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10 domande alla sindaca che brucia 17milioni di soldi vostri per "coprire" le buche

9 marzo 2018
Capisci la profondità di questa buca a Piazza Lodi se guardi quanta ruota ci entra dentro
Ieri, pressata addirittura a livello internazionale (sta per uscire un servizio di Euronews a riguardo) su una situazione delle buche che non ha precedenti in città, la sindaca ha pensato bene di uscire sui social con un cartello che roboantemente annuncia 17 milioni di euro di investimenti per tappare le buche. La prima riflessione a riguardo è davvero molto amara: mentre i sindaci di tutte le grandi capitali occidentali si occupano di definire con le loro scelte di ampio respiro dove il pianeta andrà nei prossimi decenni, la città di Roma si occupa al massimo di gabinetti pubblici e manutenzione ordinaria dell'asfalto. Una tristezza infinita. Oltre alla tristezza, alla depressione, al senso marcio del declino che ci sta fiaccando ogni giorno di più, entriamo nell'operativo e poniamo 10 domande alla sindaca su questa questione. Vi chiediamo però, dopo di averle lette, di andare in fondo e di leggere la nostra webgrafica. Quello che sta succedendo lo avevamo previsto mille volte e c'è la spiegazione precisissima del motivo per cui ci troviamo così.

1. Non bisogna tappare le buche. E' totalmente inutile. Bisogna rifare le strade (a partire dal sottofondo). Altrimenti sono soldi totalmente buttati. Tappare le buche rappresenta proprio un approccio concettualmente sbagliato. Non andrebbe neppure enunciato in questi termini, è finanche diseducativo. 

2. Tutto questo si sta verificando per una storica mancanza di manutenzione, è vero, ma mai nulla del genere (non si era mai vista una cosa simile) si sarebbe mai verificato se non ci fossero stati ritardi assurdi di una amministrazione di incapaci su mosse necessarie, bandi, contromisure. E se ci pensate è la stessa cosa in tutti i settori: ad esempio gli alberi che cadono. Non c'è nulla di più eccezionale del passato, non c'è più vento, non c'è più pioggia, ci sono però due anni di nulla.

3. La cifra, che andrà ribadiamolo totalmente buttata perché si tratta di misure tampone inutili, è fuori misura. 17 milioni per 50mila buche significano 340 euro a buca. La media di euro-per-buca calcolata a livello internazionale per un intervento decente è 70 euro. Perché a Roma paghiamo il quintuplo?

4. Come sono state calcolate queste 50mila buche? Sono da appalto o è un numero pubblicitario che la sindaca ha buttato lì così? Come hanno fatto a calcolare che le buche sono 50mila?

5. A proposito di appalto: si tratta di regolari gare o di affidamenti diretti? Se si tratta di affidamenti diretti saranno dati alle solite ditte ben note o a ditte nuove? Selezionate come? 

6. Chi controllerà la qualità dei lavori considerando che tutti i precedenti "Piani Marshall" contro le buche si sono rivelati fallimentari e utili solo alle piccole srl che si aggiudicano i lavori? 

7. Se c'erano stanziamenti per 17 milioni (comunque pochissimi, Londra spende oltre 300 milioni l'anno per manutenere le sue strade) perché si è aspettato che le strade si sbriciolassero e non si è proceduto prima? E perché nessuno chiede scusa per i colpevoli ritardi? 

8. Molta parte dei danni che vediamo oggi si potevano evitare con una seria salatura delle strade i giorni  (27 febbraio\1 marzo) della grande gelata. Roma fa Schifo lo aveva scritto chiarissimo proprio in quei giorni anticipando l'emergenza di oggi con la massima lucidità.

9. Perché vista la situazione l'inquietante assessore ai lavori pubblici Margherita Gatta non si è ancora dimessa?

10. La situazione buche a Roma è figlia delle clientele e della corruzione. Che c'era, che c'è sempre stata e che c'è oggi stesso e che anzi è aumentata negli ultimi due anni. Vengono fatte lavorare tantissime micro dittuncole per avere così tantissimi clientes elettorali. Questo status quo è stato garantito proprio dalla Sindaca che in campagna elettorale, da Semprini (vedi! E dopo aver detto queste scempiaggini come fai a dare la colpa "alle amministrazioni precedenti"? Come fai???) durante il confronto con Giachetti, disse solennemente: per riparare le buche non deve lavorare una sola ditta internazionale ma le tante piccole ditte romane. Ovviamente l'unico modo per risolvere il problema è fare grandi appalti, rivolgersi a grandi società iper professionali (possibilmente straniere) e concentrarsi nel controllo invece che nella gestione onerosa e impossibile richiesta dall'avere decine se non centinaia di clienti per fare un unico lavoro. L'amministrazione ha cambiato idea e finalmente ha capito che il modello per gestire il problema è un altro o si continua col clientelismo che forse porta voti ma che non risolverà mai il problema e sarà utile soltanto per trasferire soldi dalle tasche dei cittadini a quelle delle notissime dittuncole romane, ciociare, casertane (ripetiamolo: casertane), pontine del catrame? 
C'è solo un modo e uno solo per risolvere il problema. Ma per perseguirlo bisogna decidere di dire addio al voto di scambio e nessun partito, incluso quello oggi al governo, sembra avere intenzione di farlo.

Questo, cari cittadini, era esattamente il disegno e lo è da decenni: arrivare all'emergenza così puoi spendere milioni e milioni senza costrutto e senza controllo. Cambiano i tempi, cambiano le maggioranze ma la mangiatoia romana continua a divorare risorse. Massacrando i propri cittadini e pesando come un macigno su tutto il paese: commissariamento. Subito!


PER SAPERNE DI PIÙ. 
SELEZIONE DELLA NOSTRA COPERTURA SUL TEMA NEGLI ANNI
Cosa dicevamo nel remoto (2012)
La storia delle buche e l'operazione Vitruvio
Tutta la verità sulle buche e relative frottole
I finti lavori per le buche (2014)
Il progetto Stradenuove di Raggi è un inganno
Flop di Stradenuove in 5 punti
Giugno 2016: avevamo previsto tutto
E qui c'è il filmato DE-FI-NI-TI-VO che vi spiega la situazione strade a Roma. Tra clientele elettorali e Camorra

Riaprono 7 cessi pubblici. Ecco perché per i cittadini e per i turisti è una truffa in piena regola

24 febbraio 2018
Ieri con un video che passerà direttamente agli annali dell'avanspettacolo politico cui la capitale d'Italia viene sottoposta da mesi, un personaggio surreale che risponde al nome di Pinuccia Montanari e che ci dicono essere l'assessore all'ambiente in una delle città più importanti del mondo, ha inaugurato in pompa magna sette cessi pubblici.

Le immagini si sono soffermate sulle tazze, sui lavandini e sull'assessora che provava il flusso dell'acqua. Una cosa raccapricciante e impensabile in qualsiasi altra città del mondo. Un siparietto vergognoso e umiliante per chiunque abbia un minimo di sale in zucca. Due assessori, all'ambiente e ai lavori pubblici, che hanno un potere paragonabile e superiore a quello di alcuni ministri nazionali, che si prestano a un simile teatro. Ehssì perché non c'è solo Sora Pinuccia e il povero Diaco (vi prego la faccia, guardate la faccia!), ma anche la mitica no vax Margherita Gatta, assessora alle infrastrutture (probabilmente il ruolo più delicato della Giunta) che quando chiedi conto di cosa sta facendo tutti - anche i 5 Stelle - ti rispondono "lasciamo perdere", una che è stata nominata a agosto e pur avendo le deleghe più importanti in assoluto non ha fatto nulla, prima uscita pubblica inaugurare un gabinetto. Praticamente mezza giunta per l'opening di queste grandi opere. 
Ma proviamo ad andare oltre alla scenetta riprovevole di due importanti assessori ed un presidente di commissione che inaugurano un cesso e entriamo nel merito dell'operazione. Che è una fregatura per tutti: per la città, per i turisti, per i cittadini. Una fregatura fatta passare come grande opportunità come costume del Movimento 5 Stelle in ogni sua attività: raggirare le persone sfruttando la loro ignoranza. Raggirare le persone sfruttando la loro ignoranza e ancora raggirare le persone sfruttando la loro ignoranza.

La verità ovviamente è molto diversa da quello che dice la Montanari nell'ignobile filmato. Per almeno 4 motivi.


1. GLI INVESTIMENTI
Sora Pinuccia si vanta di aver investito centinaia e centinaia di migliaia di euro versati da cittadini, aziende e contribuenti per riqualificare e aprire i cessi. Dovrebbe vergognarsene, però se ne vanta. Tanto nessuno approfondisce, nessuno capisce e i giornali trascrivono il comunicato stampa. Le buone pratiche però sono altre: a Parigi i bagni sono gestiti dalla stessa società che gestisce i cartelloni pubblicitari, in cambio della concessione per i cartelloni la città ha ottenuto in maniera gratuita sia per se che per gli utilizzatori la gestione e la manutenzione di centinaia (non 7) di toilette pubbliche tra l'altro realizzate con un design contemporaneo d'eccellenza (non gli aborti architettonici che vediamo nel filmato). A Roma si poteva fare? Certo che si poteva: il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari predisposto da Marino prevedeva esattamente questo obbiettivo, naturalmente a costo zero per l'amministrazione e per gli utenti. Per conseguirlo però bisognava andare avanti con quella riforma, sconfiggere le mafie dei cartellonari romani, pubblicare le gare, assegnarle a ditte serie possibilmente internazionali e ottenere in cambio i servizi. La Giunta di cui Montanari fa parte ha invece, da due anni, preferito insabbiare tutto e (esattamente come sta accadendo per lo Stadio) quello che ieri era impostato come contributo dei privati, oggi è pagato dal pubblico sottraendo risorse all'erario. Una frode in piena regola: "abbiamo investito una cifra di 256mila euro per ora". E se ne vanta pure. Sono soldi rubati ai cittadini ed è un'operazione che dovrebbe chiamare in causa la Corte dei Conti.  Ma poi 256mila eurini per 7 latrine? Quasi 40mila euro a cesso? Ma voi a casa vostra quanto spendete per fare un bagno nuovo? 5mila? 8mila? Massimo 10mila? Come si arriva a 40mila?

2. IL PRESIDIO
Il concetto di presidio per una toilette pubblica è semplicemente patetico. Oggi ci sono (appunto basta guardare Parigi) tecnologie autopulenti e videosorveglianze efficientissime. E' su quello che bisogna investire (o meglio chiedere ai privati di investire) non sui bidelli dei bagni come in un autogrill degli anni ottanta. Una città ferma a 40 anni fa con soluzioni di 40 anni fa con gli approcci di 40 anni fa con le tecnologie di 40 anni fa con dirigenti e uomini politici che sarebbero stati già vecchi e superati 40 anni fa.

3. IL PAGAMENTO PER L'UTILIZZO
Fare pipì in questi bagni sarà almeno gratuito in modo da incentivare davvero chi la faceva all'angolo o dietro la siepe di smettere? Niente affatto! Oltre all'investimento fatto dal Comune, si pagherà anche 1 euro a pisciata. Il cittadino così è fottuto due volte: da una parte ha pagato i cessi con le sue tasse (laddove dovunque vengono pagati dai privati nell'ambito di accordi avanzati di scambio servizi), dall'altra deve pagarli di nuovo ad ogni utilizzo. Il turista poi è fottuto ancora di più perché dopo aver pagato le tasse di soggiorno più alte delle terre emerse, deve mettere mano al portafoglio anche per pisciare. Ovviamente questa cosa non disincentiverà (come invece si è riusciti a fare a Parigi) tutte quelle persone che, non avendo nessuna intenzione di pagare 1 euro ogni volta che gli scappa, la facevano dietro l'angolo. E così le aree interessate, dopo gli investimenti profusi e i video promozionali, continueranno a accorare di piscio per tutti i mesi caldi.

4. I BAGNI - GALLERIA D'ARTE
Su questo non aggiungiamo altro perché siamo convinti che i nostri lettori sappiano capire da soli il livello e perché Artribune ha fatto già un'ampia analisi di questo ennesimo scempio che speriamo si possa interrompere. Qui l'articolo.


PS. Il filmato della Montanari, che racconta una truffa amministrativa in piena regola ai cittadini e ai turisti come se fosse una felice riforma, veleggia sopra le 1000 condivisioni...

Chi è Margherita Gatta, la nuova Assessora ai Lavori Pubblici della città

2 agosto 2017
Si sapeva da un bel po' che Margherita Gatta doveva diventare Assessore ai Lavori Pubblici della città. Candidata flop alle recenti elezioni (poche decine di voti nel V Municipio), Gatta - come avviene da sempre nella politica romana che i Cinque Stelle erano stati chiamati per cambiare nel profondo - era stata assunta nello staff dell'assessore all'urbanistica Montuori: era solo un passaggio per salire ancora un gradino, questione di tempo.
Virginia Raggi d'altronde promise ai tempi della campagna elettorale una giunta snella, fatta solo di 9 assessorati. Ovviamente anche questa promessa si è rivelata una bugia e, per questioni di equilibri interni, di continui dissapori e di mera gestione del potere, ogni delega si sta spezzettando (l'ultima ieri, al Patrimonio, di cui si è spossessato l'assessore Mazzillo non senza polemica) e la Giunta si allarga fino ad arrivare a 12 componenti sempre sul punto di dimettersi per essere sostituiti tanto da ipotizzare per il futuro un assessorato alle dimissioni. 

La new entry della giornata è appunto, come previsto, Margherita Gatta. A lei uno degli assessorati più strategici e cruciali in una città ridotta allo stremo quanto a manutenzione, progettualità e trasformazione: i lavori pubblici. Se qui fai bene puoi cambiar faccia alla città in pochi anni, se fai male puoi contribuire alla morte di una capitale occidentale. Abbastanza inquietante, francamente, che questo ruolo sia stato lasciato vacante da Raggi per 13 mesi. Coi risultati che vediamo semplicemente uscendo dal portone del nostro palazzo.
Non si sa molto di lei oltre al fatto che ama il tango, è laureata in Giurisprudenza (già è qualcosa!) ed è una attivista storica per quanto si possa essere considerati "storici" avendo iniziato una militanza politica nell'anno 2012 ovvero quattro o cinque anni fa dopo una esistenza intera (la signora ha 55 anni) a digiuno di politica e cosa pubblica. 

Come facciamo tutti noi quando dobbiamo cercare notizie su qualcuno che conosciamo poco e vogliamo inquadrarlo per intuire che tipo è? Andiamo, nei limiti della privacy e dei filtri attivati (qui troverete solo i post pubblici, visibili a tutti), a sbirciare la relativa pagina Facebook. E così abbiamo fatto appena saputo della nomina. 

Va bene che la signora è stata fatta assessora proprio per dare un contentino al network dei meetup composti dai fondamentalisti grillini della primissima ora, ma non fatichiamo a dire che la pagina Facebook della Gatta è caricaturalmente agghiacciante. Consigli per la cura omeopatica del cancro presi dal sito LaFucina della Casaleggio, elogi del cocktail Di Bella per curare il tumore, post a casaccio contro i vaccini, ovviamente invettive scomposte contro Renzi, poi contro le banche (condividendo notizie più false di una banconota da sette euri, tipo la bufala del prelievo forzoso notturno pubblicata sul famoso organo di informazione GrandeCocomero.com, secondo solo al Wall Street Journal quanto ad autorevolezza) e infine contro l'Expo 2015 di Milano con tanto di esultanza su fantomatici padiglioni pericolanti. Il post è di maggio, nei mesi successivi Expo si rivelò un successone ma questo poco importa... Nello stesso periodo poi la Gatta letteralmente sghignazza perché, durante un ricevimento a Venezia, gli ospiti vip della Fondazione Prada (ente culturale della maison milanese) cadono nel Canal Grande per un difetto all'imbarcadero. Chissà cosa ne pensa ora che il vip è lei.


Non mancano i casi di guarigioni miracolose (immancabile il post sull'ennesimo sito di fake news in cui la malata di metastasi ai polmoni e al fegato guarisce semplicemente mangiando un po' meglio), il terrorismo sui terremoti ("saremo sommersi dai terremoti se continuiamo ad estrarre petrolio") spiegato come se fosse un gioco da spiaggia perché la nostra Gatta è anche immancabilmente "no-triv" e le ricondivisioni agonistiche di post presi direttamente dal vastissimo network di siti di clickbaiting pirata facenti capo al partito (da La Cosa a TzeTze News) non posso mancare. Inoltre decine e decine di post dal mood "firma anche tu la petizione". Mancano insomma soltanto i punti esclamativi fatti col numero 1, le scie chimiche, le teorie sulla terra piatta e sulla protezione delle sirene e siamo a posto!!!1!1!1!

Nella speranza che nel frattempo Gatta, visto che ora ricopre un ruolo istituzionale, non abbia fatto pulizia del suo profilo, potete verificare voi stessi a che livello siamo cliccando qui. Un autentico catalogo di distillato di grillismo puro alla potenza ennesima. Un chiaro linguaggio in codice per appartenenti a quella che si configura come una setta politica e sociale: dimmi cosa condividi e ti dirò chi sei; se non dai voce ai siti della Casaleggio, se non metti in circolo notizie false e pericolose non sei un vero attivista! Micidiale onestamente, un vero insulto all'intelligenza umana e al progresso civile dall'Illuminismo in poi.
Attirandoci l'ennesima querela (dovete sapere che ormai basta una semplice critica, lontanissima dalla diffamazione, come questo articolo, per scatenare gli avvocati grillini che lavorano pancia a terra per cercare di far chiudere questo blog a suon di querele temerarie; e probabilmente ci riusciranno per il semplice fatto che i mezzi economici di cui dispongono non ci consentiranno di resistere ancora a lungo), non fatichiamo a dire che avere un assessore così ci fa paura, spavento, raccapriccio, fastidio e ci inquieta moltissimo.

Attenzione, Gatta non è una incompetente cronica come tanti altri suoi compagni di partito. Di appalti e gare pubbliche qualcosa sa e qualcosa ha approfondito per cui stiamo parlando di qualcuno che potrebbe fare il proprio mestiere con una qual certa competenza. Tuttavia quello che preoccupa è la mentalità, l'ideologia, la forma mentis, l'approccio concettuale e intellettuale col quale si andranno ad affrontare ed a risolvere i problemi della città. In un momento storico in cui giovani amministratori (basti pensare agli assessori di Milano) con competenze e tanta tanta concretezza stanno riuscendo a far uscire alcune città italiane dalle secche della burocrazia e del malgoverno guardando ad esperienze internazionali, noi abbiamo un personaggio che si batte strenuamente contro la moneta unica europea (decine i post contro l'Euro) e che invita a firmare petizioni per il libero utilizzo dei buoni pasto per fare anche la spesa e non solo per pagare il lunch al ristorante.

Dopodiché Gatta si rivelerà la migliore assessora ai lavori pubblici che la città abbia mai avuto, risolverà brillantemente il problema della manutenzione delle strade facendo arrivare a Roma le migliori ditte internazionali (non come si sta facendo adesso, assegnando appalti alle solite incapaci dittuncole romane), promuoverà un piano vastissimo di protezione dei marciapiedi oggi ingombri di auto parcheggiate (è pieno di progetti pronti in Dipartimento, basta solo dare il via libera, un esempio è il sottopasso dello Scalo San Lorenzo), realizzerà una città a misura dei disabili, dei non vedenti, delle mamme con passeggino, scriverà un inflessibile regolamento sui lavori pubblici in special modo per quello che concerne i dimensionamenti delle carreggiate e le sagome dei marciapiedi così da sconfiggere semplicemente con l'arredo urbano la pratica della doppia fila e così via. E noi saremo felicissimi di dire che ci eravamo sbagliati...

UPDATE: dopo alcune ore dall'uscita di questo post la signora Gatta ha ritenuto, secondo noialtri facendo benissimo, di effettuare una sana eutanasia del suo profilo Facebook aprendone al contempo uno istituzionale. Ma perché vergognarsi di tutte quelle sciocchezze quando la base che ti sostiene e in nome della quale sei stata nominata le considera vangelo? Sarebbe interessante che qualcuno glielo chiedesse...

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