I grattacieli dello Stadio della Roma avrebbero "deturpato il panorama". Idiozia!

9 agosto 2017
 
 Quello che ieri è successo riguardo ai pareri sul nuovo Stadio della Roma nell'area di Tor di Valle merita un brevissimo riassunto delle puntate precedenti: la Giunta Marino approva il progetto dello stadio; la Giunta Marino spreme il più possibile gli imprenditori tanto che gli investimenti effettuati sull'area garantivano un 30 / 35% di opere pubbliche rispetto ad una media romana inferiore al 10%: un autentico miracolo urbanistico frutto della visione di Ignazio Marino e delle capacità del migliore assessore all'urbanistica che la città abbia mai avuto dal dopoguerra: Giovanni Caudo. 

Arrivati al potere i grillini tutto questo processo, che stava andando in discesa verso un rapido inizio dei cantieri ed una generazione senza pari di posti di lavoro e economie (la Sapienza aveva certificato che l'impatto sarebbe stato superiore perfino all'Expo di Milano consentendo una plausibile ripresa economica a tutta la città), è stato rimesso in discussione. I personaggi oggi al governo della città ci hanno spiegato che le tre belle torri disegnate da Daniel Libeskind erano dei palazzi che "rovinavano il panorama" (siamo in una delle zone più assurdamente degradate della città, altro che panorama) e di questo parleremo nel resto dell'articolo riguardo proprio all'impatto visivo delle torri e hanno utilizzato l'abbattimento di questi edifici come inquietante arma ideologica. Pronti a tutto pur di togliere di mezzo le tre torri che avrebbero invece dato finalmente uno skyline moderno alla periferia della città offrendo a aziende e società uffici direzionali di qualità, i grillini hanno bocciato il vecchio progetto e ne hanno riscritto uno totalmente folle: niente più opere pubbliche, palazzine basse al posto delle torri, guadagni enormi per i costruttori e infrastrutture non più finanziate.

Addirittura l'area di Tor di Valle, nel progetto di Marino servita da due punti (il Ponte di Traiano verso la Roma-Fiumicino e la rinnovata Via Ostiense\Via del Mare), veniva lasciato alle sole potenzialità trasportistiche su gomma dell'Ostiense. Praticamente il progetto grillino trasformava tutta la penisola di Tor di Valle in un cul de sal pericoloso e ingestibile. Sarebbe bastato un semplice incidente in uscita dalla partita per trasformare tutta l'area in una trappola per topi. Solo la diffusa lobotomia grillina poteva non arrivarci e infatti noi andiamo scrivendo questa cosa da mesi. Da ieri anche il Ministero delle Infrastrutture ha inviato il suo parere in questo senso: non si può fare lo Stadio senza il Ponte di Traiano, non c'entra nulla il Ponte dei Congressi (che fa tutt'altro lavoro e oltretutto non si sa quando si farà) ne altre infrastrutture che il progetto cerca di vendere come alternative. 

Ora cosa succederà? Intanto è possibile godersi le comiche grilline. Gli stessi imbarazzanti personaggi (il più ridicolo? Sempre Paolo Ferrara, seguitelo e non ve ne pentirete!) che fino a l'altro ieri dicevano che lo Stadio non poteva essere fatto lì, che ne parlavano come una speculazione edilizia, che volevano spostarlo a Tor Vergata, che lo raccontavano come una colata di cemento oggi si lamentano che il Ministero non dà il via libera ad un'opera che può salvare l'economia, generare posti di lavoro e dare risposte ai tifosi. La città ha avuto politici squallidi e squallidissimi, ma mai è arrivata a questi livelli di bassezza.

Cosa succederà dicevamo? O la conferenza dei servizi decreterà l'impossibilità di andare avanti? Oppure, come ampiamente prevedibile, il Comune garantirà la realizzazione del Ponte di Traiano coi propri soldi. Insomma prima pagava tutto il privato, ora la città non solo deve rinunciare agli edifici migliori e più iconici del progetto, ma deve mettere anche mano al portafoglio per pagare le infrastrutture che nel progetto precedente erano tutte a carico del proponente. Una vergogna che per fortuna tutta la città ha capito perfettamente, perfino i tifosi della Roma più fondamentalisti: lo stadio che un tempo pagavano Parnasi e Pallotta, ora lo stanno pagando anche loro con le loro tasse. D'altro canto Pallotta deve vendere la Roma e se ha rinunciato ormai a venderla con lo stadio, vuole venderla almeno con un pezzo di carta che certifica che lo stadio si può fare. Altrimenti la debacle finanziaria sarebbe troppo profonda. 

Nel prosieguo dell'articolo però parliamo di un tema specifico riguardo a questa tristissima storia. L'idea ridicola (ancora presente tra l'altro in alcuni ambiti del Ministero dei Beni Culturali, dunque non solo nel caricaturale Campidoglio grillino) secondo cui i grattacieli "deturpano il panorama". 


Senza voler stare in tutti gli aspetti della vicenda dello stadio della Roma di Tor di Valle (e dello sviluppo urbanistico ad esso collegato di cui abbiamo parlato moltissime volte, ma mai abbastanza) oggi vorremmo affrontare uno degli abituali argomenti di contrarietà a simili operazioni: i grattacieli non possono essere costruiti a Roma perché rovinerebbero il panorama dei centri storici, in particolare del centro della città più storica di tutte, Roma.
Una banale ricerca con Google ci aiuta a comprendere quale sia la situazione nel resto d'Europa. Abbiamo calcolato la distanza dal centro storico delle maggiori città d'Europa rispetto ai loro rispettivi centri direzionali e ne abbiamo confronto le altezze.
Tutti siete stati in qualcuna di queste città se non in tutte. Vorremmo sapere da voi come il vostro senso estetico sia stato offeso da tali edifici o come la qualità della vita che avete provato in quelle città sia stata negativamente impattata dai grattacieli.
Si osserva inoltre che le torri romane sarebbero state tra le più basse del continente nonché le piu distanti dal centro storico. Non ci sono altre città in Europa che, avendo scelto di costruire grattacieli, li abbiano tenuti tanto distanti dal centro. Al contrario ci sono città come Londra, o anche Milano, dove di fatto grattacieli sono in centro.
Non desideriamo certo la costruzione di un grattacielo a Piazza Santa Maria in Trastevere (Londra ha fatto operazioni paragonabili e comunque non ci risulta un luogo da cui fuggire via), ma qualcuno dovrebbe spiegarci come la costruzione di tre torri di 160 m a oltre 10 km di distanza dal centro avrebbe potuto inficiare la bellezza del centro storico e peggiorare la qualità della vita della metropoli più martoriata d'Europa. In una città che puntualmente ripete che "i problemi so antri" sfugge come questo potesse essere un problema.
I grattacieli ormai sono arrivati anche in Italia, con il clamoroso esempio del centro direzionale di Milano (ma prima ancora quello di Napoli) e con l'esempio di Torino. Anche Roma ha già due edifici che possono considerarsi grattacieli al Torrino, eppure non pare che la qualità della vita e la bellezza del centro storico siano stati gravemente danneggiati dalle due torri al Torrino (senza entrare nel merito estetico delle realizzazioni).

Allora basta chiamare le cose col proprio nome: polemica aprioristica ed ideologica. Cose che creano danni incalcolabili, per tutti e per anni.

73 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Ribadisco .. ottmi articoli ma RFS ha fatto il peccato mortale di indicare il voto per M5S ... tutto il resto è noia e noi ne pagheeremo le conseguenze fino ala fine della consiliatura

Bat21 ha detto...

È la decrescita (in)felice bellezze! Oggi a Roma, domani l italia

Anonimo ha detto...

Ancora co sti grattacieli???? Quando state a corto di scoop tirate fuori le cose vecchie per acchiappare qualche lettore...

cavaliere nero ha detto...

ma scusa ma che sei pazzo? a Roma nessuno vuole lavorare per grossi progetti privati meglio imboscarsi nelle aziende pubbliche! date retta a n cojone , votando i 4 amici da bar, i romani sapevano bene che avrebbero annientato qualsiasi rilancio serio dell economia e del lavoro.

Anonimo ha detto...

Che articolo inutile. Abbasso i grattacieli, viva le rimesse abusive! E poi i grattacieli sono per i grandi, se non si riesce a tenere una strada (che è distesa) senza farla degradare a frana/voragine pensa un grattacielo (che è verticale) che fine farebbe. Ringraziamo la Raggi/Nerone per l'indietrologia grillina applicata alla amministrazione comunale.

Anonimo ha detto...

I venditori abusivi non deturpano l'ambiente o le auto in doppia fila etc..

Anonimo ha detto...

Spero che i romanisti che hanno votato m5s realizzino che son stati presi in giro. Ma forse solo con la minaccia del fallimento e la serie C per la magica vedremo la gente in piazza.#aridatecemarino.

Anonimo ha detto...

Ma chi avrebbe mai speso almeno 10000 € al mq per vivere fuori Roma, in una zona depressa, mal collegata, col nulla intorno, obbligati a usare sempre la macchina, altro che bicicletta, vicino a uno stadio, quindi coi disagi di 3 partite a settimana, coprifuoco, impossibilitati a lasciare i figli soli fuori a giocare? I brutti grattacieli di Milano almeno sono prossimi al centro e metro vicina,
.

Anonimo ha detto...

Parcheggi interrati, grattacieli, trasporto su ferro, riqualificazione, gentrificazione, privatizzazione, investimenti: L'unica via per uscire dal terzo mondo!

Anonimo ha detto...

Naturalmente, è chiaro che i campi nomadi non deturpano il panorama e la città, anzi la riqualificano, grazie anche all'elevato livello di civiltà che da sempre dimostrano gli abitanti di tali campi...ovvio, no?!

Anonimo ha detto...

Sviluppo verticale, trasporto su ferro, pedonalizzazioni, ciclabilità, investimenti, infrastrutture, ma soprattutto basta con gli amministratori scappati di casa. Basta con i trombati ras del paesello, basta con gli incompetenti, ci vogliono tecnici!

Anonimo ha detto...

E' notizia di oggi che Fiumicino si è proposta per fare lo stadio nel suo comune. Peccato per il progetto, quello iniziale, che è andato perso, ma a questo punto spero che Tor di Valle venga definitivamente bocciato e che lo stadio venga fatto a Fiumicino, dove ci passa accanto autostrada e treno per Fiumicino, vicino ci sono gli svincoli di autostrada e treno per la costa tirrenica, più c'è anche l'aeroporto vicino per chi vuole venire in aereo.

Anonimo ha detto...

Però è vero che a Roma (e solo qui) c'è questa fobia degli edifici alti che non si spiega. Ora senza entrare nel merito dei grattacieli di Libeskind, nel sentito comune un palazzo di 50 metri (10-12 piani) è già considerato alto e invivibile. Ma perchè? Perchè non chai il giardino? O serve prendere l'ascensore? No, qua tutti villini vorrebbero, proprio come al sud dove se li fanno abusivi. Peccato che ciò vada contro al concetto stesso di città, ma vabbè... poi la cosa ridicola veramente rimane il paesaggio... cioè non si può costruire in alto perchè blocca la vista o deturpa la splendita visione del nulla da Tor di Valle (non mi risulta si veda il cupolone da lì). Ma poi anche se si vedesse, che problema c'è, mica sono brutti, no? Anzi, al limite faranno un pò da riferimento, ma se li metti fuori dal centro, che vuoi deturpare? Macchè, meglio una bella colata di cemento sull' ormai ex agro Romano, con una serie di palazzine a volte inguardabili, se non abusive... e poi ci si lamenta che non ci sono i collegamenti pubblici. D'altronde se qui si ragiona ancora in cubature, invece che mq sul suolo (tanto il resto si recupera in altezza), è sintomo di una mentalità un po' così, particolare...

Anonimo ha detto...

era tutto calcolato. Lo stadio della Roma gli M5S non lo volevano, ma non potevano prendersi la responsabilità della scelta e hanno organizzato questo intelligentissimo trappolone in cui la Asroma è cascata in pieno, proponendo un progetto che non avrebbe superato le forche caudine del ministero dei trasporti. La responsabilità sarà tutta in capo al Governo che ha dato parere negativo e avranno avuto l'opzione migliore, stadio che non si farà e responsabile il PD. Voi li considerate dei cretini, ma in verità sono dei geni della politica e della sociologia. Quando la Roma porterà i libri in tribunale si stracceranno le vesti indicando come unici responsabili i piddini e la gente gli darà ragione. Dopotutto loro il progetto senza gli ecomostri l'avevano approvato, se ci fossero stati loro al governo il progetto sarebbe stato approvato. Oppure no?

Anonimo ha detto...

Aridatece Ignazio Marino!

Anonimo ha detto...

X Anonimo 10:57 AM
In Italia, a parte le grandi città, si fa molta difficoltà a costruire oltre il terzo piano. Sembra che si sfidi l'impossibile. Infatti molte piccole città si sono sviluppate in superfice piuttosto che in altezza "toccandosi" con le città vicine e quindi creando una enorme periferia. Questo concetto è presente a Roma che, però, è una metropoli.

Anonimo ha detto...

forse (ma FORSE) si inizia a capire che i grillini sono degli incompetenti. forse...

Anonimo ha detto...

Hai ragione, è una mentalità di buona parte dell' Italia, tranne virtuose eccezioni. C'è anche da dire che è difficile costruire edifici in altezza di qualità, se a realizzarli sono gli abusivi che si fanno la casetta illegale, o i costruttori nostrani coi "geometri der CEPU" e un unico progetto di palazzine. Ancora non si è capito che la periferia il 90% delle volte diventi zona dormitorio nel nulla, con rischi di infiltrazioni criminali, e consumo di suolo, alla lunga molto dannoso. Però per dire, da una cittadina me lo aspetto di più lo sviluppo orizzontale, anche se non lo condivido, e crea un enorme nulla urbano. Ma da una metropoli e capitale, è solo follia

Anonimo ha detto...

L’italiano medio va per associazioni come un bambino:

Passato=bello, presente=brutto, futuro=bruttissimo
Casetta=bello, palazzo=brutto, grattacielo=bruttissimo
Automobile=bello, metropolitana=brutto, bicicletta=bruttissimo
Amatriciana=bello, vegetariano=brutto, cucine estere=bruttissimo
Negozietto=bello, supermercato=brutto, shopping online=bruttissimo
Raccomandazione=bello, concorrenza=brutto, globalizzazione=bruttissimo
Roma=bello, Milano=brutto, Londra=bruttissimo
Caste familiari=bello, liberalizzazione=brutto, immigrazione=bruttissimo

Intanto il mondo va avanti, e una citta’ fissata acriticamente col passato non pensa a gestire il futuro. Per cui a proteggere tutti i negozi di vicinato indistintamente, non concentriamo le energie su quelli storici e ce li ritroviamo tutti chiusi, a dirci che la cucina italiana e’ l’unica al mondo la gente non impara cosa c’e’ di buono (ed economico) all’estero e fa la fila al mc donalds, a dirci che non c’e’ citta’ bella come roma non puliamo le strade e soffochiamo sotto la zella.

Claudio ha detto...

Questa ossessione di Tonelli per i grattacieli ha del paradossale. Se fossi uno psicologo, considerando che rappresentano notoriamente un simbolo fallico, gli suggerirei una seduta di analisi.

A parte gli scherzi (non vorrei mi prendesse in parola, anche se…), la questione per come la vedo io è molto semplice. Roma è una città con una popolazione – migranti esclusi – sostanzialmente stabile da decenni e con un numero elevatissimo di palazzi ed uffici sfitti o praticamente vuoti. Non sto parlando solo di palazzacci di borgata, ma anche di palazzi nuovi o, una volta ristrutturati, di prestigio ed ubicati in zone di pregio. Pensiamo solo all’Eur, al Torrino, a Prati, etc.

In questa situazione, ha senso continuare ad edificare ulteriori palazzi, per fargli fare poi la fine del Parco Leonardo? Abbiamo ben presente che il cemento, una volta trasformatosi in edifici, non evapora e rimane lì a vita? Ancora mi si ribolla il sangue a vedere quei due mostri di Eurosky, un vero affronto all’estetica ed al buon senso, che non credo avranno mai un coefficiente di riempimento superiore al 50%. E poi, da che mondo e mondo alto è sinonimo di bello?

Personalmente, avrei dato il permesso a costruire SOLO lo stadio, con al limite qualche cubatura aggiuntiva minimale per incartare il tutto. L’AS Roma non avrebbe accettato la proposta? Un sonoro STICAZZI e via: c’è l’Olimpico o, in alternativa, il Flaminio da ristrutturare.

Quanto poi al paragone delle altre capitali, a parte il fatto che le periferie di quasi tutte le città fanno pena ovunque, il discorso non regge. Visto che il quartiere è degradato, tiro su un paio di grattacieli e miglioro la situazione? che ragionamento è? Peccato però che i palazzoni orendi costruiti nei gloriosi anni 60 e 70 rimangano poi al loro posto. La merda rimane tale, anche se ci metti una ciliegina sopra (ammesso che di ciliegina si tratti).

Dal punto di vista estetico, andrebbero rasi al suolo interi quartieri, non solo a Roma. Purtroppo non si può fare, ma allora miglioriamo l’esistente ristrutturandolo senza peggiorarlo con costruzioni ad minchiam.

Poi, se si vuole fare la fine di Shanghai, ditelo. Io preferisco Roma, così com’è, tutta la vita.

Anonimo ha detto...

RFS non capisci niente di estetica, ma sei scemo? , quei grattacieli facevano schifo, sembrano 3 telefoni satellitari
cosi come fa schifo anche quello stadio, un progetto complessivo dal design veramente mediocre e umiliante per roma

Anonimo ha detto...

Non condivido per nulla l'amore eccessivo per i grattacieli di Tonelli, ma anche dire che i grattacieli fanno schifo a prescindere è pretestuoso... le eurosky e le torri di Libeskind poi fanno schifo, ma di certo si potevano progettare meglio, e magari sarebbero state anche belle. Poi siamo in una città in cui anche una palazzina di 5 piani è alta, quindi c'è sempre un po' di schifo a "prescindere". però in certi casi costruire verso l' alto è utile (il che non significa fare 500 grattacieli da 200 metri, badiamo bene, vanno bene anche alcune costruzioni da 70-80 metri), specialmene in vicinanza di zone ben servite. Poi che bisognerebbe abbattere il 90% dei palazzi lo sappiamo tutti, e io intanto comincerei a farlo con certe zone ghetto o isolate.. e poi sfruttare l'edificato utile per la popolazione "sfollata". E così si lascia spazio pure per costruzioni nuove e moderne, cosìcche poi si possano abbattere le vecchie schifezze, etc... diventerebbe pure un circolo virtuoso.


Onestamente la fine di Shangai non la vorrei fare, ma neanche quella deelle enormi metropoli disperese figlie dell' urban sprawl, in stile Los Angeles (che pure il suo downtown ce l'ha). In Italia neanche ce lo potremmo permettere

Anonimo ha detto...

E non c'è nulla da fare il pentademente è convinto che i grattacieli so brutti e siccome il progetto di marino si esauriva con du grattacieli (aka golada de cemendo)
hanno fatto bene i pentafessi.....facile lineare ineccepibile... so pentadeficienti

Anonimo ha detto...

Banalmente, se gia si potessero costruire palazzi di 15-20 piani invece che di 5, avresti grandissime aree da poter dedicare esclusivamente al verde, sarebbe molto piu facile organizzare i trasporti e anche le attività commerciali risulterebbero piu redditizie perchè meno isolate.

Invece il romanaro medio, che da giovane si guardava hazzard, vorrebbe una bella villa col giardino in mezzo al deserto dei tartari, lontano da tutto e poter girare con il suo X6 da 3 tonnellate, fanculo l'ecologia!

Simone Nicoletti ha detto...

1. Chi scrive questo articolo che laurea possiede?
2. Ogni citta' e' diversa e fare dei paragoni sulla distanza tra centro e "uffici" non ha senso.
3. qualcosa di giusto ogni tanto lo racconterete pure, ma finitela con i discorsi politici e proponete, se ne avete titoli e soprattutto capacita', delle alternative, altrimenti sarete delle brutte copie di quella mezza sega di Salvini che spara veleno solo per suo tornaconto (e pollo chi ci casca)

Anonimo ha detto...

A Londra da tempo i grattacieli delle archistar sono diventati beni "rifugio" per miliardari di tutto il mondo che comprano appartamenti da decine di milioni e li lasciano lì senza neanche abitarci. In compenso i grattacieli popolari prendono fuoco che è una bellezza.

Anonimo ha detto...

@6.43 pm

e allora scusa! viva le ville a dragona!

Anonimo ha detto...

A mio parere non rovinerei mai Roma costruendo dei grattacieli, non ha senso, ormai le città di tutto il mondo si stanno uniformando diventando quasi tutte uguali con questi "mostri di cemento", Roma al contrario dovrebbe rimanere così perché è stupenda così come è, non ha certo bisogno di grattacieli, anzi, sarebbe questa sua unicità a renderla ancora più attraente!

Anonimo ha detto...

Quei 3 grattacieli erano orribili ed insensati come ogni progetto di libeskind, non a caso cacciato dal world trade center, ma non rovinavano nessun panorama ed avevano almeno un senso. Se proprio si voleva lasciare il timbro si doveva dire di presentare dei grattacieli più dignitosi e lasciare dei lotti dove poterne fare altrettanti in un possibile futuro, ma tagliarli è stata una cialtronata da grillini

Rocco Pitasi ha detto...

Vorrei capire con quali dati vivete.... costruire un quartiere dello sport e del bousiness porta occupazione per un periodo brevissimo a discapito di altre zone.... Andate a vedere Tor Vergata.... Città dello sport, centri commerciali a pioggia tutti deserti e tristi... Ma svegliatevi e promuovete la riqualificazione non espansioni inutili ..... Per patagonarci con Milano dovremmo sparire almeno in un paio di milioni di zozzi che deturpano e sporcano Roma e poi ne riparliamo...

Rocco Pitasi ha detto...

Business chiedo scusa ....

Anonimo ha detto...

"Roma al contrario dovrebbe rimanere così perché è stupenda così come è"

Roma e' gia in coma, il tuo cervello pure

Anonimo ha detto...

Non sono riuscito a leggere l'ennesimo sproloquio vomitato su questo sito per mettere in cattiva luce i 5 stelle, come fanno ormai di consueto giorno e notte, feriali e festivi, estate e inverno (si daranno i turni?), ma ho scorso le foto e quelle coi grattacieli a Roma fanno davvero piangere :((((((((((((((( Spero non facciano mai una roba del genere a Roma, ora è il momento di far sparire tutta la spazzatura edilizia fatta fin'ora.

Anonimo ha detto...

Se è in coma Roma è per colpa di ignoranti come lei che dovrebbero sparire!

Anonimo ha detto...

Sicuro! Infatti ignoranti come me hanno proprio potuto fare gli investimenti per renderla una citta moderna come avrebbero voluto.

La cosa bella di quelli che vivono a roma (non li definisco neanche romani) e' il loro grottesco e ingiustificato senso di superiorita: dal basso della monnezza civile, culturale e morale in cui sguazzano danno lezioni accusando non si sa chi di non aver fatto non si sa cosa, credendo che il loro immobilismo sia la soluzione ai propri mali.

Tutto cio in una citta a loro immagine e somiglianza che non cambia mai nulla, salvo poi lamentarsene. Intanto stia tranquillo che la gente come me e' gia sparita e i risultati si vedono. Sara certamente un caso che i nodi siano venuti al pettine tutti insieme: acqua, incendi, atac, morte economica...

O lei pensa che Roma se la passi alla grande (e allora ha seri problemi di relazione con la realta) o se invece pensa che sia in coma, forse bisognerebbe cambiare le ricette seguite finora e che quel coma hanno determinato.

Anonimo ha detto...

Non è certo la mancanza di grattacieli che ha determinato il coma romano, semmai la presenza di palazzinari e l'assenza di piani regolatori moderni. A parte il fatto che una variante non si è negata a nessuno. E quindi oltre ai palazzinari si dovrebbe fare la tara anche alle giunte che negli ultimi 40 anni hanno permesso uno scempio dopo l'altro.
Vorrei dare un suggerimento a Tonelli: metti da parte Libeskind e i chioschetti per un po' e fai un po' di storia, tanto per mettere nomi e cognomi di sindaci assessori e costruttori che hanno riempito Roma di quartieri aquallidi e senza servizi e di centri commerciali.

Anonimo ha detto...

e rieccolo il romano: "fai un po di storia", dai riguardiamo il passato... Ma nel presente che facciamo? Per non parlare del futuro. Insomma la tua ricetta per il futuro quale sarebbe?

Sta storia dello scempio urbanistico la sento da 30 anni. E dopo 30 anni nulla e' cambiato. Stiamo ancora con lo stesso scempio e abbiamo cambiato ben poco. MA si, continuiamo a fare una storia...

Anonimo ha detto...

Io vorrei capire di quale roma parli, se il centro storico, i quartieri che lo circondano, che sono quasi tutti belli e apposto, o le periferie palazzinare, dominate da abusivi, caos e degrado. Se quest' ultima è splendida così come è, ci sono gravi problemi dissociativi. Purtroppo questa distinzione non va fatta.

Anonimo ha detto...

La storia è fatta di palazzinari e varianti di piano regolatore. I risultati sono quelli che vediamo. Ma si sa che la storia in questo paese non la studia più nessuno.
Sai qual è la prima cosa da fare? Un piano regolatore serio.
La seconda è vietare le varianti.
Dopo si potrà cominciare a ragionare come hanno fatto nelle città invocate da Tonelli, dove, per la cronaca, i piani regolatori sono seri e vengono seguiti e le varianti neanche sanno cosa sono.

Anonimo ha detto...

Comunque è veramente divertente leggere come secondo alcuni spariti i grattacieli improvvisamente il quartiere con stadio diventa una schifezza.

Anonimo ha detto...

Ovvio, se la zona non è frequentata, e la gente non può usare i mezzi per arrivarci mezzi per arrivarci, diventa inutile, un altro deserto urbano. Che poi onestamente
, quella parte (tranne lo stadio che non è male) faceva già ca**re prima

Anonimo ha detto...

Bah, uno studio ridicolo e poco significativo. Cittá come Londra, Francoforte, Berlino sono delle cagate urbanistiche, cittá prive di storia e di tessuto urbano. Fareste un grattacielo nel centro di Siena o di Venezia. Per l'amor del cielo, sparatevi un confetto in testa su.

Gente come voi, cementificatori, dovrebbero morir con un confetto in testa.

Forza Virginia, forza Di Maio, prendiamo in mano il paese, onestá - onestá - onestá!

Anonimo ha detto...

>È la decrescita (in)felice bellezze! Oggi a Roma, domani l italia

Non mi pare sia questa la decrescita. Leggiti i testi, non sproloquiare.

Anonimo ha detto...

Anonimo 10:43 Vedo che a certi grillini piace buttare nel calderone tanti concetti (o meglio confetti) a caso, e il più delle volte pure sbagliati, per fare guerra ai cattivi disonesti. Ma apparte l'arroganza di definire città come Londra e Berlino "prive di storia e cagate urbanistiche", senza lo straccio di un argomentazione, così perchè gli gira, gli basterebbe farsi un giro su google maps per capire che l'unica di quelle citate senza un vero tessuto urbano è Roma, che tranne il centro storico è un ammasso di quartireri/ paesotti sparsi per l'agro romano, senza collegamenti e trasporti decenti nè, tranne alcune eccezioni (EUR, Trieste, Parioli, Appio-Tuscolano, Della Vittoria), valore architettonico, visto che il più delle volte sono frutto di speculazioni e abusivismo. Le altre città da questo punto di vista sono 100 volte meglio organizzate e belle della periferia romana. Poi saltiamo di palo in frasca e passiamo ai grattacieli in centro a Siena (che centrerà mai con le capitali europee lo sa solo lui) o Venezia. Eppure mi sembra che nessuno si sia mai permesso di chiedere tali edifici nel centro di NESSUNA città italiana, men che meno Roma. A meno che non gli risulti che Tor Di Valle o Porta Nuova siano rinomate località centrali, al pari di Trevi e del duomo, il che è possibile.

Poi chiude con inviti al suicidio (il che dimostra grande proprietà argomentativa) a improbabili cementificatori (come se non ci fossero comunque, anche senza grattacieli), il che potrebbe anche essere giusto in certe circostanze, ma non si capisce di primo acchitto la relazione con il resto. Relazione spiegata subito dopo dall'inneggiamento al Di Maio e alla Raggi, personaggi che rispetto da certi punti di vista, ma che rappresentano a Roma un deleterio immobilismo in ogni campo politico, il che sta portando all'affondamento ancor maggiore di molte delle componenti comunali e non, senza fermare certe attività quantomeno esecrabili (vedasi costruzioni speculatorie su tutto il territorio).

E si spiega anche con la relazione quanto mai distorta dell'abitante di Roma con le cubature, quasi come non fosse il suolo occupato, o il verde consumato il problema, ma il totale del cemento. In sostanza, per lui, fare 20 edifici da un piano o uno solo da 20 piani è la stessa cosa, se non anche meglio la prima. Cosa che per fortuna in alcune città si è capito da tempo essere falso, da un punto di vista ecologico e di qualità della vita.

A me non piace fare distinzioni ideologiche o di partito, visto che idee buone o cattive si trovano in ogni schieramento, così come personaggi apprezzabili che pensano al bene comune, prima di quello personale o del gruppo politico. Ma qui si riscontra la grande influenza che ha avuto su questo personaggio un certo pensiero di partito standardizzato, che poco lasciano alla critica personale. In sostanza, come ho letto definire qui sul blog, un pentacretino. Fermo restando che molti pentastellati abbiano buona capacità critica, e non vadano indicati con tale termine

Anonimo ha detto...

Ah aggiungo che era ovvio il riferimento del grillino al fatto che le città europee possano permettersi grattacieli in centro vista la loro "assenza di storia", mentre quelle italiane no. E a quello rispondo che in ogni città si valuta ovviamente lo spazio in base alle necessità e alle circostanze, e si decide lo sviluppo edilizio di conseguenza.

E quindi in Italia tale evenienza mai si verificherà, se non in città "moderne" o zone periferiche", così come in molte città "storiche" d' europa. Però un dato è certo: Roma è l' unica delle grandi capitali senza un vero centro direzionale. Per alcuni è una mancanza, per altri un pregio e una unicità, ai posteri l' ardua sentenza

Anonimo ha detto...

il centro dev'essere una vetrina. Non c'è bisogno di avere ministeri e uffici aziendali nel cazzo di centro storico, non fa altro che creare un intasamento permanente di traffico e smog. Bisogna riqualificare e decentrare.

Anonimo ha detto...

Chi vuole grattacieli a Roma finisce al macero coi gabbiani sopra (ora forse ci siamo capiti), Roma è una bella città e ha da rimanere cosí... quelli come te andassero a vivere ad Adubabi, là possono costruire i grattacieli più alti di quelli che i vostri amici hanno fatto a Milano aiutando sempre i vostri amici e affamando la povera gente

Anonimo ha detto...

Non mi risulta che Berlino abbia un centro direzionale. Il centro direzionale di Berlino si chiama Francoforte. Il centro direzionale di Roma si chiama Milano. Fine della storia e buona rosicata.

Anonimo ha detto...

Voi fate le guerre contro i mulini a vento come Don Chischiotte, pensando che sconfitti quelli, diventerete i nuovi eroi. Infatti non stupisce che tutto quello che hai capito di questo discorso, sono i grattacieli, alias i mulini al vento, simbolo della sbegulazione e dei palazzinari cattivi di Abudabi, opposto all' onesta della povvera giente (poi mi spiegherai come l' hanno affamata, se ci riesci) e alla bellezza di Roma, che adda resta accusì.

Ed è questa la cosa tragica, che ragioni per partito preso, per luoghi comuni, ci sono i capri espiatori e quelli vanno condannati. Per questo ricorri a frasi insultanti in stile mafiosetto sfigato di periferia, tipo quella del macero o degli amici affamatori, evidentemente un modo per fare un bel Noi vs. Voi nel peggiore stile DelDebbiano. E infatti neanche ti guardi attorno per vedere in che stato pietoso si trova Roma, che purtroppo non finisce alle mura... altro che bella, fatti un giretto in periferia e vedi.

Poi non ne faccio una questione di grattacieli, a me di essi NON FREGA NULLA, possono non farli, ma se è il contrario non ne faccio un dramma, comunque molto meno di una selva di palazzine in periferia (quella si fatta dagli "amici affamatori", che ormai si conoscono bene), a differenza vostra che ne siete perseguitati. Ed è tragico, guardare al dito e non vedere la luna. Non avete argomentazioni, non avete idee. Tranne l' immobilismo. Come ho detto, pentacretino. O se non sei del M5S, cretino e basta. Almeno è un insulto contestualizzato ;)

Anonimo ha detto...

Ah be un Romanaro che mi dice che dipende da un altra città per l' economia, ed è pure contento. Ma quanto siete ritardati? Ci credo che la capitale sta nella me*da XD gotetevi i bancarellari, gli abusivi e i campi rom, giusto quello potete averci

Anonimo ha detto...

Ah mi sembra giusto aggiungere che solo se spariste voi (penta)deficenti, corrotti politici o di altra natura, la parte di cittadini incivile e delinquente, speculatori vari, e i sopracitati abusivi e rom vari, allora forse, e ripeto FORSE potremo ripartire con la città. Fino a quel momento, purtroppo rimarremo infognati nella pozzanghera dove siamo. Per il momento, possiamo solo resistere e provare a migliorare insieme. Ma a leggere te e gli altri compplottisti da grattacielo de abudabi, la vedo complicata.

Anonimo ha detto...

In realtà aberlino degli edifici e zone adibite ad attività economiche e finanziarie ne ha, meno di Francoforte che è la capitale europea in questo, ma ne ha. Che poi a Roma si crea un polverone per una torre, figuriamoci per un quartiere intero... che poi mi dovete spiegare i motivi dell' atavico odio per gli edifici alti, quali sono i problemi che darebbe? Solo visuali o altro?

Anonimo ha detto...

Voi costruireste un grattacielo nel centro storico di venezia. Per fortuna il voto popolare vi ha fermato e ha eletto una cittadina onesta. E ora risanamento, pulizia, ordine. Discorso chiuso.

Anonimo ha detto...

Berlino è stata mezza rasa al suolo da Hitler con i suoi deliri urbanistici da capitale del Reich, che in confronto l'architettura del ventennio è un gioiello, e poi tutta rasa al suolo durante la guerra. Quindi divisa a metà per decenni e infine ricostruita con il cosiddetto stile moderno grattacielaro. Architettonicamente fa piuttosto schifo, è una città fredda e senza personalità. Come si possa prendere a paragone per giustificare centri direzionali e grattacieli solo voi lo sapete.

Londra è un caso diverso. Architettonicamente non è mai stata gran che neanche nella parte centrale. Il resto era per lo più file enormi di case a schiera, sempre più basse man mano che si andava in periferia. Poi la trasformazione è iniziata dalla City, che è un unicum mondiale è non può essere presa a paragone. Dagli anni sessanta in poi ricostruendo le zone bombardate hanno tirato su palazzi sempre più alti. Consiglio il video di Ghost Town dei The Specials per qualche panoramica della city inizio anni ottanta e dei dintorni sul Tamigi.
Negli anni ottanta è iniziata l'esplosione grattacielara. Ricordo le polemiche dell'epoca, principe Carlo in testa. Negli anni novanta l'Inghilterra ha vissuto un periodo di rinascita e i grattacieli sono sorti sempre più rapidamente. Oggi le polemiche, che prima riguardavano soprattutto la classe media costretta a spostarsi dai quartieri centrali in periferia (gentrificazione), per l'aumento dei costi di affitto e della vita seguiti alla riqualificazione, vengono anche da parte di politici e amministratori pubblici. In particolare si contesta l'abuso che i ricchi specialmente stranieri fanno del patrimonio architettonico londinese, comprando appartamenti extralusso nei piani alti dei grattacieli o nelle ville storiche in cui poi non abitano. Sono solo investimenti immobiliari. Naturalmente ai costruttori va benissimo, la città guadagna in tasse ma la popolazione ne subisce le conseguenze già dette con problemi economici e sociali.
Londra mantiene una sua personalità ma in centro è sempre più esempio di oligarchitettura, quella cosa per cui la gente passa, guarda, rigorosamente da fuori, e poi prosegue per la sua strada. Altimenti paga un biglietto di ingresso non da poco, sale con ascensori superveloci al belvedere e si gode il panorama della città sempre più sterile e moderna.
Si salva perché è tenuta bene. Anche nelle viuzze più squallide in periferia è pulita e ordinata.

Se volete un esempio di città come dovrebbe essere Roma prendete Parigi, che è bellissima, organizzata e tenuta abbastanza bene. Non al livello di Londra ma cento volte meglio di Roma.
Solo che a Parigi non arriva il costruttore che in cambio di varianti promette una strada o chissà che. E' il comune che decide dove e cosa si deve costruire e le varianti neanche sanno cosa sono. Ecco perché Parigi è pianificata e non è diventata un centro storico circondato da quartieri-bidonville e centri commerciali.

" l'unica di quelle citate senza un vero tessuto urbano è Roma, che tranne il centro storico è un ammasso di quartireri/ paesotti sparsi per l'agro romano, senza collegamenti e trasporti decenti nè, tranne alcune eccezioni (EUR, Trieste, Parioli, Appio-Tuscolano, Della Vittoria), valore architettonico, visto che il più delle volte sono frutto di speculazioni e abusivismo."

Oh si, e questo è merito non dei "grullini" ma delle amministrazioni precedenti, solo che quando si chiede di fare nomi arriva il commento che "sempre la storia ma il presente che facciamo?"
Il presente deve essere una cesura netta col passato. E per fare questo serve un piano regolatore moderno applicato senza mezze misure. Come a Parigi.

Anonimo ha detto...

Anonimo 11:10 Am
Finalmente una risposta articolata e con costrutto, grazie, avevo quasi perso la speranza.

Comunque partirei dicendo che Londra e Berlino con Roma non centrano nulla con Roma, e anche Parigi, come dici giustamente. E infatti nessuno pretemde di prenderle a modello. Poi sul fatto che Berlino sia senza personalità e brutta architettonicamente a causa del "moderno stile grattacielaro" non concordo. Perchè intanto non è detto che quello stile non possa dare una personalità e carisma forte (basti vedere cosa rappresenta New York nel mondo), e poi perchè a Berlino è proprio la sua storia travagliata ad averla resa così. E comunque non ha neanche questo centro direzionale tale che vada presa ad esempio, ce ne sono di migliori, quindi se qualcuno lo fa, non sono io. Semmai si può prendere come modello per altre ragioni

Su Londra hai ragione, la gentrificazione ha mandato molta della vecchia classe media nelle zone circostanti, con il centro preda dei ricchi stranieri. Ma non va dimenticato che un processo simile è accaduto anche a Roma, in cui fin dagli sventramenti di Mussolini del Ventennio (parlando di progetti folli dei dittatori), si è avuto un processo costante di sostituzione nel centro storico dei vecchi abitanti, sempre più spinti nei nuovi quartieri e nelle periferie, con i nuovi: politici, funzionari statali, VIPS vari, e stranieri, che hanno imcidenza minore rispetto a Londra si, ma anche perchè la capitdle inglese ha un peso diverso a livello economico, finanziario e politico a livello globale. In sostanza, non è colpa solo dello "stile grattacielaro", e anche qui il centro è sempre più solo una vetrina.

Poi sul fatto che Roma debba ricalcare in realtà più Parigi che le altre due è verissimo, e condivido in pieno. E per questo servirebbe come dici un piano regolatore serio, e un coinvolgimento comunale serio in ogni progetto, a partire servizi da realizzare prima di ogni altra cosa...

I nomi poi dei palazzinari e dei loro sodali poi bisogna conoscerli e conoscere le loro posizioni di potere, i Caltagirone con i giornali, in primis il Messaggero, i Mezzaroma e i Toti con le società sportive cittadine, i Parnasi col progetto dello stadio della Roma, e poi ancora Scarpellini, Benedetti, etc... ce ne sono altri. Ma d' altra parte come è giusto sapere la storia per non ripetere gli errori, è anche giusto lasciare questi nomi al passato, e guardare avanti in maniera decisa. Cosa che purtroppo non sembra realizzarsi, visto un certo immobilismo. Il che significa anche lasciare in atto le concessioni ai costruttori che ancora oggi speculano, e non agire in campo edilizio con questo benedetto PR, che sarebbe già un passo avanti rispetto a quello scellerato del Veltroni.

Certo è che se il problema atavico rimangono i grattacieli, non si va avanti. Ripeto, questa è solo una delle mille questioni in atto per riqualificare la periferia, che non è centro storico, come qualcuno qui sembra pensare, e andrebbe ripensata totalmente. Come sempre qui, si guarda al dito, e non alla luna dietro. È la mentalità in primis che va cambiata, perchè con questa forma mentis non si riesce a combinare nulla. Va bene non voler rischiare speculazioni, o progetti inutili, ma è l' immobilismo la soluzione? Non è di sicuro colpa dei 5 stelle per come è Roma adesso, ma sicuramente non stanno dando una mano, anzi...

Anonimo ha detto...

Ps. E aggiungo anche che Parigi presenta un suo centro direzionale, e pure abbastanza vicino al centro. Non mi sembra la rendano in qualche modo brutta o meno vivibile. Ripeto, mi sembra solo una fissa ideologica aprioristica, il mulino a vento di Don Chisciotte. Non è quello a peggiorare una città. Comunque basterebbe partire con una riqualificazione urbana, abbattere gli edifici peggiori e più vecchi, e farne di migliori. Basterebbero palazzine di 10-15 piani decenti e ben fatti, nè arditi grattacieli di 30 piani, nè costruzioni da periferia urban sprawl dei palazzinari.

Anonimo ha detto...

Io non sono contro i grattacieli, a me un progetto stile Defense a Roma andrebbe più che bene, ci sono zone a est-sud est che andrebbero totalmente riqualificate dove centri direzionali con grattacieli sarebbero perfetti.
Il problema sono gli urbanisti da blog che abusando di termini come sviluppo, riqualificazione o densificazione pensano che basti costruire "architettura di qualità" per risolvere i problemi. Se poi ci aggiungono le compensazioni è impossibile riuscire a discuterci perché fanno il paragone con la situazione di degrado attuale delle zone interessate (che siano terreni o strutture private non li tocca, è sempre colpa del comune che non investe) e siamo a posto.
L'architettura di qualità deve essere inserita in un piano regolatore serio che indichi le modalità corrette di sviluppo perché se no non si uscirà mai dal circolo vizioso che prima fa costruire e poi mette le pezze con viabilità e servizi non pianificati in partenza ma aggiunti in corso d'opera, con tutti i limiti conseguenti.

Tornando un attimo alla personalità delle città, New York per chi la conosce davvero è ben lungi dall'essere una bella città. C'è il piccolo particolare che si parla di New York e si vede solo la parte sud di Manhattan, oltre Central Park non si va mai se non nei film con il Bronx. In Italia magari si conosce di nome Brooklin perché c'erano e ci sono italoamericani. In realtà New York è una serie di grattacieli lungo vie dritte e poi una estensione enorme di quartieri con palazzine piccole e case singole. Ci sono angoli fantastici che non ti aspetti, con foreste accanto alle case, ma si parla di periferie estreme decine di chilometri da Manhattan. Il resto è per lo più squallido. Ma sono le città americane in genere a essere squallide, tutte uguali con grattacieli al centro e villette intorno.
New York è una città come in piccolo Milano, perfetta per lavorare e se hai i soldi per goderti il meglio che offre, pessima per molti versi per crescerci i figli o sopravviverci se economicamente non te la passi bene. A dire il vero Milano è per certi aspetti più bella e vivibile di New York. E la sempre più asettica Londra resta infinitamente più interessante di New York.

Anonimo ha detto...

"E la sempre più asettica Londra resta infinitamente più interessante di New York."

"[Berlino] architettonicamente fa piuttosto schifo, è una città fredda e senza personalità."

E vai che il romano di turno ha scoreggiato anche stavolta. Ma che ne sapete di New York e Berlino... sciacquateve la bocca

Anonimo ha detto...

"A dire il vero Milano è per certi aspetti più bella e vivibile di New York"

eccone un altro. Uno che paragona un'alpha city eletta a capitale mondiale con una cittadina di provincia di un paese di provincia di un continente di provincia, che a malapena di suo fa un milione di persone e ancora se aggrappa a jannacci.

Ma sparate su un piede dai.

Anonimo ha detto...

"New York per chi la conosce davvero è ben lungi dall'essere una bella città."

La scoreggia. In base a cosa, a quali criteri? C'hanno fatto 700 film e continueranno a farcene 7000 attratti dalla fascinazione, dall'elettricitá e dall'energia di quella cittá, la capitale del modernismo, la cittá che ha inventato lo skyline contemporaneo

ma veramente, ma qual é il vostro orizzonte?

Anonimo ha detto...

"Comunque partirei dicendo che Londra e Berlino con Roma non centrano nulla con Roma, e anche Parigi, come dici giustamente. E infatti nessuno pretemde di prenderle a modello. Poi sul fatto che Berlino sia senza personalità e brutta architettonicamente a causa del "moderno stile grattacielaro" non concordo. Perchè intanto non è detto che quello stile non possa dare una personalità e carisma forte (basti vedere cosa rappresenta New York nel mondo), e poi perchè a Berlino è proprio la sua storia travagliata ad averla resa così."

eh, menomale che c'é almeno uno che ragiona. ma poi dico che cazzo ne sapete di berlino? c'avete mai vissuto? fatevi un giro una sera d'estate a kreuzberg, vivetevi un inverno chiusi una kneipe, fatevi kilometri di scorrazzate primaverili nei boschi cittadini ancora imbiancati di neve per parlare, scqiacqueteve la bocca porco****, che berlino ha una TONNELLATA di carattere, altro che quella merda secca di milano

Anonimo ha detto...

Anonimo 1:17 PM
E allora lo vedi che siamo d'accordo? E' ovvio che non basta l'architettura per risolvere i problemi, certo ha la sua importanza, ma servirebbe un cambiamento soprattutto a livello sociale, culturale e politico. Anche perchè finche ci saranno Romani che riterranno Ponte di Nona, una speculazione bella e buona senza trasporti, un bel quartiere, tanto per fare un esempio, sarà complicato andare avanti. Poi c'è pure da dire che è il comune stesso che è in balia degli interessi dei costruttori sui loro terreni, e non riesce mai ad imporsi, pena campagne diffamatorie sui media o proteste di sedicenti occupanti, abusivi e altri. Anche perchè gli urbanisti da blog (non so se ti riferivi a me) avranno pure appoggiato progetti come lo stadio della Roma a Tor di Valle in zone private degradate, ma comunque nessuno li ha fermati. Anzi, i Grillini hanno protestato per anni sul fatto che li non si potesse costruire, la tribuna protetta, la zona allagata, il parco da rimettere a posto, etc... e poi si è scoperto che l'unico problema erano... le torri, tolte quelle (e le opere urbanistiche annesse, purtroppo), allora il progetto andava benissimo. Ecco questa è follia. O tu comune scegli una zona che ritieni adatta, ci fai fare i servizi pubblici e poi il resto, oppure hai solo contribuito a un altra speculazione. Detto che da qualche parte sto stadio si deve fare, non si può neanche dare retta agli immobilisti che vorrebbero bloccare ogni progetto. Basterebbe farli con criterio.

Tornando a New York (o forse era meglio dire Manhattan), non volevo tirarla in mezzo a livello di vivibilità o bontà architettonica, ma solo come esempio di città "grattacielara" con forte identità. Poi che tra Manhattan, il Bronx, Brooklin e Queen ci siano grosse differenze da ogni punto di vista è ovvio, come in ogni città. Io non ci sono stato, quindi non intendo discuterne troppo, tu magari si e quindi la conosci meglio. Certo qualcuno non sarà d'accordo sul fatto che sia per lo più squallida, dipenderà pure da ciò che si ritiene bello in una città, o dal tipo di nucleo familiare che si ha (se da soli o con famiglia numerosa). Ciò che sarebbe interessante sapere è se sia più vivibile e "bella" in toto Roma o New York, o anche londra o Milano.

Anonimo ha detto...

La skyline di New York perde di brutto nel confronto con quella di Chicago, dove tra l'altro hanno inventato il grattacielo. E sai che mi frega se ci hanno girato 700 film. La vita non è un film.

Anonimo ha detto...

Visto che siamo al livello delle scuole elementari e abbiamo trasformato questo dibattito in una stronzissima gara tra cittá, eccoti un po' di info sui primi grattacieli, https://en.wikipedia.org/wiki/Early_skyscrapers, dove troverai che New York non é che stava a costruire capanne mentre a Chicago facevano i primi grattacieli, e di fatti venivan fuori capolavori come il FlatIron, poi il Chrysler e tutti gli altri, che hanno fatto di New York lo skyline piú riconoscibile a livello mondiale, molto piú della stigrancazzi di Chicago.

Per quanto riguarda la vivibilitá dipenderá ovviamente dai valori che uno mette nel centro della propria vita, visto che qualcuno potrá amare il ponentino di Roma e la sua beata vita da Poeta del Trullo in giro per mercati rionali in cerca di misticanza rispetto a Londra che é un fagocitauomini - va da sé che stiamo di nuovo comparando due realtá diverse, da una parte megalopoli sedi di finanza a livello mondiale, dall'altra cittadine italiote che non contano NULLA sullo scacchiere internazionale e restano in fondo alle classifiche di appetibilitá per ogni tipologia di visitatore a parte turisti, italianisti, archeologi e preti.

Quanto al "carattere" lo lasciamo proprio perdere, probabilmente il carattere di Roma lo abbiamo perso nel 1960 - mentre é ancora fiorente quello di cittá cosiddette "piú fredde (?)" come appunto Berlino o Londra, che sono vibranti sotto molti punti di vista, vive, in crescita, stimolanti e aperte, con una fila di uomini che si sbatte di giorno in giorno per trasferircisi.

"New York per chi la conosce davvero è ben lungi dall'essere una bella città." lo dice forse il 70enne italiano che passeggia con il naso in su e la guida del Touring Club in mano, lamentandosi dei pochi monumenti e del rumore del traffico (e magari della pasta scotta), non essendo neppure mai passato tra i Brownstone di Brookyln, ignorando progetti fantascientifici come fu la riqualificazione della HighLine, che pensa ancora che il Bronx sia pericoloso e che Astoria sia un nome di un cavallo - lo stesso che scuote la testa dicendo che ai suoi tempi "i complessi almeno suonavano uno strumento".

E se sei talmente sordo che non capisci il senso profondo di girare film nell'immaginario collettivo contemporaneo, possiamo parlare io e te di cittá e di futuro?

Anonimo ha detto...

Aridaje.
Allora, io non ho mai detto che New York non ha carattere. Il carattere è una cosa diversa dalla bellezza e una città può averlo essendo brutta, come è il caso di New York. Ribadisco che l'italiano medio settantenne di New York conosce quello che vede in tv e per lo più ignora che oltre i grattacieli c'è una estensione enorme e in grandissima parte anonima.
Nel confronto tra New York e Chicago parlo di bellezza, che è soggettiva ma mostra la skyline delle due città a chi ti pare e vedrai che tutti riconosceranno New York e pochi Chicago ma la maggior parte dirà che quest'ultima è più bella.
In quanto ai film, ce ne sono un sacco pieni d'atmosfera girati nella New York degli anni settanta, quando era nelle condizioni peggiori. Bellissimi da vedere, molto più interessanti di tanti girati oggi nelle sue strade ripulite da spazzatura e barboni. Significa forse che era più bello vivere a New York nei settanta rischiando rapine e omicidi appena uscivi dalle principali street di Manhattan?
La HighLine lasciala perdere, non c'è niente di fantascientifico ed è una pezza messa per cercare di recuperare vivibilità in una città che ha densificato (per usare una parola che piace a Tonelli) ovunque possibile salvo accorgersi dopo che in quel modo si vive di merda. Una città che per cercare di ampliare il verde ci metterà 30 anni per coprire la discarica di Fresh Kills Landfill e costruirci sopra un parco. Se New York o le altre megalopoli "piene di energia" sono le città del futuro significa che il futuro è pessimo e sempre più lontano dalle esigenze dell'uomo.

Anonimo ha detto...

"Il carattere è una cosa diversa dalla bellezza e una città può averlo essendo brutta, come è il caso di New York"

New York non é brutta. O meglio, lo dici tu. Molti, me compreso, dicono che é una cittá unica nel suo genere, diversa, clamorosa, appariscente, cinematografica, dotata di linfa, energie e carattere inesauribili, piena di flussi di uomini e di merci, di climi estremi sia in estate che d'inverno, spaziosa, ariosa e magnificente, con parchi enormi e angoli sconosciuti > quindi per me bella, anzi bellissima.
E fin qui parola mia contro la tua, due opinioni a confronto.

"Significa forse che era più bello vivere a New York nei settanta rischiando rapine e omicidi appena uscivi dalle principali street di Manhattan?"

No, eppure la gente continuava ad affollarcisi, continuava ad esserne stregato (per esempio mi vengono in mente stronzi a caso come Lennon, Bowie, il nostro giovane Andrea Pazienza e una miriade di intellettuali, artisti, filosofi, gente di cinema, studiosi e semplici avventori - mentre Roma, la bellissima e forse all'epoca vivibile e tranquilla Roma, si esprimeva al massimo con il Puff e qualche prototipo di film sperimentale alla Grifi - e questo era il top, mentre la meravigliosa Parigi esauriva per sempre la vena della Nouvelle Vague e via dicendo. Dove era "piú bello" vivere? Non so - che cazzo vuol dire "bello"? Forse ripeto, se ti chiami Franco Arminio, avresti preferito vivere arroccato in un borgo disabitato della provincia di Isernia, non so... io personalmente tra Roma e New York avrei scelto e continuerei a scegliere la prima.

"La HighLine lasciala perdere, non c'è niente di fantascientifico ed è una pezza messa per cercare di recuperare vivibilità in una città che ha densificato" - sará, nel 2001 in progetti come la HighLine o nella trasformazione di Williamsburg o DUMBO passavano le idee che poi ho rivisto tali e quali i decenni a venire (insieme alle infradito maschili e alle cuffie XL) in tutte le cittá europee. Io la lascio perdere, d'accordo, se ti fa piacere, ma ripeto, noi seguiamo quella scia lí.

"Se New York o le altre megalopoli "piene di energia" sono le città del futuro significa che il futuro è pessimo e sempre più lontano dalle esigenze dell'uomo."

Questo é un discorso diverso sui cui possiamo concordare. Ad ogni modo, London 2030 sará grossa il 50% in piú di ora, Roma 2030 probabilmente assomiglierá a Tunisi.

Cordialitá

Anonimo ha detto...

"io personalmente tra Roma e New York avrei scelto e continuerei a scegliere la prima."

pardon, la seconda :)

Anonimo ha detto...

Andate al mare che e' meglio, come al solito un rosario di idioziw da parte di idioti di provincia.

Quello che dice che Londra (coi grattacieli) fa cacare e preferisce Parigi (coi grattacieli).

Quell'altro che parla di tirare su grattaciali in centro a Siena e Venezia quando l'articolo parla chiaramente di non costruire grattacieli in centro.

Seguite i vostri pensieri come un ubriaco segue la puzza delle proprie scoreggie. Infatti parlate di Londra, PArigi, NYC e poi state a Roma

Anonimo ha detto...

Premetto che non ho scritto nessuno dei due interventi sopra, ma distinguere i trolloni e i cretini, da chi fa un discorso un po' più articolato è troppa fatica? Macchè arrivare dritti dritti dal mare, e dare degli idioti a tutti, senza neanche controbattere... tipo qual' è il punto su Londra e Parigi, c' hanno i grattacieli quindi sono uguali? O che altro? M' illumini. Oppure non si può discutere proprio, e bisogna parlare solo dei busci di culo?

Ah comunque benvenuto nel club degli idioti di provincia, ne ha tutti i requisiti direi, visti i toni da scoreggia (cit.)

Anonimo ha detto...

Buscio di culo era uno spettacolo chiaramente di sinistra.

Io vorrei fa un roba piu tradizione, piu conservatrice, vorrei chiamarlo E sti cazzi!

Anonimo ha detto...

Madonna che patata sgocciolante che è la nostra sindaca. Bella lei! Due metri di cosce!

Anonimo ha detto...

@agosto 15, 2017 3:27 PM

Lennon, Pazienza e i vari intellettuali artisti ecc. non erano gente comune. Se hai soldi o gusti particolari, e magari non hai figli a cui pensare, è più facile decidere di vivere in posti come New York anni settanta. A me della New York di quel periodo piaceva la musica (Blondie, Ramones, Television ecc.) e l'idea di vivere in un posto che sembrava uscito dai un film. Ma vivere come in un film può andare bene a pochi, la stragrande maggioranza preferirebbe una vita più tranquilla in posti meno rischiosi.

A proposito, con la High Line non hanno inventato niente. Nel 1993 a Parigi hanno inaugurato la Promenade plantée che è esattamente la stessa cosa. Solo più bella.
In quanto alla High Line e alla moda che ne è seguita c'è giusto un articolo del Guardian
https://www.theguardian.com/cities/2017/aug/15/new-york-high-line-crowd-london-garden-bridge-urban-design

Buona lettura :-)

Renzo ha detto...

"New York per chi la conosce davvero è ben lungi dall'essere una bella città. C'è il piccolo particolare che si parla di New York e si vede solo la parte sud di Manhattan, oltre Central Park non si va mai se non nei film con il Bronx. In Italia magari si conosce di nome Brooklin perché c'erano e ci sono italoamericani. In realtà New York è una serie di grattacieli lungo vie dritte e poi una estensione enorme di quartieri con palazzine piccole e case singole. Ci sono angoli fantastici che non ti aspetti, con foreste accanto alle case, ma si parla di periferie estreme decine di chilometri da Manhattan. Il resto è per lo più squallido. Ma sono le città americane in genere a essere squallide, tutte uguali con grattacieli al centro e villette intorno"

Io veramente non so da che parte cominciare nel controbattere tutta questa serie di sciocchezze da turista italiano sessantenne che va a New York City e valuta la città sulla base di vecchie concezioni urbanistiche e sociali... oltre che su pregiudizi di vario tipo.

Ora, New York non è una città che si possa definire "bella" nel 99% della sua estensione urbana e territoriale - ma quale città del mondo lo è? Di certo non Roma che al di fuori della città propriamente storica è una città di scarso appeal - già Prati è un quartierone senz'anima, figuriamoci la Tuscolana o la Casilina.

New York essendo una megalopoli che si è espansa enormemente grazie all'apporto di immigrati da ogni parte del mondo (anche sottosviluppato) offre tanti luoghi che spaziano dallo splendido allo squallido, e con tante sfumature in mezzo - accanto alla magnificenza dei grattacieli di Downtown e Midtown vi è un quartiere incantevole come l'Upper West Side con i suoi condomini art deco, i vari Village che offrono atmosfere da Vecchia Europa ed altre innovative e futuristiche soluzioni architettoniche ed urbanistiche come il Meatpacking District con la sua High Line che, con buona pace del nostro anonimo che la liquida con sufficienza, è un posto stupefacente in tutto e per tutto... se poi si preferiscono i Pigneto o le Tor Pignattara davvero non so che dire.

New York finisce con Manhattan? Assolutamente no, la parte "storica" di Brooklyn non ha niente da invidiare per bellezza ai vari Village di Manhattan, ed anche il Bronx ed il Queens hanno luoghi interessanti che aspettano di essere riqualificati... già, perché è proprio questa la differenza tra New York e Roma: quest'ultima è bloccata in un immobilismo legato ad un culto sterile del proprio passato che però lascia le periferie alla devastazione, mentre la megalopoli statunitense è, escludendo il periodo di crisi degli anni '70 ed '80, da sempre impegnata in un continuo processo di rinnovamento, gentrificazione, riqualificazione e così via.

Chiunque sia stato a New York più volte nel corso della propria vita può accorgersi di come la città sia stata capace di riqualificare una miriade di luoghi e quartieri dal 1990 ad oggi: la Grande Mela del presente è migliore di quella del passato, e quella del futuro offrirà ancora più quartieri rinnovati, più verde, più spazi pubblici, nuovi trasporti e così via... è una città che offre tanti problemi, ma propone anche soluzioni, idee e progetti... sarà per questo che è ancora al centro di movimenti migratori anche dai paesi sviluppati?

E concludo scrivendo che se per te"New York o le altre megalopoli "piene di energia" sono le città del futuro significa che il futuro è pessimo e sempre più lontano dalle esigenze dell'uomo." sappi che sulla Roma del futuro non scommetterei manco un euro.

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