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10 domande alla sindaca che brucia 17milioni di soldi vostri per "coprire" le buche

9 marzo 2018
Capisci la profondità di questa buca a Piazza Lodi se guardi quanta ruota ci entra dentro
Ieri, pressata addirittura a livello internazionale (sta per uscire un servizio di Euronews a riguardo) su una situazione delle buche che non ha precedenti in città, la sindaca ha pensato bene di uscire sui social con un cartello che roboantemente annuncia 17 milioni di euro di investimenti per tappare le buche. La prima riflessione a riguardo è davvero molto amara: mentre i sindaci di tutte le grandi capitali occidentali si occupano di definire con le loro scelte di ampio respiro dove il pianeta andrà nei prossimi decenni, la città di Roma si occupa al massimo di gabinetti pubblici e manutenzione ordinaria dell'asfalto. Una tristezza infinita. Oltre alla tristezza, alla depressione, al senso marcio del declino che ci sta fiaccando ogni giorno di più, entriamo nell'operativo e poniamo 10 domande alla sindaca su questa questione. Vi chiediamo però, dopo di averle lette, di andare in fondo e di leggere la nostra webgrafica. Quello che sta succedendo lo avevamo previsto mille volte e c'è la spiegazione precisissima del motivo per cui ci troviamo così.

1. Non bisogna tappare le buche. E' totalmente inutile. Bisogna rifare le strade (a partire dal sottofondo). Altrimenti sono soldi totalmente buttati. Tappare le buche rappresenta proprio un approccio concettualmente sbagliato. Non andrebbe neppure enunciato in questi termini, è finanche diseducativo. 

2. Tutto questo si sta verificando per una storica mancanza di manutenzione, è vero, ma mai nulla del genere (non si era mai vista una cosa simile) si sarebbe mai verificato se non ci fossero stati ritardi assurdi di una amministrazione di incapaci su mosse necessarie, bandi, contromisure. E se ci pensate è la stessa cosa in tutti i settori: ad esempio gli alberi che cadono. Non c'è nulla di più eccezionale del passato, non c'è più vento, non c'è più pioggia, ci sono però due anni di nulla.

3. La cifra, che andrà ribadiamolo totalmente buttata perché si tratta di misure tampone inutili, è fuori misura. 17 milioni per 50mila buche significano 340 euro a buca. La media di euro-per-buca calcolata a livello internazionale per un intervento decente è 70 euro. Perché a Roma paghiamo il quintuplo?

4. Come sono state calcolate queste 50mila buche? Sono da appalto o è un numero pubblicitario che la sindaca ha buttato lì così? Come hanno fatto a calcolare che le buche sono 50mila?

5. A proposito di appalto: si tratta di regolari gare o di affidamenti diretti? Se si tratta di affidamenti diretti saranno dati alle solite ditte ben note o a ditte nuove? Selezionate come? 

6. Chi controllerà la qualità dei lavori considerando che tutti i precedenti "Piani Marshall" contro le buche si sono rivelati fallimentari e utili solo alle piccole srl che si aggiudicano i lavori? 

7. Se c'erano stanziamenti per 17 milioni (comunque pochissimi, Londra spende oltre 300 milioni l'anno per manutenere le sue strade) perché si è aspettato che le strade si sbriciolassero e non si è proceduto prima? E perché nessuno chiede scusa per i colpevoli ritardi? 

8. Molta parte dei danni che vediamo oggi si potevano evitare con una seria salatura delle strade i giorni  (27 febbraio\1 marzo) della grande gelata. Roma fa Schifo lo aveva scritto chiarissimo proprio in quei giorni anticipando l'emergenza di oggi con la massima lucidità.

9. Perché vista la situazione l'inquietante assessore ai lavori pubblici Margherita Gatta non si è ancora dimessa?

10. La situazione buche a Roma è figlia delle clientele e della corruzione. Che c'era, che c'è sempre stata e che c'è oggi stesso e che anzi è aumentata negli ultimi due anni. Vengono fatte lavorare tantissime micro dittuncole per avere così tantissimi clientes elettorali. Questo status quo è stato garantito proprio dalla Sindaca che in campagna elettorale, da Semprini (vedi! E dopo aver detto queste scempiaggini come fai a dare la colpa "alle amministrazioni precedenti"? Come fai???) durante il confronto con Giachetti, disse solennemente: per riparare le buche non deve lavorare una sola ditta internazionale ma le tante piccole ditte romane. Ovviamente l'unico modo per risolvere il problema è fare grandi appalti, rivolgersi a grandi società iper professionali (possibilmente straniere) e concentrarsi nel controllo invece che nella gestione onerosa e impossibile richiesta dall'avere decine se non centinaia di clienti per fare un unico lavoro. L'amministrazione ha cambiato idea e finalmente ha capito che il modello per gestire il problema è un altro o si continua col clientelismo che forse porta voti ma che non risolverà mai il problema e sarà utile soltanto per trasferire soldi dalle tasche dei cittadini a quelle delle notissime dittuncole romane, ciociare, casertane (ripetiamolo: casertane), pontine del catrame? 
C'è solo un modo e uno solo per risolvere il problema. Ma per perseguirlo bisogna decidere di dire addio al voto di scambio e nessun partito, incluso quello oggi al governo, sembra avere intenzione di farlo.

Questo, cari cittadini, era esattamente il disegno e lo è da decenni: arrivare all'emergenza così puoi spendere milioni e milioni senza costrutto e senza controllo. Cambiano i tempi, cambiano le maggioranze ma la mangiatoia romana continua a divorare risorse. Massacrando i propri cittadini e pesando come un macigno su tutto il paese: commissariamento. Subito!


PER SAPERNE DI PIÙ. 
SELEZIONE DELLA NOSTRA COPERTURA SUL TEMA NEGLI ANNI
Cosa dicevamo nel remoto (2012)
La storia delle buche e l'operazione Vitruvio
Tutta la verità sulle buche e relative frottole
I finti lavori per le buche (2014)
Il progetto Stradenuove di Raggi è un inganno
Flop di Stradenuove in 5 punti
Giugno 2016: avevamo previsto tutto
E qui c'è il filmato DE-FI-NI-TI-VO che vi spiega la situazione strade a Roma. Tra clientele elettorali e Camorra

Video. Il luogo dell'incidente ai Colli Portuensi due giorni dopo

31 maggio 2017
Oggi dopo un paio di giorni siamo tornati sul "luogo del delitto" di Via dei Colli Portuensi. Ovvero nell'esatto punto in cui la Smart di una persona drogata e privata della patente (oltre che con precedenti penali) ha investito cinque persone spedendone all'ospedale alcuni in codice rosso.

Nella parte a monte della strada sono state ripittate in fretta e furia le strisce pedonali. L'ipocrisia romana che cerca di pulirsi la coscienza andando a sistemare la città solo dopo che accade qualche fatto delittuoso.

L'incrocio dove è avvenuto il fatto, tra l'altro, non è stato neppure riqualificato e ancora versa in condizioni di grave pericolo con strisce completamente cancellate. Cancellate come saranno cancellate quelle ridipinte ieri vista la qualità della vernice: durano 10 giorni al massimo perché a Roma (solo a Roma) si usa una specie di vernice spray laddove dovunque in Italia e in Europa si va avanti a strisce in termoplastico.


Abbiamo notato che nulla è cambiato. Quasi ci scappano dei morti, l'incidente è assurto ai disonori delle cronache ma niente. Tutto uguale. Auto che corrono a alta velocità, niente autovelox o sistemi di calming della velocità e del traffico, sosta selvaggia assolutamente criminale addirittura macabramente sopra la zona dei rilievi dell'incidente e pedoni cui non viene data la precedenza sulle strisce. 


Invece di sistemare la città, rendere sicure le strade e gli attraversamenti pedonali (su questo l'amministrazione è riuscita a non fare nulla di nulla in un anno), i consiglieri sono stati tutta la notte, per ben 15 ore, a cercare di approvare il Regolamento che regala definitivamente la città alle lobbies dei bancarellari mettendo la parola fine su ogni speranza futura e remota di riqualificazione delle strade di questa città. Si muore come cani sulle strade (solo l'altro ieri 8 pedoni travolti, stamattina un altro a Testaccio), ma chi amministra pensa a come aggraziarsi i voti delle lobbies, delle mafie, delle cricche. Facendo anche di corsa perché c'è da restituire ai suoi "proprietari" la Fiera della Befana di Piazza Navona che dopo alcuni anni di sacrosanta sospensione a dicembre, grazie ai figuri che ci amministrano, tornerà in mano agli operatori che l'hanno resa vomitevole 

Video. Entrare a Roma da fuori. L'enorme differenza sulle condizioni dell'asfalto

23 aprile 2017
Il tema meriterebbe un bel servizione come Le Iene ad esempio sanno fare, noi lo abbiamo fatto coi nostri mezzi che sono poverissimi. Però il lavoro rende l'idea: si tratta di raccontare la differenza abissale di condizioni, sicurezza, manutenzioni delle strade tra le arterie gestite dai dipartimenti del Comune di Roma e le arterie gestite da altri enti. 

La cosa migliore è farlo su strade che, nel loro percorso, cambiano ad un tratto competenza. Come ad esempio Via Salaria, che passa dalla gestione Anas (segnaletica impeccabile, asfalto liscio, illuminazione buona) alla gestione Roma Capitale all'altezza del Raccordo. E appena entri in città, dopo il cartello che segnala la fine della gestione Anas, giù buche, cartelloni pubblicitari allucinanti, segnaletica sparita e erbacce nello spartitraffico che sono diventate alberi.


Poi c'è l'altro video. quello su Via Kennedy, piccola grande arteria che collega il Comune di Roma con il Comune di Ciampino. Il filmato dice tutto e noi non aggiungiamo nulla. Godetevelo.


Godete di meno però quando vi ricordiamo una cosa: l'Anas - che in queste settimane sta con Ferrovie Spa creando un grande gruppo di caratura globale di trasporti e logistica guidato da persone in gamba e pieno di ingegneri, funzionari, dirigenti e professionisti capaci - aveva proposto al Comune di Roma un accordo per la gestione delle strade. Era la fine del 2016. Nella somma eleganza istituzionale che contraddistingue l'ente retto da Virginia Raggi, ad Anas manco è arrivata una risposta. Ovviamente i rapporti con le dittuncole di "manutenzione" fanno gola e portano voti. E il Comune, anche se questo significherebbe finalmente strade in sicurezza e manutenute in maniera professionale, non vuole rinunciarci. E' un po' lo stesso motivo per cui l'Ama "deve restare pubblica" e l'Atac "è un patrimonio dei cittadini". In realtà l'unico patrimonio è un patrimonio di lottizzazione e voto di scambio, utilissimo per chi vuole conservare il potere puntando non sulla qualità dell'azione di governo ma sul garantirsi sacche di consenso in cambio di quieto vivere, se non peggio.

Per lo meno, magra consolazione, la retorica sulle "strade nuove" che ha tenuto banco nelle settimane scorse, è un po' venuta meno. Era fuffa totale e come neve al sole si è sciolta...

L'inganno del progetto #stradenuove spiegato bene

6 aprile 2017







Velaturine d'asfalto, lavori senza nessun cartello di cantiere nel più stretto anonimato, rattoppature, stesure di catrame alte meno di una moneta (messa per orizzontale!) che vanno via alla prima pioggia, segnaletica aerosol buttata giù a velo che scompare dopo 7/10 giorni. Tutto come sempre, tutto come prima, tutto peggio di prima. 

L'amministrazione tace sullo scandalo Farmacap (hanno licenziato l'unica dirigente di azienda municipalizzata che si era messa a licenziare i dipendenti infedeli), l'amministrazione tace sull'VIII Municipio che si è sciolto e che dovrà andare ad elezioni: uno scempio che non si era mai verificato. Ma l'amministrazione non tace, anzi alza un discreto casino collettivo, sulla fantomatica progettualità chiamata #stradenuove, con tanto di hashtag. 
Cosa sia non è dato sapere: ci sono nuovi bandi? C'è un nuovo regolamento approvato? C'è una nuova strategia? Ci sono nuovi fornitori? Nuovi modelli organizzativi? Nuove modalità di appalto finalmente? Oppure c'è solo fuffa e nient'altro che fuffa? Oppure si continuano a fare rattoppi con le stesse dittuncole di prima, con gli stessi controlli (zero) di prima, con i rimasugli degli stessi appalti di prima magari con le gare espletate addirittura ai tempi di Marino?

Ovviamente la verità è proprio quest'ultima e i risultati di "stradenuove" sono quanto mai vecchi. E sempre vecchi saranno i risultati finché non decideremo di cambiare completamente modello. 

Roma, dal punto di vista della sistemazione dell'asfalto e della manutenzione delle strade, si risistema in un modo solo: un solo appalto per la grande viabilità e poi altri 5 lotti, da assegnare con 5 gare, ciascuno relativo ad un raggruppamento di 3 municipi per un totale di 15 appunto. Durata? Non meno di 6 anni. In questo periodo il concessionario ha l'obbligo di ripristinare e manutenere e vedrete che lo farà a regola d'arte perché la cifra che percepisce rimane fissa e dunque ha tutto l'interesse a far si che la strada fatta nel 2017 non si sfasci nel 2018, nel 2019 o nel 2020 perché altrimenti sempre lui la deve riqualificare: più lavora bene, meno spende, più ha margini di guadagno. E più i cittadini, di converso, ci guadagnano avendo strade in sicurezza. 

Il Comune così ha a che fare con 6 società. Tutte grandi, strutturate, con dipendenti veri, con segreterie vere, con uffici comunicazione veri, con uffici legali veri, con interlocutori professionali, con una struttura aziendale. Non dittuncole di operai al nero, non srl che nascono e durano come un gatto sull'Aurelia, non una pletora di azienduccie ingestibili e losche.
In questa maniera l'amministrazione è nelle condizioni, mettendo sopra al progetto dirigenti seri e funzionari rigidi, di controllare per davvero, supervisionare, dare la rotta e badare che venga tenuta dritta. E giù controlli e blitz a sorpresa per premiare chi si comporta bene e penalizzare chi ci marcia (ma abbiamo già visto che marciarci non conviene).

Questo è il modello e il Movimento Cinque Stelle è ideologicamente contrario ad una cosa del genere. Peccato che questa sia l'unica strada per risolvere il problema. Il resto è un inganno, un raggiro e una truffa.


(Il video e le nostre foto si riferiscono alla recente ridicola riasfaltatura della zona circostante la Stazione Tuscolana)

Tangenziale chiusa per incidente. Ecco il perché e come si risolve

12 febbraio 2017


Avete più volte mostrato le molteplici funzioni delle reti rosse: appaiono rapidissime per segnalare un "guasto" poi rimangono per tempi incommensurabili e si degradano anche loro stesse.
Il record, documentabile, lo detengono quelle della curva di accesso della Tangenziale est nella galleria sotto la nuova Stazione Tiburtina: erano lì quando iniziava la costruzione dell'edificio BNL e stanno ancora lì a edificio finito.

Ancora non è dato sapere chi le mette (con encomiabile solerzia e rapidità, davvero) come si pagano (spero non a noleggio...) e soprattutto perché a questa azienda non si commissiona la riparazione immediata della rottura.

E' vero che le rotture sono molteplici ed interessano manufatti diversi, alcuni dei quali di tipo protetto perché su strutture antiche, ma non si capisce perché non potrebbero essere affidate ad un organismo che, diversamente dal comune, abbia la possibilità di chiamare i molteplici specialisti necessari, con un listino prezzi predefinito.

Se anche ci fossero abusi che si possono ben immaginare, il risultato sarebbe comunque più sicuro per le persone e più dignitoso per l'aspetto della città.

In questi giorni leggo dell'ennesimo incidente in quello stesso punto, con esiti quasi mortali e con delle ipotesi di cause improbabili.

A mio parere la colpa dell'accaduto deve essere ascritta alla mancata riparazione della barriera che, nella sua struttura funzionante, è in grado di reggere un autobus ad alta velocità e che quindi avrebbe sicuramente impedito la caduta della Lupo VW (è una barriera di Classe H2BL secondo la norma europea EN 1317 ). Le reti rosse, tra l'altro, non hanno alcuna validità legale neppure di tipo segnaletico.

Piuttosto, visto che in quel punto gli urti si susseguono con una certa frequenza, sarebbe il caso di mettere barriere di cemento di tipo new jersey, simili a quelle che stanno al centro della carreggiata, che non hanno il problema della riparazione se urtate da autovetture e che tratterrebbero comunque anche un autoarticolato da 38 tonnellate (Classe H4 BP della stessa norma).
Queste sono le carenze vere che dovrebbero essere contestate anche al Sindaco, altro che abuso di ufficio...
Si pensi, oltre che alle vittime passate e potenziali future, anche ai disagi delle migliaia di automobilisti deviati per consentire "i rilievi" che poi nessuno utilizzerà, credo.
Rilevarli è dovuto, utilizzarli non lo è?

Quando passeremo alla manutenzione preventiva e/o alla riparazione immediata e durevole delle rotture impreviste (come quelle da incidente)?
È una scienza già nota e sviluppata nel resto del mondo
G. Camomilla - Terotecnologo stradale


*Ringraziamo il dottor Camomilla per il compendio che però ci soddisfa non del tutto. Siamo convinti infatti che una soluzione, oltre a quelle in punta di diritto (e di logica) che lui indica, potrebbe essere anche quella dell'autovelox. In quel tristemente noto punto le auto fanno incidenti (e addirittura cascano di sotto come accaduto tre giorni fa) essenzialmente a causa dell'alta velocità. Ebbene sapere che li si prende la multa potrebbe aiutare moltissimo. I tecnici delle strade come Camomilla tendono a non essere concordi con questa visione convinti che gli autovelox non servano; tuttavia - una volta installati a Milano in situazioni del tutto simili per non dire quasi identiche a questa - gli autovelox hanno fatto il loro mestiere in maniera egregia: abbattimento della mortalità, abbattimento della incidentalità, incassi per il Comune e dunque per tutti i cittadini onesti di Milano. 
-RFS

Anas vuole gestire le strade di Roma. Ma magari fosse!

27 dicembre 2016
Dopo la proposta di Ferrovie dello Stato di gestire Atac (o quel che ne resterà) e la proposta di RATP di prendere in mano le sorti della Ferrovia Roma-Lido, in questi giorni una terza occasione si è presentata ad un Comune di Roma sempre più incapace - nonostante le tasse più alte d'Italia - di far funzionare le proprie aziende e di erogare servizi in maniera civile: Anas ha chiesto di poter prendere in gestione alcune strade di grande comunicazione. 

Come molti di voi sapranno Anas già gestisce le strade consolari della città, ma la sua giurisdizione termina nell'esatto punto in cui le varie Appia, Aurelia o Salaria che sia incrociano l'anello del GRA. Da quel punto in poi le strade sono gestite dal Comune che significa totale incapacità, totale assenza di visioni, fondi utilizzati per ungere le clientele elettorali e per far lavorare le peggiori dittuncola romane di catramari e non per ottenere il miglior servizio per i cittadini contribuenti. 


I risultati sono evidenti ad occhio nudo. Guardate il video. L'auto si muove sulla Salaria da Settebagni in direzione di Roma. Fintanto che la strada è gestita da Anas la segnaletica è in ordine e ben visibile, l'illuminazione è accettabile, la vegetazione si lati della strada e nello spartitraffico è ben curata. Una sensazione di sicurezza e di ordine. Appena si supera il ponte del Raccordo, il panico più assoluto! Buche dovunque anzi crateri, cartelloni abusivi in ogni dove che erano inesistenti nel tratto Anas o comunque ben sistemati e gestiti, nello spartitraffico tra le due carreggiate interi arbusti infestanti alti metri. E poi luci spente, segnaletica quasi del tutto scancellata, sensazione diffusa di disagio, degrado e insicurezza.


E' la storia di tutte le consolari e altre sono messe anche peggio perché prese d'assalto dalla sosta selvaggia. 

Tutto questo si è generato non per sfortuna o per fato avverso, ma per una serie precisa di circostanze: dirigenti incapaci e corrotti, funzionari incapaci e corrotti; mafia della cartellonistica; mafia delle ditte di manutenzione; inqualificabile lavoro di Acea; zero controlli e zero sanzioni pur di mantenere le proprie clientele elettorali in un contesto di quieto vivere.

Chiaramente Anas non è stata nella sua storia esente da schifezze del tutto simili e non stiamo parlando di un'azienda svizzera. Ma l'abisso è assoluto rispetto al Comune di Roma (il peggior ente pubblico dell'Italia repubblicana), specialmente da quando Anas è gestita da Giovanni Vittorio Armani, un manager che sta dimostrando capacità e qualità. Anas, dismettendo la sua allure di carrozzone pubblico, si sta configurando come società all'avanguardia internazionale dedita alla manutenzione e alla gestione delle strade con l'obbiettivo di trasformarle in smart road e di far fruttare la prossima integrazione col Gruppo Ferrovie dello Stato. Anas si propone di gestire le strade di grande comunicazione della città prendendole in gestione dal Comune di Roma col modello del "contratto di servizio" (che però non dovrebbe prevedere una gara?): in questo modo i soldi che oggi il Comune spreca o usa per alimentare racket e clientele potrebbero finalmente andare nella manutenzione vera. 

Il nostro sogno però è che Anas non si limiti a gestire un pezzettino di strada in più dentro al Raccordo di Salaria, Aurelia e Roma-Fiumicino, il nostro sogno è che Anas si occupi sostanzialmente di tutta quella che a Roma si chiama la "Grande Viabilità" ovvero quella percentuale di strade che non è gestita dai Municipi bensì - malissimo - dal Comune. Insomma tutte le consolari fino alle Mura Aureliane e poi molte altre strade importanti, dall'Olimpica alla Colombo, dalla Boccea alla Tangenziale e così via. 

Con quali benefici? Con migliorie su quali punti? Semplice: in primis la sosta selvaggia, che il Comune non vuole combattere e che però rende impossibile per queste strade erogare un servizio di mobilità serio; in secondo luogo la cartellonistica, la cui mafia il Comune non vuole combattere e che rende queste importanti arterie un ricettacolo di degrado. E poi il verde, oggi pericolosamente abbandonato, l'arredo urbano, oggi da quarto mondo, la segnaletica sia orizzontale che verticale, oggi praticamente inesistente e poi ancora l'infomobilità, la sicurezza passiva, l'illuminazione, la pulizia, le soluzioni innovative. Grazie alla cartellonistica pubblicitaria - finalmente gestita in maniera industriale - ed alle multe (in ottica smart road fatte con sistemi tecnologici), l'Anas potrebbe trasformare questa gestione anche in un business che potrebbe perfino rendere inutile il contributo comunale da contratto di servizio.

Dopo FS e RATP faremo scappare via anche ANAS per la paura di perdere cespiti utili per governare il consenso e le ignobili clientele elettorali? Giusto per capirsi, ogni scelta che toglie operatività dalle mani del Comune e la dà a terzi (privati o statali che siano) è una scelta in questo momento azzeccata considerate le condizioni di qualità e professionalità pari a zero dell'amministrazione comunale della capitale.

100 autovelox fissi subito. Cosa deve succede ancora? Morti per velocità, ma anche per chi non la disincentiva temendo di perdere voti

1 settembre 2015

Non siamo tra quelli che, come molti fanno banalmente e semplicisticamente, considerano la velocità come un fattore di rischio così importante per la sicura stradale urbana. Si tratta indubbiamente di una questione importante, ma non a nostro avviso della principale. Più gravi, sono a nostro avviso, errori di arredi urbano e tolleranza della sosta selvaggia: pensiamo che lì si annidi il grosso rischio per gli incidenti in città laddove la velocità, ora sì, è il fattore principale fuori dalla città.

Questo non significa che, pure dentro la città, la velocità non debba essere considerata un problema grave da affrontare e da risolvere. E francamente non riusciamo a capire come l'amministrazione possa tollerare, senza praticamente muovere ciglio, la mattanza che ogni giorno, ogni settimana, ogni mese si mette in scena nel teatro delle strade della città. Il mese appena concluso, poi, agosto 2015, è stato terribile. Solo nell'ultimo fine settimana fino a quest'oggi si sono festeggiati (festeggiati, sì, perché se fosse invece un dramma, come sarebbe normale, si interverrebbe in qualche modo) 7 morti ammazzati o automobilisti o pedoni, più una manciata di feriti, alcuni molto gravi. L'ultimo stamattina, un ragazzo di 22 anni protagonista dell'incidente di ieri sera a Ponte Milvio.



Non stiamo parlando delle "stragi del sabato sera" tanto in voga negli anni Ottanta o Novanta. Stiamo parlando di persone che vanno veloci e fanno quello che gli pare pur essendo normalissimi operai, normalissimi imprenditori, normalissimi padri di famiglia. Magari neppure drogati. Ma drogati da una città che ti inietta in vena il senso dell'anarchia, della sopraffazione, del disprezzo delle regole. Le soluzioni che proponiamo (i 100 autovelox che leggerete dopo, ad esempio) magari non risolvono di per se la situazione, ma creano un'atmosfera (una atmosfera!) che per lo meno mette a disagio e racconta come anomali certi comportamenti. Oggi anomalo a Roma è chi rispetta le norme e questo deve profondamente cambiare. 

E' vero che la Polizia Locale sta cercando di fare qualcosa con una serie di autovelox mobili, ma è un palliativo blando che funziona poco, che non è visibile e che, invece, potrebbe funzionare molto meglio se integrato con un sistema ampio, rigido ed efficace di autovelox fissi. 



A Milano si è fatto a Roma no. A Milano nelle strade dove sono stati montati (nella primavera del 2014) i nuovi autovelox fissi, l'incidentalità è crollata del 77% a Roma si continua a morire a dei livelli non paragonabili in nessuna città del mondo. Gli autovelox permettono di incassare denaro e al contempo dare sicurezza ai cittadini, una cosa troppo smart e intelligente per essere applicata a Roma? Eppure i radar in città sono la norma in tutto il mondo e solo da noi esiste la ridicola filastrocca del "fare cassa", del "furto gli onesti cittadini". Ma gli autovelox non provocano nessun furto, semmai giuste sanzioni. E soprattutto gli autovelox non se la prendono mai, per definizione, con onesti cittadini, bensì con cittadini tutt'altro che onesti che superano i limiti di velocità.


Un autovelox, o meglio un sistema di autovelox, è una cosa che fa stare più sicuro te, magari ti salva la vita, magari la salva a tuo figlio che gira in motorino o a tua mamma che rischia di essere speronata da qualche pazzo in Porsche a 200 all'ora. Ciononostante la incredibile e inedita malattia-per-la-macchina dei romani fa sì che a Roma tutti siano contrari. Assurdo, ma vero. 

Tra i dibattiti sulla morte di Claudio Salini, il bravo imprenditore (tante volte abbiamo parlato bene delle sue realizzazioni, non ultimo il parcheggio-piastra sopra la Stazione Termini sui nostri blog) che ha perso la vita l'altro ieri notte sulla Cristoforo Colombo schiantandosi contro un pino a velocità folle, i romani preferiscono condannare una cunetta sulla strada piuttosto che il superamento dei limiti di velocità. Ma il sottosviluppo mentale e l'analfabetismo funzionale dei romani non dovrebbe contagiare, come invece fa, gli amministratori. 

E invece è così. Alemanno ha realizzato zero autovelox fissi in città. Marino, che si è preso dei bei voti promettendo una città sostenibile a misura di bici e di mamme con passeggino, ha fatto altrettanto e sulle strade di grande scorrimento siamo ormai ai livelli delle gare clandestine (non solo sulla Tuscolana, ma anche sulla Circonvallazione Clodia). I 7 autovelox di Milano che hanno ridotto del 77% l'incidentalità (e dunque fatto risparmiare, non ce lo dimentichiamo, centinaia di milioni al sistema sanitario regionale della Lombardia), hanno multato nei primi mesi 9000 persone al giorno (!) per poi scendere a 5mila, fino a 2mila. Questo significa che questo sistema salva le vite e non costa nulla, anzi fa incassare soldi al Comune che potrebbe reinvestirli sulla sicurezza stradale. Pensate che bello: ciclabili, parapedonali, spartitraffico, sistemi di calmierizzazione della velocità, attraversamenti pedonali rialzati tutti pagati con i soldi di chi supera i limiti di velocità. Una città da sogno. Un progetto rispetto al quale non si può dire "non ci sono i soldi".



E se Milano, che ha un territorio comunale molto piccolo, i nuovi autovelox sono 7 (che si aggiungono però agli altri) a Roma - grande 11 volte Milano e con problemi di indisciplina e mobilità enormemente superiori - la campagna dovrebbe essere quella di 100 autovelox. A partire dalle consolari, all'Olimpica, alla Tangenziale Est, a Viale Marconi e Viale Trastevere, a Via Nazionale e Viale Aventino, a Viale Regina Margherita e Viale Parioli, sul Viadotto dei Presidenti e sulla Togliatti fin giù allo scandalo di Via Labicana dove il Comune ha portato il limite a 30 all'ora (è la strada che tanti ciclisti e pedoni fanno perché è prosecuzione naturale della neopedonalizzata Via dei Fori Imperiali) e dove dopo alcuni giorni di autovelox mobili qualche manina politica e potente ha consigliato ai vigili di girare al largo. E così si sfreccia a 90 all'ora con auto e scooteroni facendo il pelo a chi pedala in bici. I velox fissi non stanno a sentire le pressioni del politico di turno...

Quanto si guadagna? Noi stimiamo - e ci andiamo molto cauti - che questo piano possa portare 30mila multe al giorno. Per una media di 100 euro a multa fanno 3milioni di incasso al giorno. Un miliardo l'anno. Un-miliardo-di-fottutissimi-e-dannatissimi-euri-all'anno. Si cambia faccia alla città con questi soldi. Sono soldi sufficienti per sistemare le strade, costruire tramvie, iniziare una metropolitana e garantirle un flusso di denaro sufficiente per essere completata in breve tempo. Paghiamo la Metro D con i soldi dei cafoni che non rispettano la sicurezza dei loro concittadini, è una storia straordinaria da raccontare. E poi 30mila multe al giorno per alta velocità cosa significano? Significano tante, tante persone con meno punti nella patente. E se hai meno punti nella patente guidi forse con più attenzione. 

Davvero dobbiamo continuare ad essere la prima città d'Europa per incidenti pur di non perdere il voto di quattro cafoni? Davvero dobbiamo continuare ad avere un tasso di mortalità esattamente cinque volte più alto di quello di Parigi per non infastidire i coatti e per non rischiare di perdere il loro consenso? Ma allora abbiamo ragione noi quando diciamo che a Roma non può esserci forma di democrazia e che ogni declinazione del concetto democratico è in realtà una sevizie autoinflitta alla città e ai suoi cittadini. Ora c'è un Prefetto con poteri maggiori sulla città, un Prefetto che non si deve porre il problema della rielezione: farà finta di niente rispetto alla carneficina quotidiana o chiederà a qualcuno perché non si fa non diciamo come Vienna o Stoccolma, ma almeno come Milano?

Dentro le buche nelle strade di Roma c'è tanta mafia che al confronto Buzzi è un dilettante. E' notorio, ma utilizziamo un confronto con Londra per ribadirlo

7 agosto 2015
Potrei mandarvi altre foto ma è inutile, sarebbe solo una perdita di tempo dato che la condizione del manto stradale è ovunque come da foto qui sopra a Londra, sia in centro,  periferia, quartieri ricchi, poveri, abitati da bianchi, caraibici, asiatici o nomadi.
Se non fosse per la leggera curvatura per far scorrere la pioggia potreste farvi prestare due stecche ed utilizzare le strade come tavolo da biliardo magari sfruttando i tombini come buche (dato che non sono ostruiti)!

A Londra non troverete mai una minima fessura, una buchetta profonda qualche micron o un rattoppo pecionesco. 
Viceversa il video qui sotto illustra quale sia la condizione ovunque  del manto stradale a Roma. L'unica cosa simile tra le due città è la trasversale e democratica diffusione della qualità delle strade: ovunque come da foto a Londra (nei quartieri bene e nella periferia) ed ovunque come da video a Roma (dai Parioli alle Borgate). E scusate se mi ripeto. 

Non valgano le giustificazioni penose tipo che a Roma circolino più macchine, anche a Londra il traffico è intenso ed essendo una città più ricca della nostra la macchina media non e' come da noi la Fiat 600 ma la BMW serie 3 o 5, con conseguente maggiore pressione sull'asfalto.
Inoltre, la grande diffusione di enormi centri commerciali anche nel centro della città e l'abitudine di abbattere il vecchio per costruire il nuovo comporta che le strade di Londra siano attraversate molto più di Roma da camion e Tir ultracarichi; eppure vedrete sempre strade come da foto: nulla le scalfisce. 

Non è neanche vero che le rifacciano ogni tre mesi, dove ho abitato io per anni non ho mai visto rifarle in profondità, ma il livello non si è mai degradato nel corso del tempo.

Cosa ci sarà dietro tale spaventosa differenza? Colpa di Marino o della spending review? No, le strade a Roma hanno sempre fatto schifo anche quando ero ragazzino e Craxi si poteva permettere di fare il 16 % di deficit annuo. Facile dedurre che dietro tutto  questo ci sia una ben collaudata regia: le strade devono rovinarsi presto ed in modo ignobile in modo che il Comune stacchi assegni a chi di dovere per rifarle (ovviamente male, in modo che si rompano presto) o rattopparle (e qui la rottura è connaturata nell'intervento).

 Credo che non ci voglia molto a chiedere che tipo di asfalto e tecnica utilizzino i britannici quando rifanno il manto stradale ed imporlo anche qui da noi, ma temo che troppi abbiano interesse perché ciò non avvenga.

Speriamo che dopo Mafia Capitale qualche volenteroso magistrato o giornalista dopo anni di silenzio si accorga dell'evidente e ci delizi con qualche doverosa inchiesta magari chiamandola Asfalto Capitale...
Gigi

*Caro Gigi, lo pensiamo anche noi. Rispetto alle bazzecole che sono uscite (pare che il 'fatturato' di Mafia Capitale si aggiri attorno a 150 milioni di euro, quisquilie), il mondo dei lavori pubblici a Roma copre degli interessi indubbiamente criminali miliardari. Grossi 20 volte questo importo. 
Riguardo al confronto, non siamo perdenti solo con Londra, che è un po' una città simbolo. Ma anche con qualsiasi altra realtà internazionale anche di caratura meno sfavillante: da Varsavia a Bratislava, da Budapest a Belgrado passando per Lisbona. Dovunque le strade sono, semplicemente, normali. Come quelle della foto sopra. 
-RFS

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