Il percorso del Giro d'Italia è stato allestito con della segnaletica grafica di legge per uscite di sicurezza e altre informazioni opportune per il pubblico. Ebbene dopo 13 giorni la segnaletica sta tutta ancora lì, a "decorare" i pali pubblici, la segnaletica stradale, i semafori. Da Via del Corso a Piazza del Popolo tutta la città è ancora oggi piena zeppa di questi cartelloni rosa attaccati alla bell'e meglio.
Il Giro d'Italia è stato un flop clamoroso. Incapace di pianificare e organizzare alcunché, la città ha provato a mettere la pezza sulle mille pericolosissime buche del percorso la notte prima della gara. Dopo pochi giri i ciclisti hanno chiesto e ottenuto l'annullamento a fini agonistici della corsa: hanno corso un po' all'inizio e poi hanno chiesto che la gara si trasformasse in una passerella urlando tutto il loro sdegno alle telecamere in mondovisione.

La figura di cacca a livello internazionale doveva consigliare a maggior ragione di togliere tutte le prove, e invece tutto è ancora allestito come se la gara si dovesse svolgere di nuovo domani. Se ci fosse un giornalismo in questa città, qualche cronista avrebbe dovuto divertirsi a risalire la filiera per capire di quale ufficio, di quale dirigente, e su su di quale assessorato è la responsabilità di tutto questo. Chi doveva provvedere alla rimozione della segnaletica e non lo ha fatto? E perché? Facile pensare che siano questioni da poco conto, ma sono in realtà indizi di quel modo di lavorare sciatto, trasandato e pressappochista che è uno dei tanti cancri che sta uccidendo la città.










































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