Chi racconta palle? Il logo di Roma e l'ultima ridicola disinformazionecontro Ignazio Marino

17 aprile 2016

"Tronca ha restituito a Roma il logo SPQR che Marino aveva tolto sostituendolo con un logo in inglese". Lo hanno ripetuto praticamente tutti, da destra a sinistra, senza distinzione alcuna di parte politica, sensibilità, sesso, ceto, censo, religione. Tutti la stessa cantilena. L'unico denominatore comune? La disinformazione ma soprattutto l'analfabetismo funzionale: la malattia grave di chi non capisce, non vuole capire, non capirebbe neppure se volesse. L'incapacità cronica di collegare le sinapsi. La sindrome di chi ha portato il cervello all'ammasso e tutto sommato ritiene che sia comodo così.

Tra le tante cose fatte in soli due anni e che nessuno nuovo sindaco oserà fare (pensate che qualcuno tra Raggi, Giachetti, Meloni vada a rompere le palle - a proposito di palle... - alle cricche e agli amici degli amici nella prossima consiliatura? Vedrete...), Marino mise mano anche alla comunicazione della città. Come molte altre cose non lo fece in maniera geniale, intendiamoci, ma lo fece e sebbene con qualche polemica e incertezza lo fece migliorando la precedente situazione alemanniana.



Gli specchietti qui in pagina dovrebbero far comprendere come sono andate realmente le cose. In primis è importante marcare la differenza tra un logo ufficiale e istituzionale e un logo relazionale. Ogni città ha un logo turistico e un logo ufficiale. Per lo meno ogni città turistica e ogni capitale occidentale. Per gli analfabeti funzionali cronici proviamo con Amsterdam. Guardate sotto. C'è il logo turistico (il famoso I amsterdam; peraltro in inglese, scantalooo). C'è il logo ufficiale, quello che sta sui documenti, sul sito del comune ecc (diciamo un logo relazionale, ma per i cittadini, non per i turisti). E poi c'è anche il logo storico, quello antico, lo stemma cittadino.






A Roma abbiamo lo stemma storico che viene utilizzato sia come tale che come logo ufficiale. E fino all'arrivo di Marino avevamo un mostruoso logo relazionale con una lupa scarabocchiata sopra una scritta "roma" minuscola. Un prodotto talmente scadente (frutto di un concorso tra ragazzi, pensate un po' voi) che non venne mai veramente utilizzato salvo che su qualche tazza o accendino.





Marino ottenne il nuovo logo, che a noi non piacque granché beninteso (anche se poi si dimostrò ben appropriato per la copertura dei cantieri, ad esempio a Via Marsala), da Antonio Romano, un grafico che ha firmato i loghi delle più importanti aziende italiane e che non muove le chiappe dalla sua poltrona per meno di 50 o 70mila euro: qui lavorò per una cifra due o tre volte inferiore (seppur senza bando, e questo è sempre sbagliato!) partorendo il logo con le palle che sarà fatto a tirar via ma che non giustifica il mondo a sparare palle, appunto: non ha mai sostituito il logo ufficiale il quale, come vedete sotto, c'era, c'è sempre stato, è stato sempre utilizzato e sempre ci sarà. Lì Marino, giustamente, ha semplicemente tolto la orripilante e coatta scritta "capitale" (purtroppo rimasta nel nome della Polizia Locale) inserita negli anni del medioevo alemanniano.


Tronca cosa ha fatto? Ha semplicemente detto che per i festeggiamenti del 21 Aprile, Natale di Roma, non ha previsto l'utilizzo del logo relazionale che però non è stato abolito, solo momentaneamente accantonato. 
Sta di fatto che oggi Roma è tornata di nuovo priva, unica città al mondo, di un logo relazionale e turistico che invece è in dotazione in tutte le altre grandi capitali turistiche che assolutamente non usano il loro logo ufficiale (men che meno il loro stemma storico, qui una nostra riflessione) per comunicare verso l'esterno e l'estero. 

27 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Basta, per favore. Ma vi paga Marino? È una vergogna di uomo ed era una vergogna di sindaco, basta. Ne va della vostra credibilità, per piacere.

Anonimo ha detto...

x aprile 17, 2016 3:07 PM
e a te chi ti paga x postare simili strozate?

Anonimo ha detto...

Credo sia inutile anche spiegare: il romano medio se ne fotte. Punto e basta. Alla quarta riga, ha perso la concentrazione. O è arrivata una notifica da Facebook....

Anonimo ha detto...

Grazie Rfs ancora una volta hai spiegato come stanno le cose. Sei l'unico strumento di informazione a Roma.
Grazie anche per avermi determinato a lasciare questa città. Ho affittato casa in Veneto a partire dal 25 luglio.
Che fallisca presto Roma coatta. Così si potrà rifondarla con l'aratro.

el pueblo ha detto...

Marino dimision!

Anonimo ha detto...


Ma Marino non era un paesino fuori porta?

... lo vedi, ecco Marino, la sagra c'è dell'uva ...

Boh?

Anonimo ha detto...

Marino, dimettiti di nuovo!!

Stef ha detto...

Aridatece Marino!!!

Alessandra Quattrocchi ha detto...

Grazie dell'esauriente spiegazione

Anonimo ha detto...

qui ci vuole un nuovo libro. Subito !

Anonimo ha detto...

Ma se non credi nella Raggi perchè gli sbavi sempre dietro ?

Anonimo ha detto...

Condivido il contenuto dell'articolo (non si può fare altrimenti di fronte ai fatti e alla verità), ma sulla conclusione non sono molto d'accordo: all'estero è molto più riconoscibile lo stemma ufficiale con SPQR rispetto ad un banale "Rome & You" che fa ridere anzitutto gli stessi anglofoni. Vi faccio presente che i turisti ai fermano a fotografare i tombini perché hanno la storica sigla SPQR, quindi non è così necessario usare la loro lingua per farci pubblicità.

fracatz ha detto...

quanno che so' finiti li sordi, allora se procede a chiacchiere e puro 'ste belle chiachiere sui loghi (parola non comprensibile ai più) vanno bene pe' le cervici
del nostro amato
generoso
immaginifico
bobbolo thajathano

Anonimo ha detto...

Aridatece le dimissioni di Marino!

MARIAMADDALENA ha detto...

Questa esauriente spiegazione non si poteva avere prima ?????? Non abbiamo tutti il tempo, gli strumenti,la voglia per informarci nei dettagli. Comunque rimango dell'idea che sia SPQR che la LUPA siano i soli "loghi" giusti per Roma, e continuo a pensare che la scritta inglese sul logo sia provinciale perché il logo non è un'informazione UTILE per districarsi nella città. A suo tempo non mi spiegai e non mi spiego, quel "ROMA CAPITALE,(come se non si sapesse che è capitale) assurda e provinciale anch'essa. Sarò ottusa, anzi, sono ottusa, perché non capisco questa smania di cambiare certe cose che sono inutilmente costose, si devono cambiare carta intestata, timbri, scritte,ecc...Anzi no, me lo spiego...per far mangiare gli amici degli amici.

stefano ha detto...

ma basta!!! ancora con l'inetto marino ma bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Anonimo ha detto...

I dossier mai chiusi

Il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, deciso evidentemente a lasciare un altro segno del suo passaggio dopo aver denunciato il buco nero del patrimonio immobiliare, ha chiesto agli uffici una ricognizione sui procedimenti disciplinari a carico di dipendenti comunali accusati di reati più o meno gravi. Che ha dato risultati sconcertanti. Negli armadi c’erano infatti 212 dossier relativi ad altrettanti procedimenti disciplinari ancora aperti. Alcuni relativamente recenti, se si pensa alle inchieste di Mafia capitale o alla cosiddetta operazione Vitruvio. Ma altri che risalivano addirittura alla fine degli anni Novanta. Fra questi ce n’è uno che riguarda un caso di quindici anni fa, quando alcuni vigili urbani furono coinvolti in un traffico di auto rubate. Sospesi in un primo momento e poi riammessi in servizio, non risultano essere mai stati trasferiti: e ora per la conclusione del procedimento disciplinare nei loro confronti che galleggia negli armadi comunali da tre lustri si sta aspettando la comunicazione del tribunale dell’estinzione del reato per «intervenuta prescrizione». Proprio così: prescrizione. E qui sono del tutto evidenti anche le responsabilità della magistratura. Il che però spiega solo in parte la situazione di lassismo generalizzato che la verifica ha fatto venire alla luce.

Anonimo ha detto...

Articolo interessante. Conoscevi il logo turistico di Amsterdam (chi non lo conosce?) ma non quello istituzionale. In realtà anche in questi campi basterebbe pagare un professionista serio, aggiornato, competitivo. Pagarlo il giusto - che vuol dire permettergli di vedere riconosciuta la propria arte, senza sperperare in mille mazzette tra amici mediocri, né schiavizzare un ragazzino neo diplomato - e ottenere un prodotto valido per un lasso di tempo ampio.
Invece o si lavora al ribasso (se hai poca qualifica, o ce l'hai ma non ti pagano, che prodotto volete venga fuori?) o si disperdono le risorse tra amici e compagni merende, anzi di banchetti, che però non sono all'altezza del mondo della comunicazione di oggi.

Anonimo ha detto...

Eh invece il logo di rfs è un capolavoro di grafica moderna.

Anonimo ha detto...

2.08 PM: Il logo di RFS fara' pure cagare ma PERDIOOOOO non e' un logo istituzionale, non e' stato pagato con le tasse che anche tu hai pagato e cio' comporta una sostanziale differenza, cosi' sostanziale che quello che hai detto non ha assolutamente senso, demente!


PROSSIMO!!!

Mario Valente ha detto...

anche il logo rappresentativo di Roma è una giusta e corretta esigenza alla quale Ignazio Marino ha saputo dare una risposta. Non si capisce proprio la ragione anche di questa cancellazione dell'attività di un sindaco eletto con un grande e vasto consenso elettorale.

Anonimo ha detto...

Una polemica inutile su una cosa irrilevante utilizzata solo per sostenere Marino e dare dell'imbecille a chi non lo appoggia.
State veramente a pezzi.

Anonimo ha detto...

No non è per dare addosso a chi non sostiene Marino. Semmai il punto è che sono disposti ad eliminare un logo che seppur bruttino risponde alle esigenza di semplicità e immediatezza che richiede il marketing turistico allo scopo, evidente, di cancellare ogni cosa tipo di lui. Tipo una Damnatio Memoriae che se a scuola avreste speso 5 minuti sui libri di storia ora la riconoscevate senza fallo. Ed invece no, state ancora qui a prendervela con Marino senza rendervi conto che colpite una pignatta già svuotata da qualcun altro. Ridicoli.

Diego ha detto...

"La disinformazione ma soprattutto l'analfabetismo funzionale: la malattia grave di chi non capisce, non vuole capire, non capirebbe neppure se volesse. "
Siete inutilmente cattivi ed ingiusti. Si tratta di bias cognitivo.

Anonimo ha detto...

Marino di qua. Marino di la.
Ma poi il martire Marino li ha più fatti i nomi che doveva fare?
Ovviamente no...
Fuffa solo tanta fuffa..
Tra 10 anni se ancora esisterà 'sto sito starete ancora a frignare per il vostro amato Marino...
SIETE ALLA FRUTTA

Anonimo ha detto...

Invece di insultare chi non condivide le tue immense cazzate faresti bene a studiati le leggi sui marchi registrati e sui diritti che ne derivano. Invece sei solo un complessato di inferiorità di quello che vedi fare in altri stati senza sapere la storia. Il tuo è bieco consumismo per cui nuovo è sempre meglio di vecchio senza capire che ti stai vendendo anche l'anima e per venderla (questo almeno dovresti capirlo) sei disposto a mettere una scritta in inglese sullo stemma di Roma cambiando anche il nome della città eterna (che con gente come te durerebbe poco)
Il tuo appecoronamento culturale con la speranza di essere figo e incassare più soldi fa vomitare.

Anonimo ha detto...

Invece è meglio l'inetta Raggi vero?

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