Metropolitana. Parlano gli operatori di stazione. Una lettera anonima (ma molto utile per capire) a Roma fa Schifo

2 febbraio 2014
Chiaramente, dopo le mie esplicazioni chiunque dovesse continuare, lettori inclusi, a parlare a sproposito, sarà palesemente in malafede, pur avendo, ci mancherebbe, diritto a farlo.
Non scrivo tutto questo a cuor leggero, ma sono stufo di essere additato come esponente di una categoria di parassiti, quando è tutto il contrario e molti di noi sono laureati plurilingue. Semmai siamo male impiegati. Ed è pessimo lavorare male. E confermo che condanno parimenti l'utente che parla a vanvera ed il collega che durante il turno fa di tutto tranne che lavorare.

Per punti:

1) Mantenere il servizio in condizioni penose e lasciare che la gente si lamenti conviene molto di più che sforzarsi a combattere l'evasione ed offrire un servizio migliore. Leggendo le notizie di questi ultimi mesi, vi sarete resi conto dell'enorme partita di giro monetario intorno ai biglietti falsi: quasi 100 milioni di euro.
2) Un servizio funzionante vorrebbe dire far lavorare i fannulloni e costringere tutti a rispettare le regole e un popolo incivile come quello italiano non sarebbe avvezzo: l'evasione comporta altri 100 milioni di euro di perdite.
3) Al momento il sistema dei varchi fa acqua, è vero, ma è storia vecchia di almeno sei anni, quando noi operatori di stazione segnalammo già allora le anomalie del sistema: pezzi di ricambio mancanti, biglietti e abbonamenti non letti, varchi che rimangono per lungo tempo fuori servizio...
4) Al momento circa 100 mila persone in borghese viaggiano gratis e anche in caso di accordi specifici, il 90% delle "forze dell'ordine" continuerebbe a fregarsene della sicurezza in metro, come avviene da tre anni a questa parte. L'unico serio deterrente sarebbe quello di far viaggiare gratis chi è in divisa. Centomila persone al giorno sono quasi, all'anno, altri 100 milioni di euro persi.
5) Gli operatori di stazione non sono controllori e non possono far praticamente nulla per combattere l'evasione e gli accodamenti, solo fungere da deterrente. Gli OdS fungono da presenziamento in merito al controllo e alla regolarità dell'esercizio e degli impianti, nonchè all'informazione alla clientela in merito strettamente al servizio; in pratica supervisionano l'andamento e la gestione globale della stazione. Orbene, lungi da me difendere chi non svolga a dovere il proprio lavoro,ma mi corre obbligo fare presente che in prima istanza noi il telefono lo possiamo utilizzare solo per motivi di servizio e quando utilizziamo i nostri cellulari personali è perchè non funzionano quelli interni delle stazioni; non essendo controllori non siamo obbligati a vigilare sugli ingressi ai varchi e chi lo fa (incluso lo scrivente) lo fa per iniziativa e scrupolo personale; in passato in base a vecchi accordi era previsto che gli addetti di stazione avessero più strumenti di tutela e lotta all'evasione e/o l'affianco di personale di controlleria, ma queste intenzioni negli anni sono scomparse; ormai il 90% delle stazioni è privo di vigilanza e di riflesso nessuno da solo mette a repentaglio la propria incolumità personale senza adeguati strumenti (anche giuridici) di tutela; aggiungo anche che ancora oggi dopo anni formalmente ci è vietato agire sul sistema varchi in quanto anni fa l'Azienda reputò il sistema perfetto e autonomo ( !!!);  in virtù della cronica carenza di personale ormai mezza linea B è costantemente vuota e l'assenza non è certo dovuta ad assenteismo. A fronte di questo abbiamo ancora migliaia di esuberi nel settore amministrativo, tra l'altro con parametri e stipendi ben superiori. Ovviamente essendo a diretto contatto col pubblico fa comodo a molti soggetti avere un comodo capro espiatorio dove convogliare tutto il malcontento. E' fastidioso e avvilente vedere quanta gente parli a sproposito eppure la nostra assenza si avverte quando le stazioni son vuote oppure durante gli scioperi gli impianti son fermi. Le condizioni di lavoro, igienico-sanitarie incluse sono alquanto precarie e per quanto concerne lo scrocco,beh, è come se si chiedesse ad un suonatore di suonare, ma senza strumento.Ad esempio,ecco alcune categorie di simpatici utenti:

-quello che non ha soldi, quello che ha scordato la tessera, quello che ha il tesserino delle FFOO, quello che ha sbagliato fermata, quello che deve andare al Sert (altra vergogna tipicamente cittadina, dove per consolidata consuetudine da secoli i tossici sono stati abituati a viaggiare gratis in virtù di non si sa quale disposizione...), quelli che si accodano,quelli che scavalcano al contrario, quelli che spaccano i varchi, quelli che bloccano le scale mobili e/o cammina non contromano, quelli che sono bande di rom borseggiatrici, sempre gli stessi volti... eccetera eccetera.

Se non frega niente a chi di competenza, ci devo pensare io, che neanche son tutore dell'ordine e mi trovo a lavorare da solo in stazioni multipiano, dovendo gestire antincendio, blocchi del servizio, malori di passeggeri, malfunzionamenti vari? Altro che film e lettura di giornali!
Ma torniamo a monte: fatevi i conti e arriveremo alla bella torta di quasi 400 milioni di euro. Un sistema che dura da tempo. Quindi la politica dello scrocco è ampiamente voluta dall'alto perché agli stessi soggetti non frega nulla di risolvere il problema. Vedremo il nuovo corso aziendale cosa combinerà.


*Tutto molto interessante, ma continuiamo ad essere convinti che una presenza fi-si-ca degli OdS nei pressi dei tornelli disincentiverebbe la schiacciante maggioranza degli evasori a evadere. Si veda la foto qui sopra.
-RFS

212 commenti | dì la tua:

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Bat21 ha detto...

A Milano gli addetti di stazione nei gabbiotti bloccano fisicamente i furbi! Perché a Roma non è possibile? Non è che voi vi trincerate dietro le competenze per autoassolvervi (tipico della nostra PA). Ieri a Sesto rondò ho visto addirittura un controllo biglietti in banchina alla gente che aspettava la metro! Ovviamente in un contesto simile e' impossibile avere la bande Rom di borseggiatrici!

Anonimo ha detto...

le solite cose risapute :
non e' mia competenza
noi , a parte una minoranza di fannulloni , noi siam ligi al dovere, son la maggior parte degli altri che son furbi.
mai , mai che fanno uno sciopero di protesta.

Anonimo ha detto...

niente siamo un popolo con la tara, siamo malati, inutile girarci intorno. l'intervista ad un vigile vi direbbe le stesse cose, e vale anche per Ama, Atac e tutte le PA. Lo scaricabarile, sport nazionale, è il miglior sistema per autoassolversi e liberarsi da ogni responsabilità, è sempre colpa di qualcun altro, se la responsabilità poi è "dall'alto" è ancora meglio, si sentono ancora più innocenti. Per fortuna lentamente ma inesorabilmente questa città fallirà e quando saremo tutti alla canna del gas vedremo come si metteranno le cose.

Anonimo ha detto...

Gli operatori di stazione come si riconoscono? Hanno una divisa particolare? Un tesserino particolare? Devono stare nel gabbiotto per controllare i monitor o per altri motivi o possono stare fuori? C'è gente (i più vigliacchi) che non passa a scrocco se vede qualcuno accanto ai tornelli che però GUARDA CHI PASSA, non come succede troppo spesso chiacchiera con altri dipendenti o con i vigilantes o si mette a osservare in giro con aria assente.
Poi ci sono quelli che passano a scrocco anche davanti a vigilanti e personale atac vario, magari fissandoli in faccia ridendo (come ho visto fare più di una volta). Ecco perché mi piacerebbe che si facesse alla tedesca in questi casi, una bella spruzzata di peperoncino, multa e poi via a calci in culo.
Detto questo, ripropongo il mio pallino (magari si può fare una campagna provocatoria in proposito) di costringere i dirigenti ATAC a muoversi per lavoro utilizzando esclusivamente i mezzi pubblici ATAC con apposite clausole del contratto di servizio.

Anonimo ha detto...

E te credo che hanno ridotto i controlli. Pensa se qualche zelante controllore (lavoratore onesto tipo lo scrivente) avesse scoperto dei biglietti falsi… er casino sarebbe scoppiato prima.

Ahoo proprio nun ce ariveno…

Bat21 ha detto...

Io arrivo a vedere che a Milano gli addetti prendono fisicamente i Rom per la collottola per farli uscire se entrano da furbi a Roma invece non escono nemmeno dal gabbiotto..

Anonimo ha detto...

ma perche' non ci andate voi a fare i giustizieri della notte contro rom , borseggiatori e saltatornelli sapendo che nessuno vi coprira' le spalle sia fisicamente (e parlo degli altri cittadini che al 99% se ne fregano) che giuridicamente? siamo tutti gradassi da tastiera!

Anonimo ha detto...

BAT21 sei un leghista! Bossi ti direbbe vattel a prender ne chiul! Monitoratelo e bloccatelo con i suoi confronti! Vai a lavurar!!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Secondo me è una lettera molto sensata.
Bisogna partire dall'alto e dare una bella rinfrescata agli uffici e ai livelli dirigenziali.

Bat21 ha detto...

Allora licenziatevi in massa! Se pensate di essere inutili...

(Ps Milano e' nello stesso paese quindi siamo a parità di strumenti giuridici ma li lavorano guarda un po')

Anonimo ha detto...

Ciao, concordo in pieno su tutto quello che hai riportato. Complimenti per la stesura ed i dettagli. La cosa che più mi da i nervi, è proprio quella delle centinaia di forze dell'ordine che viaggiano gratis in borghese e quindi non riconoscibili. Ognuno si fa gli affari propri perché la giustizia non funziona e punisce solo i contribuenti. Mi viene da dire " povera italia" ladrona, mal governata e piena de papponi!!!! Le cose cambieranno sicuramente in meglio in futuro, grazie soprattutto alle persone che come te, hanno il senso civico e sperano in un paese migliore dove vivere. Un abbraccio, Ziopino 72

Anonimo ha detto...

a Roma non è mai competenza di nessuno, continuo a pensare che siete dei fannulloni, senza amor proprio. ad un disinteresse dei dirigenti a che le cose funzionino corrisponde un disinteresse degli addetti. non è un bel vivere comunque, state sottoterra tutto il giorno e non fate nulla se non chiacchierare amabilmente, ridere, giocare a carte...la scusa della copertura legale poi fa veramente ridere, che stronzata!

Anonimo ha detto...

Oddio. Che ogni giorno 100.000 appartenenti alle FFOO viaggino a scrocco (considerato che in tutta Italia sono meno di trecentomila 115K i Carabinieri, 105 la Polizia e 70 la Finanza) mi sembra un "filino" esagerato.
Anche considerando militari delle forze armate, vigli urbani (sic) penitenziaria, forestale se non passano la giornata lavorativa ad andare su e giu' in metro ...
Ma dando per buono il 100K costerebbe all'Atac 100 milioni di perdite ? Mille euro a cranio ?
Con l'abbonamento mensile a 35 euro ?
Vabbè la talpa, ma fare un po' di conti prima di pubblicare ?

Elena ha detto...

Abanche io sono propensa a dire che cercare di intervenire contro situazioni anomale sia innanzitutto un fatto di coscienza. Tuttavia credo senza problemi all'ipotesi che sono i vertici, spesso, in un'azienda, ad essere completamente incapaci (i soliti dirigenti amici di amici, messi lì a spingere i bottoni, senza avere idea di come funzioni l'azienda e i suoi singoli comparti) o addirittura in malafede. Succede in molti contesti e potrebbe succedere anche in atac.
Quando ho saputo che le forze dell'ordine viaggiano gratis, mi domando, perché allora non i medici, visto che la gente ha continui malori, o meglio, cosa obbliga un poliziotto in borghese che sta girando per conto suo a qualificarsi e intervenire? Nulla, se non è in divisa o nulla se non lo detta il suo senso del dovere.
Oppure una scusa per avvantaggiare alcune categorie di lavoratori dello stato?
Il problema è che in questo paese, troppo è lasciato alla buona coscienza individuale.
Compreso l'autore della lettera, che forse sarà parte di una minoranza che, ovviamente, non emerge a rendere giustizia di una intera categoria che annovera davvero, persone distratte e poco interessate all'utenza.
Voi ci sisieteeete, perché c'è l'utenza.
Tuttavia, è possibile che scambiamo per assenteismo una scellerata politica dell'impiego delle risorse umane.
Forse bisognerebbe chiarirsi le idee reciprocamente, personale atac di buona volontà e utenza pagante e sfondare insieme i muri d'ombra che vogliono affondare un'azienda e una città e chiedere cambiamenti e risposte.
Comunque, ritengo utile questo intervento che per alcuni aspetti ci impedisce di girare intorno, su alcuni punti.
Una sola nota al nostro scrivente: lo spettro di una privatizzazione smuoverebbe molti sederi pesanti e menti pigre. Ne sono sicura.

Anonimo ha detto...

A) in tutto questo non si è capito qual è la vostra job description. Cioè per quale cazzo di motivo tra biglietti e tasse per il salva Roma la collettività vi paga

B) anche i tablet e la gazza sono usati - come il cellulare - per ufficio?

Bat21 ha detto...

" Una sola nota al nostro scrivente: lo spettro di una privatizzazione smuoverebbe molti sederi pesanti e menti pigre. Ne sono sicura "

Bibbia!
Ne sono sicurissimo anche io
:)

Anonimo ha detto...

le forze dell'ordine parassitarie che non fanno mai un cazzo dovrebbero ricominciare a pagare da oggi

Anonimo ha detto...

sti stronzi continuano a parla' male dell'azienda ma come se lo pijano lo stipendio alla fine del mese senza fare un cazzo. Vi devono privatizzare cos' vediamo se, quando il padrone vi rompe il culo facendovi finalmente lavorare avete ancora tempo di scrivere ste stronzate. ANDATE A LAVORARE

Anonimo ha detto...

ma se non ve pagano per controlla i bijetti ve pagano per guarda i fim dentro la cabina, parlare al cellulare dei cazzi vostri, girarvi dall'altra parte se un vi chiede informazioni e per coprire la cabina di fogli per non far vedere che VI STATE FACENDO I CAZZI VOSTRI CON LO STIPENDIO CHE VI PAGHIAMO NOI. LADRI

Anonimo ha detto...

io dico che negli altri paesi non c'è alcun bisogno di avere delle persone ai tornelli dei biglietti, che in qualche caso non si sono proprio. Non servono a nulla? non passono fare niente? benissimo aboliamo la figura e mandiamoli a guidare i bus o a fare i controllori dei biglietti. Caro mio con la tua lettera anonima te lo sei messo nel posteriore da solo

Anonimo ha detto...

ragazzi, calma con questi commenti. Sono sicuro che questa lettera è stata scritta da un computer aziendale durante l'orario di lavoro in una cabina magari delle stazioni Repubblica, Barberini o Spagna durante una faticossima giornata di lavoro passata a girarsi dall'altra parte. Rispetto per un povero lavoratore affaticato da una durissima giornata e da uno stipendio che qualsiasi operai sognerebbe . Magari ha fatto anche lo straordinario

Anonimo ha detto...

La colpa sarà pure ai vertici, ma resta il fatto che, comunque, ognuno deve fare il proprio dovere ed avere un minimo di attaccamento al servizio. Siccome questa è gente che per entrare non ha nemmeno dovuto superare un concorso, essendoci ormai le chiamate dirette (e sappiamo bene come funzionano) non si rende veramente conto della fortuna che hanno avuto. Il vero problema è che, ormai, a parte i dirigenti, queste aziende non investono più nè nella selezione del personale, nè sulla formazione dello stesso.
Io personalmente ho lavorato per nove anni in una azienda nazionale di supermercati, ed ho avuto a che fare sia con direttori bravi che con superiori arroganti, scorretti e poco competenti, ma ho sempre svolto il mio lavoro di cassiere con serietà ed orgoglio, felice soprattutto di lavorare.
Se poi questa gente odia tanto l'azienda per cui lavora, sputando nel piatto in cui mangia, può sempre licenziarsi, nessuno li obbliga a starci. Si cercassero un altro lavoro. E, soprattutto, si scicquassero la bocca prima di parlare, che fanno più bella figura.

Anonimo ha detto...

Che poi solo a Roma non intervengono quando uno scavalca i tornelli. Non solo a Milano, ma anche a Napoli, in particolare sulla linea 1 del metrò partenopeo (che tra l'altro è tenuta benissimo, pulita e senza graffiti, nè stazioni nè treni) gli addetti di stazione controllano e come, altro che scavalcare i tornelli!

Anonimo ha detto...

Da un sondaggio fatto da un grosso quotidiano nazionale, l'ATAC è risultata la peggiore azienda di trasporto operante in Italia, sotto diversi aspetti. E non mi sorprende affatto.

Anonimo ha detto...

Io prendo la metropolitana linea A fino da quando essa è nata (16 febbraio 1980), e mi ricordo bene che, per molti anni, gli addetti di stazione controllavano e come, agli ingressi. Non capisco perchè oggi non è più così: se prima lo facevano, perchè oggi no?

Anonimo ha detto...

Certo che essere stipendiati per passare il tempo a giocare al computer, chiacchierare e quant'altro e poi avere pure la faccia di bronzo di lamentarsi, è proprio il colmo dei colmi. Alla faccia del concetto di ridurre i costi del personale aumentandone la produttività. Sarebbe da girarci una nuova serie di telefilm basata su quella americana chiamata "Ai confini della realtà"...

Anonimo ha detto...

Roba da comiche di Stanlio e Ollio. Solo che quelle facevano ridere, qui c'è da piangere...

Anonimo ha detto...

Ok, ma si può sapere con precisione cosa il vostro contratto prevede che facciate? Controllo varchi no, cacciata dei borseggiatori no, sappiamo solo quello che *non* dovete fare da contratto.
A questo punto mi piacerebbe che venisse raccontato da un addetto cosa effettivamente fa durante un turno di lavoro!

Anonimo ha detto...

Lo sfogo di questo tizio con la sua lettera ha dell'incredibile: se davvero non potete fare nulla (e in altre città i vostri colleghi FANNO, e come se FANNO) allora riunitevi, scioperate e portate il problema in risalto cittadino e nazionale. E vediamo poi dove stanno le responsabilità..

Cosa da pazzi, solo in questa martoriata città, dove tutti fanno quello che cavolo gli pare e DOVE NON SI RISPETTANO LE REGOLE.

E' ora decisamente di cambiare.

Anonimo ha detto...

Questo tipo di personale che fa commenti come quello in oggetto, se provasse a lavorare in una azienda di trasporto d'oltralpe, durerebbe due minuti, dopo i quali verrebbe cacciato a calci nel culo.
Forse ci sarebbe un soluzione: commissariare l'ATAC. Ma ci spero poco che ciò si realizzi.

Anonimo ha detto...

Magari! Un commisario come si deve, che va ai gabbiotti e dice: "...Lei cosa fa?! Non controlla?! Benissimo, da domani sarà mandato a sturare le tazze dei cessi a mani nude...".

Anonimo ha detto...

L'autore di quell'articolo fa parte de quella massa di gente che fa della nostra città un immondezzaio morale.

Anonimo ha detto...

chi si permette di commentare dovrebbe prima provare a bloccare le zingare o i portoghesi senza subire conseguenza.

Altrimenti deve solo stare zitto.

Lo sport preferito dei romanari non è lo scaricabarile: è il lagnarsi in continuazione.

Anonimo ha detto...

Eddai..uno! Almeno uno che veda che magari questo tizio ha ragione! Possibile che un commento tira l'altro tutti nella stessa direzione? Tutti come dei caproni a seguire l'onda. Se uno NON è contrattualiazzato per il controllo titoli di viaggio NON E CONTRATTUALIZZATO E BASTA! (ammesso e non concesso che esista la parola "contrattualizzato").
In sintesi: Se il mio CCNL NON PREVEDE che io controlli i biglietti NON STA A ME CONTROLLARLI. Io faccio chessò..."il cassiere al supermercato", il mio CCNL prevede alcuni obblighi ed esclude che debba pulire i cessi o sistemare lo yogurt perché spetta al commesso, stop. Oppure, viceversa, ho un contratto che prevede che mentre sistemo lo yogurt faccio gli scontrini; tanto semplice no?
E' una questioni di soldi, volete che faccia anche il controllo ai tornelli in entrata e in uscita? Benissimo.... soldi signori miei voglio l'aumento; con l'aumento distribuisco anche i palloncini McDonald's se volete, ma deve apparire in busta paga!
Se non appare nulla in busta paga potete anche sboccare sangue non mi muovo da lì.
Ma scusate nelle altre realtà lavorative che succede? Non esistono da nessun' altra parte contrattazioni come queste? Fareste voi un lavoro per cui non verrete pagati? O sono gretto io?

L'ho detto e lo ripeto sta bene così, sta bene far andare a scrocco, così la gente si toglie dai coglioni e dalle strade e Mr SUV può andare tranquillo.
Altrimenti come farebbe Roma ad esser l'unica città che nonostante abbia 978 veicoli ogni 1000 abitanti, vede un incremento del 3% delle vendite dei veicoli? SOLO e dico SOLO a Roma!
Sbaglio?


Tramvinicyus
(Studioso e appassionato di Trasporto Pubblico Urbano dal 1982)

TPL come primo Social Network della storia (1845)

Anonimo ha detto...

Sì, ma perchè allora prima si faceva? Perchè i loro colleghi di Milano e Napoli lo fanno? Questo non capisco.

Elena ha detto...

L'autore anonimo ci ha lasciato, con questo articolo, la sua versione dei fatti. Probabilmente parla per sé e per altri che vengono confusi o con i veri lavativi, o con coloro che seguono la scia, convinti di non avere la stoffa dei Don Chisciotte.
Ripeto, il senso civico o la coscienza, dovrebbero bastare, non a fare gli eroi (chi ha fatto un po' di volontariato tra i disagiati sa, che oltre a tanti disgraziati bisognosi di aiuto, ci sono anche gli asociali attaccabrighe, pronti a sfoderare il coltello), ma almeno cercare di rimettere le cose a posto con i furbi che danneggiano l'azienda, la loro reputazione e i cittadini onesti.
Insultarlo non è il caso, perché credo abbia ragione ad additare responsabilità a più livelli. Quello che noi vediamo è solo l'apice dell'iceberg.
Ma, stando così le cose, l'azienda avrebbe bisogno di un commissariamento che ponga fine alle parentopoli, fannullopoli, e dia un giro di vite su chi non fa il proprio lavoro e pensi che le sorti dell'azienda non lo riguardino.
Ripeto, l'utenza non è un inconveniente noioso, è la ragione stessa del posto di lavoro.
Almeno dalle mie parti, nel privato, è così.
Un giorno ci si accorgerà che il freno dell'Italia è tutto questo garantismo verso il lavoro pubblico. Che costa sopratutto a chi tante garanzie se le sogna.

Anonimo ha detto...

E questo li giustifica quando chiacchierano o giocano ai computer? Ma stiamo scherzando? Questo prevede il loro mansionario? Non credo proprio.

Caterpillar ha detto...

.

Anonimo ha detto...

Elena ha sostanzialmente ragione. Comunque non è tanto l'Italia il problema, è a Roma, perchè, ad esempio, quando vado in Trentino-Alto Adige il personale è di tutt'altra pasta e di tutt'altro atteggiamento verso il pubblico: sono gentilissimi, altro che Roma.
A parte il controllare o meno, è l'atteggiamento del personale verso l'utenza che trovo del tutto fuori luogo, sempre sgarbati e poco corretti.

Anonimo ha detto...

Il problema di Roma è che queste aziende non servono tanto "per dare servizio", ma "per dare un posto a qualcuno". Poi come faccia o come opera questo qualcuno non importa, basta avergli dato il posto...

Anonimo ha detto...

Perchè questo operatore di stazione non ci mostra il suo contratto, con incluso il mansionario esatto? Così ne riparliamo su cosa deve o non deve fare.

Anonimo ha detto...

A proposito di dare un posto a qualcuno, quando anni fa assumevano macchinisti per le metropolitane romane, io feci domanda, avendo tutti i requisiti almeno per essere ammesso alle prove. Ebbene, non sono stato neanche chiamato. Forse mi mancava qualcosa che non si può nominare, ma che se volete nomino?!
Lasciamo stare, che è meglio.

Anonimo ha detto...

E sei fortunato se per sistemare lo yogurt sui scaffali ti danno un extra in busta, dove lavori, a Vipiteno? A Merano?
Nel lavoro non statale, se si allaga uno scantinato, tutti a spalare, chiaro?
Nell'interesse di tutti, per riportare il lavoro alla normalità, senza sindacati in mezzo (sempre prnti a difendere i fannulloni) o stupidaggini.
O così o niente. Almeno al giorno d'oggi.

Anonimo ha detto...

Altro esempio: una volta al mese vado a caricare l'abbonamento, e con il personale addetto alle biglietterie sono sempre garbato corretto, salutando con rispetto. Ebbene, ci fosse una volta che rispondono al mio saluto. Quando vado in vacanza sul lago di Como e prendo TreNord, il personale alle biglietterie poco ci manca che mi stenda il tappeto rosso. Qualcosa vuol dire, o no?
E' tutto un andazzo, un atteggiamento che ha la maggior parte del personale romano che non è corretto, a partire proprio dall'usare comunque modi cortesi col pubblico, che qui non si usa.
Avete fatto caso ai siti internet di altre aziende di trasporto non romane? Vi si trovano "Le regole per il nostro personale". Come mai sul sito dell'ATAC non c'è? Vorrà dire qualcosa?.

Anonimo ha detto...

Quando ho lavorato nei supermercati per nove anni, il mio contratto era "aiuto commesso V livello", e facevo di tutto, dal cassiere al rifornitore banchi. Ho sempre svolto il mio lavoro con un minimo di attaccamento ed ho sempre usato modi cortesi col pubblico. E feci anche un record di incassi, senza avere in busta paga la benchè minima gratifica. Non è facile, ma non è poi neanche così difficile. Ed in sette ore di turno, mi fermavo solo dieci minuti per riposare, e non mi sono mai lamentato. E avevo la fila alla cassa continuamente. Questo vorrei dire a quel signore che ha scritto quell'articolo.

Anonimo ha detto...

Ah, dimenticavo: tutto questo avendo anche la responsabilità del maneggio denaro, che non è uno scherzo.

Anonimo ha detto...

E poi sentite: finchè si lamentano autisti o macchinisti, che bene o male svolgono un lavoro pesante e con enormi responsabilità lo posso capire, ma gli addetti di stazione...ma dai...

Elena ha detto...

Se pensavi così di fare una difesa, l'hai posta male. Sembra quasi che, nel caso in questione, si lasci scoppiare l'emergenza per alzare la posta e chiedere aumenti o indennità.

Comunque, se è così, si vada a vedere se c'è una sostanziale differenza di mansionario e indennità tra un addetto della metro romana, milanese o partenopea.

Vediamo se a monte c'è questo, visto che l'autore atac anonimo parla di 'volontà' di fare andar le cose in un certo modo.
Chiariamo questo punto se è davvero un nodo risolutivo e se c'è da cambiare, si cambi.

I dirigenti non sanno fare il loro lavoro? . Il mondo è pieno di mestieri non alle spalle della collettività
Di certo, non si può scaricare a lungo ancora sull'utenza.

Altrimenti cominceremo a protestare noi. Altro che sciopero delle loro sigle sindacali. Ci mettiamo fuori della metro a raccogliere firme, vediamo se è competenza degli addetti impedirlo.

Andrea ha detto...

Allora eliminiamo i gabbiotti e risparmiamo altri milioni, visto che non siete addetti ai controlli.
In qualsiasi altra parte del mondo il personale all'uscita/ingresso controlla, da informazione, assiste anche con sorriso!!!

Anonimo ha detto...

Non credo che ci siano grandi differenze retributive, visto che i contratti di lavoro sono definiti a livello nazionale. Ma anche che ci fossero, vorrei sapere perchè l'atteggiamento in generale di menefreghismo che c'è qui a Roma non lo trovo a Milano, a Napoli o in altre città italiane. Che facciamo, misuriamo la tipologia di comportamento sulla base dei livelli redditivi?
Nessuno chiede a questa gente di fare gli eroi, ma semplicemente di avere un atteggiamento diverso nei confronti del proprio lavoro, a prescindere da problematiche di fondo eventualmente presenti. Oggi come oggi, un lavoro è un lavoro, e spetta a tutti mantenerselo.
Il problema è che, quando non si rischia di perderlo e non si è faticato per ottenerlo, porta a volte a questi risultati.
D'altra parte, se il problem a fosse solo a monte, perchè c'è anche qui a Roma gente che comunque il suo lavoro lo svolge, a pari mansionario e qualifica?

Anonimo ha detto...

"ma perche' non ci andate voi a fare i giustizieri della notte contro rom , borseggiatori e saltatornelli sapendo che nessuno vi coprira' le spalle sia fisicamente (e parlo degli altri cittadini che al 99% se ne fregano) che giuridicamente? siamo tutti gradassi da tastiera!"
ALLORA PERCHE DOBBIAMO SPRECARE QUESTI CAVOLI DI SOLDI PER VOI? CHIUDIAMO I GABBIATTO E MANDIAMOLI A CASA, TANTO E UGUALE!!!!

Anonimo ha detto...

Infatti: non mi risult che il personale romano sia meno pagato di quello dei colleghi di altre città d'Italia. Ma anche se fossi meno pagato che fai, invece di lavorare chiacchieri o giochi al computer o fumi (come in alcuni casi è successo)? Ammazzarsi di lavoro no, chiedere condizioni migliori di lavoro va bene, ma farsi i cavoli propri perchè "tanto non si vuole far cambiare le cose" alias "tanto nessuno me po' toccà", allora non mi sta bene.

Anonimo ha detto...

I gradassi da tstiera a loro volta hanno un lavoro e responsabilità, e sono stufi di pagare gente non merita di avere il posto che ha. Questo è il discorso.

Anonimo ha detto...

Tempo fa mi arrabbiai con l'operatrice di stazione di piazzale Flaminio perchè un imbecille di "bimbominkia" spense le scale mobili
senza motivo, facendo quasi cadere una signora con un bimbo in braccio. L'addetta di stazione, invece di guardare le telecamere, chiacchierava tranquillamente con un tizio in borghese, che si risentì dandomi pure dell'ignorante. Ecco perchè vorrei sapere l'esatto mansionario di questa qualifica: controllare i biglietti no, guardare le telecamere no, e allora cosa?

Anonimo ha detto...

Faccio un altro esempio, anche se leggermente diverso. Avete presente gli indicatori di capolinea e numero di linea luminosi presenti su ogni bus e tram? Beh, qui a Roma gli autisti talvolta dimenticano di aggiornarli; a Milano, questo non succede praticamente mai: io li vedo sempre aggiornati e precisi. Quindi non è un problema di livello retributivo, ma di lavorare o meno in certo modo, visto che, nell'esempio da me citato, in entrambe le città gli autisti hanno lo stesso ordine di aggiornare le tabelle elettroniche ai capolinea.

Anonimo ha detto...

Disse Giovanni Battista: "Vanno cambiati gli uomini prima di cambiare i regni"...

Anonimo ha detto...

Io poi vorrei dire un'altra cosa: il fatto che il personale in oggetto non faccia determinati controlli, non rientra nel loro mansionario o se ne infischiano perchè tanto nessuno controlla il loro operato? Perchè nel primo caso mi potrebbe star bene (anche se andrebbe allora modficato il mansionario stesso); mentre se fosse come nel secondo caso, forse non mi sta tanto bene, visto che pago per avere un servizio. Secondo me, è anche questo il discorso, e come cittadino, vedendo l'andazzo in generale di questa città, il dubbio mi può anche venire.

Anonimo ha detto...

Esatto, perchè a questo punto il discorso è il seguente: è bacato chi dirige o il personale, o entrambi?
Perchè poi anche chi dirige può fare ben poco se i suoi subalterni hanno, dietro le spalle, una protezione che garantisce loro l'impunità e li rende, di fatto, intoccabili. Ecco perchè non sono d'accordo a dare la colpa solo a chi dirige, ma all'intero sistema.

Anonimo ha detto...

Vi racconto questo fatto, vissuto da me personalmente: quando lavoravo presso una ditta di supermercati nazionali, una volta c'era un mio collega che stava al ricevimento merci giocando con un tubo dell'acqua, anzichè lavorare. A un certo punto arrivò il direttore che lo richiamò, ma a tale richiamo egli rispose con una alzata di spalle. Allora, una volta andato via il direttore, chiesi a questo mio collega come mai avesse replicato al richiamo (giusto) con quell'alzata di spalle, e lui mi rispose: "Perchè non mi può far niente, io sono sindacalista". Capito l'antifona?
Ed era una ditta privata: figuriamoci se non succedono cose simili in un'azienda come quella di cui parliamo.

Anonimo ha detto...

50 messaggi ogni post, lettere anonime e non si è capito ancora per contratto cosa cazzo devono fare... Forse l'Arcano si risolve con il termine di cui sopra: un cazzo.

Anonimo ha detto...

Ma infatti è proprio questo il punto: qui a Roma talune categorie di lavoratori sono diventate delle caste intoccabili (e non solo quelli di cui parliamo), altro che discorsi di mansionari, di competenze, di retribuzioni, di avere dirigenti che non vogliono far cambiare le cose, ecc. ecc.
Ecco perchè non sono e non posso essere d'accordo con quanto scritto dall'articolo in oggetto.
Purtroppo taluni mali dell'Italia come questi, qui a Roma sono amplificati al cubo.

Anonimo ha detto...

Il problema di fondo è uno solo: qui a Roma sarà molto, ma molto difficile far cambiare le cose in meglio, secondo me. Sono contento che esista questo sito, che mi ha fatto capire con piacere che tanti come me vorrebbero far cambiare le cose, ma sono al tempo stesso fortemente sconsolato.

Anonimo ha detto...

Da quello che so io, le cose stanno così: gli addetti di stazioni sono ex dipendenti Met.Ro. (anche se ora è tutto ATAC), e siccome quando c'erano Trambus e Met.Ro. la verifica dei titoli di viaggio spettava ad ATAC, a loro non spetterebbe in effetti il controllo dei titoli di viaggio, che è di esclusiva spettanza del personale di verifica.
Il loro mansionario esatto non lo conosco, ma comunque non è certamente quello di chiacchierare o fare giochi al computer o cose simili.
Sicuramente, con la fusione di Trambus e Met.Ro. in ATAC le competenze di questa categoria andrebbero riviste, ma non so dire se ciò sia previsto o meno.

Anonimo ha detto...

Sì, probabilmente la verità sta nel mezzo: un po' non rientrano nelle loro competenze determinati tipi di controlli, un po' diversi di loro sono individui che rientrano nella categoria del "voja de lavorà, sartame addosso".

Anonimo ha detto...

Con il Sindaco che dice che l'autista dovrebbe controllare anche i biglietti e che il cittadino dovrebbe fare da controllore ci sono gli addetti che da quanto è scritto tutto dovrebbero fare meno che controllare gli accessi alla stazione.
Quindi da noi servono: gli addetti alla stazione, i controllori dei biglietti, gli impiegati, i dirigenti ed alla fine i cittadini perché loro non ci arrivano.
Mi sembra eccessivo visto che in Gran Bretagna i soli autisti controllano e fanno i biglietti.
Il problema è che nel tempo si è arrivati a far percepire questa mancanza di autorità e nelle assunzioni a pioggia sono entrate persone che forse non dovevano entrare e sono stati assunti dirigenti che forse non servivano e forse questa situazione alla fine fa comodo.
E su questo i sindacati non sono esenti da colpe.
Chi ci rimette alla fine è il cittadino che ha un servizio penoso a fronte di aumenti di tariffe e tagli di agevolazioni.
A questo si aggiunge la mancanza di sicurezza delle stazioni ormai infestate da personaggi loschi che non dovrebbero circolare liberamente.
Concordo con lo scrivente per quanto riguarda il fatto che sono lasciati allo sbando ma all'utente questo interessa poco perché, pagando il biglietto, ha il diritto di avere un servizio adeguato. Cosa che attualmente non succede.
Vediamo cosa altro dirà il Sindaco quando uscirà da sottacqua....

Anonimo ha detto...

Intanto, secondo me, la prima cosa da fare è rivedere le mansioni degli addetti di stazione, eventualmente reintroducendo la verifica dei titoli di viaggio o, comunque, dandogli il compito di intervenire nel caso qualcuno scavalchi i tornelli. Li si potrebbe anche far coadiuvare, per un certo tempo, da Vigli Urbani.
Però bisognerebbe anche dare una bella tirata d'orecchi a chi passa il tempo a fare cose che non dovrebbe fare, qualunque esse siano. E per fare tutto questo, forse l'unica via è il commissariamento dell'azienda.

Anonimo ha detto...

Qui a Roma spesso si seguono politiche contraddittorie e assurde. Ad esempio, l'ATAC è in grosse difficoltà economiche, ed anzichè imporle economie di esercizio, ad esempio rivedendo orari ed eliminando linee inutili, le si permette di prendere altri autisti. Ora, per esempio, se io ho un negozio che lavora poco, non mi metto certo ad assumere altro personale, perchè costa e non posso permettermelo.
Restando in tema, poichè il costo del personale è difficilmente comprimibile, l'unica soluzione è aumentarne la produttività. Ed ecco che la revisione dei mansionari degli addetti di stazione sarebbe così giustificata.

Bat21 ha detto...

Per aumentare la produttività di tutti tagliando un sacco di teste inutili potremmo anche privatizzarla tout court...

Anonimo ha detto...

La situazione, per farla breve, sfugge di mano. E sono i stessi lavoratori atac (quelli di buona volontà, evidentemente agli altri sta bene così), a rilevarlo.
Ne deriva che, siccome Roma non è soddisfatta, pare, neppure di Marino, siccome le tasse aumentano e siccome i cittadini sono imbufaliti, per eviare privatizzazioni o commissariamenti, l'azienda dovrà fissare nuovi vertici e se arriverà qualche presidente dal pugno di ferro, i dipendenti cominceranno a fare ostruzionismo e i sindacati a fare i numeri da circo.
A meno che, come succede in Italia (gattopardamente parlando), bisogna che tutto cambi perché nulla cambi.
E siccome è la stessa ATAC s sbattersene dei furbi evasori, anche il cittadino si metterà a fare sciopero: dell'abbonamento.
Se l'onestà è un valore, tuteliamola, altrimenti se ne accettino le conseguenze.
Abbiamo finito di farci prendere per il naso.

Anonimo ha detto...

Purtroppo, quando le situazioni si degradano oltremisura, è difficile rimettere le cose a posto, anche da parte di un sindaco, ammesso che poi voglia tentare di farlo (non parlo di quello attuale, generalizzo il discorso).

Anonimo ha detto...

Capisco la frustrazione della gente che paga l'abbonamento, ma se sono pagati per dare informazioni turistiche E NON PER CONTROLLARE I BIGLIETTI, per quale motivo la gente continua a rompere i coglioni?

Anonimo ha detto...

Per due motivi: 1) Perchè sarebbe ora di cambiargli mansionario; 2) Perchè capita sempre più di frequente a vederli fare cose che non dovrebbero fare, e a chi paga forse non sta tanto bene.
Inoltre, chi ci dice che non rientri già nelle loro mansioni e che loro non lo facciano per pura incuria? Magari no, ma il dubbio può anche venire in un sistema pieno di storture come questo.

Anonimo ha detto...

Esatto, anche perchè non si capisce per quale motivo in altre città italiane (Napoli, Milano, ecc.) dotate di metropolitana i loro colleghi, a differenza di quelli romani, vigilano anche contro lo scavalcamento dei tornelli. Mansionari diversi? Menefreghismo tipicamente romano? Vorremmo un po' di chiarezza su questo, data la situazione dell'ATAC non certo rosea, che grava poi su noi cittadini paganti.

Anonimo ha detto...

Che poi, a parte le altre città italiane, la cosa ancora più strana è che anni fa il controllo agli ingressi c'era, e mi ricordo che era anche sufficientemente severo (giustamente). Perchè ora non è più così? Misteri romani...

Anonimo ha detto...

Vero, quando ancora non c'erano i tornelli, mostravamo l'abbonamento cartaceo. Poi, probabilmente, con l'introduzione dei tornelli, si è pensato di omettere il controllo.
Decisione imprudente, visto il vivaio di furbi in circolazione.
Poi ci sono i sindacati, per carità, servono come deterrente allo sfruttamento, ma nel pubblico ci ti sfrutta, dai!!!
Sono un'ingessatura. Poi bisogna pagare uno che apre una busta, uno che protocolla, uno che la legge, uno che la distribuisce, uno che attacca il francobollo... Ma dai!!!
Una soluzione: privatizzare

Anonimo ha detto...

va bene, cambiamo mansionario a tutti.

da domani gli addetti alla pulizia vigilano pure sul traffico e le segretarie sforneranno le pizze, contenti?

chissa come mai certi fenomeni se la prendono sempre con l'anello debole della catena, mai coi dirigenti...

Anonimo ha detto...

privatizzazione: servizio sempre di merda, ma con guadagni privati.

Anonimo ha detto...

Io me la prendo coi dirigenti. Ho già detto che si deve inserire nel contratto di servizio l'obbligo di utilizzare solo mezzi pubblici ATAC per andare e tornare dal lavoro per i dirigenti. Anche se in questo modo non ce ne sarebbe uno che arriverebbe in orario. Ma tanto peggio di così...

Anonimo ha detto...

DAI MARINO FACCI VEDERE CHI SEI E QUANTO VALI!!!!

Anonimo ha detto...

cambiare il mansionario è una delle soluzioni, altrimenti impegnare gli esuberi.
In una qualsiasi azienda andresti a casa, nell'Atac vai a presidiare i tornelli con potere, ovviamente, di elevare multe.

Anonimo ha detto...

Perchè la colpa non è solo dei dirigenti, ma come ho già avuto modo di scrivere, anche quello che chiami "anello debole" non è scevro da colpe, soprattutto perchè sicuramente, dietro, ha delle "protezioni" che gli consentono di fare come vuole. Vi ho già fatto l'esempio di quando lavoravo nei supermercati: taluni elementi del personale erano intoccabili, perchè protetti a monte dai sindacati, e facevan come gli pareva (visto con i miei occhi). E chi dirigeva poteva fare ben poco.

Anonimo ha detto...

E questo è vero, ma vallo un po' a ristrutturare, un sistema così bacato. Ci puoi mettere anche un dirigente con le palle delle dimensioni una del pianeta Giove, l'altra del pianeta Saturno, con tanto di anelli che gli girano intorno, ma non cambierebbe nulla lo stesso.

Anonimo ha detto...

Ho già raccontato in un altro forum di questo sito di quando, per motivi di studio, ho avuto modo di visitare depositi ed officine delle metropolitane di Roma, Milano e Napoli. Ebbene, a Milano e Napoli siamo stati accolti da dirigenti e personale gentilisssimi, competenti e preparati, che con passione ci hanno spiegato praticamente tutto. Quando visitammo gli impianti del metrò romano, quasi sempre avemmo a che fare con accompagnatori e personale poco disponibili a dare spiegazioni esaustive, e tutti con la classica espressione di chi non vede l'ora che te ne vai. Credo che tutto questo qualcosa voglia dire.

Anonimo ha detto...

Ah, dimenticavo: una volta, in occasione di una visita programmata alle officine di Magliana (autorizzata in tutto e per tutto) arrivammo in gruppo alle suddette officine...e nessuno sapeva nulla della nostra visita; non solo, ma quando tentammo di contattare i dirigenti che ci avevano autorizzato...non ce n'era uno neanche contattabile, di sabato mattina, tanto è vero che dovemmo rimandare la visita. Una cosa del genere non ci è mai capitata in nessuna altra azienda di trasporto italiana, ve lo posso assicurare.

Anonimo ha detto...

A parte che vorrei vederti fuori dalla metro a raccogliere firme... Ma se invece di sentenziare almeno leggeste avresti notato che il tizio dice che una volta era previsto dal mansionario ed ora non più.

Andateci voi a fare attività pericolosa extra contratto senza nessuna tutela, poi ne riparliamo.

Anonimo ha detto...

Dai che ci rifletti ci arrivi da solo....
Quelli di milano e di Napoli lavorano per aziende diverse con un contratto diverso e quindi non sono colleghi manco per niente. È come confrontare le hostess di Ryan air con quelle di Alitalia. Che discorso stupido è ?
Sul perché prima si facesse ... Bisogna chiedere ai vertici. Il tizio lo dice chiaramente che prima nel mansionario avevano l'incarico e che ora gli è stato tolto.....

Anonimo ha detto...

Veramente mi risulta che siano comunque tutte aziende di trasporto locali, quindi SPA con azionista principale il Comune. Il contratto di lavoro degli Autoferrotramvieri mi risulta sia unico a livello nazionale. Quindi il mio discorso è tutt'altro che stupido, caro amico. Non mi pare quindi che ci siano grandi differenze, sotto queso aspetto. Secondo me il problema sta, oltre che nella dirigenza, nei criteri di assunzione del personale e nella formazione dello stesso (Parentopoli docet).
Qui a Roma ci sono tramvieri che non sanno nemmeno che i TAS (Tram Articolato Stanga) in servizio presso l'ATAC dal 1948 hanno quattro motori di trazione; a Milano o Napoli un'ignoranza simile non l'ho affatto riscontrata nel personale.

Anonimo ha detto...

Ma poi il discorso è anche questo: ammettiamo pure che gli sia stato tolto dal mansionario l'incarico di contrastare chi scavalca i tornelli: e questo li giustifica quando li vedi giocare al computer, fare le parole crociate, chiacchierare beatamente e quant'altro? E non è certo un solo caso, quello a cui mi è capitato di assistere.
Che poi, chi fa queste cose mette in cattiva luce anche il personale che, invece, fa comunque il suo dovere (e ci stanno, per carità).

Anonimo ha detto...

Mmmmm chissa’ come mai il controllo dei biglietti (compito a volte antipatico) e’ stato eliminato dalle mansioni. Saranno mica stati i vostri sindacati a chiederlo?

E se l’azienda provasse a reintrodurlo, immaginiamo un po’ che potrebbe succedere tra gli operatori, incluso il nostro autore?

Anonimo ha detto...

Vedo che nei commenti sta scrivendo qualche dipendente ATAC, perciò torno a chiedere: cosa prevede ORA il mansionario degli operatori di stazione? Mi sembra una domanda lecita, che in tanti si sono posti. Per favore, non rispondete con cosa NON siete tenuti a fare, l'abbiamo già capito. Grazie.

Anonimo ha detto...

Dialogo alla fermata spagna:
io: "vorrei rinnovare l'abbonamento"
addetto: " qui non può deve andare a lepanto"
io: "Sono 10 anni che lo rinnovo sempre qui"
addetto : " ah va beh" e caccia fuori i moduli dal cassetto.

Anonimo ha detto...

parlare delle mansioni degli operatori di stazione è come parlare del sesso degli angeli.

che ne sappia io, a fare le multe ci sono i controllori quindi al limite vanno messi più controllori nelle stazioni.

non mi sembra ci voglia il nobel per capirlo.

Anonimo ha detto...

a cazzaro, la biglietteria di spagna è aperta da manco 2 anni!

Anonimo ha detto...

Si, ma fare le multe è un conto, impedire a monte di scavalcare i tornelli o comunque vigliare contro cattive abitudini è un altro, e non vedo perchè non si possa reintrodurre nel loro mansionario, considerato appunto che i loro colleghi meneghini e partenopei lo fanno.
Comunque, forse il problema si potrebbe arginare modificando i tornelli per renderli maggiormente efficaci, ed eventualmente applicarli anche all'uscita, come sul metrò milanese.

Anonimo ha detto...

se tu metti tornelli alti 2 metri come all'Olimpico la gente scavalca col c....

perchè non cercare di implementare questo sistema, visto che 70 milioni di euro in biglietti falsi li trovano sempre?

Anonimo ha detto...

Una domanda : ma tu , allora, che stai a fà dentro la stazione della metro? Fai veramente un bel lavoro!!!

Anonimo ha detto...

prova a rileggere il post magari ;)

quando manca l'esempio dall'alto finisce sempre così ha detto...

E' vero che ormai paga sempre l'ultimo , ma togliere l'Operatore della Stazione non serve a nulla , tanto lo si paga ugualmente con gli altri DODICIMILA dipendenti .
Il bello che una Azienda che di mestire trasporta , non fa la manutenzione ai mezzi e una azienda che ddella guida fa il suo mestire non ha chi guida perchè una volta entratii in tpl , passati ad atac , TAAAC scatta il mal di qual cosa e allora ? visto che non sanno far nulla tutti a controllare qualcosa , tutti ispettori di qual cosa , a mazzi a gruppi , risultati ? li vedete .
E' vero l'operatore di stazione ha riddotto i gabbiotti come le vecchie 500 per pomiciare , cartelli e giornali per non farsi vedere, luci spente , sgabelli rasoterra , piedi sulla consolle e occhiali da sole al buio .
Ma per piacere , se il pesce puzza dalla testa qui ormai sè fracicato fino alla coda .
DODICIMILA DIPENDENTI e non ci sono controllori DODICIMILA DIPENDENTI e ci sono le scale mobili e gli ascensori spenti perchè non c'è il personale .
Le Ditte ed i fornitori di servizi necessari per lo svolgimento del servizio , falcidiati per mantenere il benessere acquisito di DODICIMILA DIPENDENTI .
PRIMA DI TUTTO METTETEVI LA DIVISA CHE L'ATAC VI DA E FATEVI RICONOSCERE ormai si vedono solo le giacche rosse delle signore delle pulizie con gli stracci sporchi e quelle delle guardie che corrono dietro agli zingari , gli altri tutti in borghese a non farsi riconoscere o coperti da giacconi , sciarponi e zuccotti che ti sembra di parlare col giornalaio , almeno quello c'è e sta al posto suo .
Una cosa però funziona ! la musica e le pubblicità ripetute ogni minuto che quando esci vai dallo psicologo .

Elena ha detto...

Ovviamente non si raccoglierebbero firme sul manzionario, ma di protesta.
Poi se mi ci vedi o no, lo vedremo.
Il discorso è su l'azienda, se non l'hai capito, che fa acqua a spese della collettività. Ovviamente, comprendi che chi porta lo stipendio a casa si interessi poco di questo aspetto. Ma a centinaia di migliaia di cittadini interessa e come.

Poi non fermarti a questo intervento. Ho già detto, poco più sotto, che nessuno è tenuto a fare l'eroe con gente pericolosa.
Di certo c'è in giro molta gente che ha voglia di lavorare senza invocare ogni secondo i sindacati e cosa compete o non compete.
Vorrà dire che se nel mio lavoro passando in corridoio, vedo uno studente che sta in piedi sul cornicione, lo lascio lì perché non mi compete. Se a qualcuno serve un'indicazione sotto la metro (e succede spesso a tutti noi), non rispondo perché non sono pagata per questo.
Avete un modo di ragionare che rasenta le comiche.

Elena ha detto...

Anonimo 1.51... O tu sei l'autore dell'articolo che parla in terza persona.. O sei un collega, o se un sindacalista.

Cmq grazie dell'esempio, perché vedi, se in una delle due compagnie aeree ci fossero le hostess che lavorano come universalmente ci si aspetta dalle hostess, mentre nell'altra ci si limitasse a dare le istruzioni sul comportamento in volo, ma poi non si fornisse altra assistenza, si rispondesse spesso sgarbatamente e nell'aereo si lasciasseto entrare persone moleste e\o senza biglietto, io, tutti, avremmo la scelta di escludere questa compagnia a vantaggio della prima....

Ma qui, per fare un viaggio decente da colli Albani a Circonvallazione Cornelia non possiamo andare a Milano.

E' l'unico servizio su cui possiamo contare. Paghiamo il biglietto, l'abbonamento e infine le tasse (e il vostro stipendio, modesto o adeguato che sia, anche se ammetto che è antipatico ricordarvelo) e siamo trattati alla stregua degli evasori, non da voi, abbiamo capito, ma dai vostri cattivi dirigenti raccomandati...
Abbiamo o no il diritto di essere un filino contrariati per questo?

Evidentemente, qualche sprovveduto qui vi sopravvaluta, pensando che la vostra presenza, diciamo (escluso te e coloro che hanno buona volontà) un po' meno distratta, possa fungere da deterente su un punto in particolare, L'EVASIONE, che l'azienda va additando come una delle cause grazie alle quali ci cibiamo quotidianamente o quasi disservizi e strutture meccaniche obsolete (scale mobili, tornelli, convogli ecc.).
Poi capirai che con la storia dei bit clonati, la reputazione
dell'azienda è andata a picco.

Un minimo di sfiducia e malcontento ritengo sia fisiologica.

Non è tra le 'manzioni' del citadino ricostruire la reputazione dell'azienda atac, ma la vostra.

Anonimo ha detto...

Dodicimila bocche? Apperò!!!
E nonostante tutto; controllori più rari del koala bianco, gabbiotti vuoti come quello del portiere del mio palazzo, solo che noi il portiere non lo abbiamo da vent'anni, metro quasi sempre con un solo conducente (e se subentra un malore?), quando dovrebbero essere due, tornelli che sembrano semafori, segnano sempre rosso mentre vai di fretta, allagamenti e ruscelletti, manco a Frasassi e personale campione di cortesia, compresi conducenti pomicioni e scazzati per vicende personali.
Un bello zoo, non c'è che dire.

Anonimo ha detto...

Hai ragione su tutto, meno che su un punto. Sulla metropolitana A e B, da Regolamento Circolazione Treni, è ammesso l'esercizio con agente unico, anche perchè le suddette metropolitane sono dotate di dispositivo di emergenza "Uomo Morto", che arresta automaticamente il treno in caso il macchinista sia colto da malore, nonchè del cosiddetto "Train Control", ossia di tutto un apparato di sicurezza che garantisce il controllo continuo della velocità dei treni, e l'arresto automatico degli stessi in caso di errrato superamento di segnale a Via Impedita Imperativa (rosso senza P, con la P vuol dire Permissivo). La ferrovia Roma-Lido, invece, è giuridicamente una ferrovia regionale ex concessa, e come tali adotta normative di gestione diverse, che prevedono la presenza di un secondo agente, con funzioni di capotreno.
Le stesse normative sono in funzione anche nelle metropolitane di Milano e Napoli, tranne che, a Milano, sulla linea 5, che funziona senza macchinista, così come funzionerà la linea C romana.

Anonimo ha detto...

P.S.: A scanso di equivoci, non sono dipendente ATAC.

Anonimo ha detto...

Bisogna vedere se funziona il sistema di sicurezza per i treni che seguono. Non è che un treno fermo in mezzo ad una galleria sia sicuro quanto un pulcino nella bambagia.
Ma questo non è colpa dei macchinisti.
Anche se, se non erro, recentemente gli stessi si sono lamentati che i ripetuti straordinari siano un rischio per la sicurezza. O sbaglio?

Anonimo ha detto...

Per funzionare funziona: il segnale di Rosso Imperativo non è superabile: se viene superato, il convoglio si arresta automaticamente. Come sicurezza nella circolazione, posso assicurare che è molto più sicura la metropolitana che l'autobus o l'automobile.

Anonimo ha detto...

Preciso inoltre che anche la velocità dei treni, sulle metropoltane A e B, è costantemente sotto controllo. I segnali possono assumere sei aspetti: Rosso Imperativo, Rosso Permissivo, Rosso/Giallo, Giallo, Giallo Lampeggiante e Verde. Ad ognuno di questi segnali corrisponde un preciso limite di velocità, che rispettivamente sono: 0, 15, 30, 50, 65 ed 80 km/h. Il segnale assume un certo aspetto sulla base di due condizioni: percorribilità dell'itinerario a valle (quindi presenza e distanza del treno precedente) e caratteristiche della linea (raggi di curvatura, deviatoi disposti sul ramo deviato, ecc.). Se il macchinista li supera, lo avverte dapprima una suoneria, dopodichè il treno rallenta da solo, riportando la velocità al valore prefissato. Questo sistema si chiama Train Control, ed a Roma è stato introdotto per la prima volta sulla linea A quando essa fu inaugurata (16 febbraio 1980), dopodichè esteso anche alla linea B dal 1990, in occasione dell'apertura del prolungamento Termini-Rebibbia.

Anonimo ha detto...

P.S.: Mi scuso per questa descrizione tecnica della metropolitana, essendo alquanto off-topic.

Anonimo ha detto...

Ma che scuse, una volta tanto che qualcuno sa spiegare come funziona la circolazione dei treni ben venga.
Vorrei chiederti per quanto riguarda la frequenza dei treni dipende tutto da decisioni dall'alto o ci sono limiti tecnici?

Anonimo ha detto...

Diciamo da entrambe le cose. Mi spiego: la frequenza dei treni viene decisa principalmente dall'alto, sulla base della domanda di trasporto che si prevede di poterci essere in un determinato orario, che si misura in viaggiatori/ora per senso di marcia. Ciò premesso, la frequenza dei passaggi che si può ottenere su una certa linea metropolitana dipende anche da tutta una serie di altri fattori. Prima di tutto, dal sistema di segnalamento e distanziamento dei treni; sulle linee A e B, per esempio, i treni possono susseguirsi ad intervalli minimi di 90 secondi: più di frequente, non è possibile. Poi, ci sono anche altri parametri da considerare: disponibilità del parco treni, potenza disponibile dalle sottostazioni di alimentazione della linea, disponibilità di personale di condotta, e così via. E' chiaro che poi, come sulla linea B a piazza Bologna, la presenza di una biforcazione fa automaticamente dimezzare le frequenze ottenibili sui due rami.

Caterpillar ha detto...

Scusate un attimo mi sfugge una cosa: con tutte questi automatismi in materia di sicurezza, come è possibile che vi sia stato l'incidente di piazza Vittorio della metropolitana?

Anonimo ha detto...

Questa è una domanda delicata sulla quale ritengo opportuno non soffermarmi: non sono nella veste di poter dare colpe a questo o a quello, assolutamente. D'altronde, in 34 anni di esercizio, un solo incidente (per quanto non leggero) tutto sommato dimostra l'elevata sicurezza dei sistemi di cui la metropolitana è dotata.

Anonimo ha detto...

Comunque, anche si si è sforati nell'off-topic, visto che l'argomento "funzionamento della metropolitana" ha suscitato un certo interesse, se qualcuno vuol farmi altre domande su tale tema può anche farle; sono ben lieto di poter rispondere, nei limiti delle mie conoscenze. Come ho già accennato, non sono dipendente ATAC, ma sono Perito Industriale Capotecnico e faccio parte di un'associazione di tecnici e studiosi di trasporti pubblici, con particolare riferimento a quelli su rotaia.

Anonimo ha detto...

Interessante, complimenti.
In effetti la biforcazione tra la fermata di Bologna-Tiburtina, Bologna-S.Agnese, deve richedere, per forza alti livelli di sicurezza. Sapendo questo mi sento più tranquillo.

Anonimo ha detto...

Comunque, tornando al discorso di chi dà la colpa solo ai dirigenti di certe situazioni, vorrei fare invece questo esempio: se su una nave ci fosse un ottimo comandante ma marinai mal selezionati, poco preparati e con poca voglia di lavorare, secondo voi questa nave come funzionerebbe?

Anonimo ha detto...

Sì, sono abbastanza d'accordo con questo esempio, ma secondo me il discorso è anche un altro. Premesso che le aziende di trasporto romane non hanno mai brillato per efficienza, il personale di una volta (ed io che ho una certa età me lo ricordo bene, ed avevo pure un parente dipendente), poichè veniva assunto con altri criteri (erano aziende comunali e non SPA, quindi si doveva comunque superare un concorso) ed aveva comunque un minimo di spirito di corpo ed attaccamento all'azienda, possiamo praticamente dire che operava in modo tale da sopperire, almeno parzialmente, alle eventuali carenze organizzative ed operative dei vertici aziendali. Oggi, che il personale viene assunto (e formato) con criteri meno validi di una volta (a parte poi il degrado morale nel frattempo intervenuto in questa nostra città), opera non solo non sopperendo più a tali carenze organizzative, ma amplificandole.

Anonimo ha detto...

Comunque, anche chi dirige ha la sua importanza. Pensate che, un tempo, alcuni dirigenti ATAC, che erano ingegneri, progettavano loro stessi, talvolta, i mezzi da costruire per la loro azienda. Vi ricordate i tram di una volta, quelli che facevano servizio sul 30 e sul 13? Ebbene, quei tram (si chiamavano MRS) vennero progettati direttamente da un ingegnere dell'allora ATAG (Azienda Tramvie ed Auobus del Governatorato), l'ing. Roberto Saglio, nel 1926, e circa tre di queste vetture sono ancora funzionanti ed utilizzate per corse rievocative, nonchè una è adibita a Tram Ristorante, a conferma della validità del progetto di questo ingegnere dell'Azienda. E ne dico un'altra, che forse pochi sanno: avete presente i tram che fanno servizio ancora oggi sulle linee 5, 14 e 19, quelli che hanno tre gradini per salire, numerati nella serie 7000? Ebbene quelle vetture, che si chiamano TAS (Tram Articolato Stanga) sono del 1948 (anche se ammodernati più volte), e sapete chi li ha progettati? L'ing. Alessandro Urbinati, che era uno dei dirigenti di un'azienda romana di trasporto, la STEFER, antenata della Met.Ro. (poi assorbita dall'ATAC), e furono, per l'epoca, tram di assoluta avanguardia mondiale, a causa dell'originale ed azzeccatissimo sistema di snodo tra le due semicasse (la cosiddetta "giostra Urbinati"). Ora, secondo voi i dirigenti attuali progettano più i mezzi direttamente? Non credo proprio.

Anonimo ha detto...

Scusate, mi correggo: fu l'ing. Mario Urbinati, non Alessandro, che progettò i tram TAS dianzi citati.

Anonimo ha detto...

...che era appunto uno dei direttori dell'allora STEFER, che poi divenne ACOTRAL e quindi COTRAL, MetroFerro, Met.Ro. e, poi tutto ATAC.

Anonimo ha detto...

Nel 2012 ATAC ha incassato circa 249 milioni di euro da biglietti e abbonamenti con 1 miliardo e 200 milioni di accessi. A Milano ATM ha incassato 654 milioni con 600 milioni di accessi

http://theparty.globalist.it/Detail_News_Display?ID=68254&typeb=0

Anonimo ha detto...

Intervalli di 90 secondi tra un treno e l'altro sarebbero perfetti per una linea metropolitana come si deve ma la realtà è di tempi che vanno dai 2 minuti, quando va bene, ai 6-8-9 minuti. Dal punto di vista delle sottostazioni elettriche ho letto che la B è messa peggio della A e che andrebbero adeguate. E' vero?

Anonimo ha detto...

Ottima domanda la tua, sulle sottostazioni elettriche. Da quello che so, qualcosa è stato adeguato, ma forse un ulteriore potenziamento potrebbe rendersi necessario (e presumo che si farà)in occasione dell'arrivo, previsto a partire da quest'anno, di una quindicina di nuovi convogli per la linea B, sempre della ditta spagnola CAF, che si aggiungeranno agli otto CAF già in servizio ed ai 31 della serie MB, i quali ultimi, che sono treni ancora ottimi ed affidabili, dovrebbero essere tenuti, almeno in parte.

Anonimo ha detto...

Aggiungo inoltre che il problema della linea B è, attualmente, proprio il materiale rotabile, non tanto per l'età del parco MB (il materiale ferroviario è longevo, e dura anche più di 40 anni), ma per la manutenzione svolta su di essi, sicuramente migliorabile. Gli otto CAF arrivati recentemente potremmo dire che hanno dato una "boccata di ossigeno" per tale linea, anche perchè l'apertura della diramazione Bologna-Conca d'Oro (e Jonio prossimamente) è chiaro che richiede un incremento del parco treni, che comunque si avrà grazie alla consegna, appunto, di ulteriori xx treni CAF, simili a quelli attualmente in servizio ma più moderni, che dovrebbero essere 17.
Tra l'altro, sulla linea B era originariamente previsto il trasferimento dalla linea A di 10 treni della serie MA200, di costruzione abbastanza recente, ma si sono rivelati poco adatti per tal linea (anche se un paio vi ha circolato), e se ne è deciso il trasferimento sulla ferrovia Roma-Lido, al fine di rinforzare il parcotreni di quest'ultima.

Roberto ha detto...

Con buona pace della mandria di bestiame che utilizza questo blog soltanto per vomitare, ricordo quali sono i compiti che l'azienda richiede al personale di stazione:
Supporto ai viaggiatori(informazioni al cliente)
Manovra degli impianti di sicurezza e di segnalamento (vigilanza della banchina attraverso i monitors, impedendo, in caso di necessità, l'ingresso del treno in banchina, secondo le procedure dettate dai regolamenti vigenti)
apertura e chiusura delle stazioni, con verifica dello stato degli impianti e degli immobili).
Se questa informazione non riscuote il vostro gradimento, andate sul sito dell'Atac e cliccate sul link che consente di effettuare segnalzioni, reclami ecc.. ma non siete voi a stabilire quello che si deve o non si deve fare.
Anch'io vi osservo tutti i giorni e posso dirvi che, a partire dai vermi anonimi che scrivono su questo blog per finire con coloro che indossano una divisa o esibiscono un tesserino, anche voi non rappresentate un spettacolo entusiasmante da guardare, perciò scendete dal pulpito che occupate abusivamente e smettetela di dare lezioni, senza averne alcun titolo.
Molto probabilmente l'Atac fallirà, non vedo la volontà politica nè le capacita per risolvere i problemi, ma per voi cambierà poco, continuerete a viaggiare alle stesse condizioni se non peggiori.
L'unica "soddisfazione" sarà quella di sapere che alcune persone finiranno in cassa integrazione oppure in mobilità, d'altra parte i falliti non possono sperare in altro.

Anonimo ha detto...

Caro Roberto, guarda che alcuni di noi, come competenze in termini di tecnica, politica ed economia dei trasporti, ne potremmo avere molta più di te, proprio perchè non sai chi siamo o chi possiamo essere.
A me personalmente, se l'azienda per cui (evidentemente) lavori chiudesse e vi licenziassero tutti, ne sarei ben contento. Purtroppo questo non accadrà mai, per vari motivi che preferisco non dire. Già da come ti rivolgi, fai capire che tipo di gente siete, e sputtani pure chi, invece, un minimo crede in quello che fa. Noi vogliamo una Roma migliore, semplicemente questo: se tu pensi di avere ragione, puoi anche stare zitto, è inutile che ti arrabbi.
E gli insulti tienteli per te, perchè il tuo stipendio te lo paghiamo noi.
P.S.: Chiacchierare, giocare al computer o fare parole crociate va bene? Ah, non lo sapevo.

Anonimo ha detto...

Negli ultimi commenti, caro Roberto, non mi pare che si stava dicendo più nulla contro di voi, ma si parlava di come funziona la metropolitana, da un punto di vista prettamente tecnico. Quindi stai calmino, e soprattutto modera il linguaggio, ok?

Anonimo ha detto...

Dai, ragazzi, ora basta con gli insulti; calmiamoci un po' tutti, da una parte e dall'altra, e parliamone con calma, se ne vogliamo continuare a parlare, tenendo in considerazione le esigenze, i diritti ed i doveri di tutti. Non voglio fare da moderatore, ma penso che sia meglio, no?

Anonimo ha detto...

Io vorrei, pur rimanendo in tema, analizzare il problema da un'altra angolazione. A prescindere da chi spetterebbe il compito di vigilare contro taluni comportamenti scorretti, quello che manca qui a Roma (intendo nella cultura e nella mentalità)è anche il controllo sociale, nel senso che nessuno provvede a richiamare i maleducati e gli incivili. Quando il sindaco dice che "dovrebbe essere compito anche dei cittadini", paradossalmente non ha torto, perchè ad esempio a Londra, se ti comporti male ti richiama la stessa gente, e con severità, e prima ancora che intervenga, magari, il Bobby londinese. Una volta, quando ero in vacanza in Alto Adige (dove c'è una mentalità totalmente diversa da Roma), ho commesso un'infrazione con la macchina e gli altri automobilisti poco ci mancava che mi sbranassero (giustamente); tutto questo, qui, non succede. Quando assisto, sulla metropolitana a Roma, a scene come il suonatore ambulante che sfrutta il bambino per chiedere l'elemosina, se tutti i viaggiatori lo richiamassero dicendogli che non lo deve fare, sicuramente non lo farebbe più; al contrario, qui la gente gli fa pure l'elemosina, incentivandolo a continuare a farlo. Però, per acquisire questa cultura, occorre investire sulle generazioni future, non si può creare in tempi brevi. La stessa cosa ai tornelli: quando qualcuno scavalca, se tutti glia ltri viaggiatori si incazzassero come bestie, senza aspettare che lo facciano le autorità, le cose cambierebbero. Purtroppo, qui da noi, all'atto pratico non gliene frega niente a nessuno (salvo noi, forse) di cambiare le cose. Una volta, ho provato io a richiamare un tizio che scavalcava i tornelli; gli altri viaggiatori mi hanno guardato come fossi un omino verde di Marte. Questo è anche il guaio, secondo me.

Anonimo ha detto...

A proposito di questo discorso, voglio raccontarvi cosa mi accadde su un treno Frecciargento Roma-Bolzano questa estate, per far notare la differenza di mentalità, a pari mansioni. Partiti da Roma, vicino a me c'era una viaggiatrice con un cane di grossa taglia senza museruola, cosa vietata dai regolamenti. di viaggio. Ebbene, quando ha fatto controlleria il personale romano, non le ha detto niente; quando invece, arrivati a Bologna, il personale di bordo è cambiato ed è salito quello altoatesino (si capiva dagli accenti) a fare controlleria, alla signora hanno immediatamente detto: "Signora, il cane non deve viaggiare senza museruola, quindi o gliela mette, oppure dobbiamo farla scendere". Ed è sempre personale di Trenitalia, con le stesse mansioni e qualifiche, ma avete notato la differente modalità di applicare le regole?
A Roma, a prescindere o meno dai mansionati, c'è comuque un modo di operare in generale spesso superficiale, del tipo: "...ma si, ma che me frega, ma non mi compete, non dipende da me, basta che vince aa Roma...". Anche questo è un problema di fondo.

Anonimo ha detto...

P.S.: Preciso che generalizzo il discorso, non mi riferisco esplicitamente agli addetti di stazione o ad altro personale. E' un andazzo, una mentalità tipicamente romana (salvo alcune eccezioni).

Anonimo ha detto...

Altro esempio: sia gli autisti dell'ATAC di Roma che quelli dell'ATM di Milano hanno l'ordine, ai capolinea, di aggiornare gli indicatori luminosi del capolinea di destinazione del loro mezzo. Ebbene, a Roma molto spesso non se lo ricordano; a Milano questa operazione non viene mai dimenticata, nè sugli autobus nè sui treni della metropolitana. Su quest'ultima, sempre a Milano, mi è capitato addirittura di vedere macchinisti uscire dalla cabina prima di partire per verificare lì
'esattezza dei suddetti indicatori. Immagino che qualcosa vuol dire.

Anonimo ha detto...

Ma che film hai visto? Ormai dalla paura per le aggressioni si chiudono a chiave nel gabbiotto a Milano.

Anonimo ha detto...

Non ho visto nessun film, ho semplicemente notato la differenza nel modo di operare tra il personale meneghino e quello romano. Che poi anche là non è tutto rose e fiori, questo è anche possibile, ma il modo di operare è comunque diverso. Ed anche a Napoli, nella stazione di Piscinola-Scampìa, comunque non entri se non hai il biglietto. Solo qua c'è questa situazione.

Anonimo ha detto...

Confermo. Al di là di taluni problemi che affliggono tutte le città, a Milano e Napoli (ma anche a Torino) il modo di operare è diverso, da parte di tutti. C'è comunque più professionalità nel modo di svolgere il proprio lavoro. Ma la stessa cosa l'ho notata su alcune ferrovie in Puglia: c'è e come il controllo dei titoli di viaggio. Una situazione come quella romana non la vedo da nessun'altra parte.

Anonimo ha detto...

Analizziamo la situazione : una persona ,disarmata ed in molti casi di sesso femminile (non me ne vogliano le donne ma e solo per rendere l'idea) in una metropoli come Roma ,in stazioni che hanno centinaia di migliaia di passaggi giornalieri , fermi con le parole persone che non hanno nessuna intenzione di pagare ed in alcuni casi non hanno nulla da perdere ,si faccia dare i documenti e gli faccia una multa di centinaia di euro......non so a voi ma io credo che questa sia fantascienza degna di Asimov.

Anonimo ha detto...

Per non parlare poi di New York, i cui ingressi della metropolitana sono vigilati da agenti del NYPD. Prova a fare il matto o mettergli le mani addosso, vedi come ti ritrovi in un attimo. Ma lì non è Italia, certo.

Anonimo ha detto...

Si potrebbero fare i controlli con la presenza di agenti di Polizia o Carabinieri, o anche Finanzieri. Si possono stroncare certi fenomeni, basta volerlo fare (dall'alto, certamente).

Anonimo ha detto...

A Londra se non paghi ti fanno nero. E non gliene importa niente se sei bianco, di colore, se urli, se strilli, ecc., anche perchè la stessa gente ti si rivolta contro. In Germania se non paghi il biglietto rischi di andare in galera (c'è andata anche un'attrice famosa, Nastassja Kinski...).

Roberto ha detto...

Non metto in dubbio che lei abbia conoscenze superiori alle mie in materia di politica, economia, ciò non toglie che lei sia ignorante riguardo alla mia mansione ed ai compiti che le sono attribuiti.
E' un peccato che la sua onniscienza, non le consenta di andare al di là del luogo comune (la gente che siete...)
Le ricordo che lei usufruisce del trasporto pubblico perchè le conviene, e non per un atto di filantropia nei nostri confronti.
A partire da domani, se lo ritiene
opportuno, può utilizzare il mezzo privato per i suoi spostamenti, la mia retribuzione non ne risentirà, dal momento che non sono il titolare di un'attività commerciale, la cui ricchezza è proporzionale al numero dei clienti.
In questo modo, sia io che lei, ci risparmieremmo una sgradevole convivenza.
Un servizio alla città? Le cito un post:"Il vigile urbano è come il cappuccino, lo trovi sempre al bar"
Questo approccio viene esteso anche ad altre categorie di lavoratori, al solo scopo di ottenere un facile consenso, attraverso la demagogia ed il qualunquismo.
Non ricordo un solo post, in cui si sia parlato di un'aggressione ai danni di un dipendente (non mi riferisco soltanto ad Atac) semplicemente perchè non conviene.
Al contrario, il linciaggio mediatico, produce consenso e permette di raccogliere pubblicità.
Quando mi troverà a giocare a carte oppure al computer, sarà legittimato a farmi la morale, fino a quel momento, se c'è qualcuno che deve tacere, quello è lei.
L'invito a stare calmino e a moderare il linguaggio, andava rivolto alle decine di anonimi che, come al solito, hanno utilizzato questo spazio soltanto per insultare, e non al sottoscritto.
Ho il massimo rispetto di chi si è espresso in termini civili, pur nella diversità delle opinioni, ma non di coloro che non hanno nemmemo il coraggio di esporsi, e pretendono di dare lezioni di etica agli altri.

Bat21 ha detto...

Non c'entra molto ma guardate come a Milano contrastano i borseggiatori

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/14_febbraio_07/bande-scippo-metro-otto-arresti-dieci-giorni-a33f8f10-8fc7-11e3-b53f-05c5f8d49c92.shtml

Nell'articolo sostituire "bosniache" con "Rom" ovviamente...

Anonimo ha detto...

Caro Roberto, sulla storia, sui problemi e sui mali dell'azienda che ti dà il pane, nonchè sulle tue mansioni e su quelle di chi ti ha preceduto (e su tante altre cosette che non vanno) ne so molto più di quanto tu non creda, te lo posso assicurare, forse anche di più di te che ci lavori. Ma preferisco non parlare troppo, per vari motivi.

Anonimo ha detto...

Posso anche dirti, caro Roberto, che oltre a conoscere bene come funziona la tua azienda, conosco bene anche il funzionamento di altre aziende di trasporto italiane (mille volte migliori della tua, come dirigenti e come personale), che ho avuto modo di studiare e visitare più volte, si asul piano tecnico che sotto gli aspetti più prettamente organizzativi ed operativi, quindi non venire a dare lezioni a me: perdi in partenza. Lascia perdere e chiudiamo qua, che è meglio.

Anonimo ha detto...

P.S. ...Ho conosciuto molto bene e personalmente anche qualcuno dei dirigenti di una volta della tua azienda, tanto per essere in tema, e stavo anche per diventare un tuo collega, molti anni fa. Non mi far parlare, guarda.

Anonimo ha detto...

@5:29 PM
Si cominci con l'assumere persone fisicamente capaci di affrontare i delinquenti. I bobbies a Londra sin dalle origini erano selezionati in base alla prestanza fisica proprio per intimorire solo con la semplice presenza. E poi spray al peperoncino negli occhi e via.

Anonimo ha detto...

Esatto, infatti quello servirebbe: omaccioni corpulenti e forzuti, non ridicole ragazzotte anoressiche non ridicole ragazzotte anoressiche.

Anonimo ha detto...

Infatti, molti anni fa, su un tram a
Parigi, di sera, salirono tre controllori alti e robusti, che fecero chiudere al tramviere tutte le porte e poi fecero controlleria, portandosi anche via un tizio senza biglietto. Questo di notte, ed in una zona malfamata, tanto per precisare.

Anonimo ha detto...

Che poi a Roma, una volta, si faceva un po' così: nelle zone malfamate si mandavano fattorino e conducente scelti tra quelli più alti e robusti (secoli fa questo...).

Anonimo ha detto...

Comunque, vi posso assicurare che, per esempio, a Chicago (Illinois, USA) sugli autobus si sale solo davanti, e l'autista controlla rigorosamente il titolo di viaggio. C'è anche una macchinetta a bordo, dove puoi fare il biglietto, ma tutto avviene sotto gli occhi dell'autista. I conducenti sono anche donne, ma nessuno si azzarda a fare il prepotente, perchè là chiamano subito la polizia, la quale ultima arriva immediatamente. In questo modo, l'evasione tariffaria è praticamente inesistente.

Anonimo ha detto...

A Londra gli autisti sono gentilissimi, ma non avviano la vettura finchè non vedono il biglietto o l'abbonamento di chi sale, uno per uno. Se fai storie o rompi i coglioni, hanno un bel manganello a loro disposizione e lo possono usare; poi, una volta sceso, arriva il Bobby che ti dà il resto. E si incazza pure la gente, mica si girano dall'altra parte come qua.

Anonimo ha detto...

C'è comunque anche da dire, a onor del vero, che in tutti questi posti c'è tutto un sistema a monte organizzato in modo tale da combattere duramente il prepotente o il furbo, il quale ultimo non la spunta proprio. Qui a Roma, invece, la ragione è dei fessi, ed i furbi vincono, purtroppo.

Anonimo ha detto...

Comunque c'è anche un discorso di educazione e senso civico in quei posti, che qui da noi non c'è. Nelle scuole si insegna come ci si deve comportare, quello che è giusto da quello che è sbagliato e non si deve fare. Una volta, aanche da noi era un po' così; poi, dagli anni novanta in poi, è peggiorato tutto.
Io mi ricordo che, quando ero bambino e andavo a scuola (anni '70), se sull'autobus rompevi i coglioni ti richiamavano fattorino e conducente, e quando salivano i controllori tremavano pure i mancorrenti degli autobus, altro che aggredirli, come oggi: nessuno si azzardava, o se succedeva erano pochissimi casi isolati. Oggi gli studenti sugli autobus si comportano come i Vichinghi del medioevo, e nessuno li richiama minimamente, purtroppo.

Anonimo ha detto...

Sì, anche perchè poi va pure detto che se l'autista prova a richiamarli, la gente invece di coadiuvarlo magari gli dà pure addosso, con la scusa che "sono ragazzi, in fondo". E con questo andazzo hanno distrutto l'Italia (e Roma in special modo).

Anonimo ha detto...

Vorrei rispondere anch'io a quel signor Roberto, che difende tanto i suoi (credo) colleghi: se ha tempo, prima di indignarsi tanto sulle nostre critiche, vada a leggere, su questo stesso sito, come si sono comportati due suoi colleghi (pubblicato il 24 settembre 2012) sul posto di lavoro, nonchè con un vostro utente. Quando avrà letto quel fatto, mi usa la cortesia di giustificare tale atteggiamento, se ci riesce?! Perchè io giustificazioni non ne trovo, ma forse lei è più esperto di tutti noi nel comprendere tali atteggiamenti: visto che ci lavora, ci illumini. Soprattutto, ci spieghi se rientra o no nel vostro mansionario comportarsi così. O se invece il problema vero è che nessuno vigila per controllare il vostro operato, e non provvede a fare le opportune sanzioni disciplinari, cosa che forse un'azienda più seria farebbe. Che ne dice, ne riparliamo?! (Senza generalizzare troppo su di voi, s'intende).

Anonimo ha detto...

9:14 PM
E ci credo che si incazza la gente: l'autobus non parte, tocca aspettare che la cosa si risolva e vai di ritardi. A Roma con la situazione esistente oggi come oggi ritengo che sia un metodo inattuabile perché ci sono linee che semplicemente non partirebbero vista la quantità di gente che non paga e non ha intenzione di farlo. Hai voglia a chiamare la polizia. E poi che fa l'autista quando la gente sale dalle porte posteriori, che ha aperto per far scendere qualcuno, in pullman così pieni che non si riesce a muovere un dito? Succederebbe il casino anche a Piazza dei cinquecento dove la polizia potrebbe pure intervenire, figuriamoci in certi capolinea. O magari immagina 2 o 3 autobus bloccati in via Nazionale ad aumentare il caos del traffico.
Prima di adottare questo metodo ci vuole una bella mazzolata educativa: pattuglie di almeno 3 controllori (massicci e incazzati) che salgono a tradimento ai semafori dalla porta anteriore per evitare fughe dalle altre porte con vecchiette sbattute via, come è successo tempo fa, e multano a sangue. Poi se qualcuno si rivolta loro sono in 3 grossi e lo bloccano e fermano (sono pubblici ufficiali). Naturalmente i controlli visto che non c'è personale per tutte le linee sarebbero random, a partire dalle linee più frequentate.
Un paio d'anni di questo trattamento penso siano propedeutici a metodi in uso in paesi più civili come l'autista controllore.

Anonimo ha detto...

Totalmente d'accordo con quello che hai detto. Tutto si può fare, basta volerlo fare, dall'alto in giù.

Anonimo ha detto...

Mi ricordo una volta, ad una fermata di via della Giuliana, due ragazzotte verificatrici che stavano venendo sbeffeggiate da due stranieri di colore. A questo punto, mi chiedo perchè non fare come a Torino e Verona, dove i controllori sono spesso coadiuvati da agenti della Polizia Municipale.

Anonimo ha detto...

Purtroppo il problema è anche il dare alla gente cattive abitudini, che poi diventa difficile togliere senza usare metodi duri. Ai miei tempi c'erano i fattorini sugli autobus, anche in zone "calde" di Roma, e nessuno si azzardava a salire al centro, e per salire dalla porta anteriore dovevi essere abbonato e mostrarlo al conducente all'atto della salita (scene vissute da me personalmente), e quando salivano i verificatori tremavano pure i sostegni dell'autobus. Poi i fattorini sono stati tolti, i verificatori sono diventati sempre più rari, ed automaticamente alla gente si dà il segnale di "fai come cazzo ti pare".
Tutto questo avveniva anche perchè il personale era visto come una forma di autorità da rispettare; oggi invece, col degrado sociale che c'è stato, serve la Polizia per controllare i biglietti, e forse manco basta. Questa situazione deve finire, e per farlo bisogna portare avanti un piano di contrasto duro, ma non credo che lo si voglia fare, a monte.

Anonimo ha detto...

Esatto, e non solo. I controlli addetti alla verifica dei biglietti erano anche, a tutti gli effetti, di grado superiore all'autista (mi ricordo anche i "controllori capo"), e quando salivano davano un'occhiata anche al suo perato. Mi ricordo una volta che, con un mio amico, stavamo scambiando due parole con l'autista quando salirono i controllori. Ebbene, l'autista ci disse, a bassa voce: "parliamo dopo, quando sono scesi". Oggi non è più così, è un mondo che si è perduto.

Anonimo ha detto...

Sì, il personale di una volta era tutta un'altra cosa, a Roma: divisa perfetta (anche gli autisti avevano il berretto), senso di appartenenza ed attaccamento all'azienda e quant'altro. Mi ricordo una volta, al capolinea di piazzale Clodio (anni settanta), quando su un autobus della linea 78 (era un Lancia Esagamma 718) il conducente provò a sostiuire una lampadina guasta della porta anteriore. Non ci riuscì, ma nonostante fossi bambino mi ricordo con chiarezza come ci tenesse questo conducente nel tentare di farla funzionare.
Altro esempio, sempre di quegli anni. Una sera, sulla linea 28, mancava la tabella di "corsa limitata al Ministero della Pubblica Istruzione" (poco dopo c'era il deposito ATAC); ebbene l'autista compensò tale mancanza avvertendo di sua iniziativa, verbalmente, i viaggiatori, dicendo ad ogni fermata "corsa limitata al ministero pubblica istruzione". Oggi non è più così, purtroppo.

Anonimo ha detto...

Da'altra parte, il motivo per cui scriviamo su questo sito è che tutta Roma è peggiorata molto, negli anni: aziende di trasporto, nettezza urbana, livello manutentivo delle strade, controllo del territorio e quant'altro.

Roberto ha detto...

Per quanto riguarda l'episodio menzionato, non ho alcun problema a riconoscere che lei ha ragione.
Non sono in grado di stabilire a quale categoria appartenesse, visto che a Magliana non c'è solo l'addetto di stazione, ma ha poca importanza.
Non difendo indiscriminatamente nessuno, non l'ha fatto nemmeno l'autore della lettera, quello che contesto è la generalizzazione dei giudizi e l'attribuzione di compiti e responsabilità, senza conoscere ciò di cui si parla.
Al Ministro dei Trasporti, rispondo che non sono stato io a salire in cattedra per dare lezioni, ostentando ripetutamente ed in maniera stucchevole le mie conoscenze.
Dal momento che conosce tutto più di me, compresa la mia mansione, perchè non afferma che quello che ho sostenuto non corrisponde al vero? Lo farò presente a chi di dovere, in modo che la prossima sentano il suo parere, prima di emanare delle disposizioni operative.
Mi domando a cosa le serva la sua incomparabile esperienza, visto che parla per luoghi comuni (la gente che siete, sono tutti migliori di voi)
Anche in quest'azienda, accanto a persone non meritevoli di stima, ho conosciuto colleghi/e che, per preparazione e capacità, potrebbero lavorare tranquillamente nelle realtà professionali che lei decanta e che non meritano di essere sminuite dal suo qualunquismo.
Debbo ritenere che lei conosca dodicimila dipendenti ed i loro curriculum, peccato che l'azienda si sia lasciata sfuggire una risorsa preziosa come lei!
Se nutre dei rancori personali nei riguardi dell'azienda, la cosa non mi riguarda.
E' possibile che il personale di una volta fosse migliore di quello attuale, certamente non lavorava nelle condizioni attuali e di sicuro era migliore anche l'utenza.

Anonimo ha detto...

Le replico subito: non credo proprio che il personale di una volta lavorava in condizioni più facili delle vostre. A cominciare dagli autisti, che lavoravano con autobus che, a confronto, quelli attuali sono giocattoli. O i macchinisti della ferrovia Roma Nord, che guidavano le elettromotrici serie 21-26 (se non sa quali sono, si documenti) manovrando il comando a timone nelle infinite curve e controcurve da Roma a Civita Castellana con la stessa agilità con cui un musicista maneggia il suo strumento in un'orchestra. Si studi un po' la storia della sua azienda, caro amico, e vedrà i sacrifici che faceva il personale di una volta, quando sotto i bombardamenti riattivava di notte i tratti di linea distrutti di giorno. Certamente l'utenza era diversa, ma non possiamo negare che c'era più spirito di corpo e più attaccamento all'azienda nella quale, tra l'altro, si entrava superando un concorso, e non come oggi. Certamente i dirigenti erano un'altra cosa, ma lo era pure il personale, se lo lasci dire.
Il mio non è qualunquismo, caro Roberto, è il parlare di una persona che sa molte cose al riguardo, che studia tematiche di trasporti pubblici da una vita, forse da quando lei manco era nato. E comunque guardi, sono ben contento di non essere entrato nella sua azienda, e di non essere suo collega: la cosa mi riempie di soddisfazione. Purtroppo, il problema è che oggi non si assume per meriti o gente appassionata, ma in base a criteri di tutt'altro tipo, che preferisco non menzionare. Mi piacerebbe tanto farla parlare con personale di una volta, che conosco, e le direbbe meglio di me cosa pensa dell'azienda di oggi.
Certamente personale valido esiste anche oggi, ma mi dispiace dire che non è la maggioranza, purtroppo. E glielo potrebbe dire anche un mio amico che fa il macchinista, oggi. Gliel'ho già detto e glielo ripeto: chiudiamo qua il discorso, che è meglio.

Anonimo ha detto...

Dimenticavo un'ultima cosa, che ci tengo a farle sapere. Di recente, un quotidiano nazionale ha fatto un sondaggio su tutte le aziende di trasporto locali delle città italiane, esaminandole sotto diversi aspetti. Ebbene, lo sa qual'è risultata la peggiore azienda? Quella per cui lei lavora. E, come lo ho già detto, la mia impressione è esattamente la stessa, poichè, a differenza di lei, io ho contatti ed ho visitato più volte altre aziende nazionali,
e l'atteggiamento nei confronti del proprio lavoro, caro amico, le posso assicurare che è del tutto diverso dal vostro, a prescindere poi da mansionari, dirigenti, retribuzioni e quant'altro. Le posso anzi dire come, a Napoli, il personale faccia autentiche acrobazie per far camminare tutti i treni possibili per servire l'utenza, e non solo perchè sono diversi i dirigenti, mi creda.

Anonimo ha detto...

Ancora una cosa: le mie idee circa eventuali modifiche operative da apportare nella sua azienda gliele espongo già con frequenza alla stessa, tramite l'associazione di ingegneri e tecnici di cui faccio parte. Ecco il motivo per cui parlo, caro amico.

Anonimo ha detto...

P.S.: A scanso di equivoci, guardi che io non ho mai detto che lei abbia torto, circa il suo attuale mansionario; forse lo avrà detto qualcun altro in questo forum, ma io no. Il discorso che tentavo di fare è molto più globale e complesso, e riguarda tutto il funzionamento della sua azienda che non va come dovrebbe, e lo dico come esperto e come cittadino pagante, avvalendomi anche dell'esistente diritto di critica.
Quindi non si scaldi tanto, perchè personalmente io contro di lei non ho nulla, ma se permette critico l'intero sistema di cui lei fa parte, finchè lo potrò fare.

Anonimo ha detto...

Ahò, ma tu che ce capisci de trasporti, ma a quel Roberto ancora je stai a risponne? Ma lassalo perde, no?

Anonimo ha detto...

Ad Anonimo 9:45 PM: gli rispondo perchè crede che solo chi ci lavora sappia come stanno le cose, mentre gli ho già abbondantemente spiegato che io sono un tecnico che studia storia e tecnica trsportistica da almeno trent'anni, che ha avuto a che fare, sia oggi che in passato, con la storia e l'attualità non solo della sua azienda, ma anche di molte altre in tutta Italia, e che appartengo ad una equipe di ingegneri ed esperti in tecnica, politica ed economia dei trasporti, e quindi conosco bene certe problematiche della sua e di altre aziende operanti nel territorio nazionale, e quindi mi permetto di poter parlare con un minimo di cognizione di causa su tale argomento, anche se, ovviamente, c'è gente molto più esperta di me al riguardo.

Anonimo ha detto...

Cari amici, purtroppo i lavoratori che parlano come quel tizio che evidentemente fa l'addetto di stazione anche lui, al di là di effettive difficoltà o problematiche realmente esistenti nello svolgimento del loro operato, è perchè evidentemente non hanno timore di perderlo, o non gli danno la giusta importanza e il giusto valore. Se corressero l'effettivo rischio di venire licenziati (come nel privato vero), magari con moglie e figli a carico, vedreste voi come farebbero discorsi del tutto diversi, accettando in extremis anche riduzioni di compenso pur di conservarsi il posto, come accaduto recentemente in alcune ditte private, e comunque ammettendo che, se la colpa di talune problematiche è di chi dirige, può talvolta esserlo, anche se in minor misura, anche da parte di chi opera.

Anonimo ha detto...

A Robè, se tu facessi er lavoro che faccio io, te strilleresti ancora "mamma, aiutame". Ma vedi d'annattene, falla finita.

Anonimo ha detto...

E me fa specie poi che c'hanno er coraggio de parlà gente che lavora in un'azienda coinvorta noo scandalo Parentopoli...è incredibile, nun ce posso crede.

Anonimo ha detto...

Beh, ma sputare nel pianto in cui si mangia, dare la colpa solo alla società o a chi comanda e non avere alcuna autocritica obiettiva nei propri confronti e nei confronti dei colleghi e soprattutto insultare chi critica questo è il tipico atteggiamento del romano pressappochista.
E' la gente così che fa di Roma un immondezzaio morale.

Anonimo ha detto...

Esatto, bravo. Soprattutto, è l'atteggiamento di chi non vuole che le cose cambino, delegando questo compito sempre e solo agli altri. E questo accade perchè, in realtà, a loro le cose stanno bene così come stanno, e non capiscono che il danno che la situazione in oggetto sta causando grava sulle tasche di tutti noi cittadini, loro compresi.

Anonimo ha detto...

Signori, ma io poi sostengo questo: se ci pensate bene, la lettera stessa oggetto di tutta questa discussione da una parte non ha nemmeno senso che il tizio l'abbia scritta, perchè se loro sanno di operare bene e nel rispetto delle loro mansioni, anche che uno li critica non hanno alcun motivo di replicare, sapendo di essere nel giusto.
O invece temono che noi che scriviamo su questo sito mettiamo il dito in certe potenziali piaghe che è meglio tenere chiuse?!
Io non me ne intendo di trasporti, ma giro molto l'Italia per lavoro e quello che scrive il tizio anonimo che dice di essere un tecnico dei trasporti non mi sembra sbagliato: in città come Milano, Torino, Trento, Bolzano e così via, da semplice utente noto che il personale ha tutto un altro stile nel modo di lavorare, a cominciare dall'usare sempre modi cortesi col pubblico, mentre a Roma non è così, salvo poche eccezioni che, però, sono rondini che non fanno primavera.

Anonimo ha detto...

D'altra parte, si sa che chi vorrebbe migliorare le cose in un sistema bacato "rompe i coglioni" a chi invece vanno bene così.

Anonimo ha detto...

Io invece ho notato un'altra cosa, della quale in questo forum non si è parlato, mi pare. Se andate sui siti di alcune altre aziende di trasporto italiane (GTT Torino, Trentino Trasporti, ecc.) esiste un link chiamato "Le regole per il nostro personale". Cliccandolo, si accede ad un settore del sito nel quale sono elencate le norme di comportamento per i dipendenti aziendali: divisa in ordine e badge sul petto, non fumare in servizio, usare modi cortesi col pubblico, tenere una condotta conforme ai civici doveri, evitare di entrare in aperto contrasto col cliente in caso di divergenze, ecc. Beh, sul sito ATAC non mi pare ci sia niente del genere. Viene quindi spontaneo chiedersi: perchè in altre aziende di trasporto sono pubblicate tali regole, e qui a Roma no?

Anonimo ha detto...

Perchè sono aziende più serie ed hanno maggior rispetto per l'utente, che infatti è chiamato "cliente".

Anonimo ha detto...

Mi fa ridere, poi, quando quel signore che credo sia anche lui un addetto di stazione ha scritto che "...il personale di una volta lavorava in condizioni migliori". Ebbene, io avevo uno zio che fu autista ATAC dal 1975 al 2001 (purtroppo poi passato a miglior vita, nel 2006), e spesso mi raccontava, negli anni settanta, le sue disavventure, specialmente quando faceva linee come il 46 o il 49, che passavano a Primavalle dove capitavano spesso sparatorie (negli anni settanta c'era un clima "caldo", lo ricordo per chi non ha vissuto quegli anni), o il 47, che andava al manicomio, con i matti che talvolta salivano aggredendo. Per di più, guidava gli autobus di una volta, con cambio manuale e sterzo non servoassistito, che per girarlo occorreva l'incredibile Hulk. Infine, non esistevano certo radiotelefoni o altro per chiamare aiuto in caso di emergenza, come oggi; forse, l'unico vantaggio era che c'erano i fattorini, quindi non erano soli, questo sì, ma tutto il resto era peggiore. Mi chiedo: da un punto di vista generale si lavorava meglio all'epoca od oggi, con autobus completamente automatici e telefoni cellulari per chiamare aiuto?

Anonimo ha detto...

E poi qui si viene a dire che l'utenza è difficile. Sarà pure vero, non è negabile questo, ma faccio notare come a Napoli, sulla metropolitana linea 1, alla stazione capolinea di Piscinola-Scampìa (che non è certo una zona facile e tranquilla, tutt'altro), gli addetti di stazione hanno pure il compito di controllare l'accesso ai varchi (come del resto in tutta la linea). Ecco, quelli che dovrebbero dire, allora? Eppure vedo che lo fanno (visto di persona). E si parla di utenza difficile qui a Roma. Ma questi addetti romani, prima di parlare, perchè non viaggiano un po', per vedere come funzionano le cose in altre città italiane?

Anonimo ha detto...

Aggiungo poi che, sempre a Napoli, tutta la linea 1 della metropolitana è un autentico gioiello. Le stazioni contengono decorazioni artisitiche bellissime e di alta qualità, e i treni sono pulitissimi e ben tenuti: mai visto uno neanche minimamente imbrattato, e chi non ci crede, andasse a vedere con i suoi occhi.

Anonimo ha detto...

Vi racconto questo fatto. Un paio di anni fa, alcuni dirigenti e personale vario della metropolitana di New York, facenti a loro volta parte di un'associazione di studiosi ed appassionati di trasporti pubblici (perchè là il personale è, spesso, anche appassionato di ciò per cui lavora), decisero di venire in Italia per visitare depositi e officine di tramvie e metropoltane di Torino, Milano e Roma. Di conseguenza scrissero alle relative aziende di trasporto per avere le relative autorizzazioni. Ebbene, le aziende di trasporto locali di Torino e Milano risposero a tali personaggi, ed acconsentirono a tutte le loro richieste, felici di poterli ospitare. A Roma, invece, non si degnarono neanche di rispondergli, tanto è vero che ci stavano rinunciando a visitare gli impianti capitolini. Fummo noi della mia associazione di ingegneri ed esperti a fare da intermediari tra loro e l'azienda romana di trasporti per avere le relative autorizzazioni, e provvedemmo anche noi stessi a fare da guida nella visita ai depositi capitolini. Credo che tutto questo non richieda commenti ulteriori.

Anonimo ha detto...

Comunque, ad onor del vero, una cosa buona dell'ATAC ancora c'è: le Officine Centrali di Via Prenestina, dove si effettua la manutenzione dei tram, ed anzi posso dire che gli anziani tram Stanga, risalenti al 1948, vengono ancora ottimamente revisionati ed ammodernati nelle suddette officine, e se ancora circolano, nonostante l'età, a parte il fatto che sono ottime vetture, una buona parte del merito va proprio alla stessa ATAC, che ha provveduto a suo tempo a progettare ed eseguire un ottimo piano di ammodernamento, e tuttora le tiene
in buona efficienza.

Roberto ha detto...

Eh lo so....non tutte le mamme hanno avuto la fortuna di avere un bel pupone forte e coraggioso...da grande voglio essere come te.
Leggendo alcuni commenti, a partire dal Mastro Lindo a cui accennavo, mi rendo conto di essere stato inopportuno nel paragonare alcuni anonimi al bestiame, gli animali non lo meritano.
Se fossi entrato grazie a parentopoli, starei in un ufficio e non a contatto con certi materiali da discarica.
Una persona scrive una lettera dettagliata per spiegare alcune cose, la maggioranza le risponde con insulti ed ironia, affermando che il contenuto della medesima è un'idiozia.
Se qualcuno ha l'ardire d'intervenire, NON PER DIFENDERE INDISCRIMINATAMENTE QUALCOSA O QUALCUNO, ma semplicemente per invitare a non generalizzare o rispondere alle accuse, viene insultato e denigrato, dal momento che avete l'esclusiva di queste prerogative.
Avete una concezione del dialogo degna di Voltaire, visto che ha diritto di parola solo chi esprime ciò che volete sentirvi dire.
Anche se taluni si ritengono dei modelli di virtù, che salveranno questa città dall'immondezzaio sociale che l'avvolge, la verità è che utilizzate questo spazio come vomitatoio delle vostre frustrazioni, livori, invidie, indipendentemente da ciò che vi viene detto, e rimanendo rigorosamente anonimi.
Prego, continuate pure: "C'hanno puro er coraggio da parlà" "Hanno aumentato er bijetto pè pagà o stipendio a gente che se gratta li coj...e nun fà n'ca...daaa matina aaa sera" "vengo da un paese dove ci si sposta con il somaro ed il calesse eppure il servizio è più efficiente" "il personale di una volta si caricava i passeggeri sulle spalle pur di far funzionare il servizio" "ho conosciuto le altre aziende di trasporto e non ho riscontrato lo stesso tasso d'inefficienza, incompetenza e di raccomandazione che ho trovato a Roma e comunque i raccomandati delle altre parti sono migliori di quelli dell'Atac"

Anonimo ha detto...

Con gente come te nun se po' ave' dialogo...

Anonimo ha detto...

Il discorso delle raccomandazioni lo stai dicendo tu, non noi.

Anonimo ha detto...

Ma invece di parlare, perchè non vai in giro a vedere come funzionano altre aziende di trasporto? Forse viaggiare un po' ti sarebbe istruttivo.

Anonimo ha detto...

Ahò, se parli così, nun sei mejo de chi te comanda.

Anonimo ha detto...

Conosco una persona di 93 anni che da giovane guidava i treni a vapore, in tempo di guerra. Vuoi che ti ci faccio parlare, così ti racconterà di come si operava una volta?

Anonimo ha detto...

Signori scusate, ma a che serve continuare a parlarne? Ognuno si tenga le sue idee, le sue conoscenze e le sue convinzioni, e amici come prima, no?

Anonimo ha detto...

Ok hai ragione, lasciamo stare tutto, però non capisco una cosa: ma possibile che quel tizio non vuole ascoltare chi, per motivi di viaggio, di conoscenze, di esperienze di vita ecc. ha visto con i propri occhi talune altre realtà diverse, o altri tempi e situazioni, e non voglia ammettere che possono esserci realtà diverse e migliori da quella romana? Questo non capisco.

Anonimo ha detto...

Voglio dire una cosa: dalle mie parti abita un tizio che conosco, già direttore di una rivista di tecnica trasportistica, che si chiamava "Trenitalia", da non confondere con Trenitalia impresa di trasporto. Ebbene, proprio di recente mi raccontava che quando andava all'ATM di Milano per avere documentazione tecnica al fine di poter scrivere articoli su un certo argomento, quasi gli stendevano il tappeto rosso; quando andava all'ATAC quasi lo prendevano a calci nel didietro. Beh, io penso che qualcosa vuol dire.

Anonimo ha detto...

Caro amico, quando tu scrivi ironicamente che "il personale di una volta si caricava i passegggeri sulle spalle", o non capisci, o non vuoi capire, o non accetti di fare un paragone obiettivo tra realtà diverse, scusa che te lo dico. I capotreni di una volta, sulla ferrovia Roma-Lido, ad ogni farmata erano costretti a scendere, a chiudere manualmente tutte le porte del treno sotto il sole cocente e sotto la pioggia e a dare poi l'ordine di partenza, poichè le porte automatiche furono introdotte dopo la guerra. Sulla ferrovia Roma-Fiuggi, antenata dell'attuale Roma-Giardinetti, quando si effettuavano i treni merci, poichè i carri erano sprovvisti di freno continuo, quasi su ogni carro esisteva il cosiddetto "frenatore" che, in apposite garitte certamente non riscaldate o condizionate, quando il treno rallentava doveva frenare manualmente il carro, e non credo lavorasse in condizioni comode.
Te ne racconto un'altra: nel dopoguerra, i treni della ferrovia Roma-Lido erano danneggiati al 20%, una cifra non enorme, ma certamente non erano più in ordine di marcia. Si pose quindi il problema di come rimetterli in funzione, essendo andate completamente distrutte le officine, che fino a quel momento erano ad Ostia. Non solo, ma essendo disponibili, per le sottostazioni di alimentazione, solo gruppi raddrizzatori a 1500 V, non fu possibile riattivare gli equipaggiamenti elettrici dei treni alla tensione originaria di 2400 V e si dovette quindi preveder la modifica dell'equipaggiamento elettrico del parco treni stesso a tale tensione ridotta, che poi divenne definitiva. Ebbene, tutto il parco rotabili, che all'epoca era di 9 locomotori, 5 elettromotrici, 44 carrozze a carrelli e 30 carri a due assi, fu ricostruito ed ammodernato a partire dal 1946 all'aperto, in un'area ubicata vicino ai Mercati Generali, e con attrezzature di fortuna. Beh, a confronto, oggi, nonostate esistano le grandiose Officine Grandi Revisioni di Magliana, non si è nemmeno riusciti a climatizzare l'intero parco di treni MB, in quanto ne esiste uno solo climatizzato. Per confronto, a Milano l'ATM ha revisionato, ammodernato e climatizzato l'intero parco treni della linea 1, nelle proprie officine. Inoltre, oggi ci sono diverse leggi che tutelano la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro che una volta, non esistevano, caro amico. Quindi non mi puoi venire a dire che oggi si lavora in condizioni peggiori di una volta, perchè mi dispiace contraddirti, ma non è così, esaminando la situazione in generale.

Anonimo ha detto...

P.S.: Per essere obiettivo, vorrei precisare che, con quanto ho detto sopra, non voglio dire che il personale di oggi non lavora o che, obiettivamente, non ci siano anche oggi situazioni lavorative difficili, e probailmente è anche vero quando, in precedenza, hai detto che l'utenza è peggiorata rispetto ad una volta, però quello che voglio dire è che, una volta, i lavoratori in generale avevano meno tutele come sicurezza e salute sul posto di lavoro, ed inoltre non esiteva la tecnologia di oggi, che ha semplificato di molto taluni lavori. Pensa, ad esempio, nel settore autobus, alla differenza enorme tra un autobus Lancia Esagamma 718 degli anni sessanta-settanta (che ricordo personalmente), con frizione e cambio manuali (su alcune versioni, almeno), con un volante gigantesco e poco servoassistito se non nulla, ad un autobus IVECO 491 CityClass Cursor di oggi, dove frizione e cambio sono completamente automatici, lo sterzo e il freno sono completamente servoassistiti, esiste la climatizzazione e, in caso di emergenza, con i telefoni cellulari si può chiedere aiuto.
Credo che, in un confronto tra questi due modelli di autobus, non sia difficile capire quale sia più facile da condurre, e meno stressante.

Anonimo ha detto...

Riguardo i frenatori sui merci, se non sbaglio qualcuno ci rimise pure la vita cadendo dal treno (non nella Roma-Giardinetti ma in giro per l'Italia)

Anonimo ha detto...

...D'altra parte, lo stesso discorso (se non maggiore) si può applicare ai treni: una volta c'erano le locomotiva a vapore, che per funzionare avevano bisogno, almeno in Italia, di due agenti: un macchinista ed un fuochista, il quale ultimo era addetto a spalare carbone nella caldaia (e un gruppo di locomotive, le 691 FS, avevano bisogno di addirittura due fuochisti); oggi, una moderna locomotiva elettronica (tipo la E402B di Trenitalia) si guida con delle leve simili a joystick, ed addirittura dispone della marcia automatica con velocità impostata, ossia il macchinista fissa la velocità a cui deve andare il treno, e la locomotiva la mantiene automaticamente costante. Direi che c'è differenza tra oggi e una volta, no? E credo che sia a favore di oggi.

Anonimo ha detto...

Sì, probabilmente qualche frenatore può darsi che cadde dal treno, in alcuni casi.

Anonimo ha detto...

Non solo, ma rimanendo in tema, va anche detto che la tecnologia di oggi consente di correggere eventuali errori umani, Restando nell'esempio di carattere ferroviario, oggi inl macchinista dispone di diversi sistemi di sicurezza atti a correggere eventuali sbagli: si pensi per esempio all'SCMT (Sistema Controllo Marcia Treno), che oggi è obbligatorio per tutti i treni circolanti sulla rete RFI, e che vigila sull'operato del macchinista (principalmente sul rispetto dei segnali e della velocità di linea), e nel caso quest'ultimo sbagli, tale apparato corregge automaticamente l'errore, rallentando il treno o addirittura fermandolo. Una volta, questi sistemi di sicurezza non esistevano.

Anonimo ha detto...

Sempre ad onor del vero, va comunque detta un'altra cosa. Per chi deve lavorare a contatto con il pubblico,
sotto certi aspetti può essere vero che è più difficile oggi di una volta, almeno qui a Roma, perchè il personale aziendale veniva visto dai viaggiatori come un'autorità da rispettare; oggi, purtroppo, non è più così.

Anonimo ha detto...

Ma infatti è un discorso molto complesso da fare, che spazia in vari campi. Sintetizzando i concetti fin qui espressi, potremmo dire che l'evoluzione della tecnologie e di certe normative di sicurezza e salute ha reso taluni lavori più facili e sicuri di una volta; viceversa, dato il degrado della società attuale, taluni altri tipi di lavori, cioè quelli a diretto contatto con il pubblico, possono essere diventati più difficili.

Anonimo ha detto...

Si, questo è vero. Negli anni settanta e ottanta, quando ero giovanissimo, mi ricordo che, se ti comportavi male, cozzavi contro tutto un sistema che ti richiamava: i genitori a casa, la maestra a scuola, il prete in parrocchia, il vigile urbano per strada, e di conseguenza il fattorino e il conducente sull'autobus.
Oggi tutto questo non esiste più: se la maestra a scuola ti richiama, il giorno dopo i genitori, anzichè sgridarti, vanno a far richiamare la maestra stessa, e questo succede anche negli altri campi. E' chiaro quindi che, in questo stato di cose, anche il personale aziendale preferisce non intervenire, a parte poi il discorso di pure mansioni assegnate.
Di recente, su un treno, il capotreno ha richiamato un ragazzo che infastidiva i viaggiatori; ebbene, quest'ultimo si è andato a lamentare dal padre il quale, anzichè richiamare il figlio, ha aggredito il capotreno. Purtroppo, ormai, siamo arrivati a questi livelli.

Roberto ha detto...

Non ho alcun dubbio che esistano aziende migliori, anche perchè non ho mai affermato il contrario.
Non so se io sia mejo o peggio de chi me comanda, di sicuro ho un 730 leggermente diverso e non possiedo conti in paradisi fiscali.
Quello che cercavo di dire, con scarsa fortuna, è che in una realtà disfunzionale, agonizzante e prossima al fallimento come questa, accanto a persone di scarso valore, ne ho conosciute altre che non meritano la stessa considerazione.
Non nego affatto nè le sue competenze nè i problemi che si dovevano fronteggiare una volta magari, per completezza d'informazione, si potrebbe parlare anche delle difficoltà di chi è chiamato ad operare oggi.
A questo proposito, vi rimando alla lettura di un post del 19/12/13, riguardante le officine di Magliana.
Concordo pienamente con i due interventi che mi hanno preceduto.

Anonimo ha detto...

Ecco, finalmente vedo che stiamo iniziando a ragionare ed a valutare la situazione con obiettività e senza luoghi comuni. Finalmente!
Roberto, un cordiale saluto a lei ed a tutti i suoi colleghi che, nel bene o nel male, mandano avanti il tutto. In bocca al lupo! E speriamo che la situazione migliori per tutti in futro, per voi lavoratori e per noi utenti.

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