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8 cose che ti fanno esclamare "Roma fa schifo!". Una lettera da Bolzano

3 febbraio 2019
Seguo spesso il vostro sito ed apprezzo molto ciò che fate per Roma. Avete molto coraggio ed ammiro questa qualità in coloro che la posseggono.

Il mio nome è Carlo Zigoti e sono di Bolzano. Mi reco a Roma saltuariamente (per motivi di lavoro) e nonostante il suo stato corrente, la trovo sempre di grande fascino.
Durante la mia ultima visita decisi di recarmi al meeting di lavoro a piedi anziché prendere un mezzo pubblico. Il mio hotel si trovava in zona Nomentano e non distava molto dalla destinazione finale.

Fu proprio durante questa camminata che ebbi l'idea di scrivere a Roma Fa Schifo. Infatti, dopo alcuni minuti di viaggio, ebbi un momento di illuminazione: mi resi conto che nonostante il fatto che i miei occhi apprezzassero ciò che vedevano, il mio subconscio era infastidito da tutta una serie di elementi caotici che in un qualche modo rendevano il paesaggio urbano poco gradevole. In parole povere, divenni conscio del fatto che la mia mente registrava e giudicava negativamente tutti quegli elementi "secondari" che contribuiscono al peggioramento estetico di un luogo e che conferivano alla mia esperienza un'atmosfera a tratti inquietante e a tratti frustrante. 
Decisi quindi di creare una lista di ciò che più mi colpiva per bruttezza e/o sciatteria - lista che avrei poi proposto a Roma Fa Schifo come possibile articolo. Lista comprendente le tante cose che desidererei fossero cambiate e/o regolamentate nella capitale come, ad esempio, tutte le superfetazioni presenti sulle facciate e sui tetti dei palazzi romani. 

Eccovi quindi la lista di quegli errori che alla vista di un forestiero bolzanino come me, dovrebbero essere cambiate senza nessuna eccezione e nell'immediato:
1) La tassativa eliminazione dei condizionatori d'aria dalle facciate di tutti i palazzi - siano essi residenziali, siano essi destinati ad uffici -, di tutte le case e di tutti i condomini di Roma Capitale, e la loro obbligatoria sostituzione con l'uso di condizionatore SENZA unità esterna connesso a due piccoli fori da farsi nella parete perimetrale dell'unità abitativa e/o dell'ufficio interessata.
In una capitale come Roma non si può più accettare di vedere - ancora oggi - vecchi ed ingombranti modelli tappezzare addirittura le facciate di importanti palazzi storici e/o di palazzi che ospitano pure ministeri e altri organi pubblici statali. Uno scandalo vero e proprio.
Certo è che se a dare il cattivo esempio ai cittadini è addirittura lo Stato, non stupiamoci se gli stessi cittadini si sentano autorizzati a copiare il dato esempio e a moltiplicarne la presenza territoriale senza alcun rimorso - se non con un ribelle e distruttivo senso di rivendicazione verso le istituzioni pubbliche.  


2) La tassativa eliminazione di tutte le antenne presenti su tutti i tetti di Roma (dal centro fino ai confini comunali) e la loro sostituzione attraverso l'uso di una sola antenna centralizzata. L'ex sindaco Ignazio Marino ottenne qualche microscopico risultato nel 2015 con la delibera chiamata "Tetti Puliti" la quale stabiliva un finanziamento a fondo perduto dai 3,000 ai 5,000 euro, l'eliminazione della tassa per l'occupazione del suolo pubblico per i ponteggi e la restituzione del 10% dell'imposta sulla pubblicità (la quota parte solitamente destinata al Comune) per i condomini che riqualificavano le facciate dei palazzi integrando allo stesso tempo i lavori con l'installazione di un'antenna centralizzata e la rimozione di quelle preesistenti (parabole comprese). Ma questa delibera - che scadde nel Dicembre del 2017 - non aiutò Roma ad abbattere il milione e 300mila antenne che popolano (e rovinano) i tetti di Roma poiché OPZIONALE e non obbligatoria. (Qui sul blog questo è stato chiamato in passato Scandalo Antennopoli)
Se non si impongono le regole e non si puniscono i trasgressori con tanto di multa, i cittadini saranno sempre liberi di fare ciò che vogliono. Non dimentichiamoci del fatto che se la giungla di antenne venisse eliminata, non solo si eliminerebbe il dannosissimo inquinamento elettromagnetico da loro prodotto ma verrebbero conseguentemente eliminati tutti quegli abominevoli cavi penzolanti che, deturpando le facciate di migliaia e migliaia di palazzi, sono ancora oggi un motivo di forte imbarazzo per una città percorsa da milioni e milioni di turisti ogni anno.

3) La ricollocazione di tutte le parabole che oggi sono visibili su tetti e balconi. So che c'è una legge nazionale che dà diritto ai cittadini di avere accesso ai canali satellitari attraverso l'uso di parabole, ma Roma deve imporre una chiara delibera che proibisca la loro visibilità e che stabilisca la loro giusta collocazione caso-per-caso. 

4) La regolamentazione di tutti quegli impianti che, inesorabilmente, continuano a sorgere sui tetti della città, deturpando il già compromesso skyline. Parlo dei vari tubi metallici, dei mega condizionatori d'aria, delle gigantesche canne fumarie e di tutti quegli impianti di ogni tipologia che hanno profondamente modificato il profilo di Roma.

5) L'obbligo di tenere tutti i balconi liberi da oggetti di ogni tipo (scope, stendini, ciabatte, materassi, etc) con la sola eccezione di piante e fiori. Una delibera simile è presente in altre città in Italia e all'estero. Città dove è impensabile trasformare il proprio balconcino in un volgare ripostiglio affacciato sulla pubblica via.

6) La regolamentazione delle numerosissime verande. Infatti è molto comune il vedere interi palazzi completamente imbruttiti dalla volgarissima miscela di verande di tipologie diverse e di bassissima qualità (e pure il vedere queste su facciate dove vi sono balconi privi delle stesse). Ma non c'è modo di imporre l'uso di tipologie che siano di alta qualità estetica? Inoltre ogni palazzo (ogni palazzo dove la maggioranza dei proprietari desideri avere la veranda) dovrebbe adottare il medesimo modello di veranda (con medesimo materiale e colore). Mentre per i palazzi dove la maggioranza NON desidera avere la veranda, i proprietari che ne fanno uso hanno l'obbligo di rimuoverla al fine di mantenere l'omogeneità estetica/stilistica dell'edificio.

7) La regolamentazione delle recinzioni dei giardini e di tutte la proprietà private che si trovano all'interno del Comune di Roma. Sono infatti numerosissime le recinzioni comunemente definite "recinzioni da pollaio" che conferiscono alla città un aspetto sciatto, campagnolo (nel senso dispregiativo della parola) ed improvvisato. Parlo delle reti a filo spinato; delle reti frangivista usate per giardini e quasi sempre di colore verde scuro che, oltre ad essere brutte, sono pure infiammabili; parlo delle reti metalliche zincate o delle recinzioni di ferro ondulato le quali, nella loro irreparabile bruttezza, ricordano i tetti di amianto.
Questi elementi - che molto spesso vengono addirittura sovrapposti tra loro in un caos estetico degno forse di una Mumbai - dovrebbero essere sostituiti da recinzioni idonee al contesto urbano e all'uso del terreno che queste circondano. Il Comune di Roma sembra non essere interessato neppure a queste questioni, ma l'uso di inferiate in ghisa e/o ferro di colore grigio scuro (o nero) sembrerebbe la più dignitosa per una città che porta il nome di 'Roma'.

8) L'abolizione di tettoie prodotte in plastica le quali sono solitamente (ma non esclusivamente) di color verde. Queste contribuiscono all'ulteriore involgarimento del paesaggio che negli ultimi anni ha portato Roma ad assomigliare ad una vera e propria favela piuttosto che a sé stessa.

Mi fermo qui. Ci sarebbero molte altre cose da elencare - troppe per una email come questa. Spero solo che Roma riesca a trovare chi sarà in grado di capire i problemi e di poter poi risolverli con tempistica e precisione. Speriamo.

CARLO


*Caro Carlo,
tutto giustissimo e tutto molto molto importante an che se molti, leggendo, si divertiranno a spiegarti che "i probbblemi de Roma so arrrtri". Detto ciò delibere che vadano in questa direzione sono difficilissime da ottenere e, se per miracolo venissero approvate, impossibili da applicare. Difficili da ottenere perché per ottenerle ci vorrebbe una cittadinanza dotata di dignità, senso estetico e buon gusto che richieda a politici lucidi una legislazione di qualità. E noi non abbiamo ne buon gusto (solo cattivo gusto e profonda sciatteria) ne tanto meno politici lucidi. Impossibili da applicare a causa della nostra surreale Polizia Locale ed al farraginoso sistema delle contravvenzioni che lavora con logiche così superate e analogiche che è permesso agli impiccettari funzionari comunali di togliere le multe ad amici o pseudo vip.
Qui come in mille altri casi i problemi sono chiarissimi, risolverli non solo non richiederebbe denaro ma ne genererebbe, ma per questioni intrinseche sappiamo bene che nulla cambierà. Mai. 
-RFS

Lo sfogo di un romano pentito. Lettera tutta da leggere e da commentare

17 maggio 2014
Buongiorno RFS,
sono un romano “pentito”. Uno di quelli che buttava cartacce, uno per cui il divieto di sosta era solo un consiglio. Uno che parcheggiava in doppia fila o sopra i marciapiedi, non pagava il biglietto del bus e, semplicemente, trovata tutto intorno a se perfettamente normale. Non che l’educazione da parte dei miei genitori sia mancata (dalla scuola, in quanto ad educazione civica, ovviamente zero assoluto) ma se nasci e cresci in un luogo dove comportamenti ed abitudini hanno un solo “cliché", ecco che un po’ per sopravvivenza ed un po’ per assuefazione, ci si ritrova ad adottare gli stessi comportamenti.
Tutto questo fino a quando non feci il mio primo viaggio all’estero, ad una età che mi consentisse di vedere altre cose oltre i monumenti di per se. Fu a Londra, dove ho visto cosa significhino un arredo urbano ragionato e coerente, la manutenzione dei parchi e dei giardini, la pulizia delle strade e la regolamentazione di traffico e parcheggi. Tornato a Roma, cominciai subito a vedere le cose allo stesso modo di un ceco che recupera la vista! Poi sono stato ad Helsinki. Inutile dire che, se pur meno caratteristica ed interessante di Londra, anche li l’ordine, la puntualità ed efficienza dei servizi pubblici, la pulizia e cura della città era ai massimi livelli. Bene, stiamo parlando di un paese anglosassone ed uno nord europeo, dove si rimarrebbe delusi se non fosse così. Allora andai a Lisbona, sicuro di trovarla peggio o come Roma, confermando così i miei sospetti. Invece no! Metropolitana pulitissima e bus in ottime condizioni, dove non salivi senza biglietto. Nonostante il termine “portoghese” sia utilizzato per indicare chi non paga, sia sul bus che in metro non c’era modo di non farlo. Addirittura sul treno, del tipo come i nostri FR per capirci, i controllori passavano ad ogni fermata!
A distanza di qualche tempo sono andato a vivere per quasi tre anni negli Stati Uniti. Tralascio il confronto, perché sarebbe veramente impietoso. Comunque basti sapere che nel paese in cui graffiti e “tags” hanno preso vita, raramente li vedrete per Manhattan o nella “Subway” (soprattutto sui convogli). E pure li, in quanto a regolamentazione del traffico e parcheggi, non ci sono rivali. Provate a mettere la macchina in divieto si sosta. Qualcuno, in certe zone periferiche lo fa…sapendo però che dopo la terza multa si finisce (veramente) in galera per almeno 30 giorni.
Continuando nei miei viaggi ho visto Madrid, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Dusseldorf e tutte le zone nei dintorni di queste località. Da nessuna parte ho assistito a scene come quelle che quotidianamente assistiamo a Roma. I motivi sono essenzialmente due: i cittadini che hanno fatto proprie le norme di convivenza civile e la dura repressione quando queste norme vengono disattese. Ci sarebbe anche una terza via, normalmente applicata, ed è la prevenzione. Li dove sanno che il cittadino tende a non rispettare la norma e la repressione non può essere sempre garantita o tempestiva, si adottano accorgimenti che evitino in principio la trasgressione o, quanto meno, la renderebbero così evidente e palese da destare scalpore o influenzare anche gli altri cittadini.
A Roma invece tutto è lasciato al caso, tutto viene affrontato solo dopo che i buoi sono scappati dalla stalla o con talmente ritardo, che nel frattempo un altro fenomeno di degrado è sorto.
Sono in procinto di rientrare a Roma definitivamente, dopo un lungo periodo all’estero che dagli USA mi ha riportato nel centro Europa. Non vi racconto quanto sia angosciato, per esempio, nel dover riprendere a fare il pendolare su treni sporchi, puzzolenti, inaffidabili ed in preda a zingari o saltimbanchi vari. Oppure uscire con la macchina e rischiare incidenti o prendere una coltellata per una mancata precedenza.
Io non riesco a capire perché non si arredino le strade per impedire la sosta vietata, tramite paletti, fioriere ed “angoloni” fatti a regola d’arte. Perché non si limiti la velocità delle auto nelle strade più a rischio, creando restringimenti artificiali (molto più efficaci dei dossi). Perché non sia consentito il rilevamento elettronico della sosta vietata o della doppia fila, con procedure automatizzate per le sanzioni. Perché non si diffondano capillarmente le corsie preferenziali e siano adeguatamente protette. Perché non si costruiscano parcheggi sotterranei pubblici, anziché box, sfruttabili ad ore o in abbonamento. Perché non si obblighi a pagare il biglietto a bordo del bus, come avviene ovunque in Europa, agevolando le madri con figli fino a 10 anni e gli anziani, i quali dovrebbero viaggiare gratis. Perché i tornelli della metropolitana consentano di evadere il biglietto così facilmente e nessuno controlla (o peggio, si paga gente che non fa niente). Perché non si differenzino meglio gli orari della città per diluire le ore di punta. Perché non si attui la raccolta rifiuti porta a porta ed eliminare i cassonetti e, dove non sia possibile, adottarne un tipo in cui sia impossibile frugare. Perché la pulizia delle strade sia così precaria ma, soprattutto, non si multino chi viene sorpreso anche solo a gettare una cicca per terra. Così come non si multino i proprietari dei cani indisciplinati (i proprietari, non i cani). Perché si consenta ai venditori abusivi di piazzarsi come un esercito di fronte ai monumenti della città ed alle sue vie più importanti (e così i camion-bar). Perché non si attui una forma di repressione incisiva delle forme di accattonaggio più moleste. Perché le spiagge sono blindate ed invisibili dalla strada. Più importante di tutto…perché non si fa educazione nelle scuole (perché le famiglie non possono essere obbligate) mostrando la differenza tra una città dove le cose funzionino come dovrebbero (e la gente si comporta come dovrebbe) e la nostra.
Come si è potuto vedere, i perché sono tanti e non sono neanche tutti. Ma la risposta è soltanto una…la cosa non interessa minimamente ne al romano “medio” e nemmeno a chi lo amministra.
Grazie per aver ascoltato il mio sfogo.
Lettera Firmata

PD, il partito della macchina. L'esempio della Ztl di Testaccio nella perfetta lettera di un nostro lettore

9 maggio 2014
Cari amici di RFS,

spero troverete un po’ di tempo per occuparvi della questione dell’aumento delle tariffe per la ZTL, di cui in questi giorni si sta discutendo animatamente.

Io sono un abitante di Testaccio, molto amareggiato per la posizione assunta dal circolo PD del mio rione e da numerosi politici romani al riguardo. Spero di non essere il solo.

Immagino condividiate l’idea che il proposto aumento delle tariffe per la ZTL non è una misura per fare cassa, come molti immancabilmente hanno dichiarato. Si tratta di una misura ecologica, di civiltà, di equità e infine di buon senso.

Tutta Roma è spaventosamente congestionata dalle automobili. Testaccio in particolare versa in condizioni vergognose. In tutto il rione non c’è un attraversamento pedonale che non sia ostruito dalle auto in sosta. Su quasi tutte le strade i marciapiedi sono di fatto strapuntini di 50 cm sui quali si deve camminare in fila indiana, ma questo consente di avere più spazio per la sosta a spina di pesce. Il recente progetto di riqualificazione di Piazza Testaccio è stato sfigurato da un comitato di residenti che ha “migliorato” il progetto originario con il solo scopo di non far allargare i marciapiedi e non perdere posti auto. Sotto al nuovo mercato è stato costruito un parcheggio senza riqualificare in alcun modo la zona circostante (sempre per non perdere posti auto). La striminzita pista ciclabile di Via Zabaglia è stata più volte oggetto di attacchi, colpevole di restringere la carreggiata e rendere disagevole la tripla fila per chi deve andare in macchina a fare colazione da Linari. Insomma, per i testaccini lo spazio per le automobili non basta mai, anche a costo di non consentire a un disabile o a un anziano di uscire di casa. Anche a costo di far crescere i bambini in un ambiente sporco, inquinato, incivile e pericoloso.

Con l’aumento delle tariffe ZTL si chiedeva a ciascuno di fare un piccolo sacrifico per il bene comune e per vivere tutti meglio. Aumentiamo il prezzo le strisce blu per chi arriva da fuori, rafforziamo la ZTL ampliando gli orari e riducendo i permessi, ma chiediamo un contributo anche a chi in centro ha la fortuna e il privilegio di viverci e spesso dell’automobile privata potrebbe agevolmente fare a meno. Si tratta di semplice buon senso. Il centro di Roma è uno spazio prezioso che appartiene a tutti, non è l’autorimessa privata dei residenti.

Il sindaco ha cercato di spiegarlo. Lo stesso ha fatto l’assessore Improta . A loro va riconosciuto il coraggio di aver provato ad introdurre una misura giusta, ma impopolare in una città i cui abitanti amano la propria vettura più dei propri figli.

Il problema è che come prevedibile sono spuntati da tutte le parti i difensori degli interessi piccoli piccoli, dei peggiori egoismi e dell’inciviltà. Persino nella maggioranza del sindaco tanti hanno colto l’occasione per raccogliere un po’ di facile consenso. A difesa dell’indifendibile situazione romana si sono schierate persone ed organizzazioni che si definiscono verdi, sensibili rispetto ai temi ambientali e della tutela del patrimonio storico della città. Hanno gridato allo scandalo. Hanno detto che l’aumento era un salasso.

Qualcuno ha provato a fare 2 conti dello spaventoso e crudele dazio che avrebbe affamato i poveri residenti del centro? Circa 70 centesimi al giorno.
Francesco

*Nulla da dire sulla perfetta lettera di Francesco. Solo che stanno lavorando, tutti, per farci perdere anche la minima speranza di diventare normali. Commentate voi.
-RFS

Che è successo agli operatori Ama assunti da Manpower e poi scaricati sul più bello? Estella Marino forse una risposta univoca la meritano

26 novembre 2013
A giugno 2011 uscì un bando di selezione che annunciava la richiesta di 250 operatori ecologici par time, addetti alla raccolta differenziata, c/o l’agenzia del lavoro Manpower per conto di AMA spa(azienda del comune di ROMA). Noi siamo una decina dei 250 operatori selezionati. La selezione consisteva, in un primo colloquio c/o la sede Manpower in via Labicana, 2 giorni di corso per prendere la qualifica di operatore ecologico e per la sicurezza,dopodiché, il check-up completo c/o il poliambulatorio Ipa, sito a Roma in via Vignali. Infine come ultimo step, la visita generale, c/o l’azienda AMA in piazza Caduti della Montagnola. Il tutto pagato da AMA spa.
Per svolgere tale mansione ci siamo dovuti fare i 3 richiami dell’antitetanica e il certificato di sana e robusta costituzione, fatto dal nostro medico di base, a spese nostre. La nostra assunzione doveva avvenire per fine agosto 2011, ma a settembre ci veniva inviata dalla Manpower una mail in cui ci comunicava l’avvenuta sospensione della selezione. Ci siamo recati c/o la sede Manpower di via Labicana per avere qualche informazione e non ci hanno fatto nemmeno entrare. Abbiamo scritto sia all’ex sindaco,che al vicesindaco, al presidente di AMA, all’ex presidente della Regione Lazio. Abbiamo scritto anche sui giornali, ma nessuno risponde. Ci siamo anche recati c/o le sedi Cgil e Cisl, ma anche loro non ne sanno niente. Fra di noi ci sono persone che sono state costrette a licenziarsi su consiglio della Manpower, dato che l’assunzione doveva essere imminente. Siamo riusciti a far fare 2 interrogazioni al sindaco, ma ancora senza risposta.
Siamo stati nella trasmissione tv Quinta Colonna, abbiamo manifestato nell’aula Giulio Cesare. L’ex sindaco Alemanno non ha mai risposto.

Vi sembra giusto? Ci aiutate a mettere in evidenza il nostro problema? Sembra che si siano scordati di noi.
Abbiamo anche preso contatto con l’assessore all’ambiente Estella Marino, ma ancora senza risolvere nulla. L’unica cosa che abbiamo saputo è che sono stati assunti tramite una società interinale degli operatori ex Vigilanza Urbe, che hanno fatto la nostra selezione,ma avevano un accordo firmato dall’ex sindaco,in cui sarebbero stati ricollocati.

Noi vogliamo delle risposte certe. Vogliamo lavorare. Sinceramente essere presi in giro per un posto di lavoro non ci sembra giusto! L’AMA parla tanto di differenziata e sicuramente ha bisogno di personale.
Abbiamo anche un account Facebook dove potete vederci nelle varie cose che abbiamo fatto. Ci date una mano?


Davide Ceci -Luca Zampatori -Tamara Moretti,Tamara Sbaraglia, Susanna Cadeddu, Claudia Cimino,Robert Lavenuta, Silvia Busacca, Simone Caredda, Marco Raimondo, Cinzia Pistolesi

Aurelia. Dove anche i turisti del campeggio hanno paura di stare

13 ottobre 2013















Vivo qui, nella zona di Roma Aurelia, da quando sono nata e piano piano comincio a rimpiangere il mio mese vissuto all'estero tra Londra, Austria e Grecia... autobus che non passano mai, corriere Cotral con persone a bordo che "mejo cambia' argomento"... gli autobus, quando passano, sono spesso colmi di turisti con zainoni e vi sfido a farlo d'estate con 40°... servizio, soprattutto in estate ( ed è il periodo nel quale ci sono più turisti) è praticamente assente con autobus che passano sempre tra i trenta e i quaranta minuti di media... romene che rubano o ci provano di continuo, con autisti che se fregano altamente. Il cavalcavia, molto spesso, la sera (già alle sette) è buio, non illuminato. ed è in condizioni pietose, puzza di urine ed escrementi vari, è pieno di preservativi, come si può vedere dalle foto e le prostitute lo usano chiaramente per i comodi loro) La sera all'angolo si appostano delle prostitute, appunto e abbiamo chiamato più volte e la risposta dei carabinieri è sempre stata la stessa "ce devono sta'". In più, vicino, c'è un campeggio e i turisti sembrano aver proprio paura di questa zona. L'ultima foto riguarda i lavori che stanno svolgendo, mentre piove, tutta la terra (che crea della fanghiglia e, nei casi di pioggia abbondante, il completo allagamento della curva) che c'è e grazie a quelle bellissime "cose" a bordo strada rendono il passaggio più pericoloso di prima in quanto non c'è mai stato un marciapiede. 

Alessia

Roma ci ha fatto diventare adulti? Una lettera

12 ottobre 2013
Noi dovremmo essere onorati di vivere nella città eterna, dovremmo essere invidiati da ogni altro cittadino di una qualsiasi altra città, dovremmo camminare a testa alta, fieri di tutto quello che Roma mostra e nasconde nei suoi vicoli, tra i suoi sampietrini, all'ombra del Colosseo, in uno dei suoi colli... Noi dovremmo. Invece non facciamo niente, io in primis.
Le istituzioni, tutti coloro che hanno governato e pensato solo ad arricchirsi in modi più o meno deplorevoli hanno distrutto tutto, lasciando al degrado e all'abbandono totale uno dei maggiori patrimoni artistici dell'umanità, dando per scontato che noi siamo detentori di pezzi di storia che nessun altro popolo ha.
Le istituzioni non aiutano, vigili, polizia, ogni figura di "ordine pubblico" chiamata a svolgere le sue funzioni non lo fa, per negligenza, per comodità e, secondo me, perché semplicemente non lo ha mai fatto e nessuno lo ha mai notato. Faceva comodo andare sulla metro senza biglietto, il vigile che non faceva sempre le multe, avere l'amico dell'amico che poteva aiutare o far chiudere un occhio a qualcuno di più importante, faceva comodo non guardare.
Ora stiamo guardando, ma non per Roma, ma per noi stessi.
Ora ci interessa Roma, ci interessano i paragoni con altre capitali europee, ci interessa che ognuno svolga le sue funzioni perché da qualsiasi angolazione la si guardi stiamo perdendo tutto, o meglio, non abbiamo più nulla da guadagnare nemmeno a soprassedere, dando al beneficio del dubbio la convinzione che noi non abbiamo mai parcheggiato in modo "vergognoso", non abbiamo mai buttato nulla per terra, non abbiamo mai comprato nulla da venditori abusivi, abbiamo sempre fatto il biglietto per salire sui mezzi pubblici...
Ora abbiamo paura, perché siamo governati da inetti, siamo circondati da Rom, extracomunitari, delinquenti che hanno trovato un terreno fertile per continuare a fare quello che fanno indisturbati da sempre aumentando solo il volume della loro presenza/attività.
Siamo costretti a voler tutelare Roma, per tutelare noi stessi. Siamo costretti ad essere razzisti, almeno io, anche se non dovremmo, perché non abbiamo più nulla nemmeno per noi. Perché il futuro e' nero, e perché per chi ha la fortuna di un lavoro, il 27 è sempre troppo lontano e dura troppo poco, visto i costi della vita. Abbiamo attinto troppo, con la tipica mentalità italiana, da una città che ci ha offerto tutta la sua maestosità.
Ognuno di noi l'ha fatto, in modo proporzionale al suo interesse e alle sue possibilità.
Ora abbiamo paura, siamo diventati razzisti, vogliamo quello che non abbiamo mai cercato. Giustizia.
Roma ci ha fatto diventare adulti.
Almeno lo è diventato chi ha ancora qualcosa da non perdere.
Ilenia

Ho parcheggiato male, mi hanno rotto il tergicristallo e la colpa è di Romafaschifo. Una lettera piuttosto raccapricciante, a voi i commenti

23 settembre 2013
Roma fa schifo anche per la vigliaccheria e futile incivilta' di miseri individui forse anche fomentati da certe paroloni e minacce che vedo volare molto spesso in questa pagina! Si, ok, la mia macchina era parcheggiata a spina in un posto riservato ai motocicli....dato che molti di essi spesso e volentieri occupano posti riservati alle auto... non mi e'mai saltato in mente di scendere dalla macchina e accanirmi contro una moto indifesa e senza proprietario... e' da vigliacchi come tanti commenti che leggo qui, come se la colpa e'dei cittadini che non ci siano parcheggi interrati o trasporti decenti, visto che uso la mia macchina x recarmi al lavoro tutti I giorni.. non occupavo il posto riservato agli handicappati ma anche se fosse stato se qui cominciamo tutti a farsi giustizia da se Roma diventa un far west. Io spero solo che la misera frustrazione di questo poveretto non sia stata alimentata da pagine come questa, visto che anziche'prendercela con le istituzioni e con chi dovrebbe fare il proprio lavoro, non vedo altro che commenti contro gli zingari, chi parcheggia in doppia fila etc...
I cittadini anche possono avere delle colpe... come il sottoscritto che dopo aver girato 5 volte tutto il quartiere trieste ha azzardato ad occupare il posto di 2 moto! niente di grave visto che le moto arrivano ad essere parcheggiate dentro I portoni a volte... ma anche se fosse una colpa ancor piu grave questo e' solo vandalismo alimentato da pubblicazioni inutili come molte di quelle che fate qui... io vi auguro che non prendiate delle denuncie per istigazione alla violenza visto che qui di matti ce ne sono! tutti santi? Nessuno ha mai parcheggiato in doppia fila x un caffe? Vorrei vedere! Questa e' l'italia e gli italiani! La domenica in chiesa la sera a trans!!!
Vi consiglio di essere piu selettivi nelle vs pubblicazioni!
Gabriele

*Abbiamo lasciato il testo intonso, senza effettuare alcun editing e alcuna correzione. Ci scuserete...
-RFS

Lettere amare. Continuare a denunziare il degrado, l'abuso, l'illegalità e la prepotenza serve a qualcosa?

22 settembre 2013
Ciao a tutti voi di Roma fa Schifo.
Vi seguo da tempo, vi stimo, a volte intervengo nel blog e su FB... Ieri alla vista del tappeto di macchine sotto casa, in doppia fila e in marcia (?) bloccate dall'autobus che non ci passava, ho pensato, ecco, bastardi incivili! adesso faccio la foto e la mando a Roma Fa schifo. La foto l'ho fatta, però, c'è un però. Cioè, a che serve? Noi ce la suoniamo e ce la cantiamo da soli, ma tutto resta tra noi. Il nostro è poco più che uno sfogo, è un sollievo psicologico, ci aiuta a sopportare meglio questo schifo che abbiamo intorno. Leggiamo che ci sono altri come noi che combattono questa battaglia e questo ci aiuta a non sentirci soli. Ma è una battaglia persa. Perché siamo pochi, e, soprattutto, siamo noi quelli sbagliati. Proprio ieri, mentre vedevo quel tappeto di infinito macchine fermo, per strada, per sbieco, sulle strisce, nei passi carrabili e sui marciapiedi, ho pensato "ma sono tutti così! sono io che non c'entro niente con questo mondo", e ho capito che non c'è speranza (in realtà è da un bel po' che lo penso...). Roma non fa schifo, è lo schifo. E' così... adesso non ho voglia, ne mi ritengo all'altezza di sviscerare cause e motivi sociali e storici di questa situazione, ma Roma è questa. E noi sbagliamo tutto. Perché le nostre gesta ricadono sugli altri, ho compreso tutto questo alcuni giorni fa. Attraversavo la strada con mia figlia di 10 anni. C'era un tizio che stava parcheggiando sulle strisce, e lei ha detto, parlando tra se "qui non si può parcheggiare". L'incivile l'ha sentita: "macchè fai er viggile? Nun ce l'ai  a paletta?" (ha detto proprio così, senz'acca...). Lei ha risposto "ma qui ci sono le strisce!". Lui: "nun te preoccupà, quanno cresci poi capisci che a scola t'emparano pure un sacco de fregnacce". A quel punto sono intervenuto io e gli ho detto "almeno a scuola lei c'è andata". Lui s'è incazzato, e ha minacciato "te ce metti pure te... ringrazia che ce sta a regazzina", io pure mi sono incazzato e gli ho detto "e tu ringrazia che sei ritardato", lui è sceso dalla macchina e mi stava venendo incontro, io pure ero abbastanza alterato e non so come sarebbe finita, fino a che mi sono improvvisamente ripreso sentendo la bambina spaventata che mi urlava papà andiamo via. Allora ci siamo allontanati, con il becero che inveiva... 
Ecco questo voglio dirvi: non solo noi rischiamo (tra i vari vaffanculo che quotidianamente mi becco dagli animali, prima o poi qualcuno mi prenderà anche a pizze...), ma creiamo dei mostri. Le mie figlie, in questa città, saranno delle disadattate, che vivranno in un mondo infernale rispetto a quelli che sono i loro valori di civiltà e di educazione. Vale la pena? No. 
C'è una sola via d'uscita, andarsene. Mia moglie è ricercatrice, è brava. Troverebbe lavoro all'estero. Però, a parte i problemi pratici (genitori anziani, scuola delle bambine, ecc.) sarebbe una sconfitta, una fuga. Sono nato e cresciuto a Roma. E' la mia città. Non posso accettare tutto questo.
Allora, proprio per superare questa fase di pessimismo disperato, io vi chiedo: c'è qualcosa che possiamo fare? Perchè non mettete nel blog uno spazio, una sezione, per chi ha idee, iniziative o proposte per migliorare la situazione. Ovviamente dev'essere qualcosa che possiamo fare tutti, e, possibilmente, in maniera legale, cioè, trovo inutile scrivere al sindaco, e sbagliato (ma neanche troppo...) rigare le macchine in doppia fila. 
Insomma, pensate si possa fare una cosa del genere su Roma fa schifo? Qualcosa che oltre alle segnalazione dei disatri, possa proporre spunti e proposte per cercare di risalire un po' la china.
Vi saluto, con stima.

Lettera firmata

*Caro amico,
dal nostro osservatorio vediamo che quello che stiamo facendo serve eccome. E' difficile spiegarlo e certificarlo, ma un po' serve. E comunque male non fa.
Quanto a questi siparietti, sono il pane quotidiano di tutti noi. Gli animali sono probabilmente minoranza, solo che la maggioranza non è disposta a combatterli come facciamo io e te. Se un coattone cafonazzo torna a casa la sera dopo essersi preso quindici rimproveri da parte di cittadini civili, forse dopo un paio di giorni cambia atteggiamento. Anzi senza forse...
-RFS

Come si comportano i turisti da noi? When in Rome... Una lettera

27 luglio 2013
Con l'arrivo della stagione calda e la vagonata di turisti che si incontrano sulle nostre strade, non può mancare, tipico di stagione, il bagno in ammollo nelle fontane storiche.
Mi capita giornalmente di vedere turisti di tutte le nazioni ed età che passeggiano placidi tra i getti della fontana dell'Ara Pacis o perché no, con i loro bei pantaloncini e canotte, si mettono proprio a prendere il sole come fossero al mare.
Ovviamente di questi esempi se ne possono fare tantissimi (dalla Fontana delle Tartarughe in piazza Mattei; la fontana sotto la colonna davanti la Basilica di Santa Maria Maggiore; la fontana in Piazza delle Rotonda; la fontana dell'Acqua Paola al Gianicolo..). In molti luoghi più gettonati, il vigile di turno si mette lì con il suo fischietto e, a danno delle orecchie dei poveri passanti, con un paio di PPPRPPPRPP e PPPRPPRP cerca di far tornare sulla retta via, l'accaldato di turno.
Purtroppo, spesso non solo mi trovo a vedere queste scene, ma anche altre che non mi fanno proprio impazzire.
Il turista nel suo paese è rigoroso e ligio, qui a Roma, si sente il dovere di fare come je pare, peggio dei peggiori romani: l'attraversamento in diagonale senza guardare è all'ordine del giorno; la spazzatura lasciata in giro e magari calciata; le urla e le bevute poco carine in giro; le spinte e i rutti o gli sputi in metro (sì, mi capita specie con comitive di adolescenti); il rincorrersi per le scale mobili o l'andar senza una logica per le strade, con la bici o il segway... Ora, non dico che noi italiani in generali ci comportiamo meglio nei loro paesi (questo per fare di tutta l'erba un fascio...), ma la maleducazione che tirano fuori dalle nostre parti, è imbarazzante.
Posso parlare anche dell'abbigliamento poco consono? Se gli dici che in chiesa si entra con le spalle e le gambe coperte, ti guardano come se avessi bestemmiato (ma questo si dovrebbe sapere, il "rispetto per i luoghi sacri" dovrebbe essere una cosa diffusa in tutte le chiese del mondo).
Comunque. Dopo aver elencato tutto ciò, ecco qual è tra i tanti il problema: vado da un vigile per chiedere di fischiettare e sanzionare chi si bagna davanti l'Ara Pacis e mi risponde: "la multa tanto non gliela faccio, che al paese loro non arriva e tanto non la pagano". Ok. Basita. "Visto che non si paga, non mi ci spreco neanche". Ottimo.
Purtroppo questo discorso delle sanzioni è vero, ne parlavo qualche tempo fa con un ragazzo spagnolo che per un periodo ha vissuto a Roma, che mi diceva che anche se prendeva la multa sull'autobus o in metro o ovunque, non era un problema, a Madrid la fattura non sarebbe mai arrivata.
Credo che all'estero non solo le multe sono molto care (per tutti ma soprattutto per i turisti irrispettosi), ma se uno non si sbriga a pagarla, si cade anche nel penale..

Si può fare qualcosa per cercare di sensibilizzare i turisti (lo so, primi tra tutti noi romani) ad amare Roma e lasciarla al meglio, per loro e per le generazioni future?
Marta C.

La mia Roma non c'è più. La tedesca de Roma scappata a Rimini per disperazione. Una testimonianza

18 luglio 2013
Ciao a tutti, mi chiamo Constanze, sono tedesca de Roma, nel senso che sono tedesca e sono nata e cresciuta a Roma, c'ho vissuto per 27 anni, dopodichè, esausta da varie cose (in primis la città) mi sono trasferita a Rimini. Come potete immaginare, vengo regolarmente a Roma. 
Vi conosco da poco ma siete stati la conferma di quello che percepivo da tempo, ossia che la mia amata città ormai vive nell'anarchia, è sporca e cade a pezzi. Le macchine sono ovunque, e quando dico ovunque non intendo solo per la strada, ma NEI giardinetti delle piazze e SUI marciapiedi. Io non guido, lo faccio fare al mio compagno romano doc, perché credo che mi verrebbe un infarto. Auto contromano, sorpassi a destra, precedenze immaginarie.

Quando vengo a Roma vado a casa di un mio amico, a Lungotevere Flaminio, zona assai controversa, dalla facciata splendente, dagli affitti stellari e dalle vie interne che sembrano Napoli, sporche, con pezzi di mobilio abbandonati (se avessi raccattato tutto quello che hanno lasciato nell'ultimo anno, avrei arredato casa!). Sembra anche che in pieno Lungotevere abbiano dato fuoco ad uno scooter e le macchine parcheggiano scricchiolando, sui resti rimasti. Un bauletto semicarbonizzato è abbandonato sul marciapiede, magari domani gli faccio una foto.

Ma quello che mi ha colpito, appena arrivati, e che trovate nella foto allegata, è la macchina parcheggiata dietro ai cassonetti. Ora, in effetti ci sono delle strisce sull'asfalto che potrebbero ipotizzare un parcheggio, ma guarda caso (sono arrivata venerdì), ieri li hanno finalmente raddrizzati ed occupano il posto che occupa nella foto la macchina. Ora, o sono caduti a quelli dell'Ama, ma mi sembra strano, o li hanno rovesciati. Ma mi dicono essere molto pesanti. 

Ora non so quale sia la spiegazione, ma mi colpiscono sempre le tempistiche. Sono stati lì così quattro giorni, come anche "la macchia" dello scooter carbonizzato è lì da chissà quanto.

Però devo aprire anche una riflessione. Mi sembra che non si facciano più multe, e questo giustificherebbe tutta questa sosta selvaggia, ma penso anche una cosa, che al romano vada bene così. Da SEMPRE c'è il problema del parcheggio, e non gliene frega un piffero a nessuno che vengano rispettate le fermate del bus, i passaggi per gli invalidi, perché per loro parcheggiare lì è la risoluzione di un problema, visto che sono completamente privi di senso civico.

Comunque, per concludere, ormai vengo a Roma con una certa tristezza, la MIA Roma non c'è più, tutto cambia e mentre tanti anni fa c'era comunque un po' di ordine nel caos, adesso è solo caos. In più mi dispiace perché rimane bellissima, acciaccata ma bellissima, e vivendo molto di turismo, non è come potrebbe essere. 
Scusate lo sfogo e complimenti per l'iniziativa!
Costanze M. 

Ancora sui furti e gli scippi nella Metro B. Ma tanto si sa "nun ce potemo fa gnente", "se li mannamo via ritorneno", "se li toccamo ce denunceno a noi"

22 giugno 2013
Buongiorno,
scrivo questa mail, con sconforto e rabbia, indirizzandola al mio nuovo sindaco Ignazio Marino, al nuovo presidente del 1° municipio Sabrina Alfonsi, (faccio a entrambi i migliori auguri) e alla Polizia di Roma Capitale.
Invierò contemporaneamente lo stesso testo al servizio di reclami e segnalazioni dell’ATAC.
Con questo mio intervento vorrei segnalare un grave problema di sicurezza a cui assisto ogni mattina ed ogni pomeriggio, nelle stazioni della linea B di Termini e Colosseo.
Durante l’attesa dei treni infatti, constato, ogni giorno, la presenza di minorenni rom atti a tentare sottrarre beni personali a ignari turisti, soprattutto anziani,  che attendono l’arrivo del prossimo convoglio.
Basta la mia presenza (ormai sono conosciuto e insultato quotidianamente) a farli desistere dal tentativo: è sufficiente semplicemente rimanere fissi ad osservarli o, eventualmente, avvertire i turisti, per impedire il furto.
Più volte ho segnalato il problema ai vigilantes presenti ai tornelli, e più volte ho ricevuto come risposta la loro impotenza nella gestione della situazione, benché, ripeto, sia sufficiente avvertire le persone e bloccare tentativi di furto in corso. Ho già effettuato una segnalazione all’ATAC - numero di protocollo (CL 193219) - che mi ha confermato l’esistenza del problema e l’inoltro della mia segnalazione agli uffici competenti.
Il problema si ripropone però, ogni mattina ed ogni pomeriggio, i minorenni rom sono sempre gli stessi (massimo quindici differenti) e sono presenti sempre negli stessi orari.
Come aggravante, più volte gli stessi sono causa della non chiusura delle porte (tecnica utilizzata per permettere ai compagni di uscire dai vagoni) e quindi costituiscono anche un problema per la sicurezza stessa: la loro, dei passeggeri e del convoglio.
La mia non vuole essere la denuncia di un problema più grande, vuole solo essere la segnalazione di un cittadino che non riesce a chiudere gli occhi e ad ignorare il fatto che un turista che visita Roma debba rischiare di venir scippato del portafoglio. Per questo motivo trovo inaccettabile, che nelle due stazioni più frequentate della Linea B, sia così scarsa la presenza di personale di sicurezza, e la stessa, quando presente, sia inefficace alla gestione del problema.
Nella giornata di ieri, 19/06 alle ore 19 non era presente nessun vigilantes nella stazione di Colosseo, questa mattina alle 9.20 era presente un solo vigilantes nella stazione di Termini, che non riusciva a gestire un folto gruppo (composto da 5 rom) che si divideva braccando i turisti.
Vi chiedo quindi cortesemente di prendere atto del problema, e prevedere, una soluzione allo stesso, intensificando la sorveglianza nelle stazioni più utilizzate negli orari di punta, in cui c’è maggiore affollamento dovuto al flusso di turisti che si somma a quello delle persone che si recano a lavorare.
Certi di un vostro gentile riscontro, vi porgo i miei più distinti saluti.
Giuliano Campanelli
lettera inviata a varie istituzioni e organi di stampa

Fiato sul collo alla nuova amministrazione. Che dite se lanciamo La Settimana delle segnalazioni? Qui per discuterne

14 giugno 2013
I blog anti-degrado sono stati una mano santa per Roma, rendendo gli abitanti consapevoli dello schifo che li circonda. Adesso che abbiamo un nuovo sindaco, sarebbe un momento buono per spronare i residenti a fare di più, ad agire per la loro città bombardando il comune di email di segnalazioni. Vogliamo lanciare tutti "La settimana delle segnalazioni"? Così Marino e i suoi sentiranno le voci degli abitanti di Roma che esigono un cambiamento!
(Se avete commenti o altri indirizzi utili, fatemi sapere e li aggiungo alla lista bozza del in allegato).

Lettera Firmata

Umiliazione-continua. E' la sensazione che si trova utilizzando i mezzi pubblici a Roma, una lettera all'AD di Atac Roberto Diacetti

9 giugno 2013
Salve Diacetti,

le scrivo per segnalarle un episodio che oserei descrivere "deprimente" (per la sua azienda e per questa città).
Questa mattina, uscendo dalla fermata metro B Eur palasport (direzione Laurentina), ho visto una signora con una figlia invalida su sedia a rotelle che discuteva animatamente con l'addetta Atac in quanto l'ascensore non funzionava.
Ovviamente, come è ormai pratica diffusa, l'addetta Atac non è stata in grado di fornire delucidazioni in merito e non si è per nulla proposta di aiutare la signora.
Ho aiutato io la signora chiedendo il supporto di un passante in quanto, come lei non potrà ovviamente immaginare, il peso da sostenere era decisamente insostenibile per una sola persona (si figuri se questa persona era una signora anziana già profondamente colpita dal problema di una figlia invalida).
Ora il solo pensiero che quella povera donna deve ripetere la battaglia al ritorno mi deprime.
Ma lei si rende conto del dramma che vivono queste persone? Non posso credere che i vostri responsabili non conoscano i guasti e soprattutto come è possibile che gli interventi vengano pianificati su tempi decisamente molto lunghi!
Se i guasti sono noti perché non fate presidiare la fermata da almeno due persone in grado di gestire queste criticità? 
Ora c'è un problema. Le chiedo un rapidissimo intervento (in mattinata) per evitare che situazioni come quelle descritte nelle righe precedenti possano ripetersi.
Come cittadino romano le posso assicurare che mi sono vergognato di questa città (ormai alla deriva).
Mario C.

Piccole lettere dall'esasperazione. Fabrizio e quel senso, che abbiamo tutti, di non riuscire più a goderci la città neppure per una passeggiata

3 giugno 2013
Ciao romani, Ciao Roma fa Schifo,
chi vi scrive è un ragazzo che ogni tanto da una mano in questo blog, per esempio ho postato qui delle foto di città estere tanto per fare un paragone anche se umiliante con il nostro decoro urbano. Io amo la mia città che come sapete è Roma: la città  dei sette colli, che ha dato vita a tanta brava gente e famosa per i suoi monumenti le sue chiese e le sua buonissima cucina. In questo mio monologo vorrei sfogare tutta la mia rabbia e la mia disperazione verso una città  che più passano gli anni e più diventa sempre più sporca, incivile, trascurata e spesso frequentata da zingari. rom e cafoni coattoni. 

Credetemi non posso vedere in questa città gente che incarta i muri con manifesti abusivi raffiguranti facce di delinquenti ipocriti col sorriso finto che vogliono solo il tuo voto e di Roma non gliene importa un fico secco. Non posso vedere a Roma 200 cartelloni ogni 200 metri che magari ostruiscono la vista di un bellissimo monumento e davanti a questi costeggiano pure camionette abusive e vu cumpra gestiti dalla la mafia. Sono stanco di vedere macchine e motorini dappertutto che nemmeno si fermano sulle strisce per fare attraversare il povero pedone magari per entrare in una ztl passando contromano e parcheggiare selvaggiamente: per colpa di automobilisti deficienti non posso girare roma con la comodità della mia bicicletta e nemmeno delle mie gambe poiché dovunque vai ti mettono sotto anche taxi e autobus. 
Posso dire che nemmeno la buona cucina a Roma esiste più: fioccano come funghi ristoranti dove ti propinano roba surgelata e te la spacciano per specialità della casa facendotela pagare 50 euro e senza scontrino e se glielo chiedi si inca**ano pure. Per esempio mesi fa ero andato a mangiare in un rinomato ristorante e questi non mi fecero la ricevuta e ho dovuto litigare con i proprietari solo con le mie intimidazioni chiamando la finanza risolsi tutto, ma il bello era che commensali dietro di me borbottavano: aooo ma questo perché nun se fa li cazzi sua? Se li fa chiude o manno all'ospedale
Bella roba eh? Tutti sempre dalla parte del male, a prescindere...
Sono stufo dei monumenti deturpati delle scritte sui muri, dei graffiti, della monnezza, dei cartellonari, dei bancarellari, dell atac, dei coatti delle 850mila antenne, dei rom, dei lavavetri, dei borseggiatori, degli evasori fiscali, dei manifesti, della zozzeria in genere: basta mi avete ucciso Roma, assassini!
Vogliamo parlare dell efficienza dei mezzi pubblici? Io ormai non li prendo più perché non voglio pagare un servizio che non funziona....non voglio pagare lo stipendio di addetti raccomandati che se ne stanno al gabbiotto a ca**eggiare e non multano il co***one che passa dietro ai tornelli del povero cristiano che paga un biglietto della metro che si blocca almeno una volta al giorno che lo costringerà a ricorrere a un bus carro bestiame lercio puzzolente di urina.
Vorrei dire tanto altro, ma non ho piu le forze inizio ad arrendermi e rassegnarmi che questa città abbia un male incurablle ormai: non riesco più a godermela non ho più la voglia di passeggiare per Roma di andare a prendermi una birra e di farla vedere ai miei amici dall'estero: sono fiero di dire che Roma fa schifo e per internet esiste molta gente che mi insulta quando dico queste cose... Quando vengo in questo sito mi sento come a casa:
non mollate guariamo Roma tutti insieme, dobbiamo riprendercela
Fabrizio

Piccole lettere dall'esasperazione. Il calvario quotidiano di Serena da casa al lavoro

1 giugno 2013

Buongiorno Roma fa Schifo,
sono una ragazza come tante, lavoratrice, che ogni mattina per percorrere 15 km scarsi per recarsi al lavoro deve prendere ben quattro mezzi pubblici, impiegandoci non meno di due ore e mezzo.
Ogni mattina prendo la metro ad Anagnina (dopo aver aspettato un autobus almeno per venti minuti perché l'Atac funziona benissimo...), a Termini faccio il cambio di linea e arrivo fino a Ponte Mammolo, o alcune mattine a Rebibbia.
Ad Anagnina la situazione è imbarazzante: decine e decine di bancarelle più o meno autorizzate, zingari ovunque, sporcizia in ogni angolo e rifiuti pericolosi quali bottiglie rotte, siringhe e lamiere.
I militari che dovrebbero "sorvegliare" l'area si mettono sempre in gruppo nell'unico punto in cui non servono, ovvero davanti le fermate dei Cotral e della scala di accesso alla metro, in pratica l'unico punto dove è impossibile fare uno scippo o molestare qualcuno data la vicinanza alla strada, alle fermate dei pullman e data la grandissima illuminazione. Ogni mattina li vedo a braccia conserte, poggiati alle loro camionette a ridere e scherzare. Giù in metro, o in altri punti della stazione metro neanche l'ombra di qualcuno che controlli.
Arrivare al tornello è un'impresa, vista la grande moltitudine di persone, ma essendo un capolinea è ovvio, i primi furti di portafogli o cellulari iniziano lì.
Ogni mattina sono contenta di fare una buona azione, poiché con il mio abbonamento pagato profumatamente € 35,00, entrano almeno 3 persone oltre alla sottoscritta. Persone chiaramente sprovviste di biglietto. Tutto questo con il benestare degli "addetti" Metro che controllano tutta la situazione seduti dentro il gabbiotto con il loro bel giornale in mano. Neanche alzano la testa per fingere di controllare.
In metro la situazione purtroppo la conosciamo bene, non mi dilungherò oltre.
Qualcuno mi spieghi però perché la Linea B non ha i convogli nuovi ma ancora quelli di decenni anni fa, rotti, sporchi, nauseabondi e puzzolenti (un paio di mattine c'era evidentemente dell'urina in un angolo e, fatto notare al personale, la risposta è stata "e noi che ce potemo fa?".
Mai avvistato nessun controllore/addetto alla sicurezza, ogni giorno viaggio con almeno dieci zingari e zingarelle nel vagone, obbligandomi quindi a tenere la borsa ben stretta fra le braccia (più di una volta ho sentito in tempo la mano del bambino/a di turno intento ad aprirmi la borsa)...
Arrivati a Ponte Mammolo la situazione, se possibile, peggiora. Sporcizia ovunque, decine di bancarelle che impediscono agli utenti di proteggersi dalla pioggia perché poste sotto l'unico riparo, quindi nel caso vi dimenticaste l'ombrello a casa - come capitato a me - sappiate che l'autobus lo dovrete aspettare per forza alla fermata bagnandovi fino al ginocchio. Odore di urina e fumo ovunque all'interno della fermata metro.
Ogni mattina andare al lavoro è un vero supplizio, sia per il tempo che spreco per percorrere pochi km, sia per le condizioni nelle quali dobbiamo viaggiare. Che vergogna.
Non c'è giorno in cui non pensi alla figura pessima che facciamo ogni singolo istante con i turisti. Buon lavoro e complimenti per la vostra iniziativa.
Serena

Piccole lettere dall'esasperazione. Chi di voi risponde a tono ad Alessandra?

Sono esasperata. Non ne posso più. La visione di quella strada che buonanima il Duce costruì per permettere ai romani di andare al mare, dedicata al navigatore piu famoso, infatti, e cioè Via Cristoforo Colombo, è un pugno in un occhio. Ferma e abbandonata a se stessa da quando nacque. Triste, poco illuminata, circondata da brutti palazzacci vecchi e squallidi. Quando non è stagione di fiori, lo spartitraffico sommerso di erbacce: in questa unica via che attraversa Roma sud. Poi giro per quella che potrebbe essere il fiore all'occhiello del centro, Viale Trastevere: polverosa, bancarellata, con quattro negoziacci brutti del dopoguerra, uno di scarpe per anziani, una tabaccheria con gente scortese che ti ricorda che "nun ce sta a maghinetta per ricarica er telefono on line perché costa" e una triste sala giochi. Ah, dimenticavo, una OVS triste con un povero barbone parcheggiato per terra. Platani bui e mestizia. Addirittura a Instanbul, dove i presuntuosi romani ci mettevano in guardia col solito pregiudizio dal "non bere l'acqua" le strade sono moderne e luminose, l'aeroporto è all'avanguardia con una superstrada bellissima e tutte le cose, dal cibo alle strutture, sono gradevoli ed efficienti. A Roma ormai da anni si mangia pure male. Ma male male! Sgraziati camerieri ti buttano lì la solita tagliata a forma di fettina con la solita foglia di insalataccia vecchia. Direte voi: e dove vai a magna, te? Posti dove dovrebbe albergare il gotha della culinaria romana: Trastevere, il centro storico, dove una volta chiesi un vino passito e una cioccolata calda dal menu al Chiostro del Bramante e mi fu risposto: "er vino l'ho finito, la cioccolata nun te la posso fa, la maghina è rotta. Te posso portà na cocacola fresca". Io davvero mi sono stufata non li posso piu vedere. Ho deciso che oltre ai filmati su youtube che faccio per la radio, farò anche quelli di indice di gradimento dei localacci di Roma. Non vi dico cosa vedo all'Isola Tiberina. Ve lo dico in un'altra lettera apposita...
Alessandra Cantilena

Una piccola storia che dimostra l'utilità di quello che vi chiediamo sempre di fare: segnalate, segnalate, segnalate in continuazione

20 gennaio 2013
La storia (una volta tanto) è di quelle che fa piacere raccontare. Speriamo la legga il nostro sindaco: scoprirà che esiste un modo più intelligente di gestire i social network che non il continuo bannare gli utenti.
Su Facebook il Presidente del IV Municipio Bonelli e la consigliere Jessica De Napoli informano i cittadini delle loro attività. Sempre su Facebook ho deciso di segnalare (per l'ennesima volta) quanto sta accadendo in alcune strade del Municipio: la continua e sistematica occupazione dei marciapiedi, incroci, strisce pedonali da parte delle auto in divieto di sosta.
Come spesso accade il fenomeno parte in sordina: un paio di mentecatti che la sera, troppo stanchi per cercarsi il parcheggio, piazzano le macchine sul marciapiedi, rendendo il dedalo di strade che caratterizza questo pezzo di Nuovo Salario un crocevia per pedoni, disabili, mamme con passeggini. Vista l'impunità del paio di mentecatti iniziali, il quartiere sta rapidamente diventando ingestibile. 
Segnalo che non vedo una pattuglia di vigili nelle zone citate da almeno 4 mesi (non scherzo) e che non sono mai intervenuti nonostante le numerose chiamate.
Come il documento in allegato mostra, almeno adesso so di non essere completamente da solo. Speriamo che l'intervento istituzionale serva a qualcosa.

Valerio Giardinelli

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