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Video. Ecco come questo albergo smaltisce i suoi rifiuti

9 febbraio 2019
Ormai a Roma basta affacciarsi alla finestra per vederne delle belle acca ventiquattro! Nessuno ha rispetto, nessuno ha un briciolo di senso civico, se qualcuno ha l'opportunità di comportarsi in maniera incivile lo fa senza alcuna remora anzi sentendosi giustificato dalle condizioni disperate della città: aoh, ma con tutto sto schifo il problema nun sarò mica io.

E allora ecco cosa succede in mezzo allo scempio di Via Statilia, tra Santa Croce in Gerusalemme e Porta Maggiore. Un addetto porta dentro e fuori dalla porta di servizio di un hotel un carrello pieno di quelli che apparentemente sembrano grandi pezzi di cartone. Una, due, tre volte. Ogni volta i presumibili cartoni vengono gettati non nel cassonetto della carta ma in quello dell'indifferenziata. Almeno questa è la sensazione dall'alto.

Una volta scesi, i sospetti si confermano. I cassonetti dell'indifferenziata, in mezzo ad un contesto al limite dell'emergenza socio sanitaria, sono pieni zeppi di cartone. Un vero peccato considerando che quel materiale è totalmente riciclabile. 

La domanda nasce spontanea sebbene nella città di Sora Pinù - che poco ore dopo questo video si sarebbe dimessa - tutti possono fare un po' quello che gli pare. Anzi le domande:
1. È normale che un albergo conferisca i suoi rifiuti nei cassonetti riservati alle utenze domestiche essendo una UND ovvero una utenza non domestica?
2. È normale che decine di chili di cartone vengano buttati nel cassonetto dell'indifferenziata?
3. L'Hotel Porta Maggiore, protagonista dell'episodio, ci sa spiegare come mai si comporta in questa maniera? Avrà senz'altro i suoi buoni motivi, ma ci piacerebbe saperli se possibile.  


Tutta la situazione è ben illustrata nel video. Fateci sapere cosa ne pensate e restiamo in attesa dei chiarimenti dell'hotel. Ci sembra davvero strano, infatti, che chi lavora nel settore del turismo contribuisca in maniera così smaccata al degrado che è uno dei motivi per cui il turismo a Roma è in fase di clamoroso crollo. 

Piccola storia triste di un congressista dalla Gran Bretagna a Roma

11 novembre 2017
Seguo ormai da tempo il vostro blog e colgo l'occasione per farvi i complimenti per il servizio sociale e culturale che svolgete con grande lucidità, intelligenza e impegno.

Vorrei condividere con voi la mia recente esperienza come "straniero in patria" che nel suo piccolo (mi rendo conto) può forse essere emblematica.

Roma è stata la mia casa per 12 anni. A Roma ho studiato e mi sono formato: nell'arco di questo "breve" lasso temporale ne ho potuto percepire il lento declino, anche grazie alla vostra opera di informazione. 

Da un anno vivo nel Regno Unito, dove mi sono trasferito per amore e per lavoro. Giovedì sono tornato a Roma per un congresso e ci tengo a raccontare la mia esperienza per raggiungere il centro della città dall'aeroporto di Ciampino.
 
Decido di optare per un'alternativa più economica del taxi e mi affido all'autobus. Mi collego al sito internet dell'aeroporto e scopro che ci sono cinque possibili alternative. Peccato che lo stesso sito rimandi a cinque (5!) siti internet diversi di cinque (5!) società diverse per avere informazioni su prezzi e orari. Sinceramente non me la sono sentita di leggere tutti e cinque i siti internet e mi sono affidato ad un operatore (privato) a caso. Tralascio la scortesia e la sciatteria del personale allo sportello che mi consegna un biglietto in mano dicendo che prossimo autobus sarebbe partito "tra mezz'ora, qua fuori”. Fiducioso del fatto di avere un posto riservato, ne approfitto per prendere un caffè. Che ingenuità! Dieci minuti prima della partenza mi avvio verso il piazzale e vedo cinque file di persone spaesate (per la maggior parte turisti smarriti) che non hanno la minima idea di quale fila corrispondesse al proprio autobus. Non un'indicazione. Non un cartello esplicativo. Persone disorientate che vagano da una fila all'altra in cerca di una risposta. Neanche a dirlo, i posti non sono assegnati e si procede a seconda di chi è in fila (quella giusta) da più tempo.

Dopo due ore (2!) dall'atterraggio del mio volo, finalmente arrivo a Termini. Scendo fino all'ingresso della metropolitana e compro al distributore automatico un biglietto, dove una signora mi avvicina più volte chiedendomi il resto perché "tanto a che tte serve, mammamia pe na volta che poi fa n'opera de bbbene".

(Mi accorgo che nella principale stazione di Roma non si può agevolmente acquistare un biglietto con un bancomat o una carta di credito. Non accade da nessuna altra parte del mondo).

Dulcis in fundo, arrivato a Barberini il treno si ferma perché una donna, vittima di un borseggio, inizia ad urlare e correre sulla banchina. Un uomo afferra e inizia a strattonare la presunta ladra, una bambina di neanche 12 anni. 
In tutto ciò la maggior parte dei passeggeri scende dal treno per assistere alla scena ed alcune persone iniziano ad urlare "menala!" "je devi fa' maleee". 

Queste sono le prime ore in città di un "turista congressuale" (i turisti su cui tutte le città puntano perché sono accreditati di una spesa pro capite enormemente maggiore rispetto ai turisti convenzionali) che giovedì ero io e che ogni giorno sono mille persone che tornano a casa, nel loro paese,  raccontando a colleghi e familiari uno scenario surreale.
Alessandro P.

P.S. E il giorno successivo, ovvero ieri, c'è stato lo sciopero dei mezzi. Ovviamente solo a Roma: a Napoli o a Milano nessun disagio. Credo che la società che ha organizzato il congresso non farà mai la sciocchezza di servirsi di nuovo di Roma...

Le ridicole elezioni a Ostia che è la maggior risorsa economica della città (vademecum da leggere)

26 ottobre 2017
Gentile redazione,
Buongiorno, mi chiamo Max e lavoro da vari anni nel settore alberghiero per conto di una grande catena americana. Faccio avanti e indietro tra una struttura che sta a Fiumicino ed un altra al centro storico di Roma, incontro circa un centinaio di turisti al giorno e sapete cosa vedo ogni volta? Occasioni perse per il litorale (municipio X).
Tra poco ci sono le elezioni municipali, e tra vecchi bavosi arraffoni (come li chiamate i vecchi trombati dai partiti?Anche quelli "honesti"?) e giovani rincoglioniti (come li chiamate dei giovani che ancora usano slogan degli anni 70? e quelli che invece usano gli slogan degli anni 20?) nessuno sembra voler elaborare delle soluzioni intelligenti per rilanciare il territorio. C'è chi è andato sul Corriere della Sera, chi su "la7" e chi addirittura si è fatto intervistare da "El Pais". 
Io ho scritto io un vademecum con alcuni suggerimenti, che vorrei possano essere spunto di riflessione sia per chi il territorio lo vive, ma anche per chi non lo conosce, (infatti ritengo che il litorale sia l'emblema dell'incompentenza al governo). Mi piace pensare che questo territorio un giorno possa trasformarsi in una benestante località di livello europeo, le potenzialità ci sono tutte e anche di più, ma le persone devono cominciare a interrogarsi su cosa sia utile e su cosa invece sia solo fuffa politica.
Qualcosa era stato accennato già in un vostro articolo pubblicato il 4/6/17 a proposito di Ostia, ma questa volta porto dati ufficiali dettagliati, numeri alla mano, delle occasioni di possibile rilancio che non vanno perse. Si parla di rilancio, turismo, riqualificazione, edilizia alberghiera, disincentivo dell'automobile e ciclabilità.

Spero che possiate pubblicarlo. So che siete intasati dalle richieste e dagli articoli, ma dato che i politicanti hanno avuto la possibilità di vendere fumo grazie alla stampa nazionale, vorrei che si sappia che ci sono cittadini (tanti) che sanno che le possibilità di miglioramento esistono. Se non potrete pubblicarlo mi piacerebbe comunque avere un vostro feedback. Io non rappresento nessun partito, movimento, lista civica, sono semplicemente un lavoratore del settore piu sottosviluppato (ma che potrebbe essere il più redditizio) qui a Roma.
MAX

***


Si avvicinano le elezioni municipali e vengono proposti i programmi più disparati: da chi vuole tornare al Ventennio a chi vuole un futuro bolivariano, passando per  vari trombati marcescenti dei partiti classici (di cui oggi fa parte anche il M5S) . Molti hanno affrontato il tema del “sociale” in maniera nebbiosa ed ideologica ma nessuno ha parlato di rilancio territoriale in termini concreti.

La realtà è che l’unica maniera di uscire dal degrado e creare integrazione, parola di cui i candidati amano riempirsi la bocca, è rilanciare l’economia locale attraverso vigorosi investimenti privati, in maniera da far esprimere al Municipio X tutte le sue potenzialità e trasformarlo in una zona dinamica e  trainante dell’economia romana così da ridargli la sua importanza turistica e culturale. Solo con una spinta economica portentosa è possibile dare dignità alla vita di quasi 270 mila persone (che pagano le stesse tasse di chi vive ai Parioli) e regalare una buona esperienza a vari milioni di persone che vengono a Roma purtroppo solo per visitare un paio di musei. 

IL CONTESTO
Dall’altra parte del fiume, a Fiumicino, sono in essere la costruzione di un porto commerciale ed il raddoppio del primo scalo aeroportuale italiano, infatti  anche le grandi aziende cominciano ad investire nell’area (la IBM a breve sposterà la sua sede italiana nei pressi della nuova fiera). Alla stessa maniera il turismo sta crescendo anche a Roma ed in futuro la capitale sarà sempre piu raggiungibile grazie a voli sempre più economici (dal 2018 saranno una realtà anche i voli intercontinentali low-cost come quelli delle compagnie “Norwegian” e “Level”). Sempre nel centro della capitale, lentamente ma costantemente nascono nuove realtà turistiche e punti di interesse di alto livello. Inoltre è in essere il progetto dello stadio di  Tor di Valle, anch’esso in grado di far avvicinare migliaia di persone al litorale. 
In questa situazione il Municipio X deve risolvere alcuni nodi principali per rendere il suo territorio attrattivo, ossia: i trasporti, il turismo e gli eventi.  Inoltre è necessaria una visione lungimirante che serve per proiettare tutto il Municipio X in un possente sistema economico “litoraneo” con attenzione particolare per Ostia e Ostia antica. 

TRASPORTI
Il rilancio dell’area municipale (sia a livello turistico che di vivibilità per i suoi abitanti) è sostanzialmente subordinato ai miglioramenti trasportistici. E’ prioritario potenziare la Roma-Lido (visto il catchment portarla al livello di una metro), ma bisogna creare anche collegamenti (meglio se su ferro) con Fiumicino e migliorare i collegamenti tra i quartieri del municipio stesso. 
Le soluzioni esistono e perfino sul portale del PUMS sono state proposte un’infinità di linee tram/bus  tra l’area municipale e fiumicino ed altre mille per i collegamenti  interni al municipio. 
Dato che è nota l’importanza dei collegamenti con Roma, bisogna sottolineare l’importanza di quelli per fiumicino. Gran parte della popolazione del  X municipio è impiegata (o è fruitrice) nell’indotto aeroportuale e nei centri commerciali di Parco Leonardo e Parco da Vinci.
L’unica possibilità per queste persone di muoversi è quella di riversarsi con l’auto privata verso Viale dei Romagnoli e sul Ponte della Scafa, intasando quest’arteria (che serve sia chi deve andare a Roma, sia chi deve recarsi sulla Portuense o sulla Roma Civitavecchia) con grande inquinamento ed incidenti mortali. Quartieri come Nuova Ostia, Dragona e Dragoncello, collegati direttamente con Fiumicino (essendo a poco meno  di 200m in linea d’aria basterebbe un ponte) diventerebbero strategici sia a livello abitativo sia a livello turistico (un hotel a Dragona sarebbe a una fermata dagli scavi di Ostia Antica, a 3 fermate dal mare, a 20 minuti da Roma e a 10 minuti dall’aeroporto, godendo perché no di un argine del fiume ciclabile). 
Una volta disincentivato l’uso dell’auto, i quartieri potranno (e dovranno) sviluppare tutto il loro potenziale ciclopedonale, migliorando di grande misura la qualità della vita e diventando una calamita per il turismo (vantaggi che otterrebbe finalmente anche Fiumicino). Completa l’opera un piano importante di parcheggi interrati, ossia l’unico modo di nascondere le auto e ridare spazi dedicati ai cittadini tra l'altro incassando oneri. Qualcuno potrebbe obiettare che il trasporto pubblico non rientra nelle competenze della giunta municipale, è vero, ma quale municipio può far sentire la voce di 270 mila persone? 

IL TURISMO
Come mostrano i dati di Federalberghi (che è solita fare lacrime da coccodrillo, anche se il suo impegno per il miglioramento della città è piuttosto discutibile) il turista medio a Roma soggiorna al più 3 giorni, quanto basta per vedere i monumenti principali.
Perché? Perché Roma non viene vissuta, a parte visitare e guardare (i monumenti più conosciuti) ad oggi non si può fare altro. 
Mancano gli spazi e mancano gli eventi. Proprio in quest'ottica si può ripartire da Ostia. Inoltre Ostia risulterebbe anche un hub giovanile/familiare, per tutti i nuclei familiari e gli individui che una camera al centro di roma non possono permettersela (provate a vedere da marzo a ottobre quanto costa una camera a Roma), creando un nuovo prodotto turistico complementare a quello del centro, in grado di rilanciare la città intera.
Il Municipio X dispone di potenzialità enormi, potenzialità che qualsiasi realtà europea trasformerebbe in oro, ma che invece da noi, per lotte intestine alla politica, per sudditanza ideologico/elettorale, e a volte semplicemente per corruzione (hanno detto che non è mafia...) sono rimaste nell’inerzia del degrado e dell’incuria.

Decine di chilometri di spiagge e di lungomare, il sito archeologico piu grande del pianeta ed il più vicino alla capitale del turismo italiano, enormi parchi verdi, le rive di un fiume, un porto turistico e sconfinati spazi che possono essere adibiti agli eventi. Tutto ciò va organizzato, tutto ciò va pubblicizzato. Tutto ciò, dobbiamo ripeterlo, può creare un prodotto turistico nuovo in grado di rilanciare Roma  stessa

EDIFICAZIONE ALBERGHIERA
La maniera migliore per portare il turismo direttamente nel municipio è avere edificiazione turistica in cambio di riqualificazione, cominciando dai grandi spazi e dalle strutture fatiscenti/inutilizzate o inutilmente situate in zone di interesse.
Che cosa significa? Significa semplicemente che bisogna togliere i vincoli paesaggistici (specialmente quello riguardante l’altezza!) ed architettonici e far si che qualsiasi edificio possa essere convertito/ricostruito come struttura ricettiva, spingere affinché il demanio permetta l’edificazione turistica in tutti i terreni edificabili/già edificati, in cambio della riqualificazione dei dintorni dell’edificio (così come succederà per l’edificio che verrà riqualificato a Piazza Verdi o l’ex stazione di Trastevere).  Quali sarebbero gli effetti?
Le strutture ricettive già esistenti potrebbero espandersi in altezza, mentre edifici in disuso come la “Colonia Vittorio Emanuele” potrebbero trasformarsi da casermoni fatiscenti a grandi strutture turistiche, portando lavoro e benessere. Lo stesso destino lo meriterebbe l’ex “Enalc hotel”, posizionato a due passi dalla metro, di fronte al mare e a pochi passi dalla pineta. L’ufficio tecnico, inutilmente situato sulla spiaggia, potrebbe trasformarsi in grande hotel balneare. In egual modo una cascina di ostia antica potrà convertirsi in hotel in grado di ricevere grandi gruppi che possono visitare gli scavi,il borgo, andare a Roma o andare a fare un tuffo ad ostia, per poi tornare a casa direttamente dallo scalo di Fiumicino situato a pochi minuti. 
A Dragona, quella che era una villetta di borgata potrà diventare una grande struttura ricettiva per gli scali aeroportuali o gli eventi fieristici (il giorno che ci sarà ponte che collegherà direttamente con Fiumicino) situata anche a poche fermate dagli scavi, dal mare, dal costruendo stadio, ed ovviamente da Roma.
Gli edifici e gli spazi situati nel Municipio X risultano molto più economici all’acquisto di quelli presenti verso il centro di Roma, sarebbe quindi dovere del comune e della giunta, spingere per un edificazione alberghiera contattando direttamente le grandissime catene alberghiere, che hanno da una parte i capitali pronti da investire in situazioni di sviluppo proprio come queste e dall’altrà sono già in grado di muovere grandi masse di turisti essendo collegati alle grandi agenzie turistiche ed alle linee aeree. Nel momento in cui si crea una “massa critica” di strutture ricettive, si crea una catena economica basata sui servizi accessori (trasporti, distribuzione, ristorazione, lavanderie, impiantistica, manutenzione, pulizie) ma si crea anche un indotto importante basato sull’enogastronomia, sull’intrattenimento e sulla cultura. Sono decine di migliaia di posti di lavoro ora tenuti sotto vetro, immobili. Le grandi catene alberghiere (a differenza della piccola e obsoleta imprenditoria locale) hanno tutto l’interesse ad avere un quartiere riqualificato e sono pronte a rilanciarlo appena ne hanno la possibilità.

CICLABILITA' 
I dati del settore parlano chiaro. “Il cicloturismo genera in Europa un indotto economico di 44 miliardi, con 2 milioni di viaggi e 20 milioni di pernottamenti, (secondo le rilevazioni dell’Enit, agenzia nazionale del turismo), In Italia ha un valore potenziale di 3,2 miliardi e sta crescendo a un ritmo costante. La ciclopedonalizzazione del lungomare di Ostia, oltre 10km di percorso ciclabile approfittando della brezza marina, sarebbe un’attrattiva a se stante di Roma, un grande punto di aggregazione. Oggi il tratto ricorda una tangenziale ed è necessario che venga ciclopedonalizzato in maniera da poter essere fruibile con il flusso turistico sia romano che internazionale . Bisogna utilizzare una delle due corsie dedicate alle auto (si utilizzera quella vicino al mare, l’altra è comunque larga circa 13 metri, abbastanza da essere divisa nuovamente in 2 corsie per ogni senso di marcia). Alla stessa maniera va ciclopedonalizzato l’argine fluviale, il quale rilancerebbe tutta l’area di ostia antica/dragona e perché no potrebbe arrivare fino a tor di valle(nella foto un argine ciclopedonale in Baviera) rilanciando la nautica fluviale e le attività enogastronomiche annesse. Alla stessa maniera, molti quartieri del X municipio, Ostia in primis, gia dispongono degli spazi per poter ospitare vere e proprie arterie ciclopedonali ,la ciclabilità è richiesta a gran voce dai cittadini e sul PUMS si possono osservare svariate proposte in tal senso. Da valutare con molta attenzione anche l’idea di un boardwalk( presente in molte località marittime) che attraversi tutte le dune di castel porziano. Le grandi catene alberghiere sarebbero più che contente di contribuire alla costruizione di queste opere, perché contribuirebbero alla valorizzazione delle loro stesse strutture con grandi guadagni.       

OSTIA ANTICA
A mezz’ora dal centro di Roma, è presente la più grande città di età imperiale visitabile. Ostia Antica insieme a Pompei è il sito archeologico più grande del pianeta con un'area di 150 ettari  e ne è stato riportato alla luce solo il 40% , più della metà della città è ancora sepolta. Mentre la sovrintendenza è impegnata a difendere a spada tratta vecchie tribune fatiscenti a Tor di Valle, Ostia antica è abbandonata e fa numeri da museo rurale, la classifica del ministero dei beni culturali parla chiaro:
E’ evidente che il sito sia visitato forse da una sola classe per ogni scuola di Roma più qualche turista esterno. Gli scavi di Ostia Antica sono talmente poco conosciuti che per molti turisti è più facile affrontare un tragitto di circa 3 ore e raggiungere Pompei. Questa situazione inaccettabile dimostra quanto siano stati totalmente incompetenti gli assessori al turismo passati e presenti.
E’ necessario cercare sponsor ed investitori in grado di provvedere alla manutenzione, al rilancio e all’espansione del sito archeologico, magari mettendolo a gara europea aprendo la gestione a grandi società che già svolgono questo compito in altri paesi (come i concessionari francesi che mantengono i parchi archeologici). Chi si occupa del territorio si deve battere perché questo gioiello archeologico venga rispettato (ad oggi non c’è nessun controllo di sicurezza sugli scavi, la segnaletica è marcia e si può tranquillamente camminare nei ruderi)  ma venga anche visitato dal numero di turisti che merita. Almeno quanti ne fa Pompei.  Il sito archeologico rappresenta il vero volano di tutta l’area di Ostia Antica, per renderlo più attrattivo bisogna pubblicizzarlo sia a livello globale che locale, creare volantini illustrativi da distribuire in tutte le strutture ricettive di Roma e dintorni e pubblicizzarlo nei principali portali turistici online, ma anche sulle riviste stampate.
Ostia Antica, il quartiere attuale, ad oggi non sfrutta assolutamente il suo potenziale turistico. La sua posizione è forse la migliore poiché permetterebbe ai grandi gruppi di turisti di visitare gli scavi, vivere il borgo, raggiungere il mare o il centro di Roma con il treno, ma lavorare anche con lo scalo aeroportuale. E’ necessario perciò che vengano costruite strutture adeguate (come spiegato nel punto sopra), le quali si riempiranno non appena il sito archeologico avrà la luce che merita.

PROMOZIONE TURISTICA E COMUNICAZIONE
Prendete una guida su Roma, anzi andate sul portale turistico fatto dal comune: DA VOMITO, giudicate con i vostri occhi, ci sono brevi descrizioni, Ostia Antica non è menzionata, non ci sono indicazioni su come raggiungere i punti di interesse ne cosa sia presente nei dintorni. Stranamente però sono presenti ottime indicazioni su come raggiungere gli stabilimenti balneari (comprensivi di numeri di telefono). 
Chi si occupa di turismo nel municipio deve contattare direttamente le grandi agenzie turistiche come TUI, COOK, PRICELINE, CTRIP, agenzie che hanno già sottomano milioni di clienti fidelizzati e promuovere il territorio (previa riqualificazione dello stesso ovviamente), le sue attrazioni e le sue strutture ricettive. E’ molto importante promuovere Ostia anche sui portali  del settore e sulla stampa. Qualche candidato alle prossime elezioni è andato sul Corriere della Sera, qualcuno addirittura su El Pais per dire che combatterà il degrado, avranno anche le palle di andare di invitare “History Channel” e “National Geographic”, oppure la Zdf (tv tedesca) per promuovere gli scavi di Ostia Antica e le Spiagge?

EVENTI , SPORT E CULTURA
Una fitta calendarizzazione di eventi, festival e rassegne è la chiave per rilanciare il turismo e l’economia. Oltre alle spiagge, Ostia dispone di svariate aree che possono ospitare tranquillamente grandi eventi. Di seguito  un elenco di parchi e piazze abbastanza grandi da poterli ospitare.
Per capire le dimensioni, basti pensare che un campo da calcio regolamentare ha una superficie di 7140mq,  Piazza Duomo a Milano 12700mq, Piazza San Giovanni a Roma  42700mq

-Piazzale Magellano e Piazza Sirio: almeno 29.200 mq  (potrebbe ospitare eventi fino a 60.000 persone,  lo spazio situato difronte la stazione della metro “stella polare”, è la zona che tipicamente ospita gli air show )

-Parco XXV Novembre: ca 23.000mq (potrebbe ospitare eventi  da ca 40000 persone, situato a poca distanza dalla stazione lido centro e stella polare)

-Parco Pallotta: ben 50.000mq (L’area può ospitare comodamente 80000 persone, la zona perfetta per un grande festival)

 -Parco dei Fusco: oltre 14.500 mq (a pochi passi dalla stazione Lido centro e Lido nord per giunta)

-Parco Via Sandolini: 10.000mq (situato difronte alla stazione Castel Fusano e a due passi dal mare).

-Parco dei Ravennati: ca 10.000mq (situato  a pochi passi dalla stazione di Ostia Antica)

-Pontile di Ostia : ca 8.000mq la piazza antistante fino all’inizio del pontile (raggiungibile a piedi da Lido centro, non è molto ampio ma sicuramente è molto scenografico affacciandosi direttamente sul mare)

Con un po di proattività , una giunta municipale potrebbe organizzare eventi anche in terreni privati come l’area antistante il Cineland (21.000mq) o quella presente nel parco del canale dello stagno (ca 20.000mq)
Chi si occupa del municipio  deve entrare in contatto con le grandi agenzie di eventi, con le federazioni sportive, con le associazioni culturali e con qualsiasi entità che proponga iniziative interessanti, in maniera da ottenere il maggior numero di rassegne, concerti e tornei sportivi così da portare la linfa vitale degli eventi nel territorio, linfa vitale che può finalmente riattivare la vita culturale del Municipio e quindi di tutta Roma. Imperativo inoltre, che la movida torni ad Ostia come da tradizione.

CONCLUSIONI
Sono stati analizzati solo pochi aspetti di un Municipio, alcune potenzialità inespresse da sviluppare.  Si capisce subito che Roma  ha i numeri perché tutte le aree possano vivere decorosamente e i propri cittadini crescere in prosperità invece di pietire soldi al governo (vero Calenda?). Vanno superate le ideologie, vanno superati i clientelismi (gli investimenti sono bloccati non solo perché si è ideologicamente contro ai privati, ma anche perché se tutto è inospitale per i grandi investitori, vincono i piccoli investitori locali, gli imprenditori-prenditori), va fatto ciò che è giusto per il benessere della cittadinanza.
Serve una visione a lungo termine, una visione dinamica. Il destino di 270 mila persone il 5 novembre è appeso un filo. Ridente località turistica oppure dormitorio fatiscente ad uso e consumo degli stabilimentari? 

Chi si occuperà del territorio dovrà vedere oltre, dovrà saper programmare e progettare lo sviluppo armonico di questa città, perché senza sviluppo non c’è integrazione sociale. La scelta è tra vivere il futuro risolvendo problemi concreti o morire miseramente nell’atrofizzazione burocratica di chi campa parlando in politichese. Il minisindaco dovrà essere proattivo e ottenere soluzioni con tutti gli attori del caso (dal Comune di Roma fino alla Comunità europea).

La desolazione che ti avvolge quando vai al mare a Ostia. Una testimonianza

24 luglio 2017
Scrivo per esprimere il mio dissenso, ma soprattutto il senso di impotenza che abbiamo nei confronti del malaffare e dell'incapacità di governare questa città.

La faccio breve: domenica, unico giorno libero io e la mia compagna decidiamo di andare al mare ad Ostia (abitiamo a 5 km) in una spiaggia libera attrezzata ben servita che negli anni passati frequentavamo spesso.

Arriviamo e notiamo lungo tutto il tratto di lungomare fino al porto un senso di abbandono e degrado più totale. Nessun servizio di bar, nessun servizio di spiaggia ne tantomeno un qualsiasi tipo di servizio per passare una giornata di mare da persone civili.

Unico servizio per i bagnanti era quello del salvataggio con i cani. La cosa che però mi ha lasciato più amareggiato è stato il fatto di trovare un servizio di lettini e ombrelloni non autorizzato da parte di alcuni nomadi e una signora italiana. Questi signori, padroni della spiaggia, avevano tappezzato tutto l'arenile adiacente al salvataggio 6 con il loro lettini ed ombrelloni. Ovviamente per non farci mancare nulla, sulla spiaggia era presente un bbq fantastico dove alcuni personaggi poco raccomandabili arrostivano e vendevano in tutta tranquillità pannocchie, mentre altri tre "imprenditori della domenica" si accingevano con un carrello della spesa del supermercato vicino, ad allestire una bancarella di bibite.

Ora io mi domando, ma per quale motivo siamo arrivati a tutto ciò? A causa del commissariamento del Municipio non sono state rinnovate le concessioni per le spiagge?

Ah dimenticavo, i bagni a disposizione dei bagnanti sono bagni chimici messi qua e la sul lungomare.

La mia giornata di mare è andata a finire con un nulla di fatto, visto questo scempio me ne sono andato a casa a prendere il sole in giardino. Cosi, con questo modo di governare, si sta demolendo definitivamente il litorale romano, e credo che ci vorranno decenni prima di tornare a periodi rosei per l'economia. Ieri, da commerciante, sono tornato a casa con una tristezza di una profondità inaudita.
Lettera Firmata

*Caro amico,
ne abbiamo parlato qualche settimana fa qui arrivando grosso modo alle tue stesse conclusioni. Una depressione senza confini... Ma perché? Chiediamo agli altri nostri lettori di raccontare la loro esperienza sul litorale della città durante l'appena concluso fine settimana...
-RFS

Come Roma è riuscita a rovinare uno straordinario concerto degli U2. Le testimonianze

17 luglio 2017
A noi sembra tutto normale. Che un grande evento internazionale si tramuti in caos, sopraffazione, umiliazione degli utenti, nullafacenza degli addetti preposti, spregio di chi viene da fuori per passare una serata da noi. E enorme occasione per ogni profittatore di, appunto, approfittarsene.
Per Roma questo è normale. E che non ce lo sai, e che ce voi fa, e che je voi dì, eh ma è sempre stato così. E così via. Ma per chi viene da fuori, per chi vive in altre città italiane, tutto questo, per fortuna, è anomalia bella e buona.
E chi riscontra un'anomalia a Roma cosa ti fa? Scrive a Roma fa Schifo naturalmente! Ebbene allora eccoci qui a gestire una valanga di segnalazioni da parte di decine e decine di cittadini colpevoli solo di aver deciso di venire a Roma per assistere ad un indimenticabile concerto rock.
Quello che si porteranno a casa sarà soltanto il senso di una disorganizzazione totale, di un disinteresse assoluto per la cura degli ospiti, della sciatteria che qui a Roma ben conosciamo, dell'atteggiamento banditesco delle solite lobbies che, complice da sempre chi amministra, si continuano a rosicchiare la città. 
Abbiamo raccolto una parte delle testimonianze e le abbiamo elencate qui di seguito. Nella convinzione che tanto per i romani che le leggeranno tutto apparirà ordinario, lineare, spiegabile: aho ma è normale, c'è sta un sacco deggente quindi è ovvio che è ncasino aho... Peccato che sia ovvio solo a Roma e che in nessuna altra città al mondo disservizi simili siano plausibili e accettabili.


PARTIAMO DALL'INIZIO
In direzione dell'Olimpico. Sono costretto pertanto a raggiungere lo stadio Olimpico con i mezzi, arrivati a piazzale Flaminio noto con stupore dei taxi parcheggiati in attesa di clienti, alla mia richiesta di pagare con il bancomat ricevo risposta negativa da parte di tutti, l'ultima vettura parcheggiata era del 3570, so che sono obbligati ad accettare le carte e infatti l'autista acconsente. A bordo mi spiega candidamente che i suoi "colleghi" erano a caccia di turisti o forestieri per portarli allo stadio a tariffe gonfiate... Come avvoltoi.

LASCIATI DALLA PARTE OPPOSTA
Io non sono molto pratica di Roma e soprattutto della zona stadio. All'andata siamo arrivati in taxi che ci ha lasciato vicino ad una pompa di benzina davanti ad un vialone che porta allo stadio (ricordo che sulla sinistra a circa metà viale ci sono i palazzi del coni) , una volta arrivati al cancello dopo aver fatto circa 500 m a piedi sotto il sole ci dicono che dobbiamo tornare indietro per tutto il viale e fare il giro dello stadio perché da quell'ingresso si entrava solo x il prato mentre noi avevamo i posti in tribuna Tevere...


USCITA NELL'ABBANDONO
Sessantamila persone (probabilmente qualcosa in più) lasciate a piedi: nessuna traccia di mezzi pubblici di rinforzo. Una marea umana costretta ad utilizzare i pochi autobus notturni della domenica.. .moltissimi, compreso chi scrive, raggiungono (a piedi) piazzale Flaminio.

50 EURO ALL'NCC
All'uscita è stata una vera e propria odissea. Premetto che abbiamo assistito a centinaia di concerti in varie città (essendo di Milano la maggior parte a San Siro) e quindi per esperienza usciamo sempre un po' prima della fine del concerto ed abbiamo fatto la stessa cosa anche quella sera. Ci siamo incamminati e dopo un bel po' di strada abbiamo attraversato un ponte (credo il ponte della Musica) e ci siamo fermati sul lungotevere Flaminio a cercare un mezzo x tornare a casa. Beh è passata più di un'ora e niente. Nessun taxi, nemmeno a chiamarlo. Fermate dei bus fuori dallo stadio affollate in un modo impressionante, strade tutte chiuse, sembrava di essere in un posto dimenticato dal mondo. Noi avevamo l'hotel in Via della Conciliazione e sinceramente dopo la giornata a camminare sotto il sole non ce la sentivamo di andare a piedi. Abbiamo trovato un NCC libero.. voleva 50 euro per fare 5 km.
Chiaramente non abbiamo accettato. La nostra salvezza sono state due signore di passaggio che impietosite dalla nostra storia ci hanno accompagnati in hotel con la loro auto. D'ora in avanti solo San Siro per i concerti...

ABUSIVI DOVUNQUE
Camion bar, porchettari, bibitari e ambulanti abusivi... il top è la coppia che vende ciambelle e bombe fritte davanti alla municipale!

A PIAZZALE FLAMINIO
A piazzale Flaminio troviamo l'ennesimo girone dantesco, centinaia di persone in attesa del notturno N1 e altrettante in attesa di taxi...

A LUNGOTEVERE CADORNA
Stavo aspettando uno dei vari autobus che erano stati previsti all'uscita dal concerto, precisamente a Lungotevere Cadorna! Il concerto è finito alle 23.30, i primi autobus che sono passati non si sono nemmeno fermati da quanto erano pieni! Da mezzanotte e mezzo in poi non ne è passato nemmeno più uno, nonostante il display segnasse "in arrivo". Neppure i taxi era disponibili in zona! Alla fine all'1 tutte le persone alla mia stessa fermata si sono dovute incamminare a piedi fino alla fermata di Ottaviano, che ovviamente alla fine era... chiusa!

ODISSEA PIU' LUNGA DEL CONCERTO
Nel mio caso sono riuscita a trovare un taxi a Via cola di Rienzo... ritorno a casa (zona Termini) ore 2.30! È durata più l'odissea Stadio Olimpico-Termini che il concerto! Mai più.

IN SEI + IL GUIDATORE IN UN'AUTO
Un taxi ci ha preso in sei. In sei. In sei più lui. Per arrivare a San Giovanni ci ha chiesto una tariffa a persona: 15€. Gli abbiamo dovuto dare 90 euro.

L'ATTEGGIAMENTO DEGLI SCIACALLI CHE SOLO A ROMA CHIAMIAMO TAXI
Cerco di fermare un taxi accorgendomi che nonostante sembrassero quasi tutti liberi (con la luce accesa) c'erano sempre dei passeggeri all'Interno... l'unico taxi che sono riuscito a fermare (ero arrivato ormai a piazzale della Marina) mi ha chiesto € 35 per portarmi a piazza Bologna.

LA NORMALITA' A LARGO CHIGI
Noi abbiamo deciso di proseguire la camminata per arrivare a Largo Chigi (dallo Stadio a Largo Chigi a piedi!) nella speranza di ottenere una parvenza di normalità e uscire dall'incubo. La situazione non varia molto fino al materializzarsi di un tassista gentile e sorridente, con la radio sintonizzata sulla musica classica che mi ha riconciliato con il genere umano...

Ponte del 2 giugno a Ostia. Tristezza e depressione invece di sviluppoe ricchezza

4 giugno 2017

In questi giorni di ponte e di inizio di stagione estiva cerchiamo di provare ad applicare il nostro ragionamento su faccende che riguardano quel che resta o quel che sarà del richiamo e dell'appeal turistico della nostra città.
Ogni giorno parliamo del dramma che i turisti sono costretti a vivere in centro tra trasporti inesistenti, scippi, sporcizia, commercianti truffaldini e servizi da sesto mondo. Oggi proviamo a guardare non al centro ma alla periferia. Perché purtroppo "periferia"sono considerati a Roma luoghi di assoluto prestigio e richiamo che però sono lontani dalle Mura Aureliane, che si tratti dell'Eur o delle Riserve Naturali così come, e di questo parliamo, del litorale e delle decine di chilometri di spiagge di cui Roma è dotata senza quasi neppure saperlo.

Non sono molti infatti i turisti che si capacitano del fatto che Roma è una città di mare in tutto e per tutto. Con una quantità e una qualità di arenili e spiagge che, da sola, potrebbe sostenere tutta l'economia cittadina se solo fosse valorizzata a dovere dal punto di vista del turismo stagionale così come di quello convegnistico e climatico.


La pianificazione urbanistica alla romana, invece, ha optato per realizzare sul mare micidiali quartieri dormitorio, sfilze di case popolari e tanta tanta edilizia da paese sottosviluppato. Le conseguenze negli anni sono state immediate: droga, spaccio, degrado, mafia, speculazione degli arenili invece che sviluppo turistico. 

In questi giorni Ostia, paradossalmente, si svuota. E' tutto pieno se ci vai un sabato "normale" di maggio o di giugno, ma se c'è un ponte, si svuota! Se ci vai a luglio, è vuota. Se ci vai ad agosto, vuotissima. L'unica località di mare in Europa che ha la sua bassa stagione d'agosto. 

Ma se è comprensibile che i romani vadano altrove quando hanno da investire qualcosa in più di una giornata da-mattina-a-sera, occorre sottolineare che il vero vulnus qui è il flusso inverso, ovvero non romani (magari stranieri) che stiano qui e che si servano della presenza del mare per prolungare la loro presenza a Roma oggi ridotta a due miserabili notti utili soltanto a "sfruttare" la città lasciandosi alle spalle macerie invece di risorse. 
Per trasformare il turista da problema a risorsa, per far sì che le aree di visita non siano sempre le solite tre o quattro (dove poi magari siamo costretti a mettere il numero chiuso), occorre far sì che la gente resti più giorni. E' complicato per tutte le città, per Roma dovrebbe essere facile perché Roma ha il mare. Non ce l'ha Londra, non ce l'ha Parigi, ce l'ha solo Barcellona (e infatti informatevi su come lo usa!).


La famiglia tipo smette di venire due giorni e mezzo a Settembre, ma finalmente viene una settimana o dieci giorni a luglio. Prenota in un albergo nuovo fronte mare a Ostia. A piedi ha la stazione della metro che in 30 minuti porta in centro a Roma. Un giorno si fa il mare, un giorno si va in città. Oppure si va in città al mattino e nel pomeriggio si scende per un tuffo. Oppure si sta in spiaggia e poi, quando fa meno caldo, si sale in città per passeggiata, cena e ritorno in hotel dopo pranzo. Oppure si sta al mare e poi verso le 18 si va agli Scavi di Ostia Antica (qualità archeologica tra le più assolute al mondo, ma turisticamente in abbandono) per un aperitivo e un concerto di notte. I tour operator avrebbero di che sbizzarrirsi.


Questo potrebbe riguardare decine e decine di migliaia di persone contemporaneamente tanto più che Ostia si trova a pochi km in linea d'aria da Fiumicino. Parlare di condizione favorevole è dire poco. Ci si lamenta che non ci sono soldi, che c'è crisi, si chiedono risorse al Governo centrale obbligando tutti i cittadini italiani a pagare le incapacità romane, ma la realtà è che se solo si mettessero in modo economie territoriali come questa, Roma non avrebbe problemi ad essere la città più benestante d'Europa. Un potenziale economico semplicemente sconfinato che aspetta solo di essere organizzato e attivato. Per farlo bisogna fare alcuni passaggi. In primis bisogna finalmente spianare la strada ai poteri forti del grande capitale internazionale, della inprdnditoria sana, dei fondi di investimento: per ora ci si è occupati solo di tutelare i poteri marci invece. E camorristi.


Bisogna edificare nuove architetture, possibilmente di eccellente qualità, e alberghi; ma questa è considerata speculazione edilizia in Italia e ancor di più a Roma, meglio lasciare le palazzine e le baraccopoli.

Bisogna scavare parcheggi interrati per togliere auto dalla strada; ma a Ostia parcheggiare gratis a tre metri dalla sabbia è un diritto costituzionale e il concetto di Lungomare è sostituito dal concetto di striscia-d'asfalto-e-aiuole-spelacchiate-ad-uso-di-chi-va-in-maghina-allo-stabilimento.

Bisogna moltiplicare le corse ferroviarie e trasformare la Roma-Lido in metropolitana iper moderna; ma quando è stato possibile per interessamento di grandi società straniere è stato tutto fermato perché a Roma i servizi pubblici sono serbatoi di voti, non fabbriche per generare qualità e benessere.

Bisogna demolire quasi tutta l'attuale attrezzatura balneare fatta di muri, casupole, stabilimenti inadeguati e cemento e inoltre bisogna assegnare questi pezzi di demanio a società serie, strutturate e dimensionalmente capaci di interloquire con il pubblico; ma si è sempre preferito non infastidire la lobby dei balneari.


Bisogna contrastare l'abusivismo che rende spiacevole l'esperienza in spiaggia e i turisti che vengono a portarci i loro soldi meritano di essere tutelati al massimo e mai infastiditi da alcuni; ma le leggi italiane di fatto non lo consentono e neppure la mentalità italiana lo consente.

Bisogna costruire altre marine (in Spagna ce n'è una ogni 10 km mentre noi abbiamo solo il Porto di Roma) per sviluppare il turismo nautico che è ricco e porta risorse; ma i porti turistici sono lo spauracchio per la mentalità ambientalista al contrario che ha devastato l'Italia negli ultimi 40 anni.


Bisogna muoversi per sviluppare, non per censurare, la vita notturna; ma qui da noi si preferisce procedere per divieti che servono soltanto a spostare in altri paesi e altre città chi spende e chi investe lasciando qui da noi solo sciatteria, abbandono e degrado. Oltre che abusivismo perché in un contesto in cui tutto è vietato, campa alla grande solo chi ha la forza (perché mafioso o corruttore) di operare nell'illegalità.

Aggiungete voi altri "bisogna". Noi, dopo aver constatato che in un anno di governo rivoluzionario nulla è stato non solo fatto me neppure lontanamente ragionato, pensato, ipotizzato, pianificato da questa amministrazione (il massimo è il capogruppo di maggioranza - sul serio! - che gira per le spiagge libere ad aprire i cassonetti per dimostrare che sono stati svuotati; gente che sarebbe fuori luogo perfino a fare il vicebenzinaio sull'Ostiense, figurati ad amministrare una capitale occidentale), ci limitiamo a inserire nel testo qualche immagine di Barcellona: guardate che brutta speculazione e mercificazione. Vuoi mettere come siamo meglio noi.
Lì il recupero del male e il definitivo boom economico della città partì 25 anni fa grazie alle Olimpiadi. Guarda un po', le Olimpiadi...

Come si presentava Piazzale Flaminio il giorno di Venerdì Santo. Foto&video

16 aprile 2017
















Ha poco senso aggiungere commenti e parole a queste foto e al video sotto. L'unica nota che ci sentiamo di sottolineare riguarda i precedenti di questo spicchio di Secondo Muncipio che affaccia sulla parte più pregiata del Primo. 
Si tratta di un piazzale sul quale nelle scorse settimane si sono susseguite le retate della Polizia Municipale che ha ravvisato come la schiacciante maggioranza delle bancarelle fosse abusiva, priva di regolare autorizzazione, illegale. D'altro canto è normale: come fa ad essere regolare un autentico immenso suk subito fuori da una stazione (una delle più importanti stazioni) della metro e delle ferrovia suburbane? In caso di incidente, incendio, attentato, necessità di fuga migliaia e migliaia di persone farebbero la morte del sorcio per colpa del mancato deflusso. 
C'è dunque un problema di decoro, enorme, è un problema di sicurezza, evidente. E poi c'è un problema di legalità doppio: non solo tutto è illegale, ma tutto è illegale e resta lì dopo azioni e retate ripetute. Cascano le braccia.
In più, per finire, c'è da sottolineare che neppure durante le festività pasquali, con la città invasa di turisti, si è pensato di fare un minimo di pulizia. Per lo meno per fare un minimo di scena nei giorni di maggiore afflusso di ospiti. 
Una vergogna assoluta che però fa vergognare tutti fuorché gli amministratori, fuorché le forze dell'ordine e fuorché quella parte di opinione pubblica - forse ormai maggioritaria - che li sostiene e li vota. 


Sarebbe interessante avere, nell'ambito della trasparenza che connota la nostra amministrazione grillina, la risposta ad alcune domande: a chi fanno capo queste autorizzazioni e licenze? Ci sono autorizzazioni e licenze? Se ci sono è possibile sapere chi le ha rilasciate? Durante quale amministrazione? Chi ha firmato le delibere? 
Difficilmente una amministrazione totalmente appiattita sulle posizioni del racket bancarellaro possa mai rispondere...

La follia di andare in aeroporto in autobus. Ma Roma la incentiva

6 febbraio 2017
 Gli autobus che collegano gli aeroporti esistono in tutto il mondo. In realtà esistono con maggiore presenza e percentuale in quegli aeroporti che non hanno collegamenti su ferro con il centro città. Questi collegamenti su gomma, peraltro, sono operati con un punto di assestamento in città assurdo: nel cuore del centro abitato. 
Se arrivi all'aeroporto francese di Beauvais e, in assenza di treno, prendi il bus, quello non è che ti porta a Place Vendome o al Marais, ma ti ferma ai margini della città, sulla Pheriferique, in modo da consentirti di entrare nel cuore della città con la metropolitana. 
 A Roma non è così. I bus entrano proprio dentro il centro storico della città attestandosi pressoché attorno a Termini (perché non a Tiburtina dove l'impatto sarebbe mille volte inferiore e dove con 10 minuti di metro sei al Colosseo?). Senza che questa venga minimamente disincentivato. Ciò significa non tanto una congestione, che comunque esiste, su Via Giolitti e Via Marsala, quanto il fatto che per partire e arrivare i bus ingorgano le piccole strade, già caotiche, circostanti alla stazione. Zone come Via Conte Verde, Via Gioberti, Via Merulana subiscono ogni minuto un passaggio continuo di bestioni.
 Le partenze da Fiumicino Aeroporto (ma anche da Ciampino) hanno un timing incessante: un bestione in partenza ogni 10 minuti. Il business è fiorente per un motivo molto semplice: la parte pubblica, che pure eroga e offre il servizio di collegamento tra gli aeroporti alla città, ha deciso, chissà perché, di fissare i propri prezzi ad un livello elevatissimo: 14 euro per un collegamento fino a Termini, 8 euro per le altre stazioni. Una fascia tariffaria che raramente si incontra anche in paesi carissimi come il Regno Unito. Ovviamente la scelta fa felici gli operatori su gomma che non solo non hanno limitazioni per entrare in città, non solo non hanno l'obbligo di attestarsi alla stazione metro più esterna ma possono entrare nel cuore del centro storico, ma in oltre hanno un concorrente che li favorisce. 
Li favorisce a tal punto che molti pensano, da anni, che l'impostazione tariffaria sia stata studiata in modo tale da tutelare particolarmente i privati dandogli spazi e margini di manovra operativa che altrove non hanno.
Il risultato lo vedete ogni giorno in queste foto: file chilometriche fuori dai terminal di Fiumicino per prendere i bus, lunghe attese che alla fin fine portano i tempi del transfer molto più gravosi di quelli ferroviari e trenini che dalla stazione aeroportuale partono mezzi vuoti. 

Un danno per tutti: le strade massacrate (quanta manutenzione in più - a carico dei contribuenti - richiedono le strade che subiscono il passaggio continuo di questi mostri su gomma?), il pericolo stradale, la congestione del traffico, l'inquinamento atroce, la perdita di appeal turistico e l'ammanco tariffario della parte pubblica. Un bel capolavoro che in qualsiasi città del mondo sarebbe gestito e affrontato per quello che è: un problema e un'anomalia.

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