Il racket delle occupazioni a Roma e il ruolo inquietante di Nicola Zingaretti

28 agosto 2017
Negli ultimi giorni, complici i fatti di Piazza Indipendenza, abbiamo provato a mettere di nuovo in fila le nostre idee sul mondo delle occupazioni, dell'immigrazione, dell'accoglienza, della presunta e in realtà inesistente emergenza abitativa romana. Lo abbiamo fatto con una lunga analisi sull'occupazione del Palazzo Curtatone e con una lunga analisi delle possibili conseguenze di un cambio di politica da parte del Ministero degli Interni. Cose che abbiamo sempre detto, ribadite in un momento particolare. Ma restavano sempre idee nostre e solo nostre. Molto meglio, in questo casi, trovare pareri esterni.

Ci mancava un pezzo. Un pezzo sostanziale. Ci mancava di arrivare al motivo della recrudescenza degli ultimi anni. Ci mancava di spiegare il perché della crescita di questo odioso fenomeno. CI mancava un pezzo di quadro politico e soprattutto ci mancava di inquadrare il ruolo che la giunta di Nicola Zingaretti ha avuto nella situazione che si è venuta a creare. Zingaretti diventa presidente della Regione Lazio nel marzo del 2013. I movimenti per la casa organizzano i loro Tsunami Tour e nell'ottobre dello stesso anno prendono possesso degli immobili, il Comune (all'epoca Luigi Nieri è, come scrive il Tempo, vice sindaco con la passione delle okkupazioni) non fa nulla, la Regione invece fa: si mette a scrivere una legislazione e un insieme di norme e delibere che premino i criminali che avevano occupato e che strumentalizzavano e strumentalizzano povertà e disagio delle persone. Per spiegare tutto questo e per mettere su questa storia il tassello che mancava, ovvero l'enorme responsabilità di Nicola Zingaretti, abbiamo preso in prestito, rubandolo dal suo profilo Facebook, un testo scritto dall'avvocato Benedetta Piola Caselli. Non vi perdete neppure una riga. 

***

MORTIFICARE GLI ONESTI: LA GRANDE TRUFFA DELLA REGIONE E DEI MOVIMENTI DIETRO LE CASE POPOLARI E LE OCCUPAZIONI
Questo post è un mattone: leggetelo se siete fortemente motivati.
Spiega, da un punto di vista giuridico (analizzando leggi regionali e delibere), quali sono gli interessi in gioco nei vari bracci di forza sgombero/non sgombero.
Vi siete chiesti perché le famiglie in stato di bisogno abbiano rifiutato le villette a Rieti?Davvero avete creduto che fosse perché i figli non potevano cominciare l'anno scolastico in un istituto diverso, et similia? Ovviamente no: la posta in gioco e' ben diversa. Sono le case popolari. Ecco il senso delle "Delibere" di cui stavano parlando. E non è un'invenzione loro: le Delibere esistono.
Il discorso su chi ha diritto e chi veramente prende le case popolari è parecchio complicato. Lo riassumo cosi:  la Regione ha promesso agli occupanti una parte consistente (loro dicono il 30 per cento) degli alloggi in barba alle graduatorie delle case popolari.
Cioè:
1) chi commette un reato ha una via preferenziale nei confronti di chi non lo commette;
2) chi prende la casa con questa via potrebbe non essere "altrettanto povero" che quelli che sorpassa, e che aspettano nelle graduatorie.
IL COMUNE STA CERCANDO DI RESISTERE.
O, almeno, cercava di resistere con Tronca (ora non so).
Come? Tronca aveva fatto una contro Delibera, che cercava di frenare tutto questo, riducendo al 15% le case attribuite per gli occupanti. Ed infatti i movimenti la contestavano ferocemente. Nel casino applicativo, tutto si era impantanato.
Sottolineo che la Delibera Regionale è anche in contrasto con fonti superiori: Legge e Regolamenti Regionali, e perciò è illegittima.
Di che stiamo parlando, quindi?
Perché, allora, i nostri politici favoriscono le occupazioni sulle graduatorie? Perché nessuno prende il toro per le corna?
Per:
1) consenso elettorale (vedete bene cosa si è scatenato con lo sgombero di via Curtatone)
2) per problemi di ordine pubblico: perché i Movimenti per il Diritto all'Abitare fanno gli scontri di Piazza e i vecchietti in graduatoria, invece, no.
Questo qui sotto è uno stralcio che avevo mandato, ai tempi, ai candidati Giachetti e Fassina e che, ovviamente, non hanno mai risposto. Mi risposero, invece, i Prefetti...

LA GRANDE TRUFFA AI POVERI DELLE DELIBERE REGIONALI
Che cos'è la delibera Tronca, e perché gli occupanti ce l'hanno tanto con lei?
E' una delibera (la 50/16) con cui il Comune attribuisce il 15% delle case popolari disponibili agli occupanti di immobili pubblici e privati contenuti in una speciale lista, che individua 16 occupazioni considerate fatiscenti e che devono essere sgombrate.
Il resto va alle graduatorie generali ed agli ospiti dei residence. A questo 15% si affianca un numero imprecisato di "altri immobili" che la Regione metterà eventualmente a disposizione.
Agli occupanti la delibera non piace perché:
1) La ritengono più sfavorevole di quella regionale (la 110/16) che attribuiva molti più alloggi (dicono: il 30%, ma di questo numero non c'è traccia in delibera);
2) La lista delle occupazioni beneficiarie in quella regionale era molto più ampia;
3) Le occupazioni "premiate" in delibera comunale - pur con significative eccezioni - sono tendenzialmente indipendenti dai movimenti che coordinano la lotta per il diritto ad abitare;
4) La delibera prevede che, attribuiti gli alloggi, si proceda agli sgomberi.

E' vero che l'emergenza abitativa è un problema gravissimo. Però, se si vuole affrontare correttamente il problema delle "case agli occupanti" è necessario tenere conto di alcune cose fondamentali, e non cedere alla retorica del sentito dire.

a) Le case agli "occupanti" di immobili pubblici e private sono sottratti alle graduatorie generali di assegnazione. Questo significa che per dare una casa ad un poveraccio, la si sottrae ad un altro poveraccio (che è verosimilmente il più poveraccio fra tutti, perché sarebbe in cima alla graduatoria generale, e quindi la casa sarebbe attribuita a lui).
b) Non è detto che che l'assegnatario occupante sia altrettanto povero del non assegnatario in graduatoria generale.
Infatti agli occupanti le case vengono attribuite con bandi speciali: i requisiti per partecipare a questi bandi sono: 1. essere occupanti al 31 dicembre 2013; 2. avere i requisiti di accesso alle graduatorie delle case popolari.
Ma quali sono i requisiti di accesso alle graduatorie delle case popolari? Questi (Legge regionale 12/99 art.11): 1) Un reddito non superiore a circa 32.500 euro lordi a nucelo familiare (non sto scherzando, avete letto bene: da ultimo bando); 2) Non avere immobili di proprieta' (o altri diritti reali) nel comune di residenza o sopra un certo valore; 3) Non essere gia' assegnatari di casa popolare (o averla occupata illegalmente) ; 4) Avere la residenza nel comune.
Bene: questo significa che un baldo giovanotto con circa 2.500 euro lordi al mese (compresa la tredicesima), sano, single, con una piccola casa di proprieta' a Viterbo, puo' fare domanda a Roma ed essere ammesso nella graduatoria generale in attesa di un alloggio popolare.
Ovviamente non lo otterrà mai, perché la graduatoria generale prevede tutta una serie di ulteriori requisiti che fanno punteggio (invalidità, reddito, composizione del nucleo familiare, assenza di dimora/sovraffollamento certificato, etc ... Regolamento Reg. Lazio n. 2/2000 art. 2) per cui in cima alla graduatoria generale ci sono vecchietti disabili, soli, con la pensione minima, che vivono in dormitori pubblici (o situazioni equivalenti).
Nel bando speciale, invece, il nostro giovanottone ha solo la concorrenza degli altri occupanti: anche volendo applicare gli stessi criteri, le sue possibilità di assegnazione sono molto più alte.
E' invece una certezza che persone in effettivo disagio - ma comparativamente in situazione migliore rispetto ai vecchietti invalidi in graduatoria generale - ottengano la casa a scapito di quelli.
Ci si trova con il paradosso, quindi, che chi ha compiuto un atto illegale (pur spinto dalla necessità) si trova avvantaggiato a scapito di chi ha rispettato la legge, pur essendo in condizioni assai peggiori.
Che dovrebbero esserci più case per tutti, è un altro discorso. Ed è corretto: ma qui stiamo parlando delle risorse realmente disponibili.
Ma davvero le norme prevedono questo?
Ovviamente no, se correttamente interpretate.
Lo prevedono pero' le due Delibere, quella Regionale e quella Comunale (che cerca di mettere una toppa a quella Regionale, riducendola), che così si pongono in contrasto con fonti precedenti e superiori.
Infatti la Legge Regionale ed il suo Regolamento prevedono che in determinate situazioni di emergenza, una quota di immobili possa essere "sottratta" alle graduatorie generali ed attribuita per tamponarle.
Queste situazioni sono tassative (Reg.reg. 2/2000 art. 13) : calamità naturali, rilascio forzoso a seguito di calamità, donne che hanno subito violenza, presenza di handicap psicofisici, rientro di emigrati, occupazione di immobili PUBBLICI destinati all'uso PUBBLICO (quindi NO occupazioni di proprietà privata, o beni abbandonati e che il Comune non utilizzerà mai).
La quota è fino al 25% del totale, con un 20% da attribuire ai profughi.
Quello che rimane, va spartito fra le situazioni di emergenza sopra indicate (e non attribuito ad una soltanto).
Soprattutto, queste situazioni speciali aggiungono punteggio ai requisiti di progressione delle graduatorie, e NON permettono la loro deroga (Reg. Reg. 2/2000 art. 1 n.4; art. 2 n.2 ter).
Questo vuol dire, ad esempio, che il vecchino povero e disabile, che sta occupando uno stabile pubblico destinato ad uso pubblico, potra' partecipare al bando speciale rispetto al vecchino povero e disabile che non sta occupando, perché ha ANCHE quel problema in più.
MA NON che qualsiasi occupante ha "diritto" alla casa popolare, per il solo fatto di essere occupante ed avere gli ampissimi requisiti d'accesso prima descritti, come invece compare nelle delibere.

C' E' UN'ALTRA QUESTIONE FONDAMENTALE: I CENSIMENTI.
Un problema gravissimo riguarda capire chi è dentro le occupazioni. Questo è il vero braccio di ferro col Comune.
Infatti, non tutti gli occupanti sono in stato di bisogno: alcuni occupano per opportunità, a volte anche con un lavoro regolare (per mandare più soldi a casa, per essere più vicini al posto di lavoro, perché nell'occupazione hanno amici o business...).
Nella confusione di considerare tutti "in emergenza", viene favorito anche chi non si trova in stato di fragilità e potrebbe pagare regolarmente un affitto.
Il caso di Piazza Indipendenza è indicativo: su 800 persone, solo 107 sono state trovate in reale bisogno.
Inoltre, come spesso accade, NON AVEVANO FATTO DOMANDA PER LE CASE POPOLARI, anche quelli che ne avrebbero avuto diritto (come alcuni dei profughi più anziani).
Perché? Perché i Movimenti spesso sconsigliano di farlo: la casa la si deve prendere con "la lotta" e non con la normale attesa nelle graduatorie.
In altre parole, grazie a loro, ai Movimenti, (e attraverso le "loro" graduatorie speciali), e non grazie alle leggi dello Stato (ed alla comparazione del bisogno su regole valide per tutti).

Infine, una nuova Delibera Regionale, due mesi fa, ha spiegato come vada interpretato il requisito (per le graduatorie speciali) di essere occupanti "al 31 dicembre 2013": e cioè che chiunque occupa ADESSO immobili che erano occupati al 31 dicembre 2013, avrà diritto ad entrare nella graduatoria speciale.
Dentro tutti, quindi. Una grande vittoria dei Movimenti, ed una grande sconftta per la giustizia.

***

Vorrei sapere come si può parlare di giustizia sociale difendendo un paradosso giuridico che è anche, eticamente, un sopruso. Una guerra di poveri contro poveri, certamente: ma che ha il senso piu' ampio della sconfitta delle regole poste a tutela PROPRIO dei più poveri.
Vorrei sottolineare altre due cose.
La delibera regionale 110/16 prevede un cospicuo finanziamento per il recupero di immobili e la trasformazione in "mini" appartamenti. Questa è una cosa santa santissima.
Però, la Delibera prevede che sull'assegnazione ci sia la precedenza dei nuclei già presenti.
Ora, siccome questi stabili sono gestiti da organizzazioni che decidono chi sta e chi non sta, sostanzialmente il "diritto" alla casa è abdicato al capriccio di questi ... (...) diciamo: ... di terze persone..., che non sono lo Stato.
Ad esempio, uno dei recuperi finanziati è quello dell' IPAB San Michele, che è occupato e gestito dal Coordinamento di Lotta per la Casa.
Nel 2012, il Coordinamento cacciò per strada con la violenza 10 nuclei di donne sole (no uomini), anziane, con bambini, alcune malate, dopo 6 anni di occupazione, per un totale di quasi 30 persone (tutte deboli ed indifese).
Su questi fatti è in corso un processo penale per violenza privata aggravata contro le donne (rgnr 33837/12).
Il pretesto era che il 19enne Jim Paul aveva offeso la fidanzata di Luca F., capo del Coordinamento, mimando del sesso orale mentre succhiava un ghiacciolo.
Questa terribile offesa, intollerabile ai paladini dei diritti delle donne, venne vendicata con la mega rappresaglia contro tutte le donne che difendevano Jim Paul e sua madre, ed indirettamente i loro bambini.
Questi fatti avvenivano - surprise! - giusto prima della Delibera di attribuzione dei fondi 2013 per il RECUPERO (no: autorecupero) del Casale, e che poi saltò, e che oggi è approvata: ma questo non è oggetto di imputazione, quindi taccio.

Infine, un'ultima nota spinosa.
E' giusto e sacrosanto che non esista alcuna distinzione nell'attribuzione degli alloggi basata sulla provenienza geografica: un immigrato ha gli stessi diritti di un cittadino, se legalmente soggiornante ed in pari condizioni di disagio (il vantaggio è solo per i profughi, come detto).
Ma gli occupanti di stabili sono in grandissima parte stranieri. Le persone in attesa in graduatoria sono per la maggior parte italiane. Quando la destra dirà che le case degli italiani sono attribuite agli stranieri, in barba alla giustizia sostanziale, ed in barba alla legge, avrà ragione. Sapete che c'è? Oltre il danno la beffa.
Benedetta Piola Caselli


I vantaggi diretti a molti stranieri, chiude Piola Caselli, ma i vantaggi indiretti, aggiungiamo noi, agli italianissimi che dirigono il traffico. Il testo, raggelante, ci aiuta enormemente a renderci conto come questo movimento che poteva e doveva essere stroncato è stato in realtà alimentato, allisciato, blandito dalla politica, soprattutto dalla politica regionale che da anni sta producendo appositamente norme inquietanti che finiscono per favorire un racket. Perché? Perché l'amministrazione regionale ha scritto delle leggi regionali assurde che rubano (rubano!) i diritti a chi li ha maturati con sacrificio e li regalano a chi non li ha e a chi delinque?

48 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Io sto al mare. Fate altrettanto.troppo lungo e palloso,ciaone.

Anonimo ha detto...

raggelante. non ci sono parole, solo tanta voglia di scappare per mettersi al sicuro, lontano.

girosci ha detto...

ricorderemo la fantomatica non vittoria del 2013,anche per questi danni collaterali

Anonimo ha detto...

L'avvocata che difende quelli cacciati da una delle occupazioni è attendibile come Priebke su Via Rasella. Poteva scriverlo che era parte in causa, no?

Anonimo ha detto...

E la Raggi???

Anonimo ha detto...

FOTTI E SARAI PREMIATO.
Il nuovo motto di Roma.

Anonimo ha detto...

RFS, grazie di esistere. Se aspettiamo il giornalismo italiano stiamo freschi...

Anonimo ha detto...

se i politici avessero un po di rispetto per le persone, soprattutto per le piu povere, farebbero entrare gli investimenti delle grandi compagnie, le uniche in grado di creare SVILUPPO per la città.

Senza sviluppo non c'è benessere, senza benessere non c'è integrazione.

Invece le persone sono solo carne da macello elettorale, che si lascino le zone grigie quindi, cosicchè possano essere chiesti favori, che saranno dati in cambio di voti.

viva le occupazioni, viva le municipalizzate, viva le associazioni che "tanto'r'comune me finanzia'r'proggetto"

Anonimo ha detto...

Qualcuno sa se c'è qualche rapporto anche tra Zingaretti e i Casamonica, come si sente dire? Mi sapete spiegare, grazie?

Roma fa schifissimo ha detto...

Zingaretti , vero zingaro delinquente!!!

Anonimo ha detto...

lo stesso Zingaretti che ha raddoppiato (RADDOPPIATO) l'aliquota irpef regionale, nel silenzio dei media, ricordiamocelo.......

Anonimo ha detto...

RFS sempre sugli scudi. Grandi!!!

Anonimo ha detto...

E il PD alloraaaa???

...scusate ho sbagliato post

Anonimo ha detto...

TUTTI QUELLI CHE OPERANO NEI MOVIMENTI PER LA CASA VANNO ARRESTATI MESSI IN GALERA E NON FARLI USCIRE PIU', SONO LORO I RESPONSABILI DI QUESTO SCEMPIO I DELINQUENTI D'ITALIA

Anonimo ha detto...

Premetto che sono serissimo: grazie, grazie, grazie al blog che mi fa sapere cose che non sapevo e mi costringe a vedere la realtà in maniera diversa e a ripensare le mie opinioni. Però non tutte. Io pensavo che
1) ci fosse tanta gente che non ce la faceva (in genere) e che fosse SACROSANTO occuparsene da parte delle istituzioni, perché la casa è un diritto (per ora non approfondisco). Ovviamente se chiedi a qualcun altro di assicurarti un diritto, poi prendi quello che c'è. Questo non significa che le case popolari debbano per forza essere orrende, fatiscenti, in culonia senza mezzi etc
2) che i movimenti per la casa fossero persone buone che a tutti i costi volevano aiutare la gente a godere di tale diritto, a costo di infrangere la legge occupando stabili lasciati in malora e che evidentemente non servivano ai proprietarii.

Se la seconda opinione adesso è assai più sfumata, sulla prima non posso che ribadirne la mia convinzione e trovo che scrivere "della presunta e in realtà inesistente emergenza abitativa romana" sia uno schiaffone in faccia a chi dorme in condizioni indicibili o più "semplicemente" vive nel terrore di essere sfrattato.
Tanto che poi il documento che cita riporta "E' vero che l'emergenza abitativa è un problema gravissimo" e poi "Che dovrebbero esserci più case per tutti, è un altro discorso".
E io aggiungo: "e che ci siano tante case sfitte/abbandonate - pubbliche e private - è vero, e qualcosa si DEVE fare, c'è gente che non vive più".
Riconosco che il da farsi vada assoggettato a compromessi che impediscono automatismi ideologici di cui sono stato preda anche io. Però inventarsi che "va tutto bene, madama la marchesa" lo trovo di una impudenza intollerabile.
Cordialità

ps: al primissimo commentatore, ennesimo ed inane esemplare del romanismo spinto "maccheccefregaaa maccheccemportaaa", faccio notare che probabilmente il mare non costituisce per lui esperienza appagante a sufficienza, visto che si ricorda di leggere e sopratutto di commentare, peraltro con ancora meno costrutto degli altri (compreso ovviamente il sottoscritto).
Il guaio - per lui, ovviamente - è che si crede un dritto e invece fa solo la figura del gaggio.
Aricordialità

Anonimo ha detto...

Il problema non è la mancanza della casa, ma semmai la mancanza di lavoro. Se hai un lavoro decente, cosa ti impedisce di pagare l'affitto come tutte le persone normali? Quindi il problema principale per un governo serio dovrebbe essere quello di stimolare gli investimenti. Per fare questo serve il rispetto della legge, anzitutto... e magari abbassare le tasse.

Anonimo ha detto...

@agosto 29, 2017 1:40 PM

posizione indubbiamente interessante. Che però temo resti imprigionata nel pur nobile articolo 1 della costituzione...
Intanto perché io (generico) che non ho ereditato casa vorrei poter abitare da qualche parte anche se non lavoro - per malattia, perché non lo trovo, se l'ho perso, se mi sfruttano pagandomi poco o quando vogliono etc - e poi perché è vero che nel nostro sistema la catena logica è quella che dici tu, però personalmente trovo che - appunto - la casa sia un diritto. Sapere dove andare a dormire è la prima cosa, a costo di digiunare (non troppo a lungo, ovviamente). Diritto che andrebbe favorito in ogni modo, a prescindere.
Ovviamente idea mia opinabile e, ne sono certo, opinata. E in ogni caso non operativa.
Mi permetto di dire che uno dei "problemi" è che in Italia le "persone normali" (>80%) hanno casa di proprietà, il che significa che se lo possono permettere. Ma chi non può pur lavorando (o gli altri casi) deve andare in affitto ed essendo una minoranza si trova di fronte affitti spaventosi completamente a fondo perduto per definizione. A questo punto o si calmierano gli affitti (magari abbassando le tasse sui redditi da locazione) o si fanno case popolari.
E se niente di questo ti piace, chi non può lo lasciamo per strada? Mah.
Cordialità

Anonimo ha detto...

Ah quindi coloro che lavorano devono pagare la casa a quelli che non lavorano? Perché da qualche parte i soldi bisogna prenderli, mica crescono sugli alberi.

Anonimo ha detto...

In primis stroncare il racket criminale delle occupazioni che offende e oscura la nobile idea di socialismo a cui finge di ispirarsi, mentre ha metodi e ideologia sopraffatoria di chiaro stile mafioso prevaricatore.

Poi si facciano finalmente (o meglio si acquistino i tanti immobili vuoti) case popolari dignitose (mille esempi negli ultimi secoli a Roma) cui accedere con regolari e trasparenti GRADUATORIE PUBBLICHE.

Non cedere al ricatto di delinquenti organizzati che vivono da 40 anni di questa "organizzazione".

Anonimo ha detto...

Ma i pentafessi non plaudono stavolta a RFS?
Dai che ha parlato male anche di Zingaretti...ve ne siete accorti?

Anonimo ha detto...

In ogni parte del mondo il "nobile" socialismo ha prodotto oligarchie burocratiche e corruzione. È la naturale evoluzione del voler maneggiare i soldi altrui.

Anonimo ha detto...

@agosto 29, 2017 3:18 PM

nel mio intervento ho cercato di prefigurare diversi livelli, appiattire tutto così lo trovo poco onesto intellettualmente.
Però seguitando nella logica di appiattimento - che in generale rispedisco assolutamente al mittente - allora leviamo tutti i servizi pubblici, tanto chi lavora (e guadagna bene) può. E chi non può vada a piedi, si curi da sé, si lavi alle fontane se non lo arrestano (non c'è più decoro, signora mia), rovisti nella spazzatura (vd sopra), ché le mense dei poveri indirettamente le paghiamo noi che lavoriamo.
E soprattutto dorma sotto le stelle, beato lui, co'sto caldo...

Chiedo venia, però se mettiamo in discussione che chi ha paga un po' di più per chi non ha (in maniera più che progressiva) allora siamo davvero all'homo homini lupus.

Non dico che chi non vuole lavorare debba poter campare sempre e comodamente alle spalle degli altri, ma avere un posto da chiamare casa è fondamentale per tutto. Persino per trovare un lavoro: magari peccando di superficialità, ma chi darebbe un lavoro a chi si presenta come chi non ha una casa?
E poi io citavo tanti altri casi (e torniamo all'inizio).
Cordialità

Anonimo ha detto...

Un conto è aiutare chi ha di meno perché magari fa un lavoro più umile e non può permettersi una clinica o una scuola privata per i figli; un altro è pagare i servizi a chi non fa nulla, cioè è un parassita della società. L'unica richiesta legittima e sacrosanta di questi ultimi è il lavoro. Punto.

Anonimo ha detto...

Articolo molto interessante, noto che i toni si sono molto smorzati spero per l'effetto del mio e di altri commenti agli ultmi articoli, a mio modo di vedere un pò troppo ruvidi e ironici (soprattutto considerando il tema così drammatico). Il racket è una piaga e va combattuta, anche se purtroppo è spesso protetta dalla politica, gli immobili vanno censiti con l'esercito se necessario, ci si prova dai primissimi anni 90 e non si è ancora arrivati da nessuna parte con sindaci di ogni colore. La questione umana però non può mai essere archiviata come "buonismo", se è giusto sfollare con la polizia (senza ordinare fratture di braccia possibilmente) chi occupa beni altrui senza estremo bisogno o senza essere un rifugiato, è impensabile, in un paese che ha firmato la carta di Ginevra per i diritti umani, sparare l'idrante in faccia a un rifigiato o richiedente asilo in attesa che la prefettura si pronunci. Il sindaco non può dire "abbiamo citofonato, non ci ha risposto nessuno quindi il nostro dovere l'abbiamo fatto", questo atteggiamento è di una superficialità indegna. I migranti in seria difficoltà rifugiati e non, DEVONO essere identificati prima di qualsiasi operazione di questo tipo e una volta quantificati, va trovata la soluzione alternativa prima e non dopo. Loro sono le prime vittime del racket: hanno pagato migliaia di euro il racket dei trafficanti di essere umani per attraversare il mare nelle condizioni che conosciamo tutti, hanno pagato il racket dei carcerieri libici che li hanno torturati e liberati solo in cambio di soldi, a volte trovano avvocati italiani senza scrupoli che gli chiedono un sacco di soldi per preparare le domande per ottenere lo status di rifugiato, alla fine di questo percorso trovano le associazioni degli occupatori seriali che li aizzano contro le istituzioni manipolandoli con estrema facilità e forse chiedendo anche soldi (senza mediatore culturale queste persone nemmeno parlano l'italiano). Fossero stati anche solo 20 su 800, vorrei sentirmi libero di indignarmi senza essere tacciato di "squallido buonismo" se questi (insieme, sia chiaro, agli italiani aventi "estremo bisogno") siano stati stati sfollati e dispersi a colpi di manganello e idrante. -Paolo-

Anonimo ha detto...

Fanno capire, chi ha «un estremo bisogno o è un rifugiato» può occupare impunemente i bene altrui? Mi piacerebbe capire da chi sei stato educato.

Anonimo ha detto...

Fammi*

Anonimo ha detto...

Ma chi ha tanta fame può rubare nei supermercati?

bat21 ha detto...

agosto 29, 2017 4:12 PM infatti rimango senza parole. Chi occupa è un criminale a prescindere e non esistono giustificazioni che tengano per questa condotta. Ben vengano le maniere forti se servono per allontanare chi compie questi reati (reati che poi vanno perseguiti).

Anonimo ha detto...

"Un conto è aiutare chi ha di meno perché magari fa un lavoro più umile e non può permettersi una clinica o una scuola privata per i figli; un altro è pagare i servizi a chi non fa nulla, cioè è un parassita della società. L'unica richiesta legittima e sacrosanta di questi ultimi è il lavoro. Punto."

E se uno viene sfrattato e pur lavorando non può più permettersi un affitto?
No, è che mi pare una semplificazione eccessiva: chi non lavora può non lavorare per millemila ragioni, ho provato ad elencarne qualcuna. Equipararle tutte mi pare un tantinello superficiale.
Inoltre, nella realtà del libero mercato, tra anticipi, cauzioni, fidejussioni, eventuali provvigioni per agenzie, anche per un affitto occorre un discreto tesoretto: chi (ri)comincia a lavorare nel frattempo lo lasciamo sotto i ponti?
Nella realtà del libero mercato, poi, chi dà lavoro a chi - non avendo un posto dove dormire, lavarsi, etc - si presentasse "male"?
La mia opinione è chiara, diversa dal commentatore qui sopra. Mettere un punto lascia il tempo che trova (che pare l'obbiettivo di detto commentatore). Un compromesso potrebbe essere:
PRIMA ti dò una casa (gratis o ad affitto molto agevolato a seconda delle possibilità), POI ti trovo posti di lavoro tra i quali devi scegliere. Se decidi di non scegliere, ne riparliamo. Trascorso un certo tempo/numero di tentativi senza che tu abbia scelto, perdi pure la casa. Se non sbaglio in GB e Germania fanno così. Nei paesi scandinavi non saprei.
In Francia, peraltro, ricavano alloggi dignitosissimi a fitti sociali da edifici pubblici.
Si può sempre pensare che poi, pian piano, ti cerchi casa da solo quando hai fatto il tesoretto.

Ma se il lavoro è un prius economico, in questo sistema (lavoro guadagno spendo), la casa è un prius esistenziale e direi fisiologico perché tra l'altro se sei riposato sei più ottimista, più in forma, più presentabile a un colloquio e in definitiva lavori meglio; ma ancora "prima" si tratta di privilegiare economia o dignità. Io la mia scelta l'ho fatta. Il commentatore pure. Gli auguro di non trovarsi mai in difficoltà. Anzi lo auguro a tutti, visto che tanto il sistema è spietato come vuole lui (al netto dei furbi, secondo me i veri parassiti).
Cordialità

Anonimo ha detto...

amico delle 5.08, purtroppo il problema è il paradosso generale in cui viviamo.

Chi possiede casa e la dichiara legalmente si ritrova oberato di spese, per cui difficilmente riesce a chiedere un prezzo di affitto economico (difatti a roma con 500€ al mese ci prendi un monolocale a torbella monaca).

Chi invece lavora legalmente (il contribuente), difficilmente verra considerato "bisognoso" ed ecco che il suo bisogno primario, cioè la casa, dovra pagarla cara, ma inoltre sarà oberato di tasse per servizi inesistenti (vedi ama, atac e vigili urbani) e per una classe politico/sociale totalmente parassitaria.

Infine poi ci sono i parassiti, un numero infinito di persone che preferisce lavorare in nero ed evadere il fisco perchè tanto il sistema è studiato apposta per loro. Guadagni meno di 6000 €, reddito di inclusione, non studi e non lavori ? sussidio per i neet. Dichiari di guadagnare poco, mezzi pubblici gratis. Ti dichiari disoccupato (magari perchè hai trovato una offerta di lavoro in nero e ti sei messo d'accordo col proprietario precedente per farti licenziare da lui), sussidio di disoccupazione.

Tutto sulle spalle dei contribuenti...

Ecco che poi gli onesti (perfino i turisti ) si trovano con tasse ed addizionali monstre che affossano l'economia cittadina (e spesso e volentieri mantengono i prezzi degli immobili alti).

La casa per i bisognosi è sacrosanta, ma bisogna contingentare il fenomeno e classificare i bisognosi veri, cioè i contribuenti!

Anonimo ha detto...

Ps: la politica dei sussidi va tutta in culo a chi si da da fare e non è un caso se gli italiani bisognosi (quelli veri) migrano per altri lidi, dove i sussidi ,se non esistono proprio, sono centellinati (uk, germania, canada, usa, australia).



Anonimo ha detto...

E basta anime belle radical-chic che dall'alto dell'attichetto ai Parioli in linea con la prosopopea del papino avvocato proteggi banditi (che glielo ha regalato malgrado la totale nullafacenza parassita) pretendono di farsi colti e superiori e di grandanimo rivoluzionario schierandosi veementemente con chi sta distruggendo Roma.

In galera a 2 a 2 : 1 capo racket occupazioni + 1 pariolino parassita saccente pontificante;
1 capo racket occupazioni + 1 pariolino parassita saccente pontificante....

Anonimo ha detto...

La casa per i bisognosi è sacrosanta, ma bisogna contingentare il fenomeno e classificare i bisognosi veri, cioè i contribuenti!

il che è ben diverso dal dire etc etc etc :-)

E anche i sussidi: devono essere mirati. A qualcuno basterà una spinta, per altri ci vorrà
una protesi. Il che è di nuovo ben diverso dal dire in c*** a chi etc.
Credo però ci sia di nuovo un inversione: chi emigra lo fa per il lavoro, più che per i sussidi. Che però - c.v.d. - sono il "lubrificante" che permette la ricerca del lavoro senza divenire homeless.
Ripeto: è una questione di scelte. Ovviamente a ognuno la sua, ci mancherebbe.

Cordialità

Anonimo ha detto...

@7.11 pm

eh no caro mio, sul discorso sussidi, chi va nei paesi citati, si paga tutto e a caro prezzo, se casomai si dovesse ritrovare in condizione di homeless verrebbe rispedito a casa sua...

Anonimo ha detto...

"caro mio" a parte, forse c'è stato un equivoco
"chi emigra lo fa per il lavoro, più che per i sussidi" - parlando degli italiani emigranti, che immagino infatti che si paghino tutto (lavorando). Non capisco come tu abbia potuto leggere altrimenti.
Poi, parlando di sussidi, è chiaro che chi ne usufruisce lo fa perché altrimenti diventerebbe un barbone. Anni fa, non so se è cambiato, in UK e Germania, c'erano sussidi sia per il vitto che per l'alloggio, a condizione che si accettassero le proposte di lavoro del servizio sociale.
Cordialità

Anonimo ha detto...

ho semplicemente detto, che nella situazione in cui uno straniero possa diventare homeless l'opzione è il ritorno a casa, in uk come in germania.

Ribadisco inoltre, che una buona percentuale di chi usufruisce dei sussidi in italia, sono persone che non ne avrebbero bisogno (si scopre che poi alcune di loro sono addirittura ricche...).

sarebbe meglio eliminarli quasi totalmente e lasciarli solo per chi ne ha un bisogno reale in maniera da abbassare la pressione fiscale, garantendo facilità d'investimento e creazione di posti di lavoro (quelli si necessari per il miglioramento sociale) .

Anonimo ha detto...

È iniziata la propaganda anti Zingaretti e anti PD in vista delle prossime elezioni...sempre con la solita prosopopea di rappresentare la verità, unica e sola....peccato che le vostre analisi poi siano attendibili come i sordi del monopoli....non dimenticherò mai le cazzate scritte pro raggi è contro giachetti....siete responsabili dell'attuale situazione in comune

Anonimo ha detto...

ma io non ho mai detto "soldi e casa a chi non ne ha diritto" anzi scrissi che i veri parassiti sono i furbi. " lasciarli solo per chi ne ha un bisogno reale" è talmente scontato che non ho osato scriverlo.
Quanto agli stranieri, avrai detto solo quello, ma con un "eh no" che si contrapponeva a qualcosa che però io non ho mai scritto ;-)
Vabbeh ci siamo capiti.
Quanto al tema cardine, ossìa la "mafiosità" delle occupazioni, posso solo dire che se è vero come sembra per me è una grossa delusione. Ma ripeto: qualcosa per chi non ha bisogna pur fare...
Cordialità

Anonimo ha detto...

scusa, qual è la propaganda ? le tasse regionali da quando c'è il sig. Zingaretti sono raddoppiate (RADDOPPIATE) e fosse servito a qualcosa : nello stesso periodo il debito regionale è passato da 9 a 12, 5 miliardi.
(i dati li puoi controllare sul sito della regione lazio)
se questa è propaganda ..............

Anonimo ha detto...


Rispondo all'anonimo delle 4:12 PM che chiede spiegazioni sulla mia educazione.

Credo che l'educazione non c'entri nulla, quello che scrivo è un mix tra esperienza professionale e sensibilità personale (in quanto tale opinabilissima ci mancherebbe altro).

In nessuna riga del mio post sostengo che sia legale occupare uno stabile se si è un rifugiato, ho criticato la modalità sommaria dello sgombero. Visto che si parlava di racket in questo articolo, ho cercato di fare un'analisi più larga mettendo in luce la connessione tra i 107 casi che hanno legale diritto all'aiuto (stranieri e italiani che siano) e il racket (ti assicuro che decidere chi ha diritto e chi no è un compito assai duro e a volte triste). Lo Stato è inadempiente verso questi 107, si può non essere d'accordo ma di fatto è così. Lo Stato è inadempiente anche verso i proprietari dell'immobile, visto che non ha difeso il diritto alla proprietà privata. Uno stato civile, secondo me ma anche secondo la carta dei diritti umani che l'italia ha firmato, non può usare idranti e manganelli contro persone che godono di protezione internazionale, disabili o minori, ha invece il dovere (ancor di più visto che è inadempiente) di verificare e censire con tutti i mezzi possibili prima di intervenire. Un altro motivo fondamentale è questo: il racket strumentalizza questi "107" per legittimare l'occupazione almeno a livello politico, allargando il sistema imbucando dentro chiunque e creando il perverso legame con la politica (di destra o sinistra che sia). L'articolo spiega benissimo questo passaggio: a tutti (bisognosi o non) viene consigliato di non chiedere aiuto ufficialmente ma di affidarsi agli angeli custodi occupatori. Un poveraccio che ha affrontato chissà quali orribili peripezie, tra uno stato assente o inefficace e un sedicente salvatore che offre casa, a chi si affiderà? Problema fondamentale da affrontare per me è quindi rompere il legame tra i 107 e il racket delle case occupate, lo stato ha il dovere di farlo prima di ogni altra cosa.

Non mi sembra di aver scritto assurdità, ma se le ritenessi tali non metterò in dubbio la tua educazione, prenderei atto che hai un'idea e una sensibilità diversa dalla mia per 1000 motivi. Alla fine il bello di questo blog è guardare le cose da un punto di vista diverso da quello a cui si è abituati, in ogni commento (se educato, circostanziato e rispettoso) c'è sempre qualcosa di buono.

Anonimo ha detto...

Dopo la polveroni eravate si lo'orlo del fallimento somaro

Anonimo ha detto...

A PROPOSITO DI VIA CURTATONE
Scusate, ma da quando in qua i profughi sono spesati dal paese che li accoglie? Che i profughi della seconda guerra mondiale venivano mantenuti?
E da quando in qua uno va profugo in un altro continente? Gli europei andavano a fare i profughi in Australia?
E da quando in qua i profughi hanno diritto di lanciare frigoriferi in fronte ai cittadini del paese che li ospita senza conseguenze penali?
E da quando in qua il profugato è eterno?
E da quando in qua masse di africani e asiatici devono essere mantenuti dagli europei invece che da paesi africani e asiatici ricchi?
E da quando in qua se c'è una guerra si esporta la popolazione invece di lavorare per concluderla?
E da quando in qua si può definire "emergenza abitativa" lustri, decenni di ozio alle spalle dello stato italiano?

Anonimo ha detto...

Non so poi se abbiate notato che di terrorismo o presunto tale nei paesi a frontere chiuse come l'Austria non c'è traccia.
E non so se avete notato che a fomentare i poveri eritrei di via Curtatone c'era una ong.
E on so se avete notato che il pd co sta scusa del povero qua e del povero là, non rispetta alcuna legge.
Questa situazione non ha pari nel mondo, e ha un solo nome: EVERSIONE

Anonimo ha detto...

Infine, una nota di colore: minniti è ritornato dalle inutili riunioni europee col piglio del Duce, dicendo che l'Europa seguirà la linea dell'Italia.
Caspita che trionfo.
minniti ha confermato che ci possono scaricare tutti gli africani del continente nero, tanto li manteniamo noi.
E loro hanno accettato!
Quando si dice avere le palle, minniti.

Anonimo ha detto...

Poi ha aggiunto: salvarli per me non vuol dire portarli a terra e basta, ma mantenerli.
Certo, già che ci siamo fino alla pensione.
Sono così premurosi con voi?
Meditate sulla mafia pd gente, meditate, che bisogna liberarsene quanto prima e a fondo.

lamusadicaravaggio ha detto...

Ecco l'Italia...lamentiamoci poi, mi raccomando.

Anonimo ha detto...

Sono appena stato e, come possono confermare gli spagnoli di Euskadi (pues si, Bilbao es la pejor de la Comunidad pero una de las mas divertida por la marcha!), condivido che Bilbao, a parte el casco viejo e la zona museo, è veramente agghiacciante: sporchissima, piena di writer, gente che vagabondeggia ad agosto, caos la sera che a Roma tirerebbero il piscio, quartieri moderni residenziali che ricordano le piramidi nel deserto, problemi seri di integrazione sociale in pieno centro, spazi verdi ridottissimi, rotatorie incomprensibili, difficoltà a capire come funzionano i parcheggi (con loro colorazioni e pagamenti sempre diversi ed acronimi privi di immagini scritti solo in spagnolo).
Buon lavoro!

Anonimo ha detto...

Si chiama frammentazione della responsabilità. La politica crea il finto caso pietoso - il povero occupante abusivo, il povero profugo, il povero ex detenuto, il povero ex brigatista, e poi delega a lui l'azione la sua cattiva intenzione.
Ossia, prima crea mediaticamente il "tabu", l'intoccabile, e poi lascia che a commettere i reati per suo conto sia lui.
E' come quando in guerra il generale ordina e il plotone esegue. E' come se la responsabilità si dileguasse, frantumandosi.
Lo stesso si fa tra stati, i finti casi pietosi sono quelli le cui porcate - di cui tutto il capitalismo beneficia - non si toccano.

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