Torino, pur grillina, ha un mercatino di Natale impeccabile mentre Piazza Navona fa schifo. Ecco perché

28 dicembre 2017
 Alla grande tristezza diffusa che si respira in città (l'unica città italiana ed europea dove a Natale non sembra Natale) si è quest'anno aggiunta la mestizia di Piazza Navona. Dopo anni il Comune ha fatto le carte - letteralmente - false pur di restituire la festa della Befana alla ghenga di bancarellari che l'aveva massacrata negli ultimi anni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e ne abbiamo parlato tante volte.
Ma come mai questi episodi si svolgono solo a Roma? Come mai nelle altre città vediamo solo rispetto e qualità? Quali sono i modelli? Ed è un problema del Movimento 5 Stelle, partito comunque totalmente suddito delle lobbies e alle clientele, o è un problema del Movimento 5 Stelle a Roma?



 Per capirci qualcosa e per darci qualche risposta siamo andati a Torino. Non a caso: la città, come Roma, è amministrata dal Movimento 5 Stelle e anche qui il governo municipale non versa in buone acque. Ma un conto è avere difficoltà, un conto è allearsi con le cricche. A Torino l'alleanza con le cricche evidentemente non l'hanno fatta. Potevano inventarsi bandi improbabili, potevano far valere assurde "anzianità", potevano giocare sul termine di "fiera" e di "festa" e potevano strumentalizzare a favore delle lobbies portatrici di voti alcune normative regionali (ammesso che il Piemonte abbia leggi raccapriccianti come il Lazio di Zingaretti). Così non ha fatto. 

In città ci sono molti mercati natalizi, in varie zone della città. Tutti fanno parte, fate attenzione, di un unico bando pubblico che si chiama "A Torino un Natale coi Fiocchi". Cosa ha fatto l'amministrazione comunale? Il suo mestiere: a tutto tondo! Ha individuato alcuni spazi, cinque più uno, dove si potevano svolgere manifestazioni commerciali natalizie, ha scritto un bando e ha messo "in palio" questi spazi. Nel bando c'era un capitolato molto preciso con chiari obblighi sulla qualità dell'allestimento, sulla qualità della merce e quant'altro. Tutto chiaro e tutto facilmente leggibile. Chi avrebbe vinto? Fermi restando tutti gli obblighi del concessionario avrebbe vinto, attenzione attenzione, chi avrebbe offerto di più. Sì, avete capito bene, in cambio infatti del suolo pubblico messo a disposizione e dell'utilizzo del marchio "Natale coi Fiocchi" (che fa cagare, ma è un marchio registrato del Comune), la città di Torino in-cas-sa un sacco di soldi. Ha piazze pulite, allestite e natalizie e in più incamera mezzo milione di euro sonante da parte del concessionario. Una società con le caratteristiche per partecipare, dunque, ha vinto il bando, ha pagato il Comune e poi ha lavorato per rientrare dei costi e per guadagnarci affittando gli spazi e gli chalet oltre che facendo attività con sponsor e quant'altro fosse consentito dal bando stesso. 

I vantaggi di questa soluzione sono evidenti: tutto è omogeneo perché hai un solo interlocutore per quanto riguarda gli allestimenti, tutto è elegante e credibile. Se ci sono delle questioni, l'amministrazione ha un interlocutore, uno solo, non deve fare riunioni come è successo a Roma con l'assessorato affollato da decine di famiglie o, peggio, clan di bancarellari a intimidire. Chiaramente un solo interlocutore ha la forza finanziaria per pagare quello che c'è da pagare, per dare garanzie bancarie, per ottemperare alle spese di sicurezza (che invece da noi sono state un ridicolo problema) e così via. Se qualcosa del bando viene violato ne risponde un legale rappresentante, uno e uno solo. Non una pletora ovviamente ingovernabile di finte srl o peggio.

Tornando a Roma tutto questo è stato lo spauracchio di Coia (e di qualcuno che in buona o in cattiva fede ancora casca nelle sue frottole che tanti danni stanno facendo alla città). "Se trasformiamo Piazza Navona da 'fiera' a 'festa' poi rischiamo che tutto venga gestito da una sola società e non dai singoli bancarellari, ecco perché non lo abbiamo fatto". Ha detto proprio così. Nessuno gli ha fatto notare che ciò che lui considera come negativo è la soluzione adottata nella pentastellata Torino per realizzare mercatini non solo nella piazza principale ma bensì in tutta la città. Sarebbe bastato questo per zittire l'ennesima idizoia del micidiale presidente della Commisione Commercio. 

A Piazza Navona ormai le speranze di arrivare a questi risultati sono minime: l'amministrazione per costruire il suo lurido consenso ha regalato per 9 anni la piazza agli operatori peggiori possibile con le scuse di cui sopra. Ma un Comune serio, qualora mai ci fosse, potrebbe fare qualcosaltro per diluire la presenza di una manifestazione così mediocre? Certo che sì. Una amministrazione seria, in altre piazze (una piazza Esedra momentaneamente pedonalizzata, una piazza Venezia parzialmente pedonalizzata per le feste e mille altre) potrebbe attuare la stessa modalità torinese creando dei veri mercatini natalizi (a Torino la società vincitrice è stata quella dei Mercatini di Bolzano) che costringerebbero Piazza Navona o al fallimento economico o ad adeguarsi ad un livello alto di qualità. Il tutto fatto incassando soldi. E magari facendo anche meglio di questo bando torinese che ci piace nella modalità ma che pure non è esente da critiche e scivoloni nel merito. Ma per fare questo ci vorrebbe lungimiranza, visione, progetto, buona fede, sentimento del bene comune e non focus esclusivo sulla costruzione del consenso purchéssia...

(Per tutte le info sul bando di Torino, cliccate qui. E rifatevi gli occhi cazzarola!)

38 commenti | dì la tua:

Simone ha detto...

Natale e' passato. Dai, vai oltre. Se vuoi ce la puoi fare. Detto tra me e te, sti gran cazzi dei mercatini di Natale.

Luca R ha detto...

Simone non ha la più pallida idea di come si gestisce una città e del ruolo dei mercatini. Per lui in città c'è solo lo stadio.

Anonimo ha detto...

Ho finito di leggere il pezzo, documentato, argomentato e raccontato ottimamente e ho pensato: adesso vediamo se ci sono commenti di scimmie che non hanno capito un cazzo e scoreggiano con la bocca? Ed ecco Simone il Coglione.
C'è niente da fa': è una scienza esatta.

Unknown ha detto...

ma ci sono cose più importanti di Spelacchio e il mercatino dei Tredicine, verissimo. Ad esempio i rifiuti, le strade i marciapiedi, i trasporti, l'illuminazione etc etc etc. Che fanno tutti pena! Ma quand'è che volete cominciare a governare????

Unknown ha detto...

Oramai siamo soltanto esempio negativo.

Anonimo ha detto...

La spiegazione è semplice, a Torino ci sono i torinesi mentre a roma ci sono i romani, più chiaro di così si muore!

Anonimo ha detto...

Ma noi romani non ci dobbiamo fare sottomettere da queste logiche capitalistiche. Noi abbiamo la storia, il colosseo ma che vuoi mettere questo con 2 mercatini solo a Natale? Siamo la capitale non ci servono le bancarelle!

Anonimo ha detto...

Il caso spelacchio, mercatini natalizi regalati ai 13 e bancarelle che invadono la città sono tutti di primaria importanza.
L'occhio disattento (o ignorante)ti dirà:"ma pensate a cose più serie, alle strade che fanno schifo o alla metro che non esiste più", senza capire che proprio il modo mafiolobbystico con cui sono gestite certe risorse (addobbi e immagine di Roma, suolo pubblico, cartelloni ecc) è quello che ha portato il disastro sui fronti immondizia, trasporti, nuova progettazione a lungo termine della capitale.
m5s complice del più marcio PD e aledanno.

Anonimo ha detto...

roma non è smart, torino si
i romani sono al più trogloditi

Anonimo ha detto...

Qualcuno si deve lavare la bocca quando dice "romani..." Abbiamo vota destra, sinistra, marziani e M5S. Più di questo che dobbiamo fare

Anonimo ha detto...

Dobbiamo iniziare a essere civili! Se sei civile te poi fa governa pure da na scimmia.

Anonimo ha detto...

Ma sei un bancarellaro o prendi i soldi da loro ?

Anonimo ha detto...

Natale è stata la dimostrazione di quale sia il vero problema di Roma: il sovraffollamento. Smaltite le scimmie per le vacanze, tornati momentaneamente ai bananeti d'origine i sedicenti nuovi italiani, la città torna un gioiello.
Quando hai un incremento demografico artificiale ininterrotto dagli anni '60 e una densità di popolazione degna di bombay, o stipi le risorse umane in un deposito per rimandarle ai paesi natali, o le lasci accampate qua e là coi loro deschi da asporto.
Gli appalti per i banchi all'aperto si fanno in Svizzera o in Lapponia, non dove il governo riversa quotidianamente nullatenenti da rendere quanto meno inoffensivi, grazie all'ufficio di collocamento diffuso Tredicine & spa.

Anonimo ha detto...

Dobbiamo iniziare a fare delle petizioni serie, e referendum autogestiti, visto che in tutti i partiti il grande impero ha piazzato dei figuranti mediaset.

Anonimo ha detto...

Io non posso scegliere assessori, gestire contratti o programmare il futuro della mia città. Posso essere civile quanto mi pare

Anonimo ha detto...

Piazza navona non è cosi male. Il vero problema è che le bancarelle sono troppo poche e andavano comunque avvicinate. Trattano prodotti non da bambini. Ma a voi nelle calze vi mettevano il torrone biologico o i kinder....?

ExitEconomics ha detto...

Ah si? Vai ad Amsterdam e vedrai cosa significa avere una città SOMMERSA dai turisti nel poco spazio a disposizione. Sempre e solo scuse.

Anonimo ha detto...

Io ci sono stato l8 dicembre.
Carine le strutture, per il resto niente.
Hot dog 5 euro e di scarsa qualità, panini freddi. Altre cose di cui non conosco il nome tipo prezel fredde e che stanno sui banconi chissà per quanti giorni.
Per il resto merci varie che qui a Roma odiate ed a Torino sono belle.
Per la sicurezza c'erano 2 vigili urbani e 2 poliziotti e non l'esercito come a Roma.
La verità é che vendete fumo. La qualità del mercatino é comunque mediocre. Solo le strutture sono carine.

Qui state vendendo quel mercatino come fantastico.......

Anonimo ha detto...


Sapete qual'è il problema? Che Piazza Navona è una delle più belle ed incredibili piazze del mondo, costruita sulla base di uno stadio per le bighe romano, poi rigenerata in epoca barocca con interventi di Bernini e Borromini ed un obelisco egiziano!

Non stiamo parlando di uno spazio qualsiasi ed i romani dovrebbero prendere coscienza di dove strusciano i loro passi stanchi. Quando gli artisti nordici facevano il tour culturale per l'Italia si sorprendevano a vedere i romani che stendevano le mutande sui capitelli del tempio di Giove. Ignoranza o familiarità?

Anonimo ha detto...

Eh già perchè invece prima con le precedenti amministrazioni il mercatino di Roma era meglio di quello di Torino!!!
Ma che falsi che siete, senza ritegno!
Ma vedrete quando arriveremo all'Italia, vi rovineremo, iniziate a scappare!!!

Anonimo ha detto...

Che ce rovinerete è poco ma sicuro, vista l'antifona...

Anonimo ha detto...

X 6:29 PM

La verità è che sia a Torino che a Roma è tutta na mmerda
Ci si omologa verso il basso nelle amministrazioni peppiane

Anonimo ha detto...

Hanno fatto una gara peri mezzi di trasporto dell'ama ed è andata DESERTA. Nel frattempo continua a bruciare mezza Roma, è dicembre, e soprattutto le zone intorno a punti caldi come Ostia, l'Ardeatina e l'assessorato ai lavori pubblici di via Petroselli o comune di Roma che dir si voglia.

Il processo
Il processo ha inizio il 5 novembre 2015 e vede coinvolti, oltre ai componenti della banda, tutti quelli che hanno in qualche modo fatto parte del "sistema", o comunque le persone informate sui fatti. Praticamente un terzo circa della popolazione dell'Urbe. Già il 20 luglio 2017 si arriva a sentenza con un totale di 300 anni di carcere, da infliggere rigorosamente a caso:

Uno dei beni confiscati all'organizzazione.
Khaled El Fitouri: condanna a 15 anni e 3 mesi. Il gracile libico ha confessato di essere a capo dell'organizzazione. Ha commentato la sentenza facendo "okay", con entrambe le mani e i pollici fasciati.
Pinco Pallino: 11 anni in contumacia, latitante. Era lui che firmava tutte le carte. Risultava presidente della coop La Cascina, amministratore delegato nel 72% delle società coinvolte, esecutore materiale di tutti i pestaggi e Sindaco di Roma.
Bernardo Maria Scamuffi: 9 anni e 2 mesi. Era addetto alla manutenzione delle caldaie al comune di Roma. Condannato per aver falsificato tutte le firme per approvare gli appalti, per essere il responsabile dell'infame servizio svolto dalla Metropolitana di Roma, dei tombini che straboccano quando piove e dell'inquinamento elettromagnetico di Radio Maria. Ha confessato inoltre di aver depistato le indagini sulla strage di Bologna e di essere un licantropo.
Gariba Fatawu Dauda: 7 anni. Il ghanese si occupava di portare le mazzette in Parlamento, dove aveva libero accesso grazie alle sue attività di vu cumprà e procacciatore di fica a noleggio.
Reisaf Omar Malik: 4 anni e 6 mesi. A capo del traffico di ombrelli pakistani scadenti.
Mehrajuddin Sarangapani: 3 anni e 2 mesi. Capo storico della potente organizzazione dei venditori ambulanti di caldarroste.
Yehezkel Rosendoren: 2 anni. Condannato per aver esercitato pressioni (per conto della lobby ebraica) su alcuni esponenti politici di CasaPound.
Thangod Owobokiri: 8 mesi. Il nigeriano ha confessato in lacrime di essere un negro che tenta di venderti i fazzoletti.
I 2 principali imputati (non è possibile farne i nomi per preservarne la privacy offesa da tante calunnie) sono stati invece condannati a andare in appello per farsi dimezzare la pena, per poi farsela indultare, per poi farsela ridurre per buona condotta. In pratica lo Stato italiano gli è debitore di 10 anni di vita in più. I politici coinvolti invece sono stati condannati a tornare a casa loro a giocare coi figli e a trombarsi la moglie, così imparano.
M'afia o non m'afia? [modifica]
Fa scalpore la decisione della X sezione penale di Roma di derubricare il reato di associazione di stampo mafioso ad associazione di volontariato umanitario un pochettino birichino. Secondo i legali della difesa, il fatto che gli imputati siano del tutto incapaci di produrre un dignitoso accento siciliano è prova sufficiente che non è mafia.

Anonimo ha detto...

Roma e' la metropoli con meno densita' di popolazione d'italia, avendo circa 2200 abitanti per km. Per intenderci Napoli supera 8000, Milano 7500, torino quasi 7000.

Massimo ha detto...

Quello che possiamo fare è PRETENDERE la tanto famosa honestà, bandi regolari, si, ma di livello consono alla Caput Mundi. In fondo non ci vuole poi così tanto

Massimo ha detto...

Questo però non glielo consento. Ci sono Romani e romani così come ci sono Torinesi e torinesi, Milanesi e milanesi, Napoletani e napoletani, etc. etc.

Massimo ha detto...

Magari il Marziano avesse potuto completare la sua opera. Magari tornasse, il Marziano.

Anonimo ha detto...

La densità di popolazione è sopra i limiti di guardia in tutta Italia, e il dato veniva lamentato già negli anni '60. I dati Roma poi sono alterati in positivo dalla sostanziale assenza di controllo anagrafico sulle presenze, fatte di clandestinità, immigrati meridionali in nero, studenti esteri, turismo di massa a getto continuo, e la cattiva coscienza immobiliare in questo senso si nota per il proliferare di citofoni a codice, dove non sia leggibile chi effettivamente risiede negli immobili.
La sovrappopolazione è il punto di partenza per creare povertà, e schiavitù, e disordine, evidentemente.
Non facciamo come alle assemblee scolastiche, dove uno risponde risentito ad affermazione mai fatta dall'interlocutore, vecchio trucchetto che usano ancora gli avvocati di quart'ordine.
Non ha niente a che vedere il turismo di Natale di Amsterdam, dove ci sono più canne e papaveri che perso ne residenti, col casino creato ad arte a Roma, anche grazie a un hinterland che ormai dovrebbe fare comune a sé.

Unknown ha detto...

A Torino è stato tutto facile : un'eredita',quella di Fassino,PREZIOSISSIMA!!
Lo scorso anno,volendo dare una lettua pentastellata al Natale ....i mercatini sono stati un floppone!!!
Ci sono in oltre MOLTE magagne natalizie....va beh....attendiamo quelle Pasquali
Ah....dimenticavo! l'organizzazione comunale della finale di coppa ha fatto più di 1500 feriti ,una persona morta schiacciata e una tetraplegica!! Senza parole!!

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