25 foto dopo un'escursione dell'orrore al Parco del Pineto. Oasi naturale con vista San Pietro che si trasforma in discarica ad uso dei ladri di appartamento

24 febbraio 2015



























E' un grande parco urbano tra la Balduina e la Pineta Sacchetti, una vera meraviglia con una vista unica al mondo. Dalla Balduina ci si accede passando sotto un ponte, accanto al quale sorge una stazione ferroviaria abbandonata... e già qui ci sarebbero tante cose da dire, ma non è di questo che voglio parlarvi.
Quello che vi voglio raccontare è l'assurdo e persistente stato di totale abbandono in cui versa l'intera area di un parco che potrebbe essere meraviglioso. Ameni ponticelli su ruscelli. Vegetazione abbandonata a se stessa da anni: cresce in modo incontrollato e pericoloso. Rovi e canneti invadono i sentieri, gli alberi cadono e vengono lasciati così a sbarrare la strada.

Proseguendo la stradina che sbuca davanti alla Biblioteca Casa del Parco, inizia una vera e propria discesa agli inferi: aotto gli alberi crescono i videopoker. Preciso che la presenza di questa refurtiva e degli alberi pericolanti è stata da me segnalata oltre due mesi fa per email (il 28/11/2014 e il 10/12/2014) ai Vigili del XIV gruppo, i quali come al solito avevano cose più importanti da fare, come potete tutti vedere nelle foto scattate l'altro ieri. 

Solo i Carabinieri di zona sono venuti una volta, dopo una mia telefonata, a recuperare una cassaforte intera asportata da un muro, con dentro assegni, carte di credito, chiavi di casa/auto e documenti vari. Quel giorno purtroppo non avevo la macchina fotografica, ma non vi preoccupate, non mancherà occasione, 'sto posto ormai è diventato la caverna dei 40 ladroni. Altra refurtiva, poco più avanti. Chissà, forse dalle foto qualcuno riconosce la roba che gli manca in casa. In mezzo al terreno spuntano pezzi di mattonelle avanzati da qualche ristrutturazione in zona e sversati nel parco senza alcun riguardo... segno che i delinquenti non vengono sempre tutti dall'Olanda. Un altro videopoker fatto a pezzi. Per completezza aggiungo che sullo stesso sentiero qualcuno ha aperto un locale di servizio (acquedotto? Enel?) e ci ha fatto un bivacco, che non ho fotografato, perché va bene segnalare il degrado, ma di immolarmi non mi pareva il caso. Altri bivacchi sono ben visibili in mezzo al bosco al lato della strada. E qualcuno un bel giorno ha preso calce e mattoni, e in mezzo al parco pubblico si è fatto una casa: con tanto di recinto, giardinetto, cancello in ferro battuto e cartello “attenti al cane”. Casa, dolce casa proprio di fronte al Forte Braschi, sede del SISMI, i famosi servizi segreti militari. E' un po' un simbolo della nostra mentalità: i problemi so' sempre arrtri. Prontissimo ed efficace l'intervento del Comune, che ha murato il rudere accanto per evitare che altri facessero la stessa cosa: 
Che dire per concludere? Spero che rendendo pubblico tutto ciò qualcuno si vergogni e si metta a fare il suo dovere. Tipo andare la notte nel punto segnalato a fare una retata dei maledetti ladri d'appartamento che infestano la zona (chi vi scrive ha già subito il secondo furto in 18 mesi), e d'ora in avanti pattugliare la zona; tagliare regolarmente l'erba e potare gli alberi, radere al suolo gli abusi edilizi, e pulire i cumuli di immondizia che non ho fotografato, tanto li conoscete già. 
Lettera Anonima

*E aggiungiamo noi, rendere umano e civile il parco. Realtà come queste possono sopravvivere solo se hanno un senso economico e solo se attività umane presidiano il verde e lo tutelano. Bar, ristoranti (ovviamente in strutture sostenibili), piccole attività sportive. E' l'unica strada se questo vuole essere un parco urbano e non una jungla. Jungla in tutti i sensi...
-RFS

36 commenti | dì la tua:

Anonimo ha detto...

Va bene la denuncia per lo scarico di rifiuti, ma indicare alberi morti e acque stagnanti come elemento di degrado in una riserva naturale lascia interdetti. Non si tratta di un giardinetto pubblico, ma appunto di una riserva naturale dove alcuni elementi debbono essere lasciati al ciclo naturale.
Non a caso la riserva stata istituita, dopo estenuanti battaglie di cittadini, sopratutto per la sua valenza botanica. Qui Montelucci censì un numero impressionante di specie vegetali rare.
Attenzione quindi a fare di tutta l'erba un fascio

bat21 ha detto...

Scusa ma qui si sta facendo un quadro disastroso (nulla di diverso rispetto al resto della città intendiamoci) con case abusive, bivacchi di disadattati e gentaglia, cimiteri di oggetti lasciati dai ladri e ti scandalizzi per la parte della mancanza di cura del verde? Bho...

Anonimo ha detto...

Non credo tu abbia capito. Chi conosce la zona sa che il quadro no è così disastroso, ci sono diverse cose che non vanno, ma fra queste non c'è la vegetazione abbandonata perchè quello è il suo stato naturale trattandosi di una riserva e non di un giardinetto. Certo se tu sei abituato al parco Milano sud, tutto ordinato ma poverissimo di biodiversità sei fuori strada

Anonimo ha detto...

Sabato 28 febbraio dalle ore 11.00 i residenti e le associazioni di quartiere hanno organizzato una grande giornata di pulizia nel parco. Chi vuole fare qualcosa di concreto per il Pineto è il benvenuto. Nella pagina facebook dei volontari del decoro tredicesimo si possono trovare i dettagli dell'evento

Anonimo ha detto...

Mi aggrego agli altri commenti per quel che riguarda la natura "abbandonata". Per l'inquinamento ovviamente è stato fatto un buon reportage. Vorrei segnalarvi, per rimanere in tema, un altro parco molto interessante dal punto di vista naturalistico che è il parco della Marcigliana, che purtroppo è in condizioni ancor peggiori di questo: ad ogni angolo si trovano discariche a cielo aperto visto che una strada asfaltata lo attraversa. Come dice una trasmissione comica: "l'umanità fa schifo" (non tutta fortunatamente).

Anonimo ha detto...

Ho avuto la bella idea di farmi un giretto per le consolari appena fuori Roma (casilina, ardeatina....).
Prima erano delle strade con alcune discariche ora sono diventate discariche attraversate da strade, roba da richiamare tutte le truppe dell'esercito italiano dall'estero per risolvere la situazione; ma ai nostri politici come al solito non gliene frega un cazzo......

Anonimo ha detto...

Le riserve naturali, prima di essere istituite, hanno bisogno di un sistema di sorveglianza strettissimo. Sono ormai delle oasi appunto da difendere con guardie armate ed invece diventano covi di ladri alla faccia delle specie in via d'estinzione. A quando gli sversamenti di liquidi radioattivi? Vedremo delle specie nuove (!!!) emergere?

Anonimo ha detto...

riserva naturale non significa abbandono: i sentieri vanno tenuti puliti, l'immondizia rimossa, gli alberi pericolanti vanno abbattuti. Non puoi rischiare che chi ci va a passeggio crepi spiaccicato.
La casa abusiva poi è un colpo al cuore... ma come si fa a tollerare una cosa simile?

Anonimo ha detto...

Ma la riserva naturale non è un parco, non è per andarci a passeggio ma per essere preervata dall'intervento umano, se ci mettiamo i baretti e i ristoranti (che ne so magari un bel parcheggione in cemento) è tutto un cazzo.
Per quello c'e' villa borghese.

Anonimo ha detto...

Primo perchè la fonte è stata inserita il 23 gennaio con questa motivazione " 00:58, 23 gen 2015‎ 188.217.107.13 (Discussione)‎ . . (11 954 byte) (+56)‎ . . (Meglio evidenziare come chi si atteggi a gumbagno proletario in realtà provenga da una scuola di 6000 euro all'anno) (annulla)" che non mi pare proprio un inserimento da enciclopedista.
Secondo perchè da contribtore di wiki da almeno 6 anni ti posso dire che non si fanno modifiche senza apportare fonti, e le formazioni di un artista contemporaneo vanno verificate.

Anonimo ha detto...

Occorre vigilanza non 'verde attrezzato', orribile parola che denota appunto baretti chiassosi e cementificazione. Le oasi vanno protette ed osservate con scrupolo, non abbandonate ai saccheggiatori. Le specie arboree preservate, non calpestate dalle camionette dei ladri!
La Natura oggi ha bisogno di protezione.

Anonimo ha detto...

anonimo ha detto...riserva naturale non significa abbandono: i sentieri vanno tenuti puliti, l'immondizia rimossa, gli alberi pericolanti vanno abbattuti. Non puoi rischiare che chi ci va a passeggio crepi spiaccicato.
La casa abusiva poi è un colpo al cuore... ma come si fa a tollerare una cosa simile?


esattamente . totalmente d'accordo.

Non serve cementificare ma bisogna pulire erbacce e curare le piante come in tutte le riserve del mondo.
Non vuol dire trasformarlo in giardinetti ma curarlo come una riserva.

Anonimo ha detto...

Il mese scorso hanno trascinato una vecchietta da via della Pineta Sacchetti dentro il parco per derubarla. Stessa sorte ad un altro anziano.

Il parco è enorme, i percorsi sono belli, ha un potenziale economico-sportivo incredibile ma manca tutto, cartelli, sicurezza, pulizia. C'è una bellissima cascina - murata per non fare entrare gli abusivi - che se ristrutturata potrebbe diventare qualsiasi cosa controllando meglio il territorio. Invece no.

Durante il giorno è un continuo bivacco per disadattati alcolizzati che buttano bottiglie. Non si spaventano nemmeno delle persone che vanno a correre o che vanno con i cani.

Le panchine sono tutte mezze scassate, cassonetti pochi. Potrebbe essere un gioello e invece....

Anonimo ha detto...

Ma chi ve l'ha detto che é una riserva naturale? É un PARCO regionale urbano. Commentate a caso.

Anonimo ha detto...

Che sulla carta ci sia scritto PARCO regionale urbano o riserva naturale o area protetta o qualsiasi altra cosa non cambia nulla. La realtà è che è uno spazio verde in totale abbandono, lasciato in mano a delinquenti e sbandati.

Anonimo ha detto...

Il Parco regionale urbano del Pineto è un'area naturale protetta del Lazio che si trova all'interno della città di Roma e fu istituita nel 1987.
Prima riga di wikipedia.
E' come dire Parco nazionale solo che dipende dalla regione e non dallo stato.

Anonimo ha detto...

Qualcuno finalmente si interessa ai problemi di questo parco!

Le autorità invece stanno lì ad aspettare che tra un videopoker e una cassaforte un bel giorno spunti un cadavere... tra non molto accadrà pure questo, temo.

Pecora che con il celerino Cobra di ACAB avrebbe parchi tenuti meglio ha detto...

Il celerino Cobra del film ACAB aveva trovato un modo di riupulire i parchetti, ma dicono non si possa fare perchè sarebbe fascismo.

Togli l'immigrazione senza regole che vuole il PD, e risolvi 80% del degrado.

Quanto ai furti in casa, una recente statistica dice che sono raddoppiati in dieci anni (con andamento parallelo all'immigrazione e un calo solo nei due anni di repressione di Maroni prima delle primavere arabe) e sono letteralmente esplosi negli ultimi due anni dopo i 5 indulti e svuotacarceri votati dal PD.

Quindi finirla di votare il PD può essere una prima soluzione anche per questo.

E per finirla di votare il PD, intanto iniziate a venire in Piazza del Popolo sabato per sostenere SALVINI!

PECORE !!!!!

Anonimo ha detto...

Visto come è ridotta propongo di rivalutare la zona costruendoci lo stadio della Lazio e 1 milione di metri cubi di uffici in grattaciali firmati.

Franco Quaranta ha detto...

Sabato 28 dalle ore 10 in poi grande giornata di pulizie autogestite nel Parco del Pineto. Da anni ci battiamo con tutte le nostre forze per proteggere e rilanciare il parco e abbiamo articolato molte proposte relative alla fruibilità, alla sicurezza e al contrasto dei comportamenti illeciti. Nel pomeriggio del 28 verrà firmata una convenzione tra Ente Regionale Romanatura, Municipi 13 e 14 e le associazioni riunite nella Rete del Pineto che autorizzarà i Volontari del Parco del Pineto ad una serie di attività volte a contrastare il degradoe e la sporcizia e a segnalare tutti gli illeciti in tempo reale ai guardiaparco e ai vigili del 14° municipio. Seguiteci sulle pagine FB: Volontari Decoro Tredicesimo e La Rete del Pineto

Anonimo ha detto...

Onore ai volontari e disdoro ai vari commentatori inutili che non sono in grado di distinguere fra un'area protetta ed un giardinetto di quartiere.
L'area fu fortemente voluta dalle associazioni, fra cui ricordo quella di Celso Coppola, che ne hanno anche curato la manutenzione, il WWF che ne ha curato per alcuni anni la sorvegianza pulendo anche le discariche presenti, ecc.
Ora con l'avvento dei guardiparco regionali la situazione è degenerata come in tutte le aree protette, quindi se si torna ad una gestone volontaria è u bene

Anonimo ha detto...

...ma non si può fare qualcosa contro l'imbarazzante leghista che continua ad offendere dando a tutti delle pecore?

Massimo Trabucchi ha detto...

Io sinceramente penso che tenere un importante polmone verde come quello (e tutti gli altri ovviamente) nell'incuria più totale sia assolutamente deprecabile. Non è una questione di giardinetto, dove sta scritto che una Riserva Naturale non possa ricevere potatura delle piante, taglio delle siepi cura di vialetti, laghetti e ruscelletti vari ed essere resa fruibile dalla gente? Io vorrei vedere ogni metro quadro di verde di tutta Roma tenuto alla perfezione (tra l'altro sarebbe lavoro per tanta gente) per poterci portare i bambini a respirare un po' di aria pulita, per andarci a correre, fare sport od una bella pedalata, oppure solo per una passeggiata ed una pausa davanti al laghetto o lungo il viale circondati dal solo cinguettio degli uccelli. Troppo complicato?

Anonimo ha detto...

Tanto per parlare avendo chiari i termini della questione: cos'è un'area naturale protetta come il Parco del Pineto?

"Le aree naturali protette, chiamate comunemente anche riserve naturali o oasi naturali, hanno la funzione di mantenere l'equilibrio ambientale di un determinato luogo, aumentandone la biodiversità. Si tratta di aree naturali caratterizzate da paesaggi eterogenei e abitate da diverse specie di animali e vegetali.
Un'oasi naturale è destinata al rifugio, alla riproduzione e alla sosta della fauna selvatica"

http://it.wikipedia.org/wiki/Area_naturale_protetta

Nello specifico il Parco del Pineto ha classificazione IUCN di categoria V (paesaggio marino/terreste protetto) e cioè:

"Area protetta finalizzata alla protezione e fruizione di aree, marine o terrestri, nelle quali le interazioni tra popolazioni e natura hanno dato vita, nel tempo, a elementi di particolare valore estetico, ecologico e/o culturale"

http://it.wikipedia.org/wiki/Classificazione_internazionale_delle_aree_protette

Anonimo ha detto...

Sulla Cassia stessa sorte dai parchi entrano nelle case...prima o poi non ci saranno più prigioni un colpo in resta e cassonetti per la raccolta differenziata NEGRI e ROM come combustibile fossile!!

Anonimo ha detto...

Massimo Trabucchi non è che vai in un parco nazionale a tagliare le siepi, puoi fare dei sentieri, puoi tenere bene quei sentieri in modo che siano percorribili, puoi costruire dei rifugi, ma non puoi fare delle siepi artificiali, non ci puoi mettere bar e ristoranti ne' tanto meno puoi trasformare un parco in villa borghese, sono due cose diverse, la villa è per l'uomo il parco no.

bat21 ha detto...

febbraio 25, 2015 4:21 AM a me sembrano surreali queste sottilizzazioni, dal thread emerge che c'è una villa abusiva ed è zona ricettacolo delle peggio schifezze!
Sulla carta può anche essere riserva integrale ma se nei fatti è un coacervo di monnezza si parla solo di teoria...
Poi magari chi scrive drammatizza ma le foto con la cassaforte aperta sembra reale....

Anonimo ha detto...

E' inutile continuare a disquisire sullo status di area protetta o meno con link vari. La realtà è che il pineto sarà pure una zona protetta ma dove non c'è nessuno che concretamente la protegge. Risulta quindi un ricettacolo di sbandati baracche, prostituzione, criminalità e roghi tossici.

Anonimo ha detto...

Si non si discute l'abbandono, si discute la soluzione con bar e parcheggiproposta dal corivo di RFS.

Anonimo ha detto...

9:14 AM

E quindi costruiamoci lo stadio della Lazio, tanto così com'è fa schifo.


Anonimo ha detto...

Nella parte alta della pineta, nella zona adiacente all'auditorium, attualmente piena di monnezza e utilizzata come pisciatoio o per attività criminali, un bar ci starebbe benissimo. Anzi prima ce ne era uno ma è andato a fuoco, per xause naturali si intende, tanto per restare in tema.

Massimo Trabucchi ha detto...

Ho scritto siepi ma come hanno già detto altri la questione non è quella, il punto è se una realtà importante come è quel parco debba rimanere all'abbandono tanto la fauna si accontenta oppure possa essere accogliente anche per l'uomo, anche solo per la vista. Non è che nelle oasi del WWF sia vietato l'ingress, anzi...

Ps: per la redazione, non sarebbe giusto che chi scrive debba registrarsi e magari firmarsi con nome e cognome? Credo che il blog sarebbe più costruttivo.

Massimo Trabucchi ha detto...

Ho scritto siepi ma come hanno già detto altri la questione non è quella, il punto è se una realtà importante come è quel parco debba rimanere all'abbandono tanto la fauna si accontenta oppure possa essere accogliente anche per l'uomo, anche solo per la vista. Non è che nelle oasi del WWF sia vietato l'ingress, anzi...

Ps: per la redazione, non sarebbe giusto che chi scrive debba registrarsi e magari firmarsi con nome e cognome? Credo che il blog sarebbe più costruttivo.

Anonimo ha detto...

Il fatto è che se il verde non è curato può trasformarsi in discarica abusiva. I fatti di fatto accreditano questa tesi purtroppo. Va curato si intende come un oasi naturale e non a giardinetto ovvio. Ma l abbandono non fa bene alla salute delle piante.

Anonimo ha detto...

Non è la cura che lo fa trasformare in discarica ma la mancata sorveglianza. Che vuol dire verde curato? Ricordo nella parte svizzera del Parco nazionale dello Stelvio che visitai nel 1978 che lasciavano tutto com'era, l'unica cosa che "curavano" erano i sentieri per permettere il passaggio e anche lì poteva capitare che un albero caduto sul sentiero non venisse toccato e si doveva scavalcare. Per non parlare del sottobosco che era una coltre impenetrabile di piante e rovi. Ma dal momento che serviva agli animali non umani lo lasciavano così. In Italia non si arriva a certi estremi, perlomeno non in tutta la superficie dei parchi. Ma un conto è il metodo svizzero, un conto il voler trasformare una riserva in giardino. Nel Parco del Pineto certo che si può entrare, ma per come è istituito le esigenze di piante e animali vengono prima di quelle degli uomini.

Anonimo ha detto...

dal sito di Romanatura

Nel mese di febbraio nel corso di un pattugliamento a piedi presso il Parco Regionale Urbano del Pineto, a pochi metri dalla biblioteca, i Guardiaparco in servizio presso la sede di Valle dei Casali hanno trovato a terra una tessera bancomat. Dopo una breve ricerca sono riusciti a individuarne la proprietaria che ha raccontato loro di essere stata vittima di un furto nel proprio appartamento durante il quale i ladri avevano addirittura smurato e rubato l’intera cassaforte. Per questo furto la signora aveva sporto una regolare denuncia.

I guardiaparco hanno deciso quindi di effettuare un successivo pattugliamento sul luogo ed in particolare sono tornati al lato del viale dove avevano trovato la tessera, inoltrandosi nella parte più interna dalla vegetazione, per verificare se vi fosse un’ulteriore eventuale presenza di refurtiva. Con loro grande sorpresa hanno trovato nascoste tra i cespugli ben tre casseforti divelte, una delle quali completamente vuota e le altre due parzialmente svuotate. Hanno quindi trasportato le casseforti con tutti gli oggetti individuati e raccolti nelle immediate vicinanze, nella Sede di Valle dei Casali, e dopo averli inventariati, hanno contattato di nuovo la proprietaria del bancomat.

Quando la signora si è presentata presso gli uffici, i Guardiaparco le hanno potuto restituire, oltre a mazzi di chiavi e documenti anche alcuni gioielli evidentemente giudicati di scarso interesse dai rapinatori ma reputati di grande valore affettivo dalla proprietaria che è stata molto felice di averli ritrovati.

Inoltre, grazie all’esame dei documenti raccolti e alle informazioni fornite dalla signora riguardo ad altri furti avvenuti nel suo palazzo, i Guardiaparco hanno potuto individuare anche gli altri due proprietari delle casseforti trovate.

Un esempio di come a volte il pattugliamento a piedi, regolarmente svolto dai Guardiaparco, possa rivelarsi molto più fruttuoso e utile alla popolazione di quello in automobile, ugualmente indispensabile in Aree frammentate all’interno del tessuto urbano come quelle di RomaNatura

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