Stamani stiamo ridotti talmente così così che parliamo dei bagni della Stazione Tiburtina...

11 gennaio 2013


Salve a tutti, sono una vostra lettrice e innanzi tutto vi ringrazio per il lavoro che state facendo: siete uno specchio della triste realtà romana, una lente d'ingrandimento per i mali che affliggono la capitale e trovo che questo non possa che aiutare a mettere in luce i problemi della città, con la speranza che prima o poi qualcuno (i cittadini per primi) si sensibilizzi e si muova, davvero.
Vi scrivo perché volevo segnalarvi una questione a dir poco assurda, che al momento si sta verificando nella nuova Stazione Tiburtina.
Da quando l'hanno innaugurata (parliamo di novembre 2011, http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_novembre_28/tiburtina-nuova-Tav-polemiche-pendolari%20-1902330850710.shtml) non ci ero ancora mai entrata.
Qualche giorno fa, invece, ci sono sbarcata dentro con la metro B per andare a prendere un treno interregionale.
La struttura è impressionante, enorme, metri quadrati su metri quadrati di ampi spazi utilizzabili per negozi e servizi.
Al di là della questione estetica, che mi interessa fino ad un certo punto, ad un primo impatto mi era sembrato che questo centro colossale potesse davvero diventare qualcosa di utile per i cittadini che si spostano.
Illusione o ottimismo?
Al momento (gennaio 2013) la maggior parte di questi grandi spazi sono vuoti. Sono davvero pochi i bar e i negozi che hanno cominciato la loro attività.
Il resto, a più di un anno dall'innaugurazione, è un desolato deserto.
Alcune scale mobili sono bloccate, alcuni spiazzi sono sigillati.
Mentre attendevo il mio treno, visto il largo anticipo che avevo, ho potuto fare un bel giretto, ma, saltando tra una scala mobile bloccata e l'altra, non riuscivo proprio a scorgere da nessuna parte un cartello che indicasse i bagni.
Così mi sono fermata a chiedere ad uno dei pochi baristi in attività.
"I bagni? Non ci sono, sono tutti sigillati!"
(io): "Come sarebbe a dire? E voi che lavorate qui come fate?"
(barista) "Ce li aprono a inizio turno e poi li richiudono. Se hai bisogno puoi scendere nella metro, lì ci sono ancora."
Rimango perplessa: bagni sigillati a orari prestabiliti? Perché?
E davvero quel tipo mi vuole far credere che sta lì per almeno 8 ore senza usufruirne?
Con questi pensieri in testa sono scesa di nuovo alla metro per vedere se ci fossero davvero... e in effetti c'erano... ma a pagamento!
In 31 anni di vita romana non ero mai stata in un bagno della metro, non sapevo che questa fosse la prassi (lo è??), fatto sta che per avere accesso a questi bunker/bagni bisogna pagare almeno 50 centesimi.
Sto al gioco, mi faccio derubare dall'Atac ancora una volta ed entro pensando:
"Saranno bagni in marmo lucidati e splendenti, con saponi profumati a scelta, acqua calda, doccia e bidet..."
Lo spettacolo davanti a me era raccapricciante: il pavimento completamente bagnato e sporco, un water in metallo ad accogliermi, neanche un lavandino ma dei buchi nel muro dove infilare le mani e ricevere una dose di sapone (che non c'era) e un rivolo d'acqua per lavarsi.
Nel frattempo una voce guida intima che ho 15 minuti di tempo per fare tutto quello che devo.
Dopo di che verrò catapultata fuori, con una mano davanti e una di dietro!
Ho deciso di allegare delle foto a questa terrificante esperienza: non sono di grande qualità perché non possiedo uno smart phone, ma ho cercato di renderle visibili.
Su una di queste si legge "Preavviso luminoso scadenza tempo", così ti avvertono quando ti stanno per sparare fuori.
Ora mi domando se una situazione del genere sia legale: a stazione Tiburtina non esistono bagni pubblici e quelli della metro, scadenti e sporchi, inutilizzabili, sono addirittura a pagamento.
Davvero tutto questo è possibile?
Spero si posso fare qualcosa per denunciare una situazione che considero disumana! Non è ammissibile che una stazione così grande, progettata per convogliare migliaia di persone ogni giorno non garantisca un servizio pubblico!
Se qualcuno è a conoscenza di un modo per denunciare questo stato di cose mi faccia sapere.
Nel frattempo ho pensato di scrivere a questo blog per dare eco alla mia voce.
Grazie per avermi ascoltata.

Sonia Scialanca

25 commenti | dì la tua:

Guido Costantini ha detto...

Che il bagno pubblico sia chiuso ed a pagamento io la trovo una cosa civilissima. E' un servizio (in tutti i sensi) che mi viene dato, che costa installare e che deve essere pulito, manutenuto e riparato quando serve e quindi perchè dovrebbe essere gratis? Che, pur pagando, il bagno non venga pulito, quello si che è uno schifo... che si danno a fare i soldi se non per pagare la manutenzione?

Anonimo ha detto...

Non diciamo fesserie, i bagni devono essere gratis. Non posso pagare per espletare funzioni biologiche basilari che non posso evitare.
I bagni di una stazione ferroviaria devono essere aperti e gratuiti. Chiedere soldi per entrare in bagno è come tassare l'aria che respiriamo.
Quelli sotto la metro, al limite, dovrebbero essere accessibile a chi è munito di biglietto o abbonamento (come i parcheggi).

Antonio Privitera ha detto...

L'anonimo di cui sopra ignora che chi la pulizia, la riparazione e la manutenzione dei bagni COSTA.

Mi sembra quindi più che giusto che chi li usa paghi questo costo.
Se non fosse così, qualcuno dovrebbe comunque pagarlo.

Con la differenza che, non portando ricavi ma solo costi, nessuno avrebbe interesse a tenere il bagno pulito.

Il discorso dell'aria non ha senso: nessuno sostiene costi per permetterti di respirarla. Quando sarà così, anche l'aria si pagherà.

Purtroppo le regole sono queste.



Anonimo ha detto...

si, ma qui si sta andando fuori dal tema principale e cioè che la nuova stazione Tiburtina i bagni non ce li ha proprio!
ne' a pagamento, ne' gratis!!!

Anonimo ha detto...

No, non lo ignoro, che le ditte di pulizie debbano essere giustamente pagate. Anzi, chi pulisce un bagno dovrebbe prendere pure di più di chi sta dietro una scrivania tutto il giorno.

Ma stiamo parlando di funzioni fisiologiche basilari ed inevitabili. Avere accesso ad un bagno rientra nel diritto alla salute. Chi lo nega evidentemente non ha mai avuto bisogno mentre era in mezzo alla strada. Vi auguro di vivere questa esperienza, così da poterne poi riparlare a ragion veduta.

Il discorso sul costo senza ricavi è ridicolo e pericoloso. Le istituzioni (Stato o Comune che siano) dovrebbero garantire al cittadino solo i servizi da cui poi esse stesse potrebbero ricavarci qualcosa? Ma siamo impazziti?

Anonimo ha detto...

Innanzitutto il costo del bagno dovrebbe essere più che ampliamente ripagato da tutte le tasse regionali e comunali, ma poi non diciamo fesserie: il bagno in un luogo pubblico deve essere accessibile e fruibile da tutti! Queste sono le basi del diritto! Quando vai all'aeroporto il bagno è a pagamento?? Quando vai in un bar il bagno è pubblico e gratis per legge! Anzi, un bar neanche potrebbe rimanere aperto senza il bagno!

Caterpillar ha detto...

E intanto a Termini una donna è stata salvata da tre eroi, nonostante la mancanza di maniglie di interruzione alimentazione dei vagoni.
Dove è la sicurezza per i passeggeri?
http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_messaggero_metro_b_donna_salvata_eroi/notizie/243507.shtml

SoNy ha detto...

A Termini se ben ricordo costa anche di più il bagno

Anonimo ha detto...

Il problema del bagno a pagamento è che chi non può (la svariata umanità che frequenta ogni stazione del mondo)o non vuole pagare il bagno in qualche modo la deve fare...poi non ci lamentiamo se gli angoli un po più bui intorno o dentro la stazione puzzano di deizioni umane...

Anonimo ha detto...

allora cominciamo col dire che i vespasiani li abbiamo inventati noi romani...antico e ultimo orgoglio della città!!!
se a Tiburtina aprono i cessi (se mai lo faranno) vedrai che poi trovi la turca...a 2 euri!

Antonio Privitera ha detto...

Mi sa che voi non vi ricordate cos'erano (e cosa sono, dove sono ancora gratuiti) i bagni delle stazioni non a pagamento...

Io sì, e non è un bello spettacolo...

Il bagno della stazione Tiburtina è un'eccezione, che conferma la regola.

La storia del diritto alla salute è una forzatura...estendendo questo discorso allora tutti i medicinali dovrebbero essere gratuiti, e mi pare che così non sia.

I privati non fanno costi senza ricavi. Grandi Stazioni è una società del gruppo FS a partecipazione privata.

Anonimo ha detto...

l'imu più alta d'italia, la tassazione nazionale (quasi) più alta d'europa e devo pure pagare per andare al cesso? e questo perché un servizio pubblico di base "deve dare profitto"? non scherziamo per favore.

Anonimo ha detto...

l'eterna lotta assurda tra privato (im prenditori, nel senso che prendono e basta) e il pubblico anche per ...fare pipì!
Che pena...
Se sapeste quanto rubano e mangiano i privati, soldi delle tassse eh!
Ma io la faccio per strada gratis, andate a vedere in Austria i servizi igienici GRATIS come profumano e hanno l'acqua calda.
Kristian

Anonimo ha detto...

Sono sempre l'anonimo delle 9:04 e delle 10:26 e rispondo nuovamente alle obiezioni di Antonio Privitera.

Non so a cosa ti riferisci quando parli dello "spettacolo" dei bagni gratuiti, se stai parlando delle condizioni igieniche o dei personaggi che li frequentano. Se è il primo caso, chiaramente basta pulirli; se è il secondo, basta controllarli.

Ora ovviamente mi si obietterà che qualcuno che controlli va a sua volta pagato, e ora siamo in periodo di crisi, di tagli ecc., il punto è sempre quello. Ma i soldi ci sono: basta non mangiarseli.

Il paragone coi medicinali non regge. Io compro un farmaco se sto male, è un bisogno che di norma non ho (e spero anche di avere il meno possibile). Le deiezioni umane invece ci sono sempre e comunque, l'apparato escretore se tutto va bene funziona 24 ore su 24 e non è una condizione particolare in cui ci si può trovare: uriniamo e defechiamo tutti, sempre, inderogabilmente.

Inutile parlare poi del costo senza ricavi che avrebbero le FS: i bagni sui treni mica si pagano a parte; il loro costo, si può dire, è contenuto nel biglietto. Dunque, perché con i soldi del biglietto, invece di mangiarseli, non ci finanziano anche la pulizia dei bagni delle stazioni? Forse perché tanto c'è gente che è disposta a pagare per non pisciare su un muro, chissà.

Francesca Lombardi ha detto...

allora.. c'e una diatriba sui bagni a pagamento si e bagni a pagamento no.. vi dico solo che il loro prezzo cambiano da citta' a citta' :
-milano centrale costa 1 euro! tantissimi bagni anche puliti a mio parere
-brescia , dove vivo , costa 50 centesimi ( anche li puliti )
-verona 80 cent
- roma termini anche li 1 euro come a centrale
non vi auguro di passare dalla stazione di bergamo ( li ho trovati sporchi e a quanto ricordo sono gratis )e a sesto san giovanni !
da quanto ho visto dalle foto quelli a tiburtina sono quelli automatici ,
scandaloso che di citta' in citta' cambi il prezzo del servizio

Rossellina ha detto...

Quello che da noi sembra follia in altre capitali europee è "normale"! E così in Francia, in Spagna, in Norvegia è...normale pagare per usufruire di un bagno pubblico, ma la differenza sta nel fatto che nei suddetti Paesi trovi poi toilette pulite e complete di tutto il necessario ed è per questo che sono a pagamento, credo! Da noi questi cambiamenti sono inaccettabili e impensabili, perché forse con il fatto che "tutto è dovuto" siamo arrivati a questo punto di non ritorno. Lo scrivo (e lo penso) con dispiacere: Roma è diventata una città difficile e impegnativa nel senso più negativo possibile, i romani non la amano e non la rispettano e qui tutto diventa deludente.

Anonimo ha detto...

non riesco a credere che nessuno si indigni perché in stazione i bagni non ci sono proprio!
basta col discorso dei soldi, qui non c'è niente da pagare, perché il servizio non esiste!!!
non è possibile che in un luogo pubblico dove a volte si è costretti ad aspettare ore (per i ritardi che sappiamo già...) non ci sia un posto dove espletare i proprio bisogni fisiologici!
io lo trovo disumano.

Antonio Privitera ha detto...

E' ovvio che un bagno in una stazione come Roma Tiburtina deve esserci. Su questo non c'è il minimo dubbio, e il fatto che non ci sia è uno scandalo...

Tornando però al discorso bagno gratis/a pagamento, c'è un lettore che prima ha detto che gli introiti dei biglietti ferroviari dovrebbero coprire i costi dei bagni delle stazioni.

A parte il fatto che chi vende i biglietti (Trenitalia), è diverso da chi gestisce le stazioni (RFI, Grandistazioni, Centostazioni), è sempre divertente vedere come molti non capiscano un concetto molto semplice.

Se tu fai pagare i costi del bagno tramite i biglietti, vorrebbe dire che il prezzo del biglietto incorporerebbe i costi del bagno, e quindi comunque l'utente continuerebbe a pagarli, solo che invece di pagarli in modo trasparente li pagherebbe in maniera occulta.

Con l'aggravante di chiedere anche a chi non usufruisce del bagno delle stazioni di pagare i relativi costi di gestione...

Quindi il bagno ci dev'essere, gratuito quando non avrebbe senso far pagare (troppa poco utenza, costa di più mettere i tornelli che far pagare l'ingresso), e a pagamento quando ce l'ha.

Anonimo ha detto...

Detto tra parentesi: ovvio che sia scandaloso che a Tiburtina non ci siano i bagni. Il fatto è che la stazione è ancora incompleta ed è normale che una stazione incompleta non abbia i bagni. Lo scandalo, semmai, è che la stazione sia stata aperta quando si era ancora ben lontani dalla fine dei lavori e che, ancora oggi, non si veda la luce in fondo al tunnel.

Tornando al discorso della gratuità (che non ho capito perché tutti vogliano evitare, stiamo discutendo animatamente ma civilmente di un problema che coinvolge tutti, mi pare).

Chiedo perdono per la gaffe sulla competenza dei bagni delle stazioni, credevo fossero comunque delle FS. Poi però mi si risponde a una gaffe con un'altra gaffe: il costo del biglietto di un treno avrebbe un pagamento "occulto" del bagno che viene versato anche da chi il bagno non lo usa. Ma questo succede già: con i bagni a bordo dei treni. Di fatto ogni volta che si paga un biglietto ferroviario si paga il bagno anche se non lo si usa, o si paga la luce pur viaggiando di giorno, o l'aria condizionata anche se ci sono 21°C ecc.

Poco cambia, dunque: d'altronde Centostazioni, Grandistazioni o chi per loro avranno i loro introiti (non so da dove: gli affitti dei negozi?) e li useranno per gestire le suddette stazioni. Perché fra i costi non possono essere inclusi quelli dei bagni?

Poi per me non c'è problema, tanto quando ho bisogno posso entrare in qualsiasi sede universitaria, o in un Mac (luogo nel quale entro solo per far quello, a dirla tutta) o in altri locali. Ma il turista non lo sa.

Il bagno a pagamento è solo un modo per spillare soldi agli stranieri sfruttando una funzione biologica inevitabile. E me lo conferma il fatto che si propongono bagni gratuiti quando l'utenza è poca e a pagamento quando ci si può veramente guadagnare. Un servizio pubblico che diventa impresa, bravi.

Pagare per fare qualcosa che non si può evitare di fare è, ripeto, come tassare l'aria che respiriamo.
Continuo ad avere l'impressione di parlare con gente che non urina.

Adriano ha detto...

Comunque i bagni gratuiti sono vicino ai binari piazzale est, 20m più avanti a destra.
Certo, sono scomodissimi, ma ci sono.

Antonio Privitera ha detto...

A parte il fatto che O' Leary vorrebbe mettere a pagamento in bagni sui suoi aerei (Ryanair) per lo stesso motivo, i bagni a bordo treno non si pagano un po' per abitudine, un po' perché sul treno VERAMENTE non ci sono alternative al bagno sulla carrozza.

In stazione non è così, tu dici che non si può far pagare per qualcosa che non si può evitare di fare, ma poi dici che vai da McDonald quando ti serve il bagno.

Quindi vuol dire che in stazione (e in città in generale) le alternative ci sono. Se qualcuno continua a pagare (e io lo faccio ogni tanto) è perché trovo che il prezzo che pago per entrare è compensato dalla comodità e dalla pulizia.

Anonimo ha detto...

Dici che sul treno è gratis davvero non ci sono alternative al bagno sulla carrozza, e poi sembri giustificare il bagno a pagamento sugli aerei? Non capisco. E poi che vuol dire che sui treni sono gratis "per abitudine"? Non mi sembra un'argomentazione valida.

Per l'altra questione, deve esserti sfuggito un piccolo dettaglio di ciò che ho scritto. Mi cito: "Il bagno a pagamento è solo un modo per spillare soldi agli stranieri sfruttando una funzione biologica inevitabile."
Cosa c'entra se io vado al Mac o all'università o in qualsiasi altro posto?

Anonimo ha detto...

Io sono d'accordo con i cessi a pagamento. Però poi se mi vedete pisciare per strada, perchè magari in quel momento non ho un euro per le mani, non vi scandalizzate. O forse pensate che chi non ha un euro deve morire o ancora peggio pensate che non esiste la gente che ha giusto i soldi del biglietto in tasca, magari solo perchè a voi non è ancora capitato (tranquilli manca poco)!!! Per cambiare questo cesso di società dobbiamo iniziare a capire di più i bisogni dei nostri fratelli Italiani e smetterla di pensare a cosa è più furbescamente meglio per noi. Io ritengo che tutte le amministrazioni di cui tanto ci lamentiamo in realtà ci rappresentano alla perfezione.

Anonimo ha detto...

Comunque anche se qualcuno ha deciso di far pagare i servizi igienici, cosa assolutamente ingiusta,perchè non viene rilasciato uno scontrino fiscale? Pensate a quanti milioni di utenti nelle grandi stazioni ogni anno usufruiscono dei servizi igienici. Io, a quell'euro che ho messo nella macchinetta per entrare ho pagato alla fonte almeno il 40 % di tasse. Quanto paga di tasse la società che gestisce i bagni?enso che sia la solita truffa tra amici e compari a scapito dei viaggiatori.

giovenni

Luca Farchioni ha detto...

Totalmente d'accordo!siamo nel 2016 e dopo le 22 stasera non ho trovato un bagno se non il bagno a pagamento..al modico costo di 1 euro!! è a dir poco scandaloso!!e poi la storia che in altri paesi europei ci sono tutti bagni a pagamento è un'altra fesseria che ho letto in questi post. Pure nei paesi più in difficoltà economiche si trovano bagni liberi e pure in discrete condizioni. Il concetto che va pagato altrimenti non si sa chi lo deve pagare, è un concetto che si commenta da solo. Il bello anzi il brutto è che non ci indignamo neanche più per tali ingiustizie!

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