Imperativi per l'imminente post-Atac: facciamo pagare alla gente il biglietto del bus e cambieremo la testa delle persone. Storie da New York, Firenze e Londra

20 ottobre 2014




Ehssì, è sempre la Teoria delle Finestre Rotte. Ve ne abbiamo parlato mille volte, ma non ci stancheremo mai perché è solo e soltanto sulla comprensione di questo semplice e banalissimo postulato (degrado chiama degrado più grande, illegalità chiama illegalità più grande) che si può basare il riscatto della nostra città. Sappiamo perfettamente che – anche a causa nostra e della grandinata di aggiornamenti negativi che vi somministriamo ad ogni ora qui, su Twitter e su Facebook – molti di voi hanno perso la speranza, ma dobbiamo affermare con forza che una situazione simile, e anche peggiore, è stata propria di altre città (New York su tutte, ma anche Londra, per certi versi Parigi) che grazie alla ferrea applicazione della teoria di cui sopra hanno, semplicemente, risolto.

Una delle azioni che l'allora sindaco di New York City Rudolph Giuliani e il suo capo della Polizia intrapresero per invertire la rotta ad una città che era considerata senza speranze fu quella, udite udite, di far pagare il biglietto della metropolitana e del bus a chi lo evadeva. Evadere il biglietto, come accade oggi a Roma in maniera soverchiante, conferisce a chi lo fa un senso di impunità, uno spregio delle regole. “Ho violato questa norma, ho fatto il furbo, ho fatto pagare altri al posto mio infilandomi dietro, ho buggerato l'amministrazione e come ho fatto oggi lo posso fare domani, e magari domani prevarico ancor di più, in qualche altro modo, magari parcheggio male, magari mi metto nel posto per disabili, magari mi metto sul marciapiede per evitare di pagare le strisce blu, tanto sotto la metro non mi hanno controllato e non mi controlleranno neppure in superficie. Se ho un negozio e voglio reclamizzare qualcosa non pago le tasse comunali, perché sotto la metro si può eludere, le strisce blu si possono eludere, e allora anche il servizio affissioni si potrà eludere e allora affiggo abusivamente” e così via all'infinito: si generano cittadini nemici della loro stessa città, del loro stesso ambiente dove vivono, cittadini che vivono gli spazi comuni come qualcosa da depredare, da sfruttare finché ce n'è. Giuliani, dicevamo, partì dai mezzi pubblici. Se ti do la percezione di essere controllato lì, di non poter fare il furbo lì, di essere sanzionato lì, allora sarai meno invogliato a fare l'incivile altrove. I risultati furono strabilianti.

A Roma c'è Atac, con i suoi dirigenti incapaci, i suoi sindacati inaggettivabili, i suoi dipendenti scansafatiche. Finché ci sarà Atac le speranza di implementare formule occidentali di gestione sono a zero. Ma dobbiamo pensare al dopo-Atac. Ovvero a quando, ad esempio, a Roma succederà come è successo a Firenze: la vendita della società municipalizzata ad una grande multinazionale. Ci sembra una cosa utopistica? Beh, a Firenze è successo. La gloriosa Ataf è ora di proprietà di un raggruppamento di aziende con a capo una società del Gruppo Ferrovie dello Stato (provate, ad esempio, a non pagare un biglietto su un Frecciarossa). E i cambiamenti si vedono eccome, non solo perché finalmente in città è partita la costruzione della linea 2 e della linea 3 del tram che consentirà all'area urbana fiorentina di liberarsi dalla morsa del traffico, ma soprattutto per quanto riguarda i bus ad esempio. Guardate le foto sopra: cosa notate? Esatto: il bus è a due porte soltanto, non come quelli romani pensati appositamente per favorire gli evasori, se entra dunque soltanto davanti e si fa bippare la carta sotto lo sguardo dell'autista che, in assenza di biglietto, può emetterne uno. Questo articolo de La Nazione spiega tutto per filo e per segno. Ma come, ma non era vero allora che in Italia i sindacati vietavano questa pratica che è la norma in tutto il pianeta terra. Allora non è un problema nazionale, bensì un problema locale. Tutto romano. Come la schiacciante maggioranza dei problemi di cui parliamo ogni giorno.

E qui arriva l'obiezione più frequente in questi casi: “a Roma nun ze po ffa perché i mezzi sono pieni degggente e si dovemo entrà tutti da davanti e passà er bijetto l'audo deve sta fermo du ore ogni fermata”. Idiozia: i bus sono affollatissimi a Roma, è vero, ma lo sono proprio perché (proprio perché!!!) sono de facto servizi sociali gratuiti. Falli pagare, falli pagare davvero e vedrai come saranno molto meno affollati. Questo come prima risposta. Ma poi c'è una seconda risposta. Una azienda di trasporti in salute, una azienda di trasporti dove tutti pagano il giusto e dove i bilanci non sono fallimentari, è una azienda che garantisce delle frequenze di passaggio degli autobus (grazie anche ad un implementazione radicale e a tappeto delle corsie preferenziali protette, senza le quali non si canta messa) decisamente diverse rispetto alla situazione attuale. Più frequenze, ovviamente, significa mezzi meno affollati. E il cerchio si chiude e con lui si archiviano le stolte obiezioni a trasformarsi in una città civile.

Abbiamo parlato, così chiudiamo con un altro esempio internazionale, di autobus e di porte. In questo senso ci sono delle novità da Londra dove i nuovissimi bus in servizio in città hanno anche una porta posteriore dalla quale si può entrare. Ma come controllare gli ingressi se l'autista – che a Londra come a Firenze, a New York e in tutto il pianeta terra controlla che chi sale sia munito di titolo di viaggio – è solo davanti? Semplice: anche dietro c'è un addetto della società di gestione che bada a far pagare chiunque metta piede nel bus. L'evasione tariffaria, insomma, è talmente dannosa (a Roma si parla di cifre tra i 100 e i 150 milioni l'anno, guarda caso giusta giusta la cifra di deficit annuo di Atac spa) che vale la pena pagare uno stipendio in più piuttosto che rinunciare a degli introiti. E così un bus genera non uno ma due posti di lavoro e trasmette ai cittadini da una parte un senso di controllo (che evita l'innesco della Teoria delle Finestre Rotte, che non s'attiva se ci si sente controllati), dall'altro – specie di sera – un senso di sicurezza che invoglia anche gli utenti più deboli (anziani, minori, donne sole di notte) a servirsi del mezzo pubblico in ogni momento della giornata lasciando perdere il mezzo privato. Insomma, vincono tutti e perdono solo gli incivili. Ma in fondo vincono anche loro perché questo stato di cose li educa, li costringe a trasformare la loro mentalità. Una trasformazione che sarà loro utile in altre circostanze, in altri momenti, in altri contesto.


Ma anche a Londra non c'è Atac. Non c'è un carrozzone pubblico dove tutti sono completamente disinteressati a far funzionare le cose, dove gli stipendi arrivano indipendentemente dai bilanci e dai risultati. Anche a Londra, come a Firenze, ci sono società private che gestiscono il servizio e che sopravvivono nella misura in cui il servizio (eccellente) che offrono viene pagato da tutti, senza evasioni, elusioni o inciviltà e autentici furti mascherati da furbizie. Anche a Londra, come a Firenze, c'è un conflitto di interessi sano: il cittadino che vuole cercare di risparmiare e di viaggiare gratis, entra in conflitto con il gestore del servizio che - essendo orientato al profitto e non alla clientela elettorale che tende a farti tener buono anche il cittadino incivile, perché è dotato di un voto che purtroppo vale tanto quanto il voto di un cittadino civile - fa di tutto per guadagnare quanto più possibile. A Roma il cittadino incivile non entra mai in conflitto con nessuno, nessuno gli si frappone, anzi spesso viene caldeggiato, coadiuvato e aiutato dall'amministrazione: chi lo vede evadere il biglietto al massimo risponde “abbiamo le mani legate”.

61 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

articolo magistrale, complimenti, detto questo dopo aver dato un veloce sguardo ai 300 commenti dei tifosi sulla pagina FB ho definitivamente perso le speranze. Non vedo la possibilità di un cambiamento all'orizzonte, questa città sarà sempre più tagliata fuori dal contesto internazionale che, ci piaccia o meno, è quello del giro degli investimenti virtuosi fondamentali per il rilancio dell'economia e del lavoro; i suoi abitanti saranno sempre più poveri, ignoranti e violenti. Insomma mi aspetto una piccola, lenta e lunga guerra civile e mi sto attrezzando per emigrare, come hanno fatto già migliaia di persone che si rifiutano di vivere in un posto destinato alla miseria.

Anonimo ha detto...

Ma di che stamo a parla? Una società come atac che crea fondi neri stampando biglietti falsi andrebbe commissariata subito. Quando c'è casino in qualcosa vuol dire che a qualcuno fa comodo così!

bat21 ha detto...

Articolo perfetto. Complimenti.

bat21 ha detto...

Vorrei sottolineare che la politica cerca il cittadino incivile, anzi il cittadino incivile plasma il politico che gli permette di vivere sulle spalle della collettività sana tramite la spesa pubblica (per esempio con inutili e costosi posti di lavoro pubblici) o la fruzione di beni pubblici o spazi pubblici per il comodo personale. E' il meccanismo che ha distrutto il mezzogiorno di Italia e che e' evidente essere in piena funzione nella capitale.

Anonimo ha detto...

RomaFaSchfo, complimenti, articolo eccezionale, scritto in maniera semplice ma estremamente chara ed efficace. Sinceramente non avevo mai pensato ad un semplice "far pagare il biglietto" come una potenziale soluzione ai problemi che purtroppo stanno consumando la nostra splendida citta, ma devo dire che mi avete convinto e che se mai si dovesse decidere di mettere tutto cio in pratica, appoggerei subito. Detto cio, non fatevi scoraggiare da coloro che, per cause strettamente legate alla loro ignoranza e alla conseguente chisura mentale, vi criticano. Continuate cosi!

Anonimo ha detto...

Qualche precisazione:
"Una delle azioni che l'allora sindaco di New York City Rudolph Giuliani e il suo capo della Polizia intrapresero per invertire la rotta ad una città che era considerata senza speranze fu quella, udite udite, di far pagare il biglietto della metropolitana"
Già lo pagavano tutti, come dimostra l'inizio del film I guerrieri della notte, quando le varie gang usano la metro pagando il biglietto.
(Si scherza, eh :-))

"provate, ad esempio, a non pagare un biglietto su un Frecciarossa"
su un frecciarossa no, sui regionali e perfino intercity spesso e volentieri si viaggia a sbafo perché i controlli non ci sono. Non è che Trenitalia sia questo esempio di perfezione. Oddio, rispetto ad Atac lo è chiunque...

"novità da Londra"
La novità da Londra era la norma in tutta Italia ancora all'inizio degli anni '80, e lo era anche a Londra fino a non so quando. Questa marcia indietro cosa sta a dimostrare?
Comunque è esattamente il contrario di quello che si vuole con l'ingresso davanti e l'autista che controlla, ma è quello che ci vorrebbe a Roma perché non si tratta solo di affollamenti dovuti alla scarsità di mezzi e alla frequenza troppo bassa ma anche di comportamenti violenti di troppa gente. Si vogliono gli autisti barricati davanti: che possibilità avrebbero di far pagare il biglietto a chi non vuole in quel modo? Molto meglio due persone per autobus, almeno nelle linee più critiche come quelle notturne o superaffollate.

Riccardo ha detto...

Ma chi la comprerebbe una società come ATAC? Trovatelo un matto che si accolla questo carrozzone di raccomandati e scansafatiche...

Anonimo ha detto...

Sulle notturne ci vorrebbero piuttosto due marines ogni mezzo!

Anonimo ha detto...

Ecco la cronaca del trasporto pubblico romano di ieri


Tor Tre Teste, sassi contro il vetro del bus 556: "Ferite due passeggere"
http://www.romatoday.it/cronaca/sassi-bus-556-tor-tre-teste-.html


Torpignattara, bottigliate e sangue sulla linea Roma-Giardinetti: colpito un autista
http://www.romatoday.it/cronaca/rissa-aggressione-autista-tor-pignattara.html

Anonimo ha detto...

Bellissimo articolo, bastava un minimo di buonsenso, intelligenza ed onesta' in passato e le cose sarebbero un idilio ora:
e' come aver trasformato un raffreddore in un tumore.
Credo che per come siano messe le cose ora la situazione cambiera' solo se avverra' qualcosa simile a quello che sta accadendo in Siria.

Anonimo ha detto...

Finché avremo i sindacati che vietano agli autisti di svolgere anche mansioni di biglietteria saremo sempre nel mondo dei sogni

Anonimo ha detto...

Articolo magistrale. W RomaFaSchifo

Anonimo ha detto...

lo stò dicendo da anni: la privatizzazione è l'unica via di uscita

gli appalti per i trasporti vanno messi a gara e rinnovati ogni due anni sulla base del soddisfacimento dei livelli di servizio, altrimenti la ditta perde l'appalto

vedrete che ci sarà tutto l'interesse dell'azienda privata a far funzionare il servizio e a far pagare il biglietto

basta municipalizzate !!! basta partiti !!! basta sindacati !!!

Anonimo ha detto...

Come per altre situazioni italiane catastrofiche, basterebbe semplicemente COPIARE ciò che nelle altre nazioni funziona da memorabile tempo.
Il come risolvere il problema dei biglietti evasi, è una tra le cose COPIABILI con molta semplicità.
Il problema (ed è il motivo per il quale non si attueranno mai i sistemi di pagamento elencati nell'articolo) è che poi non avranno più una scusa per giustificare gli ammanchi di cassa a causa dei sapienti dirigenti che hanno sperperato senza controllo il NOSTRO denaro.
Ora è facile ".....siamo in deficit perchè la gente non paga il biglietto (che baggianata!)"
Se tutti iniziassero a pagare il biglietto?
Non potrebbero più giustificare con una scusa banale il deficit che comunque ci sarebbe!!

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo, cio' che accade a Roma e' intollerabile tuttavia temo che dietro il lassismo di Atac ci sia ancora una volta la politica, una politica che vuole ancora facilitare gli immigrati, credo che sia per questo che da ormai trent' anni i bus di Roma sia gratis, l' ingresso e la vita degli stranieri in Italia andava facilitato per imporre il tipo di societa' multi-divisa odierna, non credo affatto quindi che il lassismo sia casuale ma voluto ed imposto (insieme ovviamente ad altre situazioni) dall' alto.

Andrea Rossi

Anonimo ha detto...

E' molto semplicistico e furviante pensare che la privatizzazione dei servizi risolva tutto. Chi ha avuto l'acqua privatizzata ha sperimentato un drastico calo della qualità e un aumento spropositato delle tariffe. Ferrovie è privata e i treni dei pendolari fanno schifo. Serve un controllo PUBBLICO efficace altrimenti il problema non si risolve e il l'efficacia dipende dagli automatismi tra retribuzioni dei dirigenti e qualità ed economicità del servizio. Basterebbe introdurli per respirare aria nuova.

Anonimo ha detto...

Il solito complottismo per cui i problemi di Roma sono minuziosamente pianificati da un Ufficio Trame Segrete. Il quale ufficio sarebbe l’unico ente pubblico che funziona nello svaccamento generale, un pozzo di trovate efficienti messe in opera in maniera infallibile da solerti funzionari.

Tutto pur di non guardarsi in faccia e riconoscere la citta’ sfaticata e ignorante che Roma e’ diventata.

mnz ha detto...

Troppo chiaro, troppo logico, e quindi il medio cittadino di questa città NON capirà, non apprezzerà, e soprattutto, NON accettare idee troppo ragionevoli e costruttive. Meglio il caos, il disordine, il degrado. Occorre da ora in poi spedire copie dei commenti ai vari istituzioni altrimenti NON cambierà MAI nulla. Non possiamo sempre ed esclusivamente prencercela con il comune, ma prima i nostri municipi e poi le vare ditte che contribuiscono al degrado facendo finta the tutto. sia normale.

Anonimo ha detto...

NEW YORK NON SALI SE NON PAGHI
LONDRA NON SALI SE NON PAHI
PARIGI NON SALI SE NON PAGHI
MADRID NON SALI SE NON PAGHI
VIENNA NON SALI SE NON PAGHI
AMSTERDAM NON SALI SE NON PAGHI
ECC. ECC. ECC.

A ROMA PRIMA SPOSAMO I FROCI E POI PENSIAMO AI ROMANI, MARINO HA CONFUSO CHI SE LO DEVE PIA' N'DERCULO.


antonio ha detto...

Tutto vero. Tutto bello. Domandina semplice semplice: domani questo sistema viene adottato a Roma. Alle 7:20 provo a salire senza biglietto sul 105. L'autista che cosa deve fare?
1. Ferma il bus e mi fa scendere
2. Chiama qualcuno/qualcosa per farmi scendere
3. Chiude e riparte.

Provate ad indovinare.

Secondo voi ci saranno autisti disposti (per lo stesso stipendio che prendono ora) a fare qualcosa in più?
Voi lo fareste?

Sopratutto con la consapevolezza che se metti le mani addosso a qualche criminale, scostumato, Imbecille c'è il serio rischio di passare un guaio.

Ma siamo seri!


Anonimo ha detto...

Intanto in tutte le citta' che hai elencato il matrimonio gay c'e'.

Che la priorita' sia sbagliata sono d'accordo anche io (che sono gay) ma non si capisce perche' una cosa debba negare l'altra, anzi. Quelle citta' sono piu' efficienti e moderne anche perche' hanno abitanti che non si sganasciano per le solite battute su "pijassela ner culo".

Anonimo ha detto...

Il mistero è come mai, dopo tutto quello che è successo, il servizio pubblico è in mano ancora all'Atac.

Anonimo ha detto...

è l'uovo di Colombo, più di 50 anni fa sul tram c'era il bigliettario, o pagavi o scendevi. poi è arrivata l'automazione e il voler risparmiare a tutti i costi così è arrivata anche la beffa

Anonimo ha detto...

Ha ragione 2.35 pm, è quello che mi sono sempre chiesto anch'io: visto che Roma è popolata da selvaggi e pazzi completamente al sicuro perché senza alcun controllo da parte di forze dell'ordine e quant'altro, che succede se la gente inizia ad entrare da davanti? Si vedrebbero fiumane di persone che entrano senza biglietto e l'autista che se ne strafrega e si gira dall'altra parte. Ricordo che quando misero i tornelli molti ingenui (tra cui io, devo ammetterlo) salutarono l'inizio d'una nuova era, in cui non sarebbe mai più successo che qualcuno se ne andava in giro senza pagare...bene, non c'è bisogno di dire che il "salto del tornello" è diventato sport romano per eccellenza. Poi in più, metteteci che l'Atac non ha nessun interesse a far pagare i biglietti, perché così facendo dovrebbe dar conto di tutti i buchi di bilancio e della continua sfiorata bancarotta che la perseguita, dovuta ai magna-magna di manager inetti, impiegati imboscati, sindacalisti criminali. Tanto non c'è nulla da fare...Roma è al capolinea. Si salvi chi può, e buona fortuna a tutti.

Anonimo ha detto...

p.s. Intendo dire che facendo pagare davvero i biglietti, Atac non avrebbe più scusanti per la situazione disastrosa in cui versa, visto che quel che gli interessa è continuare a magnare e nient'altro.

Anonimo ha detto...

la soluzione a questo punto è far fallire atac che non è in grado di reggersi ancora, portare i libri in tribunale, accertare le responsabilità di amministratori e dirigenti, mandare a casa tutto il carrozzone di dipendenti e affidare il servizio ai privati con l'obbligo di riassumere autisti e dipendenti ex atac meritevoli e calmierare i prezzi dei biglietti.
ma che a firenze so più fighi?

Anonimo ha detto...

@2:35 PM

Apposta dico che ci vuole il bigliettaio come giustamente facevano i nostri nonni, altro che novità da Londra. E per certe linee ci vuole anche uno delle forze dell'ordine perché sarebbe solo questione di tempo prima di qualche rissa o aggressione. Non basta eliminare una porta e dire che si entra da davanti, dopo anni di caos ognuno fa come gli pare e senza le maniere forti troppa gente continuerebbe a fare come oggi.

bat21 ha detto...

Temporaneamente e' necessario l appoggio di vigilantes. Dopo quando sarà chiaro che non si entra senza pagare non serviranno più. Speriamo in un fallimento celere e che la società che subentrerà ad atac scelga chi vuole su basi meritocratiche

Anonimo ha detto...

Romafaschifo sempre complimenti.
Purtroppo il primo commento (ottobre 20, 2014 8:49 AM) mi sembra mostrare la realtà, il cancro che è nella capoccia dei romani

Anonimo ha detto...

Da studioso del TPL da oramai decenni, il ritorno della vendita biglietti a bordo da parte di personale sarebbe il mio sogno (e se dovessero assumere chi è in 407 come me, per prima cosa, cioè tutti quelli che come me risultano disoccupati al collocamento da più di 24 mesi, sarebbe il non plus ultra), ma DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIINNNN!!! suona (purtroppo) la sveglia.

L'ho detto e lo ripeto. Il TPL a Roma DEVE rimanere così, farlo diventare civile sarebbe ridurre il rapporto incestuoso-morboso tra il romano e la sua auto con una rivoluzione non solo sociale ma anche e soprattutto economica che questo stato non può permettersi.

Se la mentalità dell'italiano diventasse (con l'educazione) quella del londinese, le automobili finirebbero col ridursi e cesserebbe anche l'unica tassa certa che l'italiano non riesce ad eludere, l'unica fonte economica sicura per il paese più abbandonanto economicamente di tutto il mondo occidentale (l'Italia)
Tempo un paio d'anni e l'Italia farebbe la fine della Jugoslavia



Quindi un TPL castrato, torturato, impotente, sostanzialmente sterilizzato, inutile, ce lo terremo finché avremo la DEA AUTOMOBILE da mantenere, se si arrabbiasse, se si sentisse tradita scatenerebbe l'inferno.

Figuratevi che il nostro paese è l'unico del mondo occidentale che non fa più figli per campare la propria automobile....e quando il petrolio non ve lo tireranno più in faccia....ci faremo delle belle risate...non vedo l'ora!


tramvinicyus

Studioso e appassionato di TPL dal 1982

Anonimo ha detto...

Si ma a questo punto la domanda d'obbligo è : se e quando Atac venderà...

Riccardo_C ha detto...

Io devo solo dire una cosa a Rfs ...
Io sono per la legalità, ma anche per l'informazione corretta e veritiera.

IL LONDON TRASPORT É UN "ENTE STATALE" A CUI FA CAPO IL SINDACO DI LODNRA.
I TRASPORTI DI A LONDRA "NON" SONO TUTTI PRIVATI, SONO UN SISTEMA DI PUBBLICO E PRIVATO. INOLTRE, É PROPRIO IL LONDON "PUBLIC" TRANSPORT CHE DECIDE LE REGOLE, E ADDIRITTURA I PERCORSI, PER I TRASPORTI DI DITTE PRIVATE A CUI È STATA FATTA UNA "CONCESSIONE", LE QUALI SONO PRINCIPALMENTE AZIENDE CHE GESTISCONO GLI AUTOBUS, PERCHÉ LA LONDON UNDERGROUND È TUTTA COMPLETAMENTE IN MANO AL PUBBLICO. SOLO LA LINEA DLR(DOCKLAND LIGHT RAILWAY) É UNA "CONCESSIONE" A UN PRIVATO.
Quindi Rfs, va bene l'etica della legalità, ma basta con il divulgare notizie non esatte e l'odio verso il pubblico solo perché "pubblico". E voi romani cominciate ad usare il cervello in modo autonomo invece di abboccare come dei pesci a tutto quello che vi dicono.
Infine, dato che ho vissuto a Londra per nove anni, e da cinque vivo a Parigi, vi dico anche che non è vero che nei famosi jumbobus, arrivati a Londra e a Parigi solo da circa 5/6 anni, ci sono sempre i controllori presenti. É una bugia.
I controllori ci sono solo se salgono per un controllo, e in generale, specialmente a Londra, la gente è contenta di questi autobus perché si evitano attese inconvenienti per aspettare che tutti entrino in fila indiana e che alcuni facciano anche il biglietto.
PS: ANCHE A PARIGI, LA FAMOSA RAPT (Régie Autonome des Transports Parisiens) É UN ENTE DI TRASPORTO COMPLETAMENE IN MANO ALLO "STATO">>>.quindi Rfs, sarebbe anche il caso di fare delle rettifiche su inesattezze che vengono divulgate su questo sito ogni tanto.

Roma fa schifo ha detto...

Di quali inesattezze stiamo parlando scusi? Diciamo, e ribadiamo, che i bus a Londra sono gestiti da privati. Dopodiché questi privati sono coordinati e controllati da quella che si chiama authority che nella fattispecie è la Transport for London e che, ovviamente, in quanto authority, è pubblica!
Stiamo dicendo la stessa cosa.

Anonimo ha detto...

La metro a Londra però è tutta pubblica. E autobus e Metro a Parigi sono pubblici (attraverso la Rapt che sento dire subentrerebbe nella gestione della Roma Lido).
Quando un sacco di gente non lo sa e all'italiana dice che il pubblico non funziona e ci vuole il privato. Il pubblico o il privato funzionano se funziona il manico. Nella capitalista Milano il trasporto è pubblico e funziona. Nella ultracapitalista Londra la strafamosa underground è pubblica e funziona. A Parigi sono ultraprotezionisti, credo che abbiano anche utilizzato uno scartamento particolare per la loro metro per evitare la concorrenza estera nella produzione dei treni e non permettono a nessuno di entrare nel loro mercato, eppure funziona.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, vivo a Firenze. Ataf e stata sottoposta prima a un tentativo di risanamento che ha dato qualche risultato purtroppo rimanevano sempre circa otto milooni l'anno do debiti strutturali quindi e stata messa AGARA la gestione del servizio cioe il pubblico ha indetto una gara stabilendo i requisiti del servizio, le garanzie occupazionali ecc... Alcuni privati hamno parecipato tra cui RATP interessatissima al tpl toscano (gestisce gia la tramvia con risultati strabilianti) poi purtroppo hanno vinto le ferrovie (purtroppo per me io avrei preferito i francesi) ad oggi ataf non ha licenziato nessuno che io sappia o sindacati scioperano con motivazioni del tipo " solidarieta al plusvalore ella sovatruttura dell operaio equadoregno come fosse antani con scappellamento a destra" esattamente come facevano prima. Non mi pare che mettere a gara un tpl sia una cosa cosi devastante anzi dopo forenze la regione ha minacciato di fare lo stesso per il traspprto ferroviario e guarda caso sono subito stati acquistati dei nuovi treni da parte di ferrovie... Grazie Dario

Anonimo ha detto...

Si’ ma il pubblico inglese e’ molto piu’ simile al privato italiano. Non ci mettono niente a licenziarti, e le condizioni di lavoro sono ben diverse. Per dire, il personale di biglieteria lo stanno mandando via tutto (ne rimarranno poche, solo nelle stazioni turistiche – il resto tutte macchinette). O licenziati o messi a fare gli assistenti sui binari, un lavoro utile ma faticosissimo, a che fare con folle enormi tutto il giorno, gestire la sicurezza, fare annunci ogni 3 minuti. Roba che quelli dei gabbiotti ATAC non reggerebbero mezz’ora.

Anonimo ha detto...

Ma prescindere da com'è il pubblico inglese, se è pubblico evidentemente lo è perché considerano meglio il risultato rispetto al privato. In Inghilterra la Tatcher aveva privatizzato le ferrovie, sia mezzi che infrastrutture. Il risultato è stato un aumento esponenziale delle tariffe, licenziamenti di massa, crollo della qualità del servizio con incidenti catastrofici e un sacco di morti. Il governo ha iniziato a rinazionalizzare le infrastrutture perché il privato non era in grado di garantire gli standard minimi di sicurezza. Oggi i binari sono pubblici, le linee sono in concessione, i prezzi dei biglietti sono altissimi e il servizio varia dal mediocre del trasporto pendolari al molto buono di certe linee. Il ritardo medio non ricordo di quanto è, ma si è stabilito di lasciare i livelli attuali perché per migliorare la puntualità si sarebbe speso troppo.

Anonimo ha detto...

Il problema e’ che questo discorso poi viene usato per difendere il pubblico italiano cosi’ come e’ – ovvero l’indifendibile.

Quindi non e’ “a prescindere”, bisogna dirlo chiaramente come si lavora nel pubblico nei paesi in cui (piu’ o meno) funziona.

Anonimo ha detto...

Mi pare che bat21 abbia scritto che il trasporto pubblico a Milano funziona bene. Allora non è un problema italiano ma di certe zone d'Italia

Anonimo ha detto...

Ma infatti Bat21 ha ragione, e non mi stancherò mai di dirlo. L'ATM di Milano (che tra l'altro gestisce anche la metropolitana di Copenaghen) è senz'altro più efficiente dell'ATAC di Roma, ma lo è sempre stata.

Anonimo ha detto...

Certamente, ma c'è anche da dire una cosa. A Milano il trasporto pubblico è sempre servito per portare gli operai nelle fabbriche a produrre; qui a Roma è sempre stato gestito per portare l'impiegato al Ministero, il quale chi se ne frega se poi arrivava tardi. E sotto il regime fascista, l'allora ATAG (Azienda Tramvie ed Autobus del Governatorato) non è che funzionasse tanto bene, perchè arrivavano alla stessa ben 150 lettere di protesta al giorno, pensate un po'...Certo, sicuramente funzionava meglio di oggi, su questo non c'è dubbio. D'altra parte, quando ero bambino negli anni settanta, mi ricordo che, sempre qui a Roma, il biglietto lo si pagava, primo perchè c'erano i fattorini, e secondo perchè i controllori passavano abbastanza di frequente. Inoltre, anche il personale ATAC entrava tramite concorso, e bene o male fungeva da filtro nella selezione del personale. Oggi questo non esiste più, a scapito di una valida selezione di chi merita veramente di lavorare in un'azienda di trasporto e di chi no (e si vede), quindi si è degradato tutto: il fattorino è stato tolto, i controllori passano una volta l'anno, quindi (come dice giustamente l'articolo, sul quale concordo totalmente) la conclusione è: "fate quello che vi pare".

Anonimo ha detto...

E questo è vero. Anche io ero bambino negli anni settanta, e mi ricordo il personale in divisa perfetta, con tanto di berretto e gradi esposti su di esso e sulle divise. Io avevo uno zio che era autista di autobus, e mi ricordo quanto ci tenesse ad indossarla pulita e ben tenuta. Oggi il personale va in giro con camicia di fuori, scarpe da ginnastica, jeans...già da questo si capisce la poca serietà dell'attuale azienda di trasporto in oggetto. Può sembrare un dettaglio secondario, ma tutto parte anche da questo.

Anonimo ha detto...

Erano comunque altri tempi, in cui anche il personale ATAC era un'autorità che si rispettava. Da ragazzo, negli anni settanta e magari ancora negli anni ottanta (dopo è iniziato lo sfascio, a poco a poco), se sull'autobus facevi casino, l'autista interveniva subito e noi ragazzi ci guardavamo bene anche solo dal rispondergli male. Oggi non è più così: questa forma di rispetto nei confronti di chi ha una funzione pubblica non esiste più, quindi lo stesso personale di oggi spesso non interviene, e non solo per menefreghismo ma anche per paura di ritorsioni, e dal quel punto di vista lo posso anche capire. Purtroppo, la situazione si è talmente degradata, qui a Roma, che rimetterla a posto non è affatto facile e richiederebbe interventi duri, che però non si vogliono prendere da parte di chi governa, magari anche perchè poi quest'ultimo teme di perdere, potenzialmente, voti e consensi.

Anonimo ha detto...

Comunque il problema non è solo l'ATAC, ma l'intera amministrazione comunale. Tanto per fare un altro paragone, sulla metropolitana di Milano vengono spesso mandati agenti della Polizia Municipale a fungere da deterrente contro accattonaggi, furti ed affini. Qui a Roma avete mai visto i Vigili Urbani mandati a fare simili controlli? Io ancora ne devo vedere uno...

Anonimo ha detto...

Sì, poi in questa situazione ci sta chi propone autentiche assurdità, come quella donna autista che sbraita proponendo cabine di guida blindate per loro (strano che non abbia proposto cinture di castità...), senza rendersi conto che non servirebbe a niente, primo perchè non ci sarebbe comunque tutela per i passeggeri, e secondo poi perchè non è blindando gli autobus che si risolve il problema alla radice, che va risolto eliminando il clima di pervissivismo e tolleranza che regna nella gestione dell'ordine pubblico.

Anonimo ha detto...

91 conducenti Atac in ospedale per aggressioni dall'inizio del 2014. In aumento del 70% i casi di violenza sui passeggeri.

Aggressioni e imboscate agli autobus, "ormai è una moda". Gli autisti romani chiedono cabine blindate e vigili
http://www.huffingtonpost.it/2014/10/21/aggressioni-autobus_n_6019426.html?utm_hp_ref=italy

In queste condizioni non può bastare l'autista che da solo dovrebbe garantire l'afflusso dalla sola porta anteriore e il pagamento del biglietto. In fondo all'articolo si legge di un caso a Desenzano riportato da questo articolo

Autista dell'autobus aggredito: erano in 60 senza pagare il biglietto
www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2014/05/17/1066420-Autista-Picchiato.shtml

Qui ci vuole l'esercito.

Anonimo ha detto...

Comunque, riguardo il paragone con città come Londra, va anche detto che in quei posti chi si comporta male viene richiamato dagli stessi cittadini, prima ancora che intervengano le autorità preposte, e questo perchè c'è una maggiore coscienza sociale e senso civico, inesistente a Roma da parte di chi vi abita.
Mio padre, tempo fa, andò in Francia e gli capitò di fermarsi, con la bicicletta ad un semaforo rosso, oltre la striscia di arresto. Ebbene, tutti gli altri automobilisti lo richiamarono, dicendogli in francese e con durezza: "Ehi, guardi che lei si deve fermare dietro la striscia di arresto e non oltre". Qui a Roma questo non succede assolutamente, ed è questo anche il motivo di fondo per cui le cose non vanno. Però, per creare nella gente coscienza sociale e senso civico occorre investire sulle nuove generazioni; qui non si fa neanche questo, quindi come possono cambiare le cose?

Anonimo ha detto...

Sì, ma come ho detto prima non servono cabine blindate, serve che certi fenomeni di malcostume vengano repressi e con durezza, senza eccezioni, se no che facciamo, blindiamo l'intero autobus con lamiere corazzate e vetri blindati, poichè potrebbero comunque danneggiarlo dall'esterno? Ma dai, cerchiamo di essere seri.

Anonimo ha detto...

Pensate che in Francia la controlleria, a Parigi, sale da sola anche in zone "calde", ma nessuno si azzarda a fare il matto e mettergli le mani addosso, perchè in due minuti si ritroverebbe in gattabuia.

Anonimo ha detto...

In ogni caso, a proposito delle aggressioni agli autisti, bisogna vedere anche se pure loro non abbiano una percentuale di colpa, in alcuni casi. Io in un paio di occasioni ho fatto una critica ad alcuni conducenti ATAC, in modo civile, e questi hanno fermato l'autobus e minacciato di suonarmele, in una occasione insultando pure mio padre, che è un uomo anziano e buono. Se al posto mio ci fosse stato uno "fumantino", come si metteva?

Anonimo ha detto...

Vinicio Mittarelli alias Tramvinicyus...che saresti tu? uno studioso di TPL?? Ma smettila di dire idiozie e torna a farti le pippette insieme agli amichetti tuoi disadattati. T'è rimasto solo il sito del pluripregiudicato tonelli per parlare...sei stato cacciato da tutti i forum del regno...Assumere te in ATAC? Dio ce ne scampi e liberi....vai a zappare la terra insieme ai gestori di questo sito

Anonimo ha detto...

Parole sante.

Anonimo ha detto...

Signori scusate, posso dire una cosa? A me non pare che questo sito dica cose sbagliate (a cominciare da questo articolo, sul quale concordo al 100%), mi pare anzi che parlare dei mali che affliggono questa città possa essere in qualche modo utile, senza offendere questo o quello, dal momento poi che siamo in una democrazia e, come tale, ognuno ha libertà di parola, di pensiero e di opinione.

Anonimo ha detto...

A zappare la terra (se ci riesce, poi) bisognerebbe mandare chi malgoverna questa città e i suoi servizi, non chi fa critiche a tale sistema, se permettete.

bat21 ha detto...

Un articolo molto interessante in proposito:

http://www.lavoce.info/per-trasporto-locale-si-puo-spendere-meno/

Roma non ha alternative ad un servizio pubblico gestito da privati in quanto la gente che vi risiede non ha una cultura tale da supportare come si deve un vero trasporto pubblico. Rendiamoci conto che qui il pubblico (in generale non solo il TPL) è visto (come nel meridione) come un mezzo per trovare lavoro tramite la politica non come un servizio per i cittadini. Fare un confronto con Parigi è umiliante perchè il substrato sociale di Roma è talmente sottosviluppato che è quasi comico immaginare ci siano le condizioni per copiare quello che esiste lì. Diamo il tutto in pasto ai privati e saranno i cittadini a qul punto ad interfacciarsi con la politica per avere il rispetto degli standard minimi se il privato farà il furbo. E lo farà dovendo pagare un biglietto alto, con l'impossibilità di fare il portoghese e senza più avere la possibilità di cazzare il parentame inutile all'interno della società di trasporto.

bat21 ha detto...

Ragazzi pensate che io mi faccio tutti i giorni Sesto Verona prendendo due metro (rossa e verde). Pensate che sia possibile a Roma una esperienza come la mia?

Anonimo ha detto...

Ferrovie dello stato pronta ad entrare in ATAC e ATM

http://www.romatoday.it/politica/ferrovie-dello-stato-atac.html

bat21 ha detto...

Bravo. Il pubblico impiego inglese (non solo il tpl) non e' un immenso ammortizzatore sociale come quello romano e meridionale

Riccardo_C ha detto...

Rfs, definire la London Trasport un athority non è corretto. La questione è un po' più complessa.. London Trasport è una società per azioni e non detta solo regole ma gestisce una buona parte dei trasporti, come appunto il 95% di tutte la metropolitane di Londra. Poi c'è la London Buses, una società controllata che ha dato in concessione il servizio degli autobus a varie aziende private che come dicevo non possono neppure decidere come pianificare un percorso dei loro mezzi.
Detto questo, per chi sa leggere un po' in Inglese, consiglio di consultare questo articolo per capire cosa pensano gli inglesi della privatizzazione dei loro sistemi di traporto pubblico locali e nazionali.
http://www.speakerschair.com/post/a-road-to-nowhere-failures-of-transport-privatisation

Devo dire che bisogna continuare a lottare per un migliore trasporto pubblico a Roma, ma bisognerebbe anche piantarla di divulgare falsi miti.

bat21 ha detto...

Riccardo_C ma Roma non è degna di un trasporto pubblico. Come fai a migliorarlo se la gente non ha la cultura per accettarlo? Qui come in meridione è stato considerato solo un occasione di lavoro improprio.
Per quanto riguarda i miti Roma è messa talmente male che anche ATM è un mito rispetto ad Atac.
Bisogna educare i romani al rispetto della cosa pubblica e al fatto che pubblico servizio non significa pubblico impiego, solo allora saranno degni di un trasporto pubblico ma per adesso si privatizzi tutto il provatizzabile e si metta la popolzaione in conflitto di interesse con chi eroga il servizio, sarà la prima tappa del percorso educativo collettivo.

Anonimo ha detto...

Alla suddetta teoria credo fino ad un certo punto. è probabile che trovandosi di fronte a piccoli illeciti si sia portati a commetterne altri, tipo sosta vietata, salire senza biglietto per due fermate, non pulire dove si è sporcato. Ma non credo che i crimini più gravi possano derivare da ciò. A Roma c'è sempre stata una situazione caotica nella quale ognuno, spesso a causa dei disservizi, fa un po' quel che vuole, ma tutta questa criminalità fino a poco fa non c'era! Almeno fino a 15 anni fa!

ShareThis