Ahoo, a Roma nun ze ponno fa i tram, nun ce sta spazio. Ecco la vecchia mappa delle linee tranviarie in città. Senza ulteriori commenti

16 febbraio 2014

42 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Cazzo smantellarono tutto nel corso degli anni

Anonimo ha detto...

A Roma il tram è stato un mezzo di trasporto che non ha mai avuto particolare apprezzamento, purtroppo, nonosatante a Roma circolò per la prima volta in Italia un tram elettrico (1890), poco prima della tramvia Firenze-Fiesole. L'anno di massima espansione di tale sistema si ebbe nella Capitale tra il 1926 ed il 1929. Poi il regime di quell'epoca impose una drastica riforma del sistema tramviario, iniziata il 1 Gennaio 1930, che previde l'esclusione dallo stesso dal centro storico e la contemporanea realizzazione di due importanti circolari: la Rossa e la Nera, dette rispettivamente ES ed ED la Rossa e CD e CS la Nera, che furono attivate nel 1930 la Nera e nel 1931. Ma il vero colpo di grazia al tram fu dato con le Olimpiadi del 1960, in previsione delle quali furono erroneamente smantellati diversi percorsi anche in sede propria, come ad esempio sul Muro Torto, dal quale scomparve la Circolare Nera nel 1959, oltre ad altre linee: si era in pieno boom automobilistico, ed il tram "dava fastidio" alla nascente automobile. A differnza di Milano e Torino, che mantennero una estesa rete tramviaria, a Roma la stessa fu ridotta quasi all'osso, e negli anni settanta rischiò la totale scomparsa; fortunatamente non fu così, e negli anni susccessivi si è assistito a timidi tentativi di rilancio del tram, come nel 1990, quando fu attivata la tramvia 225 (oggi 2) ed entrarono in servizio i moderni tram SOCIMI serie 9000, a pianale parzialmente ribassato. Poi, nel 1998, fu la volta della tramvia 8, che portò al contemporaneo acquisto dei tram da 30 metri serie 9100 e 9200.
Oggi, il tram in forma moderna sta
venendo rivalutato in molte città europee e mondiali: la stessa Parigi, nonostante lo tolse nel 1930, lo ha reintrodotto, e la stessa Francia sta reintroducendo tramvie a tutto spiano in moltissime città. Anche in Germania le tramvie ricoprono un ruolo importante; in alcuni casi, esistono anche linee tramviarie per le merci, in quella nazione.
In Italia, il tram è stato reintrodotto a Firenze, a Palermo, a Messina, a Sassari, a Cagliari, a Bergamo ed in alcune altre città.
I vantaggi di tale sistema di trasporto sono: bassi costi di costruzione, manutenzione ed esercizio; lunga durata dei mezzi; nessuna forma di inquinamento ed elevata accessibilità dei rotabili. Secondo le cosiddette "zone di convenienza", è il mezzo di trasporto ideale, come economia di esercizio, per soddisfare domande di trasporto di tipo "medio", ossia comprese tra i 4000 ed i 10000 viaggiatori/ora per senso di marcia; al di sotto di tali valori è sufficiente l'autobus, mentre al di sopra occorrono le metropolitane.

Guido Costantini ha detto...

Hanno ragione.. se fai passare un tram per via del babbuino e via della scrofa, come si vede sulla mappa, come minimo devi togliere tutto l'ammasso di ferraglia ch e adesso sta su entrambi i lati della strada. E lungo tutta via Appia Nuova? Ma siamo impazziti, la quart afila come si fa?

Anonimo ha detto...

Allora, bisogna chiarire alcuni punti. Come ho già detto, è impensabile rimettere il tram in vie come via della Scrofa, ma su alcune direttrici a media domanda, caratterizzate da viali larghi o comunque spaziosi, si potrebbe benissimo rimettere. Nel cassetto ci sono almeno 20 progetti di fattibilità di nuove linee tramviarie, che su percorsi dove la domanda di trasporto è di tipo medio, come ho detto sopra, darebbero sicuramente un valido contributo alla mobilità urbana, con costi e tempi di realizzazione non eccessivi.
In Francia, in città come Grenoble, Lille, Bordeax ecc. ci sono zone centrali dove ci si va solo con il tram, e nella stessa Parigi è stato reintrodotto, nonostante la fitta rete di metropolitane di cui essa è dotata.

Anonimo ha detto...

Esatto, e mica solo in Francia. Basta vedere anche a Vienna, oppure in Germania, ed anche in Olanda e Gran Bretagna: tutte nazioni dove le tramvie fanno la parte del leone.

Anonimo ha detto...

Vabè.... è un colpo basso, sto morendo (no, per il vero è una settimana che ho smesso di fumare....un pacchetto al giorno dal 1994....sto morendo per quello)...dicevo, pubblicare la pianta delle rete tramviaria del 1925 è un colpo veramente da infarto....

Però eh? Siamo utili anche noi; sì noi...quei marziani che vanno in giro a fotografare autobus e tram in tutto il mondo, quelli che vengono additati come "appassionati di Trasorto Pubblico Urbano" , "Gli appestati!"....Be' però siamo utili sul serio perché spulciando spulciando qualche cosa su qualche nostro sito si riesce a trovare....quella del 1896 ce l'avete?....ehm ehm io sì.....c'erano già i binari che tutt'ora sono su Via Marmorata e su Via Principe Eugenio...non sembra ma lì il tram fa avanti e indietro da 120 anni....

Visto guys che bellezza la rete tramviaria della nostra città? Un paio d'anni prima del completo smantellamento (1° Gennaio 1930) avevamo raggiunto quota 53 linee e la seconda rete tram più estesa del mondo dopo Pittsburgh....

Poi cominciò a saltare l'impianto da Largo tritone a Largo Chigi, poi a Via dei Condotti, poi al Pantheon e poi... "puff" Sua Eccellenza Cavaliere Vossia Chery Mon Amour Benito Mussolini non vedeva il tram di buon occhio per la sua "rivoluzione" e quindi lo ridusse di 2/3 lasciando però almeno una buona ventina di linee (anche perché parecchio impianto nasceva in luoghi più periferici... e non si poteva mica rottamare centinaia di tramvieri e bigliettai, dopo aver rottamato 2/3 del parco rotabili eh...???


Altra ecatombe le Olimpiadi del 1960, altra riduzione di un buon 50% della rete e nel Novembre 1973 il minimo storico: 4 linee....fortuna che venne l'"Austerity" (per i più piccini si trattava di una cosa che, come una specie di sortiliegio fece aumentare il prezzo del petrolio a dismisura!!!)e quindi un supporto di TPL tra i più capaci, economici ed a impatto ambientale pressoché nullo da condannato che era, divenne INDISPENSABILE!!!!! ALT !!! RETROMARCIA!!!! TUTTI A DIRE W IL TRAM CHE CI SALVERA'!!!!!



E dopo 40 annai di chiacchiere sulla "cura del ferro" oggi ci sono solamente 2 linee in più....

Su coraggio vecchio mio....coraggio caro vecchio tram, ti vogliamo bene, vedi? Sei sui siti web ecologici, della "Città da salvare" Ah...se potessimo essere in Francia...dove negli ultimi 15 anni sei ricomparso in 28 città....sì sì, avete capito bene, 28 città della Francia hanno almeno 2 o 3 linee tramviarie....


"E va bene noi si ha l'Obama della Leopolda Diobonino!!!!"



Voster Semper Voster Tramvinicyus
studioso e appassionato di TPL dal 1982.

Trasporto Pubblico Urbano
Social Network dal 1891
(primo tram elettrico a Roma)



GRAZIE!!!!!!! XXXXXXXXXXXXXXXXX

Anonimo ha detto...

A Milano ci sono moderne metrotramvie che, in alcuni punti difficili, passano anche in sotterraneo. Alcune linee poi arrivano addirittura fuori città, come ad esempio a Cinisello Balsamo, od a Rozzano.

Anonimo ha detto...

Totalmente d'accordo con te, Vinicio! Si potebbe fare una lista lunghissima di soppressioni ferrotramviarie fatte al disservizio della città e della Regione Lazio, incluse le Tramvie Dei Castelli e la ferrovia Roma-Fiuggi.

Anonimo ha detto...

Ma....ho un misterioso ammiratore....chi sarà????!!!!

Trammy

Anonimo ha detto...

Il tram non è incompatibile con uno sviluppo moderno e "sostenibile" della città, soprattutto con le zone esterne. Se volete tre esempi di come si possa fare in modo efficace consiglio di "studiare" le reti di Porto, Strasburgo e Bruxelles, dove ci sono le cosiddette "pre-metro", cioè dei percorsi parzialmente all'aperto e parzialmente al coperto come le metropolitane. Soluzioni semplici che si adattano a parti della città diverse tra di loro, dove una sole delle due situazioni non può gestire tratti medio-lunghi. Come da noi, per esempio.

Anonimo ha detto...

e comunque, per chi vuole farsi del male, ci sono sempre i progetti metro dell'acotral del 1986, prima che i signori di tangentopoli si mangiassero tutta la torta di italia 90 lasciandone solo il tratto rebibbia-termini: http://metroundergroundspa.files.wordpress.com/2012/02/progetto1986.jpg

matteodefelice ha detto...

E parliamo del tram che collegava Roma a Tivoli? :)

http://www.tramroma.com/tramroma/rete_ext/tfe/rt_ind.htm

Anonimo ha detto...

Basterebbe chiudere le strade del centro e renderle accessibili solo ai tram, un po' come hanno fatto nel centro di milano.
Allo stesso tempo però dovrebbero costruire parcheggi di scambio sotterranei in corrispondenza delle varie fermate fuori dal centro storico e dall'anello ferroviario.

Anonimo ha detto...

Totalmente d'accordo con tutti voi.

Anonimo ha detto...

Pero’ il tram ha anche dei problemi:
-Fa un bel casino. Non credo si possa ridurre il rumore piu’ di tanto.
-Quando se ne rompe uno o c’e’ un incidente si blocca tutta la linea. Anzi la rete, se capita nel posto sbagliato.
-Arredo urbano antiestetico - cavi, separazione della carreggiata

Adesso non mi dite che preferisco la doppia fila, quando vivevo a roma non avevo nemmeno la patente. Ma la venerazione del tram a me ha sempre lasciato perplesso.

Anonimo ha detto...

Persino Praga ha fitta rete di Tram:
link

Per Anonimo 2:08 PM non mi sembra nemmeno che stoni tanto con il resto della città se manutenuto bene....
link

Per concludere, il tram a di Istanbul che passa anche la neve.
link

Anonimo ha detto...

Allora, qui bisogna precisare alcuni punti.
1) Non è vero che il tram fa un bel casino; o meglio, dipende da tanti fattori. Se si ha a che fare con vetture moderne e ben realizzate e con binari moderni e dotati di nuove tecnologie di assorbimento delle vibrazioni, il tram è silenziosissimo, molto più del traffico automobilistico privato, e non inquina atmosfericamente, poichè non emette gas di scarico. Ad esempio, mi ricordo che quando a Milano entrarono in servizio i primi jumbo tram serie 4900 erano talmente silenziosi che si sentiva soltanto lo strisciare del pantografo sul filo di contatto.
2) Il fatto che se una vettura si rompe blocca tutto è, eventualmente, un difetto comune a tutti i mezzi su rotaia, ma a questo inconveniente si può ovviare in molti modi: la vettura dietro può spingere quella avanti fino al primo binario di ricovero, ad esempio, oppure si fa arrivare un trattore stradale. Inoltre, molti tram moderni hanno equipaggiamenti ridondanti, ossia doppi, così da ridurre al minimo il rischio di avarie tali da "restare per strada". A parte poi il fatto che, in strade strette, anche un autobus guasto può bloccare tutto.
Inoltre, una rete tramviaria deve avere il più possibile cross-over, binari di sosta, itininerari alternativi e così via, e ciò consente di ovviare a tali inconvenienti.
Ricordiamoci poi che il tram è il mezzo di trasporto economicamente più conveniente per domande di trasporto di tipo medio, ossia comprese tra i 4000 ed i 10000 viaggiatori/ora per senso di marcia; al disopra di tale valori conviene la metropolitana, mentre al di sotto l'autobus.
E' chiaro poi che ogni sistema ha i suoi difetti intrinseci, ma visto che moltissime città europee e mondiali hanno scelto di risolvere il problema della mobilità puntando sul tram, e ci sono riusciti, credo che qualcosa voglia dire.
Per apprezzare il tram consiglio di andare in città tedesche, svizzere o francesi, per vedere i notevoli vantaggi da esso offerti.

Anonimo ha detto...

A parte poi che ci sono anche vetture di una certa età che sono silenziose. A Roma, per esempio, avevamo i tram della serie 8000 "all-electric", in servizio dal 1957 al 2003 (ed ingiustamente dismesse) che erano alquanto silenziose, poichè montavano ruote elastiche ed ottimi carrelli tipo PCC B3M, di diretta derivazione dagli ottimi tram tipo PCC americani.
Sempre a Roma, anche le anziane vetture articolate "STANGA" ATAC della serie 7000, costruite nel 1948 e tuttora in servizio, sono state in tempi recenti rese più silenziose grazie ad un piano di ammodernamento, studiato dall'ATAC insieme con la ditta TIBB, che ha previsto la modifica delle originarie boccole a strisciamento
con quelle a rulli, nonchè l'applicazione di ruote elastiche, e tutto questo ha reso anche le anziane Stanga abbastanza silenziose.

Anonimo ha detto...

Si può fare anche senza separazione della carreggiata ma in questo caso ci vuole un tram massiccio per evitare che le auto blocchino il traffico. Tipo questo

http://www.youtube.com/watch?v=fvsRcpzFrCU

Anonimo ha detto...

Certamente. Ci sono tanti modi di costruire le sedi tramviarie, a seconda dei casi specifici.

Anonimo ha detto...

Comunque il video da te indicato si riferisce non ad una tramvia, ma ad una ferrovia: si tratta, infatti, del transito di un lungo e pesante treno merci nella città di Salem, Oregon, USA.

Anonimo ha detto...

Lo so, era una battuta. Certo non avevo mai visto treni che passano per strada in quel modo, il problema è che a Roma ci vorrebbero quei bestioni per "dissuadere" le auto dall'invadere i binari con conseguenti blocchi. Ma anche con le corsie protette poi ci sono gli inevitabili attraversamenti a raso con semafori che nessuno rispetta e quindi la velocità scende di parecchio.

Anonimo ha detto...

Sì, però mi ricordo che nel 1990, quando fu attivata la tramvia 225, si dimostrò che il fatto di proteggere le sedi e di asservire semaforicamente gli incroci al tram, poi alla fine dava i suoi risultati in termini di velocità commerciale e tempi di percorrenza, unitamente poi all'impiego, per la prima volta a Roma, di tram a pianale ribassato e capaci di buone accelerazioni.

Anonimo ha detto...

...che poi nulla vieta, in alcuni incroci particolarmente "difficili", di costruire anche brevi tratti in galleria, come è stato fatto, ad esempio, a Milano e Torino.

Anonimo ha detto...

Oddio. A memoria "i vecchi tram" erano dei "baracchini" che NON avevano gli ingombri di alcuni degli attuali (non a caso noti anche come jumbo-tram - quelli che non riuscivano a girare se non avevano un campo di calcio a disposizione).
E' una questione di scelte tecniche e politiche. Ma a Torino si lamentano delle "polveri fini" rosse emesse dai tram (freni ? usura delle rotaie ?)

Anonimo ha detto...

Allora, precisiamo anche questi punti. I tram moderni non emettono nessun tipo di polveri particolari, se non quelle emesse dalla normale usura dei freni a disco, considerando anche che i tram frenano principalmente sfruttando il principio di reversibilità delle macchine elettriche, e quindi usando i motori come generatori, senza la minima emissione nociva; i freni a disco si usano solo per l'arresto finale del mezzo. Se andiamo a vedere, quante polveri emette allora un autobus? A parte il motore, vi è anche l'inquinamento causato dallo sbriciolamento progressivo delle gomme sull'asfalto. E dell'inquinamento di automobili e motorini, non ne vogliamo parlare, sia acustico che atmosferico?
Per quanto riguarda l'ingombro dei moderni tram, è normale che si usino, oggi, vetture lunghe: il grande pregio del tram è proprio la capacità di trasporto, maggiore rispetto ad autobus e filobus non essendoci il vincolo dei 18 metri imposto dal codice della strada. E poichè la capacità di trasporto di una linea dipende sia dalla frequenza dei passaggi che dalla capienza dei mezzi, sulle linee a domanda medio-alta devono esserci elevata frequenza dei passaggi ma anche elevata capienza, che è poi anche il principio delle metropolitane: alta frequenza dei passaggi ed alta capienza dei treni.
Ma poi, ripeto: nella sola Francia, ben 28 città hanno reintrodotto il tram, in forma moderna. Qualcosa vuol dire, immagino.

Anonimo ha detto...

Esatto. Infatti, il principio base attuale è che, nelle città, gli autobus devono progressivamente "sparire" dalle linee a forte traffico, per rientrare nei loro compiti di apporto agli assi centrali di trasporto, ossia alle direttrici "di forza", che vanno invece esercitate su rotaie, a seconda delle domande di trasporto: tramvie tra i 4000 ed i 10000 viaggiatori/ora per senso di marcia, metropolitane oltre i 10000. Tutto questo se si vuole ottenere una corretta economia di esercizio, senza costi astronomici.

Anonimo ha detto...

E mica solo in Francia è molto usato il tram. Anche in Svizzera, Austria, Germania (qui ci sono anche tram merci), Gran Bretagna, nonchè alcune cittadine degli USA e del Canada, ed in altre parti ancora.

Anonimo ha detto...

A Dresda, in Germania, circolano dei tram moderni lunghi ben 45 metri. Inoltre, sempre in quella città, esiste un trasporto tramviario di merci, ed esattamente per la fornitura della manifattura dei vetri della Volkswagen. Anche a Vienna è allo studio l'utilizzo delle tramvie per trasportare merci, mentre a Zurigo, in Svizzera, circola un tram per la raccolta dei rifiuti urbani. Ma parliamo di città avanti anni luce rispetto a Roma...

Anonimo ha detto...

E non solo. Sempre in Germania si va diffondendo addirittura il "tram-treno", ossia convogli tramviari in grado di viaggiare anche su alcuni tratti ferroviari urbani.

Anonimo ha detto...

Anche a Parigi esiste una linea tramviaria effettuata con vetture tram-treno, la linea T4, gestita dalle Ferrovie Francesi SNCF.

Anonimo ha detto...

La rete di tram di Karlsruhe (Germania), che ha fatto scuola, ha avuto origine dall'interconnessione di una rete tranviaria preesistente con la rete ferroviaria nazionale estendendosi successivamente fino a raggiungere le città di Baden Baden e Heilbronn. Giunto qui, il tram-treno esce dalla ferrovia comportandosi come un normale tram urbano. Pensate un po' quanto sono avanti rispetto a noi...

Anonimo ha detto...

Io penso ai casini che si verrebbero a creare a Roma unendo linee tranviarie e ferroviarie visto che già separate funzionano male. Se è per questo, in Giappone ci sono casi di linee di treni extraurbani che si incanalano nelle linee della metro quando entrano in città. Ma occorrono gestioni che sono al di fuori della norma in questo paese.
Tornando al tram, se ricordo bene ci sono stati errori di progettazione che impediscono per esempio di usare entrambi i binari a piazzale Flaminio. E poi mi pare ci fosse una curva fatta male non percorribile, o qulcosa del genere. Chi ne sa di più?

Anonimo ha detto...

Purtroppo qui a Roma diverse opere trasportistiche (e non solo) vengono costruite con superficialità, e gestite anche con altrettanta superficialità. E' un andazzo tipico di Roma. Secondo me il tram-treno si potrebbe invece fare anche qui, modificando alcune normative, ma il problema è chi, poi, lo saprebbe gestire, ed infatti su questo sono d'accordo.
A piazzale Flaminio attualmente mi pare che si usi anche il secondo binario, in alcuni casi. Probabilmente non è ancora funzionante il comando a radiofrequenza dello scambio in arrivo a piazzale Flaminio. Circa la curva sbagliata, mi pare che sia quella che, venendo da piazza Mancini, consente di poter andare a viale Belle Arti. Non so, però, se sia sbagliato il tracciato o se sia l'ATAC a non voler utilizzare tale istradamento, per non so quali suoi timori.

Anonimo ha detto...

C'erano altre strade, meno palazzi. E' come dire che prima degli antichi romani si potevano fare dodici linee di metro senza incappare nella sovrintendenza archeologica.

Anonimo ha detto...

Comunque ci sono diversi progetti esecutivi già pronti di fattibilità di nuove linee tramviarie, ovviamente su strade che, per dimensioni e conformazione urbanistica, permettono il passaggio del tram. Il punto è il volerci o meno metterci mano.

Anonimo ha detto...

Io sono una grande fruitrice del tram 8...molte furono le lamentele all'inizio ma la verità è che non inquina, non ha barriere architettoniche, è veloce perchè fa tutta la preferenziale e ti godi Roma, a Roma metterei 20 linee di tram la gente approverebbe...

Anonimo ha detto...

Totalmente d'accordo. Che poi, le lamentele iniziali sull'8 furono per il fatto che si partì male, cioè con vetture poco capienti (i tram Socimi anzichè i jumbo tram attuali, Cityway) e con una immediata ristrutturazione della rete di autobus circostante, mentre in tali casi la rete va modificata progressivamente, in più fasi, come fu fatto ad esempio quando fu attivata la linea A della metropolitana, nel 1980. Tra l'altro, va precisato che non fu sfruttata una possibilità tecnica dei tram Socimi, che è quella di poter funzionare accoppiati a due a due e condotti da un solo conducente (si chiama "comando multiplo";); poi, una volta completata la consegna delle nuove vetture Cityway, cioè quelle attuali, la situazione si è progressivamente normalizzata.

Anonimo ha detto...

Proprio in questi giorni, invece, è apparsa la notizia secondo la quale il tram 3 non può essere riattivato fino a Trastevere (suo capolinea reale) a causa di un veto imposto dalla Direzione Regionale Beni Culturali e Paeasaggistici del Lazio, secondo la quale il necessario rifacimento delle banchine di fermata a Porta Portese va bene solo per quella a lato della citata porta, mentre non andrebbe bene il rifacimento di quella lato San Michele, chissà poi perchè...

Roma fa schifo ha detto...

Dici sul serio? Hai qualche cosa che prova questo?

Anonimo ha detto...

E' una notizia apparsa alcuni giorni fa (mi pare lunedì 17 febbraio u.s.) sul Corriere della Sera, in risposta alla lettera di un lettore. Ecco il link:
http://forum.roma.corriere.it/una_citta_mille_domande/17-02-2014/tram-3-e-soprintendenza-2470466.html

Anonimo ha detto...

Comunque, visto che l'argomento tram ha suscitato un certo interesse, per chi desiderasse saperne di più sulla storia e sulla tecnica del tram a Roma consiglio di dare un'occhiata a questo sito (ecco il link):

http://www.tramroma.com/tramroma/

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