Intrappolati nella Metro B spaccano finestrini per fuggire. Il video dei fatti di sabato

22 maggio 2017

Parte la metro. Subito si arresta dopo un gran tonfo pauroso. Un rumore di aria compressa che esce all'impazzata. Polvere e fumo. La gente si spaventa dentro, siamo sulla Metro B a Castro Pretorio, è sabato. L'altoparlante parla di un guasto ma - come racconta Repubblica, unico giornale a riportare i fatti insieme a RomaToday - chi è dentro ai vagoni non si accontenta: siamo ancora in stazione e le persone pensano ad un attentato o ad un incendio e vogliono uscire immediatamente dal convoglio. Le porte però sono bloccate. Nel caos e nel terrore generale la gente inizia a spaccare i finestrini. A mani nude o con zaini e valigette. Alla fine del filmato si vedono le persone con gli arti insanguinati. La gente in preda al panico più assurdo esce dalle feritoie e si fa aiutare da chi è fuori, altri continuano a spaccare i vetri del treno.
Dopo qualche istante le porte si aprono da sole, qualcuno spiega che si è trattato del "semplice" guasto ad un compressore.




Il video ci racconta il livello di sfiducia e di assoluto nervosismo a fior di pelle che serpeggia negli utenti del trasporto pubblico. Tra incendi continui agli autobus, reputazione sotto i piedi della manutenzione Atac e caos dovuto alla sfilza di guasti sotto la metro, nessuno si fida più di nessuno e una rassicurazione ufficiale ormai non basta: tutti pensano che sia meglio scappare. Quella gente era assolutamente convinta che Atac le stesse facendo fare la morte del sorcio. Ed ha reagito istintivamente di conseguenza: in maniera profondamente irrazionale, probabilmente autosuggestionatisi l'un l'altro. 
Si è perso totalmente il rapporto fiduciario tra cittadino e istituzione. Questo è pericoloso. Ancor pericoloso che nessuno stia lavorando per ricostruire questo rapporto. Per ri-edificare attorno a istituzioni come Atac un percepito di autorevolezza.

"Erano le 15.30 di sabato per l'esattezza. Mi trovavo nella metro B alla fermata di Castro Pretorio" ci racconta Cécile, l'autrice del video. "Ad un certo punto si è bloccato il treno e si sentiva del fumo nell'aria. Abbiamo avuto una crisi di panico e abbiamo cominciato ad urlare: non avevamo mezzi per poter aprire le porte o per rompere i vetri. Allora abbiamo cominciato a rompere i finestrini coi piedi e le mani. Siamo dovuti passare attraverso i vetri rotti, perciò ci siamo tutti tagliati le mani e le gambe. E quando siamo tutti usciti dai vagoni abbiamo visto che dalla coda del treno usciva fumo. Dopo l'accaduto nessun membro dell'Atac o della Polizia o dei controlli ha preso in mano la situazione. All'esterno qualcuno per fortuna aveva chiamato delle ambulanze, per precisione tre, ma questo sempre indipendentemente dai responsabili della sicurezza di Castro Pretorio".

Un fatto gravissimo (prontamente messo sotto al tappeto, zero dichiarazioni tra l'altro da parte della politica) sotto vari punti di vista che risulta ancor più folle guardando il filmato che Roma fa Schifo è in grado di divulgare. Una ennesima scena di assoluto delirio urbano che sarebbe impensabile in qualsiasi altra capitale occidentale. Con vittime gravi che, come di consueto, non ci sono state solo per via della buona sorte.

Il regolamento sui bancarellari e la triste sensazione d'essere amministrati da una setta

19 maggio 2017

A coronamento di un anno allucinante declinato tra clamorose incapacità, tra nomine opache, tra lotte intestine tra fazioni, clan e correnti senza esclusioni di colpi, tra provvedimenti tutti volti a ripagare le cambiali elettorali (ai Vigili, alle municipalizzate, ai cartellonari, ai dipendenti comunali) e nessuno volto a rimettere in sesto la città, l'amministrazione di Virginia Raggi ha fatto approvare (per ora solo in Commissione, ma il passaggio in Aula è solo questione di tempo) un imbarazzante regolamento per il commercio su area pubblica.

Si tratta di un danno per la città infinito e profondo: con questo regolamento si certifica che nessuna delle postazioni che oggi distruggono Roma e la rendono un posto osceno saranno eliminate. Nessuna. Dalle bancarelle a Viale Cola di Rienzo o a Viale Trastevere che stanno massacrando il commercio regolare ai camion bar di fronte ai Musei Vaticani; dalle bancarelle di fronte al Pantheon a quelle di Fontana di Trevi passando per la situazione emergenziale che si trova all'Eur, attorno a Piazza Bologna e su tutte quante le consolari (su Appia e Tuscolana no si riesce proprio più a camminare).

Tutto questo rimarrà così. Non cambierà nulla. Con una perdita economica per la città allucinante, soldi che i cittadini metteranno al posto degli operatori miracolati. Gli unici interventi del regolamento puntano a trovare ogni stratagemma possibile per confermare i monopolisti attuali (famiglie di pastori o zingari abruzzesi che si sono prese Roma, avendola trovata indifesa e ben disposta a svendersi per tre denari) scendendo fino al ridicolo di mettere per iscritto, in un articolo del regolamento, i colori e perfino le decorazioni adesive dei furgoni loro appartenenti. Poi ci sono le multe che calano, poi c'è la Fiera di Piazza Navona (per fortuna bloccata da anni) che torna in mano ai soliti e infine c'è il concetto di "anzianità" (lascito di Storace in Regione) che per la prima volta viene sposato dal Comune.

Un insulto ai giovani tra l'altro: in tutto il mondo l'universo dei food truck è il luogo dove chef emergenti e ristoratori rampanti si confrontano per poi crescere e esordire nel mercato più strutturato. Qui tutto questo è e sarà per sempre impossibile. Da regolamento.


Non ci addentriamo però nel merito del provvedimento perché ne abbiamo parlato e straparlato in passato. Quello che volevamo notare oggi è altro e attiene alla reazione che questo scandalo amministrativo e politico ha provocato: la reazione è nulla. Zero. Piatta.

Un consigliere decide di portare la città su posizione assurde, tradendo totalmente il mandato elettorale (lo dimostrano le centinaia e centinaia di commenti che Andrea Coia sta collezionando sulla sua pagina), approvando provvedimenti che se fossero stati approvati da altri avrebbero visto tutti i grillini scendere in piazza. Eppure nessuno tace. Escono articoli su tutti i giornali che condannano la cosa, ci sono migliaia di elettori (ex) grillini che si dicono indignati e nessuno parla.

Provi a sentire le persone singolarmente, off records, e le cose cambiano: senti i singoli consiglieri pentastellati, senti le persone più in vista di quel partito, senti i componenti della giunta, gli staff degli assessori. Tutti ti dicono la stessa cosa: "ma tanto non andrà mai in aula", "non siamo minimamente d'accordo con questa impostazione", "non sappiamo cosa pensare", "non facciamo altro che litigare con Coia", "stiamo lavorando nella direzione inversa". Già, però sottotraccia e senza dirlo alla città.

Ci fosse mezza presa di posizione pubblica. Ci fosse qualcuno che pone un dubbio. Ci fosse uno, uno solo, tra le decine di consiglieri indignati contro Coia che ha il coraggio di dirlo apertamente come succederebbe in un caso del genere in ogni altro partito politico. Si preferisce tenersi l'onta di essere correi ad un fatto così grave piuttosto che avanzare una semplice critica, una semplice opinione difforme. Non si parla. Semmai si aspetta che parli il guru. E così viene anche il dubbio che la mossa di Coia - favorire le micidiali lobbies degli ambulanti - non sia in realtà una scelta personale ma in realtà sia una mossa condivisa e pianificata. Ma nessuno rilascia dichiarazioni in un senso o nell'altro.

Questo è il modello con cui si autoregolano le sette però, non i partiti politici che si dovrebbero basare sulla libera opinione e sulla democrazia interna. Solo le sette si modulano sulla fedeltà al capo, sulla paura, sulla repressione preventiva. Come è possibile che esca un pezzo di questa durezza sul Fatto Quotidiano (peraltro l'organo di stampa di riferimento della galassia pentastellata) e nessuno - nessuno! - replichi in alcun modo? Come è possibile che i militanti sul territorio inondino di critiche il partito per una scelta forsennata e nessuno risponda?

Delle due l'una. Siamo di fronte ad una setta o siamo di fronte ad un partito che passa sopra a tutto e a tutti pur di portare avanti i suoi propositi affaristici, criminali e vetero clientelari. In ogni caso è una pessima notizia.  

Le condizioni delle periferie. Un lettore e il suo documentario da Centro Serena\Ponte di Nona

18 maggio 2017
Questa è stata la mia passeggiata in bici a Centro Serena, quartiere confinante da un lato con Ponte di Nona, dall'altro con Villaggio Prenestino.
Nel video ci sono le riprese di due di tre parchi confinanti, separati solo da due strade che li intersecano. Forse il video è meno d'impatto ma dal vivo la scena è da atmosfera post-apocalittica. Ovviamente sono aperti al pubblico e "praticabili". C'erano cancelli e reti che li circoscrivono totalmente divelti, distrutti, smontati. Il video continua mostrando il cuore di questo quartiere: strade esistenti delimitate da plinti di cemento e new jersey atti a non renderle praticabili con vetture e camion dove c'è praticamente di tutto, comprese auto smontate e bruciate e un edificio costruito e abbandonato.
Una parte del video è all'interno del palazzo dove sinceramente sono rimasto shockato ed ho anche avuto paura a fare le riprese... se fosse sbucato qualcuno all'improvviso non avrei saputo come fare: l'edificio viene usato come deposito di auto rubate e "tagliate". Ci sono poi le riprese di un'altra area non accessibile, al confine tra Centro Serena e Ponte di Nona, tangente alla famosa Via Mejo de Gnente. Anche qui strade costruite che tagliano tra cantieri di palazzi mai terminati...

E i canili comunali ora costano un terzo e funzionano meglio. Bastava fare un bando!

17 maggio 2017

Fiumi di parole e di ideologie ormai insopportabili e fuori tempo massimo. Strade bloccate, sit in, manifestazioni dovunque. Lagna, lagna, lagna. Terrorismo a tutti i livelli, sia sui posti di lavoro ("tutti gli addetti perderanno il loro impiego, aiutooo"), sia sul benessere degli animali (cosa c'è di più meschino che strumentalizzarli per i propri interessi?), sia - al solito - sulle ideologie: "stanno privatizzando i canili comunali".






Già, peccato che a protestare erano proprio le associazioni (assolutamente private!) che gestivano e quasi usucapivano i canili da anni e anni, in continuo regime di proroga (qui e qui un po' di rassegna stampa). Alla romana. Quando sono stati loro a privatizzare andava bene, quando invece la gestione dei canili (che sono e restano comunali) è stata finalmente assegnata tramite bando apriti cielo.




Questi sono stati i toni della battaglia sui canili, ve la ricorderete. Con anche personaggi famosi che si sono scagliati, senza approfondire un briciolo la questione, contro il "business". Come se il business fosse di per se una cosa negativa. Lo sarà, forse, ma è pur sempre meglio della clientela politica, delle associazioni oscure che rispondono al deputato di turno, della totale mancanza di trasparenza, dei costi triplicati per alimentare e tener buone clientele elettorali.
Anche il nostro blog è stato più volte tirato per la giacchetta ma mai ci siamo guardati bene di prendere le parti dei "poveri lavoratori" che per mesi hanno piagnucolato pur essendo lì (coadiuvati da tantissimi volontari: ma lavoravano o facevano lavorare solo i volontari? Chissà...) da anni e anni in proroga. A differenza di molti altri (adesso dove sono?) noi non ci siamo cascati. 

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo come è andata. Appena arrivati al governo della città Ignazio Marino e l'assessore Estella Marino hanno subito messo le mani sul problema. Lo dimostra questo chiarissimo post del 2015 che ripercorre tutta la vicenda. Obbiettivo? Fare i bandi. Finalmente. Il primo mandato a gambe all'aria dal TAR, il secondo stoppato in autotutela perché nel frattempo era venuta giù la slavina di Mafia Capitale. Però poi con Tronca le cose sono andate avanti nonostante le proteste e finalmente a gennaio ci sono state le assegnazioni. Ha vinto una società proveniente dalla Campania che ora ha qualche mese di esperienza e evidentemente si sente sicura di dire certe cose. E le dice in un post che ci è parso particolarmente interessante e dal quale abbiamo fatto partire questo ragionamento.


Insomma a dispetto di chi a Roma si scaglia contro il metodo dei bandi ecco i risultati (anche se si tratta di una sola campana, ovviamente): tutto funziona meglio, vince il merito, il Comune risparmia un sacco di soldi e c'è totale trasparenza e chiarezza laddove c'era profonda opacità. In tutto ciò le condizioni degli animali migliorano alquanto. Ah, una trentina di operatori della precedente gestione sono stati pure reintegrati dalla nuova!
È questa la strada: bandi e evidenze pubbliche. La città è culturalmente e amministrativamente indietro anni luce, basti pensare al Rialto dove aveva sede il Comitato per l'Acqua Pubblica (sic.): finalmente sgomberato per la seconda volta, il comitato ha dichiarato che neppure parteciperà al bando per l'assegnazione di nuovi spazi comunali sebbene l'assessore al bilancio Mazzillo glielo abbia confezionato (contravvenendo a qualsiasi onestà intellettuale) su misura. Non si partecipa ad un bando per principio, perché la logica deve essere quella delle amicizie, dell'affidamento diretto, dei contatti loschi, delle conoscenze, del "c'ho n'amico ar comune". Ogni impostazione orientata al merito e alla trasparenza è considerata alla stregua di fascismo e sfruttamento: peccato che è così che si muovono tutte le città del mondo evoluto.

Quando questa logica viene superata nonostante le resistenze ideologiche più allucinanti, tutto migliora sotto ogni punto di vista. Salvo per chi, prima, ci marciava. Ecco perché siamo sostanzialmente stati sempre molto favorevoli anche alla odiatissima Delibera 140 con la quale Marino, pur con qualche eccesso, puntava a riorganizzare con questa logica e questa impostazione tutto il patrimonio immobiliare capitolino oggi preda dei più veloci, dei più ammanicati, dei più dritti.

E il M5S in tutto questo? Ovviamente sempre un comportamento ambiguo e populista. Con geni come il consigliere comunale Diaco (peraltro capo della Commissione Ambiente) che se ne sono usciti con le solite frasette fatte e demagogiche: "ma perché i canili non li gestisce direttamente il Comune invece di esternalizzare?". E certo, come no, uffici che non sono in grado neppure di mettere un timbro li piazzi a gestire la salute degli animali, una cosa tecnica e specifica che richiede competenze di settore. D'altro canto era la stessa cosa che chiedevano le vecchie associazioni gestrici: così pensavano di trasformare i loro lavoratori (centinaia) in dipendenti comunali. Operazione alla romana che per fortuna, nonostante le posizioni vetero assistenzialiste e proto stataliste di una parte dei pentastellati, è andata buca laddove almeno per una volta ha trionfato la tanto odiata "legalità"...

23 minuti di imperdibile documentario da New York per fare tutti i confronti con Roma

15 maggio 2017
Mai ci saremmo aspettati il successo che avete tributato ieri al lunghissimo filmato che raccontava per filo e per segno tutto lo scempio circostante l'area del Colosseo. In realtà neanche tutto perché si poteva perfino andare avanti, ad esempio documentando le condizioni del Colle Oppio o approfondendo cosa succede dentro la stazione e sotto ai binari. 


E visto che i dati di YouTube non possono mentire, abbiamo notato che, sebbene infinito, il documentario vi ha appassionato e lo avete seguito in migliaia. E allora beccatevi un nuovo pezzo dalle grandi lunghezze che richiede attenzione, tempo, dedizione, concentrazione, ma che alla fine vi arricchirà e vi aprirà gli occhi su alcune cosette.


Abbiamo messo insieme una serie di clip girate a New York City di recente e ne abbiamo fatto un lungo docu-film (vabè, si fa per dire: qui siamo all'home made spinto!) a costo zero di ben 22 minuti. Una zozzeria dal punto di vista tecnico, ma un gran documento dal punto di vista civico per chi avrà voglia di studiare e approfondire le differenze siderali che ci separano da una città che non più di 20 o 30 anni fa aveva gli stessi problemi che ha oggi Roma e che invece oggi risulta uno dei luoghi più piacevoli dove vivere, lavorare, fare turismo, addirittura passeggiare. 

Il filmato si occupa di verde pubblico, di tavolini all'aperto, di sosta delle vetture, di trasparenza nel rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, di innovazione e smart city, di bancarelle, di commercio e di sviluppo architettonico e immobiliare. Buona visione in full HD e diteci nei commenti. 

Area del Colosseo in condizioni mai viste. il cortometraggio definitivo. (Con aggressione)

14 maggio 2017

Proporre un video superiore a un quarto d'ora su un blog come il nostro può sembrare un'azione spericolata: chi mai avrà voglia di seguirlo tutto? E invece vi chiediamo questo sforzo, proprio a voi che tutti i giorni ci seguite e ci usate per capire la città e per avere chiavi di lettura. 
Ebbene amici, alcune cose richiedono tempo sono impossibili da sintetizzare (beh, certo, se avessimo avuto i soldi per un bravo montatore...) e devono essere esperite così, per intero. Questo cari signori è un pezzo di neorealismo a tutto tondo. Non il neorealismo poetico e speranzoso della fine degli anni Quaranta o degli anni Cinquanta, ma il neorealismo aggressivo, violento, mafioso, connivente e coatto di oggi.

Nel filmato c'è tutto e non ci vogliamo troppo dilungare col testo per non portarvi via ulteriore tempo perché già dovrete investire oltre 15 minuti quest'oggi. Però non dimenticate di notare: la sporcizia, le condizioni del verde, gli spazi comuni utilizzati come deposito per gli abusivi, la invasione delle bighe-segway dei venditori di giri turistici, sono dovunque in quantità allucinanti e hanno capito il gioco: a Roma già non ti considera nessuno se occupi suolo pubblico abusivamente in maniera stabile, se poi lo fai avendo sotto due rotelle (che tu sia una odiosa biga, che tu sia una bancarella semovente o che tu sia una macchina in divieto) allora quasi ti diranno bravo. Spaventoso l'assalto dei venditori di acqua, di quelli di selfie. Spaventosa più di ogni altra cosa l'assenza totale di controlli. Ciascuno fa quello che gli pare senza la benché minima deterrenza. Non c'è un centimetro quadrato dall'area libero dal controllo del racket organizzato degli abusivi: perfino alberi e cespugli non hanno più la loro reale funzione, ma sono i nascondigli delle mercanzie illegali da vendere. 


Qualcuno, e diciamo una cosa forte, avrà nostalgia dei camion bar. Almeno fino a qualche anno fa i turisti assetati non dovevano umiliarsi a comprare bottigliette dagli abusivi. 

La collina che fronteggia il Colosseo verso il Fagutale non è una discarica. È peggio. Perché almeno nelle discariche c'è chi si occupa del trattamento e soprattutto non ci sono persone che ci nascondono merci illecite o angoli dove si va a cagare. È evidente come l'economia criminale sia qualcosa di non marginale, di avvolgente e smisurato. La massa critica degli abusivi spesso equivale quella dei turisti. È pieno zeppo di zone, infatti, dove tutta questa popolazione assolve i suoi bisogni corporali. Il lezzo delle feci umane ormai è un tratto della città, sempre di più.

L'esperienza di visita dell'Anfiteatro Flavio (ma è lo stesso al Palatino, è lo stesso a Fontana di Trevi, è lo stesso a San Pietro e in decine di altri siti) è qualcosa di profondamente spiacevole. Questo rimane ai visitatori. Per chi osa dire qualcosa, come per chi ha effettuato il filmato, il rischio delle aggressioni si trasforma, come si vede al minuto, in certezza. Ma ora sicuramente arriverà qualcuno a dirci che in realtà è un vecchio filmato del 2014. Già, ma nel 2014 però i Fori Imperiali erano realmente presidiati e pedonali e non entrava chiunque come oggi (da mesi ormai l'amministrazione Raggi ha deciso di riaprire, senza avere il coraggio di ufficializzarlo, i Fori al traffico) e come chiaramente si vede dal filmato. Basterebbe questa triste considerazione per smentire i complottisti. 

Castel Sant'Angelo massacrato e umiliato. Un video da guardare e riguardare

13 maggio 2017

L'incredibile apetta della Roma (ufficiale della A. S. Roma? Ma davvero?) che negli ultimi giorni sta ammorbando piazze e strade della città con tanto di corredo di majorette danzanti. I venditori di tour e bus turistici che si aggirano come tafani dotati dei loro segway tutti arredati di rosso come se fossero dei carri pronti a combattere al Circo Massimo. Fastidiosi come zanzare. Guardate quanti sono. I "panettoni" di cemento a terra come nella tristissima Milano degli anni Novanta. Una patetica carrozzella tirata da un ronzino in piena area pedonale. Una quantità imprecisata e difficilissima da contare di raccapriccianti bancarelle di souvenir, brutte come non si vedono da nessuna parte del pianeta. Ovviamente piazzate sopra il percorso LOGES per i non vedenti. I venditori abusivi di aste per farsi i selfie. Gli immancabili centurioni con la scopa in testa che simboleggiano il fallimento micidiale di chi amministra la città e che in 10 mesi è riuscito a portarla indietro di quanto meno 10 anni.


E siamo solo a metà di questo minuto e mezzo di filmato. Ma andiamo avanti.

Ancora venditori abusivi che offrono a chiunque passi. Una gran folla. Artisti di strada che è arduo definire tali. Menestrelli elettronici e casse acustiche che trapanano le orecchie e rendo assai spiacevole la visita ad uno dei monumenti più importanti del mondo. Successivamente ancora sciami incontrollati di venditori di pacchetti turistici con delle espressioni da farabutti che la metà basta. Ma la sorpresa è alla fine del filmato...

Se volete capire come mai il turismo a Roma sta andando a gambe all'aria e perché quello che resta è un turismo scadente e squallido guardatevi e riguardatevi questo video. 

Come sta andando ioSegnalo? Un esperimento, ecco i risultati

12 maggio 2017


26 aprile 2017 ore 12.51


Per questo esperimento si è tenuto conto di questi fattori:
- si è dato tempo al corpo di Polizia Locale di Roma Capitale di risolvere la problematica (6 mesi);
- si è scelto un luogo centralissimo dove passano decine di appartenenti al corpo al giorno (via del Corso altezza civico 28);
- si è scelta una problematica che non dovrebbe essere di così difficile risoluzione (sequestro dei cartelli e multa ai trasgressori facilmente rintracciabili, sono lì a pochi metri);
- si è scelta una problemativa visibilissima da chiunque;
- sono state fatte 10 (dieci) segnalazioni.

Il risultato è stato:
- 9 segnalazioni "passate a programmazione" e 1 segnalazione "chiusa"
- il 16 ottobre 2016, giorno della prima segnalazione, c'erano tre cartelli abusivi e il 17 aprile 2017, giorno dell'ultima, abbiamo sempre tre cartelli abusivi (due di stesse attività presenti alla prima segnalazione)
- a 7 giorni dall'ultima segnalazione abbiamo sempre due cartelli abusivi delle stesse attività segnalate 6 mesi prima;

ioSegnalo è uno strumento straordinario. Trasparente, permette di tracciare, consente di avere big data e statistiche. Purtroppo a molta gente sta passando la voglia di usarlo nonostante l'entusiasmo iniziale. Il declino di ioSegnalo ci fa pensare ad una città inemendabile e irriformabile. Una città dove non appena arriva un'innovazione seria e con grandi potenzialità, viene poi messa sotto il tappeto per mantenere a tutti i costi lo status quo. Questo ci fa venire una tristezza profonda senza stare a dare le colpe a nessuno. 

Certo è che smontare senza logica e senza senso la precedente direzione della Polizia Municipale che queste novità le aveva inventate, promosse, spinte e alimentate è stato un segnale chiaro da parte di questa Giunta. 

Matteo Renzi ritiri questa cretinata delle magliette gialle pulisci-monnezza

11 maggio 2017
Le strade della città sono già colme di rumenta e pattume, perché farle subire anche un'invasione di pagliacci vestiti di giallo che pretendono di far politica sostituendosi agli operatori ecologici? 

Questo articolo serve a spiegare quanto sia profondamente sbagliata, ridicola, patetica l'iniziativa di Matteo Renzi per rispondere ai problemi di Roma e della sua raccolta rifiuti. Ma prima di raccontarla in questi termini diamo atto. Perché nel 90% di cretinata c'è un 10% di operazione riuscita. Perché non c'è dubbio sul fatto che l'annuncio di Matteo Renzi (oltre che a scaturire una esilarante risposta di Osho) abbia portato ad una decisa accelerazione del Comune di Roma: per evitare di trovarsi con una schiera di "piddini" vestiti di giallo e immersi nella monnezza che a quel punto sarebbe stata identificata nella sua amministrazione, Virginia Raggi ha spinto l'acceleratore per superare l'emergenza rifiuti generatasi a causa di 25 aprile, 1 maggio e Pasqua. Gli impianti si sono messi a lavorare 24 ore (ma non potevano farlo anche prima, pure senza Renzi?), si è stretto per aumentare la capacità dell'inceneritore di San Vittore (uh, i grillini che chiedono più inceneritori: questo è successo!) e le strade stanno un po' migliorando anche se le segnalazioni di accumuli non mancano. Insomma la provocazione di Matteo Renzi un risultato lo ha ottenuto e neanche da poco.

Ebbene: resti una provocazione! Non si vada oltre. Non si arrivi davvero a scendere in piazza a far finta di pulire Roma scimmiottando realtà serie e autorevoli come Retake Roma che questo lavoro, senza bandiere di partito, lo svolge da anni. Sarebbe un'umiliazione dell'impegno civico, una presa in giro verso chi a Roma si dà da fare per la città senza alcun secondo fine politico o di campagna elettorale; significherebbe una sottovalutazione gravissima del problema in se, del tema di cui parliamo: il trattamento dei rifiuti. Cosa c'entra il trattamento dei rifiuti con la raccolta e lo spazzamento? Nulla o quasi. Si sta misitificando, si sta facendo confusione, si sta gettando polvere negli occhi della gente e non ce n'è affatto bisogno. E lo sta facendo un ex primo ministro: questo è gravissimo e inaccettabile. Questo significa superare perfino il populismo, la demagogia e l'imbarazzante ignoranza grillina. Nulla hanno insegnato le elezioni francesi? Per sconfiggere i populisti devi fare altro, non devi inseguirli sulla loro strada.

Un partito fa politica, non fa sceneggiate mistificatorie. Fare politica significa far funzionare le istituzioni che si governano (e la Regione Lazio non funziona, santo cielo, non funziona affatto!) e significa fare una franca e durissima opposizione nelle istituzioni che sono governate dagli avversari, specie quando questi avversarsi governano male. E a Roma il PD sta amministrando a braccetto con i Cinque Stelle su tutte le partite più delicate. Zero opposizione nonostante Virginia Raggi stia esprimendo uno dei peggiori e più gravi e gravidi di conseguenze mal governi che la città ricordi. Smontano le Farmacie Comunali, occupano politicamente l'Atac, fanno regali assurdi al pubblico impiego per incamerare voti, blandiscono gli occupanti, sfasciano un progetto eccezionale come quello di Tor Di Valle, distruggono l'obbiettivo delle Olimpiadi, stoppano la riqualificazione di Ama infarcendola di vertici inadeguati, ritornano i centurioni, i risciò, i cartellonari di nuovo padroni del territorio, gli ambulanti che si scrivono da soli i regolamenti. (Questa è la vera monnezza romana che il PD per decenni ha fatto finta di non vedere in virtù di squalliderrimi interessi da due lire). Tutto nel totale silenzio del PD che anzi, nelle commissioni e in aula, sotto sotto collabora col partito di governo all'insegna di un consociativismo che non si era mai visto.

Forse va proprio in questa direzione l'iniziativa prevista da Matteo Renzi e dalle sue magliette gialle. Essendo una iniziativa patetica, ridicola e sciocca è l'unica iniziativa che non può impensierire per davvero il Movimento 5 Stelle e si iscrive in una finta guerra combattuta in superficie ma inesistente in profondità tra i due partiti che, di fatto, amministrano la città insieme all'insegna della reciproca e rispettiva cura delle rispettive clientele elettorali. 

Non sappiamo quale parte del PD romano abbia consigliato a Matteo Renzi un'iniziativa così negativa che rimarrà come un'onta per anni sul partito, ma facciamo appello a quella parte sana che pure c'è dei Democratici affinché si possa salvare il salvabile annullando l'operazione.

A Roma a sistemare la faccenda dei rifiuti e di Ama ci aveva provato giustappunto Ignazio Marino. Aveva scelto un assessore di alto profilo anche tecnico come Estella Marino, dei manager cazzutissimi (Alessandro Filippi ad esempio. E poi il presidente Fortini) che stavano completamente cambiando direzione dopo aver cacciato via a male parole Fiscon e Panzironi. Aveva iniziato il processo che ha portato in questi giorni al licenziamento di chi era stato assunto nell'ambito di Parentopoli. Ama si era dotata di un piano industriale e stava diventando indipendente dal punto di vista degli impianti - nonostante l'ostruzionismo della Regione Lazio - e soprattutto dopo decenni di chiacchiere era stata chiusa Malagrotta. Una rivoluzione vera che si sarebbe compiuta se si fosse consentito a quella esperienza amministrativa assolutamente marziana di strutturarsi e completarsi. 
Invece di scommettere su questa storia, di sostenere lo straordinario cambiamento che stava avvenendo e che s'era avviato, Renzi ha deciso di affossarla. Lo stesso Renzi che oggi scende in piazza a pulire la città. La stessa città che sarebbe stata senz'altro pulita se Renzi avesse permesso a Ignazio Marino di completare il suo progetto. Affossando Marino e regalando la città ai Cinque Stelle Matteo Renzi sapeva perfettamente quale china avrebbe preso Roma. Sapeva perfettamente che le lobbies sarebbero tornate a divorarsela. Sapeva perfettamente che le grandi riforme messe in pista si sarebbero arenate. Questo sta succedendo e i sacchetti di spazzatura per le strade sono frutto anche della sua fatwa su Marino e su quella stranissima e irripetibile esperienza politica che, dopo 40 anni di volemose bene, stava provando a cambiare radicalmente prospettiva nella capitale d'Italia.

Questa storia delle magliette gialle è dunque chiaramente un imbroglio ancor più odioso dei tanti imbrogli che ogni giorno il Movimento 5 Stelle al governo di Roma ci propina e che i lettori qui trovano quotidianamente rinunciati. Il PD avrà la forza di evitarci questa pagliacciata insensata, controproducente, ignorante?

La mafia romana dei cartelloni ora sta tranquilla. La riforma è stata affossata

10 maggio 2017
Non ci sono solo le bancarelle, i camion bar, l'assurdo mondo degli ambulanti che è riuscito a portare dalla sua parte l'amministrazione. Non solo lì si sta tornando indietro a tempi buissimi per quanto riguarda la Commissione Commercio. L'assemblea guidata da Andrea Coia, dove M5S, destra e PD governano a braccetto per tutelare gli interessi delle lobbies più che per garantire il buon governo per tutti. Ci sono anche - vi ricorderete i nostri anni e anni di battaglie - i cartelloni. Un settore micidiale a Roma, un mercato che dovunque è una grande opportunità civile e che invece nella nostra città è un autentico racket in mano ad una serie di operatori senza scrupoli che umiliano anche il lavoro di chi è onesto.
Cosa è successo in passato? Dopo anni di negligenza e di tentativi non portati a dama (Rutelli, Veltroni) e dopo gli anni del totale lassismo che ha regalato la città alla mafia dei cartelloni (Alemanno), finalmente con Marino si è affrontata la questione. Se la consiliatura fosse durata tutto il suo tempo naturale si sarebbe anche risolta visto che nei primi due anni già era stato approvato il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari e i relativi piani specifici per i Municipi. Ma come sappiamo per tanti motivi e anche per questo Marino è stato fatto saltare.

E' arrivata la nuova amministrazione e sarebbe bastato un mero passaggio in Giunta per portare la riforma in porto, far partire i bandi ed avere in cambio qualità, legalità, economia sana e tanti tanti servizi per i cittadini. Da 11 mesi la Giunta tiene bloccato tutto, l'assessore Meloni non tocca palla, in compenso la tocca, eccome, Andrea Coia. Il consigliere pentastellato - tristissimamente noto alle cronache di questo blog - ha convocato svariate volte la commissione commercio su questo tema. Benché la cosa non fosse minimamente competenza del Consiglio e della Commissione ma solo della Giunta. Lo scopo? Buttarla in caciara, fare casino, cercare di stoppare la riforma di Marta Leonori e Ignazio Marino, metterla in discussione, convocare i "portatori di interesse" (anche qui!) per dimostrare che la riforma non deve andare avanti. La cosa assurda è che la riforma venne votata anche con il sì dei consiglieri grillini quando erano all'opposizione! Il colmo dei colmi.

E Coia, qui come per gli ambulanti, sta riuscendo nel suo scopo di difendere i "portatori di interesse" a danno dei cittadini e della città. La riforma è bloccata da mesi, in città - pare di essere tornati nel 2010 - i cartellonari sono tornati tranquilli e padroni, la notte vengono impiantati cartelloni abusivi e la città sta perdendo un sacco di soldi e di opportunità. Non abbiamo toilette pubbliche? Non abbiamo segnaletica turistica seria? Non abbiamo mappe? Non abbiamo impianti pubblicitari di qualità? Non abbiamo il bike-sharing? Chiedetevi perché. Chiedetevi perché Roma incassa dai cartelloni tanto quanto intasca Genova benché le potenzialità parlino di decine e decine di milioni l'anno: potrebbero trasformarsi in servizi, restano in tasca alle lobbies. 

Qui sotto il comunicato congiunto che oggi tutte le associazioni che da oltre 7 anni combattono contro questa autentica mafia hanno diramato oggi. Ma quando la volontà di difendere gli interessi e le clientele più inconfessabili è così radicata e condivisa da una maggioranza politica come sta accadendo a Roma in questi mesi, i comunicati e i cittadini poco contano purtroppo. Aiutateci a raccontare cosa sta succedendo in questa città se ancora Roma vi sta un pochino a cuore.


***


Dall’insediamento dell’amministrazione Raggi nessun passo avanti è stato compiuto. La città attende maggior decoro e servizi importanti quali bike sharing e toilette pubbliche. Ma la giunta sembra aver dimenticato il Piano Regolatore approvato anche con il voto dei consiglieri 5stelle.

C’è il rischio concreto che nel settore della pubblicità esterna si torni indietro di 7 anni, al caos che ha provocato la diffusione a Roma di decine di migliaia di cartelloni brutti e irregolari. Quella che l’allora sindaco Alemanno definì “mafia dei cartelloni” provocò 3 morti e decine di feriti per il posizionamento, senza regole, di plance e paline ai bordi delle strade o sugli spartitraffico
La mobilitazione dei cittadini, che raccolsero oltre 10mila firme per una Delibera di Iniziativa Popolare, portò la giunta Marino a varare una radicale riforma. Nel 2014 fu approvato il Prip (Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari) e fu avviato l’iter dei piani di localizzazione (posizioni esatte dove possono essere installati gli impianti). Il Prip e il nuovo Regolamento della Pubblicità ottennero il voto favorevole e decisivo dei 4 consiglieri comunali del M5S: Virginia Raggi, Enrico Stefàno, Marcello De Vito e Daniele Frongia. Sebbene oggi siano ai vertici dell’amministrazione capitolina, non hanno più compiuto i passi necessari al completamento della riforma, rischiando di farla impantanare definitivamente.

L’ITER DELLA RIFORMA
La riforma dei cartelloni pubblicitari a Roma si sviluppa nelle seguenti tre fasi:
1) approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP);
2) approvazione dei Piani di Localizzazione degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PiaLMIP);
3) aggiudicazione della gestione decennale degli impianti tramite bandi di gara.
La 1° delle 3 fasi è stata condotta in porto dall’allora Assessore Marta Leonori della Giunta del Sindaco Marino che, il 30 luglio del 2014, ha fatto approvare il PRIP.
La 2° fase è quella dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari cui spetta di individuare sul territorio le posizioni esatte in cui verranno installati i futuri nuovi impianti pubblicitari, di cui si affiderà, nella terza ed ultima fase, la gestione decennale dei lotti di impianti messi a gara: è stata avviata anch’essa sempre dall’Assessore Leonori che il  13 ottobre del 2015 ha fatto approvare dalla Giunta Capitolina la proposta dei 15 Piani di Localizzazione (uno per ognuno dei 15 Municipi di Roma), senza poterne poi concludere l’iter per causa delle dimissioni del Sindaco Marino.
Il procedimento è stato ripreso dal Commissario Straordinario  Francesco Paolo Tronca, che non l’ha potuto portare a termine a sua volta per causa delle sopravvenute elezioni comunali: al momento delle sue dimissioni su ognuno dei 15 Piani di Localizzazione erano stati tenuti altrettanti incontri pubblici per raccogliere osservazioni, proposte ed istanze da parte di cittadini, comitati e associazioni (ivi comprese quelle di categoria delle ditte pubblicitarie e le corrispondenti società da loro rappresentate).
Per completare l’iter di approvazione dei Piani di Localizzazione l’attuale Giunta Capitolina deve ora acquisire i pareri espressi dai Consigli di ognuno dei 15 Municipi e “controdedurre” – cioè rispondere - sia ad essi che all’ampia documentazione trasmessa al termine degli incontri pubblici.
Dal 22 giugno 2016, data di insediamento della Sindaca Virginia Raggi e nomina ad Assessore alle Attività Produttive di Adriano Meloni, non è stato fatto nessun passo in avanti.

IL RUOLO DELLA COMMISSIONE COMMERCIO
Sebbene il completamento del procedimento spetti alla sola giunta Capitolina, la commissione commercio presieduta da Andrea Coia (M5S), ha dedicato alla questione diverse sedute alle quali hanno partecipato esponenti delle principali associazioni di categoria delle imprese pubblicitarie che, evidentemente, nutrono speranza di proseguire nello status quo, evitando i bandi di gara che sono previsti dalle normative attuali e confermati dalla principale giurisprudenza.

I SERVIZI PRODOTTI DALLA RIFORMA
Oltre a ridare maggior decoro alle strade, spesso deturpate da troppi impianti pubblicitari, la riforma porterà a Roma servizi che essa attende da anni quali bike sharing, toilette pubbliche ed altro. Una parte della superficie pubblicitaria, infatti, sarà aggiudicata tramite bando di gara ad una ditta o più ditte che in cambio dell’esclusiva dell’utilizzo di quegli impianti per 10 anni, dovranno offrire gratuitamente alla città fino a 350 ciclostazioni posizionate in luoghi strategici per andare al lavoro in bicicletta ed allentare così la morsa del traffico. Il Campidoglio, tramite i bandi, potrà anche chiedere agli aggiudicatari altre tipologie di servizi quali toilettes, manutenzione del verde pubblico, arredo urbano, etc.

Le associazioni firmatarie del presente comunicato stampa si augurano che la Sindaca Raggi voglia garantire tempi certi per l’entrata in vigore e il completamento della riforma, dimostrando così che la città dei e per i cittadini non è la solita promessa elettorale.

Associazione Carteinregola
Associazione Bastacartelloni-Francesco Fiori
Associazione Ottavo Colle
Cittadinanzattiva Lazio
Coordinamento Residenti Città Storica
Comitato Cartellopoli
Comitato Porta Asinaria
Diarioromano.it
Italia Nostra Roma                                                                        
Romafaschifo.com
Roma Pulita!
Vas (Verdi, Ambiente e Società)  

13 foto per mettersi a piangere sulle condizioni di Piazza Vittorio

9 maggio 2017













Sebbene gli argomenti su cui parlare di Piazza Vittorio Emanuele II siano molteplici (sporcizia, abbandono, condizioni del verde pubblico, sosta selvaggia, traffico, arredo urbano, manutenzione, commercio), ci concentriamo questa volta - ancora una volta - sulle bancarelle.
Sforzatevi ad immaginare cosa sarebbe Piazza Vittorio se fosse in una città normale e non nell'unica capitale occidentale dove vincono i racket, le prepotenze, gli interessi di pochi a danno di tutti. Portici puliti, illuminazione impeccabile (a led bianchi, tiè!), filodiffusione musicale pagata dai commercianti, negozi di qualità, magari anche etnici per valorizzare la residenzialità del territorio, pianoforti e caffè con eleganti tavolini all'aperto.

Quello che si chiama "centro commerciale naturale". Cheppoi è l'unico serio contrasto credibile ai "centri commerciali artificiali" che tutte le amministrazioni dicono di voler combattere, ma solo a voce.

In realtà oggi il centro commerciale naturale di Piazza Vittorio lo fanno queste micidiali bancarelle. Eliminate da Veltroni furono ripristinate in piazza da Alemanno e oggi vivono e prosperano nel contesto di una amministrazione che, finalmente, si è schierata totalmente dalla parte del peggiore ambulantato. Anche oggi piccolo nostro contributo a sensibilizzare su quello che sta succedendo in Commissione Cultura, dove l'amministrazione a Cinque Stelle sta cercando di approvare un regolamento vergognoso sul commercio su area pubblica che rinuncia a riformare un settore che invece necessiterebbe di una radicale trasformazione; un regolamento scritto a quattro mani con le stesse lobbies che dovrebbero essere regolamentate. 

Le scene che vedete in queste foto ce le terremo noi per sempre e soprattutto le lasceremo in eredità ai nostri figli. Mostruosità commerciali impensabili in qualsiasi altra città occidentale che guadagnano cifre elevate, alimentano il lavoro nero e l'evasione fiscale e, in tutta risposta, ritornano al Comune cifre ridicole per l'occupazione del suolo pubblico. La città ne risulta cornuta e pure mazziata. Quando, invece, grazie alle scadenze della Direttiva Bolkestein, avremmo proprio in questi mesi la possibilità di cambiare tutto. 

"Le foto sull'emergenza rifiuti sono false!". Fondamentalismo a 5 Stelle supera i limiti

8 maggio 2017
C'è una retorica del folklore, del comico, dell'ingenuo, dell'inesperto. C'è comunque un latente tentativo di derubricare come semplicemente ridicoli certi atteggiamenti. Noi li consideriamo gravi e pericolosi, non (solo) ridicoli e per cui cerchiamo di parlarne.

Li consideriamo ancor più gravi se notiamo come i meschini troll da social network, i diffusori a cottimo di fake news, gli spargitori di fangono non sono più profili anonimi creati ad hoc e gestiti altrettanto ad hoc da società di marketing, bensì direttamente i profili ufficiali del partito pentastellato. Si supera, insomma, una soglia. Si sale di livello. Non mandano più gli scagnozzi ad avvelenare i pozzi, fanno loro in prima persona.

Ci succede sempre di più ma ieri è capitato in maniera clamorosa. Protagonista il profilo Twitter ufficiale del XV Municipio. I fatti:
Pubblichiamo in mattinata questo tweet per avvisare Atac di un disservizio sulla metropolitana e Atac dopo qualche ora interviene e risponde in questo modo. A noi il post è apparso subito molto chiaro: Atac aveva sistemato l'anomalia e ce lo faceva presente con una foto. Molto bene e grande efficienza domenicale nell'ambito di una sana collaborazione tra blog e istituzioni.

Ma se vivi immerso nella pozzanghera della post verità anche uno scambio come questo può sembrarti sospetto e puoi pensare che la risposta di Atac sia da leggere come: "siamo andati a verificare e non è vero quanto segnalate, in realtà è tutto pulito e la foto l'avete pubblicata solo per infangarci". Una interpretazione malata (perché mai avremmo dovuto pubblicare una foto finta, o vecchia?), ma che può essere immaginata da chi di falsità, raggiri e manipolazioni è abituato. 

E infatti chi ti spunta subito? Certo, un po' di troll anonimi, che stanno sempre nel conto. Ma soprattutto il profilo ufficiale del partito che governa il XV Municipio (oltre che la città). I cui gestori evidentemente di domenica pomeriggio non avevano di meglio da fare che infangare con mezzucci chi considerano avversario politico. Come sapete il Movimento 5 Stelle con l'avversario politico non discute, ma lo infanga inventandosi idiozie galattiche pur di metterlo in cattiva luce. Contando su una audience di pubblico suggestionabilissima perché sempre ignorante e impreparata. Per questo ma non solo per questo il Movimento 5 Stelle è stato definito alla fine dello scorso anno da serissime inchieste giornalistiche come una delle più grandi se non la più grande fabbrica di disinformazione a livello globale

Ed ecco come entra nella discussione il profilo del M5S di Ponte Milvio.
Seguendo la interpretazione malata di cui sopra del tweet di Atac il social media editor interviene come leggete. Dando per scontato non solo che la nostra foto sia un falso risalente ad anni fa (era stata scattata la mattina alle 11 meno qualcosa!), ma soprattutto che le centinaia di foto relative all'emergenza rifiuti che ci state inviando da giorni e che stiamo rilanciando sui nostri profili siano in realtà risalenti al 2014. Insomma il messaggio per chi legge è che non c'è a Roma una emergenza rifiuti, ma che le immagini che si vedono sono taroccate, non bisogna dar loro molto affidamento. 

Naturalmente, come leggete qui sopra, dopo un po' di tempo Atac è stata costretta a precisare il senso del suo tweet. Alcuni si sono scusati, M5SRomaXV si è dileguato. Forse sarebbe meglio lasciar correre e ignorare o farci l'abitudine. Ma quando iniziano addirittura ad essere dei profili istituzionali a attuare queste atroci tecniche forse va sottolineato e segnalato. Chi gestisce il profilo del partito di Grillo nel XV Municipio? Sarebbe possibile sapere chi è stato a scrivere accuse così gravi? Se le accuse sono documentabili ci potrebbero dire quali foto del 2014 avremmo pubblicato? Chi gestisce i profili social del M5S nel XV Municipio è pagato dall'amministrazione e dunque da noi cittadini? Ed è pagato per dire bugie e spargere fango o per informare i cittadini? Il profilo è gestito da Roma o da altre città? La domanda non è peregrina: come avrete notato lo stile di molti profili personali e istituzionali sembra rivolto essenzialmente ai cittadini che non sono romani: un cittadino romano sa perfettamente (basta aprire la finestra) quale è la situazione dei rifiuti oggi a Roma; ma un cittadino di Udine, di Lecce o di Trapani che non ha sottocchio la città magari può pensare davvero che è in atto un complotto, che è tutta una montatura per screditare il Movimento e i "ragazzi meravigliosi" che stanno cercando di amministrare Roma. Sono le tecniche messe a punto dalla struttura di marketing e information tecnology che sta dietro a questo raggruppamento politico e che, sempre di più, noi consideriamo pericolosa e insidiosa a amplissimo livello.

Continuamente, a fronte di zero confronti sul merito delle questioni che solleviamo, riceviamo fango, bugie, invenzioni sul nostro conto. Presto inizieranno gli attacchi giudiziari e le querele strumentali per farci chiudere. Non mancheremo di raccontarvi. Roma fa Schifo ha con estrema durezza attaccato da anni tutte le giunte e tutte le amministrazioni precedenti. Di ogni colore. Alemanno, che massacrammo giorno dopo giorno per 5 anni di fila, il massimo che fece è bloccarci su Twitter. Oggi invece siamo sotto una mitragliata continua di intimidazioni, attacchi giudiziari, minacce dei querele ma soprattutto di bugie. E non era mai successo: se non condividi quello che scrivo spiega perché e dimmi dove sbaglio, non cercare di produrre dossier per inventarti bugie sul mio conto in modo da infangarmi. Questo è un modo di operare che solo la Camorra (e a Roma i "movimenti") adopera e si chiama "macchina del fango" così ben spiegata da Roberto Saviano.
Il tutto nella scomoda posizione - e anche questo non era mai successo - di essere gli unici a costruire una narrazione in contrasto con l'abisso di malgoverno che ammorba la città da mesi. L'amministrazione è infatti così attenta a soddisfare gli appetiti di tutte le clientele e di tutti i gruppi di potere che l'opposizione praticamente non esiste, ne in aula ne sui giornali. Un consociativismo che a Roma non si vedeva da anni e che forse in questo modo non si era mai visto. 

Questo andazzo è molto più vicino ad un nuovo fascismo che ad un buffo folklore. Questa gente non è "incapace" come tutti dicono, ma è piuttosto "capace di tutto". Speriamo che qualcuno se ne renda conto prima che sia troppo tardi. O, in alternativa, speriamo che quella parte sana del Movimento - che pur ci sarà - rimetta in riga una esperienza politica che oggi si configura come ancor più raccapricciante (e ce ne voleva) delle esperienze precedenti.

"La Fontana di Trevi è ormai proprietà di gang criminali. Così sono stato aggredito"

6 maggio 2017












L'altro ieri verso mezzogiorno passando davanti la Fontana ho voluto fare una foto per mandarla ad un amico. In quel momento uno dei signori che vendono selfie stick si trovava proprio davanti a me. 
Mi ha chiesto se volevo lo stick, ho risposto no. Poi mi ha detto "allora perché mi stai fotografando?" Ho risposto che stavo fotografando la fontana, non di certo lui. Ma si vede che non bastava e appena faccio per allontanarmi per Via del Lavatore ho sentito dietro delle urla, mi sono girato e già erano un gruppo di quattro energumeni che mi chiamavano. 
Ovviamente non sono tornato e per sicurezza sono entrato in una delle pelletterie nella via. Ho visto che mi aspettavano fuori. Pensando che volessero solo propormi la loro merce sono uscito e in quel momento mi hanno assalito cercando di strappare il mio cellulare dalle mani. Ovviamente ho resistito e per cercare di attirare l'attenzione dei vigili ho cominciato a urlare forte. E a chiedere ai negozianti di chiamare il 113.

La risposta di uno dei negozianti che era sulla porta era? "Aho l'importante è che non entrate qui!!!" E ha chiuso il negozio... Dalla pizzeria più vicina, dove ho cercato di entrare sempre trascinando dietro i neri che mi tenevano per il giubbotto, mi hanno spinto fuori e hanno chiuso! 


Per fortuna avevo fatto amicizia con una piccola gelateria nel vicolo e pur essendo più lontana ho trovato le forze per trascinare me e quelli che mi trattenevano. Ho lanciato il mio cellulare dietro il bancone dei gelati e la signora l'ha recuperato. Poi un signore è uscito da dentro e ha scacciato via urlando i neri. 


Abbiamo chiamato il 113 e dopo 15/20 min è arrivata una pattuglia. Ho raccontato lor cosa è successo, hanno fatto una segnalazione e poi... Mi hanno detto che mi consigliano a evitare quella zona per un pò!


Cioè io, il turista, tra altro sono a Roma in trasferta per lavoro - sono un pittore e sto facendo una ricerca - dovrei stare lontano da uno dei più bei monumenti del mondo per non disturbare un gruppo di delinquenti che se n'è impossessato? Sono senza parole, sembra che la più bella città del mondo ormai e davvero abbandonata nelle mani della criminalità con la sostanziale complicità delle forze dell'ordine che hanno totalmente abdicato al loro ruolo.


Vi mando anche delle foto che ho fatto fare dopo l'accaduto, a supporto della denuncia, per capire cosa c'è attorno a Trevi.
Ilian Rachov

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