Allucinante a San Paolo. La stazione della Metro B trasformata in magazzino per la bancarella

23 luglio 2019








Vi ricordate le promesse di pulirla, riqualificarla, riportarla ad un minimo di dignità a beneficio dei tanti pendolari e cittadini che ancora a Roma si autoinfliggono l'umiliazione di prendere i mezzi pubblici? 
Ebbene ecco invece le condizioni della stazione San Paolo della Metro B. C'era stato anche lo sgombero della enorme bancarella perché pericolosa, abusiva e perché parandosi davanti all'uscita di sicurezza garantiva la morte del sorcio agli eventuali passeggeri in fuga in caso di emergenza, esplosione, incendio.
Nulla di fatto, non solo la bancarella è tornata al suo posto (del resto dopo pochi giorni sono tornate anche quelle su Viale Trastevere, nonostante il grande battage mediatico che raccontava il loro spostamento), ma ora utilizza la stazione come deposito per i suoi scatoloni. 
Si fa enorme fatica a credere che questa sia la stazione di una città occidentale, in pieno centro storico, a servizio di una delle basiliche più importanti della cristianità a livello mondiale. 
Naturalmente per il presidente del Municipio Ciaccheri i problemi sono altri. Anzi i suoi amici dei centri sociali di zona contribuiscono al degrado riempiendo ogni santo giorno le pareti di manifesti abusivi.

Perfino il mitico Giardino degli Aranci sta morendo. Piante senz'acqua e zeppe di parassiti

22 luglio 2019












Uno dei luoghi imperdibili di Roma Capitale, adiacente alla Basilica di Santa Sabina all’Aventino, è diventato un altro triste esempio di totale abbandono e di profondo disprezzo per il verde.
 
Il Giardino degli Aranci con un affaccio unico e celebre sulla Capitale, versa ormai in uno stato di incuria incredibile: non c’è più erba nei prati e le decine di aranci amari, che caratterizzano il progetto degli anni Trenta firmato dal noto architetto Raffaele de Vico, sono tutti talmente malati da farne presagire una tristissima fine.
 
E’ evidente che da tempo le piante non vengono concimate, trattate e bagnate. I frutti portano le stimmate della sofferenza e sono soffocati da ragnatele e parassiti. Nei vasoni, che insieme alle panchine di travertino ornano il giardino, sono lasciati resti di oleandri secchi. Intorno tutto è polvere, cani che vanno e fanno quello che vogliono, cartacce dovunque, tracce di tanti picnic disperati dove prima c’era l’erba.
 
Solo tre anni fa il Giardino degli Aranci era tornato infatti ad essere un luogo incantato dopo l’intervento di restyling e di valorizzazione della Fondazione Sorgente Group che riportò questa porzione di Aventino (8.000 mq) alla sua originaria valenza. 
Poi la gestione è ritornata al Comune e ora, se l’Amministrazione non corre ai ripari, la Capitale perderà un altro pezzo della sua storia e bellezza.  

Dopo il palazzo, gli occupatori di SpinTime si sono impossessati di un parco pubblico a Via Statilia

12 luglio 2019

Ogni giorno l'asticella viene collocata un millimetro più su, avete notato? Qualche settimana fa ci fu l'elemosiniere del papa, con l'eroico riallaccio della luce al palazzo occupato. Ora siamo direttamente all'occupazione dei parchi pubblici...
Non paghi di essersi presi da anni un enorme edificio nel pieno centro della città mentre i loro concittadini si fanno in quattro per pagare mutui, affitti o decidono di andare a vivere in estrema periferia o fuori Roma dove si possono permettere di stare, gli amici di SpinTime hanno traversato la strada e dopo il gigantesco palazzo di Via Statilia ora si sono impossessati anche del parco pubblico dirimpetto.

Adesso è loro, praticamente di loro proprietà. C'è stata proprio una specie di colonizzazione che sconsiglia a chiunque altro di entrare. Questa volta, oltre che con la complicità del I Municpio grande amico degli abusivi e grande nemico per chiunque - cittadino o imprenditore - si voglia muovere nella legalità, gli occupatori illegali si sono mossi fianco a fianco con la famigerata associazione dei genitori della scuola Di Donato. Il colmo: una operazione illegale, abusiva e pure pericolosa, con contenuti peraltro discutibili e senz'altro schierati e estremisti, passata come momento di educazione per i bambini. Difficile pensare a qualcosa di più meschino.

La prima giornata di operazioni in quello che è stato ribattezzato "Parcobaleno" con tanto di profilo Facebook è stata la presentazione di un libro. Al tavolo oltre che all'autore - Andrea Catarci - anche Emiliano Monteverde appunto del I Municipio a riprova di quel che si diceva sopra e Andrea "Tarzan" Alzetta, esponente della malavita delle occupazioni romane. Davvero molto molto di beneficio per i bambini.
due gruppi elettrogeni nell'area verde del parco
Ieri sera poi si è toccato il culmine. Gli occupatori erano impegnatissimi ad allestire un rudimentale cinema all'aperto servendosi in parte delle strutture del parco e in parte portando teli e panchine. Per far andare l'elettricità sono stati portati nell'area verde (!) due puzzolenti gruppi elettrogeni a kerosene e i cavi elettrici svolazzavano dappertutto con pericolosa vicinanza tra prese elettriche e pozzanghere create dalla fontanella del parchetto. 
Cavi elettrici, prese, ciabatte in mezzo alle pozzanghere con i bambini che ci passano sopra. Aspettiamo il bambino folgorato per intervenire...
Qualsiasi associazione culturale regolare che avesse voluto realizzare manifestazioni e iniziative nel parco sarebbe stata bloccata: soprintendenza, Vigili Urbani, Municipio, Vigili del Fuoco, Asl ecc ecc. Se invece sei abusivo puoi fare quello che vuoi e nessuno ti dirà mai niente. Del resto gli organizzatori lo dichiarano nero su bianco nel loro manifesto riguardante le attività nel parchetto che fu ripulito lo scorso febbraio da Retake: "vengono prima le persone e dopo le norme!". Testuale. Questo insegnano i Genitori della Di Donato ai loro figli, la filosofia del chiunque può fare quello che gli pare. Questo promuove il Primo Municipio. Intanto stiamo coi gruppi elettrogeni a kerosene appoggiati sulle sterpaglie secche di un parco pubblico. Così vediamo che fine fanno i bambini in caso di incendio...

Intanto, grazie ai mille agganci politici e ai papà potenti in Giunta, i "ragazzi di Scomodo", rivista universitaria, dopo aver cercato di impadronirsi di Palazzo Nardini, stanno per aprire la loro mega redazione dentro lo stesso palazzo occupato di Via Statilia. In barba a tutti i soggetti culturali della città che la loro sede se la pagano così come le utenze, il personale e le tasse. Tutta la storia la potete trovare qui

Video. Anziano disabile blocca gli autobus che non hanno la pedana per farlo salire

9 luglio 2019
A quanto pare questo signore si trova spesso in questa situazione. E come lui tanti altri disabili. Anzi no: pochissimi altri disabili perché ormai a Roma se sei disabile sei condannato a muoverti in auto, a non essere indipendente, a non poter fruire dei servizi pubblici. E non vale solo per i trasporti, che accolgono i diversamente abili in maniera scandalosa, ma anche per i marciapiedi, semplicemente infrequentabili per chi si muove su sedia a rotelle (idem per le mamme con passeggino).


In questo video vediamo un raro momento di ribellione. Arriva l'autobus, non ha la pedana per i disabili funzionante come quasi tutti gli autobus di Atac, il disabile a quel punto è lì da una vita, al caldo, impossibilitato dallo spostarsi, ogni autobus che passa non può accoglierlo. Si mette allora in segno di protesta non violenta in mezzo alla strada a bloccare il traffico. Siamo a questo. All'umiliazione dell'essere umano in nome della clientela, della corruzione, dell'inefficienza, dell'assenteismo della sciatteria. Insomma di tutto ciò che a Roma fa consenso. Una pozzanghera opaca e lercia di squallore infinito in cui solo pochi cittadini, come questo, hanno la forza di chiedere "ma che siamo mondezza noi? Siamo mondezza?".

Racket a Termini. Per la prima volta abbiamo filmato i boss dei finti assistenti turistici

8 luglio 2019

Vi mando il video registrato la scorsa settimana alla Stazione Termini riguardante il vomitevole racket dell'accattonaggio mascherato da servizio pubblico di assistenza ai turisti appena sbarcati o disorientati alla ricerca del treno per partire. Incredibilmente questa volta mi sono ritrovato a registrare quelli che credo siano i “gestori” di questa “attività” che si avvale di giovani ragazze e ragazzi mandati a raggirare i turisti.




Vi sottolineo le parti che considero più notevoli del filmato

Inizio: tre donne e un uomo presidiano l’ingresso principale della stazione. Tutti portano qualche oggetto che può trarre in inganno facendo credere alle vittime di essere davanti a degli addetti ufficiali all'assistenza clienti: penna in mano o al collo, collare porta badge al collo.

* 00’22”: scambio di parole con un addetto delle FFSS. Sullo sfondo funzionari della polizia che escono e poi rientrano con dei militari. Abusivi e funzionari si incrociano ignorandosi mutuamente: è la tipica situazione “puoi farlo ma non quando ci sono io nei dintorni”.

* 01’26”: la parte più sorprendente: per la prima volta vediamo quelli che sembrano essere i boss della banda che gestisce lo schifoso racket dell’accattonaggio abusivo mascherato da “assistenza ai turisti”. Due facce da poco di buono che guardano le ragazze in modo autoritario, quasi con disprezzo. Addirittura, dopo qualche secondo, il boss a sinistra segnala con un gesto della testa la presenza di una preda (fuori campo) da accerchiare, e una delle ragazze parte alla caccia. Ma è possibile che un semplice cittadino con uno smartphone becca in flagranza questi delinquenti mentre funzionari dello Stato e delle Ferrovie rimangono ciechi?

* Seguono immagini che mostrano parte del numeroso gruppo di accattoni che presidia tranquillamente tutto il territorio della stazione, nella totale assenza di qualsiasi autorità di pubblica sicurezza o di rappresentanti probabilmente di Grandi Stazioni.

* Si chiude con la parte finale del consueto siparietto che vediamo in continuazione: i malcapitati turisti, sicuramente stranieri, vengono accompagnati fino ad una zona da dove poter indicare i binari (da lontano, guai a mettere in imbarazzo gli addetti ai varchi, neanche loro devono essere chiamati in causa come testimoni consapevoli di questa situazione) e incassare la truffa.

* 4:22 in particolare vediamo delle turiste che salutano per andarsene verso i treni ma vengono bloccate dalla “guida” per la richiesta della mancia. La richiesta è accompagnata dai classici gesti con le braccia come a dire “tengo famiglia”. Questo passaggio dimostra l’esistenza di una vera e propria truffa: fino a quel momento le vittime pensavano nella loro testa di stare usufruendo di un servizio pagato dalle ferrovie o dalla Stazione e la sorpresa si coglie dagli sguardi che si scambiano mentre aprono la borsa dopo essere state bloccate. Molto bello il passaggio quando la “guida” esplora la propria bocca con le ditta della mano che poi porrà per ricevere le monete...
Paolo


PS.
Negli anni scorsi già abbiamo trattato il problema, almeno dal 2014, e non abbiamo notato nessun tentativo serio di risolverlo. Ecco alcuni esempi presi al volo:

Gli abusivi festeggiano: terremoto al Dipartimento Patrimonio (e il nuovo dirigente è sotto processo)

5 luglio 2019
La notizia delle dimissioni di Enrico Stefàno da vicepresidente vicario dell'assemblea (e s'è dimesso sì, sono anni che fa pur non essendolo l'assessore ai trasporti al posto della Meleo; ora erano mesi che faceva pur non essendolo il presidente dell'aula al posto di De Vito, se sarà pure rotto i cojoni no!?) non sono l'unica bomba di queste ore di canicola nella città.

Mentre tutta la malconcia impalcatura organizzativa e di potere dei Cinque Stelle viene giù pezzo pezzo giorno dopo giorno, è interessante approfondire - nel caos - ciò che i pentecatti sono riusciti a fare al Dipartimento del Patrimonio e in particolare alle politiche abitative. 

Isola di serietà e professionalità in mezzo a tanta cialtronaggine diffusa e collusione mascherata da inefficienza per cause esterne, il Dipartimento Patrimonio era retto da anni da Aldo Barletta, dirigente tutto d'un pezzo da una parte fermo sui regolamenti e dall'altra pronto a trovare delle soluzioni, sempre in punta di diritto, in presenza di reali e delicate situazioni di bisogno.
Già: reali e delicate situazioni di bisogno però. Non discoteche abusive, locali notturni e occupazioni illegali spacciate da centri di "valenza culturale" come piace pensare a una parte della città e forse anche a Sindaca, sicuramente al Vicesindaco e ad alcuni personaggi di potere in città. 

Insomma, dopo anni di onorato servizio Barletta dava fastidio, non era manovrabile, non era ricattabile e - udite udite - pretendeva di applicare la legge non facendosi abbindolare dagli imbrogli quotidiani dei vari centri sociali e movimenti. Ovviamente quando hai perfino un figlio impegnato a occupare e a compiere illeciti in città (pensate se capitasse ad un primissimo esponente della giunta), non puoi avere in simpatia un serio dirigente che interpreta il suo ruolo in maniera integerrima.

Insomma, vogliono spostare Barletta al Centro Carni trovandogli un sostituto. Gli abusivi saltano dalla gioia, gli sgomberi si allontanano, gli illegali, i paraculi e i furbetti continuano a vedersi confermata la loro idea di avere la città in pugno.





Intanto però dall'amministrazione già una mossa l'hanno ufficialmente fatta. Dal 24 giugno hanno sostituito il dirigente proprio delle Politiche Abitative. Il nuovo viene da Bari, ma casualmente è nato a Livorno. A Bari ha ricoperto per lunghi anni il ruolo di capo dei Vigili Urbani e negli ultimi tempi questo suo ruolo l'ha portato sul banco degli imputati per una questione relativa a delle licenze balneari. Perfetto per governare Roma in un comparto così delicato qualcuno che è invischiato in faccende di questo tipo, no!?

E invece è andata proprio così. I geniali Raggi, Bergamo, Castiglione, Giampaoletti e Lemmetti sono andati a pescare proprio un dirigente comunale del Comune di Bari che dal 2018 è indagato e dal 24 aprile 2019 è addirittura rinviato a giudizio per falso e abuso d'ufficio.

Ma cosa ha fatto, secondo la Procura pugliese, Stefano Donati per finire nei guai con la giustizia? Avrebbe firmato in fretta e furia, addirittura ad uffici chiusi, una concessione per una spiaggia demaniale procurando vantaggio ad un imprenditore e dimenticandosi della necessità in casi come quello di fare una evidenza pubblica. Insomma, semmai le accuse venissero confermate, Donati effettivamente risulterebbe perfetto per la città di Roma considerando come si ragiona qui da noi. Solo che purtroppo a Roma un dirigente che fa queste cose viene solitamente perdonato dal Tribunale... Vedremo, l'udienza preliminare è iniziata il 13 giugno a Bitonto. 

Intanto però Stefano Donati è in carica a Roma nel suo nuovo ruolo di dirigente delle Politiche Abitative. Sostanzialmente ignaro della materia (ma imparerà), se ne sta come un pesce fuor d'acqua seduto - nella sua ignoranza informatica come conferma il suo cv ufficiale pubblicato sul sito del Comune di Bari - su una delle poltrone più bollenti della città.

L'atroce istigazione al terrorismo al Nuovo Cinema Palazzo. Quando lo sgombero?

1 luglio 2019
 Non c'è stata alleanza più proficua, in queste prime settimane di caldo afoso, di quella tra Carola Rackete e Matteo Salvini. Capitani combattenti sui media, in realtà i due protagonisti sono stati più funzionali l'un l'altro di quanto non si possa immaginare. 
In particolare il Ministro dell'Inferno si è giovato di un'arma di distrazione di massa non da poco conto. Per giorni e giorni si è parlato esclusivamente di questi 40 migranti appollaiati sulla Sea Watch (mentre decine e decine di altri ne sbarcavano nel silenzio più totale in altri punti dell'isola di Lampedusa) e così non si è parlato affatto di un paese allo stremo, di una economia che grazie al governo sta andando in rovina e dell'inefficacia totale dell'azione amministrativa dei giallo verdi. 

Tra l'inefficacia totale c'è anche la gestione delle numerose illegalità che, una volta arrivato Matteo Selfini all'Interno, erano date in via di soluzione. E invece nulla di fatto: Roma era ostaggio di decine e decine di spazi occupati all'insegna della prepotenza e della sopraffazione e, nonostante le promesse, nulla è cambiato. Si sono al massimo fatte le liste degli spazi da sgomberare, ma ci si è incredibilmente fermati lì. E così, sentendosi sempre più invincibili, queste metastasi continuano a fiaccare il corpaccione ormai morente della città.

Uno dei tanti culmini si è raggiunto lo scorso 20 giugno quando al Cinema Palazzo, spazio occupato illegalmente ormai da anni (e in barba a fior di processi) nel cuore del quartiere di San Lorenzo, si è arrivati a fare autentica apologia del terrorismo invitando gli astanti di fatto a darsi alla lotta armata nel tempo libero...

Le parole di Barbara Balzerani (lì a presentare il suo libro che ha scritto invece di marcire in galera come avrebbe meritato di fare dopo ben tre ergastoli per qualche strana legge sanati a partire dal 2011) sono abbastanza inequivocabili e possono essere apprezzate nel servizio andato in onda su Quarta Repubblica, unica trasmissione ad aver affrontato la cosa nei giorni scorsi durante i quali il dibattito come dicevamo è stato monopolizzato da altro. La brigatista, che non si è mai pentita di aver ucciso tra gli altri gli innocenti che facevano da scorta a Aldo Moro e che ogni volta che ricorre la commemorazione della morte dell'ex esponente Dc prende per i fondelli sui social, ha invitato chi la ascoltava ad assecondare il conflitto con parole chiarissime. Il filmato è raggelante...



Cosa altro deve succedere perché spazi come questo vengano sgomberati? Ormai sono diventati incubatori di violenza. Davvero, cosa aspettiamo? Sul serio vogliamo aspettare il primo morto? Si badi bene: in città - complice uno stato di degrado fuori controllo in virtù del quale tutti si sentono legittimati a tutto - l'aria che si respira è atroce; c'è un processo di radicalizzazione feroce; gente che fino a ieri era normale si sta facendo convincere da ragionamenti, impostazioni intellettuali e comportamenti assolutamente estremistici. Questo vale per i gruppi di estrema sinistra e per quelli di estrema destra. Il prossimo passo è la violenza. Il prossimo passo è la morte. Non è una esagerazione questa, è la diretta conseguenza di una condizione cittadina difficoltosissima unita ad un lassismo totale che tende a considerare controllo e sanzione come fossero una forma eccessiva di presenza dello stato. Ebbene è vero il contrario. Se questa gentaglia non sente la presenza forte dello stato si tende a creare uno stato proprio, con proprie leggi, con propri regolamenti (di conti), con proprie sanzioni e con propri nemici da combattere. In una situazione di estremo degrado urbano, di povertà diffusa, di declino e di depressione collettiva, il passaggio dalla tristezza alla violenza è un attimo. E si manifesterà se invece di prevenire ci si limiterà a curare. NON ASPETTIAMO IL PRIMO MORTO AMMAZZATO!


Il filmato continua con scene davvero assurde. La Balzerani sul palco duetta con un tizio che - pensateci bene - sarebbe concepibile solo a Roma, chiamato Nunzio D'Erme, personaggio folkloristico da sempre punto di riferimento del mondo delle occupazioni illegali in città, ai tempi di Veltroni addirittura consigliere comunale come consigliere comunale fu successivamente Andrea "Tarzan" Alzetta. 

D'Erme aggiunge le sue considerazioni inaudite. Arrivando ad affermare che gli Anni di Piombo erano anni belli, che ci si "divertiva" e che poi quando ti diverti dopo un po' arriva qualcuno che ti chiede il conto. Come se fosse la cosa più consequenziale e normale del mondo. Senza contare il senso di soddisfazione e di orgoglio parlando del commando che ha sequestrato e ucciso Moro e gli agenti della sua scorta: "il più grosso aveva 32 anni, un gruppo di giovanissimi aveva messo in scacco il capitalismo". 

Si arriva insomma alla totale mistificazione della storia (le BR erano semmai lo strumento, gli utili idioti del peggiore capitalismo, della peggiore influenza statunitense sull'Italia, dei peggiori servizi segreti deviati, della parte più ignobile dello stato insomma, altro che anti-stato) pur di rendere affascinanti dei criminali. E lo si fa in un luogo dove - secondo la vulgata - si fa cultura, in un luogo secondo molti da difendere, in un luogo che perfino fior di presidenti di Municipio (che ne dice la Del Bello?) considerano una risorsa e non un problema. Tanto poi tutti i media parlano solo di Carola, tanto poi dopo c'è - come da invito - l'aperitivo popolare. Tutti amici come prima e ci rivediamo al prossimo appuntamento per indottrinare e plagiare gli ignoranti, i deboli, i fragili. Ogni giorno con quel pizzico di meschinità e doppiogioco in più del giorno prima fino al salto di qualità della 'lotta'. 

Si chiudono fior di moschee - lasciando intere comunità senza luogo di culto - sulla base di semplici sospetti o frasi mal tradotte di un imam. E invece chi fa il peana degli anni di piombo la passa liscia così...

Chi non interviene si piglia una responsabilità gigantesca.

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