano per la banchina e cercano la preda da spennare. La trovano subito e con la borsa a tracolla davanti alla mano (le tecniche di scippo non subiscono innovazioni da anni) cercano di borseggiare un gruppo di turisti mettendosi in coda dietro di loro. Arriva il treno e come fatto prima avverto i passeggeri. Sembra una barzelletta, ma non lo è.

Anche stavolta prendono il treno e mi insultano dalla porta. Io decido ancora di aspettare il prossimo, sono in anticipo e voglio vedere a che livello siamo arrivati.

Arriva il terzo treno e indovinate chi scende? Scendono le tre borseggiatrici incontrate per prime. Scendono, trovano la preda e provano a risalire. Blocco la mano ad una che la stava infilando in una borsa e questa inizia ad urlare: "ma cosa vuoi sono incinta brutto figlio di puttana". Incasso pure questa e avverto i passeggeri. Loro riprendono il treno per ricominciare la giostra. In tutto questo neanche l'ombra di un vigilante.
Arriva il quarto treno, lo prendo e mi reco al mio appuntamento a Flaminio.

Finito, sono costretto a riprendere la metro. Salgo a Flaminio verso le 14:30 e riscendo a Termini.
Appena sceso butto un occhio nella banchina opposta (quella verso Flaminio) dove è appena arrivato un treno. Inutile dirvi che salgono quattro borseggiatrici che vanno via. Potete non crederci, ma se volete ci vediamo e vi faccio fare un tour guidato quando volete.

Mi fermo in banchina ad osservare la situazione. Dopo un paio di minuti vedo un signore che insegue di corsa due bambine che accusa di avergli messo le mani nello zaino. Loro negano e visto che lui cerca comunque di fermale gli rifilano un paio di calcioni. Arriva il treno e riescono a scappare dileguandosi nei vagoni. Il treno resta un paio di minuti fermo e poi riparte.

Aspetto un altro treno. Arriva e scendono due turisti giapponesi che si accorgono che gli è stato rubato il portafogli. Alcune persone indicano come autrici del furto tre bambine presenti nel treno due vagoni più avanti (sono quelle incontrate all'andata, quelle non incinta per intenderci). Nel frattempo sono arrivati in banchina due militari che non senza difficoltà riescono a fermarle. Poco dopo arrivano anche due vigilanti.

Le tre negano subito di aver commesso loro il fatto. Dicono che sono ladre (sul serio!) ma che non hanno rubato loro ai turisti giapponesi. Poi iniziano a dare di matto in banchina, come tarantolate, cercando di scappare. I militari e i vigilanti riescono a bloccarle e ad accompagnarle al piano superiore nell'attesa della polizia. Io mi dichiaro disponibile a testimoniare di aver assistito ad un tentativo di borseggio da parte loro poche ore prima e quindi resto ad aspettare anche io. Nell'attesa però succede di tutto e di più.

Mentre salgo le scale al piano superiore trovo a terra un portafogli e un paio di carte di credito (la metro è ormai un cimitero di portafogli), le consegno ai vigilanti (molto pronti ad intervenire in questo caso) che le fanno vedere ai turisti. Non sono loro, sono di qualcuno dei tanti borseggiati prima di loro...
Le tre provano in tutti i modi a scappare nonostante la presenza di due militari con mitra spianato e due vigilanti. I militari sono costretti a corrergli dietro a destra e a sinistra. Una delle tre, la più invasata, si spoglia e resta in reggiseno ad urlare per dimostrare che non ha rubato. Sembra posseduta dal demonio.



Poi è un continuo di offese e provocazioni verso i militari: "se mi tocchi ti denuncio, sei una merda, tua moglie è una pu**ana" ed altre ben peggiori.
L'invasata ad un certo punto dà in escandescenze totalmente e rompe la copertura in plastica di un idrante ed inizia a dare calci a destra e a sinistra facendosi anche male e iniziando a perdere sangue da una mano a causa dei pugni dati al muro (le foto sopra testimoniano i danni). Lo sta facendo apposta in modo da accusare poi di essere stata picchiata: è una strategia rodata.

Alla fine si accende una sigaretta per provocare e sfidare ulteriormente. Viene invitata a spegnere la sigaretta per non far partire l'allarme antincendio e risponde: "ma che cazzo volete io sono donna e faccio come ca**o mi pare, non mi potete toccare". Testuale. Poi inizia a spiegare a militari e vigilanti quello che possono e non possono fare secondo la "legge italiana" (ha detto proprio così, la "legge italiana"). Lei. A loro.

Dico alla più calma delle tre di dire alla sua amica di smetterla e di cercare di calmarla e lei mi risponde: "non è mia amica e se gli dico qualcosa inizia a fare anche peggio".
Poi quella che si era accesa la sigaretta fa una cosa che non avrei mai immaginato. Tocca ripetutamente l'arma al militare che fortunatamente riesce a mantenere il controllo e riportare un po' d'ordine. Siamo arrivati al punto che queste bambine si sentono talmente intoccabili che toccano il mitra ad un militare in divisa. Questo è.

Anche un'altra ora si accende una sigaretta in segno di sfida.
Nell'attesa si ferma un po' di gente richiamata dal parapiglia e si crea un capannello. Due soggetti spiccano tra tutti. Una donna che inizia la litania: "ma sono bambine, non hanno fatto niente, lasciatele stare" e si mette in mezzo. I militari la invitano ad allontanarsi perché sta ostacolando un'operazione di polizia. Io gli dico: "guardi signora che queste bambine sono qui dalla mattina alla sera a rubare portafogli". E lei mi risponde: "ma perché te l'hanno rubato a te?". Chi conosce la mentalità romana non si sorprenderà del pensiero di queste persone, anzi è proprio forse la mentalità di questi "cittadini" a rendere la città il luogo più confortevole ed accogliente in assoluto per i criminali.

Ma poco dopo arriva il fenomeno vero. Un ragazzo sui trenta anni accorre in soccorso delle tre dicendo: "ma che avranno fatto mai?". Provo a spiegargli che sono ladre conclamate e che non è il caso di difenderle. Lui mi risponde testuale: "io le donne le difendo a prescindere. Poi se ti rubano il portafogli è colpa tua. Devi stare più attento". Anche qui chi conosce nel profondo la mentalità malata che sta distruggendo questa città non faticherà a crederci: tutti coloro che leggono da fuori Roma invece faranno un grande sforzo.

Parlo anche con i due turisti: mi dicono che avevano 3.000 euro in borsa, che erano appena arrivati e si stavano dirigendo in albergo. Insomma un ottimo benvenuto.
Dopo circa 20 minuti finalmente arriva la polizia che porta via le tre borseggiatrici insieme alla coppia di turisti che sporgerà denuncia. Non serve la mia testimonianza, vista la presenza dei due turisti derubati.

Vado a prendere la metro B verso Rebibbia per tornare a casa e passo nella banchina verso Colosseo. Vedo tre borseggiatrici diverse (una incinta -?-) che salgono. Non ho la forza di dire nulla. Per oggi ho finito le energie. Torno a casa...

"La Fontana di Trevi è ormai proprietà di gang criminali. Così sono stato aggredito"

6 maggio 2017












L'altro ieri verso mezzogiorno passando davanti la Fontana ho voluto fare una foto per mandarla ad un amico. In quel momento uno dei signori che vendono selfie stick si trovava proprio davanti a me. 
Mi ha chiesto se volevo lo stick, ho risposto no. Poi mi ha detto "allora perché mi stai fotografando?" Ho risposto che stavo fotografando la fontana, non di certo lui. Ma si vede che non bastava e appena faccio per allontanarmi per Via del Lavatore ho sentito dietro delle urla, mi sono girato e già erano un gruppo di quattro energumeni che mi chiamavano. 
Ovviamente non sono tornato e per sicurezza sono entrato in una delle pelletterie nella via. Ho visto che mi aspettavano fuori. Pensando che volessero solo propormi la loro merce sono uscito e in quel momento mi hanno assalito cercando di strappare il mio cellulare dalle mani. Ovviamente ho resistito e per cercare di attirare l'attenzione dei vigili ho cominciato a urlare forte. E a chiedere ai negozianti di chiamare il 113.

La risposta di uno dei negozianti che era sulla porta era? "Aho l'importante è che non entrate qui!!!" E ha chiuso il negozio... Dalla pizzeria più vicina, dove ho cercato di entrare sempre trascinando dietro i neri che mi tenevano per il giubbotto, mi hanno spinto fuori e hanno chiuso! 


Per fortuna avevo fatto amicizia con una piccola gelateria nel vicolo e pur essendo più lontana ho trovato le forze per trascinare me e quelli che mi trattenevano. Ho lanciato il mio cellulare dietro il bancone dei gelati e la signora l'ha recuperato. Poi un signore è uscito da dentro e ha scacciato via urlando i neri. 


Abbiamo chiamato il 113 e dopo 15/20 min è arrivata una pattuglia. Ho raccontato lor cosa è successo, hanno fatto una segnalazione e poi... Mi hanno detto che mi consigliano a evitare quella zona per un pò!


Cioè io, il turista, tra altro sono a Roma in trasferta per lavoro - sono un pittore e sto facendo una ricerca - dovrei stare lontano da uno dei più bei monumenti del mondo per non disturbare un gruppo di delinquenti che se n'è impossessato? Sono senza parole, sembra che la più bella città del mondo ormai e davvero abbandonata nelle mani della criminalità con la sostanziale complicità delle forze dell'ordine che hanno totalmente abdicato al loro ruolo.


Vi mando anche delle foto che ho fatto fare dopo l'accaduto, a supporto della denuncia, per capire cosa c'è attorno a Trevi.
Ilian Rachov

Più abusivi che turisti. E Carabinieri&Polizia fan finta di nulla. Video surreale dal Colosseo

28 aprile 2016

Roma si conferma l'unica città del mondo dove ti basta accendere il tuo smartphone e ti trasformi in un istante in un provetto reporter di Servizio Pubblico che manco Iacona ai tempi d'oro.
Ieri pomeriggio, al Colosseo, la situazione era ne più e ne meno quella che vedete in questi 4 minuti di filmato. Turisti letteralmente assediati dagli abusivi, stalkerati, inseguiti, insolentiti davanti alla macchina dei Carabinieri. Che nulla fa o nulla può (sapete che da Roma in giù le leggi in qualche misura cambiano e le forze dell'ordine diventano, come per magia a sud dell'Ombrone, uomini dotati di "mani legate").
Nel breve volgere del video - 240 minuti - si avvicendano sul luogo del "delitto" ben tre vetture delle forze dell'ordine. In soli 4 minuti. Pensate dunque quante ne transitano durante tutta la giornata: siamo nel luogo più battuto da Polizia e Carabinieri di tutta la città. Eppure il territorio sembra totalmente di proprietà degli abusivi che sono in numero tale dal superare addirittura i turisti. E da non essere minimamente impensieriti dalle volanti che transitano in questa landa di città: vi ricordate quando all'arrivo della Polizia o dei Carabinieri i vu cumprà inscenavano il fuggi fuggi? Ecco ora non c'è più neppure quello: i padroni sono diventati loro e semmai a fuggire tra un po' saranno gli agenti dello stato italiano. 

Video. 1000 abusivi al Colosseo. Ma la Polizia pensa a telefonare e a dare indicazioni ai turisti

26 aprile 2016

Ecco, forse siamo allo sfascio totale, raggiunto il punto di non ritorno alla normalità. Le nostre gloriose forze dell'ordine preposte alla sicurezza (Allerta 2, ricordate?) e al controllo del rispetto della Ordinanza Tronca sul decoro (emessa neanche 6 mesi fa) non trovano di meglio da fare che parlare al telefono e dare indicazioni ai turisti, mentre qualche altro collega si fa una bella passeggiata in macchina. A neanche due metri di ogni ufficiale c'è almeno un abusivo che si fa i propri affari. Vomito. Schifo.
Paolo


*Caro Paolo,
la tua indignazione non è esagerata. Non c'è nulla di peggio di un contesto in cui il caos, l'illegalità e la sopraffazione perdurano pur in presenza di forze dell'ordine. Significa proprio la certificazione e la istituzionalizzazione dell'abusivismo, la sua legittimazione de facto. Molto meglio zero controlli, allora, piuttosto che controlli che vengono sbeffeggiati da tutti.
-RFS

Squallore romano in video. Poliziotti, militari ma soprattutto Polizia Municipale che importuna belle ragazze in strada

17 dicembre 2015

Ma ciò che si vede in questo video, invece, è "di loro competenza". No perché questa gente si affretta sempre a ripetere, quando viene chiamata a risolvere qualche questione o a sostenere le ragioni di qualche cittadino onesto, che la cosa "non è di competenza". Ebbene disturbare le turiste e le ragazze lo è? "Dove vai, vai di fretta, sei sola, come ti chiami". In divisa e dentro una vettura della Municipale.
Ci auguriamo che i relativi corpi vogliano acquisire le immagini senza volti oscurati.
Ci auguriamo poi che gli autori vogliano fare la stessa prova in altre città. E' un problema italiano? O è un problema romano? Sarebbe molto ma molto interessante scoprirlo. A Bari, a Firenze, a Genova, a Milano, a Venezia succede ugualmente? Succede la stessa identica cosa?

Video. Al Colosseo quasi ti viene la nostalgia di quando c'erano le macchine e la notte c'era il deserto. Ora solo schifo, violenza e anarchia

13 settembre 2015

Venditori abusivi di ogni genere, musiche a palla ad ogni ora del giorno e soprattutto della sera per scandire il ritmo di alcuni cazzari che pittano con lo spray appestando l'aria di veleno, risciò violenti al livello di criminalità organizzata (l'ultimo litigio con uno che ci stava venendo addosso ha avuto come risposta da parte dell'ex galeotto un bel "io ti ammazzo come un cane", non si è fermato neppure davanti alla bambina nel seggiolino della bici), venditori di bottiglie. E l'immancabile volante della Polizia che ha davanti una situazione da sequestro della strada e fa finta di niente.



Al Colosseo quasi ti viene la nostalgia di quando c'erano le macchine e il piazzale dopo una cert'ora era praticamente deserto. Ora, con la coraggiosa e sacrosanta pedonalizzazione, la zona ha preso tantissima vita, ma lo sfruttamento di questa viene lasciato ad uno stuolo di abusivi pericolosi, molesti, prepotenti. E totalmente impuniti. Il video qui sopra (e poi che ci fa quella Vespa?) a noi fa cascare le braccia, a voi no?

L'ignobile muro di gomma delle forze dell'ordine. Subisci un abuso e di fatto ti impediscono di denunciare. Così tutti i dati sul crimine sono falsati

2 aprile 2015

Io e la mia ragazza siamo fermi sotto un balcone in zona Colosseo, seduti sul gradino di un negozio chiuso. Una Mercedes scura ci si ferma avanti e un uomo ben piazziato e alto due metri, apparentemente di origini marocchine (ma non è rilevante, non è lui il cattivo della storia), viene verso di noi e afferra la borsa della mia ragazza, che però la ritrae in tempo. Il ragazzo inizia a correre verso la sua auto ma nel frattempo lo afferro, perché in mano tiene una borsa identica a quella della mia ragazza. Probabilmente così nel caso in cui venisse preso gli basterebbe liberarsi della borsa rubata e asserire che quella che ha tra le sue mani è la sua, anche se chiaramente è solo la borsa di uno scippo precedente. La mia ragazza, per evitare una molto probabile colluttazione, mi fa vedere che ha la sua borsa con sé, quindi lascio andare il ragazzo che sale in auto e fugge via con il suo compare, verso nuovi scippi.
Un po' scossi per l'accaduto, non abbiamo preso il numero di targa, per quanto comunque sia facile che quell'auto fosse stata rubata al momento. Decidiamo così di concludere la nostra serata e di prendere i mezzi per tornarcene a casa a riposare. Il giorno dopo, infastiditi comunque dal fatto che questi delinquenti possano dormire sonni molto più tranquilli delle persone per bene, decidiamo di spendere la domenica mattina facendo una passeggiata fino al commissariato più vicino, che, per dovere di cronaca, è il Commissariato di Polizia "Fidene Serpentara" a Montesacro. 


Arrivati allo sportello diciamo di voler sporgere denuncia, ma quando capiscono che siamo riusciti a sventare il furto si mostrano spaesati, come a chiedersi perché siamo comunque andati lì a disturbarli, se non dobbiamo neanche riavere i documenti nuovi. Al che gli faccio presente che comunque la mia ragazza è stata violentemente strattonata da un uomo alto tre volte lei, e che avevamo pensato che visto che la strada in cui avevamo subìto l'aggressione è piena di telecamere, loro avrebbero potuto facilmente reperire un video dell'accaduto. Volendo.

Per farmi contento, qualcuno ci chiede dove sia avvenuto il tentativo di scippo, e quando precisiamo che questa via è in zona Colosseo ci viene risposto che allora dobbiamo andare a denunciarli al Commissariato competente. Con pazienza gli faccio notare che se mi rubano la macchina a Roma mentre sono a Milano, non devo prendere il treno e tornare a Roma per sporgere denuncia. Quando mi rispondono qualche altra cosa senza senso la mia ragazza si inalbera e gli spiattella tutte le sue competenze legali, perciò decidono di uscire tutti fuori a fumare una sigaretta lasciando lei a parlare con un ragazzotto allo sportello che in quella sede ha chiaramente tanto potere quanto quello dell'uomo delle pulizie.


Alla fine quindi, per zittire la mia ragazza e mandarci via, qualcuno ci fa dare un foglio svolazzante, ci dice di tornare a casa e riscriverlo a computer per compilarlo. Tornare a casa, riscriverlo a computer. In un ufficio burocratico. Come se poi ognuno di noi fosse davvero obbligato a possedere un computer. E non mi dicono di spedirlo via email, poi, ma di tornare lì con il foglio riscritto da zero e compilato nelle sue parti e consegnarlo.
Il foglio - ciliegina sulla torta - non riguardava neanche una denuncia, ma un esposto. 

Per chi non sapesse la differenza, con la denuncia si informano le autorità di un reato perseguibile d'ufficio, e con l'esposto si informano le autorità di dissidi tra privati. Insomma, se non riescono a prendersi la borsetta con la forza allora hai avuto un piccolo battibecco privato. Io e la mia ragazza ci guardiamo sconsolati, capendo che non c'era nulla che avremmo potuto fare, oltre a scrivere la presente, per salutare i due furfanti e rassicurarli sul fatto che possono dormire sonni beati da qui a sempre.

Daniele

Prontissimi per il Giubileo. Solo due giorni dopo il blitz dei Carabinieri la Stazione Termini è tornata in mano ai ladri. Ecco il video

14 marzo 2015

Strutture inadeguate, persone inadeguate, tutori della legge inadeguati, leggi inadeguate e inadeguato chi le applica e chi le interpreta. E quello che succede alla Stazione Termini, dove si tiene ogni giorno una guerra civile, ma dove almeno vi sono forze dell'ordine (sebbene soccombenti), non è nulla rispetto a quel che succede sotto le principali stazioni della metropolitana...

A Tor Sapienza primi vagiti della guerra civile che arriverà. Ma non è colpa degli immigrati, non è colpa degli stranieri: è colpa nostra

12 novembre 2014










Alle ore 22 circa di ieri, le due pattuglie poste per la vigilanza fissa a salvaguardia del Centro di prima accoglienza sito in via Giorgio Morandi sono state raggiunte da circa 70/80 persone, molte delle quali travisate ed armate di bastoni, che con il chiaro intento di attaccare, iniziavano un fitto lancio di oggetti contundenti e bombe carta nei confronti degli agenti e del centro stesso. Nel contempo gli stessi manifestanti posizionavano alcuni cassonetti dell’Ama al centro della carreggiata impedendo l’intervento di ulteriori rinforzi.

I poliziotti raggiunti dalla sassaiola che danneggiava gravemente anche le automobili di servizio, si vedevano costretti ad arretrare in attesa dell’invio di altri contingenti richiesti alla sala operativa.

Nel frattempo i manifestanti iniziavano ad incendiare anche i cassonetti presenti sul posto, che i vigili del fuoco, impediti anch’essi dal fitto lancio delle pietre, spegnevano con estrema difficoltà.

Le squadre del Reparto Mobile, che a causa della presenza dei cassonetti, erano costrette a raggiungere il luogo della protesta percorrendo una strada contromano, intervenute sul posto sotto il coordinamento del dirigente del Commissariato Prenestino, venivano attaccate dai manifestanti in maniera violenta, con lanci che provenivano anche dalle abitazioni circostanti, tanto che per disperdere i facinorosi, è stato necessario il ricorso a gas lacrimogeni.

A questo punto i manifestanti si allontanavano, disperdendosi in varie direzioni, in vie limitrofe e nelle abitazioni adiacenti.

Un agente del Reparto Mobile è stato attinto da una pietra, che gli ha provocato una grave lesione al braccio. In tutto 14 agenti sono rimasti feriti con varie contusioni e lesioni.

Anche un operatore di una troupe televisiva che stava effettuando delle riprese per conto della Rai ha riportato conseguenze fisiche, colpito alla testa da un sasso e medicato presso l’ospedale Pertini, dove ha avuto una prognosi di 8 giorni.
Questura di Roma



*Fin qui il dispaccio della Questura. Che dimostra, il comunicato stesso, che il problema non sono gli immigrati, i migranti, i rom o quant'altro. Il problema sono le nostre leggi, la nostra magistratura, l'architettura che abbiamo voluto dare a questo stato: l'unico luogo del pianeta dove chi sbaglia non paga, dove i problemi sono benaltri, dove applicare con rigore la legge equivale a "intolleranza", "fascismo", "razzismo", dove far rispettare una civile convivenza e reprimere chi vuole prendersi le cose con la violenza è visto di cattivo occhio. Siamo gli unici al mondo che si comportano così. Gli unici al mondo con leggi garantiste che tutelano i carnefici e vessano le vittime. Siamo l'unico luogo al mondo dove se un poliziotto picchia un manifestante rischia di saltare un ministro e dove se un manifestante picchia un poliziotto tutto sommato è cosa da capire, scusare, comprendere e tollerare. Siamo un posto tollerante con tutti, salvo che con le persone per bene. Siamo una città dove sai perfettamente che se manifesti con spranghe, bastoni, coltelli e se picchi un rappresentante delle forze dell'ordine non rischi niente: perché sei in un paese dove si viene sbattuti in galera soltanto se si viene condannati per più di tre anni (praticamente solo i colpevoli di omicidio, talvolta manco loro).

In questo contesto i migranti non fanno che adeguarsi. E non fanno neppure tutto quello che sarebbe nelle loro potenzialità: potrebbero fare molto peggio. Non è colpa loro che compiono reati (come li compiono gli italiani), è colpa nostra che abbiamo un paese inefficace nel reprimere i reati.

Prendi i rumeni: sono persone paciose e tranquille. Poi c'è una percentuale di furfanti. Esattamente come gli italiani. I furfanti (assieme ad altre persone per bene e con un sacco di voglia di lavorare e di spaccarsi la schiena in più di noi) sono tutti venuti in Italia. Ma tutti eh. Quando ci parli, quando ascolti le loro intercettazioni capisci perché: "da noi finisci in galera, in prigioni terribili, anche se rubi una tuta in un negozio. Vieni in Italia e puoi rubare". Questa una delle ultime uscite di recente. I rumeni hanno una pessima reputazione per questo. Solo per questo. Pensate se tutti i fuorilegge, i camorristi, gli ndranghetisti, i casamonica italiani andassero, chessò, in Austria. Come ci considererebbero gli austriaci? Esattamente come noi consideriamo i rumeni. Ma poi vai a Bucarest e se la raffronti a Roma è Ginevra. Ginevra! Prova ad aprire un campo ed a diffondere diossina h24 nei bronchi della popolazione civile a Bucarest e poi raccontaci cosa ti succede.

Più parliamo con i rappresentanti delle forze dell'ordine (e grazie al lavoro su questo blog ci capita molto di frequente) più ci sentiamo vomitare addosso una perdita di motivazione e una disillusione profonda: ormai perseguire ladri, vandali, criminali è diventato una perdita di tempo. Perché ogni fuorilegge fermato è un fuorilegge liberato dal magistrato di turno dopo poche ore, un fuorilegge che il giorno dopo è a piede libero, un fuorilegge che, proprio per questo, si sente invicibile, impunibile e che dunque diventa ancor più violento, ancor più forte, ancor più aggressivo. Un fuorilegge che ti minaccia, ti insulta, ti sbeffeggia.
È la storia di mille storie ogni giorno ai quattro angoli nel paese. E i magistrati in alcuni casi lo fanno per ideologia e cattiva fede, ma in molti casi lo fanno semplicemete perché applicano leggi allucinanti. Fatte in adorazione dei furfanti e in odio della gente onesta. Il fatto è che gli immigrati, se delinquono, vanno presi, processati e messi in gattabuia. Idem per gli italiani. Ecco, noi questo non siamo capaci di farlo. Non siamo capaci, capito? Non siamo capaci di condannare e mettere in galera chi viola le leggi. E la colpa sarebbe degli altri? È un po' come se porti tuo figlio in un Giardino Zoologico ove i custodi e i responsabili decidono scientemente di tenere aperte le gabbie dei felini feroci. Se la tigre si divora tuo figlio di chi è la colpa, della tigre? O di chi ha deciso di non tenerla in gabbia?

Sarebbe bello che i facinorosi che hanno segnato l'inizio della guerra civile (che si svilupperà e si amplierà come abbiamo preconizzato da tempo) a Tor Sapienza lunedì e ieri sera si svegliassero. E protestassero contro chi ha generato questo genere di cose ovvero il nostro potere legislativo, il Parlamento, e il nostro potere giudiziario, la Magistratura. Se per anni lavoro solo per inventarti scuse per tutelare chi delinque, alla fine diventi il luna park dei delinquenti: è la naturale conseguenza. Ma è una specificità, una unicità, una esclusiva ed una colpa tutta italiana. È contro gli italiani, contro di loro sì, che occorre essere razzisti. In mancanza di cambiamenti, comunque, possiamo stare tranquilli e avere almeno una certezza in mezzo a tanti dubbi: la situazione collasserà ben presto. Prestissimo.
-RFS

Tutto il centro storico ridotto a mercatino abusivo. Turisti assillati, forze dell'ordine stanno a guardare. Tante "bellissime" foto

22 agosto 2014


























L'altro giorno sono andato in centro per ammirare la nuova area pedonale di p.zza di Spagna tanto sponsorizzata dal vostro amato sindaco. Devo ammettere che l'ho trovata fantastica: pulita, senza ambulanti ma soprattutto controllata.
Poi ho deciso di farmi un giro per le stradine secondarie per arrivare a fontana di Trevi prima e a P.zza del Pantheon poi... bhe, credo di non esagerare se vi dico che sembrava di stare a Marrakech!
Ambulanti di ogni genere e forma, dai venditori di borse, occhiali e altre falsità, ai suonatori di fisarmonica per finire ai rom con i pappagallini!! Vogliamo parlare dei vigili a due passi da tutto e che non intervenivano neanche mentre davanti i loro occhi avvenivano le vendite?
Non ho parole, è una vergogna. Cambierà mai questa situazione? Ho fatto alcune foto almeno potete rendervi conto.

Flavio

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