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| Francesco Macro e, a destra, il fratello Carlo Macro |
Inizia con queste parole la campagna di raccolta fondi su Gofundme lanciata da Giuliana Bramonti, mamma di Carlo Macro. Lo scorso anno si è chiuso il processo sull'assassinio di suo figlio e il colpevole sta scontando la sua pena (qui la cronaca). Eppure i debiti per le spese legali a carico della famiglia di Carlo sono ancora tanti. Per questo Giuliana chiede solidarietà per poter saldare le spese legali, che al momento ammontano a circa 15000 euro: “Ho sempre voluto che la morte di Carlo diventasse simbolo di solidarietà e di non violenza; rendere Roma un posto più piacevole in cui vivere, un ambiente più sicuro. Tutto questo in nome di Carlo, che ha pagato l'insicurezza e il degrado della città che più amava.”
Oltre alla perdita irreparabile dell’esistenza di Carlo, Giuliana e Francesco, rispettivamente madre e fratello, furono costretti ad affrontare numerose ingenti spese: dal funerale alle spese legali per poter presenziare al processo penale contro l'omicida, durato ben tre gradi di giudizio finiti “con una condanna molto lieve rispetto alla gravità del reato”. Esperite con modesti risultati le richieste alle Istituzioni per avere un sostegno che riparasse anche alle responsabilità pubbliche riguardo le circostanze dell'accaduto, hanno deciso di provare la strada della solidarietà.
Sulla vicenda di Carlo Macro qui su Roma fa Schifo abbiamo riflettuto più volte. In particolare con questo articolo che facemmo uscire esattamente 2 anni dopo la morte di Macro. Con un filmato raggelante, un autentico insulto alla memoria del ragazzo morto. Ora di anni ne sono passati altri due ancora e le cose non sono ancora affatto cambiate. Tutto questo è semplicemente meschino e atroce.







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