Ne capita una al giorno quando va bene, alcuni giorni ne capitano anche svariate. Stiamo parlando degli sfondoni assolutamente inaccettabili che i rappresentanti amministrativi a 5 Stelle ci regalano ogni dì invece di concentrarsi ad amministrare la città.
Sfondoni, gaffes, irritualità, mancanza totale di rispetto delle istituzioni. Ieri, per dire, il capogruppo pentastellato in Campidoglio se n'è uscito con un post su Facebook (poi modificato, ma Facebook conserva impietoso la cronologia delle modifiche) in cui strumentalizzava a squallidi fini politici la memoria di Giovanni Falcone. Non felice la sindaca Virginia Raggi ha proseguito blaterando di San Francesco e di come il Movimento politico cui appartiene (ma lei ha scritto MoVimento, la V maiuscola, la V di Vaffanc...) si riferisca al santo di Assisi come stella polare per le proprie azioni. Falcone, San Francesco... Poi vai ad indagare e trovi un gruppo di affaristi che da mesi si muovono a Roma con l'unico scopo di accumulare potere e consenso occupando militarmente la città nell'ambito di una fratricida lotta tra fazioni avverse. Il tutto utilizzando come scorciatoia la assoluta tutela delle lobbies, delle mafiette, dei piccoli e dei grandi racket che hanno spolpato la città negli ultimi trent'anni: cartellonari, dipendenti pubblici, tassinari, vigili urbani, balneari, ambulanti e bancarellari sono solo degli esempi soft.
In tutto questo teatro continuo, in questa ininterrotta performance dell'assurdo e della mancanza di dignità, in questa pozzanghera di mal governo in cui le azioni dei pochi pentastellati in gamba vengono inquinate e vanificate, si rischia di "perdersi" le chicce più di nicchia.
Ieri ne abbiamo trovata una niente male. Riguarda il buon Marco Terranova, da qualcuno soprannominato "me lo magno" per i modi volitivi con cui si rivolge al prossimo quando si arrabbia (la conversazione in cui parlava di Marcello De Vito è solo un esempio).
Ebbene in perfetta coerenza e addirittura con le stesse frasi e la stessa impostazione riportate nelle migliaia di manifesti abusivi - ovviamente contro "il PD"... - che hanno incartato la città in questi giorni, il presidente della Commissione Bilancio del Campidoglio (sic.) ha deciso di utilizzare il suo ruolo per aizzare i cittadini contro una riforma (giusta o sbagliata non sappiamo e poco ci interessa in questa sede) promossa dal Governo. Ma perché lo ha fatto? Perché crede che la cosa riguardi Roma? Perché è un tema di interesse collettivo? Perché è un tema coerente con il suo complicatissimo ruolo di Consigliere Comunale?
Niente di tutto questo: lo ha fatto perché l'Aci Informatica, presunta vittima della riforma del PRA che il Governo sta portando avanti, rischia di trasformarsi o di chiudere e lui... lavora ad Aci Informatica.
Un livello di ineleganza e inopportunità amministrativa che, a parti inverse, avrebbe fatto gridare come aquile e scendere in piazza qualsiasi grillino che si rispetti. Ma ora che al potere ci sono loro, nelle piccole e nelle grandi cose, si comportano molto ma molto peggio di come facevano quelli prima. Utilizzare un ruolo pubblico e istituzionale per coinvolgere l'attenzione dei cittadini su battaglie assolutamente private se non addirittura personali. Grande squallore.
Ma in realtà la cosa che ci interesserebbe di più è capire cosa ne pensa il buon Terranova delle migliaia e migliaia di manifesti abusivi e anonimi (anzi, firmati dai "lavoratori e lavoratrici di Aci Informatica", ovvero i suoi colleghi) che umiliano la città in questi giorni, che invadono stazioni della metro, mura monumentali, che coprono pubblicità regolarmente acquistate, che stuprano pareti storiche e che - su questo Terranova in qualità di Capo della Commissione Bilancio dovrebbe dire qualcosa - comportano spese su spese per le defissioni al Comune...





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