Lo ha sempre fatto la vecchia politica: mentre stai approvando una porcheria, convoca una conferenza stampa per parlare di tutt'altro, magari di un tema molto sentito, caldo, coinvolgente per l e persone, così i giornali daranno più spazio al nuovo argomento (anche se non c'è tanto da dire e se la ciccia giornalistica è pochissima) piuttosto che a quell'altro dove sei in imbarazzo.
E le strategie del Campidoglio, ritagliate da quando c'è Raggi, esclusivamente sulle modalità della vecchia politica romana sbardelliana, si sono mosse proprio in quel modo. Il 30 maggio c'era stata la vergogna notturna sul Regolamento degli ambulanti, il 1 giugno il Regolamento-truffa sarebbe passato, c'era bisogno di metterci una pezza.
Ci hanno provato in tutti i modi con lo Stadio della Roma ma l'accordo scricchiolava (poi si è visto la allucinante porcata che hanno tirato fuori, il più grande regalo ai palazzinari mai concepito a Roma; e sì che ne son stati concepiti tanti eh!) e dunque hanno dovuto rimandare. A quel punto qualcuno ha avuto la pensata di tirare fuori una vecchia storia, risalente ad aprile 2017 e riguardante un progetto di scolarizzazione e accompagnamento in alcuni campi rom, per convocare una conferenza stampa sul "superamento dei campi rom".
E il trucchetto da vecchi marpioni della comunicazione politica è in parte riuscito. In quelle ore la sindaca poteva (e doveva, vista la immondizia che Coia era riuscito a far approvare alla sua maggioranza) essere in imbarazzo e impallinata dalla stampa e invece nell'intervista al Corriere della Sera se n'è potuta uscire con "chiudo i campi rom in 2 anni": pochi argomenti sono più popolari a Roma visti i disagi che la popolazione segregata nei campi apporta alla città.
L'incantesimo è durato solo qualche giorno. Tempo, insomma, di controllare le carte. Si è capito subito che non solo non si chiuderà nessun campo rom e che men che meno (ma come è pensabile?) lo si farà in due anni.
Domanda. Cosa aveva in mano la sindaca per fare dichiarazioni simili peraltro precedute da dichiarazioni patetiche in puro stile melodramma-Raggi tipo "Mafia Capitale non entrerà più nei campi" (ma come!? L'interdittiva è di due anni e mezzo fa, da quel dì che Mafia Capitale non ci entra, per fortuna!)? L'unica cosa che aveva in mano erano i 3,8 milioni di un piccolo piano europeo PON che aveva trovato anni fa la Giunta Marino e che dovevano essere spesi in un determinato modo. L'unica cosa che l'amministrazione Raggi ha fatto è prendere quei soldi e fare un nuovo progetto (che vedete in queste pagine) datato aprile 2017 che Roma fa Schifo è in grado di pubblicare qui sopra. E così intanto cade la sciocchezza del "siamo andati in Europa a prendere i soldi".
Ma cosa dice questo piano? Dice le stesse cose riportate dalla sindaca in conferenza stampa e strombazzate come geniali da Beppe Grillo sul suo blog ricondiviso da migliaia e migliaia di attivisti plagiati e incapaci di leggere la verità? Cosa dice lo potete vedere. Il piano punta entro il 2023 (ricordatevi "chiuderò i campi in due anni"...) a spostare da due campi (La Barbuta e Monachina) 60 individui. Ovvero circa il 10% (obbiettivo dichiarato nel piano stesso) della popolazione. Ripetiamo: la sindaca va in conferenza stampa a dire "chiuderò questi campi in 2 anni", ma il piano che presenta, se poi vai a leggerlo per bene, dice che sposterà solo il 10% della popolazione dei campi in 6 anni. La differenza tra la verità e la post verità.
Le bugie sono state smascherate con la massima durezza da Carlo Stasolla che sul Fatto Quotidiano ha invitato la sindaca a vergognarsi facendole presente di essere peggio di Buzzi. E parliamo del Fatto Quotidiano! L'articolo, tutto da leggere, parla di una spesa di 350mila euro circa a famiglia (senza ovviamente risolvere il problema). Della serie, facevamo prima a comprargli casa e regalargliela. 60 persone in tutto! E allora la Giunta Marino che in pochi mesi di vita è riuscita a chiudere 4 strutture cosa doveva fare? Che conferenze stampa doveva organizzare? I piani di Francesca Danese, all'epoca, parlavano sull'orizzonte della consiliatura -non a caso interrotta bruscamente - di 2200 rom fuori dai campi... Non 60 fino al 2023...
Ma nel frattempo che questa fuffa si concretizzi o che getti altro fumo negli occhi di una stampa disattenta e di una opposizione inesistente (che ovviamente anche su questa faccenda ha taciuto), l'amministrazione sta gestendo bene l'ordinario? Beh, mica tanto. Basti vedere i fatti che sono occorsi riguardo il campo River. Lì era scaduta la gestione, si è fatto il bando, ha partecipato solo una realtà, qualcosa non quadrava e non è stato assegnato. Risultati? Il Camping River chiude (questo sarà l'unico campo a chiudere, ma senza can can mediatico anche perché non chiude per volontà dell'amministrazione ma per casini burocratici, e poi era uno dei campi migliori!) e i 420 individui che ci stavano dentro vengono trasferiti dal 30 giugno a... La Barbuta. Ovvero proprio il campo che dovrebbe essere "chiuso" secondo le conferenze stampe della sindaca e della sua assessora Baldassarre entro "due anni". Naturalmente a Barbuta, per far capire chi comanda, appena hanno saputo la buona nuova hanno dato fuoco a sto mondo e quell'altro...
Insomma la sindaca fa conferenze strappalacrime col solido mood da novela sudamericana dicendo "chiudo La Barbuta" e il giorno dopo sposta 120 nuovi nuclei familiari dentro a La Barbuta. Questo è.
E' abbastanza evidente che il problema rom (un problema enorme e complesso che richiede esperienza e capacità sebbene riguardi poche migliaia di persone) non verrà mai risolto finché verrà utilizzato come grimaldello ideologico o come bandierina da sventolare alla bisogna quando serve per distogliere l'opinione pubblica da altre cose. L'approccio propagandistico e la strumentalizzazione non porteranno da nessuna parte. Quando, anche qui, l'amministrazione la pianterà di compotarsi in maniera immatura, sciatta e squallida?
E le strategie del Campidoglio, ritagliate da quando c'è Raggi, esclusivamente sulle modalità della vecchia politica romana sbardelliana, si sono mosse proprio in quel modo. Il 30 maggio c'era stata la vergogna notturna sul Regolamento degli ambulanti, il 1 giugno il Regolamento-truffa sarebbe passato, c'era bisogno di metterci una pezza.
Ci hanno provato in tutti i modi con lo Stadio della Roma ma l'accordo scricchiolava (poi si è visto la allucinante porcata che hanno tirato fuori, il più grande regalo ai palazzinari mai concepito a Roma; e sì che ne son stati concepiti tanti eh!) e dunque hanno dovuto rimandare. A quel punto qualcuno ha avuto la pensata di tirare fuori una vecchia storia, risalente ad aprile 2017 e riguardante un progetto di scolarizzazione e accompagnamento in alcuni campi rom, per convocare una conferenza stampa sul "superamento dei campi rom".
E il trucchetto da vecchi marpioni della comunicazione politica è in parte riuscito. In quelle ore la sindaca poteva (e doveva, vista la immondizia che Coia era riuscito a far approvare alla sua maggioranza) essere in imbarazzo e impallinata dalla stampa e invece nell'intervista al Corriere della Sera se n'è potuta uscire con "chiudo i campi rom in 2 anni": pochi argomenti sono più popolari a Roma visti i disagi che la popolazione segregata nei campi apporta alla città.
L'incantesimo è durato solo qualche giorno. Tempo, insomma, di controllare le carte. Si è capito subito che non solo non si chiuderà nessun campo rom e che men che meno (ma come è pensabile?) lo si farà in due anni.
Domanda. Cosa aveva in mano la sindaca per fare dichiarazioni simili peraltro precedute da dichiarazioni patetiche in puro stile melodramma-Raggi tipo "Mafia Capitale non entrerà più nei campi" (ma come!? L'interdittiva è di due anni e mezzo fa, da quel dì che Mafia Capitale non ci entra, per fortuna!)? L'unica cosa che aveva in mano erano i 3,8 milioni di un piccolo piano europeo PON che aveva trovato anni fa la Giunta Marino e che dovevano essere spesi in un determinato modo. L'unica cosa che l'amministrazione Raggi ha fatto è prendere quei soldi e fare un nuovo progetto (che vedete in queste pagine) datato aprile 2017 che Roma fa Schifo è in grado di pubblicare qui sopra. E così intanto cade la sciocchezza del "siamo andati in Europa a prendere i soldi".
Ma cosa dice questo piano? Dice le stesse cose riportate dalla sindaca in conferenza stampa e strombazzate come geniali da Beppe Grillo sul suo blog ricondiviso da migliaia e migliaia di attivisti plagiati e incapaci di leggere la verità? Cosa dice lo potete vedere. Il piano punta entro il 2023 (ricordatevi "chiuderò i campi in due anni"...) a spostare da due campi (La Barbuta e Monachina) 60 individui. Ovvero circa il 10% (obbiettivo dichiarato nel piano stesso) della popolazione. Ripetiamo: la sindaca va in conferenza stampa a dire "chiuderò questi campi in 2 anni", ma il piano che presenta, se poi vai a leggerlo per bene, dice che sposterà solo il 10% della popolazione dei campi in 6 anni. La differenza tra la verità e la post verità.
Le bugie sono state smascherate con la massima durezza da Carlo Stasolla che sul Fatto Quotidiano ha invitato la sindaca a vergognarsi facendole presente di essere peggio di Buzzi. E parliamo del Fatto Quotidiano! L'articolo, tutto da leggere, parla di una spesa di 350mila euro circa a famiglia (senza ovviamente risolvere il problema). Della serie, facevamo prima a comprargli casa e regalargliela. 60 persone in tutto! E allora la Giunta Marino che in pochi mesi di vita è riuscita a chiudere 4 strutture cosa doveva fare? Che conferenze stampa doveva organizzare? I piani di Francesca Danese, all'epoca, parlavano sull'orizzonte della consiliatura -non a caso interrotta bruscamente - di 2200 rom fuori dai campi... Non 60 fino al 2023...
Ma nel frattempo che questa fuffa si concretizzi o che getti altro fumo negli occhi di una stampa disattenta e di una opposizione inesistente (che ovviamente anche su questa faccenda ha taciuto), l'amministrazione sta gestendo bene l'ordinario? Beh, mica tanto. Basti vedere i fatti che sono occorsi riguardo il campo River. Lì era scaduta la gestione, si è fatto il bando, ha partecipato solo una realtà, qualcosa non quadrava e non è stato assegnato. Risultati? Il Camping River chiude (questo sarà l'unico campo a chiudere, ma senza can can mediatico anche perché non chiude per volontà dell'amministrazione ma per casini burocratici, e poi era uno dei campi migliori!) e i 420 individui che ci stavano dentro vengono trasferiti dal 30 giugno a... La Barbuta. Ovvero proprio il campo che dovrebbe essere "chiuso" secondo le conferenze stampe della sindaca e della sua assessora Baldassarre entro "due anni". Naturalmente a Barbuta, per far capire chi comanda, appena hanno saputo la buona nuova hanno dato fuoco a sto mondo e quell'altro...
Insomma la sindaca fa conferenze strappalacrime col solido mood da novela sudamericana dicendo "chiudo La Barbuta" e il giorno dopo sposta 120 nuovi nuclei familiari dentro a La Barbuta. Questo è.
E' abbastanza evidente che il problema rom (un problema enorme e complesso che richiede esperienza e capacità sebbene riguardi poche migliaia di persone) non verrà mai risolto finché verrà utilizzato come grimaldello ideologico o come bandierina da sventolare alla bisogna quando serve per distogliere l'opinione pubblica da altre cose. L'approccio propagandistico e la strumentalizzazione non porteranno da nessuna parte. Quando, anche qui, l'amministrazione la pianterà di compotarsi in maniera immatura, sciatta e squallida?


















































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