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Massimo Inches fa un esposto alla Procura contro l'illegalità dei camion bar e minacciano di gambizzarlo. Ecco la lettera (arrivata anche al Messaggero e a Giorgia Meloni)

23 maggio 2013

CAMION BAR, INCHES (FDI): "MINACCE RICEVUTE NON MI INTIMORISCONO"
(OMNIROMA) Roma, 22 MAG - "'Lasciatece lavorare in pace....i furgoni ristoro...altrimenti ci incazziamo con voi...A Inches ci pensiamo noi. Lo vedete con le stampelle. Se tutto va bene...' E’ questo il testo della lettera anonima che ha come destinatari il quotidiano Il Messaggero, il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, e il sottoscritto, in seguito al dossier che ho consegnato alla Procura sulle irregolarità riscontrate nel mio tour di verifica sulle attività dei camion bar dislocate sul territorio della Capitale, di cui si è occupato lo stesso quotidiano. Dopo la consegna di quella documentazione è stato aperto un fascicolo in Procura per approfondire e chiarire i motivi per cui vengano derogate molte delle regole riguardanti i chioschi ambulanti, sfociando nell’illegalità, senza che si intervenga in maniera adeguata e puntuale. Se qualcuno si è sentito in dovere di scrivere queste frasi vigliacche, significa che ho toccato un nervo scoperto, segno che la mia attività si svolge nella giusta direzione. Queste minacce, le ennesime che ricevo, non mi intimoriscono ma, al contrario, rappresentano un ulteriore motivo per continuare a lavorare al fine di garantire la legalità nel territorio capitolino". È quanto dichiara in una nota Massimo Inches, consigliere di Fratelli d'Italia del Municipio II.




CAMION BAR, ROSSIN (FDI): SOLIDARIETÀ A INCHES E MELONI PER VILI INTIMIDAZIONI
(OMNIROMA) Roma, 22 MAG - “Le vili e ignobili minacce pervenute a Massimo Inches e a Giorgia Meloni in seguito alle segnalazioni delle irregolarità di alcuni camion bar rappresentano un episodio gravissimo. E’ necessario non abbassare mai la guardia su fenomeni di illegalità dietro cui spesso si celano intollerabili espressioni di prepotenza e sopraffazione. Nel testimoniare la mia vicinanza ai destinatari di queste intimidazioni, e ringraziando tutti coloro che sia a livello giudiziario sia mediatico permettono di combattere esempi di abusi sul territorio, resto convinto che non saranno certamente questi infami avvertimenti a impedire la quotidiana battaglia di Fratelli d’Italia sul territorio della Capitale per l’affermazione della legalità”. È quanto dichiara in una nota Dario Rossin, consigliere di Fratelli d’Italia in Campidoglio.

Esposto alla Procura della Repubblica contro i camion-bar illegali. Il Comune ha autorizzato postazioni contrarie al Codice della Strada. Perché?

20 maggio 2013






Da molto tempo troppi cittadini mi segnalano, telefonandomi, su Facebook, posta elettronica personale, inviando anche foto, la completa impunità di cui godono molti operatori di furgoni bar, in particolare nel centro storico di Roma, in aree di pregio.
Mi sono recato, armato della mia digitale, in varie località, per verificare quanto lamentato, ed ho riscontrato che la maggior parte dei fugoni bar del centro storico sono parcheggiati sul marciapiede e sugli attraversamenti pedonali, occupando il suolo pubblico con gruppi elettrogeni in funzione, casse d’acqua e prodotti alimentari, senza essere allontanati dalle forze dell’ordine preposte.
Certamente non passano inosservati alle centinaia di agenti e funzionari della polizia locale di Roma Capitale le loro violazioni al codice della strada, a maggior ragione nel centro storico, la zona più sorvegliata della nostra Città.
Ho ricevuto dal Dipartimento comunale alle Attività Produttive l’elenco delle 68 soste a rotazione autorizzate agli operatori ed incredibilmente ho potuto constatare che per alcuni furgoni sono previsti parcheggi sul marciapiede di P.za del Colosseo e nelle isole pedonali del Pincio, praticabili esclusivamente dai mezzi di soccorso, nel totale dispregio del codice stradale e del regolamento di Polizia Urbana.
Ho controllato sui posti di lavoro il comportamento di molti operatori autorizzati, in maggior parte giovani operai del bangladesh, che a bassa voce mi hanno mormorato il nome del loro “capo”, lo stesso nome che sento ripetere continuamente; da ex funzionario della Polizia Municipale ho potuto accertare un quadro desolante ed avvilente, chiedendomi come sia possibile tollerare questi suk a quattro ruote, una sorta di magazzini-bar mobili, che non rispettano le norme minime del vivere civile. Ho preparato un ampio servizio fotografico che ho allegato all’ESPOSTO protocollato presso la Procura della Repubblica del Tribunale penale di Roma, chiedendo di far luce sulla sussistenza di possibili reati quali l’omissione dolosa in atti d’ufficio da parte di chi è preposto al controllo ed abusi in atti d’ufficio a carico di chi ha autorizzato soste sul marciapiede, in totale difformità dal codice stradale, legge di valenza nazionale, che nessuna amministrazione locale ha il potere di poter stravolgere. Riporto alcune delle località dove ho riscontrato le violazioni, con a fianco il numero della sosta corrispondente all’elenco delle rotazioni comunali:
  1. n. 43- P.za Venezia lato Fori Imperiali sulle strisce
  2. n. 3 – P.za Madonna Loreto P.za Venezia sosta a meno di 5 mt intersezione stradale
  3. n. 2 – Foro Traiano
  4. n. 11 – Trinità dei Monti sosta sul nel senso contrario di marcia su strada a senso unico
  5. n. 15 – Scala Santa San Giovanni sosta sul marciapiede
  6. n. 42 – P.za del Colosseo lato ingresso Metropolitana sosta sul marciapiede, in questo caso la sosta illegale è prevista nell’elenco del Dipartimento “sul marciapiede”
  7. n. 18 - P.le Ugo La Malfa danneggiamento alla catena di protezione sosta su ghiaia
  8. Via Giolitti 61 occupazione illegale sede stradale e marciapiede
 
L'ESPOSTO

AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL
TRIBUNALE DI ROMA

OGGETTO: ESPOSTO per omesso applicazione del codice stradale a carico di furgoni bar da parte delle Autorità preposte

Il sottoscritto Massimo INCHES nato in Roma il 17/03/1951, già funzionario della Polizia Municipale di Roma, residente in Roma, domiciliato per il procedimento in via Dire Daua, 11 – 00199 Roma presso Municipio Roma II, consigliere in carica presso il II Municipio, funzionario della Polizia Municipale romana in congedo, ESPONE in proprio e nell’espletamento del proprio mandato, quanto segue:

A seguito di continue segnalazioni ricevute da cittadini, contrariati dalla massiccia presenza di furgoni bar nella nostra Città, su soste non consentite dal codice stradale, contravvenendo anche le normative sulle occupazioni del suolo pubblico, dando l’impressione come di godere di una sorta di impunità, avvalorata da autorizzazioni comunali rilasciate per località non conformi al rispetto di luoghi appartenenti alla tradizione romana ed al codice stradale, creando impedimento e stato di pericolo per il passaggio dei pedoni, lo scrivente consigliere ha accertato personalmente la reale portata di tale fenomeno d’illegalità.
Per la categoria degli operatori appartenenti alle ROTAZIONI, il Dipartimento Attività Economiche di Roma Capitale, ha stilato un elenco di n. 68 soste, dove poter svolgere l’attività di vendita di “bibite e sorbetti”, alcune delle quali sono state verificate personalmente, come da prove fotografiche allegate al presente ESPOSTO. Soste come da elenco allegato:
  1. n. 43- P.za Venezia lato Fori Imperiali sulle strisce
  2. n. 3 – P.za Madonna Loreto P.za Venezia sosta a meno di 5 mt intersezione stradale
  3. n. 2 – Foro Traiano
  4. n. 11 – Trinità dei Monti sosta sul nel senso contrario di marcia su strada a senso unico
  5. n. 15 – Scala Santa San Giovanni sosta sul marciapiede
  6. n. 42 – P.za del Colosseo lato ingresso Metropolitana sosta sul marciapiede, in questo caso la sosta illegale è prevista nell’elenco del Dipartimento “sul marciapiede”
  7. n. 18 - P.le Ugo La Malfa danneggiamento alla catena di protezione
  8. Via Giolitti 61 occupazione illegale sede stradale e marciapiede

In più occasioni il sottoscritto ha segnalato le sopracitate irregolari commesse dagli operatori dei furgoni bar, in contrasto col codice stradale, al Comando I Gruppo Polizia Locale – al Comando generale del Corpo Polizia locale – al vice capo gabinetto del sindaco – al Segretario Generale, in particolare anche in data 29/09/2012, che ha interessato il Segretario generale.
Il Segretario generale di Roma Capitale Dr. Liborio Iudicello in data 3/10/2012 ha richiesto ai vari uffici preposti gli adempimenti di competenza adottati, a seguito dell’esposto dello scrivente.
Desta seria perplessità l’elenco delle soste redatto dal Dipartimento di Roma Capitale, in particolare la n. 42, dove il responsabile comunale intende stravolgere ed autorizzare a violare il codice stradale, legge nazionale dello Stato, che non prevede deroghe all’art. 158.
Fatto ancor più grave è il numero elevato di soste riscontrate sul marciapiede e sugli attraversamenti pedonali, che dovrebbero essere perseguite dagli addetti alla vigilanza urbana, aggravato dalla mancata applicazione delle sanzioni accessorie, quali la rimozione forzata del veicolo.
Si chiede all’Ill.mo Sig. Procuratore di voler accertare i fatti in narrativa rappresentati per eventuali reati emergenti nei confronti di responsabili, in danno della pubblica amministrazione e della comunità, circa le autorizzazioni a soste in difformità del codice stradale e l’eventuale sussistenza di comportamento omissivo commesso da incaricati di pubblico servizio.
Chiede di essere avvertito ai sensi art. 406/ 3° comma c.p.p. ed ai sensi art 408/ 2° comma c.p.p. per eventuale richiesta di archiviazione.
A sensi art. 459 c.p.p. si oppone sin d’ora all’eventuale definizione del procedimento per decreto.

Si allegano alla presente n. 8 documenti, n. 11 fotografie a colori, attestanti la veridicità di quanto riportato dallo scrivente nel presente esposto.

Con Osservanza Massimo Inches
Mail: m.inches@tiscali.it

E fu così che Massimo Inches denunciò il comandante del II Gruppo dei Vigili

30 ottobre 2012
"Da quasi cinque mesi aspetto che il comando del II Gruppo della Polizia Locale di viale Parioli mi consegni gli atti che ho richiesto, per verificare la regolarità nelle procedure amministrative sugli abusi edilizi accertati nel II Municipio. A nulla è valso l'intervento dell'Avvocatura comunale, che aveva informato il comandante Stefano Donelli di non poter impedire ad un consigliere municpale di ottenere copie di atti già presenti negli uffici della polizia municipale. In passato avevo accertato casi che non erano state emesse le ingiunzioni a demolire di manufatti abusivi, proprio dal controllo degli atti amministrativi, facendo avviare indagini penali che vedono coinvolti funzionari municipali. Poiché il vecchio detto che a pensare male si fa peccato, ma quasi sempre si indovina, considero il rifiuto del comandante del II Gruppo un impedimento per svolgere la mia attività istituzionale ed oggi l'ho denunciato in Procura con querela per omissione in atti d'ufficio. Mi auguro che la Magistratura compia gli accertamenti che mi sono stati impediti, per verificare che tutte le procedure sul contrasto degli abusi edilizi siano sempre state effettuate nel rispetto della legge e dei regolamenti". E' quanto dichiara in una nota Massimo Inches, capogruppo La Destra in II Municipio - (agenzia omniroma)

*E' pur vero, però, che Massimo Inches, pur essendo una persona di onestà specchiata, è stato in passato Vigile Urbano, dunque sa perfettamente il motivo per il quale il suo ex collega non gli molla gli atti che lui ha richiesto. Lo sa alla perfezione...

-Roma fa schifo

Avete presente le giostre per i bambini nelle aree verdi? Ecco, a Roma si arriva al punto che anche quelle sono fuorilegge

29 ottobre 2012
Da tempo mi sto occupando di come vengono gestite le aree verdi comunali dove sono installate le giostre di privati, definite spettacolo viaggiante nei Punti Verdi Infanzia.

Col passare del tempo acquisisco e metto insieme numerosi atti e documenti dagli uffici comunali e dal Dipartimento X Tutela Ambientale e del Verde pubblico, che fanno emergere situazioni inquietanti sul modo di come sono stati gestiti fino ad oggi da parte di funzionari e dirigenti comunali e della polizia municipale, tanto che ho ritenuto doveroso sporgere due denunce querele presso la Procura della Repubblica della Repubblica del Tribunale penale di Roma, per i reati di omissione e falso in atti d’ufficio, a carico di soggetti della pubblica amministrazione da identificare.
In un caso ho riscontrato che vengono gestite le attività di giostre all’interno del Bioparco e via Piccinni all’interno di Villa Chigi, da persone prive della prescritta autorizzazione per l’esercizio dove sono ubicate.
La polizia Municipale del II Gruppo, allertata dallo scrivente della mancanza del titolo autorizzativo accertato personalmente presso gli uffici del commercio del II Municipio, da parte dei due gestori, ha comunicato che per loro è tutto a posto e non sono state rilevate violazioni a norme e regolamenti, mettendolo per scritto, assumendosene quindi la responsabilità.
Una situazione altrettanto incredibile l’ho accertata per quanto avviene nella gestione delle due giostre del Pincio e del Gianicolo, attività intestate ufficialmente alla stessa persona, che ben 12 anni fa, nel lontano 18 dicembre 2000, aveva presentato un progetto che aveva ottenuto il maggior punteggio, a seguito del bando comunale emesso dal X Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde pubblico, in data 5/5/1999. Il Bando riporta testualmente nell’art. 10 che i proponenti della gestione delle aree verdi non potranno risultare aggiudicatari di più di un’area. Poiché al momento della stipula del contratto di Concessione col Comune di Roma il signore in questione avrebbe dovuto scegliere quale area verde voler gestire, rinunciando ad una delle due, qualcuno, forse ben introdotto, ha deciso di lasciare le cose come stanno, evitando di dover imporre la dolorosa scelta, e dopo 12 anni il fortunato presentatore del progetto continua a lavorare in contemporanea nelle due proprietà pubbliche comunali, in barba al regolamento comunale.
La prova del nove l’ho avuta chiedendo al X Dipartimento l’elenco dei nominativi che avevano presentato il miglior progetto per la gestione delle aree verdi cui era stato rilasciata la Concessione, e naturalmente il nominativo dell’occupante del Pincio e del Gianicolo non figura da nessuna parte.
Tutto ciò è passato nel dimenticatoio per 12 anni, si sono alternati vari funzionari e dirigenti alla guida del X Dipartimento, è cambiato il colore politico delle amministrazioni comunali, ma il nostro fortunato gestore del Pincio e del Gianicolo ha continuato imperterrito nella sua attività, senza subìre mai alcun controllo da parte delle forze dell’ordine, né qualcuno dalle parti di P.le Porta Metronia nel X Dipartimento si è mai scomodato per verificare cosa ne era stato del martoriato Bando del 1999.
Poiché i cittadini ed io stesso ci chiediamo “chi controlla i controllori?” ho ritenuto doveroso,anche in questo caso, presentare analoga denuncia querela per poter individuare con nomi e cognomi i responsabili di questa inquietante storia, con l’augurio che la magistratura possa dare un forte segnale che non siamo più disposti a tollerare queste situazioni.
Consigliere Massimo Inches - La Destra

Sostiene Inches: quello strano e misterioso caso dell'assegnazione sulla Salaria del Dipartimento Ambiente

9 ottobre 2012
"Circa un anno fa, grazie ad una mia segnalazione, vennero sgomberati i nomadi che avevano occupato l'immobile e il terreno comunale di via Salaria 555. Molti cittadini mi hanno fatto notare che l'area interessata è stata oggetto a dei lavori di bonifica". Lo dichiara, in una nota, Massimo Inches, capogruppo de La Destra nel II Municipio ed ex funzionario della polizia municipale di Roma Capitale. "Siccome a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca – spiega Inches - dopo aver richiesto l'accesso agli atti, ho scoperto che nel 2008 il direttore dell'Ufficio Giardini affidò ad una associazione cinofila l'immobile e il terreno comunale, successivamente occupato dai nomadi. Lo scorso luglio - continua Inches - il direttore del Dipartimento Tutela Ambiente, ex Ufficio Giardini, ha diffidato la stessa associazione a prendere possesso dell'area affidatagli quattro anni fa, perché l'assegnazione ricevuta era avvenuta in assenza della procedura del bando pubblico. Ora l'associazione pretende un risarcimento danni di centomila euro, che mi auguro venga addebitata a chi ha sbagliato. – conclude l'esponente de La Destra - Questa ennesima testimonianza di malcostume romano ho avuto modo di denunciarla presso la Procura della Repubblica di Roma, per accertare se ci fossero delle responsabilità penali".

Robe per cui ha senso scendere in piazza con forconi e torce incendiarie: invece di togliere di mezzo i camion-bar, li vogliono trasformare in ristoranti mobili

8 ottobre 2012
Qui l'articolo (tutto da commentare) del Corriere della Sera con data di ieri. E qui sotto il commento di Massimo Inches, che con una astuta e insistente campagna sta mettendo spalle al muro l'illegalissimo e orripilante business fuorilegge dei camion-bar. Non essendo troppo vicino il Primo di Aprile abbiamo ragione di pensare che quanto scrivere il Corriere sia vero...

“Roma non può accettare che alcuni esponenti del Pdl capitolino rivoluzionino i principi dell’istituzione dei camion bar, cercando di trasformarli in ristoranti mobili. Tale progetto, se andasse in porto, andrebbe ad incentivare il degrado e l’abusivismo della capitale”. Lo dichiara in una nota Massimo Inches, capogruppo de La Destra nel II Municipio ed ex funzionario della polizia municipale di Roma Capitale, il quale aggiunge: “Nessuno ha il coraggio di prendere di petto questa situazione? Dal primo ottobre, come voluto dal sindaco Alemanno, è entrata in vigore l’ordinanza ‘anti-panino’ – sottolinea Inches – fino al trentuno dicembre duemiladodici nelle aree ‘di particolare pregio storico, artistico, architettonico e culturale ricomprese nel perimetro della Città Storica di Roma è fatto divieto di bivaccare, sistemare giacigli e sostare per consumare cibi o bevande. In caso di violazione dell'ordinanza è prevista una sanzione da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro’. Il sindaco di Roma ha intenzione di vietare a bar, pizzerie, ecc., di vendere cibo d’asporto nelle località limitrofe alle aree monumentali e archeologiche? Perché non consiglia alla polizia municipale di intensificare i controlli per i camion bar, troppo spesso in contrasto con la legge nazionale del codice stradale. La maggioranza capitolina si salvi anche da questa figuraccia”, conclude Inches

Ecco cosa succede a chi si mette contro alla camorra dei camion bar romani. Tutti al fianco di Massimo Inches, ora più che mai, specie dopo il furto e il danneggiamento delle sue auto

26 settembre 2012

L'altroieri mattina sono uscito da casa ed ho trovato in via Lago Tana la mia Smart con due gomme davanti tagliate. Era parcheggiata regolarmente: ce l'avevano con me, non con la mia auto. Ho guidato fino dal gommista sui cerchi e l'ho lasciata per la riparazione.
Ieri altra novità: non ho più trovato la mia vecchia Mercedes, parcheggiata regolarmente in viale Libia, vecchiotta, ma tenuta abbastanza bene, la usavo poco, nei fine settimana: me l'hanno portata via.
Due denunce in caserma dei carabinieri: una per danneggiamento e l'altra per furto!
Coincidenza? Caso fortuito? Non voglio pensare che qualcuno voglia lasciarmi a piedi, perchè non sono mai stato e mai sarò "amico degli amici"! Mi conosco bene, questi fatti, semplici "coincidenze", mi spronano a fare di più e proseguire per la strada che ho intrapreso. 
Nei prossimi giorni incontrerò persone che hanno cose da dirmi, hanno preso coraggio e sperano che io porti alla luce loschi affari che danneggiano tutti noi cittadini romani. Io ci sarò, anche se dovessi andare agli appuntamenti in autobus.

No non fatto foto, ero troppo arrabbiato: ho msso in moto con tutte le gomme a terra e sono andato a ripararla.

Pochi giorni fa avevo incontrato un "amico degli amici", che ha capito che non sarò mai suo amico! Mi aveva cercato, voleva addirittura andare a cena, mi sono limitato ad un aperitivo al bar per far capire che non mi tiro indietro con nessuno.
Chissà se sono coincidenze...  Lo saprò se mi chiamerà qualche "amico degli amici" offrendosi di
aiutarmi, ma è solo una mia fantasia....  Però lo spero
Massimo Inches
PS Ho letto con grande soddisfazione i commenti dei lettori del blog, mi hanno dato tanta carica


*Inches avanti!
Le battaglie si vincono anche in bici, in autobus o con la metro B1, visto che hai le nuove stazioni vicino a casa (le stazioni son belle, la metro un po' meno). Questa mandria di zingaroni si comporta, cosa vuoi farci, da zingaroni. Ma per chi è fatto come te un pneumatico tagliato serve solo a decuplicare l'energia profusa per smascherare un malaffare odioso, inesistente in qualsiasi capitale europea.
Siamo tanti e siamo al tuo fianco, è fondamentale già per lo meno che tu senta la vicinanza delle persone per bene visto che purtroppo non hai la vicinanza delle istituzioni politiche (al Comune questa gentaccia la fa da padrona, altro che combatterli) e giudiziarie (al Porto delle Nebbie temiamo proprio che non si voglia procedere per reati legati a business superiori ai 1000€ annui, dunque per nessun reato sia associabile a qualsivoglia piccolo o grande interesse economico). A parte i blog e il loro piccolo contributo, in realtà sei solo. A Roma c'è un problema enorme, con una illegalità enorme, con un business enorme e l'unico a combatterlo è un consigliere municipale. Siamo proprio nell'assurdo più abissale. Che diventa infinito se ascolti il silenzio-o-quasi, su questi temi, di un partito come il PD.
Chi ci legge, spesso gente molto informata e che -come tu dici- ha finalmente voglia di parlare perché sente che le cose stanno ormai definitivamente cambiando, si metta in contatto pure con noi e faremo volentieri da tramite con Massimo Inches.
E' una guerra, o si combatte o si muore. Coraggio!
-Roma fa schifo

Noi tifiamo Inches. Il consigliere del II Muncipio a testa bassa contro la camorra inaudita dei camion bar. Partono altri esposti, quanto la magistratura potrà ancora far finta di nulla?

21 settembre 2012










Da molto tempo molti cittadini mi segnalano, telefonandomi, su Facebook, posta elettronica personale, inviando anche foto, la completa impunità di cui godono molti operatori di furgoni bar, in particolare nel centro storico di Roma, in aree di pregio.
Mi sono recato, armato della mia digitale, in varie località, per verificare quanto lamentato, ed ho riscontrato che la maggior parte dei fugoni bar del centro storico sono parcheggiati sul marciapiede e non vengono allontanati dalle forze dell’ordine.
In casi limite, come in P.za Bocca della Verità e Trinità dei Monti, addirittura sulla fermata dei bus ed adiacente allo spazio riservato ai disabili, peggio è andata in P.za del Colosseo e S. Giovanni in Laterano, dove non vengono rispettati neanche i nostri monumenti unici nel mondo. Certamente non possono passare inosservati alle centinaia di agenti e funzionari della polizia locale di Roma Capitale queste violazioni al codice della strada, a maggior ragione nel centro storico, la zona più sorvegliata della nostra Città.
Ho ricevuto dal Dipartimento comunale alle Attività Produttive l’elenco delle soste previste per gli operatori ed  incredibilmente ho potuto constatare che per quanto riguarda gli uffici comunali, alcuni furgoni sarebbero autorizzare a sostare sul marciapiede di P.za del Colosseo o nelle isole pedonali del Pincio, praticabili esclusivamente dai mezzi di soccorso.
Il 21 Luglio avevo  presentato un esposto in Procura per evidenziare del trattamento privilegiato che godono i furgoni bar lasciati a aperti fino all’alba sulle strade della prostituzione, mentre  la chiusura obbligatoria è alle ore 23,00, allegando anche un elenco di 17 località ben individuate.
Ora ho presentato una vera denuncia in Procura, comprovata da numerose foto che ho scattato personalmente, dimostrando l’impunità, molto sospetta, di cui gode questa particolare categoria. Mi auguro venga  aperta un’altra indagine penale, per capire se questi veicoli a motore sono effettivamente al di sopra del codice della strada e se esiste effettivamente una lobby che può vantare trattamenti particolari nella nostra Città, compreso la deroga alle leggi nazionali sui trasporti.
Roma, 21/09/2012 - Consigliere Massimo Inches

Sostiene Inches: stufi di essere la capitale interplanetaria del peggior commercio abusivo

19 agosto 2012




Mercato Moschea – Nessun provvedimento dopo la nota A.S.L. RM A Dipartimento Prevenzione Ristorazione “ il mercato non possiede caratteristiche idonee per commercio, preparazione somministrazione alimenti”

A seguito dei miei esposti, per le evidenti irregolarità e violazioni alle norme igienico-sanitarie, che avvengono nel mercato all’ingresso della moschea di Roma, la ASL RM A aveva effettuato sopralluogo congiunto con le forze dell’ordine, evidenziando il rischio per la incolumità di contaminazioni cui sono sottoposti i clienti del mercato, vista la tradizione di cucinare all’aperto, impiegando contemporaneamente bombole di gas da 10 Kg e bracieri con fiamma viva.
Il 1° Ottobre 2010 era avvenuto il controllo sanitario degli operatori,
La situazione accertata dal Dipartimento di Prevenzione Ristorazione Collettiva – Grande Distribuzione – Allerte Alimentari è di una gravità incredibile : “sulla base delle suddette evidenze, vista l’Ordinanza Ministero Salute 03/04/2002 - Requisiti igienico-sanitari per il commercio dei prodotti alimentari sulle aree pubbliche – si ritiene che l’area in questione non possieda, allo stato, le caratteristiche idonee allo svolgimento di un mercato, sia pure periodico, particolarmente con riferimento al commercio, alla preparazione ed alla somministrazione di alimenti deperibili; questi ultimi, pertanto, potrebbero essere commercializzati solo all’interno di automezzi aventi le caratteristiche dei negozi mobili di cui agli artt. 4 e 6 dell’Ordinanza Ministero sopraccitata. Si fa presente, infine, che, sulla base dei disposti dell’Ordinanza stessa l’area può essere al più con idonea per la vendita di alimenti non deperibili mediante banchi temporanei in numero tale da non far raggiungere, nel loro insieme, la qualifica di mercato secondo la legislazione regionale e la pianificazione comunale.
Anche oggi gli operatori che ho fotografato erano intenti, indisturbati, a cucinare in strada, tenendo esposto all’aperto cibi freschi, che immancabilmente subiscono le polveri alzate dal passaggio delle auto.
Per questo motivo ho indirizzato un esposto alle Autorità competenti, oltre che al gabinetto del Sindaco, il Segretario generale, il Direttore del II Municpio ed agli uffici della ASL che avevano redatto la inidoneità del mercato, chiedendo urgente riscontro.
Mi auguro che ognuno faccia la sua parte, per la sicurezza dei cittadini, per scongiurare rischi di epidemie ed intossicazioni alimentari; in caso contrario, dovrò necessariamente rapportare eventuali comportamenti omissivi all’Autorità Giudiziaria.
Massimo Inches
Roma, 17/08/2012

Camion-bar: "vinceremo noi". E arriva anche la denuncia di Massimo Inches

23 luglio 2012




Oggi 21 luglio ho depositato una denuncia-esposto in procura (il procollo è aperto anche il sabato mattina) sulla situazione dei camion bar, per aprire indagine su possibili collusioni omertose. Ho testimoniato un episodio omissivo in via Giolitti, con persone presenti, ho chiesto di capire chi ha rilasciato 12 licenze solo per villa Borghese e perché Falasca e Tredicine stanno davanti il Bioparco con la loro merce. Un dossier me l'ha fornito un'associazione che ha fatto l'elenco di località dove non dovrebbero stare i camion bar. Siamo ottimisti, vinceremo noi.
Massimo Inches

E così dopo la denuncia della consigliera Natalie Nhaim del Primo Municipio, arriva quella del consigliere Massimo Inches del Secondo. Mai che si fosse mosso un (dis)onorevole della prestigiosa assemblea capitolina eh? Fanno fare tutto ai consiglieri municipali, bravi bravi... Ad ogni modo ora la magistratura ha ampio materiale su cui lavorare per togliere di mezzo tutti questi orribili banchetti abusivi che massacrano e umiliano la città dalla fine degli Anni Ottanta. Il Porto delle Nebbie dimostri di non essere più tale.

-Roma fa Schifo

Sostiene Inches. La donna dei Parioli che denuncia gli abusi e poi viene abusata ripetutamente

19 luglio 2012





Dopo una settimana dalle minacce, ancora guai alla signora Rita Serafini.
Quello che era sembrato un atto intimidatorio, facendo recapitare una lettera contenente una polvere tossica misteriosa nella abitazione di viale Parioli, si sta dimostrando un vero attentato contro la coraggiosa donna, che aveva osato sfidare il sindaco ed il comandante dei vigili urbani, denunciandoli in Procura per non avere impedito la sosta selvaggia sulla strada – bene, con auto in sosta in seconda e tripla fila, i cui gas di scarico penetravano nel suo appartamento, al piano terra di viale Parioli.
Per tentare di proteggere la finestra della sua abitazione aveva messo dei vasi sul marciapiede, ricevendo una contravvenzioni di 600 €.
Oggi, terrorizzata dalle lettere anonime, ha avuto l’ardire di installare dentro la sua abitazione una piccola telecamera puntata verso la finestra, in modo tale da riprendere chi volesse ancora colpirla, con un cartello in bella evidenza sulla inferriata che informa che l’area video sorvegliata.
Poco prima delle 14,00, oggi è passata una pattuglia della pattuglia municipale a piedi davanti l’abitazione della signora Serafini, che aveva fatto notare agli agenti che una moto era stata parcheggiato sul marciapiede e che riprendere la marcia il conducente avrebbe causato disagi, per gli immancabili fumi che sarebbe entrati nell’appartamento.
Sulla moto non si è notato alcun preavviso di contravvenzione, ma in compenso la pattuglia ha avvisato la signora che doveva smontare la telecamera, altrimenti sarebbero tornati per sequestrarla.
L’ostilità nei suoi confronti è più dolorosa dell’infiammazione che le sta bruciando il viso; dopo una settimana dal vile attentato, quando si era toccata una guancia con la polvere contenuta nella busta anonima, non riesce ancora a trovare pace. Ieri la signora Serafini si è recata in ospedale, ma neanche le medicazioni cui si sta sottoponendo, riescono a levare l’arrossamento sulla pelle ed attenuare il fastidio.
Per fortuna è una donna forte che non si arrende e davanti a me ha chiamato il suo avvocato, che valuterà la legittimità della diffida verbale avanzata dalla polizia municipale.
Mi auguro che prevalga il buonsenso e che presto qualcuno del comando di viale Parioli vada a rassicurare la signora Rita, che può far rimanere al suo posto la telecamera installata dentro casa e che, perché no, ogni tanto una pattuglia le passerà davanti la sua finestra, per vegliare su di lei e dimostrarle quella solidarietà umana che non dovrebbe mai essere negata a chi sta soffrendo per non avere voluto abbassare la testa.
Consigliere Massimo Inches Roma, 13/07/201

Ma scusate gli accampamenti non erano esclusiva di Walter Veltroni?

15 luglio 2011





Numerosi residenti del Flaminio hanno richiesto con urgenza l’intervento del Consigliere Massimo Inches de La Destra del II municipio, per la grave situazione d’insicurezza causata dall’insediamento di nomadi su viale Tiziano, proprio alle pendici della collina Parioli, recintata con bandoni da anni, a rischio di smottamenti
Inches non si è fatto attendere e giunto sul posto è entrato attraverso la recinzione che era stata divelta, all’angolo con via Francesco Jacovacci, scoprendo tra la boscaglia, con grande sorpresa, che erano state piantate un gran numero di tende, oltre ad altre sistemazioni di fortuna, tra cartoni, brande ed altri giacigli, oltre ad una grande quantità di indumenti stesi all’aperto, mobilio, piccoli oggetti trafugati nei cassonetti delal spazzatura e cibo in decomposizione; tutta l’area verde è risultata imbratta da immondizia, carrelli rotti, biciclette, sacchi d’immondizia, vestiti dismessi, piccoli elettrodomestici. Pur trovandosi in un luogo boschivo all’aperto, l’aria è irrespirabile per il cattivo odore proveniente dalle defecazioni sparse ovunque, e tutta la zona si sta popolando di grossi topi, talmente abituati alla presenza umana, che neanche si sono spostati all’avvicinarsi del consigliere.
Alcuni anni addietro era franata parte della collina Parioli, tanto che è stato interdetto il transito sul marciapiede e sulla pista ciclabile con una lunga fila di bandoni, posizionati ad alcuni metri dalla recinzione del muro perimetrale della zona verde; recentemente l’assessore ai lavori pubblici del II municipio ha comunicato che sono iniziati i lavori di consolidamento statico per mettere tutto in sicurezza, ma stranamente nessuna ditta si è accorta della presenza dei nomadi; l’insediamento è ben visibile nell’area transennata, perché gli stranieri utilizzano per appoggiare le loro cianfrusaglie anche la lunga copertina di marmo dei muretti .
I cittadini residenti ed i passanti non hanno visto alcun operaio addetto ai lavori, ma notano il continuo via vai degli occupanti, alcuni dei quali escono dalla vegetazione con delle biciclette. La preoccupazione maggiore è per l’ incolumità di queste persone, insediatesi proprio alle pendici di una collina a rischio smottamenti e che sarà bene far sgomberare quanto prima possibile, a salvaguardia della loro stessa incolumità fisica.
Io mi attiverò per accelerare l’allontanamento dei nomadi, chiedendo nel contempo la pulizia , la bonifica e la derattizzazione di tutta l’area interessata.
Consigliere Massimo Inches La Destra

Forza Inches, questi ciarlatani non possono farti paura

21 giugno 2011

Nel II Municipio è stata recapitata una lettera anonima al consigliere Massimo Inches, col falso mittente di Rita Serafini, con la dichiarazione che è stato condannato a morte; la squallida messinscena è accompagnata da una lama di coltello spezzata ed una foto del consigliere in uniforme con un foro sul petto. Evidentemente qualcuno sta perdendo la testa dopo le mie denunce in Procura e pensa di fermarmi con queste pagliacciate; gli consiglio di impiegare meglio il suo tempo, perché tra le mie iniziative avevo messo in conto anche questo
Lo dichiara con una nota Massimo Inches de La Destra al II° municipio

Sostiene Inches, Secondo Municipio accerchiato da insediamenti, capanni e baracche abusive

27 aprile 2011





A seguito delle proteste ricevute da cittadini residenti in varie zone del II Municipio a causa di insediamenti di persone straniere accampatesi praticamente su tutto il territorio, in campi rom “tollerati”, baracche fatiscenti, capanni e tende, il consigliere Massimo Inches, capo gruppo de La Destra, ha redatto un dossier particolareggiato, recandosi ovunque aveva ricevuto segnalazioni.
Armato della propria macchina digitale, incorrendo in non pochi pericoli per la propria incolumità, si è avventurato dal Tevere, fino ai sottopassaggi pedonali, senza trascurare sentieri, casolari, ponti, lontani dalle realtà di chi vive abitualmente la Città, testimoniando la grave situazione d’insicurezza ed insoddisfazione che stanno percependo molti cittadini romani.

Questo è il lungo elenco stilato da Inches :
1) Campo rom “tollerato” in via del Foro Italico, i circa 60 nomadi presenti hanno fatto diventare il terreno che occupano una grande, unica discarica a cielo aperto, come dimostrato dalle foto scattate sia dal fiume Tevere, che all’interno dell’insediamento, in occasione di un sopralluogo della commissione Sicurezza municipale; stride la presenza di una lussuosa fiammante Bmw a fianco dell’immensa quantità di detriti e calcinacci; da indiscrezioni ricevute da alcuni manovali romeni, sembrerebbe che molti piccoli trasportatori paghino per poter scaricare nei campi nomadi e disfarsi anche di materiali nocivi. In campagna elettorale questo campo era stato inserito nella lista nera di quelli da sgomberare.
2) Via Foce dell’Aniene, insediamenti della tranquilla comunità di circa 80 cittadini
filippini, residenti in baracche abusive, senza luce, fogne, né servizi, che scaricano le loro acque nere direttamente nel Tevere
3) Campo rom “tollerato” di via del Baiardo-Tor di Quinto, inserito nella stessa lista nera, vero dormitorio per nomadi e manovali romeni, anche loro scaricano tutto nel Tevere; da indiscrezioni sembrerebbe addirittura abbiano realizzato una grossa
tubazioni, dove chiunque potrebbe scaricare ciò che vuole direttamente nel fiume
4) Piazza Mancini, roccaforte della comunità Sud americana, che nei giorni di
giovedì, sabato e domenica, in oltre un centinaio la fanno da padrone nei giardini,
banchettando, suonando e facendo i bisogni corporali sui prati, davanti ai passanti
increduli
5) Ponte delle Valli, adiacente la spalletta parapetto, divelta, un sentiero ripido porta ad una tendopoli; è stata abbattuta prima la recinzione di protezione, infine anche la rete che lo scrivente aveva fatto mettere dal IV municipio, con gravi rischi per tutti
6)Viale Etiopia sotto Ponte Nomentano, tre romeni vi hanno trovato riparo
trasformando tutta l’area in una immensa discarica maleodorante, la notte, quando
si ubriacano, si divertono a lanciare bottiglie di birra contro la roulotte di un disabile
7) Tangenziale Est nel tratto della folta vegetazione dell’area boschiva di via Pietro Mascagni, una grande tenda è abitata a ridosso della recinzione di protezione del muro di contenimento; per la sua posizione, blocca il passaggio del sentiero
8) Via Salaria 555 una casetta di proprietà comunale, già adibita in passato come
punto di ristoro, è abitata da una quindicina di romeni, accampati al suo interno,
dove cucinano e sporcano ovunque. In passato Inches li aveva già fatti sgomberare
dalla Tangenziale Est e da Piazza Gondar
9) Villa Ada lato via Panama Parco Rabin, è sorta una tendopoli a ridosso delle
vecchie mura di cinta, che, per essere maggiormente fruibili, sono state danneggiate da una ampia apertura per facilitarne il passaggio
10) Mura Aureliane via del Muro Torto, di fronte a Villa Borghese, nascosto dalla
vegetazione, oltre la recinzione di protezione, uno sbandato italiano vive da anni
in una baracca fatiscente; si distingue dagli stranieri per la cura e la pulizia con cui tiene tutto ordinato, sia dove dorme che il terreno circostante
11)Mura Aureliane Corso Italia fronte via Po, una tenda bianca è stata piantata da
tempo, ben attrezzata all’interno con brande, materassi
12) Via Campania, sottopassaggio pedonale che immette nel Muro Torto, si sono accampati una decina di stranieri ucraini e moldavi, che hanno ammucchiato
così tanto materiale, da rendere inaccessibile il transito dei pedoni, oltre ad avere
danneggiato l’illuminazione elettrica, probabilmente per avere una maggiore privacy

Tutte le tende rinvenute, ad eccezione di quella abitata dall’italiano, hanno in comune la presenza di una quantità incredibile di immondizia, mobilio, brande, materassi, carrelli, borsoni, riducendo tutte le zone circostanti in vere e proprie discariche, nocive e dannose per i cittadini; gli avanzi di cibo in decomposizione attirano colonie di topi che sfrecciano ovunque ogni volta che sentono l’arrivo degli indesiderati abitanti.
“Se non si pone immediatamente un freno a quanto sta avvenendo, presto ci troveremo a
dover fare i conti con queste persone nulla facenti, disoccupate, spesso in preda ai fumi dell’alcool, che oltre a delinquere, costituiscono una vera e propria minaccia per chi ci si dovesse imbattere, in tutte le ore del giorno.
La rabbia tra i cittadini sta montando sempre più, soprattutto per quel desiderio di
maggiore sicurezza e decoro che qualcuno ci aveva promesso in campagna elettorale,
con l’allontanamento dei così detti campi tollerati irregolari; poi, riflettendo sugli sbarchi massicci che stanno avvenendo sulle nostre coste, la libera circolazione dei tanti immigrati, sparsi anche nella nostra Città, aumenta la convinzione che andremo sempre peggio”
Io, da parte mia, tengo fede all’impegno che ho preso con i cittadini e continuerò nel mio impegno di controllo e prevenzione nel II municipio, segnalando ogni volta alle forze dell’ordine tutte le situazioni d’illegalità e partecipando agli sgomberi che sto trovando, Un sentito ringraziamento alle tante persone che mi conoscono che mi inviano segnalazioni.

Massimo Inches
consigliere de La Destra - II Municipio

Sostiene Inches: voi fareste la spesa al Mercato di Via Alessandria?

19 marzo 2011





Il consigliere Massimo Inches, capo gruppo de La Destra nel II municipio, è andato fare un sopralluogo nel mercato rionale di piazza Alessandria, invitato dagli operatori. Purtroppo ha dovuto constatare che qui l’Ama è sempre latitante e dal 2004 le pulizie vengono eseguite dagli esercenti, nonostante questi paghino regolarmente ed anticipato l’affitto al Comune per i loro box. Il Sig. Quinzi, macellaio, ci tiene a far sapere che il mercato non è autogestito e quindi loro hanno diritto ad avere questo servizio; fino all’anno 2004 intervenivano ogni giorno due spazzini e due volte la settimana lavavano tutto il pavimento con le pompe, poi, improvvisamente, sono spariti. Anche al di fuori del complesso le cose non vanno meglio, infatti i marciapiedi sono ricoperti di immondizia ed avanzi di tutti i tipi, al punto che i pedoni preferiscono camminare sulla strada per non pestare la robaccia sparsa ovunque.
Il secondo municipio si deve assumere le proprie responsabilità e prendere immediati provvedimenti per ristabilire l’igiene ed il decoro nel mercato; l’estate scorsa Inches aveva denunciato sulla stampa romana la vergognosa situazione di degrado in cui si trovavano i bagni ed i locali interrati, e solo così si erano mossi tutti, lavorando sodo, per poter poi dichiarare trionfalmente che era tutto a posto e pulito. Mi auguro che anche adesso accada lo stesso, che gli uffici municipali, per non perdere la faccia, si attivino per accontentare gli operatori ed i clienti del mercato, così potranno nuovamente dichiarare che non era poi così sporco come poteva apparire.
Massimo Inches
Consigliere La Destra II Municipio

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