Atac. Non sarà mica arrivata l'ora di farla fallire? Quadro di un non senso

17 ottobre 2013
L'Atac è da sempre sull’orlo del fallimento. La municipalizzata del trasporto pubblico locale romano è sommersa dai debiti e, da quando abbiamo memoria, è altissimo il rischio del crack. E’ altissimo il rischio di non riuscire più a pagare gli stipendi agli oltre 12mila dipendenti.

Ignazio Marino, tra una pedalata e l’altra, conosce (o almeno dovrebbe) le criticità dell’azienda e, prima dell’uscita di scena dell’ex amministratore delegato Diacetti, si era fatta concreta l’ipotesi di oltre mille licenziamenti o, in alternativa, il ricorso ai contratti di solidarietà. Situazione poi bloccata per le proteste e gli scioperi dei lavoratori che, a loro dire, non vogliono pagare per gli errori di una dirigenza incompetente ed inetta.

I numeri sono allarmanti ed è da questi, volenti o nolenti, che si deve partire.
L’azienda di trasporti capitolina è esposta con le banche per più di 400 milioni, deve ai fornitori diretti altrettanto, ha ricevuto da Roma Capitale anticipi per oltre mezzo miliardo. Anticipi che hanno contribuito in maniera determinante ad incrementare i debiti del Comune portandolo al rischio crack ed al successivo, inevitabile, copione dal sapore melodrammatico (tanto caro ad Alemanno ed oggi ripreso da Marino) che ha portato al decreto “Salva Roma” facendo pagare a tutti i cittadini italiani, anche quelli che fanno sacrifici per vivere in Comuni efficienti e impeccabili, le incapacità, le collusioni malavitose e i sotterfugi della classe dirigente di questa città.
Atac ed i suoi problemi strutturali. Atac ed i suoi costi enormi. Nell’ultimo periodo, nella gestione alemanniana, la Municipalizzata costava alla collettività circa 550 milioni l’anno solo di stipendi, 14 dei quali li succhiavano ben 82 dirigenti.
Grossi debiti, dunque, ma anche altissimi costi dell’Azienda, su cui ha cercato di intervenire direttamente l’Assessore al ramo Improta, prima con la timida richiesta di abbassare gli stipendi dirigenziali, non accolta felicemente da tutti (alcuni avevano acconsentito ad abbassarsi lo stipendio del solo 10%), poi con il successivo e più deciso allontanamento di 30 dirigenti ritenuti “ridondanti”.

Abbassare i costi, eseguire i tagli, è una strada; purtroppo non l’unica. In più è necessario distinguere i tagli da eseguire: non è possibile, in nome del risparmio, incidere sulla sicurezza dei passeggeri ridimensionando, notizia di un mese fa, il numero di addetti in alcune stazioni della Roma-Lido.
Oltre al risparmio, dicevamo, serve necessariamente aumentare la produttività. Serve non solo incrementare in maniera sensibile i chilometri percorsi, aumentare le frequenze dei treni, ma anche la qualità degli stessi, evitando di penalizzare sempre i soliti sfigati cittadini.
Ad oggi, infatti, questi timidi tentativi di tenere in piedi la baracca, non sono per nulla stati avvertiti dagli utenti del servizio pubblico che anzi, sui social ed in vari blog, lamentano quotidianamente un ulteriore peggioramento del servizio: la quantità di profili Twitter che si lamentano dei servizi scadenti raggiunge numeri a due cifre.
I social sono devastanti: non passa giorno in cui non si manifestino sfoghi, non ci si lamenti di ritardi, non si certifichi, in modo incontrovertibile e senza smentita, la totale inefficienza del servizio fornito. Le foto dei treni della B graffitati (ma anche della nuova C sono stati violati più volte), il cui revamping costa milioni di euro l’anno, non fa comprendere del perché non si mettano in sicurezza i depositi, risolvendo i problemi alla radice, ma si preferisca continuare a sprecar soldi per pulire a valle.
Urta poi, e tanto, la ormai diffusa moda, anche questa certificata da centinaia di foto e video presenti sul web, di lasciare i tornelli aperti. Un non senso, una cosa incomprensibile, quasi un segno di resa di un’azienda che nonostante sia alla canna del gas, decide di soprassedere sull’obbligo di far pagare chiunque utilizzi il servizio di trasporto pubblico, rimettendosi alla coscienza del singolo. Una follia! Una follia tanto più follia se si pensa che eliminando l'evasione tariffaria (si parla di un 40%\50% di evasione reale, sono dati non ufficiali, ma che provengono dalle nostre fonti nelle varie Commissioni capitoline) l'Atac potrebbe magicamente risolvere almeno la metà dei propri problemi. 50% di evasione significa qualcosa come 150 milioni di euro l'anno. Ma l'evasione non determina solo conseguenze dirette negative per l'azienda (perdita di soldi), bensì anche molte conseguenze indirette: l'evasione aumenta malintenzionati sui convogli; l'evasione alimenta il vandalismo sui convogli, alle fermate, nelle stazioni; l'evasione, infine, determina un sovraffollamento “artificiale” dei mezzi. Non è vero, infatti, che i bus e le metro di Atac sono affollati (in alcune ore di punta sì, ovviamente), è vero semmai che è pieno di gente che li prende tanto sono gratis: cacciando via magari viaggiatori che a causa del sovraffollamento si allontanano e che, se non lo avessero fatto, sarebbero stati paganti. "Noi abbiamo anche lanciato una mozione in Consiglio, è stata approvata, ma i politici non vogliono farla applicare" ci spiegano delle fonti vicine al Movimento 5 Stelle. Ma perché "i politici" preferirebbero consentire autobus utilizzati a scrocco non è dato sapersi. E' invece dato sapersi che questa è l'unica capitale europea che consente ancora ai 'portoghesi' di farla franca nel 99% dei casi. Ormai non pagare il mezzo pubblico è diventato così normale da essere considerato un diritto: e quando il controllore per caso c'è e insiste, allora giù cazzotti.
Adesso davvero basta. Si proceda ad un risanamento vero. Si ascoltino gli utenti e le loro lamentele, i loro consigli, le loro situazioni di disagio. Altrimenti stop: si certifichi una volta per tutte il fallimento, si portino i libri in tribunale, si metta al bando al miglior offerente il trasporto pubblico romano e si favorisca l’ingresso di privati, preferibilmente stranieri. Ovviamente con l'obbligo di riassunzione per tutti o per una buona parte (i fannulloni faremmo volentieri a meno, per dire) dei dipendenti attuali.

Di certo la pazienza è finita.
Pierluigi Meduri

38 commenti | dì la tua:

Paolo ha detto...

ottima analisi!
è un quadro che comunque fa capire che il fallimento dell'ATAC, come il fallimento dell'Italia, nasce dalla mancanza di palle nell'affrontare i problemi e nel far rigare dritta la gente che si comporta male, nell'eccessivo amore del quieto vivere.
Basta pensare che gli addetti di stazione fanno quasi sempre finta di non vedere chi passa ai tornelli dietro qualcun altro.
Ebbene, ma potremmo sconfiggere la mafia se non si sa nemmeno mettere a posto questi piccoli furbetti?

Anonimo ha detto...

Analisi impeccabile.Oggi le banche in aiuto per 200 milioni.Per fare cosa? Sono con l'articolista (bravo) l'Atac va fatta fallire:non esiste nessuna possibilità stando cosi le cose di migliorare il servizio.

Anonimo ha detto...

mah...il male che ha portato al disastro questo paese è la mentalità mafiosa insita nel dna di ogni italiano (soprattutto del meridione) la politica lo alimenta in continuazione. è come dare da fumare ad un malato di cancro ai polmoni, cosa si aspettano che succeda?

Anonimo ha detto...

È la classe dirigenziale italiana che porta allo sfacio qualsiasi iniziativa con i soldi degli altri - vedi Alitalia e tutto il trasporto locale del sud - e di una classe politica rimasta nella mentalità feudalistica, ereditata (come le organizzazioni criminali) dallo Stato Pontificio, che regnava fino al 1870.
Povera Italia se non riesce finalmente a smantellare queste strutture e darsi un'educazione e infrastrutture ideonee invece di seguire l'arlecchino del momento.

Anonimo ha detto...

Prima mossa che l'atac deve fare subito: divieto di appiccicare i fogli di carta sui vetri dei gabbiotti. Chi entra deve vedere che il personale è presente ed il personale deve vedere chi entra. Poi se interviene o meno è un'altro discorso ma almeno ci sia. La presenza è il primo deterrente.

Anonimo ha detto...

All'anonimo che parla di mentalità mafiosa insita nel dna di ogni italiano: sei un insulto vivente per quanti onestamente lavorano per procurarsi di che vivere, faticando e senza mezzucci per aggirare le difficoltà, e ce ne sono. Non è sicuramente con le tue generalizzazioni che si risolveranno problemi come quello dell'ATAC o qualsiasi altro male che affligga l'Italia, un paese devastato dall'egoismo. Un caloroso vaffanculo

Anonimo ha detto...

L'ATAC (come tutte le municipalizzate del resto) è un'azienda ancronistica nel suo essere, destinata a fallire comunque. Lavorare in regime di monopolio e con una dirigenza (e molto del personale) assunto per raccomandazione, non c'è proprio verso che possa funzionare. Ed è evidente a tutti che, sindaco dopo sindaco, le cose sono solo peggiorate. Se si vuole davvero avere un servizio degno di tale nome, l'unica è quella di assegnare il servizio ai privati con bando di gara e revisione annuale dello standard di servizio, pena la revoca del contratto. E' quanto avviene all'estero in gran parte dei casi. Per quanto riguarda la dirigenza attuale, vanno semplicemente cacciati via. Ma non ripiazzandoli da qualche altar parte a fare danni. Di gente capace e con voglia di lavorare ce n'è ancora tanta in questo paese fortunatamente.
Basta con le municipalizzate. Enti mangiasoldi gestiti da parassiti incapaci.

Anonimo ha detto...

Mah!!!
Credo proprio che alcuni lavoratori ATAC abbiano ragione. E non sono certo gli imboscati da Alemanno & predecessori (in tutti gli ambiti).

Questo post non tiene conto di molte cose. Le infrastrutture fatiscenti, limitate, obsolete, sottodimensionate per una Capitale europea.

Anche a Parigi in tempo di magra economica sono apparsi i "portoghesi". Le stazioni non sono più impeccabilmente pulite, molti riammodernamenti sono stati procrastinati. Sono apparsi borseggiatori sui mezzi pubblici. Eppure la situazione non é andata al delirio totale come qui. Hanno semplicemente iniziato a risolvere i problemi.

Magari il punto di partenza è un po' diverso.



Anonimo ha detto...

Dovrebbero recuperare i soldi da tutti gli ad che si sono succeduti a suon di milioni di euro per fare schifo! Vergogna zero.Rabbia, la nostra, tantissima

Anonimo ha detto...

secondo me il fallimento sarebbe una buona medicina, amara quanto si vuole, ma comunque una medicina.
sarebbe un segnale anche per tutte le altre aziende che ci costano miliardi e che sono solo zavorra.
a questo punto il pubblico dovrebbe concentrarsi solo sulla sanità e la scuola il resto va privatizzato.
TUTTI A CASA

Anonimo ha detto...

Io lavoro in una azienda privata. Devo portare a casa risultati ogni anno sulla base di quanto preventivato. Rischio il posto se non ci riesco. Vengo premiato se le cose vanno bene.

Questo è un concetto che va applicato a tutti. I servizi pubblici vanno privatizzati e tenuti sotto controllo, pena la rescissione dei contratti.
Solo così si avranno servizi migliori e costi inferiori.

Chiudiamo tutte le municipalizzate.
Basta con le tasse che servono solo a mantenere una baraonda di incapaci falliti, messi li da politici inetti e corrotti.

PIerluigi Meduri ha detto...

Gentile Anonimo da autore del pezzo dico che non ho assolutamente dimenticato il contesto in cui gli operatori (quelli seri) sono costretti a lavorare.Roma ha un gap infrastrutturale pauroso e, purtroppo, questa gestione non aiuta nemmeno la manutenzione dell'esistente.Mi limito a dire che la vodafone a Madrid, per la stazione vodafone sol, ha fatto subito un contratto.Per Termini invece ci si é limitati ad una prova di qualche mese.Tutto quanto montato ed esposto é rimovibile dubque provvisorio.I treni (due) serigrafati vodafone sono giá stati vandalizzati, la stazione (ristrutturata da poco) aveva perdite d'acqua importanti con fuori il sole:vuoi che un'azienda leghi il suo marchio a sto schifo? Vedrai che scapperanno.Siamo purtroppo all'anno zero.La rabbia dei cittadini é alta quanto l'avvilimento che nasce nella certezza assoluta che nulla cambierá:é come voler fare una buona torta con ingredienti scaduti o di qualità oessima.Qualcosa di buono c'è:operatori, autisti, impiegati seri ..avviliti anche loro.Si deve cambiare tutto.Tenere a galla sto carrozzone con tali caratteristiche é follia

Anonimo ha detto...

Si ma intanto che aspettiamo che i politici prendano in mano la situazione ci vorrebbe qualcuno che sappia indirizzare le proteste. A che servono i blog e i profili twitter se poi ci si parla addosso? Quali sono le vie legali che si possono percorrere e come per trascinare i responsabili in un tribunale? Quali sono le modalità per chiedere risarcimenti per i danni subiti in seguito alla mancanza di sorveglianza delle stazioni e alla perdita di tempo per treni che non ci sono anche se indicati negli orari?

Bisco ha detto...

L'idea di base è corretta: facciamo fallire ATAC.
Ma non per i motivi economici suddetti, ma organizzativi. Un nuovo modello organizzativo, magari creando una ATAC2 Spa, con nuovi CONTRATTI che inseriscano regole sane e moderne - che permettano agli autisti di fare il biglietto in entrata per esempio -
darebbe una ventata d'aria fresca e con molta probabilità migliorerebbe tutto.

Anonimo ha detto...

Ecco come andrebbero trattati gli "scioperanti" Atac:

Nel maggio 1898, in occasione dei gravi tumulti milanesi – passati alla storia come la "protesta dello stomaco" – il governo guidato da Antonio di Rudinì proclamò lo stato d'assedio e il generale Bava Beccaris, in qualità di Regio commissario straordinario, ordinò di sparare cannonate sulla folla provocando una strage, in cui furono uccisi 80 cittadini e altri 450 rimasero feriti.

Peccato che abbiamo Marino e non il grande Bava Beccaris

Anonimo ha detto...

la nuova sede ATAC è in costruzione all'eur.
alla faccia nostra!!!

Anonimo ha detto...

@Pierluigi: Continui, per come la vedo io, a non guardare al quadro d'insieme. Ma è possibile che il decoro della stazione principale ovvero la porta d'accesso per visitatori della città —turismo, lavoro, affari— debba dipendere da un operatore di telefonia mobile?

Allargando il discorso più in generale: il centro di Roma ha troppe funzioni che non può sostenere per concezione e —pessima— evoluzione (da almeno due secoli).

Corruzione e crisi economica non aiutano certo.

È un ganglo —quasi— inestricabile.

In tale quadro credi davvero che i portoghesi dei mezzi pubblici siano la causa di tutto ciò? Con questo non voglio certo sminuire un fenomeno deprecabile e cui sicuramente va messo un minimo di argine. Però di qui a pensare che questo sia la cura di tutti i mali, c'è ne passa eh!

Anonimo ha detto...

Ogni tanto capita di leggerne, di stupidaggini nostalgiche. Sono, perlopiù, di tristi seguaci di predappiofesso. Il ricordo del Bava Beccaris ha almeno il merito dell'originalità.

Anonimo ha detto...

E invece un pò di sano squadrismo non sarebbe male.
Una bella bastonatura (con relativa generosa dose di olio di ricino) per tutti quei politici e dirigenti che hanno portato Roma a questo livello di degrado, non la vedrei male.
Credo che l'assoluta mancanza di assunzione di responsabilità per chi non fà il proprio dovere sia alla base del declino di questo paese.
I politici trombati li ricicliamo presso le municipalizzate. I dirigenti incapaci idem. I sindaci di Roma sono messi li dai partiti perché non gli si è trovato un posticino da ministro. ATAC, AMA, Vigili Urbani, etc sono il ricettacolo dei raccomandati e dei fancazzisti.
E poi ci si deve scandalizzare perché li si vuole bastonare ?
Chissà che una sana bastonatura non faccia bene anche a questa schiera di buonisti che sono corresponsabili di questo sfascio.

Anonimo ha detto...

La condotta di atac assomilgia sempre più a una deliberata strategia verso il fallimento. La voglio proprio far fallire per dare inizio a qualche mega operazione finanziaria e speculativa.

Anonimo ha detto...

benvenuti a termini-vodaRom

Anonimo ha detto...

Tempo fa mi è capitato di vedere un gruppo di turisti giapponesi che, tra il divertito e l'esterrefatto, si erano messi a fotografare i gruppi di rom che la sera stazionano a Cornelia, con la banchina ridotta a bivacco e orinatoio.
Quelle foto che i turisti porteranno con loro e diffonderanno tra amici e parenti sarebbero già suffficienti per il licenziamento in tronco della dirigenza ATAC e del personale di stazione Cornelia.

Anonimo ha detto...

Di oggi la notizia che aumenterà l'irpef comunale (e aspettiamoci pure la stangata sulla nuova TRISE).

Io mi sono rotto i coglioni di pagare le tasse comunali che devono mantenere carrozzoni inutili come l'ATAC.

Stiano attenti politici, amministratori e dirigenti. La gente è stufa di mantenere questi parassiti incapaci. Prima o poi scoppierà la rivolta.

Anonimo ha detto...

1)Fallimento immediato e gestione provvisoria all'esercito in attesa di un bando ai privati.

2)Licenziamento immediato per dirigenti e personale.

Basta soldi pubblici per il salvataggio di questi parassiti.

Anonimo ha detto...

Spero che la dirigenza ATAC legga questi messaggi.
Che sappiano quanto la gente li odia.

Anonimo ha detto...

Secondo me invece Pierluigi ha ragione. Certo che abbiamo infrastrutture inadeguate, ma questo e’ un problema che non risolveremo oggi o domani. I tornelli aperti invece si’ – cominciamo da quello che si puo’ fare, invece di aspettare Godot? Le piccole illegalita’ sono all’estremo di un continuo ininterrotto fino alle tangenti della dirigenza. Un attacco a qualunque anello della catena sarebbe gia’ un insolito segnale positivo. E ricordiamo che far entrare soldi in cassa e’ l’unico modo sostenibile di permettere investimenti in infrastruttre nel lungo termine.

Tanto per fare un esempio, quanto potrebbe guadagnare l’ATAC a gestire un servizio di bus turistici efficiente ed affidabile? Invece chi non conosce la storia di Trambus Open e vuole deprimersi un po’ puo’ leggere qui:
http://www.leoniblog.it/2013/01/23/trambus-open-s-p-a/
E poi tirarsi su leggendo cosa dicono su tripadvisor gli utenti del servizio:
http://www.tripadvisor.co.uk/Attraction_Review-g187791-d4591075-Reviews-Trambus_Open_110_Open-Rome_Lazio.html

Anonimo ha detto...

eh si, peccato che non c'era Bava Beccaris.

E peccato che non c'è più manco Tito, sennò l'anonimo dell' 1:15 del 17 ottobre sarebbe finito giù per centinaia di metri, come un tocchettino di merda che cade nel cesso.

Anonimo ha detto...

@aninimo 4:22 è il solito approccio, nobile negli intenti, ma che porta alla solita situazione. Il drago ormai va attaccato al collo, si può più fargli la pedicure.
Eh si, so benissimo che ci vogliono decenni a doppia velocità per rimettere in sesto Roma e poterla di nuovo anche solo paragonare ad altre capitali europee.

Tu che dici, per "installare" tale processo virtuoso partiamo dai tornelli in stazione o magari da chi si inguatta milioni di soldi pubblici? (Tra assunzioni via sposor politici e consulenze faraoniche).

Cosa e/o chi vieta di fare entrambe le cose?

E più in generale: l'Italia vuole fare come la Cina, l'India o Cuba? O forse può solo essere Colonia?

Anonimo ha detto...

"Ma perché "i politici" preferirebbero consentire autobus utilizzati a scrocco non è dato sapersi."

Il voto del cittadino pagante vale quanto il voto del cittadino scroccone, alcuni partiti l'hanno capito e non a caso hanno iniziato ad infiltrare nani, ballerine, igieniste dentali, bancarellari e okkuparoli nelle loro liste pur di far avvicinare i lori simili alle urne.
I voti degli scrocconi fanno gola e loro elettoralmente contano quanto noi, non a caso c'è anche chi va a chiedere i pacchetti di voti nei campi rom.

Anonimo ha detto...

Da studioso e appassionato di TPL da più di 30 anni continuo, ancora una volta, a ripetere la mia opinione in merito al..."perché i politici preferirebbero consentire autobus utilizzati a scrocco non è dato sapersi."....
Bene, ve lo dico io (penso di saperne qualcosa in più...)
C'è una precisa volontà, politica o di marketing non saprei, per far mantenere questa situazione. Infatti se il TPL si pagasse, al giorno d'oggi non lo prenderebbe più nessuno, o perlomeno in pochissimi (gli onesti.... capirai quanti!...).
Ciò significa che tutti si rovescerebbero per strada con i più disparati mezzi di locomozione; un esempio di come andrebbe a finire? Digitate su YT Calcutta's trams o qualcosa del genere...
Quindi l'equazione è questa: ti do l'opportunità di farti viaggiare gratuitamente così ti levi dai coglioni. E questo vale per le 4 categorie di persone che oramai il TPL romano trasporta e cioè, vecchi, turisti, studenti e morti di fame (i cittadini onesti che pagano quando usano il bus occasionalmente e i tesserati sono inclusi in queste 4 fondamentali categorie).
E' dal 1982, da quando cominciai a scattare le mie prime fotografie ai mezzi pubblici a Roma e all'estero che sento parlare di "fallimento dell'ATAC", sono 30 anni che ritaglio articoli di giornale in tema e si parlava anche allora di "prossima bancarotta dell'ATAC". Tranquilli il TPL a Roma è così, non lo paghi ma ti illudi, perché tanto poi arriva l'Allegro Chirurgo di turno che il bus te lo fa pagare tutto insieme (ICI, IMU, IRPEF, UNA TANTUM etc.).
Se ATAC dovesse veramente fallire il TPL non potrebbe venir più garantito e si tornerebbe a quel periodo tra Luglio 1943 e Giugno 1944, quando il servizio venne sospeso, ve la sentite col vostro "Supertelefoninotabblé" di ritornare a quei giorni?

Tramvinicyus

Anonimo ha detto...

avete mai preso i tram della linea 5, 14, 19 che passano sulla prenestina?
lì la macchinetta obliteratrice la potrebbero togliere del tutto e naturalmente i tram sono sempre stracarichi, lenti come lumache sporchi e puzzolenti.
e io pago

Anonimo ha detto...

Marino ha annunciato l'innalzamento dell'irpef comunale, che diventa adesso la più alta d'italia.

E lui ride. Ride sempre, il cretino.

Anonimo ha detto...

Ce ne fossero di più di persone che ragionano come chi ha scritto questo articolo....Roma sarebbe una città normale!

The Londoner ha detto...

@Tram: astonishing comment. You made my day. I am still laughing.
Great attitude.

By the way, Calcutta's cabs are fun. It'd definitely time to get them in Rome too. Together with those jeeps in the Filippine: the jeepney

Look it up, I promise you won't regret it.

Kind regards, The Londoner

Stefano ha detto...

Tutto condivisibile, tranne un'ipotesti che mi sembra un po' campata in aria: cioè che i mezzi siano pieni perché saturi di gente che non paga, che addirittura allontanerebbe quelli disposti a pagare!
Non ha alcun senso. I mezzi sono pieni perché non sono abbastanza. PUNTO. L'idea che ciò allontani chi è disposto a pagare non ha basi solide a cui appoggiarsi.

Sul perché si lasci che l'evasione cavalchi percentuali astronomiche, io ho la mia teoria: serve a tenere calmi gli utenti. Perché nessuno è sceso in piazza a protestare per questo TPL indegno di un paese civile? Perché nessuno è andato a tirare molotov ai depositi e alla sede dell'Atac? Perché non registriamo quotidiane aggressione al personale? Semplice: perché tanto è facile non pagare.
Chi scenderebbe in piazza contro la metro che passa ogni dieci minuti, se tanto trova i tornelli aperti? Chi alzerebbe la voce contro autobus che non rispettano gli orari, se tanto poi il biglietto si può non timbrare? Perché lamentarsi di qualcosa sostanzialmente gratuito?

La permissività nei confronti dell'evasione sociale serve a sedare preventivamente i disordini sociali. I controllori non ci sono e i tornelli vengono lasciati aperti proprio perché al momento l'Atac non è assolutamente in grado di offrire un servizio migliore. Se obbligassero tutti a pagare l'inefficienza rimanesse quella attuale, ci scapperebbe una coltellata entro una settimana.
Lo sanno, e si comportano di conseguenza.

Anonimo ha detto...

@Stefano la tua é un'ipotesi che poggia su solide basi.

Anonimo ha detto...

Sono veramente esausto di vedere gente che non paga il biglietto della metro!!! Mi sono quasi pentito di aver fatto l abbonamento Cazzo ad i tornelli non cé personale, non cé sicurezza per non parlare che d'estate i mezzi non passano piú con regolaritá con tempi di attesa assurdi , infatti devo mettere mano al portafoglio per prendere la macchina quando potrei farne a meno! Sono amareggiato per questa situazione e mi auguro che rimangano tutti disoccupati dirigenti ed operai ed autisti (cosa che mi é successa mille volte! ) i dipendenti non si rendono conto quando marcano visita e fanno sciopero sempre di venerdí o lunedí , fanno saltare le corse perché si sentono protetti ma non hanno ancora consapevolizzato e presto ci arriveranno....

Anonimo ha detto...

Ritardi sempre, attesa di un mezzo espresso ad una fermatadal capolinea 30/40 minuti sempre. Mezzi fatiscenti e pieni a qualunque ora del giorno. Ka vigilanza ai depositi c'è: 1 persona, spesso una donna, di una ditta esterna (per cui lavoro). Sottopagata of course.
Non tutti, ma la maggior parte degli autisti sono dei buzzurri menefreghisti ignoranti e maleducati, che non solo non si ricordano di avere persone a bordo, non sono neppure in grado o in condizione di guidare una vettura, di qualsiasi tipo.
Autobus progettati male anche alla base, ma il discorso si estende alle case di produzione e andrei fuori tema.
La gente evade? Si facciano un esame di coscienza in atac. L'ex presidente a villa a picco sul mare in zona archeologica, all'argentario. Io sono ammassata su una carretta puzzolente per arrivare, in ritardo, in ogni dove. E dovrei pagare pure il biglietto, maggiorato del 50%? No, grazie. Sono oltre 430€ l'anno risparmiati on abbonamenti.
Atac fallisca pure. E si metta il trasporto pubblico in mano ad un'azienda seria, che si porti al pari di altre capitali europee.
A Roma è difficile scavare altre metro per presenza di ritrovamenti archeologici? Mi sta bene. Ma tram e bus devono andare e venire di continuo, senza pause nei festivi, come in qualunque altro posto.
E, vero, NESSUNA amministrazione comunale, dagli anni '90 a oggi, ha mai fatto nulla per risolvere la questione.
Col risultato che i mezzi sono imprendibili e il traffico è in tilt.

@Rainbow_Uapa

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