"A Roma non si può fare, altrimenti poi ti menano". Analisi sul castello di schifezze che nasconde questa frase

18 agosto 2015

"A Roma non si può fare perché altrimenti ti menano". 

Tra i tantissimi commenti scatenati dal nostro articolo di ieri che raccontava, per immagini, un controllo da parte di alcuni controllori in borghese nella metropolitana di Berlino, forse questa tipologia è quella più triste e amara.
A Roma non si può perché anni di squallore e lassismo, secondo alcuni, avrebbero spinto le persone a trasformarsi in bestie rabbiose. Pronte ad aggredire e a malmenare perfino un pubblico ufficiale.

E' triste constatare come dei cittadini anche attenti e impegnati o comunque un minimo consapevoli (tali sono in media i frequentatori del nostro blog), appaiano essersi totalmente arresi (forse per pigrizia mentale?) nei confronti di uno status quo vero fino ad un certo punto. Nei confronti di una lettura superficiale, quando non caricaturale, dei problemi della città.

Perché poi scopri che a New York perfino Rambo si mette in fila buono buono e paga il suo biglietto prima di entrare nel bus. Poi scopri che negli anni Novanta nel Bronx e ad Harlem c'erano più di 1000 omicidi violenti l'anno, ma il governo della città partì proprio dai biglietti dei bus e della metro per far capire alle persone che l'aria era cambiata e che d'ora in avanti sarebbero stati controllati e la città non era più terra di nessuno. Poi scopri, soprattutto, che i presunti pericolosi coattoni romani quando mettono piede fuori dall'Italia si trasformano in mansuete mammolette pronte a obbedire a chiunque, anche all'ultimo dei controllori mingherlini e pallidini.

(a tal proposito si legga cosa dice oggi Antonio Preiti sul Corriere della Sera)

Ma poi qualcuno crede davvero alla storia che i peggio criminali di San Basilio. Ostia e di Torbellamonaca (che pure ci sono e sono realmente pericolosi, loro sì) utilizzino l'autobus per spostarsi e non qualche motocicletta o ottomila cilindri o qualche fuoriserie acquistata grazie al fiume di denaro sporco ricavato dai traffici illeciti di droga, prostituzione e armi?

E allora di cosa stiamo parlando? Di quale città stiamo parlando? Quanto è vero il racconto di una Roma violenta e quanto invece si tratta di una città che abbaia molto, ma morde pochissimo consapevole che basti e avanzi abbaiare per spaventare i più? Quanto ha ragione chi vuole raccontare una città pericolosissima e violentissima, con persone pronte in ogni angolo a malmenare il prossimo? 
Non sarà mica una scusa? Non sarà mica che qualche "ahooo te gonfiooo anagabido anagabonzo" sia stato più che sufficiente per qualche gruppo di prepotenti per bloccare ogni visione civica normale? Ciò che in tutta Italia è considerato al più folklore buono per scrivere qualche scenografia vanziniana, qui, proprio qui dove quel folklore è nato, si trasforma in elemento bloccante per lo sviluppo e il progresso? Ma quanto è paradossale tutto ciò?

E poi, cosa ancor più grave, questa paura potenziale di reazione violente da una parte genera quelle reazioni stesse, dall'altra ti fa vivere in un contesto violento anche quando la violenza non si è generata affatto. Se continui a dire "non si può fare perché poi ti menano", "non si può riqualificare perché poi vandalizzano", sei esattamente tu che generi le precondizioni ideali, l'humus perfetto per far nascere quelle violenze e quei vandalismi i quali, nel momento in cui si creano, non sono più affatto qualcosa di anomalo e inaccettabile, bensì qualcosa di assolutamente previsto e, dunque, normale.

Ci obblighiamo a vivere vittime della violenza e della prevaricazione. E la nostra paura assieme alla nostra pigrizia riscaldano il brodo di cultura di queste violenze. Il tutto per esorcizzare il nostro timore di cambiare. E così la violenza e la prepotenza di quattro sfigati e coatti, che in tutto il mondo verrebbero derisi e presi per i fondelli dalla città, governano le scelte di una capitale europea. Echeggiano nelle parole dei dirigenti delle società di trasporto pubblico ("abbiamo bisogno di recuperare l'evasione del biglietto, ma non possiamo perché ci sono i violenti"), tornano nelle affermazioni bizzarre degli assessori ("eh ma voi parlate senza conoscere la situazione di Roma", ci ha detto - a noi! - Stefano Esposito) e infine atterrano nella vulgata dei commenti su Roma fa Schifo: "a Roma non si può perché te menano". 

"Eh ma poi te menano". Una scusa. Una circostanza che si verifica soprattutto se la evochiamo. Un problema che, semmai, non è romano, bensì italiano e attiene alle nostre leggi e alla nostra magistratura, ad oggi (per quanto ancora?) incapace di punire chiunque si comporti male.

I prepotenti sono presenti in forze nella nostra città, nessuno lo nega (semmai si negano gli eccessivi allarmismi sulla loro pretesa e presunta pericolosità), ma sono loro che devono adeguarsi a noi, sono loro che devono cambiare, non siamo noi che dobbiamo cambiare adeguandoci a loro. Sono loro le figure inferiori che necessitano di rieducazione. E verso di loro deve direzionarsi l'attività legislativa: per sconfiggerli e ghettizzarli, non per renderli normalità.

Ecco perché a Roma chi gestisce il trasporto pubblico locale - Atac, Cotral, Ferrovie e relativi assessorati che politicamente sovraintendono alla macchina dando input sbagliatissimi - si prende una grande responsabilità ad aggirare il problema dell'evasione invece di affrontarlo: non è solo un problema finanziario ma è il primo touch point delle persone con lo stato. Esci la mattina, vai verso scuole verso il lavoro (o esci la sera e vai a divertirti), e come prima cosa salendo sul mezzo pubblico ti rendi conto se l'autorità è presente oppure se c'è l'anarchia più totale. E poi ti comporti di conseguenza. Prima ancora che un problema finanziario, dunque, imporre alle persone di rispettare le regole (anche con la forza quando serve) è un problema sociale. Far pagare a tutti, con evidenza, il biglietto dell'autobus insomma non solo risolve i conti di Atac, ma risolve i comportamenti di centinaia di migliaia di persone oggi abituati a subire - i rassegnati del "non se poffà" - o ad approfittarsi - i violenti che "menano" - dell'anarchia. Cittadini che domani potrebbero cambiare semplicemente se chi di dovere lavorasse per modificare la china di abitudini e prassi sbagliate e socialmente dannose.

Davvero pensate che a Londra o a New York si paghi con rigore quando si sale sul bus solo per motivi finanziari e per non far andare in deficit l'azienda del trasporto pubblico (a New York peraltro, se non ricordiamo male, il segno meno è fisso da sempre)? Niente affatto. Quell'atto, quel passaggio, è un messaggio che l'autorità dà al cittadino: ti controllo, non ti faccio muovere se non fai il tuo dovere, sappi che ti devi controllare bene perché io ci sono e quando utilizzi i beni comuni non sei a casa tua. Anche se in Italia si tende a pensare che così generi dei cittadini sottomessi, noi siamo convinti che così faciliti l'emersione dei sentimenti di rispetto del prossimo, e soprattutto di rispetto degli spazi comuni e condivisi. Spazi che dovunque sono "di tutti", in Italia sono "di nessuno". E il fatto che nulla venga controllato valorizza la seconda, sbagliatissima, percezione. Se ti senti controllato e scandagliato quando sei in uno spazio comune tenderai a comportarti in maniera più rispettosa anche a lavoro, allo stadio, al ristorante, per strada. Avrai la sensazione che qualcuno misura il tuo stare al mondo e magari sanziona quando questo stare al mondo travalica le regole.

Quello del trasporto pubblico è emblematico - e per questo insistiamo molto - perché è uno dei pochi casi in cui modificare le abitudini dei cittadini imponendo un upgrade non solo non costa nulla, ma genera un guadagno netto di decine di milioni di euro. Non procedere, nel 2015, significa davvero affogare in una pozzanghera di incapacità e cattiva fede. 

49 commenti | dì la tua:

bat21 ha detto...

Sono d'accordo con voi. Più che per motivi di sostenibilità di Atac (c'eraun articolo di giuricin in proposito) e' una questione di credibilità delle istituzioni.

Anonimo ha detto...

Quest'anno la Lazio ve fa er culo!

Anonimo ha detto...

ok, poi però a NY fanno una selezione del personale, senza sindacati e politici tra i coglioni, e creano una taskforce di controllori stile terminator che fanno paura solo a guardarli.

Anonimo ha detto...

Una vergogna tutta romana a discapito dei cittadini onesti. Quando finirà questo stato di lassismo ed abbandono ?

Anonimo ha detto...

Hai ragione RFS, ma l'ultima parola ce l'ha comunque Atac, che tra l'altro ha nuovi abbondanti finanziamenti fino al 2019, e quindi è incoraggiata a continuare sulla cattiva strada.
Come si potrebbe fare dunque?
Forse lavorando sull'opinione pubblica, cercando di far diffondere il concetto attraverso i grandi quotidiani, e format televisivi più seguiti?
Che strumenti si possono usare?

Anonimo ha detto...

"Quando utilizzi i beni comuni non sei a casa tua, ma a casa di tutti."

Anonimo ha detto...

Concordo con l'articolo, ma non possiamo dimenticare che a New York la giustizia e' rapida e spietata.
Le cose funzioneranno a Roma solo quando chi dara' una craniata sul naso ad un controllore si fara' 5 anni veri di galera o si dovra' vendere casa per ripagare i danni o verra' ficcato in un aereo e rispedito a casa ( dopo aver fatto 5 anni in galera) se straniero.
Non si puo' vivere nel Paese dell'impunita' ed aspettarsi che le cose funzionino.

Anonimo ha detto...

Ci sarebbe da ricordare che un controllore a Milano appena due mesi fa ha perso un braccio, reciso con un colpo di machete sferrato da un minorenne appartenente ad una gang.
Forse i tempi sono un tantino diversi.

Anonimo ha detto...

Anche a Napoli i mezzi sono gratis ma lì davvero di ammazzano se provi a controllare il biglietto.

Anonimo ha detto...

Certo che si può, e si deve! Ma è altrettanto vero che chi "sgarra" deve essere sanzionato, e ci deve essere certezza ed immediatezza della sanzione.

Anonimo ha detto...

Fose la gente si permette di andare in giro col machete perche intanto il messaggio che passa e' fate come cazzo vi pare che intanto non vi succede nulla.

Anonimo ha detto...

Oggi RFS è dalla parte dell'Atac e aziende similari, domani si alzerà con altro umore e sarà contro di loro.
Quindi cari cittadini non prendete seriamente gli attacchi di RFS ( anche se gli stessi articoli non sono altro che considerazioni di altri e non di RFS ) il tutto è influenzato dall'umore del gestore del blog.

Anonimo ha detto...

pago 250 euro l'abbonamento annuale atac Roma x studenti per mia figlia che scadrà tra pochi giorni.
Leggo di possibili aumenti del costo del biglietto e dell'abbonamento.
Vorrei non rinnovare l'abbonamento a causa del servizio di trasporti pessimo e dell'assenza di iniziative volte a debellare l'evasione.
Tuttavia non voglio insegnare a mia figlia a vivere nell'illegalità.
Adesso la mia morale di padre è in lotta con la mia etica di cittadino.
Grazie Romafaschifo.com per il servizio civio che rendi.

Anonimo ha detto...

10.50 am, non è che ogni giorno ce puoi dire sempre la stessa cosa? nessuno ti ha risposto ( neanche ieri ) in quanto la tua trollata ( morale - esame di coscienza -educazione )sono cazzi tua che te devi risolvere da solo e con tua figlia.
Non ce rompere più er cazzo.

Anonimo ha detto...

@10.50, la leccatina provocatoria anche ieri l'avevi scritta "Grazie Romafaschifo.com per il servizio civio che rendi."
Provocazione ridicola.
Condivido il commento di @ 11.03

Anonimo ha detto...

@10:34 non è che ci "girano" e basta, come tu potrai "girare" con un coltellino svizzero pensando di usarlo poi per intimorire qualcuno. Lo usano. È un concetto molto diverso da quello stantio che declina RFS in questo post, per cui "cane che abbaia non morde", e che forse poteva essere valido qui negli anni '90.
I raffronti con New York, inoltre, non fanno testo perché parliamo di Stati Uniti d'America, dove io e te possiamo comprarci tranquillamente un fucile mitragliatore per difendere la nostra proprietà, i nostri cari, ed i nostri diritti costituzionali con esso.
Ahi voglia a fare i moralisti da escalation delle armi: qui siamo finiti che le armi le hanno in mano e le usano solo chi non dovrebbe averle.

Anonimo ha detto...

Peraltro poi i raffronti con la New York o il mondo in generale degli anni '80–'90 non hanno senso, viste le nuove droghe tipo crystal meth etc. rispetto ad eroina e cocaina di quegli anni.

Anonimo ha detto...

@10:50 sono contento di aver suscitato un Suo moto d'animo. Lei non si comporta solo come una bestia priva di caratteri antropomorfici. Tuttavia, considerate almeno le espressioni linguistiche usate, Lei potrà ottenere ampi margini di miglioramento soltamto se si impegnerà, a lungo, a studiare.

PS
Romafaschifo.com: occorre prendere atto che il vostro impegno dovrà durare ancora molto tempo.

Anonimo ha detto...

Leggo solo commenti di gente che è nata e cresciuta nella merda e da cui non vuole venire fuori. Costringendo 4 milioni di persone a seguirli. Questa è la gente a cui dovrebbero essere tolti i diritti costituzionali più elementari. Questa gente dovrebbe essere rieducata e con loro i loro figli perché se questi sono i genitori figuriamoci i figli. E non mi meraviglierei se coloro che inneggiano alla merda stante, fossero dirigenti di società municipalizzate sindacalisti dirigenti del comune o qualsiasi altra forma di personaggio che ne ricava un utile da questo letamaio. Fin quanto sta gente avrà diritto anche di respirare allora sarà merda per tutti.

Francesco Cavallo ha detto...

Già.

Anonimo ha detto...

Il diritto al voto andrebbe regolamentato!!
E' inconcepibile che gente che non sa mettere in fila due parole in corretto italiano, o gente che ha commesso reati (anche un tot di illeciti amministrativi), diciottenni che non hanno mai visto un tg o letto un libro, pensionati il cui unico obiettivo nella vita è avere 50 euro in più di pensione, "tifosi" che oltre alla roma o alla lazio non conoscono nulla, abbiano gli stessi diritti al voto degli altri.

Anonimo ha detto...

11.29, vedi che nonI sbagliavo che il tuo commento era puramente provocatorio e autoelogiativo?
Ora ha ciao anche il modo di esprimerti sembri quasi più acculturato e distante dal contenuto del tuo 1° commento.
Con i commenti in anonimato e senza registrazione al blog si possono fare giochi stupendi di illusionismo.

Anonimo ha detto...

12.54pm, quindi vorresti dire che tu saresti uno di quelli che dovrebbe decidere al posto della gente che hai elencato?
Il tuo pensiero esprime pienamente quello che vuole trasmettere RFS pertanto ANDATE A CAGARE INSIEME.

Master Evo ha detto...

devo ammetterer che da sempliciotto quale sono mi sento un po' confuso. Mi sembrava infatti acquisita l'inconsistenza dell'argomentazione sulla violenza che renderebbe impossibile la verifica dei titoli di viaggio, quantomeno perche' ATAC invia ogni giorno un manipolo, per quanto sparuto, di controllori che a questo punto sarebbero votati ad una vera e propria missione suicida piuttosto che ad un normale servizio. Se la violenza degli utenti fosse a tal livello, ATAC dovrebbe eliminare formalmente la figura del controllore e magari, intanto che c'e', trasformarsi anche in ONLUS. Quindi, evidentemente, sbagliavo a pensare che quelle dichiarazioni pubbliche fossero un escamotage per evitare ulteriori attriti col personale in un momento di collasso totale dell'azienda, mentre invece per ATAC esisterebbe davvero un problema di violenza degli utenti, poco importa se percepita o reale. Mi sfugge pero' quale sia il problema di sicurezza per l'autista che da dietro il vetro antisfondamento controlla che gli utenti abbiano titolo per usufruire del servizio e in caso di "portoghese" blocchi il bus fino a discesa del sudddetto. Puo' anche darsi che nei primi mesi qualche cretino, preso alla sprovvista dal nuovo corso, cerchi di alzare la canizza , ma dopo qualche intervento di polizia e' certo che i cretini, per quanto tali, la smetteranno. Come disse un simpatico vecchietto davanti alla tirata del solito coatto: il probblema nun e' che la ggente c'ha troppa liberta', ma che c'e sta' troppa ggente in libberta' viggilata!

ossequi

Anonimo ha detto...

11.29, vedi che non sbagliavo che il tuo commento era puramente provocatorio e autoelogiativo?
Ora hai cambiato anche il modo di esprimerti sembri quasi più acculturato e distante dal contenuto del tuo 1° commento.
Con i commenti in anonimato e senza registrazione al blog si possono fare giochi stupendi di illusionismo.

Anonimo ha detto...

1:03 PM Sinceramente tu credi che il tuo voto deve avere lo stesso valore dell'incivile che parcheggia sistematicamente un'auto sul marciapiede bloccando le rampe dei disabili o bloccando un bus in manovra...o peggio?
Se credi che questa gente debba avere diritto al voto o sei uno di quelli, o sei un povero ingenuo.

Anonimo ha detto...

Tonelli smettila di fare articoli a compartimenti stagni. In Italia chi da' una testata al controllore e viene fermato quanto tempo passa in galera? Se quando parli di rispetto delle leggi non spieghi anche quali sanzioni ci sono oggi in questo paese il discorso è inutile.
A New York prima di tutto i controllori non sono di 1 metro e 60 e non ci mettono ragazze, ma gente alta e grossa. In secondo luogo quando un controllore viene aggredito l'intervento delle forze di sicurezza è immediato e stai sicuro che non ci vanno per il sottile. Quindi c'è il processo per direttissima e ho come la sensazione che lì si fanno anche 30 giorni di galera senza sconti.
Vogliamo paragonare New York a Roma? E allora dobbiamo partire da questo perché se no è inutile.

p.s: quando parli di città che abbaia e non morde immagino che tu lo faccia per esperienza diretta. Immagino che ogni giorno sali sugli autobus ed entri nella metro passando per i tornelli bloccando quelli che scavalcano e fanno trenini e svergognando chi non ha il biglietto. E immagino che, dato che lo avrai fatto chissà quante volte, hai sempre visto questa gente mettere la coda fra le gambe, mormorare contrita che non lo farà più e precipitarsi a regolarizzare la posizione. Vero?

Anonimo ha detto...

In alcuni stati americani esiste anche la sedia elettrica, potremmo portarla visti i vostri paragoni anche in Italia!

Anonimo ha detto...

1.03 tu invece sembri veramente un cretino.

Anonimo ha detto...

hai voglia a controllare , col rischio di prenderti una testata in faccia e vedere il tuo aggressore dopo due giorni di nuovo a pascolare strafottente e impunito. In Germania ti faresti alcuni anni di galera.

Anonimo ha detto...

Tonelli, hai fatto un bellissimo articolo, complimenti. Ben scritto chiaro e sottoscrivibile al 100%. Grazie Romafaschifo per esistere...

Anonimo ha detto...

Beh intanto mi piacerebbe vedere chi controlla ai tornelli almeno provarci a far rispettare le regole. Poi magari c’e’ chi li manda a quel paese o fa il gradasso – e quelli pazienza, li lasci entrare. Ma intanto saranno solo una parte, che non ci sono migliaia di assassini violenti in giro ogni giorno. E intanto dimostri a chi sta intorno che non sei un ladro che ruba lo stipendio come quell’altro ha rubato il biglietto.

Questa alzata di braccia “che tanto e’ inutile” e’ un alibi molto comodo che vi autorizza a non fare niente. Il problema e’ piu’ grande di voi e siamo d’accordo. Ma con questo comportamento il problema siete ANCHE voi, perche’ date il permesso a chiunque di entrare a gratis, anche chi potrebbe essere fermato con un richiamo. E anche solo a livello simbolico il vostro fare niente in maniera plateale comunica un senso di menefreghismo molto dannoso.

Anonimo ha detto...

Eh beh, bell'esempio. Controlli ma se uno alza la voce lo lasci passare. Così si che si fa vedere alla gente cos'è il rispetto delle regole.
Intendiamoci, per me una posizione del tipo "menano quindi non facciamo niente" è inaccettabile. Ma fa il paio con il leone da tastiera che dice che siccome all'estero l'autista controlla e se uno non ha il biglietto non parte deve essere così anche a Roma, quando le differenze tra l'estero e Roma non sono quelle delle "50 foto da..." ma sono ben più profonde, a partire dall'applicazione delle leggi e dalla certezza della pena. Sbatti in galera sul serio chi commette reati e vedrai che Roma diventerà più pulita e curata di Zurigo. Continua a denunciare a piede libero e a rilasciare anche dopo le condanne e resteremo sempre il regno di chi vuol fare come gli pare.

www.turismosenzauto.jimdo.com ha detto...

Come al solito concordo in pieno con il vostro articolo. Aggiungerei che il trasporto pubblico è determinante nel più grande tema degli stili di vita e comportamenti sociali, oggetto del vostro articolo, se riferiti all'ancora più grande tema dei cambiamenti climatici. Roma è una delle città più motorizzate al mondo e non ha i numeri di Milano: La maggioranza dei cittadini utilizza per gli spostamenti la propria auto e pertanto il contributo antropico che diamo all'effetta serra, con il traffico veicolare, è notevole. Quello che dite ha per me il valore aggiunto dell'educazione ambientale oltre che civica e quindi ancor più necessario e imprescindibile in un orizzonte di civiltà, giustizia, rispetto del prossimo e di noi stessi pensando alle future generazioni.
Grazie

Anonimo ha detto...

Scusate ma chi è Tonelli, non vedo nessun commento.
Ho cercato anche in atri articoli un suo commento ma non noto mai un suo appunto.
Mica sarà colui che inserisce gli articoli?
Certo se fosse lui non capisco come possa essere elogiato un individuo che per lo più prende articoli di altri e li butta in un blog e poi non discute, non si confronta, con gli altri interlocutori.
Se il Tonelli fosse quello che gestisce il blog direi che si sta costruendo una fama, istigando, sui cittadini che commentano che per lo più sono quasi tutti non di Roma.
Per la credibilità del blog e del gestore ci vorrebbe una sana vera e seria registrazione al blog, adottatala.
Costruirsi una carriera senza mai discutere e su un blog dove quasi tutti sono anonimi è assurdo ma considerando che siamo in Italia, popolo di pecoroni senza palle ( così vedo voi, ammesso che esistiate veramente, che commentate su questo blog ), anche questo può succedere non è la prima volta.
Viva la vera libertà e abbasso i pecoroni senza palle ed anonimi che hanno bisogno di un blog, dove regna omertà e anonimato, dove il gestore non si confronta mai con nessuno.

Anonimo ha detto...

Sono 5.33, scusatemi per non aver firmato il mio commento.

Tiziano Dellori

Anonimo ha detto...

a Roma non si puo fare perchè atac vive dei soldi (quindi dello sforzo e del tempo) del contribuente .
Il giorno che il sistema di trasporti verrà governato da un ente che guadagni unicamente dal proprio lavoro, allora la storia cambierà.

Anonimo ha detto...

Ma chi è quello della foto? E che c'entra con i controllori?

Anonimo ha detto...

Un grazie a RFS per aver messo a fuoco una delle questioni chiave per far ripartire questa città, cominciando da uno dei nodi critici: il trasporto pubblico locale ed il rapporto tra cittadino e bene comune.

Forse sarebbe sufficiente la creazione di consenso attraverso un semplice referendum indetto dal Comune, azionista di ATAC: desiderano i romani, e soprattutto il nocciolo duro dei frequentatori dei mezzi pubblici, un giro di vite sull'evasione tariffaria?

Si voti e si esamini il verdetto: se la maggior parte delle persone, oneste e paganti un servizio pubblico, lo richiede non vi dovrebbe essere alcuna tolleranza da parte della gestione di ATAC rispetto al pubblico non pagante. E se c'è un alto consenso alla repressione dell'evasione non dovrebbe essere difficile individuare una squadra di personale, altamente qualificato e coadiuvato dalle forze dell'ordine, con la piena collaborazione della magistratura per mettere fine a questa gazzarra. Soprattutto perchè le persone corrette si sentirebbero finalmente tutelate e coopererebbero per il fine comune.

Un patto per la legalità senza tolleranza alcuna verso il pagamento del biglietto ed un servizio pubblico dignitoso.

Si potrebbe anche ipotizzare un periodo di prova (magari coincidente con il giubileo) all'interno del quale non vi sarebbe alcuna tolleranza verso forme di evasione o microcriminalità a vario titolo e soprattutto vi sarebbe piena coesione, all'esito della consultazione pubblica, da parte di tutti i frequentatori nei confronti di coloro che evadono o che utilizzano i mezzi pubblici con diverse finalità (accattonaggio, furti, truffe ecc.): all'esito di tale periodo sperimentale si potrebbe trarre un bilancio, sicuramente positivo, e proseguire in altri ambiti (es. sosta abusiva).

Riusciamo a trasformare queste riflessioni in una petizione al Sindaco?

PS: anche l'applicazione del divieto di fumo nei locali sembrava cosa impossibile eppure si è passati in poco tempo alla piena applicazione senza turbamenti o rimpianti ma semplicemente scegliendo di condividere una regola imposta a beneficio della maggioranza. Visto che il pagamento del biglietto è già regola si tratta solo di condividere una modalità di applicazione senza sconti e senza appello come accade in tutto il mondo "civile" (da cives, cioè quello che i romani hanno inventato e dimenticato di essere).

Anonimo ha detto...

Caro Tiziano dellori, a occhi dovresti essere un pecorone anche te se non esisti da nessuna parte. Cosa ci guadagni a stare nella merda? È il tuo habitat naturale?

Anonimo ha detto...

Up: chi è questo signore della foto? E che c'entra con i controllori A.T.A.C.?

Anonimo ha detto...

Se avessi 92.000 ( sono i mi piace facebook ) romani, VERI e SICURI, dalla mia parte ti assicuro che avrei disfatto e rifatto Roma, certo dovrei avere almeno competenza vera in qualcosa ( urbanistica etcc.... ) cose che il Tonelli non ha minimamente.
Secondo me il fine del Tonelli è carriera personale ( un museo oppure in politica ).

ROBY

Anonimo ha detto...

Ao sor Tonelli vole fare er aiuto cuoco cor Cedroni er blogger ce passa er tempo lui e ce lo fa passare a noi artri.

Anonimo ha detto...

Ma il tizio della foto con quella faccia un po' ebete chi è?

Secutor ha detto...

Ma cosa vuoi controllare ma controllo de che ? Ma sapete benissimo lo sanno tutti che tutte le notti stazioni treni tunnel metro sono infestate da bande di writer che indisturbati ciondolano per i binari taggando distruggendo vandalizzando nelle piú totale libertá e tu pensi a quello che evade 1,5 di biglietto.......mentre i topi di fogna tutte le notti infliggono alla societá milioni di euro di danni...si vede la pagliuzza ma non la trave davanti agli occhi........ci hanno portato nel terzo mondo l'Italia maestra di civiltá ridotta a terzo mondo che tristezza infinita !

Anonimo ha detto...

C'è una frase nel film "la grande bellezza" che fa intendere cosa è diventata Roma. Il discorso esce dalla bocca di una tizia che si gode la serata, tra drink ed idiozie, nella splendida cornice vista Colosseo. "Roma è stata l'unica città nella quale si è determinato il marxismo. A Roma vige la regola della collettività". Ecco, Roma è diventata in pieno questa filosofia, una filosofia lassista generata prima dal partito comunista storico, poi da quella commistione socialista-post comunista e post democristiana che gli hanno dato il colpo di grazia. Questo virus, così patogeno, lasciato circolare per almeno 25 anni ha contribuito al menefreghismo, al pietismo, ad una politica locale fin troppo permissiva con tutte le forme "alternative" degli stili di vita. Si è passati così dal tollerare i centri sociali, i campi rom (perché la multietnicità è proprietà di sinistra), la crescita di locali nei quartieri del centro, crescita tra l'altro senza criterio e con una distribuzione di licenze in maniera esponenziale. Tutto ciò in nome di quel collettivismo del "volemose bene". Con l'avvento della destra, poi, le cose sono peggiorate perché a differenza dei post-comunisti, questi pensavano solo ad arricchirsi ghettizzando le periferie con il sogno che, anche un precario, potesse avere i suoi 50mq a Ponte di Nona o in qualsiasi altro quartiere di frontiera. Pagando un mutuo non relativo alla propria condizione, ma strozzandolo ben bene. A Roma le regole non ci sono mai state, ma solo scontri sociali: abbiamo ogni tipo di credo "culturale" e pseudo politico, ma mai nessuno che pensi al decoro delle strade e delle infrastrutture cittadine. Chi ne fa le spese? Tutti noi che poi ci lamentiamo, poi magari vorremmo dar fuoco agli zingari ma abbiamo la tessera del PD. Oppure ci ammazziamo di canne ed in camera ci trovi il busto del Duce. Perché Roma è anche questo; la grande contraddizione, diventiamo psicopatici per le foto che Tonelli pubblica e poi pisciamo in strada o, se ci capita, non paghiamo la metro.

Anonimo ha detto...

Perché non è vero che te menano? Te menano perché ogni autorità pubblica infiltrata dalla criminalità organizzata ha reso del tutto aleatorio qualunque rispetto dell'ordine pubblico.
Manco gli olandesi vandali e ubriaconi riescono ad arrestare, un motivo ci sarà.

indifesa ha detto...

Cittadino Romano e Italiano ha detto...

Roma. funerali casamonica con la musica del padrino. le istituzioni e i loro rappresentanti locali eletti o in divisa guardano , blog di protesta e giornali locali tacciono per convenienza vergogna vergogna .

L'opera nomadi lo trova normale , lo trova giusto ?

siamo stati occupati .

Anonimo ha detto...

L'opera nomadi è uno degli avamposti della mafia, ancora non lo avete capito?

ShareThis