Come riqualificare i mercati rionali? Qualcuno compri a Marta Leonori un biglietto del Frecciarossa per andare a Bologna al Mercato delle Erbe

30 gennaio 2015










Roma è all'anno zero del mercato rionale, questo è evidente a tutti. O per incapacità dell'amministrazione, o per mancanza di una visione, o per ignoranza di politici, operatori economici e cittadini, o per ottusità di cooperative e commercianti. Beh, sarà quel che sarà, ma la città è l'unica in occidente a non ripensare - una piccolisssssssima eccezione il mercato in fondo a Viale Parioli e qualche spunto a Testaccio - come adeguare i propri mercati rionali. Alcuni sono ancora delle bidonville pericolose, fetenti e foriere di malattie (pensate a Piazza San Giovanni di Dio, una roba di cui dovrebbe parlare il Parlamento Europeo), altri, quelli che almeno una struttura ce l'anno, da Via Chiana a Via Magna Grecia, da Ponte Milvio a Trionfale arrivando a Via Baccina, a Testaccio o a Cola di Rienzo, aprono all'alba e chiudono a pranzo. Una autentica follia sotto ogni punto di vista. 
Ovviamente altre città stanno affrontando e risolvendo questa faccenda. All'estero già da anni (come su quasi tutte le partite economiche siamo una trentina d'anni indietro), basti pensare a Chelsea Market a New York, Borough Market a Londra, San Miguel e San Antòn a Madrid, Boqueria a Barcellona, Ribeira a Lisbona e avanti così, ad esempio, in tutte le città dei paesi nordici, da Stoccolma a Amsterdam.
A Roma niente. "Aho se svegliamo presto ma che dovemo pure sta aperti er pomeriggio?". Certo che si se guadagni bene, dai servizi e magari riesci a assumere altre persone che coprano i turni. Certo se vivi una vita al limite della legalità, se non fai uno scontrino neppure sotto minaccia e se sei più al nero che altro ovvio che non hai alcun interesse a strutturarti come un'impresa seria. Questo è. Rispetto a questo disastro il comune non fa nulla o quasi. E così la città rinuncia ad avere servizi che altrove generano economia, posti di lavoro, qualità per i turisti che si divertono, spendono, ritornano.

Mentre i nostri mercati sono chiusi e sbarrati (se non, in alcuni casi, abbandonati anche perché abbiamo deciso di trasformare in mercato i marciapiedi, rubando spazio pubblico e riempiendo la città di un format commerciale, la bancarellademutande, che non ha cittadinanza neppure nelle peggiori repubbliche centroafricane), a Bologna il Mercato delle Erbe, luogo della tradizione in pieno centro, sta aperto fino alle 2 di notte. E non pensate a movida e casini. La maggior parte dei banchi chiudono, ma quelli che restano aperti si sono attrezzati. C'è il posto che fa cucina pugliese, c'è il banco che fa dim sum asiatici ma fatti tirare a mano dalle sfogline emiliane e una volta a settimana fa una serata dedicata al bere di qualità, c'è il ristorante del pesce, immerso nell'area delle pescherie, che di giorno è un ristorante vero e proprio e la sera prepara solo squisite tapas, c'è il posto che prepara panini gourmet. E a metà dicembre, occupando tutta un'ala del mercato, ha aperto "Altro?" (come la richiesta che i commercianti fanno ai clienti), un format che comprende bar, panineria, pizzeria, ristorante vegetariano con un centinaio di posti a sedere. Il tutto con un arredo azzeccatissimo: grande eleganza e buon gusto. Perfetto inserimento nel contesto.

E sempre tanta, tantissima gente che mangia e si diverte in maniera composta. Il mercato si riempie di giovani che passano davanti ai banchi chiusi e buttano l'occhio. Una funzione quasi didattica che permette ai frequentatori di visualizzare all'istante quali siano frutti e verdure di stagione. Per magari poi tornare l'indomani a comprarle quando tutto il mercato tradizionale sarà riaperto. E dunque una crescita dei fatturati anche dei banchi che comunque rimangono chiusi.

Insomma ci guadagnano tutti: i commercianti, l'amministrazione, i visitatori e turisti e in fine i clienti. L'unica cosa che ci perde è l'abitudine a lasciare le cose come sono. La sciatteria e la pigrizia intellettuale, quelle si, vanno a farsi benedire. Sia mai eh...!? Evidentemente questa città ritiene di potersi permettere il lusso di lasciare brani di economia e di business inutilizzati, improduttivi. Tanto poi basta tagliare la cultura, basta tagliare i servizi, basta risparmiare sugli asili nido. Perché mai mettersi a lavorare per far girare le cose e diffondere benessere quando c'è ancora spazio per far pagare a tutti l'inefficienza e le cattive pratiche diffuse? E poi, tanto, a Roma nessuno si arrabbia. Questi ragionamenti - e soprattutto la quantificazione (decine di milioni di euro all'anno) della perdita di tutti noi dovuta alle mancate riforme della città - li fa al massimo Roma fa Schifo. Nessun altro. Non leggerete nulla di simile da nessuna altra parte. Questo è.

35 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Concordo al 100%: In tanti posti in giro per il mondo i mercati sono luoghi dove il cibo si compra e, allo stesso tempo, si può mangiare.
I mercati sono luoghi che attirano anche i turisti (v. Barcellona).
Per riuscirci anche a Roma servirebbe buona volontà da parte di tutti, operatori e Comune, merce questa che ha sempre scarseggiato nella città eterna.
Il bottegaio romano ha sempre preteso che gli altri debbano star chiusi quando è chiuso lui, e lui vuole stare aperto il men o possibile in m odo da concentrare i guadagni su un orario il più possibile ridotto.

Anonimo ha detto...

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_30/giunta-marino-record-appalti-senza-gara-non-c-era-bilancio-763845da-a852-11e4-9642-12dc4405020e.shtml

Grande CANTONE !! AHAHAHAHAH

Anonimo ha detto...

AVVISO:
Marino vuol vendere, prima che lo licenziano, la quota maggioritaria di Roma fa Schifo! Prezzo affare!
Chiunque fosse interessato può inviare una email a romafaschifo@gmail.com
p.s. non è prevista nessun tipo di gara!

Anonimo ha detto...

a me un mercato struttrato come quello di bologna fa schifo,il mercato e' mercato quella cosa li e' un'altra cosa per fichetti e radical chic.

Anonimo ha detto...

Il nuovo mercato di testaccio è costruto proprio su queste linee guida: http://www.testaccionews.it/index.php/11-home/42-nuovo-mercato-di-testaccio.
Ma ci sei mai stato??

Massimo Trabucchi ha detto...

Dico la mia, da tempo ho una idea che risolverebbe, secondo me, la questione e darebbe enorme linfa alla produzione agricola di zona (ed oltre eventualmente).
Se Comune e Regione facessero un accordo con Coldiretti, eventuali associazioni di categoria varie, UMA, etc. e si facesse una bella opera di ripristino di mercatini in giro per la città, fino in periferia ovviamente, con strutture che non devono essere per forza faraoniche, ma essenziali e funzionali, con un po' di buon gusto e si dessero i banchi (che ovviamente devono essere controllatissimi e seguire regole ferree) in comodato gratuito o quasi DIRETTAMENTE ai coltivatori od allevatori che ne facciano richiesta (a differenza di ora che chiedono decine di migliaia di euro per un banco fatiscente) semplicemente applicando una minima aliquota al venduto, si otterrebbero tre risultati, decoro innanzitutto, con mercatini che offrirebbero cose di prima qualità a prezzi sostenibili in quanto si evitano dei passaggi, un ritorno non indifferente per il Comune sia economico che mediatico e, cosa importantissima, nuova linfa per l'agricoltura che potrebbe produrre bei posti di lavoro, visto lo stato in cui versa attualmente in cui dobbiamo buttare le nostre produzioni per far venire qualunque cosa dall'estero.
Che ne pensate?

antonio ha detto...

Secondo me si confondono due aspetti. Io ho il mercato rionale (centocelle) a piazza delle Iris. Non lo trovo indecente. Anzi. Abbastanza pulito. Banchi mediamente ordinati. Per me il mercato (specie in un quartiere popolare) deve esser questo. Magari si potrebbe dare un minimo di uniformità ai banchi, organizzarli in modo più intelligente. Ma sono aspetti secondari. Quello che non va, e su questo il RFS ha più volte espresso la sua opinione è il contesto. Fuori dal mercato macchine parcheggiate a cazzo, venditori ambulanti, che, di fatto, impediscono la reale fruizione del mercato. Perchè, e questo è assolutamente positivo, il 99% dei clienti viene A PIEDI al mercato! quello schifo che trova fuori NON è funzionale alle attività è schifo e basta.
Concludo suggerendo messamente di non dar peso al coglione di turno che prova a polemizzare: chi si indega e si industria per migliorare le cose evidentemente paga le tasse, e ha una percezione della "possibile" qualità della vita che questo cretino non immagina nemmeno.

Anonimo ha detto...

hai detto proprio una cazzata che non c'entra nulla con quello che doveva essere la cazzata di questo argomento, sei fuori cazzi.

Anonimo ha detto...

a roma c'è e-italy che assolve a questo compito ma capisco che è poco per una capitale

Anonimo ha detto...

Eccolo il romano spaventato che qualcosa cambi! La pecora, per usare un termine che piace nei commenti. La pecora volgare-troll (siete radical chic, il mercato deve puzza’ de pesce) e la pecora ragionevole-educata (ma in un quartiere popolare… il mercato va bene cosi’).

Ma perche’ questo riflesso condizionato pavloviano? Mica si sta dicendo che i mercati tutti e per legge devono diventare bistro’. Gli esempi citati nell’articolo sono tutti in aree centrali. Quelle in cui magari capita anche un turista, Ci sarete stati dico in una di queste citta’ no? (la pecora troll, no – ma lo sappiamo). Vi avrebbe fatto piacere trovare uno di questi posti, per conoscere un po’ di cultura gastronimca del posto? Mischiando turisti e gente del luogo. Cosa che fateci caso, a Roma capita pochissimo, perche’ il turista e’ un bersaglio da fregare, mica un cliente come gli altri.

Forse non ha senso un’operazione cosi’ a Centocelle, ma a Piazza Vittorio, o anche in zone semicentrali come Trionfale o Flaminio, ce l’ha eccome.

Anonimo ha detto...

Chi eataly quello che quando era partito era solo per gli snob e che poi visto che i ricchi son splilorci ha cambiato, almeno così dicono, di poco rotta?
Provate a proporre di fare la spesa da eataly alla gente che non riesce, coi soldi, ad arrivare a fine mese vedete cosa vi dice.
Al mercato si va a fare la spesa non i fichetti e radical chic.
RFS = PETER PAN ( L'isola che non c'è ) = FAVOLE

Anonimo ha detto...

dovremmo fare un bel bando...ci pensa Marino a trovare il vincitore ;-)

Anonimo ha detto...

ao è giusto ar mercato nun se fa a spesa, ce se siede se parla se legge er giornale e se sta a parlà.
Nà voltà ce o dissi a mi madre e me rispose: se io faccio e cazzo de cose che dici tu quando te ritiri te mangi codica e a famija chi ce pensa tu sorella?

Anonimo ha detto...

Eataly potrebbe essere un mercato rionale?
Voi siete matti a fare ipotesi del genere!
Bla bla bla !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

antonio ha detto...

All'anonimo del gennaio 30, 2015 1:14 PM

Prima di dare della pecora a qualcuno, prova a leggere con attenzione quanto ho scritto. Perchè, probabilmente, con sforzo, capiresti che stiamo dicendo esattamente la stessa cosa.
Ovvero: dove economicamente conveniente (P.zza Vittorio, Flaminio...) il modello potrebbe esser quello proposto altrove, BASTEREBBE, un minimo di civiltà. Aggiungo, tanto per chiarire, che "il minimo di civiltà" è condizione necessaria sempre perchè hai voglia di fare il Bistrò figo ma se poi fuori parcheggiano a cazzo ti passa la voglia di andarci (come accade a me per Eataly). Voglio sperare che tu non stia teorizzando che i quartieri periferici (???) o popolari meritano questo schifo e invece occorre intervenire solo al centro. Se è questo il tuo pensiero...beh sei molto peggio di una pecora.
Senza polemiche

Anonimo ha detto...

ao chi so questi che vogliono migliorare Roma e po vojono fa il mercato de serie A e er mercato de serie B.
nun me dire che tu stai a abità vicino a quello de serie A!
mannace tu madre e tu sorella a quello de srie B!
A razzista.

Anonimo ha detto...

Intanto Eataly fa un sacco di soldi, assume e paga le tasse. Pero’ certo e’ ddde sinistra… dovevano farlo organizzare a Tredicine. Sarebbe venuta fuori una cosa davvero per la gggente, prodotti genuini, prezzi popolari, e pienamente in regola!

Anonimo ha detto...

Allora hanno fatto bene Eataly a farlo per i ricchi quelli che mettono gli stranieri a lavorare in nero o li trattano come schiavi.
Ma a Roma nun so tutti ricchi ve o state a scordà?
Hai visto che alla fine su sto blog stanno a scrive i ricchi e snob che nun fanno un caxxo nella vita e vojono e cose belle e poi stanno a scrive gli italiani medi che nun sanno come sta a sbarcà u lunario e guardano a e cose importanti da vita.
A vita è così ce sta sempre u signorotto da Leopolda che lo vuol mettere in culo al popolo, però i tempi stanno a cambià preparatevi cominciate a mettervi a pecora che fra poco ve in......!

Anonimo ha detto...

Me lo immagino il "bere di qualità" alle 2 di notte a Piazza Vittorio o a San Lorenzo o al Testaccio o a Trastevere.

Anonimo ha detto...

Ma Eataly i soldi li fa nun per mercato ma pe i ristoranti.
Cjo o detto a mi madre se annamo da Eataly a fa a spesa e po a magna' a i ristoranti de là o sapete che me sta a dì: " stì cazzi, volemo annà a fa a spesa o a magnà, sto' fijo da na mignotta ma chi te mette te ste cose nà capoccia? da quando stai a vedè internet qulla pagina de sporcaccioni de Roma fa Schifo nun stai a capì più niente me sembri nu pazzo. Và a lavorà o vattene a fanculo" Saggia donna mi madre!

Anonimo ha detto...

Si’ bravo sei proprio te il futuro, che pari uscito dai tempi di trilussa, co a madre e a sorella che te fanno a spesa e te lavano i carzini (vi dovreste intendere, con i musulmani). Spera, spera nella rivoluzione… che pure dovesse arrivare, se pensi di guadagnarci qualcosa tu sei un povero illuso.

Anonimo ha detto...

quindi tu stai bene così e allora perchè vuoi cambià Roma, io nun stò bene che sti caxxi e signorotti vojono cambià tutto pe sta bene loro e de noi artri nun se freganno njente.
ao ma nun è che tu se morto into o core e tutto te sta bene e pe sto motivo staje a pensà a tutte ste bojate.
a fijo da na mignotta io a vojo bene a mi madre e mi sorella noi semo na famiglia, me despiace che tu nun saie de cosa sto a parlà.
so' uno do popolo io nun so' cume e te!

Anonimo ha detto...

Dai che stai facendo finta. "I signorotti"… m'hai fatto pure ridere

mauro ha detto...

Ma scrivere in italiano no? Troppo difficile ?

Anonimo ha detto...

dietro il cattivo impiegodei mercati secondo me ci sono i viggili...sempre loro!!!

Anonimo ha detto...

Non dico il nome perché non voglio essere sospettato di fare pubblicità, ma conosco un mercato rionale di periferia dove c'è una pescheria che fa cucina e si mangia ottimamente pesce fresco a prezzi ragionevoli, serviti con estrema cortesia e pulizia, a pranzo e cena. A Roma, non a Parigi.

Anonimo ha detto...

Ma con Tripadvisor è facile trovarla, e quando qualcuno ha una buona idea a Roma e la mette in pratica merita di essere segnalato e lodato.
Claudio B

Anonimo ha detto...

8.24 e 8.28 pm, caxxo c'entra il vostro commento?

Anonimo ha detto...

Concordo. Il mercato è mercato. Ci compro la frutta e la verdura la carne il pesce il pane il salame il formaggio ed il vino pure sfuso. Ed è giusto che il pomeriggio chiude e ci sia un po di quiete. Se no diventa una roba da ricchi fighetti. E poi basta con questa mania dei turni e di stare sempre aperti!!!! I soldi da spendere non si moltiplicano nelle tasche della gente la gente quello che può spende, allungare l'orario significa solo la costrizione di lavoratori a lavorare in orari in cui il ritmo biologico della vita è fatto per mangiare, riposare, vivere il rapporto con i propri affetti familiari e non affannarsi a rincorrere falsi miti.

Anonimo ha detto...

Il mercato deve fare il mercato, il locale fa il locale. Questa cosa di mischiare tutto h24 pensando che la gente spenda ( come se i soldi moltiplicassero ), è inutile e costringe le persone che hanno bisogno di lavorare ad orari di lavoro sempre più incompatibili con i ritmi biologici della vita, che dovrebbero conciliare la possibilità di stare anche assieme ai propri affetti e coltivare qualche rapporto sociale. Qui mi sembra che si è perso il senso della realtà della vita.... Tutti ricchi fighetti che vivono una felice e spensierata esistenza e nelle loro giornate hanno tanto tempo libero e con tutta calma leggono il giornale, degustano prodotti tipici e di altissima qualità, girano in bici e/o a piedi o rigorosamente sui mezzi pubblici e spendono spendono spendono... E quindi ecco tanti posti di lavoro che come di incanto si creano ed una nuova prosperità è alle porte... Basta soltanto trasformare i mercati rionali! E perché non anche i supermercati , ipermercati, magazzini vari, magari anche i negozi di mobili!! Tra un arredo ed un altro ecco spuntare i prodotti tipici, ecologici biologici ed i portafogli magicamente si gonfiano e si aprono...

Anonimo ha detto...

Aggiungo che se questo tipo di cosa si sviluppasse in ogni dove, a fronte di questa ipotetica massa di turismo enogastrolussonomico e del tempo libero e fighetto h24 si contrapporrebbero lavoratorisempre ppiù sottopagati e sempre più schiavi di questo perverso sistema travestito di bello ed eccellenza ma invece sempre più povero triste e depauperato di umanità e valori.

Anonimo ha detto...

Non sono un ricco fighetto che gira per i locali ecc. ma un comune cittadino che va a lavorare tutti i giorni per uno stipendio mediocre.
Qualche volta vado nel locale di cui parlavo perché è vicino al mio luogo di lavoro e mi trovo bene. Qualcosa da ridire, egregi anonimi?
Inoltre a me la mescolanza dei generi piace e la trovo suggestiva e spero che si sviluppi. Qualcosa da ridire? O saranno affari miei?
Si chiama iniziativa imprenditoriale, libero mercato, concorrenza. Se al pubblico piace, va; altrimenti no e si chiude.
Se poi qualcuno ha le prove che i dipendenti in simili locali sono sfruttati e sottopagati le posti, altrimenti lasci stare le diffamazioni. A me hanno sempre fatto una regolare ricevuta fiscale, cosa che non sempre accade nei "normali" locali.
Claudio B

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda l'anonimo che chiede cosa c'entra il mio commento, mi permetterei di suggerirgli, la prossima volta, di leggere prima di commentare. Il thread ceh stiamo commentando è pieno di riferimenti a mercati di altre città nei quali si può mangiare, con abbondanza di immagini, e lamenta che a Roma non succeda altrettanto. Quindi ho segnalato che, invece, anche a Roma succede in almeno un caso.
Si può non essere d'accordo, possono non piacere queste iniziative, ma dire che non c'entra non mi sembra una dimostrazione di particolare acume.
Claudio B

Anonimo ha detto...

togliere le bancarelle di abbigliamento e ciarpame dai mercati. e stretta contro gli ambulanti abusivi. ecco quello che ci vuole. i bancarellari esistono solo a roma, ormai... guardate che schifo in via ferrari e via cola di rienzo. ma che è uno spettacolo degno di una capitale? e il sindaco dorme

Anonimo ha detto...

Come si puo' risalire ai proprietari di banchi ormai chiusi da anni?

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