Seguo spesso il vostro sito ed apprezzo molto ciò che fate per Roma. Avete molto coraggio ed ammiro questa qualità in coloro che la posseggono.Il mio nome è Carlo Zigoti e sono di Bolzano. Mi reco a Roma saltuariamente (per motivi di lavoro) e nonostante il suo stato corrente, la trovo sempre di grande fascino.
Durante la mia ultima visita decisi di recarmi al meeting di lavoro a piedi anziché prendere un mezzo pubblico. Il mio hotel si trovava in zona Nomentano e non distava molto dalla destinazione finale.
Fu proprio durante questa camminata che ebbi l'idea di scrivere a Roma Fa Schifo. Infatti, dopo alcuni minuti di viaggio, ebbi un momento di illuminazione: mi resi conto che nonostante il fatto che i miei occhi apprezzassero ciò che vedevano, il mio subconscio era infastidito da tutta una serie di elementi caotici che in un qualche modo rendevano il paesaggio urbano poco gradevole. In parole povere, divenni conscio del fatto che la mia mente registrava e giudicava negativamente tutti quegli elementi "secondari" che contribuiscono al peggioramento estetico di un luogo e che conferivano alla mia esperienza un'atmosfera a tratti inquietante e a tratti frustrante.
Decisi quindi di creare una lista di ciò che più mi colpiva per bruttezza e/o sciatteria - lista che avrei poi proposto a Roma Fa Schifo come possibile articolo. Lista comprendente le tante cose che desidererei fossero cambiate e/o regolamentate nella capitale come, ad esempio, tutte le superfetazioni presenti sulle facciate e sui tetti dei palazzi romani.

1) La tassativa eliminazione dei condizionatori d'aria dalle facciate di tutti i palazzi - siano essi residenziali, siano essi destinati ad uffici -, di tutte le case e di tutti i condomini di Roma Capitale, e la loro obbligatoria sostituzione con l'uso di condizionatore SENZA unità esterna connesso a due piccoli fori da farsi nella parete perimetrale dell'unità abitativa e/o dell'ufficio interessata.
In una capitale come Roma non si può più accettare di vedere - ancora oggi - vecchi ed ingombranti modelli tappezzare addirittura le facciate di importanti palazzi storici e/o di palazzi che ospitano pure ministeri e altri organi pubblici statali. Uno scandalo vero e proprio.
Certo è che se a dare il cattivo esempio ai cittadini è addirittura lo Stato, non stupiamoci se gli stessi cittadini si sentano autorizzati a copiare il dato esempio e a moltiplicarne la presenza territoriale senza alcun rimorso - se non con un ribelle e distruttivo senso di rivendicazione verso le istituzioni pubbliche.


2) La tassativa eliminazione di tutte le antenne presenti su tutti i tetti di Roma (dal centro fino ai confini comunali) e la loro sostituzione attraverso l'uso di una sola antenna centralizzata. L'ex sindaco Ignazio Marino ottenne qualche microscopico risultato nel 2015 con la delibera chiamata "Tetti Puliti" la quale stabiliva un finanziamento a fondo perduto dai 3,000 ai 5,000 euro, l'eliminazione della tassa per l'occupazione del suolo pubblico per i ponteggi e la restituzione del 10% dell'imposta sulla pubblicità (la quota parte solitamente destinata al Comune) per i condomini che riqualificavano le facciate dei palazzi integrando allo stesso tempo i lavori con l'installazione di un'antenna centralizzata e la rimozione di quelle preesistenti (parabole comprese). Ma questa delibera - che scadde nel Dicembre del 2017 - non aiutò Roma ad abbattere il milione e 300mila antenne che popolano (e rovinano) i tetti di Roma poiché OPZIONALE e non obbligatoria. (Qui sul blog questo è stato chiamato in passato Scandalo Antennopoli)
Se non si impongono le regole e non si puniscono i trasgressori con tanto di multa, i cittadini saranno sempre liberi di fare ciò che vogliono. Non dimentichiamoci del fatto che se la giungla di antenne venisse eliminata, non solo si eliminerebbe il dannosissimo inquinamento elettromagnetico da loro prodotto ma verrebbero conseguentemente eliminati tutti quegli abominevoli cavi penzolanti che, deturpando le facciate di migliaia e migliaia di palazzi, sono ancora oggi un motivo di forte imbarazzo per una città percorsa da milioni e milioni di turisti ogni anno.

3) La ricollocazione di tutte le parabole che oggi sono visibili su tetti e balconi. So che c'è una legge nazionale che dà diritto ai cittadini di avere accesso ai canali satellitari attraverso l'uso di parabole, ma Roma deve imporre una chiara delibera che proibisca la loro visibilità e che stabilisca la loro giusta collocazione caso-per-caso.

4) La regolamentazione di tutti quegli impianti che, inesorabilmente, continuano a sorgere sui tetti della città, deturpando il già compromesso skyline. Parlo dei vari tubi metallici, dei mega condizionatori d'aria, delle gigantesche canne fumarie e di tutti quegli impianti di ogni tipologia che hanno profondamente modificato il profilo di Roma.
5) L'obbligo di tenere tutti i balconi liberi da oggetti di ogni tipo (scope, stendini, ciabatte, materassi, etc) con la sola eccezione di piante e fiori. Una delibera simile è presente in altre città in Italia e all'estero. Città dove è impensabile trasformare il proprio balconcino in un volgare ripostiglio affacciato sulla pubblica via.
6) La regolamentazione delle numerosissime verande. Infatti è molto comune il vedere interi palazzi completamente imbruttiti dalla volgarissima miscela di verande di tipologie diverse e di bassissima qualità (e pure il vedere queste su facciate dove vi sono balconi privi delle stesse). Ma non c'è modo di imporre l'uso di tipologie che siano di alta qualità estetica? Inoltre ogni palazzo (ogni palazzo dove la maggioranza dei proprietari desideri avere la veranda) dovrebbe adottare il medesimo modello di veranda (con medesimo materiale e colore). Mentre per i palazzi dove la maggioranza NON desidera avere la veranda, i proprietari che ne fanno uso hanno l'obbligo di rimuoverla al fine di mantenere l'omogeneità estetica/stilistica dell'edificio.
7) La regolamentazione delle recinzioni dei giardini e di tutte la proprietà private che si trovano all'interno del Comune di Roma. Sono infatti numerosissime le recinzioni comunemente definite "recinzioni da pollaio" che conferiscono alla città un aspetto sciatto, campagnolo (nel senso dispregiativo della parola) ed improvvisato. Parlo delle reti a filo spinato; delle reti frangivista usate per giardini e quasi sempre di colore verde scuro che, oltre ad essere brutte, sono pure infiammabili; parlo delle reti metalliche zincate o delle recinzioni di ferro ondulato le quali, nella loro irreparabile bruttezza, ricordano i tetti di amianto.
Questi elementi - che molto spesso vengono addirittura sovrapposti tra loro in un caos estetico degno forse di una Mumbai - dovrebbero essere sostituiti da recinzioni idonee al contesto urbano e all'uso del terreno che queste circondano. Il Comune di Roma sembra non essere interessato neppure a queste questioni, ma l'uso di inferiate in ghisa e/o ferro di colore grigio scuro (o nero) sembrerebbe la più dignitosa per una città che porta il nome di 'Roma'.
8) L'abolizione di tettoie prodotte in plastica le quali sono solitamente (ma non esclusivamente) di color verde. Queste contribuiscono all'ulteriore involgarimento del paesaggio che negli ultimi anni ha portato Roma ad assomigliare ad una vera e propria favela piuttosto che a sé stessa.
Mi fermo qui. Ci sarebbero molte altre cose da elencare - troppe per una email come questa. Spero solo che Roma riesca a trovare chi sarà in grado di capire i problemi e di poter poi risolverli con tempistica e precisione. Speriamo.
CARLO
*Caro Carlo,
tutto giustissimo e tutto molto molto importante an che se molti, leggendo, si divertiranno a spiegarti che "i probbblemi de Roma so arrrtri". Detto ciò delibere che vadano in questa direzione sono difficilissime da ottenere e, se per miracolo venissero approvate, impossibili da applicare. Difficili da ottenere perché per ottenerle ci vorrebbe una cittadinanza dotata di dignità, senso estetico e buon gusto che richieda a politici lucidi una legislazione di qualità. E noi non abbiamo ne buon gusto (solo cattivo gusto e profonda sciatteria) ne tanto meno politici lucidi. Impossibili da applicare a causa della nostra surreale Polizia Locale ed al farraginoso sistema delle contravvenzioni che lavora con logiche così superate e analogiche che è permesso agli impiccettari funzionari comunali di togliere le multe ad amici o pseudo vip.
Qui come in mille altri casi i problemi sono chiarissimi, risolverli non solo non richiederebbe denaro ma ne genererebbe, ma per questioni intrinseche sappiamo bene che nulla cambierà. Mai.
-RFS
*Caro Carlo,
tutto giustissimo e tutto molto molto importante an che se molti, leggendo, si divertiranno a spiegarti che "i probbblemi de Roma so arrrtri". Detto ciò delibere che vadano in questa direzione sono difficilissime da ottenere e, se per miracolo venissero approvate, impossibili da applicare. Difficili da ottenere perché per ottenerle ci vorrebbe una cittadinanza dotata di dignità, senso estetico e buon gusto che richieda a politici lucidi una legislazione di qualità. E noi non abbiamo ne buon gusto (solo cattivo gusto e profonda sciatteria) ne tanto meno politici lucidi. Impossibili da applicare a causa della nostra surreale Polizia Locale ed al farraginoso sistema delle contravvenzioni che lavora con logiche così superate e analogiche che è permesso agli impiccettari funzionari comunali di togliere le multe ad amici o pseudo vip.
Qui come in mille altri casi i problemi sono chiarissimi, risolverli non solo non richiederebbe denaro ma ne genererebbe, ma per questioni intrinseche sappiamo bene che nulla cambierà. Mai.
-RFS





















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