Scuolabus a Roma. Se ben organizzati potrebbero cambiare faccia in positivo al traffico della città?

16 ottobre 2014
Il discorso fa un po' il paio con il video che vi abbiamo mostrato ieri mattina. Le folle tutte romane fuori dalla scuola dei “pupi” per andarli ad accompagnare o per andarli a riprendere. Mamme e babbi incavolati neri, nervosi, stressati, barricati dentro suv enormi, trasmettono ansia, prevaricazione, violenza e spregio delle regole e del rispetto dell'altro ai loro bambini che così crescono in un ambiente mostruoso che, pian pianino, iniziano a considerare normale. Normale che sulle strisce ci sia parcheggiata un'auto, normale che fuori scuola ci sia il caos di smog, clacson e gente avvelenata per una doppia fila bloccante, normale venire accompagnati con il fuoristrada di mamma fin praticamente dentro l'aula, normale considerare sfigato chi arriva a piedi, coi mezzi pubblici o in bicicletta. Le conseguenze sulla qualità media dei nostri giovani, dei nostri ragazzi, dei nostri adolescenti, sono sotto gli occhi di tutti.

E così le scuole – non contente di essere insicure al loro interno per mancanza di manutenzione, soffitti cadenti e mura marce – si ritrovano anche ad essere luoghi pericolosissimi fuori. Praticamente le uniche scuole europee a non essere messe in sicurezza. Ad affacciarsi su strade mortali. A Parigi in corrispondenza di ogni scuola il marciapiede si allarga e si dota di ringhiere per rendere fisicamente impossibile la sosta (anche lì ci sono mamme e papà particolarmente premurose, ma l'amministrazione ha giustamente optato per non far fare loro come gli pare e piace), inoltre a terra compaiono fior di dossi per impedire alle auto di correre; a Roma invece fuori ad ogni scuola c'è il caos più incredibile nella totale mancanza di rispetto dei bambini. Ogni giorno una piccola guerra civile di cittadini contro altri cittadini che magari non miete vittime (qualcuna si), ma contribuisce alla creazione dei pessimi cittadini di domani (sui cittadini di oggi ormai abbiamo quasi perso le speranze). Questo significa procrastinare sine die il riscatto civico della città, significa non poter contare neppure sulla generazione che oggi ha 10 anni. Non è accettabile. Come fare?

Qualche piccola iniziativa di nicchia ma lodevole è stata intrapresa qualche anno fa con il Pedibus: insomma andare a piedi a scuola, tutti insieme, con percorsi prestabiliti aspettando, ad ogni sosta, i bambini che abitano in quella zona. Questo permette a molti genitori di “lasciare” il figlio che andrà così a scuola senza genitori ma comunque accompagnato nell'ambito di un gruppo gestito da altri genitori o da personale addetto. Poi si è parlato di andare a scuola in bici e qualche iniziativa si è avuta. Ma comunque tutte cose episodiche laddove servirebbero misure assolutamente strutturali.

Una misura strutturale potrebbe essere investire in maniera vasta e impattante sugli scuolabus. Ogni scuola – stiamo parlando delle elementari – dovrebbe organizzarsi i suoi mezzi. Con una ratio di tot mezzi ogni tot studenti e organizzando percorsi credibili in base ai domicili dei vari alunni. Il servizio potrebbe autosostenersi economicamente – magari con un contributo a copertura perdite della Regione o del Comune o del Ministero dell'Ambiente o di quello dell'Istruzione – grazie agli abbonamenti pagati dalle famiglie stesse. Non scambiamolo per un ulteriore aggravio per i costi delle famiglie perché questo costo sarebbe comunque estremamente inferiore al costo che ogni famiglia paga per possedere un'auto, manutenerla e farla muovere tutti i giorni magari solo per portare il bimbo a scuola. Un serio network di scuolabus – che potrebbe essere dato in gestione o assegnato previo bando a piccole cooperative o a grandi player nazionali o multinazionali – potrebbe infatti convincere alcune persone a rinunciare totalmente al possesso dell'auto, con un risparmio economico neppure paragonabile alla 'retta' da pagare al gestore del servizio scuolabus.

Sarebbero inoltre innumerevoli i vantaggi per il traffico, specie nelle ore di punta del mattino e del pomeriggio. Molti genitori, infatti, prendono l'auto solo perché necessaria ad accompagnare il figlio o i figli a scuola. Se si riuscisse a far venir meno questa necessità molti rinunzierebbero (o al possesso o comunque al movimento dell'auto) scegliendo altri mezzi per andare a lavorare con ujn vantaggio grandissimo per la congestione del traffico. Ovviamente questo processo non potrebbe mai – mai a Roma, purtroppo – essere spontaneo e dunque andrebbe indotto da una serie di misure. In primis la sistemazione degli esterni delle scuole: se eliminiamo fisicamente la possibilità di parcheggiare o di fermarsi nei pressi dell'istituto, andarci in macchina diventa decisamente molto meno sexy e la soluzione dello scuolabus si trasforma in qualcosa di assai allettante. È chiaro che fintanto che i genitori del Marymount potranno continuare a bloccare mezza Nomentana per accompagnare i figli a scuola le cose difficilmente cambieranno, quando invece arriveranno e si accorgeranno di non potersi fermare neppure 15 secondi allora inizieranno a valutare alternative. Gli scuolabus, poi, dovrebbero viaggiare nelle corsie preferenziali per aumentare la propria velocità commerciale. Questo elemento dovrebbe consigliare ad un rafforzamento deciso del numero delle prefernziali, ad una loro protezione con cordoli e arredi urbani e ad una loro videosorveglianza con apposite telecamere per evitare invasioni.


Insomma l'implementazione di un sistema organico e vasto di scuolabus e la coercizione – più o meno blanda – ad utilizzarlo per la maggior parte delle famiglie, potrebbe portare, a costi molto bassi, a dei benefici notevolissimi (non abbiamo calcolato i guadagni del sistema sanitario regionale grazie al minor stress, minor inquinamento, minore incidentalità, ma siamo nell'ordine delle centinaia di milioni all'anno, siamo certi di non sbagliare: ecco perché la Regione dovrebbe partecipare con decisione al progetto finanziandolo nel caso non stesse in piedi da solo) di larga scala e ad ampio spettro. Con un enorme potenziale di cambiare faccia al traffico in città. Dunque: scuolabus, nuovi arredi urbani anti-sosta (e multe!) fuori dalle scuole, gestione privata, nuove preferenziali (protette!). Quando si parte? E voi che ne pensate? E poi, magari, come ci ha mostrato Striscia la Notizia qualche giorno fa, i mezzi già ci sono....


17 commenti | dì la tua:

bat21 ha detto...

Bhe considerazioni assolutamente condivisibili. Tra l'altro in Italia come si e' messi relativamente a questo tipo do servizio? Ammetto la mia ignoranza in materia

Anonimo ha detto...

RfS, vorremmo sapere come è finita, come è andato l'appello, Roma fa Schifo - Casa Paund

Anonimo ha detto...

Fino a qualche tempo fa esisteva anche lo scuolabus a piedi, ovvero degli operatori del comune prendevano i bambini in punti prestabiliti e li accompagnavano a scuola. I benefici erano molti, dai bambini che facevano un pò di moto e socializzavano e niente macchine vicino alle scuole. L'iniziativa costava pochissimo, ma il buon Alemanno decise di eliminarla.

Anonimo ha detto...

Condivisione piena. Andatelo a spiegare a chi ci governa.

Jacopo Grassi ha detto...

il problema è che questa cosa funzionerebbe se i bambini fossero costretti ad andare nella loro scuola di zona, mentre purtroppo qui non è così, ognuno manda i propri figli dove preferisce

Anonimo ha detto...

Da settembre il comune di ROma ha aumentato moltissimo le tariffe per lo scuolabus e molti genitori stanno pensando (o forse lo hanno già fatto) di dare disdetta e ricominciare a portarli con i mezzi privati.

Anonimo ha detto...

Ma spesso accade, purtroppo, che questi scuolabus vanno a prendere i bambini rom dai campi per portarli a scuola. Giustissimo, per carità!
Ma questi bambini, oltre ad avere carenze di igiene, e privi, ripeto purtroppo, di educazione e senso civico (non per causa loro, ma dei genitori zingari), finiscono per picchiare i bambini italiani che prendono anche loro lo scuolabus, ed i genitori italiani, giustamente, non mandano più i loro bambini a scuola con lo scuolabus.
Quindi il problema continua a sussistere!

Anonimo ha detto...

L'idea dello scuolabus a piedi (qui tutte le info: comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=scuolabus_a_piedi_dses.wp) è ottima, purtoppo però molte famiglie si stanno spostando in periferia e continuano a lavorare al centro e i bambini li iscrivono alle scuole di roma...

Anonimo ha detto...

senza considerare che io tutte le mattine incontro uno scuolabus che ha l'arroganza di fermarsi in mezzo alla strada per far salire i bambini bloccando per 10 minuti tutti noi in fila...allora qualcuno superiore stabilisca le priorità nel senso è giuso che se io sto andando in ospedale a fare la dialisi vengo bloccata perché ci stanno sti cazzo de bambini che devono essere caricati (stesso discorso per le congestioni di traffico attorno alle scuole)....

Anonimo ha detto...

E' una cosa troppo avanti e intelligente a roma non la faranno mai, rassegnatevi!!!

Anonimo ha detto...

bat21 in genere funziona che il comune organizza il servizio e fa pagare le tariffe apposite. Visto che un sacco di comuni sono in bancarotta le tariffe sono alte. Nel mio paese (non abito a Roma) da due scuolabus pieni si è passati a uno scuolabus quasi pieno perché tante famiglie non possono pagare la tariffa troppo alta (che si aggiunge a tutte le altre tasse naturalmente). Inoltre, almeno qui, non so in altri posti, ogni scuolabus deve avere oltre all'autista un accompagnatore/trice che controlla durante la salita e la discesa e all'arrivo a scuola controlla che tutti entrino. Finché si trovano volontari va bene, altrimenti tocca pagare anche questi.

Anonimo ha detto...

segnalo questo interessante studio in merito:

http://www.agenzia.roma.it/home.cfm?nomepagina=news&id=138

bat21 ha detto...

Grazie. Purtroppo capisco che innalzando la soglia della spesa molti possano dover rinunciare il servizio.

Anonimo ha detto...

Ho abitato a Roma fino ad un anno fa ed ho vissuto sulla mia pelle quello sopradescritto. Ora vivo a Malta un paese più a Sud della Sicilia dove si perla in parte anche arabo ed i problemi sono tanti come da noi ma.....qui vengono gestiti. Qui il problema del traffico è molto sentito e ad esempio per portare mia figlia a scuola impiegavo circa 45 minuti per fare 11 km. Bene qui le scuole hanno tutte un servizio di scuolabus che nella peggiore delle ipotesi costa circa 250 euro al mese ma i bambini che vengono accompagnati entrano per primi ed escono per primi. Gli altri devono aspettare fuori la scuola che gli scuolabus siano entrati a scaricare o a caricare i bambini.

bat21 ha detto...

250€/mese! Mi sembra un enormità!

Jacopo Grassi ha detto...

stai seriamente paragonando una nazione di 400k abitanti (la valletta 6k) con una città come roma?

Anonimo ha detto...

Mah, non entro nel merito dei soliti insulti che sparate contro i romani, ormai ho capito come la pensate.
Davvero pensate che un bambino che va scuola faccia caso a come parcheggiano i genitori per accompagnarli?
A me hanno sempre accompagnato in macchina e non mi sembra di essere diventato un delinquente.
Ed io sono il primo a dire che i ragazzini, non appena hanno l'età per farlo, debbano andare a scuola da soli.
Comunque, quando sono grandi, il problema non si pone, poiché, anche se accompagnati in auto, scenderebbe al volo senza che il genitore debba parcheggiare.
Credo inoltre che in ogni classe almeno metà dei bambini vadano a scuola a piedi. COn il traffico di Roma, l'inefficienza del trasporto pubblico, il traffico impazzito e l'impossibilità di trovare parcheggio, è interesse di tutti trovare una scuola o un posto di lavoro raggiungibili a piedi. Purtroppo, non è possibile a tutti.
Detto ciò, ben vengano scuolabus, arredo urbano (per la sicurezza dei ragazzini stessi), ma anche altre piccole cose.
Ad esempio, ad una scuola qua vicino, hanno messo davanti all'entrata un'area di sosta "per la sola salita e discesa degli scolari", che scendono dall'auto e sono già in cortile.
Dunque, è un problema che si può risolvere con la collaborazione di tutti, in primis del Comune e delle scuole stesse, senza bisogno d creare guerre o inutili polemiche.

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