La Teoria delle Finestre Rotte. La Tolleranza Zero di Rudolph Giuliani a New York ed un articolo da rileggere l'ultimo giorno di ferie. Parliamone e spargiamo la voce

24 agosto 2014


In questa foto e nelle successive la metropolitana di New York negli anni Ottanta. Ridotta, guardacaso, come sono ridotti oggi i mezzi pubblici di Roma...




Per molti è l'ultima domenica di ferie. Una scusa in più per ritagliarsi 10 minuti sotto l'ombrellone e darsi a letture edificanti che corroborino la ripresa imminente delle attività. Ripubblichiamo dunque questo articolo risalente a 7 anni fa (!) e firmato da un bravo giornalista italiano come Christian Rocca. Lo ripubblichiamo perché, ricapitatoci tra le mani qualche giorno fa, ci ha fatto impressione sia per la lucidità per come è scritto (qui il link originale) sia per i parallelismi che i più attenti lettori del nostro blog possono ricavarne con l'attuale situazione romana. Il buonismo, i salotti che sparlano (noi oggi li chiamiamo "romanari", chi ci segue sa di cosa parliamo), le accuse strumentali di razzismo, le occupazioni e il rischio di occupazioni, i lavavetri, chi orina in strada e coloro che non pagano il biglietto dei mezzi pubblici. Insomma, leggete e capirete. E per quelli tra voi che vogliono leggersi l'originale articolo che rappresentò il manifesto della Teoria delle Finestre Rotte (su cui si basò la sindacatura di Rudolph Giuliani a New York e su cui si basa il pensiero di questo blog), il link è questo qui.

***


New York. L’idea della politica di “tolleranza zero” contro la microcriminalità di cui tanto si parla oggi in Italia è nota per essere stata applicata (anche sui lavavetri) dal sindaco di New York, Rudy Giuliani, negli anni Novanta, ma in realtà è stata elaborata a metà degli anni Settanta in New Jersey da un governatore del Partito democratico. Il piano anticriminalità del New Jersey si chiamava “Safe and Clean Neighborhoods Program” e consisteva nel fornire soldi e mezzi alle varie città dello stato per far uscire i poliziotti dalle macchine e dislocarli per strada. In quel testo apparve per la prima volta la definizione “zero tolerance”. La cosa sembrò finire lì. Nel marzo 1982, però, due studiosi neoconservatori del Manhattan Institute, il centro studi newyorchese che diventò la fucina di idee della sindacatura Giuliani, scrissero un articolo sul mensile liberal The Atlantic Monthly a cui fu dato un titolo apparentemente oscuro: “Broken Windows”, “finestre rotte”. La teoria era spiegata così: “Prendete un palazzo con poche finestre rotte. Se le finestre non vengono riparate, i vandali tenderanno a rompere anche le altre finestre. Alla fine, potrebbero anche entrare nel palazzo e, se libero, potrebbero occuparlo oppure dargli fuoco. Considerate anche un marciapiede dove si accumulano i rifiuti. In poco tempo la spazzatura aumenta. La gente comincia anche a lasciarci i sacchetti con i resti del cibo acquistato nei bar”. I due autori sostenevano che la migliore strategia per prevenire gli atti vandalici fosse quella di risolvere i problemi quando erano ancora allo stato embrionale, riparando quelle finestre entro pochi giorni dalla loro rottura e pulendo i marciapiedi regolarmente. In questo modo i problemi non diventano grandi, gli episodi di piccolo vandalismo diminuiscono e i residenti perbene di quei quartieri non progettano di andarsene. Tutto ciò, secondo i due studiosi neocon James Q. Wilson e George L. Kelling, di per sé non avrebbe fatto diminuire il numero dei reati più gravi, ma certamente avrebbe aiutato a ridurne la percezione tra i cittadini. Non è una cosa da niente, non è nemmeno un’operazione di facciata come quando si nasconde la polvere sotto i tappeti. La vitalità di una città dipende esattamente da questo, dal senso di sicurezza percepito dagli abitanti. Una lezione che, riguardo all’Iraq, George Bush ha imparato soltanto da qualche mese. Quell’articolo di Wilson e Kelling del 1982 è diventato il manifesto intellettuale della politica anticriminalità di Giuliani, quando dodici anni dopo l’ex procuratore italoamericano è stato eletto sindaco di New York. A questo approccio, Giuliani ha aggiunto un sistema computerizzato di monitoraggio e controllo delle denunce dei reati e delle conseguenti attività di polizia chiamato Compstat, oggi usato quasi ovunque. Il metodo statistico ha consentito ai veritici della polizia di individuare con certezza le zone dove si commettevano con più frequenza i reati e di modulare di conseguenza la risposta preventiva o repressiva della città. Il sistema, inoltre, ha permesso di delegare quasi integralmente la gestione delle attività di polizia ai comandanti delle piccole stazioni di quartiere, le cui performance sono poi valutate in base a risultati oggettivi. Giuliani ha fatto un’altra cosa, promessa anch’essa in campagna elettorale e sostenuta a livello federale da Bill Clinton: ha tolto l’assistenza pubblica a mezzo milione di persone che, grazie ai sussidi, si poteva permettere di non lavorare e si dedicava a piccoli o grandi atti di vandalismo. I poliziotti di Giuliani non davano tregua ai ragazzi sfaccendati dei quartieri più pericolosi, fino ai limiti del mobbing, costringendoli infine a cercare e trovare lavoro. Secondo un articolo di Repubblica di ieri, i tagli al welfare sono stati il prezzo pagato dalla città per avere più poliziotti per strada, ma in realtà il taglio dell’assistenza sociale è stato uno dei pilastri della politica di tolleranza zero promessa da Giuliani. Nel 1993, inoltre, New York era una città considerata unanimemente “ingovernabile” e “senza speranza”, proprio a causa della piccola e grande criminalità (secondo Repubblica, invece, non era messa poi così male). Tra il 1990 e il 1993, di media, si contavano oltre 2.000 omicidi l’anno, interi quartieri erano infrequentabili, la gente aveva paura. New York era in fondo a tutte le statistiche del paese. La polizia newyorchese, anche per evitare accuse di razzismo, aveva smesso di punire o prevenire i piccoli comportamenti sociali definiti burocraticamente “disordinati” e, di fatto, aveva decriminalizzato i cosiddetti “reati senza vittime”. Eppure era evidente che i reati gravi si moltiplicavano proprio dove regnava il disordine sociale. I newyorchesi che se lo potevano permettere cominciarono a scappare nei sobborghi o altrove, 340 mila posti di lavoro, in quel periodo, sono scomparsi o si sono trasferiti. Giuliani aveva un passato da procuratore antimafia e collaboratore di Ronald Reagan. Si è presentato alle elezioni con uno slogan “One city, one standard”, promettendo di ridurre il crimine, di riformare il welfare state e di migliorare la qualità della vita. I newyorchesi erano e sono a stragrande maggioranza liberal, ma erano anche stanchi e insoddisfatti della loro qualità di vita, così gli hanno affidato le chiavi di City Hall. Quattro anni dopo, Giuliani è stato rieletto con il 57 per cento dei voti. Durante i suoi anni, grazie anche alle qualità del capo della polizia, William Bratton, i reati violenti sono diminuiti del 75 per cento, i crimini in generale del 56 per cento, gli omicidi del 66 e quella che fino a pochi anni prima era stata definita “la capitale criminale del paese” è diventata, secondo l’Fbi, la metropoli più sicura d’America. Non solo. Il trend positivo dura ormai da diciassette anni e l’impatto della criminalità sulla città è pari a quello registrato in una piccola cittadina dell’Idaho, Boise. Giuliani ha messo in pratica la teoria delle “broken windows”, più la riforma del welfare e il controllo statistico del crimine, scatenando i poliziotti in giro per la città. La tolleranza zero è scattata in particolare nel modo più spettacolare possibile, contro chi non pagava il biglietto della metropolitana, contro chi urinava per strada, contro la prostituzione a Times Square e anche nei confronti degli “squeegee men”, ovvero i lavavetri che fermavano le macchine ai semafori pretendendo in cambio qualche spicciolo. Poi è toccato ai tassisti che superavano i limiti di velocità e ai pedoni che attraversavano la strada con il semaforo rosso. La polizia si faceva sentire. I metodi erano spesso ruvidi e arroganti, tanto che Giuliani e il Dipartimento di polizia hanno dovuto affrontare oltre settantamila cause intentate da cittadini perquisiti o fermati dai “cops”. Ci sono stati anche casi in cui la brutalità dei poliziotti ha portato all’uccisione di un cittadino innocente e disarmato, Amadou Diallo, con 41 colpi di pistola. Nei salotti di Manhattan, ha scritto Matt Bai sul New York Times Magazine che uscirà domenica prossima, di Giuliani si dicevano le peggiori cose e non mancava mai l’accusa di adoperare metodi fascisti, ma in realtà dormivano tutti molto più tranquilli sapendo che c’era lui a combattere contro i demoni della città. Quella partita è stata vinta e, ora, l’ex sindaco punta proprio su questa sua innata predisposizione alla battaglia per convincere gli americani a farsi guidare da lui nella guerra contro l’islamismo terrorista. I critici dell’era Giuliani sostengono che la diminuzione dei crimini sia da attribuire all’aumento del numero dei poliziotti, deciso dal predecessore democratico David Dinkins, alla legge anticrimine di Clinton e al boom economico che ha contribuito a far trovare lavoro ai disoccupati. Negli stessi anni, inoltre, proprio per queste stesse ragioni, il numero dei reati è diminuito in tutti gli Stati Uniti. Giuliani non lo nega, ma ricorda che il numero di reati a New York è sceso sette o otto volte più della media americana.

45 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Le idee del sig. Giuliani potranno essere portate su Roma solamente se venisse portata avanti una dittatura da parte di una persona di integrita morale superiore. Dato che nessuna di queste condizioni è applicabile alla politica di Roma, la città potrà solamente peggiorare la sua condizione. Il confronto con la politica del sig. Giuliani, per quanto interessante, è del tutto paradossale. E' invero possibile che vi potrà essere una qualche genere di rivolta civile quando le condizioni di ordine pubblico scenderanno ad un livello non più sostenibile dalla popolazione residente. Ma tale livello è ancora lontano da essere raggiunto, quindi i residenti continueranno a convivere con roghi di rifiuti gommosi, venditori abusivi di ogni genere, scippatori di grande destrezza, pattume, arredi urbani mal progettati e immediatamente vandalizzati, ineducazione nella sosta e nella guida etc etc...

Anonimo ha detto...

Non c'è bisogno di arrivare a certi estremi americani ma la teoria di fondo è giusta e francamente se l'avessero chiesto a me invece di aspettare che qualche senatore scoprisse l'acqua calda avrebbero risolto prima molti problemi. Da questo punto di vista Roma è una perenne finestra rotta perché anche dove ci sono strutture nuove di zecca la sciatteria con cui sono realizzate è un invito al degrado.
Comunque siamo sempre in tempo a chiedere a Giuliani di candidarsi come sindaco di Roma per vedere se è più forte lui o il sistema di potere incancrenito che ha condotto la città alla rovina.

P.S: anche una cartaccia per terra è una finestra rotta

Anonimo ha detto...

il problema di fondo e' la pena da scontare in galera.
altrimenti e' la classica cialtronata italiana.
cenzino.

Anonimo ha detto...

il problema di fondo è che tutto dipende dalle politiche adottate a livello nazionale. tu puoi arrestare 4000 lavavetri e zingari e truffaldini del biglietto atac al giorno, MA se poi non vengono puniti o sanzionati...

Anonimo ha detto...

D'accordissimo. infatti c'è da aggiungere anche un altro fattore che ha fatto si che il metodo funzionasse a New York, ma purtroppo non può funzionare qui da noi. E' spiegato in queste parole prese da questo articolo del New York Times:

"Essentially, everyone who’s arrested in New York City, in the parlance of city criminal justice lingo, goes through ‘the system,’” Mr. Jacobson noted. “Most everyone who’s arrested spends, on average, 24 hours in some kind of lockup before they see an arraignment judge.”

Even a short period in a holding cell can be enough to deter further law-breaking, he said:

For a lot of people who go through the system repeatedly, going through the system one more time is probably not a life-altering experience. But if you’ve never gone through the system, even 24 hours – that’s a shocking period of punishment. It’s debasing, it’s difficult. You’re probably in a fairly gross police lockup. You probably have no toilet paper. You’re given a baloney sandwich, and the baloney is green."

Quello che dice e' che chiunque venisse arrestato a new york, era messo in cella per almeno 24 ora prima che potesse presentarsi davanti ad un giudice. 24 o più ore in una cella di una stazione di polizia in situazioni igieniche schifose possono non scalfire un criminale di professione, ma possono essere un deterrente per quelli che commettono crimini per la prima volta.

Il motivo per cui questo metodo non funzionerebbe qui e' perche' tutto quello che può fare un poliziotto o un carabiniere quando ferma qualcuno e' identificarlo e mandarlo a casa. Una perdita di tempo totale. Se si potesse metterli per davvero in una cella condivisa con stupratori, drogati, violenti, ecc. vedi come gli passa la voglia. Per non parlare poi dei danno che 24-48 in cella ti procurano alla tua "attività" criminosa. Prendi uno di questi che vendono roba per strada: sequestro della merce immediato, 24 ore in cella, non credo che il giorno dopo sta di nuovo in strada a vendere robaccia.

Inoltre, e questo l'articolo non lo dice, queste 24 ore in cella davano il tempo alla polizia di cercare nei loro database e trovare quelli che erano ricercati per altri crimini. In questo modo sono state messe in galera persone che erano state fermate per non aver pagato il biglietto della metropolitana, ma che poi si e' scoperto essere ricercati per altri crimini. Insomma, una bella pulizia generale.

Anonimo ha detto...

Come dare ragione o torto a Giuliani. Ha fatto bene, ha fatto male? La cosa fondamentale è che
New York dopo il suo passaggio è diventata più sicura e ordinata. Roma, una metropoli governata da sempre in modo alquanto blando e sciatto (vedi anche abusivismo edilizio e cementificazione selvaggia),avrebbe bisogno di una task force per ripulire tutta la feccia che inquina la città. E poi con le leggi territoriali troppo buoniste, che non garantiscono nemmeno la pena inflitta a chi commette reato,come si potrebbe uscire da questa situazione?

Degrado ergo sum ha detto...

Hhahahahha paragonare Roma a New York, l'Italia agli Stati Uniti. Solo un inetto sarebbe in grado di farlo.

Rassegnatevi, l'Italia è sempre stato un Paese del Terzo Mondo.
Con qualche operazione di marketing televisivo si é venduta la grande bugia (per una 30ina di anni) che fosse un Paese ricco. In realtà accumulava debito pubblico sulle spalle di tutti (poliziotti compresi…) per mantenere un'oligarchia bizantina (cui i giornalai de La Repubblica et simila appartengono), invece di creare benessere vero (infrastrutture e servizi) per il restante 99%.

Le teorie devi poi tradurle in pratica, Tonelli. E questo comporta dei costi. Monetari e sociali. Costi che non sono sostenibili.

Ma il bello é che ora, nella contemporaneità, molte di queste operazioni —prettamente di emarginazione progressiva di alcuni strati della società per liberare spazi ad operazioni di speculazione edilizia— si è capito, anche negli USA, hanno contribuito a portarci alla crisi economica mondiale attuale.

Vuoi sapere, oltretutto, quale fenomeno sociale ha cambiato New York veramente ed i suoi bassifondi? La PlayStation. :)

Anonimo ha detto...

La teoria delle finestre rotte è ineccepibile. Se sono poche, si riparano, altrimenti i vandali tenderanno a rompere tutto, magari occuperanno il palazzo, poi in seguito, i danni saranno sempre maggiori e lo stabile irrecuperabile. Roma è irrecuperabile? Siamo sul precipizio. Sento amici di sinistra che non ne possono più e fanno, su certi problemi, discorsi di estrema destra. E allora? E allora o si interviene lavorando ai fianchi il degrado e bonificando, partendo dalle zone ancora non gravemente degradate e accerchiando quelle degradate, rimpiccolendole sempre più, oppure la situazione a mio parere è destinata ad esplodere con effetti imprevedibili.....

Anonimo ha detto...

Vi prego, vi supplico, mettete una data a quelle foto della metropolitana di New York.

Era ridotta in quel modo negli anni 80, ed e' uguale a come e' ridotta quella di Roma nell'anno 2014!

30 anni, siamo 30 anni indietro. Che pena.

Anonimo ha detto...

Magari avere un Rudolph Giuliani a Roma! Ma strumenti giuridici per applicare subito le pene non ci sono, ahimè. La gente comunque si rende sempre più conto DELLO SCHIFO in cui vive.

Anonimo ha detto...

Che poi nella New York degradata degli anni settanta ci hanno girato The Warriors. A Roma al massimo ci girerebbero I tamarri.

Anonimo ha detto...

Pensa che i Warriors erano i tamarri, guarda che a volte la vita...

Anonimo ha detto...

Peccato che i Warriors sono famosi in tutto il mondo mentre i tamarri nostrani non se li fila nessuno.
Che è come dire: New York con la merda ci fa i soldi.

Anonimo ha detto...

Perche' sui tamarri non hanno fatto film.
I Warriors imbrattavano i muri con le bombolette, picchiavano e insultavano chiunque li guardasse, quali sono le differenze (gilet di prole inguardabile) escluso?

Anonimo ha detto...

Ma che film vuoi fare sui tamarri? I Warriors, che tanto per cominciare erano una idealizzazione della delinquenza di strada di New York, sono diventati un film cult, hanno fatto guadagnare un sacco di soldi con incassi, gadget, videogiochi e turismo, perché c'è gente che ancora oggi va a New York per cercare i luoghi in cui è stato girato. Poi New York è stata ripulita.
Che cavolo vuoi fare di paragonabile qui che possa colpire l'immaginario mondiale? I guerrieri di Ostia che per tutta la notte scappano da Villa Borghese per tornare a casa, a piedi perché la metro è chiusa? I Turnbull di Tor Pignattara? Le Furie del Pigneto? I Punk di Trastevere? Ma dai...

Anonimo ha detto...

Io voglio crederci, prima o poi arriverà una persona integerrima, al di sopra delle parti e con tanto fegato con la voglia di lavorare per la collettività e di cambiare le cose, senza chiacchiere, vetrine mediatiche e compromessi che possa restituire a Roma l'orgoglio e la bellezza di un tempo.

Anonimo ha detto...

Ci vorrebbe una persona con "le palle"!! Non soltanto per applicare la suddetta teoria, ma anche per affrontare tutte le lobby e le mafie che governano Roma. Vaticano in primis!! Associazioni varie..ambientaliste palazzinare e chi più ne ha più ne mette. Senza dimenticarsi delle varie yoint ventures che nascono per spartirsi i vari affari Ma non bisogna dimenticare tutte le clientele su cui è fondata la città e che difficilmente potranno recedere dai loro "contratti"! Esiste una persona che può applicare la teoria delle finestre rotte anche a Roma? L'esempio nazionale mi dice di no e a cascata anche per Roma il destino è quello. E nessuno vorrà perdere la sua parte di potere, assolutamente!,

Anonimo ha detto...

Ma qualcuno invitava a leggere, questa teoria, da una vita su questo blog e si firmava con anonimo.
Ma questo anonimo era RfS allora che e' interessato a formare un movimento politico?

Anonimo ha detto...

Di finestre rotte parlavo io un anno fa, sono lo stesso anonimo dei Warriors e non sono RFS. Se ne parlavano altri prima di me non lo so.

Anonimo ha detto...

Sei un esterofilo che sta a pezzi. Ad averlo saputo prima non ci avrei sprecato un tap.

Anonimo ha detto...

Rudolph Giuliani? Ma non fatemi ridere! L'unica soluzione per salvare Roma sarebbe deportare l'80 % dei romani. Allora sì, la città avrebbe una speranza. Qua non stiamo parlando di città in balia della microcriminalità (molto più alta in alte metropoli di Europa), ma d'una città IN BALIA DI SE STESSA! Cosa potrebbe mai fare Giuliani contro gente solo apparentemente civile che si comporta invece come una torma di selvaggi abbrutiti? Roma non ha speranze perché è giunta al "redde rationem" dopo anni e anni di immigrazione da tutte le parti d'Italia, approdata in un luogo con retroterra già consolidato di malaffare, provincialismo e lassismo ministeriale. Ecco cosa succede. Il resto è un cumulo di chiacchiere.

Anonimo ha detto...

Secondo me non c'e' piu' nulla da salvare.
Hanno gia' vinto.
I nomadi dentro termini, i borseggiatori nella metro, i parcheggiatori abusivi, i pusher del pigneto, e tutti gli altri di cui si continua a parlare....
Aprite gli occhi, hanno gia' vinto e lo sanno bene, gia' si comportano da vincitori

Degrado ergo sum ha detto...

La teoria va tradotta poi in pratica.
Le finestre rotte le devi anche riparare e subito.

Nella,teoria non c'è solo la repressione da manganellatori repressi ed il mobbing da stalkers latenti.

Oltre al fatto che in Italia il welfare che è stato smantellato negli States lo,abbiamo visto in cartolina. Per non parlare dell'assenza di lavoro.
Per non citare anche il fatto che negli USA ogni cittadino può armarsi tranquillamente e da diritto costituzionale.

Dai, ma se proprio volete comprarvi come sempre i loro avanzi di magazzino del trentennio precedente, almeno scegliete meglio.

Anonimo ha detto...

12.20 pm, perche' tu non sei RfS che tutte le sere ce ne parli?

Anonimo ha detto...

SENZA SCOMODARE R. GIULIANI BASTA VEDERE NEI FATTI QUELLO CHE STA ATTUANDO DI UTILE PER LA COLLETTIVITA' IL SINDACO BITONCI A PADOVA.
LEGGIAMO LA NOTIZIA CHE CI FA APPREZZARE SEMPRE DI PIU' LA TEORIA DELLE FINESTRE ROTTE.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11677053/Padova--i-vigili-sequestrano-l.html

Anonimo ha detto...

http://www.liberoquotidiano.it/sondaggi/11677054/Padova--il-sindaco--.html




BITONCI
Padova,
il sindaco: "La polizia sequestrerà l'elemosina, è un racket".
Massimo Bitonci
E' una decisione corretta
91%
E' sbagliato: elemosinare è un diritto
9%

24 August 2014 - 12:12

LA SVOLTA A PADOVA
Padova, i vigili sequestrano l'elemosina: la battaglia dei sindaci contro i mendicantiLa polizia sequestrerà l'elemosina:
mossa anti-mendicanti del sindaco.

Anonimo ha detto...

l teoria delle finistre rotte applicata alla lettera a Catania.
Basta leggere l'articolo:



http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11675270/Il-cartello-a-Catania--.html





http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11675270/Il-cartello-a-Catania--.html

antonio ha detto...

Tutto vero. Tutto condivisibile. Avete però dimenticato di ricordare che Giuliani, per dare credibilità alla sua azione, non chiuse un occhio sopratutto riguardo agli speculatori, truffatori miliardari che affollavano quei salotti buoni.
In 10 anni nessuno si permise di pensare che lo stato pensava SOLO ai pesci piccoli. Quelli grandi erano stati assicurati alle patrie galere senza possibilità di uscita.

Anonimo ha detto...

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11675270/Il-cartello-a-Catania--.html



Il cartello a Catania: "Non date soldi ai rom, guadagnano 60 euro al giorno. Più di un operaio italiano"
20 agosto 2014

Non fate l’elemosina agli zingari davanti la porta, perché guadagnano 60-80 euro al giorno, cioè più di un operaio specializzato italiano e in maniera netta, esentasse".
È questo l’invito della direzione, riportato su un cartello esposto davanti a un supermercato accanto via Etnea, a Catania. A raccontare la vicenda è il quotidiano La Sicilia ed avviene nella centrale piazza Cavour, dove, secondo la direzione del supermercato, da tre anni è stanziale una famiglia di rom che "allontana i clienti indispettiti dall’insistenza". "Fa i nostri stessi orari di lavoro -raccontano - quando va in ferie manda dei parenti a sostituirli e minaccia chi si avvicina per mendicare". Sulla cifra incassata giornalmente da 60 a 80 euro, dal supermercato si dicono certi perché, spiegano, "a fine giornata vengono alle casse per chiedere di cambiare le monete con banconote".

"Non siamo razzisti" - "Non siamo razzisti - precisano - ma vogliamo soltanto tutelarci: anche clienti che abitano qui vicino non vengono per evitare di subire la pressante richiesta di elemosina. Alcuni prendono le buste della spesa dei clienti e li accompagnano fino alle auto. Abbiamo chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine, dei vigili urbani, ma ci dicono che è un problema dei servizi sociali del Comune. La nostra iniziativa - concludono dalla direzione - non è razzista, ma vuole essere uno stimolo a pensare e speriamo che chi può adesso agisca nel far rispettare le leggi".


Anonimo ha detto...

Certo il paragone tra gang newyorkesi armate fino ai denti, strafatti di crack, metanfetamine, etc. in guerra tra loro ed anche su base etnica,
con i ROM che ti portano le buste della spesa e ti chiedono un euro in cambio (magari quello del carrello), é veramente calzante.
Soprattutto perché poi proprio in Sicilia immagino la criminalità organizzata, ed il racket, al di fuori di questi mendicanti, non esista.

College Street ha detto...

Avevo scritto anche io di questi argomenti qualche tempo fa. Giuliani ha trasformato NY. Molti in quegli anni gli davano del dittatore, fascista, ecc, ma purtroppo solo cosi si puo' cambiare una situazione al limite come quella di Roma (e come, d'altra parte, quella di NY dell'epoca). Oggi, dopo anni, a volere male a Giuliani sono solo i criminali che ci hanno rimesso. Quindi vanno bene le maniere forti se portano a risultati positivi. Conosco bene NY e l'ho scritto anche qui...Roma sta nella stessa situazione di NY di quegl'anni. Fuori controllo!
L'unica cosa che mi preoccupa e' che dietro NY in quegl'anni c'era un paese che funzionava, che aveva soldi, strutture, ecc. Questa cosa da noi manca...e non e' una cosa da niente. Qui c'e' da rifare un paese, non solo Roma.

Anonimo ha detto...

Gli zingari fanno finta di accontentarsi della tua carita'.
Poi....se allunghi il naso fuori dal tuo pellicciotto di cashemere alla bertinotti vieni a sapere che:
1) disprezzano gli italiani e li
chiamano --GAGE'--;
2) non lavorano onestamente
poiche' per loro e'
disonorevole;
3) Non riconoscono altra
legge di quella della loro
etnia;
4) Hanno tutto gratis in Italia;
5) Assistenza sanitaria
GRATIS xche' nullatenenti;
6) Sono asociali e violenti tra
loro;
7) Sfruttano minori per
commettere qualunque
reato anche abominevole;
8) Usano campi sporchi x
motivi "imprenditoriali".
9 Sono bravi a pietire ma
spietati con chiunque;
10) Davanti ai supermercati,
scroccano soldi
anche se abili al lavoro;
11) Fanno vedetta davanti ai
supermarket e altrove
e segnalano al "campo"
persone da derubare o da
seguire a casa per rubarci
al momento giusto;
12) Non pagano tasse ne'
tasse ne' balzelli vari
pur disponendo
di nascosto di beni mobili
ed immobili di pregio;
14) Amano parassitare la po=
polazione che stupida=
mente li ospita;
15) Insofferenti alle leggi ed
usi a dirimere le contro=
versie con le armi;
16) Prepotenti e vigliacchi con
gli anziani italiani;
17) Sporchi e disdicevoli.

Spero di essere stato chiaro.

Anonimo ha detto...

Io ci vivo a NY, a Thompinks square, nell'East Village, dove al centro della piazza c'è un bel parchetto, dove alla domenica, i residenti della zona che ne hanno voglia si prendono cura del parco, seminano, puliscono e ridipingono, poi ci sono pure quelli destinati a lavori socialmente utili per scontare delle pene. Pensare che negli anni settanta ottanta si sparavano, la polizia non entrava, per le strade c'erano le barricate e il parchetto era piazza di spaccio accessibile solo ai tossici. Adesso NY e' veramente una città molto sicura, puoi prendere la metro a qualsiasi ora e girare per tutta Manhattan senza problemi, ho vissuto anche nel Bronx, ad Arthur Avenue, la vera Little Italy nel Bronx dove ci sono ancora i vecchietti che parlano in dialetto calabrese, anche se adesso sta aumentando la presenza degli albanesi, comunque mai avuto problemi anche lì! Per chi ne ha la voglio consiglio di farci un salto, per assaporare ancora l'italianità all'estero, alimentari e ristoranti italiani di qualità e poi c'è il mercato coperto, molto caratteristico, mentre Little Italy a Manhattan ormai è stata completamente assorbita da Cina Town.

Anonimo ha detto...

@8:48
Per curiosità: quando Giuliani ha iniziato a far rispettare la legge con quei metodi che dicevano "progressisti" e religiosi vari?

Anonimo ha detto...

@6:42 insomma si sono perfettamente integrati. Non so, il pizzo ai commercianti di Catania, ad esempio, lo vanno a riscuotere i ROM o qualche "bravo ragazzo" autoctono?
Oddio capace pure, in tempi di esternalizzazioni, il servizio sia stato subappaltato. Prendi la tua lista e appiccicala pure a molti italiani nei confronti di altri italiani.

Comunque restiamo in topic. Si parla di Roma qui. E paragonarla a New York é veramente ridicolo. Specialmente sul discorso finestre rotte e compagnia varia. Ma più in generale il paragone USA Italia é ancora più ridicolo.

Bisognerebbe, ad esempio, ricordare che la mid class (la famosa mid class americana) cominciava a spostarsi fuori città anche per questione di costi degli immobili rapportati allo stile di vita e di qualità delle scuole per i figli. Poi c'è la questione fiscale. Sempre quei cittadini della mid class, sono gli stessi che guardano molto attentamente dove vanno a finire i soldi delle tasse che pagano, ad esempio.

E poi, a questi grandi esperti di parchetti, chiederei come funzionano i budget cittadini negli Stati Uniti.
Guardate bene le cose nella loro totalità, non solo ciò che più vi fa comodo pensando sia la panacea di tutti i mali. Guardate poi cosa è successo con i prezzi delle case a New York, la speculazione immobiliare e cosa ha generato successivamente. Gente che faceva tre lavori, lavorava 16 ore al giorno, non riusciva a pagare il mutuo, a mandare i figli a scuola, e se gli capitava un problema medico… auguri. E parliamo di gente onestissima, sicuramente più onesta dei white collars che nel frattempo vendevano derivati scommettendo che quella gente non ce l'avrebbe fatta (dopo avergli prestato i soldi), fottendoli, loro si in pelliciotto di cashmere.

Anonimo ha detto...

Chi dovrebbe essere il Giuliani della situazione a Roma! Avanti con le candidature! Chi potra' essere il fascista di turno? Avanti con il toto FINESTRE ROTTE, deve essere all'altezza di Giuliani pero'!

Anonimo ha detto...

Francesco Storace sindaco di roma con poteri speciali intoccabili e vedresti le finestre ricostruite da chi le ha sfasciate.
Altro che sindaci smidollati che vanno ai gaypride e gayvillage e amici degli zingari
e vucumora' clandestini e maghrebini spacciatori.

Anonimo ha detto...

Marino e compagnia sembrano non aver capito che le cose andranno sempre peggio.

Evidentemente la loro è la visone delle finestre del Paese delle Meraviglie.

Anonimo ha detto...

Anonimo 10:58 PM

Potresti avere ragione a proporre una soluzione del genere se non avessimo poi i piagnistei e il boicottaggio della solita sinistra buonista e inconcludente.

Quella a cui un'Italia sempre più degradata e in mano agli stranieri piace tantissimo.

Voglio poi vedere femminismo, omosessualità e pensiero laico in mano agli islamici che fine faranno.

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe capire la differenza tra spinta emotiva e realtà.
La prima ti fa credere che puoi invadere la russia in inverno con i moschetti e gli scarponi di cartone… poi però non lamentatevi dei disastri.

Anonimo ha detto...

Roma è persa ed i romani hanno perso. E' inutile girarci intorno. Dov'è il Giuliani italiano? Chi è? E se anche ci fosse un Giuliani dov'è il SISTEMA ITALIA, cioè il sistema (amministrazione pubblica, poliziotti, magistrati, sindacati, ecc)che ti permetterebbe di attuare politiche repressive? Alla prima occasione si sarebbe tacciati di razzismo, fascismo, e tanti bla bla bla da parte del sindacalista di turno o del magistrato "progressista" o del poliziotto "democratico". Tutto questo fa dell'Italia un paese di chiacchieroni e degli stati Uniti un paese di gente pragmatica...

Anonimo ha detto...

http://www.theguardian.com/uk-news/2014/aug/26/met-police-stop-and-search-data

In questo articolo i dettagli sull'attività della polizia londinese.

La Metropolitan Police Service (MET) che sorveglia tutta Londra tranne la City conta poco più di 31.000 agenti. Si occupano di tutto, dalla protezione delle ambasciate al traffico.
La City of London Police che sta appunto nella City ha circa 800 agenti.

Che numeri abbiamo a Roma tra vigili... pardon, polizia municipale di Roma capitale, poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, forestale, guardie svizzere ecc.?

Anonimo ha detto...

La teoria delle finestre rotte e conseguenzialmente quella della famosa tolleranza zero di Rudholponiana memoria necessita'di diversi presupposti fondamentali ed imprescindibili:Una volonta'politica seria,un'appoggio e quindi una mentalita'di un popolo,quello onesto che lavora e contribuisce al benessere di una societa',che si uniforma nell sua maggioranza alla volonta'politica,una seria e fattiva tutela del corpo di plizia di turno che viene motivato stimolato gratificato dall'amministrazione che lo paga e sopratutto dalla cittadinanza di cui sopra.Infine ma nn ultima caratteristica la certezza seria di una pena severa e proporzionata al reato o all'infrazione commessa.Tutto cio'e'impossibile,punto x punto in paese come la cara italietta..Qui E'tutto il contrario...Pensateci.

MARCO ha detto...

Il sig. Giuliani è un grande uomo con un forte senso dell'obbiettività in grado di poter dire con fermezza ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Gli Italiani sono un popolo che va trattato male per comportarsi bene, poiché nella nostra culture nel 90 per cento dei casi si le famiglie insegnano a comportarsi con maleducazione e senza principi.
Le persone che voi chiamate fasciste non faranno mai del male a chi si comporta bene.
In Italia ci vorrebbe un pugno di ferro tale e quale a New York.

Anonimo ha detto...

In buona parte sono d'accordo, la teoria è ben spiegata anche su Wikipedia. Certo è anche difficile da accettare per la gente, molti potrebbero obiettare che basterebbe reprimere i crimini più gravi anzichè partire dal basso. LA maggior parte di noi, che a volte possiamo commettere piccole scorrettezze, non ci sogneremmo mai di rubare o delinquere.
In ogni caso, ci vorrebbe anche un comune che s'impegna a realizzare una città a misura d'uomo: pulizia, parcheggi, mezzi pubblici adeguati. A Roma tutto questo manca.

ShareThis