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25 foto dallo scandalo Antennopoli. L'unica città al mondo con un milione e trecento antenne sui tetti. Di cui la metà abbandonate. Parte #tettipuliti

1 dicembre 2014


























È abbastanza paradossale: solo a Roma si fanno convegni, iniziative, mobilitazioni, conferenze, simposi per sollecitare l'amministrazione a muoversi su un problema che in realtà è già normato. Ha già delle leggi ben precise e regolamenti. A Roma l'imposizione a fare l'antenna centralizzata c'è, quello che non c'è sono i controlli, le sanzioni, la repressione per tutto questo schifo (unico a livello europeo, queste scene le potete apprezzare solo in qualche paese in via di sviluppo semmai). Oggi la CNA di Roma assieme alla ditta Fait ha presentato il progetto (con tanto di hashtag) #tettipulti. "Cna nazionale, con i suoi impiantisti, ha scelto Roma come città pilota per avviare l’operazione Tetti Puliti, con il supporto tecnico di FAIT, azienda leader nel settore delle telecomunicazioni sul mercato romano e degli amministratori di condominio, che saranno impegnati a sensibilizzare i cittadini all’importanza di questa operazione" si legge nel comunicato stampa. Ma qui la sensazione è che non si tratti di sensibilizzare. Si tratta di fare, se necessaria (sennò si usi quella già esistente) una nuova ordinanza e dopo di iniziare a fare multe. Pesanti. Quando i cittadini si ritroveranno nella rata del condominio i costi dello schifo che fa il loro tetto forse cambieranno prospettiva. Non prima. E non certo per senso estetico, buon gusto o amore della città.

Antenne, fili, parablole, condizionatori. Se un popolo è capace di umiliare a tal punto i posti dove vive, come fa poi a parlar male dei Rom?

18 giugno 2014


Abbiamo preso questi splendidi palazzi anni Venti di Testaccio solo a mo' di esempio ma avremo potuto andare in mille altre zone della città. Qui dentro abitano romani, romani puri, romani veraci, romani veri testaccini. E vivono così. Con gli elementi del condizionatore fuori dalla finestra a stuprare le facciate. Con le antenne sul tetto come una jungla e con le loro liane che scendono fino a casa. E' la stessa gente che vorrebbe dare fuoco ai campi Rom. Ma osservando queste foto capite perché per i Rom Roma è il posto ideale come vivere. L'unico posto d'occidente dove non possono sentirsi fuori luogo.

La differenza sta sul tetto

18 agosto 2010
Torino. Palazzi Anonimi. Sulla Tangenziale esterna come per noi potrebbe essere il raccordo. Case senza qualità, per carità, ma la differenza con le nostre abitazioni che si affacciano sul GRA è profondissima, un abisso. Come mai? Indvinati: questione d'antenne. Qui ce n'è una per ogni caseggiato, a Roma una per ogni televisore. Uno schifo che esiste solo da noi e che, da solo, genera degrado, inquinamento visivo, sciatteria e stato di abbandono.

SpiderMan avvistato a Testaccio

22 febbraio 2010
I palazzi affacciano su Santa Maria Liberatrice senza vergognarsi di questo. La foto rende poco, molto poco. Passateci a vederlo, questo palazzo. Non sembra vero, sembra un'installazione d'arte contemporanea.

Puntaspilli

22 dicembre 2009

Se cambi una finestra, a queste protettissime e meravigliose case anni Trenta della Garbatella, la soprintendenza ti condanna alla sedia elettrica. Ma contro le antenne nessuno dice niente, nella repubblica della tv questo scempio è alla base del sistema di consenso diffuso. Ingrandite la foto, non troverete nulla di simile manco a Pristina.

Radio Antenna Cuppolone

1 novembre 2009

Un nuovo albergo giovane, in zona Prati, una bella hall, stile contemporaneo, una simpatica trattoria sul tetto. Il panorama. Il Cupolone di San Pietro. Le antenne. Neppure a Istanbul, neppure a Bagdad, neppure al Cairo una roba simile. La soprintendenza fa barricate contro i fili dei tram, che potrebbero risolvere il problema del traffico, ma non dice una parola contro questo schifo. Perché?

Tuscolana Durazzo

7 ottobre 2009

La Tuscolana, all'altezza di Zona Lais, sempra Tirana o Durazzo. Con le antenne paraboliche su ogni terrazzo si palesa tutto lo spirito zingaro e burino dei nostri concittadini. Una foto che vale un editoriale, questa qui...

L'osceno che a noi sembra normale

10 settembre 2009
Guardatela bene, questa immagine, ingranditela per favore. Cosa ci vede di strano? Niente, dirà la maggiorparte di voi. E' una normale strada come ce ne sono decine a Roma. Suvvia, sforzatevi. Ma no, per questa volta non parliamo di quel cancro della sosta selvaggia, non accenniamo alle auto-facenti-funzione-di-spartitraffico. Ok, avete capito: i cartelloni pubblicitari. In nessuna megalopoli dell'Africa subsahariana, in nessuna città dell'Indocina sarebbe concepibile una infilata di cartelloni arrugginiti, pericolanti, tutti di forme diverse, tutti di materiali diversi, ad altezze diverse, tutti gestiti da aziende diverse, il 70% o quasi abusivi. Ingrandite e guardate la prospettiva: antenne sui tetti, auto incrostate in mezzo alla carreggiata, bancarelle sui marciapiedi (anche se non si vedono) e una infilata infinita di plance pubblicitarie. Potrebbe essere un boulevard commerciale di accettabile livello e invece è la Tuscolana, uno stradone di periferia che sarebbe uno scandalo da portare in parlamento se solo fosse in Francia o in Spagna. E a noi, una strada come questa, pare la cosa più normale del mondo...

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