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Ciclabile Tuscolana. Un video e 7 riflessioni dopo le ridicole proteste

9 dicembre 2018
A dispetto di una amministrazione collusa, corrotta, incapace e dannosa all'inverosimile, nel VII Municipio si respira un'aria un pelo differente. Dai marciapiedi sono state tolte le atroci bancarelle, nel territorio si combattono le roccaforti dei cittadini più squallidi della zona, chiamati Casamonica, e lungo la strada principale del quartiere, la Tuscolana, si realizza una infrastruttura ciclabile che dovunque sarebbe la normalità, ma per gli standard di Roma (parliamo di 4 km e mezzo di bike lane) è autenticamente una grande opera.

E nonostante tutto questo, invece di inginocchiarsi ad una amministrazione che oggettivamente sta facendo vedere qualche briciolo di segno di cambiamento, i cittadini cosa ti fanno? Protestano come dei deficienti. 

Le proteste riguardanti la ciclabile le abbiamo commentate in questo post su Facebook, qui sotto vogliamo elencare alcuni punti che sottolineano come le proteste siano demenziali e come semmai la colpa dell'amministrazione sia stata non certo quella di aver ristretto troppo la Tuscolana, bensì di averlo fatto troppo poco come il nostro filmato dimostra. Al di là delle nostre critiche, stiamo parlando di un intervento concettualmente indovinatissimo che parte da un assunto sacrosanto: dove c'è spazio per la doppia fila, c'è spazio per una bike lane. E' un concetto molto semplice che si può applicare a centinaia di strade di Roma: convivete con la doppia fila? Benissimo. Allora lasciamo le auto in doppia fila, e al posto di quelle in prima fila, mettiamo una ciclabile. Così la doppia fila diventa magicamente regolare e si crea spazio e sicurezza per i ciclisti. E oltretutto si impedisce fisicamente una ulteriore doppia fila. Da replicare, quanto prima, ovunque. La Tuscolana è un prototipo, ecco perché è importante difendere questa ciclabile nonostante come comprenderete dal video ha secondo noi qualche difetto. 


1. POSTI AUTO

Non si perderà nessun posto auto. Purtroppo, diciamo noi, non si perderà nessun posto auto. I posti auto dalla superficie stradale vanno tolti sia per rivalorizzare il sottosuolo (al posto dei parcheggi ci hanno fatto supermercati, magazzini, cantine e palestre, perché tanto e maghine se metteno de fori) sia per spingere le famiglie a rinunciare alla seconda o alla terza auto che spesso viene acquistata perché tanto la si può posteggiare senza spendere nulla in cambio. Sarebbe stato bello se insieme alla ciclabile si fosse proceduto a togliere i parcheggi dallo square centrale trasformando in parco lineare quello che oggi è un volgare parcheggio separato da guard rail di metallo dalla carreggiata tipo paese dell'est degli anni ottanta, ma questo non si fa: speriamo che l'amministrazione trovi il coraggio di attuale misure impopolari ma necessarie assolutamente come l'eliminazione dei posti auto dalla superficie e dal suolo pubblico.

2. CARREGGIATE
Come il nostro video dimostra alla perfezione non solo le corsie in carreggiata erano due e rimangono due anche dopo la ciclabile, ma purtroppo restano corsie "alla romana" ovvero troppo larghe. Altro che "restringimento"... Cosa si doveva fare? Semplice: approfittare per allargare un po' i marciapiedi. Così la combinazione tra marciapiedi più larghi + ciclabile + due corsie finalmente di dimensioni corrette avrebbe al contempo dato reale ordine alla strada e coadiuvato di molto il commercio, oggi brutalizzato da marciapiedi orribili e troppo stretti per un reale shopping di qualità.

3. LUNGHEZZA
Protestano perché la ciclabile parte nel nulla e arriva nel nulla. Falso. E' una lunga ciclabile di grande impatto, pronta speriamo presto ad essere allungata sul tratto più centrale della Tuscolana che sembra una camionabile del Minnesota nel 1920, larga in maniera inverosimile e bisognosa di un restyling assoluto. Se pensi alla Tuscolana, ad esempio, all'altezza di Furio Camillo, ti prende un colpo. La ciclabile andrà allungata quanto prima anche perché oggi per chi va verso il centro si interrompe pochi metri prima della salita di Porta Furba invitando i ciclisti ad andarsi ad ammazzare su una strada molto pericolosa. Non va bene. 

4. COSTI
Qualche associazione di ciclisti che voleva che la ciclabile passasse altrove lamenta che i costi sono alti. Stiamo parlando di meno di 700mila euro: un costo contenutissimo. E lo si evince bene dalla qualità terzomondista del cantiere. Si lavora semmai troppo a risparmio.

5. PERCORSO
Qualche imbarazzante comitato locale voleva che la ciclabile passasse nel Parco degli Acquedotti. E' ovviamente una follia. Le ciclabili devono passare nel cuore della vita civile e commerciale dei quartieri. La bici non serve per andare a fare scampagnate nei parchi, bensì per andare a fare compere, muoversi per negozi, andare a scuola, all'università, a lavoro e raggiungere le stazioni della metro dove poi parcheggiare e prendere altri mezzi. 

6. NEGOZI
A Roma, come succedeva in altre città circa 40 anni fa, ancora si pensa che se togli la doppia fila (e la ciclabile purtroppo difficilmente riuscirà a toglierla, come dimostra il nostro video) diminuisci il lavoro dei negozi. Ovviamente è vero il contrario. Una ciclabile porta tantissimo lavoro in più a bar e commerci, secondo alcuni studi gli affari crescono del 40%.

7. DOPPIA FILA
Sarà veramente dura perché le carreggiate "alla romana" che la ciclabile lascia (due carreggiate da 3,70 metri) consentiranno purtroppo a molti incivili di fermarsi lo stesso con conseguenze - in alcune ore - non trascurabili sulla congestione del traffico. Come ovviare? Il modo c'è: realizzare una segnaletica molto evidente e netta, che non lasci dubbi e poi agire in modo molto duro e inflessibile con lo street control. Strade soggette a doppia fila come Via Tuscolana devono vedere un lavoro impegnato di questo strumento. E' sufficiente dedicare una macchina, una sola macchina con due agenti, allo street control sulla Tuscolana (e su altre strade, dalla Boccea a Cola di Rienzo) facendole fare su e giù di continuo. Significa che si arriverà ad una buona sicurezza di prendere la multa, significa che ogni mezz'ora il passaggio della volante farà secco chi ancora si diverte a comportarsi da incivile, significa peraltro avere tanti soldi in più per investire sulla mobilità dolce e sostenibile. Basta una macchina per ogni strada. In alternativa telecamere fisse, come dovrebbero esserci su ogni strada importante. In caso contrario rischia di essere tutto inutile e tutto vanificato...


Resta, a cappello di tutto e a chiosa di tutto, una cronica capacità dell'amministrazione di comunicare. Una storia come questa è un contenuto che l'amministrazione deve essere capace di far atterrare in iniziative condivise, filmati, tutorial online. Tutto questo farebbe sentire profondamente ridicolo chi protesta, mentre oggi si sente forte e padrone del territorio in assenza di uno storytelling alternativo. Se l'amministrazione invece di riempire gli uffici di comunicazione di decine e decine di raccomandati pentecatti avesse lavorato in maniera più accorta, oggi non saremmo qui a dover rispondere alle proteste di quattro cafoni. 

Street Control. 150mila multe e i ricorsi sono esattamente la metà della media. Ora iniziamo per davvero però!

13 novembre 2015


Molto, ma molto interessanti i dati divulgati dalla Polizia Locale riguardanti il potenzialmente potentissimo servizio di Street Control di cui alcune vetture sono dotate. I dati si riferiscono agli ultimi 10 mesi e sono una risposta molto chiara a chi, unicamente per gettare fango sul servizio, parlava di una altissima incidenza di ricorsi che avrebbero messo in difficoltà l'amministrazione.
Nulla di più falso: la percentuale di ricorsi contro le multe che si prendono con lo Street Control (essendo appunto multe realizzate con un sistema tecnologico) è decisamente più bassa rispetto alla media complessiva, addirittura la metà. Ecco qui i numeri.

  • Violazioni al codice della strada totali (verbali, accertamenti, violazioni a distanza e autovelox): 2.200.734, con 212.306 ricorsi presentati, pari al 9.65%.
  • Violazioni del CDS escluso Street Control: 2.051.825, con 205.825 ricorsi presentati, pari al 10,03%. 
  • Violazioni al codice della strada del solo Street Control: 149.519, con 6481 ricorsi presentati, pari al 4.33%.
Il tutto, come dicevamo, per quanto riguarda il periodo Ottobre 2014-Agosto 2015. In questi 10 mesi i multati con lo Street Control hanno per il 96% pagato e zitti, per il restante 4% sono andati a fare ricorso. 
Benissimo, dunque. Visti questi dati non si capisce però il motivo per cui questo servizio con enormi potenzialità non venga di fatto utilizzato. 10 mesi sono 300 giorni e 150mila contravvenzioni diviso 300 giorni fanno 500 contravvenzioni al giorno. Non sappiamo con precisione quante siano le vetture dotate dello strumento, ma l'ammontare delle multe riguarda ciò che una sola telecamera potrebbe fare in poche ore, neppure in una giornata. Questi numeri sarebbero giustificati, insomma, se UNA sola vettura fosse in dotazione al corpo, ma così non è. 

Si tratta, dunque, sulla scorta di questi incoraggianti dati, di mettere finalmente questo sistema a regime e di farlo funzionare in particolare in contrasto alla sosta selvaggia ed alla sosta in doppia fila. Chi si ferma in doppia fila deve avere la sicurezza di venire multato o deve avere una paura fottuta. Questo cambia e migliora la città. Ad oggi Street Control funziona bene, ma non fa paura a nessuno. 

Parole sante: parcheggi di scambio e corsie preferenziali protette. Un cittadino scrive all'assessore Improta.

16 maggio 2015



Il sistema mobilità a Roma ha molti punti critici.
Abbiamo una rete metro scarsa ed inefficiente ed inoltre molte stazioni sono prive di adeguati parcheggi di scambio e quei pochi che sono stati realizzati sono spesso chiusi e totalmente abbandonati, evidenziando l'inadeguatezza di tutte le Istituzioni interessate, nei vari livelli organizzativi e decisionali.

Faccio l'esempio della fermata metro B1 S.Agnese/Annibaliano dove è stato realizzato anche un enorme parcheggio interrato multipiano che purtroppo, a distanza di anni dall'inaugurazione della nuova stazione metro, è ancora chiuso e in stato di evidente abbandono, come evidenziato dalle foto allegate.

Centinaia di posti auto che potrebbero alleggerire sensibilmente il traffico e portare molti altri cittadini ad utilizzare la metro, inspiegabilmente restano ancora inutilizzati.
L'ennesimo sperpero di soldi pubblici e grandi opere vanificate dalla burocrazia e da incapacità organizzative e gestionali e purtroppo i responsabili non pagano mai...
L'apertura di questi parcheggi di scambio deve essere prioritaria tanto quanto l'apertura della stazione stessa!

Oltre a questo di Annibaliano se ne contano altri, importanti e strategici, quali ad esempio quello a Cornelia o quello sotto Porta Pia.
In tutte le principali città europee e non solo, la priorità è la riduzione del traffico privato con la creazione di tanti parcheggi interrati sotto le principali piazze (Piazza Cavour unico esempio a Roma....), una rete metro capillare, linee di tram, corsie preferenziali per i bus, aree pedonali e controlli rigorosi.
Qui sembra che tutto va nel verso opposto.....

Questi parcheggi di scambio naturalmente devono essere protetti da sbarra e accessibili gratuitamente (o quasi) per gli abbonati metrebus e a pagamento per gli altri utilizzatori occasionali.

Ne approfitto per affrontare anche la questione delle corsie preferenziali che andrebbero certamente aumentate e soprattutto protette con cordoli alti in modo da evitare l'invasione delle auto e al tempo stesso debellare i parcheggi in doppia fila.
Per rimanere in zona, basta vedere cosa succede ad esempio a Viale Eritrea e Viale Libia, dove la corsia preferenziale è delimitata solo da strisce in terra, file di auto costantemente in doppia fila costringono gli altri automobilisti ad invadere la corsia dei bus, rallentandone quindi la corsa (vedi foto allegata).
L'azione di contrasto dei vigili urbani appare del tutto inadeguata ed inefficace. Sembrava che l'annunciato "Street control" dovesse risolvere molti problemi, ma invece tutto è rimasto come prima... caos totale!

Resto in attesa di positivi riscontri e a disposizione per ulteriori chiarimenti e proposte.
Mauro

A Roma i soliti noti cercano di affossarlo, ma lo street control funziona in tutta Italia e in tutto il mondo. Ecco l'esempio di Madrid

13 febbraio 2015

[traduzione da questo articolo de El Pais]
Cinque auto percorrono da giorni le strade della capitale della Spagna, con due scatole attaccate al soffitto con delle telecamere all'interno,guardando verso il lato della strada in entrambe le direzioni di marcia. Fanno parte del Servizio di Parcheggio Regolato del Comune di Madrid, e la loro missione è quella di rilevare i veicoli parcheggiati in strada che non hanno pagato il parchimetro.
Due di queste vetture circolano nella metà nord-est della città (nei distretti di Fuencarral, Tetuan, Hortaleza, San Blas, Ciudad Lineal, San Blas, Chamartin, Moratalaz, Vicálvaro e parte di Moncloa e Chamberí), e tre nella parte sud-ovest (Centro, Carabanchel, Latina, Salamanca, Retiro,Arganzuela, Usera, Villaverde, Villa de Vallecas, Puente de Vallecas e parte di Moncloa e Chamberí). Ma questi sono solo un anticipo, dal momento che questo sistema è in fase di prova.

Secondo fonti locali, lo scopo è quello di "aiutare i controllori", che sono quelli che  gestiscono la sanzione in ultima istanza.

I veicoli che pattugliano la strada, scansionano le targhe parcheggiate nelle strisce verdi e blu, zone di parcheggio regolato. Le informazioni raccolte vengono trasferite automaticamente al sistema informatico centralizzato, che dà l'allarme nel caso in cui il proprietario del veicolo non abbia pagato la tassa del parchimetro corrispondente. In ogni caso, questo sistema centralizzato mette il controllore di turno più vicino al corrente dell'infrazione mediante tablet, il quale, a sua volta, si dirigerà a multare l'auto. In questo modo il controllore potrà verificare di persona se il conducente stava ancora pagando il ticket, al momento della segnalazione oppure no.

Questo sistema è possibile grazie al cambiamento introdotto lo scorso luglio presso il servizio comunale di parcheggio regolato.


Il Comune ha fatto una gara di appalto per la mobilità di 884 milioni di euro per un periodo di 12 anni, compreso il rinnovo di tutti i parchimetri della città. La gestione dei servizi di parcheggio regolato è stata affidata a due joint venture guidate da Sacyr, Grupo Vinci e Empark.


I nuovi parchimetri richiedono la registrazione della targa del veicolo parcheggiato. Ciò ha permesso al Comune di penalizzare le tariffe delle macchine più inquinanti -quelle a  benzina di oltre 15 anni e diesel di oltre 10 anni e premiare quelle pulite -ibride e a motori di benzina di meno di nove anni; le elettriche non pagano.

Solo introducendo il numero di targa nel parchimetro, il sistema sa già il tipo e l'età del veicolo (i dati personali dell'utente sono segreti). Inoltre, il sistema sovvenziona o penalizza a seconda se l'area è saturata o se ci sono posti vuoti disponibili.

Il tutto con l'obiettivo di favorire il trasporto pubblico e lottare contro l'inquinamento causato dai motori diesel, una scala in cui Madrid viola le norme dell'Unione Europea. Il contratto di mobilità include anche la gestione e messa in atto del noleggio delle biciclette pubbliche. 

L'ultimo rapporto della mobilità a Madrid, 2013, dimostra che l'utilizzo della bicicletta è aumentato del 16% (ancora non esisteva il bike-sharing) mentre il traffico è sceso del 4%. Il parcheggio sulla zona centrale è sceso al 6%, ma i parchimetri sono ancora a pieno regime (88% di posti occupati in media) "per l'aumento del tempo medio di parcheggio."
A Madrid ci sono circa 170.000 posti auto regolati; tre su quattro sono per i residenti (verdi).

***

Un articolo che dà uno spaccato di gestione della sosta che sembra distante anni luce da noi. Parchimetri intelligenti che fanno pagare di più o di meno a seconda delle circostanze e poi lo street control che non solo pizzica la sosta selvaggia, ma che avvisa l'ausiliario su quali vetture deve andare a multare. Questo per dire che lo street control è attivo non solo in molte città italiane, ma in tanti posti al mondo. Inutile cercare, col solito fare alla romana, di affossarlo esclusivamente qui. Roma è una città italiana ed europea e dovrebbe iniziare a farsene una ragione. Non siamo, anche se a molti piace così, nella Libera Repubblica di Incivilia dove i prepotenti e i violenti possono sempre averla vinta. E infatti in questi giorni, con  nostro sommo godimento, stanno arrivando le prime multe dello street control, iniziato a  novembre. 40mila contravvenzioni che stanno atterrando nelle cassette postali dei nostri amati concittadini. Pagheremmo per vedere la vostra faccia...
Ma ancor di più pagheremmo per vedervi cambiare atteggiamento, approccio, abitudini, rispetto.
-RFS

Ecco a cosa porta la doppia fila. Il bar che minaccia: "o lasciate il caos qua fuori oppure licenzio 60 persone e vendo ai cinesi". Follia (e bufala!)

12 ottobre 2014

In questo cartello apparso in un bar di Via Albalonga, a Roma, c'è davvero tutta Roma. Ma tutta. Le minacce, la pretesa di poter vivere al di sopra delle leggi, le accuse alla politica che è buona politica solo quando ti lascia fare il tuo porco comodo e diventa cattiva politica (addirittura si parla di lungimiranza) non appena inizia a comportarsi in maniera civile e cerca di ripristinare la legalità. 

Ecco a cosa porta aver tollerato per decenni a Roma la doppia fila. Le attività commerciali si sono strutturate, adeguate attorno al degrado ed al sopruso. Hanno dimensionato la loro grandezza non sulla clientela che meritavano di avere, ma sulla clientela, drogata, che avevano grazie all'illegalità e al caos. 

Questo bar, in realtà, non deve diminuire i suoi dipendenti e non deve diminuire il suo perimetro d'azione e il proprio fatturato. No. E' una visione strabica. Questo bar in realtà aveva aumentato eccessivamente la propria attività prima. E' come se una persona inizia a mangiare eccessivamente, diventa obeso, malato, a rischio della vita e di gravi malattie cardiovascolari e quando poi un medico gli impone una ferrea cura dimagrante per smetterla di rischiare la pelle e di tornare al peso forma questo si lamenti, questo pretenda in tutti i modi di restare nella propria condizione attuale. Con una differenza: un uomo che ingrassa lo fa a proprio rischio e pericolo e basta (fermo restando che poi a pagargli le cure siamo tutti noi, vabbè), ma una attività commerciale che ingrassa puntando - banalmente - su una sezione stradale completamente sbagliata che gli consente di avere centinaia di auto posteggiate alla rinfusa di fronte all'entrata lo fa anche a danno degli esercizi circostanti. 
Se esiste un bar che si piglia tutta la clientela perché ha la tripla fila davanti e paga parcheggiatori abusivi per gestirla (e non è un paradosso, ma la verità a Via Albalonga) questo bar massacra tutti i bar del circondario che non hanno questa "chance". "Da quando hanno montato il nuovo arredo della strada" dice il gestore del bar oggi a Repubblica "perdo 4000 euro". Beh, erano 4000 euro usurpati. Dalla prima all'ultima lira. Tolti all'economia circostante. Tanto più che il nuovo arredo non ha tolto manco mezzo posto auto. Semmai ha impedito quelli irregolari. Ma davvero il gestore di un esercizio commerciale ci sta comunicando che campa solo grazie alla sosta selvaggia fuori dal suo esercizio? E come lo spieghi ai tanti commercianti che per evitare disagi alla circolazione investono su accordi e convenzioni con parcheggi interrati? Tutti scemi?

Ecco perché i 60 dipendenti, se davvero perderanno il lavoro (chissà, magari lo perderà anche il parcheggiatore, come siamo dispiaciuti), magari verranno assunti nei bar circostanti. Ecco perché è ridicolo e razzista lo spauracchio del ristorante cinese. Ce lo vedete un bar di Londra che cerca di spaventare i propri cittadini agitando lo spettro di un ristorante cinese? Sarebbe ridicolizzato da tutti. 


Il punto è che, ribadiamolo fino allo sfinimento, consentendo nelle strade il cancro maligno della sosta selvaggia, si consente la nascita e la crescita di attività commerciali artatamente drogate. Negozi, bar e ristoranti si tarano su un livello di offerta che non è il loro. Crescono a dismisura, assumono personale che normalmente non potrebbero permettersi. Fanno investimenti smisurati rispetto alle dimensioni. Falsano il mercato. E poi quando qualcuno, finalmente, rimette le cose a posto si scopre che tutto si basava su qualcosa di non sostenibile. Oltre al gravissimo problema di sicurezza stradale, dunque, la sosta selvaggia ha una conseguenza micidiale sul tessuto economico e commerciale della città.

Stiamo insomma parlando di attività commerciali che dichiarano, ammettono candidamente di esistere soltanto finché davanti a loro (e siamo in una zona centrale, ipercollegata, con la metropolitana a 50 metri) esiste la sosta selvaggia. Se mi togli la sosta selvaggia, se sistemi l'arredo urbano di una strada assurda - e questo nelle ultime settimane è stato fatto a Via Albalonga e speriamo si proceda con tutte le strade di Roma - allora io chiudo. Bene: chiudi! Se il tuo business non si basa sulla qualità del prodotto, sulla fedeltà della clientela, sull'eccellenza del servizio, ma solo sul fatto che si viene da te perché si può posteggiare da criminali allora significa che il tuo business non era sano. Che stava artificiosamente in piedi. Che faceva una atroce concorrenza sleale ai business circostanti. Ne deriva che la tua ipotetica chiusura sarà un beneficio, non un male per il quartiere. Si dimostra che a fare business in questo modo ci sono capaci tutti, il difficile è farlo stando nelle norme, nella decenza, nella dignità.

Punti di aggregazione? Una strada avvelenata di sosta abusiva è solo utile per aggregare cafoni, coatti, prevaricatori e maleducati. Non certo cittadini normali. I cittadini normali infatti sono sono mobilitati contro questo schifo e hanno ottenuto, loro!, la realizzazione dei nuovi arredi urbani che stanno risolvendo il problema e facendo venire al pettine i nodi, altroché. Qualsiasi imprenditore, anche quello proveniente dalla Cina più rurale, sarà più rispettoso di questo territorio dell'imprenditore attuale, ecco la verità. La verità è che a Roma, forse, sul fronte di Via Albalonga, si sta combattendo una battaglia decisiva che ci dirà, a seconda del vincitore, se Roma diverrà o non diverrà mai una città normale.

Per leggere la storia di Via Albalonga più nel dettaglio cliccate qui. Anche per vedere com'era prima la strada e com'è oggi con tutte le riflessioni del caso. Che chiediamo anche a voi. Intanto continuiamo ad incoraggiare la Polizia Locale (anche lo street control, che parte in questi giorni, va nella direzione di eliminare le storture di mercato portate dalla sosta abusiva), il Comune e il Municipio nell'andare avanti con la sperimentazione in Via Albalonga - il ridicolo cartello affisso nel bar dimostra che sta funzionando - e di estenderla ad altre strade. E di renderla definitiva con la realizzazione di arredi fissi e stabili laddove oggi sono provvisori. 
Un ultimo rimpianto però non può mancare: Via Albalonga aveva una ulteriore possibilità di diventare una strada europea grazie ad un grande progetto di parcheggio interrato che il Comune, anche lì magari per intercessione di qualche commerciante particolarmente ammanicato, ha cancellato. Un autentico peccato cui oggi si sta faticosamente cercando di rimediare.

Tutto ciò premesso, è evidente a chiunque non sia un ingenuo e un sempliciotto che qui non chiuderà nessuno. Si sta facendo solo teatro per cercare di forzare una amministrazione che, stavolta, non deve cedere a patetiche minaccette da strapazzo. Figuratevi voi se in poche decine di giorni (il nuovo arredo urbano di Via Albalonga è recentissimo) la proprietà possa aver imbastito trattative e accordi per la vendita di una struttura così grande. Davvero qualcuno ci crede?

La vera storia dell'uomo che ha investito i vigili urbani che lo multavano in doppia fila. E le complicità del dipendente del fast food. Aspettando lo street control

10 ottobre 2014
Il dipendente del fast food si accorge dei vigili. Sulla destra la vettura grigia del ricercato

Il dipendente del fast food entra nel negozio e il ricercato molla la fidanzata alla cassa e parte in quarta per spostare l'auto


Un classico romano. Che resterà tale finché lo street control e le multe a strascico non prenderanno finalmente piede in maniera decisa e diffusa. 
Gli inguaribili incivili che parcheggiano in doppia fila giustonattiminonundàfastidioanisunofatevelicazzivostra mettendo a rischio la vita di altre persone, congestionando il traffico, generando inquinamento, stress e pericolo. Anche solo per farsi un panino al fast food. 
Ogni tanto, purtroppo solo ogni tanto e dunque l'abitudine è scarsa e la reazione è di pancia, passano i Vigili Urbani. Si mettono a fare qualche multa e, come in ogni città mafiosa, l'azione dei cittadini si coalizza contro le forze dell'ordine, in solidarietà con chi compie le infrazioni e i reati. 

E così è andata nel terrible episodio di Via Appia Nuova dove un tipo, con un Punto grigia parcheggiata in doppia fila (poi si è scoperto con targa contraffatta) ha travolto i vigili che lo stavano multando ed è scappato. Oggi è ricercato, chiunque lo conosca o lo riconosca si faccia vivo. 

Ma come sono andate davvero le cose? Incrociando i video è evidente. La Polizia Locale arriva, si mette giustamente a fare le multe, un inserviente del fast food (lo si riconosce da cappellino e maglietta arancione) vede i vigili al lavoro, entra nel locale, urla ai clienti un classico e ben noto: ahooocestannoivigggilichestannoafaemulte. Il nostro criminale che stava rilassato alla cassa sbaciucchiandosi con la sua compagna (a proposito, perché non è ricercata anche lei? Almeno per testimoniare?) si precipita fuori con i suoi pantaloncini e le sue infradito - e come ti sbagli!? - entra nell'abitacolo e arrota i vigili urbani.

Tre insegnamenti da questi video dai quali si percepisce tutta la storia: 
1. se avete dei clienti incivili che posteggiano davanti al vostro negozio (creando degrado e pericolo) in doppia fila, non dovete essere solidali cono loro. Se proprio non volete disincentivarli, almeno ignorateli.

2. speriamo che lo street control risolva il problema a monte: grazie al passaggio della telecamera la doppia fila dovrebbe essere un ricordo (o una salatissima abitudine) per molte strade. E in più ricevere contravvenzioni abitudinariamente, cosa che solo lo street control può garantire, farà diventare la multa per la doppia fila un fatto normale, non una eccezione rispetto alla quale cadere dalle nuvole, mobilitarsi, correre, arrotare qualcuno.

3. cosa pensano i sindacati dei Vigili Urbani che oggi criticano lo street control considerando uno strumento di repressione? Meglio agenti per strada col taccuino a farsi prendere a sputi, insulti, botte e magari a farsi arrotare? O meglio vigili in macchina a multare a raffica grazie ad un tablet?

Festa finita per la doppia fila a Roma. Arriva lo street control da una multa ogni 10 secondi: lo avevamo chiesto due anni fa, si sta materializzando

27 settembre 2014


Era il 29 ottobre del 2012, esattamente due anni fa, quando per la prima volta su questo blog parlammo di street control pubblicando in questo articolo una gran quantità di video che documentavano come questo sistema di contrasto alla sosta selvaggia funzionasse in molte città d'Italia. All'epoca - eravamo alla fine del disastroso qiunquennio alemanniano durante il quale era stato dato libero sfogo all'indole romana del doppiafilismo e della sosta abusiva - dicemmo che avremmo sostenuto solo un sindaco che avesse proposto questa misura per ripristinare ordine e legalità.

Dopo qualche tempo Ignazio Marino vinse le elezioni. Nonostante le pressioni per nominare un capo dei vigili urbani interno al corpo Ignazio Marino anche in quella circostanza ci diede retta (facemmo, all'epoca, forse mille tweet a riguardo) e nominò una figura esterna al corpo e non romana. Lo ritenevamo fondamentale. E infatti Raffaele Clemente si dimostrò immediatamente dirompente. Ma a quanto pare il bello deve ancora venire perché piano piano, operando nella sciagura di questa città, Clemente, lontano dalle cricche, dalle mafie, dalle pastette dei vigili romani (una minoranza, è chiaro, ma che ha sempre condizionato l'efficacia del corpo mortificando il lavoro dei tanti agenti onesti), ha capito perfettamente quale è il primo problema che rende brutta la vita in città: la sosta selvaggia. La sosta selvaggia è davvero il male assoluto, ha solo svantaggi e nessun vantaggio. E' prevaricazione, è prepotenza, è concorrenza sleale, è inquinamento, è bruttezza, è pericolo di morte e di incidenti, è stress, è congestione del traffico, è la causa stessa del traffico ("vado lì co a maghina tanto un buco 'o trovo"), è mezzi pubblici bloccati, è taxi più lenti della media, è 10 persone che hanno un momentaneo privilegio e 100 persone che hanno un disagio. Un autentico cancro da sconfiggere con armi diverse da quelle usate fin'ora.


Le armi da noi sempre propugnate sono due: videosorveglianza e arredo urbano. E videosorveglianza e arredo urbano stanno atterrando in questa disgraziata città grazie al nuovo capo dei Vigili Urbani e ad un Sindaco che lo appoggia. Sta a noi, ora, in qualità di cittadini attenti, spalleggiare questo cambiamento. Far capire che in città c'è una fetta di persone, seppur ancora minoranza, che vogliono con forza il ripristino della legalità. L'esperimento di Via Albalonga è significativo. Cento, mille, diecimila vie albalonghe in tutta la città unite allo street control che sta arrivando (ecco l'articolo-anticipazione del Corriere della Sera) possono letteralmente cambiar faccia alla città. Strade finalmente disegnate bene, con poco o punto spazio per parcheggiare da criminali e vetture della Municipale che passano e castigano quei pochi che si ostinano a comportarsi male. Un sogno capace di farci rinunciare ad ogni progetto di emigrazione da questa città.


Tutte le incrostazioni intellettuali, le chiacchiere inutili, i depistaggi attorno a questo tema stanno crollando e si vede, in lontananza, la strada per risolvere. E si abbassa la nebbia su quali debbono essere gli strumenti da utilizzare: telecamere e nuovo disegno delle strade. Avanti così con la massima determinazione. Se si perde ora non vi sarà mai più una seconda chance, Raffaele Clemente e i suoi uomini (la vicecomandante Raffaella Modafferi in primis) lo sanno alla perfezione, convinciamocene pure noi e aiutiamoli, spalleggiamoli, facciamo sentire la vicinanza della città per bene (anche via Twitter) a queste persone.

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