Perché dopo un anno dal Piano Regolatore i cartelloni stanno tutti ancora lì? Ecco come Roma distrugge se stessa. Per gli interessi di chi?

25 agosto 2015

"Cari amici di Roma fa Schifo, esattamente un anno fa seguii con passione il gran can can che faceste sull'approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Grazie a tutto quel casino il Piano venne approvato, ma come mai poi non se n'è saputo più niente? Come mai i cartelloni sono tutti ancora lì? Come mai non si sono svolti i bandi internazionali rispetto ai quali ci avete fatto una capa tanta per anni?".

Bella domanda. Che ci dà modo di spiegare cosa sta succedendo. Perché dietro ai tempi estenuanti con i quali sta andando avanti la grande riforma della pubblicità esterna a Roma (ricordiamo che siamo al medioevo mentre tutte le città del mondo e d'Italia sono nel futuro, e ci stiamo solo perché negli anni passati si è deciso di favorire il racket che c'è dietro questo settore con decine di ditte infiltrate dalle mafie) c'è qualcosa di molto più schifoso di quanto si possa immaginarsi.



La procedura, dopo l'approvazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) la scorsa estate, prevedeva tutta una serie di attività che - ovviamente, siamo in Italia - sono state in primis rallentate dai ricorsi al TAR. Per fortuna i ricorsi sono stati persi dalle ditte che li hanno intentati (anche se un nuovo pronunciamento ci sarà ad ottobre) e allora si è andati avanti a produrre, per ogni Municipio, dei Piani di Localizzazione, nel frattempo il Comune si è quasi fatto convincere a sperimentare alcune modalità cadendo per un pelo nelle trappolette delle ditte. Gli step dovevano comunque essere: redazione dei Piani di Localizzazione (15, uno per ogni Municipio. Il primo ad essere stato presentato in anteprima fu a febbraio il VII) > la loro presentazione agli uffici competenti > la presentazione alla città > un passaggio istituzionale (approvazione in Consiglio? In Giunta?) definitivo > l'indizione dei bandi internazionali che avrebbero portato - speriamo - ditte internazionali e serie a gestire un settore molto particolare, specifico e delicato che le dittuncole cafone romane si sono rivelate inadatte (ed è un eufemismo) a gestire.

Cosa è successo? E' successo che il processo si è arenato al primo step. I 15 Piani sono stati redatti da Aequa Roma, ma una volta inviate agli uffici (leggasi soprintendenze) per un avallo formale, hanno ricevuto centinaia e centinaia di osservazioni. 



Le stesse soprintendenze che hanno taciuto, per trent'anni, quando la città (e gran parte delle aree tutelate, monumentali, archeologiche) veniva ricoperta di impianti di ogni forma e ogni colore gestiti sovente dalla criminalità, ora fanno il pelo e il contropelo alla proposta del Comune di riformare il settore, rallentando la procedura, facendo perdere all'amministrazione una montagna di soldi, rinforzando le ditte e il loro potere contrattuale in sede di ricorso. Uno scandalo in piena regola. Che diventa uno scandalo allucinante (ma, tranquilli, i giornali della città non ne parlano) se si pensa che tra gli uffici che dovrebbero "tutelare" i beni culturali, quello che più di ogni altro ha avuto da ridire è stata la Sovrintendenza Capitolina. Non quella Monumentale, non quella Archeologica che anzi si è comportata in maniera molto corretta, no: quella Capitolina. La Sovrintendenza Comunale, quella retta da Claudio Parisi Presicce, che è di fatto un ufficio del Comune, un organo dell'Assessorato alla Cultura, assimilabile ad un Dipartimento di Roma Capitale.



Insomma è la città che si fa male da sola. Che si umilia da sola. Che si mette i bastoni tra le ruote da sola. L'assessorato al Commercio e il Dipartimento delle Attività Produttive cercano di riformare un settore terrificante dopo decenni di crimine e abusivismo rispetto al quale tutti si sono voltati dall'altra parte, e proprio ora tutti si svegliano: stiamo parlando di qualcosa come 800 pagine di osservazioni. Equivalgono a quelle operazioni Calderoli Style fatte in Parlamento per bloccare qualche riforma utile ma scomoda con tonnellate e tonnellate di emendamenti. Ed è il Comune che sevizia se stesso, ripetiamolo. Si potrà dire: ma la Sovrintendenza semplicemente applica la legge e fa notare se determinati impianti non possono stare in un certo luogo. Già, ma a parte che certi impianti in "quel luogo" ci stavano da anni senza che nessuno abbia detto nulla, solo che prima ci stavano nel caos, ora ci stanno in un disegno strategico di riforma. Ma poi non è solo questo: il documento riporta tutta una serie di interpretazioni, deduzioni e chili&chili di mancanza di elasticità.

Risultato? Questo scherzo potrebbe rendere tutta l'operazione infattibile. I lotti che poi verranno messi a gara potrebbero risultare non appetibili dal punto di vista commerciale, le gare insomma potrebbero andare deserte o non consentire al Comune di chiedere in cambio i servizi che in tutto il mondo si ricavano dalla valorizzazione della pubblicità esterna (arredo urbano, bike-sharing, toilette, mappe, ma soprattutto un sacco di soldi per l'amministrazione che ne ha bisogno) e l'operazione di riforma potrebbe andare a farsi benedire facendo restare tutto com'è. Magari qualcuno dentro determinati uffici capitolini mira proprio a questo...

18 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

si però Marino è una persona onesta
uuah ah ah ah ah

pasquino ha detto...

tanti anni fa (1992) ho lavorato all' ufficio affissioni del comune di roma, prima in via petroselli e poi in via tuscolana; erano stati indagati l' assessore meloni e il direttore mercuri arrestato, impiegati denunciati e tutti i vigili trasferiti; la prima cosa che ho notato è che i protocolli delle pratiche erano scritti a matita sui libroni, c' erano dei computer che non venivano usati, si preferiva fare tutto a mano;
in un anno con i nuovi colleghi arrivati, abbiamo preso ad usare i computer, a fare il censimento degli impianti pubblicitari (i famosi 6X3);però dopo un anno, calmatosi le acque siamo ritornati agli uffici di appartenenza e quelli che erano stati trasferiti sono ritornati ai loro posti grazie anche ai sindacati.

Anonimo ha detto...

Sappiatelo: la prima ossessione dei dirigenti pubblici (n.b. non impiegatucci di bassa lega) è pararsi il culo da ricorsi contro di loro (sia penali, che civili, che alla corte dei conti). tutto il resto non gli frega................
Non gli importa che la macchina funzioni; l'essenziale è che si accenda. Poi se non si muove dal parcheggio "non è loro competenza"

Anonimo ha detto...

Ma 'ABOLIRE QUALSIASI TIPO DI AFFISSIONE PUBBLICITARIA NEL CENTRO STORICO' non è percorribile? Almeno limitarne le dimensioni e le posizioni al bordo strada, nei pressi degli incroci? Che schifezza!

Anonimo ha detto...

anonimo delle 10:57, dove sarebbero la diffamazione e le varie violazioni del codice penale? nel 1992 meloni non era stato indagato? mercuri non era stato arrestato? sì o no?

Anonimo ha detto...

Unica direttiva dei dipartimenti, uffici e competenze del comune di Roma: insabbiare, rallentare, bloccare, depistare. Tutto nutrire l'immobile macchina amministrativa che si paghiamo con le nostra tasse.

Anonimo ha detto...

Perché ancora non ti uccidi? Sarebbe anche giunto il momento. Pur di fare lo stronzo difenderesti dei pezzi merda che rovinano anche la tua vita. Oppure sei il bue che dice cornuto all'asino, e magari sei tu quello che vive in un attico a Piazza Navona?

Anonimo ha detto...

12.04, a chi ti riferisci?

Anonimo ha detto...

Al difensore sine die dello schifo. Hai la coda di paglia per caso? Sai quanto costa mettere un manifesto per pubblicizzarsi su uno di questi catafalchi orripilanti, si?

Anonimo ha detto...

da me li hanno tolti

Anonimo ha detto...

Ahhh Perry Mason, invece de fatte tutte ste seghe mentali, guarda la differenza con altre città sulle installazioni pubblicitarie. E preoccupati, perché il vento non lo controlli tu e se non sono a norma ed assicurate… oltre al danno estetico (di cui abbiamo ampiamente capito a te non interessa nulla perché hai cattivo gusto), c'è ne sarebbero altri più rilevanti.

francesco schietroma ha detto...

ci stanno martellando la testa, cercando di convincerci che i problemi di roma siano talmente tanti e talmente tanto radicati da essere pressochè irrisolvibili. io penso, invece, che siano problemi tutto sommato di facile soluzione. quello che manca, semmai, è la reale volontà di porvi rimedio: sarebbe il caso di chiederci perchè..

Anonimo ha detto...

Nuova classe dirigente, selezionata e formata sullo stile delle scuole francesi ENA o Polytechnique, solo cosi' si potra' salvare Roma e l'Italia, altrimenti andremmo avanti con i soliti peracottari delinquenti.

Anonimo ha detto...

Vero quello che dite!
Esempio, uno ricco di informazioni come Pasquino scrive subito dopo inserito l'argomento, come se già sapesse che oggi si sarebbe affrontato questo argomento , poi sparisce.
Amici cari telefoniamo a CHI L'HA VISTO e chiediamo di fare una trasmissione dal titolo PASQUINO DOVE SEI.

Anonimo ha detto...

Notate anche la volgarita’ dei manifesti in se’: da una parte donne con i labbroni provocanti e il seno di fuori, dall’altra pecionate di quartiere. Per tanti romani e’ normale, queste sono le loro coordinate culturali, ma per chi viene da societa’ avanzate questi manifesti sono gia’ un benvenuto nel terzo mondo.

Comunque questo argomento e’ inscindibile dalla tragedia ATAC. L’introito pubblicitario in tante citta’ serie (tipo Londra) si fa tra metro, autobus e sponsorizzazioni tipo bike sharing. Per strada solo in minima parte.

Anonimo ha detto...

PARISI PRESICCE E' QUELLO CHE HA COLATO CEMENTO SUL FORO DI NERVA.
ORMAI LI SCELGONO TUTTI COGLIONI COSI' COME RENZI, PER NON DISTURBARE IL MANOVRATORE.

Anonimo ha detto...

Io rifletto sul fatto che pur di avere un lavoro del kaiser per 652, 03 euri al mese vi mettete carponi pure davanti alla peggio monnezza della fornitura di servizi.
Non so se ti è sfuggito, ma le affissioni pubbliche a Roma sono nel mirino di mafia capitale.
Evidente, anche solo a vedere chi ci lavora.
Quindi farei meno l'idiota con Tonelli, perché la mangiatoia non vi durerà per sempre, la Legge è proprio uguale per tutti e la 'ndrangheta a Roma non è più bella di quella a Tropea. Sei sette ergastoli non ve li leva nessuno, e noi vi portiamo le arance.
Prosit, servastro, prosit.

Anonimo ha detto...

Ma questo coglione che viene qui sopra e dice di Renzi, avrà capito o no che tre quarti degli armo gementi trattati da RFS Renzi li derubicrerebbe a materia da "gufi"?!
Quindi che cazzo dici?! Per l'establishment re siano deve passare che Roma è perfetta per il Giubileo della Misericordia e spendibile come candidature delle Olimpiadi.
Stai a pijà na toppa dietro l'altra! Se devi fa ipotesi di complotto, almeno falle bene. Fatti aiutare da quello del gang stalking, che la sa lunga al riguardo.

ShareThis