Se parliamo di alternative alla Raggi - e probabilmente è il momento di parlarne - dovremmo riflettere sul fatto che nei piccoli esperimenti che sono stati fatti fino ad oggi, in assenza di una potente riorganizzazione delle destre che purtroppo arriverà eccome se arriverà, gli unici casi di "successo" del fronte contrapposto riguardano il Municipio della Garbatella e quello di Montesacro.
In entrambi i casi però l'alternativa individuata dagli elettori ha una radice pericolosamente radicale di pseudo-sinistra estrema, fondamentalista, ancorata a logiche, schemi, idee e pensieri di quaranta o sessanta anni fa. Vale per la Giunta di Caudo a Montesacro, infarcita di personaggi al limite del macchiettistico come Christian Raimo (pure bravo come assessore alla cultura di quel territorio, beninteso, ma portatore di una ideologia nefasta, tossica e nociva; quella che ha ridotto la città di Roma qualcosa di molto vicino ad una città del terzo o del quarto mondo) e vale ovviamente per l'amministrazione di Ciaccheri a Garbatella, con un presidente diretta espressione del mondo dei centri sociali, ovverosia una delle tante metastasi che si stanno portando via la città. Anche qui amministrazioni discrete quando si tratta del day by day, ma totalmente accecate dalla ideologia, dal poraccismo e dalla mancanza di ambizioni (forse le ambizioni sono capitaliste e non proletarie, chissà) quando si tratta di grandi visioni, progetti di medio e lungo periodo, sviluppo economico e opportunità.
Insomma non è che dopo la Raggi - e speriamo che l'agonia finisca presto - ci troviamo con alternative che sono perfino peggio della raggi per sciatta ideologia e pensieri retrogradi e che, come tali, finiranno per regalare Roma a Salvini e Meloni? Sarà bene rifletterci. E sarà bene capire quale diamine di problema abbia questa città con una sinistra europea, occidentale, post ideologica tipo quella che da anni sta governando Milano rendendola una delle città più attrattive, aperte e straordinarie di tutto l'occidente.
In particolare a Ciaccheri è accaduto un episodio qualche settimana fa che ingiustamente è stato passato sotto silenzio dopo qualche breve ora di clamore.
Era la notte tra l'1 e il 2 giugno e in una strada della Garbatella un motorino veniva dato alle fiamme. Ne succedono a decine ogni giorno a Roma di queste cose: vandali, gente annoiata, stupidi o casi fortuiti.
Fatto sta che quel motorino era del presidente dell'VIII Municipio Amedeo Ciaccheri. Il presidente poteva starsi zitto e farsi rimborsare dall'assicurazione comprandosi un nuovo motorino oppure poteva, in perfetto mood grillino, annunciare il complotto ai quattro venti. Indovinate cosa fece?
Come vedete il post Facebook non tardò ad essere pubblicato. Secondo Ciaccheri quella era una intimidazione che "non lascia spazio a fraintendimenti". Addirittura un "gesto preciso" che non riuscirà a intimidirlo.
Zero i motivi per questa ipotetica intimidazione. Nessuna presa di posizione radicale da parte del Minisindaco, nessuno screzio con nessuno, nessuno scontro con gruppi di potere, nessuna avvisaglia. Dopo quasi un mese le forze dell'ordine non hanno trovato nulla di nulla.
Come si fa a urlare all'intimidazione senza averne alcuna evidenza concreta? Perché alzare la tensione in questo modo quando nessuno può ragionevolmente escludere che quel gesto fosse stato fatto da un semplice vandalo come ogni giorno accade a decine di cittadini?
Troppo ghiotta l'occasione per Ciaccheri di passare il suo quarto d'ora di celebrità da piccolo eroe di quartiere.
Vogliamo dargli tre consigli.
Il primo è smetterla di parcheggiare sul marciapiede. Si vede chiaramente che il suo motorino è stato incendiato proprio in quel punto e non è molto edificante per un presidente di Municipio. Certo, è pur vero che quel tratto di marciapiede è stato - purtroppo, assurdamente - da qualche tempo derubricato a parcheggio a spina (roba che solo a Roma!), ma è altrettanto vero che basta andare indietro su Google Street View per trovare il motorino del presidente parcheggiato sul percorso pedonale anche quando quest'ultimo era effettivamente un percorso pedonale. (Questa immagine qui sotto era del 2015).
Vabbene che chi vive nei centri sociali romani si sente padrone assoluto della città e tutti gli altri sono fessi, ma forse sarebbe opportuno riaffermare il concetto che i marciapiedi sono per i pedoni e non per le lamiere. Anzi il presidente - visto che ne ha pieno titolo, ed ecco il secondo suggerimento - potrebbe riqualificare quel marciapiede, proteggerlo con paletti e trasformarlo in un percorso pedonale sicuro liberandolo dalle auto che volgarmente lo occupano rendendo la strada un budello inguardabile da paese sottosviluppato.
Il terzo e ultimo suggerimento riguarda la videosorveglianza. Grande battaglia dei centri sociali dai quali Ciaccheri proviene ("la videosorveglianza crea un grande fratello, uno stato di polizia, non la vogliamo, è capitalista e borghese!" e già mille cretinate di questo tipo). Se il Municipio fosse stato dotato di un serio sistema di telecamere a circuito chiuso come ormai avviene in tutta l'Europa evoluta e civile avremmo potuto derimere in pochi istanti l'arcano e capire se a dar fuoco allo scooter era qualche sbandato o gruppi organizzati atti a intimidire curiosamente senza un argomento, senza una rivendicazione, senza un contenuto, senza un messaggio e senza un vero obbiettivo.
In quel modo però difficilmente si sarebbe potuto aprire il palcoscenico del piccolo povero teatrino del vittimismo...
In entrambi i casi però l'alternativa individuata dagli elettori ha una radice pericolosamente radicale di pseudo-sinistra estrema, fondamentalista, ancorata a logiche, schemi, idee e pensieri di quaranta o sessanta anni fa. Vale per la Giunta di Caudo a Montesacro, infarcita di personaggi al limite del macchiettistico come Christian Raimo (pure bravo come assessore alla cultura di quel territorio, beninteso, ma portatore di una ideologia nefasta, tossica e nociva; quella che ha ridotto la città di Roma qualcosa di molto vicino ad una città del terzo o del quarto mondo) e vale ovviamente per l'amministrazione di Ciaccheri a Garbatella, con un presidente diretta espressione del mondo dei centri sociali, ovverosia una delle tante metastasi che si stanno portando via la città. Anche qui amministrazioni discrete quando si tratta del day by day, ma totalmente accecate dalla ideologia, dal poraccismo e dalla mancanza di ambizioni (forse le ambizioni sono capitaliste e non proletarie, chissà) quando si tratta di grandi visioni, progetti di medio e lungo periodo, sviluppo economico e opportunità.
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| Il centro sociale La Strada da cui proviene Ciaccheri |
Insomma non è che dopo la Raggi - e speriamo che l'agonia finisca presto - ci troviamo con alternative che sono perfino peggio della raggi per sciatta ideologia e pensieri retrogradi e che, come tali, finiranno per regalare Roma a Salvini e Meloni? Sarà bene rifletterci. E sarà bene capire quale diamine di problema abbia questa città con una sinistra europea, occidentale, post ideologica tipo quella che da anni sta governando Milano rendendola una delle città più attrattive, aperte e straordinarie di tutto l'occidente.
In particolare a Ciaccheri è accaduto un episodio qualche settimana fa che ingiustamente è stato passato sotto silenzio dopo qualche breve ora di clamore.
Era la notte tra l'1 e il 2 giugno e in una strada della Garbatella un motorino veniva dato alle fiamme. Ne succedono a decine ogni giorno a Roma di queste cose: vandali, gente annoiata, stupidi o casi fortuiti.
Fatto sta che quel motorino era del presidente dell'VIII Municipio Amedeo Ciaccheri. Il presidente poteva starsi zitto e farsi rimborsare dall'assicurazione comprandosi un nuovo motorino oppure poteva, in perfetto mood grillino, annunciare il complotto ai quattro venti. Indovinate cosa fece?
Come vedete il post Facebook non tardò ad essere pubblicato. Secondo Ciaccheri quella era una intimidazione che "non lascia spazio a fraintendimenti". Addirittura un "gesto preciso" che non riuscirà a intimidirlo.
Zero i motivi per questa ipotetica intimidazione. Nessuna presa di posizione radicale da parte del Minisindaco, nessuno screzio con nessuno, nessuno scontro con gruppi di potere, nessuna avvisaglia. Dopo quasi un mese le forze dell'ordine non hanno trovato nulla di nulla.
Come si fa a urlare all'intimidazione senza averne alcuna evidenza concreta? Perché alzare la tensione in questo modo quando nessuno può ragionevolmente escludere che quel gesto fosse stato fatto da un semplice vandalo come ogni giorno accade a decine di cittadini?
Troppo ghiotta l'occasione per Ciaccheri di passare il suo quarto d'ora di celebrità da piccolo eroe di quartiere.
Vogliamo dargli tre consigli.
Il primo è smetterla di parcheggiare sul marciapiede. Si vede chiaramente che il suo motorino è stato incendiato proprio in quel punto e non è molto edificante per un presidente di Municipio. Certo, è pur vero che quel tratto di marciapiede è stato - purtroppo, assurdamente - da qualche tempo derubricato a parcheggio a spina (roba che solo a Roma!), ma è altrettanto vero che basta andare indietro su Google Street View per trovare il motorino del presidente parcheggiato sul percorso pedonale anche quando quest'ultimo era effettivamente un percorso pedonale. (Questa immagine qui sotto era del 2015).
Vabbene che chi vive nei centri sociali romani si sente padrone assoluto della città e tutti gli altri sono fessi, ma forse sarebbe opportuno riaffermare il concetto che i marciapiedi sono per i pedoni e non per le lamiere. Anzi il presidente - visto che ne ha pieno titolo, ed ecco il secondo suggerimento - potrebbe riqualificare quel marciapiede, proteggerlo con paletti e trasformarlo in un percorso pedonale sicuro liberandolo dalle auto che volgarmente lo occupano rendendo la strada un budello inguardabile da paese sottosviluppato.
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| Il presidente Amedeo Ciaccheri |
Il terzo e ultimo suggerimento riguarda la videosorveglianza. Grande battaglia dei centri sociali dai quali Ciaccheri proviene ("la videosorveglianza crea un grande fratello, uno stato di polizia, non la vogliamo, è capitalista e borghese!" e già mille cretinate di questo tipo). Se il Municipio fosse stato dotato di un serio sistema di telecamere a circuito chiuso come ormai avviene in tutta l'Europa evoluta e civile avremmo potuto derimere in pochi istanti l'arcano e capire se a dar fuoco allo scooter era qualche sbandato o gruppi organizzati atti a intimidire curiosamente senza un argomento, senza una rivendicazione, senza un contenuto, senza un messaggio e senza un vero obbiettivo.
In quel modo però difficilmente si sarebbe potuto aprire il palcoscenico del piccolo povero teatrino del vittimismo...































































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