Una città maciullata dai propri cittadini. Riflessioni su una Roma che appare senza speranze

5 aprile 2016

Cara redazione RFS, sono un giovane professionista e vostro lettore, vi mando questa mia lettera di riflessioni sulla situazione politico-economica e sociale della città di Roma, città che per quanto resterà nel mio cuore per sempre sto pensando di lasciare dopo una vita passata qui, nella speranza che vogliate pubblicarla e condividerla con i lettori del blog.

Innanzi tutto introduciamo il concetto di massa critica. Perché questa città non riesce a cambiare? Perché non riesce come le altre capitali europee a tenere il passo con la modernità, l’innovazione, a effettuare investimenti in infrastrutture, a sostenere le imprese dei giovani? Ebbene, checché se ne dica nei vuoti dibattiti politici degli ultimi giorni, che ci vengono sadicamente propinati dai conduttori di talk show, il problema non risiede soltanto nella corruzione (pure endemica), nella mancanza dei fondi (pure necessari), nella maleducazione diffusa e nemmeno nel menefreghismo del cittadino medio romano verso il prossimo e verso la cosa pubblica.

Il problema, almeno in gran parte, risiede nella ormai quasi assoluta mancanza di competenze tecniche di alto livello nei cittadini che la abitano, e nel mostruoso livello di analfabetismo funzionale che credo raggiunga il 70% forse anche 80% della popolazione residente. Infatti, come già illustrato in precedenti post su questo blog, è proprio dalla mancanza di acculturazione, istruzione e capacità critica e di informazione che germinano le condizioni necessarie a far sì che i fenomeni corruttivi e antisociali proseguano indisturbati, in una spirale di degrado, violenza, egoismo, paralisi delle attività produttive. Il problema, diciamolo chiaramente, non dipende da chi amministra la città al suo vertice (sindaco o giunta), ma risiede nella iperinflata massa di funzionari, dipendenti statali, clientes, faccendieri grandi e piccoli, largamente incapaci, insipienti e privi della pur minima capacità di visione, di immaginazione, di progettualità. E quando si parla di “incapaci” non si intende una generica offesa, ma si vuole rimarcare che essi mancano veramente delle necessarie minime qualifiche per svolgere i ruoli loro “ufficialmente” assegnati. Non si tratta infatti di un qualcosa di riconducibile soltanto ai meccanismi della raccomandazione (meglio assumere un raccomandato senza concorso, se veramente capace, piuttosto che un semianalfabeta o un minus habens con un finto concorso), ma alla carenza endemica cronica di giovani professionisti qualificati, dotati quindi di capacità logistiche e organizzative, creative, che possano (o vogliano) assumere ruoli chiave nella gestione della cosa pubblica, senza temere rappresaglie o ricatti. Essi sono in realtà tutti fuggiti altrove. E’ questo che si intende per massa critica. Le pietose condizioni di vita della città oramai non invogliano certo chi ha raggiunto, dopo un decennio di sudati studi universitari, tra master, lauree e quant’altro, di condurre la propria esistenza in questo luogo, perfino quando ne avrebbero l’opportunità. Le terrificanti immagini del degrado mostrato nel blog, perfino nei quartieri eleganti della città, il traffico micidiale , le manciate di ore consumate nell’ansia di un trasporto pubblico scadente, la prospettiva di crescere i propri figli in un luogo sporco, inquinato, violento, cinico, non invogliano di certo i migliori talenti a restare, ma, anzi, a scappare alla prima occasione, perfino quando potrebbero proteggersi dall’orrore quotidiano con il denaro, rinchiudendosi magari in un appartamento di lusso o viaggiando in un macchinone.

Conseguenza di questo è che chi rimane lo fa per necessità, per mancanza di scelta (poiché non ha le qualifiche o le capacità economiche per fuggire), abbrutito in un degrado sempre crescente, ed ovviamente chi rimane è chi ha meno competenze, i più deboli, gli anziani pensionati, gli emarginati, ma anche i criminali, i parassiti, gli imboscati, i falsi invalidi, i perdigiorno che campano di attività semi-legali (si pensi al mostruoso fenomeno delle bancarelle abusive e non, dei comitati di quartiere no-questo e no-quello, dei centri sociali, delle inutili e dannose associazioni di canari, gattari e così via discorrendo), l’enorme esercito di piccoli mostri insomma, che popolano le nostre strade dal centro alla periferia, gente in gran parte dei casi senza occasione di riscatto sociale alcuna, che campa sostanzialmente di rendita, illegalità, favoritismi e degrado. La presenza di questo sostrato umano, è necessaria alla classe politico-dirigenziale della città, che la usa cinicamente per conquistare posizioni di comando e rientro economico, e, sostanzialmente, per mantenere lo status quo e assicurare un futuro analogo alla propria prole, indifferentemente dal colore politico. Questa ributtante aristocrazia, ben rappresentata dalle quelle foto di qualche anno fa delle feste a bordo piscina con le teste di maiale e lo champagne che tutti conosciamo, è l’altro cancro che sta divorando la città, una classe politico-dirigenziale vuota di competenze, di idee giovani e fresche, di veri talenti imprenditoriali, fatta di soggetti annoiati che campano sostanzialmente di un reddito “di posizione”, che sia la catena di ristoranti ereditata, la ditta di costruzioni o lo studio notarile, una gens viziata e con pretese di superiorità, ma sostanzialmente autoreferenziale, vuota e profondamente ignorante, del tutto inutile al benessere e allo sviluppo economico della città. Tale impalcatura sociale, profondamente immobile, arcaica, ha sempre caratterizzato la nostra capitale, quale città sede di ministeri, organi dirigenziali ed istituzioni nazionali, ma l’acuirsi del già enorme divario sociale, favorita dallo schiacciamento, e dal progressivo depauperamento della già esigua media borghesia giovane, qualificata, dinamica, preparata, ha contribuito a creare sempre di più il quadro atroce della qualità di vita a cui possiamo assistere oggi.

Si pensi per un attimo alle periferie (dove tra l’altro abita chi vi sta scrivendo), sempre sbandierate in campagna elettorale, sempre dimenticate un minuto dopo il termine delle elezioni. Ambienti urbani talmente infernali che non avrebbero neanche dovuto esistere (e infatti non hanno eguali nel mondo occidentale) per quanto sono orribili, grigi, mal collegati con il centro e anche con la provincia, vuoti di cultura, di mobilità sociale. Delle vere e proprie mostruosità edilizie (le famose centralità) più volte condannate anche dal famoso architetto Renzo Piano, generate da politiche costruttive scellerate degli anni 60 e 70 che tutti conosciamo, ma ben lungi dall’essere cambiate. Chi nasce in questi luoghi è già praticamente condannato nel 90% dei casi all’abbrutimento e a continuare a vivere nello stesso luogo, poiché pressoché nulle sono le strutture pubbliche che egli ha a disposizione per incrementare la propria apertura mentale, o il raggiungere rapidamente le migliori scuole, università e centri di cultura (cinema, teatri, vere biblioteche, community centers), conquistare insomma il riscatto e la mobilità sociale che sono diritti fondamentali di ogni individuo per il completamento della propria esistenza. Emblema di questi luoghi sono i campi concentrazionari (tutta la periferia di Roma è, a suo modo, un enorme campo di concentramento) dove la popolazione rom viene tenuta, omertosamente segregata nell’illegalità e nel degrado, con bambini fatti crescere nelle immondizie e con un tasso di evasione scolastica dell’80%. Praticamente un crimine contro l’umanità, che speriamo venga presto sanzionato almeno a livello europeo (inevitabile che avvenga talmente è divenuta grottesca e raccapricciante tale situazione), poiché luoghi del genere non esistono più forse neanche nelle favelas di Rio. Ci si meraviglia forse che i pargoli partoriti in questi ambienti vadano poi ad infoltire le fila dei graffitari e delle migliaia di vandali e para-criminali che stanno letteralmente facendo a pezzi la città? Ci si meraviglia che i soggetti nati in questi ambienti non abbiano senso civico, educazione, rispetto della cosa pubblica, che siano cinici, volgari e profondamente cattivi o egoisti?

Sempre in merito, la problematica delle assunzioni clientelari nelle municipalizzate (ATAC, AMA) , ma anche in altri elementari servizi quali le poste, i municipi, le circoscrizioni, non ha fatto che peggiorare tale situazione, poiché ha trattenuto in città soggetti improduttivi, sotto-qualificati, che altrimenti avrebbero dovuto onestamente migrare in provincia o all’estero a caccia di lavoro, come avviene in altri paesi. Tali soggetti, confinati nelle periferie, hanno infoltito in maniera anomala la popolazione cittadina (assolutamente in sovrannumero rispetto alle infrastrutture e al territorio realmente fruibile, se si fa un paragone con le altre città europee) e dei sobborghi, andando ad alimentare quella spirale di emarginazione e ghettizzazione, già presente nel dopoguerra.

Ritornando al concetto iniziale, è evidente che con tali presupposti non è possibile alcun reale cambiamento della città, essendo assente la massa critica minima di soggetti qualificati e produttivi necessaria ad avviare quei cambiamenti economici e sociali fondamentali per un sostanziale miglioramento. E tale tendenza non accenna ad invertirsi, semmai a peggiorare. L’assenza di un quadro normativo agile, snello, la mancanza di talenti nei ruoli chiave, la schiera enorme dei clientes a cui restituire favori di ogni tipo (nella cosa pubblica sono tutti, di fatto, sotto ricatto) impediscono di esercitare un vero cambiamento con le attuali norme democratiche, di cui le elezioni comunali sono la grottesca espressione. Inconcepibile infatti governare un territorio in un tale stato di anarchia con le attuali norme, indipendentemente dalla provenienza politica. E’ per questo che nessuno dei soggetti candidati vuole, alla fine, essere sindaco di Roma, nonostante le apparenze. Semplicemente perché è un’impresa impossibile, inconcludente. La candidatura ed eventuale elezione di Virginia Raggi, di cui un po’ tutti si auspicano il successo, nella speranza di un barlume di cambiamento, poco potrà contro il machiavellico ed infallibile sistema (il sistema dei Casalesi denunciato da Saviano in Gomorra a confronto è roba da dilettanti) a cui tutti si sono piegati, e per scardinare il quale occorrerebbe un massiccio intervento dello Stato, nell’ordine di un commissariamento forse ventennale e con investimenti di miliardi di euro per richiamare in città quelle competenze umane e manageriali in grado di far ripartire la città. La Raggi (tanto quanto Giachetti del resto) per quanto persona specchiata ed entusiasta non può pubblicamente ammettere, pur appartenendo al partito di fatto più radicale del paese, che gli interventi necessari sono largamente impopolari e dovrebbero toccare e aggredire proprio quell’enorme bacino elettorale che probabilmente le garantirà la vittoria (si pensi alla sua timidezza nelle dichiarazioni su ATAC ad esempio, e alle puerili dichiarazioni del voler risolvere il tutto riallocando meglio le scarne risorse disponibili). Non una parola viene pronunciata da nessun candidato sulla necessità di reprimere e combattere drasticamente i fenomeni para-criminali dell’ambulantato, degli impianti pubblicitari, del saccheggio delle immondizie, dell’evasione fiscale mostruosa esercitata in ogni bar o locale della città, dei racket dell’abusivismo e della prostituzione, del lavoro nero, del commercio scadente in aree di pregio, dei tassisti abusivi, dell’assenteismo dei dipendenti comunali. Stiamo parlando di un bacino elettorale di centinaia di migliaia di persone, considerando tali soggetti e tutti i loro parenti (che voteranno per i loro interessi), una zona grigia che forse ormai costituisce il 60-70% della popolazione cittadina. Fintanto che, negli anni passati tale zona grigia rappresentava una quota importante ma minoritaria della cittadinanza, una speranza di riscatto forse poteva esistere, ma ora che le migliori competenze sono fuggite a gambe levate, la rassegnazione (lampante nella mosceria dei candidati attuali) sembra aver preso il sopravvento.

Per questo, a mio parere ma è l’impressione di molti, urge un intervento del governo centrale e una presa di coscienza del fatto che salvare veramente la capitale di una nazione (non tenerla a galla con pietosi decreti salva-roma per questioni di immagine), anche a costo di manovre lacrime e sangue, è la base per garantire un futuro più roseo non solo per i suoi abitanti, ma per tutta la Nazione, tramite un rientro culturale, turistico e imprenditoriale che potrebbe essere in grado di trainare l’economia di tutto il Lazio e forse del centro Italia. Staremo comunque a vedere, la speranza come si dice, è l’ultima a morire.

Claudio

90 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Grazie Claudio per aver messo nero su bianco tutto quello che penso di questa povera citta'. Un grazie a RFS per averlo condiviso.

bat21 ha detto...

Bravo Claudio! Hai toccato il punto. E la tua disanima ti assicuro non vale solo per Roma ma per tutto il mezzogiorno, grandi malati italiani che a causa della loro malattia rischiano di trascinare alla morte tutto il paese! Solo con riforme draconiane lacrime e sangue ciò che esiste da Roma in giu' si può risollevare!

musicaltra ha detto...

"il 60% o 70% della popolazione cittadina".

Vabbé queste sono percentuali sparate un po' a cazzo...per il resto l'articolo è in buona parte condivisibile, soprattutto nel punto in cui sottolinea che per uscire dallo stallo in cui si trova la città occorrono SOLDI, ovvero INVESTIMENTI, e che gli investimenti attirano competenze, professionalità di alto livello, migliorano la qualità della città e allo stesso tempo fanno ripartire i consumi e l'economia generando più introiti in circuito virtuoso.
Insomma occorrerebbe che lo staterello italiano ci metta il GRANO, cosa assai improbabile visto la disastrosa situazione economica generale del paese. Eppure una delle chiavi per rilanciare l'immagine del paese e rilanciare gli investimenti esteri (quelli buoni, non lo shopping dei nostri marchi) sarebbe proprio puntare sulla capitale.
Nessun paese al mondo, dicasi NESSUNO, puo' vantare una capitale come Roma, Roma se adeguatamente sistemata e rilanciata è di gran lunga il salotto più bello d'Europa, senza rivali.
Ora che lo staterello italiano si disinteressi totalmente di una capitale di tale livello e potenzialità, dandogli persino meno risorse rispetto a un qualsiasi comune di provincia per poi ogni tanto metterci una toppa coi cosiddetti "salva Roma" (che sono una bazzecola rispetto al cronico sottofinanziamento della città) questo la dice lunga sulla cialtroneria di uno governo nazionale privo di ambizioni e progettualità, siamo definitivamente un paese prigioniero di un campanilismo da medioevo, questa è l'amara verità.

Anonimo ha detto...

In linea con il mio pensiero, ma non è più possibile recuperare la situazione attuale, il divario è troppo ampio.
Occorreranno molte generazioni forse per avvicinarci a qualcosa di più simile ad una capitale che una bidonville.
Chi può fugga.

bat21 ha detto...

Certo buttiamo nel cesso altri soldi che andrebbero inevitabilmente nella fornace delle clientele! Se il tuo ragionamento fosse corretto a quest ora il mezzogiorno dovrebbe essere come la Lombardia. Purtroppo in un assetto socio -economico di predazione come e' Roma non otterresti nulla buttandoci altri soldi. Va cambiata strutturalmente la città nella sua composizione economica. Meno stato, parastato, enti locali e municipalizzate e poi ne riparliamo!

Anonimo ha detto...

"La Raggi non può pubblicamente ammettere...." si, ammesso che ne abbia coscienza

Anonimo ha detto...

Dirò una follia, ma spero solo in una dittatura tipo isis che faccia rigare dritto i romani e azzeri le mafie. Resta solo quella ormai. :(

Anonimo ha detto...

Bravo Claudio, hai colto in pieno: Il pesce puzza dalla testa. A forza di assumere gente e metterla in posti di responsabilita' non in base a competenze specifiche ma perche' amanti, figli, amici di amici, compaesani, mogli etc etc ci ritroviamo nel disastro che tutti conosciamo.

E' quello che vogliono, un processo che parte dal 68 dove il sogno di distruggere il capitalismo non ha portato altro che la distruzione della borghesia.

Vogliono che l'asticella si abbassi sempre di piu' senno' non riescono a sopravvivere...
Il loro sogno e' che i pochi validi rimasti facciano le valigie, perche' solo in un deserto umano questa gente puo' prosperare.

musicaltra ha detto...

@bat
forse c'è un equivoco.
1) non stavo parlando del sud ma di Roma e delle sue potenzialità.
2) non stavo parlando di soldi a pioggia, nel qual caso avresti pienamente ragione, ma di investimenti, ovvero infrastrutture, trasporti, urbanistica.

Poi forse ci vorrebbe anche un riassetto generale del territorio, per me "Roma" dovrebbe finire all'anello ferroviario o poco oltre. Il resto tutti comuni indipendenti, con un proprio nome, logo e sindaco ben riconoscibile dai cittadini. Esattamente come a Milano con l'interland. Oggi il comune di Roma è grande quanto una media provincia italiana ed è ingestibile, una follia.

Anonimo ha detto...

Applausi Claudio, sono d'accordo su tutto. Purtroppo le cose stanno proprio così, che tristezza.

Anonimo ha detto...

Non saprei se il 60-70% sia una cifra corretta, ma almeno il 50% della popolazione non e' un'ipotesi peregrina.

Secondo dati del MEF (http://www.eticapa.it/eticapa/wp-content/uploads/2013/08/2011-Mappa-geografica-e-numero-dei-dipendenti-pubblici-in-Italia.pdf) nel Lazio ci sono quasi 400.000 dipendenti pubblici tra enti statali, locali, scuole, forze dell'ordine, etc. VIsto il ruolo centrale che Roma ha per la PA nel Lazio e nell'Italia tutta, si puo serenamente considerare che circa 300.000 vivano a Roma.

A questi vanno aggiunti altri 30.000 di AMA, ATAC, ACEA e municipalizzate varie. Questo solo per le buste paga dell'economia emersa. Ci aggiungiamo bancarellari, pubblicitari, palazzinari, parcheggiatori, faccendieri, zingari, gestori stabilimenti/locali a Ostia, puttane, EUR S.p.A. e fondazioni e cooperative para pubbliche varie arriviamo tranquillamente ai 400.000 direttamente coinvolti nella c.d. MAfia capitale. Tralasciamo il clero ed enti paraclericali per carita di dio.

Questi hanno pure una famiglia che dipende dall'accattonaggio di questi soggetti (diciamo per comodita solo un coniuge e un figlio) per cui arriviamo senza troppo sforzo a 1,2 Milioni di persone che votano tenendo a mente che il sistema attuale e' quello che li fa mangiare. Su una popolazione residente di 2,5 M siamo quasi al 50% senza troppo sforzo.

Vedete voi come una citta che vive di accattonaggio possa rimuovere l'accattonaggio

Antonio Privitera ha detto...

La cosa "bella" del sistema romano è che funziona perché tutti quelli che vi appartengono sono convinti di non farne parte, o meglio che non esista. Roma è così perché sì, i servizi non funzionano perché "semo 3 mijoni d'abbitanti", che ci vuol fare signora mia.

Diego ha detto...

si ma in quei 300000 che si suppone vivano a Roma penso che già vengono considerati i dipendenti delle municipalizzate che tu citi...non li puoi contare due volte, in effetti si tratta verosimilmente della cifra complessiva dei dipendenti pubblici ( statali comunali provinciali ministeriali ecc. ecc.).
Roma ovviamente, per il ruolo di capitale, ha un maggior numero di dipendenti pubblici delle altre città ma non in maniera cosi' esorbitante come spesso si lascia credere. Ad esempio in giro per l'Italia c'è l'idea che a Roma si viva di impieghi ministeriali, ma i dipendenti delle sedi centrali dei ministeri a Roma sono 40000 ovvero più o meno il 2% della popolazione attiva...questa è l'unica differenza che esiste tra Roma e le altre città, per il resto Roma non ha un numero di dipendenti pubblici superiore alla media nazionale, nei trasporti ad esempio l'ATAM di Milano conta 9000 addetti, l'ATAC di Roma 12000, naturalmente Roma ha il doppio degli abitanti ed è grande 10 volte tanto...dunque ci sono più dipendenti dei trasporti a Roma o a Milano?...e lo stesso vale per la polizia locale ( indispensabile per il controllo del territorio e il rispetto delle regole). Roma è una capitale incredibilmente sotto finanziata e questo è dovuto in parte alle dimensioni spropositate del territorio comunale che la fa apparire come una città che drena troppe risorse, mentre in realtà è esattamente il contrario!

Anonimo ha detto...

Tutto tristemente vero:((((

Anonimo ha detto...


Le menti professionalmente valide ci sarebbero.
Il problema è che il potere ne ha paura, come per millenni la Chiesa ha avuto paura del libero pensiero.

Chi pensa e lo fa bene, mette in crisi il sistema miserevole e becero delle mafiette perché, alla fine NON CONVIENE A NESSUNO!
Questa è la verità! I mezzi-mafiosetti de noantri dovrebbero capire che il malaffare porta disagi anche a loro ed alle loro famiglie.
Questa è sottocoltura, ignoranza, presunzione.

Ricordo a tutti che Roma è stata governata per solo alcuni millenni dalla Chiesa!
Ciao

Fabio ha detto...

Diego tu parli di Roma doppio abitanti e 10 volte Milano e Milano 9000 sono tanti.

Ti spiego perchè dici cose inesette:
- i 9500 circa dipendenti di Atm comprendono quelli che lavorano per Atm,Net,MetroCopenaghen,Funicolare Como
- su 9500 dipendenti ci sono 25 dirigenti (o,25% sul totale), a Roma sono 80 dirigenti su 12000 (0.66% sul totale quindi costi notevolemente più alti)
- Il territorio servito da ATm è di 657km quadrati, coprendo 46 comuni, servendo una popolazione di 2.500.000 di persone
- i corrispettivi pubblici per ogni dipendenti e di quasi 10€ di meno per quelli ATM rispetto a quelli ATAC

e questi sono solo alcuni numeri

Anonimo ha detto...

Ovazione per Claudio. Un testo lucido, disincantato e spietato. Vorrei che certi giornalisti apatici lo leggessero e prendessero esempio. A parte che quel 70% che qui si contesta suona effettivamente più come un'iperbole piuttosto che un dato statistico (che sarebbe interessante misurare) effettivamente mi chiedo se commissariare Roma avrebbe un senso. Mi spiego. diciamo che arriva un commissario ligio e virtuoso, uno di quelli inflessibili e incorruttibili. Comunque resta il fatto che a fare gran parte delle cose pratiche saranno altre persone, funzionari, probabilmente quelli di oggi, che non hanno un volto pubblico e che, complice l'anonimato, rimangono corruttibili. Come avere una macchina con un motore futuristico ma senza trasmissione verso le ruote. Forse il limite di non ritorno Roma l'ha superato da un bel po' ed è tardi.

Anonimo ha detto...

@ Diego

Le municipalizzate non sono incluse, perche se raccogli l'immondizia, guidi un bus, o controlli un contatore del gas non sei un dipendente pubblico.

LAZIO
Ministeri, Agenzie fisc: 53.976
Vigili del Fuoco: 5.196
Corpi di pol e Forze arm: 106.467
Magistrati: 1.985
Autonomie locali: 50.019
Scuola, Univ, Ricerca: 115.666
Enti pubblici, INPS,INAIL: 11.313
Servizio san nazion: 52.321
TOTALE dip pubbl: 396.853

Come puoi notare impiegatri ATAC, AMA, ACEA e cosi via non sono includibili in alcuna di queste voci.

LOMBARDIA
Ministeri, Agenzie fisc: 16.978
Vigili del Fuoco:3.282
Corpi di pol e Forze arm: 40.944
Magistrati: 1.090
Autonomie locali: 73.982
Scuola, Univ, Ricerca: 161.370
Enti pubblici, INPS,INAIL: 5.741
Servizio san nazion: 104.076
TOTALE dip pubbl: 407.463

Se vedi la Lombardia ha piu o meno gli stessi impiegati pubblici del Lazio con alcune differenze sostanziali:
1) Lombardia ha 10 M di abitanti, il Lazio non arriva a 6M;
2) la struttura economica sociale e urbana della Lombardia e' molto meno concentrata su una citta rispetto al Lazio;
3) la Lombardia ha molto meno impiegati di ministeri e forze dell'ordine e molti piu impiegati in sanita e universita/scuola.

Anonimo ha detto...

Condivido. Tranne il passaggio sulla "mostruosa evasione fiscale di bar e locali": non perché non ci sia, ma perché generata quasi sempre da un sistema di tassazione e una burocrazia (come ha giustamente ricordato che ha scritto) che definire vessatori e mostruosi è solo eufemismo. Un circolo vizioso. Ma bisogna tenerne conto.

Anonimo ha detto...

COndivido tutto, anche le virgole. È questo il motivo per cui sto, haimè, progettando il trasferimento che spero arrivi presto. Vivere così non è umanamente accettabile, nonostante io faccia il possibile per migliorare, aiutare, cooperare.
Comunque la storia ci insegna che Roma è sempre stata così, fin da tempi antichi, è sempre stata vittima di se stessa.

Anonimo ha detto...

Non condivido molto, pur comprendendo lo sfogo umano e professionale. Tantomeno trovo logico e coerente l'appello ad un governo centrale da cui si attende illusoria salvezza, nel paese del decentramento e dei federalismi di comodo. Altre città, vedi New York e la stessa Londra, si sono trovate in un passato non lontano in condizioni pessime ma hanno trovato la forza di rinascere. Non servono soldi o leggi, che peraltro sarebbero fatte dalla stessa gente che si biasima. Occorre capire che si è toccato il fondo e si deve e si può risalire. Anche i disperati quando stanno annegando muovo le braccia e cominciano a nuotare, senza aspettare un fantomatico elisoccorso. Alcuni si salvano, altri no. E' ora di muoversi.

Diego ha detto...

Comunque dando per buoni i dati ( sarebbe sempre opportuno citare la fonte) si vede che la disproporzione tra Lazio e Lombardia è data soprattutto dal numero delle forze dell'ordine, disproporzione dovuta alla presenza nella capitale delle principali sedi istituzionali del paese. Nulla di strano, nulla che possa far gridare allo scandalo.

Diego ha detto...

...naturalmente la disproporzione con la Lombardia è data anche dalle sedi centrali dei ministeri e degli enti, che comunque come ho già detto in precedenza impiegano una percentuale bassissima della popolazione attiva, dell'ordine del 2% o 3%, ma fatta eccezione di queste categorie dovute al ruolo di Roma capitale ( forze dell'ordine, sedi centrali degli enti pubblici) non vi è alcuna evidenza di una presenza di dipendenti pubblici nel Lazio che sia superiore alla media nazionale.

Anonimo ha detto...

Una testimonianza e un contributo che andrebbe pubblicato su qualche giornale nazionale. Basterebbe una colletta per farlo.

Anonimo ha detto...

Tieni presente che a Roma i vigili sono circa 9000, a Los Angeles il dipartimento di polizia ha 13000 agenti per una città che è il doppio di Roma; inoltre a Los Angeles il dipartimento si occupa anche di tutti i reati di sangue, rapine, traffico di droga etc

Anonimo ha detto...

Anonimo Fabio ha detto...
Diego tu parli di Roma doppio abitanti e 10 volte Milano e Milano 9000 sono tanti.

Ti spiego perchè dici cose inesette:
- i 9500 circa dipendenti di Atm comprendono quelli che lavorano per Atm,Net,MetroCopenaghen,Funicolare Como
- su 9500 dipendenti ci sono 25 dirigenti (o,25% sul totale), a Roma sono 80 dirigenti su 12000 (0.66% sul totale quindi costi notevolemente più alti)
- Il territorio servito da ATm è di 657km quadrati, coprendo 46 comuni, servendo una popolazione di 2.500.000 di persone
- i corrispettivi pubblici per ogni dipendenti e di quasi 10€ di meno per quelli ATM rispetto a quelli ATAC

e questi sono solo alcuni numeri

Credo il discorso sui dirigenti sia esemplificativo su come e dove potrebbero essere spesi meglio i soldi...non credo servano 65 dirigenti in più per soli 2500 dipendenti in più

Anonimo ha detto...

scusate volevo dire 55 dirigenti in più

Anonimo ha detto...

ma come cazzo fai a dire che non e' piu della media nazionale!?

La lombardia ha 10M di persone, il lazio meno di 6M e hanno praticamente lo stesso numero di impiegati pubblici.

A livello nazionale ci sono 58 impiegati pubblici ogni 1000 abitanti, nel Lazio 68.

Cio sempre lasciando la quantita di para-stato (ENI, Finmeccanica, ENEL, Terna, etc) che non ha sede in altre regioni/citta e di para-comunale (ATAC, AMA, ACEA, EUR...) che non ha paragoni altrove in Italia per quantita e improduttivita (perche ATM a Milano guadagna e a Roma perde 120M Euro/anno, perche Fiera di Milano macina utili e Fiera di ROma perde 40M Euro/anno).

La fonte e' citata! C'e' il link perfino se vuoi andarti a leggere i dati del MEF perdio!

Ma perche vi fissate a ripetere stronzate senza leggere i messaggi o tralasciando le parti che non vi piacciono? Chiaro indice che avete deciso di avere ragione senza averla... Almeno migliorate i vostri argomenti puttosto che ripetere sempre come un disco rotto i soliti pseudo-argomenti.

Anonimo ha detto...

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_dicembre_28/carica-dipendenti-pubblici-rizzo-1902677487458.shtml?refresh_ce-cp

Anonimo ha detto...


Forse ad alcuni sfugge il fatto che Roma sia una CAPITALE e che quindi abbia tutto il terziario abnorme che una capitale si porta appresso.

Oltre a ciò, una zona archeologica enorme proprio al centro, sedi diplomatiche estesissime e centrali, il VATICANO: uno stato intero!!!

Questa è la difformità di Roma rispetto a qualsiasi altra città del mondo ...
ciao

Anonimo ha detto...

Che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l’uomo ideale e forte che m’aspettavo? Forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.

Anonimo ha detto...

L'articolo mi sembra anche intelligente, non è la solita sparata razzista anti-romana.
per rispondere all'autore, secondo me la descrizione è troppo severa ma in parte vera.
Appunto, tutti i giovani romani laureati e molto competenti, che esistono e sono tanti, sono costretti ad emigrare per mancanza di possibilità lavorative. Magari si sposano all'estero, fanno figli lì e le nuove generazioni cresceranno lì.
Se però si continua a ragionare così, a ritenere Roma il posto peggiore del mondo, a parlare solo male di questa città e dei suoi abitanti, come fanno su questo blog, questo fenomeno continuerà sempre maggiore. è inevitabile che il livello culturale della città si abbassi.
Conosco però tanta gente istruita (medici, ingegneri e altro) che lavora a Roma.
Dunque è neccessario che il governo torni ad investire sulla Capitale in modo che la gente da fuori venga a Roma e non il contrario. Che ci sia la possibilità di lavoro e di avere un futuro anche qui. Che Roma non sia la città dalla quale scappare il prima possibile ma dove andare.

Anonimo ha detto...

Quando venni assunto tramite concorso al MEF avevo una laurea. Ora ne ho conseguite altre due e sto facendo un master, non perche' me ne freghi qualcosa, solo per usufruire dei permessi studio e lavorare il meno possibile.

Giovanni ha detto...

Chi sta facendo campagna per Virginia e il M5S lo sa, l'unica domanda che si sente fare dal 90% dei cittadini è:

MA ALLORA O FATE O STADIO? PERCHE SI NUN FATE O STADIO, NUN VE VOTAMO!

Nella mia personale statistica, l'unica cosa che interessa ai romani è che si faccia lo stadio. Punto.
Del resto non frega un cazzo a nessuno, incluso chi vive in periferia, chi ha i topi sotto casa, chi ha i vigili che gli chiedono le mazzette, chi passa le ore ad aspettare l'autobus, chi gli rubano in casa, inclusi tutti.
Vogliono solo lo stadio.

Anonimo ha detto...

Una citta dove se non conosci qualche mafioso non lavori...da sempre e' cosi, e voi ancora a scrivere e riflettere su articoli inutili come questo. E, comunque, chi fa piu danni sono proprio i laureati, perche sanno come farli. Una citta' orrenda, dove c e solo da andarsene senza pensarci, ogni giorno spero che accada....

Anonimo ha detto...

CONDIVIDO DALLA PRIMA ALL'ULTIMA RIGA!

e bisognerebbe farla circolare su tutti i quotidiani (locali e nazionali).

Al di la delle cifre e delle percentuali focalizza perfettamente il baratro in cui è piombata la città in cui viviamo.

Anonimo ha detto...

12.43

Quello che dici tu suille specificita di una capitale e' vero finoa un certo punto perche' e' esattamente il punto di essere una capitale avere ministeri, sedi diplomatiche e via dicendo. Pero proprio per questo non e' la caratteristica tipica di Roma, casomai il Vaticano lo e'.

L'altro elemento peculiare di Roma e' la sua nullita economica. E' una citta dove l'economia competitiva non esiste! A roma ci sono 3-4 attivita economiche tutte o monoppolitische o quasi:
1) la PA non e' in concorrenza con nessuno;
2) il Vaticano non e' in concorrenza con nessuno;
3) il Palazzinaro non concorre con altri sul lato dell'offerta (se qui ci cstruisco io, non puo costruici un altro), ma sul lato della domanda concorrono con altri luoghi. Non a caso il mercato a Roma non a caso stagna;
4) Il turismo e il suo indotto sono in concorrenza monopolistica (Colosseo e S. Pietro stanno solo qui) pero di nuovo la domanda a Roma cresce meno che altrove.

Altrove le capitali sono anche centro di attivita economich vere e in concorrenza (fiere, centri finanziari, ricerca, industria). Pensateci: se a Roma togliete questi 4 elementi monopolistici o quasi, che le resta?

bat21 ha detto...

Riguardo i numeri la media italiana https://mises.org/library/greece-reliance-public-funds-central-problem di chi campa di stato e' ca. del 60% cosa che fa capire come mai sia cosi difficile fare riforme decenti in questo disgraziato paese e immagino che Roma superi questo valore medio di brutto....per quanto riguarda roma come citta parassitaria finche qualche economista non calcolerà il residuo fiscale della città ci scanneremo a vicenda ma in ogni caso il Lazio e' più o meno zero e bisogna vedere se Roma sbilancia suk negativo o il contrario. Io seguendo le intuizioni del mitico Ricolfi ritengo che Roma "peggiori" il Lazio che altrimenti avrebbe un residuo positivo come la Toscana limitrofa ma senza un numero definitivamente calcolato ci scanneremo sempre...Diego e' della parrocchia opposta lui ritiene che il Lazio venga "migliorato" da Roma.

Anonimo ha detto...

Parole sante, parole che sento mie. Parole che mi ritrovo a vivere quotidianamente in ambienti paurosi.
Povera Roma, io ci vivo da 8 anni ma la delusione e' enorme e sto provando ad andare via. Spero di riuscirci.

Favullo ha detto...

Parole sacrosante! Io ci ho vissuto 10 anni, e poi dopo due lauree e quattro lingue straniere parlate fluentemente non riuscivo a trovare uno straccio di lavoro decente o che non implichi avere a che fare con datori di lavoro avvezzi a pratiche illegali. Adesso vivo nel Regno Unito e guadagno piu' di voi, polizza sanitaria privata e fondo pensionario privato aggiuntivo, tutto fornito dal mio datore di lavoro. Col cazzo che ce torno a Riomma, dovete schiatta'!! ma quando schiattate?!??!

Massimo ha detto...

"Conseguenza di questo è che chi rimane lo fa per necessità, per mancanza di scelta (poiché non ha le qualifiche o le capacità economiche per fuggire) ... l’enorme esercito di piccoli mostri insomma"

MA COME CAXXO TI PERMETTI???

Spero proprio che 'sto tizio mi legga perché pur ammettendo che arrivato lì ho smesso di leggere, tengo a sottolineare che ho sia le competenze che le capacità economiche sia di fuggire (come dice lui) che invece di restare e fare la mia parte per il miglioramento della mia Città che AMO e NON ABBANDONO! Ritengo invece che chi fugge sia solo un vigliacco (a parte ovviamente chi lo fa per necessità, lavoro, famiglia o quello che sia), chi dice "scappo da questa città punto e basta" è proprio chi non ha ne la competenza ne LE PALLE per rimanere e contribuire al miglioramento.
Vergogna, siete voi i "piccoli mostri".

Favullo ha detto...

basta con sta retorica di chi fugge non ha le palle e chi rimane e' un eroe. cazzate belle e pure che ti racconti da solo per non andartene in depressione.
Roma e' un mega cancro ormai, e l'unico modo di voltare pagina e' far morire il cancro parassita e ritornare una volta che le metastasi hanno esaurito il loro corso.
l'unico modo che hai di alimentare il cancro e' continuare a pagare le tue tasse e spendere i tuoi redditi nell'economia malata di Roma. Io ho portato le mie tasse e la mia ricchezza altrove perche' l'ultima cosa che voglio fare e' CONTRIBUIRE FINANZIARIAMENTE AL MAGNA MAGNA DELLA GABITALE!! DOVETE MORIRE!! Cosi' poi torniamo noi dall'estero a ricostruire tutto.

Anonimo ha detto...

Ormai votiamo con i piedi: nel senso che ce ne andiamo!

Critichiamo questa citta e ci dicono "se nun ve piace annatevene"

Ce ne andiamo e ci rispondono "nun c'avete le palle de resta"

Adesso sbrigatevela tra di voi. Massaxcratevi per le briciole

Anonimo ha detto...

Anonimo 2:10
"Una citta dove se non conosci qualche mafioso non lavori...da sempre e' cosi, e voi ancora a scrivere e riflettere su articoli inutili come questo. E, comunque, chi fa piu danni sono proprio i laureati, perche sanno come farli. Una citta' orrenda, dove c e solo da andarsene senza pensarci, ogni giorno spero che accada...."

E perché non te ne vai?

Anonimo ha detto...

A Favullo! ma comincia a morire tu che gente così non mancherà a nessuno!

Favullo sempre io ha detto...

3:52 PM. Ma muori tu, scusa. Io sto bene via da Roma, pero' quando morite tutti posso tornare forte della valuta straniera e mi compro casa tua a quattro spicci! ma prima dovete fallire tutti, tipo Detroit. Poi se po' parla' di investire e ricostruire, ma prima l'erbaccia cattiva deve seccarsi e morire... morireeeeeeee! Mori!

Anonimo ha detto...

Ogni città al Mondo ha periodi floridi e periodi bui. Roma sta purtroppo vivendo uno dei suoi periodi peggiori, per colpe ben note. Dico però che chi decide di andarsene è libero di farlo ma non venga a rompere qui contro chi invece rimane e cerca di far la sua parte per far rinascere quella che a tutti gli effetti se ben tenuta e ben curata è e rimane la Città più bella del Mondo e sopratutto quando il buio finirà e Roma tornerà a risplendere NON TORNATE! RESTATEVENE NEL VOSTRO PICCOLO ANGOLO DI PARADISO E LASCIATE ROMA A CHI HA CONTRIBUITO AL SUO RITORNO!

Anonimo ha detto...

Ah ah facce ride

Quelli che dovrebbero far risorgere Roma sarebbe quelli che ora e nel passato cis ono rimasti e l'hanno affossata?

Sicuramente riuscirete a tirarvi da soli fuori dalla merda in cui vi siete cacciati con Tredicine consigliere comunale piu votate delle precedenti elezioni...

E' noto che i drogati riescano a disintossicarsi da soli e senza aiuti esterni. Si vede proprio che avete capito come migliorare...

Povera Roma, sempre piu povera...

Anonimo ha detto...

Favullo favullo, che ominide? Te ne sei andato? E stattene via dalle palle!

Sei stato tu ad augurare la morte per primo quindi fa pace con il cervello e vai a scrivere caxxate su LondraFaSchifo!

Anonimo ha detto...

radical chic del cazzo.

Anonimo ha detto...

Ecco arrivati i cercopitechi

Anonimo ha detto...

Come già qualcuno prima di me ha detto credo che il fiume ormai sia debordato e che per Roma sia troppo tardi. Abbiamo iniziato un declino che credo sia irreversibile. Bisognerebbe smontare pezzo per pezzo la parte "capitale" di Roma e trasferirla altrove ed al contrario favorire l'instaurarsi di una media borghesia capace ed intraprendente, non cialtrona ed affarista. Ma come fare? Da quando sono piccolo sento parlare dello SDO ed in 40 anni non sono stati nemmeno capaci di togliere dal centro tutte le sedi dei Ministeri e uffici pubblici di ogni razza e misura. Pensiamo davvero che possano diminuire l'influenza della pubblica amministrazione in questa città? E chi lo farebbe? Chi ha questa "visione" per Roma? A me piace molto RFS e quello che scrive Tonelli ma è una goccia nel mare. Manca totalmente la consapevolezza, nel romano medio, della situazione in cui siamo, quindi come uscirne?

bat21 ha detto...

La soluzione sarebbe costringere la capitale al default e al piano di rientro conseguente (licenziamenti di massa nella pa, privatizzazione di massa).

Anonimo ha detto...

Tra un po' inizieremo a sperare nell'arrivo dell'ISIS

Anonimo ha detto...

Condivido ogni parola.
Trasferito a Roma 16 anni fa, me ne sono scappato a gambe levate dopo 10 anni e non ci tornerei per tutto l'oro del mondo.
E a tutti quelli che diranno "stamo mejo se te ne sei annato" rispondo: non vi immaginate nemmeno quanto stia meglio io (del resto, per mia esperienza, chi ragiona in questo modo non ha la minima idea di come si viva fuori da Roma).
State bene come state.

Anonimo ha detto...

Hai fatto benissimo, io ho difficolta' ad andarmene perche la mia ragazza lavpra qui, ogni giorno peggiora, roma e' una delle citta' peggiori al mondo per viverci. Giusto dall africa e romania vengono qui...

Anonimo ha detto...

Mi ricordo un vecchio amico che amava rioma, nel 2000 ando' a vivere a modena....quando gli chiesi sevvoleva tornare a rioma sua....manco morto mi rispose, mi rimase impresso

Anonimo ha detto...

L'unico POST da incorniciare.

Anonimo ha detto...

tornatevene in calabria!!!

Anonimo ha detto...

Un articolo lucido e pienamente condivisibile.

Qualcuno prima diceva che tutte le città hanno periodi bui e poi risorgono. Il problema qui è che manca sia il capitale umano per risorgere, sia i mezzi istituzionali.

Quando Giuliani fu eletto per raddrizzare New York, prese provvedimenti drastici quali togliere il sussidio di disoccupazione ai nullafacenti (risparmiando soldi, creando forza lavoro economica e togliendo manodopera alle mafie), mandare i poliziotti per le strade, inasprire fino alla galera piccoli reati come vandalismo, evasione tributaria ecc.

Un eventuale Giuliani romano che potrebbe mai fare? Togliere i sussidi? No perché i sussidi sono perlopiù statali, quelli comunali sono ridicoli. Riassegnare le case popolari? No perché sono protette dalle mafie dei movimenti, ogni sfratto è una guerra e nessun sindaco vuole cominciare le guerre. Mandare la polizia per le strade? No perché la polizia non è sua competenza. Al massimo potrebbe mandare i pizzardoni, per intenderci quelli che hanno protestato perché li spostavano di QUARTIERE, ma tutti sappiamo che è perfettamente inutile togliere un pizzardone dalla macchinetta del caffè in ufficio per mandarlo ar bare nel servizio esterno. Inasprire le pene? Nemmeno per idea perché il Comune può al massimo emettere ordinanze con multe pecuniarie.

La cosa tragica non è che non abbiamo Giuliani, è che se Giuliani fosse in Italia non potrebbe fare NULLA.

Rassegnatevi, fuggite.

Anonimo ha detto...

Mai stato in Calabria. Tu vivi in un posto peggiore della Calabria, da sempre, e non te ne rendi nemmeno conto.

Anonimo ha detto...

Si pensi per un attimo alle periferie [...] Chi nasce in questi luoghi è già praticamente condannato nel 90% dei casi all’abbrutimento e a continuare a vivere nello stesso luogo...

...In realtà sono i primi che si fanno il mazzo e appena hanno la possibilità scappano a gambe levate.

Anonimo ha detto...

"Il problema, almeno in gran parte, risiede nella ormai quasi assoluta mancanza di competenze tecniche di alto livello nei cittadini (e nel mostruoso livello di analfabetismo funzionale che credo raggiunga il 70% forse anche 80% della popolazione residente)"

Non credo che il 70-80% di quelli che abitano a Madrid, Valencia, siviglia, Parigi o perchè no, Budapest, Praga, Londra o Dublino siano molto più acculturati del Romano medio,

La Discrepanza si vede nella Classe Amministrativa, li si che molti sembrerebbero analfabeti, piuttosto dovremmo chiederci perchè ancora votiamo gente del genere...

Anonimo ha detto...

Basta avere rispetto per se stessi e per gli altri, non serve essere un postdoc.

Anonimo ha detto...

Concordo in toto con Claudio, io comunque ho lasciato Roma per il Nord da 25 anni e non rimpiango la scelta fatta! E se qualcuno mi viene a dire le solite cose tipo "Roma 'a città più bella del mondo" (giusto il centro storico e i monumenti, le periferie sono mediamente orrende e venitemi a dire che non è così!) o che si scappa per non avere "competenza o palle per rimanere e contribuire al miglioramento", faccio solo un "breve" elenchino dei "vantaggi" del "vivere" (sarebbe meglio scrivere sopravvivere) a Roma:
- amministratori di Roma, liberamente eletti dai cittadini e non messi lì per volere divino, di scarsissimo livello, se non anche corrotti e malversatori;
- macchina dell'amministrazione pubblica romana (dipendenti comunali, polizia municipale, ATAC, AMA, etc.) maledettamente inefficiente e malgestita, per finanziare le quali si versano imposte locali superiori alla media!;
- spese assurde per l'abitare (comprare o affittare casa) a meno di non andare a vivere in culo alla luna;
- altrettanto spese assurde per spostarsi, infatti data l'inefficienza del TPL si è ancorati al mezzo privato (compagnie petrolifere, assicurazioni, meccanici, carrozzieri e medici ringraziano, un po' meno ringrazia il SSN dato che siamo a circa 16.000 incidenti l'anno, con 150 morti e 21.000 feriti sulle strade di Roma);
- ore e ore di vita perdute in mezzo al traffico, momenti che magari potrebbero essere dedicati ad altro che stare al volante o su uno scooter;
- sicurezza pubblica è scarsa;
- sanità pubblica di basso livello (quindi mano al portafoglio per ricorrere alla sanità privata);
- mentalità prevalente improntata alla cura esclusiva del proprio orticello, coltivato con abbondante uso di arroganza e ignoranza;
- diffuso comportamento anarchico e asociale basato su queste regole:
a) puoi fare tutto quello che vuoi nella quasi assoluta certezza di impunità e senza che nessuno ti dica niente;
b) se qualcuno osa dirti qualcosa, puoi minacciarlo o anche pestarlo, sempre con buona certezza dell'impunità;
c) se malauguratamente vieni beccato (se e quando) a commettere un illecito o un reato, contando sulla famosa inefficienza della macchina della giustizia italiana hai la quasi garanzia dell'impunità.

Credo ce ne sia abbastanza per una persona mediamente paziente e tollerante per fargli decidere di cambiare città, e migliorare la proprima vita. E siccome di vita ce n'è una (a meno che non siate buddisti o indà e crediate nella reincarnazione), ho scelto di vivere meglio, scelta che nessuno può venirmi a sindacare dicendo che non ho palle o competenze! Chiaro il concetto?

Anonimo ha detto...

No aspetta, i morti per incidenti sono piu di 300, mediamente ogni giorno qualcuno stira e altri 5-6 restano gravemente feriti, apri http://www.romatoday.it/ tutti i giorni se non ci credi.javascript:void(0)

Anonimo ha detto...

Io non capisco perchè non fate mai un post dove esponete il dato più grave e paradossal e in assoluto,

CIOE':


Sulle addizionali regionali si consuma la vera punizione per i romano/laziali, a causa dell'insipienza amministrativa de noantri.

Aliquota del 3.3% con esenzione sotto i 15k noi.

Aliquota massima del 1.73% per redditi sopra i 75k Loro.



Sono soldi veri eh,

centinaia e centinaia di euro che ogni anno noi paghiamo in più,rispetto all'italiano medio.


Ottimo anche il raffronto fiscale.

Noi paghiamo lo 0.9% di addizionali comunali sull'Irpef, e sono esenti i redditi sotto i 12mila euro.

I meneghini pagano lo 0.8%, e sono esenti i redditi sotto i 21mila euro.

La differenza imponibile esenta a Milano - de facto - le classi medio piccole - operai, impiegati, commessi, la working class vera.

Da noi sono esenti solo pensionati al minimo ed evasori fiscali...pagamo tutti.



PERTANTO O OTTENIAMO SERVIZI ALL'ALTEZZA DI QUANTO SI PAGA, OPPURE CHIUNQUE CI SIA IN CAMPIDOGLIO VA CACCIATO A CALCI NEL CULO!!

Anonimo ha detto...

Già esordire con "massa critica", che è una contraddizione in termini, e continuare con tutti i luoghi comuni possibili e immaginabili, è dissuasivo.
Esprimersi così equivale a essere irreggimentati da capo a piedi, e di conseguenza, parte del problema.

Anonimo ha detto...

Ehm... Posso per una domandina?

Machecazz@@o stai a dì?

Anonimo ha detto...

95 minuti di applausi...

Anonimo ha detto...

aho roma è a chiu bella der monno nun la offene...ANACAPITO
roma nun pu esse offesa, mo famio puro o stadio de a rioma nuovo ANACAPITO

SI NUN TE PIACE RIOMA VATTENE, STAMIO PIU LARGHI,

ANACAPITO

AHO ma ccche stai a dddi? ANACAPITO

Anonimo ha detto...

roma centinaia di migliaia di disoccupati
ma che ce frega
ciavemo er sole, er mare TOTTIGOL E A LANZIE
I TRAMONTI
i tramonti li vedemo dalla fermata dell'atac
pecchè l'amo aspettato 30 minuti l'atac
ANACAPITO
aspetta che mo vado dar tabbacchino co a smartina e l'aifone
a metto n'attimo in doppia
ENNAMIO

Anonimo ha detto...

roma = città vomitevole di merd..a

Anonimo ha detto...

ieri aspetto autobus...
2 corse saltate
ma è normale
attesa di 40 minuti
entro dentro l'autobus,,,
tutti IMMIGRATI
immagino quanti avevano pagato il biglietto
VOMITO

Anonimo ha detto...

Spiace fare il simpatizzante leghista, ma il problema è riassunto così: un tempo a fare i funzionari nella Capitale insieme ai romani (quelli veri) venivano i piemontesi; da qualche decennio invece, vuoi per questioni di disoccupazione o peggio, sì è andati a pescare nel Meridione, nella riserva di capitale umano peggiore del paese.

bat21 ha detto...

Il problema e' che Roma e le Roma del paese ci perseguitano nel senso che ora che siamo a nord le nostre tasse devono andare ad alimentare questa baracca insensata che parte dalla provincia di Roma e finisce a Pantelleria. Chissà quale e' il residuo fiscale di Roma sul suo pil, -2%, -4%?

Unknown ha detto...

Tutto vero e scritto magistralmente.

Io lavoro all'estero da anni, ogni volta che torno trovo la mia città sempre peggiorata, ultimamente poi preferisco non tornare troppo spesso: é l'unico modo per non soffrirne troppo.

Che vergogna.

Anonimo ha detto...

Lettera interessante. Ma in questo momento storico non si usa più comunicare così. Se non fai un video sei OUT. PROBLEMA n. 1: l'Industria culturale ha fagocitato l'acquisizione di qualsiasi strumento che generi cultura (ed è un problema nazionale correlato all'istruzione). Senza cultura, non vedi il contesto. Molto più sul pezzo, manca l'attribuzione di funzioni di controllo indipendente. PROBLEMA n. 2: Chi controlla il controllore? A mio avviso sono due punti cruciali.

Anonimo ha detto...

"piuttosto dovremmo chiederci perchè ancora votiamo gente del genere..."

OOHHHHHH! Finalmente qualcuno che ha capito quale è il problema, ovvero la Classe Politica Italiana (non sto scherzando)

Anonimo ha detto...

Per Anonimo 1:05 e 1:12

SONO PROPRIO QUELLI COME TE CHE REGGONO IN PIEDI IL PROBLEMA!

Anonimo ha detto...

condivido anche le virgole....ma perchè lo Stato dovrebbe salvare questa città...credo sia impossibile, cambiamo la capitale...molto più semplice...

Anonimo ha detto...

Dittatura scandinava, la invoco da anni

Michele Menciassi ha detto...

Un protettorato svedese 😃

Michele Menciassi ha detto...

Un protettorato svedese 😃

Anonimo ha detto...

La massa è acritica per definizione, salvo nelle canzoni di radici nel cemento.
Il resto è un uovo sbattuto di frasi fatte, che riscuotono sempre tanto successo tra i gggiovani coi blue jeans perché non impegnano, e si addicono all'aperitivo.

Anonimo ha detto...


dati del 2014

A Roma è il 66% dei cittadini a scegliere di spostarsi in macchina, contro il 59 in Italia e il 35 in Europa. In media quasi il doppio di auto in circolazione in più che nelle altre città europee. Le conseguenze: almeno 3 giorni l’anno persi nel traffico e un livello di congestione che costa oltre 2 miliardi di euro ogni 12 mesi (1000 euro ad automobilista e oltre 700 per utente tpl). A crescere nella capitale è anche il tasso di mortalità legato agli incidenti, che nel 2012 è arrivato a 0,70 ogni 10 mila abitanti.
Nel 2011, certifica l’Aci, i morti per incidenti sono stati 186, contro una media europea dello 0,40, e un costo sociale di 573 euro per abitante.

Per la metro, ventesimi in Europa

Come rileva il Rapporto, a incidere sul dato è anche «l’inefficienza» del trasporto pubblico, per età dei veicoli, velocità media e costi di esercizio. Roma è infatti ventesima nella classifica europea per estensione del metrò, che arriva a coprire solo 41,5 chilometri. Poche stazioni e, inevitabilmente, pochi passeggeri: appena 309 milioni l’anno.

Anonimo ha detto...

se il civismo è verdone che poi per non pagare le tasse imbosca tutto a panama meglio quelli che occupano le case

Anonimo ha detto...

Rispondo a Anonimo aprile 07, 2016 1:32 AM

Non credo che critico qui sia nell'eccezione di discernimento ma nell'eccezione fisica ovvero una quantità necessaria affinché un certo processo cominci ed evolva il sistema osservato nel modo sperato.
La massa critica in astronomia, ad esempio, è la quantità di materiale nell'universo necessario affinché la gravitazione universale sia in grado di ricomprimere i pianeti esaurita la spinta del big bang.

Qui è la quantità di romani civili minima affinché nella città si avvii un processo di conversione alla legalità e alla civiltà che porti allo stato desiderato di città decorosa.

Anonimo ha detto...

Verdone è uno che sui soldi pubblici ha campato parecchio negli ultimi dieci anni. Il suo cinema di oggi sarebbe morto senza contributi pubblici. Non è molto diverso da quelli che vogliono sia lo Stato a pagare il loro affitto.

Anonimo ha detto...

@3.59,
Dissento completamente, le persone civili ce le fai diventare facendo applicare la legge, ma soprattutto avendo una classe politica che preveda in anticipo le esigenze future della cittadinanza.

Secondo il vostro ragionamento nessuna città dell'america latina, dell est europeo e o dell'africa si sarebbe potuta evolvere.

Eppure per quanto riguarda tematiche di per quanto riguarda tematiche di trasporti, riqualificazione urbana ,infrastrutture e manutenzione siamo dietro pure all'angola...

http://static.panoramio.com/photos/large/94537047.jpg

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