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Il Municipio della Vergogna. Gli assessori in conflitto d'interessi. Il parere dell'Anac

2 gennaio 2017

Riceviamo e volentieri pubblichiamo i nuovi sviluppi del Municipio della Vergogna. Un territorio martoriato dalla mala politica partito con un presidente che neppure si ricordava tre punti del suo programma in campagna elettorale (il video divenne virale) e proseguito peggio tra opacità, conflitti di interesse marchiani, incapacità totali, consiglieri che si sono dimessi perché si guadagnava troppo poco e così via. Tutto il catalogo del peggio del Movimento 5 Stelle guarda caso nel territorio dove è nata e cresciuta politicamente Virginia Raggi. Per tutta la copertura vi invitiamo a perdere mezza giornata leggendovi tutti i nostri articoli qui a partire dall'articolo del 21 ottobre indietro per qualche mesetto.
Oggi gli alcuni tra gli atti di questa assurdità passano dall'Anac direttamente alla Procura della Repubblica. E si va avanti. Ovviamente per chi ne avesse necessità possiamo produrre tutto il PDF del parere Anac.

***


Carissimi del blog, sono Julian Colabello il consigliere del XIV Municipio a cui avete accennato più volte parlando di quanto è successo in questi mesi nel nostro territorio; vi invio il parere dell'ANAC sul caso Menna/Salamone (Assessore e Presidente Comm Lavori Pubblici Municipio 14 emesso su mia richiesta del 30/8/16).

Ricostruzione apprezzabile: in sostanza l'ANAC nel parere dichiara la questione archiviabile perché fuori dalla sua competenza ma procede a rispondere alle questioni poste a seguito dei due protocolli successivi inviati il 30 agosto e il 27 ottobre riconoscendo l'esistenza del conflitto di interessi. La parte politicamente più significativa è in due passi nella penultima pagina in particolare nelle conclusioni all'ultima pagina (il grassetto è mio):
...
E’ sufficiente constatare, infatti, che la mancata sottoscrizione o partecipazione diretta dell'assessore alla pratica edilizia presentata presso l'ufficio tecnico,poiché curata dagli altri associati allo studio, non solleva il medesimo da quella personale responsabilità politica e deontologica cui deve essere sempre improntato il proprio comportamento. A nulla rileva, come constatato dal RPC, che non vi sia materiale riscontro del "compimento di attività ricadenti nell’obbligo di astensione", in termini di documentazione tecnica presentata presso il Municipio, infatti, stante la qualità di socio amministratore dello studio dell’Assessore architetto [omissis], le pratiche sono comunque da ritenere, indirettamente e potenzialmente, riconducibili al medesimo (Ministero dell’Interno nel parere del 19 febbraio 2010).

e poi segue 

...
Tutto ciò considerato, l’art. 78, comma 3 si applica al consigliere presidente della commissione lavori pubblici del Municipio, oltre all’obbligo, ai sensi del comma 2, di «astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado», nonché il generale dovere di comportamento secondo i principi di imparzialità e buon andamento.

E infine a pag.7 le Conclusioni dell’ufficio

Le risultanze dell’accertamento, anche alla luce dell’ulteriore documentazione posta all’attenzione dell’Autorità dal segnalante, conducono alla conclusione dell’esistenza di un conflitto di interessi tra le attività professionali esercitate e/o in corso dell’assessore [omissis] e del geometra [omissis] e le cariche politiche rivestite. Ulteriori approfondimenti non di competenza di quest’Autorità sono necessari rispetto alle dichiarazioni rese dagli interessati nella pubblica audizione nell’ambito della verifica effettuata dall’esponente e dal RPC di Roma Capitale e ad eventuali vantaggi che gli interessati abbiano potuto avere nell’esercitare un’attività professionale che non dovevano esercitare o seguitare a proseguire nell’ambito della carica politica ricoperta.

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