Ex Cinema America Occupato dalla viva voce (scandalizzata) di chi lo frequenta e lo ha frequentato. Reportage non autorizzato dall'interno di una delle occupazioni alla romana

10 gennaio 2014
Per circa un anno abbiamo raccolto lamentele, lettere anonime, spunti e critiche su molte occupazioni romane. Per quanto riguarda l'occupazione dell'Ex Cinema America di Via Natale del Grande, a Trastevere, abbiamo però deciso di non pubblicare gli spunti volta per volta bensì di accumularli al fine di tratteggiare un quadro, un ritratto complessivo, sebbene parziale, delle criticità. Quello che segue è un cahier frutto di decine e decine di segnalazioni poi cucite assieme. Ovviamente amplissimo spazio alle repliche e alle smentite, sia nei commenti che in un nuovo articolo successivo. Anche perché speriamo davvero che i tanti giovani cittadini che ci hanno scritto, si sbaglino di grosso e non abbiamo alcun interesse pregiudiziale a mettere in cattiva luce i contenuti di questa occupazione pur ferma restando la nostra contrarietà generica a forme di associazionismo fatte sulle spalle di proprietà private.

***

L'occupazione inizialmente non era assolutamente pensata come un qualcosa a lungo termine, ma come un'azione simbolica e della durata di qualche giorno. Alcuni ragazzi, vista l'importanza dell'edificio di cui avevano improvvisa "disponibilità", hanno pensato di farla continuare a tempo indeterminato. Un'occupazione a tempo indeterminato... già questa una contraddizione in termini.

A settembre, c'è stata una scissione del collettivo di occupanti. Non è stata, però, una vera e propria scissione volontaria. Alcuni, quelli che ora continuano l'occupazione, nel corso del tempo hanno cacciato a suon di calci e pugni alcuni occupanti per motivazioni molto profonde che vanno quindi elencate: alcuni sono stati allontanati perché cantavano (sì... cantavano) e disturbavano, altri puzzavano, altri (alcuni degli occupanti che presidiavano il posto giorno e notte) hanno fatto l'errore di chiedere 5 euro per la colazione al cassiere, quando questo non era proprio dell'umore giusto, e altri sono stati cacciati per non aver affrontato adeguatamente e respinto l'ingresso di alcuni Carabinieri.

Attualmente il Cinema è occupato da una decina scarsa di persone (5 o 6 individui). Di conseguenza molte attività, con le quali veniva motivata l'utilità sul territorio di tale occupazione, sono state eliminate o pesantemente ridotte per carenza di organico. Sempre nei progetti degli attuali 5 o 6 occupanti, c'è la progressiva riduzione della attività culturali a favore di attività di maggiore richiamo, con l'attivazione di una serie di due o tre eventi mensili stabili che permettano di riempire le sale e fare cassa, in sintonia con la logica del consumo che tanto combattono ma solo a chiacchiere.
Per appurarlo, basta vedere la differenza tra la qualità degli eventi dell'anno passato e quelli attuali, volti a riempire la sala e la galleria, appositamente resa agibile, grazie alla presenza di personaggi di richiamo. Eventi legati oltretutto a quelle dinamiche economiche speculative che gli occupanti, a parole, sostengono di contrastare.

Va detto che, almeno nel caso delle attività  con i bambini, queste sono state sospese anche per via delle preoccupazioni (degli occupanti stessi) legate alla somministrazione di alimenti senza adeguati controlli di natura igienica.
La scissione interna di settembre, oltre che per il diretto allontanamento degli indesiderati, è stata causata anche dal fatto che sempre più persone hanno preso consapevolezza della logica di sfruttamento del prossimo da parte dei vertici dell'occupazione.
Come è evidente dagli ultimi sviluppi, mirano ad avere un centro sociale-commerciale in pieno centro storico. Fino a che gli si è utili, si viene sfruttati allegramente. Quando non si è più utili o docili, o si è in disaccordo con la politica economica, si viene allontanati anche (e spesso) ricorrendo alla violenza.
Molti, infatti, si sono anche allontanati per il fatto che le decisioni all'interno del gruppo di occupanti non erano prese in modo "orizzontale" ma in modo "verticale", ovvero anche se era presente un collettivo, questo era in realtà soggetto al diritto di veto e alle volontà dei 'vertici': molto democratica, come organizzazione!

Oltre alla scissione interna, l'occupazione dello stabile in Via Natale del Grande non ha buoni rapporti con più o meno nessuna delle altre realtà occupate romane. Questa emarginazione è avvenuta nel tempo e per il comportamento dei pochi violenti che sono rimasti. Non era infatti questa la condizione dei rapporti quando, nella passata primavera, ci sono stati vari episodi di violenza ai danni dell'occupazione.

Per alcuni mesi, ci sono state delle aggressioni da parte di persone non identificate. Per fronteggiare questi attacchi, c'è stata una mobilitazione di parecchie persone provenienti dagli ambienti antagonisti di Roma e dintorni.
Durante quegli scontri, che videro coinvolte moltissime persone in difesa dell'occupazione, ci furono feriti gravi e anche incidenti a proprietà di terzi, come la rottura di alcuni vetri di macchine posteggiate su Via Natale del Grande, a causa del lancio di oggetti dalla balaustra sopra l'entrata del cinema. Questi lanci, secondo quanto dicono alcuni, sarebbero stati ripresi da abitanti della zona.
Oggetti contundenti quali bicchieri di vetro, bottiglie vuote di birra e altro, tenuti pronti per ogni evenienza vicino alle finestre del primo piano dello stabile.
Queste aggressioni furono dipinte  - tipicamente, per eccitare gli animi alla battaglia contro i cattivi - come frutto di un accordo tra esponenti di estrema destra, istituzioni e proprietà per affrettare lo sgombero. Fu anche coinvolto un noto fumettista romano, che fece una vignetta per raccontare tali episodi.
Successivamente, si scoprì che tali aggressioni erano solo frutto di antichi dissapori tra alcuni degli occupanti (gli attuali) e ragazzi di differenti idee politiche. Dissapori che questi ragazzi si portano dietro dal liceo, visto che anche se giovani da anni scambiano gli schiaffi con la dialettica.
Non erano aggressioni volte ad accelerare lo sgombero. Non c'era nessuno scenario apocalittico dipinto dagli attuali occupanti. Era solo il chiarimento di antichi dissapori.
Ora che si conosce la natura di tali aggressioni, molti si chiedono chi sarebbe disposto a porre la propria incolumità a difesa di un posto che non è quello che vuol far credere di essere.

L'aspetto della violenza e della violazione delle più elementari norme sociali va comunque approfondito. A giugno, una decina di esponenti delle forze dell'ordine (alcuni dei quali in divisa antisommossa) sono entrati nel cinema. Passavano per caso e non avevano il mandato, ma sono stati lasciati entrare dagli stessi occupanti, tra i quali in seguito sono nati dissapori proprio perché non tutti erano d'accordo su come gestire un intervento delle forze dell'ordine. Dissapori che hanno contribuito agli allontanamenti di cui si è già parlato.
Durante la visita, gli agenti hanno appurato la presenza di spranghe (di legno e metallo), alcune poste dentro un secchio dell'immondizia vicino alla porta di ingresso e altre nascoste dietro il vecchio bancone del cinema.
Queste mazze sono state descritte da alcuni come resti dei lavori di ristrutturazione, avvenuti alcuni mesi prima. Altri occupanti, i più ingenui evidentemente, hanno fatto presente agli agenti che erano spranghe usate per legittima difesa... di un posto occupato illegalmente. A seguito di questa leggerezza nell'indicarle come strumenti di difesa, alcuni occupanti sono stati allontanati dal posto.
Sempre le forze dell'ordine hanno potuto constatare che al vecchio bancone vengono serviti alcolici senza la regolare licenza e tantomeno la regolare emissione di scontrini, oltretutto da parte prevalentemente di ragazzi minorenni.

Come confermato da parecchie persone che con curiosità sono andate a vedere le attività del posto, è presumibile che le persone che si occupano della somministrazione di bevande alcoliche e generi alimentari, oltre ad essere minori, non abbiano seguito i corsi di igiene che deve seguire obbligatoriamente chi intenda lavorare in una attività di somministrazione a norma di legge.
Quanto agli oggetti contundenti, alcuni riferiscono di aver visto un cassetto pieno di manganelli retrattili, biglie metalliche legate a catene, tirapugni e spray urticanti, anche di tipologie non permesse in Italia. Gli spray urticanti sono stati acquistai online da un sito tedesco, usando una carta di credito riconducibile ai vertici dell'occupazione. Questo cassetto, stando alle descrizioni di chi l'ha visto, si trova nella vecchia Direzione del cinema. Si tratta di una stanza al primo piano, vicino alle cucine e alla sala studio, ora trasformata in camera da letto destinata a ospitare i vertici del gruppo e distaccata dal vero e proprio nucleo abitativo dove dorme la truppa, ricavato nella vecchia sala proiezione.

Un'occupazione, che viene fatta passare come culturale e non come abitativa, prevede invece la presenza di differenti posti letto, alcuni dei quali costantemente occupati da mesi delle stesse persone! Questi posti letto sono divisi in una zona comune, destinata alla truppa e situata in quella che un tempo era la cabina di proiezione del cinema subito sopra la pensilina che sovrasta l'entrata, e in una stanza da letto per i 'vertici' del gruppo di occupanti, situata in quella che un tempo era la Direzione del cinema, al primo piano vicino alla sala studio e di cui si tornerà a parlare in seguito.
A conferma del fatto che sia un'occupazione anche abitativa, gli occupanti hanno disposto un servizio di lavanderia per chi ha vissuto stabilmente in quel posto da più di un anno e, attualmente, per le poche persone che continuano ad occuparlo. Per tale servizio, fruiscono delle lavanderie a gettone limitrofe... forse in attesa di disporre di una lavanderia interna.
Sempre per chiarire la natura di quest'occupazione, al piano superiore sono state costruite le docce e uno spazio cucina.
Le docce vengono usate ogni giorno, si presume. La cucina viene usata, ovviamente, per preparare i pranzi degli occupanti, ma anche per preparare i generi alimentari distribuiti in condizione di dubbia igiene durante gli eventi.
L'accesso alla cucina è gestito con dei lucchetti ed è quindi garantito solo agli occupanti e non per esempio a chi va a studiare e vuole farsi un the caldo che si è portato da casa. Se il bar interno allo stabile occupato abusivamente è chiuso, la politica è di indirizzarli altrove... fantastico! La fornitura di corrente elettrica, gas e acqua è completamente abusiva, come verrà spiegato in seguito.
Ora pensiamo ai consumi che un posto così organizzato può arrivare ad avere, ricordiamo che le utenze non le pagano... e chiediamoci di chi possa essere l'onere di tenere in piedi economicamente i servizi che quel posto illegale pretende senza volerli pagare.

A differenza di qualsiasi altra attività commerciale analoga a quella messa in piedi in modo abusivo nello stabile occupato in via Natale del Grande, i gestori di tale pseudoattività commerciale possono quindi permettersi di non pagare le utenze del gas, della luce e dell'acqua.
Ma come fanno? Sono stati predisposti degli allacci abusivi ai palazzi vicini. Niente di più semplice... e abominevole.
Per quanto riguarda la corrente elettrica, per esempio, l'allaccio abusivo è fatto a monte del contatore del palazzo adiacente allo stabile occupato abusivamente. In questo modo, i consumi non ricadono sulle bollette degli inquilini dello stabile che quindi non se ne rendono neanche conto. I consumi vengono comunque ridistribuiti (come perdite) tra le bollette di tutti quelli che si ostinano a pagare regolarmente per i servizi di cui fruiscono.

L'unica utenza attualmente pagata è la connessione ad internet. Ovviamente, qui si parla di un contratto con un'azienda privata: o paghi o non usi. E a quanto pare Telecom ha bisogno solo di una persona che stipuli il contratto e non si preoccupa di dove venga poi posizionato il router.
Questa connessione ad internet è anche usata per proiettare, ancora una volta abusivamente, le famose partite di calcio della Roma. Il contratto per la linea wifi è sempre a nome dei 'vertici' dell'occupazione.

Si è letto recentemente che l'assessore alla cultura, Flavia Barca, ha detto che queste occupazioni romane (riferendosi anche a questo stabile occupato abusivamente in Via Natale del Grande) vanno aiutate dalle Istituzioni a non smarrire la strada. Un punto di vista interessante, da parte delle stesse istituzioni che non sono in grado di curare il manto stradale di Trastevere né di creare un'area pedonale che non sia risibile come quella in Piazza S. Calisto, che non prevede nessun arredo urbano ed è infatti tranquillamente usata come parcheggio.
Il punto di vista espresso dalle Istituzioni, per bocca dell'assessore alla cultura è molto interessante. Il sospetto è però che parlino di un posto in cui non sono mai stati, che non conoscono, e che lo facciano solamente a fini di propaganda politica.

Questo punto di vista istituzionale va un po' approfondito e magari alle stesse istituzioni che dovrebbero tutelare la legalità vanno poste alcune domande. Abbiamo già visto che dentro lo stabile sono state allestite una cucina e delle docce e che tutte le utenze (luce, gas e acqua) sono abusive e quindi a carico dell'intera cittadinanza.
Bene, se questo non bastasse, l'impianto elettrico che è stato necessario approntare non è a norma: è stato messo in piedi dagli occupanti stessi in modo evidentemente amatoriale e in sostituzione di quello vecchio dopo quindici anni di abbandono dello stabile.
Pensiamo all'ipotesi di un corto circuito che provochi un incendio, neanche tanto remota. L'assessore alla cultura Flavia Barca ha intenzione di obbligare i contribuenti a sottoscrivere un'assicurazione per nome e per conto di un'occupazione abusiva? O ci si regola solamente facendo i dovuti scongiuri (il livello di sicurezza e di tutela anti-incendio dovrebbe destare preoccupazione dopo i fatti de La Strada, altro centro sociale occupato)? Oppure si pensa proprio di non regolarsi in nessun modo, ignorando il fatto che questa struttura è inserita tra palazzi e che uno scenario del genere sarebbe potenzialmente catastrofico?
A questo proposito bisogna sottolineare che l'unico estintore presente in quell'edificio è quello situato all'ingresso. In uno stato di conservazione da fare invidia alle mummie egizie esposte nei Musei Vaticani.
Sempre rimanendo in tema, non ci sono uscite di sicurezza, in uno stabile che può ospitare centinaia di persone.

Le entrate vere e proprie della sala sono infatti chiuse, anche con lucchetti, e hanno dei rinforzi antisfondamento per rendere più difficile uno sgombero: in una situazione di panico sarebbe impossibile usarle per uscire.
Oltre la piccola entrata ufficiale allo stabile occupato abusivamente, c'è una botola da cui si accede direttamente nella stanza della Direzione, passando da un palazzo in Via S.Francesco a Ripa, e c'è l'uscita della vecchia galleria del cinema. Questa seconda uscita dà sempre sul chiostro interno di un palazzo in Via S.Francesco a Ripa, ma è chiusa con catene e, stando a quanto alcuni dicono, rappresenta la via di fuga degli occupanti in caso di sgombero o problemi di altra natura. In caso di incendio durante un'attività, con magari centinaia di persone dentro lo stabile, come pensano di regolarsi il sindaco e il suo staff?

Gli occupanti si parano dietro una presunta tutela di un edificio storico. Presunta tutela che hanno evidentemente usato al fine di trasformare in attività commerciale un'occupazione presentata come risorsa per un quartiere. Attività che, come spiegato precedentemente, si pone in posizione di netto (e sleale) vantaggio nei confronti delle legittime attività circostanti - in un quartiere che pullula di ristoranti, pub e locali notturni regolari - che sono costrette a costi di mantenimento completamente sconosciuti agli occupanti.
In parte sembra che credano sul serio alla tutela dell'edificio, come potrebbe risultare evidente dal fatto che alcuni writer-vandali romani, che hanno osato affiggerle loro firme sul muro del cinema subito sopra la balaustra, sono stati chiamati a ripristinare il muro come era prima del loro lavoro artistico. La modalità con cui è stato imposto ai writer di ripulire tutto è stata, sebbene positiva nella circostanza, nuovamente, un solito aut aut paramafioso: "o cancellate le vostre scritte o noi andiamo in giro a coprire le vostre...". Il ripristino è chiaramente visibile, perché sono stati riverniciati i mattoni di un colore abbastanza simile a quello dei mattoncini circostanti la zona interessata dai graffiti. La riverniciatura è stata resa necessaria dal fatto che, per coprire tali opere murali, gli occupanti hanno pensato bene di passare una mano di vernice acrilica ulteriore, che ha reso impossibile la rimozione dei graffiti con, per esempio, dei getti a pressione... una mano di vernice acrilica a tutela di un edificio storico. Del resto fanno una rivoluzione culturale, mica lavorano ai Pics.
C'è comunque un altro fatto a smentire questo presunto interesse alla tutela dell'edificio. Nel ripristinare la scritta dell'insegna del cinema, pare non abbiano usato i colori originali ma quelli riconducibili a "gruppi antagonisti" della capitale (in particolare Roma Antifa'). Chissà come mai!

Sebbene attualmente il cinema, che non paga nessuna delle utenze (acqua, luce e gas), disponga di uno splendido proiettore HD, c'è stata più di una volta la visita da parte di impiegati della SIAE, per il mancato pagamento dei diritti d'autore, pagamento che ogni associazione culturale o commerciale è obbligata per legge a onorare subendo la concorrenza sleale di chi, invece, non paga. Una casa cinematografica, in un'occasione, è riuscita pacificamente ad impedire la proiezione di un film che stava andando nei cinema nella versione ristrutturata. Tutte le altre proiezioni sono invece violazioni totali del diritto d'autore. In un contesto in cui tutti i commercianti sono obbligati per legge a pagare la SIAE, a meno di vedersi chiudere l'attività dopo ritiro della licenza e multa.

Nella stanza dell'ex Direzione è presente anche la cassaforte in cui vengono conservate le entrate frutto delle varie attività. L'accesso alla cassaforte è consentito solo ai 'vertici' dell'occupazione, che dormono nella stessa stanza e ne conoscono la combinazione. Con una sottoscrizione di 2 euro, con una sala riempita da 200/300 persone, si arriva a 600 euro di incasso esentasse ad evento. Più tutto l'indotto dovuto alla vendita abusiva di alcolici e quant'altro. Tutto questo, in una situazione di totale abusivismo, che lede chi per esempio ha un'attività commerciale e si vede costretto ad operare secondo le regole.

Fuori dal cinema, nascosta dallo striscione appeso sulla balaustra sopra l'entrata, c'è una telecamera, non segnalata con gli opportuni cartelli previsti dalla legge a tutela della privacy delle persone. La telecamera riprende 24 ore al giorno il marciapiede antistante il cinema. La telecamera risulta inoltre accessibile da un sito web protetto con password. Chissà se quando Stefano Rodotà è stato invitato a parlare dell'acqua pubblica è stato messo al corrente della presenza di questa telecamera e chissà se gli è stato chiesto un suo parere quale ex garante per la Privacy?

Un sabato dello scorso maggio è stata organizzata un'azione chiamata autoriduzione. Questa autoriduzione consisteva in un gruppo nutrito di persone organizzate per andare al cinema Adriano di piazza Cavour, parlare con gli addetti delle biglietterie e porre loro un aut aut: ingresso coatto a prezzo ridotto (massimo 2 euro) per tutto il gruppo, che altrimenti avrebbe bloccato le attività del cinema.
Questa azione è stata "rimandata" vista l'impossibilità ad effettuarla nella data prescelta, perché la presenza di un banchetto elettorale legalmente autorizzato di Simone Di Stefano (Candidato Sindaco per Casa Pound alle ultime elezioni comunali) è stata vista come un pericolo da parte di chi voleva andare a compiere una prepotenza ai danni di ragazzi poco più grandi che, invece, di sabato lavorano sodo (il personale del cinema).

Sempre per illustrare come la proprietà altrui sia rivista in salsa 'Roma Antifa' (rete di organizzazioni violente, fasciste, prevaricatrici e aggressive mascherate da una allure antifascista), nel mese di luglio, alla fine di una proiezione a cui avranno partecipato una decina scarsa di persone, è stato ritrovato in sala un iPhone 5 fiammante smarrito dal proprietario. Lo smartphone è stato rivenduto come usato sul sito Ebay, utilizzando una carta di credito riconducibile ai 'vertici' dell'occupazione. La decisione di venderlo è stata presa in modo arbitrario dai 'vertici', sebbene parecchi occupanti, tra quelli che poi se ne sono andati schifati, fossero contrari e suggerissero di chiamare i numeri della rubrica per risalire al proprietario. I soldi sarebbero stati usati per affrontare un 'momento di crisi di bilancio'... si doveva affrontare l'estate del resto e non solo di rivoluzione culturale vive il ventenne romano medio...



44 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

'Ste occupazioni alla fine so' tutte uguali!

Anonimo ha detto...

🍎Le MeleMarce🍀

Chiunque svolge attività nel rispetto di leggi e concorrenza è il benvenuto anche in Italia.

Chi svolge attività violando in tutto o in parte le nostre leggi va trattato come una mela marcia. Bastano poche mele marce per distruggere il cesto delle sane.

Tutti Noi Italiani più o meno consapevolmente abbiamo contribuito a far riempire di mele marce il nostro cesto. E così adesso e subito tocca a Tutti Noi neutralizzare le mele marce prima che divorino il futuro dei nostri cari e il nostro.

🍎Le MeleMarce🍀

roberto ha detto...

Beh, non c'e' che dire: un profluvio di accuse abbastanza generiche, in gran parte gratuite che pero' lasciano trasparire un astio di fondo.
Io la storia del cinema America occupato l'ho seguita in parte ed a quanto mi risulta una parte degli occupanti originari e' stata allontanata perche' pensava che tra le finalita' dell'occupazione ci fosse anche una sorta di spaccio libero di sostanze varie.
Si tratta di un'occupazione illegale e' ovvio, per cui stare a considerare tanti aspetti formali non ha senso: quella gente sta violando la legge e ne e' ben cosciente.
Va pero' tenuto conto che la struttura occupata, benche' proprita' privata, ha una destinazione culturale che non viene piu' resa disponibile da decenni, e tutto perche' la proprieta' si ostina a portare avanti progetti di ristrutturazione (residence e appartamenti) non congrui con la destinazione dell'edificio.
E' quindi cosi' grave riportare in vita un cinema, offrendo spazi di studio ed incontro ai giovani, proiezioni praticamente gratuite ed altri elementi di svago, senza pesare in alcun modo sulle casse dello stato?
Peraltro la proprieta', in attesa che si decida a rendere fruibile la struttura rispettando la sua destinazione (e qualcuno finalmente potrebbe sollevare questo come problema di interesse pubblico, non essendo pensabile di trovare altre strutture simili nell'area) sta beneficiando della ristrutturazione interna dell'edificio effettuata reinvestendo i proventi delle attivita' (non mi risulta infatti che qualcuno si stia mettendo soldi da parte).

Non sara' che questa occupazione da' fastidio solo perche' anomala rispetto ai tradizionali centri sociali (de sinistra) o allo stile 'casa pound' (de destra)?

Comunque a mio avviso tutte le pseudo-accuse contenute nel post non meritano risposta alcuna, tanto evidente e' la loro gratuita' (e magari la redazione poteva sollevarlo il problema all'autore).
Spero che gli animatori del cinema vogliano invece cogliere l'occasione per illustrare le finalita' della loro iniziativa ed i risultati finora raggiunti.

Anonimo ha detto...

@mele marce: ma non è che è proprio il cesto ad essere marcescente?

Fabio ha detto...

Roberto scusa ma un privato cittadino (o società che sia), ma sarà libero o no di decidere che fare degli immobili di SUA proprietà? Cioè, se io ho un palazzo a Trastevere, deve venire qualcun altro a dirmi cosa farci? Ma se ci vuole fare un residence e appartamenti saranno affaracci suoi...ma esiste ancora la proprietà privata a Roma? Deve essere il comune a creare degli adeguati spazi sociali e culturali (cosa che purtroppo non succede, vedi con la chiusura delle biblioteche). Non è possibile visto che il pubblico è latitante, far sacrificare il privato, che coi soldi suoi ci fa quello che vuole...

roberto ha detto...

@Fabio - concordo con te ma forse dimentichi il significato delle destinazioni d'uso dei fabbricati. In una certa area si stima che sia necessaria una certa offerta culturale, cinema, biblioteche, teatri, e si destinano certi fabbricati allo scopo. E tali destinazioni vanno rispettate, per legge ma anche per logica, altrimenti saltano i parametri urbanistici e si degrada il tessuto sociale di intere zone. Probabilmente chi ha costruito quel cinema questo lo sapeva, così come lo hanno saputo tutte le eventuali proprietà succedutesi. Solo che a Roma i costruttori sono abituati a fare un po' i furbi.

Roma fa schifo ha detto...

Che a Roma i costruttori siano dei figli di puttana è fuori di dubbio, questo non legittima tuttavia nessuno ad essere più figlio di puttana di loro.

I cambi di destinazione d'uso sono una procedura che esiste in tutto il pianeta. Si chiede, si aspettano, a volte si ottengono, a volte no. Cosa che il proprietario di un cinema può legittimamente fare: anche Piazza Navona era uno stadio e vi fecero case, anche il Teatro di Marcello e così via.

Se hai paura del cambio di destinazione o fai una associazione che spinga il proprietario a darti qualcosa in cambio per il tuo territorio, o fai una associazione che faccia pressione sull'amministrazione affinché non conceda il cambio, ma non ti impadronisci di un bene altrui. E' inaudito.

Altrimenti un giorno ci svegliamo, andiamo in qualsiasi quartiere dove mancano cinema, teatri o verde e rubiamo un bar trasformandolo in cineclub e cambiando la serratura. O abbattiamo un palazzo per fare un giardino espropriando gli abitanti.

Non si può, non si fa. Non funziona così.

Anonimo ha detto...


Scusate vado offtopic

Ciao, é da un po' che seguo questo blog anche se non sono di Roma, e mi chiedevo, visto che molti di voi amano la propria città e non vengono aiutati dalle istituzioni, RFS non potrebbe essere anche un modo per fare una specie di associazione dove per esempio un sabato al mese vi ritrovate e che ne so, pulite un parco?

So bene che dovrebbero essere le istituzioni e non voi, pero' vi sarebbe un grosso impatto di cambiamento di vista per esempio da parte dei vostri figli / amici / nipoti, etc etc... non so, se io vivessi a Roma e la amassi come dite voi, non riuscirei a stare solo a guardare e a scrivere su internet, che é sicuramente utilissimo, ma avrei bisogno di raccattare la bottiglia che trovo per strada.

Potrebbe essere un modo da cui partire, in fondo quando fate i paragoni con città estere, io vivo in francia per esempio, citate sempre che le istituzioni ma sono anche le persone che si impegnano in prima persona.

Ad esempio dove abito io, é dovere mio di curare il pezzetto di strada davanti alla mia facciata, e di curare il verde esterno.

Spesso quando giro per le città qui intorno vedo come sono carine, senza avere nulla di speciale, e spesso questa bellezza é dovuta alle piante che la gente mette fuori casa rendendo cosi piacevole passeggiare sui marciapiedi.

Anonimo ha detto...

Beh fantastica la scusa della destinazione d'uso. Prima si è permessa l'apertura indiscriminata di multiplex, ora che il mercato è cambiato (ed è normale, si allineato al resto del mondo in quel settore), di vieta la riconversione e trasformazione delle vecchie strutture anche con metodi mafiosi tipo questa occupazione. Beh certo è fantastico il mix di pseudo-socialismo-reale e Capitalismo di Stato con ricatto morale annesso.

Cui prodest? Mafia (non quelli con la lupara ma politica) e Vaticano s.p.a.
Gli unici che ne escono sempre vincitori.

Com'era? Roma come Vienna grazie ai comportamenti individuali?!?

Si come no… ahahahahaha

simone nicolini ha detto...

m.ATte.rosicando?vedo.poi.detto.da.chi.ha.precedenti.mi.pare.scandaloso.guardatevi.in.cSA.PROPRIA!!!!buffoni!!!

roberto ha detto...

"rubiamo un bar"?!? Concetto curioso, converrete. E comunque in questo caso parliamo di uno stabile abbandonato da decenni e che da altrettanto tempo non svolge la funzione a cui è preposto. Certo, se stiamo agli interessi della proprietà loro il cambio di destinazione d'uso posso attenderlo tempi biblici (gli stessi che hanno portato ai cambi di piazza Navona e compagnia). Mentre giova ricordare che il nostro ordinamento prevede anche l'esproprio, per i casi più gravi in cui l'interesse pubblico prevale sul diritto alla proprietà privata.
Ribadisco: io non vedo chi ci stia rimettendo da questa occupazione pacifica e più che decorosa. Prima del suo inizio quello era divenuto uno stabile fatiscente ed insano. Ora è un cinema dove ci ho visto entrare i bambini con i genitori, pagando un obolo risibile.
Ne approfitto per dare la mia soluzione alla cosa: il Comune destini uno degli stabili della zona a simili iniziative (non è detto ovviamente con gli stessi promotori), ad esempio il palazzo degli esami, e a quel punto si avrebbe buon gioco, e buone ragioni, a chiudere l'esperienza del cinema america, quant'anche con la forza.

Roma fa schifo ha detto...

Quindi esiste un tempo di inutilizzo dopo il quale un bene PRIVATO può essere ESPROPRIATO. Attenzione ESPROPRIATO non dallo stato ma da chiunque voglia farlo.
E' possibile sapere quanto è questo tempo?

Anonimo ha detto...

A ridicoli. Manco le bollette ve pagate. A infami, pure a rivenneve er telefono smarrito de uno che ve frequenta.

Gretti tanto quanto quelli che dite di combattere.

roberto ha detto...

Alla vostra domanda posso rispondere che per i rapporti tra privati esiste anche l'istituto dell'usucapione, dopo vent'anni (che ad occhio e croce per l'America sono pure passati.
Probabilmente non si applica in questo caso ma ciò tanto per ribadire che la proprietà privata ha dei limiti che uno stato efficiente dovrebbe far valere. Ma siccome questo è lo stesso stato la cui inefficienza ed inefficacia voi denunciate ad ogni post, ogni tanto vengono fuori dei cittadini che cercano di risvegliare l'interesse pubblico in chi dovrebbe tutelarlo. Il tutto senza che nessuno ci rimetta.

Anonimo ha detto...

Ne facessero almeno un cinema porno!

Anonimo ha detto...

Ma inizia a pagarti le bollette da solo ed a restituire gli oggetti smarriti a chi ci viene a trovare e vi paga pure, uso "Al Capone".

Anonimo ha detto...

Certo, se stiamo agli interessi della proprietà loro il cambio di destinazione d'uso posso attenderlo tempi biblici (gli stessi che hanno portato ai cambi di piazza Navona e compagnia). Mentre giova ricordare che il nostro ordinamento prevede anche l'esproprio, per i casi più gravi in cui l'interesse pubblico prevale sul diritto alla proprietà privata.

Le partite de calcio daaa Riomma sarebbero a curtura?!?

Anonimo ha detto...

Riguardo la presunta aggressione nazifascista, io non criminalizzerei il vignettista visto che la notizia all'epoca fu pompata su tutti i siti d'informazione di sinistra e sui social soprattutto nel circolino dell'amico suo incappucciato che tanto ve sta sul cazzo (e tra l'altro sta sul cazzo a parecchi pure a sinistra e un giorno lo capirà) usando le solite frasi fatte: so stati i fasci, so state le merde de casabau, ecc...
Chi conosce un minimo l'aria romana sa benissimo che i CasaPau stanno in polemica con altri CSOA mentre non si sono mai espressi sull'America né tantomeno sul Valle.

Riflettendoci però sembra sempre di più che qualcuno passi le giornate con la bava alla bocca ad aspettare una notizia per pomparla e la stessa cosa macabra l'hanno fatta qualche giorno fa col povero D., hanno iniziato la cagnara dopo qualche ora annunciando un omocidio omofobo e la (giusta) fiaccolata, mentre adesso sta uscendo fuori che l'omofobia non c'entra nulla.
Io che sono di sinistra mi vergogno di esser accomunato a questi disinformatori in cerca di scoop degni del peggior Fede, non meravigliamoci se siamo al 57° posto come libertà di stampa.

Anonimo ha detto...

Grazie al cazzo che offrono proiezioni praticamente gratuite, non pagano l'IVA, non pagano la manutenzioni degli estintori, non pagano i distributori dei film, non pagano la corrente, non fanno scontrini sulle birre che vendono, non pagano un cazzo di niente di spese rispetto ai cinema che stanno in crisi e tu me vorresti dire che dovrei pure ammirarli?

Anonimo ha detto...

Mah! Poi dice che uno non debba tifare meteorite…

Anonimo ha detto...

Come ii regazzini, divisi in bande rivali in "centri sociali" uno è da 'na parte uno da 'n'antra.....io te copro er graffito tuo, rispetto etc. 'ste cose annavano a New York nell'82, quanno ciavevo 14 anni.
"Servizio sociale, " Sarciccia sociale", ma quanto séte ridicoli v'è venuto minimamente in testa?
Quanto tempo è quanti sòrdi state a perde ("a perde"...diciamo che pé li beati cazzi vostri i sòrdi ce stanno e come, poi si annamo affà la fine daa Jugoslavia 'sticazzi, io ciò l'urtima wapp-app)
Che tipo de futuro ce pò avé 'sto paese co voi?
Riflettete 'mpò va...

Tramvinicyus

Anonimo ha detto...

Un'altra occuopazione ad opera di figli di papà e ragazzi bne annoiati... che pena..

Lady Tata ha detto...

la storia dell'iphone 5 rubato e venduto su ebay dopo una decisione presa in aseemblea è davvero agghiacciante...

Anonimo ha detto...

Caro Tram, hai fatto un bell'esempio. Però non mi scadere nel gerontocratico un po' arteriosclerotico, e restio ad ogni novità.
Va bene che sei un romanticone, però così rischi di diventarmi ottocentesco… anteponiamo un teutonico "Von" al tuo nickname?!? ;)

The Londoner —not smoked yet.

Anonimo ha detto...

comunque da sti commenti pare che in realtà gli aggressori non erano di casapau... quando invece...

mario ha detto...

Ciao, io sono un ragazzo che va spesso in aula studio al cinema america ed anche un tuo lettore. Spesso ho trovato interessati le tue segnalazioni sul degrado che affligge la nostra amata città, in particolare i writers. Ma qui hai preso un abbaglio piuttosto grande, ti parlo, ripeto da frequentatore e non da occupante e ti dico che per quello che vedo io sono ragazzi perlopiù giovani (quindi non mi stupirebbe se ci fosse qualche ragazzo minorenne anche a gestire la cassa al bar, ma è un'occupazione ed in quanto illegale, penso che tu per prima debba sapere che andare a puntare il dito sulle illegalità presenti è davvero un controsenso, il problema non è il bar e la sicurezza il problema è nel caso lo stato di occupazione, tutto il resto sono conseguenze scontate). scusa mi sono perso, dicevo sono ragazzi giovani, volenterosi che da quando ci vado hanno letteralmete trasformato in meglio, la struttura e le loro attività, non è vero che la programmazione è cambiata, io vengo da prima dell'estata e l'unico cambiamento che ho visto è stato solamente positivo. I ragazzi hanno chiuso la sala il pomeriggio, che era diventato un luogo di ritrovo per 14enni che si facevano canne, per aprire l'aula studio, tengono sempre pulito ogni giorno non c'è ne polvere ne puzza di fumo, le iniziative da settembre hanno visto invitati come Sorrentino, Verone, Gianfranco Rosi, Stefano Benni, Nanni Moretti e ieri Luchetti ed Elio Germano, più di questo cosa si può volere? trastevere è il mio rione, ci sono cresciuto, purtroppo non nato, e non ho mai visto un posto nascere così e trasformarsi in meglio giorno dopo giorno. Ed io lo dico, odio i sessantottini e l'autismo che i compagni si portano dietro da anni, ma qiuesti ragazzi sono qualcosa di più, hanno una marcia nuova una marcia che è solo da lodare e non da disprezzare, davvero te lo dico da tuo lettore. Stai sbagliando.
Infine ti dico una cosa, criticare è bene, la critica, la discussione per me sono alla base di tutto, ma tu qui hai riportato informazioni che mettono in pericolo i ragazzi, hai detto come si entra ed esce, cosce che io non avevo capito stando qui, quindi ti sei proprio intrufolato, non hai ricevuto segnalazioni, hai proprio avuto un tuo amico all'interno che meschinamente ha preso informazioni per te, perchè ti ripeto, queste cose non si capiscono se si è residente come me, o frequentatore sempre come faccio anche io. Per quanto riguarda le "armi di difesa" non approvo e non appena avrò modo vorrò parlarne con i ragazzi, ma conoscendoli sono sicuro che se anche fosse avebbrero una spiegazione, dal loro punto di vista logico, dal nostro no ma noi non occupiamo. Mi spiace ma davvero, hai sbagliato di grosso, hai fatto una cosa molto meschina e prima di scrivere di una realtà più complessa ti consiglio di venirla a vedere. Residente e trasteverino acquisito.

ps: la cucina è sempre aperta, lo si vede andando al bagno e mi sembra normale dato che il cinema sia occupato che ci sia un abitativo e le docce. non capisco dove sia il problema se i ragazzi hanno bisogno di lavarsi e farsi delle bevande calde.

Anonimo ha detto...

ma ci sei mai andato?
ma di cosa stai parlando? io mi vedo due film a settimana e studio in aula studio, la cucina è aperta, i ragazzi sono simpatici, io non ho mai seguito e frequentato un'occupazione, ma questa si, questa è diversa. quest'occupazione non spaccia come altre sostanze etc, dentro non si può fumare!
devo uscire fuori per fumare, e non è scontato nelle occupazioni! stai fori, prima di parlare impara a conoscere

Michele BN ha detto...

Ciao, frequento il Cinema America dal primo giorno di occupazione, il 13 novembre 2012. Non sono un occupante, ma ne conosco e son spesso messo al corrente, oltre al fatto che lo frequento 2-3 volte a settimana e vedo come scorrono i fatti dentro all'occupazione.
Posso affermare con certezza che questo ARTICOLO DIFFAMATORIO è pieno di ENORMI FALSITA'. Del resto cosa ci possiamo aspettare da uno che INNEGGIA AL FUOCO APPICCATO AL CSOA LA STRADA?
Ovvio che il suo interesse è smerdare le occupazioni, fondandosi di voci non verificate che una persona, probabilmente molto frustrata, gli ha riportato.
Per vedere cos'è il Cinema America non serve un articolo, basta andare ad una qualsiasi iniziativa e conoscere LA PIU' BELLA OPERA DI RIQUALIFICAZIONE MAI AVVENUTA NEL RIONE DI TRASTEVERE.
Ci vivo da 25 anni e non ho mai visto una cosa meglio organizzata, innovatrice e rispettosa delle tradizioni di questo storico Rione. In un anno le ragazze e i ragazzi del Cinema hanno mandato al tappeto decenni di "cultura" operata per comune, municipio e privati in questo Rione.
La proprietà privata cade di fronte al volere di un territorio.

Cinema America resisti!

Michele

Francesco b ha detto...

Voi di roma fa schifo non cercate di fare luce sulle vicende ma cogliete al volo l'occasione di denigrare quello che non vi va a genio, asserragliati dietro a questo valore della legalità di cui tanto vi riempite la bocca e che vi tiene al riparo dalle critiche. A paladini della giustizia annatevene a fanculo

Danco ha detto...

Vi seguo con ammirazione da tempo, ma stavolta avete proprio toppato alla grande, probabilmente chi vi ha dato le informazioni è qualcuno che ha interessi a denigrare questa iniziativa, io sono dell'opinione che sia importante ascoltare tutte le campane, non una

carla ha detto...

Sono un residente di trastevere,sono allucinato da quello che hai scritto, ho spesso letto il tuo blog se pur con molte esagerazioni hai segnalato comunque contraddizioni capitoline molto reali, ma questa no.
Non capisco come ti venga in mente di dire certe cose, l'offerta culturale è diminuita? mio figlio va a studiare in aula studio, ma lo sai che a trastevere non ci sono aule studio e biblioteche? ma di cosa stai parlando?
Ho chiesto a mio figlio cose visibili presenti nel tuo articolo, porta della cucina chiusa? una volta mio figlio stava poco bene e non solo gli hanno offerto una tachipirina ma gli è stato fatto anche è thè caldo! Non ho parole per le cose che ti sei inventato.
Sei un delatore, quei ragazzi rischiano la fedina penale per le cose che hai scritto, rischiano che qualcuno possa entrare nel cinema la notte, mio figlio ci studia. sei da denuncia, sei un farabutto.
Ti dovrebbero denunciare alla polizia i ragazzi.

UMBERTO ha detto...

MA COME FATE A SEGUIRE ANCORA QUESTO BLOG???

Questo articolo è TOTALMENTE PIENO DI STRONZATE.

Io non so come fa il gestore del blog ad accogliere notizie infondate e costruite ad arte che gli riferisce chissà chi.

Roma Fa Schifo, ti interessa che i turisti non buttino le carte per terra, che i SUV non parcheggino in doppia fila, ma quando si tratta di difendere questa città da SPECULATORI E PALAZZINARI chini la testa!
Andate al Cinema America e rendetevi conto che è una boccata di aria fresca nelle vie di questa città.

E ve lo dice un uomo sposato con famiglia, uno di quelli che normalmente non ci entrerebbero manco per sbaglio in un'occupazione. Invece ogni volta che ho avuto una curiosità, una proposta o una critica sono andato da loro e ne abbiamo potuto discutere civilmente. Dote non rara in questi anni.

Sappiamo tutti che il gestore di Roma Fa Schifo sarebbe molto contento a vedere un posto come questo sgomberato. Perciò prendere questo articolo come buono è veramente da stupidi.

U.

duccio funereo ha detto...

il punto caro "anonimo" è che questa occupazioni non sono tutte uguali valle, palazzo e america sono diverse e sono una minaccia per molti... in primis per un cretino come tonelli.
tutto falso, sono stato all'america ieri sera, 1000 persone sala piena che vive e fa cultura.

Anonimo ha detto...

Sono arrivate le truppe cammellate a denigrare l'articolo o il blog (ed il blogger) che a sua volta ha denigrato l'occupazione.
Ce la fate ad entrare nel merito degli argomenti, ad esempio della storia dell'iPhone, delle partite "culturali" della Roma o dell'evidente scissione che c'è stata?
Altrimenti restiamo ai livelli di gnegnegne blogger cazzaro specchio riflesso...
Aripiateve.....

Anonimo ha detto...

Londy! Sei qui...temevo d'averti perduto per sempre!

- Sipario -


Von Tramvinicyus

Anonimo ha detto...

Ops dimenticavo!
Sì la cultura, d'accordissimo (a proposito se fate anche teatro...mbè io quarcosa de CecoFFFFFFFFF me ricordo, pure Pirandello e Scè c spir, diplomato nel 2003) però la domanda è sempre la stessa.
Ma sta corente la ruBBBBBBBBBBBBBate o no?
Chi ruba pemmé resta un mafioso anche siffà "Curtura"!
Trammy

Anonimo ha detto...

Caro Trammy, ma magari fosse solo la corrente, aggiungiamo il fatto che non pagano l'IVA su niente o che rivendono birre del supermercato anche queste esentasse manco fossero i bangla a Piazza di Spagna.
Poi te vogliono pure fa sentì in colpa perché in fondo i biglietti costano poco, e grazie al cazzo non hanno un euro di spese rispetto ai cinema romani, so buoni tutti a fa pagà le cose poco in queste condizioni.

Ma non t'aspettare una risposta, dai commenti sopra si vede che sanno solo rispondere con luoghi comuni come la mejo occupazione de Roma o che noi semo a favore dei palazzinari (aho che ce dovemo fa, noi SEMO KA$TAAA!!1! meno male che ce stanno loro).

Anonimo ha detto...

Ma la persona che ha smarrito il telefono, si è poi recata nuovamente presso la struttura per chiedere se fosse stato ritrovato?

Michele C. ha detto...

Solidarietà al cinema America, questo articolo fa schifo. Mi dispiace ragazzi di RFS, io vi seguo e la vostra azione di denuncia è sempre utile. Ma ora che vi siete scagliati contro una realtà interessante come il cinema America Occupato mi vengono molti dubbi. E' vostro interesse farvi strada con le foto di questa città ridotta a schifo per poi sfruttare la visibilità e combattere battaglie personali contro una bella realtà culturale? Cosa avete davvero contro il cinema America occupato? Delusione da parte di questa "redazione".

Michele

Anonimo ha detto...

Miché occupate pure 'stocazzo!!! Paga le tasseeeee!!!!!
Io be lim beati cazzi tua sto nantra vòrta azzampe pell'aria...allora nunvòi capì!!!!

Anonimo ha detto...

Le tasse? Ma quelle le pagano i borghesi, noi semo romani popolari e stamo a fa un opera de bene ar quartiere.
Ma nun è che te stai a zampe all'aria perchè er palazzinaro amico tuo t'ha licenziato? Voi siete kasta borghese e rassista, siete dalla parte dei costruttori mentre noi stamo cor popolo, vergonnia!!!

Anonimo ha detto...

Sono stato solidale e supportativo della prima occupazione simbolica del cinema America, ho anche supportato il prolungamento della stessa perché poteva portare ad una rivalutazione da parte del comune di quello spazio così bello.

Ho quindi provato ad organizzare, con educazione ed entusiasmo, delle attività nel Cinema America Occupato.

Con i primi occupanti ero arrivato ad un accordo e ad un'educata intesa.
Sopraggunti i nuovi, quasi all'inizio dell'organizzazione delle attività che avevo preventivate con i vecchi ocupanti, sono stato prima ignorato per mesi, poi liquidato in maniera brusca, arrogante e maleducata con toni da politburo.

Alla mia richiesta educata di spiegazioni per il comportamento e cambio repentino di idee non è mai stato risposto.

Non credo che sia la stessa misura usata per le persone più o meno famose che invitano di loro sponte.

Per me una grossa croce sopra e nessun supporto mai più. Se vogliono farne un nuovo Rialto, svoltare lo spazio in centro a colpi di arroganza ed arrivismo, allora preferisco il niente dei palazzinari, almeno nella sua bruttezza è lineare e coerente.

Saluti.

Anonimo ha detto...

Il link a questo articolo, presente sulla pagina facebook di Roma fa schifo, è stato rimosso.
Questo articolo è talmente pieno di cazzate, che quei parassiti figli di papà, invece di argomentare relativamente allo schifo che hanno fatto, fanno e spero non abbiano modo di continuare a fare, si sono disturbati a segnalarlo per farlo rimuovere.

Spero di rivedere presto il link.

Anonimo ha detto...

Seguo Roma fa schifo da molto tempo, ho iniziato a seguirlo perchè sembrava una cosa interessante, ma con questo articolo EVIDENTEMENTE pieno di preconcetti ho perso totale fiducia in quello che scrivete su 'sto blog.
Partiamo dal fatto che io, nel Cinema, o ex Cinema America non ci sono mai entrato, soprattutto per la lontananza (roma nord) ma leggendo il post si nota come ci sia una sorta di "barriera" verso il tentativo di migliorare qualcosa.
Forse invece di dare informazioni così dettagliate sulla planimetria sta a significare che della situazione del Cinema non è che ti interessi così tanto.
Mi dispiace, ma se prima ero uno di quelli che quando leggeva un post mi fidavo quasi ciecamente, perchè mettevate in evidenza i problemi di Roma, adesso prima di prenderlo per buono mi faccio un giretto su Google.

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