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Dopo due settimane tutta la segnaletica provvisoria del Giro d'Italia ancora affissa

8 giugno 2018


Il Giro d'Italia è transitato a Roma il 27 maggio. Ripetiamolo: il 27 maggio. Oggi è il giorno 8 giugno. Sono passate due settimane. 
Il percorso del Giro d'Italia è stato allestito con della segnaletica grafica di legge per uscite di sicurezza e altre informazioni opportune per il pubblico. Ebbene dopo 13 giorni la segnaletica sta tutta ancora lì, a "decorare" i pali pubblici, la segnaletica stradale, i semafori. Da Via del Corso a Piazza del Popolo tutta la città è ancora oggi piena zeppa di questi cartelloni rosa attaccati alla bell'e meglio. 

Il Giro d'Italia è stato un flop clamoroso. Incapace di pianificare e organizzare alcunché, la città ha provato a mettere la pezza sulle mille pericolosissime buche del percorso la notte prima della gara. Dopo pochi giri i ciclisti hanno chiesto e ottenuto l'annullamento a fini agonistici della corsa: hanno corso un po' all'inizio e poi hanno chiesto che la gara si trasformasse in una passerella urlando tutto il loro sdegno alle telecamere in mondovisione. 

La figura di cacca a livello internazionale doveva consigliare a maggior ragione di togliere tutte le prove, e invece tutto è ancora allestito come se la gara si dovesse svolgere di nuovo domani. Se ci fosse un giornalismo in questa città, qualche cronista avrebbe dovuto divertirsi a risalire la filiera per capire di quale ufficio, di quale dirigente, e su su di quale assessorato è la responsabilità di tutto questo. Chi doveva provvedere alla rimozione della segnaletica e non lo ha fatto? E perché? Facile pensare che siano questioni da poco conto, ma sono in realtà indizi di quel modo di lavorare sciatto, trasandato e pressappochista che è uno dei tanti cancri che sta uccidendo la città.  

I pasticci dell'assessore Frongia di cui nessuno parla: Granfondo Campagnolo e Mezza Roma Run

30 dicembre 2017
Interessante raccontare cosa è successo con la Granfondo Campagnolo di ciclismo.
La gara si è sempre svolta all'inizio di ottobre e l'amministrazione della città, come è giusto che sia per un evento internazionale (sì vengono da tutto il mondo per correrla, l'ultima volta che l'ho fatta c'erano persone dalla Nuova Zelanda, Irlanda, Polonia, Giappone), è sempre stata presente.
Come tutti i grandi eventi, il giorno dopo lo svolgimento dello stesso si aprono le iscrizione all'edizione dell'anno successivo. Con una grande sorpresa però: "il prossimo anno la manifestazione si svolgerà il 27 maggio!" Ovviamente molti corrono a iscriversi (il numero di iscritti è contingentato), ma dopo un paio di mesi c'è una bella novità: il 27 maggio a Roma si chiuderà il Giro d'Italia. Quindi il programma sarebbe: mattina Granfondo, pomeriggio Giro d'Italia, per un ciclista quale giornata migliore? (Per un maghinaro romano quale giornata peggiore?) Tutto bello, bello, bellissimo... Gente paga l'iscrizione, compra i biglietti aerei o ferroviari (viaggiare con bici al seguito richiede organizzazione), prenota hotel... Poi il giorno di Santo Stefano questo comunicato:

La Campagnolo Roma torna a ottobre.
Il 14 tutti a pedalare all’alba al Colosseo
L’Amministrazione di Roma Capitale ce l’ha messa tutta ma le tribune per la festa della Repubblica non ci avrebbero consentito la partenza dal Colosseo ed il circuito del Giro d’Italia, diverso dal nostro percorso, avrebbe creato ulteriori problemi anche di ordine pubblico.
Si è quindi si è concordato di tornare alla nostra classica data della seconda domenica di ottobre.
Avremo il totale supporto di Roma Capitale, che ha eletto il nostro a grande evento sportivo della città e molto più tempo per preparare la più bella edizione di sempre.
Un grande Villaggio, un evento per ogni tipologia di ciclista, traffico chiuso e tante novità che vi sveleremo pian piano.
Ci scusiamo con tutti per eventuali disagi che faremo di tutto per alleviare.
Chi è già iscritto ma non potrà partecipare sarà ovviamente rimborsato.
Il 14 ottobre, all’alba, ci vedremo al Colosseo per CR VII.
https://www.facebook.com/granfondocampagnolo/



Il giorno successivo le parole dell'Assessore Frongia: 

Novità sulla Granfondo Campagnolo Roma: gara spostata al 14 ottobre. Dopo attente verifiche, infatti, abbiamo ritenuto opportuno cambiare la data dell’evento per l’estrema criticità che si poteva verificare dalla contestualità della stessa con l’ultima tappa del Giro d’Italia prevista per il 27 maggio.
Granfondo Campagnolo Roma torna così alla sua data classica, la seconda domenica d’ottobre, onde garantire a ciascuna manifestazione il massimo supporto e risalto.
GFCR, giunta alla sua VII edizione, è un grande evento internazionale che merita il massimo appoggio da parte di Roma Capitale. La bicicletta e quanto rappresenta è infatti uno strumento sul quale questa Amministrazione vuole investire proprio per promuovere una mobilità sostenibile e sana.
Varie le iniziative che si andranno a sviluppare nel corso del nuovo anno, su tutte #PEDALAROMA, in coordinamento con i Municipi interessati, le scuole, le associazioni ciclistiche e i negozi ciclo per promuovere, specialmente fra i bambini e i ragazzi, uno sport così affascinante e sano.



Benché dica "abbiamo ritenuto di cambiare data", nei commenti al post Facebook Frongia corregge la rotta scaricando tutte le colpe sugli organizzatori della Granfondo: "non li avevamo mai autorizzati per la data di Maggio", da par loro gli organizzatori nella loro pagina spiegano che lo spostamento non è colpa loro e che la data di Maggio era stata addirittura annunciata in una conferenza stampa. Chi dice menzogne? Ad ogni modo chi ha comprato un biglietto aereo da Palermo o da Dublino per la data del 27 maggio che fa? Si viene a vedere il Giro d'Italia? E soprattutto dopo quanto successo quest'anno il prossimo anno che farà? Semplice: va un'altra della mille Granfondo che si svolgono in Italia!

Questa cosa fa più o meno il paio con la Mezza Roma Run, in programma l'8 dicembre, ma il 6 i vigili hanno tolto l'autorizzazione perché siccome passava vicino piazza di Spagna (la mattina) e lì sarebbe andato il Papa (il pomeriggio) c'erano problemi di sicurezza (come se il Papa avesse deciso il 6 dicembre di andare l'8 a piazza di Spagna: ci va da cent'anni e forse più). La manifestazione è stata posticipata così al 17 dicembre (anche qui con problemi logistici per le persone iscritte e non voglio parlare di problemi sportivi di preparazione perché tanto interessano sempre meno). Il 15 dicembre però gli organizzatori si vedono sospendere la manifestazione nuovamente per motivi di sicurezza sollevati dal Comando del XV gruppo. Si parlava di recuperarla durante le feste ma se andate sul sito della manifestazione (http://www.mezzaromarun.com/) troverete questo comunicato:


Gentili Atleti,
purtroppo abbiamo ricevuto dal Comune un'altro diniego, Venerdì 22 Dicembre alle ore 18:00 (naturalmente in questi giorni nessuno risponde alle nostre domande e richieste).
Oramai per noi  è impossibile poter dire quando si realizzerà la MezzaRomaRun.
Riceverete per email elenco delle spese principali che abbiamo sostenuto per provare ad organizzare la gara, soldi spesi dal Presidente perché l'Associazione non dispone ne di fondi Istituzionali ne di Sponsor finanziari.
Comunque sarete tutti rimborsati, chiediamo solo, se possibile, di farlo brevimano, perché fare bonifici per le centinaia di Atleti che si erano iscritti ci farebbe aumentare le spese........
Coloro che per qualunque motivo non potessero passare in sede, potranno inviarci la ricevuta del pagamento e scrivere in evidenza IBAN e saranno rimborsati.
Ringraziamo tutti gli Atleti che avevano scelto di partecipare alla nostra gara. Continueremo ad insistere con la programmazione della gara, nella speranza che le Istituzioni smettano di utilizzare "due pesi due misure" , rendendosi conto che la progettazione e la realizzazione di una gara come la MezzaRomaRun richiede tempi e sacrifici e, non si può annullare tutto in un attimo senza calcolarne le conseguenze.
Auguri per un 2018 come lo immaginate.

Massimiliano Zanetti
Presidente ASGS


Si vogliono fare grandi eventi a Roma e gli organizzatori devono scontrare con queste situazioni. Dove altro al mondo succede? Il Comune invece di indire un bando per togliere a chi oggi organizza la Maratona di Roma e darla ad altri (anche qui si potrebbe pensar male ma evitiamo) pensasse a garantire lo svolgimento degli eventi sportivi che portano tante persone a Roma! Per lo meno abbiamo ben capito il motivo del no alle Olimpiadi: non certo per evitare ruberie e intrallazzi (che peraltro si svolgono ogni giorno, si pensi al caso Spelacchio), ma perché proprio non sarebbero stati materialmente in grado loro come classe dirigente.

Zitti zitti fanno carne di porco pure sui campi sportivi. Ennesima schifezza da seguire

26 gennaio 2017
Se sei un imprenditore serio, civile, onesto, che fa innovazione, che cerca di pagare le imposte, che è disponibile a migliorare l'ambiente in cui sei calato, che fai lavoro sano e provi a stare in linea con quanto succede in tutto il mondo avrai la vita impossibile. Sarai considerato "lurido" dall'amministrazione. Se invece sei non un imprenditore bensì un prenditore, uno che sfrutta i beni pubblici non dando nulla indietro, uno che fa parte di qualche cricca, di qualche lobbies, di qualche mafietta, uno che lucra da decenni con concessioni regalate in cambio di voti e di clientele allora avrai il massimo della tutela da questa amministrazione.

E' una solfa che si va ripetendo da mesi ormai, in tutti i settori economici della città. Basta vedere l'atteggiamento del Movimento 5 Stelle sui balneari, basta vedere quello che sono riusciti a fare e a dire sulle bancarelle e sugli ambulanti e lo schifo che stanno apparecchiando sui cartelloni come abbiamo spiegato nei giorni passati

Ora si passa anche ai campi sportivi. Ennesimo bubbone senza fine della città. Decine e decine di compound potenzialmente pregiatissimo, potenzialmente frutto di enormi ricchezza sia per il territorio ma soprattutto per la città che li mette a disposizione dei privati. Se hai degli imprenditori di qualità che gestiscono campi, strutture, commercio al loro interno, corsi, manifestazioni, hai anche la possibilità di chiedere loro indietro fior di soldi di affitto e di fee sull'incasso. Se invece il compromesso è al ribasso allora tutto si confeziona alla romana: tu mi dai poco o niente e io in cambio non ti chiedo standard di qualità, non ti chiedo investimenti e tutti vissero felici e contenti, specialmente i funzionari pubblici che con la corruzione che sta dietro a queste dinamiche hanno comprato la Maserati pur guadagnando 2000 euro al mese.

I tantissimi campi sportivi pubblici di Roma Capitale andrebbero messi a bando, le concessioni con gli attuali gestori - tutti sostanzialmente inadeguati - andrebbero concluse e finalmente si dovrebbe aprire il mercato alla concorrenza, all'arrivo di ditte serie, possibilmente di investitori grandi, internazionali, stabili e dimensionalmente sicuri. Non la solita imprenditoria mediocre romana che ha umiliato questa città rendendola il luogo più sciatto d'occidente. 
Questo potrebbe portare investimenti veri, lavoro vero, trasformazione urbana vera, lavori e posti di lavoro in quantità e soprattutto un sacco di introiti per l'amministrazione: vince chi offre di più e l'offerta se la intasca l'amministrazione. Ma soprattutto ci potrebbe essere un servizio per i cittadini: campi, corsi, piscine, sport a buon mercato per tutti in ambienti belli, curati, a norma. All'interno di questi, con regole certe che incentivino l'imprenditorialità e non la mortifichino, negozi, bar, ristoranti, spazi in affitto per chi ne ha bisogno o devoluti, in parte e per tot giorni l'anno, ad associazioni del territorio. Per non dire il servizio che può essere fatto alle scuole. Non solo aumenta la qualità della vita, ma si abbatte in maniera massiccia la spesa sanitaria della Regione Lazio: risparmi per centina di milioni. Una scelta strategica insomma.


Ma cosa vuole fare Angelo Diario che poi altri non è che il politico a Cinque Stelle che inventò (leggete un po' qui) il termine "luridi" per definire i privati? Vuole fare l'esatto contrario. Luridi sono i privati di qualità secondo lui, ma quando i privati sono il sottobosco pietoso dell'imprenditoria romana allora vanno tutelati a più non posso. Proroghe squallide delle concessioni, chiusura totale alla qualità e alla concorrenza, basta aver fatto un lavoretto di manutenzione e via. Ti sta scadendo la concessione? Finalmente il bene pubblico che gestisci - quasi sempre male! - potrebbe finire assegnato regolarmente previo un bando pubblico europeo? Niente di tutto questo. Ti puoi tenere il bene, puoi bloccare qualsiasi tipo di sana concorrenza, basta che ci presenti un bel progetto di manutenzione e truffaldinalmente ti proroghiamo la concessione e teniamo fuori dal mercato tutti quelli, magari mille volte meglio di te, che ci vorrebbero entrare. Questi sono gli "indirizzi politici" dell'amministrazione come recita l'inquietante comunicato arrivato due giorni fa dalla Commissione Sport che Angelo Diario presiede.

La sensazione è che dovunque ti giri ci siano più danni della grandine. Dovunque si dia la precedenza alle vecchie modalità, ai vecchi potentati, alle lobbies più fameliche, alle clientele più torbide. Alla vecchia Roma che ha prosperato per decenni con la destra e con la sinistra e che, solo per un attimo, si era messa paura a causa dell'approccio di Ignazio Marino. Ora tutto come prima. Restaurazione totale. Come prima, peggio di prima. Tra l'altro, a sto giro, senza la minima vergogna e senza il minimo ritegno.

Le immonde condizioni dei campi da tennis comunali. Ecco a cosa servono le Olimpiadi

13 settembre 2016













Vorrei denunciare il vergognoso stato di abbandono in cui versano i tre campi da tennis e quello di calcetto dello Stadio Paolo Rosi (anch’esso con notevoli problemi di manutenzione viste le condizioni della pista, ma questa è un’altra storia) in Via dei Campi Sportivi n. 7. Si possono ridurre così degli impianti sportivi che potrebbero permettere a tanti cittadini di affittare dei campi a prezzi se non contenuti almeno controllati? Per ciò che riguarda il tennis nella nostra città quei 3 campi sono (forse è meglio dire "erano") forse gli unici comunali, per lo meno a Roma nord.
Ma è possibile augurarsi che almeno gli impianti esistenti vengano mantenuti e non fatti precipitare nel degrado più assoluto, testimoniato da queste foto, per l’incapacità di gestirli?
Sergio


*Ecco qui. Come volevasi dimostrare. Foto semplicemente impressionanti, raccapriccianti. Questo è un patrimonio nostro, soldi nostri, risorse nostre, lascito nostro per i nostri figli. I beni del nostro Comune lasciati in abbandono per far prosperare i privati. Ma i privati - a Roma non lo si capisce e d'altronde il capo della Commissione Sport in Campidoglio li considera "luridi" - possono e devono prosperare assieme al pubblico, non in alternativa al pubblico. 
Il Comune di Roma possiede un ecosistema incredibile e potenzialmente formidabile di 150 compound sportivi. Tennis, piscine, campi da calcio e molto altro. Con tutto un contorno di edifici, spogliatoi. Il tutto è o abbandonato, o gestito in maniera cialtronesca, o lasciato ai privati dietro proroga. Il tutto invece di generare risorse a non finire e posti di lavoro oltre che qualità urbana, verde, occasione di svago e di benessere fisico (e dunque di minori costi per il Servizio Sanitario Regionale) è un problema di degrado, di inefficienza e di illegalità.
Il progetto delle Olimpiadi del 2024 già pensa molto a questo aspetto (tanto che oggi alle 12, in diretta sul profilo Facebook di Roma2024 si terrà un talk proprio sull'argomento) e ancor più dovrebbe pensarci quando il Comune, invece di ostacolarlo, lo sfrutterà come chance e dunque deciderà finalmente di incidere sul dossier nella direzione che auspichiamo qui.
Sia chiaro: senza progetti speciali e senza un afflato, un obbiettivo, una scadenza, purtroppo è semplicemente impossibile pensare di rimettere in sesto il patrimonio comunale dei campi sportivi: resterà tutto in abbandono, nella più totale sciatteria o in mano a imprenditori scadenti e senza scrupoli che lucrano, senza restituire nulla in termini di qualità o di affitto, sui beni di tutti. Tanto voi ripianate con le tasse locali più alte d'Europa...
-RFS

25 foto dallo Stadio Flaminio. Capolavoro d'architettura in zona di lusso lasciato morire in abbandono per incapacità e sciatteria

26 settembre 2015

























Qualcuno lo ricorderà così come è nella foto qua sotto, ma oggi lo Stadio Flaminio, capolavoro architettonico di Pier Luigi Nervi (che vale tanto quanto vale Renzo Piano per l'Auditorium, per dire), è come lo vediamo nelle immagini sopra. Dal 2012 nessuno si occupa di lui. Da 3 anni la Federazione del Rugby lo ha abbandonato perché non all'altezza delle gare e il Comune, proprietario, ha deciso che poteva essere uno dei tanti beni, una delle tante ricchezze, lasciate in abbandono. Con un buon bando di gestione potrebbe essere affidato a qualche privato che ci faccia sport, ristorazione, eventi serali, manutenzione. Pagando un fee al Comune (che invece di spendere 800mila euro l'anno di manutenzione incasserebbe) e assumendo persone. Ma il bando non si fa. L'incapacità e l'analfabetismo degli uffici comunali non consente alla macchina amministrativa di dare risposte immediate ai problemi e così oltre a mandare pericolosamente in rovina tantissimi brani di città, si rinuncia ad un sacco di soldi e di possibilità di sviluppo e di qualità: tanto cosa importa, basta aumentare le tasse e le tariffe per rimediare. 

Ora il Comune (ma sarà vero?) ha promesso di pubblicare un bando. Vedremo come sarà scritto. Vedremo quanto si punterà alla qualità. Vedremo quali saranno i ridicoli paletti delle Soprintendenze che quando le cose marciscono tacciono e quando qualcuno arriva a salvarle alzano il sopracciglio. Vediamo, insomma, se i privati (speriamo internazionali, ma ci crediamo poco visto che c'è una offerta di oltre 200 milioni per il flop della Fiera di Roma e invece di firmare fanno finta di niente) saranno invogliati a venire ad investire in questa città o se come al solito verranno invitati a girare alla larga e disincentivati.

Vuoi allenarti in atletica a su una pista a Roma? Te la prendi in saccoccia! La storia di Marco, 13 anni

5 marzo 2015

Sono un ragazzo di 13 anni, che pratica atletica a livello agonistico. Sono un ragazzo che la prima domenica di marzo si è recato nel Parco delle Valli per provare delle distanze da fare in gara. Premetto che mi alleno al Paolo Rosi e che uso le scarpe chiodate.Le condizioni del campo dove mi alleno non sono delle migliori in quanto la pista deve essere ristrutturata a breve, quindi ho deciso di sfruttare la pista del parco. 
Appena arrivato incomincio il riscaldamento e noto subito qualche bambino che si diverte a circolare liberamente e senza scrupoli nella pista di atletica. Poco dopo vedo una ventina di bambini di tenera età che ignari dei corridori si divertono a fare gare in bici e se uno perde fanno a botte sulla linea di arrivo proprio dove io vado a grande velocità.
Finito il riscaldamento metto le scarpe con i chiodi e arriva una mandria di bambini accompagnati dai genitori che devono venire sulla pista a fare lezioni di bicicletta e lezioni di pattinaggio. Il tempo di correre 50 metri vedo tutti i genitori e i bambini incantati dalla mia velocità e quindi i genitori mi vengono a fare i complimenti e rimandano i loro figli sulla pista. 
Da quel momento la pista era diventata di loro proprietà e il terreno era diventato un'autostrada, un velodromo. Sulla pista c'era un simpatico gruppo che aveva capito che dovevo correre e quindi si è spostato. Tra le tante persone che avevano reso la pista un autostrada c'era un nonno che vietava al suo nipote di andarci in bici perché sapeva che il campo era un campo di atletica. Concludo col dire che il parco è circondato da un cinta muraria di nomadi e di insediamenti abusivi. Arrivederci.
Marco

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